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CARATTERISTICHE PRINCIPALI • Titolo originale: Radetzky-Marsch • Compositore: Johann Strauss • Tipo: marcia patriottica • Epoca di composizione: 1848 • Durata media: 2’ 30’’

• Organico: Banda (flauti, clarinetti, clarinetti, sax contralti, trombe, tromboni, bassi, bombardini, grancassa, rullante


L’ITALIA DEL ‘48 Negli Stati italiani, dopo la caduta della monarchia francese nei primi moti (Palermo) gli insorti chiesero la costituzione, ma ben presto, a partire dall'insurrezione di Venezia e Milano, lo scopo principale divenne l'indipendenza e l'unificazione nazionale. A Milano i cittadini scesero in piazza, guidati da Carlo Cattaneo e per cinque giorni (le cinque giornate di Milano), divamparono i combattimenti per le strade del capoluogo lombardo; poi gli Austriaci si ritirarono nelle quattro fortezze di Verona, Peschiera, Legna go, Mantova (chiamate il quadrilatero), che sorgevano in un'ottima posizione militare, al confine tra la Lombardia e il Veneto mentre il popolo sulle barricate combatteva insieme cantando: "Il canto degli italiani" e sventolava il tricolore. A Milano si formò un governo provvisorio, e lo stesso avvenne a Parma e a Modena. Il vero problema restava tuttavia quello di combattere l'esercito austriaco e cacciarlo da tutto il Lombardo-Veneto.


L’ITALIA DEL ‘48 LA PRIMA GUERRA D'INDIPENDENZA Temendo che nella lotta contro gli Austriaci prevalessero i democratici favorevoli alla repubblica, Carlo Alberto , re di Sardegna, appoggiò le insurrezioni e dichiarò guerra all'Austria. L'esercito piemontese varcò il confine posto sul Ticino, adottando il tricolore come bandiera nazionale, al posto della bandiera del regno di Sardegna. In un primo tempo Carlo Alberto ottenne l'appoggio degli altri Stati italiani e la vittoria a Goito. Ma la condotta del sovrano fece intendere che si proponeva semplicemente di ingrandire lo Stato Sabaudo e gli altri Stati, a partire dallo Stato Pontificio (Pio IX) ritirarono le loro truppe. L'esercito piemontese subì allora il contrattacco dell'esercito austriaco comandato dal maresciallo Radetzky che sferrò la controffensiva. Fu allora sconfitto dagli Austriaci, dapprima a Custoza (1848) e poi, dopo la ripresa della guerra all'Austria, a Novara nel 1849.


IL MARESCIALLO Ma chi è il maresciallo Radetzky? Josef Radetzky, il cui nome completo è Johann Josef Wenzel Anton Franz Karl Graf Radetzky von Radetz nasce del 1766 da una nobile famiglia tedesca boema. Affidato al nonno, Josef è uno studente non brillante, che si appassionava unicamente alla storia, con una particolare predilezione per Giustiniano e il Re Sole e a diciotto anni, il 1º agosto 1784 fu ammesso come cadetto nel reggimento di corazzieri Caramelli. Con un servizio nell'esercito austriaco durato oltre 70 anni, per le sue vittorie militari contro Napoleone e, soprattutto, contro Carlo Alberto e i patrioti italiani, è ricordato in Austria come eroe nazionale e in Italia come il simbolo stesso dell'occupazione austriaca. Radetzky morì alle ore 8 del 5 gennaio del 1858, nella sua casa di Milano, in seguito a una caduta e per ordine di Francesco Giuseppe (imperatore d’Austria) venne proclamato un lutto di quattordici giorni. In seguito alla sua morte, l’Impero perse la Lombardia, Parma, Modena, la Toscana, Bologna e, l'anno dopo, Marche e Umbria. Con la scomparsa di Radetzky, aveva avuto fine l'egemonia austriaca in Italia.


UN MARCIA IN APPENA 2 ORE!

Quando il 6 agosto 1848 Radetzky entrò a Milano, e l'Austria firmò con il Piemonte l’armistizio, con l’obbligo (per i piemontesi) di lasciare Lombardia e Veneto precedentemente occupati, portando all'interruzione della prima guerra di indipendenza italiana che si sarebbe conclusa l'anno successivo con la sconfitta dei piemontesi a Novara. A Vienna, ancora in preda alla rivoluzione, questo significativo evento militare venne accolto con grande gioia dai fedelissimi della monarchia asburgica, tra cui l'intraprendente Friedrich Pelikan, funzionario statale e proprietario del ”Cafè-pavilion” sulla Wasserglacis di Vienna che insieme a Carl Hirsch (un esperto di illuminazioni), colse al volo la vittoria di Radetzky per organizzare per la sera del 31 agosto 1848 nel suo café sulla distesa verde della Wasserglacis un "Festival per la Gran vittoria, con tante allegoriche e simboliche rappresentazioni e luminarie eccezionali, in onore dei nostri coraggiosi soldati in Italia, e per beneficenza ai soldati feriti". I volantini che pubblicizzarono l’evento del 31 agosto annunciarono anche che il direttore dei balli imperiali di corte, Johann Strauss avrebbe diretto la musica avendo l'onore di dare l'anteprima, tra i vari brani musicali, anche di una nuova marcia dal titolo Radetzky-Marsch, composta in onore del comandante e dell'esercito imperiale in sole 2 ore!


IL COMPOSITORE Johann Baptist Strauss (padre) nato nel 1804, cresciuto e morto a Vienna a soli 45 anni è stato un compositore e direttore d'orchestra austriaco, considerato il creatore del valzer viennese, che seppe portare a livelli di dignità mai raggiunti fino a quel momento e contribuì alla sua diffusione nel resto del continente europeo. Con lui il valzer smise di essere una semplice danza contadina e fece il suo ingresso anche fra i livelli più alti della società, sia come musica da ballo, sia come musica da concerti. La sua fama di compositore è legata tutt'oggi alla Radetzky-Marsch che viene eseguita ogni anno come fuori programma conclusivo durante il Concerto di Capodanno dei Wiener Philharmoniker.


RADETZKY IN CUCINA Gli gnocchi di zucca e il conte Radetzky Joseph Radetzky, oltra ad essere accanito amante del corpo militare, aveva un’altra passione. Egli sposò una stiratrice milanese che gli cucinava piatti di cui andava ghiotto, come la Cotoletta alla Milanese e gli gnocchi di zucca, di cui era golosissimo.

In suo onore gli venne anche dedicato un dolce tutt’ora in voga nelle pasticcerie viennesi a base di crema e frutti i bosco. La stessa pasta viene anche proposta nel bar milanese di Corso Garibaldi che prende il nome dal maresciallo austriaco.


Radetzky  
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