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inside mondriaan progetto di | project by francesco visalli introduzione al progetto | introduction of the project testo di | text by

carolina lio


inside mondriaan introduzione al progetto introduction of the project

trasposizione materica di una visione astratta dalla pittura all’architettura transposition of matter of an abstract view from painting to architecture

testo di | text by

carolina lio


Nel 2011 Francesco Visalli vede una retrospettiva di Piet Mondrian (Pieter Cornelis Mondriaan) al Vittoriano di Roma e resta colpito dal titolo “L’armonia perfetta”. In realtà, trova in tutta la mostra - e in generale in tutto il lavoro del maestro olandese - una straordinariamente semplice eppure rivoluzionaria perfezione delle forme, degli equilibri, dei bilanciamenti dei colori così come dei pieni e dei vuoti. Da questa fascinazione improvvisa nasce il progetto “Inside Mondriaan”, un progetto concettuale di ricerca. Si tratta soprattutto di uno studio teorico e tecnico in cui Visalli prende in considerazione un corpus selezionato di 47 opere di Mondrian appartenenti al suo periodo astratto e quindi realizzate tra il 1917 e il 1944. Attraverso una serie di variazioni sul tema, tese a entrare all’interno della dinamica di costruzione di quelle opere specifiche, arriva all’elaborazione di 340 visitazioni. Queste esistono, in una prima fase, solo in versione digitale con l’intenzione di materializzarle in altrettanti dipinti e di poi trasporle su un piano tridimensionale realizzato in dimensioni esponenziali, passando dal modello scultoreo all’installazione monolitica fino ad arrivare alla progettazione architettonica. Lo studio può essere applicato anche al design, ma tenendo presente che le infinite e varie applicazioni di realizzazione sono pur comunque sempre secondarie al vero e proprio intento del progetto, che si presenta come studio concettuale delle dinamiche spaziali e cromatiche di Mondrian e delle grammatiche compositive del movimento De Stijl applicate a una dimensione contemporanea. I punti di partenza per la costruzione dello studio di “Inside Mondriaan” sono stati l’aver constato che Mondrian è andato progressivamente verso una semplificazione delle sue opere, cercando l’armonia nell’essenzialità, e l’aver determinato la regola principale delle sue opere più mature e bilanciate: il reticolato di linee nere, rette, orizzontali e verticali che si intersecano creando dei piani spaziali che restano vuoti o riempiti esclusivamente dai tre colori primari (giallo, rosso e blu). Gli interventi di Francesco Visalli vanno nella direzione di voler esplorare questa purezza ed elementarietà, creando delle opere che ripercorrano in senso inverso il percorso di pulizia ottenuto da Mondrian. Attraverso inversioni cromatiche, distorsioni, stratificazioni e graduazioni, ne immagina una faccia al negativo e cerca di andare a ritroso in una ipotetica storia di ciascuna opera, ripercorrendo all’inverso la semplificazione ottenuta da Mondrian e cercando in modo quasi alchemico e matematico le “formule” delle sue composizioni perfette e basiche.

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In 2011, Francesco Visalli saw a retrospective of Piet Mondrian (Pieter Cornelis Mondriaan) at the Vittoriano in Rome and was struck by title “The perfect harmony”. Actually, he found in the whole show - and in general in all the pieces by the Dutch master - a remarkably simple and yet revolutionary perfection of forms, balances, colors as well as the equilibrium in the relationship between solids and voids . From this sudden fascination was born the project “Inside Mondriaan”, a conceptual research. Mainly, it is a theoretical and technical study in which Visalli takes into account a corpus of 47 selected Mondrian’s paintings belonging to his abstract period, therefore made between 1917 and 1944. Through a series of variations on the theme, intended to enter into the dynamics of the construction of those specific works, he comes to the development of 340 “visitations”. In a first stage, they exist only in digital form with the intention to materialize them in real paintings and then shift on a three-dimensional plane of exponential sizes, from the sculptural model to the monolithic installation up to architecture. The project can also be applied to the design, but still considering that the all the infinite, different applications of realization are secondary to the genuine intent of the project, which aims to study Mondrian’s spatial and chromatic dynamics and the compositional grammars of the De Stijl movement applied to a contemporary dimension.

