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PARROCCHIA SAN PIO X Via Bergamo, 10 - 17025 Loano (SV) Tel: 019.670322(chiesa) 019.670767(abit.) 019.67.79.679 (fax) 019.67.79.680(viceparroco) E-mail: sanpio10@libero.it

PERIODICO MENSILE DI CULTURA E INFORMAZIONE - N.4 -OTTOBRE-DICEMBRE 2012 -Spedizione in abb. postale D.L.353/2003 (conv. in L.27/02/04n. 40) art. 1, comma 2 Dir. Business-Savona

La vita della nostra comunità parrocchiale Appuntamenti Sabato 6 ottobre ore 15:festa di inizio anno Sabato 20 ottobre ore 20:cena di inizio anno nel salone parrocchiale Domenica 5 maggio ore 11:Sante Cresime Sabato 11 maggio ore 16:Prime Confessioni Domenica 12 maggio ore 11:Festa delle Famiglie Domenica 19 maggio ore 11: Prime Comunioni

Il 28 settembre si è riunito il Consiglio Pastorale Parrocchiale per preparare le attività del nuovo anno. Prima di tutto questo è l'anno della fede, nel 50° anniversario dell'inizio del Concilio Vaticano II. “Dobbiamo risalire a colui che convocò il Concilio Vaticano II e lo inaugurò: il beato Giovanni XXIII, dice Benedetto XVI nel giorno dell'anniversario. Lo scopo principale di questo Concilio non è la discussione di questa o quella dottrina… per questo non occorreva un Concilio… è necessario che questa dottrina certa ed immutabile sia approfondita e presentata in modo che risponda alle esigenze del nostro tempo. Perciò ritengo che la cosa più importante sia ravvivare in tutta la Chiesa quella positiva tensione, quell'anelito di riannunciare Cristo all'uomo contemporaneo. Affinché questo avvenga occorre che essa si appoggi a una base concreta e precisa: questa base sono i Documenti del Concilio Vaticano II (Benedetto XVI). Per rendere concreta questa indicazione che il Papa ci ha dato in un modo così preciso, cercheremo di rileggere il Concilio nei gruppi e in tutte le occasioni possibili. Una delle prime iniziative per l'anno della fede è stata quella di scegliere il giovedì di ogni settimana come giorno eucaristico. Dopo la messa delle 18 faremo un'ora di adorazione dell'Eucarestia concludendo con la recita dei Vespri. Questo orario è stato scelto per dare una possibilità in più anche a quelli che hanno impegni e lavorano. Pensiamo che ripartire dall'Eucarestia sia il modo migliore per approfondire la fede. Ci sono delle novità sul campo dell'ACR e del catechismo dei ragazzi. Al sabato ci sarà sempre l'ACR per tutti, dai 6 ai 14 anni, dalle 15 alle 17,30. I ragazzi al sabato si riuniranno per archi di età: 6/8 – 9/11 – 12/14, e naturalmente a parte i giovanissimi dai 14 ai 18 anni. Questo perché il numero degli educatori quest'anno si è molto ristretto, ma anche perché desideriamo portare avanti nel migliore dei modi quella che è una caratteristica bella della nostra comunità parrocchiale: l'attenzione ai ragazzi. Durante la settimana poi ci sarà il catechismo per i ragazzi della Prima Comunione e della Cresima. Anche il gruppo giovani quest'anno avrà una novità: ogni 15 giorni ci sarà un incontro sul Vangelo di Luca, mentre gli altri incontri saranno dedicati ad attività più concrete e orientate a costruire la vera amicizia tra i componenti del gruppo, insieme all'amore per la propria Chiesa (vedi programma giovani di seguito).

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I giovani-adulti quest'anno leggeranno il Vangelo di S.Giovanni e il profeta Elia. Alcuni incontri saranno dedicati al Concilio Vaticano II prendendo in mano i documenti e accostando alcune delle Costituzioni principali.(vedi programma di seguito) Le famiglie sono invitate a iniziare le loro attività partecipando al 2° Incontro delle Famiglie che si svolgerà ad Alassio il 28 ottobre 2012(vedi manifesto di seguito). Sarebbe bello che quest'incontro con tutte le famiglie della Diocesi fosse anche l'inizio di alcune attività più precise da svolgere lungo l'anno dalle nostre famiglie, in particolare sottolineando il Concilio e l'anno della fede. Il gruppo liturgico continuerà a incontrarsi al martedì dopo la messa della sera per preparare gli appuntamenti più importanti dell'anno liturgico e sottolineare, quest'anno, alcuni segni che fanno parte delle nostre celebrazioni (stare in ginocchio, in piedi, seduti… come cantare, come annunciare la Parola di Dio etc ). Una delle iniziative di quest'anno sarà anche di seguire il gruppo dei chierichetti o ministranti, e il gruppo dei canti. Abbiamo proposto anche di costituire una redazione per il Giornale della Comunità Parrocchiale. Compito di questa redazione sarebbe di preparare per tempo una griglia di articoli per ogni singolo numero e trovare “giornalisti” che scrivano gli articoli sui vari temi della vita comunitaria. Insieme al giornale della comunità c’è il TotoParrocchia: anche per il Toto servono volontari per il sabato pomeriggio, più volontari ci sono e meglio si distribuisce il peso di ogni sabato. In pratica la cosa migliore sarebbe che ci fossero 2 incaricati per ogni sabato del mese. Da circa un anno è attivo il sito internet della parrocchia, però è un po' orfano, in quanto manca chi lo curi e lo aggiorni. Speriamo di aver trovato la persona giusta per questa attività ormai indispensabile per la parrocchia. Ci siamo detti quanto siano preziose alcune persone semplici che curano la vita della parrocchia nella liturgia e in tante piccole attività come la pulizia della chiesa, la raccolta delle elemosine, preparare la pesca di Natale e Pasqua. Alcune di queste persone in questo momento sono malate. Mentre siamo vicini a loro con l'affetto e la preghiera e gli auguriamo tanta salute, dobbiamo però cercare altri volontari disposti a tutti questi piccoli servizi. Un grazie dal profondo del cuore per la generosità e l'entusiasmo con il quale tante persone si sono dedicate alla sagra di agosto: è sempre un'occasione di coesione e di amicizia, oltre che di collaborazione per costruire la nostra comunità sia come famiglia sia come edificio. Per quanto riguarda i lavori della nostra chiesa, finalmente possiamo dire: abbiamo finito di mettere a norma il salone parrocchiale. Il lavoro è costato molto (oltre 130mila €) ma adesso è disponibile per tutte le attività della parrocchia e anche di altri gruppi e altre comunità. Potremo considerare la cena di sabato 20 ottobre come inaugurazione del salone e ringraziamento per quanti hanno collaborato. Il 30 settembre abbiamo fatto una bellissima gita pellegrinaggio al Santuario della Madonna della Guardia di Genova, patrona della Liguria. Doveva essere soprattutto per i bambini e le famiglie un buon inizio dl nuovo anno, invece si è trasformata in una gioiosa festa della comunità, così bella che, con don Carmelo, abbiamo pensato di ripetere un po' più spesso (almeno due o tre volte l'anno). Chi lo desidera può suggerire nuove mete. Come per tutta la società mondiale quest'anno è all'insegna della “ristrettezza” così anche la nostra comunità ne ha subito l'influsso negativo. In un primo tempo mi è venuto da pensare che questo sarebbe stato un anno penosamente difficile. Mi devo ricredere: la partenza è stata ottima, la generosità grande, la collaborazione molto disponibile, per cui penso che non convenga mai fare progetti o tirare somme senza aspettare i progetti del Signore e la dedizione gioiosa delle persone. Grazie a tutti e buon anno. Don Luciano

