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ANNO II NUMERO 51 • VENERDÌ 4 MARZO 2011 • COPIA GRATUITA CAMPUS UNIVERSITARIO DEL PIONTA • FOTO DI ANDREA BARDELLI

Arezzo il settimanale di

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Banca Etruria approva il Progetto di Bilancio 2010: torna l’utile a pag. 3

verso l’Anno Vasariano: Casa Vasari si rifà il trucco a pag. 8 e 9

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in questo numero pagine 4, 5 e 7

pagina 6

pagina 3

BANCA ETRURIA: APPROVATO IL PROGETTO DI BILANCIO 2010

di Fabrizio Piervenanzi

pagina 4

GLI STUDENTI RACCONTANO:

UNIVERSITÀ

E DISAGI

di Elena Aiello

pagina 5

I POLITICI REPLICANO: PRESENTE E FUTURO DEL CORSO DI

pagina 13

pagine 14 e 15

LAUREA

pagina 6

LA GIORNATA

LETTERE

IN

DELLA

di Claudia Failli

LINGUA MADRE 2011

di Luciana Pastorelli

pagina 7

QUESTIONE UNIVERSITÀ:

IL PESO DELLE PAROLE

di Luca Piervenanzi

pagine 8 e 9

VERSO L’ANNO VASARIANO: CASA VASARI

SI

RIFÀ IL TRUCCO

di Marco Botti pagina 10

Arezzo il settimanale di

è una testata edita da Edizioni Giorgio Vasari s.r.l.

Il giornale dei cittadini, delle imprese e delle famiglie aretine gratis in edicola dal venerdì

Anno II numero 51 – venerdì 4 marzo 2011 Direttore Responsabile: Francesco Ciabatti, email f.ciabatti@fastwebnet.it Vicedirettore: Marco Botti Redazione: Enrico Badii, Andrea Bardelli, Monia Barelli, Marco Beoni, Serena Capponi, Fernanda Caprilli, Marco Cavini, Giacomo Chiuchini, Dory d’Anzeo, Jacopo Fabbroni, Claudia Failli, Sara Gnassi, Giulia Grilli, Ilaria Gradassi, Valeria Gudini, Giacomo Manneschi, Chiara Marcelli, David Mattesini, Paco Mengozzi, Fabio Mugelli, Riccardo Niccolini, Roberto Parnetti, Luciana Pastorelli, Fabrizio Piervenanzi, Luca Piervenanzi, Luca Stanganini, Valentina Tramutola Foto: Andrea Bardelli, Roberto Parnetti, Felice Rogialli Amministrazione: Edizioni Giorgio Vasari s.r.l., via Mantegna 4, 52100 Arezzo (AR), tel. 328/9518221, fax 0575/409175, email edizionivasari@aruba.it Per le vostre pubblicità chiamate il 328/9518221 o scrivete a ilsettimanalediarezzo@gmail.com Stampa: La Zecca srl, via Umberto Terracini 25/27, 52025 fraz. Levane – Bucine (AR), tel. 055/9180101, fax 055/9180412, email info@tipografialazecca.it Autorizzazione Tribunale di Arezzo 02/2010 del 10 febbraio 2010 Iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione al n. 19155 È vietata, senza formale autorizzazione, la riproduzione totale o parziale di testi, disegni, foto e pubblicità riprodotti su questo numero

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PRE-GIUDICATI DI MARZO

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RELAX!

LA

VIGNETTA

E IL

di Enrico Badii

SONETTO

di Gigi Paggetti, Leonardo Zanelli, Jacopo Fabbroni e Fabio Mugelli

AREZZO SPORT • IL PODIO DI FEBBRAIO! • A COLLOQUIO CON I MAESTRI DEL CIRCOLO TENNIS GIOTTO • “SPORTGIOCANDO”, UNA RICCHEZZA NELLA SCUOLA

La Fondazione Monnalisa onlus, il “Settimanale di Arezzo” e le Edizioni Giorgio Vasari sono partner nel promuovere la crescita della comunità di Arezzo e il benessere delle persone che vi abitano

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Banca Etruria: approvato il Progetto di Bilancio 2010 Costante rafforzamento della solidità. Per un Istituto autonomo e indipendente sul territorio

riflessioni

di Fabrizio Piervenanzi

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on è quasi mai cosa semplice, quando si parla o si scrive di questioni economiche, raggiungere il cuore della gente e soprattutto avere la certezza di farsi comprendere dalla sua maggioranza. Sono sicuramente moltissimi coloro per i quali valgono le parole

di una famosa canzone di Antonello Venditti, che diceva tra l’altro “la matematica non sarà mai il mio mestiere”. Del resto è oggettivamente complicato districarsi tra numeri e parametri, per non parlare di termini spesso di difficile comprensione nella nostra lingua, figuriamoci poi se in inglese (e ce ne sono). Ovvio, tutto ciò riguarda i non direttamente addetti ai lavori, tra i quali, con onestà, includiamo anche noi stessi. Per questo motivo vogliamo riportare la sintesi, la più semplice possibile, dell’incontro appena avuto con i vertici – e nella sede – di Banca Etruria, al quale abbiamo partecipato insieme ai responsabili delle testate giornalistiche della città. L’oggetto del colloquio era l’approvazione del Progetto di Bilancio al 31 dicembre 2010, naturalmente del Gruppo Banca Etruria. Umberto Febbraro,

responsabile della Comunicazione, con una veloce introduzione ci ha consegnato il documento ancora “caldo” di stampa, essendo stato appena approvato. Dando poi la parola al direttore generale Luca Bronchi e al presidente Giuseppe Fornasari. Ovvio che un 2010 difficile a livello internazionale (e un 2011 iniziato con il nord Africa nelle condizioni che sappiamo) abbia avuto delle ripercussioni anche sull’attività dell’Istituto. Ma nonostante questo, il bilancio del Gruppo è significativo. Il ritorno all’utile (6,5 milioni), la ripresa in termini di redditività (+34 milioni), la raccolta diretta (+3,8%) e quella indiretta (+17,6%), la crescita delle commissioni nette (+18%), l’aumento della clientela (+10.000 unità), evidentemente testimoniano un importante controtendenza rispetto al 2009.

Anno nel quale le perdite sui crediti, dovute all’andamento economico negativo, e una giacenza (stock) di impegni a maggior rischio, avevano influito non poco su un bilancio chiuso in rosso per 11 milioni. Numeri a parte e dalla cui importanza – considerando la materia – non si può prescindere, vogliamo riportare anche alcuni concetti assolutamente di rilievo, espressi dal direttore generale Bronchi, integrati e approfonditi dal presidente Fornasari. «È in atto un processo di risanamento della banca e una liberazione

da zavorre precedenti, per ripartire meglio e farsi trovare pronti al momento della ripresa. La Banca è e rimane vicina alle piccole e medie im-

prese, così come alle famiglie. Nel 2010, il taglio medio del credito concesso, è stato di 78.000 euro. Del miliardo e 800 milioni di euro totali, che la banca ha erogato l’anno scorso, 440 milioni sono stati impiegati sul nostro territorio (Arezzo e provincia). L’economia aretina è sostanzialmente in linea con quella nazionale, registrando certo una situazione critica da una parte. Dall’altra, l’esistenza di eccellenze nel mondo delle PMI (Piccole e Medie Imprese), che hanno resistito o addirittura si sono rafforzate, nonostante la situazione che conosciamo. Con una crisi che non è ancora alle nostre spalle. Nel solo settore orafo, dove abbiamo contato anche 1800 imprese, siamo scesi a circa 1200!». Non potevano mancare in un incontro diretto con i vertici di Banca Etruria, domande relative agli intenti del Gruppo, rispetto al fatto di essere – e soprattutto rimanere – una strategica e importante realtà locale. Il presidente Fornasari ha prontamente e esaurientemente risposto, con qualche punta di pacata fermezza. «Si ribadisce l’aretinità della banca e l’esigenza di conservarla tale. Le nostre porte sono aperte, agli imprenditori, alle famiglie, alle istituzioni». A questo proposito ha citato, non senza sottolineare che forse qual-

cuno lo ha già dimenticato, che Banca Etruria ha dato un grande contributo alla città (per quanto riguarda la parte tecnica) relativamente all’ormai famoso PIUSS. Ha aggiunto che «proprio nelle azioni attuali, in particolar modo nel costante rafforzamento della solidità della Banca e del Gruppo, si possono ritrovare le ragioni di un Istituto che è e vuole rimanere autonomo e indipendente sul territorio. Ad Arezzo, nella quale risulta essere la più grande azienda dopo la Asl». È da leggere anche in questa ottica, il fatto che i dividendi non saranno distribuiti. Per attuare «una politica di consolidamento patrimoniale, utile a far fronte a un contesto economico caratterizzato da una ripresa ancora debole». ■ fabrizio.piervenanzi@gmail.com

e ti accompagnano in ci città cit itt ittà (e a ballare!)

