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Franco Grones

Cappadocia Terra di Santi, di draghi e di Meraviglie Prima Edizione


Cappadocia

A chi dedicare questo lavoro? Beh, visto che a mio figlio Thomas avrei voluto dedicare “Band-i-Amir” ma che alla fine il lavoro “l’ha preso” Edoardo, allora penso sia giusto che questo lavoro sia da dedicarlo a lui. Perché? Perché ama la fotografia. Perché ama l’arte. Perché gli piace “costruire”. Perché gli piace conoscere. Perché gli piace vedere e sapere. Allora via con la Cappadocia con una raccolta di notizie, di carte, di foto, di immagini. Cappadocia, forse con Band-i-Amir, una delle più grandi e piacevoli sorprese della mia vita (anche se ho visto tantissime cose). Un luogo che non avrei mai pensato di poter vedere e anche se la visita fu pressoché fulminea, proprio “come un colpo di fulmine”. Per me la Cappadocia è durata settimane su settimane per via di quello strano distillare che fa il cervello e da allora (1975) non è ancora finito.


Cappadocia

2015 Helleniké Demokratia Repubblica Greca

Karadeniz Gelibolu-Gallipoli Eçebat

Gökçe Limnos

Biga Canakkale

Bursa

Mar Egeo

Kirkağac

Samsun Rize Carsamba

Samos Kusadasi Σάμος Söke

Leros Λέρος Kos Κως Tilos Piscopi Τήλος

Αιγαίο Πέλαγος Egeo Pelagos

Usak

Turgutlu Tire

Aydin Nazilli Milas

Tokat

Sarayköy

Dinar

Egridir

Dcnizli

KONYA

Isparta

Mugla

Askaray

Bayburt

Kaymakly

Karman

Ulukisla

Kozan

Elazig

Kalediran

Mut

Mersin (Icel)

Kurtalan Sürt Raman

Baniyas

Hama

BEIRUT

Repubblica di Turchia Türkiye Cumhuriyeti © 2003 Layout Franco Grones - Grones&Grones Communication & Grafik Design 2015 Layout Franco Grones - Edizione riveduta

Miandowab

Mahabad Shahin Dezh Saqqez Baneh

Kirkuk Sulaymanānīyah

Es Sukhne

Meyadin

En Nebk

Al-Jamhuriya al-Lubnaniya Repubblica Libanese Al-Jamhuriya al-'Arabiya as-Suriya Repubblica Araba di Siria

Baiji

Qalat es Sālihīya

Palmyra

Jerud

Atin Köprü

Isriya

Homs Batrum

Oslinovīyeh

Mosul Qayyarah

Halebiye

Talkheh Maragheh

Amadīyah

Raqqa

Gazimagusa Famagusta Larnaca Limassol

Tabriz

Ninuwa (Ninive) Ravāndiz

Risafe

Ahar

Marand

Shāhpur

Yüksekova

Zukko

Harran

Khvoy

Rezayīeh

Hakkari

Cizre

Mardin

Sinjar

Maarret en Numan

Tudai

Qotur

Hosap

Haleb (Aleppo)

(Antiochia)

1 Maku

Van

Memby

Antalya

Hayastani Hanrapetuthyun Repubblica NakhchivanArmena

EREVAN

5165

Ararat

Agri Dogubeyazit

Tag

Anah

Al-Jamhuriya al-'Iraqiya

Repubblica dell'Iraq

Al Hadithah

Repubblica dell'Azerbaigian

Bayraktutan

Eleskirt

Gavur

Silifke

Kuzey Kıbrıs Türk Cumhuriyeti, Güzelyurt NICOSIA Morphou Evrykhou Troodos

Birecik

Kirovabad

Mus

Diyarbakir

Viransehir

Leninakan

Celpala

Bitlis

Urfa

(TIFLIS)

Malazgirt Ercis

Murat

Samsat

Graziantep

(Seyhan)

Kars Oltu Sarikamia Karaurgan

Bingol

Siverek

1 Naxçıvan Nahicevan 2 Azärbaycan Respublikasi

TBILISI

Ardahan

Hinis

Çernek

Telavi

Bakuriani

Of

Malatya

Elbistan

Bensi

Maras

Adana

Tarsus Ermenek

Alanya

Kypriaki Demokratia Kybris Cumhuriyeti, Repubblica di Cipro

Goksun

Gori

Erzurum

Hozat Çemisgezek

Katha

(Adalia)

Karpathos Κάρπαθος

Ilic

Keban

Darende

Beysehir

ANTALYA

Rhodos Rhodos Pόδος

Pinarbasi

Ürgüp (Cesarea)

Saimbeyli

Eregli

Kataisi

Artvin

Gümüsane

Erzincan

Arapkir

Kayseri

Aksehir

(Trebisonda)

Zara Divrigi

Nevsehir

Trabzon

Sebinkarahisar

Afyon

Bundur Marmaris

Giresun Mesudiye

Yozgat-Bozok

Sandikli

Sarigöl

Tireboli

Ordu

Niksar

Amasya Zile

ANGORA

Anaklia

Batumi

Sivas

Manisa IZMIR

Thira - Santorini Σαντορίνη

Batra

Akhisar

(Smirne)

Amorgos Astipalaia

Чёрное море

Poti

Çorum

ANKARA

Sivrihisar

Kütahya

Soma

Çankum

Beypazari

Sinop

Osmancik

Iskilip

Sakarya

Eskisehir

Balikesir

Khio Χίοςs

Mikonos Μύκονος Naxos Νάξος

Safranbolu Karabuk

Bolu Adapazari

Ayancik

Gerze Gökçeagac Kastamonu Tosya

Hisarönü

Eregli

Sögut

(Brusa)

Ayvalik

Lesvos

Inebolu

Tarakli

Edremit

Ikaria

Zongulda

Üsküdar-Scutari Kadiköy Izmit-Kocaeli

Enez

Mar Nero

Beykoz

ISTANBUL

Thasos

Ege Denizi

Sakhart'velos Respublica Repubblica della Georgia

Ajaris Avtonomi'i Respublica Repubblica Autonoma Di Agiaria

Tikrit Samarra Balad

Zōhal Qasr-i-Shitin Sar-i-pul

Jomhuri-ye Eslami-ye Irân Repubblica Islamica dell'Iran

Kar

Kermanshah


Cappadocia

Καππαδοκία-Kapadokya-Cappădŏcĭa La lettura? Prima cosa ho impaginato una carta, non del 1975 ma odierna, con le quattro province dove insiste oggi la Cappadocia in Turchia, poi a seguire le foto scattate durante il viaggio “Trans Indu - 1975” e quelle trovate in rete. Il titolo qui sopra? In greco, turco e latino. © 2015 Layout Franco Grones - Riedizione riveduta di carta esistente

la Cappadocia

Sivas Bekçilerkuyu Mevkii Tu z Golu

Avanos

Nevşehir Aksaray

Göreme Ürgüp

Kayseri Yukari Kizilçevlik

Derinkuyu

Niğde

Konya Toraman Saritasöreni Mevkii

Karaman La Cappadocia comprende le province di Kayseri, Nevşehir, Aksaray e Niğde. Quella antica era molto più estesa.


Cappadocia

Un’interessante carta dell’Asia Minore con la suddivisione in province al tempo dei Greci e della dominazione romana. Così nomi che hai sentito tanto, tanto tempo fa si risvegliano come ad esempio la Caria dove sorge Efeso o la Bitinia al di là dello Stretto dei Dardanelli. Improvvisamente trovi la Cappadocia e in lei però nessun nome di località conosciute. I nomi sono quelli antichi prima che arrivassero gli invasori, prima che tutto venisse cancellato ... salvo due: “Kayseri” per “Cesarea” e “Kapadokia” per Cappadocia. Nomi turchi che hanno mantenuto la fonetica di quelli antichi. Ah, il brutto vezzo di cancellare i nomi del vinto, quasi che mutandoli si possa mostrare la forza e la prevaricazione. In Europa c’è un esempio di civiltà, dovuto forse al continuo passaggio all’una o all’altra parte ed è l’Alsazia, dove i toponimi sono salvi ed è solo la pronuncia che li fa tedeschi o francesi.


Cappadocia Noi siamo arrivati con una tappa lunga lunga da Teheran, passaggio di confine a Bazargan-Bazardag, Armenia turca e poi dopo Erzurum ed Erzincan giù da Sivas per Kayseri. Le due carte proposte nelle pagine precedenti sono una particolare delle province nelle quali è presente oggi la Cappadocia, l’altra (quella del 2015 con in segnato in grigio l’itinerario del viaggio d’andata attraverso l’ Anatolia). Si troveranno altre carte nell’ultima parte del lavoro, quella con i cenni storici. Kayseri o Cesarea di Cappadocia è stata il primo contatto avuto, ma non ci siamo fermati. Ho utilizzato immagini che possano descrivere la Cappadocia che fa sognare. Il vulcano spento Erciyes nei Monti Tauri


Cappadocia

i sei periodi storici Kayseri-Καισάρεια

Cesarea di Cappadocia Forse poi saranno sette se consideriamo l’ultimo e sono nell’ordine: il Periodo ittita, il Periodo persiano, il Periodo ellenistico, il Periodo romano, il Periodo bizantino il Periodo selgiuchide e quindi gli ultimi due secoli.

Molte le ipotesi, alcune anche leggendarie, sull’origine di Cappadocia. Ne è un esempio l'ipotetica etimologia di "CAPUT DUODECIM", Capo Dodici che farebbe risalire il paese alla fondazione di 12 briganti che, poi, rimasti soli, avrebbero operato un "ratto di Sabine" presso il paese limitrofo di Petrella Liri. Ma è un’altra storia ... Un’altra informazione la definisce “Terra di cavalli” e la foto,penso, le rende merito.


Cappadocia

i sei periodi storici Kayseri-Cesarea

Forse poi saranno sette se consideriamo l’ultimo e sono nell’ordine: il Periodo ittita, il Periodo il Periodo il Periodo romano, il Periodo bizantino il 13 agosto 1975persiano, Dal diario di bordo ellenistico, di “Trans Indu” Periodo selgiuchide e quindi gli ultimi due “Kayseri viene attraversata mostrandoci un voltosecoli. insospettato della Turchia moderna. È una cittadina ordinata che ripete strutturalmente e per caste una divisione di volumi. Se ci fosse stato tempo sarebbe stato bello visitarla”


Cappadocia

i sei periodi storici Kayseri-Cesarea Forse poi saranno sette se consideriamo l’ultimo e sono nell’ordine: il Periodo ittita, il Periodo persiano, il Periodo ellenistico, il Periodo romano, il Periodo bizantino il Periodo selgiuchide e quindi gli ultimi due secoli.

