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Francesco Rapisarda Ghost track Riflessioni intorno al progetto di Recupero delle Case Bevacqua. pubblicato in: ARTEOFICIO Cuadernos n.7 - 2008 ediciones Escuela de Arquitectura Universidad de Santiago de Chile

Premessa Il tema di questo numero della rivista è Tracce; dovremmo ragionare intorno a questo concetto. Ma una nozione così ampia e al tempo stesso così generica, soprattutto nel breve spazio di un articolo, rischia di ridurre la trattazione ad una enunciazione di principio che risulta inutile, oltre che incomprensibile, se separata da un qualche contesto. Mentre il tema, specie nel campo dell’architettura, assume un significato tanto specifico e denso di rimandi alla pratica professionale la cui origine può essere utile indagare e approfondire. Ciò nonostante è innegabile che proprio il fascino semantico del termine induce a riflessioni che stanno più volentieri ai margini del dibattito architettonico, piuttosto che dentro i ristretti e asettici confini di una relazione di progetto. Proviamo, quindi, a rimescolare i concetti, per vedere se un angolo visuale diverso aiuti a proporre nuovi spunti di discussione e di interpretazione. Intanto bisogna dire che è sempre difficile per un progettista razionalizzare fino in fondo il proprio operato; e questo a maggior ragione quando ci si spinge a cercare di spiegare tutto attraverso un’immagine, un concetto. Eppure quando ho cominciato a considerare la possibilità di descrivere le logiche che stanno dietro al progetto di recupero degli Immobili Case Bevacqua,


seguendo questo ragionamento, mi sono subito reso conto che il tema della traccia era stato inconsapevolmente il filo conduttore dell’intero piano di lavoro; il punto di partenza nascosto dal quale si era poi dipanato tutto il resto. Per spiegare meglio questo concetto, utilizzando proprio un parallelismo con un’altra disciplina, vorrei citare, in campo musicale e discografico, la cosiddetta tecnica della traccia fantasma, un metodo molto diffuso soprattutto tra gli artisti rock che ne hanno fatto quasi un marchio di fabbrica dei loro dischi. Una traccia fantasma (o ghost track) è un brano contenuto in un CD Audio che non ha alcun riferimento sul supporto, né sulla copertina. La sua esistenza si scopre semplicemente ascoltando interamente il disco perché l'artista, volutamente, non la cita nell'elenco delle tracce contenute nell'opera …. l'ascoltatore deve comunque andarne alla ricerca. Antefatto alla luce della premessa La prima volta che ho visitato ciò che restava del complesso rurale delle Case Bevacqua, un vasto sistema di abitazioni, magazzini e strutture produttive situato a quota 1100 slm alle prime pendici dell'Etna, mi ha subito colpito l’imponenza delle rovine e al contempo la pervicacia con la quale la natura tornava ad impossessarsi di quegli spazi. Mi sono ricordato di uno scritto di Eduardo Souto de Moura, in cui, citando Perret, osservava che “la rovina è lo stadio finale e naturale dell’architettura. Essa si dispone ad accogliere la natura, che la invade e si modella sulla natura artificiale della costruzione”.1 Tuttavia guardando quelle splendide strutture nude e quegli spazi, che la natura si accingeva a riconquistare, mi sembrava che anche in quest’apparente disfatta, in questo stadio finale, l’architettura fosse tornata prepotentemente a rappresentare se stessa, diventando traccia, segno la cui presenza è testimonianza alta di un fatto passato, di una realtà scomparsa. Interpretare quei segni, non lasciarli nascosti mi sembrava la via da seguire …. un osservatore attento li avrebbe comunque cercati. Il progetto di recupero alla luce di tutto Una iscrizione incisa nella chiave di volta dell’arco di ingresso di uno dei fabbricati riporta la data del 1803. All’epoca, e fino almeno agli anni ’60 del secolo scorso, le Case Bevacqua, erano state il cuore pulsante di una vasta area coltivata a vigneto: fatto insolito, specie a quote così alte del vulcano, dove adesso dimorano boschi di querce, castagni e vasti noccioleti. Quando produrre il vino non era stato più economicamente vantaggioso e la gente che vi lavorava si era spostata nelle città, il complesso aveva subito varie trasformazioni fino ad essere completamente abbandonato: dell’antico uso non era rimasta più traccia, né nelle coltivazioni né nei luoghi di produzione del vino. La cantina e soprattutto il palmento, una volta ambienti grandiosi caratterizzati da piani a più livelli, una sorta di Raumplan ante litteram, erano


stati letteralmente sepolti sotto strati di terra. E tali dovevano restare, secondo una prima approssimativa proposta di utilizzo che ignorava l’esistenza di simili organismi. Il programma principale dell’incarico di progetto prevedeva, infatti, la realizzazione di un punto base per l’escursionismo all’interno del Parco dell’Etna, quindi principalmente trasformare gli edifici esistenti in alloggi con funzioni di foresteria e ristoro. Alla luce di quanto era emerso fin dai primi sopralluoghi, il primo passo di questo nuovo progetto di recupero è stato invece lo scavo, quasi archeologico, che ha riportato alla luce ambienti e funzioni dimenticate. Funzioni che sono state parte integrante della storia stessa del vulcano, testimonianza tangibile di una remota e razionale presenza dell'uomo che ha saputo in passato inserirsi nel territorio esercitando un'azione modificatrice di sfruttamento dell'ambiente naturale senza tuttavia turbarne o modificarne negativamente l'aspetto paesistico. Da qui l’idea di utilizzare l’edificio principale, originariamente adibito a casa padronale e palmento, come percorso museale, e l’interno della cantina come sala polifunzionale per convegni e manifestazioni a carattere temporaneo. Tali interventi, si attende, contribuiranno da un lato a renderne flessibile l’uso, e dall’altro a mantenerne integre le primitive caratteristiche formali, ma si spera serviranno soprattutto a ….... non cancellarne le tracce. 1

E. Souto de Moura, Fernando Tavora e la natura delle cose naturali, in CASABELLA n.713, luglio-agosto 2003, p.7

SCHEDA PROGETTO titolo dell’intervento: Completamento del Recupero degli Immobili Case Bevacqua Punto Base n.13 per l’escursionismo in Piedimonte Etneo - Zona C del Parco committente: Ente Parco dell’Etna responsabile del procedimento: Arch. Cirino Cavalli progettisti: Arch. Francesco Rapisarda - Ing. Francesco Parisi collaboratori: P.I. Salvatore Scafidi (impianti) ente finanziatore: Regione Siciliana, Assessorato Regionale Territorio e Ambiente


Ghost track  

Riflessioni intorno al progetto di recupero delle Case Bevacqua nel Parco dell'Etna

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