Il Vento del Brenta Nov.2015

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Il ento del Brenta periodico della pro loco di campolongo sul brenta

Edo

350 ANNI DI CAMMINO DI FEDE 1664

N째 2 Novenbre 2015 anno XXXIII

Direzione, Amministrazione, Redazione: Casella Postale N. 1 - Campolongo sul Brenta (VI) C.C.P.N. 10971364 - Spedizione in abbonamento postale - Taxe percue - Tassa riscossa Ufficio Postale - PT VICENZA - PARAVION - ART. 2 COMMA 20/CL L. 662/96


IL VENTO DEL BRENTA Periodico di informazione e di cultura edito dalla Pro Loco di Campolongo sul Brenta Presidente della Pro Loco: Ruggero Rossi • Direttore responsabile: Giandomenico Cortese Comitato di redazione: Ruggero Rossi, Fiorenzo Vialetto Indirizzo: Casella Postale n.1, Campolongo sul Brenta • Autorizzazione: Tribunale di Bassano del Grappa n.1/83 Hanno collaborato: don Massimo Valente, Cristina Marini, Alessandro Parolin, Alberto Fiorese, Francesco Mocellin, Sebastiano Temperato. Questo numero è stato inviato a 970 famiglie. - E-mail: prolococampolongo@pec.it Stampa: Grafiche Fantinato

350 anni di … GRAZIE (ricevute e ricambiate) Sono ancora vivi negli occhi e nel cuore i festeggiamenti per il 350˚ anniversario della fondazione della Parrocchia. La presenza tra noi della reliquia del cuore del vescovo San Gregorio Barbarigo che con il suo decreto il 9 settembre 1664 ha eretto la nostra comunità a parrocchia e la presidenza della messa solenne del vescovo Gloder. Davvero momenti di grande GIOIA! La gioia per aver fatto memoria di una storia di volti, persone, avvenimenti che hanno segnato la vita del nostro paese. La gioia per avermi aspettato. Infatti, le celebrazioni per l’anniversario avrebbero dovuto cominciare a settembre scorso, in coincidenza con l’avvio della nostra nuova Unità Pastorale che ci vede uniti a Campese, San Nazario e Solagna. Per decisione del Consiglio Pastorale tutto è slittato di qualche mese e questo ci ha permesso di organizzare meglio e insieme con le varie associazioni e l’amministrazione comunale le varie iniziative, guardando al futuro con nuovo slancio e nuova consapevolezza. Abbiamo toccato con mano la fede profonda della gente di Campolongo che rende concreto e tangibile “il bene che c’è tra di noi”. A questo serve una comunità: a condividere, a camminare insieme, a superare insieme le difficoltà e gli ostacoli di una vita che tende tutti a renderci più soli. La storia invece della nostra comunità ci parla di una grande unità, una grande storia di condivisione, soprattutto di fede, ma anche di valori, di tradizioni ricche e preziose. Ed è su queste basi solide che la comunità cristiana di Campolongo continua il suo cammino. Don Paolo, mio predecessore, diceva sempre “nulla avviene per caso” a guardare bene, con gli occhi della fede, non può essere una semplice coincidenza l’avvio dell’Unità Pastorale con la ricorrenza dell’anniversario. Ora Campolongo è chiamato a condividere la propria esperienza di comunità con le altre realtà vicine. Ci accorgiamo che non è solo un mero aspetto organizzativo, riguarda il nostro modo di annunciare il Vangelo, di viverlo concretamente nelle celebrazioni e di testimoniarlo nella carità, allargando i nostri orizzonti e togliendo steccati e confini che ci impediscono di vedere che non siamo soli e che, appena un po’ più fuori dalle nostre convinzioni c’è tutta una ricchezza che chiede di essere vissuta e valorizzata. E’ vero, dopo tre secoli e mezzo la canonica di Campolongo non è più abitata dal parroco, tuttavia come non accorgersi che la “variegata e ricca” presenza dei preti dell’Unità Pastorale sta animando anche la nostra comu-

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nità. Ne volete la prova? L’impegno dei laici sempre più corresponsabili nella gestione diretta della pastorale e non semplici collaboratori. E questo segna un altro passaggio fondamentale: non è più il prete il fulcro della vita cristiana, ma è un cammino fatto insieme, ognuno con la propria specificità a contribuire a costruire, a mantenere aperta la nostra parrocchia che nel suo significato etimologico significa appunto: “abitare vicino” il farsi prossimo, l’essere accanto alle nostre famiglie, ai nostri bambini e giovani, ai nostri anziani e a quanti stanno portando i pesi della sofferenza e della malattia. Allora sgorga naturale e sincero dal cuore il GRAZIE! Grazie per i bei momenti vissuti, grazie per le energie profuse e per il tempo e i servizi dedicati in tante maniere e da tante persone. Un grazie che vuol abbracciare indistintamente tutti, per non rischiare di lasciar fuori qualcuno da questo sentimento profondo di gratitudine, come ho detto alla fine della messa. Senza l’apporto di tutti la festa non sarebbe stata così bella!! L’augurio è di necessità: che la Vergine del Carmelo con il suo scapolare ci protegga davanti e dietro, sopra e sotto e … il cuore di san Gregorio Barbarigo, che ha avuto a cuore la nostra terra, ci dia l’accordo giusto che fa diventare coro le voci di ciascuno, banda quotidiana che suoni concordia per tutte le vie del paese e in comunione con le altre parrocchie dell’Unità Pastorale, nella continua ricerca del bene che c’è tra noi. Paure e fatiche di certo non mancheranno, ma neppure riconoscenza e coraggio. È la celebrazione più concreta e santa che ognuno può fare per tutti perché… là dov’è carità e amore, lì c’è Dio. Tutti i giorni, fino alla fine del mondo (Mt 28,20). Don Massimo Valente, 49 anni, di Cesuna, prete diocesano dal 1991, è il quarto parroco di Campolongo che proviene dall’Altopiano. Il primo è stato nel 1679 Don Giacomo Dalle Ave da Asiago, a Campolongo per 14 anni e, dopo di lui nel 1701 Don Pietro Carli da Asiago, parroco per 12 anni. Dal 1921 al 1953 regge la Parrocchia Don Francesco Rossi dalle Fosse di Enego. Don Massimo è stato precedentemente prete “Fidei Donum” di Padova in Brasile per 13 anni, dopo aver fatto il Cappellano a Valstagna e l’assistente in Seminario Minore. Da Ottobre 2014 è parroco moderatore dell’Unità Pastorale “Medio Brenta” – un progetto che, oltre a Campolongo, coinvolge le Parrocchie di Campese, San Nazario e Solagna.


Questo numero del Vento del Brenta accoglie i ricordi e le emozioni che la nostra Comunità ha vissuto in occasione dei festeggiamenti per i 350 anni dalla fondazione della Parrocchia: momenti in cui si sono riscoperte le radici e le tante tappe di una fede vissuta, tante occasioni per collaborare in amicizia e guardare insieme al futuro della nostra Comunità.

IL SALUTO DEL VESCOVO ANTONIO Padova, 18 giugno 2015 Festa di S. Gregorio Barbarigo

Carissimi Don Massimo e Fedeli di Campolongo sul Brenta, La grazia e la pace del Signore sia con Te e la Comunità cristiana della Madonna del Carmine ! Non essendo in grado di essere presente alla celebrazione del 350° anniversario della costituzione della vostra Parrocchia vi assicuro il mio ricordo orante. La vostra Comunità fu eretta da S. Gregorio Barbarigo il 9 settembre 1664, aderendo alla richiesta di una delegazione di fedeli e dopo aver “constatato con i suoi occhi le reali difficoltà di quella buona gente di recarsi alla chiesa di Oliero”. Sarò molto lieto di unirmi spiritualmente alla vostra gioia e gratitudine al Signore nella celebrazione di codesto importante anniversario, volendo intercedere assieme alla Vo-

stra Comunità e alle altre ora unite in fraterna comunione nell’Unità Pastorale, un rinnovato impegno di vita cristiana, di generosa sequela di Cristo e gioiosa testimonianza di vita evangelica. Vi affido alla Vergine Maria, la Madonna del Carmelo, speciale Patrona della Vostra Parrocchia e per la sua intercessione invoco con una grande benedizione il dono della fede e della perseveranza, la gioia di viverla e testimoniarla in famiglia, nella Comunità e nel territorio. Vostro aff.mo in Christo Padre Vescovo Antonio Mattiazzo