Pianta della città di Cesarea di Cappadocia, Kayseri, con lo stemma della città.

da o per Sivas


Cesarea di Cappadocia Qaişarī

Cappadocia

In turco Qaiṣāriyya e Qaiṣarī è l’odierna Kayseri, ai piedi del Monte Argeo in turco Erciyes, un vulcano spento nei Tauri. Eretta a capitale della Cappadocia da Tiberio che la chiamò Cesarea in onore di Augusto. Fu uno dei centri più importanti del cristianesimo asiatico, patria di San Basilio e sede di un metropolita. Più volte assalita dai Sasanidi e dagli Arabi, fu conquistata dai Turchi della dinastia Dānishmend nell’11° sec. e dominata a lungo dai Selgiuchidi di Konya, finché fu conquistata da Maomettto II nel 1475.

Testa in marmo di Tiberio; a fianco le mura fatte erigere dall’Imperatore Giustiniano di Bisanzio.


Cappadocia

Hīsar

Il Castello di Kayseri, Hisar - ben restaurato, in buone condizioni - è al centro della città e sotto le sue mura un a serie di negozi e negozietti, nonché bancarelle per la gioia dei turisti. Si trova nel Centro Storico e questa per la verità è la Cittadella, più che un castello, fatta erigere dall’imperatore Giustiniano durante il 500 dC ed è una formidabile fortezza.


Cappadocia

Mahperi Hunat Hatun Karmaşık Il complesso Mahperi Hunat Hatun (o Huant) (1228 - 1237) venne costruito nel centro di Kayseri dall’imperatrice dei Selgiuchidi Mahperi Hunat Hatun moglie del Sultano Alaettin Keykubat (1223-1237). Il complesso religioso oltre alla grande moschea (”cami”) la tomba ottagonale dell’imperatrice (”türbe”), una scuola teologica (”madrassa” o “medrese”) ed un “hamam” che altro non è che un bagno turco.


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Anadolu Selçuklu Medreseleri all’incrocio tra la Cittadella e la Çifte Medrese (Madrassa Çifte) sorge la Anadolu Selçuklu Medreseleri una scuola teologica musulmana edificata nel 1267. Una volta andata in rovina è stata riparata e modernizzata. Il resto dell’edificio non è stato restaurato ed è stato utilizzato come bazaar. Notevole l’architettura del portale è così pure le due finestrelle laterali


Cappadocia

Hacı Kılıç Camii Questa moschea e la vicina madrassa vennero costruite (1249-1250) da Ali-el Tusi per il volere dell’Emiro Abu’l Qasim durante la dominazione dei Selgiuchidi. Il portale (qui rappresentato) è un vero capolavoro di progettazione e realizzazione.


Cappadocia

Ulu Camii Qui è rappresentato il particolare del minareto della Ulu Camii, la Grande Moschea di Kayseri (1140). Costruito in mattoni ha un’elegante iscrizione in caratteri arabi in mattone su piastrelle vetrificate blu. Mustafà Kemal Atatürk con la modernizzazione della Turchia abolì i caratteri arabi introducendo quelli latini.


Cappadocia

Kayseri Kayseri vista come dipinta su una tela e incorniciata per farne un quadro. In lontananza l’imponente vulcano spento innevato Erciyes (Argaios). Altri nome della città furono Eusebia all’Argaios, Mazaka, Kanesh e come città ittita Nésa.


Cappadocia La carta sottostante è relativa alla posizione del Parco Nazionale di Göreme. Da Kayseri ci eravamo diretti al suo “confine”, a Ürgüp. All’orizzonte, avvicinandoci a questo centro, la prima visione quasi da Tolkien (Il Signore degli Anelli). Incredibile cosa ha fatto la natura e come l’uomo l’abbia adattata alle sue necessità.

Il Parco Nazionale di Göreme è stato aggiunto ai patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO nel 1985.

© 2015 Layout Franco Grones - Riedizione riveduta di carta esistente

Alagi Bayramhaci

Karniyarik Mevkii Fidanlik Mevkii

Aydilliönü Mevkii

Avanos Acisu Yazibağlari Mevkii Mevkii Iğdir Cavuşin Mevkii Göreme Kizilağaç Nevşhehir Ürgüp Üçhisar Ortahisar Göreme N a t i o n a l Karain Göre Park Güvercinlik

Kaymakli - Derinkuyu

Saraycik Büyükaci Mevkii

Kilçiklibelen Mevkii Garipçe

Tekeçukuru Mevkii

Karlik

Incesu

Gelbula

Kayseri Cesarea di Cappadocia


Cappadocia

Ürgüp R M IEST RE AS Z AG t PES HH E t L AD t KABU

B IA HA t BEO OF t K WA G R A D t S I N D I R t R AWA L P

tI A AR A R S TA N B UL t ANK AC HI t

Come disse giustamente Elio si potrebbe viaggiare per l’Anatolia ad occhi bendati ed aprendoli sulla Cappadocia non si avrebbe perso nulla. Il paesaggio è indescrivibilmente bello. Coni spuntano per altezze di otto dieci metri stagliandosi sul tramonto. Ci fermiamo ad Űrgüp.

T Ot tT ABR BOLZAN AN t IZ t TEHER

Da questo luogo iniziò la “nostra” scoperta della Cappadocia dopo una tappa di 2071 km!


Cappadocia

Ürgüp Oltre ai coni che spuntano dal terreno come funghi in arenaria di colori diversi ci sono pareti che li congiungono. L’intervento dell’uomo “crea” finestre, porte o porticine irregolari. In questa immagine un’interessante complesso abitativo utilizzato fin dai tempi andati preferendo scavare piùttosto che edificare.


Cappadocia

Ürgüp R M IEST RE AS Z AG PES HH E t AD t K ABUL t

B IA HA t BEO OF t K WA G R A D t S I N D I R t R AWA L P

tI A AR A R S TA N B UL t ANK AC HI t

Qui Ürgüp sembra un qualsiasi paesino dell’Anatolia. Non si vedono i coni spuntare dal suolo, non si vedono gli interventi dell’uomo per ricavare in essi abitazioni, stalle, fienili o depositi per gli attrezzi. L’immagine qui è stata lavorata (l’originale lo si può vedere su “Trans Indu Come Back Home”) e sembra una cartolina degli anni Quaranta.

T Ot tT ABR BOLZAN AN t IZ t TEHER


Cappadocia

Ürgüp Anche questa è Ürgüp. Logicamente non all’interno del paese, ma poco fuori. Le forme ricordano molto le decorazione di una torta con glassa. Inoltre non essendo staccati questi pseudo coni non erano adatti alla realizzazione di abitazioni o locali per altro uso. Si tratta di calanchi molto, ma molto più belli di quelli appenninici


Cappadocia

Ürgüp L’arrivederci ad Ürgüp vede una serie di “asparagi” di arenaria che svettano verso il cielo. Se fosse solo un gruppo di queste conformazioni l’attenzione sarebbe tutta lì, invece in Cappadocia ovunque tu giri lo sguardo vedi cose differenti l’una dall’altra e non sai più quale sia la più bella, la più strana o la più unica.


Cappadocia

Göreme R M IEST AS HH E t AD

RE Z AG t PES L t KABU

B IA HA t BEO OF t K WA G R A D t S I N D I R t R AWA L P

tI A AR A R S TA N B UL t ANK AC HI t

Da Ürgüp ci spostammo a Göreme. Pochi chilometri da fare con due sopra il tetto del furgo muniti di macchine fotografiche e cinepresa (all’epoca non c’erano né videocamere né schede con 2GB di memoria ..). Si erano fatti posto spostando canistre ed altro.

T Ot tT ABR BOLZAN AN t IZ t TEHER


Cappadocia

Parco Nazionale di Göreme © 2015 Layout Franco Grones - Riedizione riveduta di carta esistente

Sorgun Mevkii

Acisu Mevkii Çiğdemlik Mevkii

Çat

Cinali Mevkii

Fidanlik Mevkii

Cemel Mevkii

Sarihidir

Ağbeli Mevkii Hanözu Mevkii

Koyak Mevkii

Çağilli Mevkii

Avanos

Yamanli Mevkii

Ada Mevkii

Yazibağlari Mevkii

Çavuşin Kepez Mevkii

Adatepe Mevkii

Ortakepez Mevkii Kasapoğolu Mahallesi Kavak Çiftlik Mevkii Subaşi Mevkii Pehlivan Mevkii Güvercinlik Baheçli Çardak

Çokek

Iğdir Mevkii

Zelve Sineklisivri Mevkii Yalakpinar Mahallesi Asarkaya Nevşhehir Göreme Mevkii Üçhisar

Ortaağil Mevkii Kizilağaç Mevkii

Ortahisar

Ürgüp

Savakağzi Mevkii

Göre

Konya

Kayseri

Kizilözhöyüğü Mevkii

Mustafapaşa Merdivenbaşi Mevkii Ayvali


Cappadocia

Göreme Göreme è incredibile. Vedere le meraviglie della natura uscire dalla terra in mezzo alle case o sono le case a intrufolarsi tra loro ed utilizzarne parte per farne abitazioni? Logicamente .. son nate prima le concrezioni e Göreme è il centro dell’omonimo Parco Naturale, patrimonio dell’umanità per l’UNESCO.


Cappadocia

GÜreme GÜreme. Oggi anche le automobili girano in questo mondo fantastico. Qui i coni di arenaria sono forati da porte, porticine, finestre e colombaie (visibili sulla verticale del carro); gli edifici si compenetrano in maniera armonica tanto che sembrano anch’essi opera della natura. Poi sembra che sia nevicato, ma è arenaria chiarissima.


Cappadocia

Göreme Dalla posizione elevata da cui è stata scattata questa immagine si può avere una vaga idea di cosa sia il Parco Naturale di Göreme. E qui stiamo parlando solo della parte paesaggistica perchè quello che fa unico il Parco è anche l’utilizzo fatto dall’uomo per costruire non solo abitazioni, ma conventi, chiese e basiliche.


Cappadocia

Göreme Invece che alberi qui crescono coni. Coni lasciati integri, coni “forati” per essere utilizzati dagli uomini. Sullo sfondo, all’orizzonte, si vedono due spuntoni che si stagliano contro il cielo che altro non sono che il Castello di Uchisar - Uchisar Kalesi sito sopra l’abitato.


Cappadocia

Uchisar Ecco il Castello di Uchisar - Uchisar Kalesi. PiĂš che un castello sembra di vedere un termitaio tanti sono gli occhi che guardano la pianura sottostante. La gran parte di questi “occhiâ€? sono dovuti a franamenti o meglio a distacchi della roccia. Non son riuscito a trovare notizie in rete. Neppure in turco.


Cappadocia

Göreme In una luce irreale è colto un particolare nell’abitato che descrive più di cento parole di come l’uomo ha sfruttato ed utilizzato i coni. C’è chi ha “squadrato la base del cono, chi ha inserito una costruzione e più normalmente ricavare nei coni porte con scalette scavate per l’accesso.


Cappadocia

GÜreme Quarant’anni fa avevamo trovato tanti turisti e oggi molti, ma molti di piÚ. E per questioni di sicurezza sono state montate scale metalliche con corrimano. Qui si vedono le visite guidate. Ci sono locali di uso religioso come conventi, chiese ed anche cimiteri tutti particolari.


