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Iscrizione al Tribunale di Pistoia n. 6/2011 del 22 novembre 2011

La rivista del Centro Commerciale Naturale di Pistoia

IN QUESTO NUMERO:

Interviste a Roberto Barni Monica Menchi Cristiano Lucarelli Pistoia da gustare - Gli eventi in cittĂ


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S OMMARIO 4 14

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Editoriale

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Pistoia e i suoi personaggi

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Speciale moda

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Pistoia e i negozi del CCN

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Pistoia arte e cultura

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Pistoia arte e cultura

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Pistoia da gustare

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L’importanza della scelta Roberto Barni

Consigli e suggerimenti per le festività Tutte le attività del CCN

San Giovanni Fuorcivitas Monica Menchi Pane d’oro

Pistoia da gustare

Le ricette dei nostri ristoratori

20 Pistoia e lo sport Cristiano Lucarelli

18

23 Pistoia eventi

20

Gli eventi in città

24 Pistoia storie di commercianti C’era una volta il Natale

DOVE PUOI TROVARE LA RIVISTA? Nei negozi del centro o comodamente a casa tua. Oppure puoi consultare e scaricare la rivista sul sito

www.pistoiacentrocommercialenaturale.it In Centro – Dicembre 2014 n. 8

La rivista del Centro Commerciale Naturale di Pistoia Iscrizione al Tribunale di Pistoia n. 6/2011 del 22 novembre 2011

Direttore responsabile Giuliano Bruni

IN QUESTO NUMERO:

Interviste a Roberto Barni Monica Menchi Cristiano Lucarelli Pistoia da gustare - Gli eventi in città

LUCREZIA PAGNINI Agenzia Arte & Moda

Foto Gabriele Acerboni

Redazione Marco Leporatti Alessia Frasconi Camilla Ferri Scira Pratesi Jacopo Golisano

Hanno collaborato Diletta Severi Luca Girolami Rossella Forcione

Fotografie Gabriele Acerboni InCentro pp. 2, 14, 15, 19, 20, 21, 23 Speciale Natale pp. 3, 4

Grafica e impaginazione Giacomo Carobbi

Stampa Tipografica A.G. snc di Baldazzi Gian Luca & C.

Main Partners

Comune di Pistoia


P ISTOIA ANTIQUARIA Centro Commerciale Naturale di Pistoia2

NATALE 2014 allestimenti natalizi

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PISTOIA

Io ho contribuito

BUONE FESTE ILEX NELLY STEVENS Associazione

Vivaisti

Pistoiesi Regione Toscana

Gli esercizi commerciali che espongono questa locandina BUONE FESTE cittĂ hanno contribuito ad illuminare il centro BUONE FESTE

ILEX NELLY STEVENS

Comune di Pistoia

Associazione

Vivaisti

Pistoiesi Regione Toscana

ILEX NELLY STEVENS Associazione

Vivaisti

Pistoiesi Regione Toscana

AGRAR CHECC


E DITORIALE

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L’importanza della scelta

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Per i nostri cari acquistiamo prodotti di qualità

n un periodo come quello natalizio, per definizione vicino alle tradizioni, vorremmo riflettere sull’importanza dei cosiddetti negozi di vicinato. Sicuramente non facilitati, da un punto di vista fiscale e burocratico, i piccoli commercianti non vivono un periodo economicamente sereno. Davvero tutto questo è dettato soltanto da una specifica congiuntura economica? Può capitare ancora oggi, in verità, di scoprire a pochi passi dalla nostra abitazione, un negozio che unisca qualità e convenienza, ognuno di noi potrebbe raccontare la propria esperienza in tal senso, inanellando una serie di aneddoti in proposito. Ciononostante, tra le care, rassicuranti abitudini che oggi paiono destinate all’obsolescenza, quella di interfacciarsi con i cosiddetti negozi di vicinato appare spesso, nell’immaginario collettivo, una delle più difficilmente recuperabili. E’ una deriva inarrestabile, questa? Non entriamo addentro a complesse questioni economiche, il mondo ha un verso e noi certamente non intendiamo negarlo; se distribuzione, vendita, commercio hanno cambiato volto, non si può che prenderne atto. All’interno di questa presa d’atto, si situa però lo spazio di una possibile partita da giocare per il consumatore, per la singola persona, una possibilità di scelta. Non sempre, infatti, i prodotti che ci piovono addosso in quantità industriali sono più convenienti e, soprattutto, di maggior qualità di altri, magari venduti in contesti più familiari. Se

tutte le cose nascondono una logica dialettica, forse lo sradicamento sociale, economico, financo umano che viviamo porta con sé, in nuce, un possibile rimedio ai mali da esso creati: occorrerebbe, allora, interrogarsi sulle azioni da intraprendere per permettere al piccolo commercio di prosperare, di continuare a svolgere quell’importante funzione economica e - non dimentichiamolo – sociale, che ha sempre svolto. Noi, come CCN, consideriamo da sempre la valorizzazione del centro storico pistoiese e dei suoi negozi un nostro obiettivo primario: sono numerose le attività da noi organizzate, in tal senso, pensiamo alla fiera dell’antiquariato Antiquaria, che ha riscontrato un notevole successo e registrato un ottimo volume di affluenze. Per quanto riguarda le feste natalizie, come d’abitudine, abbiamo lavorato all’allestimento delle luminarie: questo Natale vedrà addobbi di tipo tradizionale, con la presenza di 5o alberi di ben 5 metri ciascuno, ubicati all’interno della città. Speriamo, insomma, di poter donare a tutta la cittadinanza uno scenario natalizio all’altezza della nostra amata città. Permetteteci, in chiusura, di approfittare di questo spazio per ringraziare tutti coloro che hanno lavorato con noi alla realizzazione di questi addobbi. Tanti auguri di buon Natale a tutti voi e alle vostre famiglie. Il consiglio del CCN

Centro Commerciale Naturale

IL CONSIGLIO DIRETTIVO (in ordine alfabetico)

• Biagioli Pablo • Bonechi Belinda • Bovani Simone • Bruni Giuliano • Ciardi Enrico • Girolami Giovanni

• Guercini Paolo • Maestripieri Stefano • Marini Emilia • Mariotti Massimiliano • Olmi Alessandro • Paci Simone

• Raso Fabio • Tricomi Sergio • Venturini Claudia • Zampini Sandro

Info point Tel: 334.1041474 E-mail: ccnpistoia@tiscali.it Web: www.pistoiacentrocommercialenaturale.it


P ISTOIA E I SUOI PERSONAGGI Pittore e scultore pistoiese conosciuto e apprezzato in tutto il mondo

Roberto Barni

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INTERVISTA DI JACOPO GOLISANO FOTO GALLERIA ALESSANDRO BAGNAI

uando ha cominciato a sentire l’esigenza di occuparsi di arte? Ha alle spalle un percorso di studi artistici? Già da bambino disegnavo su qualunque superficie e facevo sculture con la terra. Era un bisogno irrefrenabile. Non ho però compiuto studi specifici, ho studiato agraria. In generale, penso che, troppo spesso, le accademie tendano a creare conformismo. Certo, non si può nemmeno affidarsi esclusivamente all’istinto; l’istinto è fondamentale, ma va nutrito. Un artista può però anche formarsi autonomamente il necessario bagaglio di conoscenze.


