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ANNO II

NUMERO

50 •

VENERDÌ

25

FEBBRAIO

2011 •

COPIA GRATUITA

Arezzo il settimanale di

www.fondazionemonnalisa.org

Il giornale dei cittadini, delle imprese e delle famiglie aretine gratis in edicola dal venerdì

loc. Montecchio Vesponi, Castiglion Fiorentino (Arezzo) 0575/1786102 - info@strasicura.eu

Il virus Hiv nella nostra città: parla il dottor Caremani a pag. 11

l’Esperto risponde: Carnevale… dolce scherzare (ma anche mangiare!) a pag. 7

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in questo numero pagina 8

pagina 5

pagina 3

UNA

BREVE VACANZA: COSÌ LONTANI, COSÌ VICINI

di Fabrizio Piervenanzi

pagina 4

LA

DIGNITÀ PER LE GIOVANI ARETINE

di Elena Aiello

pagina 5

LETTERE AL DIRETTORE: DA TRE INSEGNANTI UNA BUONA NOTIZIA

pagina 6

LA

PESCA IN ACQUE LIBERE E PULITE

di Marco Cavini

pagina 10

pagina 7

L’ESPERTO RISPONDE:

CARNEVALE…

SCHERZARE (MA ANCHE MANGIARE!)

DOLCE

a cura della dott.ssa Barbara Lapini

pagina 8

ANTONELLA CEDRO: LENTE DI UN’ARTISTA

pagina 14

Arezzo il settimanale di

è una testata edita da Edizioni Giorgio Vasari s.r.l.

Il giornale dei cittadini, delle imprese e delle famiglie aretine gratis in edicola dal venerdì

Anno II numero 50 – venerdì 25 febbraio 2011 Direttore Responsabile: Francesco Ciabatti, email f.ciabatti@fastwebnet.it Vicedirettore: Marco Botti Redazione: Enrico Badii, Andrea Bardelli, Monia Barelli, Marco Beoni, Serena Capponi, Fernanda Caprilli, Marco Cavini, Giacomo Chiuchini, Dory d’Anzeo, Jacopo Fabbroni, Claudia Failli, Sara Gnassi, Giulia Grilli, Ilaria Gradassi, Valeria Gudini, Giacomo Manneschi, Chiara Marcelli, David Mattesini, Paco Mengozzi, Fabio Mugelli, Riccardo Niccolini, Roberto Parnetti, Luciana Pastorelli, Fabrizio Piervenanzi, Luca Piervenanzi, Luca Stanganini, Valentina Tramutola Foto: Andrea Bardelli, Roberto Parnetti, Felice Rogialli Amministrazione: Edizioni Giorgio Vasari s.r.l., via Mantegna 4, 52100 Arezzo (AR), tel. 328/9518221, fax 0575/409175, email edizionivasari@aruba.it Per le vostre pubblicità chiamate il 328/9518221 o scrivete a ilsettimanalediarezzo@gmail.com Stampa: La Zecca srl, via Umberto Terracini 25/27, 52025 fraz. Levane – Bucine (AR), tel. 055/9180101, fax 055/9180412, email info@tipografialazecca.it Autorizzazione Tribunale di Arezzo 02/2010 del 10 febbraio 2010 Iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione al n. 19155 È vietata, senza formale autorizzazione, la riproduzione totale o parziale di testi, disegni, foto e pubblicità riprodotti su questo numero

LA REALTÀ ATTRAVERSO LA SOGNATRICE

di Marco Botti

pagina 9

EG V

IL “DE PROSPECTIVA PINGENDI” MUSEO “IVAN BRUSCHI”

ALLA

di Serena Capponi

pagina 10

IL GIARDINO

DELLE IDEE:

“MIGNOTTOCRAZIA”, PAOLO

IL SISTEMA POLITICO ITALIANO SECONDO

GUZZANTI

di Chiara Marcelli

pagina 11

IL

La Fondazione Monnalisa onlus, il “Settimanale di Arezzo” e le Edizioni Giorgio Vasari sono partner nel promuovere la crescita della comunità di Arezzo e il benessere delle persone che vi abitano

VIRUS

HIV

NELLA NOSTRA CITTÀ

di Giacomo Manneschi

AREZZO SPORT • «INSEGNIAMO AD INSEGNARE»: AL VIA AL CENTRO SPORT CHIMERA I CORSI DA ISTRUTTORE DI NUOTO • LA SBA CONIUGA SCUOLA E SPORT NEL PROGETTO “UN CANESTRO NELLO ZAINO” • L’AREZZO KARATE VA IN CERCA DI MEDAGLIE AGLI ASSOLUTI DI BARI LE VIGNETTE!

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CASA

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Una breve vacanza: così lontani, così vicini riflessioni

di Fabrizio Piervenanzi

A

bbiamo appena trascorso una decina di giorni di ferie (che per ragioni di lavoro prendiamo in questo periodo) a quasi 10 mila chilometri di distanza da Arezzo. Con il proposito iniziale di lasciarci alle spalle – per questo brevissimo lasso di tempo – pensieri, informazioni e disagi derivanti dal momento. Con la speranza di trarre profitto dal mare e dal sole, da noi molto amati, e che forse per questo non ci hanno deluso. Non avevamo esigenze mondane. Solo voglia di un po’ di tranquillità, prima di riprendere l’impegnativo percorso di un nuovo anno di attività. Quella che comunque ci ha dato il privilegio di poterci concedere questa esperienza. Il proposito come detto, c’era. Ma non lo abbiamo rispettato. Attraverso internet abbiamo seguito cosa succedeva in città, e, potendo vedere Rai International, ci siamo informati sull’evolversi (?) della situazione del nostro Paese. Nel frattempo ci siamo guardati intorno, cer-

cando di capire qualcosa sul posto in cui eravamo. Senza darci l’importanza dei viaggiatori. Essendo semplici turisti, anche se curiosi. Ne sono scaturite sensazioni, che con le dovute differenze e proporzioni, tra quel Paese e il nostro, ci hanno fatto pensare. Anche all’im-

portanza, a tutti i livelli, che la politica ha, nel determinare il benessere o il disagio (quando non la disgrazia) dei propri cittadini. Abbiamo visto un vil-

laggio turistico a pochissimi metri dal mare, completamente devastato. Coperture mancanti, vetri rotti, porte e finestre divelte. Lo abbiamo fotografato, chiedendo notizie. È stato consentito a potenti organizzazioni che investivano soldi di dubbia provenienza di ergerlo dove c’era una foresta di mangro-

vie. Poi l’uragano ha fatto il suo corso. Ma su chilometri di coste questa è la normalità. Corruzione, vendita di litorali a grandi catene, e il gioco è fatto. Una città di quello Stato, in uno studio fatto nel 2009 raccogliendo dati dalla stampa e da fonti Fbi, è risultata la prima al mondo per numeri di omicidi (130 ogni 100.000 abitanti). Il tutto legato al narcotraffico. La vita della popolazione è abbastanza critica. Come spesso avviene in certi posti, più ci si allontana dalla costa, e più remote si fanno le possibilità di un’occupazione stabile e di nutrirsi tutti i giorni, a pranzo e a cena. I pescatori almeno questa certezza ce

l’hanno. Un forte senso di solidarietà sostiene le famiglie. Ci hanno raccontato che quando lavorano (e riscuotono) fanno festa. Portando a casa ciò che sono riusciti a comperare per dividerlo con i parenti. Quegli stessi parenti che li aiutano quando non lavorano.

Abbiamo conosciuto una guida italiana. Ci ha parlato della sua storia. Un uomo del Sud, senza un diploma, che a diciotto anni andò a lavorare in Inghilterra per imparare l’inglese. Padrone della lingua, fece un concorso

presso un tour operator e lo assunsero. Cominciò a girare dal Mar Rosso al Centro America, imparando anche il francese, lo spagnolo e il tedesco. Oggi è responsabile per quell’azienda dell’area caraibica. Abbiamo parlato insieme, amorevolmente, dell’Italia, convinti delle sue possibilità. E rattristati da ciò che non riesce più a esprimere al meglio, frenata da una politica paralizzata da se stessa.

La sera prima, nel ristorante della struttura in cui eravamo, era stata organizzata una cena in onore del nostro Paese. I turisti, prevalentemente nordamericani, accolti da una esposizione di vini (anche toscani), composizioni di spaghetti e altre nostre eccellenze. Sullo sfondo,

un enorme sipario con i nostri colori. Lo abbiamo fotografato, con orgoglio e consapevolezza di essere, politica a parte, figli di un grande Paese. E con l’immutata voglia di tornare. Con la guida, ci siamo pure un po’ commossi e abbracciati affettuosamente. A parte questo, forte della sua esperienza, lui ci ha voluto sottolineare il valore che ha per i giovani il fatto di uscire dall’Italia. Trovarsi un lavoro per imparare una o più lingue in un Paese europeo, per poi affrontare con più fiducia un percorso lavorativo. Nel frattempo, siamo rientrati. Senza riscontrare positive novità a livello nazionale. E in una città dove ulteriormente frammentata risulta essere la politica che va verso elezioni, sembra, sovraffollate di candidati.