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GRUPPO GIOVANI-ADULTI 2012/2013 – Loano S. Pio X

- 27-28-29/12: Pellegrinaggio in un santuario o visita a un monastero - Merc. 16/01: Concilio Vaticano II - Lumen Gentium e Sacrosantum Concilium - Merc. 23/01: Concilio Vaticano II - Dei Verbum e Gaudium et Spes - Merc. 30/01: VOCAZIONE DI ELIA E I PRIMI INTERVENTI

Vangelo secon do Giovann i Il ciclo di Elia Il Concil io Vaticano II nel l’anno d el l a F ed e -

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(1Re 17,1-18,46) 1.Introduzione: Il tempo e l’opera di Elia. 2.Elia, il Tisbita (1Re 17,1-7). 3.Elia e la vedova di Zarepta (1Re 17,7-24). 4.Elia al Carmelo (1Re 18,1-46).

Merc. 17/10: PRESENTAZIONE DEL PROGRAMMA Introduzione: La fioritura del Concilio – segni dei tempi, attese, preparazione, documenti (dalla preparazione all’approvazione) Merc. 24/10: Il significato storico del Concilio Vaticano II Merc. 31/10: Vangelo secondo Giovanni, PROLOGO (1,1-18) Merc. 07/11: LA TESTIMONIANZA DI GIOVANNI BATTISTA E I

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1.Elia all’Oreb e l’incontro con Dio (1Re 19,1-14). 2.Elia ed Eliseo (1Re 19,15-21). 3.Elia, i re, e le guerre (1Re 20,1-21,28).

- Merc. 13/02: Mercoledì delle Ceneri - CENA DI DIGIUNO - Merc. 20/02: FINE DELLA MISSIONE (2Re 1,1-2,18) 1.Elia e Acazia (2Re 1,1-18). 2.Elia Rapito in cielo (2Re 2,1-18).

PRIMI SEGNI DELLA GLORIA DI GESÙ (1,19-3,36)

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1.Giovanni Battista testimonia su se stesso (1,19-28). 2.Giovanni Battista testimonia su Gesù (1,29-34). 3.Alcuni discepoli di Giovanni Battista vanno a Gesù (1,35-51). 4.Il primo segno: le nozze di Cana (2,1-12). 5.La purificazione del tempio (2,13-24). 6.Dialogo con Nicodemo (3,1-21). 7.Ultima testimonianza del Battista (3,22-36).

1.L’ultima Cena e la lavanda dei piedi (13,1-38). 2.Gesù “Via, Verità e Vita” (14,1-31). 1.La vera vite e i tralci (15,1-27). 2.Promessa dello Spirito Santo (16,1-33). 3.La preghiera sacerdotale (17,1-26).

- Merc. 13/03: IL RACCONTO DELLA PASSIONE (18,1-19,42)

1.Colloquio con la samaritana (4,1-45). 2.Il secondo segno di Cana: guarigione del figlio di un funzionario (4,46-54). 3.Terzo segno: guarigione alla piscina di Betzaetà (5,1-47).

1.L’arresto di Gesù (18,1-11). 2.Gesù da Anna e Caifa. Rinnegamento di Pietro (18,1227). 3.Gesù davanti a Pilato (18,28-40). 4.Flagellazione e condanna (19,1-16). 4.La crocifissione e morte (9,17-37). 6.La sepoltura (19,38-42).

Merc. 21/11: GESÙ, PANE DI VITA ETERNA (6,1-71) 1.Quarto segno: la moltiplicazione dei pani (6, 1-15). 2.Il quinto segno: Gesù cammina sulle acque (6, 16-21). 3.Discorso eucaristico nella sinagoga di Cafarnao (6,22-66). 4.“Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna”. (6,67-71).

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- Merc. 20/03: LA RISURREZIONE (20,1-31) 1.L’apparizione a Maria di Màgdala (20,11-18). 2.Apparizione ai discepoli (20,19-31). 3.Apparizione sul lago di Tiberiade (21,1-25).

Merc. 28/11: GESÙ, VERITÀ CHE RENDE LIBERI (7,1-9,41)

- Merc. 27/03: Mercoledì Santo - CENA EBRAICA - Merc. 10/04: Concilio Vaticano II - Apostolicam Actuositatem e altri Documenti Pastorali - Merc. 17/04: Introduzione al Catechismo della Chiesa Cattolica + REVISIONE. - Merc. 24/04: CENA FINALE

1.Gesù alla festa delle Capanne (7,1-53). 2.La donna adultera (8,1-59). 3.Il sesto segno: il cieco nato (9,1-41) .

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Merc. 05/12: GESÙ, BUON PASTORE CHE DÀ LA VITA (10,1-

11,54) 1.Il buon Pastore (10,1-42). 2.Il settimo segno: la risurrezione di Lazzaro (11,1-54).

- Merc. 12/12: GESÙ E LA PASQUA DEI GIUDEI (11,55-1-12,50) 1.Verso Gerusalemme (11,55-12,19). 2.Gesù alla Festa (12,20-12,54).

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Merc. 27/02: L’ “ADDIO” DI GESÙ AI DISCEPOLI (13,1-14,31)

- Merc. 06/03: UNITI A GESÙ PER DARE FRUTTO (15,1-17,26)

Merc. 14/11: GESÙ, OPERATORE DI VITA (4,1-5,47)

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Merc. 06/02: ELIA E L’INCONTRO CON DIO (1Re 19,1-21,28)

Merc. 19/12: CENA NATLIZIA

18 Secondo incontro diocesano dei giovani. 25 "Signore se vuoi". FEBBRAIO 01 "Dico a te: alzati!". 08 Riunione educatori. 15 22 "Chi è il mio prossimo?". MARZO 01/03 Esercizi Spirituali Giovani. 08 Riunione educatori. 15 "Passione e morte di Gesù". 22 Confessioni e preparazione palme. 29 Venerdì Santo. APRILE 05 "Non è qui, è risorto". 12/14 Campo educatori. 19 "Allora si aprirono i loro occhi". 25 Festa diocesana dei Giovani. 26 "Un padre e due figli". MAGGIO 03 10 Riunione educatori. 17 Incontro Adulti/Giovani diocesano. 24 "Oggi devo fermarmi a casa tua". 31 "Rivisitando il percorso (conclusione)".