Cappadocia

Göreme La strada è stata “aggiunta” al paesaggio eliminando il sentiero in terra che c’era prima. Al suo fianco i coni traforati con le scalette d’accesso per raggiungere gli ingressi posti in alto per questioni di sicurezza o per evitare l’entrata dell’acqua o neve.


Cappadocia

GÜreme Sembra un castello con le torri tutt’attorno all’abitato, ma queste torri sono sforacchiate di finestre porte e colombaie come quasi sempre consuetudine nei coni abitati della Cappadocia.


Cappadocia

Göreme Sono chiamati “Camini delle Fate”. I primi li avevo visti a Zelve poi ho scoperto che questa attribuzione è piuttosto diffusa sia nel Parco che fuori. Questi coni sono integri perche di scarso interesse per l’uomo e gli alberi d’albicocco ne definiscono le dimensioni.


Cappadocia

Göreme Si prende del cartoncino un po’ rugoso, dei pastelli e tanta buona volontà per realizzare una “briosa” carrellata di coni e funghi di arenaria. Il risultato migliore lo si avrà, però, guardando con occhi socchiusi o meglio ancora chiudere la mano a pugno lasciando un pertugio per guardarci dentro ...


Cappadocia

Göreme Toh, sembra che si sia sciolta la neve ... No , non è proprio neve e in questa foto sono presenti i diversi colori di arenaria e un bell’esempio di “casette degli gnomi”. Quella in secondo piano sembra abbia anche un camino un po’ scalcinato (vedere sommità disastrata).


Cappadocia

GĂśreme Un paesaggio abbastanza noto a chi vive in Trentino o in Alto Adige. Nel primo le Piramidi di Segonzano e nel secondo quelle del Renon, le “Erdpyramidenâ€? (ce ne sono anche altre di queste manifestazioni della natura, ma meno belle e meno celebri). Queste di Cappadocia sono molto diverse e sembrano quasi un bosco.


Cappadocia

Göreme Trovare all’interno di Göreme una tomba romana non è cosa di cui meravigliarsi visto che la Cappadocia per secoli è stata terra di conquista. Sono simasti i monconi di due colonne ricavate scavando la pietra. Qui ci sono passati Assiri, Ittiti, Greci, Romani, Selgiucidi, Crociati e Ottomani.


Cappadocia

Göreme Tra le tante definizioni che ho trovato quella che mi sembra più calzate è “etichettare” il Parco di Göreme come “Un museo all’aria aperta”. E a ragione. A quardare bene si possono scoprire (per chi ne ha la sensibilità) dei visi, delle teste o creature irreali.


Cappadocia

GĂśreme Qui i coni non sono “uscitiâ€? per lanciarsi verso il cielo e forse fra secoli e secoli potrebbe succedere. Per il momento sono accennati e ricoperti da una coltre bianca, quasi un mantello che tutto copre e preserva.


Cappadocia

Göreme Nei dintorni di Göreme questo piccolo “boschetto” di coni o “denti” che spuntano dal terreno. Ce ne sono di grandi e di piccoli, da soli o uniti, vergini o forati. Ed è interessante la differente colorazione dell’arenaria che si vede in questa foto.


Cappadocia

Göreme Nei dintorni di Göreme una conformazione simile a quella già vista in un’immagine precedente e somigliante a della crema attorno ad una grande torta. I coni, in gestazione o entro una lunga metamorfosi, sono rosati, vuoi per la luce o per i componenti dell’arenaria.


Cappadocia

Göreme 14 agosto 1975. Solo una piccola parte di quello che dieci anni dopo diventerà Parco è aperto alle masse turistiche (Elio rimane abbastanza sconcertato nel vedere così tanta gente), un’altra parte è chiusa per motivi di sicurezza o perché non attrezzata. La zona visitata comprende un monastero femminile (alla sua destra, adiacente, monastero maschile), chiese e basiliche. (dal diario doi bordo di “Trans Indu”).


Cappadocia

GÜreme Scavata nella roccia di arenaria ecco spuntare una basilica. Un tempo è crollata la volta e la navata. CosÏ oggi si può apprezzare meglio come venne concepita e realizzata. Si vedono anche monconi di archi, pilastri o semplici motivi decorativi.


Cappadocia

GÜreme Oggi soprattutto i giovani, come ben documenta questa foto, son diventati la maggioranza dei visitatori del Parco Naturale di GÜreme. Questa è la zona delle chiese, delle basiliche e dei conventi.


Cappadocia

Göreme Nel Parco Naturale di Göreme sono numerosi, numerosissimi gli edifici religiosi ricavati nella roccia. Un convento di suore colpì la mia attenzione perché all’esterno, vicino all’ingresso, erano scavate due fosse nella roccia , una per la suora, l’altra per il bambino. 1 Aynali Kilise

Avanos

2 Kizlar Monastiri 3 Sakli Kilise 4 Tokali Kilise 5 Danial Kilisesi 6 Eustatlios Kilisesi 7 Bezirhane Kilisesi 8 Durmuş Kadir Kilisesi

Iğdir Mevkii Çavuşin Memiyeri Mevkii

15 14

12 St. Georges Kilisesi 13 Saçli Kilisesi

Zelve

14 St. Jean-Baptiste Kilisesi 15 Nikephoros Kilisesi

13 12 11 10 6 16 5 7 Göreme 4 9 8 3 2 1

Yalakpinar Mahallesi

Üçhisar

9 Yusuf Koç Kilisesi 10 Meryemana Kilisesi 11 Kiliçlar Kilisesi

16 Karanlik Kilisesi

Ürgüp

Ortahisar


Cappadocia

Gรถreme Queste sono la volta e le pareti affrescate della Karanlik Kilise la Chiesa Scura che si trova al centro di Gรถreme. Qui si vede sulla parete (a destra nella foto) una crocefissione con in piedi ai due lati figure aureolate piangenti. Sugli archi che partono dai pilastri immagini di santi a figura intera o le teste in tondi.


Cappadocia

Göreme Un’altra vista dell’interno della Karanlik Kilise, la Chiesa Scura. Rispetto all’immagine precedente si può apprezzare maggiormente la ricchezza degli affreschi che risparmiano solo le colonne di arenaria. Interessante la teoria di tondi rappresentanti santi della Cappadocia e quelli più importanti della cristianità.


Cappadocia

Göreme Questa è la vista dell’esterno della Karanlik Kilise, la Chiesa Scura. Si vede chiaramente come sia franata la parte davanti della chiesa. Bella la serie di nicchie con sullo sfondo un tondo contenente la croce greca, che si ripete sopra il portale d’ingresso. Sono presenti affresci monocromi sulle pareti grezze di arenaria.


Cappadocia

Göreme Questa è la vista dell’interno della Elmali Kilise, la Chiesa della Mela. Gli affreschi ed il loro colore sembrano opera dell’autore o degli autori degli affreschi della Chiesa Scura. Qui sulla volta un grande Cristo. Il resto degli affreschi è molto curato.


Cappadocia

GĂśreme Il Cristo che risorge attorniato da angeli su una volta della Elmali Kilise, la Chiesa della Mela. La maggior parte dei colori sono terre con colori che vanno dal Terra di Siena alle ocre. Nella decorazione sulla corona circolare che contiene il Cristo un motivo decorativo che dĂ dinamismo e movimento.


Cappadocia

GÜreme La Chiesa di Santa Barbara - Aziz Barbara Kilisi ha decorazioni monocromatiche molto semplici, molto primitive, talora con mano poco ferma ... Come tutte le chiese è stata scavata internamente all’arenaria ricavando volte e colonne, altari e pulpiti.


Cappadocia

Göreme Un’altra vista dell’interno della Chiesa di Santa Barbara - Aziz Barbara Kilisi. Qui le decorazioni monocromatiche, realizzate con una semplicità e purezza quasi infantile corrono attorno alle volte e si avventurano perfino sulle colonne. Di queste ultime si può apprezzare la “varietà” di stili.


Cappadocia

Göreme La Chiesa della Fibbia - Tokali Kilisi. È la più antica chiesa dell’area e per la verità è la fusione di ben quattro chiese e cappelle ed è giustamente famosa per gli affreschi. Ci sono quelli della vita di Cristo, con la visita dei Magi, la fuga in Egitto, il Battesimo nel Giordano ecc. Gli affreschi hanno il blu come colore dominante.


Cappadocia

Göreme La Chiesa del Sandalo - Carikli Kilisi.Per entrare un’orrenda, ma pratica, scala metallica tipo antincendio con un pianerottolo per tirare il fiato e un corrimano per non scivolare in basso. L’esterno non è la massima attrattiva. L’arenaria porta tracce di dipinti in un solo colore. Predominante una croce bianca in campo rossiccio.


Cappadocia

Göreme La Chiesa del Sandalo - Carikli Kilisi. All’interno dei pregevoli affreschi: qui la rappresentazione della Trinità. Lo sfregio all’affresco non è né opera degli iconoclasti cristiani né degli ottomani. Gli sfregi sono opera dei soldati greci in ritirata durante la Guerra Greco-Turca dal 1919 al 1922.


Cappadocia

Göreme La Chiesa del Serpente - Yilanli Kilisi. è presente un affresco di Sant’Onofrio solitamente raffigurato come un uomo selvaggio ricoperto da i propri capelli ed un perizoma di foglie, per questo motivo è il santo patrono dei tessitori. Sant’Onofrio era venerato a Monaco di Baviera, Basilea e nella Germania meridionale in genere.


Cappadocia

Göreme Questa è la volta affrescata della chiesa El Nazar, forse meglio dire una crociera ovvero lo spazio definito dall'incrocio della navata centrale e del transetto. Lo stato di conservazione degli affreschi non è dei migliori; una curiosità, i più conservati sono quelli della Chiesa Scura perché erano coperti dallo sterco dei piccioni (così ho trovato).


Cappadocia

GĂśreme Il complesso monastico a GĂśreme risponde alle esigenze delle comunitĂ religiose maschili e femminili. Dotato di celle individuali, la cappella, la sala capitolare, la cucina e le dispense. Intorno al convento principale si sviluppa una rete di minuscoli eremi e ascetari per la meditazione individuale.


Cappadocia

Göreme Il monastero è su diversi piani, con le prese di luce per l’esposizione delle icone e illuminare le stanze. Le chiese si aprono a ventaglio sul retro del monastero e tra loro si trovano anche locali comunitari come il refettorio. Questo ha la particolarità che gli arredi sono ricavati nell’arenaria della stanza. (NdA - così non tirano in giro sedie e tavoli).


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Çavuşin è la Chiesa della Grande Colombaia - Buyuk Guvercinlik Kilisesi a Çavuşin, a nord di Göreme per Avanos. Noi arrivammo dopo mezzogiorno. Allora per salire c’era una scalcinata scala di legno abbastanza malsicura e per entrare, visto che era anche corta, bisognava issarsi. Belli, anche se sfregiati dai soldati greci, gli affreschi all’esterno.


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Çavuşin Questo è il soffitto della Chiesa della Grande Colombaia - Buyuk Guvercinlik Kilisesi a Çavuşin. Gli affreschi sono abbastanza deteriorati, molto probabilmente più per opera dell’uomo piuttosto che per le ingiurie del tempo. Predominante ancora il color rossobruno sugli altri colori.