5 come te e giustificano la tua stessa esistenza. La Toscana, in generale, è però stata un luogo culturalmente ricco. Cosa rimane della nostra storia? Noi Toscani siamo stati sfortunatissimi, giacché questo patrimonio non è stato valorizzato. Il Novecento in Toscana si chiama Amedeo Modigliani, Gino Severini, Ardengo Soffici, Ottone Rosai, Marino Marini, Primo Conti, Lorenzo Viani. Se prendiamo la rivista Lacerba, ad esempio, vi figurano tanti e tali pensatori, artisti, poeti, che basterebbero per fare una patria. Queste esperienze intellettuali sono poi state sepolte dal È degradante mangiare la frutta prêt-à-porter del pensiero, che pensa caduta da sola dall’albero: occorre di saper trovare facili soluzioni. Mi piantare altri frutti o aspettare sto battendo da anni perché venga che ne nascano di nuovi fatta una mostra che riconosca tutto quello che è avvenuto in Toscana, ma manca la sensibilità e magari spesso diamo spazio a pittori stranieri che non valgono i nostri. A causa dell’odierno provincialismo, infatti, nessuno sa nulla della propria terra, ma magari tutti conoscono dettagli pubblici e privati riguardanti Andy Warhol. Ci parli delle prime mostre cui ha partecipato, delle sue prime opere. Nei primi anni Sessanta, esponevo autoscatti che mi ritraevano insieme al mio necrologio, oppure bardato come Don Chisciotte, ma armato di ombrello. Queste forme espressive nascevano da una grande disperazione, dal disagio di chi possiede l’istinto dell’arte, ma capisce che questa non è la società adatta; la nostra è un’epoca molto diversa da quella del Rinascimento o dell’antica Grecia, dove c’era un’unità di visione fra le persone comuni e gli artisti. Preso atto di questo, ci sono due possibilità: se ti riesce, ti metti nobilmente in un angolo con la spada in mano, come D’Artagnan; sennò sei Don Chisciotte. A queste immagini giovanili, a quest’avventura domestica, dell’umano non del guerriero, mi sento ancora legato.

Dunque, quali furono i suoi primi contatti col mondo dell’arte? Il dopoguerra ha avuto una caratteristica: prima della guerra c’erano i grandi centri in Europa, come Parigi, Londra, Berlino, Roma; poi, le novità artistiche iniziano ad avere luogo in città che prima erano culturalmente periferiche. In questo processo di frammentazione gioca un proprio ruolo anche Pistoia. Il mondo piccolo borghese di allora, era più chiuso di quello di oggi, non c’erano curiosità e voglia di conoscere, ma dentro questa Italia, in una compenetrazione di società e arte, è nata una risposta anticonformista, che è cresciuta per un po’ di tempo, per poi andare a spegnersi. Per quanto mi riguarda, l’incontro con Adolfo Natalini e Gianni Ruffi equivalse a scoprire che esiste la vita sulla Terra, che ci sono altri che pensano

Quale evoluzione ha poi avuto la sua arte? In una fase successiva, cercai di metabolizzare questo disagio, di dargli un significato. Così, continuando a dipingere e scolpire come ho sempre fatto, giunsi a occuparmi soltanto della figura umana. Non con un atteggiamento celebrativo o antropocentrico: l’uomo che ritraggo è un antieroe, che qualche volta se la cava e qualche volta no. Negli anni, ho poi esposto le mie opere in tutto il mondo: New York, Washington, Los Angeles, Sidney, Shangai, Pechino. Cosa rimane dei linguaggi che hanno contraddistinto il Novecento? Abbiamo assistito a un’istituzionalizzazione, a un addomesticamento di tali linguaggi? Che consiglio darebbe a un giovane artista? Le avanguardie erano ancora l’idea di un progresso da compiere insieme al mondo. Già per la mia generazione, l’idea di progresso equivaleva a quella di distruzione. L’arte contempo-


P ISTOIA E I SUOI PERSONAGGI ranea è nata come una santa rivolta. Tuttora, sebbene la società odierna si creda disinvolta e libera, c’è sempre qualcosa che l’artista deve rimettere in discussione. È degradante mangiare la frutta caduta da sola dall’albero: occorre piantare altri frutti o aspettare che ne nascano di nuovi. Sì, certi orpelli sono ormai di maniera, convenzionali, perché nati di concerto con le istituzioni. Anch’io, certamente, non avrei potuto realizzare il mio necrologio, di concerto con un assessore. Come è stato detto, le arti vanno scoraggiate: fioriscono meglio quando si cerca di distruggerle. Ad esempio, anche se è tragico a dirsi, in Russia, nel periodo staliniano, sono nati grandi scrittori: pensiamo a Bulgakov. Per quanto riguarda un giovane artista, gli consiglierei semplicemente, piuttosto di frequentare i propri colleghi, di ampliare le proprie conoscenze, di conoscere il mondo. Per lei, dunque, quale ruolo svolge l’arte nella società? Mi sento vicino alla visione leopardiana della vicenda umana. In questo panorama, l’arte è stata una cosa straordinaria, non una salvezza, ma un miracoloso momento di sollievo nell’atrocità della natura. La modernità, però, spinge a costruire dei prodotti: lo scopo dello stile diviene farsi riconoscere. Per quanto mi riguarda, ho sempre cercato di rompere l’idea del marchio e far ridiventare lo stile un atto conoscitivo, com’era nel Rinascimento. Ci parli della sua scultura posta in Piazzetta dell’Ortaggio, ormai diventata un’immagine iconica di Pistoia. La scultura raffigura tre viandanti, che partono da uno stesso punto e si dirigono in tre direzioni diverse, a significare un

6 ampio raggio di possibilità. Ognuno dei tre porta in mano una specie di torcia, che, mi piace pensare, ogni persona potrebbe accendere, pensando al proprio viaggio. La collocazione non è casuale: su un muro lì di fianco sono rappresentati la conchiglia e il bastone di Santiago di Compostela, due simboli di pellegrinaggio. Il viandante è una figura che conserva sempre la propria bellezza: anche se si sta sempre a casa, che si viaggi almeno con il pensiero. Attualmente a cosa sta lavorando? In questo periodo, sto realizzando molti libri, che contengono miei scritti e materiale vario. Inoltre, le mie opere sono presenti in più mostre, anche all’estero, Pechino e Shangai, per esempio. Insomma, si spera sempre di continuare a fare grandi cose.


