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SPAZI CONFINATI AMBIENTI SOSPETTI DI INQUINAMENTO 1/79

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Cosa è uno spazio confinato? ...ambiente di lavoro , non progettato per permanenze di lavoratori , in genere di spazio limitato, con assente o scarsa ventilazione, totalmente o parzialmente chiuso, con difficoltà di accesso e di uscita , dove di solito vengono effettuati lavori di manutenzione e controllo di vario genere ...

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CORSO DI XXXXXXXXXXXXXX COSA SI INTENDE PER AMBIENTE sospetto di inquinamento Il Dlgs 81/2008 riporta chiaramente quali sono gli ambienti sospetti di inquinamento: pozzi neri, fogne, camini, fosse, gallerie e in generale in ambienti e recipienti,condutture, caldaie e simili scavi, pozzi, fogne, cunicoli, camini e fosse in genere tubazioni, le canalizzazioni e i recipienti, quali vasche, serbatoi e simili Hanno particolari caratteristiche: si tratta di spazi abbastanza grandi da permette a un operatore di accedervi interamente ed eseguire il lavoro assegnato e con una limitata o ristretta apertura per l’accesso o l’uscita. Altri ambienti ad un primo esame superficiale potrebbero non apparire come confinati. In particolari circostanze, possono invece configurarsi come tali e rivelarsi altrettanto insidiosi. É il caso ad esempio di: • camere con aperture in alto, • vasche, • depuratori, • camere di combustione nelle fornaci e simili, • canalizzazioni varie, • camere non ventilate o scarsamente ventilate. 3/79

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Dovrebbe essere sufficiente la definizione di ambiente confinato - per capire che il grado di pericolosità intrinseco è altissimo e che una qualunque carenza nella prevenzione dei rischi può essere fatale

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.....solo a volere ricordare alcuni tra gli episodi pi첫

recenti, le stragi di Molfetta (3 maggio 2008, 5 morti), Mineo (11 luglio 2008, 6 morti), Sarroch (26 maggio 2009, 3 morti) e Capua (11 settembre 2010, 3 morti)

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• RISCHI INERENTI UNO SPAZIO CONFINATO

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• - “asfissia: presenza/impiego di gas che si sostituiscono all’O2 ( azoto usato per bonifica e/o inertizzazione, gas di saldatura, ecc.); formazione di CO2 attraverso vari processi biologici (fermentazione, decomposizione sostanze organiche); reazioni chimiche di ossidoriduzione di sostanze (combustione con rilascio di CO2, di NH3, di H2S, ecc.); • -incendio/esplosione: presenza di gas/vapori/nebbie infiammabili o polveri combustibili, unitamente ad una sorgente di innesco (elettricità statica, utilizzo di fiamme libere, fenomeni di attrito, scariche atmosferiche, ecc.);

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• -intossicazione: impropria bonifica di tubazioni e/o recipienti; liquidi e solidi emettono gas tossici in presenza di aria o vapori d’acqua (zolfo, fosfuri che emettono fosfina a contatto di acidi ed acqua o vapore, ecc.); reazioni chimiche di decomposizione o fermentazione; rilasci accidentali da valvole o altre sorgenti di emissione; residui di materiali stoccati; (…); • -folgorazione: attrezzature di lavoro/utensili con alimentazione elettrica inadeguata, pareti interne bagnate; • -caduta: utilizzo di scale inadeguate o impiegate in modo improprio, mancato utilizzo o utilizzo scorretto dei DPI anticaduta;

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• -annegamento: presenza di liquidi o solidi finemente suddivisi, che possono risultare letali per saturazione e occlusione delle vie respiratorie”; • -ustioni: “contatto con parti a temperatura elevata o molto bassa, ingresso in macchine termiche; • -schiacciamento: caduta di carichi, ecc”.

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• l’azoto (N2) è un “ gas inerte generalmente presente a causa di una non adeguata rimozione in seguito ad attività di bonifica o inertizzazione”. • Inoltre: • - “ha un peso specifico (1.15 kg/m3) ca. uguale a quello dell’aria (1.16 kg/m3), quindi non tende a stratificarsi verso il basso (come ad es. la CO2), né a sfuggire verso l’alto; • - per garantire una concentrazione di ossigeno adeguata, almeno superiore al 17%, la concentrazione di azoto deve essere inferiore all’83 %; • - in alta concentrazione può causare asfissia. I sintomi possono includere perdita di mobilità e/o coscienza”.

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• L’anidride carbonica (CO2) è generata dalla “combustione completa di sostanze combustibili e/o infiammabili in presenza di atmosfera ricca di O2”. È un gas incolore e inodore che tende a ristagnare in basso. “Può essere assorbito per inalazione. Elevate concentrazioni in atmosfera determinano una carenza di ossigeno con rischio di perdita di coscienza o morte della persona esposta”. • • Il monossido di carbonio (CO) è “generato dalla combustione incompleta di sostanze combustibili e/o infiammabili in presenza di atmosfera povera di ossigeno”. Gas incolore e inodore, con peso leggermente superiore a quello dell’aria che “si dispone sul pavimento con la tendenza a salire verso l’alto”. • Con l’aria “forma facilmente miscele esplosive: a concentrazione minima del 12% v/v (volume della sostanza/volume totale, ndr) è infiammabile-esplosivo”.