The two starting points of “Inside Mondrian” were the understanding of Mondrian’s gradual addressing towards a simplification of his work, seeking harmony in essentiality, and the comprehension of the main rule of his most mature and balanced pieces: the grid made by black straight lines, both horizontal and vertical, which create spatial planes, empty or filled exclusively by the three primary colors (yellow, red and blue). Francesco Visalli’s actions go in the direction of exploring this purity, creating works that re-experience in reverse the path of cleaning obtained by Mondrian. Through chromatic inversions, distortions, stratifications and shades of color, he imagines the negative face of each artwork and tries to go back in its hypothetical history, retracing in reverse the simplification obtained by Mondrian and looking for the “formulas” of his perfect and basic compositions with an eye almost alchemical and mathematical.

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Lo studio inizia dall’opera base che Visalli denomina “00”, ovvero la stessa vista al Vittoriano e da cui scaturisce l’idea del progetto: “Composizione con grande piano rosso, giallo, nero, grigio e blu” del 1921. E’ la prima immagine che rielabora al computer, la prima delle 47 opere che analizza seguendo un corpus di azioni precise: esplorare, studiare, penetrare, invertire, distorcere, trasformare. Ogni opera viene ingrandita con elaborazioni concepite a dimensione doppia dell’originale e scissa nelle sue due componenti principali: i piani di colore e il reticolo geometrico. A questo punto, le operazioni compiute per creare le variazioni di ciascuna opera rispettano un iter preciso in nove passi.

1. Il distacco del reticolo geometrico dalla tela, creando la

00 Composizione con grande piano rosso giallo nero grigio e blu 1921 Joosten

b130

composition with large red plane, yellow, black, gray and blue - 1921

ottolenghi 326 composizione con rosso, giallo, blu e nero – 1921 olio su tela / oil on canvas 59,5 x 59,5 haags gemeentemuseum / den haag

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proiezione di un’ombra sul piano sottostante. 2. L’inversione cromatica dell’opera, un risvolto interno dove il bianco diventa nero e viceversa, il rosso diventa verde, il giallo si trasforma in violetto e il blu in arancio. 3. L’azzeramento della saturazione dell’opera, annullando completamente il cromatismo dell’opera e del suo rovescio e trasformandolo in gradazioni di grigio partendo dall’assunto della fisica che i colori non sono altro che frequenze soggette alle nostre percezioni fisiche e che, di conseguenza, non esistono in quanto qualità proprie degli elementi. 4. La distorsione del reticolo geometrico in linee curve attraverso una “distorsione circolare” che parte dal centro e sfuma raggiungendo gli angoli esterni delle opere, sia mantenendo il colore originale sia applicando l’effetto sul suo opposto cromatico. 5. L’unione del terzo e del quarto punto, ovvero la distorsione circolare applicata alle opere in gradazione di grigio. 6. Lo svuotamento totale del colore sulle opere distorte con la sola presenza del bianco e del nero, più la loro inversione. 7. Il ripristino nel punto 6, e quindi nell’opera svuotata di colore, della distorsione in reticolo geometrico. 8. La rimozione dei piani del bianco e del nero, immaginando di bucare l’opera e di ottenere una struttura vuota costituita dal reticolo geometrico evidenziato da un’ombreggiatura che rimarca l’idea del vuoto interno. 9. La reintroduzione del colore che viene come incassato nella struttura forata, mentre gli spazi originariamente bianchi restano come spazi vuoti.