E DITORIALE

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Consigli, proposte e idee per le festività 2014 a cura dei commercianti del Centro Commerciale Naturale

Natale 2014: cosa regalare e cosa indossare?

I

di Rossella Forcione

con

King Ottica Bruni Aligi Gey Primi Anni

(www.rossellaforcione.it)

l Natale, si sa, è uno dei periodi dell’anno più attesi. Che sia per festeggiare o per trascorrere più tempo insieme ai nostri amici o ai nostri familiari, il Natale è il momento in cui ognuno di noi è impegnato in qualcosa di speciale. Chi corre da una parte per comprare i regali, chi corre dall’altra per raggiungere l’ultimo party esclusivo, è un via vai di gente che si incontra e scontra tra le strade illuminate a festa. Un settore, che da sempre è grande protagonista di queste festività e non solo, è la moda. Sia che si voglia fare un regalo o che si voglia indossare qualcosa di nuovo, la moda è da sempre al centro dell’attenzione, ma per essere sicuri di non sbagliare, vediamo insieme quali sono le tendenze del prossimo inverno 2015. La moda della nuova stagione invernale, svelata dagli stilisti durante le sfilate di New York, Londra, Parigi e Milano, è dominata dai colori, oltre che dalle classiche nuances tipicamente invernali. Quest’anno andranno di moda le tonalità più accese e brillanti, una su tutte il rosso. C’è molto brio nell’inverno


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2015, sembra quasi un proseguimento dell’estate e dei suoi colori vivaci e sbarazzini, un tripudio di colori che ci accompagnerà durante le grigie promo giornate invernali, quando il colore del d srl_210x135.pdf 1 17/06/2014 11.24.59 sole non ci resta che indossarlo. Trionfano le linee morbide e soffici che potremmo definire quasi “comfort look”, con ampi cappotti accoglienti e chic, impreziositi qua e là da colori, pietre, cinture e inserti in pelliccia. Sì, torna di gran moda la pelliccia e, anche se le grandi griffe utilizzano e impongono le pellicce vere, possiamo utilizzare quella ecologica, altrettanto bella e raffinata, che ha un grande vantaggio : oltre ad essere semplice da curare, è sicuramente molto più economica e meno impegnativa. d srl_210x135.pdf 1 17/06/2014 11.24.59 Tra le promo altre tendenze moda dell’inverno 2015 si inserisce anche lo stile anni 60. Gli stilisti sembrano non avere alcun dubbio, perché in

passerella sono stati davvero tantissimi a sfilare gli abiti a trapezio, dunque dritti con gonna leggermente svasata, alcuni in tinta unita mentre altri impreziositi da dettagli metal, inserti in pelle e pannelli di nuance a contrasto. Sulle stesse passerelle troviamo anche i dress coat bon ton, di media lunghezza, top leggermente svasati e una serie di tailleur con tasche dritte. Una nuova tendenza è rappresentata dagli abiti “a-line”, sensuali, ma allo stesso tempo comodi e pratici. Sono molto semplici da indossare, perché possono essere abbinati comodamente sia ai collant che ai leggings. Inoltre, non aderiscono troppo al corpo e quindi non segnano in alcun punto la silhouette ma, ovviamente, non vi regalano nemmeno un vitino da vespa! Una trama tessile, dalla bizzarra storia linguistica, che si riconferma quest’anno un classico delle collezioni maschili e femminili, è il pied de poule. La fantasia optical bianca e nera che si associa senza indugi agli anni cinquanta, nonostante l’origine scozzese del pattern, è la Francia la nazione che la adotta e la trasforma in fenomeno fashion. Quello che letteralmente si traduce come “zampa di gallina”, non sono le tanto odiate e temute rughe a lato degli occhi, ma il tema più gettonato dell’inverno, dal sapore retrò rivisitato in chiave moderna. Troviamo il pied de poule in versione mini negli abiti, nei pantaloni e nelle gonne, mentre la trama maxi diventa protagonista di cappotti, giacche e trench doppiopetto. Volgiamo ora lo sguardo verso quella che è una grande passione per noi donne : le scarpe. Quest’inverno sono tante le proposte degli stilisti che ci guidano verso quelle che sono le calzature più adatte al nostro stile. Per chi ama essere sempre all’altezza delle ultime mode, immancabili sono le decolleté con tacco a stiletto, tornano di gran moda anche gli stivali, che siano biker boots o con altezza sotto il ginocchio, non devono assolutamente mancare nel vostro armadio. La vera (prosegue a pagina 5 dello speciale)


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King

Ottica Bruni Aligi

Via Carratica, 5 Tel. 0573 32018 Negozio storico di abbigliamento per uomo classico, sportivo, con vasta scelta delle migliori collezioni ed accessori.

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Via Porta Carratica, 83 Piazza della Resistenza, 2 Tel. 0573 976393

Gey abbigliamento è un’azienda specializzata da oltre 40 anni in abiti femminili da cerimonia e per la vita di tutti i giorni sia in taglie comode sia regolari. Gey a Pistoia è rivenditore esclusivo di grandi marche di tendenza per cerimonia come Musani, Bagatelle, Corte dei Gonzaga, Renato Balestra, e per l’eleganza quotidiana con il marchio Luisa Viola, un’azienda che vanta grande esperienza di ampia vestibilità.

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BAMBINO Cardigan in lana, camicia e pantalone

Piumino in vera piuma d’oca Corte di Gonzaga

BAMBINA Abitino a fiori con lupetto


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tendenza di quest’anno è però rappresentata dalle stringate! Da indossare con o senza lacci, le stringate rappresentano il vero must di questo inverno, le donne vestiranno i loro piedi con calzature dall’aspetto maschile, ma che arricchite con qualche prezioso dettaglio, sanno essere decisamente femminili e glamour. Per quanto riguarda le borse, invece, la grande tendenza del 2015 saranno le borse con i manici. Vedrete le borse tutte in pelle con i due manici fissati all’esterno o anche borse top handle con sagome più strutturate rispetto alle ultime stagioni. Oltre ai dettagli in metallo, che spunteranno dappertutto, il manico sarà più grande e decorato con trecce e frange. Tornano di moda, se mai fossero tramontate, le borse a tracolla, questa volta in versione mini. Saranno di pelle o avranno la caratteristica tracolla a catena formata da anelli di metallo. Anche in questo caso le chiusure saranno metalliche e i colori autunnali, a tinta unita o a blocchi di colore. Sono tante le proposte che la moda ci offre come spunto per un regalo o per un abbigliamento da

cocktail o party natalizio, siamo noi a scegliere come è meglio accompagnare quello che è il primo dono da regalare, il nostro sorriso. Buon Natale a tutti!