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• L’idrogeno solforato (H2S) “a temperatura ambiente e a basse concentrazioni, è un gas dal caratteristico odore di uova marce. Soglia olfattiva media 35 μg/m3, a concentrazioni molto più alte la percezione dell’odore svanisce per esaurimento funzionale dei recettori. Inodore a concentrazioni superiori a 100 ppm perché paralizza il senso dell’olfatto. Peso leggermente superiore all’aria, si dispone sul pavimento con tendenza a salire verso l’alto. Si addensa in sacche”. La relazione si sofferma anche sugli effetti sulla salute dell’idrogeno solforato.

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• L’anidride solforosa (SO2) è un “gas incolore non infiammabile, odore pungente; si inumidisce e si ossida facilmente per formare acido solforoso e poi, più lentamente, acido solforico”. “Tende a ristagnare in basso”. • L’anidride solforosa è “irritante, assorbita prevalentemente per via respiratoria, ma anche, come acido solforoso, per via digestiva. Intossicazione acuta per inalazione di concentrazioni massicce: irritazione di congiuntive e mucose vie aeree superiori. L’azione irritante è dovuta alla trasformazione in acido a contatto con l’ambiente umido delle mucose oculari, nasali e della pelle per poi arrivare all’apparato respiratorio provocando broncocostrizione. Nei casi più gravi, difficoltà di respiro, cianosi, disturbi della coscienza, soffocamento, morte”.

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• Veniamo ora al rischio di incendio ed esplosione che si può determinare in presenza di: • - “gas e vapori infiammabili (metano, acetilene, propano, butano, xilolo, benzene, ecc.); • -liquidi infiammabili (benzine e solventi idrocarburici); • -polveri aerodisperse ad alta concentrazione (farine nei silos, segatura/polveri di legno); • -eccesso di O2 o di ossidanti in genere (causa di violenta ossidazione di sostanze grasse o oleose, nitrato di ammonio con paglia o trucioli di legno; a livello del 24% di O2, i capi di vestiario possono subire combustione spontanea); • -macerazione o decomposizione di sostanze organiche con autoriscaldamento fino al raggiungimento della T di autoaccensione”.

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• E alla presenza di polveri: • - silos e serbatoi di stoccaggio per polveri alimentari farine, amido, ecc.), chimiche (resine, detergenti, farmaceutiche), metallurgiche (Al, Mg); • - strati e accumuli sono possibili sorgenti di nubi, sollevate da spostamenti e movimenti di aria. Le nubi possono esplodere in presenza di sorgente di accensione; • - uno strato di 0,8 mm di polvere combustibile depositato su una superficie maggiore del 5% del pavimento di un locale rappresenta un pericolo di esplosione (National Fire Protection Agency)”.

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• Il rischio di incendio e esplosione può essere inoltre correlato alla presenza di gas: • - collettori fognari, vasche e fosse biologiche; • - serbatoi stoccaggio liquami (biogas prodotto dalla fermentazione batterica di rifiuti, vegetali, liquami di fognatura e zootecnici, materiale organico in decomposizione); presenza di metano che può variare dal 50% all’80 %; • - silos e serbatoi: il tipo di gas è funzione delle sostanze presenti o introdotte (residui di materiale stoccato, residui di lavaggio e pulitura); • - impiego di gas pesanti (densità maggiore di 0,8 rispetto all’aria) in ambienti depressi e ristagnanti, come il propano/butano (gpl) usato come propellente nell’impiego di prodotti sanificanti o disinfettanti”.

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• Ricordiamo, per concludere, che si ha rischio di esplosione se è presente “una sorgente d’innesco efficace, ossia con un’energia sufficiente ad accendere la miscela infiammabile”. Ed esistono diversi tipi di sorgenti d’innesco: “scariche elettrostatiche; scariche elettriche; scariche atmosferiche; scintille di origine meccanica; fiamme libere; onde elettromagnetiche; superfici calde; reazioni esotermiche” 17/79

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Alcune delle condizioni summenzionate possono essere già presenti in uno spazio confinato. Altre condizioni di pericolo possono, invece, insorgere a seguito dell’attività in corso o a causa di un inefficiente sistema di isolamento degli impianti confinanti, come ad es. in caso di perdite da una condotta di collegamento. Un ambiente di lavoro costituito da spazi ristretti può contribuire ad aumentare i rischi, come ad esempio nel caso in cui: 18/79

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CORSO DI XXXXXXXXXXXXXX • i macchinari in uso richiedano speciali dotazioni di sicurezza, quali sistemi di aspirazione delle polveri per smerigliatrici portatili, o protezioni contro gli shock elettrici;

• le operazioni di saldatura, o l’impiego di solventi volatili e spesso infiammabili, di sostanze adesive, possano generare gas, fumi o vapori; • l’accesso all’area di lavoro avvenga attraverso un’apertura di dimensioni ridotte (es. una botola).L'uscita o le operazioni di salvataggio in situazioni critiche potrebbero pertanto risultare più complesse (vedere Procedure in caso di emergenza).

