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ANNO II

NUMERO

58 •

VENERDÌ

22

2011 • COPIA ANDREA BARDELLI

APRILE

FOTO ED ELABORAZIONE DI

GRATUITA

Arezzo il settimanale di

www.fondazionemonnalisa.org

Il giornale dei cittadini, delle imprese e delle famiglie aretine gratis in edicola dal venerdì

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La comp complessa situazione del comparto orafo aretino

Venerdì 29 aprile gran finale delle selezioni di Sos Arezzo Cabaret!

a pag. 7

a pag. 9

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«Basterebbe Arezzo a fare la gloria d’Italia» (Giosuè Carducci)


in questo numero pagina 4

pagina 4

pagina 7

AREA LEBOLE, pagina 5

CENTRO

I NOVE CANDIDATI A CONFRONTO

di Andrea Bardelli

STORICO: MIGLIORARE IL SISTEMA DEI

PARCHEGGI E LA VIABILITÀ A NORD, CHIUDENDO L’ANELLO

pagina 6

COUNSELING pagina 7

OREFICERIA,

pagine 13, 14 e 15

pagina 10

RELAZIONALE, COS’È?

di Francesco Ciabatti

LA SITUAZIONE È COMPLESSA:

NE ABBIAMO PARLATO CON DI

CONFARTIGIANATO

PAOLO FRUSONE di Giulia Grilli

pagina 8

“ALTER EGO”: PROVA D’AUTORE DI DUE GIOVANI POETESSE

di Valentina Tramutola pagina 9

MAGGIO: WEEKEND ALL’INSEGNA DELLA

CULTURA

di Enrico Badii e Chiara Marcelli

Arezzo il settimanale di

è una testata edita da Edizioni Giorgio Vasari s.r.l.

Il giornale dei cittadini, delle imprese e delle famiglie aretine gratis in edicola dal venerdì

Anno II numero 58 – venerdì 22 aprile 2011 Direttore Responsabile: Francesco Ciabatti, email f.ciabatti@fastwebnet.it Vicedirettore: Marco Botti Redazione: Enrico Badii, Andrea Bardelli, Monia Barelli, Marco Beoni, Serena Capponi, Fernanda Caprilli, Marco Cavini, Giacomo Chiuchini, Dory d’Anzeo, Jacopo Fabbroni, Claudia Failli, Sara Gnassi, Giulia Grilli, Ilaria Gradassi, Valeria Gudini, Giacomo Manneschi, Chiara Marcelli, David Mattesini, Paco Mengozzi, Fabio Mugelli, Riccardo Niccolini, Roberto Parnetti, Luciana Pastorelli, Fabrizio Piervenanzi, Luca Piervenanzi, Luca Stanganini, Valentina Tramutola Foto: Andrea Bardelli, Roberto Parnetti, Felice Rogialli Amministrazione: Edizioni Giorgio Vasari s.r.l., via Mantegna 4, 52100 Arezzo (AR), tel. 328/95.18.221, fax 0575/35.57.34, email edizionivasari@pec.it Per le vostre pubblicità chiamate il 328/95.18.221 o il 333/45.35.056 Stampa: La Zecca srl, via Umberto Terracini 25/27, 52025 fraz. Levane – Bucine (AR), tel. 055/91.80.101, fax 055/91.80.412, email info@tipografialazecca.it Autorizzazione Tribunale di Arezzo 02/2010 del 10 febbraio 2010 Iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione al n. 19155 È vietata, senza formale autorizzazione, la riproduzione totale o parziale di testi, disegni, foto e pubblicità riprodotti su questo numero

PEGASO SPORTELLO SPEDIZIONI via Guadagnoli 37 0575/302676

EG V La Fondazione Monnalisa onlus, il “Settimanale di Arezzo” e le Edizioni Giorgio Vasari sono partner nel promuovere la crescita della comunità di Arezzo e il benessere delle persone che vi abitano

pagina 10

LE

MONETE COMMEMORATIVE DELL’UNITÀ D’ITA-

LIA IN MOSTRA AL

“PIERO

DELLA

FRANCESCA”

di Marco Botti

pagina 11

IL

FITNESS IN ACQUA E I RISULTATI DEI

LIONS!

AREZZO SPORT LO SPORT NELL’AREZZO CHE VERRÀ: PARLANO CANDIDATI: • GIUSEPPE FANFANI (PD) • GRAZIA SESTINI (PDL) • LUIGI SCATIZZI (NUOVO POLO) • GUGLIELMO DE MARINIS (MAT) • LUCIO BIANCHI (MOVIMENTO 5 STELLE) • GABRIELE CHIURLI (UNIONE TOSCANA) • LUIGI LUCHERINI (PROGETTO PER AREZZO) • ARMANDO CHIERICI (NOI CITTADINI) • FRANCESCO MACRÌ (AREZZO DOMANI)

Consegna immediata in città Corriere espresso nazionale e internazionale Logistica integrata

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«D

a cittadino e da elettore, è giusto che io sappia cosa ha fatto e fa attualmente un candidato che mi chiede il voto. Mi aiuterà a fare una scelta più consapevole. Da candidato coerente, ritengo doveroso informare i cittadini e gli elettori su quello che ho fatto e che sto facendo. Desidererei un “consenso informato”»


«S

ulla riconversione dell’area Lebole già le associazioni di categoria del commercio si sono espresse, evidenziando una spaccatura. A noi non interessa entrare in polemica con quello che è il progetto di riqualificazione, chiediamo semplicemente che lo sviluppo di questa superficie, e di quelle a essa interconnesse, non dimentichi “la città storica”, ma

preveda forme di insediamento non antagoniste con il centro e soluzioni in simbiosi tra loro. Esperienze vicine ci insegnano infatti che quando una città si spopola delle attività che la identificano, di Andrea Bardelli e si spoglia della propria cultura, subentrano dinamiche e compaiono soggetti che talvolta snaturano la comunità stessa». Con questa premessa l’ingegner Fabio Ralli, presidente del Circolo Acli di San Leo, presenta l’appuntamento in programma alle 21 di venerdì 29 aprile presso l’Oratorio salesiano “Don Bosco” della frazione aretina. Un incontro pubblico al quale sono stati invitati tutti i nove candidati a sindaco nelle Amministrative di maggio – Bianchi, Cherici, Fanfani, Lucherini, De Marinis, Chiurli, Scatizzi, Sestini, Macrì – per pronunciarsi sulle trasformazioni che investiranno le aree Lebole e UnoAerre». Quale l’intento dell’incontro? «Abbiamo convocato tutti i candidati affinché possano illustrare agli aretini, nella cornice di un dibattito autentico e politicamente completo, cosa intendono fare di queste aree qualora fossero eletti. Attualmente le posizioni in merito

vita della città

sono discordanti, il nostro obiettivo è quello di metterle a confronto così da rendere i cittadini più consapevoli delle decisioni cui contribuiranno attraverso il proprio voto, e informarli sulle responsabilità che assumeranno

pubblicamente i candidati verso gli elettori». Una iniziativa senza precedenti a livello locale. «In effetti a memoria mia non ricordo un simile episodio in cui la gente ha chiamato simultaneamente a un confronto su un tema specifico i diversi candidati. A ogni modo, il Circolo Acli di San Leo, in tempi anche antecedenti alla mia presidenza, si è sempre occupato delle problematiche legate al proprio