TIPOGRAFIA A.G. diamo colore alle tue idee! Quarto Inferiore (BO) • Via I Maggio, 35 Tel. 051.767028 • Fax 051.6058710 E-mail: info@tipografia-ag.it

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P ISTOIA E I NEGOZI DEL CCN Via dello Stadio

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ABBIGLIAMENTO, PELLETTERIA E ACCESSORI Abbigliamento Razzo - Via Tomba di Catilina, 11 Activa Vintage Store - Via della Madonna, 73 Arcobaleno - Via Curtatone e Montanara, 53 Attitude - Via Pacini, 59 Barghini Moda - Corso Gramsci, 17 Barghini Moda - Via Cavour, 12 Belmonte Camicie - Via Bozzi, 20 Club Voltaire - Via Curtatone e Montanara, 20 Evergreen Abbigliamento - Via Cino da Pistoia, 18 Fagni - Via Curtatone e Montanara, 10 Franco Melani - Piazza Leonardo da Vinci, 1 Franco Melani - Via della Madonna, 2 Guercini Abbigliamento - Via Atto Vannucci, 2 King - Via Carratica, 5 La Bisca - Via Carratica, 31 L’Arte della Camicia - Via del Can Bianco, 12 Marella - Via Bozzi, 1/3 Mariangela - Via Carratica, 19/21 Pelletterie Andreini - Via Orafi, 60 Abbigliamento Gey - Viale Petrocchi, 183/185 Pelletterie Max Pell - Via della Madonna, 21 Street 67 - Via Carratica, 65/67 Venturini Claudia Pelliccerie - Via dei Giardini, 5

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ABBIGLIAMENTO BAMBINO 42 Primi Anni - Piazza della Resistenza, 2 43 Primi Anni - Via Carratica, 83 ABBIGLIAMENTO INTIMO 44 Belinda - Via Carratica, 18 45 Intimo Mariotti - Via Pacini, 6/10/12 ABBIGLIAMENTO E ARTICOLI SPORTIVI 47 Scout - Via degli Orafi, 19 GIOIELLI, ACCESSORI E RIVENDITA ORO 50 G’old Point - Via di Porta al Borgo, 64 51 Gonfiantini Swarovski - Via Atto Vannucci, 36 54 55 56 57

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LIBRERIE 58 Libreria Mondadori - Via Cino da Pistoia, 14

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ALIMENTARI ENOGASTRONOMIA Alimentari Marco e Federica - Via della Provvidenza, 35 Antica Norcineria Orsi - Piazza della Sala, 13 Cipollari Norcineria - Piazza della Sala, 17 Enoteca da David - Via Carducci, 25 Forno Ballati - Via dei Fabbri, 2 Frutta e verdura di Luconi Marco - P.za Leonardo da Vinci, 39 I Sapori della Bottegaia - Via di Stracceria, 4 Macelleria Bisogni Giovan Battista - Via di Stracceria, 10 Macelleria De Santis e Natali - Piazza della Sala, 18 Macelleria Equina - Piazza della Sala, 12 Rosticceria Gelli - Corso Gramsci, 10 Sauro e Assunta Frutta e Verdura - Piazza della Sala, 8 I Salaioli - Piazza della Sala, 20/21/22 Supermercato Stazione - Via Vittorio Veneto, 5 BAR e RISTORAZIONE Bar Gelateria San Paolo - Via Carratica, 11 Bar Birreria Staralfur - Via del Giglio, 15 Bar Pizzeria Le Blanc - Via P.zza della Sala, 15 Caffè Michi Wine Bar - Piazza del Duomo, 7 Caffè Ristorante Diversorium Cavour - Via Cavour, 41 Caffetteria Museo Marini - Corso Silvano Fedi, 32 Covobukowski Enoteca Stuzzicheria - Via de’ Fabbri, 18 Espresso Giada - Largo Molinuzzo, 9 Fiaschetteria La Pace - Via Castel Cellesi, 1/A Frisco - Piazza San Francesco Grand Cafè Le Damier - Via della Madonna, 8 I Salaioli - Piazza della Sala, 20/21/22 La Bottega Dell’Arte - Piazza dell’Ortaggio, 4 La Caffetteria di Via Roma - Via Roma, 30 La Vineria N.4 - Via del Lastrone, 4 Little Coffee - Via Roma, 26 Locanda del Capitano del Popolo - Via di Stracceria, 5/7 Osteria La Bottegaia - Via del Lastrone, 17 Pasticceria Armando - Via Curtatone e Montanara, 38 Il Tabacchino Caffè del Centro - Via Buozzi, 4 Pizza Pizza - Via della Madonna, 2B Ristorante Baldovino - Piazza San Lorenzo, 5 Ristorante Birreria La Degna Tana - Piazza della Sala, 1 Ristorante CacioDivino - Via del Lastrone, 13 Ristorante Il Cucciolo - P.za Leonardo da Vinci, 32 Ristorante SantoPalato - Via del Duca, 7 Ristorante Pizzeria Il Duomo - Via Bracciolini, 5 Ristorante Pizzeria Voronoi - Piazza dell’Ortaggio, 14/17 Stickhouse - Il gelato artigianale su stecco - Via Orafi, 26 Taverna Gargantuà - Piazza dell’Ortaggio, 12/13 Trattoria Lo Storno - Via del Lastrone, 8 Vecchia Praga - Piazza della Sala, 6

TELEFONIA E COMPUTER 106 Telepoint - Via Cino da Pistoia, 23 ARTICOLI PER LA CASA E LA PERSONA 108 Fratelli Morandi - Via Curtatone e Montanara, 23 109 Fratelli Morandi - Via Carratica, 41

TABACCHI 107 Tabaccheria Time Out - Via di Stracceria, 17

CARTOLERIE EDICOLE IDEE REGALO 112 Cartoleria Bianchi - Piazza San Francesco, 58 120 Centrocarta - Via della Torre, 12 113 L’Edicola di Igor - Via Filippo Pacini, 1/3

COPPE TARGHE INCISIONI E GADGET 116 Pistoia Coppe - Via Dalmazia, 107

COMPLEMENTI D’ARREDO 115 Artè - Via della Madonna, 19

FARMACIE 117 Farmacia Scorcelletti - Via Porta al Borgo, 110


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Alla scoperta di San Giovanni Fuorcivitas Un originale romanico toscano nel quarto appuntamento con l’architetto Nicola Bottari Scarfantoni

P

INTERVISTA DI DILETTA SEVERI asseggiando per il centro di Pistoia, che si sia turisti o semplici cittadini, è difficile non farsi affascinare dall’aspetto maestoso ed elegante della chiesa di San Giovanni Evangelista, detta San Giovanni Fuorcivitas, perché – come facilmente intuibile – all’epoca della sua fondazione, si trovava al di fuori della prima cerchia di mura cittadine.“Altre chiese pistoiesi – ci spiega l’architetto Nicola BottariScarfantori, anche in questo servizio impagabile Cicerone alla scoperta della storia della città –furono costruite aldilà delle mura e hanno, nei loro nomi, appellativi che ricordano l’originaria locazione. San Bartolomeo, ad esempio, si chiama in Pantano, che era la zona fangosa nata dallo spostamento del corso del torrente Brana nel XIV secolo; la basilica della Madonna dell’Umiltà, invece, sorse sul luogo dell’antica chiesetta di Santa Maria Forisportae, così detta perché edificata, appunto, all’esterno della prima cerchia di mura ed era appena al di fuori della Porta Vecchia”.