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• DISPOSIZIONI E REGOLE STABILITE DALLA NORMATIVA: • D.lgs. 81/08 (Testo Unico sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro)

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d.lgs. 81/08 CORSO DI XXXXXXXXXXXXXX

• Art Articolo 66 - Lavori in ambienti sospetti di inquinamento 1. È vietato consentire l’accesso dei lavoratori in pozzi neri, fogne, camini, fosse, gallerie e in generale in ambienti e recipienti, condutture, caldaie e simili, ove sia possibile il rilascio di gas deleteri, senza che sia stata previamente accertata l’assenza di pericolo per la vita e l’integrità fisica dei lavoratori medesimi, ovvero senza previo risanamento dell’atmosfera mediante ventilazione o altri mezzi idonei. Quando possa esservi dubbio sulla pericolosità dell’atmosfera, i lavoratori devono essere legati con cintura di sicurezza, vigilati per tutta la durata del lavoro e, ove occorra, forniti di apparecchi di protezione. L’apertura di accesso a detti luoghi deve avere dimensioni tali da poter consentire l’agevole recupero di un lavoratore privo di sensi. 21/79

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d.lgs. 81/08 CORSO DI XXXXXXXXXXXXXX

Articolo 121 - Presenza di gas negli scavi 1. Quando si eseguono lavori entro pozzi, fogne, cunicoli, camini e fosse in genere, devono essere adottate idonee misure contro i pericoli derivanti dalla presenza di gas o vapori tossici, asfissianti, infiammabili o esplosivi, specie in rapporto alla natura geologica del terreno o alla vicinanza di fabbriche, depositi, raffinerie, stazioni di compressione e di decompressione, metanodotti e condutture di gas, che possono dar luogo ad infiltrazione di sostanze pericolose.

2. Quando sia accertata o sia da temere la presenza di gas tossici, asfissianti o la irrespirabilità dell’aria ambiente e non sia possibile assicurare una efficiente aerazione ed una completa bonifica, i lavoratori devono essere provvisti di idonei dispositivi di protezione individuale delle vie respiratore, ed essere muniti di idonei dispositivi di protezione individuale collegati ad un idoneo sistema di salvataggio, che deve essere tenuto all’esterno dal personale addetto alla sorveglianza. Questo deve mantenersi in continuo collegamento con gli operai all’interno ed essere in grado di sollevare prontamente all’esterno il lavoratore colpito dai gas. 22/79 www.frareg.com


3. Possono essere adoperate le maschere respiratorie, in luogo di CORSO DI XXXXXXXXXXXXXX autorespiratori, solo quando, accertate la natura e la concentrazione dei gas o vapori nocivi o asfissianti, esse offrano garanzia di sicurezza e sempreché sia assicurata una efficace e continua aerazione. 4. Quando si sia accertata la presenza di gas infiammabili o esplosivi, deve provvedersi alla bonifica dell’ambiente mediante idonea ventilazione; deve inoltre vietarsi, anche dopo la bonifica, se siano da temere emanazioni di gas pericolosi, l’uso di apparecchi a fiamma, di corpi incandescenti e di apparecchi comunque suscettibili di provocare fiamme o surriscaldamenti atti ad incendiare il gas.

5. Nei casi previsti dal commi 2, 3 e 4, i lavoratori devono essere abbinati nell’esecuzione dei lavori.

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CORSO DI XXXXXXXXXXXXXX ALLEGATO IV punto 3 del d.lgs. 81/08

• 3. VASCHE, CANALIZZAZIONI, TUBAZIONI, SERBATOI, RECIPIENTI, SILOS • 3.1. Le tubazioni, le canalizzazioni e i recipienti, quali vasche, serbatoi e simili, in cui debbano entrare lavoratori per operazioni di controllo, riparazione, manutenzione o per altri motivi dipendenti dall’esercizio dell’impianto o dell’apparecchio, devono essere provvisti di aperture di accesso aventi dimensioni tali da poter consentire l’agevole recupero di un lavoratore privo di sensi.. • 3.2.1. Prima di disporre l’entrata di lavoratori nei luoghi di cui al punto precedente, chi sovraintende ai lavori deve assicurarsi che nell’interno non esistano gas o vapori nocivi o una temperatura dannosa e deve, qualora vi sia pericolo, disporre efficienti lavaggi, ventilazione o altre misure idonee. • 3.2.2. Colui che sovraintende deve, inoltre, provvedere a far chiudere e bloccare le valvole e gli altri dispositivi dei condotti in comunicazione col recipiente, e a fare intercettare i tratti di tubazione mediante flange cieche o con altri mezzi equivalenti ed a far applicare, sui dispositivi di chiusura o di isolamento, un avviso con l’indicazione del divieto di manovrarli.

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CORSO DI XXXXXXXXXXXXXX ALLEGATO IV punto 3 del d.lgs. 81/08

• 3.2.3. I lavoratori che prestano la loro opera all’interno dei luoghi predetti devono essere assistiti da altro lavoratore, situato all’esterno presso l’apertura di accesso. • 3.2.4. Quando la presenza di gas o vapori nocivi non possa escludersi in modo assoluto o quando l’accesso al fondo dei luoghi predetti è disagevole, i lavoratori che vi entrano devono essere muniti di cintura di sicurezza con corda di adeguata lunghezza e, se necessario, di apparecchi idonei a consentire la normale respirazione. • 3.3. Qualora nei luoghi di cui al punto 3.1 non possa escludersi la presenza anche di gas, vapori o polveri infiammabili od esplosivi, oltre alle misure indicate nell’articolo precedente, si devono adottare cautele atte ad evitare il pericolo di incendio o di esplosione, quali la esclusione di fiamme libere, di corpi incandescenti, di attrezzi di materiale ferroso e di calzature con chiodi. Qualora sia necessario l’impiego di lampade, queste devono essere di sicurezza.

