Page 1


2


Introduzione Raccontati dalla Luce è un percorso che si snoda tra due sale completamente al buio del museo di Scienze Naturali di Bergamo. Nella penombra la tradizionale analisi zoologica diventa suggestione fiabesca. Tredici animali sono stati illuminati da piccole luci al led, in grado di isolarli dal contesto e di creare giochi di forme ed ombre che solo l’illuminotecnica può dare. Ogni animale illuminato racconta una storia imprevedibile, che prescinde dai canoni letterari o dell’immaginario collettivo. I racconti sono stati pensati per coinvolgere un pubblico vasto e per stupire differenti visitatori di età e background culturali diversi (ovvero l’usuale target di un museo di Scienze Naturali). Nonostante l’istallazione dovesse essere percepita dai visitatori in completa autonomia e indipendenza, l’inaugurazione è stata pensata come un happening che, tramite i racconti, accompagnasse il pubblico attraverso le sale buie del museo. Le letture ed esecuzioni di attori e musicisti hanno guidato i presenti attraverso un percorso che intrecciava momenti di intrattenimento puro ad altri più pervasivi. Il successo dell’evento è stato decretato dal afflusso di visitatori che, dopo l’inaugurazione dell’8 Agosto, hanno continuato a seguire l’installazione: circa 600 persone in media a serata per i successivi quattro sabati. Raccontati dalla luce è stato un ottimo esperimento di unione fra diversi mezzi espressivi: la letteratura e l’installazione visiva. Un museo all’interno del museo. Giovani artisti che si divertono a scolpire gli animali con la luce e giovani scrittori che spaziano nell’immaginazione inventando storie impossibili, per mantenere acceso lo stupore anche nei bambini più vecchi.

* Racconto per tutti ** Attenzione! Un bambino potrebbe annoiarsi a morte

3


4


5


Le buche dello struzzo * Lo struzzo un giorno si perse.

Uova di struzzo ** Dalle memorie perdute di Jacques Bunjal. Francoforte, 13 gennaio 1959 “mentre felipe lava i piatti dai resti di lasagne del pranzo appena trascorso -e li lava in modo eccezionale, garantisco- riesco a rinchiudermi a chiave nell’ovile e mi godo l’intimità con i miei struzzi. Durante il ricevimento dell’altra sera il piccolo mengi ha portato delle strane uova asserendo convinto che fossero uova di struzzo1. Dopo le mie ripetute offese riguardo al suo naso da suino, mengi, per farmi tacere, ha deciso di regalarmene due esemplari, affinché li portassi a casa e li esaminassi più dettagliatamente. Sono le nove e quarantacinque. posso scrivere ufficialmente che, alla luce dei test reagenti al benzoino, queste uova sono precisamente uova di struzzo2 . Le accarezzo furtivo e attendo pazientemente lo schiudersi del guscio. a volte le bacio silenziosamente”. Andrea

6

Non era un gran genio a detta dei suoi amici; per esempio infilava di continuo la testa nel terreno anche se non ce n’era bisogno. Inoltre si fissava su alcuni punti e li trapanava così tanto che il risultato era un gran buco per terra e una testa di struzzo più spelacchiata di prima. Nessuno aveva capito il perché, ma i più indulgenti riconducevano tale sua fissazione ad un trauma infantile. Finché un giorno nessuno lo vide più e dopo estenuanti rierche lo diedero per morto. “Era così ingenuo che si sarà fatto intrappolare da qualcuno che ora si gusta le sue soffici carni di struzzo ingenuo!” supponevano i suoi compagni. Solo mesi dopo lo videro tornare con il piumaggio più curato di quello di un’aquila reale e con il volto orgoglioso del falco, accompagnato da diverse femmine di struzzo che cercavano di attirare la sua attenzione di continuo. Raccontò di come un giorno, scavando una buca lunga più di ottanta zampe, si trovò ricoperto da un liquido nero orribile che gli sporcò tutto il piumaggio; mentre camminava lordo di questo nero fluido alcuni umani lo videro, gli fecero una gran festa non cercando però in nessun modo di cuocere le sue carni dolci. Anzi! Lo veneravano come un dio e gli procurarono diverse femmine delle migliori specie. La fine la sapete meglio di me. Ora i compagni dello struzzo ingenuo non fanno altro che cercare l’oro nero infilando le loro teste spelacchiate nel terreno mentre lui beve acqua delle migliori sorgenti e le sue piume soffici vengono curate dagli unguenti più ricercati dell’Africa Centrale. Adele