IL SALUTO DELLA COMUNITA’ “SORELLA” DI SAN NAZARIO Carissimi fratelli e sorelle nella fede, amici della Comunità di Campolongo, è il nostro saluto fraterno che vi raggiunge come quello che gli apostoli inviavano ai primi cristiani, è il saluto più bello che possiamo regalarci per condividere il felice traguardo dei 350 anni di vita della parrocchia di Campolongo. È una tappa importante che noi abbiamo celebrato qualche anno fa ricordando le date significative del 1612-2012 che ci hanno portato a gioire per 400 anni di storia e fede della comunità di San Nazario. Si realizza per voi, come lo è stato per noi, un anno ricco di iniziative, di incontri, di occasioni per riflettere, approfondire, ritrovare la gioia della fede. L’anniversario dei 350 anni per Campolongo e per le comunità vicine che condividono la vostra festa, è un tempo di grazia, un momento magnifico per rivisitare le vostre e nostre radici, per tornare a dissetarci alle sorgenti. La Chiesa tutta è nella gioia, quella della terra e quella del Cielo, tutti coloro che ci hanno preceduto e hanno seminato prima di noi ora partecipano al raccolto che ha una misura pigiata, colma, abbondante per le nostre esistenze affamate di speranza, di orizzonti di luce, di relazioni vere, di vita… È la fede delle nostre case, dei nostri genitori e dei nonni, è la fede di generazioni che ci hanno lasciato una famiglia più grande, quella della comunità cristiana; dallo spirito di preghiera e di fraternità dei nostri avi riceviamo gioia, luce

e legami di affetto che ci rendono comunità, in un solidale passamano di bene. Vi auguriamo che per questa occasione il Cielo sia generoso di benedizioni come, con stupore, abbiamo potuto vedere noi in quell’anno con doni speciali dello Spirito: la chiusura della fase diocesana del processo di canonizzazione della Serva di Dio Maria Cristina Cella, l’elezione a Vescovo di Beira in Mozambico di Padre Claudio Dalla Zuanna, la nomina di Mons. Giuseppe Lazzarotto come nunzio in Israele e Cipro, un rinnovato entusiasmo e senso di appartenenza per noi. Vi auguriamo di cogliere tutto il bene che è stato seminato nella vostra comunità come invito ad interiorizzare e a vivere quella fede che libera e cambia la nostra ferialità, che ci aiuta ogni giorno ad aprire una finestra di speranza verso il Cielo. Mettiamoci insieme sulle orme di Gesù, camminiamo dietro a Lui. Esprimiamo con voi e per voi il nostro “Grazie” al Signore per questo vostro anniversario dei 350 anni e partecipiamo con gioia al traguardo raggiunto. Buon Compleanno Comunità di Campolongo! Buon cammino nella fede a tutti voi! La grazia del Signore Gesù sia con voi Il Consiglio Pastorale della Comunità di San Nazario.

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IL SALUTO DI SUOR GINA BOCCON di VO’ Carissimi amici di Campolongo, bentrovati, perché dopo un periodo di lunga assenza, ora mi ritrovo tra voi: mi, con questo mio scritto. Questo invito mi ha fatto molto piacere, e in modo molto semplice voglio condividere, il tempo trascorso in mezzo a voi, nella scuola dell’infanzia e nella Pastorale, e posso dire, anzi gridarlo con tutte le mie forze è stato un tempo bellissimo dove ho potuto godere delle bellissime esperienze. Perciò l’affetto, la riconoscenza vanno indirizzate a tutti e a ciascuno in modo unico, distinto, irripetibile e vi chiederei il favore di pregare per me, affinché la vostra preghiera mi aiuti a colmare la grande nostalgia che nutro per tutti voi.

moltiplicato in tanti piccoli gesti: quali un saluto cordiale, un abbraccio, una stretta di mano, una parola detta in ogni avvenimento, triste o gioioso accompagnato sempre dalla preghiera. Tutto questo cariamici di Campolongo ho conosciuto di voi, e poi vorrei dire molto, molto di più ma lo conservo nel mio cuore e con l’animo colmo di gioia vi dico il mio riconoscente grazie, e vi prometto e vi accompagno con la mia preghiera, per ogni vostra necessità e confido nella vostra, per essere strumento del suo Amore. Saluto i Sacerdoti dell’Unità Pastorale e abbraccio i bambini, gli ammalati, gli anziani, gli adulti, e i giovani.

Ma dove non arriva il corpo supplisce l’affetto, il pensiero, la riconoscenza e assieme vogliamo ringraziare e lodare il buon Dio per ogni gesto dato e ricevuto e reso grande e nobile il forza del Suo Amore. Credo che in un cammino comunitario molto si dona, ma anche molto si riceve,

Con simpatia, stima e affetto. E grazie per questa opportunità.

AFF.MA SR. GINA PIVATO

MARIO E REMIGIO BONATO CI SCRIVONO Colle Don Bosco, luglio 2015 Carissimo don Massimo e carissimi tutti, ecco, qualche accenno molto sintetico, della vita e delle attività svolte al Colle da noi compaesani come Salesiani non sacerdoti ma laici. Aggiungo alcune foto del luogo dove abbiamo lavorato (per coloro che non hanno avuto la “fortuna di visitarlo”) Si trova in una frazione di Castenuovo D.B. nel luogo dove nacque Bosco. Ora ci sono solo io, perché Remigio è in una casa di cura a Torino. Sta bene ma il male è in progressivo peggioramento e le prospettive di eventuale recupero sono scarse. Comunque vive in una comunità salesiana quindi è a casa sua! Come attività principale lavoro i terreni attorno all’Istituto (contadino) o nella manutenzione del “verde”, 45 ettari circa, proprietà “unificata”. E poi viene tantissima gente …

N.B. mi scuso per lo scritto! Oltre a non essere capace di scrivere a macchina … sto invecchiando di conseguenza … qualche tremolio!!! Ringrazio dell’invito per le “feste” lo farei volentieri, ma per ovvie ragioni non ultima l’anzianità, non sono in grado di fare un viaggio così lungo, fisicamente non me la sento. Ringrazio soprattutto per la bontà: nostalgicamente, mi sono sentito di appartenere alla mia “cara” comunità!!!

Saluto tutti anche a nome di Remigio. Grazie. Mario Bonato

IL SALUTO DI VERA DAL BRASILE La Società 1º Maggio vi saluta per il 350° anniversario di fondazione della parrocchia e ringrazia l’Associazione “Aiutiamo i bambini di strada”, la Parrocchia della Madonna del Carmine, tutti gli amici d’Italia per il vostro aiuto ai nostri bambini, ai nostri adolescenti ed alle per-

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sone che lavorano in quest’opera, per continuare il sogno di Antonio Lazzarotto.

Vera Machado


Le visite pastorali del 900

all’annuncio del Vangelo e alla vita della Chiesa attraverso le scelte di donne e uomini che si sono consacrati in molteplici forme diverse. Questa parte di ricerca, mi ha emozionato non poco, soprattutto perché ho potuto quasi toccare con mano quanto una fede vissuta e radicata nella mia gente avesse permesso scelte radicali pur in condizioni di vita tutt’altro che facili. Ho scoperto così che un religioso di Campolongo è morto addirittura in concetto di santità, tra i Francescani Riformati alla fine dei ‘600! Tuttavia, al calo delle vocazioni a Campolongo deve essere accostato lo straordinario impegno dei laici, che accresciuto nel tempo, connota nella corresponsabilità l’attività pastorale e la gestione della comunità.