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• 3.4.1. Le vasche, i serbatoi ed i recipienti aperti con i bordi a livello o ad altezza inferiore a cm 90 dal pavimento o dalla piattaforma di lavoro devono, qualunque sia il liquido o le materie contenute, essere difese, su tutti i lati mediante parapetto di altezza non minore di cm 90, a parete piena o con almeno due correnti. Il parapetto non è richiesto quando sui bordi delle vasche sia applicata una difesa fino a cm 90 dal pavimento. • 3.4.2. Quando per esigenze della lavorazione o per condizioni di impianto non sia possibile applicare il parapetto di cui al al punto 3.4.1, le aperture superiori dei recipienti devono essere provviste di solide coperture o di altre difese atte ad evitare il pericolo di caduta dei lavoratori entro di essi. • 3.4.3. Per le canalizzazioni nell’interno degli stabilimenti e dei cantieri e per quelle esterne limitatamente ai tratti che servono da piazzali di lavoro non adibiti ad operazioni di carico e scarico, la difesa di cui al punto 3.4.1 deve avere altezza non minore di un metro. • 3.4.4. Quanto previsto ai punti 3.4.1, 3.4.2 e 3.4.3 non si applica quando le vasche, le canalizzazioni, i serbatoi ed i recipienti, hanno una profondità non superiore a metri uno e non contengono liquidi o materie dannose e sempre che siano adottate altre cautele.

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3.5. Nei serbatoi, tini, vasche e simili che abbiano una profondità di oltre 2 metri e che non siano provvisti di aperture di accesso al fondo, qualora non sia possibile predisporre la scala fissa per l’accesso al fondo dei suddetti recipienti devono essere usate scale trasportabili, purché provviste di ganci di trattenuta. 3.6.1. Le tubazioni e le canalizzazioni e le relative apparecchiature accessorie ed ausiliarie devono essere costruite e collocate in modo che: 3.6.1.1. in caso di perdite di liquidi o fughe di gas, o di rotture di elementi dell’impianto, non ne derivi danno ai lavoratori; 3.6.1.2. in caso di necessità sia attuabile il massimo e più rapido svuotamento delle loro parti. 3.6.2. Quando esistono più tubazioni o canalizzazioni contenenti liquidi o gas nocivi o pericolosi di diversa natura, esse e le relative apparecchiature devono essere contrassegnate, anche ad opportuni intervalli se si tratta di reti estese, con distinta colorazione, il cui significato deve essere reso noto ai lavoratori mediante tabella esplicativa. 3.7. Le tubazioni e le canalizzazioni chiuse, quando costituiscono una rete estesa o comprendono ramificazioni secondarie, devono essere provviste di dispositivi, quali valvole, rubinetti, saracinesche e paratoie, atti ad effettuare l’isolamento di determinati tratti in caso di necessità. 3.8. I serbatoi tipo silos per materie capaci di sviluppare gas o vapori, esplosivi o nocivi, devono, per garantire la sicurezza dei lavoratori, essere provvisti di appropriati dispositivi o impianti accessori, quali chiusure, impianti di ventilazione, valvole di esplosione.

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3.9.1. I serbatoi e le vasche contenenti liquidi o materie tossiche, corrosive o altrimenti pericolose, compresa l’acqua a temperatura ustionante, devono essere provvisti: 3.9.1.1. di chiusure che per i liquidi e materie tossiche devono essere a tenuta ermetica e per gli altri liquidi e materie dannose essere tali da impedire che i lavoratori possano venire a contatto con il contenuto; 3.9.1.2. di tubazioni di scarico di troppo pieno per impedire il rigurgito o traboccamento. 3.9.2. Qualora per esigenze tecniche le disposizioni di cui al punto 3.9.1.1 non siano attuabili, devono adottarsi altre idonee misure di sicurezza.

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3.10. I recipienti adibiti al trasporto dei liquidi o materie infiammabili, corrosive, tossiche o comunque dannose devono essere provvisti: 3.10.1. di idonee chiusure per impedire la fuoriuscita del contenuto; 3.10.2. di accessori o dispositivi atti a rendere sicure ed agevoli le operazioni di riempimento e svuotamento; 3.10.3. di accessori di presa, quali maniglie, anelli, impugnature, atti a rendere sicuro ed agevole il loro impiego, in relazione al loro uso particolare; 3.10.4. di involucro protettivo adeguato alla natura del contenuto.

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3.11.1. I recipienti di cui al punto 3.10, compresi quelli vuoti già usati, devono essere conservati in posti appositi e separati, con l’indicazione di pieno o vuoto se queste condizioni non sono evidenti. 3.11.2. Quelli vuoti, non destinati ad essere reimpiegati per le stesse materie già contenute, devono, subito dopo l’uso, essere resi innocui mediante appropriati lavaggi a fondo, oppure distrutti adottando le necessarie cautele. 3.11.3. In ogni caso è vietato usare recipienti che abbiano già contenuto liquidi infiammabili o suscettibili di produrre gas o vapori infiammabili, o materie corrosive o tossiche, per usi diversi da quelli originari, senza che si sia provveduto ad una preventiva completa bonifica del loro interno, con la eliminazione di ogni traccia del primitivo contenuto o dei suoi residui o prodotti secondari di trasformazione.

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Solo dopo una tragica sequenza di morti la prevenzione dei rischi da lavoro negli ambienti sospetti di inquinamento o confinati è diventato un tema di interesse diffuso

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Non è un fatto insolito , ma in questo caso c’è l’aggravante data dall’evidenza dell’ “anormalità”di questi ambienti di lavoro riguardo i rischi per chi ci lavora.

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Se poi si aggiunge la variabile “organizzazione del lavoro� , quella che contraddistingue in genere gli interventi in tali ambienti ed il profilo delle imprese che di norma li eseguono, il cerchio si chiude rapidamente.

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Sono lavori quasi sempre organizzati in regime di appalto e subappalto e le imprese che li eseguono spesso non hanno le ben che minime strutture gestionali della sicurezza e della salute dei lavoratori.

