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ANNO II

NUMERO

56 •

VENERDÌ

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APRILE

2011 • COPIA GRATUITA ANDREA BARDELLI

FOTO DI

Arezzo il settimanale di

www.fondazionemonnalisa.org

Il giornale dei cittadini, delle imprese e delle famiglie aretine gratis in edicola dal venerdì

L’Esperto risponde: frutta e verdura di primavera

loc. Montecchio Vesponi, Castiglion Fiorentino (Arezzo) 0575/1786102 - info@strasicura.eu

al Giardino delle Idee 150 Emilio Gentile racconta due Italie

a pag. 6

a pag. 8

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in questo numero pagina 4

pagina 9

pagina 3

AREZZO

E IMMIGRATI: PARLANO I RESIDENTI

DELLA ZONA

SAIONE

di Claudia Failli

pagine 4 e 5

IMMIGRAZIONE,

pagina 13

PESI &

UNA CITTÀ CHE CAMBIA

di Andrea Bardelli

CONTRAPPESI

di David Mattesini

pagina 15

pagina 6

FRUTTA

E VERDURA DI PRIMAVERA

a cura della dott.ssa Barbara Lapini

pagina 7

PARTE DELLE

IL CONCORSO PER LE

GIOSTRE 2011

pagina 8

GIARDINO

Arezzo il settimanale di

è una testata edita da Edizioni Giorgio Vasari s.r.l.

Il giornale dei cittadini, delle imprese e delle famiglie aretine gratis in edicola dal venerdì

Anno II numero 56 – venerdì 8 aprile 2011 Direttore Responsabile: Francesco Ciabatti, email f.ciabatti@fastwebnet.it Vicedirettore: Marco Botti Redazione: Enrico Badii, Andrea Bardelli, Monia Barelli, Marco Beoni, Serena Capponi, Fernanda Caprilli, Marco Cavini, Giacomo Chiuchini, Dory d’Anzeo, Jacopo Fabbroni, Claudia Failli, Sara Gnassi, Giulia Grilli, Ilaria Gradassi, Valeria Gudini, Giacomo Manneschi, Chiara Marcelli, David Mattesini, Paco Mengozzi, Fabio Mugelli, Riccardo Niccolini, Roberto Parnetti, Luciana Pastorelli, Fabrizio Piervenanzi, Luca Piervenanzi, Luca Stanganini, Valentina Tramutola Foto: Andrea Bardelli, Roberto Parnetti, Felice Rogialli Amministrazione: Edizioni Giorgio Vasari s.r.l., via Mantegna 4, 52100 Arezzo (AR), tel. 328/95.18.221, fax 0575/35.57.34, email edizionivasari@pec.it Per le vostre pubblicità chiamate il 328/95.18.221 o il 333/45.35.056 Stampa: La Zecca srl, via Umberto Terracini 25/27, 52025 fraz. Levane – Bucine (AR), tel. 055/91.80.101, fax 055/91.80.412, email info@tipografialazecca.it Autorizzazione Tribunale di Arezzo 02/2010 del 10 febbraio 2010 Iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione al n. 19155 È vietata, senza formale autorizzazione, la riproduzione totale o parziale di testi, disegni, foto e pubblicità riprodotti su questo numero

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EG V

DELLE

LANCE D’ORO di Roberto Parnetti

IDEE 150: EMILIO GENTILE

RACCONTA DUE ITALIE

di Valentina Tramutola

pagina 9

CATERINA PULETTI: QUANDO LA PITTURA TI AIUTA A CAPIRE CHI SEI

di Marco Botti pagina 10

DEMON LOVE: GESSICA SCARPELLI E IL SUO MONDO DI AMORI E DEMONI

di Sara Gnassi pagina 11 La Fondazione Monnalisa onlus, il “Settimanale di Arezzo” e le Edizioni Giorgio Vasari sono partner nel promuovere la crescita della comunità di Arezzo e il benessere delle persone che vi abitano

RELAX! VIGNETTA,

SONETTO...

di Gigi Paggetti e Leonardo Zanelli

AREZZO SPORT • LA CHIMERA NUOTO ORGANIZZA IL IV MEETING DEL SARACINO • IL TRIATHLON SI FA STRADA AD AREZZO CON FABIO GUIDELLI

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Arezzo e immigrati: parlano i residenti della zona Saione vita della città / 1 di Claudia Failli

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erra di mezzo”, “Quartiere di nessuno”, “Chinatown di Arezzo”: sono questi alcuni degli appellativi con i quali i residenti di Saione chiamano il proprio quartiere. Da anni, la centralissima ex “zona bene” di Arezzo si è tra-

sformata in un vero e proprio quartiere multietnico. Passeggiando per le strade, sono numerosi i negozi gestiti da cittadini non italiani che hanno deciso di iniziare qui una nuova vita. A oggi sono 11.796 gli immigrati che risiedono in città. Cioè, l’11% della popolazione aretina non ha origini italiane. Grazie a questo afflusso, la città ha raggiunto i 100 mila abitanti. Un fenomeno che però immancabilmente porta con sé anche il problema dell’integrazione socio-culturale. «Siamo stati invasi – dicono alcuni residenti di via Libia, – non possiamo far altro che accettare la presenza di questi nuovi vicini. Una volta passeggiare per via Vittorio

Veneto era un piacere per gli occhi. Oggi i negozi made in Italy rimasti sono veramente risicatissimi. Tutto l’ultimo tratto è una sequenza di bazar di cinesi, ristoranti etnici e alimentari gestiti da indiani e pakistani. Nella mia famiglia non ci sono mai stati problemi per quanto riguarda la civile convivenza all’interno dello stesso quartiere, anche se purtroppo conosco persone che non sono state altrettanto fortunate come noi». Troppo spesso la cronaca locale riporta sulle pagine dei quotidiani fatti ed eventi di microcriminalità, che hanno come location proprio Saione. Furti in appartamento, rapine, atti vandalici e spaccio. «Partiamo dal concetto che non è possibile fare di tutta l’erba un fascio – dice un abitante di via Nazario Sauro, – però prima che nel quartiere venisse popolato così intensamente da non aretini vivevamo in una zona tranquilla della città. Adesso uscire la sera d’inverno, per signore e ragazze da sole, non è certo

un’operazione tra le più gradite. Non sai mai chi trovi dietro l’angolo, oppure in cosa puoi ritrovarti coinvolto. Questo problema è palpabile, reale e condiviso. Anche i negozianti lamentano un certo tipo di degrado. Non solo urbanistico. ma anche e soprattutto sociale». «Siete mai stati in piazza Zucchi durante il pomeriggio? – dice un abitante di via Po, – avete mai provato a contare quanti sono gli aretini che se ne stanno lì? Nessuno, o pochi passanti che attraversano l’area di corsa. Non credo che tutti questi rumeni, albanesi, indiani e cinesi che hanno preso casa a Saione siano dei delinquenti. I ragazzi che gestiscono il negozio sotto casa mia sono davvero carini e gentili, oltre che gran lavoratori, però è anche vero che tutto questo boom di presenze non italiane, e soprattutto di persone che non trovano – o non vogliono – trovare lavoro, non aiuta all’immagine della città». C’è chi si sente colonizzato, chi accetta di buon grado la convivenza, chi non la tollera e chi invece vede il tutto come un variopinto scenario di opportunità.

