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PERIODICO MENSILE DI CULTURA E INFORMAZIONE . N.1 MARZO 2018 - Spedizione in abb. Postale D.L.353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n.40) art.1, comma 2 Dir. Business - Savona

Giornale della Comunità parrocchiale SAN PIO X Via Bergamo 10 - 17025 Loano (SV) 019.670322 (chiesa) 019.67.79.679 (fax) 019.67.79.680 (viceparroco) e-mail sanpio10@libero.it sito web www.sanpiodecimoloano.it c.c.postale 59735928 - Parrocchia S. Pio X Loano

APPUNTAMENTI IMPORTANTI DA RICORDARE: Domenica 29 aprile 2018 : ore 11 Sante Cresime dei ragazzi di II media Domenica 20 maggio 2018 : ore 11 Festa delle Famiglie Domenica 13 maggio2018 : ore 11 S. Messa delle Prime Comunioni dei bambini di IV elementare Sabato 5 maggio 2018 : ore 15.30 Prime Confessioni dei bambini di III elementare Campo parrocchiale a Nava dal 22 luglio al 29 luglio 2018

MESSAGGIO DEL VESCOVO PER LA SANTA PASQUA DI RISURREZIONE 2018 Il fuoco della Pasqua Carissimi fratelli e sorelle, 1. ancora una volta ci è donato di vivere la Solennità della Pasqua del Signore, “festa delle feste”, “solennità delle solennità”; Sant' Atanasio la chiama “la grande domenica”! La notte di Pasqua per antichissima tradizione è “la notte di veglia in onore del Signore” (Es 12,42) e giustamente definita “la veglia madre di tutte le veglie” (S.AGOSTINO); in essa rivivremo il suggestivo rito dell'accensione del cero pasquale: attinta dal “fuoco nuovo”, la luce a poco a poco scaccerà il buio e rischiarerà l'assemblea liturgica. ll braciere, che arde fuori della chiesa e da cui si accende il cero pasquale, attrae la nostra attenzione e tutti attendiamo al buio di poter accendere la nostra candela. Il trionfo della luce sulle tenebre, del calore sul freddo, della vita sulla morte, è espresso dal fuoco nuovo, intorno al quale si riunisce la comunità mentre il sacerdote compie i riti di accensione del cero. La preghiera che accompagna la benedizione del fuoco è davvero espressiva: "O Padre, che per mezzo del tuo Figlio ci hai comunicato la fiamma viva della tua gloria, benedici questo fuoco nuovo, fa che le feste pasquali accendano in noi il desiderio del cielo, e ci guidino, rinnovati nello spirito, alla festa dello splendore eterno” (Dal Messale Romano). Il Santo Padre Francesco nel suo Messaggio per la Quaresima 2018 ha voluto sottolineare questo simbolismo del “fuoco nuovo” della Pasqua, sottolineatura che mi piace riprendere e sviluppare nel messaggio augurale che offro alla nostra comunità diocesana in occasione della Pasqua di Risurrezione 2018. 2. Partendo da una frase dell'evangelista Matteo, “per il dilagare dell'iniquità l'amore di molti si raffredderà” (24,12), il Papa ci invita a considerare la situazione di 'raffreddamento dei cuori' che caratterizza il tempo attuale; Gesù la pronuncia nel discorso sulla fine dei tempi a Gerusalemme, sul Monte degli Ulivi mentre risponde a una domanda dei discepoli che gli chiedono quando accadrà la distruzione del Tempio, quale sarà il segno della sua venuta e della fine del mondo. Gesù li mette in guardia dai falsi profeti e annuncia una grande tribolazione descrivendo la situazione in cui potrebbe trovarsi la comunità dei credenti: di fronte ad eventi dolorosi, alcuni falsi profeti inganneranno molti, tanto da minacciare di spegnere nei cuori la carità che è il centro e cuore di tutto il Vangelo. 3. Purtroppo non mancano eventi dolorosi che rattristano i nostri giorni e neppure mancano i falsi profeti! Ma chi sono questi falsi profeti? “Essi sono come “incantatori di serpenti”, ossia approfittano delle emozioni umane per rendere schiave le persone e portarle dove vogliono loro. Quanti figli di Dio sono suggestionati dalle lusinghe del piacere di pochi Pag.1