Prima parte

Storie di donne, di uomini, di credenti di una comunità viva “Ma, il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?” Lc 18,8 …e a Campolongo? … E’ possibile conoscere l’evoluzione della fede di una parrocchia? Quanto la dimensione religiosa ha condizionato i costumi e la moralità del nostro paese? Di che cosa è fatta l’identità della nostra comunità? Per Campolongo possiamo ancora parlare di “parrocchia” nel suo significato etimologico παροικία (paroikìa), che significa “vicino alla casa”, ad indicare l’aggregazione, la condivisione delle persone per essere e fare comunità, in altre parole vivere la “comunione”? A tutte queste domande è possibile dare una risposta trovando nei documenti delle visite pastorali un’ampia gamma di informazioni non solo sull’andamento religioso, ma anche sulla comunità stessa. L’inedita e abbondante documentazione sulle visite svolte a Campolongo nel ‘900 meriterebbe quindi un’accurata indagine di ricerca riguardante aspetti che connotano l’evolversi della nostra comunità, e che in questa sede e per ovvi motivi, si rende solo in maniera limitata nella prima parte di questa ricerca. La seconda parte mette in luce, per la prima volta in forma organica, l’apporto della comunità di Campolongo

Il forte coinvolgimento dei laici è forse questo il tratto che caratterizza storicamente prima che pastoralmente l’identità della parrocchia. Una delegazione di uomini di Campolongo si portò dal vescovo Barbarigo nel 1664 per chiedere l’erezione in parrocchia. I “fabbricieri” compaiono sempre nelle visite pastorali. In seguito le confraternite, le congregazioni e in tempi più recenti i laici della “Consulta Parrocchiale” divenuta poi Consiglio Pastorale, e l’Azione Cattolica hanno collaborato con i parroci per le attività della comunità. Credo che la collaborazione fattiva dei laici sia la pre-condizione “storica” che ha reso possibile per Campolongo collocare l’avvio della nuova Unità Pastorale. Questa ricerca è composta a collage utilizzando per la prima parte come fonte prevalente il materiale inedito da me riordinato nella cartella “Visite Pastorali 1913-1994” e per il “Repertorio del clero originario di Campolongo, 1623-1945” parte del carteggio contenuto della cartella “Notizie storiche”. Entrambe la cartelle, inesplorate fino ad oggi, sono conservate presso l’Archivio Parrocchiale di Campolongo. Infine, la conclusione di questo lavoro riporta in appendice l’aggiornata cronologia dei parroci e dei vicari che hanno svolto il loro ministero a Campolongo, almeno dal 1664. Certamente questa ricerca non si propone di rispondere alle domande poste in apertura. Può, forse aiutare a fare discernimento nel cogliere le tante positività nella storia di donne, di uomini e di credenti che a Campolongo hanno vissuto e operato. La “storia sacra” di una comunità viva che merita di essere ripercorsa, valorizzata e trasmessa per guardare al futuro con fiducia, nella certezza che “il bene che c’è tra noi” è anche il frutto di una fede vissuta, incarnata, trasmessa da gente che con straordinaria dignità ci ha consentito dopo tre secoli mezzo di chiamarci ancora cristiani. Il complesso delle 25 Visite Pastorali svolte a Campolongo dall’Ordinario Diocesano, il vescovo o suo delegato, sono documentate a partire dal 1647 presso l’Archivio Capitolare della Curia di Padova e, a partire da quell’anno fino al 1931, anno terminale dell’episcopato di Mons. Dalla Costa, le visitationes sono particolarmente catalogate in tomi e relative date.1

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Ulteriori informazioni sulle Visite, specie quelle antecedenti l’erezione in Parrocchia nel 1664, condotte dai delegati dell’Abate di San Benedetto di Polirone a cui afferiva il Monastero di Campese, sulla cui giurisdizione ricadeva il territorio di Campolongo, possono essere rinvenute in apprezzate pubblicazioni storiche riguardanti il Monastero di Santa Croce di Campese2 e il bicentenario della Chiesa Parrocchiale di Campolongo.3 Come è noto il Concilio di Trento (1545-1563) oltre alle tante altre prescrizioni, aveva obbligato i vescovi e gli abati a visitare periodicamente tutte le parrocchie della diocesi, attività a cui i presuli padovani si attennero con vero scrupolo e sempre comunicando in forma scritta, al termine della visita, sia le “Osservazioni”, sia i “Decreti” con cui si vincolavano i parroci a rendere esecutivi i provvedimenti che il vescovo giudicava opportuni. Nel corso del 1900 la parrocchia di Santa Maria del Carmine in Campolongo sul Brenta ha avuto 12 Visite Pastorali, tutte svolte personalmente dai vescovi diocesani. Luigi Pellizzo per due volte: nel 1913 e 1922. La prima con don Fortunato Rosa, la seconda con don Francesco Rossi. Di tutti i 30 parroci di Campolongo,4 dal 1664, eccettuato l’attuale, il parroco che ha avuto maggiori visite è stato proprio don Francesco Rossi, sei su dodici, essendo stato a Campolongo dal 1921 al 1953. E’ stato l’ultimo parroco ad avvalersi dello “Jus Patronatus” cioè il diritto riconosciuto alle Parrocchie di eleggersi (e mantenersi!) il proprio clero in cura d’anime parroco e, per quanto riguarda Campolongo, in lunghi In foto: Don Francesco Rossi periodi del ‘700 anche uno o più cappellani. Successivamente quindi al primo ventennio del ‘900, le tre visite del vescovo Carlo Agostini (1934 – 1940 – 1948) e quelle del vescovo Girolamo (1956 – 1966 – 1974) con i parroci don Eugenio Toldo e don Augusto Zoccarato. Infine l’unica visita del vescovo Filippo Franceschi nel 1986 con don Dino Zuliani e l’ultima, quella più recente del vescovo Antonio nel 1994 con don Adriano Bottaro. Questa ricerca riporta a mo’ di cronistoria una selezione delle visite del XX secolo, traendo le informazioni dal carteggio conservato presso l’Archivio Parrocchiale di Campolongo5 e considerando alcuni avvenimenti importanti per la storia italiana, locale ed ecclesiale: la visita antecedente il primo conflitto mondiale nel 1913; le due effettuate nel primo dopoguerra nel 1922 e ‘27; la visita del secondo dopoguerra del 1948; le visite nel periodo del “miracolo economico” e del post Concilio Vaticano II nel 1956, ‘66 e ‘74; la visita del 1986 dopo il secondo convegno ecclesiale di Loreto e l’ultima del 1994 ispirata dal versetto evangelico “Il Signore viene a visitare il suo popolo” (Lc 1,68).6

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La prima visita del ‘900 porta il vescovo Luigi Pellizzo a Campolongo il giorno 23 gennaio 1913. Mons. Pellizzo sarà per due volte a Campolongo. La prima volta, induce il vescovo a dichiarare la sua soddisfazione per aver trovato la chiesa: “… in buone condizioni materiali, sufficientemente provvista di paramenti, vasi sacri” ecc.… Inoltre si congratula: “… per la frequenza dei fedeli alla chiesa, per il loro contegno devoto e per la sufficiente istruzione dei fanciulli nella dottrina cristiana”. Il vescovo ordina per decreto che “siano portate in Curia le reliquie che non sono in regola e che vengano riparati o posti fuori uso alcuni paramenti liturgici”. A quattro anni dalla fine della guerra, il venerdì 1 dicembre del 1922 il vescovo Pellizzo, torna a Campolongo per la sua seconda visita e così ne riporta la cronaca il Bollettino Diocesano: “Campolongo sul Brenta, 1 dicembre, (anime 885). Predicò il triduo il Rev. D. Luigi Larber di S. Giovanni di Bassano. Qui pure la banda fu in attività tutto il giorno, dal primo incontro del mattino fino a sera. S.E. celebrò la Messa del S. Cuore, tenendo omelia sullo stesso mistero; le comunioni furono 365, le cresime 137. Furono ad ossequiare il Vescovo i Fabbricieri e la Giunta. Nella visita reale trovò la chiesa già compiuta, dopo i danni della guerra, decorata e pronta per la consacrazione. L’elenco delle reliquie è rilegato in cuoio con impressioni dorate, e lo stemma di un Nicolaus Antonius Justiniani, vescovo benedettino. Bello l’ordine dei paramenti, la proprietà della chiesa e specie della sacristia. Verso mezzodì l’archivio; nel pomeriggio Dottrina e funzioni consuete. Da quasi un anno vi è parroco D. Francesco Rossi”.7 Il vescovo nelle “Osservazioni” dichiara di essere stato sodisfatto della visita fatta alla chiesa parrocchiale: “… avendola trovata in ottime condizioni, quasi che la rovina portata dalla guerra sia stata utile per un rinnovamento suntuoso della chiesa”. Non solo, il vescovo si compiace anche con il parroco don Francesco Rossi per: “la frequenza dei fedeli alla chiesa ed ai santi sacramenti, il contegno devoto nel tempio del Signore, l’interessamento per le sacre funzioni, il buon ordinamento della Dottrina Cristiana e delle varie confraternite e associazioni cattoliche”. Pellizzo, anche in questa occasione, si limita a prescrivere 6 provvedimenti tutti riguardanti accessori liturgici. L’austero vescovo Elia Dalla Costa, che sarà poi cardinale arcivescovo di Firenze, è a Campolongo per la sua prima visita il lunedì 21 marzo 1927. Un anno dopo il 16 luglio, tornerà in paese per consacrare la chiesa e compirà la sua seconda visita pastorale il 20 giugno del 1929. Dalla relazione della prima visita sappiamo intanto che la Parrocchia appartiene al Vicariato di Campese e che: “Con una mattinata di forte vento ma serenissima, il Vescovo venne a Campolongo da Campese. Fu ricevuto festosamente al suono della banda del paese, mentre le strade e le case erano state addobbate con archi e verde”. La cronaca diocesana un po’ “divertita” registra: “Il vento soffiante gagliardo all’arrivo ricordò episodi dell’ultima Visita pastorale tra l’altro lo scoperchiamento del baldacchino. Stavolta però nessun incidente e una