Riprenderemo normalmente a parlarne, sperando di poter vedere concretamente in essa pochi rischi e grandi opportunità. Per la popolazione. ■ fabrizio.piervenanzi@gmail.com

e ti accompagnano in ci città cit itt ittà (e a ballare!)

per segnalazioni, richieste, domande scrivete a ilsettimanalediarezzo@gmail.com

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L

e donne italiane sono scese piazza il 13 febbraio per manifestare per la loro dignità e anche Arezzo ha avuto il proprio corteo. Ma cos’è la dignità per le giovani aretine? Non è semplice rispondere a questa domanda, ed è la prima cosa che tutte ci dicono…

La definizione di dignità cambia in base a chi la esprime, ma è vicina a quella del dizionario Sabatini-Coletti: “Considerazione in cui l’uomo tiene se stesso e che si traduce in un comportamento responsabile, misurato, equilibrato”. Per Martina, 20 anni [che ci ha gentilmente concesso la foto qui a destra, ndr], la dignità è «riuscire ad avere

la propria testa, mantenere il proprio pensiero indipendente, il proprio modo di fare, soprattutto in un ambiente ostile, non cambiare se stessi per riuscire a guardarsi ancora nello specchio»; per la 17enne Paola la dignità come donna è il non dipendere totalmente dall’uomo, non affidarsi completamente a lui e sapere comunque accettare aiuto quando lo si necessita, facendosi rispettare, prendendo giuste decisioni. Chiediamo loro se sia giusto sfruttare il proprio corpo per ottenere vantaggi, e Paola risponde: di Elena Aiello «Personalmente, non potrei mai usare il mio corpo per fare carriera, anche perché non ho un fisico perfetto… E se me lo chiedessero risponderei di no, perché lo trovo immorale e non starei bene con me stessa, ma se altre donne lo hanno fatto avranno avuto le loro buone ragioni…».

le voci

La dignità per le giovani aretine

La sinistra vendoliana verso la lista indipendente…

Gaia, 17 anni anche lei, si discosta dall’opinione della coetanea e afferma: «Per me la dignità è credere in qualcosa e por-

tarlo avanti anche se significa andare contro tutto e tutti, è pensare una cosa e agire di conseguenza, è essere fieri di ciò che si è… Io non userei mai il mio corpo per ottenere qualcosa in cambio come un vantaggio, fare così sarebbe non rispettare me stessa e il mio corpo, pensarmi come un oggetto che può essere usato in cambio di qualcosa, tanto meno in cambio di un posto di lavoro o un incarico. Sarebbe come darsi della stupida da sola, perché usare il proprio corpo invece che la testa e l’intelligenza è come dire che non sei in grado di farlo e che ti servono degli escamotage per raggiungere il tuo scopo». La risposta di Elisabetta, classe 1993, si avvicina molto a quella di Gaia e dice: «Dignità è quasi un sinonimo di identità. Personalmente ho dei limiti che mi sono imposta involontariamente, e sotto quelli non vado e non voglio andare. Sotto quelli si va a intaccare la mia dignità e la mia autostima, mi verrebbero spontanee domande tipo “Ma come mi sono ridotta? Come sono arrivata a questo punto?”. Se andassi sotto queste barriere che ho, non mi sentirei a posto con me stessa, il mio orgoglio e la mia autostima ne risentirebbero sicuramente moltissimo, non mi sentirei me stessa. Avere una dignità per me è sapersi mettere dei limiti, basati sulla propria moralità, e rispettarli. Non userei mai il mio corpo per fare carriera, nemmeno se la cosa rimanesse privata. Gli obiettivi sono belli quando li raggiungiamo con i nostri sforzi. Ne andrebbe del mio orgoglio e non credo che riuscirei mai ad abbassarmi fino a certi livelli». Per Martina invece ci sono molte più sfumature quando si parla di usare il proprio corpo per fare carriera: «Mi rispetto, ho la mia dignità e non andrei a letto con nessuno per ottenere qualcosa, ma nel

S

el chiude il proprio percorso di consultazione con la base e, in concomitanza, arrivano i primi dati relativi al giudizio dei poten-

ziali elettori della sinistra vendoliana sull’azione amministrativa della Giunta e le priorità programmatiche, in vista delle Comunali di maggio, e soprattutto sulle alleanze e la configurazione in termini di liste che assumerà la sinistra aretina. Una cartina al tornasole svolta su un bacino di oltre 500 cittadini. «Il 78% circa dei questionari ha indicato come elemento essenziale – spiega Sel – la presenza nel simbolo del nome di Vendola, che non può essere considerato alla stregua di un leader di partito, ma come figura unificante e di rilancio per l’intera sinistra». Eccolo qui, il punto dirimente. La cesura che potrebbe impedire alla sinistra aretina di presentarsi con una lista unica alle prossime elezioni, anche perché difficilmente la Federazione della Sinistra accetterà di presentarsi con una lista unica che abbia il nome di “Sinistra per Arezzo con Vendola”. Di qui, quella che appare come la logica conseguenza: ognuno si presenterà da solo, Sel a questo punto probabilmente direttamente col proprio simbolo. Sembra quindi che per l’elettorato di Sinistra e Libertà, nonostante una forte spinta unitaria, il progetto descritto da Vendola a livello nazionale basti e avanzi anche a livello locale, forti dell’8,5% attribuito al movimento del Governatore della Puglia nei sondaggi. Ma vediamo anche gli altri dati, che diventano interessanti in prospettiva elettorale. Il giudizio sull’operato della Giunta è tutto sommato positivo, con una forbice media di voto che va dal 5 ad alcuni assessori al 6,5 assegnato al sindaco Fanfani. Le priorità maggioritarie, date per tema: dalla creazione di un vero e proprio “piano regolatore per

le politiche sociali”, alla necessità di incremento dei trasporti pubblici ecologici e ferroviari, dall’incremento della raccolta differenziata porta a porta e dell’uso delle energie rinnovabili alla riapertura e creazione di spazi nuovi per la cultura cittadina, dal “Petrarca” al teatro tenda. Tante proposte e il desiderio che diventino realtà. Il sostegno alla David Mattesini candidatura di Fanfani appare confermato, fatte salve inaspettate aperture centriste. ■

mondo del lavoro la “non-bruttezza” fa la differenza; andare curata, cioè vestita per bene e truccata, rende diverso il rapporto lavorativo stesso. Non userei mai, però, il mio corpo per ottenere vantaggi… o meglio, tutti lo usiamo, però è diverso usare il proprio aspetto innocentemente, curandolo, e farsi usare sfruttando la propria avvenenza e il proprio corpo». ■

Edizioni Giorgio Vasari: a servizio di aziende, editoria e pubblicità 4

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Una buona notizia dal fronte scuola… lettere al Direttore

scriveteci al nostro indirizzo di posta elettronica ilsettimanalediarezzo@gmail.com

riceviamo e volentieri pubblichiamo

G

entilissimo Direttore, facciamo parte di un gruppo di insegnanti della provincia di Arezzo protagonisti, loro malgrado, di una singolare vicenda di cui vorremmo informarLa.

Ormai da tempo tutti sanno della necessità di innalzare l’età pensionabile e la norma-

validità delle nostre motivazioni, nella primavera del 2010 abbiamo presentato ricorso d’urgenza contro il licenziamento al Giudice del Lavoro di Arezzo, il quale, nel giugno scorso, ha accolto le nostre ragioni e riconosciuto il diritto a continuare nell’insegnamento. L’Amministrazione tuttavia ha visto la possibilità di annullare questa decisione, e in agosto eravamo ancora davanti a un tribunale collegiale che, di nuovo, ha riconosciuto il nostro diritto al reintegro. Fine della storia? Ovviamente no, altrimenti non dovremmo inviare questa lettera: dopo le due ordinanze, anche recentemente confermate nel contenuto per altri dipendenti pubblici, l’Amministrazione, tramite il Provveditorato di Arezzo (ora si chiama Ufficio X) fa sapere, a gennaio 2011, che saremo di nuovo licenziate. È difficile commentare questa comunicazione, soprattutto quando in altre province sono state prese decisioni di segno opposto. Non vogliamo pensare a intenti persecutori nei confronti dei docenti, che già non godono di particolare considerazione, ma siamo perplesse: – sul piano giuridico, disorientate dal fatto che non vengano ritenute valide due successive sentenze; – sul piano didattico, ci chiediamo perché l’Amministrazione, poiché lo può fare, non voglia tenere conto del capitale di competenze ed esperienze maturate in anni di carriera, e che potrebbero essere d’aiuto in questo momento di passaggio dal vecchio al nuovo (la Riforma Gelmini chiede molto agli insegnanti, sia per la didattica sia per l’organizzazione dei nuovi corsi). Ed è proprio perché siamo convinte che vi siano patrimoni personali acquisiti nel tempo e spendibili a vantaggio di tutti coloro che lavorano nella scuola che condividiamo la scelta del nuovo Provveditore aretino, il quale ha deciso di proseguire nel proprio incarico anche oltre il previsto.

