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appendice ANALISI E CONSIDERAZIONI SULLA PRODUZIONE DI MONDRIAN DURANTE IL SECONDO PERIODO PARIGINO (1920 – 1938) IN RELAZIONE ALLE OPERE SCOMPARSE

Il presente Capitolo in “Appendice”, è stato sviluppato una volta conclusa l’intera ricerca sulle Opere Scomparse ed il relativo Studio di Ricostruzione. Questa ulteriore analisi scaturisce principalmente dal fatto che per molte opere considerate scomparse, sono emersi alcuni dubbi in merito alla Provenienza. Tutte le opere presentate in questo studio sono state catalogate come “scomparse”, ma in realtà alcune di queste sono opere che certamente non esistono più in quanto “distrutte”, le altre invece sono realmente “sparite”. Complessivamente le opere scomparse di Mondrian sono 28. 25 sono presenti nel “Catalogue Raisonnè”, 3 sono state catalogate nelle “Nuove Acquisizioni”. Due opere appartengono al periodo naturalistico, le altre 26 opere sono quelle trattate in questo studio. Nell’analisi di questo capitolo vengono trattate 24 opere, in quanto le restanti due non sono rilevanti. Queste sono: B178 Stage Set Model realizzato da Mondrian per “l’éphemère est éternel” di Michel Seuphor, in quanto opera distrutta dallo stesso Mondrian; B179 Cover design for the Polish translation of “Le Néo-Plasticism”, in quanto opera non pittorica. Le 24 opere scomparse si dividono in due categorie: 6 opere “distrutte” per varie ragioni, incendi, eventi bellici; 18 opere sono quelle realmente “sparite”, le cui tracce si perdono in diversi momenti e per cause del tutto misteriose. Come vedremo, queste 18 opere, ricadono in un periodo ben preciso che va dal 1923 al 1927. Periodo nel quale Mondrian ha praticamente destinato tutta la sua produzione (30 opere su 40), alla Germania. Tali opere sono state vendute a due soli riferimenti: Sophie Küppers e la Galleria Kunstausstellung Kühl di Dresda. Vedremo anche, che per molte delle opere scomparse un momento determinante è stato la mostra “Der Stuhl” del 1929 a Francoforte. In occasione di questa mostra, le opere erano nella disponibilità della Galleria Kunstausstellung Kühl. Vedremo ancora che una buona parte di “opere scomparse”, oltre ad altre “opere oggi esistenti”, dopo un lungo periodo si sparizione, sono “miracolosamente riapparse” in varie località presso Collezionisti, Gallerie e Musei. Al termine di questa ulteriore analisi, è stato prodotto anche un Diagramma che traccia visivamente il percorso di ogni opera fino al destino finale, ovviamente fin dove è stato possibile reperire le informazioni.


ANALISI E CONSIDERAZIONI SULLA PRODUZIONE DI MONDRIAN DURANTE IL SECONDO PERIODO PARIGINO (1920 – 1938), IN RELAZIONE ALLE OPERE SCOMPARSE 1911/1914 Sono gli anni nei quali inizia il processo evolutivo che porterà Mondrian alla creazione del Neoplasticismo. Nel 1911 risiede ad Amsterdam e questa è una delle opere prodotte:

B4 - The grey Tree - 1911 / Haags Gemeentemuseum

Tra il 1912 e il 1914 risiede a Parigi. Residenza che abbandonerà con l’inizio della Prima Guerra Mondiale, appunto, nel 1914. In questi anni realizza una serie di opere che accentuano sempre di più la trasformazione. Alcuni esempi:

B6 - Landscape with Trees - 1912 / Haags Gemeentemuseum

B28 - Compositie 2 - 1913 / Thyssen-Bornemisza Museum

B18 - Still Life with Gingerpot 2 - 1912 / Haags Gemeentemuseum

B35 - Composition n.VII - 1913 / Guggenheim Museum 212


1914/1919 In questi anni, durante la residenza in Olanda, avviene la definitiva trasformazione. Fino al 1917 realizza una serie di opere che lo avvicinano sempre di più alla meta. Alcuni esempi:

B78 - Pier and Ocean 5: “Zee en Sterrenlucht” (Sea and Starry Sky) - 1915 / MoMA

B80 - Compositie - 1916 Guggenheim Museum

B84 - Compositie in Kleur A - 1917

B90 - Composition with Colour Planes 4 - 1917

Rijksmuseum Kröller-Müller

Private Collection on loan to the Kröller-Müller

Ma è in un preciso momento storico che si compie la definitiva trasformazione. Vale a dire nell’anno 1918 che coincide esattamente con la fine della Grande Guerra. Quasi a sancire un momento nel quale terminano le sofferenze di un devastante conflitto che ha visto partecipe buona parte dell’umanità e dal quale si può tentare di iniziare una “Nuova Vita”. Nasce così la prima composizione nella quale appare definitivamente realizzata la filosofia del Neoplasticismo. Un vero e proprio “tatuaggio” sulla storia dell’arte, a memoria della fine della Prima Guerra Mondiale

B92 - Composition with Colour Planes and Grey Lines 1 - 1918 / Private Collection 213


1920/1938 Poco dopo la fine del conflitto bellico, Mondrian torna a Parigi nel 1920, dove resterà fino a settembre del 1938. È in questa “seconda patria” che si concentra quasi tutta la sua produzione del periodo “astratto”. Il contesto storico, dal punto di vista politico, sociale ed economico di questi 18 anni è estremamente complesso. La Grande Guerra terminata l’11 Novembre del 1918, ha lasciato macerie e distruzione ovunque. Inevitabilmente le condizioni sociali ed economiche sono difficili per molti. In Germania iniziarono a diffondersi sentimenti di umiliazione, rabbia e risentimento in seguito alle condizioni imposte dal trattato di Versailles del 1919 (accettazione da parte della Germania di dichiararsi unica responsabile per lo scoppio della Prima Guerra Mondiale; la perdita definitiva di alcuni territori e la smilitarizzazione di altri; il pagamento di pesanti risarcimenti; il disarmo unilaterale della Germania e severe restrizioni in campo militare). A questo si aggiungono le tensioni sociali di natura nazionalista e marxista, la grande depressione globale degli anni trenta causata dal crollo di Wall Street del 1929, l’iperinflazione e molte altre componenti di natura politica. In questo conteso sarà ancora una volta la Germania ad essere artefice della storia, soprattutto durante gli anni dal 1933 al 1945. Molti elettori cercarono uno sfogo per le loro frustrazioni ed iniziarono a scegliere partiti di estrema sinistra ed estrema destra, appoggiando estremisti proprio come il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori. Nel periodo che va dall’immediato dopo guerra fino al 1933, quindi, la Germania fu teatro di un determinante processo storico che portò all’ascesa del Nazionalsocialismo, culminato con la nomina di Adolf Hitler a Cancelliere nel Gennaio del 1933, dopo le elezioni del Luglio 1932. Questo evento guidò rapidamente la Germania a una dittatura totalitaria. Finché la “follia nazista” diede inizio alla Seconda Guerra Mondiale il 1° Settembre del 1939. Conflitto che poi terminerà il 2 Settembre del 1945, con la caduta del regime nazista e l’ennesima sconfitta della Germania. Tutte le atroci persecuzioni naziste messe in atto da Hitler, ancor prima di essere eletto Cancelliere nel 1933 e prolungate negli anni a seguire, indussero Mondrian a “fuggire” da Parigi già dal Settembre del 1938, prima del vero e proprio inizio della Seconda Guerra Mondiale. Dopo una tappa intermedia di circa due anni (1938/39) a Londra, raggiunge New York, dove resterà fino alla sua morte 1 Febbraio del 1944. Tra le tante nefandezze e orrori compiuti da Hitler, vi fu anche la ben nota campagna contro l’arte degenerata “Entartete Kunst” del 1937, dalla quale anche Mondrian non fu risparmiato con la confisca di alcune sue opere (per altro già nel ’33 i suoi testi finirono nel “grande rogo” di Berlino del 10 Maggio). Probabilmente questo atto fu l’ultima molla che lo portò a lasciare Parigi per raggiungere il suo amico Harry Holtzman a New York. Fu una persona molto importante per Mondrian, non solo fraterno amico, ma anche sostenitore in termini economici e determinante per la sua definitiva consacrazione. Proprio per questo Mondrian lo nominò suo unico erede.

Mondrian insieme a Harry Holtzman - Studio di Holtzman - 1941 New York

Mondrian insieme a Harry Holtzman - Studio di Holtzman - 1941 New York

Una foto molto simpatica di Hermann Landshoff del 1942, ritrae Mondrian, nei suoi anni a New York, in compagnia dei “Surrealisti”, nelle finestre del balcone della casa di città di Peggy Guggenheim. Da sinistra a destra: Leonora Carrington, Fernand Léger, John Ferren, Berenice Abbott, Amédée Ozenfant, Peggy Guggenheim, Frederick Kiesler, Jimmy Ernst, Stanley William Hayter, Marcel Duchamp, Kurt Seligmann, Piet Mondrian, Andre Breton, Max Ernst. Il documento di Mondrian appena arrivato a New York - 3 Ottobre 1940

Fonte Deutsche Fotothek - © Münchner Stadtmuseum / München 214


Nel contesto storico appena accennato, si concentra il periodo di massima produzione di Mondrian nell’arte astratta. Parigi 1920/1938. In questi anni, come vedremo più avanti, uno dei punti di riferimento principali, fu proprio la Germania, in particolare negli anni dal 1922 al 1927. Con due figure predominanti: Sophie Küppers e la Galleria Kunstausstellung Kühl di Dresda. Analizzando la produzione di questi anni, Mondrian ha realizzato complessivamente 167 opere, così distribuite: (N.B. da qui in avanti, per praticità, le opere saranno indicate con il solo codice del “Catalogue Raisonnè)