istanti, che viene scambiato per felicità! Quanti uomini e donne vivono come incantati dall'illusione del denaro, che li rende in realtà schiavi del profitto o di interessi meschini! Quanti vivono pensando di bastare a sé stessi e cadono preda della solitudine!” (FRANCESCO, Messaggio per la Quaresima 2018) 4. Falsi profeti “sono quei “ciarlatani” che offrono soluzioni semplici e immediate alle sofferenze, rimedi che si rivelano però completamente inefficaci: a quanti giovani è offerto il falso rimedio della droga, di relazioni “usa e getta”, di guadagni facili ma disonesti! Quanti ancora sono irretiti in una vita completamente virtuale, in cui i rapporti sembrano più semplici e veloci per rivelarsi poi drammaticamente privi di senso! Questi truffatori, che offrono cose senza valore, tolgono invece ciò che è più prezioso come la dignità, la libertà e la capacità di amare. E' l'inganno della vanità, che ci porta a fare la figura dei pavoni… per cadere poi nel ridicolo; e dal ridicolo non si torna indietro. Non fa meraviglia: da sempre il demonio, che è «menzognero e padre della menzogna» (Gv 8,44), presenta il male come bene e il falso come vero, per confondere il cuore dell'uomo” (FRANCESCO, c.s). 5. Dante Alighieri, nella sua descrizione dell'inferno, immagina e presenta il diavolo seduto su un trono di ghiaccio (“Lo 'mperador del doloroso regno / da mezzo 'l petto uscia fuor de la ghiaccia” (Inferno XXXIV, 28-29)) egli abita nel gelo dell'amore soffocato. Il cuore freddo è immagine forte e inquietante che rende molto bene l'idea di un uomo chiuso nella sua solitudine egoista ed incapace di prossimità calda e fraterna. A Pasqua possiamo chiederci che cosa raffredda il cuore dell'uomo e possiamo rispondere che di certo “ciò che spegne la carità è anzitutto l'avidità per il denaro, «radice di tutti i mali» (1 Tm 6,10); ad essa segue il rifiuto di Dio e dunque di trovare consolazione in Lui, preferendo la nostra desolazione al conforto della sua Parola e dei Sacramenti. Tutto ciò si tramuta in violenza che si volge contro coloro che sono ritenuti una minaccia alle nostre “certezze”: il bambino non ancora nato, l'anziano malato, l'ospite di passaggio, lo straniero, ma anche il prossimo che non corrisponde alle nostre attese” (FRANCESCO, c.s.). 6. Anche nelle nostre comunità l'amore può raffreddarsi: i segni più evidenti di questa mancanza di amore sono: l'accidia egoista, il pessimismo sterile, la tentazione di isolarsi e di impegnarsi in continue guerre fratricide, la mentalità mondana che induce ad occuparsi solo di ciò che è apparente: è quella chiamano “l'età del caos” (F.Rampini) o “l'età della rabbia” (P. Mishra); è chiaro che oscurate le coscienze e raffreddati i cuori si riduce l'ardore missionario (cfr Evangelii gaudium, 76-109); anche la nostra comunità diocesana rischia il raffreddamento quando si lascia andare alle prassi di sempre e non osa la fantasia della carità e della missionarietà, quando teme percorsi nuovi e permane nelle sue consuetudini e tradizioni prosciugate dal calore della fede e della carità. I tempi attuali sono difficili, ma affascinanti: ci è richiesto un soprassalto di missionarietà, un sollevarsi dal torpore e dall'indolenza che raffredda la nostra stagione storica, un riprendersi dallo scoraggiamento, un superamento della confusione e della rabbia, un germogliare vigoroso di una voglia di comunione che veda tutti corresponsabilmente costruttori della Chiesa radicati in Cristo Gesù, Redentore dell'uomo e “centro del cosmo e della storia” (SAN GIOVANNI PAOLO II, Redemptor Hominis,1); un divampare del fuoco nuovo della Pasqua che è il divampare della speranza che non è fatuo ottimismo, dettato dall'ingenua fiducia che il futuro sia necessariamente migliore del passato, ma che si basa sul fatto certo di Gesù Risorto, Speranza e fiducia nostra. Speranza e fiducia sono la premessa di una responsabile e amorosa operosità. Il fuoco è simbolo di vitalità. Il fuoco della Pasqua incendi i nostri cuori della Speranza che non delude (cfr Rm 5,5). Lasciamoci incendiare dallo Spirito del Risorto che apre le porte sbarrate dalla paura che raffredda il cuore e ci libera dalla prigionia dell'io impegnato ad accudire se stesso. 7.“O Dio dell'alleanza antica e nuova, che ti sei rivelato nel fuoco della santa montagna e nella Pentecoste del tuo Spirito, fa' un rogo solo dei nostri orgogli, e distruggi gli odi e le armi di morte; accendi in noi la fiamma della tua carità, perché il nuovo Israele radunato da tutti i popoli accolga con gioia la legge eterna del tuo amore (Messale Romano, Orazione Veglia di Pentecoste)”. 8. Buona Pasqua di Risurrezione a tutta la nostra comunità! Arda di bruciante carità e accolga la consolazione del Risorto come l'accolsero i discepoli di Emmaus; con il profeta Geremia possa esclamare “nel mio cuore c'era come un fuoco ardente, chiuso nelle mie ossa; mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo”(Ger 20,9).Atutti la mia benedizione,