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Q

uasi un anno fa sono iniziate le proteste per i tagli al budget fatti dall’Ateneo di Siena, in grave crisi economica, alla sede di Arezzo, e in molti si sono mobilitati affinché la nostra città continuasse

ad avere i corsi di laurea che la contraddistinguono e la valorizzano. A oggi però sono molti i disagi a cui vanno incontro gli universitari della sede aretina; Simone, studente di Lingue, racconta che «i certificati sono stati tagliati più o meno tutti, l’unico che dovrebbe essere rimasto a carico dell’università è l’FCE, sennò CAE, DELE, DELF [certificazioni di lingua obbligatorie per superare gli esami e laurearsi, ndr] e quant’altro sono a carico degli studenti, e questo fa ridere, in quanto li paghiamo sulle tasse... Il laboratorio linguistico sarebbe chiuso, se non fosse per le ragazze che ci fanno le 150 ore, che finiranno se non sbaglio venerdì prossimo, i CEL [Collaboratori ed Esperti Linguistici, ndr] si sono visti dimezzare il monte ore: se due anni fa o l’anno scorso facevano in media cinque-sei ore settimanali, da quest’anno ne fanno tre. Ovviamente è dura, soprattutto per le matricole, imparare una lingua da zero con queste ore».

le voci / 1

di Elena Aiello

Martina sottolinea che molti professori ancora non hanno ripreso a fare lezione, e che molte matricole saranno

costrette a rimanere indietro di alcuni esami.

Riccardo, studente di Filosofia, è uno dei tanti che si sono mobilitati all’interno degli organi di facoltà e fotografa così la situazione: «Sono andati a sparire dei corsi di

gli studenti raccontano

Università e disagi laurea, inglobati in altri come semplici curriculum, perdendo ovviamente tutta una serie di esami specifici e cambiando classe di corso di laurea, e quindi il valore della laurea stessa; dovrebbero rimanere tre corsi di laurea: Lettere, Lingue e Scienze dell’Educazione… Immagina te una facoltà di Lettere senza il corso di Lettere che futuro può avere! [l’intervista è precedente alla decisione del Senato accademico, ndr]. Tutte queste cose sono accentuate dall’impossibilità di assumere nuovi professori in sostituzione dei pensionati, che sono tanti, quindi spariscono corsi d’insegnamento... Il servizio disabili è ridotto ai minimi termini, quasi inesistente, la povera ragazza che se ne occupa, anch’essa disabile, è in grande difficoltà».

Pietro si lamenta dell’aumento del costo della mensa e dell’orario della segreteria, notevolmente ridotto: prima era

aperta dal lunedì al giovedì e il venerdì mattina solo su appuntamento, ora è aperta solo lunedì e mercoledì mattina.

Saverio dice: «L’offerta formativa è stata ridotta, i corsi hanno subito notevoli trasformazioni... nel mio caso, il

corso di Francese monolingue è passato da sei ore alla settimana alle attuali tre!». ■

Ecco il nuovo Piano delle Antenne Telefoniche: riscoppia la polemica…

A

rriva il nuovo Piano di Localizzazione delle Antenne Telefoniche nel nostro Comune, e com’era prevedibile riscoppia la polemica. Perché, non è certo una novità, a eccome. Una questione che aveva già sollevato più di un comitato di quartiere, opposto ad alcune istallazioni in giro per la città, ma che questa settimana ha viss Ed è proprio dalla maggioranza che rimonta la polemica. A lanciare il sasso è il consigliere del Pd Roberto Barone, dopo essersi visto rifiutare un emendamento t che non a limitare le installazioni e minimizzare l’impatto sul territorio di “antenna selvaggia”. Per tale motivo avevo depositato un emendamento nel tentativo di me mento di alcune antenne, di preservare edifici storici, artistici, architettonici, nonché scuole, asili, case di cura, strutture residenziali assistite per anziani, aree verdi e p Ecco che nuove antenne sorgeranno al Pionta e in Fortezza, mentre quella di via Anconetana, nonostante le proteste, potrebbe rimanere. Così, nonostante si tratti c la qualità, a questo punto la resa dei conti è attesa con le possibili osservazioni al Piano, prima dell’approvazione definitiva. Una questione spinosa, su cui trovare un c

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L’

Università di Lettere e Filosofia di Arezzo resta al suo posto. A ristabilire “l’ordine” all’interno dell’Ateneo aretino il Senato accademico, riunitosi in cerca di una soluzione per salvare la storica facoltà di Arezzo, che rischiava di chiudere perché appena sotto la soglia minima degli iscritti imposta dalla Riforma Gelmini (mancava un iscritto). Pericolo totalmente sventato – almeno per adesso, – visto che lo scorso lunedì il Senato ha deciso di costituire una laurea triennale interfacoltà in Scienze Umanistiche, che sarà articolata in indirizzi “rispondenti alle

molteplici specificità disciplinari, anche in relazione alla successiva continuazione degli studi nelle lauree magistrali e alla preparazione all’accesso ai ruoli dell’insegnamento nelle scuole superiori”. I curricula, fa sapere l’Ateneo, saranno attivati sia nella sede di Siena che in quella di Arezzo. Tale decisione, spiegano dalla segreteria senese di Banchi di Sotto, “conferma la volontà dell’Ateneo di razionalizzare la propria offerta formativa, armonizzando le attività delle due sedi di Siena e Arezzo, e permettendo a quest’ultima di conservare un’offerta formativa rispondente alle richieste del territorio”.

le voci / 2

di Claudia Failli

Problema scongiurato, ma non del tutto escluso. C’è chi auspica più o meno a mezza voce una reale scissione della sede aretina dalla madre senese, andando così a formare un nuovo e indipendente

polo universitario che dovrebbe trovare una propria e singola identità. C’è poi anche chi invece invita Arezzo a “volgere altrove lo sguardo”.

i politici replicano

presente e futuro del corso di Laurea in Lettere

«È ormai evidente a tutti che l’Ateneo di Siena non offre più nessuna garanzia. Il suo bilancio (per colpa di pessime amministrazioni) è talmente disastrato che gli è difficile farsi carico delle facoltà senesi, figurarsi di quelle di Arezzo – affermano i consiglieri regionali del PdL Stefano Mugnai e Tommaso Villa, – come ha suggerito l’esponente del PdL aretino dottor Pierluigi Rossi, crediamo sia giunto il momento di rompere questo rapporto esclusivo tra il Polo universitario aretino e l’Ateneo senese: solo aprendo le porte a collaborazioni con altri soggetti accademici, pubblici o privati, Arezzo potrà mantenere il suo ruolo di città universitaria». Per adesso dunque è stata vinta la battaglia, ma non la guerra. Infatti da salvaguardare restano anche gli altri corsi di laurea attivati e attivi nella sede di Arezzo. «Ovviamente la battaglia continua per salvare anche gli altri corsi di laurea – dice Marco Paolucci, SEL: – bisogna capire che cosa è fondamentale, e salvaguardare l’università ad Arezzo, questo perché non è solo un servizio, ma soprattutto un elemento di crescita per la città. Crescita sia economica ma anche e soprattutto culturale e sociale. La presenza dell’università ad Arezzo fa cambiare in meglio la mentalità degli aretini, fa circolare persone, idee e formazione». «Ad Arezzo resta attivo il corso di Laurea in Lettere – afferma Marco Meacci, Pd: – si tratta di una buona notizia, che garantisce il mantenimento di un’occasione formativa importante, che non meritava certo di sparire dal nostro territorio per una fredda logica numerica. È confortante constatare che il nostro impegno, scevro da demagogie ma fondato su atti concreti, come la richiesta di un intervento della Regione Toscana (da noi inoltrata e celermente recepita dal presidente Rossi), abbia dato un contributo utile a tutto questo». Una vicenda che ha mobilitato l’intero panorama politico aretino il quale, a partire dal sindaco Fanfani, ha espresso la propria chiara e ferma intenzione di mantenere intatto l’Ateneo, con tutti i suoi corsi di laurea e studenti. ■

al di là della qualità di ricezione dei cellulari in città, il livello di inquinamento elettromagnetico, di norma già alto – anche se ad Arezzo non troppo – preoccupa suto il suo penultimo atto con l’adozione del Piano in Consiglio comunale. teso a ridurre l’impatto in alcune zone della città: «Si tratta (ndr) di un piano – attacca – tendente più a soddisfare le esigenze dei gestori di telefonia eglio salvaguardare alcune zone della città, anche prevedendo l’utilizzo di tecnologie meno invasive come le microcelle, di favorire lo spostaarchi pubblici. Il tutto non essendo previsto nel Piano». comunque di un bel passo in avanti a tutela dei cittadini rispetto alla legislazione vigente, e il sindaco Fanfani e l’assessore Cecchini ne garantiscano compromesso sembra la miglior soluzione… ■ David Mattesini

