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F R A N C O

D O N A G G I O

URBIS


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in copertina: angelo di cittĂ , 2006


F R A N C O

D O N A G G I O

URBIS


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nodo, 2006


Ho interpretato la metropoli come un grande spazio per il gioco, la quinta teatrale dove tutto accade e svanisce, lungo un percorso di contenuti estetici da cogliere e reinventare. In questa nuova lettura della realtĂ , il mezzo fotografico diviene per me la bussola nella mia nuova rotta di conoscenza tra forme, suoni e colori, alla via di nuove frontiere della visione. Con rinnovato spirito di libertĂ ... Franco Donaggio


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tramonto di cittĂ , 2005


LE CITTA’ VISIBILI DI FRANCO DONAGGIO

Quando la fotografia affronta il tema del paesaggio urbano, sembra quasi che voglia raccontare una città attraverso la descrizione minuziosa e realistica delle sue vie, delle sue piazze, dei suoi edifici. I due possibili risultati di questa visione portano a una sottolineatura di gusto romantica delle atmosfere oppure, sul versante opposto, a una ricerca rigorosa del senso architettonico che il fotografo sa cogliere. Ma le città sono ben più di quanto appaiono come sanno i poeti che le hanno cantate, gli scrittori che vi hanno ambientato le loro storie, i pittori che le hanno descritte, i progettisti che le hanno immaginate e, talvolta, gli stessi abitanti che le hanno vissute. Tutto questo non è sfuggito a Franco Donaggio, un autore capace di usare la duttilità della fotografia per costruire un mondo diverso, ricco di fascino e di fantasia con evidenti e dichiarati richiami allo spirito innovativo delle Avanguardie Storiche, dal Futurismo al Costruttivismo passando per il Surrealismo. C’è un senso di leggerezza nel modo con cui il fotografo italiano si pone di fronte alla realtà confusa e rumorosa di una città ed è grazie a tale leggerezza che costruisce strutture articolate e complesse come pensieri, composizioni ardite come sogni. I fili della luce creano intrecci che si stagliano come geroglifici sul cielo, i semafori si allungano moltiplicando senza una vera ragione le loro luci, le ciminiere si fanno di lato per lasciar passare la sagoma di un ciclista che avanza con la cadenza di un antico eroe. La facciata di una casa, l’ombra di un monumento, lo sguardo perplesso di una statua compaiono inaspettate perché Donaggio le trasforma in superfici, forme, figure dotate di un fascino misterioso: ci sono uomini immobili come figurine ritagliate nella carta e come tali posizionati nello spazio e ci sono elementi (i fanali dell’illuminazione stradale, i tombini, le rotaie dei tram) che acquistano invece un dinamismo che li trasforma in elementi attraversati da una inaspettata vivacità. L’artista non si sofferma a descrivere la città ma ne indaga il carattere più nascosto che solo la fantasia può cogliere: è come se volesse prendere per mano l’osservatore per condurlo fino alle soglie della sua visione dove le impalcature dei lavori di restauro sono torri che svettano e i teli che coprono le facciate dei monumenti schermi su cui si proiettano le immagini di un passato che non possiamo dimenticare perché, sembra ricordarci Franco Donaggio con questa sua bellissima indagine fotografica, in una città ci sono sempre i segni della storia che è stata ma anche le anticipazioni di quella che sarà. Roberto Mutti


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anime, 2005


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cloni in piazza Duomo, 2004


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l’angelo si fa uomo, 2004


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equilibri precari, 2004


Il mio lavoro si alimenta nel metafisico, nella spiritualità, il suo fusto è la ricerca ossessiva, la sua fioritura è l’opera finale.


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angelo di cittĂ , 2006


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visione di terra, 2005


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geometrie del cammino, 2005


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dentro la giungla, 2005


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miraggio milanese #1, 2005


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ricordi di viaggio, 2005


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dominio del colore sui cloni, 2003


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il cavaliere dimenticato, 2005


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evolution, 2003


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personalitĂ celate, 2005


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ego, 2005


Nella mia dimensione di artista la fotografia è uno strumento di conoscenza interiore, una pratica sciamanica per andare altrove. Utilizzo il mezzo fotografico come il bisturi del chirurgo per incidere e ‘vedermi dentro’, alla scoperta di spazi occulti nella mia dimensione mentale, dove arrivano echi del mondo molto filtrati, dove la realtĂ fotografica viene quasi dimenticata per lasciare posto ad altro...