Gruppo Giovani - Anno 2012/2013 Perché leggiamo il Vangelo di Luca? Il Vangelo secondo Luca è la proposta che la Chiesa fa a tutti i credenti nell'anno C (terzo del ciclo), è il Vangelo che ascolteremo ogni domenica, è il Vangelo che ci racconta l'infanzia di Gesù (Natale), è il Vangelo della misericordia e della tenerezza di Dio. Leggere Luca nel gruppo giovani significa essere pronti alla proposta della Chiesa, e disposti a diventare sempre di più discepoli di Gesù. Avremo tutti il libro in mano: è nostro e possiamo usarlo come un testo di scuola, in modo da capirlo meglio secondo il nostro metodo. Buon cammino! Don Luciano OTTOBRE 12 Riunione Educatori. 19 Incontro diocesano dei responsabili parrocchiali. 26 "Per leggere Luca" (metodo). NOVEMBRE 09 Incontro diocesano per l'Adesione. 16 "Se sei il figlio di Dio". 23 Primo incontro diocesano dei giovani. 30 "Oggi questa scrittura si è compiuta in voi". DICEMBRE 07 Momento di preghiera 14 Riunione educatori. 21 "Per leggere i racconti dell'infanzia" e "vi annuncio una grande gioia". GENNAIO 11 Riunione educatori.

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Quale migliore inizio? Questo 30 settembre ce lo ricorderemo a lungo e con vero piacere. Fin dal mattino presto all'appuntamento al Pullman era subito apparso che la giornata sarebbe stata vissuta all'insegna dell'amicizia e della serenità. Un invitante chiacchierio si udiva già nell'avvicinarsi al ritrovo e man mano cresceva di gioiosa intensità col giungere dei tanti partecipanti: eravamo più di cinquanta, una in più del previsto e del consentito, tanti, che la sempre disponibile e gentile Josetta si è sacrificata augurandoci buona gita. Il saluto, molto gradito di Don Luciano ci accompagna alla partenza. Al comando e guida, non solo spirituale, della “pia” ed allegra compagnia, un Don Carmelo assolutamente a suo agio nei suoi ruoli, ricoperti per altro con la solita simpatia, apprezzata sicurezza e ormai acquisita carica sacerdotale. Il mezzo s'instradava puntuale subito dopo il solerte appello del Don, al quale le squillanti risposte di “presente!” sembravano proiettare nelle menti e nei cuori di molti, gradevoli flashback di più o meno lontani e nostalgici trascorsi scolastici. Dagli altoparlanti, la voce del nostro vice-parroco ci invitava tosto alla preghiera ed a ricordarci che questo nostro viaggio ai Santuari non era una gita bensì un pellegrinaggio pur se con le apparenti (non troppo n.d.r.) caratteristiche di allegra e tonificante scampagnata. Il viaggio trascorreva beneficiato dalla giornata serena e soleggiata, davvero una provvidenziale fortuna! Usciti dall'autostrada, il nostro simpatico autista, si è esibito in una dimostrazione di alta abilità pilotistica, guidando il suo mezzo lungo gl' innumerevoli tornanti e le significanti pendenze che, lentamente ci portavano verso la nostra prima mèta. Nell'approssimarsi dell'arrivo, un'altra preghiera ed una prima decina del Rosario, anche di ringraziamento per il felice andamento dell' ascensione alla Guardia, ci è stata fatta recitare assieme a Suor Lina, anch'essa preziosa guida e cara compagna di viaggio. Eccoci arrivati al Santuario della Madonna della Guardia . Prima della Santa Messa delle 11, una breve proiezione e quindi un sagace e simpaticissimo quanto a volte mordace e graffiante commento e spiegazione da parte del Monsignore. Questo Sacerdote ci è rimasto particolarmente impresso – credo di interpretare il parere di tutti - perché, con una semplicità ed una forza espressiva davvero accattivante e pungente ci ha raccontato la storia di Benedetto e dell'apparizione di nostra Signora e della richiesta da Lei rivoltogli di costruire sul posto una Cappella in Suo onore, cosa che lui, dopo diverse traversie, realizzò anche grazie all'aiuto di benefattori. Altri “benefattori” negli anni e secoli a venire, continuarono a far erigere e dedicare alla Madonna della Guardia, Chiese, Santuari e Monasteri in giro per il mondo, soprattutto in Sudamerica dove, peraltro, il nostro “Cicerone” ha operato a lungo, rispettato ed ammirato da popolo e potenti. Alle undici, tutti alla Santa Messa dedicata anche alla nostra Parrocchia, concelebrata dal nostro caro Don Carmelo accanto al Monsignore che ha declamato una lunga e potente omelia con la stessa verve e passione di cui ho scritto dianzi. Usciti dalla Chiesa, dopo averne visitato tutte le meraviglie ci siamo dedicati ai rituali meno spirituali ma usuali di ogni gita o pellegrinaggio: acquisto di ricordini, cartoline e così via. Si sono quindi aperte le ”zone ristoro” autogestite dalla nostra comunità, alcuni , veri e propri self-service a cielo aperto, altri, spacci alimentari minimalisti, insomma, per scriverla alla buona, tutti a mangiare! Sono seguiti momenti di vera e propria socializzazione, con commenti e pareri su quanto visto e sentito, altre sane chiacchiere e pettegolezzi di routine, canti, giochi e mini pennichelle. Ritorno al bus, salita, nuovo appello (non si sa mai!), breve preghiera, curve, le discese ardite, poi le risalite (grazie MogolBattisti) , autostrada e dritti verso la nuova e, fino a stamattina, inaspettata e imprevista mèta: il Santuario del Bambin Gesù di Praga ad Arenzano. Magnifico complesso, di architettura chiara e luminosa, Chiesa con la statua del Bambin Gesù là posta in ricordo ed onore di quella a lungo conservata nel convento di Padre Giovanni dell'Assunta a Praga che l'aveva voluta nel 1628 per far comprendere ai Frati l'umiltà di Nostro Salvatore. Una guida locale ce ne ha fatto uno, a tratti immaginifico, e alquanto didascalico racconto. Dopo aver visitato, nei locali sottostanti il cortile, il magnifico Presepe in Ceramica di Albisola, la mostra di Presepi di tutto il mondo e la mostra di piante grasse di notevole bellezza e dimensione, ci siamo dedicati ad altre spesucce superflue e, un carmelitano scalzo, ha fatto regali ai bimbi e ha offerto a Don Carmelo, per la Comunità di S.Pio X, piantine grasse (a noi pellegrini) e, per tutti, immaginette a volontà, anche perché donate, a milionate, al convento, da un'azienda grafica il cui padrone era diventato devoto per grazie ricevute.

