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CONTROGUIDA DI FISICA 2012/2013

COLLETTIVI DI SCIENZE 1


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Controguida dei COLLETTIVI DI SCIENZE 2012/2013

…that’s physics!

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BENVENUTI Ciao a tutti, questa è la controguida del Collettivo di Scienze, dunque fate attenzione. Non è un corpo rigido, ma può assumere velocità relativistiche in vista di mosche, è utile come sotto bicchiere o per fare i conti, ma soprattutto per scoprire il fantastico mondo dell’Istituto di Fisica di Torino, luogo storico in cui sono avvenute straordinarie scoperte, ed in cui vivono esseri misteriosi e schivi: i fisici; non tentate di avvicinarli senza un’integrale da dare loro in pasto, scoprirete comunque che sono esseri buoni e incapaci di iniquità. Benvenute dunque le matricole, bentornati i vecchi allievi, un altro anno inizia!

L’UNIVERSITA’ Un breve sguardo all’università e alle sue trasformazioni

Non possiamo parlare della situazione politica universitaria senza prima inquadrare quella generale. Nella fase corrente, l’Italia e l’Europa attuano per lo più politiche neoliberiste: le leggi della finanza e dei mercati dettano l’agenda politica e si assiste ad un progressivo ritirarsi della dimensione pubblica. I governi nazionali e le più potenti istituzioni sovranazionali europee (influenzate sempre di più dai poteri economici) stanno portando avanti politiche di tagli alla spesa pubblica e smantellamento del Welfare; in questo contesto non viene risparmiata l’istruzione pubblica. La riduzione dei finanziamenti e l’assenza di investimenti sulla formazione sono sintomo di una drastica svalutazione del ruolo dell’istruzione pubblica e di massa, strumento per migliorare la condizione dei singoli e della società. Prevale invece l’idea per cui la trasmissione dei saperi e la ricerca debbano essere governati da meccanismi di efficienza e risparmio e da obiettivi di tipo aziendale. L’università pubblica italiana sta attraversando un ulteriore fase del processo di ridimensionamento e privatizzazione di cui la riforma GelminiTremonti è stata il fenomeno più palese e drastico. A seguito delle finanziarie del governo Berlusconi, i fondi per le università pubbliche sono diminuiti, dal 2008 al 2012, di circa 1 miliardo (da 7,4 a 6,45). Contemporaneamente, è entrata in vigore prima la legge 133/2008, che prevedeva il blocco del turnover al 50% (ogni due professori che andavano in pensione, ne poteva essere assunto solo uno) e poi la riforma Gelmini. La 4


Riforma Gelmini (DM 240/2010) ha introdotto una gestione di tipo aziendale nella governance degli atenei: il potere decisionale è in gran parte accentrato nelle mani del Rettore e del CdA (Consiglio di Amministrazione) e nel suddetto consiglio è introdotta una componente esterna considerevole, rappresentante degli interessi dei privati. Essendo caduto l’interesse statale nei confronti degli atenei pubblici questi luoghi sono diventati prede e bersaglio di iniziative private, volte sì a finanziarli ma in vista di un profitto futuro. Malgrado il cambio di governo, non abbiamo assistito ad un’inversione di rotta nelle politiche sull’università. Il ministro Profumo sta portando avanti provvedimenti del tutto in linea con la riforma Gelmini: la recente spending review prevede un ulteriore taglio al Fondo di Finanziamento Ordinario alle università e nei decreti attuativi della Legge 240(ex riforma Gelmini) non si vede alcun provvedimento migliorativo. A questo va aggiunto che il turnover dei docenti è stato ulteriormente ridotto al 20% (Decreti 436 - 437): la conseguente carenza di fondi e organico, già da quest’anno, ha determinato la chiusura di corsi e l’inserimento del numero programmato in molte facoltà. Un altro aspetto rilevante – in particolare per noi studenti – di questa fase di privatizzazione è la liberalizzazione della contribuzione studentesca: le università fino a quest’anno dovevano mantenere gli introiti dovuti alle tasse studentesche universitarie al di sotto del 20% del finanziamento statale; questo limite, che già non era rispettato, è stato di fatto abolito dalla spending review, escludendo i fuoricorso (in media il 40% del totale degli studenti) dal conteggio della quota. Questo costituisce un evidente incentivo all’aumento delle tasse studentesche, in particolare per i fuoricorso (le cui tasse potrebbero subire incrementi notevoli già dall’anno prossimo), ma in generale anche per gli altri studenti. All’aumento della contribuzione studentesca si affianca poi un’intensiva campagna per l’introduzione del sistema dei prestiti d’onore, altra caratteristica dei sistemi universitari privati. Il prestito d’onore prevede che lo studente, per affrontare i costi del proprio percorso di studi, contragga un debito nei confronti di una banca garantito dallo stato o dal suo ateneo; la restituzione del prestito è rimandata all’inizio del percorso lavorativo del neolaureato. Questo sistema, oltre ad aver determinato, negli stati in cui è già esistente, l’indebitamento di intere generazioni, è a nostro avviso del tutto inapplicabile nel contesto di disoccupazione, sottoccupazione e precarizzazione giovanile che caratterizza il nostro sistema economico. 5


In questo contesto nazionale, anche le politiche a livello locale si muovono in direzione di un progressivo smantellamento del diritto allo studio; infatti in quasi tutte le regioni si assiste a ingenti tagli ai fondi ad esso destinati. In particolare in Piemonte, a causa dei tagli della giunta Cota ai fondi per l'Edisu (Ente Regionale per il diritto allo studio), lo scorso anno su 12.000 studenti idonei più di 8.000 non hanno ricevuto la borsa di studio che spettava loro di diritto. Di fronte a questi vergognosi dati, la Regione e il Presidente dell'Edisu Trabucco hanno scelto la via a loro avviso più semplice: diminuire i servizi erogati e inasprire i criteri di ammissione per il bando di quest'anno, inserendo tra i requisiti anche il mantenimento della media di 25/30. In questo modo, a parità di finanziamenti, la regione potrà affermare di coprire percentuali alte degli idonei, ma solo diminuendo in maniera considerevole il numero effettivo dei borsisti, negando lo ro un diritto. A livello regionale come a livello nazionale, questi provvedimenti sono giustificati nel nome della tanto invocata meritocrazia, presunta panacea per l’università italiana. Dietro questo motivo ricorrente, immutato rispetto al triennio Gelmini, si nasconde la volontà di stravolgere l’università di massa, limitando l’accesso alla formazione e introducendovi elementi di competizione. Un esempio di questo processo è la campagna politica e mediatica contro i fuoricorso, accusati di essere un peso per la società e per i bilanci delle università; quest’affermazione è falsa, dal momento che i fuoricorso, a fronte di un ridotto peso sull’università (non è detto che chi è rimasto indietro con gli esami segua le lezioni una seconda volta) continuano per contro a pagare ogni anno, per intero, le rette universitarie. Alla luce di questo detto finora, possiamo affermare che non si intravede alcuna inversione di rotta rispetto alle politiche del ministro Gelmini, ma che la stretta soffocante sull’università pubblica nell’ultimo anno è stata ulteriormente intensificata.

IL COLLETTIVO Il collettivo di scienze è un insieme di studenti che si riconoscono nei valori dell’istruzione pubblica, dell'antifascismo, dell'antirazzismo e nella lotta alle discriminazioni di genere; è aperto a tutti gli studenti che vogliono conoscere la realtà universitaria, interessarsi alla vita accademica, partecipare ad essa. Come componente fondamentale dell’università, riteniamo che sia anche compito di noi studenti partecipare attivamente alla difesa del diritto allo studio. Siamo aperti ad ogni nuova proposta; ogni decisione viene presa in maniera democratica dopo una discussione tra tutti i membri del collettivo. Il collettivo si riunisce circa una volta alla settimana, in aula E o, se il tempo lo permette, nella fantastica fisica beach. Se cercate un luogo in cui

incontrarsi, parlare, scambiarsi informazioni, discutere di ciò che l'università 6


è oggi, di come funziona e di dove non funziona; se volete capire come affrontare i cambiamenti che l'università sta subendo, come agire al suo interno e non essere semplicemente dei “turisti” della conoscenza; se volete essere davvero protagonisti della vostra vita universitaria, I collettivi di scienze sono quello che fa per voi. Da qualche anno i collettivanti si candidano come rappresentanti degli studenti con la lista “Collettivi di scienze” per portare le idee degli studenti all'interno degli organi di rappresentanza. Ricordiamo che è da ormai 4 anni che non avvengono elezioni studentesche regolari; in ogni caso, la nostra lista detiene una nettissima maggioranza negli organi dell’area scientifica.