Al momento di andare in stampa apprendiamo che gli insegnanti la cui storia è raccontata di seguito che sono stati reintegrati nei loro ruoli, con sentenza del tribunale dell’agosto 2010, potranno proseguire il loro servizio anche in futuro.

tiva, di fatto, ha già portato a 65 anni il termine delle attività lavorative. Questo non è vero, però, per i docenti e in generale per i dipendenti pubblici: al raggiungimento di alcuni parametri stabiliti dall’Amministrazione, infatti, indipendentemente dall’età, anche molto lontana dai 65 anni già detti, gli interessati sono inseriti d’ufficio nelle liste di coloro che –senza possibilità di scelta –devono lasciare il servizio e,qualora non sottostiano all’obbligo, ricevono dai loro Dirigenti le lettere di licenziamento. Non ci soffermeremo su quello che si prova a essere licenziati senza motivo, perché ciò attiene alla sfera personale di ognuno di noi, ma vorrem-

mo raccontare che nel nostro specifico caso, convinte della correttezza e della

Non sappiamo come si chiuderà questa nostra come già detto singolare (soprattutto spiacevolissima) esperienza ma, come è

già accaduto lo scorso anno, se sarà necessario percorreremo le vie legali necessarie per far sì che ci venga riconosciuto il diritto a rimanere in servizio fino al 65° anno di età. Ringraziandola per l’attenzione che vorrà concederci, cordiali saluti, Elena Belloni, Laura Guadagni e Ilde Fiacchin ■

LE COMUNALI 2011 SI AVVICINANO per promuovere sul “Settimanale di Arezzo” la vostra immagine o il vostro partito

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vita della città di Marco Cavini

L’

Arci Pesca Fisa, nata ad Arezzo nel 1971, è un’associazione senza scopo di lucro riconosciuta a livello nazionale per la promozione sportiva e sociale.

Pescare in acque libere e pulite è il motto del Comitato aretino dell’associazione che, guidato dal presidente Alfredo Rondoni e forte di quasi 700 soci, è diventato una solida realtà nel mondo della pesca sportiva e agonistica.

l’Arci Pesca apre il tesseramento per il 2011

La pesca in acque libere e pulite

L’ATTIVITÀ ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE Il principale obiettivo dell’Arci Pesca Fisa è di promuovere la pesca sportiva, organizzando gare e manifestazioni agonistiche nel campo di Laterina.

Queste gare, al di là dell’aspetto agonistico, sono svolte favorendo un corretto rapporto con l’ambiente e un clima di collaborazione fra i partecipanti. Il raggio d’azione dell’associazione non si limita però alla sola attività sportiva, ma è molto più variegato e tocca un insieme numeroso di ambiti, dal sociale alla tutela del territorio. L’Arci Pesca aretina organizza così incontri e visite all’impianto ittiogenico provinciale di Carda, partecipa a programmi di tutela ambientale, promuove attività connesse alla pesca per ragazzi e per portatori di handicap. «Il nostro punto di forza - spiega il presidente Rondoni, - è il lavoro che da anni portiamo avanti con gli alunni delle scuole primarie e secondarie. Organizziamo progetti nelle scuole il cui fine è la conoscenza dell’enorme ricchezza dell’ecosistema fluviale della nostra provincia». Una delle più importanti attività resta comunque la vigilanza ittica su fiumi e torrenti dell’intero territorio, portata avanti in sinergia con l’Amministrazione provinciale e con propri agenti volontari. I SEI CIRCOLI TERRITORIALI I soci dell’Arci Pesca si dividono tra sei diversi circoli diffusi nelle varie zone dell’intero territorio provinciale. Il Valdarno è la vallata che conta il maggior numero di circoli: l’NSPS Terranovese (specializzato

nella pesca agonistica al pesce bianco), la Powerfish di Montevarchi (dedita alla pesca della trota lago e della trota torrente), il circolo di Castelnuovo dei Sabbioni (attivo soprattutto nell’iniziazione alla pesca dei ragazzi del Valdarno Inferiore) e il circolo di Loro Ciuffenna (i cui pescatori si dedicano soprattutto alla trota torrente). Nella campagna cortonese è associato all’Arci Pesca il circolo del lago di Poggio Tondo, un circolo che d’inverno porta avanti la pesca alla trota, mentre d’estate quella alla carpa. Una menzione particolare merita il circolo SPS Castel Focognano, il circolo che vanta il maggior numero di tesserati e che svolge un’azione ittica a tutto tondo: oltre alle attività di pesca legate alla trota

torrente, gestisce la zona regolamentata del Corsalone, organizza progetti per i giovani nei vari laghetti adibiti alla pesca sportiva, propone percorsi di avvicinamento all’attività per portatori di handicap. COME TESSERARSI

Per chi fosse interessato alla pesca o a questa tipologia di attività, sono aperte le iscrizioni all’Arci Pesca Fisa per l’anno solare 2011. Per tesserarsi o per ottenere ulteriori informazioni è possibile mandare una mail a arcipescafisaarezzo@ gmail.com, visitare il sito www.arcipescafisa.it o contattare il presidente Rondoni al 335/63.63.847. ■

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Carnevale… dolce scherzare (ma anche mangiare!) l’Esperto risponde

F

a cura della dott.ssa Barbara Lapini

inalmente sembra far capolino la bella stagione, e per festeggiare questo bel periodo dell’anno, quale occasione migliore del Carnevale? Con i suoi colori, le maschere, i suoi scherzi, le grida dei

bambini festanti nei carri allegorici e, perché no, anche dei dolcetti tipici solo di questo periodo? Ebbene, i dolci di Carnevale sono svariati e cambiano nome e forma a seconda della zona della nostra provincia, ma tutti hanno in comune le preparazioni molto ricche di grassi. Infatti il vero problema è il metodo di cottura con il quale vengono preparati, la maggior parte viene fatta friggere in olio bollente o strutto, e anche se rimangono per

poco tempo a contatto con il grasso di cottura, questo ne aumenta il potere calorico. Non sarebbe un problema se questi amichetti grassottelli fossero al nostro fianco 2-3 volte all’anno, il fatto è che invece costoro vengono messi in circolazione subito dopo le feste natalizie per rimanerci fino a Quaresima inoltrata.

A

info@dietistalapini.it www.dietistalapini.it

le vostre domande

Il consiglio più naturale è quello di fare attenzione alla quantità e alla frequenza con cui vengono mangiati. Per limitare i danni si potrebbero

preferire piccole quantità di quelli meno calorici, limitandosi ad assaggi, senza spingersi a dannosissime abbuffate. I danni che possono causare in termini di nutrienti sono elevati, basti pensare che in media 100 grammi di fiocchi o stracci, o cenci che dir si voglia, contengono 15 grammi di proteine, 15 grammi di lipidi e 65 grammi di glucidi, con un valore calorico di circa 450 kilocalorie. Occhio dunque a tutti coloro che sono a dieta ipocalorica, ma anche a chi ha problemi di colesterolo e trigliceridi. La frittura è la cottura in assoluto più deleteria sia per gli alimenti che per la linea, ma se saputa fare, potrebbe essere un piacere che, goduto raramente, può dare belle soddisfazioni. Ecco alcuni trucchetti per fare una buona frittura casalinga, limitando le controindicazioni. • utilizzate extravergine di oliva, sarà più costoso ma anche più sicuramente gustoso. In alternativa preferire comunque oli vegetali come girasole, arachide o mais; • utilizzate una temperatura dell’olio alta (170 gradi), poiché se la temperatura del bagno di frittura non è sufficientemente elevata gli alimenti si impregnano di grasso e diventano indigesti; • gli alimenti da friggere devono essere di piccole dimensioni; • utilizzare, se possibile, la friggitrice che consente un risparmio di olio e permette di conoscere l’esatta temperatura del grasso; • non utilizzare lo stesso grasso più di due-tre volte; • una volta cotto, sgocciolate l’alimento e passatelo su carta assorbente, rivoltandolo da tutti i lati. ■

nche questo mese sono arrivate moltissime mail dai lettori di questa rubrica, che ringrazio per l’interesse, e rinnovo la mia disponibilità a rispondere agli amici di “Il Settimanale di Arezzo”. Ecco le domande di questa settimana.

