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CINEMA

Amare Oggi Sono un po’ agitato perchè non ho preso neppure un appuntamento con loro. Non c’è n’è stato il tempo. E’ sempre tutto così veloce nell’informazione... gambe in spalla e si corre! Ma non potevo rischiare di non incontrare i due ragazzi più emblematici dell’anno. Luca Ragazzi e Gustav Hofer, una coppia esotica e rassicurante. In anteprima ho ricevuto il loro dvd e letto il libro. L’articolo potrebbe essere tutto incentrato su questo magnifico prodotto da non perdere, da conservare come ricordo preistorico di un futuro d’Amore e da regalare ai più cari familiari che vorrebbero trovarti in una canzone di Povia, ma... di Maurizio Candeloro - Foto: Miguel Cordero

In DVD Il cofanetto Libro e DVD neo-edito da Ponte alle Grazie. Un prodotto editoriale elegante ed attuale distribuito

Siete entrati nel decimo anno di convivenza. Com’e’ iniziata la vostra storia? Luca: Siamo andati a vivere insieme il terzo giorno in cui ci siamo conosciuti. Durante il primo anno e mezzo abbiamo vissuto in una stanza. Adesso siamo in due stanze! Beh... (ironico) immagino in una insieme e nell’altra pure! Gustav: Non siamo separati in casa! Fare questo video vi ha sovraesposti come coppia omosessuale? L: Nel momento in cui lo facevamo non ci eravamo resi conto di quello che poi sarebbe stato di questo film, inizialmente siamo stati mossi dal raccontare cosa ci stava accadendo.

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Quando il film è stato selezionato per il Festival di Berlino – dove abbiamo ricevuto la Menzione speciale della giuria – è cambiato tutto. Ora ci rendiamo conto di essere diventati un punto di riferimento. Come siete stati distribuiti? L: Abbiamo contattato da soli le diverse distribuzioni italiane, che ci hanno risposto di aver trovato il film molto bello, ma che non era – per loro – il momento politico più adatto. Dopo la Berlinale siamo stati proiettati in 80 festival. Di volta in volta siamo contattati dai singoli esercenti locali, ma non ufficialmente, attraverso il nostro sito www.improvvisamentelinvernoscorso.it Adesso l’editore Ponte alle Grazie ha prodotto il film in dvd, assieme ad un libro documento, tutto in un cofanetto a 19 euro ed 80 centesimi. G: Siamo stati fortunati. Numerose case editrici avrebbero voluto produrre il dvd, ma noi abbiamo scelto Ponte alle Grazie perchè ci hanno chiesto di fare

P i e r M a g a zi n e - P ri m ave ra 2009 - Trimest rale di C ult ura omosessuale - www.pie rma g a zi n e . i t

un vero libro, un documento da conservare ma anche da usare per capire lo stato attuale della legge sulle unioni di fatto e la condizione omosessuale in Italia. In più ci hanno lasciato tutta la libertà necessaria nel lavoro. E’ stata una bellissima collaborazione. L: C’è da aggiungere che fino ad ora non abbiamo trovato una tv italiana che voglia mandare in onda il film, quindi il dvd e’ l’unico modo per vederlo. Come avete convinto Veronica Pivetti? G: Siamo giornalisti e scriviamo di cinema. Luca, che è anche fotografo, ha fatto un servizio a Veronica, l’abbiamo conosciuta così. Le abbiamo proposto di essere la voce narrante del film dopo averle mostrato il premontato, e lei, entusiasta, ha accettato. La prima cosa che appassiona della trama del documentario è vedere una vera coppia interrogarsi della propria condizione omosessuale. G: Quello che abbiamo fatto è un percorso vero. Inizialmente pensavamo di vivere in un’Italia tutta diversa, un’Italia del terzo millennio, un Paese europeo. Poi abbiamo realizzato che in questo momento storico la direzione che “Il Bel Paese” ha preso è completamente un’altra... L: Ci siamo spostati molto ultimamente – Svizzera, Spagna, Germania, Francia, Olanda – abbiamo capito che le altre nazioni sono davvero entrate nel terzo millennio, nel futuro. Tornando in Italia senti subito una cappa opprimente e capisci di trovarti in un paese governato da vecchi reazionari bigotti e dalla Chiesa...

Quanta importanza hanno avuto i mass media? L: Hanno l’altra fetta di responsabilità. La vicenda sui DICO è stata mal raccontata, è una storia mistificata dall’informazione, questo è il motivo per cui abbiamo deciso di fare il film. I DICO la gente non li ha mai capiti, hanno pensato fosse una forma di matrimonio o di adozione, in realtà era solo un’inizio, una forma molto leggera di regolamentazione e di riconoscimento dell’amore omosessuale. Ai telegiornali hanno spiegato solo la polemica attorno ai DICO, ma nessuno si è preso la briga di spiegare con precisione agli italiani cosa suggerisse la proposta di legge. Avete incontrato molti politici.Facciamo un gioco: faccio il nome di un parlamentare, voi mi dite un’aggettivo. Carolina Laussana... L: Biiiiiiip – censura, non si può dire – G: Fascista! Giulio Andreotti... L: Il responsabile numero uno dei mali d’Italia. A questo punto speriamo che esista davvero l’Inferno! Pagherà per tutto quello che ha fatto, un giorno. G: e Berlusconi è il suo erede. Rosi Bindi... L: Una bipolare – nel vero senso della parola, clinicamente testato! – Franco Grillini... L: Un bolognese verace. G: Un combattente da lunga data. Rocco Buttiglione... G: Ributtante. Francesco D’Onofrio... un democristiano nell’armadio!