ZONE COMUNI Aula Informatica Eh… l’aula informatica… Ma quella piccola o quella grande? Entrando a fisica, un atrio, due colonne, tre ascensori e, sia a destra che a sinistra… aula informatica!!! Quella piccola (a destra entrando) è storica. Era un’aula occupata (l’aula E è venuta dopo, su richiesta di uno spazio per i pc. Molti ancora ringraziano il prof. Pollarolo per l’iniziativa). Ora ospita una ventina scarsa di pc, qualche lezione e molti studenti che si avvicendano durante la giornata. Quella grande… beh… 56 pc… no dico… CINQUANTASEI!!! Ok, ok… capita che alcuni non funzionino e altri siano bloccati, ma riflettiamo: 1- possiamo entrarci dalle 8.00 alle 20.00 (Ragazziiiiiii!!) 2- sono tutti collegati ad internet senza limitazioni su Facebook, Youtube (nell’ultima fila puoi mettere le cuffie)… cosa? No… WORLD OF WARCRAFT no… Chiedere a Pittavino? Ma tu sei scemo!!! 3- credito di stampa (non granché, ma risparmiate tempo e qualche soldino) Come la ben più famosa Gaussiana l’affluenza cresce con l’avvicinarsi della pausa pranzo e, seppur a malincuore, il vuoto cosmico dello stomaco dopo 4 ore di lezione interrompe: - conversazioni in chat (o raccolta di carote in Farmville) su Facebook - lettura e scrittura di mail - sessioni in LAN di Puzzle Bobble (una volta Tron regnava incontrastato… perfino sullo schermo col videoproiettore uno storico giorno… eh… bei tempi…) - tentativi di record all’ultimo tower defense - varie ed eventuali

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Anche qui qualche corso (ma se non fai casino, nelle ultima file…) e all’avvicinarsi del 3 sigma… ops! della sera, progressivo svuotarsi fino agli ultimi irriducibili (ragazziiiiiii!!) Piccolo prontuario: a) Buona norma non mangiare e bere b) Limitare il casino, perché qualcuno che studia c’è (lo diciamo sempre, ma non ci speriamo neanche più) c) non sbloccare i pc a chi lo ha bloccato (magari è solo andato in bagno…) d) buonsenso, ragazzi, buonsenso… Come tante cose a fisica (prof. ultradisponibili, fisica beach, l’aula E solo per citarne alcune) le due aule informatiche sono date a nostra disposizione: altri corsi di studi e facoltà si sognano tutto questo. Abbiamo “infiltrati” sia per cose istituzionali (TARM, esami di inglese e simili), sia per respirare l’atmosfera e usufruire delle comodità del nostro Dipartimento. Contribuiamo tutti per conservare, preservare e consegnare a chi arriverà dopo, come con noi ha fatto chi c’era prima, tutte le figate di cui forse non ci rendiamo nemmeno veramente conto. Grazie a tutti!!! Cosa? Ho detto no! A WOW ci giochi a casa!!! Basta!

Info utili: Condividere file: Mettendo i vostri file dentro alla cartella public.html potrete avere accesso al suo contenuto da tutto il web scrivendo l’indirizzo http://newton.ph.unito.it/~nome.cognome sul vostro browser di fiducia.

Stampare: state attenti dove inviate il vostro documento in stampa, essendoci una stampante in aula info C (quella grande) e una in aula info B (quella piccola) si rischia sempre di non trovare i propri fogli o peggio di stamparli più di una volta sprecando carta e credito stampa. Controllare il credito di stampa: http://gutenberg.aulainformatica/

Comandi da console: - Rinnovare la password: yppasswd; ogni 3 mesi la password deve essere rinnovata o il vostro account verrà bloccato fino a quando Pittavino non ve lo sbloccherà. - Controllare la coda di stampa: watch lpq -a; è sempre bene non disperarsi al primo fallimento con la stampante dell’aula info, a volte capita che per qualche assurda ragione la propria richiesta di stampa venga persa ma molto più spesso che semplicemente la macchina sia lenta a partire con la stampa. Per evitare di intasare la coda dei file da stampare e di richiedere più copie di un solo documento è bene controllare la coda di stampa! Se poi volete togliere il vostro file dalla coda inserite lprm “numero di

stampa”. 8


- Logout veloce: ctrl+alt+backspace (il tasto per cancellare) Biblioteca (1° piano edificio nuovo): Posto di quiete e di libera consultazione. Qui per tutto l’anno gli studenti possono studiare in santa pace nella sala consultazione di libero accesso, senza rischiare di essere troppo distratti dai propri compagni. - Prestito libri: Potete richiedere fino a 3 libri per 2 settimane e presentandosi di nuovo in biblioteca si può richiedere di estendere il prestito per un altro periodo aggiuntivo. Sgarrare su queste deadlines vuol dire non poter richiedere libri per plurimi mesi. - Consultazione: Alcuni testi sono in consultazione ovvero potete prendere in custodia per la giornata, ma non portarli a casa con voi. Nel caso parte del testo fosse fondamentale per il vostro studio il mio consiglio e di andare a fotocopiare quei 2-3 capitoli essenziali, in modo da non dovervi più preoccupare di presentarci ogni giorno in biblioteca. - Computer portatili: La biblioteca fornisce il prestito di piccoli netbook della Asus, se per qualche assurdo motivo la cosa i interessasse chiedete al personale della biblioteca. - Computer fissi: Alcuni programmi tipo Mathematica non possono essere aperti per mancanza di licenze ma per il resto funzionano come quelli in aula info. - Armadietti: Entrando in biblioteca e registrando il proprio ingresso potete chiedere al personale della biblioteca una chiave dei capienti armadietti. Fisica Beach Quasi tutti gli studenti di Unito tentano disperatamente di fuggire dalle proprie 4 mura il prima possibile dato che molte strutture, come palazzo nuovo e famiglia, sono molto poco accoglienti. Fisica fa eccezione anche grazie ai propri spazi esterni denominati affettuosamente FISICA BEACH. La terrazza con i suoi gazebo, i tavolini provvisti di sedie sono il luogo perfetto per sfuggire a lezioni soporifere o per staccare dopo ore di studio. Terra franca per tutti gli studenti di tutti i corsi di studio limitrofi e fiore all'occhiello di via Pietro Giuria. Da non dimenticare fisica beach bassa, dove i due piccoli prati sono una gioia per le giornate primaverili, per non parlare delle lavagne a cielo aperto. NB durante l'estate le fronde degli alberi rendono l'afa torinese piuttosto tollerabile e i tavoli a disposizione sono notevolmente adatti per lo studio collettivo. Tale spazio E' PUBBLICO, quindi non è coperto dall'ufficio degli 9


Operatori Addetti alle Pulizie. Quindi sta a noi non insozzare tutto e dare una pulita ogni tanto quando i visitatori occasionali lasciano i cartoni di pizza sui tavoli. Occhio a buttare le cicche sulla grata delle scale che portano all'aula magna. A chi centra un ricercatore-professore-associato che sta parcheggiando la bicicletta o tranquillamente transitando, 100 punti laurea....In meno. Parcheggio bici In fisica beach, sotto i grandi condizionatori del centro di calcolo, troverete un bellissimo parcheggio per le bici! Approfittatene per non lasciare i vostri preziosi mezzi alla mercé di malfamati! AULA E (1° seminterrato edificio nuovo) Dulcis in fundo, la nostra aula E, luogo di ritrovo, pranzi, cene nascoste, aperitivi a caso e discussioni con il tuo amico che vuole calcolare il campo magnetico del solenoide con Maxwell, ma si ostina a mettere singolarità a caso. L’aula E non è un aula, è la piccola stanza in cui da studenti ci facciamo ricercatori sulle lavagne impolverate, in cui da compagni di classe diventiamo amici durante il pranzo, in cui scopriamo che la Fisica non è una materia, ma un modo di guardare il mondo e di vivere nella società. L’aula E l’abbiamo attrezzata per qualsiasi evenienza. - Frigorifero: sempre vuoto come si addice ad ogni frigorifero degli studenti, viene utilizzato principalmente per tenersi i pranzi portati da casa al fresco per la giornata prima dell’ora di pranzo. Prima dei collettivi viene riempito di qualche aperitivo (popolare) o bibita per ritemprare gli impervi collettivanti. Imperativo lasciarlo pulito e senza sgradevoli odori, per la salute di tutti. (e magari mettere il nome sul proprio cibo, altrimenti verrà servito!). - I Microonde sono meta di ogni studente peregrino che si porta la pasta avanzata la sera prima. Lavorano talmente tanto durante il periodo autunnale/invernale che ogni 2/3 anni il collettivo fa una colletta per riparare/sostituire gli stessi. Molte amicizie e conoscenze sono nate impilando un tupperware sopra l'altro in modo da accorciare il più possibile la coda, così che si possa mangiare tutti assieme spensierati strimpellando con le chitarre dell'aula E. - Il Computer è di libero accesso ma di scarsa potenza, chi volesse farne upgrade, riprogrammazione o quant’altro è pregato di lasciarlo funzionante agli utilizzatori che verranno dopo di lui. Utile “mulo” per 10


- Tavoli e lavagne: importante è capire subito su quali si può scrivere e su quali no, una volta che saprete distinguerli gran parte del lavoro per la laurea sarà fatto. Per il resto sono utilissimi per studiare e ripassare con i compagni in vista di orali o scritti impegnativi. Imparate a rispettare quelli che studiano! - Differenziata: è essenziale, perché in un sistema chiuso l’entropia tende al massimo, pertanto dobbiamo cercare di ridurre, riciclare e riutilizzare ogni giorno. NB i cartoni unti della pizza non vanno nella carta! - Libreria: vi sono 2 librerie in aula E, una non fisica, una fisica. Quella non fisica, intitolata al 30 Novembre 2010 giornata in cui, un grande fisico di ispirazione socialista, ‘Lev Trozkj’, avvalendosi di dati statistici gentilmente concessi dalla GTT e proiezioni matematiche stimò i punti a più alta densità di traffico della città, che effettivamente venne interamente congestionata da blocchi ispirati dal principio di minima azione! Troverete testi disparati, ampliate gli orizzonti! In quella fisica, potrete trovare slides, appunti, esercizi e libri di quasi tutti i corsi della triennale e qualcosa anche della magistrale, più una serie di testi paralleli e di approfondimento, APPROFITTATENE! E’ sufficiente segnare il proprio nome ed il testo preso nel Registro dei Prestiti, in modo che chi lo cercasse sappia a chi chiederlo. Ovviamente, nel tempo di un mese, i testi vanno riportati. - I Preservativi: Si. Perché pensiamo che i prezzi al dettaglio dei contraccettivi siano assurdi. Perché pensiamo che avere la possibilità di rapporti protetti secondo i propri desideri e il proprio orientamento sia diritto di tutti. Per questo in aula E troverete un boccione di preservativi acquistati all'ingrosso di cui potrete usufruire secondo le vostre necessità. Attraverso le offerte libere il progetto si sta autosostenendo, vicino al boccione trovate la solita cassetta dove potete aiutare l'autofinanziamento secondo le vostre possibilità. Non sarà mai esposto il prezzo di ciascun preservativo proprio perché il contributo di ciascuno non deve essere visto come un prezzo per un prodotto o un pedaggio per un servizio. Un impegno di tutti per il benevivere di tutti.