Area Lebole, i nove candidati a confronto territorio. Il comparto produttivo/orafo e la UnoAerre, vista la loro prossimità con l’abitato, sono stati argomenti ricorrenti negli anni, così, a seguito dell’annunciata volontà dell’azienda di trasferirsi altrove, si è cominciato a ragionare necessariamente in termini di riqualificazione urbanistica, al punto da redigere, attraverso un pool di tecnici aretini iscritti al Circolo, un nostro progetto comprendente oltre all’area UnoAerre anche quella della adiacente Valli Zabban. Ma

il discorso UnoAerre/Valli Zabban non prescinde a parer nostro dal futuro della ex Lebole, e le due zone – cerniere tra la periferia e il centro – non sono da considerarsi indipendenti l’una dall’altra nel loro processo di recupero. Anzi, secondo noi esse dovrebbero soddisfare esigenze diverse e complementari, evitando di assomigliarsi, replicando la stessa distribuzione

di elementi e funzioni. Di conseguenza questioni come il tipo di viabilità che le allaccia o il loro modo di interfacciarsi con le altre componenti urbane costituiscono aspetti su cui interrogarsi, dal momento che la trasformazione di un pezzo di città, tanto più se in posizione strategica, comporta cambiamenti che condizionano la vita di coloro che la abitano». Dopo UnoAerre e Valli Zabban il circolo ha in cantiere un progetto Lebole? «Non abbiamo questa pretesa, almeno per il momento, tuttavia riteniamo che il modello avanzato per il distretto UnoAerre sia applicabile anche in questa circostanza. Con esso abbiamo voluto rappresentare una sintesi della modernità

che oggigiorno dovrebbe improntare lo sviluppo di una città, all’insegna di capisaldi come il rispetto dell’ambiente o l’utilizzo delle energie rinnovabili, e senza trascurare le priorità in termini di servizi alla comunità. Del

resto, a nostro avviso, le proposte alternative formulate non tengono conto di queste istanze – la stampa locale ha scritto in proposito “un’odissea di cemento”, – ma riteniamo che un simile modo di fare urbanistica sia antistorico, superato e non più sostenibile, né da un punto di vista ambientale né da quello economico-finanziario». Si aspetta una partecipazione massiccia da parte della popolazione? «Le nostre precedenti esperienze in questo senso confermano che quando sono stati affrontati argomenti simili l’affluenza è stata ingente e il successo clamoroso. A ogni modo come circolo Acli non ci importano tanto le presenze di per sé, quanto la possibilità di dare voce a chi generalmente non ce l’ha, mettendolo

in condizione di comprendere e scegliere liberamente il proprio futuro. Per questo riteniamo di offrire un servizio alla cittadinanza, soprattutto alla luce del fatto che qualunque decisione sarà presa a riguardo condizionerà lo sviluppo di Arezzo per i prossimi quindici-venti anni». ■

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Luigi Scatizzi, candidato sindaco del Nuovo N Polo

S

i parla molto di valorizzare il centro storico di Arezzo, uno dei più belli d’Italia. alia. Quali sono gli interventi previsti a questo scopo nel suo programma? «Innanzitutto, penso che gradualmente bisognerà arrivare a chiudere del tutto il centro. ceentro. Perché ciò ord con c la chiusura avvenga, si deve lavorare su alcuni punti. Innanzitutto: il miglioramento della viabilità a nord citttà, perimetrali dell’anello; un sistema articolato dei posteggi scambiatori, che devono essere esterni alla città, alla circonvallazione, e dei posteggi di prossimità, di cui una parte deve essere riservata a resid residenti, denti, pendolari e lavoratori nel Centro Storico. Il parcheggio di viale Mecenate rischia di essere un altro Baldaccio se non si attivano attivano piani tariffari agevolati per le utenze giornaliere. Assurdo il posteggio scambiatore presso l’Ospedale Osp pedale pro-

l , vinciale, non è la collocazione giusta. È più opportuno collocare questi posteggi in posti più limitrofi pra descritti d come per esempio l’area del Centro Affari e quella dello Stadio. Tutti gli interventi sopra cam mente consentono la riduzione del transito privato da via Roma/via Crispi; da collegare sistematicamente con corse ad alta frequenza con i posteggi scambiatori. ci che ch he In aggiunta alla struttura di mobilità prevista per il Centro e in relazione ai rischi idraulici one e potrebbe procurare il torrente Castro, pare opportuno rilanciare l’ipotesi di realizzazione

e di un collegamento su rotaia leggera, utilizzando il percorso interrato del fiume che preveda anche allacciamenti con gli attuali percorsi ferroviari Lfi; compatibil-mente con una verifica tecnico economica dell’intervento. Questa potrebbe esseree

anche l’occasione per risolvere l’annoso problema del conferimento dei reflui fognari del Centro storico». g Migliorare la viabilità basterà a ridare vita e lustro al centro storico? «È un inizio, m ma ci sono altri interventi da pensare. Sul piano delle valorizzazione del centro storico, nel prendere atto deg degli interventi di arricchimento effettuati con i fondi del PIUSS, occorre rivedere la destinazione attualme attualmente prevista, enogastronomia ed eventi culturali, che a mio giudizio è troppo debole per essere attratt attrattiva con continuità, e pensare di integrare l’impianto rinascimentale della struttura con intervent venti architettonici da attivare con bando europeo. È necessario avere il coraggio di costruire an anche in Fortezza interventi architettonici di alta qualità, magari a firma di un grande architetto che sia pure questo motivo di attrazione. a

La valorizzazione del centro passa anche per la creazione di uno spazio di promozione delle eccellenze del territorio: la manifattura orafa, l’arte e l’antiquariato, l’enogastronomia. In questo si pensi, ad esempio, al Palazzetto di Fraternita che potrebbe diventare la vetrina delle iniziative di eccellenza che si sviluppano nella città e nel territorio circostante.

Serve, inoltre, un unico soggetto che coordini e rappresenti i vari enti e ist istituzioni i quali, a vario titolo promuovono marketing tolo, territoriale territ , perché è indispensa-

vend l’immagine di un terribile vendere torio». ■

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Counseling relazionale, cos’è? l’intervista

a cura di Francesco Ciabatti

contattate il dottor Barbagli all’ email lorenzo.barbagli@prepos.com o al 328/62.58.293

S

i è svolta venerdì 15 aprile, alla biblioteca dell’Istituto “Vittorio Fossombroni”, la presentazione del volume “Semeiotica del counseling relazionale”. Abbiamo fatto due chiacchiere con l’autore Lorenzo Barbagli. Di cosa tratta questo volume? «Ho provato a offrire a tutti i professionisti delle helping profession strumenti per poter capire meglio le persone. Sono andato a recuperare antichi temi di ricerca che avevano in parte perso credibilità come la fisiognomica, la posturologia, l’antropometria, la prossemica, la grafologia e le somatizzazioni. Alcuni si erano persi in pseudoscienze prive ormai di spessore di ricerca e di attendibilità (la fisiognomica e l’antropometria), altri si erano blindati nella complessità del sapere, chiusi in una torre d’avorio di latinorum che ne impediva la fruizione alle persone se non attraverso lunghi percorsi formativi (la grafologia, la posturologia e le somatizzazioni), altri infine (la prossemica e l’immagine) erano diventati banali giochetti superficiali e televisivi». Dunque si potrebbe dire che il tentativo sia stato quello di “far la scienza per i poveri”? «Assolutamente sì! Sono sempre stato convinto che la scienza debba migliorare la vita, e per far questo deve essere accessibile anche a chi scienziato non è. Ovviamente senza la pretesa di far diventare le persone esperte di un argomento.

Facciamo un esempio: l’informatica è utile perché ormai è mediamente utilizzabile anche da persone che provengono da tutt’altro settore. Mi piacerebbe che questo manuale fosse accessibile anche a chi si occupa di altro e non ha intenzione, per tempo o altro, di specializzarsi in questa area». Dunque l’abito fa il monaco? «Sì, ogni volta che facciamo finta di non farci caso e riceviamo inconsapevolmente informazioni che usiamo poi come celata matrice per valutare le persone. No, quando invece accettiamo di valutare anche da questo punto di vista. Sì, perché nella nostra società le persone cercano di esprimere se stesse attraverso i modi di fare, di porsi, di vestirsi. No, perché la nostra identità, per fortuna, è sempre molto di più». …E possiamo capire tutto di una persona dall’osservazione del suo viso, corpo, rughe ecc.? «Non tutto. Possiamo capire quale sia il bagaglio genetico del suo temperamento a cui aggiungere poi (soprattutto se ci si affaccia a queste conoscenze con scopi professionali) le informazioni sulla sua storia, recuperate attraverso altri strumenti specifici come l’intervista, l’empatia, l’ascolto attivo. Ovvero capire dove quella persona ha iniziato il suo viaggio nella vita. Da quale emozione, da quale vissuto, da quale carattere. Dalle rughe invece o da altri segni che si modificano nel tempo possiamo individuare che percorsi ha seguito. Ce n’è per fare un bel viaggio alla scoperta degli altri!». Ma che cos’è il counseling relazionale? «In estrema sintesi, una professione d’aiuto che mira a risolvere i problemi delle persone guidandole nel reperimento delle loro risorse». Insomma, una sorta di psicologo? «Non sempre, dipende dai modelli teorici di riferimento. Esiste anche un counseling di matrice psicologica che è offerto da psicologi e psicoterapeuti ma non è counseling relazionale, pedagogico o filosofico. Per capirci: un counselor relazionale lavora sull’umanità, sulla spiritualità, sulle relazioni intorno alla persona. Non sulla personalità, non sull’identità, non sui processi psichici interni, e ovviamente non sulle psicopatologie». Dove si può acquistare questo volume? «Sul sito www.prepos.it, nella sezione pubblicazioni». ■