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La criticità di questo ambito lavorativo non è sfuggita al Legislatore, che ha ritenuto necessario aggiungere il Dpr 177/11 al Dlgs 81/08

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• IL DPR 177 del 14-09-2011 Art.1 – Finalità e ambito di applicazione Il regolamento disciplina il sistema di qualificazione delle imprese & dei lavoratori autonomi destinati ad operare nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati 36/79

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Art.1 – Finalità e ambito di applicazione Sono unicamente, a carico del datore di lavoro committente esplicitamente tre disposizioni, con aspetti specifici legati alle interferenze : • il divieto di subappalto, se non espressamente autorizzato e certificato (art. 2, comma 2) • Preliminare informazione, rivolta ai lavoratori impiegati dall’impresa appaltatrice o lav. autonomo, sulle caratteristiche dei luoghi in cui sono chiamati ad operare, rischi esistenti, misure, etc. (art.3, comma 1) • DLC individua un suo rappresentante (con adeguate competenze in materia di sicurezza e salute sul lavoro e che sia informato, formato, addestrato) che vigili in funzione di indirizzo e coordinamento (art. 3 comma 2).

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Art. 2 – Qualificazione nel settore degliDI ambienti sospetti di inquinamento o confinati CORSO XXXXXXXXXXXXXX 1. Qualsiasi attività lavorativa nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati può essere svolta unicamente da imprese o lavoratori autonomi qualificati in ragione del possesso dei seguenti requisiti: a) integrale applicazione delle vigenti disposizioni in materia di valutazione dei rischi, sorveglianza sanitaria e misure di gestione delle emergenze; b) integrale e vincolante applicazione anche del comma 2 dell’articolo 21 del d.lgs. n. 81/2008, nel caso di imprese familiari e lavoratori autonomi; c) presenza di personale, in percentuale non inferiore al 30% della forza lavoro, con esperienza almeno triennale relativa a lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, assunta con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato ovvero anche con altre tipologie contrattuali o di appalto, a condizione, in questa seconda ipotesi, che i relativi contratti siano stati preventivamente certificati ai sensi del Titolo VIII, Capo I, del d.lgs. 276/2003. Tale esperienza deve essere necessariamente in possesso dei lavoratori che svolgono le funzioni di preposto

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d) avvenuta effettuazione di attività di informazione e formazione di tutto il personale, ivi compreso il datore di lavoro ove impiegato per attività lavorative in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, specificamente mirato alla conoscenza dei fattori di rischio propri di tali attività, oggetto di verifica di apprendimento e aggiornamento e) possesso di dispositivi di protezione individuale, strumentazione e attrezzature di lavoro idonei alla prevenzione dei rischi propri delle attività lavorative in ambienti sospetti di inquinamento o confinati e avvenuta effettuazione di attività di addestramento all’uso corretto di tali dispositivi, strumentazione e attrezzature, coerentemente con le previsioni di cui agli articoli 66 e 121 e all’allegato IV, punto 3, del d.lgs. n. 81/2008 39/79

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CORSO DI XXXXXXXXXXXXXX f) avvenuta effettuazione di attività di addestramento di tutto il personale impiegato per le attività lavorative in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, ivi compreso il datore di lavoro, relativamente alla applicazione di procedure di sicurezza coerenti con le previsioni di cui agli articoli 66 e 121 e dell’allegato IV, punto 3, del d.lgs. n. 81/2008;

g) rispetto delle vigenti previsioni, ove applicabili, in materia di Documento Unico di Regolarità Contributiva; h) integrale applicazione della parte economica e normativa della contrattazione collettiva di settore, compreso il versamento della contribuzione all’eventuale ente bilaterale di riferimento, ove la prestazione sia di tipo retributivo, con riferimento ai contratti e accordi collettivi di settore sottoscritti da organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. 40/79

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• 2. In relazione alle attivista lavorative in ambienti sospetti di inquinamento o confinati non e' ammesso il ricorso a subappalti, se non autorizzati espressamente dal datore di lavoro committente e certificati ai sensi del Titolo VIII, Capo I, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni e integrazioni. Le disposizioni del presente regolamento si applicano anche nei riguardi delle imprese o dei lavoratori autonomi ai quali le lavorazioni vengano subappaltate

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DI XXXXXXXXXXXXXX Art. 3 – ProcedureCORSO di sicurezza nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati

1. Prima dell'accesso nei luoghi nei quali devono svolgersi le attivita' lavorative di cui all'articolo 1, comma 2, tutti i lavoratori impiegati dalla impresa appaltatrice, compreso il datore di lavoro ove impiegato nelle medesime attivita', o i lavoratori autonomi devono essere puntualmente e dettagliatamente informati dal datore di lavoro committente sulle caratteristiche dei luoghi in cui sono chiamati ad operare, su tutti i rischi esistenti negli ambienti, ivi compresi quelli derivanti dai precedenti utilizzi degli ambienti di lavoro, e sulle misure di prevenzione e emergenza adottate in relazione alla propria attivitĂ . L'attivitĂ  di cui al precedente periodo va realizzata in un tempo sufficiente e adeguato all'effettivo completamento del trasferimento delle informazioni e, comunque, non inferiore ad un giorno.

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CORSO DI XXXXXXXXXXXXXX Art. 3 – Procedure di sicurezza nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati

2. Il datore di lavoro committente individua un proprio rappresentante, in possesso di adeguate competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro e che abbia comunque svolto le attivita' di informazione, formazione e addestramento di cui all'articolo 2, comma 1, lettere c) ed f), a conoscenza dei rischi presenti nei luoghi in cui si svolgono le attivita' lavorative, che vigili in funzione di indirizzo e coordinamento delle attivita' svolte dai lavoratori impiegati dalla impresa appaltatrice o dai lavoratori autonomi e per limitare il rischio da interferenza di tali lavorazioni con quelle del personale impiegato dal datore di lavoro committente.