«Io trovo che il quartiere abbia acquisito un valore aggiunto – dice un ragazzo di via Cesti: – i miei vicini sono originari del Bangladesh e posso garantire che mai abbiamo avuto un problema o un tipo di discussione. Siamo ormai diventati buoni amici. Ho imparato a gustare anche piatti tipici della loro cultura, visto che la signora ogni tanto ci offre qualche assaggio della sua cucina, inoltre mi confronto molto con i loro figli che hanno più o meno la mia stessa età. Ho imparato molto da questa convivenza». ■

Edizioni Giorgio Vasari: a servizio di aziende, editoria e pubblicità per segnalazioni, richieste, domande scrivete a ilsettimanalediarezzo@gmail.com

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Immigrazione, ne, una D

i questi tempi, con le Comunali di maggio alla porte e l’arrivo andi Andrea Bardelli che in provincia di Arezzo di gruppi di nordafricani in fuga dai loro Paesi, i termini “elezioni” e “immigrazione” suonano estremamente attuali e appaiono in stretta connessione. Non solo perché la questione dei flussi migratori è argomento con cui ogni candidato a sindaco deve mettersi alla prova, ma anche in relazione al fatto che alle prossime Amministrative tutti i comunitari maggiorenni residenti ad Arezzo che abbiano presentato richiesta di inserimento nelle liste elettorali saranno ammessi alle urne, in virtù dell’articolo 40 della Carta dei Diritti europea. E tra le circa 90 cittadinanze presenti ad Arezzo quella

vita della città / 2

rumena, tra le prime tre più numericamente rilevanti, potrebbe incidere – con i circa 3700 aventi diritto al voto – sull’elezione del Sindaco, anche in considerazione del panorama estremamente

articolato che si presenterà sopra la scheda elettorale. Octavean Ioan Tomuta è il sacerdote rumeno assegnato alla chiesa di San Bartolomeo, consacrata al rito ortodosso osservato in Romania. «Sulla base della mia esperienza – spiega al “Settimanale” – direi che ad Arezzo generalmente i rumeni sono stati accolti positivamente, anche in ragione di una loro indole franca e generosa. A mio parere l’80-90 per cento dei miei connazionali sono bene inseriti in questa realtà, anche sul piano lavorativo. Una discreta parte di loro lavora nel settore orafo, altri sono muratori, numerose sono le donne impiegate come badanti. A parte qualche episodio, non mi sembra che vi siano situazioni critiche legate all’immigrazione». Quali sono le problematiche di una comunità inserita all’interno di questo contesto civico? «Gli aretini all’inizio sono chiusi e diffidenti come ricci, ma non appena riesci a entrare in confidenza con loro si dimostrano straordinari, come la loro città, che personalmente considero pulita, ordinata e sorvegliata come pochi altri luoghi in cui sono stato. Ne è dimostrazione il fatto che in questi anni io e i miei connazionali abbiamo ricevuto aiuto sia dagli abitanti che dalle istituzioni locali, senza registrare particolari problemi. Certamente esistono angoli in cui si avverte un poco di razzismo, non

così forte ma comunque vivo e manifesto, anche nei dintorni della mia chiesa. Tuttavia non è corretto parlare in generale di razzismo, quando solamente qualche famiglia in un quartiere tiene un atteggiamento intollerante verso di noi». Recenti indagini su episodi di furti alle ditte orafe hanno portato agli arresti di alcuni suoi connazionali. Il suo punto di vista?

Referendum e acqua pubblica: Lucherini spiazza tutti… e il Pd

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re quesiti referendari, che diventano quattro, e una questione che diviene centrale anche in questa campagna elettorale: il ritorno all’acqua pubblica. Un’eterna battaglia che divide favorevoli e contrari all’attuale sistema di gestione pubblico-privato. Arezzo fu il primo Comune in Italia a usufruire della Legge Galli, sempre Arezzo conta le bollette tra le più care d’Italia. Ci sono tutti gli ingredienti per una battaglia di consenso, che finalmente potrebbe declinare uno dei temi fondamentali di questa campagna elettorale, invece di lastricare le strade di “sole” buone intenzioni e tappezzare la città di migliaia di manifesti, dal costo ingente, ne siamo certi. Da una parte quindi, la Rifondazione Comunista di Ferrero, i Comunisti Italiani e un po’ di Verdi, uniti alle elezioni in “Sinistra per Arezzo”, Sinistra, Ecologia e Libertà di Vendola, il Movimento 5 Stelle di Grillo e l’IdV, da sempre favorevoli alla ripubblicizzazione, assieme – e questa è una sorpresa – a Lucherini, che adesso vorrebbe ridare tutto in mano ai Comuni, i quali dovrebbero comunque farsi carico degli oneri necessari per ricomprare i diritti assegnati a Nuove Acque e che spiega di “esser sempre stato critico sulla procedura di costituzione di Nuove Acque, sugli stipendi corrisposti al management e sulle spese a bilancio”. Infine il Pd, che a partire da Bersani si oppone alla privatizzazione forzata voluta dal Governo, che ad Arezzo ha visto Fanfani firmare per i referendum, ma che formula una proposta intermedia in cui “non [si] tiene conto di nessuna strategia referendaria”, si legge sul sito del Pd.

e ti accompagnano in ci città citt itt ittà (e a ballare!)

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a città che cambia «Il popolo rumeno, storicamente parlando, è un popolo non violento e di grande cuore, ma l’entrata improvvisa in un oceano di libertà, prima negata a causa del comunismo, ha prodotto una specie di shock. È come una diga che si rompe: lo sporco viene in superficie.

Anche in Romania, dopo la rivoluzione, il mondo sporco è affiorato, insinuandosi in Parlamento oppure in ruoli chiave della vita sociale. Per questo la Romania non funziona come dovrebbe e gli interessi economici di parte scavalcano gli interessi di Stato. Quegli episodi criminosi che riguardano miei connazio-

nali testimoniano le trasformazioni avvenute in Romania negli ultimi decenni, prima fra tutte l’avvento e la caduta del comunismo, fattore che ha determinato una decadenza sociale e culturale, introducendo una educazione rigida e qualitativamente scarsa. La mia generazione ha avuto la fortuna di venire istruita dai grandi professori del periodo interbellico, come Mircea Eliade, Emil Cioran, Eugène Ionesco, simboli di una intellettualità forte e riconosciuta, ma tanti dei connazionali che vivono adesso in Italia sono passati nella scuola dopo la rivoluzione, e sono i prodotti di una cultura senza cultura. Un esempio: fino agli anni Ottanta tutti gli allievi rumeni conoscevano almeno altre due lingue oltre alla propria. In questo senso il mio impegno è quello di cercare, nelle mie prediche, di supplire a questa carenza ed educare al comportamento». C’è la tendenza ad associare la parola immigrazione a criminalità. «C’è stato un periodo, tra il 2006 e il 2008 mi sembra, in cui i media italiani hanno contribuito, a seguito di alcuni fatti di cronaca, anche minori, e attraverso quella che appariva una campagna contro i rumeni, a influenzare negativamente la popolazione nei nostri confronti. Sembrava che essere rumeno significasse essere un de-

linquente, a differenza di quanto invece ricordo pubblicato in una statistica sul “Corriere della Sera”, da cui risultava come soltanto nel 15 per cento dei reati a livello nazionale fossero implicati cittadini rumeni. Ma

con questo sistema del puntare il dito non è possibile fare educazione, e non è possibile fare integrazione». Le elezioni per il sindaco e l’opportunità di voto dei rumeni residenti ad Arezzo. «È un’occasione importante, d’altronde qui vivono e contribuiscono alla vita sociale ed economica collettiva. Io per

primo distribuisco opuscoli informativi a chi frequenta la mia chiesa, per ricordare l’appuntamento e sensibilizzare i miei connazionali. Nonostante i rumeni non siano

così attaccati ai momenti elettorali in Romania, con percentuali di votanti intorno al 55 per cento della popolazione, credo che ad Arezzo potrebbero essere in molti ad andare alle urne». ■ Dall’altra parte PdL e Lega, guidati dalla Sestini, a cui va bene l’attuale assetto, seppur con tariffe agevolate per i ceti più deboli. Nel mezzo, il voto dei cittadini i prossimi 12 e 13 giugno, attraverso i due quesiti referendari, che chiedono da un lato di abolire

la norma secondo cui “come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico sia previsto l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato scelto detenga almeno il 40%”. Dall’altro di impedire al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza prevedere la garanzia di un reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio. In più, il voto sugli altri due importantissimi quesiti, sul no al nucleare e al legittimo impedimento, ossia lo scudo giudiziario per Berlusconi, già dichiarato parzialmente incostituzionale dalla Corte di Cassazione. Insomma una battaglia, quella sull’acqua, che farà discutere ancora molto ad Arezzo, tenendo presente che tornare indietro si può, anche dopo dodici anni, qualora i costi non vi sembrassero adeguati al servizio. In ogni caso, come sempre, i contrari ai referendum e quindi

anche all’acqua solo pubblica, vi diranno di non andare a votare. Di tempo ce n’è per pensare, quindi, buona riflessione… ■