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Oreficeria

la situazione è complessa ne abbiamo parlato con Paolo Frusone, Confartigianato

scenari futuri di Giulia Grilli

S

i è conclusa, appena una settimana fa, la trentaduesima edizione di Oro Arezzo, la nota esposizione di gioielli e oreficeria che ha reso famosa la

nostra città nel mondo per molto tempo. Negli ultimi anni, come tutti sappiamo, la crisi si è fatta sentire anche nel settore orafo e questo ha creato non pochi mal di pancia agli operatori del settore, ma anche a tutti quegli operai e lavoratori “collaterali” che avevano fatto dell’oro il loro mestiere. Dopo Oro Arezzo, siamo andati a tirare le somme dell’anno 2010 e di questi primi turbolenti mesi del 2011, per capire se realmente la crisi

Sembra volerci dire che l’oreficeria aretina non è morta, come molti hanno temuto. Eppure la crisi c’è. O no? «La situazione è piuttosto complessa. Da un lato, l’oreficeria aretina non è affatto morta: la produzione orafa e di metalli preziosi nel nostro territorio rappresenta ancora un patrimonio importante. In questo panorama, Oro Arezzo è una vetrina fondamentale attraverso la quale ci si può confrontare con i competitor e migliorarsi costantemente proprio grazie a questo confronto. Va detto però che la forte vocazione esportativa è un’arma a doppio taglio, viste ad esempio le ultime vicende che hanno attraversato il Nord Africa. Libia e Tunisia, infatti, sono tra i primi quindici Paesi di destinazione del prodotto orafo aretino. Va da sé che gli sviluppi economico-sociali che li hanno visti protagonisti, abbiano prodotto l’effetto di rallentare le decisioni d’acquisto, a causa di una crescente incertezza dei mercati internazionali. Se a questo agggiungiamo g il prez prezzo dell’oro in aumento (siamo arrivati a 33 euro al grammo, a fro fronte dei 25 euro dello scorso anno) e la crisi economica genera ale ch generale che sta investendo tutto l’Occidente, certamente non pos ssiam dire di cavalcare un periodo troppo fruttuoso. possiamo

continua a colpire aziende e clienti, in che modo lo fa e qual è il trend di parlanevoluzione del settore orafo nella nostra città. Loo abbiamo fatto p erazio one Orafi di do con Paolo Frusone, coordinatore della Federazione Confartigianato di Arezzo. Le preoccupazioni erano tante, e un pizzico co di scetticismo era nell’aria. Com’è andata questa nuova ediova ed dizione di Oro Arezzo? Le aziende n pos-«Per quanto riguarda la parte organizzativa non cercano di miche siamo che dirci soddisfatti. Le categorie economiche rinnovarsi, per hanno svolto un ruolo fondamentale all’interno del ora soprattutto sto comitato tecnico in preparazione alla fiera, e questo spostando la nte ha permesso il crearsi di un dialogo grandemente produzione he, costruttivo tra la fiera e le categorie economiche, dall’oro ato. rappresentate nel nostro caso da Confartigianato. all’argento vere La nostra associazione ha potuto ad esempio avere petti grande voce in capitolo per quanto riguarda gli aspetti io del-principali della manifestazione, come il calendario le giornate e l’elenco dei buyer invitati.

Un elemento di grande soddisfazione è stato ato pe per er itorii noi anche l’aumento di 50 unità degli espositori (che sono arrivati quest’anno a essere intorno ai 450). Non è un dato di poco conto, perché testimonia quanto Oro Arezzo sia

ancora percepito come punto di riferimento per le aziende più piccole che desiderano affacciarsi al mercato internazionale. Possiamo dire che questa è stata una “fiera a misura di espositore”. Considerando che circa i due terzi della produzione di oreficeria aretina, si vende fuori dai confini nazionali, è facile capire come la possibilità di esporre in Fiera, anche per le imprese più piccole, rappresenti un ottimo trampolino di lancio per conoscere i mercati e collocare il proprio prodotto, facendo un salto di qualità non indifferente».

Si crea c in effetti una sorta di compensazione per c la situazione aretina sembra rimanere più o meno cui stabile: se da un lato calano la produzione e l’occupaziostab

( ne (nel 2010 rispettivamente erano a –3,6% e –4,7%), dall dall’altro, paradossalmente, si è visto un aumento delle esp esportazioni, di circa il 30%». Si può prevedere quale sarà l’andamento futuro in qu questo settore, e cosa si può fare per limitare i danni de crisi che incombe? della « molto difficile fare previsioni adesso. Dipende tut«È d due diverse componenti, quella economica – che a to da v sua volta dipende dal trend di crescita dei mercati internazioonali per cui, ad esempio, quello statunitense sta cedendo zionali, terrreno in favore di quello arabo e francese – e quella finanterreno ziar i i llegata principalmente al prezzo dell’oro. ziaria,

In tutto questo, le aziende cercano di rinnovarsi come meglio possono per non cadere nella crisi. Per ora lo hanno fatto soprattut-

to spostando la produzione dall’oro all’argento. In più, possiamo dire che le aziende stanno considerando la possibilità di fare oreficeria a un titolo legale che presenti minor quantità di metallo prezioso nella lega (ad esempio 585 o 375 millesimi, rispetto ai classici 750). Infine, un dato curioso a livello internazionale: se da una parte si va contraendo la vendita di oreficeria di medio-basso livello, rimane invece invariata quella di oreficeria e gioielleria di fascia alta». ■

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“Alter Ego”

prova d’autore di due giovani poetesse cultura / 1

di Valentina Tramutola

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l motivo per cui tutti – prima o dopo – scrivono un’elegia d’amore è che l’amore centuplica i sensi. È facile allora diventare mano oppure orecchio, tutto si accenta in un’escalation grammaticale che ricrea a ogni passo il quadro dell’idillio, laddove la radice id, in greco antico ,significa “buono”. Da qui deriva la prova letteraria per gli amori che finiscono e quelli che esplodono, la sosta nelle librerie a cercare, quasi inaspettatamente, libri di poesia. All’esercizio di stile arrivano così Costanza Bondi e Katia Casa Vasari: inaugurato Zeffiri, autrici di una poesia contemporanea e sotterranea, avviluppata alla il nuovo allestimento quotidianità. Perugina la Bondi e aretina la Zeffiri, le due poetesse hanno strutturato il proprio connubio artistico a partire da un background espedella quadreria rienziale ampiamente condivisibile: l’amore. omenica 17 aprile è stato inaugurato il nuovo allestimento della quadreria di Casa

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Vasari, alla presenza del soprintendente Agostino Bureca e del direttore Michele Loffredo. Un evento nell’ambito dei festeggiamenti per i 500 anni dalla nascita del grande architetto, pittore e storiografo aretino. La quadreria venne realizzata a metà degli anni Cinquanta del secolo scorso, per volontà dello storico dell’arte Luciano Berti, allo scopo di offrire una panoramica sul Manierismo e come integrazione al percorso attraverso le sale affrescate della dimora vasariana di via XX Settembre. Oltre alle due opere già presenti di Giorgio Vasari – Cristo portato al sepolcro e Giuda – il museo si arricchisce di altri suoi dipinti: tre tavolette raffiguranti Elia nel deserto, Il sacrificio di Abele e L’ultima cena, il ritratto di Fra’ Guittone, l’affresco staccato con San Rocco e la riscoperta, dai depositi di Casa Vasari, di un pregevole ritratto di Cosimo I.