giornata serenissima”.8 Il vescovo celebra la messa e si comunicano 401 persone. Dalle ore 8 alle 10 il vescovo è in canonica per controllare i registri che trova “perfettamente regolare” tranne l’annuario che “non è adatto, ne esclusivo allo scopo, come dovrebbe essere”. Mons. Dalla Costa incontra in separata sede prima i “Fabbricieri” (l’attuale Consiglio per la Gestione Economica – ndr) quindi il parroco. Alle 10 cresima 62 fanciulli. Segue la visita alla chiesa e ai confessionali. Nel pomeriggio l’esame di dottrina cristiana, quindi alle 16.30 il ritorno a Campese, prima però: “Le autorità tutte del paese furono in corpo a ossequiare il Vescovo in canonica”.

La Scuola dell’Infanzia “Madonna del Carmine”

In questa occasione, il parroco Don Francesco Rossi, registra nel “Questionario” della visita i dati di censimento relativi alla parrocchia: “Numero delle anime: presenti 758, assenti 150, totale 908. Numero delle famiglie: presenti 162, assenti 48, totale 210. Media annuale nati: n.ro 29; media annuale matrimoni: n.ro 6; media annuale morti: n.ro 17”. Sempre dal questionario il parroco segnala: “I vizi che qui predominano I bambini di Campolongo assistiti da Dosolina Bonato Mondo, quando non era ancora Sr. Filomena e sono: l’invidia, mormorazione, un po’ quando non c’era ancora l’asilo l’ubriachezza e la bestemmia”. Mentre per quanto riguarda la stampa “cattiva” don Francesco Nell’anno in cui la Parrocchia di Campolongo celebra i riferisce: “Giornali cattivi propriamente detti non ve ne 350 anni di fondazione, la Scuola Materna, oggi chiamata sono, alcuni giornali politici, alcune copie del Gazzettino”. Scuola dell’Infanzia, festeggia i suoi 65 anni dalla sua Il vescovo nelle sue “Osservazioni” registra le buone prima inaugurazione avvenuta nel 1949. condizioni della chiesa, quelle ottime della canonica Quello che riportiamo di seguito è un breve riassunto della anche se manca una sede apposita per le associazioni storia della Scuola così come riportato nel PEI (Progetto cattoliche. Inoltre per quanto riguarda la popolazione: “è Educativo d’Istituto). totalmente agricola, molti però emigrano, anche ragazze Parte delle informazioni raccolte provengono da un giovinette e questo è da impedire con ogni industria, articolo del Vento del Brenta del 1993 scritto da Natalino almeno quando non sia assolutamente indispensabile”. Vialetto, all’epoca Presidente del Comitato di Gestione Da ultimo: “La Dottrina Cristiana si insegna con amore della Scuola. ed è ben ordinata; fu confortante la prova data nel profitto alla presenza del Vescovo. Il canto sacro lascia La Scuola dell’infanzia “Madonna del Carmine” è stata inaugurata ufficialmente il 19 aprile 1949 ed è nata parecchio a desiderare”. dall’esigenza dell’intera Comunità Parrocchiale di trovare una risposta qualificata e sempre più attenta ai bisogni di formazione cristiana dei bimbi più piccoli. 1. C. Bellinati e A. Baldin, Visite Pastorali nella Diocesi di Padova (1422-1931), 1973, v. voce Campolongo Sul Brenta Si era nell’immediato dopo guerra, in pieno periodo – (in numero romano i tomi – ndr): XXV, 1647; XXIX, 1658; di ricostruzione e di povertà e il numero di bambini (Oliero, XXX, 1664); XXXI, 1164; LIV, 1686; LXVII, 1698; aumentava di anno in anno. In questo contesto è Don LXXV, 1726; LXXXIII, 1744; XCVIII, 1774; CI, 1777; CX, Francesco Rossi, assieme ad alcuni benefattori e al 1816; CXXI, 1874; CXXXIII, 1888; CXLIII, 1913; CLX, 1922. contributo operativo di tutta la popolazione, a dare vita alla prima Scuola Materna accogliendo in Paese due Suore 2. Franco Signori, Campese e il Monastero di Santa Croce, Bassano, 1984. dell’ordine delle “Poverelle” alle quali venne affidata la 3. Antonio Bonato, Campolongo sul Brenta e la sua chiesa direzione didattica. 1793-1993 – il bicentenario, 1993, pag. 77. Bernardino Vialetto, assieme alla sua famiglia, contribuì 4. v. Appendice – la numerazione conteggia solamente i parin modo sostanziale alla realizzazione dell’opera donando roci “in solido”, pur riportando nella successione cronologica alla Parrocchia la maggior parte dei propri beni posti anche i preti nominati “Vicari Economi”. in Campolongo sul Brenta, compresa l’abitazione ove 5. Archivio Parrocchiale Campolongo, Visite Pastorali 1913-1994 sarebbe nata la prima Scuola Materna del Paese. 6. Antonio Mattiazzo, Lettera Pastorale alla Diocesi, 15.08.1993 L’edificio, ristrutturato dalla Parrocchia, era dotato di un 7. Bollettino Diocesano di Padova, Relazione della Sacra Viampio piazzale ove venne eretto un capitello (in realtà una sita Pastorale, 1922, pag. 473. vera e propria grotta) dedicato alla Madonna di Lourdes

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dal quale prese il nome in seguito la via adiacente (via Capitello). Su questo piazzale, a metà degli anni 70’, dopo l’acquisizione da parte della Parrocchia di ulteriore terreno adiacente al piazzale stesso, venne edificata una nuova Scuola Materna resasi necessaria a seguito delle nuove normative sugli edifici scolastici. L’acquisizione del terreno, da parte della Parrocchia, avvenne mediante permute e ulteriori donazioni. La nuova Scuola fu realizzata grazie ai proventi della vendita dell’edificio che aveva ospitato la Scuola fino ad allora e ai contributi della Regione Veneto, del Ministero della Pubblica Istruzione e dal contributo unatantum delle famiglie del Paese. L’inaugurazione della nuova Scuola avvenne il 20 aprile 1976. Nel frattempo, il 19 gennaio 1973, le Suore dell’ordine delle “Poverelle” lasciarono la direzione didattica della Scuola a privati fino al 31 luglio 1974, data in cui subentrarono le Suore Salesie di Padova. Le Suore lasciarono definitivamente la Scuola Materna nel corso dell’anno 2000 sostituite da insegnanti privati. Il 28 febbraio 2001 con decreto collettivo del Ministero della Pubblica Istruzione n° 488 è stata riconosciuta alla Scuola la Parità scolastica ai sensi della legge 10 marzo 2000, n. 62. Dal 5 settembre 2012 la sede della Scuola è quella attuale, via Conti 83, il cui stabile, di proprietà del Comune di Campolongo, aveva alloggiato in passato le scuole elementari. Grazie alla collaborazione con il Comune di Campolongo è stata effettuata una permuta alla pari, per il solo utilizzo, tra l’edificio della Parrocchia e quello del Comune, mantenendo le rispettive proprietà. L’inaugurazione della nuova Scuola, vero fiore all’occhiello per tutta la Comunità, è avvenuta il 22 ottobre 2012.