Guglielmo Borghetti, vescovo

Galilea: la chiesa del Primato Pag.2


Santa Pasqua 2018 passo di Zaccheo e visitato Qumran, un luogo molto importante dove si sono ritrovati scritti della Bibbia risalenti al tempo di Gesù e degli Apostoli. Il Mar Morto, 400 metri sotto il livello del mare, è un luogo suggestivo: l'acqua è talmente salata che costringe a stare a galla, ed ha tante qualità curative. È anche l'inizio del deserto della Giudea dove Gesù si è recato spesso, specialmente all'inizio del suo ministero dove ha vissuto le tentazioni. Da domenica 11 marzo a martedì 13 ci siamo recati nei luoghi più significativi della Terra Santa: Gerusalemme e

Quest'anno la S. Pasqua, per me e per alcuni fedeli, è preceduta dal viaggio in terra Santa. È sempre una grande emozione e una grande gioia visitare i luoghi dove Gesù ha vissuto e di cui il vangelo ci parla. Le città, le strade, le case e soprattutto le persone ci parlano di Gesù.

Betlemme. Ad Ain Karen abbiamo rivissuto la Visita di Maria alla cugina Elisabetta e il Magnificat. La Nascita di Giovanni Battista e il Benedictus.ABetlemme ci siamo recati al campo dei pastori e poi alla Basilica della Natività dove una grande stella, sul pavimento, indica il luogo dove è nato Gesù. A Gerusalemme il luogo più significativo è senz'altro il S. Sepolcro: una grande basilica dove è racchiuso il luogo della Crocifissione e il luogo della Risurrezione di Gesù. Un altro luogo commovente è il Monte degli Ulivi con il Cenacolo, e l'Orto del Getzemani dove Gesù ha vissuto le ore più drammatiche. Gli ultimi due giorni li abbiamo riservati al Deserto del Negev, un luogo quasi disabitato, ma ricco di bellezze naturali e testimonianze cristiane, tra cui il Cratere (si dice formato da un meteorite) di Mitzpe Ramon.

Nelle nostre parrocchie siamo abituati al calendario liturgico con scadenze precise. In Terra Santa il calendario si adatta al luogo che si visita. Mi spiego: il giorno in cui si visita la Basilica di Betlemme si celebra il S. Natale, così come nella visita del S. Sepolcro si celebra la Pasqua, e così in tutti gli altri luoghi. Inoltre nel luogo dove si celebra si dice anche: “qui”. Ad esempio a Betlemme si dice: Qui Gesù è nato. Questo linguaggio liturgico aiuta molto ad immedesimarsi con le pagine del vangelo!

I luoghi che abbiamo visitato ci hanno ricordato nei primi giorni la Galilea: terra in cui Gesù ha dimorato con Maria e Giuseppe i suoi primi 30 anni, e poi i primi anni del ministero. A Nazareth abbiamo celebrato e vissuto l'Annunciazione dell'Angelo a Maria. Al Lago di Tiberiade i tanti incontri con i discepoli e con le folle. Al Monte delle Beatitudini: il Discorso della Montagna e la Preghiera di Gesù. A Cafarnao i vari miracoli che sono avvenuti nel paese di Pietro, dove si trovano ancora i resti della sinagoga e della casa. Un secondo tratto del nostro pellegrinaggio è trascorso presso il Mar Morto, dove si trova Gerico. Lì abbiamo letto il

La Pasqua che viviamo insieme è geograficamente situata nei luoghi santi, dove Gesù ha dato origine alle radici della nostra fede. E noi che abbiamo avuto la fortuna di visitare i luoghi santi vorremmo donare a tutti la bellezza e la testimonianza di un vangelo che ancora oggi suscita nuovi cristiani Buona Pasqua Don Luciano Pag.3