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Di nuovo a bordo, appello, altro momento di raccoglimento con un'altra decina del Rosario di Suor Lina e la benedizione di Don Carmelo e poi, tutti sereni e contenti ma un po' più silenziosi, ritorno a casa, sani e “santi”. Quale migliore inizio di anno, amici, trascorso in lietezza, anche allegria, nello stare insieme, nella preghiera, nel parlarci, confidarci e coltivare amicizie ed affetti, con la benedizione di Nostra Signora della Guardia e del Bambin Gesù di Praga. Elio

Gita pellegrinaggio al Santuario Madonna della Guardia di Genova Per cominciare in modo nuovo le attivita'parrocchiali dell'anno che sta per iniziare,don Luciano ha lanciato l'idea di una giornata da trascorrere insieme fuori Loano. Invitate privilegiate le famiglie:i genitori con i loro figli,e anche i nonni ormai sempre presenti accanto ai loro nipotini…Purtroppo gli under 18 erano pochi,ma il clima tra i partecipanti si è subito rivelato cordiale e amichevole fin dall'inizio. Le previsioni del tempo alla TV annunciavano pioggia,nuvole,vento e ancora pioggia.Tutti sono perciò partiti con scarpe pesanti,ombrelli,giacche e kiwei…… Alle 7,30,ora dell'incontro,la giornata era limpida,cielo azzurro,sole splendente che ci ha accompagnato quasi tutta la giornata.Dopo essere stati contati e ricontati dal “capogita” don Carmelo,siamo partiti ed ha avuto inizio il nostro viaggio. Siamo così arrivati puntuali alla meta:il Santuario “della Guardia”,sopra Genova,un luogo caro ai liguri e non solo.Un breve filmato ci ha subito fatto conoscere la sua storia antica di vari secoli;un Monsignore missionario ci ha sollecitati a riflettere sul significato profondo di un pellegrinaggio. Il pellegrinaggio,infatti, è un cammino che la Comunità compie insieme,un cammino importante che deve portare a cambiare qualcosa nel nostro essere spirituale:la scoperta o la riscoperta che nella nostra vita il punto di partenza e il punto di arrivo è GESU'. Chi ci darà un aiuto più grande in questo percorso se non la MADONNA la nostra Mamma Celeste? Questo santuario posto in cima ad un colle,da cui spazia una vista mozzafiato sulle valli dell'entroterra genovese,è un luogo ideale per aiutarci ad”ascendere”. Molto partecipata è stata la santa Messa alle ore 11,concelebrata dal nostro Vice Parroco. Nel pomeriggio,dopo un fraterno pranzo consumato al sacco in una saletta del santuario,siamo ripartiti alla volta di Arenzano per visitare il Santuario del Bambino di Praga. La semplicità del Divino Bambino Ha completato il nostro cammino;anche qui siamo stati accolti con attenzione dalla Comunità Carmelitana,che ci ha fatto visitare tutto il complesso e ci ha donato alcuni graditi ricordini. Verso le 17 ci siamo avviati verso il ritorno,durante il quale ci siamo rivolti ancora una volta con preghiere alla nostra Mamma Celeste,ringraziandola anche per il dono della bella giornata trascorsa. Rientrati a Loano,mentre si incrociavano cordiali ed affettuosi saluti,molti di noi si auguravano di ripetere l'esperienza. Questo pellegrinaggio è stata l'occasione per conoscerci meglio e quindi per rafforzare un poco i rapporti nella nostra comunità parrocchiale. Pinuccia

Il Concilio Vaticano II 50° anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II, che coincidenza per me, l'11 ottobre sono stato istituito come accolito in questa diocesi di Albenga Imperia, da S.E.R. Mons. Mario Oliveri Vescovo. Sono 20 anni il giorno 11 ottobre. “A noi sembra di dover dissentire dai profeti di sventura, che annunciano eventi infausti, quasi che incomba la fine del mondo”. Sono le parole del beato Giovanni XXIII, dette il mattino dell'11 ottobre, in occasione dell'apertura del Concilio Vaticano II. Il Santo Padre sottolineò con chiarezza che l'obiettivo del Concilio era: “che il sacro deposito della dottrina cristiana sia custodito e insegnato in forma più efficace”. Il Santo Padre Giovanni XXIII, con quelle parole, indicava quale spirito dovesse animare l'attività dei Padri Conciliari: fedeltà e rinnovamento, e così avvenne. I padri sottolinearono l'universale e fondamentale vocazione alla santità, come pienezza della vita cristiana e perfezione della carità; chiarirono che la Chiesa è popolo di Dio, e ponendo in luce la dignità originale di ogni battezzato; diedero il via a nuovi atteggiamenti di rispetto, dialogo e collaborazione con le altre religioni e con la realtà umana nella sua totalità. Insomma, fu l'inizio di un cammino che, passati 50 anni, non è ancora concluso.

Ricordo di aver letto che il 26 novembre 2000, il Santo Padre Giovanni Paolo II disse parole quanto mai significative: “Bisogna ritornare al Concilio; riprendere in mano i documenti per riscoprirne la grandezza di stimoli dottrinali e pastorali”. Vi troverete in quelli la riflessione sulla diaconia “come qualità operativa che distingue ogni credente in Cristo. Diaconia che non riguarda solo i diaconi ordinati, ma ogni battezzato cosciente di credere in Cristo”. È un dono che ci è stato dato perché sia condiviso; un talento ricevuto perché porti frutto, una luce che non deve rimanere nascosta, ma illuminare tutta la casa e non mettere la lucerna sotto il moggio, che non possiamo tenere per noi stessi (Benedetto XVI). Io non sono stato chiamato dal Padre come diacono, perché è lui che sceglie, ma sono contento di fare diaconia perché battezzato e cristiano. Vi saluto sempre nel Signore Accolito Lucio Telese