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Art. 3 – Procedure di sicurezza nel settore degli ambienti sospetti di CORSO DI XXXXXXXXXXXXXX inquinamento o confinati

3. Durante tutte le fasi delle lavorazioni in ambienti sospetti di inquinamento o confinati deve essere adottata ed efficacemente attuata una procedura di lavoro specificamente diretta a eliminare o, ove impossibile, ridurre al minimo i rischi propri delle attività in ambienti confinati, comprensiva della eventuale fase di soccorso e di coordinamento con il sistema di emergenza dei Vigili del Fuoco e del Servizio Sanitario Nazionale. Tale procedura potrà corrispondere a una buona prassi, qualora validata dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera v), del d.lgs. n. 81/2008.

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CORSO XXXXXXXXXXXXXX Art. 3 – Procedure diDIsicurezza nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati

• 4. Il mancato rispetto delle previsioni di cui al presente regolamento determina il venir meno della qualificazione necessaria per operare, direttamente o indirettamente, nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati

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PROCEDURA LAVORI IN SPAZI CONFINATI

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CORSO DI XXXXXXXXXXXXXX Procedure operative di sicurezza sul lavoro

Una procedura di lavoro dovrebbe: descrivere in modo ordinato le fasi di un lavoro, in ordine temporale e spaziale, in condizioni di sicurezza individuale e collettiva; stabilire, attraverso valutazioni dettagliate, ciò che si deve e non si deve fare durante l’attività lavorativa.

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CORSO DI XXXXXXXXXXXXXX Fasi principali della procedura:

a) individuazione del tipo di lavoro (meccanico, elettrico, edile, manutenzione, ecc.), con caratterizzazione del luogo di lavoro; b) analisi ed individuazione dei pericoli e dei rischi che il lavoro comporta per ogni fase di lavoro; c) scomposizione del lavoro nelle sue fasi e descrizione delle stesse in ordine cronologico; d) individuazione delle persone, delle competenze e della specializzazione necessarie per eseguire il lavoro, previa idoneitĂ  alla mansione; e) scelta delle misure di prevenzione e protezione personali e collettivi da adottare, ed individuazione delle attrezzature, delle macchine e delle modalitĂ  di lavoro per svolgere in sicurezza ogni singola fase; f) elaborazione della Procedura di emergenza e pronto soccorso

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Nomina di un supervisore I supervisori sono tenuti a garantire l’effettiva adozione delle misure precauzionali stabilite, a controllare, che per ogni fase del lavoro, sussistano le relative condizioni di sicurezza e ad essere presenti, se necessario, durante lo svolgimento dei lavori. Idoneità del personale Si tratta di stabilire se i lavoratori abbiano maturato una sufficiente esperienza nel settore e quale tipo di formazione abbiano ricevuto. Nel caso in cui la valutazione dei rischi metta in luce l’esistenza di limiti di natura fisica, sarà necessario stabilire se la costituzione fisica dei lavoratori è idonea allo svolgimento dell’attività. Il responsabile dei lavori dovrà prendere in considerazione anche altri fattori, ad esempio una certa predisposizione alla claustrofobia o l’idoneità dei lavoratori all'uso di respiratori; un consulto medico può pertanto rendersi necessario per stabilire l'idoneità di ogni singolo lavoratore.

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Isolamento L’isolamento meccanico ed elettrico dei dispositivi risulterà essenziale nel caso in cui questi possano essere azionati inavvertitamente. Nel caso in cui sia possibile che gas, fumi o vapori penetrino nello spazio confinato, sarà necessario provvedere all’isolamento fisico delle condotte, e degli altri sistemi. Inoltre, bisognerà sempre effettuare i controlli per verificare l’efficacia dei sistemi di isolamento. Pulizia preventiva degli spazi Le operazioni di pulizia potrebbero essere necessarie a garantire che, durante lo svolgimento dei lavori, non si sviluppino fumi da residui o altri materiali

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Verifica delle dimensioni dell’apertura di accesso Verificare che l'accesso sia abbastanza ampio da garantire ai lavoratori, anche muniti dei vari dispositivi, di entrare ed uscire facilmente dall'area interessata e di permettere un accesso e un'uscita rapidi in caso di emergenza. Le dimensioni dell'apertura potrebbero determinare la scelta di respiratori di tipo airline piuttosto che di autorespiratori, solitamente piÚ ingombranti e quindi meno indicati all’utilizzo in spazi angusti. 51/79

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• Efficienza della ventilazione In alcuni casi è possibile aumentare il numero delle aperture presenti nell'ambiente di lavoro così da migliorare l’aerazione. Tuttavia, può rendersi necessario l'uso di un sistema di ventilazione forzata per assicurare un adeguato apporto di aria pulita. Un sistema di ventilazione di questo tipo si rende indispensabile nel caso in cui, all'interno dello spazio si faccia uso di bombole a gas o dispositivi alimentati a diesel, a causa dei pericoli derivanti dall'accumulo dei gas di scarico. Attenzione: il monossido di carbonio prodotto dai gas di scarico di motori a benzina è talmente pericoloso che l'utilizzo di tali dispositivi dovrebbe essere sempre vietato negli spazi confinati

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Il monitoraggio della qualitĂ  dell'aria Tale operazione potrebbe essere necessaria per verificare che l'aria non contenga vapori tossici o infiammabili e che quindi possa essere respirata. I controlli dovrebbero essere effettuati da un esperto con l'ausilio di un rilevatore di gas correttamente tarato. Se dalla valutazione dei rischi emerge che le condizioni dell'ambiente sono soggette a variazioni nel corso del tempo, o come ulteriore precauzione, risulta necessario effettuare un monitoraggio costante dell'aria.