Molti ritengono che da principio, il sito dove ora sorge San Giovanni fosse occupato da una chiesa costruita dai Longobardi, che una volta convertiti al cattolicesimo vollero dar prova della loro fede dedicando al santo apostolo un nuovo luogo di culto. All’inizio del XII secolo si procedette alla costruzione di un nuovo edificio. Il primitivo impianto venne modificato nel XIV secolo: l’unica navata fu ampliata in lunghezza e in larghezza, demolendo una parte del chiostro con le volte in mattoni – visibile da Via della Misericordia Vecchia - per far posto al nuovo fianco meridionale aperto dai finestroni gotici. La chiesa racchiude tutti i canoni dell’architettura romanica pistoiese: le arcate cieche, i due ordini di loggette e le grandi losanghe. “Ma è l’uso inusuale della dicromia -realizzata con la pietra calcarea bianca detta “alberese” e il marmo verde (serpentinite) - l’elemento più qualificante, ciò che lo distingue dalle altre chiese pistoiesi e che rende San Giovanniuno


15 dei più originali monumenti dell’arte romanica toscana”. “E’ infatti consueto – continua Bottari – l’utilizzo del bicromismo nello stile romanico, ma un impiego così esasperato rappresenta un unicum”. Questa vocazione al colore doveva essere ancor più evidente nell’architrave, raffigurante l’Ultima Cena, che tutt’oggi possiamo ammirare sopra il portale d’accesso alla chiesa, la quale, se osservata da vicina, conserva ancora tracce di una policromia ormai sbiadita dal tempo. L’architrave fu opera di Gruamonte, lo stesso scultore che realizzò e firmò la “Cavalcata e adorazione dei Magi” della Chiesa di Sant’Andrea. L’interno è a un’ unica navata – anche in questo, San Giovanni si differenzia dai canoni tradizionali del romanico - con soffitto a capriate, belle finestre a vetri colorati e una bifora trecentesca nella parete del presbiterio. Prezioso è il pulpito attribuito a Fra Guglielmo, allievo di Nicola Pisano (padre di quel Giovanni che ha realizzato il meraviglioso pulpito di Sant’Andrea): vi sono raffigurati gli Evangelisti (negli angoli della cassa e al centro del lato lungo) e Scene del Vangelo. Di grande importanza, inLa chiesa fine, è l’acquasantiera racchiude marmorea con le Virtù tutti i canoni Cardinali, anche quedell’architettura sta di dubbia attribuzione (non manca chi romanica ritiene che sia anch’espistoiese so riconducibile ai Pisano).

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Monica Menchi Attrice e insegnante di recitazione ci parla delle sue esperienze e della sua idea di teatro

INTERVISTA DI JACOPO GOLISANO FOTO ARCHIVIO MONICA MENCHI

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ominciamo illustrando ai nostri lettori il suo profilo artistico e professionale. Il mio interesse per il teatro ha radici lontane, mi è sempre piaciuto scrivere racconti e interpretarli, mettere su piccole scenette con gli amici. Quando poi giunse il momento di decidere cosa fare nella vita, m’iscrissi all’università, per studiare Storia del cinema, ma nello stesso tempo volevo fare teatro: riuscii a entrare alla Silvio D’Amico, sebbene mi avessero presa anche al Centro Sperimentale di Cinematografia. Dall’accademia, dove sono rimasta per quattro anni, ho cominciato il mio percorso professionale. Avevo già esperienze in compagnie amatoriali, ma l’accademia ha permesso a noi studenti esperienze come, ad esempio, una collaborazione con Vittorio Gassman alla Rai, per la trasmissione televisiva “Tutto il mondo è teatro”. Ci illustri alcune sue esperienze lavorative. A teatro, ho lavorato con registi come Mario Ferrero, Andrea Camilleri, Roberto Guicciardini. Una palestra fondamentale, per me, è stata lavorare per quattro anni al Teatro Stabile di Fiume. Inoltre, ho fatto esperienze anche a Radio Rai, con Luca Verdone, Gabriele Parenti, Pierfrancesco Listri. Per quanto riguarda il cinema, possiamo ricordare la mia partecipazione all’ultimo Pieraccioni e un film storico, “La Ballata del Sacco di Prato”, di Mirco Rocchi. Per la televisione, ho recitato in “Don Matteo”, “Carabinieri”, l’ultima cosa che ho fatto in questo campo è stata una fiction tedesca. In più, possiamo anche menzionare alcune pubblicità e il lavoro come doppiatrice.

A suo parere, è sufficiente terminare un percorso di studi per potersi definire attori? Quando esci dall’accademia, ti viene consegnato un libretto con alcune considerazioni di D’Amico, che sono un’introduzione al lavoro dell’attore: vi si dice che, prima di potersi definire attori, occorre fare pratica di palcoscenico, sapere stare accanto ai grandi e ascoltarli; in seguito, forse, dopo tanti anni, si potrà dire di essere dei buoni attori. Viceversa, oggi accade che chiunque, a prescindere dalla propria preparazione, ritiene di poter ballare, scolpire, recitare e il problema non è tanto questo, quanto piuttosto i dilettanti che insegnano. Occorre tenere presente che un artista è diverso da un attore; tutti possono essere attori, tutti recitiamo una parte, ma quando vai sul palcoscenico, devi emozionare le persone, metterti a nudo, soffrire. Gli spettatori di teatro dovrebbero cominciare a spendere bene i propri soldi e premiare gli spettacoli degli attori veri, di qualità. Il panorama teatrale odierno non le sembra soddisfacente? Oggi purtroppo, la qualità sta scadendo, lo si vede anche dalle fiction televisive, ma ci sono ancora cose molto belle, sia al cinema sia in teatro, sebbene non si dia molto spazio ad artisti meno conosciuti. “Le voci di dentro” con Toni e Peppe Servillo, ad esempio, per me è un capolavoro. Anche se, purtroppo, ho potuto vederlo solo in televisione. Lei svolge anche il lavoro di insegnante di recitazione, ci


P ISTOIA ARTE E CULTURA parli dell’esperienza della sua scuola di teatro. Qual è il suo approccio all’insegnamento? Alle persone, giovani o meno giovani, che vengono da me a studiare teatro, cerco di insegnare innanzitutto il rispetto per il gruppo, la serietà, di fornirgli tutti i mezzi possibili perché gli allievi possano andare in scena con un saggio ben fatto. L’insegnamento è qualcosa che, nonostante l’esperienza, si percepisce sempre come un grande compito, si ha sempre paura di non essere pronti. D’altra parte, non dimentichiamo che il teatro è un’attività particolare, giacché innesca meccanismi psicologici differenti da persona a persona.