7


8


Chiropote superstar * Nessuno nell’intera foresta venezuelana aveva capito a cosa servisse il naso bianco di chiropote dal naso bianco e sinceramente restava un grande mistero anche per lui. Questo naso bianco gli aveva creato dei seri problemi d’identità e non vi sto a parlare dello scherno che doveva subire dal gruppo più conosciuto dei chiropotes dalla lunga barba. Le scimmie lo deridevano continuamente e un giocatore di baseball che si era perso nel mezzo della foresta lo confuse con una palla, ci vollero diverse ore di dialettica raffinatissima per convincerlo del contrario. Fu dopo questo increscioso episodio che il nostro chiropote si decise a dare un senso al suo naso bianco e lasciò la foresta, che giudicò provinciale e inadatta alle sue doti. Arrivato in città fece qualsiasi lavoro, il lava piattini, il suonatore di nacchere, il tassista per parassiti e, addirittura, l’animale di compagnia, finché un giorno, leggendo i titoli del giornale, ebbe un’illuminazione: “Farò il punto del punto esclamativo!” si disse. Così cominciò la sua fortunata carriera di punto del punto esclamativo. Molti hanno cercato di imitare il candore e l’immobilità del suo naso bianco nella punteggiatura, ma nessuno mai riuscì a raggiungere tale livello e maestria. E non vi dico ora nella foresta quanto le scimmie e i chipopotes dalla lunga barba rimpiangano il nostro protagonista, per non parlare del giocatore di baseball il quale adesso non fa altro che rilasciare interviste ai tabloid sulla sua esperienza col famoso chiropote dal naso bianco, re dei punti di tutto il mondo. Adele

9


Il coccodrillo ** Dal quaderno blu di Jacques Bunjal salvato dall’autodistruzione grazie a Felipe, suo fedele maggiordomo: “magico eclettico1. Un terremoto è stata la mia nascita. Elegante con le lacrime. Il sorriso del mio coccodrillo di pezza e il sorso d’aria del primo passero solitario. Un’opera mai vista. E nemmeno mai sentita perché il coccodrillo si è occupato delle relazioni con il pubblico subacqueo e terrestre e in breve tempo nella mia città tutti avevano superato la paura del buioso terremoto e prendevano il sole dalle nuvole meraviglia. Vaniglia e cioccolato spalmati sopra il naso dell’anfibio dai denti aguzzi -dinosauro di fiume. e nacque un serpente.” Luca Gallo

10


11


12


Il ciclo di conferenze della tigre * La tigre era stufa, dico stufa!, di essere paragonata a tutti gli altri felini del mondo. Era talmente stanca di dover sempre puntualizzare la sua unicità che, un giorno, decise di tenere una serie di conferenze nella giungla del Bengala per promuovere la sua immagine e per non dover più sentire affermazioni menzognere sulle sue abitudini. Da tutto il mondo, per l’evento, accorsero animali di ogni specie, fra cui: il movimento hippie dei lenti loris (che impiegò cinque mesi a fare duecento metri dalla loro postazione), il chiropote dal naso bianco superstar, il riflesso dell’impala e addirittura il pangolino, che però venne isolato a causa della sua puzza, poverino. Ad ogni modo, la tigre si rivelò talmente noiosa e piena di sé che la conferenza fu un fallimento planetario. Si sospetta per di più che abbia approfittato di tanto affollamento per farsi delle belle mangiate di scimmie e lucertole; si dice che convincesse i poveri animali con delle tisane dal sapore eccezionale per poi sbranarseli in un sol colpo mentre discorrevano animatamente sull’importanza della biodiversità. Per cui nella giungla del Bengala ancora nulla è cambiato; la tigre striscia nella notte solitaria cercando la sua preda e confonde il suo manto con le ombre della luna sfuggendo, attaccando. Adele

