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definizione di regole comportamentali su cui confrontarsi; la capacità di raccogliere dati al fine di effettuare misurazioni; la predisposizione al miglioramento continuativo. All’inizio gli svantaggi sono costituiti dai costi (appositi interventi e acquisti sono inevitabili) e dall’oggettivo rallentamento del lavoro: i controlli, la raccolta dati, il rispetto delle procedure, i riesami e le revisioni, etc., costano in termini di tempo anche come decremento della capacità di lavorare, ma a medio termine pagano con un rilancio della produttività, con economie e razionalizzazioni, altrimenti il sistema gestionale è fallito. Lo Spettacolo attualmente è diviso su queste metodologie: il teatro e la musica tradizionali ne sono ancora lontani, gli altri settori hanno già attuato non poche assimilazioni. Se si circoscrive l’analisi, com’è nell’assunto qui sviluppato, alle strutture che interfacciano sia la domanda degli spettatori sia l’offerta dei produttori, che qui sono state definite complessivamente sistema-sala, e altresì alla gestione di tali strutture strettamente intesa, si può affermare che i modelli della Qualità configurati dalle norme ISO sono applicabili alle aziende del servizio-spettacolo. Se Qualità è, indissolubilmente, miglioramento interno e soddisfazione del cliente, il servizio-spettacolo non può più ritenere di essere un unicum organizzativo estraneo a queste logiche (anche perché non gli sarà più concesso). L’arte non può prescindere dall’organizzazione, e l’organizzazione non può prescindere da regole. Le stesse riforme in atto nel comparto orientano i rapporti fra produzione e gestione in senso aziendale. L’internazionalizzazione dei mercati non tocca profondamente il servizio-spettacolo, ma coinvolge tutti nell’internazionalizzazione delle regole. Soddisfare il cliente non vuol dire cercarne biecamente il consenso, ma nemmeno soltanto aprire uno sportello reclami o realizzare comode forme di biglietteria; bensì fare finalmente una programmazione cinematografica estiva o togliere dal mercato uno spettacolo che non funziona con il pubblico (anziché reggerlo con finanziamenti, costruirgli contenitori ad hoc, imporlo con scambi). C’è un modo non commerciale di lavorare “in funzione del cliente” (è da sempre il modo degli artigiani, che possono avere più professionalità degli artisti), il che significa innanzitutto lavorare “bene”, e magari, come più volte sottolineato più sopra, dedicarsi ad un altro tipo di cliente, come in primo luogo l’artista, il suo bisogno di ricerca, di atmosfera, di stile.

Qualityshow  

FERRARI Franco, QualityShow. Qualità gestionale e sistema-sala. Norme ISO e attività dello Spettacolo, FrancoAngeli, Milano, 2000.

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FERRARI Franco, QualityShow. Qualità gestionale e sistema-sala. Norme ISO e attività dello Spettacolo, FrancoAngeli, Milano, 2000.

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