17 incontrare una regista come lei, ti permette di acquisire una straordinaria capacità di stare in scena. Inoltre, sto lavorando allo spettacolo “Edith Piaf tra storia e mito”, dedicato al centenario della nascita di Edith Piaf, con Daniele Biagini, che si occupa degli arrangiamenti e suona il piano, Antonella Grumeli al canto e Iuri Ricci alla fisarmonica. Con la compagnia della scuola, invece, stiamo allestendo ”Il Malato immaginario”.

A cosa sta lavorando in questo periodo? Attualmente, ho la fortuna di collaborare con la regista Cristina Pezzoli in “La vita accanto”, tratto dal romanzo omonimo di Mariapia Veladiano, con la drammaturgia di Maura Del Serra. Lo spettacolo è già stato L’insegnamento è qualcosa che, presentato qua a Pistoia e andrà nonostante l’esperienza, si percepisce in scena a Febbraio presso il Polisempre come un grande compito, teama Rossetti, a Trieste; sempre si ha sempre paura di non essere pronti con Cristina, al Teatro Libero di Milano, stiamo allestendo Hedda Gabler di Ibsen. La collaborazione con Cristina è per me un’esperienza molto significativa: prima di prendere il copione e metterlo in scena, con lei, lavoriamo sui personaggi, con un approccio che ti tira fuori l’anima. Avere la fortuna di

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P ISTOIA DA GUSTARE

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Pane d’oro Il principe del Natale di Luca Girolami Nella corte dei dolci natalizi, al cospetto di Re Panettone sfilano i cortigiani (frutta secca, panforte, ricciarelli) ed i delegati esteri (pan pepato, kuchen, stollen). E fra tutti spicca il Principe Pandoro. Si tratta di un prodotto dolciario da forno dalla tipica forma a stella a otto punte, brunito all’esterno, di consistenza morbida grazie al burro, profumato di vaniglia e giallo di uova all’interno. Chi lo conosce, lo riconosce, e non conoscerlo è quasi impossibile. La ricetta che ha portato all’esistenza di questo dolce è stato un lungo processo che comincia nel primo secolo dopo Cristo. Plinio il Vecchio descrisse appunto un prodotto da forno preparato con farina, uova e olio da un certo Vergilius Stefanus Senex (decantato fornaio). Da lì si passa alle brioches francesi e al pan di Vienna, sempre più simili al nostro pandoro. Nella Serenissima si decantava il “pane de oro”, scomparso per anni e riapparso a Verona sotto il nome di “nadalin” (che ricorda vagamente la parola “Natale”). Alla fine del diciottesimo secolo Domenico Melegatti brevettò la ricetta e nasce così quello che oggi conosciamo come “pan-

doro”. Pare che anche il celebre pittore Angelo Dall’Oca Bianca, impressionista, abbia preso parte alla creazione del prototipo che fu portato all’ufficio brevetti. Nutritivamente, il pandoro è una “bomba”: uova, zucchero e burro sono secondi a breve distanza della farina. La procedura di lavorazione è molto lunga e prevede da due a quattro lievitazioni per tempi e modalità precise. Un pandoro non si improvvisa. Consiglio di consumarlo previo lieve passaggio in forno (tiepidino, insomma). Maggiore è la qualità del prodotto, minore sarà la necessità di addizionare lo zucchero vanigliato che spesso troviamo nelle confezioni. Se è buono, sarà buono anche senza. Buon appetito, buon Natale e buon anno!


P ISTOIA DA GUSTARE

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RISTORANTE PIZZERIA IL DUOMO Via Bracciolini , 5/A - Pistoia Tel 0573.1780197 - 335.6593260 tommitai@gmail.com www.ristoranteilduomo.net

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I sapori del gusto!

Vieni a conoscere il nostro locale e i nostri piatti. Da noi si è fermato anche l’attore toscano Leonardo Pieraccioni con il suo film “Ti amo in tutte le lingue del mondo”! Ristorante e pizzeria La Tavolaccia offre cucina toscana di carne e pesce, oltre che degli ottimi menù a prezzo fisso! Vi offriamo un consiglio per arricchire le vostre tavole in modo originale e gustoso!

Il ristorante Il Duomo sorge nei pressi del bellissimo centro storico di Pistoia, a due passi da Piazza del Duomo. In un ambiente caldo familiare e accogliente, la famiglia Taiti propone i piatti della tradizione toscana con pietanze semplici e ricche. Gentilezza e affabilità sono le caratteristiche principali del loro servizio.

La Degna Tana è il primo ristorante birreria a Pistoia con un intero menu vegetariano e vegano, oltre a un’ampia offerta gastronomica che va dalla cucina Bavarese, ai prodotti tipici tedeschi con un’ampia scelta di birre belghe, tedesche e artigianali.

LA CALAMARATA

IL PEPOSO DELL’IMPRUNETA

Ingredienti: 350 gr di paccheri freschi; 7 calamari piccoli; 200 gr di cime di rapa; 1 spicchio di aglio; 6 pomodorini 2 cucchiai di pelati olio, sale, pepe, prezzemolo q.b.

Ingredienti: 1 muscolo di vitellonne tagliato a cubettoni. 1 cipolla. 1 carota. 1 costola di sedano. Olio extravergine d’oliva. Sale grosso. 1 testa d’aglio. Pepe in grani. 1 bottiglia di chianti.

Ingredienti (per 1/2 persone): 1 stinco di maiale da 500 gr marinatura: sale, pepe, aglio, rosmarino, salvia q.b. 1 bicchiere da cucina di birra 2 cucchiai di olio

Preparazione Tagliare i calamari a rondelle. Predisporre una padella a fuoco medio con un filo di olio e uno spicchio di aglio tritato. Aggiungere un cucchiaio di acqua e versare i calamari. Far rosolare il contenuto e aggiungere successivamente le cime di rapa pulite, i pomodorini e 2 cucchiai di pelati, sale, pepe e lasciare cuocere per 5 minuti. Nel frattempo cuocere i paccheri in abbondante acqua salata. Scolare i paccheri e versarli nella padella aggiungendo un po’ di acqua di cottura e far amalgamare il tutto per qualche minuto girando di tanto in tanto il contenuto. Servire nel piatto aggiungendo un po’ di prezzemolo. Buon Appetito da parte di tutto il nostro staff!