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Testimonianza di Jessica Berends su Chiara Luce Mi chiamo Jessica, ho ventisette anni e vivo a Detroit, Michigan. Studio da due anni presso la facoltà di giurisprudenza. Due anni fa sono stata ricoverata per un serio problema di salute. I medici pensavano che fosse un inizio di sclerosi multipla perché avevo un problema all'occhio sinistro, e dovevano fare molti accertamenti. Uno di questi test, il più doloroso è stato un esame alla spina dorsale. I dolori erano fortissimi. Era il più grande dolore della mia vita; non riuscivo a concentrarmi su niente, non riuscivo neanche a pregare. Io cercavo di offrire questo dolore a Dio ma non ci riuscivo. Ognuno a volte sente la presenza di Dio e a volte no. In questo momento mi sentivo veramente sola e abbandonata. Il dolore mi aveva conquistata. Non avevo neanche le forze per alzarmi dal letto e questo era per me il peso più grande, essendo una ragazza che ama lo sport. Quando finalmente sono riuscita ad alzarmi dal letto, dopo circa 10 giorni, ho aperto la mia mail e, tra le varie pubblicità informative, c'era un articolo che raccontava la vita di Chiara Luce e quello che lei ha detto nel momento del dolore: “Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch'io”.. Un'altra frase che mi ha colpito è stata quella che Chiara Luce ha scritto a Chiara Lubich: “spesso mi sento soprafatta dal dolore, ma è in quel momento il mio sposo viene a visitarmi”. Questo mi ha dato tanto gioia e pace nel cuore, perché Chiara Luce era stata capace di dire a Dio quello che io non ero riuscita a dirgli. E' stato come se Chiara Luce entrasse nella mia vita offrendomi la sua amicizia. Ho cominciato a vederla come una compagna di squadra che corre a fianco a me per aiutarmi a correre meglio quando sono stanca, come si fa nel basket. Mi sono detta “con te al mio fianco, non ho paura di niente”. E' iniziato con lei un profondo dialogo: lei è la mia migliore compagna di vita. Dopo un po' ho sentito che c'era qualcosa che non potevo capire perché ancora non conoscevo l'Ideale e non capivo quale fosse il segreto della felicità di Chiara Luce. Così l'ho cercato leggendo e informandomi sul movimento dei focolari e correndo insieme a lei ho capito che stavamo andando verso qualcosa di grande: correvamo verso l'Ideale. Ho capito che il suo segreto era Gesù abbandonato. Ho capito anche che la sua e la mia forza stava nel vivere l'attimo presente e l'amore in chi ti sta vicino. E' da due anni che sto bene e non ho più gravi sintomi. E se mi dovessi riammalare, ora so che ogni giorno in più da vivere è un occasione in più per amare. La mia vita è molto migliorata adesso, e la gioia che provo è grande. Ho iniziato ad interessarmi di più alla sofferenza degli altri e a rapportarmi in modo nuovo rispetto a prima con gli altri. Ora che ho scoperto questo segreto, che è Gesù Abbandonato che ti dona la forza, ho anche desiderato di conoscere meglio la vita del focolare in Chicago. Anzi, in questi giorni ho ricevuto una mail che mi invitava a trasferirmi più vicino a loro. Ho appreso questa notizia con grande gioia e mi sento come chiamata a vita nuova, vivendo la vita nel focolare. Ho anche un altro fatto incredibile da raccontare, e ogni giorno mi accorgo di come la preghiera ha una sua forza. Ho un'amica all'università che un giorno mi ha confidato che suo fratello stava malissimo; aveva passato un brutto periodo a scuola perché essendo molto intelligente il prof. Gli aveva detto che “disturbava” la classe essendo ad un livello diverso. .

Lui, per questo motivo si è lanciato dal terzo piano della scuola. Nella caduta, ha urtato degli oggetti che hanno rallentato la velocità e quindi lo hanno salvato da morte immediata. E' rimasto in vita ma aveva tante ossa rotte e i medici dissero che non avrebbe più camminato. Il padre si sentiva in colpa perché lo aveva sempre spronato a dare il massimo a scuola; la sorella si sentiva in colpa per non averlo ascoltato e consolato per questo disagio. Io ho sentito questo ragazzo come un mio fratello anche se non lo conoscevo, e non potendo andare da lui gli ho scritto una lettera parlandogli della storia di Chiara Luce. Ho anche affidato Eric a Chiara Luce nelle mie preghiere. Eric e tutta la sua famiglia si sono innamorati di Chiara Luce. Lui è molto migliorato e quando è andato al controllo ospedaliero, è entrato camminando con le sue gambe, e il medico non credeva ai suoi occhi e ha detto che in tutti i suoi anni di carriera non aveva mai visto una cosa del genere. Questa testimonianza è arrivata anche al Vaticano come uno dei miracoli di guarigione per intercessione di Chiara Luce Badano 6


La luce di Chiara Badano nel carcere di Rebibbia

23 settembre 2012 Una serata singolare nel carcere romano. La storia della giovane beata raccontata dai genitori illumina il cuore di 250 detenuti. “Era da anni che ero diventato duro, chiuso, triste, oggi Chiara Luce mi ha aperto le porte”, così si rivolge un detenuto a Maria Teresa, madre della beata Chiara Luce Badano, mentre l'abbraccia tenendola per le mani. Un pomeriggio senz'altro singolare, quello del 20 settembre, nel teatro del carcere romano di Rebibbia: 250 detenuti vestiti a festa per accogliere i coniugi Ruggero e Maria Teresa Badano, genitori della beata Chiara Luce. “Sarà un momento speciale”, annuncia nella presentazione Anna Del Villano direttrice del carcere. Ma come si è arrivati a questo momento? Alfonso Di Nicola, dei Focolari, che da anni svolge lavoro di volontariato nelle carceri di Rebibbia: “Venendo a conoscenza che i Badano erano stati a trovare i detenuti del carcere di Viterbo nel 2011 – racconta –, ho pensato che si poteva organizzare una serata così anche a Rebibbia”. Man mano che trovano posto i detenuti, impressiona come si salutano con espressioni di gioia e tanti abbracci. Appartengono a diversi reparti del carcere. “Secondo il reato commesso”, ci spiegano. Sul palco, quattro sedie: per i Badano, Chicca Coriasco – amica del cuore di Chiara Luce – e Franz, suo fratello. Rompe il ghiaccio Maria Teresa ricordando quanto la sua figlia amava gli ammalati e le persone sofferenti e invita tutti a trascorrere un momento di famiglia. Ruggero, non nasconde l'emozione. Quale il messaggio di Chiara Luce? Una ragazza normale, sportiva e vivace, che ama Sassello, la sua città natale, soprattutto quando si copre di neve. Insieme a Chicca, conoscono la spiritualità dei Focolari ancora giovanissime. Fanno proprio l'invito di Chiara Lubich a vivere il Vangelo con tutto lo slancio giovanile, nelle diverse circostanze della vita quotidiana, gioiose e dolorose; e poi condividono i frutti delleloro esperienze per incoraggiarsi a vicenda. “Come fanno i fratelli maggiori – s'inserisce Franz – mi sono tenuto lontano da loro”. Una ragazza normale dunque. E proprio questa normalità, lo attira fortemente specie quando il tumore diventa una sentenza inappellabile. Chiara Luce – continua – si era innamorata di Gesù crocefisso così come glielo aveva presentato Chiara Lubich: abbandonato, 'perdente', quel Dio 'sconfitto' che assomiglia a tutti noi… che ad un certo punto, sulla croce, urla”. Amare Lui, sarà il segreto che l'aiuterà a vivere la grave malattia – un osteosarcoma, il peggiore dei tumori – trasformando ogni dolore in amore con una serenità e una gioia contagiose. Ruggero, racconta: “Andavo a spiare dal buco della serratura della sua cameretta per vedere se lei era sempre così, oppure il sorriso era per noi. Invece, lei sorrideva sempre”. Nel Teatro c'è un ascolto non comune. La storia di Chiara Luce cattura l'attenzione di tutti e questa ragazza entra nel cuore dei presenti. E mentre scorrono alcune immagini di Chiara Luce sul grande schermo, un coro internazionale dei Focolari intona “Dio mi ama”, la canzone scritta per la beatificazione di Chiara Luce, il 20 settembre 2010. “Presto Chiara Luce sarà santa”, esclama un detenuto. Maria Teresa ribadisce: “Allora, voi non sarete più qui… passiamo tutti dei periodi difficili”. Le sue parole cadono come balsamo e vengono accolte da un caloroso applauso! 7