Le Comunali 2011 si avvicinano

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Verso la Giornata della Lingua Madre 2011 società

di Luciana Pastorelli Senza una lingua tutto è caos, confusione e paura di cose che non c’è ragione di temere... Privo di una lingua madre un uomo è invalido A. Appelfeld, Storia di una vita, Guanda, 2008

S

abato 12 marzo 2011 ad Arezzo, presso la Sala “Montetini” di via Cesalpino, si svolgerà la quinta edizione della Giornata Internazionale della Lingua Madre. La manifestazione, organizzata dall’Associazione Culturale del Bangladesh (www.bangladeshar.sitiwebs.com; cultura.bangladesh@hotmail.it),

in collaborazione con il Comune e la Provincia di Arezzo, Circoscrizione 3 di Saione, Arci, associazione Migrantes, Caf Cisl e Cna, quest’anno avrà come tema conduttore Il plurilinguismo: ricchezza individuale, patrimonio comune, e sarà dedicata in particolare ai bambini e alle iniziative per l’apprendimento e la valorizzazione delle loro lingue madri, sia come risorsa espressiva che come legame con le proprie origini familiari e culturali. L’evento, presentato da Riccardo Valeriani e Samuele Boncompagni – i Noidellescarpediverse – avrà inizio alle ore 17 con i saluti istituzionali e proseguirà con interventi teatrali, musicali e un aperitivo etnico conclusivo (ingresso gratuito). La Giornata Internazionale della Lingua Madre, proclamata dalla Conferenza generale dell’Unesco nel novembre del 1999, ogni anno a partire da febbraio 2000 promuove la diversità linguistica, culturale e il multilinguismo. La sua origine rimanda al riconoscimento internazionale del Language Movement Day, celebrato in Bangladesh dal 1952 per ricordare la sollevazione avve-

nuta nell’allora Pakistan orientale, in difesa del bengalese, madre lingua di quella parte del Paese, contro l’imposizione della lingua urdu. Le lingue madri non solo hanno la funzione di esprimere il mondo con le parole, ma sono la lente attraverso la quale lo si può comprendere: riconoscerne l’importanza e favorire il multilinguismo e la diversità linguistica significa aprirsi al dialogo, necessario per comprendere gli altri e cooperare con essi. L’utilizzo della lingua madre può coesistere armoniosamente con l’acquisizione di altre lingue permettendo di condividere la ricchezza insita nella diversità, nello scambio di conoscenze ed esperienze. Coniugare l’unità con la diversità: è questo ciò a cui deve tendere una società realmente inclusiva, capace di riconoscere, integrare, interagire con le culture “altre”; in grado di rivedere

e modificarne le rappresentazioni, di educare sin da piccoli a essere aperti, curiosi dell’altro, consapevoli del fatto che le differenze rappresentano un valore aggiunto. È doveroso soffermare la nostra attenzione sulle dinamiche e sui meccanismi di comunicazione che determinano e talvolta ancora condizionano il nostro rapporto con chi proviene da altri Paesi. Il confronto sul valore della lingua madre e della diversità linguistica nelle società multiculturali è un potente mezzo per combattere la discriminazione, la marginalizzazione ed educare alla cittadinanza consapevole. ■ lu.pastorelli@libero.it

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Questione Università: il peso delle parole facoltà... di parola di Luca Piervenanzi

L

e parole hanno un peso, che dipende da tanti fattori. Il più importante, o perlomeno quello che più ci interessa, è da chi vengono pronunciate. Prendiamo un argomento sul quale di parole ne

sono state spese molte: l’offerta universitaria aretina. Tema quanto mai in voga negli ultimi due anni, addirittura inevitabile negli ultimi giorni. Un argomento su cui ognuno di noi ha espresso un giudizio e un commento. O appunto, una parola. Adesso proviamo ad unire mentalmente tutte le parole che abbiamo sentito sull’Università ad Arezzo, cercando di attribuirle a chi le ha pronunciate. Da questo semplice ragionamento saremo noi stessi a dare un peso alle parole, stilando una sorta di classifica. Ai primi posti saranno probabilmente presenti i discorsi e le parole di persone influenti, che ricoprono incarichi pubblici; negli ultimi stazioneranno invece persone che hanno una minore visibilità e che non hanno eco nei giornali o televisioni, come i semplici cittadini o gli studenti. Questo però non vuol dire che chi è in fondo dica cose meno giuste o meno importanti di chi è in cima. Facciamo un esempio. L’attuale dif-

ficile situazione universitaria aretina era già stata ampliamente preannunciata dagli studenti. Prima la rabbia per la scoperta di un buco di bilancio di svariati milioni di euro, gli adeguamenti alla Riforma Gelmini e i suoi tagli poi. Se proprio non avevano previsto tutto nei minimi dettagli, almeno gli studenti avevano capito i rischi reali a cui l’offerta didattica della nostra città sarebbe andata incontro. Rischi che sono diventati realtà nelle ultime settimane, ma nonostante questo quasi nessuno ha dato peso alle loro parole. Sono state ascoltate molto di più quelle della politica che, per le ragioni già precedentemente menzionate, hanno probabilmente una risonanza mediatica maggiore.

Nel nostro tentativo di dare la giusta importanza alle parole, entra in gioco un altro fattore importante: la coerenza. Il perché è semplicissimo. Il peso o la validità di un ragionamento è dato anche dal suo ripeterlo nel

tempo, magari ampliandolo ogniqualvolta ci siano nuovi sviluppi. Cambiarlo o stravolgerlo in base alle circostanze del momento non contribuisce certo ad aumentarne il valore, ma piuttosto a renderlo più debole e quindi meno credibile. In questo caso la politica aretina nel suo insieme sembra abbia la memoria corta. Numerose infatti furono le critiche al tempo dell’occupazione, o per meglio dire del progetto “AutoFacoltà” al Campus del Pionta. Critiche mosse soprattutto dal centrodestra, che bollò le proteste degli studenti di Lettere come “sceneggiate” in cui “giocare a fare i sessantottini”. Alla luce di queste dichiarazioni sorprendono le ultime parole proprio di esponenti di quel centrodestra, che oggi affermano che “il centrosinistra nel tempo è riuscito a dare solo false illusioni, senza preoccuparsi del numero ingente di ragazzi che protestavano e occupavano”. Ma se il centrodestra dimostra una memoria breve, stessa cosa vale per il centrosinistra. Quando a novembre furono infatti invitati Comune e Provincia a parlare alla Facoltà del Pionta sul futuro incerto dell’Università ad Arezzo, le istituzioni risposero con un “possiamo fare ben poco”. Forse tanto poco non era, se in questi ultimi giorni per il discorso università sono piovute lettere, telefonate e incontri con rettori, presidi, presidenti di Regione, fino a tirare in ballo addirittura l’inceneritore di San Zeno, con le sue 78 mila tonnellate di rifiuti di portata. Forse tutte queste cose si potevano fare nei tempi giusti. Ma probabilmente si era ancora troppo lontani dalle elezioni. E poiché non solo la politica, ma pure i cittadini soffrono di memoria breve, quelle parole, per non dire fatti, in quel momento dell’anno, avrebbero avuto un peso “meno giusto” rispetto a oggi. ■