13


14


Elefante elegante * elegante elefante coccoloso coccodrillo dromedario deridda taffetĂ pinguino postino giraffa caraffa sedicenti serpenti lamenti tulipano tucano ippopotami a rotoli gazze pazze ragazze donne e nonne mammelle di mamme scorpioni fifoni scarafoni rettili duttili il cacciatore alligatore puzza di struzza muffa criceti in ceti banchi di granchi tango di branco mango babbuino in babbucce formica di formica uomo di donna io Andrea

15


16


Sono l’orso dal Collare * Non dovrei dirlo così liberamente, ma sono un supereroe. Già. Vivo in montagna, ad altissime quote. Non passo tutto il giorno a mangiare anche se vado matto per le bacche e per la frutta succosa, sia chiaro. Io sono il protettore del bosco. Il mio destino è marchiato sul mio petto. Questa mezza Luna mi dona poteri sovrannaturali. Di notte, quando la Luna nel cielo è uno spicchio, il mio collare si illumina di una luce abbagliante e sento la mia forza aumentare incredibilmente. Mi muovo a velocità supersonica lasciando una scia come fossi una stella cadente. Raggiungo così tutti i luoghi della montagna dove gli uomini costruiscono e abbattonoalberi, uccidendo, per sempre, i boschi e gli animali che ci vivono. Mi diverto a fare in mille pezzi i loro attrezzi da lavoro e lancio gru e camion fino a valle. Una volta feci arrivare una piccola gru fino all’Oceano Pacifico. Faccio molta attenzione a non far male a nessuno. Voglio il bene di tutti. Mio nonno era un supereroe ed anche lui fece il bene del bosco aiutando tanti animali a continuare a vivere nel loro habitat naturale. Mio padre invece quando scoprì i suoi poteri diventò un tiranno. Si fece nominare SuperGranRe del Bosco, imponendosi con la sua forza sugli altri animali. Quando morì, trovai nella sua tana dei soldi umani provenienti da diverse nazioni del mondo. Con ansia, Luna dopo Luna, attesi che il mio collare diventasse luminoso e quando accadde, nello stupore di quella luce incredibile, giurai a me stesso e al bosco di seguire la strada di mio nonno. Salvatore Blandini

17


Iena * ‘sa gregnet pò? se nella savana con la luna piena odi una risata strana è quella della iena ti piace pensare che ride per piacere non riesci a immaginare che il suo è solo dovere quando il re leone ha distribuito i versi dormiva sul balcone e tutti se li è persi per fortuna una zanzara vedendola dormiente ha fatto gran cagnara per svegliarla immantinente la iena ha aperto gli occhi col viso rintontito per colpa degli gnocchi che non aveva digerito

mai più morale ed etica mai più legge del branco il vento la solletica da fianco a fianco si apre in un sorriso la bocca sua sdentata che poi diventa riso anzi, proprio una risata il re, che ormai dormiva trasale e si risveglia: quella risata viva gli scuote il dormiveglia in preda all’emozione la sua memoria stanca ha un’illuminazione: “ecco il verso che mi manca! nessun tra gli animali ha un verso divertente: “ste risate eccezionali divertiran la gente

quando l’insettino le spiegò della riunione schiacciò un altro pisolino liquidando la questione

farò un emendamento un obbligo sarà: visto che ha gran talento la iena riderà!”