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PRIMO ANNO Lingua 1 (3 CFU) Prof. Jeanette Ethel Nelson Qualsiasi periodo L’esame è a crocette al computer. Sono previste lezioni da parte dell’insegnante, ma chiunque padroneggi un minimo la lingua non dovrà neppure seguirle per superare la prova. Al di là dell’esame è bene iniziare a prendere l’abitudine di leggere e guardare fiction in inglese, lingua in cui tutti i più interessanti articoli di fisica vengono scritti! Chi avesse sostenuto il PET può presentarlo in vece dell’esame. Analisi I (9 CFU) corso A: Prof. Coriasco corso B: Prof.ssa Capietto I periodo Capietto: “Ho saltato questo passaggio perché elementare, ma non avrei

potuto farlo ad ingegneria” [Ad una festa sono invitate tutte le funzioni (dal seno al coseno, dal logaritmo alla potenza). Ad un certo punto la funzione seno si accorge che l'esponenziale è isolata in un angolo e decide di andare a parlargli. "Cosa c'è che non va?", chiede. L'esponenziale risponde: "Non mi diverto e poi non conosco nessuno". Al che la funzione seno controbatte "Dai vieni a ballare, integrati". L'esponenziale lapidario sentenzia "No no, è la stessa cosa!"] Va bene, se questa battuta non vi fa ridere adesso, provate a rileggerla fra tre mesi. Il corso di Analisi I è fondamentale: tutti i corsi che seguirete lo richiederanno come presupposto indispensabile. Per tutti quelli che arrivano dallo scientifico: non fatevi ingannare dall’apparente semplicità di questo corso dovuta al fatto che analisi voi l’avete già vista al liceo, errore gravissimo che vi potrebbe portare ad avere subito un esame indietro. Per tutti quelli che invece non hanno mai visto niente del genere prima: non demoralizzatevi se vi sembra di non capire niente, basta lavorare sodo e pian piano digerirete tutto benissimo. I libri di testo, il “Canuto-Tabacco” per il 12


corso A e il Conti-Ferrario-Terracini-Verzini “Analisi Matematica - Dal calcolo all'analisi”, primo volume, per il corso B, coprono praticamente il 95 % del corso e son ben fatti. Non vi venga comunque in mente di non andare a lezione! E’ fondamentale, oltre che seguire tutte le spiegazioni, fare, fin da subito (e non qualche giorno prima dello scritto), molti esercizi. Temete la prima lezione sugli integrali, ma non scappate a Palazzo Nuovo per questo. Per il corso B: la Capietto non apprezza i ritardatari e i bisbigli. E’ capace di interrompere la lezione nel solito tentativo di incenerire con lo sguardo tutti i disturbatori da lei poco graditi. L’esame è composto da una parte scritta di soli esercizi, più difficile, e una prova orale (dove viene chiesta la teoria). Geometria e algebra lineare I (9 CFU) corso A: Prof. Mori corso B: Prof. Vezzoni I periodo Mori: “E ora consideriamo questa bbbbbbase” Un bel corso di benvenuto a Fisica, (STUDIATE), fondamentale quanto complicato. Vettori, matrici, dimensioni che diventano ben presto “un numero indefinito n”, (STUDIATE), autofunzioni, etc. etc. Il cammino non è in discesa, (STUDIATE). E’ veramente importante seguire tutte le lezioni, le esercitazioni ed anche i tutoraggi, fare tantissimi esercizi fin da subito, riguardare le cose fatte man mano che il corso procede. Insomma, come avrete capito dai messaggi (molto poco) subliminali, STUDIATE! L’esperienza insegna che è decisamente meglio sbattersi (e non poco) in questi primi tre mesi che trovarsi questo benedetto esame indietro: matrici e compagnia inizieranno a saltare fuori in tutti i corsi che affronterete, per arrivare, subdolamente, ad assumere un ruolo fondamentale nei corsi futuri. Le lacune di algebra lineare sono un brutto nemico per i fisici. Le dispense vi aiuteranno molto e, insieme agli appunti del corso, sono tutto quel che vi serve. Non spaventatevi quando, nelle dispense della professoressa Abbena, dopo l’enunciato di un teorema troverete la seguente frase: “la dimostrazione è lasciata al lettore per esercizio”. Sarà la prima di una serie infinita di volte. Non perdetevi ad imparare subito le dimostrazioni: concentratevi piuttosto nel capire cosa dicono i teoremi e come affrontare gli esercizi per lo scritto (che, usando un eufemismo, non è semplicissimo). Le dimostrazioni potrete perfezionarle dopo, se e quando avrete il biglietto 13


per l’orale. Per il corso A, non spaventatevi se scoppierete a ridere alle pessime battute di Mori: non siete ancora così nerd da essere attratti dal loro contenuto, sarà piuttosto la sua risata sguaiata a trascinarvi e a rendere più divertenti le ore di lezione. E se per caso vi capitasse di voler fare un regalo al buon Andrea, vi consigliamo una Lacoste arancio-pesca per completare la sua collezione che fiero sfoggerà tutti i giorni (in quelli più freddi, queste saranno sostituite da una dolcevita nera attillata). Tecniche Informatiche per la Fisica TIF (3 CFU) corso A e B: Prof. Berardi I periodo

[Questo articolo è privo di citazione in quanto l’autore del medesimo non è riuscito a seguire una singola lezione senza morire di noia entro i primi 5 minuti. Ci scusiamo per il disagio.] Questo corso ha forse un nome pretenzioso, considerando sia il ridotto numero di ore, sia gli argomenti trattati: le “tecniche” si riducono al saper usare, al minimo delle sue potenzialità, il programma di calcolo simbolico Mathematica. Imparerete quindi a realizzare, tramite gli opportuni comandi, bellissimi grafici 3D con cui impressionare i vostri fratelli minori, piuttosto che svolgere anche i calcoli più complessi con l’indiscusso vantaggio di poter imprecare contro un computer piuttosto che contro una calcolatrice quando vi accorgerete di aver dimenticato una parentesi. Scherzi a parte, il software Mathematica vi tornerà utile in futuro, in particolare nei corsi di laboratorio; tuttavia, in quest’ambito vi accorgerete che l’utilizzo empirico conta molto di più che le lezioni teoriche: anche per questa ragione, dopo le prime 2 - 3 lezioni, l’aula informatica durante TIF risulterà penosamente vuota. L’esame, che si svolge in aula informatica, è del tipo superato/respinto, al pari degli esami di lingua: poco importa se lo si passa con 60/100 o con 100/100. Insolitamente, la soglia per il superamento dell’esame è una vera e propria variabile aleatoria, che può assumere valori compresi tra 50 e 60 a seconda della sessione. Indipendentemente da questa, tuttavia, passare l’esame dovrebbe essere semplice dopo aver dato un’occhiata alle prove dell’anno precedente.

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Meccanica (10 CFU) corso A: Prof. Vercellin corso B: Prof. Menichetti II periodo Menichetti: L’orale è buono…perché lo scritto è stato cosi basso? Studente: Eh…ero distratto, pensavo ad altro. Menichetti [guardandosi intorno]: Visto che siamo tra uomini si può dire…c’è

solo una cosa a cui bisogna pensare alla vostra età… Vercellin: La FISICA! Dopo tanta matematica, la cui utilità è ancora un mistero (fidatevi: vi servirà tutta quanta) finalmente arriva il primo corso di fisica. Durante il primo giorno di corso si sente spesso dire: “Oh! mi sono liberato finalmente di quella schifezza di Analisi I!” Be’, scordatevelo! Non siamo più al liceo dove ti danno le equazioncine del moto già belle e pronte, che aspettano avide i dati numerici da sostituire: qua la meccanica viene ricavata e dimostrata con il calcolo differenziale. Alcuni di voi rimarranno spiazzati dalla perdita del rigore acquisito con tanta fatica nei corsi del primo periodo; è uso consueto eseguire passaggi che farebbero inorridire i matematici, per esempio semplificare tra loro i differenziali o usare lo sviluppo in serie sempre e comunque, ma non preoccupatevi vi abituerete (e comunque se ci rifletterete a fondo tutto ha un senso). Il corso inizia trattando la cinematica, ossia lo studio del moto in se stesso, a prescindere dalle cause, e prosegue con lo studio delle forze (dinamica), teoremi vari sull’energia, gravitazione, dinamica dei sistemi di punti e infine dinamica del corpo rigido. L’esame è composto da una parte scritta, più difficile e importante (principalmente esercizi), e una prova orale (dove viene chiesta la teoria). Il mio consiglio è di non separare la parte teorica da quella pratica, poiché raramente viene chiesta l’esecuzione dell’una o dell’altra in modo meccanico e acritico ed è quindi necessario dimostrare di possedere elasticità mentale di fronte a problemi mai visti e buone basi per affrontarli. E’ fondamentale fare esercizi in grande quantità (Menichetti ne consiglia fino a 200) così come è importantissimo frequentare sempre i tutoraggi e le esercitazioni. E’ fortemente consigliato cimentarsi nell’esecuzione dei problemi del Prof. Migliore (chiedete a chi ha già dato l’esame), dei veri e propri rompicapo che vi lasceranno forse demoralizzati ma sicuramente pronti per qualsiasi scritto. Alla fine del corso, se sarete riusciti a resistere la tentazione di 15