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Sistemi d'illuminazione e dispositivi speciali Negli ambienti in cui l'atmosfera è potenzialmente infiammabile o esplosiva, è fondamentale usare dispositivi che non emettano scintille e sistemi d'illuminazione schermati. In alcuni tipi di spazi confinati (ad es. all'interno di cisterne in metallo), le misure di sicurezza per prevenire lo shock elettrico comprendono l'uso di dispositivi a bassissimo voltaggio (generalmente inferiore a 25 V) e, se necessario, l'impiego di dispositivi a corrente residua (protezione).

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Uso di respiratori L'uso di respiratori si rende necessario nel caso in cui l'aria non possa essere resa respirabile a causa della presenza di gas, fumi o vapori, o a causa dell'assenza di ossigeno. Non tentare mai di migliorare l'aria dello spazio confinato introducendo ossigeno, in quanto potrebbe aumentare il rischio d'incendio o esplosione. Predisposizione delle misure d'emergenza Si tratta di approntare i dispositivi necessari, i corsi di formazione e le esercitazioni pratiche. Predisposizione delle imbracature di sicurezza I cavi di recupero che supportano le imbracature di sicurezza devono essere liberi di riavvolgersi all'esterno dello spazio confinato.

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Sistema di comunicazione E’ necessario stabilire un adeguato sistema di comunicazione in modo da permettere ai lavoratori impegnati all'interno dell'ambiente confinato di tenersi in contatto con quelli all'esterno, e di lanciare l'allarme in caso di pericolo. Modalità d’allerta Verificare se sia necessario posizionare qualcuno nelle immediate vicinanze dell'area di lavoro al fine di monitorare visivamente la situazione e permettere la comunicazione con chiunque si trovi all'interno dello spazio confinato, dare rapidamente l'allarme in caso di emergenza e avviare le eventuali procedure di soccorso.

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Autorizzazione ai lavori L'autorizzazione ai lavori assicura che siano stati eseguiti tutti i controlli formali per garantire la conformità ai requisiti di sicurezza dello spazio confinato prima dell'inizio dei lavori. Questo tipo di autorizzazione rappresenta inoltre un utile strumento di comunicazione tra i responsabili del cantiere, i supervisori, e i lavoratori addetti a svolgere operazioni pericolose. Un'autorizzazione ai lavori deve prevedere obbligatoriamente: L’individuazione dei soggetti autorizzati a predisporre l’esecuzione di attività pericolose (e i limiti ai loro poteri) e dei responsabili alla selezione delle misure di sicurezza (ad es. sistemi di isolamento, controllo dell'aria, misure di emergenza, ecc); Le disposizioni per le ditte appaltatrici; La formazione ed istruzione in materia di autorizzazioni; il monitoraggio e il controllo teso a garantire che le procedure vengano applicate come previsto.

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• Procedure di emergenza In caso di incidente, gli addetti ai lavori potrebbero essere esposti ad un serio ed immediato pericolo. Risulta quindi di fondamentale importanza stabilire misure efficaci per la segnalazione dell'emergenza e per lo svolgimento delle operazioni di soccorso. Le misure da adottare dipenderanno dalla natura dello spazio confinato, dal tipo di rischio individuato e quindi dalla possibile natura del soccorso da prestare. Le misure d'emergenza variano a seconda del rischio. Devono essere presi in esame: • Sistemi di comunicazione Modalità di segnalazione dell'emergenza dall'interno dello spazio confinato a chi lavora all'esterno, così da permettere l'inizio delle operazioni di soccorso. Non bisogna dimenticare di prendere in esame le notti e i turni di lavoro, nonché i periodi in cui l'area dei lavori resta chiusa, ad esempio durante le vacanze. Inoltre, è necessario valutare quale tipo di situazione (emergenza) potrebbe verificarsi, e in quale modo potrebbe essere dato l'allarme.

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Dispositivi di soccorso e rianimazione La scelta dei dispositivi appropriati per il soccorso e la rianimazione dipende dal tipo di emergenza che potrebbe verificarsi. Nei luoghi di lavoro in cui è previsto l'uso di tali dispositivi da parte dei soccorritori, è fondamentale che essi siano preparati ad un loro corretto uso. Competenze dei soccorritori E’ necessario che i soccorritori siano adeguatamente preparati, sempre pronti e capaci di usare qualsiasi dispositivo di soccorso, come ad esempio respiratori, funi di salvataggio e attrezzature per l'estinzione di incendi. Anche i soccorritori devono provvedere alla propria sicurezza con una protezione adeguata al tipo di emergenza. 59/79

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Spegnimento degli impianti circostanti Prima di iniziare qualsiasi operazione di soccorso, potrebbe essere necessario spegnere gli impianti collocati nelle immediate vicinanze dello spazio confinato. Procedure di primo soccorso Al fine di assicurare l'utilizzo corretto dei dispositivi di primo soccorso, è necessario l'intervento di soccorritori esperti. Servizi di soccorso locali Modalità per informare i servizi di soccorso locale (ad esempio i vigili del fuoco) in caso di emergenza. La lista delle informazioni utili da fornire loro circa i pericoli che potrebbero incontrare all'interno dello spazio confinato.

