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deve ormai fare professionalmente i conti con aspetti non soltanto economici e mercantili ma anche sociali. Non bisogna assecondare la fin troppo marcata tendenza dello Spettacolo a sentirsi un unicum. E’ molto utile, ma non indispensabile, insistere sulle declinazioni della Cultura come “tertium genus”, quale estremo scudo contro gli assalti del controllo di gestione. Non c’è pericolo nell’applicare certi termini, per altro appropriati, ad attività che comunque il comparto Cultura deve ormai svolgere: fare delle risorse umane dei professionisti giudicati in base ai risultati, oppure ottimizzare il rapporto fra valore per l’utente e costi globali. L’azienda sono le cose da farsi per ben realizzare l’iniziativa; l’impresa sono le cose da farsi perché l’iniziativa dia profitto. La dialettica costi/benefici va riconfermata per le aziende culturali, a spiegazione della insufficienza dei loro ricavi propri; occorre aumentare la dimostrabilità dei benefici. Aziendalizzare significa, per lo Spettacolo, sottrarsi alla autoreferenzialità, oggettivare il lavoro, correlare i costi agli esiti. Anche lo Stato oggi pone la gestione come l’aspetto determinante nei beni e nelle attività culturali, maggiore persino della tutela, e l’assetto proprietario non viene più considerato vincolante rispetto ai problemi gestionali. L’impresa produce ricchezza, ma la “forma azienda” è il grande valore culturale e sociale creato dall’imprenditoria. L’organizzazione, tanto evocata in questo libro, è la depositaria di queste strumentazioni. Tutti gli organizzatori fabbricano sistemi aziendali “naturali” o comunque correlano fra loro delle attività derivanti da tradizioni professionali. E’ almeno pensabile, sperimentabile, che ciò si razionalizzi in una serie di processi codificati e, complessivamente, in un sistema così sintetizzato. L’organizzazione definisce i propri obiettivi e i requisiti delle proprie attività; li fissa nel manuale organizzativo interno, che recepisce i documenti fondamentali per l’azienda fra cui la carta dei servizi; identifica le risorse necessarie per realizzare i requisiti e raggiungere gli obiettivi; le distribuisce e ne imposta l’uso attraverso dei processi, che stabiliscono la natura e la sequenza delle azioni professionali necessari per realizzare il servizio erogato; documenta, misura e valuta i risultati tecnici e gli esiti reali del lavoro svolto, al fine di ridefinire o migliorare gli obiettivi e i requisiti.

Qualityshow  

FERRARI Franco, QualityShow. Qualità gestionale e sistema-sala. Norme ISO e attività dello Spettacolo, FrancoAngeli, Milano, 2000.

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