1920 – da B104 a B114 10 opere esclusa B113 in quanto “First State” di B153 1921 - da B115 a B132 17 opere esclusa B121 in quanto “First State” di B154 1922 – da B133 a B148 16 opere escluse B133 in quanto “First State” di B155 B140 in quanto “First State” di B157 comprese B180 accertato anno 1922, ex 1926 B163 accertato anno 1922, ex 1925 1923 – da B149 a B150 2 opere 1924 – solo B151 0 opere esclusa B151 in quanto “First State” di B156 1925 – da B152 a B166 14 opere esclusa B163 accertato anno 1922 1926 – da B167 a B181 14 opere esclusa B180 accertato anno 1922 1927 – da B182 a B200 19 opere 1928 – da B201 a B205 5 opere 1929 – da B206 a B216 11 opere 1930 – da B217 a B225 9 opere 1931 – da B226 a B229 4 opere 1932 – da B230 a B237 8 opere 1933 – da B238 a B241 4 opere 1934 – da B242 a B252 10 opere esclusa B252 in quanto “First State” di B258 1935 – da B253 a B261 7 opere escluse B257 in quanto “First State” di B306 B260 in quanto “First State” di B307 1936 – da B262 a B269 8 opere 1937 – da B270 a B281 6 opere escluse B274 in quanto “First State” di B310 B275 in quanto “First State” di B320 B276 in quanto “First State” di B311 B279 in quanto “First State” di B308 B280 in quanto “First State” di B309 B281 in quanto “First State” di B312 1938 – da B282 a B290 3 opere escluse B283 in quanto “First State” di B321 (B290 resterà incompiuta) B285 in quanto “First State” di B313 B286 in quanto “First State” di B314 B287 in quanto “First State” di B316 B288 in quanto “First State” di B317 B289 in quanto “First State” di B303

Il primo dato che appare con evidenza, è che la produzione media di Mondrian per ogni anno, non si può certo considerare elevata. Quello che a qualcuno potrebbe sembrare un marginale riferimento cronologico è, al contrario, un dato fortemente emblematico. In uno scenario artistico che spesso si esprime con ingenti produzioni necessarie a soddisfare i bulimici appetiti del mercato, un ragguaglio come quello di Mondrian attesta la bontà dell’impegno di un autore evidentemente interessato allo studio, alla qualità e alla costante ricerca dell’Armonia Perfetta. Poi certamente vi saranno altre ragioni più strettamente connesse a problematiche pertinenti a quegli anni: il dopoguerra, i problemi economici a cui far fronte, e così via. Vi sono anni, infatti, dove si verificano dei picchi nella produzione: 1921, 1922, 1925, 1926, 1927; così come delle vertiginose cadute: 1923, 1924, 1928, 1931, 1933. In particole nel ’23 e ’24 la produzione è stata praticamente nulla. Tra gli anni meno prolifici non sono stati inseriti il 1937 e 1938, in quanto, pur se nel conteggio appaiono complessive 9 opere, in realtà le opere preparate furono in tutto 21 e se non avesse dovuto “fuggire” da Parigi portandole con se, le avrebbe certamente terminate e forse ne avrebbe realizzate anche altre.

215


Ora, tenendo da parte queste considerazioni puramente cronologiche (sulle quali magari si potrà tornare in altri contesti), si vuole concentrare di più l’attenzione sugli anni nei quali ricadono le “opere scomparse” contemplate nello Studio di Ricostruzione. Anche in relazione alla loro storia, intendendo il percorso che hanno avuto prima di sparire definitivamente. Di seguito, quindi, vengono riepilogate le opere scomparse, con l’indicazione del percorso e del destino finale. N.B.: Come più volte detto, tutti i dati sono tratti da fonti ufficiali quali il “Catalogue Raisonnè” e il sito dell’RKD Netherlands Institute for Art History. Nella provenienza viene indicato il percorso principale: l’iniziale possessore e l’ultimo. In alcuni casi, quando rilevante, anche quello intermedio. Inoltre, all’occorrenza, sono inseriti anche i riferimenti alle esposizioni, i quali forniscono una traccia fino al momento della sparizione.

OPERA B93

ANNO 1918

PROVENIENZA

ESPOSIZIONI

1918 - H. P. Bremmer

ESITO FINALE 1944 - DISTRUTTO DA INCENDIO

1928/1944 - Helene Brückmann-Kröller B94

1918

B99a

1919

Nessuna informazione

B118

1921

1921/1944 - Wim and Tonia Stieltjes

(OLANDA)

1918 - H. P. Bremmer

1944 - DISTRUTTO DA INCENDIO

1928/1944 - Helene Brückmann-Kröller

(OLANDA) Nessuna informazione SCOMPARSO 1944 - DISTRUTTO DA INCENDIO

Parigi B119

1921

(FRANCIA)

1921/1944 - Wim and Tonia Stieltjes

1944 - DISTRUTTO DA INCENDIO

Parigi B148

1922

(FRANCIA)

Nessuna informazione

Nessuna informazione SCOMPARSO (si presume in GERMANIA)

B149

1923

1924 - consegnato a Sophie Küppers

1937 - CONFISCATO DAI NAZISTI

1924 - Provinzialmuseum / Hannover

SCOMPARSO (GERMANIA)

B157

1925

1925 - consegnato a Sophie Küppers

1925 - Mondrian - Galleria Kunstausstellung

dal 1925 nessuna informazione

(?) 1925 - Ida Bienert / Dresda

Kühl / Dresda

SCOMPARSO

1925 - consegnato a Sophie Küppers

1925 - Mondrian - Galleria Kunstausstellung

dal 1929 nessuna informazione

1927 - da Sophie Küppers alla Galleria

Kühl / Dresda

SCOMPARSO

Kunstausstellung Kühl / Dresda

1926 - Lissitzky Mondrian Ray / Monaco

(GERMANIA) B158

1925

(GERMANIA)

1927 - Wege und Richtungen / Mannheim (?) 1929 - Der Stuhl / Francoforte B161

1925

1925 - consegnato a Sophie Küppers

1925 - Mondrian - Galleria Kunstausstellung

dal 1926 nessuna informazione

(?) 1925 - Ida Bienert / Dresda

Kühl / Dresda

SCOMPARSO

1926 - Internazionale Kunstausstellung Kühl

(GERMANIA)

und Kühn / Dresda B164

1925

1925 - consegnato a Sophie Küppers

1925 - Mondrian - Galleria Kunstausstellung

dal 1926 nessuna informazione

Kühl / Dresda

SCOMPARSO

(?) 1926 - Lissitzky Mondrian Ray / Monaco B169

1926

(GERMANIA)

1926 - consegnato alla Galleria Kunstauss-

1926 - Internazionale Kunstausstellung Kühl

dal 1929 nessuna informazione

tellung Kühl / Dresda

und Kühn / Dresda

SCOMPARSO

1927 - Wege und Richtungen / Mannheim

(GERMANIA)

(?) 1929 - Der Stuhl / Francoforte B171

1926

1926 - consegnato a Sophie Küppers

1926 - Internazionale Kunstausstellung Kühl

dal 1929 nessuna informazione

und Kühn / Dresda

SCOMPARSO

1927 - Wege und Richtungen / Mannheim

(GERMANIA)

(?) 1929 - Der Stuhl / Francoforte B174

1926

1926 - consegnato a Sophie Küppers

1937 - CONFISCATO DAI NAZISTI

dal 1926 in prestito al Provinzialmuseum /

SCOMPARSO

Hannover B175

1926 (?)

(GERMANIA)

Nessuna informazione

Nessuna informazione SCOMPARSO (si presume in GERMANIA)

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OPERA B177

ANNO 1926

PROVENIENZA

ESPOSIZIONI

ESITO FINALE

1926 - consegnato a Katherine S. Dreier /

Nota: Katherine S. Dreier visitò Mondrian a

dal 1927 nessuna informazione

New York

Parigi il 7 Aprile 1926

SCOMPARSO

1924 - consegnato a Sophie Küppers

1925 - Mondrian - Galleria Kunstausstellung

dal 1929 nessuna informazione

1927 - da Sophie Küppers alla Galleria

Kühl / Dresda

SCOMPARSO

Kunstausstellung Kühl / Dresda

1927 - Wege und Richtungen / Mannheim

1927 - venduta da Katherine S. Dreier B180

1922

(USA ?)

(GERMANIA)

(?) 1929 - Der Stuhl / Francoforte B181

1926

Nessuna informazione

Nessuna informazione SCOMPARSO (si presume in GERMANIA)

B184

1927

1927 - consegnato alla Galleria Kunstauss-

1929 - Der Stuhl / Francoforte

tellung Kühl / Dresda

dal 1929 nessuna informazione SCOMPARSO (GERMANIA)

B186

1927

1927 - consegnato alla Galleria Kunstauss-

1929 - Der Stuhl / Francoforte

dal 1929 nessuna informazione

tellung Kühl / Dresda

SCOMPARSO

1928 - Museum Folkwang / Hessen

1937 - CONFISCATO DAI NAZISTI

acquistato tramite Sophie Küppers

SCOMPARSO

(GERMANIA) B202

1928

(GERMANIA) B242

1934

(?) 1934 - Emil Friedrich and Clara Friedrich-

DISTRUTTO DA INCENDIO durante tras-

Jezrel / Zurigo

porto in auto 2° Guerra Mondiale (SVIZZERA)

B245

1934/36

(?) 1936 - consegnato alla Galleria Valentin

ultima esposizione

dal 1958 nessuna informazione

Dudensing / New York

1957 - Mondrian / New York

DISTRUTTO DA INCENDIO (?)