David Mattesini

Le Comunali 2011 si avvicinano:

“SETTIMANALE VOSTRO PARTITO,

PER PROMUOVERE SUL DI

AREZZO”

IL

FAR DISTRIBUIRE VOLANTINI ELETTORALI PORTA A PORTA E RECAPITARE MANIFESTI ALL’UFFICIO AFFISSIONI

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Frutta e verdura di primavera info@dietistalapini.it www.dietistalapini.it

l’Esperto risponde

a cura della dott.ssa Barbara Lapini

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inalmente è arrivata la primavera tanto attesa, che con colori e profumi estasianti invita tutti a nutrirsi di vita e salute. Per il nostro organismo questo periodo

è un’ottima occasione per rigenerarsi, anche se il cambio di un st stagione non è semplice per tutti. Quindi, perché non approfittare dei prodotti della natura per integrare forze e nutrienti importantissimi per a affrontare la bella stagione al top delle energie e del benessere? Stiamo parlando della frutta e della verdura di questo periodo, vera e propria miniera di vitamine e sali minerali, i integratori naturali e altamente assimilabili per il nostro corpo. Aumentando il consumo di vegetali colorati l’organismo si depura e assorbe antiossidanti molto utili alla pelle e a tutte le funzioni vitali. Importantissimo cercare questi prodotti tra quelli di stagione, e preferibilmente biologici. M quali sono questi prodotti di stagione? E quali benefici possiamo ottenere dal loro utilizzo? Ma Per quanto riguarda la verdura, sono gli asparagi – della stessa famiglia dell’aglio e della cipolla – che hanno proprie diuretiche e aiutano a combattere l’eczema. prietà carciofi hanno un basso contenuto calorico, e aiutano l’attività depurativa del fegato. I cavolfiori aiutano in caso di I ca ulcere gastriche. Le fave e i piselli – legumi – sono ricchi di vitamina B1 e B2. I ravanelli invece sono ricchi di potassio, vitamina B6, magnesio e calcio, e aiutano l’attività dell’intestino e del fegato. I porri appartengono alla stessa famiglia delle cipolle e abbondano in potassio, calcio e fosforo. Gli spinaci sono ricchi di ferro, che viene assorbito solo se assunto insieme alla vitamina C. Inoltre, se mangiati crudi contengono anche vitamina A, vitamina C, vitamina E, magnesio, manganese, ferro, vitamina B2, calcio, potassio, vitamina B6. La rucola è ricca di vitamina C e potassio, nche questo mese sono arrivate moltissime mail dai lettori di questa rubrica, che ed è considerata afrodisiaca. La cicoria è legata al radicchio e alla cataloringrazio per l’interesse, e rinnovo la mia disponibilità a rispondere agli amici di gna, offre proprietà depurative per l’intestino, lo stomaco e i reni. La frutta invece di questo periodo è rappresentata dal kiwi, ricco in vita“Il Settimanale di Arezzo”. Ecco le domande di questa settimana. mina C, A ed E, che ha effetti lassativi grazie alla ricchezza delle sue fibre. Sono una donna di 47 anni, seguo sempre i sui consigli, ma una cosa che Le nespole hanno basso tasso di grassi saturi, colesterolo e sodio, sono non riesco a fare è riuscire a bere: è così importante? Gentile lettrice, grazie per la Sua fedeltà e spero di riuscire a continuare a essere ricche di vitamina A, fibre, vitamina B6, potassio e manganese. Il pompelmo: è interessante notare come il suo succo annulli l’azione di utile a molti con i miei consigli. Bere è fondamentale perché incrementa l’azione alcuni farmaci, per esempio una donna che prende la pillola contraccettiva depurativa e riduce la ritenzione idrica, dovuta anche all’eccesso di tossine in circolo. Si ricordi di bere almeno un litro e mezzo, due litri di liquidi al giorno, an- e beve tanto succo di pompelmo, è più soggetta a gravidanze indesiderate. che sotto forma di tisane o infusi, e preferire l’acqua oligominerale a basso residuo Ha un basso valore glicemico e aiuta a digerire. Le albicocche sono ricche e scarso contenuto di sodio. Al contrario faccia attenzione al consumo di alcolici, di vitamina B, C, PP, e particolarmente di vitamina A. Il frutto fresco è poiché l’alcol ha un’azione tossica sul fegato. Un bicchiere di vino a pasto (per un astringente, mentre se essiccato è lassativo. Le ciliegie aiutano a prevenire le malattie vascolari, perché hantotale di 300 cc) è l’apporto che sarebbe meglio non superare. Inoltre, per ridurre la ritenzione idrica data dal sodio contenuto nel sale da no un’azione simile a quella dell’aspirina. Contengono vitamina A e C. cucina e nei numerosi alimenti conservati, è consigliabile scegliere vegetali ricchi Ultime ma non per importanza vengono le fragole, ricche in vitamina C e flavonoidi. ■ di potassio come patate, spinaci, kiwi e banane. ■

le vostre domande

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1931-2011: 80 anni di Giostra del Saracino

Parte il concorso per le Lance d’Oro 2011 si corre giostra!

C’

di Roberto Parnetti

è tempo fino a giovedì 28 aprile per partecipare al concorso per la realizzazione dei bozzetti per l’impugnatura delle Lance d’Oro 2011. Il bozzetto del trofeo per la Giostra di San Donato in programma sabato 18 giugno (121a edizione dell’età contemporanea) è dedicata all’Unità

d’Italia, in occasione del 150° anniversario della proclamazione del Regno d’Italia. La Lancia d’Oro della Giostra della Madonna del Conforto, che si correrà domenica 4 settembre (122a edizione dell’età contemporanea) è dedicata al pittore aretino Spinello di Luca Spinelli, detto appunto Spinello Aretino, in