A proposito della sagra San Pio X... Come ogni estate da molto tempo a questa parte, in occasione della festa di San Pio X papa che ricorre il 21 agosto, anche quest'anno la Parrocchia San Pio X di Loano ha organizzato la ormai consueta Sagra San Pio X. Quest'anno i quattro giorni della Sagra erano da martedì 21 a venerdì 24 agosto. Scopo principale della sagra è quello di raccogliere fondi per la manutenzione della Chiesa S. Pio X. Non a caso ho scritto “scopo principale” perché, secondo me, le intenzioni di don Alessandro, primo parroco della S. Pio X e fondatore della Sagra omonima, erano quelle di creare una Comunità di fedeli che sentisse propria la chiesa, anche l'involucro e gli arredi. Penso che ci sia riuscito, come dimostrano le testimonianze di alcuni parrocchiani a cui ho chiesto di raccontarmi la propria esperienza alla Sagra. Luciano V., 49 anni. Ruolo svolto: addetto alla distribuzione della polenta. Esperienza: Non è stata la prima esperienza. Da varie edizioni della Sagra di San Pio X offro la disponibilità con tutta la famiglia per dare una mano alla buona riuscita dell'evento. Racconto la mia esperienza: E' una bella esperienza quella della sagra perché, nel gesto della gratuità, ci permette di stare insieme a tanta gente che spesso vedi solo la Domenica e di condividere anche le loro preoccupazione, gioie ed interessi. Devo dire che i vari piatti "polenta" sono molto apprezzati non solo dalle persone anziane. Ho visto tanti bambini e giovani venire a chiedere della polenta. La prima volta per un meridionale abituarsi "alla polenta" come me non è stato facile! Ancora oggi infatti viene bene la battuta di qualche "conoscente" di Brescia che nell'ultima serata ha detto: “A San Pio X si vedono le cose più strane.....un meridionale alla polenta che è molto buona!” Secondo me la Sagra di San Pio X deve rimanere così come è stata all'epoca ideata. Nuovi piatti o cambiamenti non apporterebbero alcun giovamento ad un sistema consolidato negli anni. La mia unica preoccupazione rimane però la mancanza del ricambio generazionale nella conduzione del sistema Sagra San Pio X. Coloro che hanno fatto la storia della Sagra non hanno potuto offrire il loro insegnamento ai più giovani e alle nuove generazioni. Sono però sicuro che nelle prossime edizioni questa situazione muti e che l'esperienza dei più anziani sarà d'insegnamento e di stimolo per i più giovani. Per quanto attiene la famiglia ricordo che l'esperienza della sagra è stata condivisa con tutta la famiglia: Tiziana, mia moglie, ha dato una mano alla frittelle mentre le tre figlie, Aurora Letizia e Mariagabriella si sono dedicate alla pulizia dei tavoli. Nell'esperienza abbiamo coinvolto, ormai da tre anni, i nostri parenti di Roma Geny, sorella di Tiziana, e Ciccio S. con i loro bimbi che programmano, perché affascinati dall'evento, le loro ferie a Loano per dare una mano a San Pio X con la sagra. Ciao Luciano

Sono Giulia G., ho 31 anni e come ogni anno dall'età di 6 anni partecipo alle attività in parrocchia. Fin dall'inizio ho seguito il percorso di gruppo e catechismo per poter ricevere i sacramenti (comunione e cresima) poi crescendo sono diventata educatrice ed ho cominciato a vivere le stesse esperienze dall'"altra parte" con la responsabilità e la gioia di vedere crescere i ragazzi tra le loro esperienze e scoperte. La sagra di S. Pio X è un evento dell'estate che non si dimentica facilmente e rimane sempre nel cuore, perché ci si rende utili, ci si diverte e si approfondiscono i rapporti. Mentre da ragazza ero nel gruppo addetti alla pulizia dei tavoli, da parecchi anni ormai sono "passata di grado" guadagnando un posto fisso ai primi piatti. Naturalmente ho sempre dato la disponibilità a fare qualsiasi cosa...quindi a volte sono stata spostata al caffè, una volta alle birre e un'altra volta ricordo un paio di anni fa... alle bruschette. Quella volta qualcuno non era potuto venire e mi sono ritrovata da sola ad affrontare una fila interminabile di amanti di bruschette, per fortuna poi Don Raul mi ha mandato una aiutante, Nicole, e siamo riusciti a soddisfare tutti. E' stato bello cambiare stand per vedere com'è il lavoro con altre persone, ma sicuramente i vantaggi di ritrovarsi a lavorare con gli stessi dell'anno prima sono molti, come il fatto di non dover spiegare dall'inizio ogni cosa, e ciò rende tutto più semplice e piacevole. La cosa più bella di questi 4 o 5 giorni è il senso di corresponsabilità che si prova: ognuno con le proprie qualità contribuisce a qualcosa di più grande, un sostegno concreto per la vita della comunità parrocchiale, che si trova unita e guidata da Don Luciano. Giulia

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Eros T., 26 anni, addetto alla piastra della carne. Ogni anno l'attesa per la nostra sagra mi accompagna per quasi tutta l'estate, perché tutta la comunità di San Pio X sente questo evento come un momento importante di condivisione e di sostegno alla nostra amata parrocchia. Il mio compito è, ormai da diversi anni, di collaborare alla preparazione ed alla cottura della carne e sin dall'inizio di questo mio "cammino" ho condiviso quest'esperienza con due fedeli compagni, Luca e Fabio; con loro, fra una risata ed una battuta, il lavoro vola e non ci si accorge nemmeno del calore della piastra o del tempo che passa...formiamo proprio un bel team. Nei giorni di Sagra il mio compito non si esaurisce solo nelle ore serali, ma cerco di rendermi utile in tutte le ore del giorno, perché la preparazione è tanta e quindi servono tante braccia: uomini,donne e ragazzi tutti sono utili, ma un particolare ringraziamento personale mi sento di spenderlo nei confronti di tutti quei "veterani" che ogni anno mi consigliano e mi suggeriscono accorgimenti per migliorare il mio lavoro e per ciò ringrazio, perché ogni anno posso dire di aver concluso la Sagra con un bagaglio di esperienze un po' più pieno. I giorni di Sagra sono duri ma vissuti con allegria e gioia e sappiamo trovare i momenti di riposo e anche quelli per rifocillarci, infatti ogni sera, al termine del lavoro, i nostri cuochi hanno preparato per noi fantastici primi piatti e fra una forchettata di pasta ed una risata si faceva il resoconto della serata e ci si ricaricava a vicenda per la giornata successiva che ci attendeva. Per concludere il mio pensiero sulla nostra Sagra, vorrei ringraziare tutti i collaboratori ed in particolar modo coloro che, facendo parte di un'altra comunità parrocchiale, hanno deciso ugualmente di venire a dare una mano per la riuscita di queste serate di festa. Un saluto a tutti Alice T., 22 anni. Sono una veterana della sagra di S. Pio X. Ho iniziato ad aiutare tanti anni fa pulendo i tavoli o i vassoi, e da due anni sono negli stand. Quest'anno sono stata in quello dei primi e quello del caffè. Personalmente mi piace molto lo spirito che si respira alla sagra, mi piace vedere che tutti partecipano e che si danno da fare, dai bambini agli ormai veteranissimi delle cucine. Quei 4 giorni di sagra sono ormai una tradizione, e sono sentiti da tutti, anche da coloro che magari non frequentano molto la parrocchia. Credo che negli ultimi anni l'organizzazione dei volontari sia migliorata molto, tutti sanno cosa fare e hanno un ruolo ben preciso. I giorni della sagra sono stancanti, non lo nego, ma si trova sempre la forza per dare ancora qualche aiuto, o semplicemente per ballare sulle note dell'ultima canzone dell'ultima sera, o per caricarsi una panca da mettere a posto. Alice