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Çavuşin Qui a Çavuşin al posto dei coni troviamo formazioni in arenaria bicolore con alcuni degradi dovuti a fattori naturali. Il confronto con gli alberi dà l’idea della loro altezza e dimensione, ma nelle ricerche ho trovato altre forme di arenaria nello stesso settore.


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Çavuşin Sorgono a Çavuşin i funghi di roccia che molto somigliano alle Piramidi del Renon, ma a differenza di quelli questi sono abbastanza distanti l’uno dall’altro e la forma della base e differente da un fungo all’altro. Al culmine le forme sono diverse, a volte piccole a volte grandi. Però prima proseguire verso Zelve un intervallo mineralogico-geologico.


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Paşabağ-Valle di Göreme

Pioggia, neve e vento hanno eroso gli strati bianchi più teneri nei depositi di ignimbrite, lasciando in aria torri verticali protette da ombrelli di tufo scuro più duro.


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Paşabağ-Valle di Göreme

Camini di Fata. La loro origine è dovuta all'accumulo dei prodotti vulcanici derivanti dalle eruzioni di due vulcani, lo Hasan Dagi e l'Ercyas Daği, circa 8 milioni di anni fa.


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PaĹ&#x;abaÄ&#x;-Valle di GĂśreme

Le ceneri e i lapilli dei due vulcani hanno formato ampie distese di tufo, sopra le quali la lava scorrendo e solidificando ha prodotto il solido strato di basalto superiore. Le erosioni successive ne hanno modellato il caratteristico aspetto attuale.


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Paşabağ-Valle di Göreme La Valle di Göreme è la più spettacolare e famosa tra le valli della Cappadocia, disseminata di colonne rocciose intagliate nel tufo che prendono il nome di "Camini delle fate".


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PaĹ&#x;abaÄ&#x;-Valle di GĂśreme Seguendo i sentieri, le scale e gli stretti passaggi che si trovano tra le colonne si scoprono grotte, anfratti, chiese e cappelle splendidamente decorati da pitture murali realizzate in gran parte dai monaci che vissero in questi luoghi tra il 1000 e il 1200.


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PaĹ&#x;abaÄ&#x;-Valle di GĂśreme L'area viene considerata un museo all'aperto di grande interesse artistico. Ancora oggi si vedono emergere dalle rocce abitazioni scavate nella roccia e villaggi di tufo vulcanico.


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Paşabağ-Valle di Göreme Le forme possono essere molto diverse malgrado la relativa vicinanza. Sulla sinistra sembrano cappelle di funghi porcini mentre a destra ricordano ancora funghi, come il “Phallus impudicus”.


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Paşabağ-Valle di Göreme Ancora “Camini di Fata”, isolati o a gruppi si stagliano contro il cielo di Cappadocia. Ovunque si giri l’occhio lo spettacolo cambia e le emozioni sono tante.


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Paşabağ-Valle di Göreme Il tufo, i vulcani, l’erosione. Sono questi gli elementi primari che costituiscono la Cappadocia. Se poi, come è avvenuto, si aggiunge l’azione dell’uomo, ecco un capolavoro.La seconda foto ha per soggetto i “Camini delle Fate”; qui un conoide triplo con abitazioni troglodite.


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Paşabağ-Valle di Göreme Alcuni camini hanno due o tre teste dalle più svariate forme. Uno di questi camini è attribuito a San Simeone. San Simeone, eremita nelle vicinanze di Aleppo nel V secolo, cui si attribuivano miracoli, per sfuggire alla gente che lo turbava per quel motivo venne qui e cominciò a vivere su un camino di 2 m di altezza. Successivamente si trasferì su quella roccia più grande, a tre camini dalla quale scendeva soltanto per ritirare i viveri che gli portavano i suoi seguaci. In quel camino di fata a tre teste, databile del X secolo vi è un luogo di preghiera e una cella da eremita.


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Parco Naturale di Göreme "Il più bello dei mari/è quello che non navigammo./Il più bello dei nostri figli/ non è ancora cresciuto./ I più belli dei nostri giorni/ non li abbiamo ancora vissuti./ E quello/ che vorrei dirti di più bello/ non te l'ho ancora detto". Nazim Hikmet (1902 – 1963), poeta turco.


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Pembe Vadi-Valle Rosa Abbiamo cambiato posto per mostrare questo curloso dromedario -"Il cammello"-una formazione rocciosa rosata che sorge nella Valle di Derbent, detta anche Pembe Vadi o Valle Rosa.


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Zelve Lasciata Çavuşin prendemmo la strada in direzione di Avanos per raggiungere Zelve. Lungo la strada iniziammo a trovare “Camini delle Fate” multicolori e poi fu un susseguirsi di sorprendenti visioni. Da rimanere ubriacati. Per fortuna ci fermammo a mangiare e i due “cine-foto-operatori” partirono alla ricerca di scatti indimenticabili.


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Zelve .. e questo è uno dei tanti scatti documentati da uno dei due “cine-foto-operatori”che erano partiti a caccia lasciandoci a mangiare da soli. Lo sfondo di questa foto sembra una montagna dolomitica che ha in primo piano le abitazioni fantastiche di “Hobbit” o personaggi della saga di “Guerre Stellari”.


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Zelve Un gruppo di “Camini delle Fate” che per la verità a me sembrano più cappelli di streghe o meglio ancora tante piccole (grandi se guardiamo il raffronto con gli alberi) streghe. La luce poi è importantissima per i colori che assumono queste formazioni; qui parti da quelle quasi dorate per arrivare ai colori grigi e i biancastri.


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Zelve Potrebbero sembrare dei giganteschi“Chantarellus lutescens”, o volgarmente anche “finferle”, funghi dal gambo chiaro e dalla sommità bruna o bruna rossiccia o anche, perché no, una famiglia di Chiodini. Nell’uno o nell’altro caso l’unico parallelo ... è l’unione delle parti. E niente di più.


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Zelve Di immagini di Zelve (come d’altra parte di qualsiasi luogo della Cappadocia) se ne potrebbero mostrare altre. Mi fermo qui, come ultima foto, con l’esterno del Museo di Zelve ricavato in una struttura preesistente (salvo il corpo che esce dalla parete).


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Avanos Da Zelve si ritorna sul percorso dell’andata per poi dirigersi su Avanos. Avanos è fuori dal Parco Naturale di Göreme (per la verità molto poco), ma gli svettanti coni con cappuccio sembrano anche qui uscire dalla terra. I colori potranno sembrare diversi, come le forme, ma il nome che vien dato è anche qui “Camini delle Fate”.


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Avanos Ad Avanos nel 1924, due anni dopo la Guerra Greco-Turca, i Greci inviarono da Cipro i turco-ciprioti che abitarono fino al 1954 queste abitazioni trogloditiche. Poi come successe a Matera, gli abitanti vennero sistemati in abitazioni piĂš salubri e fornite di servizi igienici.


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Nevşehir (ripreso dal diario di bordo di “Trans Indu 1975) ...”Dalla mattina abbiamo fatto una cinquantina di chilometri e dai 28° siamo arrivati ai 42° delle sedici e trenta. Passiamo da Nevşehir con il consueto fantasmagorico ed ineguagliabile panorama e prendiamo direzione Kaymakli.”...


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Nevşhehir © 2015 Layout Franco Grones - Riedizione riveduta di carta esistente

Parco Naturale di Göreme

Nar Özkonak

Göreme

Nevşhehir Alacaşar Tilkideliği Mevkii

Topraklisarniç Mevkii della CappadociaTatlarin è una delle città sotterranee

Üçhisar Adatepe Mevkii

Çiflik Mevkii Çiftlik Mevkii

Göre

Ortakepez Mevkii

Pehlivan Mevkii

Boğazköy

Ibrahimpaşa Kavak

Subaşi Mevkii

Merdivenbaşi Mevkii Bahçeli

Güvercinlik

Saratli

Ortahisar

Kasapoğlu Mevkii

Gülpinar Agicöl

Mazi

Ayrilik Mevkii

Balcin

Bozkizkuyu Mevkii

Asarkaya Mevkii

Körsarniç Mevkii

Çardak

Ayvali

Gaziemir Aydinoğlu Mevkii

Çekirgeçukuru Mevkii Karpinar Kumkuyu Mevkii

Güneyce

Tütünlük Mevkii

Haftargediği Mevkii

Icik Kizilcin

Özler Mevkii

Ayaktaş Mevkii Göynükustü Mevkii

Bayatarasi Mevkii Topaç

Maziköy Özlüce Dağöreni Mevkii Doğalar

Derinkuyu

Höyük Mevkii

Kaymakli Dağdevrendi Mevkii Tilyazisi Mevkii


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Le città sotterranee Di città sotterranea noi ne visitammo due, le più importanti all’epoca, Kaymakli e Derinkuyu. Ma oltre a queste due nel tempo ne sono state scoperte altre. La più sconvolgente risale allo scorso anno quando nei pressi di Nevşhehir venne trovata quella che risulterebbe la più grande e la più vasta. Il disegno qui sotto esemplifica come avveniva la costruzione.

Agicöl Derinkuyu Gaziemir Gülpinar Kaymakli Mazi Nevşhehir Özkonak Saratli Tatlarin


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Kaymakli La città sotterranea di Kaymakli si trova all’interno della cittadina omonima. Il suo nome antico era Enegup ed i Frigi furono i primi costruttori. Durante l’occupazione da parte dell’Impero di Bisanzio viene usata dagli abitanti per proteggersi dalle incursioni degli arabi durante le guerre arabo-bizantine (780 - 1180). La città è collegata a quella sotterranea di Derinkuyu con gallerie. Sotto il plastico che mostra in sezione una parte.


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Kaymakli Kaymakli continuò ad esser utilizzata dagli abitanti cristiani come protezione dalle incursioni dei Mongoli di Timur nel 14°secolo. Quando la regione venne occupata dagli Ottomani venne ancora usata dai Greci per sfuggire alle ondate di persecuzione degli Ottomani. Nel secolo scorso dopo la Guerra Greco-Turca (1919-1922), con l’espulsione dei Greci i tunnel vennero abbandonati. Sotto: l’ingresso visto dall’alto.


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Kaymakli Il sistema di sicurezza delle città sotterranee era costituito da porte a ruota che una volta fatte rotolare avrebbero chiuso e non si sarebbero potute aprire dall’esterno. Entrare in una città sotterranea è un’esperienza unica anche perché gli spazi dei passaggio sono veramente limitati e le stanze non poi così spaziose. Sconsigliate ai claustrofobici.


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Kaymakli I tunnel sono molto bassi, molto stretti e molto inclinati. Al primo livello c’è una scuderia con annesso fienile, poi una stalla ed un passaggio con porta rotonda (che come tutte è ricavata direttamente sul posto e non portata lÏ in un secondo momento) che conduce ad una chiesa. A destra della scuderia delle stanze che potrebbero essere spazi abitativi.


