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Gli operatori del sistema-sala se ne sono accorti da tempo (alcuni più di altri) e hanno elaborato numerosi strumenti che si possono tecnicamente definire “orientati alla soddisfazione del cliente”. Questo trend è stato collegato alle modalità che negli anni ‘90 si sono diffuse nei servizi sociali, in particolare alle cosiddette “carte dei servizi”, su cui si tornerà approfonditamente. A questo punto occorre sgombrare il campo da un equivoco che potrebbe deformare il senso di tutte le prossime pagine. Ciò che viene proposto sopra un palcoscenico, uno schermo, una pista o una pedana, è il cuore e la ragione delle professioni dello Spettacolo. La “sala” è costruita intorno a questa proposta, in assenza della quale la sala stessa non esisterebbe; la “sala” deve comunque tutelare anche gli interessi e le esigenze della proposta artistica che ospita; e di questo, cioè del fatto che nello Spettacolo, nell’Arte e nella Cultura, l’offerta non può e non deve essere totalmente subordinata alla domanda, la Qualità, come si vedrà più avanti, tiene debito conto. Premesso questo, rimane il fatto che il gestore della “sala” è il veicolo fondamentale per permettere al prodotto spettacolare la sua naturale trasformazione in servizio allo spettatore. Ci sono produttori che abbracciano “troppo” questi principi e inseguono un consenso che in passato sarebbe stato definito “commerciale”; ce ne sono altri che, pur in buona fede, spesso inconsapevolmente, non valutano adeguatamente il riscontro del pubblico. E’ dagli anni ‘90 che il contesto socio-economico sembra imporre agli operatori dello Spettacolo di trovare una mediazione, di rendere compatibili e coordinate le finalità dei realizzatori con quelle dei promotori. Si tratta di uno scenario su cui probabilmente tutti gli addetti possono trovarsi concordi. Questo libro si tiene lontano dall’analisi dei processi produttivi e, ancora più chiaramente, dalla valutazione dei loro contenuti, ovvero dall’incidenza del valore artistico e culturale del prodotto-spettacolo. Ma focalizzare l’attenzione sul destinatario principale, cioè sullo spettatore, comporta dare un giudizio sulle organizzazioni che devono supportare tale attenzione. Così come, per non rischiare che il serviziospettacolo pretenda a sua volta, in nome di una enfasi sui diritti dello spettatore, di commercializzare biecamente il prodottospettacolo, può essere utile stabilire dei criteri sulla base dei

Qualityshow  
Qualityshow  

FERRARI Franco, QualityShow. Qualità gestionale e sistema-sala. Norme ISO e attività dello Spettacolo, FrancoAngeli, Milano, 2000.

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