La Marcia della Pace Presentazione ma per anni, oltre che tesserata A.C., col marito Pino validi aiuti per Don Luciano durante le celebrazioni liturgiche. Il pranzo, piatto caldo e abbondante e dolce offerto dalla nostra parrocchia, è stato un'occasione per socializzare con persone di altre parrocchie, genitori diACRini, ragazzini e giovani. Alle 14.30 ci siamo radunati nel nostro campetto per dare inizio alla marcia, per la quale gli educatori con i ragazzini avevano preparato cartelloni sulla Pace e piccoli omaggi sullo stesso tema che, lungo il tragitto, hanno offerto alle persone che incontravamo. La marcia si è conclusa alla chiesa di S. Giovanni Battista che ha visto entrare una folla di bambini e adulti ancora intenti a cantare le canzoni che ci hanno accompagnato durante il percorso, ma che ha saputo ritrovare il silenzio e l'attenzione per la celebrazione conclusiva condotta dai nostri assistenti sacerdoti. Non poteva mancare la merenda che è prontamente arrivata dalla S. Pio X, all'uscita dalla chiesa: più sacchi contenenti tanti gustosi panini! Dall'entusiasmo dei nostri reciproci saluti, era evidente che avevamo trascorso una piacevole giornata, che la temperatura mite ed il sole, sia pure invernale, ha permesso di svolgere secondo il programma ben preparato per dare risalto al tema impegnativo della Pace, e di farci desiderare la partecipazione ad altre iniziative che l'A.C. quanto prima ci offrirà!

La nostra parrocchia ha ospitato, il 28 gennaio scorso, la Festa della Pace che l'ACR organizza ogni anno a conclusione del mese di gennaio, periodo dedicato a questo tema. La festa ha dimensione diocesana, perciò i gruppi ACR delle varie parrocchie si ritrovano in quella ospitante per fare giochi, momenti di riflessione e, se il tempo lo permette, la marcia, concludendo poi con una celebrazione. Quest'anno la festa ha avuto carattere unitario, ha coinvolto cioè le varie età presenti nell'associazione: oltre ai ragazzini (ACR), i giovanissimi, i giovani e gli adulti. Sono sempre belle le occasioni in cui ci ritroviamo uniti! Noi adulti, con un pò di orgoglio perché ci sentiamo di esempio, la presenza dei più giovani ci infonde coraggio e ci stimola ad essere ancora più attivi. Ci lasciamo così piacevolmente coinvolgere dalle bans e dai canti, senza fatica, ma pieni di speranza nel vedere giovani appassionati alla fede! La giornata è iniziata con un momento di accoglienza e poi le diverse età si sono divise per attività differenti. Noi adulti abbiamo avuto un interessante incontro col Vice Presidente nazionale di A.C. Giuseppe Notarstefano, che si è concluso poco prima della celebrazione della S. Messa. Al termine della S. Messa è stato conferito un attestato al socio più giovane e a quello più vecchio di ogni parrocchia. Per la nostra S. Pio X è toccato a Giovanni Mandara e di Giulia, figlio del nostro Presidente diocesano Gianmaria, e alla Nunziatina Amorosi, ora ospite della

M. Paola Delfino

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Pasqua alle porte Ricordo con molta tenerezza il periodo pasquale della mia infanzia. Era uso, durante la settimana santa, di preparare le uova sode ce, mia madre, con tanta pazienza ci faceva colorare con colori vegetali. Per me e le mie sorelline era una data attesa, anche perché mia madre, dopo aver ottenuto il risultato di una dozzina di uova colorate: giallo, verde, rosso, porpora provvedeva con sapiente maestria al confezionamento di alcune ciambelle dove un intreccio di pasta formava un canestrello che imprigionava l'uovo. Per l'epoca era il massimo del dolce che unito all'uovo di cioccolata rendeva festa la domenica della Pasqua. Questo è un piccolo episodio per rimarcare quanto entusiasmo il periodo pasquale ha prodotto nelle tradizioni nelle nostre famiglie e nella nostre città. Girando un pochino per l'Italia possiamo trovare tante tradizioni sacre e altro. In Sardegna, a Ogliena, è tradizione portare in processione la Statua della Madonna velata e del Cristo risorto. La mattina di Pasqua si snodano diverse processioni, si intersecano per le vie del paese fino a causare l'incontro della Madonna vestita a lutto che incontra la statua del Cristo. Lungo le strade la gente si dispone su due lati e dalle terrazze, per tutta la durata del percorso, si spara a salve per festeggiare. I fedeli seguono la processione vestiti in costume sardo dando un aspetto di festa e folclore alla manifestazione dando un calore festoso al rito del s' Incontru. Qualche cosa del genere avviene in Calabria. A Reggio l'Affruntata consiste nel portare in processione le statue di Gesù e di San Giovanni e della Madonna. Velata in segno di lutto, viene portata in processione e animata dai portantini in corse lungo le strade cittadine al fine di simboleggiare l'annuncio che Cristo è vivo e risorto. ACaltanissetta , in una atmosfera piuttosto tetra, portano in processione il Cristo, accompagnato da tradizionali canti, La città in penombra, illuminata solo di candele, vive una suggestiva atmosfera. Anche nell'Italia più settentrionale non mancano le manifestazioni e le tradizioni pasquali. Dalle processioni del Venerdì Santo, ogni due anni a Savona è famosa la tradizionale processione che coinvolge le varie casse custodite dalle numerose Confraternite cittadine, al la Processione in Friuli che risale al 1600 e coinvolge tutta la diocesi con il Vescovo in testa per una grandiosa manifestazione religiosa, anche lì vengono proposte alcune varianti del gioco delle uova colorate. Si potrebbe ricercare su tutto il territorio nazionale e si troverebbero altre mille manifestazioni che si basano sulla partecipazione dei fedeli, personaggi importanti nella scena delle varie proposte religiose e non. A me basta pensare alle migliaia di persone che si avvicinano alle rappresentazioni della Settimana Santa per portare il messaggio della Passione del Cristo. A loro modo tutti pregano per l'evento Santo della Pasqua. Berton Bruno