Dal Museo di Arte Medievale e Moderna rientra a Casa Vasari, dove era presente negli anni Trenta, “Apollo che scortica Marsia”, tavola attribuita a Jacopo Zucchi. Il modellino in legno

delle Logge Vasari si orna invece di uno scenografico plastico. La complessiva ristrutturazione della casa museo, che presenta oltre sessanta opere, include anche l’ampliamento degli spazi per l’accoglienza, la biglietteria, il bookshop, la sala multimediale, l’ascensore, la collocazione di nuovi pannelli descrittivi e didascalie, l’eliminazione delle barriere architettoniche, la revisione degli impianti illuminotecnici e il riassetto del giardino pensile. ■ Valeria Gudini

Denso, circoscritto, spregiudicato, “Alter Ego” (Futura Edizioni) è un libello neanche da tasca: da taschino. S’incastona alla perfezione in quella col-

lana “Women@Work” che Costanza Bondi ha ideato come bella enclave di voci femminili, forti quanto basta da essere autorevoli. L’opera, poi, completa una serie che è quasi una trilogia, formata dalle raccolte Amore Amaro e Passione Latina, angolature differenti del sentimento d’amore, connotate dalla finezza della ricerca e dalla dovizia di particolari. Proprio i particolari riescono a fare di Alter Ego un libro con una memoria entusiasmante. Onomatopeica per scelta, la scrittura è calda, poco spazio è concesso alla perifrasi, il vizio del sonetto è ricercato quanto imperfetto, proprio delle prove d’autore. Ma ciò che rende alla raccolta il maggior merito è la corona di titoli fortemente evocativi, contrapposti oppure contigui, esili oppure forti, profondi come radici oppure eterei: da

punto a punto essi formano già una storia. La voce femminile è contemplata nella quasi totalità dei suoi aspetti: materna, banale, coraggiosa, sfuggente, sconfitta oppure vittoriosa. E nel saliscendi di questa voce, che a volte inciampa in visioni già avute, frasi già fatte, si ritaglia netta la figura di un altro protagonista, destinatario del lungo epistolario poetico, capace di interagire con le parole e le intenzioni di chi scrive. I diversi spunti interessanti che qui e là compaiono danno coraggio: che scrivano ancora. ■ www.futuraco.it

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1° maggio: weekend all’insegna della cultura

cultura / 2 di Enrico Badii

EMERGENZA RISATE? CI PENSA SOS AREZZO CABARET

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l Teatro “Pietro Aretino” di via Bicchieraia sta per essere travolto da un’ondata di risate, grazie alla serata conclusiva delle selezioni di Sos Arezzo Cabaret, che si terrà venerdì 29 aprile alle ore 21. La rassegna, alla sua quinta edizione, avrà una fase finale prevista tra il 17 e il 20 agosto, alla presenza dei sei comici qualificatisi e di ospiti famosi; nelle passate edizioni, infatti, hanno calcato le scene aretine artisti affermati come Stefano Bellani, Rocco Barbaro, Andrea Di Marco, Andrea Sambucco, Max Paiella, Maurizio Lastrico e Antonio Rezza. Il concorso ha visto la partecipazione di 51 comici provenenti da 11 regioni, sparse da nord a sud per tutta la penisola: tra le più rappresentate, la Sicilia con 8 e la Toscana con 7 concorrenti. Rispetto agli

anni passati, si è registrata una forte affluenza di comici donne, in numero di 7, dato davvero rilevante vista la difficoltà che le nuove proposte al femminile trovano nell’emergere. In palio per il vincitore il Premio “Sos Arezzo Cabaret”, consistente nella produzione e registrazione, durante la prossima stagione teatrale, di un dvd promozionale dell’artista; saranno inoltre assegnati un Premio Originalità e un Premio “Accademia Nazionale del Comico” di Roma, che si traduce in uno stage gratuito presso la stessa scuola.

Il programma del terzo e ultimo incontro di selezione è davvero ricco, con 20 comici che si alterneranno sul palco per una serata fiume di due ore, al prezzo anti-crisi di cinque euro; un’occasione d’intratteni-

Stefano Bellani, da “Zelig” a Sos Arezzo Cabaret e ritorno

mento da cogliere al volo, una vera e propria ancora di salvezza che rappresenta al meglio il motto della manifestazione: Quando ridere è un’emergenza. Mattatore della serata il duo comico nostrano Noidellescarpediverse, al secolo Samuele Boncompagni e Riccardo Valeriani: forti di numeroLa sezione Soci Coop promuove una rassegna se regie e corsi teatrali, trasmissioni televisive su reti locali e nazionali fotografica sulla Festa del Lavoro e la partecipazione al laboratorio di “Zelig Off ”, alterneranno la n occasione della festa del Primo Maggio la Sezione Soci Coop di Arezzo organizza e cura una rassegna fotografica presentazione ad alcuni tra i loro cittadina dedicata al tema del lavoro. Lo spazio espositivo, allestito presso la sede storica del Quartiere di Porta sketch più celebri. I due performer Santo Spirito, in via Niccolò Aretino, sarà articolato in quattro sezioni: tre riservate ai gruppi fotografici Associazione aretini assicurano inoltre che ferFotografica “Imago”, Foto Club “La Chimera” ed Eidon Gruppo Fotografico Digitale. Una quarta destinata alle opere vono grandi preparativi per la fase della cittadinanza, selezionate secondo il criterio della coerenza con la tematica e con lo spirito di fondo della manifeprovinciale e per la finale, nella quastazione. le sicuramente il livello del concorLa mostra, a ingresso gratuito, aprirà i battenti sabato 30 aprile alle 17.30 e resterà visitabile fino a doso e le ospitate non deluderanno il menica 8 maggio, nelle seguenti fasce orarie: dalle 16 alle 20 nei giorni feriali; dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 nel pubblico in sala. weekend. In particolare, durante la mattinata sarà aperta alle scolaresche in visita previa prenotazione telefonica. Non resta che aspettare venerdì L’iniziativa si inserisce in un progetto promosso da Unicoop Firenze, ed esteso su scala 29 aprile, vincere la pigrizia, uscire regionale. In base a tale progetto, le opere esposte ad Arezzo saranno ulteriormente valutate ai da casa per fare due passi in centro fini della loro inclusione in un successivo allestimento fotografico previsto a Firenze il prossimo 2 e prepararsi a una serata piena di giugno, data della Festa della Repubblica, dove confluiranno i migliori scatti sul tema del lavoro risate. ■ Chiara Marcelli provenienti da ogni angolo della Toscana. www.coopfirenze.it ■ www.sosarezzocabaret.blog-

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Le monete commemorative dell’Unità d’Italia all’I.I.S. “Piero della Francesca” una giornata dedicata alla numismatica

cultura / 3 di Marco Botti

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ensibilizzare i giovani alla storia e all’arte della propria terra può contribuire a formare generazioni di individui migliori, capaci di va-

lorizzare e tutelare il patrimonio culturale ereditato. Questa è una mission che deve partire dalla scuola, e l’Istituto d’Istruzione Superiore “Piero della Francesca” di Arezzo sembra averlo capito in pieno. Negli ultimi due anni, da quando è dirigente scolastico Luciano Tagliaferri, il plesso scolastico è divenuto una delle realtà aretine più dinamiche in assoluto. Il 115% di iscrizioni in più sono numeri che la dicono lunga sulla percezione che hanno oggi studenti e genitori rispetto alla qualità dell’offerta scolastica. È con queste premesse che il prossimo 28 maggio sarà organizzata, nell’aula magna di via XXV aprile, la Giornata di Studii Numismatici su “Le monete commemorative dell’Unità d’Italia”. È lo stesso professor Tagliaferri a introdurci all’evento. «Sarà un’iniziativa di grande prestigio, aperta a tutta la cittadinanza.

Faremo un suggestivo viaggio tra numismatica, storia, arte, didattica, poesia e mito, grazie a un parterre di prim’ordine, che vedrà la presenza di Fiorenzo Catalli, direttore archeologo presso le Soprintendenze Archeologiche di Roma e Firenze, Michele Tocchi, storico dell’arte, Andrea Andanti, do-

cente di Storia dell’Arte e di Catalogazione dei Beni Culturali presso il nostro istituto, Mauro Pisini, docente di Letteratura Latina del Pontificio Istituto di Musica Sacra e della Pontificia Università Salesiana di Roma, e Giuliano Centrodi Centrro , storico dell’arte e collla collaboratore del Museo azz aziendale UnoAerre. Q Quest’ultimo porterà una serie di medaglie e gessi di Guido Veroi, provenienti dal museo orafo e dalla sua collezione personale». Arte, cultura e promozione del territorio. Un trinomio a cui t tenete molto. « cultura e la valorizza«La zionee del patrimonio si fanno cominciaa cominciando dai ragazzi. La scuo-

la, anche perr mandato istituuzionale, è quella ella che deve per prima prrima educarli e stimolarli. im molarli.

Altro nostro obiettivo ei progetti che è cercare, nei portiamo avanti, di coinvolgere i vari indirizzi, dando a ciascuno studente l’opportunità di dare il meglio nel proprio ambito.