occasione del sesto centenario della morte. NOMINE PER LE EDIZIONI 2011

Nei giorni scorsi la Magistratura della Giostra del Saracino ha reso note le nomine delle cariche istituzionali per le due edizioni 2011. La novità più rilevante riguarda il ruolo di Maestro di Campo che sarà ricoperto, per entrambe le edizioni, da Dario Bonini, il quale avrà come vice Ferdinando Lisandrelli e Stefano Rovetini, e come coadiutori Guido Abbate, Alfonso Borgogni, Andrea Borgogni, Roberto Corsetti, Patrizio Lucioli, Marco Magnani, Massimiliano Malatesti, Marco Salvatori e Andrea Sandroni. La nomina di Bonini è stata presa a seguito della indisponibilità presentata da Enzo Gori, il quale nelle passate edizioni si era alternato con lo stesso Bonini nel ruolo di Maestro di Campo. Confermate le altre cariche: Gianfranco Chiericoni Araldo, Francesco Chiericoni Vice, Mauro Viroli Cancelliere, Simone Rogialli e Andrea Sisti Famigli del Buratto, Mario Meoni supplente, Daniele Baldi Sergente dei Fanti del Comune. Nella nota diffusa alla stampa la Magistratura, augurando un buon lavoro ai noANNI DI IOSTRA minati, ha voluto ringraziare Enzo Gori “…per l’impegno, la disponiIl “Settimanale di Arezzo”, in occasione dell’ottantesimo anno dalla ripresa della Giostra del Saracino, vuole omaggiare bilità e la passione con cui ha svolto la rievocazione pubblicando notizie curiose, cronache di edizioni, personaggi o episodi della storia della manifestazione. per molti anni l’importante e delicato incarico di Maestro di Campo… n questo numero pubblichiamo la rara immagine del manifesto con i prezzi dei posti di tribuna per la 4a edizione Enzo Gori ha interpretato il ruolo della Giostra, corsa il 6 agosto 1933 e vinta dal Quartiere di Porta del Foro. Una curiosità di quella edizione è leaffidatogli con spirito cavalleresco, gata al nome di uno dei due giostratori giallo cremisi, ovvero Giorgio Giorgeschi, che durante il corteggio storico, a rettitudine e imparzialità, applicanseguito di un malore, fu sostituito dal figurante Secolo Imparati (successivamente Rettore del Quartiere e vincitore do con logica e intelligenza le norme delle Giostre del ’74 e ’77), il quale dunque corse la carriera assieme a Antonio Martini. che costituiscono il regolamento delA oggi il nome di Imparati, come giostratore vincitore di quella giostra, è riportato – come evidenziato dalla foto la Giostra, ripagando costantemente pubblicata – solamente nell’Albo d’Oro che si trova all’interno della sede storica di Porta del Foro. ■ la fiducia di questo organismo a cui compete la nomina della più ampia autorità in campo”. Saranno invece nominati in una prossima riunione i componenti che faranno parte della Giuria. ■

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Giardino delle Idee 150 Emilio Gentile racconta due Italie cultura / 1

di Valentina Tramutola

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a dedica al Risorgimento del Giardino delle Idee porta ad Arezzo Emilio Gentile, insigne docente di Storia Contemporanea presso “La Sapienza” di Roma, e noto a livello internazionale per i suoi studi, che a partire dagli anni

Settanta hanno risistemato in maniera netta la storiografia del Fascismo. Il primo merito del molisano, ospite sabato 9 aprile, alle ore 17, presso l’auditorium del Museo d’Arte Medievale e Moderna di via San Lorentino, è quello forse di scavalcare un’ideologia, puntando al totalitarismo come fenomeno puro, privandolo in qualche modo del carattere di “italianità”. In questo senso, la grande scuola di De Felice e Mosse, presso cui Gentile ha fatto gavetta, gli ha permesso di applicare una nuova regola critica allo studio storico. Con mano ferma e apertura intellettuale, Gentile ha così composto il suo “Né stato “Jesus Christ Superstar”

L’opera rock più famosa sbarca in Casentino

né nazione. Italiani senza meta” (Laterza Editore), volume che investiga l’Unità d’Italia a partire dal suo contrario: la divisione.

Oltre i facili scompensi emotivi che il popolo italiano possiede per natura, oltre la sfiducia che caratterizza il nostro abato 9 aprile al Teatro degli Antei di Pratovecchio e sabato 16 aprile al Teatro tessuto sociale, oltre anche la con“Dovizi” di Bibbiena, alle ore 21.30, l’Associazione Corale Symphonia, insieme sapevolezza di una radice comune alla band aretina Il Banchiere Anarchico e alla scuola di danza Dance Art, presentano il consolidata nei secoli, lo storico inmusical Jesus Christ Superstar, opera rock di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice. dividua nettamente l’esistenza milleSymphonia, diretta da Gaia Matteini, esegue numerosi concerti di polifonia sacra e profana. naria di un dualismo che si realizza a È un coro che ogni anno acquista prestigio grazie alla sua varietà di repertorio e a un’autentica più livelli – sociale, economico, terpassione per la musica, che travalica i generi. Questo nuovo progetto musicale, che coinvolge ritoriale – e continua a manifestarsi diversi tipi di arte, propone una personale visione del celeberrimo Jesus Christ Superstar. I nonostante le nuove esigenze della protagonisti dello spettacolo sono Porfirio Lo Cascio, Umberto Del Buono, Roberta Soldani, contemporaneità. Eugenio Dalla Noce e Valentina Magnanenzi, con la voce narrante di Giancarlo Corciulo. Le due “Italie” tratteggiate da Gentile costituiscono un fenoL’allestimento del musical è il risultato di un eccellente lavoro di grupmeno inquietante, sopravvissuto agli eroismi dell’età po e di amicizia, oltre che di un’ottima preparazione e professionalità da unitaria, ma in grado di restituirci un ritratto etimologico, parte di tutti i soggetti coinvolti. Un evento dove musica, voce e danza fedele fino alla familiarità. A partire dalla riflessione sui feaccompagneranno lo spettatore in un percorso denso di carica emotiva, steggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità, passando atche da quattro decenni incanta il mondo. ■ traverso l’analisi precisa delle forme di stato e delle vicissituValeria Gudini dini a esse correlate, l’autore azzarda ipotesi sull’andamento dello spirito patriottico, rendendo voce a chi l’Italia unita la vive nel cuore e a chi ne resta ai margini, sia politicamente sia socialmente.

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E dal quadro deludente di popolo smarrito, che fatica ancora a trovare un nome comune e che si dimostra scontento della storia nazionale, viene

fuori forse una speranza di riconversione a un orgoglio buono, costruttivo, in cui si compendiano vizi e virtù in egual misura fondamentali. La meditazione ultima è che occorre onestà intellettuale per porsi dinanzi a questa Unità: eroismi e assassinii furono due specchi, coercizione e giustizia si sovrapposero. Se gli italiani allora non seppero di esserlo, fu perché nessuno glielo spiegò, e questo senso di cospirazione pervade ancora la società. E la disgrega. ■

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Caterina Puletti Quando la pittura ti aiuta a capire chi sei

cultura / 2 di Marco Botti

aterina Puletti, classe 1972, è una pittrice aretina la cui arte si caratterizza per le figure oniriche, che sinuosamente si muovono

C

in totale solitudine. L’agitazione di quel periodo mi avvicinò ad artisti irrequieti come Dalì, Magritte e De Chirico. Dapprima sperimentai delle tecniche su carta, quindi passai alla tela, man mano che acquisivo consapevolezza di me. Dal 2001 cominciai a esporre con mostre collettive e personali e tra il 2003 e il 2005, assieme alla pittrice Monica Gori, provai anche l’esperienza di insegnare agli altri a disegnare». Cosa significa dipingere un quadro? «Se lo fai per realizzare qualcosa di decorativo è un piacevole hobby. Quando