Una vita da donatore Si proprio una vita. Sono arrivato alla 102° donazione e la cosa non mi sembra vera!!!!!! Da giovane, un mio collega di lavoro più anziano mi parlava spesso dell'AVIS. Mi raccontava quello che faceva con grande fervore, così parlando e riparlando anche io sono stato contagiato dal suo entusiasmo e ho cominciato a donare sangue iscrivendomi all'AVIS di Finale Ligure. Da quel momento la mia vita è cambiata: perché essere donatore comporta a volte qualche piccola rinuncia per poi poter donare e essere cosi di aiuto alle persone in difficoltà. Ma questo non ci rende eroi, tutti lo possono fare! E spero un giorno di poter passare il testimone a tanti giovani che come me credono in questo gesto. Buona Pasqua!!!!

Mario T.

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Centro Turistico Giovanile - Loano

PELLEGRINAGGIO A LOURDES NEL MESE MARIANO

LOURDES dal 04 al 07 Maggio 2018 in bus da Loano

1° giorno venerdì: Partenza dai luoghi concordati in prima mattinata e viaggio verso la Francia con soste in autogrill lungo il percorso. Pranzo libero. In serata arrivo a Lourdes, sistemazione in hotel, cena e pernottamento. Dopo cena possibilità di partecipare alla processioneAu Flambeau. 2° giorno Sabato - 3° giorno Domenica: Pensione completa in hotel. Programma inerente al luogo con la partecipazione alle funzioni religiose e tempo a disposizione. 4° giorno Lunedì: Dopo la prima colazione in hotel partenza per il viaggio di rientro. Sosta per il pranzo in Ristorante a Narbonne .Arrivo previsto in serata

Iscrizioni entro marzo Informazioni e iscrizioni: C.T.G. LOANO info@ctgloano.it 019 - 670247 - 019 - 675070 - 333-2177900 Pag.7


Carramba...che sorpresa!!! Un folto gruppo di persone: mamme, papà, nonni, bambini, sono nascosti dietro il sipario del palco, nel salone parrocchiale della San Pio. E' domenica (25/2/2018) pomeriggio, fa' un freddo polare, il cielo è grigio, sui monti nevica. Tutti quelli che stanno sul palco sono in silenzio, qualcuno sussurra, i bambini rimproverano quelli che chiacchierano o fanno luce col cellulare: tutto dev'essere spento e silenzioso! Intanto Don Luciano, in canonica, è preoccupato perché c'è una festa nel salone ma è tutto buio. Sarà saltata la corrente elettrica? Decide, visto che sono le 16 e forse il tempo della pennichella è finito, e telefona a Sergio Boselli, il tuttofare della Parrocchia, quello che sa dove mettere le mani e spesso risolve i problemi. Sergio non si spazientisce, sa che Don Luciano non lo disturberebbe per cose da niente la domenica pomeriggio. Prende il suo motocarro e corre alla San Pio. Sul sagrato lo aspetta Vittorio, suo collaboratore prezioso, e insieme scendono nel salone per verificare l'eventuale guasto. Entrano e li accoglie un boato: sono auguri di buon compleanno! Si aprono le tende ed ecco la moglie, le figlie, i nipoti, parenti ed amici che applaudono proprio lui, Sergio, sì perché, nonostante le apparenze, ha compiuto 80 anni. Lui resta sorpreso, poi capisce ed accoglie contento gli auguri! E' stata una bella festa farcita da cose buone dolci e salate preparate da Bianca, Raffaella, Federica e da amiche, e da una proiezione di foto dei momenti salienti della vita di Sergio, dall'infanzia al matrimonio con Bianca, dalle figlie