Personalmente, inoltre, punto sempre a dare il massimo supporto a coloro che possono dare un valore aggiunto ai progetti, che siano docenti o alunni. Per il convegno ho trovato nel professor Andanti e nel dottor Tocchi due competenti ed eccellenti organizzatori». Per l’occasione state progettando anche una medaglia celebrativa. «Arezzo vanta una grande tradizione in quel campo, basti pensare alle note collaborazioni tra UnoAerre e i più importanti medaglisti italiani del Novecento. Così abbiamo pensato a una medaglia appositamente elaborata dai professori Gian Franco Cherici e Roberto Paionni, della sezione “Arte dei Metalli e Design del Gioiello”.

L’opera sarà prodotta in serie limitata e diverrà un prezioso oggetto da conservare. Sappiamo già di un interesse dei collezionisti e del mercato

numismatico nazionale. Roberto Ganganelli, eccelso studioso di monete, si è reso disponibile a pubblicare gli atti del nostro convegno nella rivista Cronaca numismatica, da lui diretta». Scorrendo il calendario scopriamo che maggio sarà per voi un mese intenso. «Proprio così. Venerdì 6, nella “Sala delle Muse” del Museo di Arte Medievale e Moderna, ci sarà la prima del film-documentario Memoria di un eccidio, che narra della strage nazista di San Polo. Per questa realizzazione siamo stati insigniti della Medaglia del Presidente della Repubblica. Sabato 21 maggio, con una “processione” che partirà alle 10 dalla scuola sulle note della jazz band della Filarmonica “Guido Monaco”, trecento allievi porteranno un centinaio di opere da loro create al Centro Oncologico Calcit di Arezzo, nell’ambito del progetto Art for Life. Infine, sabato 28 maggio, chiuderemo in bellezza con la giornata numismatica». ■ www.artearezzo.it

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APPUNTAMENTO AL 6 MAGGIO gratis presso: EDICOLA “SAN MICHELE”, piazza San Michele – “TIRA E MOLLA”, via Romana 98/A – EDICOLA PANCI SARA, piazza Saione – EDICOLA “CAMPO DI MARTE”, via Vittorio Veneto 55 – EDICOLA CITTI & CO., piazza della Repubblica, Stazione FS – EDICOLA “IL GIORNALAIO“, via F. Redi angolo via Cocci – EDICOLA AMARANTO, via Fiorentina – EDICOLA DI SAN LEO, via di San Leo 5 – NEWS EDICOLA, via Monte Falco 11 – “IL FUMETTO”, loc. Quarata – EDICOLA FABIANELLI MONIA, via Erbosa – “PAPER & CO.”, viale Amendola 15, negozio n. 5, Centro Commerciale “Setteponti” – EDICOLA FAGIOLI GABRIELE, via Vittorio Veneto, Belvedere – EDICOLA “STADIO” PERLINI FRANCESCO, via Giotto angolo via Tiziano – EDICOLA DELL’OSPEDALE, Ospedale “San Donato” – EDICOLA KENNEDY, via Kennedy 1 – EDICOLA “I GIRASOLI“, via Benedetto Croce 115 – EDICOLA SCOSCINI CLAUDIO, via Alfieri – SCARTONI LAURA & C., piazza San Giusto 11 – EDICOLA GIOTTO, piazza Giotto 19 – PAPERSERA, corso Italia 192 – EDICOLA SECCIANI VERUSKA, Rigutino S.S. 71 – EDICOLA CARTOLERIA “MARTINA”, loc. Battifolle – LA BOTTEGA DI GIACCO, loc. San Giuliano 32 – EDICOLA “ASIA”, via Guadagnoli – EDICOLA SCARTONI PIERO, piazza San Jacopo – EDICOLA TABACCHERIA N. 1, via Cavour – EDICOLA AMIDELLI EDDA, via Porta Buia – EDICOLA FONTEROSA, via Pacioli – EDICOLA “DA TONI”, viale Mecenate – EDICOLA CARTOLERIA “C’ERA 2 VOLTE”, via Tarlati – “LA TUA EDICOLA”, via Fiorentina 117 – LIBRERIA “EDISON“, Piazza Risorgimento

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1931-2011: 80 anni di Giostra del Saracino

Inaugurato il museo di Porta Sant’Andrea si corre giostra!

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di Roberto Parnetti

lla presenza delle autorità cittadine, del mondo della Giostra, e di numerosi quartieristi biancoverdi e appassionati, sabato scorso è stato inaugurato il Museo del Quartiere e Sala delle Vittorie del Quartiere di Porta Sant’Andrea. Progettato da Gian Lorenzo Magri, e ubicato

nei locali adiacenti la sede storica di via delle Gagliarde, è il primo inaugurato da un Quartiere ed è stato realizzato anche grazie a Banca Etruria, che ha erogato, a ogni singolo Quartiere, un contributo di 45.000 euro finalizzati alla realizzazione di tali opere. Dopo il saluto del

rettore Carboni e gli interventi del sindaco Fanfani e del dottor Conticini di Banca Etruria, è avvenuto il taglio del nastro e la successiva inaugurazione di una lapide commemorativa, nella nuova Sala Consiliare, intitolata a Giuseppe Municchi.

da sinistra Faliero Papini, il rettore Maurizio Carboni, il sindaco Giuseppe Fanfani e Paolo Conticini di Banca Etruria

3) Calendimaggio di Assisi; 4) Festa delle Fracchie di San Marco in Lamis, Foggia; La Giostra del Saracino non sarà, almeno per quest’anno, candidata a diveni5) le Feste delle grandi macchine a spalla (festa dei Gigli di Nola, la Varia re Bene Immateriale dell’Umanità dell’Unesco. Lo scorso 31 marzo è scaduto di Palmi, la Faradda dei Candelieri di Sassari, la macchina di Santa Rosa di il termine ultimo per la presentazione a Parigi, da parte di ogni Stato membro, Viterbo); della lista con le singole candidature che, relativamente all’Italia, è composta 6) la tradizione dei Liutai cremonesi; da dieci eventi: 7) La coltivazione dello Zibibbo a Pantelleria; 1) Festa dei Ceri di Gubbio; 8) la pizza napoletana e l’arte dei pizzaioli; 2) Carnevale di Viareggio; 9) la Festa dell’Abete di Alessandria del Carretto; 10) la tradizione delle Launeddas di Sassari. Il ritiro della candidatura della Giostra è legata al fatto che essendo il torneo la riproposizione della lotta tra i “cavalieri cristiani” contro il nemico saraceno ANNI DI IOSTRA (il moro Re delle Indie), e tenuto conto dell’attuale clima che stiamo vivendo relativamente all’integrazione etnica e religioIl “Settimanale di Arezzo”, in occasione dell’ottantesimo anno dalla ripresa della Giostra del sa, tale candidatura sarebbe potuta risultare inopportuna. Saracino, vuole omaggiare la rievocazione pubblicando notizie curiose, cronache di edizioni, Tale “suggerimento” è giunto dai responsabili del Ministero personaggi o episodi della storia della manifestazione. per i Beni Culturali che hanno curato l’iter delle varie candidature. a storia del Saracino vede una sola interruzione delle sfide al Buratto, causata dagli Ricordiamo che il dossier “Giostra del Saracino” era inteeventi bellici del secondo conflitto mondiale. Il 9 giugno 1940 si corse infatti la 18a grato anche dalle adesioni raccolte a seguito della campagna edizione (vinta dal Quartiere di Porta Santo Spirito), mentre il giorno successivo dagli promossa dall’Istituzione Giostra e dal Comune di Arezzo, e altoparlanti di Piazza Grande sarà radiotrasmesso il discorso di Benito Mussolini che anche ha visto anche la fattiva partecipazione del “Settimanale nunciava l’entrata in guerra dell’Italia. di Arezzo” (i coupon pubblicati nel settimanale da gennaio a Tale interruzione si protrasse per setti anni, fino al 12 settembre 1948. ■ marzo e sottoscritti da voi lettori sono stati oltre 400). ■ GIOSTRA E UNESCO

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per segnalazioni, richieste, domande scrivete a ilsettimanalediarezzo@gmail.com