imparare a memoria, e avrete acquisito il metodo di ragionamento, sarete in possesso di ottime basi per poter affrontare i successivi corsi di fisica senza particolari problemi. Importante non perdersi la prima lezione di Menichetti, il vostro orgoglio di fisici scoprirà il perché. Esperimentazioni I (12 CFU) corso A: Prof.ssa Marocchi corso B: Prof. Balestra II e III periodo Direttamente dalle slides della Marocchi: “E ricordatevi: questo è un corso a

cipolla, non a piramide!” Balestra (ogni giorno): “E ora vediamo un'altra definizione di chi quadro” Avete problemi ad addormentarvi? Nel secondo e terzo periodo didattico (questo corso dura due trimestri) non avrete più alcuna difficoltà. Provate a rimanere svegli contando 100 periodi di un pendolo o misurando diametro e lunghezza di chiodi e bulloni. Alcune delle esperienze costituiscono dei veri e proprio riti di iniziazione: imparerete che, per un fisico sperimentale, l’importanza della pazienza e del caffè non è inferiore a quella della calcolatrice; mantenete al massimo la vostra attenzione durante l’esecuzione degli esperimenti, per evitare di introdurre per sbaglio nel calorimetro un pezzo di troppo e di doverlo quindi ricominciare da capo quando ormai eravate giunti quasi alla fine (per la gioia vostra e dello studente tutor che vi segue e che non vedeva l’ora di tornare a casa). Tuttavia, non fatevi scoraggiare. Tutto ciò che viene insegnato nel corso vi sarà utile in futuro: l’alfabeto della statistica, così come l’utilizzo di Mathematica (anche se i più arditi fra voi scopriranno che esistono valide alternative alla concezione retrò di questo programma), fino alla pignoleria nelle norme di preparazione dei grafici. Se poi non avete la stoffa dello sperimentale, forse dimenticherete che cos’è il cavalierino di Berzelius, ma i progressi nelle vostre capacità manuali delizieranno la vostra mamma. In tutto questo Balestra e Marocchi sembreranno genitori più che professori. Il professor Balestra, con la sua barba bianca, porterà in laboratorio un buffo Natale primaverile, e una passione in grado di compensare il ritmo lento delle lezioni teoriche e brutali errori tipografici nelle dispense, dovuti probabilmente a polpastrelli sovradimensionati. La disponibilità e l’impegno 16


della professoressa Marocchi renderanno irrilevante qualche incertezza d’esposizione. Siete in buone mani, dunque, e gli unici consigli che ci sentiamo di darvi sono i seguenti: consegnate le relazioni sempre per tempo, tenete ordinato il Logbook e, ci raccomandiamo, studiate teoria fin da subito, anche se l’esame vi sembra così meravigliosamente lontano. Analisi II (6 CFU) corso A: Prof. Oliaro corso B: Prof. Priola II periodo Oliaro: “Ed è ragionevole, ma è ragionevole perché è vero” Priola: "E ora una definizione importantissima" Se tanto avete faticato su Analisi I, non disperate: la sua continuazione non è così terribile, soprattutto perché non è più così formale. Attenzione, però, a non prenderla sottogamba! (anche perché è fondamentale per Analisi 3 e Complementi). Riconoscere Priola non dovrebbe essere difficile: probabilmente si presenterà scrivendo alla lavagna “Buongiorno, sono il professore”. Il prof, affettuosamente detto Priolone, è solito scrivere alla lavagna qualsiasi cosa dica o pensi (il che rende lo studio degli appunti decisamente agevole): l’unico problema è che muove il gesso grossomodo alla velocità dello Sputnik in orbita bassa (circa 7,8 km/s, così, tanto per farvi un’idea). In una manciata di lezioni, Enrico Priola conquisterà la vostra fiducia annullando con incredibile semplicità qualsiasi difficoltà matematica; non fatevi comunque ingannare dalle sue “definizioni operative”: la teoria è importante! Per quanto riguarda Oliaro, le sue lezioni risulteranno scorrevoli, chiare, e piacevoli da seguire, anche se, al contrario di quasi tutti gli altri professori che avrete avuto fino ad ora, non vi concederà nessun intervallino tra la prima ora e la seconda. Imperdibili, vi consigliamo i seguenti link:  http://bit.ly/OBR15I  http://bit.ly/QGLFEM Vi lasciamo la piacevole sorpresa di scoprire di cosa si tratta. Consigli: seguire i tutoraggi, sforzatevi di capire anche la teoria, non riponete troppe speranze nel Baciotti-Ricci. 17


Onde, Fluidi e Termodinamica (8 CFU) corso A: Prof. Massaglia corso B: Prof. Masera III periodo Massaglia: “Qualche volta le scoperte avvengono per caso: per esempio la

radiazione cosmica di fondo l’hanno scoperta degli ingegneri” Masera: "Le onde armoniche sono come i diamanti: per sempre" Giovani fisici, cominciate un corso di laurea di una materia e per metà anno non ne vedete neanche l’ombra. Non fatevi scoraggiare, a fisica si fa anche fisica! Dopo meccanica, questo corso ne è nuovamente la dimostrazione. Come vi può suggerire il nome, è strutturato in tre parti. L’ordine con cui le affronterete sarà una qualsiasi combinazione di questi tre argomenti a scelta del professore (per esempio Massaglia comincerà con termodinamica per poi proseguire con onde e fluidi). Quando sentite “termodinamica” sicuramente vi verranno in mente i tre principi. Bene, scordateveli così come li avete fatti al liceo! I tre principi della termodinamica non sono parole, sono matematica! Attraverso essa dovrete arrivare ad avere la piena comprensione del significato della termodinamica. Per quanto riguarda la seconda parte, onde, è molto interessante, soprattutto per chi fra di voi è un musicista (e so con certezza che fra di voi ce ne sono parecchi). Fluidi è invece la parte più noiosa di tutti il corso, ma tanto dovrete studiarvele tutte e bene perché nello scritto avrete tre esercizi, uno per ogni argomento del corso. Non preoccupatevi troppo per le dimostrazioni impossibili da preparare per l’orale (come fluido in rotazione): le chiedono solo a chi punta al 30 (ovvero tutti voi!). Entrambi i corsi avranno a disposizione le slides che il professore seguirà durante le lezioni: ben fatte, chiare e molto utili per lo studio quelle di Masera, un po’ più confuse quelle di Massaglia. Il corso A sarà accompagnato per tutto il trimestre dagli impeccabili completi giacca e cravatta di Massaglia, che con l’avvento della bella stagione saranno abbinati ad un paio di sandali.

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SECONDO ANNO Lingua 2 (3 CFU) Qualsiasi professore Qualsiasi periodo L’esame consiste nella lettura da parte del professore di un testo di argomento fisico, sul quale vengono poi fatte delle domande per verificare la comprensione e l’esposizione. Nulla di complesso, a patto di essersi guardati qualche film in inglese, molto utile leggere articoli su arXiv.org o preparare un esame con l’ ausilio di un testo in inglese Se si è in possesso del First lo si può presentare in vece dell’esame. Elettricità e magnetismo (9 CFU) Prof. Chiavassa I periodo “E’ possibile che non dia il meglio di me in queste due ore: quando un collega

fa una festa di pensionamento, è difficile non alzare il gomito” Andrea Chiavassa Questo corso è la base per lo studio dell’80% della fisica del secondo anno: l’elettromagnetismo, argomento con il quale, volenti o nolenti, dovrete convivere da settembre fino a giugno. A partire dalle più semplici evidenze sperimentali, sarete introdotti, al passo flemmatico del professore, nel meraviglioso mondo governato dall’interazione elettromagnetica, popolato da cariche, condensatori, spire, solenoidi. Il corso tratta compiutamente l’elettrostatica, la magnetostatica, le correnti stazionarie: in altre parole, elettricità e magnetismo saranno qui una coppia separata, che a stento si rivolge la parola. Non disperino tuttavia gli amanti del lieto fine, perché seguiranno interi corsi nei quali i due gireranno sempre a braccetto. Il programma del corso non presenta difficoltà particolari, se non un uso più frequente e sistematico degli integrali (anche di linea e di superficie), e l’improvvisa comparsa di operatori differenziali; prestate quindi molta attenzione ad Analisi III, che seguirete nello stesso periodo. Grazie a questi strumenti vedrete una prima versione delle celebri equazioni di Maxwell, ma contenete l’entusiasmo: test clinici dimostrano che proprio queste equazioni

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sono la causa di quel profondo senso di nausea che nove fisici su dieci avvertono al termine del secondo anno. Riguardo al professor Chiavassa, non si può certo dire che incuta timore: è molto più probabile che a terrorizzarlo siate voi. Sarete probabilmente tentati di andare fino alla cattedra a incoraggiarlo quando, di fronte a una propria svista, apparirà totalmente sconsolato; ma una volta accantonato il desiderio di rincuorarlo, apprezzerete il suo modo di spiegare, che vi lascerà tempo di comprendere, un passo per volta, i nuovi argomenti. Infine, due parole sull’esame. Il metodo di valutazione è lo stesso di OFT: dopo uno scritto con giudizi da insufficiente a ottimo, segue un orale in grado di scombinare i voti precedenti. Lo scritto consta di due esercizi, uno di elettricità, l’altro di magnetismo, ma non sperate di poter ignorare il secondo (spesso più ostico): svolgere correttamente almeno un punto di ciascuno dei due esercizi è condizione spesso sufficiente, ma anche necessaria, per approdare all’orale. La difficoltà più grande dell’orale è invece la mole di argomenti da preparare. Se volete un consiglio, evitate qui – ancora più che altrove – exploit inutili, concentrandovi piuttosto sulle cose semplici ma importanti (vedi i segni nelle formule e il loro significato fisico). N.B. Le esercitazioni sono tenute da Alessandro Ferretti, ricercatore al CERN, che oltre ad aver fatto parte alla protesta dei ricercatori e aver portato avanti il coordinamento ricercatori-precari-studenti durante la mobilitazione NO GELMINI svolge i suoi impegni didattici in modo encomiabile, ma attenzione: la sua severità all'esame è seconda solo al suo impegno politico!