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• DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

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DPI PER APPARATO RESPIRATORIO • Autorespiratore con bombole • Autorespiratore con alimentazione separata

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INDUMENTI DI PROTEZIONE • Tute da lavoro • Elmetti • Protezione occhi/volto • Otoprotettori • Protezioni per i piedi • Protezioni per le mani 63/79

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• INDUMENTI DI PROTEZIONE • Imbracatura • Funi di sicurezza • Ecc.

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OSSERVAZIONI….. L’EFFETTO DI UNA COMBINAZIONE DI RISCHI DIVERSI NON PUO’ ESSERE CONSIDERATO SEMPLICEMENTE COME LA LORO SOMMA………. RICHIEDE UNO STUDIO SPECIFICO SULLA BASE DI: CONOSCENZA TECNICA DEI SINGOLI FATTORI DI RISCHIO CAPACITA’ DI IDENTIFICARE PERICOLI DETERMINATI DALL’INTERAZIONE DEI DIVERSI FATTORI MA ASSENTI NELLE SINGOLE CONDIZIONI DI RISCHIO 65/79

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CORSO DI XXXXXXXXXXXXXX Obblighi del committente di un lavoro in uno spazio confinato

• individuare un proprio rappresentante; • fornire a tutti i lavoratori impiegati dall’impresa appaltatrice, compreso il datore di lavoro ove impiegato nelle medesime attività, o ai lavoratori autonomi, informazioni dettagliate sulle caratteristiche dei luoghi sospetti di inquinamento in cui sono chiamati ad operare, su tutti i rischi esistenti negli ambienti, ivi compresi quelli derivanti dai precedenti utilizzi degli ambienti di lavoro, e sulle misure di prevenzione e emergenza adottate in relazione all’attività; • autorizzare l’avvio dei lavori e firmare il modulo autorizzativo.

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CORSO DI XXXXXXXXXXXXXX Obblighi del Rappresentante del datore di lavoro committente di un lavoro in uno spazio confinato

• essere in possesso di adeguate competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro ed aver comunque svolto le attività di informazione, formazione e addestramento di cui all’articolo 2, comma 1, lettere c) e f del DPR n° 177 del 14.09.2011 sugli ambienti confinati; • essere a conoscenza dei rischi presenti nei luoghi in cui si svolgono le attività lavorative; • vigilare con funzione di indirizzo e coordinamento delle attività svolte dai lavoratori impiegati dall’impresa appaltatrice o dai lavoratori autonomi e per limitare il rischio da interferenza di tali lavorazioni con quelle del personale impiegato dal datore di lavoro committente; • autorizzare le riprese successive dell’operazione; • firmare il modulo autorizzativo per presa visione e accettazione (all’inizio e in caso di ripresa dei lavori). 67/79

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IL PREPOSTO CORSO DI XXXXXXXXXXXXXX

Il preposto deve: avere esperienza almeno triennale relativa a lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati; sovrintendere alle attività e garantire l’attuazione delle procedure operative e, in particolare, di tutte le prescrizioni e misure di sicurezza; firmare il modulo autorizzativo per presa visione e accettazione (all’inizio e in caso di ripresa dei lavori). la figura del preposto può coincidere con quella del rappresentante del datore di lavoro committente.

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Il lavoratore deve: • seguire fedelmente e scrupolosamente le modalità operative che gli sono state indicate; • utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro; • utilizzare in modo appropriato i DPI messi a sua disposizione; • firmare il modulo autorizzativo per presa visione e accettazione (all’inizio e in caso di ripresa dei lavori).

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Il punto di partenza di ogni azione preventiva lo detta il Dlgs 81/08 , all’art. 15 com. 1 , lett. C : Eliminazione dei rischi ‌in base al progresso tecnico.

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C’è un solo modo per eliminare il rischio alla fonte nei lavori negli ambienti confinati : eseguire i lavori stando fuori.

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Si badi bene , quelli dettati dall’art. 15 sono obblighi , non opzioni , ovviamente per quanto consentito dal progresso tecnico , che come dappertutto anche in questo campo sta evolvendo.

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Ma questo approccio incontra resistenze “culturali” , perché l’utilizzo di manodopera dequalificata a basso costo è una modalità ancora diffusa.

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Nella vigilanza dei lavori in ambienti confinati considerando i rischi per la sicurezza e salute in gioco, la valutazione della plausibilitĂ  delle modalitĂ  di lavoro scelte , rispetto alle tecnologie disponibili , per noi diventa il punto centrale.

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Se per fare i lavori all’accesso non ci sono alternative , è sempre l’art. 15 com. 1 , lett. C del Dlgs 81/08 che detta l’orientamento generale : Eliminazione dei rischi e , ove ciò non sia possibile , loro riduzione al minimo …in base al progresso tecnico.

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• Anche in questo caso si parla di progresso tecnico , ma se nell’eliminazione del rischio alla fonte per i lavori da eseguire si tratta di mere applicazioni di sistemi tecnologici,…

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…per la riduzione al minimo dei rischi in base al progresso tecnico, l’applicazione della tecnologia più avanzata è una condizione necessaria (obbligatoria), ma non sufficiente.

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Gli interventi negli ambienti confinati richiedono una gestione ella prevenzione nella quale la conoscenza dei rischi , la formazione e l’addestramento per l’esecuzione delle operazioni sono fondamentali.

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E’ evidente ma non scontato, che la gestione della prevenzione, come ovunque , ma soprattutto in questi casi, può essere efficace solo se si basa su una precisa ed accurata progettazione.

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Spazi confinati definitivo