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L’estate è alle porte: con il fitness in acqua tonifichi il corpo, dimagrisci e ti diverti L

a ginnastica in acqua è una delle attività proposte al Centro Sport Chimera per tonificare il proprio corpo, dimagrire e mantenersi in forma. Introdotta ad Arezzo a metà degli anni Novanta dalla Chimera Nuoto, la ginnastica in acqua è oggi gestita dalla Sport 3 sotto la responsabilità e la competenza della professoressa Carla Mazzoli. «Con il fitness in acqua – spiega il collaboratore della Sport 3 Marco Magara, – abbiamo trasferito e adattato all’ambiente acquatico gli esercizi nati e sviluppati nella tradizionale ginnastica terrestre. In questa attività i vantaggi del fitness si uniscono agli effetti benefici dell’acqua, l’ambiente in cui il corpo è immerso e con cui interagisce: l’ambiente acquatico origina un continuo massaggio che attiva la circolazione sanguigna e linfatica e aiuta a rafforzare il sistema muscolare. La ginnastica in acqua porta anche benefici alla mente perché permette di scaricare lo stress e di recuperare velocemente dalla fatica». Il fitness acquatico prevede principalmente esercizi a corpo libero, integrati spesso dall’utilizzo di piccoli attrezzi (guanti, tubi, manici, step, cavigliere…) che, creando una maggiore resistenza, aumentano l’intensità dell’attività. Gli obiettivi a cui il fitness in acqua mira sono numerosi: senza stress, traumi e controindicazioni, stimola e tonifica tutti i muscoli del corpo, migliora la coordinazione, brucia le calorie in eccesso e permette di dimagrire. Tutto questo in modo divertente e costantemente accompagnato da una musica di sottofondo. «Dai 16 anni in su, chiunque può praticare il fitness in acqua – conclude Magara. – La vasca dedicata alla ginnastica è alta 1,20 metri, dunque tutti toccano e non è necessario saper nuotare. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento degli uomini che si sono avvicinati a questa attività, spesso integrandola con altre discipline sportive svolte al di fuori. Il nostro obiettivo futuro è coinvolgere anche gli adolescenti, per avvicinarli all’ambiente acquatico e permettergli di praticare un’attività fisica che li aiuti a stare bene». Con l’estate alle porte, il fitness in acqua è

l’attività ideale per ritrovare in pochi mesi la forma migliore! Per iscriversi ai corsi o per avere ulteriori informazioni è possibile rivolgersi alla segreteria del Centro, chiamare o scrivere un sms a Marco Magara al 347/42.49.641 o contattare info@chimeranuoto.it. ● CONTINUA CON GRANDI SUCCESSI LA STAGIONE DEI LEONCINI DI SERIE B omenica 17 aprile ad Asiago si doveva designare una squadra per la partecipazione alla final four di Serie B dalla quale usciranno le due formazioni che l’anno prossimo disputeranno il campionato di Serie A2. Le pretendenti erano quattro seconde rs, Ghost squadre di Serie A1, e cioè Asiago Vipers, Padova, H.C. Ferrara e Lions Arezzo.

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Al termine l’ha spuntata proprio la formazione aretina, grazie a due prestazioni di grande livello che l’hanno vista prevalere per 6 a 2 sui padroni di casa dell’altopiano veneto, e addirittura per 10 reti a 0 nella finalina contro a Ferrara, che si era in precedenza liberata di Padova per 3 a 1. Nel pri-

mo incontro partenza a razzo dei Leoncini i quali, sfruttando il nervosismo degli asiaghesi che si fanno cogliere in fallo dai direttori di gara, si trovano per ben due volte in superiorità numerica e per due volte nei primi quattro minuti trafiggono il portiere avversario, con Schiti e Valdambrini. Dopo poco più di un minuto è ancora capitan Schiti che non perdona sul primo palo, e porta a tre le marcature dei Lions.

LIONS HOCKEY AREZZO

La reazione di Asiago è veemente ma non ordinata, e i difensori aretini hanno buon gioco consentendo agli attaccanti di ripartire pericolosamente in contropiede riuscendo al minuto 16’36’’ a portare a quattro le reti di differenza, con uno scatenato Vanetti. La ripresa si apre con Asiago avant alla ricerca di un improbabile risulavanti tat positivo, e con Arezzo che contietato ne agevolmente le folate avversarie. Al minuto 23’59’’ Stefani accorcia le distanze per Asiago ma non cambiano i temi dell’incontro, che vedono un Arezzo attento e determinato a risparmiare energie per l’ormai sicura finale del pomeriggio. Ne conseguono la quinta marcatura dei Lions a opera di Montanari, la seconda di Asiago con Francesco Rigoni e il secondo goal di Vanetti, che porta il risultato sul definitivo 6 a 2. Il secondo incontro contro l’H.C. Ferrara può essere definito soltanto come una cavalcata devastante dei piccoli Leoni, che annichiliscono gli avversari con una prestazione dai contenuti tecnici, tattici e agonistici di altissimo livello.

L’incontro rappresentava – tra l’altro, e anche se in modo indiretto – una sorta di rivincita tra le due società che si erano recentemente scontrate per i playoff scudetto di Serie A1, con la vittoria purtroppo degli estensi a gara tre. Pensiamo che un 10 a 0 in un incontro di “finale” si commenti da solo, e sia chiaro segnale dei valori in campo: ci resta quindi soltanto da sottolineare che le reti sono state realizzate da Schiti, Montanari Andrea (3), Putignano Oscar (2), Moro Manuel (2), Cuseri e Patriarchi, e che nel secondo tempo la porta dei Lions è stata egregiamente difesa da Serena Boschi, la quale già aveva retto senza subire reti anche gli ultimi sette minuti della prima partita contro Asiago.

A questo punto per i Leoncini ci sarà, nel weekend 7-8 maggio, l’atto finale della final four

che, anche in caso di vittoria, non darà loro diritto di essere promossi in Serie A2, in quanto la società ha già una squadra in quella serie, ma soltanto il piacere di aggiungere un ulteriore trofeo nazionale nella bacheca del nostro sodalizio. ●

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SPORT: LE OPINIONI DEI CANDIDATI

Arezzo sport

«M’IMPEGNERÒ PER UN POLO SPORTIVO D’ECCELLENZA»

«STARÒ AL FIANCO DELLO SPORT DEL NOSTRO TERRITORIO»

«ASCOLTO E ATTENZIONE PER AIUTARE GLI SPORT MINORI»

Fanfani preferisce lo sport di base agli eventi sportivi prestigiosi ma una tantum

La ristrutturazione degli impianti comunali e un nuovo stadio sono alla base del progetto sportivo della Sestini (PdL)

Scatizzi (Nuovo Polo per Arezzo) promette un confronto diretto con le società sportive

il sindaco uscente Giuseppe Fanfani a indicare i punti deboli dello sport aretino: «Tasto dolente è la carenza di gruppi imprenditoriali che, con continuità e lungimiranza, hanno investito nello sport cittadino. In alcune città medie come Siena, Treviso, Parma, il sistema economico ruota attorno a soggetti di caratura internazionale. Queste hanno preso per mano lo sport portandolo a livelli di eccellenza». Altro elemento di debolezza, le strutture sportive «non certo degne di una città come la nostra». A muovere le perplessità di Fanfani, sia la curva dello stadio «fonte di spesa ingente, che ha lasciato il resto della struttura nella sostanziale trascuratezza», sia il nuovo palazzetto dello sport che «non si è fatto quando se ne avevano le risorse». È pro-

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prio sulla mancanza di strutture che l’Amministrazione attuale sta lavorando: «Abbiamo aperto la pista ciclabile a Sant’Andrea a Pigli proprio per sopperire a questa mancanza, dove movimento di base e amatori possono trovare spazio. Inoltre, la Cittadella dello Sport prevede il nuovo Campo Scuola, la Foresteria dell’Atleta e il terzo campo da rugby. La nostra preferenza, anche in termini di allocazione delle risorse, va all’investimento e alla promozione degli sport di base e non a eventi sportivi “secchi”, che seppur prestigiosi non contribuiscono al salto di qualità agognato». Impegno concreto quello del nostro primo cittadino: «Non mancheranno risorse per continuare nella manutenzione e adeguamento delle strutture sportive esistenti. Mentre in zona casello autostradale, m’impegnerò affinché venga previsto e successivamente realizzato, un polo sportivo di eccellenza con stadio, velodromo e palasport, a servizio non solo della città, ma dell’intera Italia centrale». ●