Sono una mamma di un bambino di 10 anni un po’ in sovrappeso, vorrei che perdesse qualche chilo, ma purtroppo non ci riesco facilmente. Ogni giorno è una lotta, adesso c’è pure di mezzo il Carnevale e dovendolo portare a feste e sfilate con gli amichetti, non so come fare a contenere i danni senza umiliarlo davanti agli altri, come posso fare?

Gentile mamma, purtroppo una formula magica non c’è, deve molto lavorare Lei sull’educazione alimentare di suo figlio e non stressarlo più di tanto, soprattutto davanti agli amici, a meno che non voglia avere al suo fianco un bambino arrabbiato che si sente diverso e discriminato a causa del proprio peso. La cosa migliore sarebbe responsabilizzarlo e coinvolgerlo in un regime alimentare equilibrato da seguire regolarmente nella quotidianità, insieme a tutta la famiglia. Fargli fare cinque pasti, con molta cura per la colazione, la merenda a scuola con pane e senza bibite zuccherate o succhi, che apportano calorie senza dare sazietà. Educarlo a stare a tavola ai pasti principali, dando importanza a quello che sta facendo, senza distrazioni tipo videogiochi o televisione, con porzioni già preparate e non con la possibilità di attingere da tegami o vassoi in tavola, introdurre abbondanti quantità di verdure miste, possibilmente di stagione e fresche, finire il pasto con frutta. Non trascurare la merenda, momento fondamentale per ricaricarsi di energia ed arrivare a cena con meno fame. Ovviamente stimolare il suo piccolo a fare sport o movimento all’aria aperta sarebbe un ottima idea per aiutarlo a smaltire chili e stress. Per quanto riguarda le feste, sono un’ottima occasione per far socializzare e giocare il suo bambino con i coetanei, queste potrebbero essere un’ottima risorsa anche per fare attività fisica, e se il pegno da pagare fosse la possibilità di mangiare qualche dolcetto in più, non si preoccupi, a patto che questo rimanga una merenda eccezionale e non metodica. Spero di esserle stata di aiuto, e buon Carnevale anche a lei! ■

Anch'io sostengo la candidatura Unesco✃ della Giostra del Saracino! Io sottoscritto/a nato/a a

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il

residente a in via sostengo la Giostra del Saracino nella candidatura alla lista Unesco del Patrimonio Immateriale dell’Umanità autorizzo ai sensi del Decreto Legislativo n. 196/2003 al trattamento dei miei dati, svolto per le modalità e le finalità sopra indicate, e in conformità alle norme legislative e regolamenti vigenti e applicabili

consegna il tagliando presso lo Sportello Unico del Comune, le sedi delle Circoscrizioni o dei Quartieri!


Antonella Cedro

La realtà attraverso la lente di un’artista sognatrice cultura / 1 di Marco Botti

A

ntonella Cedro è una pittrice aretina dallo stile visionario e istintivo. Le sue opere sono fatte di sogni e andamenti onirici, resi con

poche pennellate date di getto, senza ripensamenti. Lei ama definirsi artista informale, ma nel suo modo di dipingere c’è di più: se è vero che strizza l’occhio alle avanguardie novecentesche, è altrettanto manifesto infatti che l’immediatezza espressionistica, i simboli primitivi e l’intricata potenza coloristica dei suoi quadri creano un universo personale di sicuro impatto visivo. Il suo è un percorso artistico sui generis. «Dopo l’Istituto d’Arte, frequentai per tre anni un corso di Grafica Pubblicitaria, ma la mancanza di serie opportunità in quel campo, e l’esigenza di un lavoro sicuro, mi costrinsero a relegare la mia passione artistica a un ruolo complementare. Tuttavia non mi passò mai per la testa di abbandonare la pittura, e nei primi anni Novanta iniziai a esporre. In seguito, assieme a Simonetta Ghezzi ed Elisabetta Spighi, aderii al progetto Eva Eva Eva, con il quale facemmo mostre in Toscana e Umbria. Alla fine di quel decennio le nostre strade artistiche si divisero. Nel 1998 un’amica gallerista mi organizzò una personale a Vienna, esperienza che replicai nel 1999, anno in cui lo storico dell’arte Michele Loffredo curò una mia esposizione anche ad Arezzo. Lo stesso Loffredo, negli anni successivi, chiese le Aspettando Italia Wave mie opere per al-

Protagoniste le giovani band

tre due collettive. Attualmente faccio parte dell’Associazione “Madonna del Duomo”, con cui lo scorso autunno ho esposto nella ex chiesa della Visitazione di via Oberdan». Nei quadri risalta una tavola cromatica molto articolata. Perché? «Forse perché ho sempre scelto di esprimermi attraverso il colore su qualsiasi materiale, anche di recupero. La cura certosina per il disegno non mi ha mai interessato. La mia è una pittura immediata, per questo uso prevalentemente i colori acrilici, che si asciugano subito e non consentono pentimenti. Oltre a ciò amo molto l’arte africana – da cui mi sento influenzata – e i suoi simboli arcaici». Assieme a questi segni ancestrali si notano, però, anche delle figure “aliene”. «Non mi piace riprodurre il reale, quindi preferisco raffigurare qualcosa o qualcuno che potrebbe esistere, ma di cui non vi è certezza. Ognuno deve essere libero di interpretare le mie opere come vuole. Per lo stesso motivo non metto mai i titoli. La pittura è il mio mondo libero, e lo voglio rendere libero anche a chi guarda». Fare arte contemporanea oggi. «Ad Arezzo è molto difficile, ma forse lo è in tutta Italia. Non c’è un vero interesse da parte delle istituzioni, mancano le risorse e la voglia di sensibilizzare la gente. Questo dispiace, perché come scappano i grandi cervelli, così vanno a cercare fortuna all’estero anche i pittori più bravi. In Austria ho visto spazi espositivi che occupavano interi palazzi, messi a disposizione in maniera gratuita. L’unico impegno da parte degli artisti era quello di tenerli aperti al pubblico. Importare un’esperienza simile ad Arezzo sarebbe un sogno». ■

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iparte il concorso Aspettando Italia Wave, giunto alla VII edizione e riservato a tutte le band delle scuole superiori di Arezzo e provincia. Il concorso è organizzato dalla Fondazione Arezzo Wave Italia con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Provinciale e altri numerosi partner, e permetterà a un gruppo giovanile di partecipare a Italia Wave 2011, in programma dal 14 al 17 luglio a Lecce.

L’iscrizione è gratuita e le band selezionate accederanno nel mese di aprile alle selezioni live, che si terranno presso il Centro Giovanile di Aggregazione di Villa Severi. Il gruppo vincitore si esibirà poi sul prestigioso palco di Italia Wave Love Festival 2011.

Tutte le band che prenderanno parte alle selezioni live potranno essere inserite in una compilation curata dal Centro Giovanile di Aggregazione Paco Mengozzi di Villa Severi. Tutto il regolamento è consultabile su www.italiawave.com. ■

GRANDE

IDEA. 8

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Il “De Prospectiva Pingendi” alla Casa Museo “Ivan Bruschi” Omaggio a Piero della Francesca

cultura / 2

di Serena Capponi

L

unedì 21 febbra febbraio ai la Casa Museo di Ivan Bruschi, in occasione della Gior rn Giornata del Libro, ha ospitato l’incontro organizzato dal Centro Centr Unesco di Arezzo, in collaborazione con Aboca, durante il quale quaal è stato presentato il facsimile del manoscritto

De Prospectiva Prospectiiva Pingendi di Piero della Francesca. Il trattatoo è conservato nella Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, dovee è pervenuto nel 1921 con l’acquisizione dell’ars chivio dello scienziato Giambattista Venturi. Per l’occasione sono intervenuti Luisa Maria Casillo, presidente del sono Ceen Unesco di Arezzo, Paolo Cambrai, direttore Centro A di Aboca Museum, Stefano Mastriforti, restauratorre e docente dell’Università di Siena e Massimo tore Mu us Mussini, storico e professore ordinario di Storia delll’A presso l’Università di Parma. dell’Arte

Il trattato fu scritto da Piero della Francesca tra il 1472 e il 1475. Con questo testo il maestro biturgense indicava una serie di problemi di riduzione prospettica, ai quali rispondere tramite rappresentazioni grafiche e illustrazioni.