Nota: si tratta di un’opera rimasta incom-

dal 1934/35 nessuna informazione

piuta

SCOMPARSO

(?) 1958 - Paul Bittencourt / São Paulo B247

1934

Nessuna informazione

(BRASILE)

IN TOTALE 24 OPERE 6 Opere DISTRUTTE 18 Opere SCOMPARSE • • • • • •

Il primo dato che immediatamente emerge, è che quasi tutte le opere classificate “scomparse” trovano questo destino in Germania - 15 su 18. Il maggior numero di queste sono opere prodotte tra il 1922 e il 1927, con una concentrazione massima negli anni 1925 e 1926. Dalla precedente analisi cronologica risulta che sono proprio gli anni di massima produzione: 1921 (17 opere), 1922 (16 opere), 1925 (14 opere), 1926 (14 opere) e 1927 (19 opere). Fatta eccezione di 3 opere - B149, B174, B202 - confiscate dai Nazisti nel 1937, tutte le altre si perdono tra il 1926 e il 1929. Quasi tutte le opere scomparse in Germania (15), hanno avuto come riferimento due figure: Sophie Küppers e la Galleria Kunstausstellung Kühl di Dresda. Si tratta di opere che hanno seguito grossomodo lo stesso percorso espositivo e quasi tutte “scompaiono” dopo la mostra Der Stuhl del 1929 a Francoforte.

Ora, stringendo il cerchio, viene trascritto nuovamente il precedente elenco, focalizzando il periodo 1922 – 1927, inserendo anche le altre opere “esistenti” che nello stesso arco temporale arrivarono in Germania (vedere anche pag. 48 / 50 e 51, dove è riprodotto lo sketch di Mondrian del così detto “Dresden Notes” in cui sono rappresentate le opere inviate a Sophie Küppers nel 1925).

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OPERA B148

ANNO 1922

PROVENIENZA

ESPOSIZIONI

Nessuna informazione

ESITO FINALE Nessuna informazione SCOMPARSO (si presume in GERMANIA)

B149

1923

1924 - consegnato a Sophie Küppers

1937 - CONFISCATO DAI NAZISTI

1924 - Provinzialmuseum / Hannover

SCOMPARSO (GERMANIA)

B153

1925

1925 - consegnato a Sophie Küppers

1925 - Mondrian - Galleria Kunstausstellung

Attualmente

1927 - da Sophie Küppers alla Galleria

Kühl / Dresda

dal 1993 - Beyeler Collection / Basel

Kunstausstellung Kühl / Dresda

1926 - Lissitzky Mondrian Ray / Monaco

1929/1987 - Werner M. Moser and Silva

1927 - Wege und Richtungen / Mannheim

Moser-Schindler, attraverso Mart Stam /

1929 - Der Stuhl / Francoforte

Zurigo

... etc.

... etc. B154

1925

1925 - consegnato a Sophie Küppers

1925 - Mondrian - Galleria Kunstausstellung

Attualmente

1926/1950 - Friedrich Bienert / Dresda

Kühl / Dresda

dal 1983 - Collezione Privata

... ect.

1926 - Internazionale Kunstausstellung Kühl und Kühn / Dresda ... etc.

B155

1925

1925 - consegnato a Sophie Küppers

1925 - Mondrian - Galleria Kunstausstellung

Attualmente

1927 - da Sophie Küppers alla Galleria

Kühl / Dresda

dal 1946 - Washington D.C. the Phillips

Kunstausstellung Kühl / Dresda

1926 - Lissitzky Mondrian Ray / Monaco

Collection

.........

1927 - Wege und Richtungen / Mannheim

L’opera RICOMPARE nel 1942 come propri-

1929 - Der Stuhl / Francoforte

età della VALENTIN GALLERY / New York

......... L’opera RICOMPARE nel 1942 alla mostra “Mondrian” a New York

B156

B157

1925

1925

1925 - consegnato a Sophie Küppers

1925 - Mondrian - Galleria Kunstausstellung

Attualmente

1926/1950-51 - Friedrich Bienert / Dresda

Kühl / Dresda

dal 1971 - Washington D.C. National

... ect.

... etc.

Gallery of Art

1925 - consegnato a Sophie Küppers

1925 - Mondrian - Galleria Kunstausstellung

dal 1925 nessuna informazione

(?) 1925 - Ida Bienert / Dresda

Kühl / Dresda

SCOMPARSO

1925 - consegnato a Sophie Küppers

1925 - Mondrian - Galleria Kunstausstellung

dal 1929 nessuna informazione

1927 - da Sophie Küppers alla Galleria

Kühl / Dresda

SCOMPARSO

Kunstausstellung Kühl / Dresda

1926 - Lissitzky Mondrian Ray / Monaco

(GERMANIA) B158

1925

(GERMANIA)

1927 - Wege und Richtungen / Mannheim (?) 1929 - Der Stuhl / Francoforte B159

B160

B161

1925

1925

1925

1925 - consegnato a Sophie Küppers

1925 - Mondrian - Galleria Kunstausstellung

Attualmente

1927 - da Sophie Küppers alla Galleria

Kühl / Dresda

dal 1950 - Kaiser Wilhelm Museum /

Kunstausstellung Kühl / Dresda

1926 - Lissitzky Mondrian Ray / Monaco

Krefeld

.........

1927 - Wege und Richtungen / Mannheim

L’opera RICOMPARE nel 1950 al KAISER

1929 - Der Stuhl / Francoforte

WILHELM MUSEUM di Krefeld

.........

1925 - consegnato a Sophie Küppers

1925 - Mondrian - Galleria Kunstausstellung

Attualmente

1927 - da Sophie Küppers alla Galleria

Kühl / Dresda

dal 1977 - Collezione Privata

Kunstausstellung Kühl / Dresda

1926 - Lissitzky Mondrian Ray / Monaco

.........

1927 - Wege und Richtungen / Mannheim

L’opera RICOMPARE nel 1950 al KAISER

1929 - Der Stuhl / Francoforte

WILHELM MUSEUM di Krefeld

.........

1925 - consegnato a Sophie Küppers

1925 - Mondrian - Galleria Kunstausstellung

dal 1926 nessuna informazione

(?) 1925 - Ida Bienert / Dresda

Kühl / Dresda

SCOMPARSO

1926 - Internazionale Kunstausstellung Kühl

(GERMANIA)

und Kühn / Dresda B162

1925

1925 - consegnato a Sophie Küppers

1925 - Mondrian - Galleria Kunstausstellung

Attualmente

1927 - da Sophie Küppers alla Galleria

Kühl / Dresda

dal 1950 - Kaiser Wilhelm Museum /

Kunstausstellung Kühl / Dresda

1926 - Lissitzky Mondrian Ray / Monaco

Krefeld

.........

1927 - Wege und Richtungen / Mannheim

L’opera RICOMPARE nel 1950 al KAISER

1929 - Der Stuhl / Francoforte

WILHELM MUSEUM di Krefeld

.........

218


OPERA B163

B164

ANNO 1922 (‘25)

1925

PROVENIENZA

ESPOSIZIONI

ESITO FINALE

1925 - consegnato a Sophie Küppers

1925 - Mondrian - Galleria Kunstausstellung

Attualmente

1927 - da Sophie Küppers alla Galleria

Kühl / Dresda

dal 1950 - Kaiser Wilhelm Museum /

Kunstausstellung Kühl / Dresda

1926 - Lissitzky Mondrian Ray / Monaco

Krefeld

.........

1927 - Wege und Richtungen / Mannheim

L’opera RICOMPARE nel 1950 al KAISER

1929 - Der Stuhl / Francoforte

WILHELM MUSEUM di Krefeld

.........

1925 - consegnato a Sophie Küppers

1925 - Mondrian - Galleria Kunstausstellung

dal 1926 nessuna informazione

Kühl / Dresda

SCOMPARSO

(?) 1926 - Lissitzky Mondrian Ray / Monaco B165

1925

(GERMANIA)

1926/1950 - Friedrich Bienert / Dresda

Attualmente

tramite Sophie Küppers

dal 1956 - Kunsthaus Zürich (regalo di

.........

Vereinigung Zürcher Kunstfreunde)

L’opera RICOMPARE nel 1955/56 - Sidney Janis Gallery / New York B169

1926

1926 - consegnato alla Galleria Kunstauss-

1926 - Internazionale Kunstausstellung Kühl

dal 1929 nessuna informazione

tellung Kühl / Dresda

und Kühn / Dresda

SCOMPARSO

1927 - Wege und Richtungen / Mannheim

(GERMANIA)

(?) 1929 - Der Stuhl / Francoforte B170

1926

1926 - consegnato alla Galleria Kunstauss-

1927 - Wege und Richtungen / Mannheim

Attualmente

tellung Kühl / Dresda

1929 - Der Stuhl / Francoforte

dal 2004 - Nahmad Collection / Swit-

.........

.........

zerland

1926 - Internazionale Kunstausstellung Kühl

dal 1929 nessuna informazione

und Kühn / Dresda

SCOMPARSO

L’opera RICOMPARE nel 1944/60 - Piet Mondrian Estate - Harry Holtzman / New York ... etc. B171

1926

1926 - consegnato a Sophie Küppers

1927 - Wege und Richtungen / Mannheim

(GERMANIA)

(?) 1929 - Der Stuhl / Francoforte B172

1926

1926 - consegnato alla Galleria Kunstauss-

1927 - Wege und Richtungen / Mannheim

Attualmente

tellung Kühl / Dresda

(?) 1929 - Der Stuhl / Francoforte

dal 1950 - Kaiser Wilhelm Museum /

.........

.........

Krefeld

L’opera RICOMPARE nel 1950 al KAISER WILHELM MUSEUM di Krefeld B173

1926

(?) 1926 - consegnato a Sophie Küppers

Attualmente

1937 - Provinzialmuseum / Hannover

dal 1952 - Philadelphia Museum of Art

1937 - CONFISCATA dai NAZISTI 1939 - Karl Buchholz / Berlin ... etc. B174

1926

1926 - consegnato a Sophie Küppers

1937 - CONFISCATO DAI NAZISTI

dal 1926 in prestito al Provinzialmuseum /

SCOMPARSO

Hannover B175

1926 (?)