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Kaymakli Al secondo livello è sita una chiesa con navata centrale e due absidi ed una fonte battesimale. Lungo le pareti sono ricavati nell’arenaria sedili che corrono lungo le pareti. Anche a questo livello sono ricavate stanze ad uso abitativo. Passando al livello succesivo troviamo le aree piÚ importanti. Qui sotto una porta-a-ruota-macina.


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Kaymakli Il terzo livello contiene le aree più importanti della città. Ci sono i magazzini con le scorte, le presse per spremere ed ottenere l’olio, o le vasche per pigiare l’uva e le cisterne per il vino. Logicamente ci sono cisterne che raccolgono l’acqua piovana; cucine con camini che portano il fumo all’esterno. Prese d’aria.


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Derinkuyu Questa è la sezione della città sotterranea di Derinkuyu come l’ho trovata. Sono rappresentati i vari livelli. Sono ben visibili i grandi spazi adibiti ad abitazione, a stalle o scuderie, a fienili, a magazzini per i cereali, per l‘olio ed il vino che venivano prodotti nella città, le condotte d’aria ed i camini, i luoghi di culto come chiese o cappelle.


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Derinkuyu Derinkuyu poteva ospitare fino a ventimila persone e la prondità dei suoi livelli scende a oltre sessanta metri ed è fra le più grandi città sotterranee della Turchia ed è stata aperta al pubblico nel 1969. La foto mostra un cunicolo con gradini scavati nell’arenaria. In primo piano la porta a ruota nel suo alloggiamento.


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Derinkuyu A Derinkuyu c’era anche una scuola, quella rappresentata nella foto, con volta ad arco rinforzata o con archi ricavati nell’arenaria. Kaymakli e Derinkuyu sono le meglio conservate città sotterranee anche se non tutti i settori delle città sono aperti alle visite (per questioni di sicurezza ci sono divieti).


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Derinkuyu Il corridoio, stretto quanto basta è provvisto di alcuni gradini per evitare i piani inclinati. In primo piano della foto, sulla sinistra, si vede molto bene la porta a ruota che è in posizione del “tutto aperto” e che poteva esser chiusa solo dall’interno. Eventuali invasori sarebbero stati bloccati fuori e non avrebbero avuto modo di aprirsi un varco.


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Derinkuyu I passaggi sono abbastanza intricati e sarebbe stato difficile orientarsi in un dedalo di corridoi e livelli per chi fosse entrato per la prima volta. Fa abbastanza impressione immaginare i ventimila abitanti aggirarsi per corridoi e livelli creando ingorghi come sulle autostrade agli esodi di Ferragosto.


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Acigöl La città sotterranea di Acigöl, molto più primitiva e meno curata di quelle da noi visitate. Lo si vede chiaramente dalla foto. Poi mentre cercavo notizie su Acigöl ho trovato in rete un libro sulle città sotterranee della Cappadocia. Per chi fosse interessato: http://gsne.antanet.it/pmb/opac_css/doc_num.php?explnum_id=324 Si trova a metà strada tra Nevşhehir ed Aksaray. Il libro ha questa cover


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Çukurören-Gülpinar La città sotterranea di Çukurören si trova sotto il villaggio di Gülpinar sulla destra della strada per il lago di Tuz Golu da Aksaray. La sua costruzione rispecchia la tecnica già vista a Kaymakli o a Derinkuyu. Anche qui la classica porta rotonda ricavata direttamente nel posto.


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Gaziemir Questa città sotterranea è stata inaugurata nel 2007. La struttura è intatta perché quando è stata scoperta era piena di fango dovuto ad inondazioni che l’hanno così conservata. Utilizzata in epoca bizantina possiede due chiese, una cantina, molte botti di vino, dispense, negozi e corridoi così alti che può passare un dromedario (logicamente ci sono stalle e fienili). Si trova nei pressi di Güzelyurt, sulla sinistra di Aksaray scendendo da Nevşhehir


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Kırkgöz -Saratli Nel villaggio di Saratli sorge la città sotterranea di Kırkgöz scavata con il sistema di gallerie, camere, collegamenti e chiusure già conosciuti. Questo è l’ingresso con scala d’accesso e probabile chiusura con pietra a forma di macina.


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Mazi La città sotterranea di Mazi, chiamata una volta “Mataza”, è una città a 18 chilometri a sud di Ürgüp. Ha tra l’altro una stalla e tanti fienili che sono il simbolo di benessere. Possiede anche una chiesa ( oltre, logicamente, camere, corridoi e porte difese). Non ha la lavorazione accurata delle più grandi, ma l’importante è proteggersi.


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Mazi Questo è un camino al cui interno sono stati ricavati degli spazi per aggrapparsi con le mani o inserire i piedi, come si vede chiaramente dall’immagine rappresentata. I camini possono essere quelli per le cucine o quelli per l’aereazione. Da tener presente che l’illuminazione poteva esser fatta con torce o lucerne ad olio.


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Özkonak La città sotterranea di Özkonak sorge a nord-ovest di Ürgüp, alle pendici del Monte Idis. Ha un solo accesso, dieci camere, quattro grandi saloni, otto pozzi d’acqua, un sistema di ventilazione, cantine e porte chiudibili nonché trappole per imboscate.


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Özkonak La città sotterranea di Özkonak è stata scoperta nel 1972 e dei dieci piani, o livelli, solo quattro sono oggi aperti alle visite turistiche in quanto i rimanenti devono esser ancora sistemati e messi in sicurezza. Qui la porta rotonda ha una differente collocazione rispetto a quelle già viste.


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Tatlarin Quella di Tatlarin e una città sotterranea scavata all’interno di una collina. È stata scoperta solo nel 1975 in quanto l’ingresso principale era crollato. È stata aperta al pubblico nel 1991 per soli due piani. Ha un gran numero di chiese, camere, magazzini ecc.


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Tatlarin Questa è la volta affrescata in buone condizioni rispetto ad altri lavori visibili in Cappadocia. La città venne usata per scopi religiosi o militari a giudicare dalle grandi dimensioni delle camere


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Scoperta una nuova gigantesca città sotterranea in Cappadocia Il 2014 si conclude con l'annuncio di quella che potenzialmente potrebbe essere la più grande città sotterranea mai scoperta. La struttura si trova a Nevşehir, nella regione centrale della Cappadocia. Secondo le stime degli archeologi, il sito risale almeno a 5 mila anni fa. Il “record” di Derinkuyu potrebbe essere soppiantato da questo nuovo centro urbano sotterraneo recentemente scoperto, sempre nella regione di Nevşehir. Secondo l’Hurriyet Daily News, si tratta della più grande scoperta archeologica del 2014, rinvenuta nel corso di un progetto di trasformazione urbana realizzato dalla Turkey’s Housing Development Administration (TOKİ). Il sito è stato scoperto mentre si stavano cominciando a scavare le fondamenta per la costruzione di nuove abitazioni. “Si tratta di una città sotterranea sconosciuta. Quando alcune aree sono venute alla luce, abbiamo fermato i lavori”, racconta Mehmet Ergün Turan, capo del TOKİ. Il dedalo di gallerie si estende per almeno 7 chilometri, collegando abitazioni e templi nascosti. Si stima che il sito risalga a circa 5 mila anni fa. Con questa nuova scoperta, la Cappadocia si conferma come una delle regioni con la presenza dei siti archeologici più interessanti del pianeta. Si calcola un’area di circa 100 chilometri quadrati interessata da più di 200 villaggi sotterranei e città, con passaggi segreti e templi antichi. La città appena scoperta potrebbe mettere in ombra quanto finora conosciuto della regione.


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Nevşehir Gli archeologi affermano che hanno motivo di credere che il nuovo sito, una volta portato completamente alla luce, sarà la più grande città sotterranea mai scoperta.


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Anatolia: un uomo scopre una città sotterranea sotto casa sua E la storia non finisce qui, perché cercando notizie sulle città soterranee della Cappadocia ho trovato quest’articolo. Un uomo di Kayseri, una provincia dell'Anatolia centrale, Turchia, ha scoperto una vasta struttura sotterranea durante la pulizia di una casa ereditata dalla sua famiglia. La struttura si estende su cinque livelli, per un'area complessiva di 2500 metri quadrati. Mustafa Bozdemir, un uomo di 50 anni che vive in Francia, ha ricevuto in eredità dalla sua famiglia una casa. Durante i lavori di pulizia dell’interrato, Bozdemir si è imbattuto in una struttura sotterranea che aveva l’aria di essere un’antica abitazione romana. L’uomo ha subito informato l’Ufficio del Governatore di Kayseri e l’Ente per la Cultura e il Turismo. Una volta ottenute le necessarie autorizzazioni, l’uomo ha continuato gli scavi, portando alla luce un immensa struttura sotterranea, quasi una città


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I Santi della Cappadocia Molti dei primi cristiani vissero in Cappadocia nel corso del II e III secolo, mentre quattro santi vi sono nati nel IV secolo: San Mamete, san Basilio Magno (nato a Cesarea), San Gregorio Nazianzeno il Vecchio e San Gregorio Nazianzeno il Giovane.

San Mama


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San Mama

o San Mamete di Cappadocia

Faceva il pastore e per questo viene rappresentato con un agnello in braccio e mentre cavalca un leone. San Mama di Cesarea di Cappadocia verrà martirizzato, dopo la morte dell’Imperatore Aureliano, legato ad una colonna trafitto al ventre da un tridente. .

San Mama


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San Mama Perché è a cavallo del leone? L’imperatore scatenò una persecuzione ed i pagani risparmiano Mama dodicenne che si mette a predicare contro l’idolatria, ma una voce che sente lui solo gli ordina di scappare nel bosco e predicare il Vangelo alle bestie.

San Mama o Mamete


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San Mama Questo è un arazzo francese, ricco di figure, colori ed elementi architettonici. San Mama nel “Martirologio Romano”è festeggiato il 17 agosto, giorno che a Langres (Dipartimento Alta Marna) viene celebrato solennemente.

San Mama


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San Longino Tutti conoscono il soldato Longino che trafigge il costato del Cristo. “... ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.” (Giovanni 19,34). Pochi sanno però che divenne santo. Secondo la tradizione di Mantova Longino divenne cristiano e portò con sé il sangue del Cristo in un’ampolla e venne martirizzato a Mantova nella contrada Cappadocia il 2 dicembre del 37 dC. Non ha nulla a che fare con la Cappadocia trattata in questo lavoro, è solo una curiosità!

San Longino


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San Basilio Magno Vescovo e teologo greco è considerato il primo dei Padri Cappadocia. Ebbe come maestro suo padre. Batezzato fece visita a molti anacoreti dell’Egitto, della Siria, della Mesopotamia e della Palestina per comprendere meglio il loro stile di vita.

Βασίλειος ο Μέγας Basíleios ho Mégas Basilius Magnus

San Basilio Magno


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San Basilio Magno Nel 370 dC venne eletto vescovo di Cesarea di Cappadocia, metropolita ed esarca della regione del Ponto. Combattè le dottrine ariane con l’appoggio dell’Imperatore Valente. Dopo l’uccisione dell’imperatore il suo successore l’imperatore Teodosio I elevò il cristianesimo a religione di stato.