Analisi III (6 CFU) Prof. Priola I periodo

“Qua c'è qualcosa di sbagliato...[dopo nuove lavagne di calcoli il risultato si ripresenta uguale al precedente] Aah ma è giusto! Scusate ragazzi... mi ero dimenticato di essere perfetto!” Alessandro Oliaro (esercitatore) Il corso di analisi III è strutturato in due parti. Nella prima vengono analizzati alcuni tra i principali teoremi di analisi vettoriale: flussi, rotori divergenze, gradienti e tutto quello che potrete combinare con il simpatico operatore Nabla; nella seconda, non meno importante, viene esplorato il fantastico mondo della serie: per la comprensione del corso sarà fondamentale 20


imparare le definizioni di varie convergenze e criteri di risoluzione. Il corso è tenuto dal Prof. Priola: valente matematico notoriamente così esaustivo che, per munirsi di appunti validi per il corso, vi basterà copiare tutto quello che scrive alla lavagna, senza dimenticarvi l'ordine puramente casuale con cui vengono cancellate e riempite a velocità quasi relativistiche. Come per tutti gli esami di matematica, è importantissimo preparare molto molto bene lo scritto. Fate un numero di prove tale da permettervi di ottenere una notevole meccanicità nello svolgimento degli esercizi. Il ripasso in vista dell'orale non dovrebbe presentare gravi difficoltà, il programma non è dei più lunghi quindi rileggerlo più volte non prende troppo tempo: non sperate di passare l'esame senza esibirvi in almeno una dimostrazione, per cui munitevi di un elenco durante il ripasso. Non trascurate gli esempi che il Prof. vi fa durante le lezioni dato che vengono chiesti sempre. Questo sarà per molti l'ultimo corso di matematica tenuto da un matematico per cui.... godetevelo. Chimica (6 CFU) Prof. Chiesa I periodo (non della tavola periodica!) “La chimica è quella branca della fisica sviluppatasi in modo abnorme” Uno tra i tanti fisici che non adorano la chimica Il corso di chimica è pensato per fornire le basi di questa scienza (talvolta, anche gli acidi), e in effetti il livello di preparazione che ha garantito, almeno in passato, non è mai stato molto alto. Di fatto, se avete alle spalle una buona formazione scientifica a livello di liceo, troverete in questo corso ben poco di nuovo. A questo bisogna aggiungere che quasi nulla di ciò che viene trattato verrà utilizzato in futuro: il corso si configura quindi come poco più di un complemento volto a garantire un minimo di cultura scientifica che vada oltre la fisica. Uno dei suoi pochi pregi è quello di insegnare un po’ di umiltà: rammenta a noi fisici boriosi che (me ne rendo conto, sto per dire una blasfemia) la Scienza non si riduce alla sola fisica, e che (l’avreste mai detto?) i nostri fluidi perfetti, gas ideali e solidi inattaccabili sono, nella realtà, in grado di reagire. Il professore, e con esso gli argomenti dettagliati e le modalità d’esame, è cambiato rispetto agli ultimi anni: visto che nel momento in cui scrivo le lezioni sono già iniziate, a quest’ora voi che seguite il corso ne sapete a proposito ben più di me.

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Metodi Matematici per la Fisica – Introduzione (6 CFU) Prof. Gambino II periodo Bene, bene, Credete di aver chiuso con gli esami di matematica e invece ecco qui, subito dopo aver finito l’andirivieni delle analisi (esami tenuti da prof. matematici), un altro esamone. Il corso, nominalmente, ha l’obiettivo di fornirvi gli strumenti (i metodi) per affrontare l’analisi di funzioni analitiche, di risolvere equazioni differenziali, trasformate di Laplace e di Fourier, fino agli spazi L2 e alle distribuzioni. È un corso di matematica tenuto da un fisico teorico (i teorici non hanno nulla da invidiare ai matematici!). Nella prima parte del corso gli argomenti sono un po’ meno fantasiosi, sarà una lista di nozioni, definizioni, teoremi. Poi ci saranno parecchi conti ed esercizi, e nell’ultima parte del corso ci sarà spazio per l’immaginazione. La frequenza alle lezioni è caldamente consigliata, soprattutto perché le ore di teoria sono intervallate da illuminanti esercitazioni. Potete seguire quasi tutto il corso sulle dispense, ed eventualmente integrare con il Rossetti, Metodi Matematici della Fisica. L’esame è composto da uno scritto, non banale ma fattibile, e da un esame orale. L’ultima parte del programma è chiesta solo all’orale, ma questo non significa che non chiederanno le definizioni della prima! Il Prof. che tiene il corso quest’anno è cambiato, non vi so dire nulla né su di lui né su come terrà il corso. Se siete aspiranti teorici, amerete questo esame alla follia. Se siete futuri sperimentali, non sarà nemmeno tremendo. In bocca al lupo, ed evitate di pensare troppo alla Delta di Dirac se volete preservare la vostra salute mentale! Elettromagnetismo e Ottica (6 CFU) Prof.ssa Bussa II periodo Dopo Elettricità e magnetismo, arriva Elettromagnetismo e Ottica. Questo corso ha l’ambizione di richiamare, miscelare, fondere e mettere in forma dinamica tutto ciò che si era precedentemente imparato nel corso di Elettricità e Magnetismo, per approdare alle onde e quindi all’ottica. Il corso è tenuto dalla Prof.ssa Maria Pia Bussa. Il programma può essere diviso sommariamente in due parti: nella prima si parte dalle equazioni di Maxwell per campi dipendenti dal tempo, per arrivare alle onde elettromagnetiche nei materiali; nella seconda si trattano fenomeni di ottica fisica e geometrica, 22


concludendo col modello corpuscolare della radiazione elettromagnetica. La Prof.ssa Bussa vi porterà per mano, e dico per mano, in questo percorso di studio. Niente paura nel fare domande, è pronta a rispondere con chiarezza e con una prontezza in alcuni casi decisamente impressionante (attenzione: spesso, i cosiddetti “domandoni” vengono liquidati in poche parole, concise ed efficaci; non mettetela alla prova solo per soddisfazione personale!). A primo impatto può sembrare severa e rigida, ma vi assicuro essere un ottimo rappresentante dei cosiddetti “professori buoni”. Ah, dimenticavo, è una convinta femminista, per cui a buon intenditor, poche parole. Le lezioni sono composte da spiegazioni generalmente chiare ed “esercitazioni” in cui vengono proposti temi insospettabilmente simili a quelli dell’esame. Ed ecco le dolenti note: l’esame. Quest’anno, sarà costituito da un solo orale. Senza incaponirsi troppo sui formalismi, vi innamorerete di questo corso davvero favoloso! Per lo meno, è il primo corso di fisica in cui si fanno cose che al liceo non avete sicuramente visto! Esperimentazioni II (12 CFU) Prof.ssa Beolè e Dott.ssa Chiosso II e III periodo In questo corso fino ad ora è stata messa in pratica la massima gattopardiana del “cambiare tutto per non cambiare niente”. Questo corso era separato in Laboratorio III e Laboratorio IV. Ora il corso è unico, ed è separato in Laboratorio III e Laboratorio IV! Due corsi, due esami, due professori. Alla fine, si fa la media più o meno aritmetica tra i due voti (dovrebbero alzarvela se è a metà). Questo è il primo anno senza il Prof. Busso, vi siete persi un personaggio storico di fisica ma data la sua poca passione nello spiegare, coinvolgere e nel farsi capire direi che potrebbe anche essere positivo. L'impostazione dell'esame ricadrà ora sulle professoresse Chiosso e Beolè, che hanno promesso di renderlo “più tosto”, introducendo domande nel merito dell'esperimento durante la prova pratica, ma anche tutoraggi ad opera degli assistenti per quanto riguarda la parte teorica. Laboratorio III è elettrotecnica. Circuiti. Resistenze, capacità, induttanze vi usciranno dalla testa, ma scoprirete che potete fare un sacco di cose inaspettate con questi simpatici strumenti. La Dott.ssa Chiosso si troverà a tenere il corso per la prima volta, quindi potrebbero esserci alcuni problemi d'assestamento. La prima parte del corso è comunque di teoria, poi si scende 23