Anno Vasariano: Casa

Michele Loffredo: sarà un 2011 r cultura / 1 di Marco Botti

Breve storia del museo di Casa Vasari

N

el 1541 Giorgio Vasari, architetto, pittore e storiografo aretino, acquistò una casa circondata da orti nel borgo di San Vito, l’odierna via XX Settembre, dove si respirava “la migliore aria della cit-

tà”. L’anno successivo l’artista iniziò la decorazione delle stanze con un complesso programma iconografico che lo impegnò, tra lunghe pause per gli incarichi lavorativi e riprese, per molti anni. Nel 1550 Giorgio sposò Niccolosa Bacci, stabilendosi con lei nella nuova dimora, ma l’intensa attività in giro per l’Italia e soprattutto in terra fiorentina, alla corte del granduca Cosimo I, lo fece stare poco ad Arezzo. Dopo il definitivo trasferimento a Firenze, la residenza aretina si trasformò in un rifugio dove soggiornare per brevi periodi di riposo. Nel 1571 Vasari morì e l’abitazione passò agli eredi, finché nel 1687 la sua dinastia si estinse e l’edificio venne rilevato dalla Fraternita dei Laici, designata nel testamento del 25 maggio 1568 come erede universale, in caso di estinzione della casata. Nel 1871 i Paglicci comperarono l’abitazione, mantenendone la proprietà per quattro decenni. Nel 1911, quarto centenario dalla nasci-

ta dell’artista, lo Stato italiano l’acquisì per farne un museo. Fu Alessandro Del Vita, nel corso del Ventennio, ad allestire le sale con alcune opere appartenenti alla Fraternita e al Comune di Arezzo. Intanto, con atto del 30 luglio 1921, il conte Luciano Rasponi Spinelli, proprietario di quella straordinaria raccolta di documenti che è l’Archivio Vasariano, aveva consegnato il carteggio in deposito perpetuo al Comune di Arezzo, perché fosse conservato e valorizzato all’interno della Casa.

Nel dopoguerra Luciano Berti curò un nuovo allestimento della quadreria, aggiungendo una cinquantina di opere provenienti dai

depositi dei musei fiorentini, realizzate da pittori formatisi alla scuola di Vasari o a lui contemporanei. Nel 1967 la dimora passò in gestione alla Soprintendenza ai Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici di Arezzo, che creò un percorso museale al primo piano dell’abitazione, quello signorile. Nell’ottobre 2010 Michele Loffredo, ispettore di zona per Arezzo e il Valdarno della Soprintendenza, è stato nominato direttore di Casa Vasari. A lui il compito di rimettere a lustro l’edificio storico per il 2011, anno in cui si celebrano i 500 anni dalla nascita del grande aretino. www.sbappsae-ar.beniculturali.it ■ Ma.Bo.

D

irettore, Casa Vasari sarà uno dei poli di attrazione durante l’anno vasariano. Come vi state preparando? «In vista delle celebrazioni stiamo portando avanti delle operazioni, nell’ottica di un complessivo riordino e adeguamento della dimora, che coinvolgono gran parte dei tecnici e delle maestranze della Soprintendenza aretina. La struttura si

arricchirà di nuovi ambienti, recuperando i fondi al piano terreno, che in passato fungevano da deposito. La pri-

ma sala ospiterà biglietteria e bookshop, da qui si accederà alla sala multimediale, dove un grande schermo introdurrà i visitatori all’artista e alla sua residenza. Quindi, attraverso lo scalone principale, si salirà al museo con una novità: il percorso non inizierà più dalla Sala del Camino, bensì da quella della Fama». I lavori stanno procedendo con fervore. A che punto siete? «Stiamo installando l’ascensore per disabili e ritinteggiando le pareti, mantenendo il colore ormai storicizzato, a cui abbiamo aggiunto un leggero effetto vibrato. Gli affreschi eseguiti da

Vasari e dai suoi collaboratori nella Sala del Camino, invece, sono sottoposti a un’opera di pulitura portata avanti da Silvano Lazzeri e Umberto Senserini. Terminate queste fasi riallestiremo la quadreria.

Quando negli anni Cinquanta lo storico dell’arte Luciano Berti prese delle opere dalle gallerie fiorentine e le sistemò qui, creò un piccolo gioiello museale sul manierismo. Abbiamo deciso quindi di non fare stravolgimenti, ma era necessario un lavoro “museografico”, riguardante lo spostamento di alcuni quadri da una sala all’altra e la loro ottimale collocazione nelle pareti. Inoltre, bisognava sostituire i cartellini didascalici e i piedistalli divulgativi obsoleti. A questo proposito stiamo studiando dei nuovi pannelli, sia per la quadreria sia per gli affreschi. Per concludere ci sarà da lavorare sulle luci. Abbiamo l’esigenza di illuminare

GRANDE

IDEA. 8

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Vasari si rifà il trucco

ricco di novità

in maniera non invasiva e mirata le opere. La soluzione considerata prevede l’uso di tecnologia led». Ci saranno nuove acquisizioni? «Per migliorare la coerenza dell’allestimento stiamo stabilendo con Paola Refice, direttrice del Museo di Arte Medievale e Moderna, degli scambi. Visto che di opere di Giorgio ce ne sono poche nella dimora, ne arriveranno almeno cinque

di sua mano o della sua stretta cerchia, tra cui ci tengo a ricordare “Apollo che scortica Marsia”, visto che era già presente in Casa Vasari negli anni Trenta. Partiranno invece per il museo di via San Lorentino quei quadri che

hanno poco attinenza con il manierismo. Durante i lavori abbiamo recuperato nei depositi anche un pezzo poco indagato. Con il contributo della storica dell’arte Serena Nocentini lo stiamo studiando, e potrebbe darci delle piacevoli sorprese». Quali scadenze vi siete dati per la conclusione delle operazioni? «Il primo passo sarà il riallestimento della quadreria in aprile, giusto in tempo per le festività pasquali e “Amico Museo”. Entro l’inizio dell’estate puntiamo ad aprire i nuovi locali al piano terreno e a valorizzare il giardino pensile con il contributo di Garden Club e Aboca, dove potremo organizzare concerti ed eventi. Nel frattempo, in accordo con la direzione regionale della Soprintendenza, anziché chiudere l’edificio per i lavori, abbiamo deciso di rendere fruibili le sale a rotazione, con biglietto gratuito, fino al 27 marzo». Non abbiamo parlato dell’Archivio vasariano. «Questo è un argomento delicato, che va trattato coinvolgendo anche i Festari, eredi universali dei Rasponi Spinelli. Posso dire che la Soprintendenza Archivistica della Toscana sta dando priorità al progetto di digitalizzazione. Intanto stiamo valutando con il nostro soprintendente, Agostino Bureca, delle soluzioni per mettere in mostra parte del carteggio, magari già a settembre, quando partirà l’esposizione organizzata dalla Soprintendenza aretina nel sottochiesa di San Francesco, che avrà

come oggetto il primato degli artisti toscani nelle Vite. Purtroppo ci scontriamo con la cronica mancanza di finanziamenti».

V

Che è il solito refrain per chi si occupa di cultura... «I mezzi a nostra disposizione sono sempre meno. Eppure l’unica vera grande risorsa che abbiamo in Italia è il nostro patrimonio artistico: questo possiamo offrire al resto del mondo.

Investire in cultura significa creare anche economia, posti di lavoro e la garanzia di conservare dei tesori da tramandare ai posteri… come Casa Vasari». ■

RENDERÒ

ORA

“La magia di Emma” Il primo romanzo di Benedetta Calchetti

enerdì 4 marzo, alle ore 21, presso la libreria Edison di piazza Risorgimento Benedetta Calchetti presenterà la sua prima opera letteraria: “La magia di Emma” (Il Foglio Letterario).