(GERMANIA)

Nessuna informazione

Nessuna informazione SCOMPARSO (si presume in GERMANIA)

B177

1926

1926 - consegnato a Katherine S. Dreier /

Nota: Katherine S. Dreier visitò Mondrian a

dal 1927 nessuna informazione

New York

Parigi il 7 Aprile 1926

SCOMPARSO

1924 - consegnato a Sophie Küppers

1925 - Mondrian - Galleria Kunstausstellung

dal 1929 nessuna informazione

1927 - da Sophie Küppers alla Galleria

Kühl / Dresda

SCOMPARSO

Kunstausstellung Kühl / Dresda

1927 - Wege und Richtungen / Mannheim

1927 - venduta da Katherine S. Dreier B180

1922

(USA ?)

(GERMANIA)

(?) 1929 - Der Stuhl / Francoforte B181

1926

Nessuna informazione

Nessuna informazione SCOMPARSO (si presume in GERMANIA)

B184

1927

1927 - consegnato alla Galleria Kunstauss-

1929 - Der Stuhl / Francoforte

tellung Kühl / Dresda

dal 1929 nessuna informazione SCOMPARSO (GERMANIA)

219


OPERA B185

ANNO 1927

PROVENIENZA

ESPOSIZIONI

ESITO FINALE

1927 - consegnato alla Galleria Kunstauss-

1927 - De Klomp / Parigi

Attualmente

tellung Kühl / Dresda, dopo la prima

1929 - Der Stuhl / Francoforte

dal 1960 - Collezione Privata

esposizione di Parigi - De Klomp

.........

......... L’opera RICOMPARE nel 1949 a New York c/o NORMAN LASKEY ... etc. B186

1927

1927 - consegnato alla Galleria Kunstauss-

1929 - Der Stuhl / Francoforte

tellung Kühl / Dresda

dal 1929 nessuna informazione SCOMPARSO (GERMANIA)

B187

1927

1927 - consegnato alla Galleria Kunstauss-

1927 - De Klomp / Parigi

Attualmente

tellung Kühl / Dresda, dopo la prima

1929 - Der Stuhl / Francoforte

dal 1990 - Annely Juda Fine Art / London

esposizione di Parigi - De Klomp

.........

1929/1990 - Werner M. Moser and Silva Moser-Schindler / Zurigo - L’opera è stata AQUISTATA durante la mostra DER STUHL B202

1928

1928 - Museum Folkwang / Essen

1937 - CONFISCATO DAI NAZISTI

acquistato tramite Sophie Küppers

SCOMPARSO (GERMANIA)

RIEPILOGO DEI DATI PRINCIPALI • Dalla fine del 1922 alla metà del 1927 (da B148 a B187), Mondrian ha realizzato 40 opere + B202 (1928), per un totale di 41 OPERE. • Con quest’ultimo elenco sono state analizzate tutte le opere appartenenti allo stesso periodo ed è risultato che 30 opere sono state inviate in Germania. In pratica il 75% dell’intera produzione. • Tra queste 30 opere, risulta che 15 sono “scomparse” + B202, per un totale di 16 OPERE SCOMPARSE. • Dall’analisi condotta sul “Catalogue Raisonnè”, risulta che tutte le opere inviate in Germania, Mondrian le abbia vendute tramite Sophie Küppers, la quale, all’epoca, collaborava con la Galleria Kunstausstellung Kühl di Dresda. ANALISI DEI DATI E CONSIDERAZIONI • Nella ricostruzione del percorso di 16 opere, risulta che il nodo cruciale è stato la mostra “Der Stuhl” del 1929 a Francoforte. Da questo momento 14 opere scompaiono definitivamente o scompaiono per un lungo periodo, per poi “riapparire” misteriosamente. A queste vanno aggiunte 2 opere, B153 e B187, vendute, in occasione della stessa mostra, a Werner M. Moser and Silva Moser-Schindler. • Le opere scomparse definitivamente sono 6 (B158, B169, B171, B180, B184, B186), mentre quelle scomparse per un lungo periodo sono 8 (B155, B159, B160, B162, B163, B170, B172, B185). • In tema di opere scomparse definitivamente, vanno aggiunte altre 6 che Mondrian ha venduto in Germania e transitate per Sophie Küppers e la Galleria Kunstausstellung Kühl di Dresda (B149, B157, B161, B164, B174, B202). Tra queste opere, 3 sono scomparse dopo essere state confiscate dai Nazisti (B149, B174, B202). • Poi vi sono altre 4 opere scomparse definitivamente, per le quali le informazioni sono estremamente scarse e non consentono alcuna valutazione (B148, B175, B177, B181). • In totale, le opere scomparse definitivamente, sono 16. La storia di tutte queste opere è estremamente intricata e sbrogliare la matassa non è affatto semplice. La prima considerazione è che dal “Catalogue Raisonnè” e da altre fonti ufficiali, risulta che Mondrian, le opere destinate alla Germania, le abbia tutte vendute . Pertanto, da quel momento, chi ne era in possesso, aveva la libertà di farne ciò che voleva, per dirla in termini estremamente semplici. Nel mondo dell’assurdo, in un attacco di follia, poteva anche distruggerle o mangiarle! Ciò nonostante, trattandosi di opere d’arte di estremo valore, non solo commerciale ma anche storico, non sono esentati dalla responsabilità morale e materiale del fine ultimo delle opere stesse. Anche se si è legittimamente proprietari di un’opera, non si può agire in modo losco o sconsiderato. Si tratta di opere la cui “provenienza” certa, è un dato essenziale per dimostrare la piena proprietà legale, ancor di più se si tratta di una Istituzione come un Museo. Infatti, tra le opere scomparse per un lungo periodo, se ne contano 5 che sono misteriosamente ricomparse presso il Kaiser Wilhelm Museum di Krefeld (B159, B160, B162, B163, B172), una di queste poi venduta e dal 1977 si trova in una Collezione Privata (B160) – Fig. 1 Ma di questo ne parleremo più avanti. 220

Fig. 1 B160 - Tableau n.VIII with Yellow, Red, Black and Blue - 1925


Ora, è fuor di dubbio che in tutta questa vicenda un ruolo fondamentale lo ha avuto la Galleria Kunstausstellung Kühl di Dresda e, marginalmente, Sophie Küppers. Come detto, il nodo cruciale, è stato la Mostra “Der Stuhl”, dal 15 Febbraio al 15 Marzo 1929, a Francoforte (Fig.2 e Fig.3) e in quel momento le opere erano nella piena disponibilità della Galleria K.K. Si tratta di un momento estremamente determinante, perché qui si crea un vuoto. Un vuoto durato parecchi anni, per le opere temporaneamente scomparse, e un vuoto che ancora permane per quelle scomparse definitivamente. A questo punto è necessario un minimo di inquadramento storico, anche se di larga massima.

Fig. 2 La rivista DAS NEUE FRANKFURT - Nel n. 1 Gennaio 1929, viene annunciata la mostra “Der Stuhl” che si terrà dal 15 Febbraio al 15 Marzo e che sulle pareti ci saranno opere di Piet Mondrian

Fig. 3 La rivista DAS NEUE FRANKFURT - Nel n. 4 Aprile 1929: recensione della mostra “Der Sthul” con una immagine che raffigura alcune opere di Mondrian (immagine già riprodotta a Pag. 29-3940-41). Le opere sono, da sinistra a destra, B184, B185, B186, B160, B162, B159. Le opere scomparse sono B184 e B186, nello Studio di Ricostruzione a pag. 38. Compare anche l’articolo per la recensione della mostra “El Lissitzky” al Landesmuseum di Hannover - “Cabinet of the Abstract”. Sono presenti altre due opere di Mondrian, B149 e B174 vendute a Sophie Kuppers, anch’esse opere scomparse dopo la confisca dei Nazisti del 1937. Nello Studio di Ricostruzione a pag. 26.