in laboratorio, dandosi da fare con le esperienze e annotando sul Logbook. L’esame: non trascurate lo scritto! Ci sarà sempre un modo per fregarvi, e la tecnica quantistica per correggere i due esercizi (0 sbagliato, 1 giusto) non vi aiuterà. Ci sono parecchi anni di scritti sul sito, fate tante prove. Anche perché potrebbe capitarvi di trovare un esercizio identico all’esame: sono tanti, ma prima o poi si ripetono! La prova pratica e l’orale non sono così tremendi. Laboratorio IV è ottica, con un paio di esperimenti di Fisica Moderna. Lenti, prismi, specchi. Alcuni strumenti sembrano essere stati comprati in un negozio di Harry Potter. Non fosse che si devono prendere dati e che ci si chiede come fare le misurazioni, ci si perderebbe con questi strumenti caleidoscopici, divertendosi a cercare di creare arcobaleni dalla luce bianca o cacciare il laser nell’occhio dei compagni di gruppo! Il corso è tenuto ormai da alcuni anni dalla Prof.ssa Beolè. È molto meticolosa nelle lezioni, e d’aiuto durante le esercitazioni di laboratorio. Esame: lo scritto non è complicato, ma attenti alle trappole e a capire bene il testo. Essendo gli argomenti del corso semplici, la difficoltà sta in quello. La strada per la prova pratica e per l’orale è in discesa, ma non trascurate il Logbook che comunque sarà controllato! Meccanica Analitica e Statistica (o meglio, Meccanica Analitica e Relatività, 6CFU) Prof.ssa Frau, Dott.ssa Donato III periodo, a scelta Meccanica Analitica e Statistica, MAS per tutti, è una pietra miliare nella formazione di un Fisico. Sebbene gli argomenti e il nuovo metodo di approccio alla Fisica portino a percepire un vero e proprio cambio di passo che potrebbe far nascere, almeno inizialmente, una qualche sensazione di smarrimento, non abbiate timore: presto le vostre preoccupazioni svaniranno! Il corso era tenuto dalla Prof.ssa Alberico, ma da quest’anno ci sarà la Prof.ssa Frau. La prima parte è Meccanica Analitica: in pratica si rifaranno molte cose della meccanica del primo anno con strumenti matematici potenti e veloci! Poi c’è Relatività, uno spettacolo per tutti. Finalmente si smette di studiare il piano inclinato per passare alla Fisica Vera! Un cambio di mentalità che vi costringerà ad aprire la mente e vi affascinerà, qualcuno di voi metterà il cono luce come immagine profilo di Facebook, ne sono sicuro. Passando al materiale didattico: per meccanica 24


classica e relatività sono disponibili sul web ottime dispense scritte dalla prof. Alberico in collaborazione con la Dott.ssa Nardi, veri e propri libri su cui potrete studiare. Per preparare l’esame è utilissimo seguire i tutoraggi e fare molti esercizi: lo scritto, di poco meno faticoso di una prova olimpica di decathlon, comprende esercizi su tutte le parti del corso, mai banali. Preparatevi ad una vera e propria maratona: sono molte ore e solitamente massacranti: qualche snack è indispensabile per resistere concentrati! L’orale, essendo cambiata la docente, è un mistero! Per chi incontrerà la professoressa Frau all'orale di Introduzione ai Metodi, in cui a volte fa capolino, vedrà che è una professoressa che richiede precisione e comprensione della materia, inflazionando i voti verso il basso. Metodi Matematici della Meccanica Classica (6 CFU) Prof. Fatibene, Prof. Magnano III periodo, a scelta (*il professore scrive una lavagna di simboli pieni di apici e pedici....*) “voi vi chiederete perché ho scritto questa roba....FATEVI I CAZZI VOSTRI” Lorenzo Fatibene “Usando il metodo di integrazione a culo...” frasi come queste faranno da colonna sonora alle vostre ore passate a fissare la lavagna a bocca spalancata pensando: “ma perché ho scelto questo corso?”. Questa sensazione durerà per quasi tutta la lunghezza del corso ma se sarete abbastanza tenaci da non cedere a crisi maniaco- depressive la soddisfazione che vi inebrierà al momento della comprensione sarà inappagabile. Le lezioni sono tenute dai professori Guido Magnano e Lorenzo Fatibene entrambi molto disponibili nel cercare di risolvere i dubbi degli studenti anche fuori da orario di lezione. Instaurerete nei loro confronti un rapporto di ammirazione ed odio essendo entrambi personaggi tanto simpatici (se avete tempo visitate la pagina personale di Fatibene, ha uno spazio dedicato solo a battute) quanto incomprensibili. Il corso si suddivide in tre parti riguardanti meccanica analitica, un buon 70% delle ore, relatività , 29%, ed il restante 1% era dedicato alla meccanica statistica, ma quest’anno verrà inclusa dato che sarà disponibile un corso di meccanica statistica da 3 crediti tenuto dal professor Caselle. L’esame è suddiviso in una parte scritta che è a sua volta suddivisa in tre esoneri durante le lezioni (ma sssssht! non ditelo all’Alberico!!) ed un colloquio orale; grazie al cielo 25


l’esame è abbastanza facile anche se è causa di un grande stress perché non si ha assolutamente idea di quello che può capitare. Le pecche di questo corso sono molteplici: l’assenza di un libro di testo e di un qualsivoglia tipo di materiale didattico, gli scarsi esercizi svolti in classe, il modo confusionario in cui vengono trattati gli argomenti ed appunto l’assoluta inconsapevolezza di cosa aspettarsi dall’esame. Se siete amanti della matematica e non avete paura questo corso è per voi, SEGUITE ASSOLUTAMENTE tutte le lezioni, trovate una persona brava nel prendere appunti e non cedete al lato oscuro cari padawan: il maestro Fatibene (Belive him, he is a Jedi) vi saprà condurre verso il lato chiaro. May the force be with you. Complementi di Elettromagnetismo (6 CFU) Prof.ssa Botta III periodo Complementi è un corso che, tipicamente, si affronta avendo sentito una serie di pareri concordanti su quanto sia brutto, il che non è un presupposto ideale per stimolare l’interesse verso la materia. In realtà gli argomenti trattati non sono male; disgraziatamente sono anche abbastanza tecnici, nel senso di matematicamente pesanti: per chi non abbia particolari inclinazioni per i conti lo studio rischia di diventare lungo e noioso (eufemismo!). Di utile per il futuro si segnalano: il discorso sui potenziali elettromagnetici, la tecnica di separazione delle variabili nella soluzione di equazioni alle derivate parziali, un po’ di “sani” calcoli con gradienti, divergenze e rotori in diversi sistemi di coordinate. Il resto del programma (antenne, guide d’onda, klystron, cavità risonanti, olografia) è di particolare interesse per chi abbia velleità da sperimentale. Materiale didattico ufficiale è il libro “Elementi di elettromagnetismo avanzato”, di T. Bressani e E. Botta. Quel libro, dovrete saperlo a memoria. Non saranno trattati tutti gli argomenti, ma siccome l’esame è solo orale la Prof.ssa Botta potrà chiedere qualsiasi cosa. Potrà andarvi bene e vi beccherete una domanda con pochi conti; viceversa, studiatevi anche le dimostrazioni più lunghe. Studiare le formule lunghe a memoria non dovrebbe essere necessario, ma tenete presente che alcuni passaggi sono saltati, a meno che non vi vogliate calcolare integrali abnormi dovrete trovare un modo per ricordarvi il passaggio successivo. È questa la cosa che più persone odiano del corso. La Prof.ssa Botta è comunque molto

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chiara nelle sue lezioni. Frequentate, vi risparmierete ore perse a capire come collegare alcuni passaggi nelle dispense! Introduzione alla Programmazione (3CFU) Prof. Andras III periodo Il corso si divide in lezioni in aula con proiezione dei "lucidi" (un paio di ore settimana) e dalle 2 alle 4 ore di pratica in laboratorio (aula C). La materia non è complessa, se si assimilano i basilari comandi e il ragionamento della macchina". Per i comandi basilari l'unica e farsi una buona dose di esercizi (si, porta via tempo...) imparare tutto la sera prima è faticoso e spesso non ripaga. Come nota personale vi consiglio di vedere sempre i programmi su C++ come pacchetti di informazioni che verranno elaborati nell'ordine in cui li scrivete. Molti degli errori sono dettati da una cattiva sintassi. Seguire bene e fare esercizi nelle prime due o tre settimane fornisce le basi di necessarie a non faticare negli ultimi argomenti, oltretutto le slides sono molto generali, ergo meglio seguire le lezioni (dove vengono scremate a dovere)... potreste trovarci sopra comandi (funzioni) di corsi più avanzati e ritrovarvi a chiedervi se siano necessari o meno. Il docente (per altro nuovo di zecca) è molto competente, organizzato e disponibile ad eventuali approfondimenti e domande (se avete dei dubbi non mancate di sottoporglieli) questa è una materia pratica, direi una lingua... e il modo più veloce di impararla è parlarla (scriverla) spesso.