I cento disegni autografi di Piero rappresentano un’enorme valore aggiunto per quest’opera di grande rilievo scientifico, dove sono tracciate le basi della nuova prospettiva geometrica rinascimentale. Aboca Museum Edizioni ha realizzato uno splendido facsimile del trattato, rispettando anche la legatura “I venerdì di Palazzo del Pero” originale. Il prezioso cofanetto contiene, oltre al facsimile, il relativo commentario che spiega il opo il grande successo della prima edizione riprende, anche in questo 2011, il ciclo di inmanoscritto con un’approfondita analisi scienticontri I venerdì di Palazzo del Pero, organizzato dal Centro Sociale Valcerfone in collaborazione fica. È rivestito in tela “imitlin” nera ed è rifinito con la Società Storica Aretina e la Circoscrizione VI. La manifestazione si propone di approfondire la storia con decori in oro a caldo. della Valcerfone. Sono previsti sette appuntamenti, che inizieranno venerdì 25 febbraio e termi-

D

L’iniziativa di Casa Bruschi si inserisce nel programma del Centro Unesco di Arezzo,

che dal 2004 chiede alle autorità competenti l’avvio dell’iter burocratico per l’inserimento del ciclo di affreschi della basilica di San Francesco, La Leggenda della Vera Croce, nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. L’unico modo per far sì che Piero della Francesca non sia più solo il “pittore del silenzio” e rendere il giusto onore a un’opera giudicata una delle più belle del mondo. ■ www.fondazionebruschi.it

RENDERÒ

ORA

neranno venerdì 20 maggio, sempre alle ore 21, presso la sala del Centro Sociale di Palazzo del Pero. Durante l’ultimo appuntamento è in programma la presentazione del libro Appunti per la storia della

Valcerfone, a cura di Giovanni Bianchini. Le conversazioni saranno precedute, per chi lo desiderasse, da uno “spuntino” con prodotti tipici, per il quale è obbligatoria la prenotazione. In questi incontri si potranno riscoprire usi, tradizioni, storie, luoghi di culto di una splendida zona dell’Aretino. Sarà un vero e proprio excursus storico mirato a mettere in luce un territorio suggestivo e di assoluto interesse culturale e paesaggistico. Di livello la qualità di studiosi e storici che si avvicenderanno, a partire da Giovanni Cangi e Giovanni Nocentini i quali, venerdì 25 febbraio, inaugureranno il ciclo parlando di Architetture religiose medievali e antiche tradizioni di culto nella Valcerfone e in Valtiberina. www.palazzodelpero.it ■ Valeria Gudini

GRANDE Io sono la comunicazione su carta. Non esiste un altro mezzo di comunicazione così: da toccare, sfogliare, riguardare, conservare e rileggere. Ecco perché con la forza concreta ma emozionale della pubblicità stampata, puoi rendere le tue campagne ancora più forti. Scopri come e i punti di forza del “Settimanale di Arezzo“ chiamando il 328/9518221

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IL GIARDINO DELLE IDEE

“Mignottocrazia”: il sistema politico italiano secondo Paolo Guzzanti cultura / 3

di Chiara Marcelli

S

abato 26 febbraio, alle ore 17, presso la “Sala delle Muse” del Museo d’Arte Medioevale e Moderna di Arezzo, nuovo appuntamento della versione invernale del Giardino delle Idee. Si parlerà di attualità, con un ospite d’eccezione: Paolo Guzzanti.

Giornalista professionista, scrittore, conduttore televisivo e uomo politico, Guzzanti è autore riconosciuto del termine “mignottocrazia”, con il quale designa un sistema politico fondato sul sex appeal, diventato – in alcuni casi – l’unico metodo di selezione della nuova classe dirigente. Da questa definizione, parte integrante del lessico politico-giornalistico dell’Italia di oggi, muove l’opera omonima.

“Mignottocrazia. La sera andavamo a ministre” (Aliberti Editore) interpreta gli ultimi vent’anni di storia del nostro Paese attraverso il ruolo, la fisionomia e l’immagine delle donne. Il libro si apre con una scena di amore: un padre tiene

con tenerezza fra le braccia la figlia in fasce e le promette un mondo nuovo e diverso. Poi la vicenda prende decisamente un’altra direzione. Vi è una cruda realtà: «Si esce dal Paese dei Balocchi con certificati di benemerenza, con piccoli regali, con una promozione, con una disfatta. Ma il potere della corruzione sulle giovani ragazze si dilata, diventa un modo di fare accettato e anzi esaltato. “È il mio stile di vita”, dice Berlusconi. Ed è diventato purtroppo anche lo stile di vita degli italiani e delle italiane assuefatti e adoranti. […]».

Nelle parole di Guzzanti, la “mignottocrazia” come sistema di potere ha esattamente questo scopo ideologico: assuefare l’opinione pubblica con un continuo e rivendicato stupro delle regole, delle norme, delle consuetudini, introducendo una prassi apparentemente anarchica – l’esibita passione

per le feste piene di provocanti ragazze in attesa del loro premio/regalo, – ma in realtà funzionale al mantenimento del potere. La categoria femminile, da sempre essenziale per capire le evoluzioni di una società, per l’Italia degli ultimi infelici decenni è divenuta fondamentale, se non decisiva. «In Italia e soltanto in Italia i cingolati berlusconiani, seguiti da truppe col lanciafiamme, avrebbero distrutto tutto ciò che era stato costruito: la libertà e la dignità delle donne sarebbero state massacrate, ridotte al rango di mignotte vere o in lista d’attesa, gestite da agenzie specializzate in mignotteria televisiva o politica, da accompagnamento o da letto, da spot o da Consiglio regionale, da carriera governativa o da cena di gruppo». Queste ultime righe sono il drammatico compendio di un libro spietato, che non risparmia niente a Workshop di recitanessuno. Ma le prove sono sotto gli occhi di tutti: è la realtà della cronaca. ■

zione al Talent Center

C

reatività e incentivo muovono il nuovo progetto di Talent Center, la scuola di arti dello spettacolo diretta da Marzia Fontana [nella foto qui accanto], attrice aretina di successo. Il workshop di recitazione proposto dalla scuola

è in particolare indirizzato a tutti gli attori che intendano migliorarsi e porsi come obiettivo la maturazione del rapporto con il proprio corpo, la gestualità, per approdare, infine, a una consapevole interazione con la telecamera. Attraverso lo studio dei momenti di apprendimento e di messa in scena, il laboratorio analizzerà nel dettaglio l’emozionalità e la gestione della scena, ma anche il supporto verbale, lo spessore dei personaggi e la loro resa scenica. Tenuto da Simona Tartaglia e Marta Gervasutti, casting directors per alcuni tra i maggiori successi televisivi italiani, il workshop vuole porsi come un’occasione professionalizzante, ma anche come un esempio di intraprendenza quasi imprenditoriale nel creare eccellenza culturale. Gli incontri si terranno sabato 26 e domenica 27 febbraio dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14 alle 17, nella sede di via XXV Aprile (Centro Aggregazione Giotto). www.talentcenter.it ■ Valentina Tramutola

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Un grido di dolore da Patrignone

È

un grido d’aiuto disperato quello che raccogliamo andando a trovare Mauro Cerisoli, presidente del G.S. Patrignone. Ci incontria-

Il virus Hiv nella nostra città

mo nel bar della frazione vicina alla città, uno di quei posti dove ancora puoi respirare l’aria di tutto il paese, dove vedi il paese che ti passa davanti. Mentre Cerisoli ci racconta ci accorgiamo che questa società è fatta davvero dai pensionati e dagli anziani di Patrignone, da chi dopo una vita di lavoro ha preferito investire nella passione il tempo che aveva ancora a disposizione.