Βασίλειος ο Μέγας Basíleios ho Mégas Basilius Magnus

San Basilio Magno


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San Basilio Magno Scrisse molte opere di carattere dogmatico, ascetico, discorsi ed omelie, oltre a un trattato per i giovani sull'uso e il comportamento da tenersi nello studio dei classici pagani, e moltissime lettere. Scrisse anche l'antologia origeniana "Filocalia" e un trattato sullo Spirito Santo in cui affermava la consustanzialità delle tre Persone della Trinità.

Βασίλειος ο Μέγας Basíleios ho Mégas Basilius Magnus

San Basilio Magno


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San Gregorio Nazianzeno Nasce ad a Arianzo, cittadina presso Nazianzo, attuale Güzelyurt in Cappadocia. Convertito dalla moglie al cristianesimo diventa vescovo di Nazianzo (Nenizi in turco). Aveva studiato a Cesarea e poi con Basilio nel monastero del Ponto. Verrà proclamato Dottore della Choiesa nel 1568 da Papa Pio V.

Gregórios ho Theólogos Gregorius Nazianzenus

San Gregorio Nazianzeno


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San Giorgio Nasce ad a Arianzo, cittadina presso Nazianzo, attuale Güzelyurt in Cappadocia. Convertito dalla moglie al cristianesimo diventa vescovo di Nazianzo (Nenizi in turco). Aveva studiato a Cesarea e poi con Basilio nel monastero del Ponto. Verrà proclamato Dottore della Choiesa nel 1568 da Papa Pio V.

Άγιος Γεώργιος Agios Georgios Sanctus Georgius Сан-Джорджо Le principali informazioni provengono dalla “Passio sancti Georgii”, che però già il “Decretum Gelasianum” del 496 classificava tra le opere apocrife. Secondo questa fonte, Giorgio era originario della Cappadocia. Ma la cosa che rende San Giorgio unico è il mito dell’uccisione del drago (di cui si scriverà più oltre). Ma è interessante notare che San Giorgio è il patrono di cento città e comuni italiani di cui un capoluogo di regione, tre di provincia e ventun comuni portano il suo nome.

San Giorgio e il drago


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San Giorgio La leggenda

... in Libia c’era un grande stagno vicino alla città libica di Selem, uno stagno così grande che poteva nascondere un drago. Così il drago ogni tanto usciva per uccidere col suo fiato qualsiasi persona incrociasse sul suo cammino. Per calmare il drago ogni giorno dalla città venivano portate due pecore, ma a un certo punto le pecore scarseggiavano e ...

Άγιος Γεώργιος Agios Georgios Sanctus Georgius Сан-Джорджо San Giorgio e il drago


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San Giorgio La leggenda

... furono costretti a portare una pecora ed un giovane tirato a sorte.. Un giorno venne estratta la figlia del re, la Principessa Silene. Il re offrì metà del suo regno pur di non sacrificare la figlia, ma il popolo si ribellò. Dopo otto giorni il re cedette e la giovane principessa si avviò verso lo stagno ...

Άγιος Γεώργιος Agios Georgios Sanctus Georgius Сан-Джорджо San Giorgio e il drago


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San Giorgio La leggenda

... per essere offerta al drago e in quel momento passò di lì il giovane cavaliere Giorgio che saputo dell’imminente sacrificio tranquillizzò la principessa promettendole di intervenire perché il sacrificio non avvenisse. Il cavaliere disse a Silene di togliersi la cintura e cingere il collo il drago e lo portarlo in città ...

Άγιος Γεώργιος Agios Georgios Sanctus Georgius Сан-Джорджо San Giorgio e il drago


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San Giorgio La leggenda

... e il drago seguì docile la principessa (.. come si usa più nelle fiabe che nelle leggende) verso la città. Gli abitanti vista la scena scappavano atterriti, ma Giorgio li tranquillizzò dicendo loro di non aver timore perché ...

Άγιος Γεώργιος Agios Georgios Sanctus Georgius Сан-Джорджо San Giorgio e il drago


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San Giorgio La leggenda

Άγιος Γεώργιος Agios Georgios Sanctus Georgius Сан-Джорджо

... «Iddio mi ha mandato a voi per liberarvi dal drago: se abbraccerete la fede in Cristo, riceverete il battesimo e io ucciderò il mostro». Allora il re e la popolazione tutta si convertirono e il cavaliere uccise il drago e lo fece trscinare fuori dalla città trascinato da due coppie di buoi. Questa è la leggenda, ma la sua storia? L a sua nascita? San Giorgio e il drago


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San Giorgio La leggenda

Άγιος Γεώργιος Agios Georgios Sanctus Georgius Сан-Джорджо

... «Iddio mi ha mandato a voi per liberarvi dal drago: se abbraccerete la fede in Cristo, riceverete il battesimo e io ucciderò il mostro». Allora il re e la popolazione tutta si convertirono e il cavaliere uccise il drago e lo fece trscinare fuori dalla città trascinato da due coppie di buoi. Questa è la leggenda, ma la sua storia? L a sua nascita? San Giorgio e il drago


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San Giorgio La storia

La leggenda nacque al tempo delle Crociate e probabilmente influenzata da un’immagine dell’imperatore cristiano Costantino. Il sovrano schiacciava col piede un enorme drago simbolo del “nemico del genere umano”. La fantasia popolare ci ricamò sopra. Nacque la leggenda e per secoli i pittori (e non solo loro) diedero forma a San Giorgio e il drago.

Άγιος Γεώργιος Agios Georgios Sanctus Georgius Сан-Джорджо

Basilea, Basel, Bâle (Confederazione Elvetica) - La scultura di San Giorgio e del drago sulla facciata della Cattedrale di Basilea.


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San Giorgio

Άγιος Γεώργιος Agios Georgios Sanctus Georgius Сан-Джорджо

Tübingen (Baden-Württemberg) - Sculture sulle finestre della Stiftkirche o Collegiata. A sinistra San Giorgio ; a destra il martirio del Santo. Il martirio di Giorgio sarebbe avvenuto sotto Diocleziano. Giorgio si confessò cristiano all’imperatore e all’invito di sacrificare agli dei rifiutò. Venne tagliato in due con una ruota piena di chiodi e spade. Giorgio resuscitò operando la conversione del “magister militum” Anatolio e dei suoi soldati. Convertì poi l’imperatrice Alessandra che venne martirizzata. A richiesta del re Tranquillino Giorgio resuscitò due persone morte da quattrocentosessant’anni che fece poi sparire. Diocleziano lo condannò nuovamente a morte per decapitazione.


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San Giorgio

Genova. Palazzo di San Giorgio - Affresco di San Giorgio e il drago. È uno dei più grandi affreschi raffiguranti San Giorgio ed il drago si trova a Genova sul Palazzo di San Giorgio o Palazzo delle Compere di San Giorgio. Inizialmente si chiamava “Palazzo del Mare” perché direttamente sul mare. Divenne poi sede delle Dogane a metà del XIII Secolo e nel XV secolo passò al Banco di San Giorgio. Tra il 1606 e il 1608 venne realizzata la decorazione delle facciate da parte di Lazzaro Tavarone. Nel XVII secolo viene aggiunto l’orologio.

Άγιος Γεώργιος Agios Georgios Sanctus Georgius Сан-Джорджо


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San Giorgio

Raffaello Sanzio - Disegno preparatorio di San Giorgio e il drago.

Άγιος Γεώργιος Agios Georgios Sanctus Georgius Сан-Джорджо


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San Giorgio

Raffaello Sanzio - San Giorgio e il drago. Louvre. Parigi

Άγιος Γεώργιος Agios Georgios Sanctus Georgius Сан-Джорджо


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San Giorgio

Paolo Uccello - San Giorgio e il drago. Louvre. Parigi

Άγιος Γεώργιος Agios Georgios Sanctus Georgius Сан-Джорджо


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San Giorgio

Leonardo da Vinci - Drago che combatte il leone

Άγιος Γεώργιος Agios Georgios Sanctus Georgius Сан-Джорджо


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Καππαδοκία-Kapadokya-Cappădŏcĭa Un nome antico che si perde nella notte dei tempi. Çatalhöyük è un sito a 60 chilometri a sud-est di Konya (nella Turchia Anatolica) e lì venne rinvenuto un affresco murale del 6200 aC che mostra case e un vulcano fumante in eruzione, probabilmente l’Hasandağ. È la più antica pittura paesaggistica d’ogni tempo, visibile al Museo delle Civiltà Anatoliche ad Ankara.

Nel 1925, un'equipe di archeologi scoprì a Kültepe le "tavole di Cappadocia", che descrivono la colonia mercantile ai tempi degli Assiri e costituiscono il più antico documento scritto sulla storia della Cappadocia.


Cappadocia

Le colonie assire in Cappadocia All’inizio del secondo millenio aC l’Anatolia attraversò un periodo di splendore che attrasse molti abitanti. Gli Assiri, abili commercianti, si stabilirono nella regione attratti dalle sue ricchezze ed organizzarono i loro“Karuma” (empori). A Kanesh, oggi Kültepe (al confine con la Siria), sorgeva il più importante. Gli Assiri portavano stagno, tessuto e profumi per acquistare oro, argento e rame. Questo commercio durò 250 anni e nel 1925 un’equipe di archeologi scoprì le “Tavole di Cappadocia” che descrivono la colonia e sono il più antico documento scritto sulla storia della Cappadocia.