Benedetta fin da piccola è appassionata di lettura e scrittura. Il romanzo nasce da emozioni vere e quotidiane. L’inizio è calmo, fatto di sensazioni e introspezione, a seguire una narrazione al limite tra realtà e fantasia. Emma, la protagonista, si trova ad affrontare due percorsi paralleli: un viaggio interiore che scorre tra ricordi del passato e legami indissolubili, e un viaggio surreale, attraverso visioni e atmosfere magiche, che la porteranno a risolvere un mistero proveniente da un tempo lontano. Difficile non

lasciarsi coinvolgere da questo libro, pagina dopo pagina. Sembrerà di esserci entrati come in un sogno. Ogni capitolo inizia con il testo di una canzone, che rispecchia il suo contenuto. E ci sarà musica anche alla presentazione, curata dal ricercatore dell’Università di Lettere di Pisa Simone Duranti, poiché una band eseguirà dal vivo brani jazz e rock. ■ Valeria Gudini

GRANDE Io sono la comunicazione su carta. Non esiste un altro mezzo di comunicazione così: da toccare, sfogliare, riguardare, conservare e rileggere. Ecco perché con la forza concreta ma emozionale della pubblicità stampata, puoi rendere le tue campagne ancora più forti. Scopri come e i punti di forza del “Settimanale di Arezzo“ chiamando il 328/9518221

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I pre-giudicati “consigli per gli acquisti” sui film in uscita nelle sale aretine a MARZO la rubrica mensile per aiutarvi a orientare le vostre scelte in campo cinematografico

di Enrico Badii Four lions, regia di Chris Morris, uscita prevista il 25 marzo

Una cellula terroristica islamica a Londra, completamente incompetente e imbranata, è al centro di questa incredibile tragicommedia, diretta saldamente dallo scorrettissimo Morris, già famoso per la scrittura e la regia di caustici programmi e serie tv inglesi. Fa ghignare davvero, senza scordarsi di far riflettere, cosa sempre più rara. Pre-giudizio: assordante Sorelle mai, regia di Marco Bellocchio, uscita prevista il 16 marzo

Tra fiction e documentario, sei episodi girati in sei anni come le sessioni del corso di cinema che il regista tiene dal 1997 nella sua Bobbio. Protagoniste le vere sorelle di Bellocchio e i loro figli, assieme alle bravissime Donatella Finocchiaro e Alba Rohrwacher. Una riflessione che si snoda tra la fuga e il ritorno alla provincia e alle origini del proprio cinema (con spezzoni de I pugni in tasca), per un gioiello intimistico di uno dei pochi veri registi italiani. Pre-giudizio: fiducia assoluta The Fighter, regia di David O. Russell, uscita prevista il 4 marzo

Storia classica di boxe e rivalsa sociale dall’impianto solido e dai grandi atto-

Ottomarzo Le donne per le donne

D

al 5 marzo al 1° maggio sarà possibile ammirare, presso la ex chiesa della Madonna del Duomo di via Oberdan, la collettiva dal titolo “Ottomarzo”. Si tratta del secondo esperimento della

rassegna artistica “ContemporaneArte”, a cura di Susanna Buricchi e Igino Materazzi. Questa volta tema portante della mostra è l’arte contemporanea femminile. Le artiste presenti espongono i loro quadri ma soprattutto la visione che hanno del mondo che le circonda e di se stesse. Ottomarzo è quindi un’iniziativa che, a partire dallo stesso nome, riecheggia un omag-

gio alle donne, da intendere non come spesso accade alla stregua di “oggetti” dipinti, ma come “soggetti” che creano arte in tutte le sue forme.

L’esposizione è resa possibile grazie alla collaborazione tra Associazione “Madonna del Duomo”, Osteria Brancaleone e Usl 8. www.contemporanearte.it ■ Sara Gnassi

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ri, in primis i non protagonisti Christian Bale – dimagrito all’osso per interpretare un crack addicted – e Melissa Leo, appena premiati con l’Oscar. Tratto da una storia vera, con inserti di repertorio dei combattimenti reali. Perché siamo indecisi, allora? Perché sembra un po’ troppo già visto. Pre-giudizio: déjà-vu Dylan Dog – Il film, regia di Kevin Munroe, uscita prevista il 16 marzo

Che cosa può ricavare un nerd che ha diretto un videogioco e il remake delle Tartarughe Ninja da uno dei fumetti più famosi, longevi e affascinanti mai prodotti in Italia? Un polpettone tutto effetti e love story? Una pubblicità spudorata della Volkswagen? Un film con protagonista la faccetta pulita del nuovo Superman, privo di cinismo, sagacia e dell’ironia alleniana-marxiana di Groucho!? Pre-giudizio: tutto questo, purtroppo Una cella in due, regia di Nicola Barnaba, uscita prevista il 4 marzo

Prendete un comico che non fa ridere al cinema (Salvi), uno che non fa ridere in tv (Battista), aggiungete Ceccherini che fa come sempre il matto spiritato, un paio di “vaccone” (la Toniolo e la Tommasi), una trama inutile e una regia da filmino della Cresima. Oltre ogni decoro. Pre-giudizio: buttate via la chiave ■ enrico.badii@gmail.com

Caleidoscopio Donna Arte, poesia e riflessioni al parco del Pionta ella ricorrenza della Festa internazionale della Donna, sabato 5 marzo, a partire dalle ore 17, il Centro di Aggregazione Sociale “Colle del Pionta” organizzerà “Caleidoscopio donna. Raccontarsi, essere raccontate”, un pomeriggio conviviale in collaborazione con la

N

Sezione Soci Coop di Arezzo. Grazie all’intervento di associazioni, gruppi e singoli cittadini, si susseguiranno testimonianze di solidarietà e proposte artistiche. Tra queste ultime: lettura di poesie e di testi in prosa, esecuzione di brani musicali ed esposizione di dipinti e fotografie. Al termine della giornata verrà servito un piccolo rinfresco. L’iniziativa è a ingresso libero e aperta a tutti, donne e uomini, allo scopo di condividere un momento di riflessione e di confronto sulle problematiche femminili all’ordine del giorno. ■ Chiara Marcelli

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Rel

ax!

la vignetta di Gigi Paggetti

il sonetto SAN DONETO

È ’NA ZONA MORTA di Leonardo Zanelli

«’N tu la Nazione, Beppe, tutti i giorni se legge del quarchjèr de San Donèto, de come chj ce vive ce se scorni da quant’è misso mèle e abandonèto.

Bisogna – me so’ ditto – che m’aggiorni su tésto lógo tristo e desolèto, e ce so’ ito ! La piazza e i su’ dintorni hano ’n aspetto – è vero – trasandèto,

ma se c’è ’n punto un dù li do ragione è che la zona è morta perdavéro» «Ma sé sicuro, Tónio?» «Un c’è quistjone!

chilometro zero

cinema: Il cigno nero ■ ■ ■ ■ ■

L’

esistenza di Nina, una ballerina di una compagnia di New York, è completamente assorbita dalla danza. La ragazza vive assieme alla madre, la ballerina in pensione Erica, che sostiene fortemente l’ambizione professionale della figlia, soprattutto ora che il direttore artistico sta per scegliere la protagonista per la produzione che apre la nuova stagione, Il lago dei cigni. Il regista Darren Aronofosky ripete sul corpo della protagonista Nina (Natalie Portman) l’operazione sadica e voyeuristica già effettuata sul Mickey Rourke del suo “The Wrestler”, Leone d’Oro a Venezia. La faccia gonfia e pestata del lottatore Rourke, i suoi muscoli pompati e gonfiati da ogni ormone e ogni sostanza alterante possibile, equivalgono alla schiena graffiata di Natalie Portman, ai lembi di pelle strappati, ai piedi martoriati e gonfi. Al centro dell’attenzione spettatoriale un corpo nello stesso tempo performante e ferito. Il balletto è in realtà guerra, battaglia, competizione selvaggia. ■ Jacopo Fabbroni

De negozi ce ne sarà un futtìo, ma da cliente per il cimitero… éntrece te, che doppo vengo anch’io!»

I

l Marzolino di Lucardo si produce nei pascoli tra le colline della Val d’Elsa fiorentina e senese, è un formaggio di latte ovino a pasta morbida, colore bianco crema, odore intenso e sapore delicato. Dopo una complessa fase di lavorazione, è avvolto in un panno di canapa e appeso ad asciugare e fermentare per circa 24 ore, in seguito viene nuovamente appeso a un’altezza di circa 50 centimetri da terra, al fine di beneficiare del giusto livello d’umidità. Per otto giorni le forme sono rivoltate e unte con olio d’oliva, infine stagionate per 30-40 giorni fino al raggiungimento della giusta morbidezza. La sua tradizionalità è dovuta alla materia prima esclusivamente locale e al metodo di lavorazione.