Raffaella e Federica ai generi Roberto e Samuele, dai nipoti Nicole, Leonardo, Gaia e Mattia alle varie sagre gastronomiche. Don Luciano non dovrà confessarsi per aver detto una bugia: ha parlato di una festa nel salone, di gente al buio, ed era tutto buio, se ha detto che forse c'era un guasto è perdonato perché l'ha fatto per rendere speciale questa festa! L'occasione è giusta per ringraziare Sergio e, insieme a lui tutti quelli (e sono tanti) che col loro servizio in apparenza non “ecclesiale” (pulizia, manutenzione, fotocopiatura, aggiornamento del sito, contabilità, ecc.) rendono possibile la vita della Parrocchia. Dai bambini, dai ragazzi, dai giovani, dalle famiglie e da noi che seguiamo a ruota anagraficamente Sergio GRAZIE!?!?! Giosetta

Incontro formativo educatori dell’Azione Cattolica La parrocchia di San Pio X da sempre ha aderito con entusiasmo all'Azione Cattolica, un'associazione nazionale laicale che si propone come esperienza di evangelizzazione e di accompagnamento nel cammino di fede, prendendosi cura della formazione cristiana in maniera creativa e vicina alle esigenze della persona (con una particolare attenzione rivolta ad adolescenti e bambini). Dopo questa doverosa introduzione, nel fine settimana del 17 e 18 febbraio, gli educatori provenienti da diverse parrocchie della diocesi, si sono incontrati per fare formazione sull'Azione Cattolica. Per essere in grado di far conoscere ai nostri bambini le bellezze di questa associazione. E' stato un incontro molto bello poiché con attività stimolanti ci hanno spiegato quanto sia importante il ruolo dell'educatore per l'A.C.: quello di orientare i nostri ragazzi nel loro percorso di crescita e di fede. Questo viaggio di accompagnamento, diventa fruttuoso solamente con la testimonianza, la vicinanza e la relazione con i bambini. Per essere buoni testimoni abbiamo compreso quanto sia indispensabile la formazione affinché il servizio educativo possa essere realizzato nella maniera migliore. Si tratta di “formazione organica”, che ha come obbiettivo rispondere alle esigenze dell'educatore: dare una maggiore consapevolezza dei propri limiti e talenti, dare risposte ai propri dubbi, dare importanza alle relazioni con gli altri. Da questa due giorni di formazione, posso dedurre come la missione educativa debba essere fatta con gioia, entusiasmo e coesione, presenti con i nostri bambini e pronti ad accogliere nuovi educatori in questo servizio. A questi ultimi, l'unico suggerimento che mi sento di dare è questo: tanto ti verrà richiesto ma altrettanto ti verrà donato. Giorgio Pag.8