e fluiscono all’interno di un magma pittorico in continua evoluzione, connotato da tinte accese, a tratti impetuose. Il suo stile, contaminato e allo stesso tempo distintivo, strizza inconsciamente l’occhio alla metafisica e al surrealismo novecenteschi. Ma andiamo a conoscere meglio questa artista, solitamente riservata ed ermetica. È corretto definirla pittrice tosco-campana? «Direi di sì. Sono nata a Napoli e all’età di cinque anni sono venuta a vivere ad Arezzo. Mio padre, aretino, si era trasferito al Sud per lavoro. Là conobbe mia madre. Ancora serbo ricordi bellissimi di quella terra, dove da bambina passavo intere estati, coccolata dai nonni. Napoli è un tesoro sotto tutti i punti di vista. È anche una città piena di contraddizioni, ma forse è proprio questo che la rende vitale e unica». Come si è formata? «Da piccola trascorrevo i pomeriggi a disegnare i personaggi preferiti dei car- invece ci metti tutto te stesso e vai a scavare nel tuo “io” più profondo, toon, e li riproducevo così bene che gli altri erano convinti che fossero ricalcati. può essere un processo creativo che fa paura. Le tue emozioni pervadono Alle Medie ho avuto come insegnante di educazione artistica Nicoletta Cosmi, la tela, la mano va da sé e ti porta a esiti impensabili all’inizio. Mentre dipingi fissi un momento irripetibile della tua vita, in un mix di che intuendo la mia inclinazione convinse i miei, tra le perplessità, a iscrivermi coscienza e inconsapevolezza, che solo l’arte pittorica riesce a rappresentare». all’Istituto d’Arte. www.mendi.it/dipingendoanna ■ Finite le Superiori desideravo fare l’Accademia delle Belle Arti, ma anche lì trovai una certa ostilità da parte della famiglia, che mi consigliò un indirizzo che poteva offrirmi più certezze in ambito lavorativo. Così frequentai la scuola “Out of West” di Grafica Pubblicitaria ed Editoriale a Firenze, una bella esperienza in una città cosmopolita, che mi aprì le porte al lavoro che svolgo da oltre quindici anni, Alla scoperta dell’America più nascosta quello di grafica per un noto settimanaartedì 12 aprile, alle ore 18, presso la Galleria d’Arte “Villacana D’Annibale” di via Cavour si inaule di annunci economici e di lavoro del gura la collettiva delle fotografe americane Sally Brennan e Johanna Herrera, dal titolo Out of West. nostro territorio». Con le loro foto le artiste-viaggiatrici portano lo spettatore negli splendidi scenari della California e del parco Parallelamente ha portato avanti il di Yosemite, tra le suggestive riserve indiane dell’Arizona, per approdare agli indimenticabili paesaggi della Death suo percorso artistico. Valley. Questa mostra è la prima che la galleria organizza a livello internazionale. L’obiettivo è creare un punto di «Ciò è avvenuto soprattutto a partire riferimento per l’arte contemporanea e tradizionale, e un luogo di scambio per gli artisti di dal 2000, quando dipingere è diventata tutto il mondo. un’esigenza. La pittura mi ha aiutato Le due fotografe, con il loro obiettivo, riescono a catturare l’anima più intima e nascosta in una fase di cambiamenti e di forti dei luoghi e delle culture che ne fanno parte, permettendo al visitatore di compiere un vero conflitti interiori. Avevo bisogno di e proprio viaggio virtuale. Un evento unico, che resterà aperto fino a sabato 16 aprile, e che sfogare certe emozioni, anche vioSerena Capponi promuove un’arte in continuo sviluppo. www.frescoqueen.com ■ lente, e spesso dipingevo di notte,

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Demon Love

Gessica Scarpelli e il suo mondo di amori e demoni cultura / 3 di Sara Gnassi

Gessica Scarpelli è una giovane e promettente scrittrice. Frequenta l’Istituto d’Arte ad Arezzo e ha come grande passione la scrittura. A soli diciannove anni ha già pubblicato il suo primo libro, intitolato Demon Love (Kimerik Edizioni). Come sei arrivata a scrivere questo romanzo? «Fin da piccola ho sempre letto molto, e negli ultimi anni mi sono avvicinata e appassionata al new gothic. Tutto questo mi ha spinto a provare a scrivere un mio volume, che si rifacesse alle tematiche tipiche del genere, che vedono la presenza di elementi e creature paranormali ed esoteriche». Oggi più che mai, la pubblicazione dei propri lavori, soprattutto se parliamo di esordi, non è affatto semplice. Tu come ci sei riuscita? «Ho spedito il manoscritto a molti editori, non solo aretini, sperando in un positivo riscontro. Alcuni di loro mi hanno risposto mandandomi le loro proposte di contratto, tra le quali ho scelto quella della Kimerik, che è una casa editrice siciliana. Vedere un libro con la mia firma nelle librerie è stato un sogno che si è avverato. Per questo devo ringraziare tutte le persone che mi hanno sostenuta e che ora mi aiutano a promuovere il romanzo, in particolare Nanni Cheli». Puoi dirci brevemente la trama del tuo volume? «È la storia romantica tra una ragazza, Diana, e un demone di nome Damien, che riuscirà a scoprire, grazie a un rapporto passionale, il vero senso dell’amore e

del sacrificio che questo sentimento comporta. Il tutto sarà accompagnato dalla lotta che il protagonista dovrà affrontare con un demone a lui avverso, che userà ogni mezzo per ostacolarlo». Il libro, come ci hai spiegato, appartiene al new gothic, che negli ultimi anni ha riscosso un enorme successo letterario. Perché tanti ragazzi della tua età si avvicinano a tale genere? «A me personalmente affascina da sempre il lato oscuro delle cose. Certamente ha influito la fortuna della saga di Twilight, che ha portato all’affermazione di un genere che fino a quel momento era rimasto in ombra. In generale credo che unire il mondo sovrannaturale, popolato da esseri come vampiri e demoni, a storie d’amore tormentate, che poco hanno a che fare con la quotidianità di una coppia normale, sia una formula vincente». Quanto di autobiografico c’è nei personaggi da te creati? «Il mio libro è molto autobiografico. Diana ha diversi lati caratteriali che appartengono anche a me, mentre Damien è modellato in parte sulla figura del mio fidanzato. La stessa cerchia di amici che appaiono nella storia si ispira ai miei compagni». Hai già in cantiere progetti per una nuova opera? «In realtà sto già scrivendo. Il mio nuovo lavoro apparterrà sempre al genere new gothic, ma non sarà un continuo del precedente». ■

Un aretino nel Far West. “Il mio Tex”, di Fabio Civitelli, in mostra a Torino

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rosegue fino al 16 aprile, nella Little Nemo Art Gallery dello Spazio Art&Co.Mix di Torino, la mostra dedicata al volume Il mio Tex – La ballata del West, di Fabio Civitelli e

Giovanni Battista Verger, con testi di Moreno Burattini. Famoso per la pulizia del tratto, la cura dei particolari e l’utilizzo di visi di attori famosi per raffigurare personaggi comprimari, l’artista

originario di Lucignano è riconosciuto come una delle principali matite del celeberrimo fumetto edito da Bonelli, che disegna dal 1984.

L’opera in mostra ha avuto una gestazione lunga diciassette anni e si propone come vero e proprio libro d’arte dedicato a Tex Willer, realizzato in bianco e nero nell’originale formato 29 x 29 centimetri, con tiratura limitata a cinquecento copie. L’esposizione, che ha inaugurato il 25 marzo alla presenza degli autori e resterà aperta dal martedì al sabato, dalle 14.30 alle 19.15,

raccoglie e mette in vendita le oltre novanta illustrazioni inedite di Civitelli Enrico Badii che compongono l’albo. www.littlenemo.it ■

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Rel

ax!

il sonetto

la vignetta di Gigi Paggetti

L’ITÈLIA UNITA

di Leonardo Zanelli «Son centocinquant’anni che l’Itèlia è stèta unita, anco si esistiva prima, quande la lupa misse a bèlia quî citti, ’n tul del Tevere la riva. E si a tempi de Gracchj e de Cornelia fra patrizi e plibèi ’n ce s’intindìva (come succede anco fra me e la Clelia e a cinquant’anni, forse… ’n ce s’arìva!)

oggi ’nn’è cambio gnente, Beppe, sono l’istesse cose: el ricco se la góde e ’l pòviro… ce patisce e ce róde!» «A trovàcce remèdio io ’n so bóno, perché , fatta la legge… c’è l’inganno: l’Itèlia, Tónio, è fatta de ’sto panno!»

chilometro zero e erbe spontanee hanno avuto molta importanza nella nostra alimentazione fino agli anni Cinquanta. In seguito, con il passaggio dalla campagna alla città, sono state gradualmente sostituite dagli ortaggi coltivati.