Cappadocia Karadeniz ISTANBUL

Thasos

Ege Denizi

Gelibolu-Gallipoli Eçebat

Gökçe Limnos

Biga Canakkale

Mar Egeo

Kirkağac

Kütahya

Soma

Samos Kusadasi Σάμος Söke

Leros Λέρος Kos Κως Tilos Piscopi Τήλος

Αιγαίο Πέλαγος Egeo Pelagos

Usak

Turgutlu

Samsun Rize Carsamba

Sarigöl

Tire

Aydin Nazilli Milas

Sarayköy

Tokat

Kayseri

Aksehir

KONYA

Isparta

Mugla

Kaymakly Saimbeyli

Goksun

Ilic

Hozat Çemisgezek Keban

Darende

Elazig

ANTALYA

Karman

Ulukisla

Kozan

Adana

Alanya Kalediran

Mut

Mersin (Icel)

Birecik

Harran

Gavur

Silifke

Diyarbakir

Viransehir

Evrykhou Troodos

NICOSIA

Gazimagusa Famagusta Larnaca Limassol

Baniyas

Hama

BEIRUT

Kültepe-Karuma Kanesh

Shahin Dezh Saqqez

Atin Köprü

Baneh

Kirkuk Sulaymanānīyah

Meyadin

Baiji

Qalat es Sālihīya

Anah Al Hadithah

Jerud

Mahabad

Mosul Qayyarah

Halebiye

Es Sukhne Palmyra

En Nebk

Maragheh Oslinovīyeh Miandowab

Amadīyah

Isriya

Homs Batrum

Yüksekova

Zukko

Ninuwa (Ninive) Ravāndiz

Risafe

Maarret en Numan

Rezayīeh

Hakkari

Cizre

Sinjar

Ahar

Marand

Shāhpur

Tabriz

Kurtalan Sürt Raman

Mardin

Khvoy

Qotur

Hosap

Raqqa Güzelyurt Morphou

Nakhchivan

Maku

Van

Tag

Memby

(Antiochia)

EREVAN

5165

Ararat

Agri Dogubeyazit Malazgirt Ercis

Murat

Haleb (Aleppo)

Antalya

Karpathos Κάρπαθος

Eleskirt

Bitlis

Urfa

Kirovabad Bayraktutan

Mus

Samsat

Graziantep

(Seyhan)

Tarsus Ermenek

(TIFLIS)

Leninakan

Celpala

Hinis

Siverek

Bensi

Maras

Kars Oltu Sarikamia Karaurgan

Bingol

Çernek

TBILISI

Of

Malatya

Elbistan

Telavi

Ardahan

Erzurum

Erzincan

Katha Eregli

Gori Bakuriani

Artvin

Gümüsane

Zara

Beysehir

(Adalia)

Rhodos Rhodos Pόδος

Pinarbasi

Ürgüp (Cesarea)

Askaray

(Trebisonda)

Bayburt

Arapkir

Nevsehir

Trabzon

Sebinkarahisar

Divrigi

Egridir

Dcnizli

Bundur Marmaris

Giresun Mesudiye

Afyon Dinar

Tireboli

Ordu

Niksar

Amasya

Yozgat-Bozok

Sandikli

Kataisi

Batumi

Sivas

Manisa (Smirne)

Thira - Santorini Σαντορίνη

Batra

Zile

ANGORA

Anaklia Poti

Çorum

ANKARA

Sivrihisar

Чёрное море

Akhisar

IZMIR

Amorgos Astipalaia

Iskilip Beypazari

Sinop

Osmancik

Çankum

Sakarya

Eskisehir

Balikesir

Khio Χίοςs

Mikonos Μύκονος Naxos Νάξος

Safranbolu Karabuk

Bolu Adapazari

Ayancik

Gerze Gökçeagac Kastamonu Tosya

Hisarönü

Eregli

Sögut

(Brusa)

Ayvalik

Lesvos

Inebolu

Tarakli

Bursa

Edremit

Ikaria

Zongulda

Üsküdar-Scutari Kadiköy Izmit-Kocaeli

Enez

Mar Nero

Beykoz

Tikrit Samarra Balad

Zōhal Qasr-i-Shitin Sar-i-pul Kar

Colonie Assire in Cappadocia © 2003 Layout Franco Grones - Grones&Grones Communication & Grafik Design 2015 Layout Franco Grones - Edizione riveduta


Cappadocia

Gli Ittiti Non si sa molto dell’origine della civiltà ittita, di sicuro si sa che nacque nell’Anatolia centrale con Hattusa (l’attuale città turca di Boğazkale) quale capitale della regione chiamata “Tabal”. Gli Ittiti fondarono diverse città e diedero forma ad un impero che arrivava a Babilonia. La vita dell’Impero Ittita durò sette secoli e mise fine alla dinastia di Hammurabi. Con il crollo ittita la Cappadocia si avviò verso il suo periodo più buio, tra il X e VII sec. aC


Cappadocia Karadeniz ISTANBUL

Thasos

Ege Denizi

Gelibolu-Gallipoli Eçebat

Gökçe Limnos

Biga Canakkale

Kirkağac

Kütahya

Soma

Samos Kusadasi Σάμος Söke

Thira - Santorini Σαντορίνη

Leros Λέρος Kos Κως Tilos Piscopi Τήλος

Αιγαίο Πέλαγος Egeo Pelagos

Usak

Turgutlu

(Smirne)

Amorgos Astipalaia

Samsun Rize Carsamba

Sarigöl

Tire

Tokat Boğazkale-Hattusa

Aydin Nazilli Milas

Sarayköy

Kayseri

Aksehir Egridir

Dcnizli

Bundur

KONYA

Isparta

Mugla Marmaris

Ürgüp (Cesarea)

Askaray

Ilic

Hozat Çemisgezek

Kaymakly Saimbeyli

Goksun

Keban

Darende

Elazig

ANTALYA

Karman

Ulukisla

Eregli

Kozan

Adana

Alanya Kalediran

Mut

Mersin (Icel)

Birecik

Urfa

Malazgirt Ercis

Murat

Diyarbakir

Viransehir

Cizre

Evrykhou Troodos

NICOSIA

Gazimagusa Famagusta Larnaca Limassol

Baniyas

Hama

Ninuwa (Ninive) Ravāndiz

BEIRUT

Shahin Dezh Saqqez

Atin Köprü

Baneh

Kirkuk

Isriya

Sulaymanānīyah Es Sukhne

Meyadin

Palmyra En Nebk

Baiji

Qalat es Sālihīya

Anah Al Hadithah

Jerud

Impero Ittita © 2003 Layout Franco Grones - Grones&Grones Communication & Grafik Design 2015 Layout Franco Grones - Edizione riveduta

Mahabad

Mosul Qayyarah

Halebiye

Risafe

Homs Batrum

Maragheh Oslinovīyeh Miandowab

Amadīyah

Sinjar

Maarret en Numan

Yüksekova

Zukko

Raqqa Güzelyurt Morphou

Rezayīeh

Hakkari

Memby

(Antiochia)

Karpathos Κάρπαθος

Ahar

Marand

Shāhpur

Tabriz

Kurtalan Sürt Raman

Mardin

Khvoy

Qotur

Hosap

Harran

Haleb (Aleppo)

Antalya

Nakhchivan

Maku

Van

Tag

Gavur

Silifke

EREVAN

5165

Ararat

Agri Dogubeyazit

Mus

Samsat

Graziantep

(Seyhan)

Tarsus Ermenek

Kirovabad Bayraktutan

Eleskirt

Hinis

Çernek

(TIFLIS)

Leninakan

Celpala

Bingol

Siverek

Bensi

Maras

Kars Oltu Sarikamia Karaurgan

Bitlis

Katha

TBILISI

Of

Malatya

Elbistan

Telavi

Ardahan

Erzurum

Erzincan

Beysehir

(Adalia)

Rhodos Rhodos Pόδος

Zara

Arapkir Pinarbasi

Artvin

Gümüsane

Bayburt

Afyon Dinar

(Trebisonda)

Sebinkarahisar

Divrigi

Nevsehir

Trabzon

Giresun Mesudiye

Yozgat-Bozok

Sandikli

Gori Bakuriani

Tireboli Ordu

Niksar

Amasya

Sivas

Manisa

Kataisi

Batumi

Zile

ANGORA

Sivrihisar

Batra

Çorum

ANKARA

Anaklia Poti

Akhisar

IZMIR

Mikonos Μύκονος Naxos Νάξος

Iskilip Beypazari

Чёрное море

Osmancik

Çankum

Sakarya

Eskisehir

Balikesir

Khio Χίοςs

Ikaria

Safranbolu Karabuk

Bolu Adapazari

Sögut

(Brusa)

Ayvalik

Mar Egeo

Hisarönü

Eregli

Sinop

Gerze Gökçeagac Kastamonu Tosya

Tarakli

Bursa

Edremit

Lesvos

Ayancik Inebolu

Zongulda

Üsküdar-Scutari Kadiköy Izmit-Kocaeli

Enez

Mar Nero

Beykoz

Tikrit Samarra Balad

Zōhal Qasr-i-Shitin Sar-i-pul Kar


Cappadocia

Hattuša Fu la capitale dell’Impero Ittita, centro religioso e culturale. Oggi è un sito archeologico nei pressi del villaggio di Boğazkale, nella provincia di Çorum. Nella foto la Porta dei Leoni.


Cappadocia Karadeniz ISTANBUL

Thasos

Ege Denizi Gökçe Limnos

Gelibolu-Gallipoli Eçebat

Biga Canakkale

Khio Χίοςs

Ikaria

Amorgos Astipalaia Thira - Santorini Σαντορίνη

Iskilip

Batra

Samsun Carsamba

IZMIR (Smirne)

Yozgat-Bozok

Samos Söke Σάμος Leros Λέρος Kos Κως Tilos Piscopi Τήλος

Αιγαίο Πέλαγος Egeo Pelagos

Sarigöl

Tire

Aydin Nazilli Milas

Sarayköy

Dinar

KONYA

Isparta

Mugla Marmaris

Aksehir

Beysehir

ANTALYA

Ürgüp

Askaray

Cappadocia Kaymakly

Saimbeyli

Karman

(Adalia)

(Cesarea) Pinarbasi

Ulukisla

Eregli

Kozan

Adana

Alanya Kalediran

Mut

Mersin (Icel)

Darende

Diyarbakir

Evrykhou Troodos

NICOSIA

Gazimagusa Famagusta Larnaca Limassol

BEIRUT

Mosul Qayyarah

Halebiye

Es Sukhne

Meyadin

Shahin Dezh

Atin Köprü

Baneh

Kirkuk

Sulaymanānīyah

Baiji

Qalat es Sālihīya

Anah Al Hadithah

Jerud

Via Reale di Persia © 2003 Layout Franco Grones - Grones&Grones Communication & Grafik Design 2015 Layout Franco Grones - Edizione riveduta

Mahabad Saqqez

Isriya

Palmyra En Nebk

Maragheh Oslinovīyeh Miandowab

Amadīyah Ninuwa (Ninive) Ravāndiz

Risafe

Homs Batrum

Yüksekova

Zukko

Memby

Hama

Rezayīeh

Hakkari

Cizre

Sinjar

Ahar

Marand

Shāhpur

Tabriz

Kurtalan Sürt Raman

Mardin

Khvoy

Qotur

Hosap

Urfa

Haleb (Aleppo) Maarret en Numan

Baniyas

Van

Tag

Raqqa Güzelyurt Morphou

Nakhchivan

Maku

Mus

Harran

(Antiochia)

EREVAN

5165

Ararat

Agri Dogubeyazit Malazgirt Ercis

Murat

Viransehir

Kirovabad Bayraktutan

Eleskirt

Hinis

Çernek

(TIFLIS)

Leninakan

Celpala

Bingol

Siverek

Bensi Samsat Birecik

Antalya

Karpathos Κάρπαθος

Kars Oltu Sarikamia Karaurgan

Bitlis

Katha

TBILISI

Of

Malatya

Gavur

Silifke

Elazig

Graziantep

(Seyhan)

Tarsus Ermenek

Hozat Çemisgezek Keban

Goksun Elbistan

Maras

Ilic

Arapkir

Telavi

Ardahan

Erzurum

Erzincan

Mazaka Kayseri

Nevsehir

Egridir

Dcnizli

Bundur

Rhodos Rhodos Pόδος

Zara Divrigi

Sandikli

Artvin

Gümüsane

Bayburt

Afyon

Usak

Turgutlu

(Trebisonda)

Sebinkarahisar

Sivas

Manisa

Trabzon

Giresun Mesudiye

Tokat

Akhisar

Gori Bakuriani

Tireboli Ordu

Niksar

Amasya Zile

ANGORA

Kataisi

Batumi Rize

Çorum

ANKARA

Sivrihisar

Kütahya

Soma

Beypazari

Anaklia Poti

Osmancik

Çankum

Sakarya

Eskisehir

Balikesir

Kirkağac

Efeso Kusadasi

Mikonos Μύκονος Naxos Νάξος

Safranbolu Karabuk

Bolu Adapazari

Sögut

(Brusa)

Ayvalik

Mar Egeo

Hisarönü

Eregli

Чёрное море

Sinop

Gerze Gökçeagac Kastamonu Tosya

Tarakli

Bursa

Edremit

Lesvos

Ayancik Inebolu

Zongulda

Üsküdar-Scutari Kadiköy Izmit-Kocaeli

Enez

Mar Nero

Beykoz

Tikrit Samarra Balad

Zōhal Qasr-i-Shitin Sar-i-pul Kar


Cappadocia

I Persiani Nel VI secolo aC la Cappadocia cadde in mani persiane e fece parte del suo impero fino all’arrivo di Alessandro Magno due secoli più tardi. L’Anatolia venne divisa in province, ovvero le satrapie, che vennero collegate dalla “Strada Reale” che partiva dalla capitale persiana Susa per arrivare ad Efeso (vicina a Smirne) passando per Mazaka, l’odierna Kayseri. I satrapi inviavano a Susa le imposte sotto forma di oro, pecore, asini ed i famosi cavalli di Cappadocia.