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el comune di Arezzo esistono tante realtà sportive che rendono onore alla città: Grazia Sestini, candidata sindaco del Popolo delle Libertà, promette di far crescere la pratica sportiva agonistica e amatoriale schierandosi al fianco di tutte società del nostro territorio. Quali sono i punti deboli dello sport aretino, e come intende agire per risolverli? «La scarsa attenzione e le strutture fatiscenti sono, a oggi, i due grandi punti deboli dello sport locale. Ritengo che lo sport sia un momento importante per lo sviluppo della persona, dunque il mio impegno sarà quello di prestarvi attenzione stando a fianco delle società del nostro territorio, e riconoscendone l’alto valore umano e formativo. Lavorerò anche per diffondere lo sport come spettacolo, at-

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scolto e attenzione verso le società impegnate negli sport minori: per Luigi Scatizzi, candidato sindaco del Nuovo Polo per Arezzo, è questa la via da seguire per rilanciare lo sport aretino. «Lo sport merita un’attenzione particolare – spiega Scatizzi. – Svolge un ruolo incisivo nel tessuto sociale, perché crea forme benefiche di aggregazione sociale, perché chi fa sport migliora la propria salute e perché nel settore ci sono operatori che, se adeguatamente supportati, potrebbero muovere l’economia. Per migliorare lo sport aretino è necessario ridefinirne il ruolo, considerandolo come un servizio reso alla collettività e favorendo l’associazionismo, anche attraverso tariffe d’uso degli impianti facilitate e differenziate e nuove forme di gestione degli

traverso l’organizzazione di eventi di carattere locale e nazionale». Come si approccerà nei confronti degli sport considerati minori? «Nel nostro Comune operano numerose realtà sportive che, in varie discipline, rendono onore alla città. Il mio obiettivo prioritario è incentivare la pratica sportiva agonistica e amatoriale, valorizzando l’associazionismo sportivo e sviluppando uno sport alla portata di tutti per migliorare la salute, favorire lo sviluppo sociale, diffondere i valori autentici di amicizia, solidarietà, tolleranza, lealtà, rispetto delle regole e attenzione all’ambiente». Ha parlato di strutture fatiscenti: cosa farà al riguardo? «Metterò mano alla ristrutturazione e all’ammodernamento degli impianti sportivi comunali, e favorirò la creazione di nuove strutture polisportive e palestre anche in partnership con i privati, attraverso piani di project financing. Inoltre mi impegnerò per la creazione di una struttura per la pratica sicura di sport motoristici e la costruzione, sempre in col(testo raccolto da Giacomo Belli) laborazione con privati, di un nuovo stadio di calcio, funzionale alle esigenze della città». ●

stessi, per renderli più accessibili e migliorarne la conservazione». Come si rapporterà con le varie società? «Ho chiesto alle società impegnate nei cosiddetti sport minori, in particolar modo a quelle che manifestano i disagi più evidenti, un incontro per potermi rendere conto delle problematiche cui queste vanno incontro. Credo che nei confronti di queste società esista un pauroso deficit di attenzione da colmare: la politica fino a ora non se ne è occupata, nemmeno marginalmente. Quando avremo preso atto di quali sono i problemi, sarà possibile trovare le adeguate soluzioni». Cosa intende fare per le strutture sportive? «Recentemente è sorta la questione del nuovo stadio, della cui costruzione si farebbe carico la nuova società: io vedo bene anche una partecipazione dell’Amministrazione comunale, che potrebbe poi usare la nuova struttura per eventi e forme di aggregazione sportiva. Per quanto riguarda le altre strutture, alcune necessitano di una manutenzione urgente, altre andrebbero ricostruite: la priorità è rimettere a posto l’esistente, secondo criteri più moderni e sicuri, ma (testo raccolto da Marco Cavini) non escludo che, coinvolgendo sponsor privati, si possano realizzare anche nuovi impianti». ● (testo raccolto da Marco Cavini)


SPORT: LE OPINIO «INIZIATIVE CONCRETE PER CREARE UNO SPIRITO COMUNITARIO»

«IL SOLARE SOCIALE SU TUTTI GLI IMPIANTI SPORTIVI»

Per De Marinis (MAT) gli sport minori e le piccole società stanno alla base del rilancio del grande sport

Bianchi (Movimento 5 Stelle) propone sgravi per le società giovanili e la gestione degli impianti da parte delle società

oniamo anche a Guglielmo de Marinis, candidato a sindaco del Movimento Autonomista Toscano (MAT), le nostre domande sullo sport. «Il principale punto debole dello sport aretino - spiega De Marinis, - è l’insufficiente promozione delle iniziative amatoriali. Noi riteniamo che questo tipo di attività sportiva e la sua pubblicità siano elementi essenziali, che giovano alla vita dei cittadini». Questa, secondo De Marinis, è la falla del sistema sportivo aretino. «Ci vogliono iniziative concrete che siano in grado di far nascere uno spirito comunitario fondato sull’aggregazione». Da qui, l’impegno del candidato nel promuovere “un associazionismo dal basso, in cui i gruppi sportivi amatoriali riceveranno agevolazioni fiscali affinché possano sopravvivere e crescere, diventando un fon-

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damentale punto di aggregazione per tutti i cittadini, e il più efficace antidoto allo stress e alla sfrenata competizione lavorativa quotidiana”. Saranno proprio i cosiddetti sport minori e le piccole società a essere i beneficiari principali di questa politica. Ma è proprio su queste piccole realtà che, secondo De Marinis, si potranno ricostruire le basi per il rilancio degli “sport maggiori”. Per questi ultimi, essendovi una maggiore necessità di risorse, «si deve creare una rete che dia maggiore impulso e slancio agli investimenti. Non si può pensare che singoli privati possano farcela da soli». Per quanto riguarda il recupero delle strutture destinate all’attività fisica, l’intento è «ripristinare quelle all’interno delle scuole, dove coltivare e diffondere una mentalità sportiva, al di là di quelli che sono i programmi generali nazionali». Solamente recuperando alcune di queste strutture si contribuirebbe al diffondersi di circoli e associazioni, fondamentali per la vita e le attività di tutti i cittadini. ●

«LO SPORT ARETINO RAGGIUNGE RISULTATI ECCELLENTI: SOSTENIAMOLO CON STRUTTURE ADEGUATE» Chiurli (Unione Toscana) pensa a una sinergia tra scuola e comune per fare dello sport un momento educativo

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er i sondaggi ancora non tutti li conoscono, ma le idee le hanno già ben chiare; sono i ragazzi del Movimento 5 Stelle, il cui candidato sindaco, il trentenne Lucio Bianchi, è con noi a parlare di sport. Quali sono le debolezze dello sport aretino? «Io sono convinto che ad Arezzo manchi la cultura sportiva in senso assoluto, anche se questi sono percorsi culturali lunghi da maturare. Ciò che però noi denunciamo con forza è senza dubbio l’inadeguatezza delle strutture, che sono spesso fatiscenti, come la palestra a Maccagnolo e, in secondo luogo, la mancanza assoluta di un progetto mirato a tutelare lo sport di base, i ragazzi e, più in generale, gli sport minori». Cosa prevede il vostro programma a proposito di sport minori? «Per noi è fondamentale l’attenzione verso lo sport giovanile e di base, e

no dei nove candidati a sindaco è Gabriele Chiurli, candidato dell’Unione Toscana, neonata formazione politica. Quali problematiche per lo sport aretino? «I problemi purtroppo sono noti e ben visibili: strutture carenti e obsolete, e scarsa attenzione a tutto ciò che non sia di immediata visibilità. Vedo poi poca sinergia tra scuole e Comune, ci vorrebbe un confronto più aperto, anche tra le istituzioni stesse, nell’ottica di sport inteso non solo come momento di svago e di salute, ma anche di educazione». Cosa prevede il vostro programma nei confronti degli sport minori? «Gli sport alternativi p u r t ro p p o ad Arezzo sono spesso emarginati, basta guardare il l’Annuario