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cinema: Never Let Me Go ■ ■ ■ ■ ■

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ratta dall’omonimo romanzo di Kazuo Ishiguro, la pellicola diretta da Mark Romanek e sceneggiata da Alex Garland si fregia di un cast d’eccezione, che ne

sostiene abilmente le nuance e la complessità con eleganza e rigore. Geniale e semplicissima premessa: in un mondo alternativo non troppo diverso dal nostro la scienza medica ha trionfato sui suoi nemici di sempre, attraverso un progresso miracoloso nel ramo dei trapianti di organi. La conseguenza più ovvia è un allungamento prodigioso dell’aspettativa di vita, ma anche il vertiginoso aumento della richiesta di donazioni.

Ecco allora che Ishiguro ci presenta il lato oscuro della vicenda, ovvero il ricorso alla più controversa delle procedure genetiche, la clonazione, per soddisfare l’attaccamento alla vita del genere umano. Accettando questa premessa, il misurato Never Let Me Go prende vita e solleva, senza pretendere di offrire facili risposte, questioni esistenziali Jacopo Fabbroni affascinanti e controverse. ■

Eppure per chi vive in città è ancora possibile consumare le erbe selvatiche raccolte in proprio

durante una passeggiata in campagna, in collina o al mare. La raccolta delle erbe selvatiche va fatta lontano da fonti inquinanti come strade, fabbriche, allevamenti di animali, campi coltivati con metodi intensivi (con uso di pesticidi e fertilizzanti chimici), campi e giardini pubblici. Le erbe di campo vanno recise alla base con un coltello ben affilato e raccolte in un sacchetto o in un cesto, poi si mondano, si lavano e si asciugano, quindi si preparano per il consumo a crudo in insalata o cotte al vapore, in minestra, saltate in padella o altro, secondo i gusti. Vi presentiamo alcune delle erbe selvatiche più comuni che è possibile trovare nei nostri poggi: l’acetosella, che ha proprietà diuretica, dissetante e astringente, oppure la bietola, che ha proprietà emolliente, idratante e vitaminica. Per finire col dente di leone o tarassaco che è depurativo, diuretico, coleretico, lassativo e ipotensivo. ■ Fabio Mugelli

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APPUNTAMENTO AL 15 APRILE gratis presso: EDICOLA “SAN MICHELE”, piazza San Michele – “TIRA E MOLLA”, via Romana 98/A – EDICOLA PANCI SARA, piazza Saione – EDICOLA “CAMPO DI MARTE”, via Vittorio Veneto 55 – EDICOLA CITTI & CO., piazza della Repubblica, Stazione FS – EDICOLA “IL GIORNALAIO“, via F. Redi angolo via Cocci – EDICOLA AMARANTO, via Fiorentina – EDICOLA DI SAN LEO, via di San Leo 5 – NEWS EDICOLA, via Monte Falco 11 – “IL FUMETTO”, loc. Quarata – EDICOLA FABIANELLI MONIA, via Erbosa – “PAPER & CO.”, viale Amendola 15, negozio n. 5, Centro Commerciale “Setteponti” – EDICOLA FAGIOLI GABRIELE, via Vittorio Veneto, Belvedere – EDICOLA “STADIO” PERLINI FRANCESCO, via Giotto angolo via Tiziano – EDICOLA DELL’OSPEDALE, Ospedale “San Donato” – EDICOLA KENNEDY, via Kennedy 1 – EDICOLA “I GIRASOLI“, via Benedetto Croce 115 – EDICOLA SCOSCINI CLAUDIO, via Alfieri – SCARTONI LAURA & C., piazza San Giusto 11 – EDICOLA GIOTTO, piazza Giotto 19 – PAPERSERA, corso Italia 192 – EDICOLA SECCIANI VERUSKA, Rigutino S.S. 71 – EDICOLA CARTOLERIA “MARTINA”, loc. Battifolle – LA BOTTEGA DI GIACCO, loc. San Giuliano 32 – EDICOLA “ASIA”, via Guadagnoli – EDICOLA SCARTONI PIERO, piazza San Jacopo – EDICOLA TABACCHERIA N. 1, via Cavour – EDICOLA AMIDELLI EDDA, via Porta Buia – EDICOLA FONTEROSA, via Pacioli – EDICOLA “DA TONI”, viale Mecenate – EDICOLA CARTOLERIA “C’ERA 2 VOLTE”, via Tarlati – “LA TUA EDICOLA”, via Fiorentina 117 – LIBRERIA “EDISON“, Piazza Risorgimento

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CAMPO DI SAN DOMENICO, ADDIO… A padre Raimondo Caprara, che volle e realizzò questo impianto sportivo, messaggio di fede e di amore per i giovani

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uesta è la scritta che ancora per poco campeggerà sulla porta della sede del campo sportivo di San Domenico. Andiamo a ve-

dere e troviamo le recinzioni in disfacimento, qualcuno ci dice che gli operai sono già al lavoro anche se questa mattina non ce n’è traccia, spogliatoi e strutture sono visibilmente abbandonati, nei magazzini ancora le attrezzature usate fino a poco tempo fa. di Marco Beoni

Per la verità il G.S. San Domenico non è ancora scomparso ufficialmente, visto che fino al termine della stagione continuerà a disputare sia i campionati giovanili che quello di Terza Categoria. Ma quest’impianto storico, uno dei primissimi della città, è già come se non esistesse più, la

squadra gioca e si allena nei campi di Quarata, e così sarà fino alla sua definitiva scomparsa. Un nome importante quello del San Domenico in città, sia per le origini che ne fanno un unicum nel panorama comunale, la squadra cioè fondata con scopi tutti sociali per i ragazzi della città da padre Caprera nel lontano 1965, sia per i successi e i talenti che questa società ha saputo sfornare nel corso degli anni; celebri i duelli con la Tuscar, avversaria principe degli ultimi decenni del secolo scorso, e con le altre squadre cittadine: una competitività sana che spesso portava le squadre del territorio aretino a primeggiare nei campionati giovanili regionali. Adesso assistiamo invece a un’altra realtà che sparisce, dopo un’agonia durata forse anche troppo e proprio per questo quasi dolorosa anche per chi, come chi scrive, quella maglia bianconera l’ha indossata anni addietro. Se per caso facciamo un giro su un social network e cerchiamo, troviamo che non sono poche le persone a ricordare con malcelata malinconia i tempi passati, le esperienze condivise.

Sorge dunque a questo punto spontaneo l’interesse per cosa ne sarà delle strutture, se verranno abbandonate o utilizzate in un qualche modo; la proprietà dell’impianto è sempre stata

della Curia, e il presidente Landi ne era solo il concessionario, ma ovunque chiediamo ci viene risposto o che non ne sanno nulla o che prima di parlare devono aspettare un comunicato che ormai si rinvia da settimane. Eppure l’impianto, a quanto ne sappiamo, è già stato venduto a una società romana, di cui però non

abbiamo altre informazioni. È una storia che inizia quasi due anni fa proprio qui, in via Beato Gregorio X, dove una mattina si presenta Guido Carboni, assieme a Volandri e altre persone della Federazione Tennis italiana. È probabilmente allora che nascono le basi di un progetto, e le voci che lo riguardano; un progetto il

quale sembra contempli piscine e campi da tennis, un grande centro (ci sembra di capire privato,

e non federale ). Perciò, in attesa di sapere davvero cosa accadrà, ci domandiamo quale opportunità possa essere questa per la città; la società calcistica, lo ripetiamo, era da anni in caduta libera, e il destino sembrava segnato da tempo. Speriamo che ciò che nascerà dalle ceneri sia meglio di ciò che è andato in fumo. ●

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LA CHIMERA NUOTO ORGANIZZA IL IV MEETING DEL SARACINO

di Marco Cavini

Dopo il successo delle precedenti edizioni, il 9 e il 10 aprile e 500 nuotatori da tutta Italia invaderanno il Centro Sport Chimera era

S

aranno quasi 500 gli atleti che, sabato 9 e domenica 10 aprile invaderanno il Centro o Sport Chimera in occasione del IV Meeting del Saracino.