Cappadocia

I Macedoni Nel IV secolo aC Alessandro Magno intraprese la conquista dell’Asia Minore e dopo il famoso episodio di Gordio (il nodo di Gordio) prese la Cappadocia ai Persiani. Fino alla morte di Alessandro Magno (323 aC) la Cappadocia venne governata dal macedone Sabictas. L’anno successivo riconquistò l’indipendenza sotto la guida di Ariate I e acquistò un forte carattere culturale ellenistico che rimarrà vivo fino all'epoca bizantina.

Moneta di Alessandro Magno


Cappadocia

I Romani I rapporti tra Roma e la Cappadocia iniziarono col regno di Ariate IV, dapprima con le ostilità sostenendo Antioco III il Grande nella Guerra Siriaca, poi con l’alleanza contro Perseo di Macedonia nella Terza Guerra Macedonica. Da quel momento la Cappadocia fu sempre alleata con la Repubblica di Roma. Nel 130 aC Ariate V marciò a fianco del Console romano Publio Licinio Crasso contro Eumene II che avanzava pretese sul Regno di Pergamo. Seguì Ariobarzane, sostenuto da Roma che potè iniziare a regnare solo ... trent’anni dopo. Durante la Guerra Civile tra Cesare e Pompeo la posizione della Cappadocia fu ondivaga.


Cappadocia

I Romani La dinastia di Ariobarzane ebbe fine e la Cappadocia mantenne l’indipendenza tributaria fino al 17 dC quando l’Imperatore Tiberio ridusse la regione a provincia romana. Sotto l’Imperatore Vespasiano due legioni garantirono un presidio permanente per garantire i confini orientali. Con l’avvento di Traiano al potere le guarnigioni militari si convertirono in fortezza.


Cappadocia Karadeniz ISTANBUL

Thasos

Ege Denizi

Gelibolu-Gallipoli Eçebat

Gökçe Limnos

Biga Canakkale

Mar Egeo

Kirkağac

Kütahya

Soma

Samos Kusadasi Σάμος Söke

Leros Λέρος Kos Κως Tilos Piscopi Τήλος

Αιγαίο Πέλαγος Egeo Pelagos

Usak

Turgutlu

Samsun Rize Carsamba

Sarigöl

Tire

Aydin Nazilli Milas

Sarayköy

Tokat

Kayseri

Aksehir

KONYA

Isparta

Mugla

Kaymakly Saimbeyli

Goksun

Ilic

Hozat Çemisgezek Keban

Darende

Elazig

ANTALYA

Karman

Ulukisla

Kozan

Adana

Alanya Kalediran

Mut

Mersin (Icel)

Birecik

Eleskirt

Murat

Diyarbakir

Viransehir

Cizre

Evrykhou Troodos

NICOSIA

Gazimagusa Famagusta Larnaca Limassol

Baniyas

Hama

Ninuwa (Ninive) Ravāndiz

BEIRUT

En Nebk

Atin Köprü

Baneh

Kirkuk Sulaymanānīyah

Es Sukhne

Meyadin

Baiji

Qalat es Sālihīya

Anah Al Hadithah

Jerud

Tikrit Samarra Balad

Cappadocia Romana © 2003 Layout Franco Grones - Grones&Grones Communication & Grafik Design 2015 Layout Franco Grones - Edizione riveduta

Shahin Dezh Saqqez

Isriya

Palmyra

Mahabad

Mosul Qayyarah

Halebiye

Risafe

Homs Batrum

Maragheh Oslinovīyeh Miandowab

Amadīyah

Sinjar

Maarret en Numan

Yüksekova

Zukko

Raqqa Güzelyurt Morphou

Rezayīeh

Hakkari

Memby

(Antiochia)

Karpathos Κάρπαθος

Ahar

Marand

Shāhpur

Tabriz

Kurtalan Sürt Raman

Mardin

Khvoy

Qotur

Hosap

Harran

Haleb (Aleppo)

Antalya

Nakhchivan

Maku

Van

Tag

Gavur

Silifke

EREVAN

5165

Ararat

Agri Dogubeyazit Malazgirt Ercis

Bitlis

Urfa

Kirovabad Bayraktutan

Mus

Samsat

Graziantep

(Seyhan)

Tarsus Ermenek

(TIFLIS)

Leninakan

Celpala

Hinis

Siverek

Bensi

Maras

Kars Oltu Sarikamia Karaurgan

Bingol

Çernek

TBILISI

Of

Malatya

Elbistan

Telavi

Ardahan

Erzurum

Erzincan

Katha Eregli

Gori Bakuriani

Artvin

Gümüsane

Zara

Beysehir

(Adalia)

Rhodos Rhodos Pόδος

Pinarbasi

Ürgüp (Cesarea)

Askaray

(Trebisonda)

Bayburt

Arapkir

Nevsehir

Trabzon

Sebinkarahisar

Divrigi

Egridir

Dcnizli

Bundur Marmaris

Giresun Mesudiye

Afyon Dinar

Tireboli

Ordu

Niksar

Amasya

Yozgat-Bozok

Sandikli

Kataisi

Batumi

Sivas

Manisa (Smirne)

Thira - Santorini Σαντορίνη

Batra

Zile

ANGORA

Anaklia Poti

Çorum

ANKARA

Sivrihisar

Чёрное море

Akhisar

IZMIR

Amorgos Astipalaia

Iskilip Beypazari

Sinop

Osmancik

Çankum

Sakarya

Eskisehir

Balikesir

Khio Χίοςs

Mikonos Μύκονος Naxos Νάξος

Safranbolu Karabuk

Bolu Adapazari

Ayancik

Gerze Gökçeagac Kastamonu Tosya

Hisarönü

Eregli

Sögut

(Brusa)

Ayvalik

Lesvos

Inebolu

Tarakli

Bursa

Edremit

Ikaria

Zongulda

Üsküdar-Scutari Kadiköy Izmit-Kocaeli

Enez

Mar Nero

Beykoz

Zōhal Qasr-i-Shitin Sar-i-pul Kar


Cappadocia

I Bizantini Dal IV secolo dC la Cappadocia si trasformò influenzata dai monasteri ortodossi di Egitto e di Palestina i cui modelli furono seguiti - sotto il patrocinio dell’Impero Bizantino - nell’introduzione della religione cristiana. Sono del VI e VII secolo dC le prime chiese affrescate. La grandissima parte delle chiese, cappelle e conventi erano ricavate nella roccia di arenaria. I dipinti subirono sfregi durante il periodo iconoclasta dal 725 all’843 e molte pitture soffrirono danneggiamenti a causa del divieto di riprodurre qualsiasi figura classica. Alla fine della Guerra Greco-Turca i Greci in ritirata “accecarono” le figure per non lasciarle agli infedeli Turchi.


Cappadocia

I Selgiuchidi Iniziarono a penetrare nella Cappadocia dopo la Battaglia di Manzicerta (Malazkirt sopra il Lago di Van) in cui sconfissero l’esercito bizantino. La progressiva conquista del territorio spinse le popolazioni greco bizantine verso la costa e dopo la presa di Cesarea nel 1082 i Selgiuchidi diedero inizio ad una grande espansione urbanistica costruendo moschee a Cesarea, Askaray, Niğde ed altre città; “Kervansaray” (i caravanserragli) lungo la Via della Seta per permettere il pernottamento di carovane a cui si aggiungevano servizi come scuderie, infermerie e moschee. Nei secoli l’Anatolia fu teatro di conflitti tra Selgiuchidi, Bizantini e Crociati ( qui sotto quelli dell’Imperatore Federico Barbarossa in una miniatura dell’epoca)

Guerriero selgiuchide Arciere Sassanide Savaran Immortale


Cappadocia

Gli Ottomani Durante la Prima Crociata i Cristiani presero Nicea (Iznik), la capitale selgiuchide, obbligando i Selgiuchidi a ritirarsi ad Iconio (Konya). Nel XV secolo dal nucleo originario dei Selgiuchidi sorse l’Impero Ottomano. Sotto il comando del capo di un sultanato ʿOthmān I Ghāzī (Osman I) ebbe così inizio la dinastia ottomana. Da quel momento la Cappadocia rimarrà così per sempre turca.

Miniature tratte dal “Codex Vindobonensis” (1586 -1591). Dall’ambasciatore von Pezzen all’Imperatore Rodolfo II

Faner dieder Turkitch kaitler dem Wegler Weg geben hatl daerin Ungern gezoben ift

Fannittcharnn (Giannizzeri porta insegne)


Cappadocia

La Cappadocia oggi Negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso la regione si è trovata invasa da turisti, un’esplosione imprevista ed imprevedibile che ha trovato in parte impreparate le strutture alberghiere (una ventina di alberghi presenti). Così gli abitanti si sono “arrangiati” da soli iniziando attività di affittacamere. Per dare l’idea del movimento turistico i dati del 2005 parlano di 850.000 turisti stranieri e di 1.000.000 di turchi; a questi numeri mancano i visitatori mordi-e-fuggi come noi che non avevano bisogno dell’albergo (per non parlare dei camperisti che certamente non rientrano nel numero) . Nuove strutture sono state così edificate nel rispetto del paesaggio.


Cappadocia

La Cappadocia dall’alto Le mongolfiere per poter cogliere la vastità deiie meraviglie della natura e l’inserimento dell’uomo in esse. Un altro modo per visitare senza inquinare.


Cappadocia

Franco grones cappadocia 1975  

Da Bolzano a Lahore (Pakistan), via Jugoslavia, Bulgaria, Turchia, Iran, Afghanistan ... fino al confine con l'India. Al ritorno una "vacanz...

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