Augusto S., 50 anni, servizio acqua & vino, veterano con mia moglie. Da anni partecipo ad entrambe le sagre (pro Parrocchia e pro Volley) col pensiero ai benefici che ne trarranno bimbi giovani nelle rispettive attività (così come io e la mia famiglia ne beneficiammo a suo tempo). Credo molto nel volontariato sia che dal punto di vista materiale sia, soprattutto, per la rilevanza sociale. In particolare la sagra dà l'occasione per trovarsi tra persone che hanno voglia di lavorare e di collaborare. Ritengo che questa malattia sia contagiosa: ogni tanto interrogo i ragazzi più giovani che aiutano e tanti di loro non mi sanno dire perché son lì a sgobbare eppure sono lì, e come si impegnano! È una divertente e rilassante occasione per fare amicizia (con i nuovi arrivi si finisce sempre che ci rivediamo fuori sagra), o per inventare qualcosa di divertente, come quest'anno l'elezione di Miss Tappo Piramidina (vedi foto) o la gara di tiro a segno col tappo (Mario - infaticabile e perfetto responsabile da sempre del settore bar dove presto servizio – permettendo). A proposito di Bar: Quando Dio creò tutte le cose arrivato alla vite, ebbe bisogno di lavoratori per la vigna; il diavolo sotto mentite spoglie fu fra questi e di nascosto sacrificò un leone, una scimmia ed un maiale; le radici della prima vite se ne nutrirono. Per questo ancora oggi 9


chi beve un po' di vino si sente fiero e forte come un Leone, chi ne beve troppo ciarla e si muove come una scimmia, e chi proprio esagera …….. Non ho migliorie da proporre: metto semplicemente a disposizione 10 sere della mia estate interagendo con i "Colleghi" e con la Clientela, se possibile in modo cordiale e positivo. Luca M., 39. Ruolo svolto alla Sagra: consegna piatti carni alla griglia. Questa è stata la mia quinta sagra. Trovo che la sagra sia uno dei pochi strumenti capace di aggregare tantissime persone, che con il loro esemplare lavoro si dedicano ai compiti che gli vengono affidati, anche se molti non hanno esperienza nel campo della cucina e della ristorazione. Sembrerò strano a dire queste cose, ma io non vedo l'ora che arrivino i giorni della festa, tanto che cerco in tutti i modi di organizzare il mio lavoro e gli impegni della mia famiglia per potermi dedicare a 360° al bisogno della sagra. La mia fortuna è anche data dal fatto che tutti i componenti della mia famiglia partecipano attivamente alla vita parrocchiale, naturalmente non sempre riuscendo a dare il meglio, ma sempre nel rispetto del prossimo. Io ho trovato dei compagni di lavoro eccezionali, Fabio R. (il mio capo griglia) detto chef di prima, ed Eros il mio chef di seconda, addetto agli spiedini; insieme riusciamo a unire l'allegria al lavoro in piena armonia e collaborazione. Sicuramente la miglioria che vorrei si realizzasse per prima sarebbe ritrovare l'armonia e l'allegria di tutto il gruppo e non solo di qualche persona; infatti trovo che molti vengano a collaborare alla riuscita della sagra (sicuramente meglio di quanto faccia io), ma senza nessuno spirito di aggregazione. Questo sta portando a mio avviso ad un lento quanto visibile allontanamento delle persone che prestano il loro tempo, in quanto arrivano alla fine dei quattro giorni stanchissimi e vuoti nello spirito. A me piacerebbe tantissimo, per esempio, alla fine di ogni servizio, riuscire a riunirsi intorno a una tavolata per gioire del lavoro svolto nonché per discutere di eventuali migliorie da inserire per la sera successiva. La seconda cosa a cui tengo tantissimo e spero venga realizzata, è la creazione di un vero e proprio "Comitato Sagra" composto da tutti i responsabili reparti, 7/8 persone al massimo, che possano prima di tutto riunirsi per organizzare, migliorare, chiedere preventivi, e soprattutto per non far pesare il tutto sempre e solo alle solite due o tre persone. Mi rendo conto che l'impegno è grandissimo e pieno di responsabilità e, in questo modo, si riuscirebbe a suddividere questo carico per non fare pesare il lavoro alle solite persone che si trovano obbligate a stare tutto il giorno in Parrocchia senza che nessuno possa dare loro il cambio. Terza e ultima cosa... Voglio che si trovi l'entusiasmo di una volta... e io mi sono ripromesso di essere il primo a trasmetterlo... speriamo di riuscirci! Per la prima volta, in questa ultima festa, sono riuscito a coinvolgere tutta la mia famiglia, mia moglie Laura ai vassoi insieme ai miei due figli Carlotta 10 anni e Filippo 5 anni; assicuro che l'entusiasmo di cui parlavo prima è quello che ho visto negli occhi dei miei bimbi all'idea di aiutare, a loro modo, a pulire e consegnare sempre con il sorriso i vassoi alle persone… Buona festa di San Pio... Luca, Laura, Carlotta e Filippo

Milena B.. Ecco che arriva agosto, tutti pronti per preparare la sagra della S. Pio X. Ci dividiamo i compiti tra tutti, grandi e piccini; si sfruttano tutte le forze... Sì, tutte le forze perché la sagra è molto impegnativa, bisogna viverla con uno spirito di allegria come momento di Unione comunitaria: si mangia anche a pranzo tutti insieme, si fanno battute, ci si prende in giro… E poi pronti, via! Si parte. Prima serata: coda fino alla fontana... Io ero ai vassoi e alle 21.00 non bastavano più quelli che avevamo preventivato, abbiamo tirato fuori quelli nuovi; code alle patatine e fritto misto fino alle 22.00. Mio marito che è da un paio d'anni allo scongelamento del pesce mi diceva che non ce la faceva più! Devo dire però che è veramente buono il nostro fritto grazie al nostro grande capo cuoco Sergio, che dirige egregiamente tutto lo staff in cucina. E ci sono altre persone fondamentali, come don Raul a gestire i ruoli dei volontari e Stefano alle casse e il nostro don Luciano super supervisore ... ... insomma tanta fatica ma ripagata a volte di più a volte di meno ma noi cerchiamo di fare sempre meglio e speriamo che ci sia sempre più gente che ci dia una mano ma non solo alla sera ma anche di giorno a preparare...!! Milena