Preparazione Accendere il forno a 160 gradi. Fare un battuto di sedano carota e cipolla e soffriggere con un cucchiaio d’olio in un coccio di terracotta a fiamma vivace. Una volta soffritto togliere dal fuoco e aggiungere il muscolo a pezzettoni. Unire una manciata di sale grosso, il pepe in grani e l’aglio. Versare il vino chianti fino a coprire la carne. Chiudere con il coperchio e mettetelo in forno per circa 3 ore e mezzo. A fine cottura la carne dovrà risultare tenerissima e saporita. Buon appetito dallo chef Tommaso.

Per ulteriori informazioni su ristoranti, pizzerie ed enoteche Del Centro Commerciale Naturale puoi collegarti al sito internet

www.pistoiacentrocommercialenaturale.it oppure consultare l’elenco alle pagine 14 e 15 dove troverai gli indirizzi di tutte le attività.

STINCO DI MAIALE

Preparare una marinatura con sale, pepe, aglio, salvia e rosmarino, bagnarci lo stinco e lasciare per una notte a marinare. Il giorno dopo infornare lo stinco a 180° per circa 2 ore e mezzo aggiungendo un giro di olio. Quasi a fine cottura bagnare la pietanza con un bicchiere di birra per far formare la crosticina. Ultimata la cottura si consiglia di servire su un letto di crauti e patate arrosto. Buone feste e buon appetito dallo staff de La Degna Tana!


P ISTOIA E LO SPORT

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Cristiano Lucarelli Ex capocannoniere della Serie A, a Pistoia ha trovato il luogo ideale per fare calcio

C

INTERVISTA DI JACOPO GOLISANO ome valuta, se si guarda indietro, la sua esperienza di calciatore? Ho sempre sognato fin da bambino di diventare un calciatore professionista e ero anche predisposto mentalmente a centrare questo obiettivo: per me era una ragione di vita. Non è stato facile, ma alla fine ce l’ho fatta e mi sono tolto grandi soddisfazioni, avendo anche, come naturalmente accade nella vita e in tutti i lavori, momenti difficili. Nel complesso, sono molto soddisfatto: diventare capocannoniere della serie A, con la maglia del Livorno, aver giocato la Coppa Uefa e la Champions League, essere convocato in Nazionale sono i traguardi che sognavo e che ho visto concretizzarsi. Oltre ad aver giocato in varie squadre italiane, come Atalanta, Torino, Livorno, Parma lei ha avuto esperienze calcistiche anche all’estero, nel Valencia e nello Shakhtar Donetsk; quali differenze ha potuto riscontrare rispetto al calcio italiano? Si tratta di due modi di considerare il calcio completamente diversi. Le differenze sono soprattutto di natura psicologica, di approccio alla partita: all’estero, questa viene vissuta come un giorno di festa, con relativi eventi collaterali. In Italia c’è più tensione e meno gioia, si è sempre pronti a contestare e avvengono spesso episodi sopra le righe.

Lei è conosciuto per un approccio al gioco del calcio che oggi pare sempre più raro, pensiamo ad esempio al suo attaccamento alla maglia del Livorno, che l’ha spinta a sacrificare l’interesse economico, in favore dell’attaccamento alla maglia. Si è sempre parlato molto del mio attaccamento alla maglia del Livorno, ma l’attaccamento l’ho avuto per ogni maglia con la quale ho giocato. Ho sempre vissuto e interpretato il calcio nello stesso modo, dando tutto me stesso in ogni situazione; anche in contesti nei quali il mio rendimento è stato un po’ al di sotto delle aspettative, il mio impegno e la mia dedizione sono sempre stati apprezzati. A Livorno è stato l’apice di questo perché sono livornese, ho sempre tifato per il Livorno e sognato di giocarci, inoltre, ho fatto grandi cose per la squadra. I calciatori oggi sembrano sempre più delle superstar poco legate ai colori di una determinata squadra, sempre sotto i riflettori. Cosa ne pensa di questi aspetti del calcio contemporaneo? È il calcio moderno. Dal mio punto di vista, si è avuto un cambiamento in peggio, però ci si deve adattare, non si possono fare paragoni con il calcio di trenta o quarant’anni fa, come non si possono fare fra l’informazione di trenta o quarant’ anni fa e


P ISTOIA E LO SPORT quella odierna: una volta per andare sui giornali bisognava fare venti gol a stagione, oggi basta avere una bella fidanzata. È cambiato il modo di vivere e di pensare. Che consigli darebbe ad un ragazzo che si affaccia al mondo del calcio, con l’intento di diventare un professionista? Consiglierei di vivere solo e esclusivamente in funzione del calcio. A meno che la natura non ti abbia dotato di un talento particolare, che permette a prescindere di fornire prestazioni, occorre fare vita da atleta ventiquattrore al giorno e anche la minima distrazione si paga; se subentrano distrazioni varie diventa durissima perché la concorrenza è spietata. Per quanto mi riguarda, posso dire che, la prima volta che sono andato in discoteca, avevo trentatré anni.

21 carsi la partita. Adesso abbiamo curiosità di capire che ruolo possiamo giocare all’interno di questo campionato, se il nostro obiettivo è una semplice salvezza, che comunque sarebbe un discreto risultato, oppure se possiamo ambire a qualcosa di più.

Che ambiente ha trovato a Pistoia? Ho avuto la possibilità di constatare personalmente quanto mi aveva detto Mazzarri: in Toscana, questa è la piazza ideale per un giovane allenatore e per dei giovani calciatori. Per quanto riguarda tifosi, gente, società ho potuto instaurare un rapporto molto semplice e cordiale con tutti, ho trovato un ambiente molto familiare. Insomma, non ho problemi a dire che questo è il luogo ideale per poter fare calcio. L’unico problema che ho riscontrato a Pistoia sono le strutture per gli allenamenti: da un punto di vista logistico, siamo un po’ indietro rispetto ad altre città. Qual è la sfida più grande per un allenatore? Riuscire a dimenticare di essere stati calciatori. Devi rimetterti completamente in discussione e ripartire da zero, come se ti affacciassi al mondo del calcio per la prima volta: non c’è collegamento fra allenatore e calciatore, sono due ruoli completamente diversi, agli antipodi. È soddisfatto dei risultati finora ottenuti in campo dalla Pistoiese? Sì, in quanto siamo partiti con una squadra molto giovane e l’obiettivo della società per quest’anno, l’anno del ritorno fra i professionisti, era la salvezza. Il campo ha poi dimostrato che questa squadra possiede delle qualità e ogni domenica può gio-