Organizzato dalla Chimera Nuoto, il Meeting è una manifestazione di nuoto a carattere nazionale aperta a tutte le categorie, dagli Esordienti ai Senior. Nelle precedenti tre edizioni, la manifestazione si è rivelata un successo sia per il numero dei partecipanti sia per la qualità dell’organizzazione, tanto che è ormai diventata un appuntamento fisso per quasi venti società di tutta Italia. Per conoscere con maggiori dettagli l’edizione 2011 del Meeting del Saracino, abbiamo incontrato e intervistato Marco Magara, il direttore tecnico della Chimera Nuoto. Magara, ci presenta la quarta edizione del Meeting del Saracino? «Anno dopo anno, il Meeting è cresciuto sempre più, raggiungendo un livello di partecipazione e di o qualità degli atleti veramente notevole: per questa edizione attendiamo al palazzetto del nuoto di Arezzo 20 società, con 500 atleti e oltre 1500 persone al seguito, tra tecnici e genitori. Solitamente le regioni più rappresentate sono Toscana, Umbria, Lazio e Marche, ma nel corso degli anni non sono mancate anche società di Milano o di Napoli. La data del 9 e 10 aprile è stata scelta appositamente per permettere un’alta partecipazione perché si colloca in un periodo, a cavallo tra i campionati invernali e quelli estivi, in cui gli atleti non hanno manifestazioni e sarebbero altrimenti costretti a stare quasi due mesi senza gareggiare. Nei due giorni del Meeting assisteremo a un programma gare che comprende tutte le specialità e tutti gli stili». Perché avete scelto di aprire il Meeting a tutte le categorie? «Nel panorama delle gare, è raro trovare manifestazioni in cui tutti i ragazzi di una società possono gareggiare insieme: solitamente le gare sono divise per categoria e dunque a una società non capita quasi mai di avere tutti i propri atleti insieme. Il Meeting del Saracino nasce con l’idea di far muovere un’intera società, per permetterle di portare tutti i suoi ragazzi e far vivere loro un’esperienza comune».

Cosa rappresenta questa manifestazione per la Chimera Nuoto? «Il Meeting del Saracino rappresenta un’occasione unica per far gareggiare insieme tutti i nostri agonisti e per portare il grande nuoto ad Arezzo, una città che solitamente è fuori dai circuiti federali. Il Centro Sport Chimera negli ultimi anni si è fatto conoscere per la qualità delle proprie manifestazioni e dei propri ambienti ma, nonostante questo, le principali gare di rilievo nazionale o regionale non fanno mai tappa in città». Che obiettivi vi ponete per questa edizione? «Negli anni passati siamo quasi sempre riusciti a salire sul podio, arrivando una volta secondi e una volta terzi.

Parteciperemo con oltre 50 atleti e con l’obiettivo di confermare la qualità del nostro gruppo e gli ottimi risultati delle precedenti edizioni».

Quanto avete lavorato per organizzare un evento del genere? «La grande macchina organizzativa si è messa in movimento già da molti mesi, con l’obiettivo di far riuscire perfettamente la manifestazione. Gli inviti a tutte le società, la preparazione delle vasche, l’organizzazione degli stand gastronomici, la gestione di tutte le gare, l’elaborazione dei dati dei partecipanti: ormai siamo rodati, ma tutte queste operazioni hanno richiesto un grande sforzo organizzativo». Il Meeting si sta affermando sempre più: cosa sogna per gli anni futuri? «Nelle precedenti edizioni abbiamo raccolto i complimenti di tutti i partecipanti, dunque spero di continuare su questa strada e, di anno in anno, migliorare ancora e portare un numero sempre maggiore di società. Il mio sogno è fare di questa manifestazione un riferimento per tutta Italia, e in futuro riuscire a portare

ad Arezzo qualche grande atleta di rilievo nazionale». ●


A REZZO, CI SIAMO QUASI! L’

di Luca Stanganini

Arezzo dopo la sonante vittoria nello scontro diretto con il Deruta, Arezzo, Deruta è davvero a un passo dalla salvezza, salvezza traguardo che solo so tre mesi fa pareva una sorta di miraggio nel deserto e invece, a suon di risultati, è diventato un obiettivo raggiungibile già fin da questo fine settimana.

Tre punti conquistati nello scontro diretto di Scandicci, infatti, sarebbero il lasciapassare matematico per garantire agli amaranto del presidente Severini la permanenza anche nella prossima stagione nell’attuale campionato, aprendo inoltre buone prospettive per un possibile ripescaggio nella Seconda Divisione della Lega Pro. Un evento attualmente ipotizzabile solo sulla carta, che però causa il continuo stillicidio di società in difficoltà economiche e finanziarie (ne abbiamo un esempio concreto nella vicina San Giovanni Valdarno) renderà necessaria un’integrazione dei gironi, per sostituire le squadre eventualmente non iscritte. Come diceva una famosa canzone, “il futuro è un ipotesi”, per cui, per adesso, godiamoci l’oggi. Un presente che vede i ragazzi di mister Coppola, viaggiare con un passo da leader; dodici risultati utili consecutivi, conquistati con merito, uscendo imbattuti anche in campi apparentemente proibitivi, vedi il “Curi” oppure il “Buitoni”. Una squadra che gira, che ha costruito una propria precisa identità, si è dotata della giusta mentalità e gioca, finalmente, libera da condizionamenti mentali, con lo spirito giusto e la consapevolezza dei propri mezzi, senza piangersi addosso né abbattersi, anzi traendo forza dai momenti di difficoltà. Bravo Coppola a lavorare anche e soprattutto sulla testa dei giocatori, alcuni dei quali, vedi Rubechini e Sanguinetti, fanno parte del gruppo storico, quello con il quale l’allora Atletico Arezzo di Marco Massetti, era ripartito – a

fatica – dopo la traumatica fine del vecchio Arezzo di Mancini.

Brava anche la nuova società, un gruppo di imprenditori venuti dal Lazio con l’intenzione di dimostrare, fatti alla mano, che si poteva ancora fare qualcosa di buono a livello calcistico, ripartendo dalle macerie di una piazza che

veniva da anni di calcio ad alto livello e si era ritrovata con in mano un pugno di mosche.

Il gruppo di Severini, nel quale ha messo la faccia gente del calibro di Abel Balbo e Luca Zingaretti – non emeriti faccendieri sconosciuti – ha già manifestato la volontà di proseguire il “Progetto Arezzo”, a patto che ci sia il supporto

delle istituzioni e dell’intera tifoseria, la quale è chiamata, al di là dello zoccolo duro sempre presente sugli spalti, in casa e fuori, a dimostrare il proprio attaccamento ai colori e giustificare eventuali investimenti della proprietà.