221


Dall’elenco riportato in precedenza, si può vedere che le opere scomparse e quelle scomparse temporaneamente, ruotano intorno agli anni 1926 – 1929. La Germania di questo periodo, era una nazione che stava attraversando un radicale processo di trasformazione, dove le forze politiche contrapposte e il sentimento popolare, stavano man mano portando al radicamento del Nazionalsocialismo. C’erano sicuramente forti tensioni, ma il “demonio” non era ancora salito sul trono. Avverrà il 30 Gennaio del 1933. Esisteva invece un’altra condizione di difficoltà, non solo per la Germania, ma globale. Ed era la grande depressione determinata dal crollo di Wall Street nel famoso martedì nero, detto anche “Big Crash”, del 29 Ottobre 1929. I primi anni ’30, quindi, furono certamente segnati dalle grandi difficoltà economiche. Anche l’inizio della Seconda Guerra Mondiale era lontano dall’arrivare (1 Settembre 1939). E la repressione Nazista nei confronti della cultura, sarà messa in atto a partire dal 1933. La Galleria K.K., che ancora esiste, ha una lunga tradizione che dura da 94 anni. Fondata nel Gennaio del 1924 da Heinrich Kühl, ha sempre sostenuto l’arte emergente e contemporanea. Molti artisti, allora giovani, debuttarono con questa galleria: Glöckner, Hans Hartung, Karl Otto Götz; poi c’erano Braque, Delaunay, Léger, Picasso e, appunto, Mondrian. Oltre a El Lissitzky e sua moglie Sophie Küppers che collaborava con la Galleria. Non solo, in più occasioni Heinrich Kühl si trovò a sostenere gli artisti anche dal punto di vista economico, attraverso l’acquisto delle loro opere. Quando poi dal 1933 iniziò la repressione nazista sull’arte “degenerata”, Heinrich Kühl non esitava ad esporre artisti appartenenti a questa categoria. Insomma, una Galleria la cui storia contrasta molto con la “sparizione” delle opere, se si vuole valutare la “sparizione” come un losco meccanismo. Mentre, invece, potrebbe essere stato un modo per metterle in salvo e tenerle a riparo da eventi di altra natura. Ma, come detto, sia la repressione nazista, sia la guerra, sono ancora lontani da venire, quindi la “sparizione delle opere” negli anni 1927/1929 non può essere attribuita a questi eventi. Per altro, alcune di queste opere, “ricompaiono” dopo molti anni, subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. E allora, dopo la mostra di Francoforte, dove sono finite queste opere? Perché sono rimaste nascoste per tanto tempo? E le altre che sono catalogate come definitivamente scomparse, dove sono? Esistono ancora? Si potrebbe anche valutare la possibilità che le opere siano state utilizzate in una sorta di “altro mercato” su canali non ufficiali per far fronte a carenze di tipo economico. Ma questa ipotesi, stando ai testi storici, non troverebbe riscontro con il tenore di vita che in quegli anni esisteva a Dresda. Una Città considerata un gioiello e, proprio sul finire degli anni ’20, aveva un alto livello industriale con tradizioni secolari in molti settori. Nel 1927, per esempio, si contavano 7988 imprese, che occupavano oltre 170.000 persone. Erano presenti anche molte banche: per citarne una, ad esempio la Dresden Bank, fondata nel 1872, era di grandissima importanza. In ultima analisi, quindi, si potrebbe immaginare che le opere vennero utilizzate come una sorta di “merce di scambio”. Ma in questo caso, forse, trovare delle risposte alle dinamiche che hanno determinato questo “utilizzo” potrebbe risultare impossibile. Probabilmente la giusta chiave di lettura si nasconde dietro altri contesti. Da notare anche, che tra le opere “temporaneamente” scomparse dopo la mostra “Der Stuhl”, se ne trovano altre 3 che a distanza di molto tempo sono “ricomparse” oltre oceano, a New York: B155, ricompare nel 1942 come proprietà della Valentin Gallery; B170, ricompare nel 1944 presso la Mondrian Estate – Harry Holtzman; B185, ricompare nel 1949 presso Norman Laskey. Come scrive lo stesso Joosten nel “Catalogue Raisonnè” riguardo all’opera B170 (Fig. 4), è molto improbabile che sia un’opera recuperata dallo stesso Mondrian prima di lasciare Parigi nel Settembre del 1938. Sembra molto probabile, invece, che sia stata recuperata durante i suoi ultimi anni a New York. Data l’etichetta della Kunstausstellung Kühl di Dresda, il dipinto deve essere stato portato da “qualcuno proveniente dalla Germania”. Aggiunge anche che tale opera potrebbe essere la “piccola tela” venduta in Germania, menzionata da Mondrian in una lettera a JJP Oud del 29 Aprile 1927. (Fig. 5) Anche riguardo B155, scrive che molto probabilmente l’opera è stata venduta a Mannheim o presso la Galleria K.K. e poi portata negli USA dove è stata venduta nuovamente, direttamente o tramite un agente, alla Sig.ra Valentine Dudensing (Fig. 6). E ancora, riguardo l’opera B185, scrive che potrebbe essere la “vecchia tela” venduta ad una “scultrice tedesca” in Germania, tela che poi ha raggiunto gli USA prima, o in ogni caso durante, la Seconda Guerra Mondiale (Fig. 7). Opera per la quale Lissitzky e Küppers pensarono sfortunatamente a un prezzo d’artista! (Fig. 8). In sostanza non c’è dubbio che intorno a queste opere e alle altre misteriosamente scomparse, ruota una storia parecchio complicata e poco chiara, con molti condizionali. Una cosa è assolutamente certa però: si tratta di opere che Mondrian ha sicuramente venduto. Questo per introdurre il prossimo commento.

222


Fig. 4

Fig. 5

B170 - Komposition II with Red - 1926

Fig. 6

Fig. 7 B155 - Tableau n,III with Red, Black, Yellow, Blue and Grey - 1925

Fig. 8

B185 - Composition with Blue, Yellow and Red - 1927 223


Eredi di Mondrian e Kaiser Wilhelm Museum Recentemente, il 4 Marzo 2018, è apparso un articolo sul New York Times, a firma di Catherine Hickley (notizia poi ripresa da molte altre testate in tutto il mondo), nel quale viene illustrata la vicenda che vede coinvolti gli eredi di Mondrian e il Kaiser Wilhelm Museum di Krefeld. Come evidenziato in precedenza, la questione verte sulla legittimità del museo al possesso di una serie di opere, misteriosamente “riapparse” nel 1950 nella loro collezione – Fig. 9 (B159, B162, B163, B172). In sostanza gli eredi di Mondrian rivendicano tali opere e ne chiedono la restituzione. Dal punto di vista legale si stanno occupando del caso, un avvocato esperto in opere scomparse, Gunnar Schnabel (Berlino) e una esperta in provenienza, Monika Tatzkow (German Lost Art Foundation). Inoltre, a difesa degli eredi, è sceso in campo anche l’ex Ministro della Cultura tedesco, Michael Naumann. Gli esperti, Schnabel e Tatzkow, hanno trascorso gli ultimi tre anni a rintracciare i dipinti fino ai giorni della loro creazione negli anni ’20. La rivendicazione degli eredi si basa soprattutto sul fatto che il KWM di Krefeld non ha elementi per dimostrare la proprietà delle opere e che queste siano state “regalate” o “prestate” da Mondrian, il quale, fuggendo da Parigi per l’imminente conflitto bellico, non riuscì a recuperarle prima di partire. Ora, senza entrare in merito ad aspetti legali, in tutta questa storia ci sono due aspetti fondamentali che non quadrano. Il primo. Le opere in questione, così come tutte le altre “scomparse” o “esistenti” che siano, Mondrian non le ha regalate, tantomeno prestate. Sono state tutte “vendute”. Questo dato è facilmente deducibile dal “Catalogue Raisonnè” e, tra l’altro, è stato riepilogato in una meravigliosa Nuova Biografia di Mondrian del 2017, curata da Hans Janssen (Fig. 10). Come si può vedere sono elencati tutti i dipinti presenti nel precedente elenco delle opere scomparse e per ognuno sono indicati gli importi incassati da Mondrian. Il secondo. Pur menzionando l’evento cruciale della mostra “Der Stuhl” di Francoforte, non si fa il minimo cenno alla Galleria Kunstausstellung Kühl di Dresda, la quale, come visto in precedenza, è una figura chiave in tutta la vicenda delle opere scomparse. La Galleria di Dresda e Sophie Küppers, erano i proprietari di queste opere. Evitando ed omettendo qualsiasi tipo di commento, si può quanto meno affermare che qualcosa non torna! La questione deve essere più complicata di come sembra.

Fig. 9

B159 - Tableau n.VII with, Blue, Yel-

B162 - Tableau n.X with Yellow,

B163 - Tableau n.XI with Red, Black,

B172 - Komposition IV with

low, Black and Red - 1925

Black, Red and Blue - 1925

Blue and Yellow - 1925

Red - 1926

MUSEUM HAUS HERMANN LANGE (Mies Van Der Rohe) - KAISER WILHELM MUSEUM Piccola sala d’esposizione „Zimmer der Dame“ – Photo Erich Schmidt 1955 (circa) Immagine tratta dalla Rivista “Quadrum” n.2 Novembre 1956 pag.187 le opere al Kaiser Wilhelm Museum

Sono presenti due opere di Mondrian – da sinistra a destra B172 e B159

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Nuova Biografia di Mondrian curata da Hans Janssen Da quando Mondrian è scomparso sono state pubblicate molte biografie. Nella maggior parte dei casi si tratta di lavori didascalici. Certo si tratta di un artista, quindi il nodo biografico sono le sue opere. Ma l’analisi, molto spesso bloccata in rigidi schemi accademici, conduce ad una visione del percorso artistico che alla fine rende una immagine della vita di Mondrian del tutto distorta. Questa di Hanssen, a differenza delle altre, più che una biografia è una rivelazione. Finalmente qualcuno parla di Mondrian prima come uomo e poi, di conseguenza, come artista. Le opere che ogni artista (vero) produce, non sono altro che la materializzazione del suo spirito, della sua anima, della sua personalità. Hanssen coglie la giusta chiave di lettura, non cerca di interpretare Mondrian, bensì lo “comprende”, ne diventa quasi un clone, entra nella sua anima e ci restituisce la sua vera essenza. Con questa essenza, poi, può illustrare le opere di Mondrian come se fosse Mondrian stesso a parlarne. Il risultato è che la lettura di questo libro diventa avvincente, ipnotica, non puoi fermarti. Ad ogni capitolo una nuova rivelazione, una susseguirsi di sorprese. Finalmente appare il vero Uomo ancor prima che Artista. E finalmente scopriamo che Mondrian non è quel “personaggio” creato ad arte in tutti questi anni. Non è un solitario monaco chiuso nel suo monastero. Quasi in tutte le foto dove Mondrian è ritratto, appare con una espressione molto seria, ma è un inganno. Le sue opere sono un “inganno”, una “trappola”, dove in molti sono caduti. Spesso si legge di rigide griglie, di schemi, di matematica, di rapporti aurei e così via. Quasi fosse una scienza. La verità è che sue opere sono pura espressione di gioia, di ritmi musicali, di danze, di intuizioni senza calcoli, di armonie perfette frutto della sua essenza e non di uno studio a tavolino. Con Hanssen scopriamo che in realtà Mondrian era un uomo che amava la compagnia di artisti bohémien, l’amore e il denaro da spendere per la vita notturna e le donne. Il lavoro di Hanssen si è basato su una attenta e puntuale ricerca di documenti, lettere, testimonianze, fatti concreti insomma, che gli hanno permesso di ricostruire passo dopo passo tutta la vita di Mondrian.. Leggere questo libro, equivale a compiere un meraviglioso viaggio attraverso paesaggi e scenari mai vista prima. Anche l’immagine, più che inflazionata, dell’artista povero e con grandi difficoltà di sostentamento, viene completamente smontata. Un passo della Biografia di Hanssen lo rivela chiaramente. Basandosi su dati concreti, scrive […] Il mito della mancanza di denaro è costante, ma non è giusto. Mondrian poteva benissimo sfogare il suo disappunto, e in tutta la sua corrispondenza lo fece con tutto l’amore e sforzo, specialmente quando si trattava di denaro. Dal momento in cui il suo giovane amico, l’artista e grafico di Anversa Michel Seuphor (pseudonimo di Fernand Berckelaers) pubblicò la prima biografia di Mondriaan nel 1956, è consuetudine descrivere la situazione finanziaria di Mondriaan dal 1921 in poi. La storia racconta che dal 1920 in poi ha costantemente avuto problemi di soldi, non ha venduto nulla, e che ha dovuto dipingere ripetutamente fiori ogni tre mesi per pagare l’affitto di 350 franchi e per i più elementari mezzi di sostentamento. Dalla sua corrispondenza con Van Doesburg non sembra diverso. Le sdolcinate storie di “raccogliere l’uva nel sud”, “diventare un contadino nel Var”, “raccogliere meloni a Utrecht”, sono un tema ricorrente nelle sue lettere, raccolte dai biografi con buone intenzioni… Una semplice ricerca attraverso tutte le lettere e tutti i documenti, fornisce una documentazione abbastanza accurata di ciò che Mondrian ha guadagnato tra la primavera del 1921 e il dicembre del 1926. Si tratta di importi considerevoli, che fruttano un reddito medio annuo pari a più di 3.500 franchi. Con un affitto dello studio di circa 1.400 franchi, non era un cattivo reddito. Un artista come Fernand Léger, in quegli anni, riusciva a collezionare una media di 600 franchi per dipinto, rispetto ai 300-400 franchi di Mondrian. […]