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The study starts from the basic artwork that Visalli calls “00”, which is the same seen during the Mondrian’s retrospective in Rome and from which springs the whole idea of the project: “Composition with large red plane, yellow, black, gray and blue” – 1921. This is the first image he digitally reworks, the first of 47 works analyzed through a set of specific actions: exploring, studying, penetrating, inverting, distorting, transforming. Each work is, firstly, enlarged with elaborations conceived doubling its original size and, secondly, split into its two main components: color planes and geometric pattern. At this point, the operations performed to create the variations of each work follow a precise process in nine steps.

1. detachment of the geometric pattern from the canvas,

creating the projection of a shadow on the surface below. 2. chromatic inversion of the work, an internal reversion where white becomes black and vice versa, red turns into green, yellow turns into violet and blue into orange. 3. elimination of any chromatism from the work and its reverse, turning it into shades of gray due to the physics assumption that colors are nothing more than frequencies subject to our physical perceptions and that, consequently, do not exist as intrinsic qualities of the elements. 4. distortion of the geometric grid into curved lines through a “circular distortion” that starts from the center and fades reaching the outer corners of the works, both keeping the original color and applying the effect on the negative piece. 5. union of the third and fourth point, which is the circular distortion applied to the works in grayscale. 6. total emptying of the color on the distorted works, using just white and black, plus their inversion. 7. restoration, from the step 6, of the geometric pattern. 8. removal of the black and white planes, like puncturing the work and obtaining a hollow structure formed by the geometric pattern highlighted by a shadow that emphasizes the idea of internal emptiness. 9. reintroduction of the color that is as recessed into the perforated structure, while the originally white spaces remain as empty.

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E’ da quest’ultimo punto che ogni ulteriore evoluzione – o involuzione – abbandona necessariamente la parte pittorica e incontra realmente il lato tridimensionale. Questo smette di essere una pura impressione visiva data dalle ombreggiature per prendere corpo in un vero e proprio oggetto scultoreo o addirittura architettonico. Visalli infatti duplica le dimensioni di questi corpi fino a immaginare un’ipotetica città costruita con le leggi del De Stijl, una città come quella che potrebbe essere esistita in una visionarietà di Mondrian, che potrebbe avergli fatto da modello e che egli ha ritratto in passi successivi, sempre più semplificati, fino ad arrivare ad basilarità disarmante e perfetta. Tramite il progetto “Inside Mondriaan”, quindi, l’intento di Francesco Visalli è quello di ricostruire a ritroso questa soluzione, ripercorrendo le orme di Mondrian in una sua proposta di percorso, cercando di ricreare a livello progettuale il suo processo di pulizia dell’oggetto e della forma, razionalizzando e mettendo sotto forma di equazione l’armonia raggiunta dalle opere studiate. Fin qui la sintesi del progetto per quanto attiene alla ricerca in ambito pittorico e alla proiezione della stessa verso applicazioni tridimensionali, mediante la trasposizione materica della originaria visione astratta. Successivamente, con testi separati, saranno analizzati più nel dettaglio le componenti sperimentali sotto forma di sculture ed installazioni. Mentre la parte architettonica è in via di sviluppo.

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It’s from this point that any further evolution or involution - necessarily abandons the pictorial side and meets its three-dimensional aspect. This stops being a pure visual impression given by the shadows and takes shape in real sculptural objects or even in architectural designs. Visalli indeed duplicates the dimensions of these bodies up to imagine a hypothetical city built with the laws of the De Stijl movement, a city such as might have existed in Mondrian’s visionarity, which could have been his ideal model to be portrayed in subsequent steps, more and more simplified until reaching a disarming and perfect fundamental solution. Through the project “Inside Mondriaan”, therefore, Francesco Visalli’s intention is to rebuild this solution backwards, retracing Mondrian footsteps with a route proposal, trying to theorically recreate his cleaning process, rationalizing and putting into equation the harmony achieved by the analyzed artworks.


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00 esposizione prima parte / exhibition first section

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- from pm_b130


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00 esposizione seconda parte / exhibition second section

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- from pm_b130


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Introduzione al progetto / Introduction of the project  

Testo di | Text by Carolina Lio

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