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P ISTOIA EVENTI

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P ISTOIA E GLI EVENTI

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GLI EVENTI IN CITTà CONCERTO ANTONIO VIVALDI Martedì 23 Dicembre ore 21.15 – Chiesa S. Ignazio di Lojola CONCERTO GOSPEL DI NATALE Martedì 23 Dicembre ore 21.30 – Teatro Mauro Bolognini VEGLIA DI NATALE Mercoledì 24 Dicembre ore 22.00 – Sala Maggiore Palazzo Comunale VESPRI D’ORGANO Giovedì 25 Dicembre ore 17.00 – Chiesa S. Ignazio di Lojola CONCERTO DELL’ENSEMBLE GROPPOLI - “SOPRATTUTTO MOZART” Domenica 28 Dicembre ore 17.00 – Sala Maggiore Palazzo Comunale FESTA DI FINE ANNO Eventi e musica per tutta la città e concerto dell’Orchestra Multietnica di Arezzo in Piazza Duomo COSTRUIAMO LA CALZA DELLA BEFANA Sabato 03 Gennaio ore 10.00 e ore 15.00 – Museo del Ricamo MUSICHE E DANZE RINASCIMENTALI Domenica 04 Gennaio ore 17.00 – Sala Maggiore Palazzo Comunale CANTI DELLA TRADIZIONE POPOLARE TOSCANA Lunedì 05 Gennaio ore 17.00 – Sala Maggiore Palazzo Comunale BARATTO DI BEFANA, GIOCHI E NON SOLO… Martedì 06 Gennaio ore 10.00 e ore 13.00 – Palazzo Fabroni LA BEFANA SCENDE DAL CAMPANILE Martedì 06 Gennaio ore 16.00 – Piazza Duomo Per tutte le iniziative e gli eventi in città: www.comune.pistoia.it Il programma completo è consultabile sul sito www.pistoiacentrocommerciale.it o su Facebook: CCN Pistoia.

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P ISTOIA STORIE DI COMMERCIANTI

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C’era una volta il Natale

I

l Natale ogni anno arriva puntuale, con la neve, con il sole o con la pioggia e questo, per fortuna, è lasciato al caso. Ma, nel tempo, sicuramente sono cambiate le attese, le aspettative, i comportamenti, il modo di avvicinarsi a questo giorno. Il tutto legato al cambiamento del nostro stile di vita, ai ritmi sempre più frenetici ed anche alla situazione economica che ogni anno scandisce inesorabilmente questo percorso. Una volta il primo segno del Natale erano gli abeti che si vendevano in varie parti della nostra città, spazi che sembravano capanne del presepe. Oggi basta scendere in garage, prendere la scatola e tirare fuori un kit di pezzi numerati e colorati che diventano un “albero”. Il presepe si può comperare già pronto nelle varie bancarelle. Mio nonno era un artigiano fantasioso e mi ricordo che aveva realizzato delle statuine tutte in terracotta ed ogni anno splendevano nel presepe con la capanna di legno, le luci, i percorsi d’acqua e l’immancabile borraccina ( quella vera) . I negozi iniziavano a fare le vetrine quasi tutti contemporaneamente mettendo i capi più belli perché le feste erano occasione per rinnovare il guardaroba. Oggi a dicembre già tanti negozi sono tappezzati dai saldi. Le pasticcerie sciorinavano montagne di leccornie (anche se panettone e pandoro erano i dolci preferiti) e lungo le vie della città si montavano le luminarie che scandivano l’arrivo della festa. Si iniziava a scrivere i biglietti di auguri a parenti e amici e, nelle cartolerie, ve ne erano a migliaia per tutti i gusti. Per ogni persona avevamo un pensiero, una frase. Oggi basta sceglierne una preconfezionata e possiamo inviarla contemporaneamente a migliaia di persone. A metà dicembre la nostra città era un mare di luci e di fiocchi colorati e la gente cominciava ad affollare le strade soffermandosi davanti alle vetrine agghindate, quasi filari illuminati, per cogliere anche qualche idea per i regali. Era una gioia fare il regalo,cose di ogni genere,cose utili e giocattoli per i più piccoli, il lego, le bambole, il meccano, il trenino etc. Non volevamo stupire ma la sorpresa era gradita. Oggi abbiamo esaurito la nostra fantasia perché nessuno ha più bisogno di niente ed anche perché, purtroppo, la crisi ci ha reso sterili nel corpo e nello spirito. Adesso sono di moda le

carte prepagate per il telefonino oppure i soldi, ancora più graditi dai giovani. Mi ricordo che da bambina rimanevo affacciata alla finestra con il viso appiccicato al vetro appannato ad aspettare Babbo Natale. Poi, la mattina, correvo all’albero e gli occhi si illuminavano di gioia davanti a quel regalo, un cavallo a dondolo di legno o magari la prima bicicletta. Gli ultimi giorni erano e lo sono ancora di più, un brulicare di gente, una corsa sfrenata per gli ultimi acquisti per essere certi di non aver dimenticato niente e nessuno. Poi il silenzio. La Vigilia, quando i negozi chiudono, sembra che il mondo si fermi. La città si svuota, rimangono le luci che illuminano i marciapiedi. Nel piccolo paese da bambina con i miei amici andavo a bussare alle porte per fare gli auguri e tutti noi venivamo ricompensati con un mandarino e una manciata di noci. Ed ecco che il suono delle campane ci ricorda la festa, quella vera. Ci dirigiamo alla Messa di mezzanotte con un passo che, ora, diventa più lento; lì finisce la parte ludica ed entriamo in quell’atmosfera che solo il Natale ci regala. Uno scambio di saluti all’uscita della chiesa ci fa diventare più buoni. Improvvisamente ci sentiamo in pace con il mondo. Finalmente è arrivato il gran giorno. La mattina la cucina è un allegro via vai tra pentole, fornelli, tavoli che sembrano dei prati in fiore stracolmi di cibo di ogni genere; nuvole di fumo ci avvolgono in un intreccio di odori e, tra uno squillo e l’altro del telefono per gli auguri lontani, ritorna alla mente il proverbio che ci accompagna da generazioni: “Natale con i tuoi”. Quando ci sediamo a tavola, per qualche attimo è come vedere scorrere davanti la propria vita. Appaiono i volti di chi ci ha lasciato, i volti di chi ha scelto un’altra famiglia, i volti di persone amiche che sono sole, i volti di chi in quel giorno lavora, i volti di chi un lavoro non lo ha più e i volti di chi sa che non avrà più un Natale. Ma per fortuna ritorna il presente e allora rallegriamoci, godiamo di questa tavola piena di tutta la nostra tradizione ed infine brindiamo, dolce o brut, augurandoci tanta serenità. Enrica Agostini


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Profile for Franco Maciariello

Incentro dicembre 2014  

Incentro dicembre 2014

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