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TERZO ANNO Meccanica Quantistica I (9 CFU) Prof. Anselmino I periodo La meccanica quantistica può essere affrontata seguendo un approccio storico (che tenta di ricostruire il percorso con cui è nata la teoria attuale, fermo restando che la teoria non discende deduttivamente dalle osservazioni che l'hanno preceduta) o assiomatico (si stabiliscono le regole del gioco e si gioca). Il secondo è forse più disorientante per chi vede per la prima volta MQ, inoltre è già impiegato nel corso di MQII della prof.ssa Boglione. Anselmino fortunatamente adotta il primo approccio e lo fa anche piuttosto bene. Esistono due formalismi principali: quello di Schrödinger e quello di Heisenberg (più esaltante ma più astratto). Entrambi i formalismo vengono approfonditamente spiegati durante il corso e con entrambi si affrontano vari problemi storicamente e fisicamente importanti. Vengono abbastanza enfatizzati i paralleli con la meccanica classica, il che aiuta ma fino a un certo punto, perché la MQ è molto più strana e bizzarra (e affascinante!) di quel che ci si aspetta. Particolarmente importante è il discorso sull'interpretazione probabilistica della teoria e dunque sul significato profondo della misura in MQ, questione che sarà ripresa e sviscerata anche e soprattutto in MQII. Verso la fine del corso si studiano alcune tecniche standard per studiare problemi in modo approssimato: la teoria delle perturbazioni e il metodo variazionale. Si tratta di argomenti forse un po' ostici, contro i quali però funziona eccellentemente un vecchio trucco: STUDIARE come se non ci fosse un domani. Il programma infatti è indubbiamente lungo, tenetene contro... L'esame è orale e tipicamente consiste nel rispondere a due domande di teoria, tratte da un elenco di circa 50 che il professore distribuisce alla fine del corso. Ogni tanto è richiesta la soluzione di un esercizio elementare, sulla falsariga di quelli mostrati durante le lezioni. Come spesso succede, le domande predilette sono quelle che non richiedono troppi conti, ma la statistica è utile: essendovi un elenco, prima o poi escono tutte. Occhio alla teoria delle perturbazioni: è un argomento importante perché si tratta di una tecnica potente, non ci si può far beccare impreparati su quello. Si tratta di un bel corso, ma non banale. Tornano utili i discorsi di Metodi I sulle equazioni differenziali (e un po' le serie/trasformate di Fourier), non fa 28


schifo seguire contemporaneamente Metodi II (più utile nel cotesto di MQII, però). Il fatto che non vengano richiesti esercizi (mancando un esame scritto) può portare a perdere il filo del discorso, ma state attenti: il filo c'è eccome! Può essere utile considerare che il corso procede un po' a blocchi (alcune equazioni; problemi unidimensionali; discorsi su momenti angolari generici e spin;...), dunque ci si può eventualmente rimettere in pista con l'argomento successivo. Per gli stakanovisti, risolvere problemi come sempre aiuta la comprensione. Di fatto, lo scritto di MQII si fonda in buona parte su temi di MQI: dare un'occhiata a qualche esercizio mirato permetterebbe di portarsi anche avanti con il lavoro per chi fosse intenzionato a seguire pure MQII (sì, naturalmente il tempo non basta mai... era tanto per dire...!). Anselmino in ogni caso è molto disponibile, oltre che un ottimo docente, dunque il consiglio è di sfruttare appieno l'opportunità delle consulenze. Introduzione alla Meccanica Statistica ( 3 CFU) Prof. Caselle I periodo, a scelta (D) Per il primo anno, dovrebbe esserci un' esame di sola Meccanica Statistica, gli altri anni era integrato in Meccanica Analitica. Dovrebbe essere tenuto dal Prof. Caselle, che con grande abilità di insegnamento gli anni scorsi ha fatto scorrere argomenti che potevano parere ostici facendoli piacere. Per meccanica statistica sono disponibili in copisteria gli appunti del professore, ma prendete anche quelli scritti da una studentessa, ci sono molte più cose! Il Prof. Caselle è anche il responsabile della laurea in Sistemi Complessi, non esitate a dargli il giusto pretesto per parlare di questa nuova ed interessante magistrale. Fisica e l'Universo (6 CFU) Prof. Galeotti III periodo, a scelta (C) Amate le serate al chiaro di luna? Siete spinti dalla passione per il cosmo? Dopo questo corso guarderete sempre più spesso il marciapiede e di cosmico avrete il pessimismo leopardiano. Gli argomenti toccati vi porteranno dalla nostra piccola terra fino alle esplosioni delle supernovae, con a sorpresa ampi rovesci temporaleschi di neutrini. Il tutto si rivelerà una passeggiata

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nelle inesplicabili e contorte sinapsi del professore, con la conseguenza che i vostri appunti saranno un'attendibile rappresentazione del caos. Se proprio avete deciso di seguirlo, state pronti a un' introduzione di sette lezioni, a slide che oscillano fra l'italiano (si fa per dire) e le restanti lingue note all'uomo, a grafici che non portano indicazione alcuna delle grandezze graficate: cosa è riportato in ascissa? Non si sa... Testi di riferimento non esistono e pare che il prof. Galeotti nutra verso Wikipedia la stessa stima che il Papa riserva ai vangeli apocrifi. All'esame giocatevi bene l'argomento a scelta: oltremodo sconsigliati il paradosso di Olbers e i neutrini. Un' ultima brutta notizia per voi: ci sarà parecchio da studiare a memoria. Ad ogni modo, un' esperienza. Fisica del Clima (6 CFU) Prof. Cassardo Prof. Boffetta I periodo, a scelta (C) Se vi aspettate di scoprire tutto sui cambiamenti climatici, sulle loro cause e la loro evoluzione, beh... la strada è lunga, e questo corso più che l'inizio è un trailer. Comunque, sono 6 crediti che pesano poco sullo studio e possono dare un'idea vaga sulla specialistica in Fisica Ambientale (ma non solo: ricordiamo che Boffetta si occupa di sistemi complessi!). La parte tenuta da Cassardo è molto discorsiva, non vedrete nessuna formula e quasi nulla di nuovo, a parte qualche vento d'alta quota che vi dimenticherete in fretta. La sua parte d'esame è uno scritto con domande aperte su cui ognuno può sbizzarrirsi con fantasiose invenzioni di catastrofi climatiche, l'importante è saper citare qualche dato (a caso) a supporto. Ostacoli assenti. Basta seguire le lezioni e leggersi le slides, che hanno il piccolo difetto di esser scritte in un inglese non troppo di Oxford… Fortuna che c'è la parte di modelli climatici, tenuta da Boffetta (o Provenzale), a tenerci un pochino svegli! Potrebbe così derivarne qualche notizia di più interesse fisico, qualche equazione non lineare, per lo più saltate o semplificate all'estremo, ma almeno sembra di parlar davvero di “Fisica del Clima”. Necessario comunque seguire le lezioni, o al limite recuperare gli appunti da qualche compagno.

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Introduzione alla Fisica Nucleare e Subnucleare con Laboratorio (9 CFU) Prof. Costa II periodo “ragazzi....ma quelli sono dei lucidi?” [qualsiasi studente nell’aula sbigottito tanto quanto il compagno affianco già totalmente assopito] Benvenuti nel fantastico mondo delle particelle, dove in un lasso di tempo ridicolo sarete disorientati da nuclei e nucleoni, barioni e mesoni, quark e leptoni, antiparticelle varie ed eventuali. Un corso che non potete sperare di capire interamente: non ne avete le basi. Il buon professor Costa, munito di trasparenze, non può fare più di tanto (gli ci vorrebbe un’intera laurea magistrale a supporto) e sarebbe forse ingiusto attribuire alla sua sola responsabilità i ripetuti attacchi di sonno che vi verranno durante le lezioni. Almeno per l’ultima parte , vi toccherà rispolverare il buon vecchio “studio mnemonico”, fare atto di fede e lasciare da parte i metodi che avete imparato per lo studio della fisica. Comunque parliamoci chiaro: per introdurre, il corso introduce. Non si afferra il nocciolo, è vero, ma gli argomenti sono affascinanti. Per quanto riguarda il laboratorio: Non contate sulla chiarezza della Marcello. Le lezioni introduttive alle esperienze sono del tutto confusionarie e farete molta fatica a capire il funzionamento dell’esperimento o che cosa bisogna estrapolare dai dati acquisiti in laboratorio. Di grande aiuto saranno i tutori che daranno un senso a tutto ciò che rimane coperto da una nube di incertezza. Redigere per bene la relazione è importante tanto quanto preparare meticolosamente l’orale di laboratorio: Se fate l’esperienza sui raggi cosmici passerete di sicuro con la Marcello MANTENERE LA CALMA E IL RISPETTO DEI RUOLI SARA’ FONDAMENTALE. Mentre le esperienza particella alfa e particella beta se li smazzano quasi equamente Amapane e Marcello. L’esame si struttura in due orali, che tecnicamente potere affrontare nello stesso giorno (ma non è necessario). Purtroppo dare un voto in trentesimi a ciascuno degli orali per poi farne una media sarebbe stato troppo facile, invece i docenti si “consulteranno” quando avrete sostenuto entrambi gli orali, indipendentemente dal lasso di tempo trascorso tra i due eventi. 31


ATTENZIONE: L’anno precedente gli studenti hanno inoltre avuto difficoltà a ricevere una qualsiasi ombra di giudizio finito il primo colloquio (non c’è ordine prestabilito tra teoria e lab). Questo per evitare che la gente possa decidere se riaffrontare il primo orale prima di passare del secondo. Vi consiglio di chiedere di specificare in modo chiaro ed esplicito le modalità di esame e giudizio fin dal primo giorno di lezione e di aprire una discussione pacata e civile con i docenti e i rappresentanti.

Meccanica Quantistica II (6 CFU) Prof. Boglione. III periodo, a scelta (C) Dopo un periodo intero passato in laboratorio, ai pochi teorici che sceglieranno di inserire questo corso nel piano carriera, non sembrerà vero ricominciare a far di conto. Ed è proprio questo il nocciolo della questione. Il corso riprende, nella prima parte, concetti teorici già ben assimilati durante MQI approfondendoli e soprattutto maneggiandoli nella risoluzione di esercizi. La Boglione, dopo aver tentato di convincervi che “questo è un corso da grandi, tocca a voi fare le cose” non mancherà di disponibilità durante tutto il corso. Le parole “se non avete capito qualcosa mi trovate nel mio ufficio” non sono mai state così sincere, sulla sua disponibilità potete contare di sicuro. Per quanto riguarda il corso in se è davvero uno dei più interessanti, vi troverete a farvi tormentare da problemi (all’apparenza irrisolvibili) del prof. Sciuto che è davvero un peccato non poter vedere dal vivo alla cattedra con una caramella in bocca e il gesso in mano. Nonostante questo la Boglione si rivela all’altezza del compito assegnatole mettendocela davvero tutta sia nella parte teorica che in quella delle esercitazioni, di sicuro col tempo non potrà che migliorare visto che è solo il secondo anno che ha in carico questo corso. Per quanto riguarda gli esercizi forse sarebbe utile formare dei gruppi di studio o chiedere direttamente a lei di aumentare le ore di esercitazione, vista l’impossibilità di reperire le soluzioni ai problemi d’esame. Dopo aver sviscerato tutti i concetti già introdotti dal prof. Anselmino, finalmente, il corso prende una svolta e comincia trattare argomenti più succosi come la teoria dell’urto e…last but not least gli integrali di cammino. Una volta superato lo scritto (al quale viene assegnata una valutazione all’americana A,B,C, NO) l’orale è tutto in discesa. Per chi supera bene lo scritto le domande di orale verteranno quasi esclusivamente sull’ultima parte del corso. Consigliatissimo.