Un momento di festa in montagna in favore della Scuola Materna

Dall’anno scolastico 2012/2013 è stata autorizzata dall’Ufficio Scolastico Regionale ed è attiva anche la sezione Primavera per i bambini dai 2 ai 3 anni. Non è possibile riassumere in poche righe tutte le complesse vicissitudini che hanno portato la nostra Scuola dai primi anni 40’, quando è nata la necessità di accudire e istruire i bimbi più piccoli, fino ai giorni nostri e, soprattutto, menzionare i nomi dei tanti benefattori, parroci, sindaci, insegnanti e membri del comitato di gestione che si sono susseguiti e che hanno dato un contributo significativo a questa nobile causa. Quello che però è stato il minimo comune denominatore in tutti questi anni è stato senz’altro il sostegno e l’aiuto di benefattori e volontari che, anche nell’anonimato, hanno lavorato per la realizzazione, la gestione e la funzionalità di tale opera che tanto beneficio ha portato e sta portando al Paese. Sicuramente su tutti ha vegliato e continua a vegliare la Madonna del Carmine alla quale la Scuola è dedicata. Presidente del Comitato di Gestione della Scuola Raccolta dati a cura di Francesco Mocellin

Foto dal Vento del Brenta 1993

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Il Villaggio Tabor: una eredità da valorizzare La storia del Villaggio Tabor ha radici profonde nel tempo, che risalgono nei fatti a epoche precedenti il XVIII secolo. Già censita nel Catasto Napoleonico del 1812, la casa principale era classificata come “casa da massaro” ed era di proprietà collettiva della Comunità di Campolongo sul Brenta. In seguito alla fondazione della Parrocchia (ndr.avvenuta nel 1664), i capifamiglia del paese riuniti nella “cammera di Comun” il 14 Giugno 1789 stabilirono la concessione al parroco pro tempore dell’affitto ricavato dalla locazione dell’immobile, ammontante circa a 40 ducati l’anno. Con delibera del Consiglio Comunale di Campolongo il 30 Luglio 1860 sancì di alienare i Beni incolti e boschivi del Comune stabilendo che tale alienazione seguisse in via enfiteotica mediante estrazione a sorte dei Lotti censiti. L’estrazione ebbe luogo il 26 Ottobre 1863. Il contratto che decretava il definitivo passaggio del podere alla Parrocchia venne stipulato il successivo 12 Novembre 1863. (fonte : Toponomastica e Onomastica storica di Bonato Antonio - 23 Luglio 2008) Nel trascorrere del tempo Villaggio Tabor è rimasto un punto focale della vita della Parrocchia a partire dai primi “eroici” camposcuola, già nel 1978. La nostra “casa in montagna”, come viene affettuosamente chiamata, ha visto passare al suo interno i giovani volti dei ragazzi di Campolongo donando loro esperienze di vita che ancora oggi, divenuti adulti, ricordano con gioia e un po’ di nostalgia. Col passare degli anni le cose sono in parte cambiate ed ai ragazzi di Campolongo si sono uniti quelli delle comunità vicine, dapprima con Pove ed in seguito con Solagna, Valstagna e San Nazario. Con questo nuovo modo di vivere la vita comunitaria, non solo con persone della propria Parrocchia ma anche con persone di Parrocchie vicine, Villaggio Tabor è diventato negli ultimi anni il “precursore” della realtà attuale e futura di Unità Pastorale che ci coinvolge. La nostra “casa” è così punto di incontro e di amicizia per i nostri ragazzi, un luogo per instaurare legami, amicizie e collaborazioni che sono la base non solo per la vita della comunità religiosa ma anche per quella della comunità civile.

Oltre a quanto detto Villaggio Tabor, nel suo piccolo, è anche parte attiva nell’economia della nostra Parrocchia, ospitando anche gruppi di persone esterne al nostro Vicariato e Diocesi. Nel 2014 la struttura ha ospitato circa 179 persone nel periodo da giugno a fine agosto e per il 2015 i mesi di luglio e agosto sono al completo. Con la creazione del sito internet (www.casavillaggiotabor. altervista.org) le richieste di utilizzo della struttura sono aumentate di molto e gli accessi al sito registrati sono passati da circa 4700 nel 2014 a quasi 8400 di questi giorni, segno dell’interesse delle persone verso questo luogo. Le potenzialità della nostra “casa” sono molte e con l’impegno di tutti per mantenerla attiva e migliorarla nei suoi difetti potremmo raggiungere obiettivi sempre

maggiori. Un doveroso ringraziamento infine va a tutte le persone che si sono adoperate per Villaggio Tabor a vario titolo, agli anziani che nel passato hanno reso disponibile alla Comunità un luogo così speciale ed a chi, donne e uomini, tutt’oggi provvede al suo funzionamento e alla sua manutenzione.

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Cinque mesi di iniziative Insieme per festeggiare degnamente i 350 anni di fondazione della parrocchia!

Mese di MAGGIO S. Messa in CONTRADA e S. Messa in CIMITERO

Le iniziative per la celebrazione dei 350 anni di fondazione della parrocchia sono state pensate dal Consiglio Pastorale Parrocchiale e dal Consiglio Parrocchiale per la Gestione Economica, con la collaborazione e il consiglio di alcune altre persone, vicine alla vita della parrocchia, ma esterne rispetto a questi due organismi, che sono state coinvolte per l’occasione. L’organizzazione delle feste è stato lo spunto per fissare e promuovere alcune attenzioni pastorali individuate come prioritarie ed importanti per il futuro della Comunità Cristiana: • L’attenzione alle “nuove famiglie”, cioè a quelle famiglie che da poco sono venute ad abitare a Campolongo, non ancora ben integrate, o che non si sentono accolte nella comunità. • L’attenzione alle “giovani famiglie, in particolare quelle con bambini piccoli, per iniziare un dialogo in vista dell’iniziazione cristiana dei figli. • L’attenzione ai giovani, perché la fede non diventi cosa da vecchi. • Il ricordo e la ricerca delle persone native di Campolongo emigrate altrove, ma ancora legate al nostro paese. • Il coinvolgimento delle comunità cristiane vicine, per condivisione della gioia del traguardo raggiunto e per dare una forte testimonianza della fede in Campolongo.

Le Messe in CONTRADA, il giovedì alle ore 20.00, al termine del Rosario, sono state un’occasione di festa e di incontro. Si è pregato per le persone della contrada, in particolare gli anziani ed ammalati e i bambini, si sono ricordati i cari defunti. Mai è mancato, per ogni messa in contrada, un bel momento finale di convivialità e fraternità!

Si è voluto, insomma, creare una festa che fosse davvero un’occasione per la Comunità Cristiana di “uscire” dalle porte della Chiesa e della Canonica e integrarsi nel territorio, laddove la nostra gente vive!

Presente per l’occasione oltre a don Massimo, don Francesco e don Andrea, don Paolo Pizzolotto, con il quale, al termine della Messa è stato condiviso un breve momento di rinfresco in sala giochi; occasione per riaggiornarsi sulle notizie della sua “vecchia” parrocchia, raccontare delle novità del nuovo incarico e salutare le persone amiche.

Si sono volute creare occasioni di sano divertimento, ma anche di riflessione e di crescita comunitaria. Nelle lettera di presentazione delle iniziative alle famiglie era scritto: “Celebrare il passato, è posare sostanziosi mattoni per il proprio futuro; quello che sapremo costruire assieme, porrà le basi per quello che sarà la nostra Comunità un domani, non solo a livello religioso, ma anche civile. VI ASPETTIAMO!” … ecco il racconto di quello che è seguito.

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L’ultimo giovedì del mese di maggio, la S. Messa è stata invece celebrata in CIMITERO. In 350 anni la nostra comunità è più in cielo che in terra! ... abbiamo dunque ricordato i nostri fratelli e sorelle che ci hanno trasmesso la fede. In essa anche il ricordo dei benefattori e dei nostri preti/parroci defunti.


CONCERTO in onore della MADONNA

e significativi nella storia di fede della gente di Campolongo. Promuovendo l’iniziativa della Camminata dei Capitelli di Montagna, si è inteso rinsaldare il legame con il territorio e con l’identità storica della nostra gente. Il capitello nasce quasi sempre da un’iniziativa popolare - un ringraziamento, una richiesta di aiuto, o più semplicemente il desiderio di sentire Dio più vicino – è quindi espressione viva ed autentica della fede della gente;

Sabato 30 maggio, promosso dal Coro Parrocchiale, c’è stato il CONCERTO in onore alla MADONNA. Il concerto è stato inserito nella celebrazione a chiusura del fioretto del mese di maggio, ”incastonato” tra la recita comunitaria del Rosario e la benedizione finale. Ad esibirsi, con repertorio prevalentemente mariano, prima il coro Parrocchiale, poi il Coro Vicariale di Valstagna-Fonzaso. Durante la serata è stato eseguito per la prima volta, con l’accompagnamento strumentale di alcuni giovani musicisti del paese, l’inno “Santa chiesa di Dio”; il canto scelto come inno dei 350 anni, per la significatività del testo e la solennità della melodia. Una bella serata di preghiera … in musica!

ecco perché è importante conoscere e mantenere questo patrimonio caro a molti amanti della nostra montagna. Nata come un’iniziativa rivolta in modo particolare ai giovani, la camminata ha in realtà coinvolto molte persone di diverse età: dai bambini ai nonni, La camminata si è svolta in due tappe: - Domenica 28 giugno: camminata per i capitelli “bassi”, - Domenica 13 settembre: camminata per i capitelli

CATEQUIZ su san Gregorio Barbarigo e sulla storia della parrocchia Un’iniziativa per i ragazzi del catechismo, per conoscere meglio la storia della nostra parrocchia e del Vescovo fondatore; un’appassionante gioco a quiz, in due tappe tra i mesi giugno e luglio, con tanto di premiazione finale!