Vediamo, negli occhi del Presidente che ci racconta, la tristezza e la malinconia di chi sa che non potrà più permettersi di investire emozioni per quella passione. Quel che succede è presto detto: il Comune, dopo 25 anni, non rinnoverà più il contratto di affitto del campo sportivo di Patrignone. Se la società vorrà proseguire a usufruire del campo,

dovrà pagare di tasca propria l’affitto al fratello dell’ex parroco del paese, proprietario dell’impianto, che chiede cifre che questi cittadini non possono permettersi; impianto che peraltro veniva e verrebbe usato dalla squadra solo per gli allenamenti, non essendo a norma; squadra che doveva poi affittare un’altro impianto sportivo per disputare le partite ufficiali di volta in volta, con un esborso economico sensibile. Ora si chiede loro pure di mettere a norma l’impianto a proprie spese (parliamo di circa 20 mila euro), se vogliono avere ancora un campo sportivo. E di pagare l’affitto. Non era solo la società a usufruire del campo, ma anche tutti i ragazzi del paese, che avevano un luogo di ritrovo per i momenti di svago. «Ora – dice Cerisoli – dove andranno? A giocare a pallone per la strada, ma noi non possiamo permetterlo. Saremmo l’unico paese del Comune senza nemmeno un campo sportivo, che a parte il punto di incontro che rappresenta questo bar, era l’unico altro luogo di socializzazione per il paese. Noi dal 1985 abbiamo creato questa società, molti degli anziani qui hanno costruito quell’impianto, che è stato il primo illuminato di tutto il Comune. Capisco che l’Amministrazione abbia altre priorità, e anzi voglio ringraziare l’assessore Caporali che perlomeno ci ha permesso di terminare la stagione (l’affitto, che doveva scadere a dicembre 2010, è stato prorogato fino al prossimo settembre), ma alla fine dovrò annunciare il ritiro della squadra. Ed è una ferita che fa male». ■ Marco Beoni

vita della città

di Giacomo Manneschi

A

colloquio col dottor Marcello Caremani, sul problema del virus Hiv ad Arezzo. Cosa affermano le statistiche sui casi di Aids verificatisi negli ultimi anni nella provincia aretina, rispetto a una panoramica nazionale? «Non possiamo più parlare di statistiche ben precise sulla patologia infettiva, dato che adesso la maggior parte dei malati è da considerarsi sieropositiva. Nel corso degli anni la ricerca in laboratorio e le terapie hanno permesso di combattere il virus con buoni risultati. Adesso un paziente può vivere sotto cura per molti anni e procedere alla consueta vita quotidiana, ma chiaramente non guarirà mai. Di conseguenza dobbiamo focalizzarci sui casi di sieropositività, che stanno aumentano di gran lunga rispetto a una decina di anni fa; difatti la collettività non ha più la percezione del rischio che sta correndo, e non utilizza i dovuti provvedimenti».

Chi risulta positivo al test dell’Hiv, ma soggetto asintomatico, può considerarsi malato di Aids? «Per Aids si intende una sindrome da immunodeficienza acquisita, ovvero un insieme di manifestazioni dovute alla diminuzione del numero di linfociti T, causate da infezione con virus Hiv. In poche parole il sistema immunitario del soggetto che ha contratto il virus non funziona come dovrebbe, e lo danneggia con il trascorrere del tempo, fino alla distruzione. Il problema è che

nelle statistiche si concentrano esclusivamente sui malati di Aids, non prendendo in considerazione la casistica su chi invece è sieropositivo, di conseguenza la connotazione del paziente non è ben definita. I soggetti hanno vari stadi della malattia, ma gli studi statistici non risultano più attuali».

Nell’ultimo decennio ha notato importanti cambiamenti nella modalità di trasmissione del virus Hiv? Quali fasce d’età sono maggiormente colpite? «Alla fine degli anni Novanta il 70% dei sieropositivi erano tossicodipendenti oppure ex tossicomani, per gran parte giovani, adesso invece lo scenario è mutato. Non persistono casi rilevanti di malati che abbiano contratto il virus con droga per via endovenosa, nella situazione odierna la trasmissione avviene per via sessuale, e spesso e volentieri chi contrae il virus appartiene a una fascia d’età media oppure avanzata». Questi cambiamenti sono dovuti a una mancanza di prevenzione oppure i soggetti, consci del rischio, decidono ugualmente di avere rapporti sessuali scoperti? «Questo disagio è da identificare con la mancata prevenzione, non esistono più progetti ministeriali da circa dieci anni, e le uniche campagne pubblicitarie che possiamo intravedere sono incentrate sulla diffusione dell’Aids nei Paesi sottosviluppati. La gente si è dimenticata

dell’esistenza dell’Aids, addirittura molti pensano che sia guaribile, solamente perché non si leggono più casi di morte dovuti alla contrazione del virus. La scienza ci ha permesso di curare in maniera del tutto rivoluzionaria la patologia infettiva, ma non siamo ancora arrivati al punto di sconfiggerla». ■

Arezzo

APPUNTAMENTO AL 4 MARZO gratis presso: EDICOLA “SAN MICHELE”, piazza San Michele – “TIRA E MOLLA”, via Romana 98/A – EDICOLA PANCI SARA, piazza Saione – EDICOLA “CAMPO DI MARTE”, via Vittorio Veneto 55 – EDICOLA CITTI & CO., piazza della Repubblica, Stazione FS – EDICOLA FAFFINI LORETTA, via F. Redi angolo via Cocci – EDICOLA AMARANTO, via Fiorentina – EDICOLA DI SAN LEO, via di San Leo 5 – NEWS EDICOLA, via Monte Falco 11 – “IL FUMETTO”, loc. Quarata – EDICOLA FABIANELLI MONIA, via Erbosa – “PAPER & CO.”, viale Amendola 15, negozio n. 5, Centro Commerciale “Setteponti” – EDICOLA FAGIOLI GABRIELE, via Vittorio Veneto, Belvedere – EDICOLA STADIO PERLINI FRANCESCO, via Giotto angolo via Tiziano – EDICOLA DELL’OSPEDALE, Ospedale “San Donato” – EDICOLA KENNEDY, via Kennedy 1 – EDICOLA “I GIRASOLI“, via Benedetto Croce 115 – EDICOLA SCOSCINI CLAUDIO, via Alfieri – SCARTONI LAURA & C., piazza San Giusto 11 – EDICOLA GIOTTO, piazza Giotto 19 – PAPERSERA, corso Italia 192 – EDICOLA SECCIANI VERUSKA, Rigutino S.S. 71 – EDICOLA CARTOLERIA “MARTINA”, loc. Battifolle – LA BOTTEGA DI GIACCO, loc. San Giuliano 32 – “LO STRILLONE”, via Guadagnoli – EDICOLA SCARTONI PIERO, piazza San Jacopo – EDICOLA TABACCHERIA N. 1, via Cavour – EDICOLA AMIDELLI EDDA, via Porta Buia – EDICOLA FONTEROSA, via Pacioli – EDICOLA “DA TONI”, viale Mecenate – EDICOLA CARTOLERIA “C’ERA 2 VOLTE”, via Tarlati – “LA TUA EDICOLA”, via Fiorentina 117 – LIBRERIA “EDISON“, Piazza Risorgimento

il settimanale di

Il giornale dei cittadini, delle imprese e delle famiglie aretine gratis in edicola dal venerdì

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«Insegniamo a insegnare»: al via al Centro Sport Chimera i corsi da Istruttore di Nuoto D

a circa due anni, la Società Nazionale di Salvamento organizza negli ambienti del Centro Sport Chimera il corso o da Istruttore di Nuoto. Il corso, aperto a uomini e donne tra i 16 e i 55 anni, ha l’obiettivo di fornire agli allievi le competenze petenze

orsi – per poter insegnare a nuotare e permette di conseguire un brevetto riconosciuto su tutto il territorio nazionale. «Questi corsi spiega Marco Magara, istruttore della sezione SNS di Arezzo, – sviluppano il concetto di sicurezzaa promosso dalla Società Nazionale di Salvamento. Il corso è altamente specializzato e abilita i praticanti all’insegnamento del nuoto: più personale formato avremo, più la gente potrà imparare a nuotare e più saremo in grado di scongiurare i pericoli insiti negli ambienti acquatici». Il corso, che inizierà mercoledì 23 marzo e terminerà all’inizio del mese di luglio, si sviluppa attraverso 80 ore di lezioni pratiche e teoriche. La prima necessità è insegnare a tutti tti

nto i praticanti a nuotare in maniera efficace, dunque le lezioni iniziali sono dedicate al perfezionamento nse- gnadella tecnica natatoria. La pratica in acqua, che occupa circa il 70% delle lezioni, si basa su insete avanti con la menti calibrati sulle caratteristiche e sulle capacità dei singoli allievi. Le lezioni teoriche, portate collaborazione di uno psicologo dello sport, di un medico e di due scienziato motori, affrontanoo i più svariati argomenti: didattica, pedagogia, teoria del movimento, biologia, anatomia, fisiologia, psicologia dello sport, teorie della comunicazione, tecniche e stili del nuoto… «Insegniamo a insegnare – conclude Magara. – Purtroppo oggi nel nuoto la formazione è scarsa, e

mancano persone in grado di insegnare l’attività: questa carenza di istruttori è uno dei motivi per cui i brevettati trovano facilmente occupazione in piscine pubbliche, private o villaggi turistici. Le stesse società che svolgono le loro attività all’interno del Palazzetto del

Nuoto di Arezzo offrono la possibilità di fare esperienza come istruttori». Le lezioni si terranno il martedì e il mercoledì alle 21; le iscrizioni resteranno aperte fino al 23 aprile 2011. Per avere ulteriori informazioni è possibile rivolgersi alla segreteria del Centro Sport Chimera, visitare i siti www.centrosportchimera.com o www.salvamento.it, chiamare o scrivere un sms a Marco Magara al 347/42.49.641 o contattare salvamento@centrosportchimera.com. ●