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E quest'anno c'ero anch'io. Paola C., 43 anni. Da “ingegnere” a “cassiera per tre giorni”? Si può! Ma solo per la Sagra San Pio X! Vi racconto la mia storia. Tutto inizia una domenica dopo la S. Messa delle 11.00. Con la gentilezza che lo contraddistingue, don Luciano mi informa che per la prossima sagra il reparto “Cassa” è sguarnito e mi chiede se mi andrebbe di colmare quel vuoto, coinvolgendo anche mio marito. Per natura sono un tipo riflessivo e obbiettivamente dovevo ammettere che l'attività di cassiera non era proprio nelle mie attività quotidiane: “ Invece di aiutare alla riuscita della Sagra potrei essere d'intralcio se non addirittura un elemento negativo” mi dicevo. Il tempo passava e più la sagra si avvicinava e più mi convincevo che, se non avessi risposto alla chiamata di don Luciano, mi sarei persa qualcosa. Sono le 18.00 del 21 agosto 2012. Con mio marito (anche lui “arruolato”), mi presento all'appello davanti alla Chiesa san Pio X. E' tutto un pullulare di persone indaffarate negli ultimi preparativi prima dell'apertura degli stands. Stefano R. mi spiega come funziona la cassa. Ancora prima delle 18.30, ora in cui secondo i manifesti aprivano gli stands, c'è già un gruppetto di persone che aspetta di pagare per ritirare gli scontrini. “Sono già in ritardo nel mio servizio! C'è già la coda ancora prima di iniziare!” Il mio esordio da cassiera è un po' impacciato: mi tremano le mani e il sole, non ancora calato, mi disturba la vista e mi accalda: mi sento un po' a disagio. Con il passare dei minuti prendo comunque confidenza con il ruolo che devo assumere; le persone, nonostante la coda che si allunga sempre di più, sono perlopiù pazienti e gentili e questo non può che giovarmi. Dopotutto la gente è venuta qui per mangiare e bere, divertirsi e trascorrere una bella serata in compagnia! E direi che così è stato. Anche per le serate seguenti, dove l'afflusso è stato però minore. Il servizio che ho offerto alla Comunità parrocchiale è stato importante per la mia crescita anche spirituale perché mi sono sentita una pietra viva della Chiesa, intesa come costruzione formata da persone. E' difficile da spiegare. Attorno a me c'erano persone di tutte le età, giovanissimi, giovani e adulti e intere famiglie che si adoperavano per la riuscita della manifestazione, perché tutto funzionasse nel migliore dei modi. Come tante formiche (scusate l'associazione), che in un formicaio devono assolvere ai loro doveri. Anche io mi sono sentita una formica. Ed è stato bellissimo. Il sabato di quella stessa settimana della Sagra, don Luciano ha organizzato una cena per ringraziare tutti quelli che hanno collaborato alla Sagra. Ma, per quello che mi riguarda, sono io a dover ringraziare don Luciano, per aver creduto in me e avermi dato questa opportunità. Mi auguro di non averlo deluso. E da lunedì torno a fare l'ingegnere, con un'esperienza importante in più. Paola

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Un’estate per coraggiosi Estate è sinonimo di spiaggia, relax, sole, mare, divertimento, serate con gli amici: questo da sempre e per tutti. Ma per alcuni è sinonimo anche di qualcos'altro: montagna, gita, riflessione, giochi, allegria, spensieratezza. Estate, per alcuni, è sinonimo anche di campo. Quello che si è svolto dal 2 all'8 settembre è stato il mio terzo campo giovanissimi, cioè i ragazzi delle superiori, ragazzi che decidono di dedicare una settimana delle loro preziose vacanze alla crescita nella fede, alla riflessione, all'incontro con coloro che d'inverno vedono solo per qualche ora durante un pomeriggio o una 24h, per vivere insieme quei sette giorni che immancabilmente donano loro qualcosa.

Non pensate subito che siano ragazzi che non sanno come spendere il loro tempo! Alcuni di loro hanno lavorato, quest'estate, testimonianza del fatto che si può fare tutto, se si vuole. Altri sono dovuti scendere un giorno in mezzo alla settimana per sostenere un esame di riparazione a scuola. Pensate sia facile staccare dal clima del campo, fatto di risate e amici, per tornare alla realtà e sostenere un esame? Non ne sono così sicura. Quando io ero giovanissima speravo sempre di portare un po' di quel clima nella realtà dei primi giorni di scuola, quando tutta l'estate finiva tra i ricordi! Il titolo che abbiamo scelto per il campo di quest'anno era “Coraggiosi per scelta”. Quanto coraggio ci vuole, oggi, per scegliere una settimana tra le montagne piuttosto che su una spiaggia dal mare cristallino? Quanto coraggio ci vuole per dire “io al campo ci vado anche se non ci sono gli issimi della mia parrocchia”? Quanto coraggio ci vuole per rinunciare alla partita della squadra del cuore e venire a Nava per riflettere sulla propria fede e sulla propria vita? Ad ogni modo, si è sempre in tempo per dimostrare il proprio coraggio, per fare una scelta nuova, e per buttarsi in un'esperienza che non si è mai fatta...Perchè se ci possono essere degli ostacoli, ne vale la pena, perché ogni cosa nuova e diversa ci aiuta a crescere, perché qual'è la cosa più brutta che può capitare durante una settimana a Nava? Forse essere punti da qualche moscerino... Alice

Massime religiose di un Santo Senza umiltà è impossibile ottenere grazie dall'Onnipotente Dio. A Maria Santissima, a questa grande madre affidiamoci per tutti i futuri eventi. Il vero bene si è fatto sempre strada, ha superato tutti gli ostacoli, nel nome di Gesù ha sempre trionfato. Il cuore di Maria è il cuore più ben fatto di tutti i cuori che ci ama e ci aiuta sempre. Se i vostri figli frequenteranno la scuola di catechismo, la società andrà di bene in meglio. Amiamo e rispettiamo i poveri, cercandone il sollievo corporale e il bene spirituale. Preghiamo S.Pasquale perché ci dia le fiamme del suo amore per Gesù Sacramentato. La carità di Gesù Cristo non è circoscritta da limiti e da misure. Gesù ci tenga nel suo cuore adorabile e Maria Santissima sotto il suo manto. Gesù chiamò beati tutti noi e tutti quelli che come noi credono in Lui. Quando non c'è osservanza religiosa la Divina Provvidenza viene meno. Sotto il lavoro della grazia, le anime più rozze, le nature più indelicate diventano docili, tenere e sensibili. Se camminate con il Signore la Provvidenza non vi mancherà mai. Puleo Salvatore

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Giornale Parrocchia Ottobre