Camminata dei CAPITELLI DI MONTAGNA Nella montagna sopra Campolongo sono stati eretti nel corso degli anni alcuni capitelli che sono importanti

“alti” con arrivo al Villaggio Tabor (Rubbio) in occasione del Pranzo Comunitario pro Scuola Dell’Infanzia. La visita ai capitelli è stata l’occasione per pulire, riordinare e rinnovare i capitelli. E’ stata inoltre un’occasione di preghiera comunitaria e di ricordo verso le persone che hanno voluto i capitelli. In particolare, grazie ad un contributo dei Donatori e

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degli Alpini di Campolongo, e stato possibile acquistare una nuova statua della madonna per il capitello “Volta di Gualiva”, in sostituzione della vecchia statua che non è stato possibile recuperare con un restauro, per l’avanzato stato di deterioramento.

CONCORSO a tema “i 350 anni della mia parrocchia”

Campolongo dal 1664 al 2014. Alcuni stralci dell’elaborato sono riportati in questa edizione speciale del Vento del Brenta; per l’interesse della ricerca, ci si propone di pubblicarla a puntate, nelle prossime edizioni. Secondo posto ad un brano musicale “ANNIVERSARI”, presentato e composto da Damiano Rossi, ma armonizzato ed eseguito con la collaborazione di tutti i fratelli: Daniele e Angelo, alla tromba; Chiara al flauto e Damiano alla tastiera.

Festeggiamenti della MADONNA DEL CARMINE

L’idea del concorso è nata per far riflettere in modo attivo le persone della comunità sul significato dell’importante traguardo raggiunto ( 350 anni di fondazione della Parrocchia) e sul futuro della Comunità Cristiana. Si è trattato di un concorso aperto, con elaborati di poesia, prosa, disegno, musica, ecc. con diverse categorie dalla 1° elementare agli adulti…. proprio con l’intento di coinvolgere più persone possibile. Il concorso è stato lanciato nel mese di giugno; le premiazioni si sono tenute durante la Notte Bianca del 22 agosto. Il primo posto è andato ad un elaborato di grande interesse storico e pastorale presentato e redatto da Alessandro Parolin: “LE VISITE PASTORALI DEL ‘900 E IL CLERO ORIGINARIO DI CAMPOLONGO” Ricerca storica divisa in 2 parti: Una cronistoria delle Visite Pastorali del ‘900 Il repertorio del Clero originario di Campolongo e in appendice la cronologia aggiornata dei parroci di

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La festa della Madonna del Carmine, molto sentita e partecipata dalla gente del paese, è una delle iniziative annuali che coinvolge il maggior numero di persone: la “Festa in Brenta”, promossa dalla Pro Loco, la Pesca di Beneficenza e la Pissota per la Scuola Materna, l’appuntamento di Opera Estate, la partita di calcio Piazza vs Viaeti, il concerto del Complesso Bandistico … sono tutte le sfaccettature “popolari” di una comunità viva e unita intorno alla devozione tradizionale verso la propria Patrona. In occasione dell’importante anniversario, sono state curate in modo particolare la Santa Messa e la tradizionale Processione per le via del paese con la statua della Madonna del Carmine del giorno 16 luglio, entrambe molto solenni a partecipate. Al termine della processione, quasi 350 persone si sono fermate in riva al Brenta per la Cena Comunitaria , che ha riscosso un grande successo, grazie anche alla disponibilità della Pro loco, che rinunciando agli introiti economici della serata, ha regalato a tutte le famiglie del paese la possibilità di partecipare alla cena con costi davvero ridotti. Durante la serata convivale si è davvero respirata aria di COMUNITA’! Durante la Festa in Brenta, su iniziativa di un gruppo di appassionati, si è tenuta la la 1^ Benedizione delle Moto e delle Vespe.


IL SIMBOLO DELLA MOTOBENEDIZIONE Un viaggio su due ruote attraverso la storia del nostro paese... La rilettura degli eventi passati non sempre avviene sui libri di testo, tanto più se si tratta dei gesti semplici ma ricchi di valore umano che scandivano le dure giornate dei nostri antenati.

motocicletta? In quegli anni gli spostamenti erano rari, chi viveva ancora nella nostra valle e aveva resistito alla tentazione di emigrare, rimaneva tutta la vita a faticare sui campi per lo più coltivati a tabacco, per poter a malapena ricavare il minimo per sopravvivere. I più facoltosi, ma erano pochi, potevano permettersi un mezzo di trasporto a motore per spostarsi oltre la valle, in pianura, e stabilire semmai qualche scambio commerciale in più. La moto insomma, serviva ad ampliare di quel poco gli orizzonti di una vita fatta di stenti. Nelle difficoltà di allora quindi, ai nostri predecessori, non rimaneva che chiedere aiuto alla Beata Vergine patrona di Campolongo, e siccome anche la moto era un mezzo per sopravvivere o ancor più per gettare le basi di una vita migliore, i motociclisti della valle introdussero nel dopoguerra, dei momenti di invocazione per chiedere la protezione sul loro cammino in moto . Nascevano le prime motobenedizioni, o per lo meno a noi piace oggi chiamarle così.

Alcuni di noi sono riusciti forse a riascoltare quei giorni andati, dai racconti dei nonni o, per i più fortunati, addirittura dei bisnonni. Altri invece, rivivono oggi quei giorni, rispolverando un oggetto antico, una foto in bianco e nero sbiadita, ritrovati in soffitta, o perchè no, una vecchia moto appoggiata nell’angolo più nascosto di una rimessa abbandonata, proprio all’ultimo momento, quando casomai è giunta l’ora di liberare quelle umide stanze abitate dai nostri vecchi, per far posto ad una nuova ristrutturazione. Il nostro viaggio inizia qui: e’ il grigio della polvere che scuote in qualcuno la curiosità di dar luce ad una vernice consumata dal tempo, dalla ruggine; la passione per i motori, che spinge a far muovere ancora dopo più di mezzo secolo meccanismi incrostati, ma ancora precisi e degni tutt’ora di ingegneristica ammirazione. E’ così che viene alla luce quasi per caso, un’antica fascetta di bronzo, avvolta ad un tubo dell’ MV Agusta 160, sapientemente riportata agli antichi splendori dalle abili mani di Daniele Bonato; la moto apparteneva al nonno; la matricola riporta la data 1954. La fascetta quasi insignificante a prima vista sarebbe finita di certo tra i vecchi pezzi troppo deteriorati e quindi da buttare, se qualcosa non avesse destato l’attenzione del proprietario. Vi è impressa in rilievo un immagine ben nota a noi di Campolongo, è bastato ripulirla con un po’ di delicatezza per scoprire la figura della nostra protrettrice, la Madonna del Carmelo.

Non c’è nulla di documentato relativamente a quei momenti di invocazione, esiste oggi solo una fascetta di bronzo ossidato con su scritto “Madonna del Carmine salvezza nei pericoli”. Per testimoniare la fede dei cittadini di Campolongo nei tempi passati e nel tempo presente, abbiamo riitenuto nostro compito riesumare questo simbolo, l’abbiamo ristampato per condividerlo con tutti coloro che per un motivo o per l’altro salgono in sella alla propria moto per lavoro o anche solo per cercare un po’ di spensieratezza. Preghiamo affinché la presenza di Maria nei nostri viaggi di tutti i giorni, sia invito alla prudenza e alla riflessione sull’importanza delle nostre origini, ma soprattutto sull’importanza della vita che ci è stata donata. Campolongo 19/07/2015

“Madonna del Carmine salvezza nei pericoli” Il pezzo originale in ottone risale al 1955, probabilmente stampato in occasione di un raduno davanti alla chiesa di Campolongo in quell’anno. E’ stato trovato a bordo di una MV Augusta 160 del 1954.