LIONS HOCKEY AREZZO P Serie A1

Edera Trieste - Lions Arezzo

6-5

Serie A2

Lions Arezzo – Rhinos Treviso

3-5

eccato. È l’unica parola che viene ne in mente alla fine quando si perde a 42 secondi dalla sifiin trasferta e contro la prima in classifi ca. Grande prova comunque dei Lions che he

hanno dato filo da torcere ai quotatissimi friulani dell’Edera, e hanno ribattuto Serie B H.C. Latina - Lions Arezzo 4-6 colpo su colpo alle grandi giocate dei campioni che – non a caso – occupano una strameritata posizione di vertice. Il risultato non cambia però gli equilibri del campionato, il quale vede ancora i Lions occupare una quinta posizione che dà loro un buon margine di sicurezza per la partecipazione ai play-offf scudetto. Nelle fila aretine grande prova per Penko, che ha letteralmente blindato la porta nel primo tempo, e perr Stefan Nahtigal, che ha segnato le prime due reti facendo capire agli alabardati come Arezzo non accettasse il ruolo di vittima sacrificale. Piuttosto deludente invece la prestazione dei Leoncini di Serie A2 i quali, tra le mura amiche, non riescono a trovare il bandolo della matassa e soccombono ai veneti del Treviso, senza mai dare l’impressione di trovarsi completamente in partita.

Ancora un successo invece per i Leoncelli di Serie B che, sulla pessima pista di via Tito a Roma, battono i pari categoria del Latina, peraltro già sconfitti all’andata alle “Caselle”. La prestazione non è stata sicuramente delle migliori, ma la tecnica dei giocatori aretini

ha dovuto fare i conti con la superficie della pista, veramente infame, che rendeva addirittura problematico stare in piedi o tentare uno scatto sui pattini. Domenica prossima Serie A1 alle 18 al Palasport “Mario D’Agata” contro Vicenza, Serie B in casa contro Forte dei Marmi alle ore 15,

e serie A2 in trasferta a Forlì sabato alle 21. RICORDIAMO CHE CONTINUANO I CORSI DI PATTINAGGIO E AVVIAMENTO ALL’HOCKEY IL LUNEDÌ E IL GIOVEDÌ PRESSO LA PALESTRA EX INADEL, DALLE ORE 19 ALLE ORE 20.30. ●

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Arezzo

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Arezzo sport

L’Arezzo Karate va in cerca di medaglie agli Assoluti di Bari S

ono in partenza per Bari i tre alfi alfieri eri dell’Arezzo Karate che, che sabato 26 e domenica 27 febbraio, proveranno a conquistare gloria ai Campionati Italiani Assoluti di Kumite (Combattimento). La delegazione dell’Arezzo Karate, accompagnata in Puglia dal Maestro Alessandro Balestrini, è composta da Filippo Oretti, che gareggerà negli 83 kg, da Luigi Giuliano, nei 76 kg, e da Jessica Marchesini, nei 68 kg. «Filippo Oretti è l’atleta da cui ci aspettiamo i

risultati migliori - spiega Balestrini. - Nato nel 1990, nel suo palmarès figurano già alcune vittorie ai Campionati Italiani Giovanili e un buon bagaglio di esperienze con la Nazionale Italiana giovanile, con cui ha disputato, tra l’altro, i Mondiali di Istanbul del 2007 (dove è arrivato settimo). Oretti è certamente uno dei migliori atleti italiani e, nonostante sia alla sua prima esperienza agli Assoluti, ha le carte in regola per lasciare il segno fin da subito. Mi aspetto molto anche da Luigi Giuliano, classe 1984, un atleta di interesse nazionale che si colloca costantemente ai vertici della sua categoria e che può far bene anche in questa occasione. Infine abbiamo Jessica Marchesini, una giovane promessa del 1993, che si affaccia per la prima volta a un campionato assoluto. Per lei è già un grande successo aver raggiunto la qualificazione: anche se non ha le possibilità di vittoria che hanno Oretti e Giuliano, pure lei a Bari potrà mettersi in luce e far vedere quanto vale». DIVERTIMENTO E SVILUPPO DEL PROPRIO FISICO, GLI INGREDIENTI ALLA BASE DI UN BUON SETTORE GIOVANILE

I buoni risultati raggiunti dagli atleti agonisti dell’Arezzo Karate trovano le proprie basi in un fertile settore giovanile: la società aretina vanta oggi un vivaio con oltre 40 bambini dai 5 ai 10 anni. Questi bambini svolgono un’attività di tipo ludico-motoria, orientata prevalentemente allo sviluppo delle capacità fisiche e coordinative. Questa preparazione mira a dare al bambino una solida base motoria che sarà propedeutica all’insegnamento del karate vero e proprio, che inizia con il passaggio all’agonistica a 12 anni. «La nostra società sostiene la non-specializzazione

precoce – spiega Balestrini. – Vogliamo che il bambino svolga attività fisica e sviluppi il proprio corpo in maniera completa. È importante offrire ai bambini

un’attività ludica che li aiuti a crescere e che getti in loro le basi per poter svolgere qualsiasi attività sportiva». ●

il settore giovanile dell’Arezzo Karate

Pesca della trota, riapre la zona regolamentata sul torrente Corsalone L’

Arci Pesca Fisa, in collaborazione con la Provincia di Arezzo, porta a conoscenza di tutti gli amanti della pesca della trota su torrente che domenica 27 febbraio 2011 riaprirà il tratto a regolamento specifico sul torrente Corsalone. Il tratto aperto alla pesca, denominato “zona regola-

mentata”, è delimitato a valle dalla briglia del Ponte Rosso e prosegue a monte fino alla confluenza del torrente Fossatone. Per poter pescare in questo tratto è necessario possedere una regolare licenza di pesca o essere tesserati per una delle associazioni riconosciute. «A nessuno è comunque preclusa la pesca – spiega Alfredo Rondoni, presidente dell’Arci Pesca Fisa. – Chiunque fosse intenzionato a pescare, potrà farlo recandosi preventivamente al bar 4C a Corsalone, nel comune di Chiusi della Verna, e richiedendo gli appositi permessi giornalieri che hanno validità per il mattino o per il pomeriggio».

Per regolamento, su questo tratto di fiume si possono pescare fino a un massimo di 4 trote adulte superiori ai 25 centimetri. L’intera normativa

che regola la pesca sul torrente Corsalone è affissa lungo tutta la zona di pesca o è disponibile presso lo stesso bar 4C. «Il regolamento sarà chiaro e ben visibile – conclude Rondoni. – Si ricorda che i pescatori possono essere sottoposti

a controlli da parte delle guardie volontarie ittiche della Provincia di Arezzo o delle tradizionali forze dell’ordine. Chiediamo pertanto la mas-

sima collaborazione a tutti i pesca-sportivi, per un corretto rapporto con l’ambiente e soprattutto per il rispetto delle regole». La stagione di pesca lungo la “zona regolamentata” resterà aperta fino ai primi giorni di ottobre. ● DIVENTA SOCIO DELL’ARCI PESCA FISA! Si ricorda a tutti gli appassionati della pesca che sono aperte le iscrizioni per l’anno solare 2011 ad Arci Pesca Fisa, associazione senza scopo di lucro per la promozione sportiva e sociale. Per tesserarsi o per ottenere ulteriori informazioni è possibile mandare una mail a arcipescafisaarezzo@gmail.com, visitare il sito www.arcipescafisa.it o contattare il presidente Rondoni al 335/63.63.847.


A REZZO, LANCIA IN RESTA! I

di Luca Stanganini l campionato i dell’Arezzo d ll’A riparte i , dopo d lla pausa, ponendo d di ffronte agli li amaranto di M Maurizio ii C Coppola l subito bi un ostacolo l all’appall’ renza ostico. Sarà il Castel Rigone a porsi nel cammino degli amaranto, nella prima delle due consecutive gare da giocare all’ombra di San Cornelio, le mura

amiche che – dati alla mano – tanto amiche non si sono dimostrate, fino a oggi, se si considera che il ruolino di marcia a domicilio dell’Atletico Arezzo, porterebbe diritti a una retrocessione diretta.

Meno male che il cambio di passo in trasferta c’è stato, al punto da giustificare legittime ambizioni di salvezza, senza passare dalle forche caudine degli spareggi, gare dagli esiti imprevedibili, anche quando la differenza di potenziale sulla carta sembra evidente.