intanto al ministero non sanno cosa fare

oh che destin ridicolo ahimè povera iena costretta dentro il vicolo di una risata aliena

la iena, che mistero non si degna d’arrivare sdraiata sulla schiena alla luce della luna sorride serena senza paura alcuna alla luce delle stelle fa un sogno assai speciale abbandona la sua pelle e il suo essere animale

18

è il dolore che cinge il tuo cuore animale ma la legge ti costringe a un’allegria artificiale perciò la tua risata è il ghigno dell’oppresso e dietro la facciata la morte è il suo riflesso

solo in sogno liberata abbandoni la tua pelle eterna incatenata al sorriso del ribelle ih ih ih ih ih ih ih ‘sa gregnet pò? Andrea


19


20


*Alcuni esempi dei faretti LED installati in modo da non danneggiare gli animali e il corredo delle teche. Questa nuova tecnologia permette di ridurre al minimo i consumi massimizzando la resa e la durata nel tempo. Ogni singolo faretto consuma 1 Watt generando la particolare illuminazione visibile nelle fotografie. Un’altra caratteristica ottimale per il nostro scopo consiste nel fatto che questa tipologia di luci ha una diffusione di calore estremamente bassa se confrontata con luci ad incandescenza o alogone; questo ci ha permesso di non compromettere piumaggi e pellicce degli animali scelti per le nostre installazioni. Dettagli tecnici possono essere richiesti al nostro Team. 21


L’anima del gufo *

Campi di loris per sempre **

Questa storia ha dell’incredibile ed è per questo Nonostante i loris siano che dovete ascoltarla. piccoli, molto lenti e abbiano un’espressione facciale che non Poco tempo fa, mentre stavo nel letto di notte cercando di leggere un libro, induce alla gioia di vivere, notai un gufo che mi osservava dalla finestra. Gli dissi per ischerzo: “Vieni qua, gufo! Raccontami la tua storia! Devo scrivere dei racconti ed ne ho bisogno.” Vidi il grande volatile aprire le ali appena finii di parlare, si mise ai piedi del letto e disse: “La mia anima ha vagato per molto tempo prima di decidere in che corpo stare”. Io, ancora sbalordito dalla scena, non riuscii ad emettere alcun suono ma il gufo continuò: “Nell’altra vita ero un piccione, un piccione strano. Ero molto grosso e mangiavo solo le briciole più prelibate della città di Vhys. Amavo la natura e per questo fuggii nella vicina foresta di Merq, ma lì non ebbi fortuna e fui preda facile di non so chi. Divenni un’anima e mi diedero la possibilità di vagare per il mondo cercando l’animale in cui avrei voluto incarnarmi. Decisi che volevo viver di notte, quando tutto tace e il caos si ferma. Inoltre desideravo essere un volatile che predasse animali della città per dare loro la possibilità di divenire delle anime in cerca di corpi. Fu così che scelsi di diventare gufo.” Dopo aver raccontato la sua storia il grande animale alato volò fuori dalla finestra in cerca di prede. Io mi addormentai pensando che è sempre molto pericoloso chiedere ad un gufo di raccontare la sua storia. Adele

si attesta che questi piccoli animali furono i fondatori del movimento hippie della giungla bengalese. Ora tutti amano il movimento hippie laggiù. Per esempio, è stata avvistata la tigre del Bengala che, invece di andare a caccia, raccoglie delle erbette per farne delle tisane e discorre abbastanza noiosamente sull’importanza dell’essere vegani. Vi assicuro però che ci sono volute dure lotte affinché i modi di fare dei piccoli loris avessero successo. Qua sotto è riportato letteralmente lo statuto del movimento hippie dei piccoli, lenti e occhiuti animali: 1- Prendiamo la vita con più calma! Basta con questa agitazione per andare a caccia, per ripararsi, per riprodursi. Sprechiamo energie solo se è necessario! 2- Contro gli automatismi della giungla! Abbracciate i vostri amici ogni volta che li incontrate, come facciamo noi! 3- Godiamoci la notte! Basta con questi coprifuoco imposti dalle altre generazioni! È evidente che il movimento hippie dei nostri piccoli loris impiegò all’incirca sette secoli a diffondersi a causa della loro proverbiale lentezza e qualcuno, nella giungla, pensa che la loro rivoluzione si sia diffusa addirittura fra i bellicosi umani di altri continenti. Da non crederci. Abbracciamoci tutti. Adele