Che cosa ha a che fare questo simbolo di fede con una

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La Notte Bianca del 22 agosto La notte bianca era stata pensata come un evento che “rompesse gli schemi”. Attraverso la notte bianca la parrocchia voleva lanciare un grande segnale di apertura e disponibilità, e coinvolgere la gente che normalmente non partecipa alla vita della comunità cristiana. L’iniziativa è stata sviluppata fin da subito in un gruppo di lavoro che ha coinvolto i rappresentanti della Parrocchia,

dell’Amministrazione Comunale, della Pro Loco e delle Associazioni del paese. L’apporto di tutte queste realtà ha permesso lo sviluppo di un progetto di alto livello sociale, educativo ed artistico. Durante la nottata si è dato spazio e valore alle realtà associative, all’impegno per il sociale, al territorio, alla ricchezza di risorse e persone che caratterizza in nostro paese.

Santa Messa a RICORDO DEGLI EMIGRANTI di Campolongo Domenica 23 agosto è stata celebrata la S.Messa dell’Emigrante, cui erano invitate in particolare tutte le persone originarie di Campolongo che per varie vicissitudini vivono altrove. Con la notte bianca di sabato 22 e la messa di domenica, abbiamo voluto condividere anche con loro, attraverso momenti di festa e incontro (ma anche momenti di riflessione e raccoglimento) quello che eravamo, e quello che siamo!

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Accoglienza della RELIQUIA del cuore di SAN GREGORIO BARBARIGO e SOLENNE CONCELEBRAZIONE

soprattutto nell’impegno di custodire e di trasmettere i forti valori identitari di una comunità viva ed unita. Resterà storica l’accoglienza del cuore di San Gregorio tra noi, da quanto ci risulta, è la prima volta che la reliquia esce dal seminario per raggiungere una singola parrocchia!” La comunità fa proprie le parole del vescovo Giampiero che ha invitato ad intravedere nelle pieghe della nostra storia parrocchiale tre caratteristiche che possono rappresentare un programma per il futuro: FEDE, COMUNITÀ e SPERANZA! Abbiamo ricordato, celebrato, festeggiato, ora con rinnovato impegno vogliamo proseguire consapevoli che i confini sono stati tolti e il camminare tra noi e con altre comunità è sicuramente più entusiasmante!

Con una corale partecipazione del paese si sono concluse le celebrazioni e gli eventi per ricordare l’anniversario dell’erezione a parrocchia di Campolongo. Il culmine dei festeggiamenti è stato il giorno 5 settembre, con l’Eucaristia presieduta dal Mons. Giampiero Gloder e concelebrata dai preti del vicariato. Purtroppo un violento acquazzone ha impedito la processione prevista per accogliere in Contrà Contarini la reliquia del cuore di San Gregorio Barbarigo che, come registrano le cronache, entrato da poco in Diocesi, il 7 settembre 1664 era già in visita pastorale ad Oliero. In quell’occasione il Santo vescovo accolse la supplica presentata da una delegazione di staccarsi dalla chiesa di Oliero a cui la comunità di Campolongo era soggetta, per la grande distanza e i disagi dovuti all’impraticabilità della strada che impediva ai fedeli di Campolongo di avere assicurati i sacramenti. Gregorio Barbarigo non si risparmiò. Immediatamente volle di persona constatare le difficoltà presentate portandosi a Campolongo a visitare la chiesa che era stata eretta in onore della Vergine del Carmine già dal 1637 incontrando la popolazione. Non ci mise molto il Vescovo a vedere giustificate le richieste della gente e due giorni dopo emise il decreto di erezione a parrocchia di Campolongo, che pur rimanendo di fatto ancora legata alla giurisdizione del monastero di Campese, aveva ora pieno riconoscimento. Da quei fatti trae origine la grande venerazione della gente di Campolongo per Gregorio Barbarigo che nel tempo dotò la sua chiesa di una statua a grandezza naturale del Santo vescovo accostandola ai santi protettori Prosdocimo e Rocco. Fin qui gli accenni di una storia che da allora in poi ha visto Campolongo arricchirsi non solo nella costruzione e nell’abbellimento delle sue strutture, ma anche e

L’arcivescovo Giampiero Gloder è originario di Gallio, nato nel 1958, ordinato a Padova nel 1983 è laureato in teologia dogmatica. Entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede nel 1992 è stato destinato alla nunziatura apostolica in Guatemala. Trasferito in seguito in Segreteria di Stato dove ha lavorato a stretto contatto con il Santo Padre per due decenni, nel 2013 è stato nominato Nunzio Apostolico, Presidente della Pontificia Accademia Ecclesiastica e consacrato vescovo. Dal dicembre del 2014 è anche Vice Camerlengo di Santa Romana Chiesa.

S. Messa di RINGRAZIAMENTO Martedì 9 settembre, nel giorno in cui ricorre la data dell’erezione in Parrocchia, ci siamo ritrovati ancora una volta come comunità per ringraziare e ringraziarci a conclusione dei festeggiamenti giubilari.

Il logo dei 350 anni e il fiocco blu Il logo per l’anniversario dei 350 anni di fondazione della parrocchia è stato creato partendo da un disegno ideato da Edoardo Mocellin, giovane studente del liceo artistico. Il logo raffigura la chiesa di Campolongo, con il fiume e le montagne; Maria Santissima protegge il paese nel suo abbraccio di Madre. Il bozzetto di Edoardo, graficamente elaborato da Irene Lollato, per sei mesi ha troneggiato in un banner gigante appeso al campanile della chiesa parrocchiale, ed è figurato in intestazione a tutte le comunicazioni e manifesti legati alle iniziative per l’anniversario. Un altro importante segno, discreto, ma esplicito, è stato un piccolo fiocco blu, esposto dalle famiglie del paese sulla porta di casa; esse hanno voluto in questo modo testimoniare la loro partecipazione alla gioia per l’anniversario. Edo

350 ANNI DI CAMMINO DI FEDE 1664

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Il restauro dell’organo e la pulizia delle statue

Dal cuore sgorga un grazie

L’anno giubilare è segnato da un importante intervento di restauro, che riguarda l’organo e le strutture annesse. Già da mesi l’organo è stato interamente smontato e traferito presso la Ditta “Cav. Francesco Zanin di Gustavo Zanin”, rinomata fabbrica d’organi di Codroipo (UD). I lavori di restauro riguardano tutta la parte acustica (oltre 800 canne) compresi i supporti in legno ed il mantice. Contemporaneamente, in chiesa si è proceduto al risanamento e rinnovo della struttura della Cantoria, che grazie all’intervento effettuato dalla ditta Artemisia, ha ritrovato l’antico splendore.

350 anni di GRAZIE RICEVUTE e RICAMBIATE abbiamo scritto sul foglietto della settimana scorsa.

Un intervento minore, ma significativo, è stato quello del restauro delle ultime statue che non erano ancora state interessate dai lavori di recupero; in particolare, l’intervento sulla statua lignea di San Gregorio Barbarigo, opportuno , e soprattutto dovuto, come riconoscimento dell’alto contributo dato dal Vescovo Barbarigo alla causa della gente di Campolongo.

La parola RICORDO ha la sua radice nella parola CUORE, perché fare memoria è comunque sempre un affare di cuore. Per questo oggi abbiamo voluto fosse presente la reliquia del cuore di san Gregorio Barbarigo, ci ricorda la sua attenzione verso i nostri avi e la nostra comunità.

In realtà (e qualcuno l’ha anche fatto presente …) sono 350 più 1 da quando il 9 settembre 1664 il vescovo San Gregorio Barbarigo ha eretto la nostra comunità a parrocchia. Non è un’osservazione puntigliosa, ma serve per dire che abbiamo dedicato tutto un anno per RI-CORDARE in varie maniere questo evento tanto importante per noi.