Si colloca purtroppo tra i prodotti a rischio d’estinzione. L’invito che vi facciamo – vista la bontà di questo cacio – è di rivolgervi a eser-

cizi specializzati, dove forse potrete trovare il vero Marzolino, che è solo

quello di Lucardo. ■ Fabio Mugelli

Arezzo

APPUNTAMENTO ALL’11 MARZO gratis presso: EDICOLA “SAN MICHELE”, piazza San Michele – “TIRA E MOLLA”, via Romana 98/A – EDICOLA PANCI SARA, piazza Saione – EDICOLA “CAMPO DI MARTE”, via Vittorio Veneto 55 – EDICOLA CITTI & CO., piazza della Repubblica, Stazione FS – EDICOLA FAFFINI LORETTA, via F. Redi angolo via Cocci – EDICOLA AMARANTO, via Fiorentina – EDICOLA DI SAN LEO, via di San Leo 5 – NEWS EDICOLA, via Monte Falco 11 – “IL FUMETTO”, loc. Quarata – EDICOLA FABIANELLI MONIA, via Erbosa – “PAPER & CO.”, viale Amendola 15, negozio n. 5, Centro Commerciale “Setteponti” – EDICOLA FAGIOLI GABRIELE, via Vittorio Veneto, Belvedere – EDICOLA STADIO PERLINI FRANCESCO, via Giotto angolo via Tiziano – EDICOLA DELL’OSPEDALE, Ospedale “San Donato” – EDICOLA KENNEDY, via Kennedy 1 – EDICOLA “I GIRASOLI“, via Benedetto Croce 115 – EDICOLA SCOSCINI CLAUDIO, via Alfieri – SCARTONI LAURA & C., piazza San Giusto 11 – EDICOLA GIOTTO, piazza Giotto 19 – PAPERSERA, corso Italia 192 – EDICOLA SECCIANI VERUSKA, Rigutino S.S. 71 – EDICOLA CARTOLERIA “MARTINA”, loc. Battifolle – LA BOTTEGA DI GIACCO, loc. San Giuliano 32 – “LO STRILLONE”, via Guadagnoli – EDICOLA SCARTONI PIERO, piazza San Jacopo – EDICOLA TABACCHERIA N. 1, via Cavour – EDICOLA AMIDELLI EDDA, via Porta Buia – EDICOLA FONTEROSA, via Pacioli – EDICOLA “DA TONI”, viale Mecenate – EDICOLA CARTOLERIA “C’ERA 2 VOLTE”, via Tarlati – “LA TUA EDICOLA”, via Fiorentina 117 – LIBRERIA “EDISON“, Piazza Risorgimento

il settimanale di

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Nuove tecniche di insegnamento alla Chimera Nuoto: imparare a nuotare a qualsiasi età D

a 0 a 100 anni, alla Chimera Nuoto chiunque può imparare a nuotare. Le nuove tecniche di insegnamento della scuola nuoto della società aretina, basate su metodi attivi e su una didattica calibrata alle differenti fasce d’età, permettono di imparare il nuoto da 0 a 3 anni, da 4 a 6, da 7 a 18 e in età adulta. «Nel nuoto moderno – spiega Marco Magara, direttore tecnico della Chimera Nuoto – non si insegna a nuotare, ma a diventare nuotatori. Per questo motivo, se prima la scuola nuoto si limitava a insegnare “a stare a galla”, ora addestra in tutti gli elementi fondamentali dello stare in acqua: galleggiamento, tuffi, avanzamento, respirazione, stili e tecniche avanzate. Le nostre lezioni, sfatando il mito che il nuoto sia uno sport noioso e ripetitivo, si svolgono interamente dentro l’acqua, con pochissimi tempi morti, e soprattutto in gruppo, stimolando la socializzazione. Le metodologie di insegnamento sono poi calibrate alle varie fasce d’età, e questo permette a un numero sempre maggiore di persone di avvicinarsi all’attività natatoria e di trarne i massimi benefici». Il primo obiettivo della scuola nuoto della Chimera Nuoto è di creare un clima gioioso e affettivamente positivo, in modo da allontanare le consuete paure legate all’ambiente acquatico: una volta superati questi scogli inizierà il percorso didattico vero e proprio. «Il nuoto – continua Magara – è uno sport molto tecnico, e in continua evoluzione: il percorso di miglioramento non si esaurisce mai e necessita di una pratica continua, che favorisca il benessere fisico e aiuti a mantenersi in forma». Ogni fascia d’età prevede diverse modalità d’apprendimento e obiettivi specifici, dunque l’elemen-

to più importante della moderna scuola nuoto è la flessibilità didattica: i metodi usati variano a seconda delle caratteristiche e delle esigenze del singolo nuotatore, e vengono sempre verificati con gare e saggi finali. «Grazie a questo approccio – conclude Magara – tutti possono imparare a nuotare, dal neonato all’anziano. Nella nostra piscina abbiamo avuto casi

eclatanti, come un bambino di un anno che ha fatto otto metri di dorso, e una signora di 80 anni che in pochissimi mesi ha imparato a nuotare».

Per avere ulteriori informazioni è possibile rivolgersi alla segreteria del Centro Sport Chimera, visitare il sito www.centrosportchimera.com, chiamare o scrivere un sms a Marco Magara al 347/42.49.641 o contattare info@centrosportchimera.com. ●

LIONS HOCKEY AREZZO Serie A1

LIONS AREZZO – Diavoli Vicenza

10-4

Serie A2

Libertas Forlì - LIONS AREZZO

3-4

G

rande soddisfazione per i Lions delle formazioni senior, che nel weekend appena concluso hanno collezionato tre successi nei tre incontri disputati.

Schiacciante il successo della Serie A1 sui quotati Diavoli di Vicenza, che avevano sempre dato filo da torcere agli Serie B 7-6 LIONS AREZZO - FORTE DEI MARMI aretini ma che questa volta si sono dovuti arrendere davanti allo strapotere dei Leoni gialloneri. Mattatore di giornata Stefan Nahtigal, che ha siglato una tripletta alla quale hanno fatto eco le doppiette di Stevanoni, Rok Nahtigal e Di Fabio, scatenando l’entusiasmo del folto pubblico presente. Frutto di una gara molto accorta il successo della Serie A2 sulla formazione forlivese, che sopravanzava gli aretini ini di sei punti e occupava la terza piazza della classifica. I Leoncini hanno ribattuto colpo su colpo Classifica con grinta e determinazione, riuscendo a rimontare dall’1 a 3 fino al 3 pari alla fine del primo Edera Trieste 43 Diavoli Vicenza 17 tempo, e a piazzare la zampata definitiva prima di difendere il risultato con grande agonismo nei Ghost Padova 37 Cittadella Hockey 14 quindici minuti Milano 24 Quanta 34 Asiago Vipers 13 finali. Ottima IL PODIO DI FEBBRAIO Ferrara Hockey 32 Monleale 11 la prova del gioLions Arezzo 30 Polet Trieste 3 Storica vittoria dei Lions ad Asiago! vane portiere Pirati Civitavecchia 28 I Vigili del Fuoco inaugurano l’anno con una vittoria Mafucci il quale, entrato nel Il Circolo Schermistico vince un altro tricolore secondo tempo, è riuscito a blindare la porta e posto: LIONS HOCKEY contrastare efficacemente tutti i tentativi degli atA febbraio sono tornati a ruggire i Lions: le affermazioni contro i Pirati taccanti romagnoli. Fortemente voluto il successo dei Leoncelli di Civitavecchia e i Diavoli di Vicenza e la storica vittoria contro Asiago conferdi Serie B sugli avversari “storici” del Forte mano la squadra aretina come una delle più forti realtà italiane. dei Marmi. La gara è stata viva e pulsante per tutti posto: VIGILI DEL FUOCO “GASBARRI” i cinquanta minuti di gioco effettivo, che hanno Inizia con il botto la stagione di Serie B dei Vigili del Fuoco: il 13 febbramesso in mostra due squadre molto determinate io, a Livorno, Matteo Agostini, Lorenzo Bruni, Gjeci Elvis, Stefano Panagia e a non concedere nulla agli avversari. Luca Vasarri sono arrivati primi nella prova d’esordio del campionato regionale. Certamente da sottolineare le ottime prove di posto: CIRCOLO SCHERMISTICO ARETINO Serena Boschi, resasi protagonista di grandi paIl 6 febbraio, a Verona, il Circolo Schermistico Aretino ha conquistato un rate, e di Lorenzo Schiti il quale, con le sue cinnuovo tricolore: a laurearsi Campione d’Italia è stata la squadra di Spada femmique reti, ha condotto i compagni a una meritata nile Under 14 composta da Gaia Pieri, Camilla Rossi e Giulia Sisti. ● Ma.Cav. vittoria. ●

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Arezzo

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A colloquio con i Maestri del C.T. Giotto

C

onosciamo attraverso quattro domande il gruppo dei Maestri del C.T. Giotto, coordinato dal direttore tecnico Jacopo Bramanti. I quesiti a cui i sette Maestri hanno risposto sono: 1) Parlaci di te. 2) Quale è il tuo ruolo all’interno del gruppo Maestri? 3) Com’è la tua vita al C.T. Giotto? 4) Quali sono gli obiettivi del tuo lavoro?