Fig. 10 Un estratto dalla Nuova Biografia di Mondrian, curata da Hans Janssen PIET MONDRIAAN - EEN NIEUWE KUNST VOOR EEN ONGEKEND LEVEN (Piet Mondrian - Una nuova arte per una vita sconosciuta) “Ecco una dichiarazione delle entrate di Mondrian tra il 1921 e il 1927, basata su quello che Mondrian stesso ha dichiarato nelle lettere riguardo la vendita delle sue opere (F = franco francese, RM = Reichmark) e sulla base di dati che possono essere ricavati dal “Catalogue Raisonnè”.

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La mostra “Der Stuhl” di Francoforte – 1929 Abbiamo visto come la Mostra “Der Stuhl” di Francoforte, sia stata il momento cruciale nel quale la storia di molte delle opere esposte, ha cambiato corso. Di seguito vengono riepilogate tutte le opere che hanno preso parte a questa mostra e il loro destino finale.

B153 - provenienza GALLERIA KUNSTAUSSTELLUNG KÜHL / Dresda venduto durante la mostra Der Stuhl a Werner N. Moser and Silva Moser-Schindler dal 1993 BEYELER COLLECTION / Basel B155 - provenienza GALLERIA KUNSTAUSSTELLUNG KÜHL / Dresda ultima mostra Der Stuhl l’opera RICOMPARE nel 1942 alla VALENTIN GALLERY / New York B158 - provenienza GALLERIA KUNSTAUSSTELLUNG KÜHL / Dresda ultima mostra Der Stuhl SCOMPARSO B159 - provenienza GALLERIA KUNSTAUSSTELLUNG KÜHL / Dresda ultima mostra Der Stuhl l’opera RICOMPARE nel 1950 al KAISER WILHELM MUSEUM / Krefeld B160 - provenienza GALLERIA KUNSTAUSSTELLUNG KÜHL / Dresda ultima mostra Der Stuhl l’opera RICOMPARE nel 1950 al KAISER WILHELM MUSEUM / Krefeld - dal 1977 in una Collezione Privata B162 - provenienza GALLERIA KUNSTAUSSTELLUNG KÜHL / Dresda ultima mostra Der Stuhl l’opera RICOMPARE nel 1950 al KAISER WILHELM MUSEUM / Krefeld B163 - provenienza GALLERIA KUNSTAUSSTELLUNG KÜHL / Dresda ultima mostra Der Stuhl l’opera RICOMPARE nel 1950 al KAISER WILHELM MUSEUM / Krefeld B169 - provenienza GALLERIA KUNSTAUSSTELLUNG KÜHL / Dresda ultima mostra Der Stuhl SCOMPARSO B170 - provenienza GALLERIA KUNSTAUSSTELLUNG KÜHL / Dresda ultima mostra Der Stuhl l’opera RICOMPARE nel 1942 alla PIET MONDRIAN ESTATE - HARRY HOLTZMAN / New York B171 - provenienza SOPHIE KÜPPERS / Hannover - Dresda ultima mostra Der Stuhl SCOMPARSO B172 - provenienza GALLERIA KUNSTAUSSTELLUNG KÜHL / Dresda ultima mostra Der Stuhl l’opera RICOMPARE nel 1950 al KAISER WILHELM MUSEUM / Krefeld B180 - provenienza GALLERIA KUNSTAUSSTELLUNG KÜHL / Dresda ultima mostra Der Stuhl SCOMPARSO B184 - provenienza GALLERIA KUNSTAUSSTELLUNG KÜHL / Dresda ultima mostra Der Stuhl SCOMPARSO B185 - provenienza GALLERIA KUNSTAUSSTELLUNG KÜHL / Dresda ultima mostra Der Stuhl l’opera RICOMPARE nel 1949 c/o NORMAN LASKEY / New York B186 - provenienza GALLERIA KUNSTAUSSTELLUNG KÜHL / Dresda ultima mostra Der Stuhl SCOMPARSO B187 - provenienza GALLERIA KUNSTAUSSTELLUNG KÜHL / Dresda venduto durante la mostra Der Stuhl a Werner N. Moser and Silva Moser-Schindler dal 1990 ANNRLY JUDA FINE ART / London 226


Come si può vedere alcune opere restano catalogate come “SCOMPARSE”, altre, invece, “RICOMPAIONO” a distanza di molto tempo. Inoltre, dalla ricostruzione della provenienza presente nel “Catalogue Raisonnè”, dopo questa mostra le opere non sono più presenti in altre esposizioni, si perdono le tracce. Improvvisamente 8 opere “tornano in vita” in un momento ben preciso. Ciò significa che dopo la mostra Der Stuhl, le opere devono essere rimaste nella disponibilità di qualcuno ed evidentemente le ha conservate preservandole dagli eventi successivi. Ricordiamo che la Galleria K.K. era in possesso di tutte le opere esposte. Dresda ha certamente subito uno dei peggiori atti “criminali” ed inutile massacro nella storia della Seconda Guerra Mondiale. Un vero e proprio record di disumanità che, ovviamente, si aggiunge a quello ben più grave e gigantesco prodotto dalla follia Nazista. (Mai l’umanità dovrà dimenticare l’Olocausto). Questo avviene esattamente tra il 13 e il 15 Febbraio 1945. Anche nel 1944 subì un bombardamento, ma in paragone fu molto più lieve. Le fonti ufficiali riportano che furono distrutte 24.866 case del centro su un totale di 28.410. In pratica è stata rasa al suolo un’area di circa 15 chilometri quadrati. Dei 222.000 appartamenti della città, 75.000 furono completamente distrutti, 11.000 gravemente danneggiati, 7.000 danneggiati, 81.000 leggermente danneggiati. In pratica partendo dal centro, l’intensità dei danni cala man mano che si va verso la periferia. La Galleria K.K. aveva la sua sede nel centro di Dresda in Kleine Brüdergasse 21, pertanto è stata completamente distrutta. Ma avevano anche un appartamento in affitto nella “Outer Neustadt” che si trova a nord del centro sulla sponda opposta dell’Elba. Forse questa casa non è stata completamente distrutta, potrebbe rientrare tra quelle più distanti dal centro che ha riportato gravi danni o danni più leggeri. Ora, abbiamo 8 opere che “ricompaiono” in momenti diversi: B155 nel 1942 a New York B170 nel 1944 a New York B185 nel 1949 a New York B159, B160, B162, B163, B150 nel 1950 a Krefeld (Germania) Si può ipotizzare, pertanto, che le opere della mostra “Der Stuhl” siano state conservate nell’appartamento della Galleria K.K. nella “Outer Neustadt”, oppure, in ogni caso, in qualche luogo che le abbia preservate dal bombardamento del 1945. Bisogna dire comunque, che la Capitale della Sassonia, fino all’autunno del 1944 era rimasta del tutto estranea dalla tragedia della guerra. Quindi, almeno fino a questa data le opere dovevano essere integre. Pertanto, se 8 opere sono “ricomparse”, si può ipotizzare che anche le altre opere della mostra Der Stuhl non siano andate distrutte, ma potrebbero essere ancora “in vita” da qualche parte. Ma soprattutto, per introdurre il prossimo paragrafo, anche B169 può aver superato indenne la Seconda Guerra Mondiale e, forse, come accaduto per B155 e B170 che sono arrivate a New York “durante” il conflitto bellico, potrebbe essere stata spostata nello stesso periodo 1942/1944 o addirittura prima.