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Metodi Matematici della Fisica II (6 CFU) Prof. Maina I periodo, a scelta (e rischio) (D)

“Almeno chiudere quella cazzo di porta” Commento a un rientro in aula alle ore 11.00.01 Purtroppo il corso è terribilmente necessario a chiunque abbia una mezza intenzione di affrontare un curriculum teorico. Se riuscite a non far uscire il docente dai binari del programma del corso, con l’ausilio di buone esercitazioni (e eventualmente di un tutoraggio) potreste anche cavarne qualcosa di buono. Il programma, inutile dirlo, oltre ad essere necessario sarebbe pure interessante… ammesso che sia proprio Metodi II. Seguire ovviamente non è obbligatorio ne consigliato ma permette almeno di capire (forse) quali argomenti cercare individualmente sul sempre caro Rossetti di Metodi che diventerà la vostra nuova Bibbia. L’esame è un terno al lotto. Non tanto per la difficoltà in se degli esercizi della parte scritta quanto per il voto. Se non prenderete iniziativa assieme ai rappresentanti con largo anticipo all’esame, vi presenterete all’orale senza sapere se lo scritto è stato superato o meno. Sarà proprio in sede d’orale che avverranno le selezioni per sostenere lo stesso. I voti saranno suddivisi in:  Si: potete accedere all’orale e sperare che vi vada bene.  MMMM: potete accedere all’orale  Così così : accedete a vostro rischio e pericolo  Mmmm insomma così così ( o combinazioni lineari dei precedenti): nessuno è sopravvissuto. In ogni caso per dare un giudizio complessivo al corso… “MMMMMM così così insomma si va beh… mmm” Modelli Matematici per la Fisica Classica (6 CFU) Prof. Fatibene III periodo, a scelta (indicazione arbitraria) (C) Prerequisiti: buona conoscenza dell’alfabeto greco e delle maggiori serie televisive nerd. Corso per teorici accaniti, generalmente non supera la mezza dozzina di partecipanti. Se Magnano vi è piaciuto, ma avete l’impressione che i concetti siano un po’ nebulosi questo è il corso che fa per voi. Varietà differenziabili, fibrati, tensori e forme differenziali sono i nomi altisonanti che vengo assegnati a oggetti che si ha sempre l’impressione di non capire fino in fondo e che si tramutano in un inferno di indici greci in cui è difficile non perdersi. Il programma viene concordato con il docente, le lezioni sono 33


improvvisate e il tutto si svolge in un’atmosfera estremamente familiare. Al primo colpo è quasi impossibile capirci qualcosa, ma Fatibene ne è perfettamente consapevole e accetta ogni tipo di domanda. Il Fati (come viene affettuosamente rinominato) è l’emblema del matematico: ritardatario cronico, grande fan di Big Bang Theory e Star Trek, pantaloni che sembrano corti, ma in realtà a vita molto alta, immancabile giubbotto di jeans scolorito e aspetto trasandato. Fisica dei Fluidi (3CFU) Prof. Onorato III periodo, a scelta (C) Il corso di Fisica dei fluidi è pesato soltanto con 3 crediti, ma è senza dubbio un corso interessante. Se l'assaggio di fluidodinamica di OFT e la breve escursione nella meccanica statistica del corso di Meccanica Analitica vi hanno lasciato insoddisfatti, allora non perdetevi questo corso. Le lezioni sono tenute dal prof. Onorato, che sa come rendere interessanti anche gli argomenti più ostici e calcolosi, arricchendo le spiegazioni di riferimenti alla storia della particolare branca della fisica in cui vi state addentrando. Naturalmente il numero esiguo di ore a disposizione non permette di approfondire molto gli argomenti o di spaziare nella vasta prateria della meccanica statistica, ma il risultato è in ogni caso più che soddisfacente. Inoltre Onorato è direttamente impegnato nella ricerca in questo ambito e vene accorgerete quando vi ritroverete a studiare la propagazione delle onde del mare oppure a spiegare come mai le sulla costa le onde arrivano sempre parallele alla spiaggia. Non stupitevi se gli appunti del corso che prendete a lezione sono insolitamente più chiari e completi del normale: la velocità delle lezioni è quella giusta e vi verranno forniti tutti gli appigli per fissarvi in testa velocemente i concetti. Lo studio per l'esame, che è orale, non è eccessivamente impegnativo ma richiede un piccolo sforzo per riuscire a memorizzare i lunghi calcoli che si trovano sparsi qua e là lungo il programma. Ma non vi preoccupate, se dimostrate di aver compreso la fisica del problema che si nasconde dietro alle pagine di conti, l'esame non può che andar bene! Struttura della Materia con Laboratorio (6+3CFU) Prof. Vittone II periodo Il corso si divide in una parte più corposa di lezioni frontali e di una esperienza in laboratorio. A tenere il corso di struttura è il professor Vittone. Due occhiaie profonde quanto misteriose e un'aria piuttosto severa non fanno una buona prima impressione, ma sono ampiamente compensate dalla 34


chiarezza nelle spiegazioni e dalla pazienza all'esame orale. Il corso tratta di fisica degli atomi a più elettroni, fisica molecolare, stato solido e cenni alle statistiche quantistiche. Una grossa fetta di argomenti sarà già stata fatta, in modo più formale, a meccanica quantistica, fatto che semplifica lo studio ma può annoiare quelli meno appassionati di fisica dello stato solido. L'esame consiste in una prova scritta, con esercizi identici, o quasi, a quelli svolti a lezione, e da una parte orale con domande che spesso si trasformano in esercizi per far ragionare un po' il povero candidato di turno. La parte di laboratorio consiste in quattro ore di lezione introduttiva, obbligatorie e per nulla chiarificatrici di quella che sarà l'esperienza. L'esperienza di laboratorio occupa tutti i pomeriggi di una settimana ed è assegnata ad ogni gruppo dal docente di laboratorio, è difficile fare previsioni su Paolo Olivero essendo un ricercatore neoassunto che non ha ancora tenuto nessuna attività didattica con chi sta redigendo questo paragrafo. L'esperienza è molto più elaborata di quelle viste negli anni precedenti, e la relazione finale richiede tempo, soprattutto per dare una spiegazione fisica alle immancabili catastrofi provocate da componenti vecchie e troppo costose per essere sostituite. Oltre alla suddetta relazione, l'esame consiste anche di una prova orale rapida da preparare se la relazione è stata fatta con un po' di attenzione. Storia delle Idee in Fisica (3 CFU) Prof.ssa Alberico III periodo, a scelta (D) Che dire, ecco una preziosa miniera di aneddoti sulle innumerevoli generazioni di fisici che vi hanno preceduto, condite da una spolverata di storia ben narrata della disciplina che state studiando da tre anni! Le lezioni sono interessanti e piacevoli, anche se non è indispensabile seguirle. L'occasione di studiare la storia di una certa branca della fisica o di un fisico del passato vale sicuramente la pena di essere sfruttata per i ben 3 crediti con cui questo corso viene pesato. L'argomento è libero, dietro approvazione del docente (ma a meno che non scegliate di occuparvi della fisica delle caramelle gommose l'approvazione non mancherà). Anche la tipologia di esame è a scelta: potete presentare una breve tesina oppure farvi interrogare. Fisica della Materia Vivente (3CFU) Prof. Ferraro e prof.ssa Peroni III periodo, a scelta (D) Il corso di fisica della materia vivente si divide sostanzialmente in due parti. Nella prima parte si utilizza il concetto di analisi dimensionale per ricavare 35


applicazioni su modelli di vita degli organismi viventi (ad esempio la sopravvivenza di un organismo in base al suo fabbisogno giornaliero). Si scopre un lato divertente e bizzarro della fisica. La seconda parte, invece, è maggiormente incentrata sul concetto di evoluzione e di specie, nonché sul DNA, con un cenno di introduzione alla teoria dei giochi. SI tratta a livello matematico (principalmente tramite equazioni differenziali) il concetto di evoluzione, di specie dominante, di meccanismi di codifica del DNA e di malattie dovute ad errori di codifica. Per seguire non sono necessari particolari prerequisiti, gli appunti vengono forniti dai docenti e sono principalmente articoli in inglese: sono utili, ma seguire lezione e prendere appunti è fondamentale per la buona riuscita dell'esame. Per approfondire è utile procurarsi un testo consigliato dai docenti, come il Nowak, facilmente reperibile online ed introvabile nelle biblioteche. L'esame è orale e consiste in una domanda a vostra scelta e una a scelta dei prof per entrambe le parti. Per la parte della professoressa Peroni è consigliabile portare un approfondimento, né troppo lungo, né troppo corto. Questo corso richiede un impegno proporzionato ai tre crediti coperti e permette di imparare alcune possibili applicazioni della fisica alla biologia e alla medicina, senza fare troppi calcoli.

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Controguida di Fisica 2012/2013  

Controguida sul fantastico mondo del corso di Fisica di Torino redatta dagli studenti!

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