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profilo di palazzo, 2003


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miraggio milanese #2, 2003


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“fuori di rotaia“, 2005


Il lavoro per me è l’unica medicina possibile per il danno della domanda esistenziale, l’unico modo per pormi in una condizione di silenzio per ascoltare, e di penombra per ‘vedere’...


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uomo clone, 2003


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incursione, 2004


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rigetto del caos, 2003


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aspettando il tram, 2003


Con il mio lavoro cerco di ricostruire la sintesi di un’emozione. Come lo scultore per il suo lavoro si avvale della creta, io scatto le mie foto per unirle e plasmarle in una materia visiva...


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creature nel rumore, 2005


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urlo di colori, 2003


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passaggi, 2004


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mappa di tombini, 2004


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il tombino e la sua storia, 2004


NOTA BIOGRAFICA

a Milano come fotografo e artista dal 1979. Fin dai primi anni della sua attività professionale Donaggio privilegia e approfondisce la ricerca tecnica in ogni aspetto della fotografia; dalla camera oscura allo studio della luce nelle loro infinite possibilità estetiche, arrivando presto alla libertà espressiva che oggi più lo caratterizza nel panorama della fotografia contemporanea. Nel 1992 gli viene conferito il premio ‘Pubblicità Italia’ per la fotografia professionale di still life. Nel 1995 Donaggio realizza il suo primo importante progetto fine art intitolato Metaritratti che lo vedrà vincitore nel 1996 del ‘Kodak Gold Award’ Italiano per la fotografia di ritratto. Donaggio dedica sempre maggiore attenzione alla fotografia d’autore e avvia stretti rapporti di collaborazione con galleristi italiani, europei e americani, tra cui la Joel Soroka Gallery di Aspen che lo rappresenterà negli Stati Uniti e lo porterà ad essere presente nei più importanti eventi d’arte fotografica internazionali: Art Miami, Miami; Photo LA, Los Angeles; AIPAD show, New York; Art Fair, Chicago. Oggi l’autore si dedica completamente alla ricerca artistica, ed é considerato uno dei più originali e apprezzati artisti italiani che privilegiano la sperimentazione con il mezzo fotografico. L’artista ha realizzato molti progetti, pubblicato in varie riviste, esposto in diverse gallerie e musei in Italia e all’estero, tra le più recenti: Manege Museum, San Pietroburgo; 54° Biennale di Venezia; Museo Marliani Cicogna, Busto Arsizio (Va); Museo la Civitella, Chieti; CAMeC centro d’arte Moderna e Contemporanea, La Spezia; Forte di Bard, Valle d’Aosta; Museo Civico di Chioggia (Ve), ed altri. Le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private tra cui: collezione Fendi, Famiglia Reale Saudita, collezione 3M, collezione Ettore Molinario, Bibliothèque Nationale de France e molte altre. Donaggio è stato visiting professor all’Accademia di Brera; all’università Cà Foscari di Venezia; all’Istituto Italiano di fotografia di Milano, e commissario di tesi all’Istituto Europeo di Design di Milano.

foto di Stefano Ferrante

Nato a Chioggia (Ve) nel 1958, Franco Donaggio opera


INFORMAZIONI TECNICHE Urbis, realizzato tra il 2003 e il 2006 si esprime in 40 opere: edizione limitata di 10 esemplari, stampa giclée 41x54 cm. numerata e firmata sul retro. edizione limitata di 10 esemplari, stampa giclée 78x104 cm. e 104x104 cm. numerata e firmata sul retro.

N°2 prove d’artista

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© Franco Donaggio 2014, tutti i diritti riservati Stampato nel mese di novebre 2014

info@donaggioart.it


WWW.DONAGGIOART.IT


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retro copertina: tracce nel tempo, 2005


URBIS - 2003/06  

Ho interpretato la metropoli come un grande spazio per il gioco, la quinta teatrale dove tutto accade e svanisce, lungo un percorso di cont...

URBIS - 2003/06  

Ho interpretato la metropoli come un grande spazio per il gioco, la quinta teatrale dove tutto accade e svanisce, lungo un percorso di cont...

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