A sinistra Luca Ragazzi e Gustav Hofer, registi del film documentario indipendente”Improvvisamente l’inverno scorso”, ospite di più di 80 film festival menzione speciale della giuria alla Berlinale 2008.

Barbara Pollastrini... Insieme: Adorabile! Il vostro film mi ha fatto pensare che il movimento omosessuale ha bisogno di outing di coppia. L: Si, sono d’accordo. Nell’immaginario collettivo la figura del gay – uso un termine che va di moda – è sdoganata, ma non quella della coppia. Rimane ancora troppo forte la convinzione che i gay siano dei personaggi un pò patetici destinati alla solitudine se non al suicido. Nella nostra esperienza di vita, invece, conosciamo coppie gay di ragazzi e ragazze che sono insieme da più di dieci anni, anche venti. Questo dimostra che per lo Stato noi siamo invisibilli. Questo vuol dire che ci viene negata la possibilità di costruire un progetto di vita duraturo. Il gay singolo non chiede una riforma giuridica del suo stato esistenziale, il gay in coppia invece si, vuole essere riconosciuto in quanto coppia. Quindi c’è bisogno di compiere questo passo di outing di coppia. Gli intervistati in strada mi hanno molto sorpreso perchè si avvicinavano alla vostra telecamera, fondamentalmente spaventati, allontanandosi velocemente dopo aver rilasciato risposte intenzionalmente offensive o prive di senso. E’ forse impossibile avere un dialogo con l’altra parte?

Con loro, pubblico da strada, è impossibile. Sono quel tipo di persone che, finiti gli slogan da urlare, non hanno nulla da dire, perciò non possono avere un dialogo. Due frasi mi hanno particolarmente colpito, testualmente,“L’omessualità e’ una deviazione naturale”,“Essere gay è diverso da essere omosessuali”... Dei classici non-sense. Li trovo molto divertenti. C’è anche il mitico slogan di Militia Christi “Onore ai bambini abortiti”... L: Abbiamo intervistato anche il leader, che è un tipico personaggio fanatico narcisista a cui fa piacere ricevere pubblicità. Non sono sicuro che credesse fermamente nelle cose che ha detto. Lui non mi fa paura, fa folklore, assieme al Trifoglio. Mi preoccupa di più il Papa. Dopo il vostro dvd ho avuto la voglia di rivedere la scena di “Comizi d’amore” di Pasolini (1965) in cui Montale chiude il film. La sua intervista finisce così, testuali parole: “Gli uomini di profondo senso religioso non si scandalizzano, non credo che Cristo si scandalizzasse – anzi non si è mai scandalizzato – si scandalizzavano i Farisei”. Se Gesù è mai esistito, sarebbe qui con noi a combattere questa battaglia. Il suo messaggio era quello di

impegnarsi per il più debole, per chi è discriminato. Sono sicuro che Gesù oggi sarebbe più al Gay Pride che al Family Day. C’e ancora qualcuno che oggi si scandalizza? G: Beh basta guardare solo i nostri giornali, i telegiornali e quello che accade a Sanremo! C’è ancora gente che si scandalizza, ma soprattutto – cosa ben più grave – c’e’ gente che manovra lo scandalo. Hai visto Benigni ieri (ndr. prima puntata del Festival di Sanremo 2009)? G: Siamo grati a Benigni per il suo discorso, è stato molto bello, molto importante. Ma di nuovo in Italia è un’attore, un comico a dover parlare, a dover diventare la persona alla quale tutti quelli che hanno un desiderio politico si devono aggrappare. E’ grave che non esistano personalità politiche in grado di garantirci. Per questo trovo anche triste che Benigni debba fare questo tipo di dichiarazioni. Dovrebbe essere il contrario, no? Lo scandalo dovrebbe essere Povia. Tutti noi dovremmo trovare offensivo che ad un Festival della Musica Italiana, come quello di Sanremo, possa esserci una canzone come quella di Povia! E’ nostro compito capire che abbiamo, in Italia, una situazione ribaltata.

Si dà per scontato che chiunque possa offendere persone omosessuali e ci troviamo ad essere felici perchè c’è Benigni che menomale ricorda a 14.000.000 di italiani, che gli omosessuali sono stati uccisi, torturati, mandati al confino e nei campi di concentramento. L’italia purtroppo non ha fatto alcun passo di crescita culturale. Il finale del vostro film è molto divertente. Molto ironico e inspiegabilmente molto commovente. A chi è venuta l’idea? G: L’idea di girare fuori di un Dico (ndr supermercato discount di proprietà COOP) è mia, quella di mettermi nel carrello di Luca! Loro dei supermercati Dico sono stati davvero molto disponibili. Abbiamo contattato la sede di Prato, entusiasti ci hanno permesso di girare la conclusione in un supermercato, e trovando anche molto bella l’idea in sè ci hanno sponsorizzato. Per cui tutti a fare la spesa da DICO! Giusto, applichiamo il consumo consapevole, favoriamo chi ci favorisce. Ma come finirà questa storia? G: Quella che era nel film una battuta, ovvero che in Italia la legge diventerà realtà nel 2030 ci sembra sempre meno una battuta e sempre più una previsione realistica.

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