E proprio di questo oggi siamo qui a ringraziare Dio, perché ricordare 350 anni di fondazione, ci ha aiutati ad AC-CORGERCI di tanto bene seminato dal Signore in questa nostra storia di fede. Diciamo anche GRAZIE al vescovo Giampiero e agli altri confratelli sacerdoti presenti, in particolare al nostro paesano don Andrea e a don Paolo, che come mio predecessore ha dato il primo passo per queste celebrazioni. A loro vogliamo anche esprimere con un piccolo segno la nostra riconoscenza per la loro presenza. GRAZIE anche all’Amministrazione Comunale e a tutte le Associazioni, in modo speciale alla Pro Loco e alla Protezione Civile per la collaborazione. Un ringraziamento pure all’Arma dei Carabinieri e alla Polizia Municipale. Grazie anche ai rappresentanti dei Consigli Pastorali delle parrocchie dell’Unità Pastorale. Grazie di cuore anche a Suor Liberina e Suor Nicoletta Bonato, nostre paesane, le ringraziamo per la loro presenza con noi questa sera e per il loro apostolato. GRAZIE a tutti coloro che in svariati modi ci hanno aiutato (e non solo oggi) a celebrare bene questo anniversario: i chierichetti, il nostro coro e il coro vicariale, il complesso bandistico del nostro paese, i tanti volontari e volontarie delle pulizie e dell’organizzazione, come pure gli amici che ci hanno sostenuto economicamente. Ma soprattutto GRAZIE a tutti voi qui presenti (anche a coloro che fisicamente non ci sono: penso ai nostri anziani e ammalati) famiglie della comunità di Campolongo che siete l’eredità viva di questa storia di fede e che rendete possibile la nostra festa: a tutti indistintamente e semplicemente GRAZIE!!!

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Bilancio Economico 2014 Il cammino nuovo di Unità Pastorale iniziato a ottobre scorso ha portato anche a inevitabili lentezze e mancanze. Finora, purtroppo, non si era riusciti a dar conto del bilancio del 2014. Lo facciamo anche attraverso questa edizione del “Vento del Brenta” ringraziando il Signore e tutti voi per la grande generosità che Campolongo sa esprimere, ma anche per renderci conto che la crisi economica si fa sentire anche per noi. Grazie di cuore a tutti e continuiamo a sentirci corresponsabili della vita della comunità e dell’Unità Pastorale”.

Entrate

Offerte domenicali e raccolte in chiesa Offerte per Sante Messe Offerte per Sacramenti Offerte per candele Incasso affitto da banca Entrate di Carità (presepe, cassetta S. Rocco, uova, olivo) Interessi attivi Benedizione famiglie Offerte varie (buona stampa, scapolari, libri, quadri) Offerte per riscaldamento Totale entrate

Entrate di Carita’ Giornata dei lebbrosi Santa infanzia Un pane per amor di Dio Terra Santa Carità del Papa Sostegno attività diocesane Giornata del seminario Mese missionario Caritas Vicariale Totale entrate di carità

Uscite

Carità o offerte ad altri parroci Buona stampa e abbonamenti vari Spese vicariali e verso altre parrocchie Spese per utenze canonica e chiesa Gas e riscaldamento Tasse, spese postali e bancarie Spese diocesane (tasse e assicurazione) Spese per materiale liturgico Vitto e pulizia canonica Lavori e restauri Spese varie (sala giochi, gite, acr, feste) Cancelleria (toner e manutenzione fotocopiatrice) Totale uscite

Uscite di Carita’

Giornata dei lebbrosi Santa infanzia Quaresima di fraternità (Un pane per amor di Dio) Terra Santa Carità del Papa Sostegno attività diocesane Giornata del seminario Totale uscite di carità

Villaggio Tabor ENTRATE USCITE

€ 8.843,93 € 5.675 € 2.575 € 1.459,40 € 5.746,92 € 682,47 € 18.821,45 €3.416,73 € 1.837,35 € 940,00 € 87.243,97 € 450,00 € 140,00 € 420,00 € 140,00 € 200,00 € 100,00 € 465,00 € 354,15 € 425,38 € 2.694,53 € 8.000,30 € 1.995,26 € 1.040,00 € 3.493,52 € 14.143,51 € 5.685,13 € 12.325,80 € 4.796,70 € 4.399,83 € 34.430,81 € 1.643,62 € 2.491,00 € 94.445,48 € 450,00 € 140,00 €420,00 € 140,00 € 200,00 € 100,00 € 465,00 € 1.915,00

Edo

€ 6650,00 € 4220,70

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In fin dei conti Il Consiglio Pastorale, per questi festeggiamenti dei 350 anni, si era dato due obiettivi principali, per quanto riguarda le spese economiche: - Che qualsiasi iniziativa non avesse scopo di lucro, ma anzi offrisse ai partecipanti il più possibile a titolo gratuito. - Che non ci fossero sprechi di denaro, ma che allo stesso tempo l’offerta fosse di qualità. - Le spese sono state: - La realizzazione di 2 banner con il logo dei 350 anni. - La stampa per tutti della preghiera dei 350 anni e l’acquisto dei fiocchi. - Il rinfresco del concerto Mariano di maggio. - I premi del Catequiz e del concorso parrocchiale. - I costi per la realizzazione della Notte Bianca (spese per la realizzazione dei laboratori, contributi per le attività di intrattenimento, spese Siae, i fuochi d’artificio, ecc …). - I costi per le Celebrazione conclusiva del 5 settembre. Grazie al supporto di un discreto numero di sponsor, si è potuto arrivare ad un budget sufficiente a coprire le spese. Numerose aziende private hanno dato supporto con offerte in denaro o beni materiali/servizi: la Banca di Romano e Santa Caterina; Vallotto di Pove; Imballaggi Scremin di Campolongo; Studio Polato di Nove; SIA spa di Bassano; Techfrost di Rossano; Scramoncin di Solagna; CMA spa di Mussolente; Trattoria alla Nave; Ristorante Contarini; Serradura serramenti di Solagna; Costa Carlo pitture edili; l’Alveare. Un preziosissimo contributo è venuto anche

dalle realtà istituzionali e associative del paese: l’Amministrazione Comunale, la Pro Loco, le associazioni (in particolare Protezione Civile, Alpini e Donatori), che hanno concorso economicamente alla copertura delle varie spese preventivate. A questi ultimi la parrocchia è anche grata per il contributo dato a livello concreto di supporto logistico, di persone e di mezzi … veramente tutto quanto si è potuto realizzare, non è solo merito della buona volontà delle persone legate alla parrocchia, ma frutto di sinergie e collaborazioni reciproche! Quello che non è costato niente … La manodopera dei volontari, le lunghe riunioni organizzative, il supporto per la gestione delle notizie nei social network, le piccole cose messe di tasca propria da persone private, man mano che servivano … probabilmente molte altre cose che, proprio per

la discrezione con le quali sono state offerte, sono sfuggite agli stessi organizzatori! Una menzione particolare meritano i gruppi musicali che si sono esibiti durante la notte bianca, a titolo completamente gratuito: i Gaiteros de Sao Caetano, i ragazzi della Junior Band con il maestro Matteo Gasparotto, il gruppo Slaves of folk (Gloria e Chiara), il duo flauto e arpa (Filippo e Cristina), la Home made band (Damiano, Chiara, Angelo e Daniele) con Tommaso e Andrea, il Coro Giovani Vicariale, l’Accademia Vocale Bassanese con il maestro Diego Brunelli e Francesco Guazzo all’organo.

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Grazie al Coro Parrocchiale, al Coro Vicariale e al Complesso Bandistico  per i concerti e il prezioso supporto alle celebrazioni e alle processioni. Tutto questo è stato gratis!

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PREGHIERA PER IL 350°ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE DELLA PARROCCHIA O Trinità Santa, Padre d’immensa bontà che abiti nel cuore di ogni uomo, Figlio che ci ami di amore infinito, Spirito Santo che fai di noi una sola famiglia, noi comunità cristiana di Campolongo ti lodiamo e ti glorifichiamo, ricordando la fondazione della nostra Parrocchia. Ti chiediamo la Grazia, per intercessione della Beata Vergine del Carmine, dei nostri Santi Patroni Filippo e Giacomo e di San Gregorio Barbarigo, di renderci comunità viva, gioiosa nell’accogliere e pronta a donare, fedele nell’annuncio, forte nella testimonianza, operosa nella carità. Benedici le nostre famiglie, i nostri bambini e i nostri giovani, riscalda i cuori degli sposi, sostieni gli anziani, conforta gli ammalati, rendici attenti alle necessità dei fratelli più bisognosi e abbi misericordia di tutti i nostri defunti. Ravviva in noi la gioia di credere insieme, rafforza l’unità tra di noi e con i nostri pastori, fa che seguendo il Vangelo e l’esempio di quanti ci hanno preceduto, possiamo trasmettere la nostra fede e continuare a riconoscerti vivo e presente in mezzo a noi, tu che sei Dio, fonte di ogni nostro bene, che vivi e regni nei secoli eterni. Amen