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alle strutture che l’avranno correttamente implementata di essere certificate dagli organismi competenti e quindi di fregiarsi di un “bollino” dotato del relativo valore contrattuale, tuttavia le nuove norme vogliono soprattutto essere uno strumento di crescita gestionale. Non è una novità. Le ISO sono sempre state, per chi le interpretava correttamente, uno strumento per lavorare meglio, ma la certificazione era l’obiettivo primario, una chiave per stare adeguatamente sul mercato, un modo di recuperare economicamente gli investimenti (le spese che un sistema qualità comporta). Oggi, almeno dal punto di vista dei servizi, la certificazione è in subordine rispetto all’obiettivo del miglioramento interno e della soddisfazione del cliente. Il fatto di rivolgersi esplicitamente e indistintamente a tutti i comparti di attività comporta un cambiamento di logica; non si tratta più dello sforzo dell’imprenditoria di ottenere un marchio ufficiale che aumenti la vendibilità di un prodotto sui mercati internazionali; lo stesso mondo industriale, in cui ovviamente si trova la maggioranza dei soggetti certificati, oggi è consapevole che chi si ferma al “marchio”, chi semplicemente lo strumentalizza a fini commerciali, non fa qualità e tantomeno potrà andare oltre. L’applicabilità “universale” che le nuove norme rivendicano, si rapporta a queste considerazioni. Oggi “qualunque” struttura organizzativa (cioè qualunque azienda o qualunque ente) deve costruire la propria competitività globalmente e continuativamente. Le norme della Qualità non possono più essere un elenco di specifiche la cui realizzazione permette di ottenere un attestato, ma devono fornire degli strumenti agili per la costante ottimizzazione dei risultati di una attività. La Qualità del 2000 possiede le caratteristiche per candidarsi a “sistema dei sistemi”, cioè a metodo che può non solo potenziare ma anche “abbracciare” le altre discipline gestionali: il coordinamento delle risorse umane, l’attenzione per l’ambiente, il governo della sicurezza e della prevenzione, i sistemi informativi, e anche il controllo di gestione economico-finanziario che in qualche modo si affaccia, per la prima volta, nella 9004:2000. “Vision” non intende affatto costringere tutti i possibili soggetti in un contenitore uniformante; anzi, le norme affermano che ogni azienda ha esigenze, obiettivi e processi, oltre che prodotti, diversi. Ma ciò non esclude che una moderna concezione organizzativa lavori per la massima integrazione dei sistemi, basandosi sulla catena fornitore > organizzazione > cliente, nella quale la centralità dell’organizzazione rappresenta

Qualityshow  
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FERRARI Franco, QualityShow. Qualità gestionale e sistema-sala. Norme ISO e attività dello Spettacolo, FrancoAngeli, Milano, 2000.

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