Dicevamo del Castel Rigone, una squadra partita lancia in resta, sotto la guida dell’ex capitano della ciurma di pirati amaranto guidati da Serse Cosmi, ovvero Federico Nofri, allenatore di buone prospettive e che ha saputo miscelare con sapienza una rosa di giovani promettenti con individualità di categoria. Una di queste, la meteora ex amaranto, Liborio Zuppardo, pupillo all’epoca di Ermanno Pieroni, transitato giusto il tempo di qualche allenamento nei campetti di viale Gramsci, prima di girovagare tra i Dilettanti, e autore dell’immancabile gol dell’ex nella gara di andata. Da qualche giornata, il Castel Rigone, paesino di poco più di trecento anime che si affaccia sul Trasimeno, sembra aver abbandonato le velleità di conquista di un posto tra i professionisti, e il suo ruolino di marcia nel girone di ritorno è speculare a quello dei ragazzi di Coppola.

Una gara abbordabile, quindi, come tutte le gare del resto, a patto di scendere in campo con la giusta dose di determinazione, lasciando per una volta da parte le “ansie da prestazione” che attanagliano la squadra dentro l’“alcova” del “Città di Arezzo”. Per una

volta dovrà essere l’Arezzo a partire lancia in resta, come i cavalieri della Giostra del Saracino, evitando di farsi disarcionare, poiché in tal caso la situazione tornerebbe a farsi molto, ma molto delicata. In palio, infatti, non c’è una lancia d’oro ma una salvezza che comunque vale oro, in quella che una volta era chiamata la città dell’oro. E che adesso non riesce a luccicare come ai bei tempi. Però serve a poco guardare al passato, specie adesso che dalle macerie si incominciano a vedere i segni di una ricostruzione. Allora, avanti Cavallino, spezza la lancia! ●

La Sba coniuga scuola e sport nel progetto “Un canestro nello zaino”

O

gni anno, la scuola e lo sport si coniugano nel progetto “Un canestro nello zaino”. Organizzato dalla Scuola Basket Arezzo, questo progetto ha lo scopo di far conoscere la pallacanestro ai bambini delle scuole primarie. Attraverso una serie di interventi nelle scuole, realizzati dalla professionalità dei tecnici della Sba, la società aretina promuove la propria pratica sportiva collaborando con i maestri di educazione fisica nella programmazione dell’attività motoria delle singole classi. Il programma del progetto, che si inserisce nelle apposite ore che ogni scuola deve indicare sul proprio P.O.F. (Piano dell’Offerta Formativa), è stato studiato dalla Federazione e viene calato nelle singole realtà scolastiche, adeguandolo alle esigenze dei bambini e dei maestri.

Sono sette le scuole elementari con cui la Sba ha lavorato o sta tuttora lavorando in questo anno scolastico: la “Marco Polo” di San Giuliano, la scuola di Pescaiola, la “Pio Borri”, la “Gamurrini”, la “Ghizzi” di Castiglion Fiorentino, la “Leonardo Bruni” e la scuola di San Leo. L’obiettivo è però

quello di coinvolgere sempre più istituti, ed è questo il motivo per cui la Sba sta attualmente parlando con i circoli didattici delle scuole di Monte San Savino e Marciano. «Il progetto – spiega Stefano Biancucci, il coordinatore dell’attività scolastica, – si articola attraverso otto incontri per ogni classe, in cui i nostri tecnici fanno fare ai bambini attività fisica e giochi con la palla. L’impegno è considerevole, perché si tratta di oltre 25 ore di lavoro settimanale: è un investimento di tempo e denaro, ma riteniamo che questi progetti siano fondamentali per far conoscere la pallacanestro e la nostra società». Ogni ciclo di incontri si conclude con il Minibasket Day, una vera e propria festa della pallacanestro che la Sba organizza nel palazzetto di San Lorentino, per far giocare e divertire i bambini conosciuti nelle scuole. Il progetto, oltre che da

Biancucci, è portato avanti da Giacomo Fracassi, Riccardo Bidini e Michele Roggi, altri istruttori che hanno deciso di mettere la propria professionalità al servizio dei bambini delle scuole. MAIN «Vogliamo che questi bambini crescano, si divertano e vivano lo sport come un gioco e SPONSOR come un’emozione». ●

sport 14

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Rel

ax!

le vignette di Gigi Paggetti

cinema: Il Grinta ■ ■ ■ ■ ■

1

870. Nell’America di frontiera, subito dopo la Guerra Civile, la quattordicenne Mattie Ross ha per-

so il padre ucciso vigliaccamente da un certo Tom Chaney, uno sbandato il quale, dopo avergli sparato a bruciapelo, è fuggito pare per unirsi a una banda di rapinatori di treni. La piccola Mattie è una ragazza brillante con un’indole per la contrattazione davvero sorprendente, che l’aiuterà a racimolare il denaro necessario per ingaggiare un cacciatore di taglie. A Mattie viene detto che l’uomo che potrebbe portare a termine l’arduo compito a un prezzo ragionevole è il marshall Rooster Cogburn (Jeff Bridges), che oltre ad avere una passione smodata per la bottiglia, è anche fornito di un pessimo carattere. Cogburn, pur riluttante, accetterà l’incarico, provando inutilmente a sbarazzarsi della testarda ragazzina che invece lo seguirà nella pericolosa spedizione insieme al ranger LaBoeuf (Matt Damon), anch’egli in cerca di Chaney per un omicidio commesso in Texas. Un western classico nel 21° secolo, in cui la bellezza grezza dei suoi scenari naturali, l’intensa e coraggiosa storia di amore e vendetta, un umorismo schietto e tutto coeniano si conciliano con le superbe interpretazioni dei suoi attori, Jacopo Fabbroni da Oscar. ■

L’

Abbucciato è il “cacio” della terra aretina. Oggi viene prodotto da 24 pastori, 26 produttori e 2 piccoli caseifici: questi i numeri del Consorzio “Abbucciato Aretino”, costituitosi per tutelare e promuovere il pecorino a latte crudo. Questo pecorino nostrano è venduto totalmente in zona, la maggior parte a negozi locali e una piccola parte direttamente dai caseifici. Le origini di questo formaggio sono

antiche. Già nell’XI secolo testi camaldolesi ne segnalano l’uso tra i monaci dell’eremo casentinese.

La lavorazione che si basa su utilizzo di latte crudo preserva le proprietà organolettiche. Il formaggio matura su

tavole di abete per un paio di giorni, dopodiché viene messo in cella a 12 gradi per la stagionatura. Durante le sua vita ci offre due momenti speciali: dopo almeno 30 giorni, quando si sente ancora il profumo del pascolo, e dopo i 60 quando gli stessi aromi, più accentuati, esaltano il palato. ■ Fabio Mugelli

Arezzo

APPUNTAMENTO AL 4 MARZO gratis presso: EDICOLA “SAN MICHELE”, piazza San Michele – “TIRA E MOLLA”, via Romana 98/A – EDICOLA PANCI SARA, piazza Saione – EDICOLA “CAMPO DI MARTE”, via Vittorio Veneto 55 – EDICOLA CITTI & CO., piazza della Repubblica, Stazione FS – EDICOLA FAFFINI LORETTA, via F. Redi angolo via Cocci – EDICOLA AMARANTO, via Fiorentina – EDICOLA DI SAN LEO, via di San Leo 5 – NEWS EDICOLA, via Monte Falco 11 – “IL FUMETTO”, loc. Quarata – EDICOLA FABIANELLI MONIA, via Erbosa – “PAPER & CO.”, viale Amendola 15, negozio n. 5, Centro Commerciale “Setteponti” – EDICOLA FAGIOLI GABRIELE, via Vittorio Veneto, Belvedere – EDICOLA STADIO PERLINI FRANCESCO, via Giotto angolo via Tiziano – EDICOLA DELL’OSPEDALE, Ospedale “San Donato” – EDICOLA KENNEDY, via Kennedy 1 – EDICOLA “I GIRASOLI“, via Benedetto Croce 115 – EDICOLA SCOSCINI CLAUDIO, via Alfieri – SCARTONI LAURA & C., piazza San Giusto 11 – EDICOLA GIOTTO, piazza Giotto 19 – PAPERSERA, corso Italia 192 – EDICOLA SECCIANI VERUSKA, Rigutino S.S. 71 – EDICOLA CARTOLERIA “MARTINA”, loc. Battifolle – LA BOTTEGA DI GIACCO, loc. San Giuliano 32 – “LO STRILLONE”, via Guadagnoli – EDICOLA SCARTONI PIERO, piazza San Jacopo – EDICOLA TABACCHERIA N. 1, via Cavour – EDICOLA AMIDELLI EDDA, via Porta Buia – EDICOLA FONTEROSA, via Pacioli – EDICOLA “DA TONI”, viale Mecenate – EDICOLA CARTOLERIA “C’ERA 2 VOLTE”, via Tarlati – “LA TUA EDICOLA”, via Fiorentina 117 – LIBRERIA “EDISON“, Piazza Risorgimento

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Il Settimanale di Arezzo 50  

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