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dello Sport Aretino per avere testimonianza di quante sono le diverse realtà di cui spesso siamo quasi completamente all’oscuro, nonostante spesso i risultati siano di eccellenza; le strutture sono però carenti, sia quelle per società, come il Vasari Rugby, che ha quasi mille iscritti ed enormi problemi di disponibilità, sia per le persone che desiderano solamente fare sport amatoriale». Cosa farete per le strutture sportive? «Sicuramente ci sono strutture esistenti che necessitano di ammodernamento; in più occorrono nuove strutture per far fronte ai bisogni crescenti. Ovviamente non può l’amministrazione sobbarcarsi il costo di tutto ciò, serve una collaborazione col privato; il punto centrale è che comunque vanno incentivate opere utili alla multidisciplinarietà, a discapito anche di progetti più intraprendenti come il nuovo stadio, che francamente ci pare fuori luogo con l’Arezzo calcistica che nuota in tali acque. Ma uno dei nostri ideali è quello di rendere partecipi i cittadini delle scelte dell’amministrazione e dunque saremo aperti alle necessità che ci verranno dalla cittadinanza, ovviamente bilancio permettendo. Riguardo alla Cittadella dello Sport, riteniamo che andrebbero creati più centri di aggregazione sportiva, di modo che siano accessibili a tutta la cittadi(testo raccolto da Marco Beoni) nanza». ● (testo raccolto da Marco Beoni)

i sostegni dovrebbero concentrarsi su questo. Proponiamo il progetto “Mens Sana in Corpore Sano”, che prevede di creare un coordinamento di tutte le discipline per raccordarle tra di loro. Nel programma c’è poi il progetto di creare un festival annuale dello sport, sempre nell’ottica di trovare questa connettività tra le discipline». Capitolo impianti: come agirete? «Intanto proponiamo il solare sociale applicato anche agli impianti sportivi, che permetterebbe di far risparmiare al Comune migliaia di euro da poter investire nell’ammodernamento delle strutture. Noi siamo per dare in gestione alle società gli impianti, con bandi seri che mettano regole rigide per le società e sgravi per le società giovanili, ottenendo così due vantaggi per l’Amministrazione; il primo è di risparmiare i costi di gestione, il secondo di permettere una responsabilizzazione e uno sviluppo autonomo delle società. Per quanto riguarda lo stadio, crediamo che se davvero dovesse esserci la necessità di costruirne uno nuovo, andrebbe fatto in modo che sia facilmente (testo raccolto da Giacomo Belli) fruibile dalla cittadinanza e andrebbe costruito con metodi ecosostenibili; dovrebbe inoltre svolgere una funzione sociale di polo di incontro e ospitare perciò pub e cinema, ma non centri commerciali». ●

Arezzo

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Arezzo sport

ONI DEI CANDIDATI «LA CITTADELLA DELLO SPORT È UN SOGNO REALIZZABILE»

«SARÀ IL VICESINDACO A OCCUPARSI DELLO SPORT»

«DOBBIAMO DIFENDERE IL PATRIMONIO SPORTIVO ARETINO»

Professionalità e capitali privati alla base del progetto sportivo di Lucherini (Progetto per Arezzo)

Cherici (Noi Cittadini) pone il cittadino come base delle politiche sportive aretine

Macrì (Arezzo Domani) propone una razionalizzazione delle società e impianti moderni

a Cittadella dello Sport è un sogno? Non per Luigi Lucherini, candidato sindaco della lista civica “Progetto per Arezzo”, che ha ben chiaro il progetto per realizzare nuove strutture e dare nuova linfa agli sport locali. «Negli ultimi anni – spiega Lucherini, – la città è morta, e questa situazione ha privato Arezzo di uno stadio all’altezza, di strutture dove fare sport e di piste di atletica. Abbiamo società, come i Lions di hockey, che, pur essendo in A, non sanno dove giocare: questa Amministrazione ha ignorato lo sport minore. Io, al contrario, voglio gratificare queste società, e per questo nel mio programma dedico attenzione anche allo sport». Che progetti ha per r i l a n c i a re lo sport? «Il mio obiettivo è realizzare una “Cittadella

econdo Armando Cherici, candidato sindaco per la lista “Noi Cittadini”, lo sport aretino deve fare i conti con innumerevoli ostacoli per il suo sviluppo. «Le strutture sono carenti od obsolete – afferma Cherici. – La loro gestione non consente quella fluidità ed economicità d’uso essenziali perché lo sport entri a far parte della vita quotidiana di ogni cittadino. L’Assessorato allo Sport ha compiuto scelte senza alcun ascolto della base». Occorre ribaltare tale ottica, ponendo il cittadino, quindi le associazioni sportive, alla base del processo decisionale e gestionale della politica sportiva cittadina. «L’importanza dello sport – continua Cherici, – sarà assicurata dall’esser in carico al

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dello Sport”, un’area dove unire tutto lo sport aretino, amatoriale o professionistico, dal calcio alla pallavolo, dalla pallacanestro al tennis: questa Cittadella deve essere il punto di riferimento dello sport cittadino. Oggi un’Amministrazione non ha risorse economiche per fare grandi strutture, ma non per questo deve rimanere immobile: a questa carenza deve rispondere con fantasia, professionalità, competenze e, soprattutto, con il fondamentale aiuto dei privati. Per quello che riguarda la Cittadella, sorgerà nei 5-6 ettari di terreno intorno allo stadio e nascerà con il contributo del capitale privato. L’Amministrazione, attraverso un project financing, cederà ai privati il terreno perché questi vi realizzino impianti sportivi, strutture di uso pubblico, abitazioni private, un centro commerciale e un centro direzionale. Al privato competerà la gestione e gli utili di questa area per 25 anni: lui riprenderà tutto quello che ha investito, ma la città potrà godere di qualcosa di nuovo. Con un progetto simile la giunta Lucherini realizzò il “Palazzetto del Nuoto” e altri grandi strutture cittadine. Io sono abituato a fare progetti: questo sogno può diventare realtà». ●

Vicesindaco, che curerà le società e organizzazioni di base e il sociale. Sulle società sportive, sulle onlus e sulle organizzazioni di base verterà la politica sociale del Comune, offrendo ai giovani un ambiente sano in cui crescere, mentre ad anziani e indigenti i mezzi per una vita dignitosa. Saranno sostenute quelle organizzazioni, dalla Caritas alle società sportive ai Quartieri della Giostra, nessuna esclusa, che per progetto, presenza sul territorio, operatività, siano in grado di ascoltare i bisogni e dare risposte concrete». Le strutture esistenti sono perlopiù vecchie, spesso fatiscenti: «La Giunta uscente ha dato vita a una girandola di lavori pubblici che Fanfani sfoggia come fiore all’occhiello, parlando di investimenti per 50 milioni. Ciò provocherà un carico debitorio imponente, che peserà sulle possibilità d’investimento della prossima Amministrazione. Incentivare l’azione delle società sportive sulle strutture stesse può esser una prima risposta, ma non è corretto proporla senza una seria analisi economica: i bilanci (testo raccolto da Marco Cavini) sono teoricamente pubblici, ma vanno decifrati!». ● (testo raccolto da Giacomo Belli)

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rancesco Macrì di Arezzo Domani non è certo un volto nuovo della politica aretina, eppure, nonostante la sua già ampia esperienza, è uno dei candidati a sindaco più giovani in lizza e sicuramente il più rampante. «La piscina comunale – inizia Macrì parlando dello sport, – fu il primo progetto di project financing e un esempio di ottima amministrazione. Questa è la strada: investire meno, ma investire bene per aumentare il patrimonio di strutture sportive. I problemi sono sotto gli occhi di tutti: una sempre più accentuata frazionarietà societaria, che dissangua le società stesse, e un’impiantistica in gran parte inadeguata». Come agirà verso i cosiddetti sport minori? «Sono stato assessore allo sport per alcuni anni e credo di aver dato buone risposte soprattutto

n e l l’ i m p e gno a favore degli sport minori. Arezzo è una delle prime città in Italia per la partecipazione volontaristica ad attività sportive dilettantistiche, un patrimonio che dobbiamo difendere a tutti i costi. Il Comune, invece di assecondare ogni richiesta e ogni lamentela, tollerando le divisioni interne delle società, dovrebbe favorire un processo di modernizzazione del settore, a partire proprio dagli impianti sportivi. È necessario investire anche sulla razionalizzazione sportiva, perché è impensabile avere decine di società-fotocopia che spesso finiscono per togliersi l’aria a vicenda». Cosa farete per le strutture sportive? «Sono dell’idea che gli impianti vadano esternalizzati, rendendo le società responsabili. Oltre a ciò, per rendere efficienti e produttivi gli impianti, bisogna concepirli di modo che non siano attrattiva solo per un target molto selettivo, ma che possano coinvolgere anche discipline diverse in modo da avere una gestione più manageriale ed economicamente più fruttuosa. Sogno che al posto del parcheggio dello stadio ci sia una piazza che offra la sensazione di entrare in un’isola sportiva, come un unicum fatto di diverse realtà, tutte interconnesse tra loro, con percorsi-vita e sportivi, con una struttura che comprenda tutte le società e affidi loro l’amministrazione dell’area». ● (testo raccolto da Marco Beoni)


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Il Settimanale di Arezzo 58