Un territorio “liquido” Anche il nostro territorio sta assorbendo anno dopo anno quella che viene chiamata “società liquida”, dove predominano la precarietà, l'individualismo, le parole e le promesse, ma pochi fatti concreti che affrontano i problemi reali della gente: questa realtà purtroppo ci rimanda a un domani vago e incerto. Questa liquidità, che rende tutto provvisorio e passeggero, attraversa la cultura e i rapporti familiari e sociali: conseguenza è che l'etica non ha più punti di riferimento normativi e stabili, per cui l'io, il suo tornaconto del momento e il desiderio sfrenato di apparire e valere di fronte agli altri diventano il centro di tutto e il “noi” solo un fattore utilizzato a proprio uso e consumo. Sempre più spesso al “Centro” i volontari si scontrano contro l'autoreferenzialità, ovvero quella richiesta, insistente, di assistenzialismo che va a scapito di una progettualità condivisa dalla stessa persona, che deve essere aiutata ad aprirsi al territorio, trovando in esso il supporto stabile di riferimento per affrontare i suoi problemi ed elevare la propria situazione sociale con l'apporto congiunto di sé e degli altri. La nostra Associazione, e non solo la nostra, sta assumendosi impegni gravosi, anche se sostenuta dalla volontà dei Volontari. Con grande generosità, infatti, si cerca far fronte al crescente numero di poveri e borderline e ad un diffuso disagio sociale, che incide anche nella vita delle famiglie e del tessuto sociale locale. Si percepisce sempre più il rischio di una implosione del tessuto comunitario che ha sempre rappresentato il valore aggiunto del nostro territorio, e quindi della nostra società. Quel “camminare insieme” diventa un traguardo che desideriamo riprendere come obiettivo per il domani, consapevoli che dobbiamo lavorare per smuovere la sfiducia e la chiusura di chi, giorno per giorno, deve lottare per una vita dignitosa, se non per la propria stessa sopravvivenza. É necessario sempre più fissare i nostri occhi su coloro che non hanno voce, o la cui voce si perde nel frastuono delle parole e delle promesse perbeniste di incoraggiamento che ricevono. Registriamo con fiducia tanti grandi e piccoli segnali positivi che danno speranza di poter resistere a questa deriva individualistica e ritrovare slancio e vigore nel campo della promozione, a partire proprio dai poveri. Il nostro Centro di Ascolto può contare su un discreto (anche se insufficiente) numero di volontari, i quali lavorano per tentare di garantire un domani agli ultimi, anche se oggi questo impegno rischia di essere indebolito e smantellato, a causa di indirizzi economici che accentuano la spinta al consumo individuale e diminuiscono risorse per una politica sociale più incisiva da parte degli organismi, associazioni e realtà che operano in modo permanente con le persone e che garantiscono loro un sostegno ed un rapporto individualizzato, giorno dopo giorno. Il rischio che al “Centro” tentiamo di evitare è che si cancelli lo stesso principio di solidarietà tra le diverse fasce della società, in nome di una ottimizzazione delle risorse. Occorre dunque interrogarsi insieme alle risorse del territorio non solo sullo Stato sociale, ma prima ancora sul modello di sviluppo del nostro territorio, sull'organizzazione dei servizi, sul mercato del lavoro, sulle priorità verso le quali far rifluire le risorse disponibili. Detto ciò, resta decisivo il mettere sempre e comunque al centro la persona umana, oltre ai suoi bisogni, e puntare a rendere ciascuno autonomo e responsabile di se stesso e capace di rendersi disponibile a contribuire con impegno alle proprie necessità, senza restare puramente passivo, fruitore dei servizi altrui. Papa Francesco parla sovente della “cultura dello scarto”, propria di una società che emargina e confina i più poveri e deboli al di fuori dell'ordinaria vita comunitaria, non tanto e solo sul piano dei beni materiali, ma dei diritti che spettano ad ogni persona per giustizia, prima ancora che per carità. Occorre avere uno sguardo più ampio del nostro oggi e saper avviare strategie di lungo respiro, basate su scelte essenziali che privilegino la famiglia, gli anziani, i ragazzi e i giovani, i poveri: ma questo non possiamo farlo da soli, necessita la partecipazione di tutti! Pag.9


Queste minute ma importanti determinazioni hanno permesso ai Volontari del “Centro” di agire nell'anno 2017 e certamente saranno ancora parte dell'agire dei prossimi anni. In sintesi nell'anno 2017 il “Centro” ha sviluppato i seguenti numeri: · si sono svolti 1.089 colloqui, riguardanti 294 famiglie e 76 singoli; · 43 sono state le nuove conoscenze; · circa il 58% delle persone che sono venute al Centro di Ascolto sono italiane di origine e cittadinanza; · le domande per ottenere aiuti economici per bollette e per problemi sanitari sono state molte: molte sono state prese in considerazione; · anche il medico, presente il mercoledì dalle ore 14.30 alle ore 16.00, ha fatto la sua parte: 153 sono state le presenze; · le famiglie e i singoli che continuano mensilmente ad accedere al Centro Servizi per un pacco alimentare sono 83 per un numero di componenti pari a 314 persone. Il 1° e il 3° martedì del mese dalle ore 15.00 alle ore 17.00 coordinamento dei volontari. Sinteticamente per l'anno 2018, il Centro di Ascolto pensa di realizzare le seguenti attività: · Accoglienza e Ascolto · Distribuzione generi alimentari · Presenza del medico nella propria sede · Instaurare una maggiore collaborazione tra le Parrocchie di Loano e apertura alle Parrocchie dei Vicariati di Loano e di Pietra Ligure · Accrescere la collaborazione con l'Ambito Socio Sanitario di Loano e di Pietra Ligure · Avviare la raccolta di farmaci non scaduti · Attivarsi per un “people raising” e un “fundraising” qualificato · 2 serie di incontri per aggiornamento dei volontari. IL CENTRO DI ASCOLTO HA BISOGNO DI ALCUNI VOLONTARI PER IL SERVIZIO VERSO I BISOGNOSI Don Renato per il Centro diAscolto