Nel gruppo dei Maestri c’è anche Maria Paola Zavagli, attualmente a riposo dopo aver dato alla luce, a ottobre, al piccolo Pietro. In attesa del suo ritorno, alla neo-mamma vanno gli auguri di tutto il C.T. Giotto.

Alessandro Caneschi

1) Ho 27 anni, sono Maestro Nazionale Fit e lavoro al Giotto dall’età di 19 anni. 2) Questo è il secondo anno che sono responsabile del settore Agonistico, un gruppo di cui fanno parte 25 ragazzi tra i 10 e i 17 anni, che si allenano dalle 3 alle 5 volte settimanali per 3 ore al giorno. Alcuni di questi ragazzi sono seguiti anche dal Settore Tecnico della Fit. 3) Da quando ho iniziato a giocare a tennis, a 7 anni, ho passato la maggior parte della mia vita nel Circolo, quindi ormai è diventata la mia seconda casa. 4) Il mio obiettivo è di contribuire sempre più alla crescita del Circolo. Il mio sogno è formare buoni giocatori e magari, un giorno, vedere qualcuno di loro partecipare ai più importanti tornei del mondo.

Arezzo sport

Nicola Carini

1) Lavoro al Giotto da circa 12 anni, un periodo in cui ci siamo tolti molte soddisfazioni, dai titoli italiani sfiorati in B1 e A2 ai tanti titoli regionali Under e Over, fino ad arrivare ai tanti ragazzi che sono usciti dal nostro vivaio (Vanni, Grazi, Vannutelli…). 2) All’interno del circolo sono il responsabile P.I.A., settore che va dal minitennis fino alla soglia dell’agonistica. È un ruolo di grande responsabilità, perché anno dopo anno deve dare nuova linfa al settore agonistico. 3) La vita al Circolo è molto intensa, ma abbiamo la fortuna di lavorare in un posto molto bello e attrezzato. 4) L’obiettivo mio e di tutti è far crescere sempre di più il Giotto, per rimanere ai vertici del tennis aretino e italiano.

Giovanni Ciacci

Alessandro Faltoni

1) Ho 26 anni, sono nato a Montalcino, ma la mia crescita tennistica è avvenuta alla Coop Tennis di Livorno. Ho conseguito la qualifica di Maestro Nazionale

1) Sono Maestro Nazionale di tennis e svolgo questa attività da circa 21 anni. 2) Sono il responsabile del settore Sat: mi occupo del coordinamento degli allievi dai 5 ai 18 anni, cercando di dare le migliori basi possibili sia a chi rimarrà nella Sat, sia a chi andrà negli altri settori come il Pia o l’Agonistica. 3) La vita al Circolo si svolge in maniera tranquilla e coinvolgente, questo per merito di un gruppo di Maestri unito e di una buon affiatamento con la Direzione Sportiva. 4) I miei obiettivi, oltre cercare di insegnare il tennis nella miglior maniera possibile, sono trasmettere passione per lo sport e dare un’educazione il più possibile sportiva, che tenga conto del rispetto delle regole e degli avversari.

nel 2010. 2) Collaboro con Caneschi e Faltoni nei settori Agonistica e Sat. 3) Sono arrivato al Giotto a settembre 2010 e da subito mi sono trovato davvero bene, sia come gruppo Maestri che come ambiente. 4) Spero di crescere con questo gruppo di lavoro perché abbiamo formato un mix vincente, che ci permetterà di raggiungere grandi soddisfazioni con i nostri allievi e di far progredire lo stesso Circolo.

Giacomo Grazi

Marco Gori

Emanuele Spataffi

1) Sono nato il 26 novembre 1988. Ho iniziato a giocare a tennis a 6 anni e ho raggiunto la classifica 2.6: mi piace tantissimo questo sport. 2) Ancora pratico attività nazionale e internazionale, anche se è già il secondo anno che collaboro con i Maestri del Giotto, e da qualche settimana ho iniziato a seguire il corso di Istruttore di primo grado Fit. 3) Mi trovo benissimo all’interno del Circolo, dove passo tutta la mia giornata: ci sono Maestri fantastici, con cui ho un rapporto non solo lavorativo ma di vera amicizia. 4) Il mio obiettivo è diventare Maestro Nazionale e dare molto a questo Circolo, in modo tale da poter contraccambiare tutto quello che il Circolo ha dato a me.

1) Insegno tennis da oltre 30 anni e sono Tecnico Nazionale di quarto livello europeo Coni-Fit. 2) Da giugno 2010 faccio parte di questo splendido team di insegnanti del Giotto, un team molto competente e ben organizzato professionalmente, coordinato in modo ineccepibile dal direttore tecnico Bramanti. La mia attività è mirata al baby e minitennis, oltre a collaborare con tutti gli altri settori e a coordinare il settore adulti. 3) La mia giornata al Circolo è molto intensa: inizio con il gruppo Full Time, il pomeriggio con i ragazzi e la sera con gli adulti. 4) Il mio principale obiettivo è trasmettere tutta la conoscenza possibile ai nostri potenziali giocatori, e per questo ritengo che sia fondamentale lavorare bene fin dalle prime fasce di età.

1) Sono nato ad Arezzo il 1° dicembre 1983, e quest’anno ho ricevuto la qualifica di Istruttore di secondo grado Fit. 2) Occupandomi della preparazione atletica dei ragazzi dell’Agonistica, del Pia, del minitennis e della Sat, sono l’unico Maestro che vede tutti i ragazzi della scuola tennis del Giotto… Oltre a questo, il giovedì aiuto il maestro Faltoni con la scuola Sat, e il lunedì mi occupo del corso adulti. 3) La mia vita all’interno del circolo è tutta una “sorpresa”… 4) L’obiettivo primario è portare questa scuola tennis a livelli alti, sia come prestigio che come giocatori. Altrimenti, personalmente, ambisco a diventare maestro di tennis.


“SPORTGIOCANDO”, UNA RICCHEZZA NELLA SCUOLA U

di Andrea Bardelli

na corretta educazione motoria è fondamentale nel percorso di sviluppo psico-fisico di un individuo. Tale presupposto anima oramai da diciotto anni l’esperienza SportGiocando, un’iniziativa congiunta di avviamento alle pratiche sportive realizzata per le scuole del territorio da Coni provinciale, Provincia di Arezzo e Ministero Istruzione Università e Ricerca attraverso l’Ufficio Scolastico Provinciale, e sostenuta per il secondo anno anche da Banca Etruria. Il progetto, finanziato con 20

mila euro dalla Provincia, 15 mila da Banca Etruria, 10 mila da Coni e, in misura dipendente dalle delibere comunali in materia, da tutti i 39 Comuni aderenti, coinvolge gli alunni delle scuole primarie (fino alla classe terza) e dell’infanzia, un totale di circa 18 mila bambini, in percorsi guidati e assistiti da 80 operatori laureati del settore. «“SportGiocando” è concepito per incentivare la trasmissione dei valori im-

portanti nella formazione della personalità e del carattere dei fanciulli, per incrementare la qualità della vita e per favorire l’inclusione e l’integrazione sociale», spiega l’insegnante con cui abbiamo affrontato l’argomento, referente per l’educazione