22


Il riflesso dell’impala *

Il cinghiale canta la lirica *

Questa storia non inizia molto bene, lo so. lalarallalalaralla In una calda estate il nostro impala vide morire lentamente, ad uno a uno, i suoi impala amici. Disperato e ormai unico esemplare della savana di Bustry, vagò senza meta. Nei ruscelli scorgeva riflettendosi i musi dei suoi amici, ormai morti e lontani. Solitario, si mise a vagare per la distesa enorme della savana in cerca di ruscelli sempre più grandi e laghi e fiumi dove il suo riflesso si potesse perdere nella distesa d’acqua, cancellando il ricordo ed il dolore. Capite anche voi che dal momento in cui il nostro impala scorse in lontananza la grande distesa dell’oceano, da un cucuzzolo dove si era rifugiato, non riuscì a pensare ad altro per intere giornate, finché non decise di corrergli incontro per rifletterci il suo bel muso solitario. Oh. Non riuscite a vederlo anche voi? Corre nel vento agile verso l’oceano, i raggi del sole gli accarezzano il manto e piccoli cumuli di terra sabbiosa si alzano dai suoi zoccoli delicati. Non lo invidiate anche voi, nella sua corsa meravigliosa verso il riflesso più grande del mondo, l’oceano? Come andò a finire, dirvi non so. Si dice che l’impala riflettendo il suo bel muso cadde nell’acqua e nuotò fino alla fine del mondo e si dice ancora che alcuni marinai del golfo di Moja lo hanno avvistato, sei raggi di Giove fa, mentre cavalcava le onde di nottefissando il cielo. Sono sicuro che stesse pensando: “Ora ho voglia di riflettermi nell’universo!”. Queste teste sono le teste degli animali che si riflettono nel cielo, o così mi va di pensare. Adele

laaaaaaaaaaaaaa chi mi dà un la chi mi dà un la laaaaaaaaaaaaaa quando ero giovane che stavo bene non ero impagliato tutto il bosco mi stava a sentire si sedeva e ascoltava la Carmen il Rigoletto la Vedova allegra quando ero giovane cantavo sempre che stavo bene non ero mica impagliato e quando ero giù cantavo il blues e quando ero allegro cantavo il pop e le canzonette della radio che non mi faccio mica problemi io a dire che ascolto anche quelle e quando ero un bambino mi sedevo in cucina e mia nonna cantava la voce più bella di tutto il creato potete crederci e quando era giù cantava il blues e quando era allegra cantava le canzonette della radio la mia nonna pace all’anima sua io me la ricordo bene la mia nonna anche adesso che m’hanno impagliato loro credono di avermi svuotato di tutto ma la memoria della mia nonna che canta loro non me la svuoteranno mai. Andrea

23


Crediti: Organizzazione e luci: Andrea Anghileri, Francesco Chiaro, Claudio Cristini, Emma Panza Coordinatori dei testi: Andrea Arnoldi e Adele Pappalardo Audio: Thomas Crames Fotografie: Claudio Cristini e Andrea Anghileri Progetto grafico Comunicazione e Pubblicazione: Francesco Chiaro, TBS Print Sponsor tecnico per le luci: Arditi Lighting Components Grazie a: Marco Valle e tutto lo staff del museo, Matteo Postini, Luca Gallo, Paola Di Bello

Raccontati dalla luce - Unfold trough light  

Raccontati dalla Luce è un percorso che si snoda tra due sale completamente al buio del museo di Scienze Naturali di Bergamo. Nella penombra...

Advertisement