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Alla scoperta del gruppo Giovanissimi Il gruppo Giovanissimi di San Pio, è formato dai ragazzi del dopo-Cresima a partire dalla prima superiore fino alla maggiore età, per prepararli a diventare educatori ed educatrici. Questo gruppo aiuta i ragazzi ad affrontare la propria vita e a rapportarsi con il mondo esterno attraverso varie attività. Per esempio andando a trovare gli anziani nelle case di riposo per trascorrere del tempo con loro e farli divertire. Dall'anno scorso il gruppo giovanissimi ha adottato un bambino a distanza occupandosi di lui con i soldi ricavati grazie ai piccoli lavoretti che i ragazzi hanno realizzato. Inoltre abbiamo sostenuto le persone più bisognose donandogli la felicità e la compagnia iniziando a comportarci come veri educatori ed educatrici. Silvia e Lisa

La Santa Pasqua Cristo risorgendo ha sconfitto la morte e l’ha resa per noi un riposo. Siamo giunti infatti a una festa desiderata e salutare, il giorno della risurrezione del nostro Signore Gesù Cristo , segno di pace, fonte di riconciliazione; giorno che ha dato fine alla guerra, ha distrutto la morte, ha sconfitto il demonio. Nel giorno della risurrezione gli uomini si sono riuniti agli angeli, e si sono rivestiti d'un corpo e cantano inni. Oggi viene abolito il dominio del diavolo, oggi sono spezzati i vincoli della morte, è annientato il trionfo dell'inferno; oggi diciamo a voce alta: Dov’è o morte, il tuo pungiglione? Dov'è o morte la tua vittoria? Oggi Cristo, nostro Signore, ha spezzato le porte di bronzo e ha fatto scomparire gli orrori della morte. Giobbe chiamava la morte il riposo per l' uomo. Chi ne dà la prova è Cristo stesso; che diceva : “Il nostro amico Lazzaro s'è addormentato, ma io vado a svegliarlo”. Paolo scrivendo ai Tessalonicesi, dice: “Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui”. Oggi per i cristiani è una stupenda vittoria, il Signore dopo aver eretto un trofeo contro la morte e aver distrutto il potere del demonio, ci ha aperto con la sua risurrezione la via della salvezza. Oggi regna su tutta la terra la gioia e la letizia spirituale, Oggi la schiera degli angeli e il coro di tutte le potenze celesti esultino per la salvezza degli uomini. Carissimi celebriamo con gioia questo giorno di festa nel quale il Signore è risorto. Pace e gioia e Buona e Pasqua. Lucio Telese

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SANTA PASQUA 2018 orari delle celebrazioni venerdì 23 marzo: ore 20.30 Celebrazione comunitaria della riconciliazione per giovani, giovanissimi e adulti. Prove canti. Preparazione delle Palme Sabato 24 marzo: ore 14.30 confessioni dei bambini. ore 20.15 Via Crucis diocesana alla Madonna della Guardia di Alassio. Domenica 25 marzo: DOMENICA DELLE PALME Sante Messe ore 8.30 – 10.00 – 11.00 – 18.00 Mercoledì 28 marzo: ore 19.00 Lettura della Passione per giovani e giovanissimi, medie, sotto gli ulivi. Giovedì 29 marzo: GIOVEDI’ SANTO ore 18.00 Santa Messa dell’Ultima Cena e della carità (si portano doni per i poveri), lavanda dei piedi ai bambini della Prima Comunione. Venerdì 30 marzo: VENERDI’ SANTO ore 18.00 Celebrazione della morte del Signore e adorazione della croce. ore 21.00 Via Crucis all’aperto. Ritrovo in piazza delle Fornaci, Via Montello, Via Isonzo, Via Foscolo, Via Boccaccio, Via Carducci, Via Ponchielli, S. Pio X Sabato 31 marzo: SABATO SANTO ore 21.00 Santa Messa di Risurrezione. Segue un momento di festa. Domenica 1 aprile: PASQUA DI RISURREZIONE Sante Messe ore 8.30 – 10.00 – 11.00 – 18.00 Lunedì 2 aprile: LUNEDI’ DELL’ANGELO Sante Messe ore 10.00 – 11.00 – 18.00 *** Venerdì e Sabato Santo saranno disponibili per le confessioni sacerdoti a tutte le ore del giorno

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Giornale pasqua 2018 comp  
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