motoria dell’Istituto Comprensivo “Francesco Severi” di Arezzo. «Oltretutto – continua, – seguire in questo ambito i bambini già dalla scuola materna significa facilitare il consolidamento di tutti gli aspetti legati al corpo e alla fisicità, che costituiscono i fondamenti per gli anni a venire, come ad esempio il senso spaziale all’interno del classico foglio di quaderno». Le reazioni degli scolari alle proposte ludico-didattiche? «Sono ovviamente molto positive. Per i ragazzi il momento di apprendimento diviene naturale e divertente, meno impegnativo perché trasformato in veste di gioco collettivo». Quali sono le attività praticate? «Dipende dall’età degli alunni. Per quelli del primo ciclo, che comprende gli anni dell’infanzia e i primi due della primaria, sono previsti generalmente giochi motori legati all’orientamento spaziale, come ad esempio percorsi con cerchi, birilli e piccoli ostacoli. Nel secondo ciclo, invece, dunque nei successivi anni delle elementari, i bambini apprendono i primi rudimenti dell’attività sportiva e sperimentano situazioni che richiedono alcune regole, come ad esempio la versione semplificata del famoso dodgeball». Difficoltà nell’attuazione del progetto? «Purtroppo, rispetto alle scorse edizioni, quest’anno si è verificata una riduzione delle risorse a disposizione. Tale situazione ha comportato una contrazione del monte orario complessivo, che nel nostro caso, giusto per portare un esempio, è di 90 ore suddivise in 5 settimane di attività. Se in passato eravamo partiti con il progetto già da gennaio, nel 2011 siamo slittati alla fine di febbraio. Un’altra questione non secondaria è quella della carenza di strutture, alcuni plessi del territorio non sono dotati delle palestre o degli spazi idonei a consentire di organizzare un lavoro coi ragazzi in continuità, e a ottimizzare il forte impegno economico che caratterizza l’iniziativa». ●

Una delle migliori promesse – se non davvero la migliore – dell’equitazione aretina: Giulia Senesi

uesto si può ben dire della giovanissima Giulia Senesi, classe 1994 e già un bel curriculum sportivo. «È un amore strano, nato una mattina di molti anni fa quando con la mia vicina di casa eravamo in terza elementare, abbiamo deciso di andare a una di quelle passeggiate guidate a cavallo che vengono organizzate ogni tanto. Tornata a casa, dissi a mio padre che volevo iniziare questo sport, e così da lì è nata questa bella storia. Prima i giochi con i pony, niente a che vedere con i salti, ma servono come esperienze iniziali, e poi l’avventura con gli ostacoli. All’inizio è stato un cammino travagliato, ho dovuto cambiare più istruttori. Poi ho incontrato Giovanni Cantaloni, con cui ho iniziato ad allenarmi con più regolarità. È uno sport

Q

che impone certamente molti sacrifici, e per me che frequento il Liceo Classico non è semplice riuscire a conciliare tutto, dato che potendo dovrei allenarmi anche quattro volte a settimana.

Ho iniziato a correre con un cavallo che non dava speranze di vittoria, Altarino, e con lui ho avuto più di un successo in competizioni minori. Poi è arrivato Duccio di Boninsegna, un nome di classe per un cavallo, con cui infatti ho vinto la medaglia di bronzo ai campionati toscani la scorsa stagione». Il rapporto cavallo-cavaliere è il segreto per la vittoria in questo sport? «Beh, anche se è uno sport individuale in realtà siamo in due, non è come andare in moto; instaurare un rapporto di fiducia e conoscenza profonda con il cavallo è fondamentale, io la prima settimana cerco di passare più tempo possibile con il mio nuovo cavallo. Da questa stagione ho una nuova cavallina che spero mi assicuri ancora più possibilità, perciò proverò di nuovo a ottenere un risultato importante ai Toscani, per poi in estate tentare l’assalto ai Campionati Italiani».

E noi le facciamo un grande “in bocca al lupo”, nella speranza di poter commentare altri e più grandi successi. ●

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Arezzo sport

AL CENTRO IPPICO “IL CERCHIO” DI ANTRIA come in famiglia: rapporti umani sereni tra i vari membri del Circolo e gli ospiti. Una politica, questa, che ha portato discreti risultati nel 2011

D

di Giacomo Belli

a poco più di dieci anni, immerso nella suggestiva cornice paesaggistica della campagna aretina di Antria, si trova il centro ippico “Il Cerchio”. Appena imboccato il breve sentiero sterrato, è subito forte quel

profumo tipico del fieno, accompagnato dallo zoccolio dei cavalli nei box. Il maneggio è piccolo ma accogliente, tanto che immediatamente si ha l’impressione di respirare un’aria di intima familiarità. «Tutto è nato poco più di dieci anni fa, quando abbiamo ristrutturato e ingrandito il vecchio complesso « rilevato nel 1990 – spiega Giovanni Cantaloni, presidente e istruttore del centro ippico. – Una società ri

g giovane ma determinata e volenterosa nel migliorare e rendere più agevole il nostro lavoro e la nostra attività». Il centro è stato concepito sin dall’inizio per soddisfare le necessità dell’equitazione moderna, con un ventaglio di attività che spaziano dalle passeggiate a cavallo alle competizioni come il salto ostacoli, fino alle attività ludico-addestrative per l’avviamento all’equitazione con pony, riservati ai più piccoli. Le lezioni si basano sul livello d’esperienza dell’atleta, Giovanni Cantaloni e Giulia Senesi mentre il maneggio, coperto e illuminato, consente di lavo vorare tutto l’anno anche fino ta sera. a tarda

Il tutto tu all’interno di un clima familiare che ha contraddistinto da sempre lla conduzione dei rapporti umani tra i vari membri del Circolo. Una po-

litica, questa, che ha portato discreti risultati, vedendo un incremento sostanzioso del numero dei tesserati, 120 nel 2010, quota destinata ad aumentare nel corso di questo nuovo anno. I successi non sono mancati neppure a livello agonistico, soprattutto nel salto ostacoli, che nel 2010 ha visto la giovane e talentuosa Giulia Senesi conquistare una meritatissima medaglia di bronzo ai campionati toscani. Inoltre, la qualificazione ai campionati italiani svoltisi a San Zeno delle atlete Carolina Domini, Giulia Senesi e Federica Gatto. «I risultati sono stati buoni durante tutto l’anno ad

Arezzo e in altre competizioni come quelle disputate a Pontedera, Pisa e Città di Castello – prosegue Cantaloni.

– Tutto ciò mi ripaga degli enormi sforzi che facciamo quotidianamente per il mantenimento dei cavalli e delle varie attività del Circolo». Trentacinque cavalli in totale, tra quelli di proprietà privata e della scuola. Animali tanto poderosi quanto fragili, bisognosi di un monitoraggio costante e di continui interventi di veterinari e maniscalchi. Una

passione, quella dell’andare a cavallo, che non prevede limiti di età e controindicazioni: «Possono iniziare bambini che abbiano 4 anni fino a persone oltre i 60, stando bene attenti ad affidarsi a centri ippici qualificati e non basarsi sull’improvvisazione personale». Non solo competizioni agonistiche, però. Il Centro organizza escursioni a cavallo, garantendo sempre la presenza di personale qualificato e di grande esperienza. Un buon modo per fare attività fisica “dolce” e per riappropriarsi delle bellezze paesaggistiche che ci circondano. «Le attività svolte al maneggio hanno come finalità

quelle di insegnare ai neofiti a cavalcare e rispettare questo splendido animale, cercando di instaurare da subito quel giusto feeling di armonia e complicità che fa del cavaliere o amazzone e il suo cavallo un binomio saldo e affiatato».

Un Centro attivo anche nel sociale, con corsi per ragazzi portatori di handicap, che «regalano soddisfazioni e gioie talmente grandi da accrescere la voglia di portare avanti altri progetti con loro, e rafforzano la determinazione per il raggiungimento dei nostri obiettivi futuri». Tra gli auspici di Cantaloni, oltre il miglioramento dell’ambiente e la qualità degli atleti, quello di «una maggiore armonia tra le varie società ippiche aretine». ●


Il Settimanale di Arezzo 51  

Il Settimanale di Arezzo 51

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