DRESDA dopo il bombardamento del 13-15 Febbraio 1945 Photo Richard Peter - Fonte Deutsche Fotothek

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B169 – KOMPOSITION I: Lozenge with Three Lines Nel capitolo che tratta la “ricostruzione” di questa opera (a partire da pag.94), abbiamo visto come in realtà non sia un’opera scomparsa, ma è stata utilizzata per “nascondere” o “sostituire” B229, apportando una serie di modifiche. L’opera “modificata”, e conosciuta come B229 Composition Lozenge with Two Lines, attualmente è conservata presso lo Stedelijk Museum di Amsterdam. L’intera ricostruzione è stata poi riepilogata in forma ordinata a partire da pag.118. A chiusura del riassunto, sono state poste delle domande: in che modo B169 è arrivata in Olanda? Chi è il responsabile della sua trasformazione? Che fine ha fatto l’opera che Mondrian realizzò per Hilversum? Perché è stata sostituita con B169? Non è affatto semplice trovare una risposta a tutte le domande, per alcune, tra l’altro, non è questa la sede appropriata. Si può solo fare delle ipotesi. In ogni caso, con questo ultimo capitolo in appendice, è stato dimostrato che su tutte le opere scomparse gravano pesanti dubbi, mentre è stato utile per fornire una ulteriore dimostrazione che la ricostruzione di B169, si può certamente considerare fondata. Ora, anche se in modo estremamente sintetico, è necessario un minimo di inquadramento storico dell’Olanda nel periodo della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1939, Gran Bretagna e Francia dichiararono guerra alla Germania. I Paesi Bassi, così come fecero nella Grande Guerra, si dichiararono neutrali. Il 10 maggio del 1940, i tedeschi iniziarono la campagna di occupazione dei Paesi Bassi, condotta velocemente, secondo i dettami della guerra lampo. Completando la conquista del paese in soli cinque giorni. L’invasione tedesca era parte del piano Fall Gelb, l’attacco a occidente voluto da Hitler una volta conclusa la campagna in Polonia. Violando la neutralità di Olanda e Belgio, con lo scopo di aggirare la Linea Maginot e portare la Wehrmacht alla conquista della Francia ed evitare anche possibili attacchi via mare dalla Gran Bretagna. Nonostante la strenua resistenza degli Olandesi presso Afsluitdijk, Grebberberg, Zelanda e l’Aia, come detto, in pochi giorni si arresero. Gli Olandesi avrebbero potuto sfruttare una formidabile arma di difesa, ma non la misero in atto per risparmiare un gran numero di vite. Distruggendo le dighe ed allagando i polder, l’Olanda sarebbe diventata un’isola, rendendo molto più complessa l’invasione tedesca. Ma con questa arma, pur contenendo su un’isola le principali città, avrebbe inondato molti villaggi circostanti. La Famiglia Reale riuscì a fuggire a Londra, seguita a breve distanza dai membri del governo e il 17 Maggio del 1940, dopo aver subito un parziale bombardamento su Rotterdam e Middelburg, venne dichiarata la resa. A differenza di altri Paesi, l’Olanda subì danni molto lievi. Furono soggetti, invece, ad un ferreo regime di occupazione. Durante il primo periodo, vi fu una certa acquiescenza da parte degli Olandesi che arrivarono a collaborare con i nazisti. Dettata per lo più dalla naturale avversione al comunismo, che consideravano, in massima parte, peggiore del nazismo. Nei piani di Hitler i Paesi bassi avrebbero dovuto ricevere un trattamento di favore, in quanto i sui abitanti appartenevano alla così detta Heimat, ossia la stirpe che raggruppava tutti i popoli di etnia tedesca. Quello che subì maggiormente l’Olanda, fu una ferrea persecuzione della Comunità Ebraica, con la limitazione dei loro diritti e la creazione degli Joodsche Raad, i “consigli ebraici”, sul modello degli Judenräte realizzati in Polonia. In questo le SS vennero appoggiate dalle weer-afteling, le formazioni parlamentari del NSB, il Partito Nazionalsocialista dei Paesi Bassi. La ferrea persecuzione degli ebrei, fece però mutare l’atteggiamento della popolazione, la quale divenne progressivamente sempre più ostile e rischiò di sfociare in aperta rivolta dopo la chiusura del quartiere ebreo di Amsterdam e la cattura di oltre 400 persone avvenuta il 22 Febbraio 1941. Come dimenticare Anna Frank! L’Olocausto nei Paesi Bassi fu uno dei più terribili, dei 140.000 ebrei che vivevano in queste terre, solo 30.000 sopravvissero alla guerra. Durante tutto il periodo dell’occupazione, ci fu una progressiva e costante crescita del fronte di resistenza olandese, che portò la popolazione a ribellarsi. I primi sintomi si videro con lo sciopero del Febbraio 1941. I gruppi di resistenza diventarono determinanti a partire dal 1944, attraverso l’attività di controspionaggio, molto utile alle Forze Alleate. Per farla breve, sia il sentimento popolare che le forze di Resistenza, diedero un grande contributo all’avanzata degli Alleati e a partire dal 17 Settembre del 1944, dopo il ritorno in patria della regina Guglielmina del 13 Marzo 1945, dopo l’ultima feroce battaglia di Delfzijl del 23 Aprile – 2 Maggio ’45, finalmente il 4 Maggio 1945, l’ammiraglio tedesco Von Friedeburg manifestò l’intento di sottoscrivere la resa delle forze tedesche di stanza nei Paesi Bassi. Il giorno successivo venne convocato, presso l’Hotel de Wereld a Wageningen, il comandante tedesco Johannes Blaskowitz per negoziare la capitolazione. Il giorno dopo Blaskowitz e i sui interlocutori, si ritrovarono in un casolare abbandonato a Nude, dove venne sottoscritta la resa. Quella della Germania Nazista arriverà poco dopo, il 7 Maggio 1945 con la firma di un primo trattato a Reims e l’8 Maggio con la firma, a Berlino, del secondo trattato di resa voluto da Stalin.

228


Tornando alla “nostra” tela B169, cerchiamo di rispondere ad alcune delle domande poste in precedenza. Lo scenario storico della Seconda Guerra Mondiale in Olanda, era tale da consentire un facile trasporto da Dresda (o altra località tedesca) ad Amsterdam o Hilversum. Sempre considerando questo scenario, l’opera che Mondrian realizzò per Hilversum nel 1931, sicuramente non è andata distrutta dagli eventi bellici. Molto probabilmente si trova ancora “occultata” da qualche parte. KOMPOSITION I: Lozenge with Three Lines (B169), è arrivata ad Hilversum o Amsterdam in modo estremamente semplice e la sua “trasformazione” può essere stata eseguita tanto in queste località, quanto prima di partire dalla Germania. Il periodo più probabile in cui tutto questo avviene, sono gli anni 1941 – 1944. I motivi che hanno determinato la “sostituzione” dell’opera realizzata per Hilversum, possono essere due: • il primo, nel periodo di occupazione Nazista, è stata “sottratta” da qualche ufficiale tedesco e il Consiglio della Città, per ovviare ad una così importante mancanza trattandosi di un’opera altamente rappresentativa (non dimentichiamo che venne acquistata dalla Het Nederlandsch Kunstverbond per donarla alla Città di Hilversum), ha trovato il modo di rimpiazzarla utilizzando B169; • il secondo, che porta allo stesso risultato, è che l’opera di Hilversum, sia stata sottratta da “altro soggetto”. Identificare il “responsabile” non è compito di questo studio, si può solo dire che i soggetti coinvolti sono molti. Ora si può solo sperare che con questa ulteriore analisi, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, o chi per lui, prenda in seria considerazione la possibilità di eseguire le ulteriori verifiche consigliate al termine della ricostruzione, di cui a pag. 124

B169 - Komposition I - Lozenge with Three Lines - 1926

B229 - Lozenge, composition with two Lines - 1931

scomparso / disappeared

stedelijk museum - amsterdam

31,5

62,9

31,5

62,9

112

112

X-RAY

LA FIRMA SI TROVA NEL

30,5

30,5

POSTO SBAGLIATO

olio su tela / oil on canvas - 80 x 80 (diadonal 112)

olio su tela / oil on canvas - 80 x 80 (diadonal 112)

AGGIORNAMENTI 18.05.2018 VEDERE UN IMPORTANTE AGGIORNAMENTO A PAG.125-A

28.05.2018 ULTERIORE AGGIORNAMENTO A PAG.125-L

31.05.2018 NUOVA RICOSTRUZIONE E ULTERIORI VALUTAZIONI PAG.135-1

229


CONCLUSIONI L’analisi sviluppata in quest’ultimo capitolo, mirava essenzialmente a fornire un’ulteriore prova che la “ricostruzione” dell’opera KOMPOSITION I: Lozenge with Three Lines, si può ritenere fondata. Si tratta, comunque, solo di un elemento in più, in quanto già di per se la “ricostruzione” ha presentato prove di assoluta fondatezza. Con questa analisi, man mano che il cerchio è stato ristretto, si è arrivati a focalizzare l’attenzione sulla mostra “Der Stuhl” di Francoforte del 1929, evento determinante per la sparizione di una serie di opere. Il risultato si è basato su uno dei tanti possibili scenari, ovvero sull’ipotesi che le opere, dopo la mostra Der Stuhl, siano rientrate a Dresda e rimaste nella disponibilità della Galleria Kunstausstellung Kühl. In ogni caso, anche ipotizzando che le opere siano state portate in altra località o distribuite in più località, il risultato non cambia. Infatti, escludendo le due opere vendute durante la mostra, 8 opere su 14 sono “ricomparse” a distanza di 15-20 anni. Per cui si può tranquillamente ipotizzare che anche le altre 6 opere abbiano avuto la medesima sorte. Sono emersi anche altri aspetti molto importanti ed estremamente significativi. Nel periodo che va dal 1923 alla metà del 1927, Mondrian ha realizzato complessivamente 40 opere. Il 75%, praticamente quasi tutta la produzione, sono state vendute in Germania, evidenziando uno stretto legame con Sophie Küppers e la Galleria Kunstausstellung Kühl di Dresda. In ultima analisi, quindi, è risultato che la Galleria era la proprietaria di tutte queste opere. (Sophie Küppers, che in quel periodo collaborava con la galleria di Dresda, fu solo il primo anello della “provenienza”. Tra l’altro dal 1927 si trasferì a Mosca con il marito El Lissitzky. Infatti risulta che molte opere vennero trasferite dalla Küppers alla Galleria KK, proprio nell’anno 1927). Nell’articolo comparso sul New York Times del 4 Marzo 2018, pur evidenziando che molto probabilmente il Kaiser Wilhelm Museum possiede 4 di queste opere senza averne titolo legale, omette completamente che la Galleria Kunstausstellung Kühl fosse la proprietaria delle opere stesse. Anzi, la pretesa degli eredi di Mondrian, si basa sul fatto che fossero opere “abbandonate” dall’artista quando fu costretto a lasciare Parigi. Questa forte discrepanza lascia supporre che lo scenario complessivo ha una diversa connotazione. (Per altro, tre opere “riapparse” a New York a distanza di molto tempo, hanno come provenienza proprio quella della Galleria di Dresda). In sostanza, la rivendicazione delle opere dovrebbe arrivare dalla Galleria KK e non dagli eredi di Mondrian. Quindi, come stanno esattamente le cose? Inoltre, nessuna delle opere presenti alla mostra “Der Stuhl” ha subito la confisca dei Nazisti nella famosa campagna contro “l’Arte degenerata”. Esiste poi un fattore che accomuna tutte le opere transitate in Germania. Sembra essere molto più di una semplice coincidenza. In pratica tutte le opere ruotano al centro di uno specifico contesto sociale. Contesto che a quel tempo (e anche adesso) ha evidentemente uno stretto legame con Mondrian, Sophie Küppers e la Galleria Kunstausstellung Kühl. Per concludere, la ricostruzione di tutta la storia delle opere B169 e B229, sommata a quanto descritto in questo capitolo, ha svelato solo la “punta dell’iceberg” di un “sistema molto complesso” nel quale sono immerse parecchie opere di Mondrian catalogate come “scomparse”. La chiave per aprire questo “sistema” si trova in un ambito ben preciso.