Poi c’è lo scoglio dello stadio, risorsa imprescindibile per guardare al futuro. Uno stadio accogliente, capace di invogliare anche le famiglie a tornare dalle parti

di San Cornelio, per una sorta di happening che oramai da tanto tempo – purtroppo – non si vede dalle nostre parti. Insomma, di cose da fare ce ne sono. Un passo alla volta, però. Adesso, c’è una salvezza matematica da conquistare. Avanti Scandicci! ●

Iniziano i play-off… e sale alto il ruggito dei Lionss

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plendido sabato 2 aprile per l’Hockey Club Arezzo Lions, che tinge di giallonero gli spalti del Palacaselle e vince gara uno dei play-off, sia con la formazione di Serie A1 che con la formazione di Serie B. I Leoni di massima serie erano chiamati al durissimo compito di vendicare in un sol colpo l’esclusione dalla corsa scudetto nella passata stagione e le due gare di campionato perse quest’anno contro gli atleti dell’H.C. Ferrara i quali, ironia della sorte, sono di nuovo gli avversari dei quarti di finale di questa seconda fase del campionato. I tredici Leoni, convocati per l’occasione da coach Mafucci, sono riusciti nell’impresa con un perentorio 6 a 4 ma, anche e soprattutto, con una ottima prestazione d’insieme, che non ha dato mai la possibilità agli estensi di svilupparee al meglio le loro trame offensive. I Lions erano partiti benissimo portandosi sul 3 a 0, e chiudendo sul 3 a 1 la prima frazione di gara. Nel secondo tempo però una partenza veemente degli avversari aveva condotto al temporaneo pareggio per 3 a 3, prima che gli aretini allungassero ancora le distanze e chiuderessero sul definitivo 6 a 4 finale. Su tutti David Stricker, premiato in settimana come miglior giocatore italiano del campionato di Serie A2 di hockey ghiaccio, che ha realizzato una splendida tripletta e condotto i suoi compagni al successo finale. Ritorno sabato 9 aprile a Ferrara, dove sicuramente sarà una battaglia senza esclusione di colpi. Altri risultati play-off: Pirati Civitavecchia – Milano 24 Quanta 7-3 Asiago Vipers – Edera Trieste 4-8 Diavoli Vicenza – Ghost Padova 5-8 Seconda fase del campionato anche per i Leoncini di Serie B i quali, opposti ai pari categoria del Civitavecchia, hanno sfoderato una prestazione determinata e sicura, chiudendo con un 8 a 4 che lascia ben sperare in vista della gara di ritorno di domenica 10 aprile, che si disputerà sulla costa laziale. Primo tempo praticamente perfetto per i gialloneri, che hanno chiuso con il punteggio di 4 reti a 0, mettendo in mostra un gioco tatticamente senza sbavature e tecnicamente di categoria superiore. Nella ripresa il gran caldo all’interno del palazzetto ha probabilmente fiaccato parte delle energie dei padroni di casa e permesso ai laziali di

rimanere in partita, almeno per quanto riguarda il parziale del tempo. Anche in Serie B una nota particolare per il capitano Lorenzo Schiti che, con la tripletta realizzata oggi, ha portato a 29 le sue realizzazioni personali nel torneo, su 14 gare disputate. ●

Arezzo

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IL TRIATHLON SI FA STRADA AD AREZZO CON FABIO GUIDELLI

di Marco Cavini

Dalla passione del forte triatleta, campione d’Italia in carica, è nato l’Arezzo Triathlon, una società che ambisce a radicare questo sport in città

U

n obiettivo ambizioso: riportare il triathlon ad Arezzo. Il mezzo per riuscirvi: una nuova società, l’Arezzo Triathlon. L’uomo che tenterà questa operazione: Fabio Guidelli, triatleta aretino, campione d’Italia in carica. Abbiamo incontrato lo stesso Guidelli il quale, attraverso questa intervista, ci porta alla scoperta del triathlon, facendoci rivivere la sua carriera e presentandoci l’Arezzo Triathlon, una società nata nel gennaio 2011 con l’obiettivo di avvicinare bambini e adulti a questa disciplina. Innanzitutto, Guidelli, può spiegarci cosa è il triathlon? «Nella definizione più classica, il triathlon è una multi-disciplina composta da tre sport uniti: nuoto, bici e corsa. Nel triathlon olimpico vi rientrano un chilometro e mezzo di nuoto in acque libere, 40 chilometri di bici su strada e 10 chilometri di corsa. All’interno dello sport vi sono poi varie sfumature, una delle quali è l’Xterra, la disciplina in cui mi sono specializzato e che prevede una corsa di tipo campestre e l’utilizzo della mountain bike invece della bici da strada».

Come si è avvicinato a questo sport? «Ho conosciuto il triathlon attraverso Andrea Vajente, un amico che nuota-

va insieme a me. Lui aveva già iniziato da qualche anno e, nel 2000, mi portò a vedere una sua gara: mi sono subito innamorato della disciplina e ho così deciso di iniziare». Nella sua carriera non sono mancati i grandi risultati. «Le prime soddisfazioni me le sono tolte nel triathlon classico: sono stato vicecampione italiano e ho disputato i campionati europei a squadre, due gare di Coppa del Mondo e la Coppa Europa, dove sono riuscito a ottenere un bel secondo posto. Dal 2004 al 2007 sono stato anche tra i possibili atleti da selezionare per le Olimpiadi. Negli ultimi anni sono passato all’Xterra e, nel 2010, ho vinto il campionato italiano e sono arrivato nono a quello europeo».

Come vive questo sport? «Mi definisco un “amatore evoluto”: pur non ricevendo stipendio, sono un vero e proprio professionista perché il mio allenamento e il mio impegno sono quotidiani. In tanti mi dicono che faccio sacrifici, ma non è così: per me si tratta di puro divertimento, perché quando inizierò a sentire lo sport come un

sacrificio sarà il momento in cui penserò di dedicarmi ad altro». Lei è arrivato ai vertici pur avendo iniziato tardi, a 25 anni: ha qualche rimpianto? «Non saprò mai se è vero, ma penso che se mi fossi dedicato alla disciplina fin da piccolo, non avrei avuto difficoltà ad arrivare alle Olimpiadi, un sogno ormai sfumato». Che obiettivi ha per il futuro? «Il 30 aprile disputo il Mondiale a Extremadura, in Spagna, e sono intenzionato a centrare un bel risultato, poi a fine maggio dovrò difendere il titolo italiano. Il mio obiettivo a lungo termine è però riportare il triathlon ad Arezzo». Per fare questo ha creato una nuova società, l’Arezzo Triathlon. «Negli ultimi anni Arezzo ha avuto grandi campioni, tra cui me, Vajente o Andrea Stefani, ma non ha mai avuto una società: io ho gareggiato tre stagio-

ni per un team di Maranello e sette per uno di Roma. Per questo motivo a inizio anno, insieme all’Arezzo

Nuoto e al negozio Motus, ho creato l’Arezzo Triathlon. Per il momento siamo una decina di atleti, tra cui tre triatleti élite: io, il podista Filippo Occhiolini e Marco Spadaccia.

Il progetto mira a portare questo sport in città, dando uno stimolo e un punto di riferimento a chi vuole iniziare questa attività. Oltre a questo, il mio obiettivo è far crescere questa società fino a crearne un buon settore giovanile: voglio tramandare la mia passione ai bambini perché, cominciando presto, potrebbero ottenere grandi risultati». Provi a convincerci: perché un bambino dovrebbe iniziare triathlon? «Perché il triathlon è uno sport esageratamente multidimensionale: un bambino non dovrebbe essere indirizzato verso una sola disciplina, ma andrebbe formato a 360 gradi, sviluppando le sue abilità nella corsa, nella coordinazione motoria, nel nuoto. Un bambino di 6-7 anni relegato a una sola attività è limitato: noi gli permettiamo di nuotare, di correre e di andare in bici, dunque gli forniamo più stimoli e più divertimento. La forza del triathlon è insita proprio nella combinazione di più discipline».

Ci ha convinti. Non ci resta che augurare a Fabio Guidelli un buon compleanno (è nato il 7 aprile, proprio in concomitanza della pubblicazione di questa intervista) e un “in bocca al lupo” per questa nuova avventura. ●


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Il Settimanale di Arezzo 56  

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