B195 - Composition with Red, Blue

B196 - Composition: n.II with Yellow,

B197 - Composition with Yellow and

B198 - Composition with Yellow and

and Gray - 1927

Red and Blue - 1927

Blue - 1927

Red - 1927

230


DAL “CATALOGUE RAISONNÈ” Anche Joosten nel “Catalogue Raisonnè”, giunge alle stesse conclusioni (pur se espresse in forma diversa) – Vedere Figura 11. Nel Paragrafo 8 “Provenance”, infatti, si può leggere che la consegna delle opere di Mondrian, è stato un fattore importante per la sua diffusione, in particolare negli anni tra il 1924 e 1927. La consegna delle opere ha riguardato due distinte categorie di persone: committenti professionali e amici. Nella prima categorie troviamo, appunto, Sophie Küppers e la Galleria Kunstausstellung Kühl di Dresda. Rispettivamente hanno ricevuto 16 opere (4 ad Ottobre 1924 e 12 nel Giugno del 1925) e 8 opere (4 a Giugno del 1926 e 4 ad Aprile del 1927). Poi ci sono anche altre opere per le quali non si sa nulla riguardo i proprietari all’origine, in particolare B195, B196, B197 e B198 riprodotte nella pagina accanto (non contemplate in questo Studio di Ricostruzione, in quanto non sono opere scomparse). Altra aspetto piuttosto complesso, riguarda le opere B155, B170, B185 (delle quali si è parlato a pag. 222-223) e B199. In sostanza non si capisce come abbiano fatto ad arrivare negli Stati Uniti. B155 era nel gruppo della seconda spedizione in consegna a Sophie Küppers. B170 e B185, erano parte delle prima e seconda spedizione in consegna alla Galleria Kunstausstellung Kühl. Scrive Joosten che molto probabilmente si tratta di opere prese da persone in fuga dalla Germania (ricordiamo, per altro, che si tratta di opere che presero parte alla famosa mostra “Der Stuhl” di Francoforte del 1929 e che dopo questa mostra sono “temporaneamente scomparse” per un lungo periodo di 15-20 anni). Poi ci sono molti altri quesiti. In particolare uno: come hanno fatto sei opere ad arrivare al Kaiser Wilhelm Museum di Krefeld? Queste sono: B110 (vedere pag. 146-147) e B159-B160-B162-B163-B172 (vedere pagine 220 e 224).

Fig. 11

231


diagramma - da mondrian alla destinazione finale vedere supplemento separato

231-A


PIET MONDRIAN 1926 Foto André Kertész – immagine dal sito artnet.com SOPHIE LISSITZKY-KÜPPERS 1932 Foto anonima – immagine dal sito maschinenkunst.blogspot.it GALLERIA KUNSTAUSSTELLUNG KÜHL – Dresda La sede nel centro di Dresda in Kleine Brüdergasse 21, che ha cessato di esistere il 13 Febbraio 1945 Immagine dal sito della Galleria

231-B


MONDRIAN

SOPHIE LISSITZKY-KÜPPERS

KUNSTAUSSTELLUNG KÜHL GALLERY

FRANKFURT

EXHIBITIONS 1 - MONDRIAN - Kunstausstellung Kühl Gallery - DRESDEN - 1925 2 - INTERNAZIONALE Kunstausstellung Kühl & Kühn Gallery - DRESDEN - 1926 3 - LISSITZKY / MONDRIAN / RAY - MUNCHEN - 1926 4 - WEGE UND RICHTUNGEN - MANNHEIM - 1927 5 - DER STUHL - FRANKFURT - 1929

1993 - BEYELER COLLECTION / BASEL B153

HANNOVER

DRESDEN

5 - DER STUL 1929

B148

DISAPPEARED

1990 - ANNELY JUDA FINE ART / LONDON

No information

B149

B187

B110 B149

B153 and B187 WERNER M. MOSER and SILVA MOSER-SCHINDLER PURCHASED during exhibition DER STUHL B153

B153

B153

B153

1 B154

B187

4

BIENERT FAMILY

B155

2

B155

3

REAPPEARS in 1942

4

B156

B156

DISAPPEARED

3

B159

1

3

1950 KAISER WILHELM MUSEUM KREFELD

B160

3

4

B162

B161 1925 IDA BIENERT

2

1977 - PRIVATE COLLECTION

B162

REAPPEARS in 1950 B163

1 B163

B163

3

B163

1 B164

4

B163

3

Probably in Private Collection

B158

DISAPPEARED B165

B184

B165

B169

REAPPEARS in 1955

4

B170

2

B171

B165

1955 - SIDNEY JANIS GALLERY NEW YORK

B169

2

B171

B110

B186

1926 FRIEDRICH BIENERT, SON OF IDA BIENERT

B170

B172

3

B165

B169

ALSO B110 “REAPPEARS” AT THE KAISER WILHELM MUSEUM IN KREFELD IN 1950, AFTER TAKING PART IN THE “DER STUHL” EXHIBITION IN FRANKFURT IN 1929. IT IS CURRENTLY IN A PRIVATE COLLECTION.

4

B164

1

B160

B162

DISAPPEARED

B162

B159

B160

B161

1 B162

4

B160

1 B161

Probably went to the Kaiser Wilhelm Museum in 1950 and then sold

4

B159

B160

1946 - PHILLIPS COLLECTION / WASHINGTON D.C.

B158

1

B160

B155

B157 1925 IDA BIENERT

B158

B159

B156

1926 FRIEDRICH BIENERT, SON OF IDA BIENERT

B157

B158

B155

1971 - NATIONAL GALLERY OF ART / WASHINGTON D.C.

DISAPPEARED

B159

1942 - VALENTIN GALLERY / NEW YORK

B155

1 B158

B154

1926 FRIEDRICH BIENERT, SON OF IDA BIENERT

1 B157

1983 - PRIVATE COLLECTION

B154

1 B156

B153

B154

1 B155

3

B165

1956 - KUNSTHAUS ZÜRICH

1944 - PIET MONDRIAN ESTATE - HOLTZMAN / NEW YORK

4

B170

4

B171

REAPPEARS in 1944

B170

B170

2004 - NAHMAD COLLECTION / SWITZERLAND

DISAPPEARED

B174

B175

DISAPPEARED No information

B180

B180

CONFISCATED BY THE NAZIS - 1937 DISAPPEARED

1939 - KARL BUCHHOLZ / BERLIN

B174

CONFISCATED BY THE NAZIS - 1937 DISAPPEARED

B180

B180

DISAPPEARED

1

4

B181

DISAPPEARED No information

B184

1952 - PHILADELPHIA MUSEUM OF ART

B184

B184

DISAPPEARED

1949 - NORMAN LASKEY / NEW YORK B185

B185

B185

B186

B186

B186

REAPPEARS in 1949

B187

WILLEM MARINUS DUDOK

B187 WILLEM SANDBERG Director of the Stedelijk Museum from 1945 to 1962 (from 1936 Curator)

1928 - MUSEUM FOLKWANG / ESSEN B202

B202

B202

CONFISCATED BY THE NAZIS - 1937 DISAPPEARED B229

B185

1960 - PRIVATE COLLECTION

DISAPPEARED B187

B185

1944 - HILVERSUM / AMSTERDAM B229

1944 DISAPPEARED

1988 - STEDELIJK MUSEUM / AMSTERDAM

B169 THE CANVAS IS MODIFICATED TO REPLACE B229

B229

supplemento / supplement

B174

B149

B173

B173

CONFISCATED BY THE NAZIS - 1937

mondrian - the disappeared paintings

B149

B173

Kaiser Wilhelm Museum in 1950 and then sold

B173

B172

B184 - B186 Probably went to the

B173

4

B172

HYPOTHESIS FOR B169 and B229

B172

PROVINZIALMUSEUM / HANNOVER

diagramma - da mondrian alla destinazione finale / diagram - from mondrian to the final destination

PARIS

MONDRIAN - The Disappeared Paintigs - APPENDICE  

Capitolo conclusivo estratto dalla Pubblicazione "MONDRIAN - The Disappeared Paintings" / Study for Reconstruction

MONDRIAN - The Disappeared Paintigs - APPENDICE  

Capitolo conclusivo estratto dalla Pubblicazione "MONDRIAN - The Disappeared Paintings" / Study for Reconstruction

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