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Anno 1 numero 42 • venerdì 17 dicembre 2010 • COPIA GRATUITA foto di copertina di Andrea Bardelli

Arezzo il settimanale di

www.fondazionemonnalisa.org

Il giornale dei cittadini, delle imprese e delle famiglie aretine gratis in edicola dal venerdì

loc. Montecchio Vesponi, Castiglion Fiorentino (Arezzo) 0575/1786102 - info@strasicura.eu

Gli aretini e i mezzi pubblici

Dacia Maraini e Antonio Caprarica alla Fabbrica delle Idee! a pag. 10 e 11

LA LIRICA TORNA AD AREZZO! AL TEATRO “PIETRO ARETINO” IL 18 E IL 23 DICEMBRE, E IL 6 GENNAIO I biglietti vengono 20 euro per la Serata di Gala del 18 dicembre e 15 euro per le repliche del 23 dicembre e del 6 gennaio, e sono in prevendita presso: • Premiata Gelateria Violetta, viale Michelangelo 114 • Circolo Acli San Leo, via di San Leo 21/b • Bar “Montefalco”, via Montefalco • Caffè “Nero”, via Antonino Caponnetto 36 • InformaGiovani, piazza Guido Monaco • Vieri Dischi, Corso Italia 89


in questo numero pagina 3

IL

PIACERE DI INCONTRARCI, L’ESIGENZA DI RISCOPRIRE I COLORI. IN QUESTA CITTÀ

pagina 7

pagina 4

di Fabrizio Piervenanzi

pagina 4

VIA

DELLA

MAGNANINA,

QUESTIONE IRRISOLTA

di Andrea Bardelli

pagina 5

MEZZI

PUBBLICI, RISORSA MALTENUTA E NON SFRUTTATA

di Elena Aiello pagina 6

ASSOCIAZIONE “IL VELOCIPEDE”:

AREZZO SPORT, pagina 15

pagina 9

CONTRO IL

PURO ASSISTENZIALISMO

di Luciana Pastorelli pagina 7

NATALE…

MANGIARE E NON STRAFARE… QUESTO È IL PROBLEMA

a cura della dott.ssa Barbara Lapini pagina 8

IL TORNEO DELL’IMMACOLATA HA CHIUSO LA STAGIONE GIOSTRESCA-PALIESCA

di Roberto Parnetti

Arezzo il settimanale di

è una testata edita da Edizioni Giorgio Vasari s.r.l.

Il giornale dei cittadini, delle imprese e delle famiglie aretine gratis in edicola dal venerdì

Anno I numero 42 – venerdì 17 dicembre 2010 Direttore Responsabile: Francesco Ciabatti, email f.ciabatti@fastwebnet.it Vicedirettore: Marco Botti Redazione: Enrico Badii, Andrea Bardelli, Monia Barelli, Marco Beoni, Serena Capponi, Fernanda Caprilli, Marco Cavini, Giacomo Chiuchini, Dory d’Anzeo, Jacopo Fabbroni, Claudia Failli, Sara Gnassi, Giulia Grilli, Ilaria Gradassi, Valeria Gudini, Giacomo Manneschi, Chiara Marcelli, David Mattesini, Paco Mengozzi, Fabio Mugelli, Riccardo Niccolini, Roberto Parnetti, Luciana Pastorelli, Fabrizio Piervenanzi, Luca Piervenanzi, Luca Stanganini, Valentina Tramutola Foto: Andrea Bardelli, Roberto Parnetti, Felice Rogialli Amministrazione: Edizioni Giorgio Vasari s.r.l., via Montefalco 50, 52100 Arezzo (AR), tel. 328/9518221, fax 0575/409175, email edizionivasari@aruba.it Per le vostre pubblicità chiamate il 328/9518221 o scrivete a ilsettimanalediarezzo@gmail.com Stampa: La Zecca srl, via Umberto Terracini 25/27, 52025 fraz. Levane – Bucine (AR), tel. 055/9180101, fax 055/9180412, email info@tipografialazecca.it Autorizzazione Tribunale di Arezzo 02/2010 del 10 febbraio 2010 Iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione al n. 19155 È vietata, senza formale autorizzazione, la riproduzione totale o parziale di testi, disegni, foto e pubblicità riprodotti su questo numero

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EG V

pagina 9

“LA

BOHÈME” DI

PUCCINI

AD

AREZZO

di Marco Botti

pagine 10 e 11

IL “GIARDINO” DI NATALE PORTA IN REGALO DACIA MARAINI E ANTONIO CAPRARICA

di Valentina Tramutola e Chiara Marcelli

pagina 12

IL BOCCALONE, LA RECENSIONE E CHILOMETRO ZERO

di Riccardo Niccolini, Jacopo Fabbroni e Fabio Mugelli

La Fondazione Monnalisa onlus, il “Settimanale di Arezzo” e le Edizioni Giorgio Vasari sono partner nel promuovere la crescita della comunità di Arezzo e il benessere delle persone che vi abitano

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Il piacere di incontrarci, l’esigenza di riscoprire i colori. In questa città riflessioni

di Fabrizio Piervenanzi

L

a scorsa settimana abbiamo partecipato alla presentazione dell’ultima fatica letteraria di Barbara Alberti. Preceduta da una esibizione canora di Selene Lungarella. Una giovane cantante che ha avuto l’opportunità di proporre alcuni brani del suo album di esordio, al quale ha contribuito Alberto Fortis. L’incontro, organizzato dalla Fabbrica delle Idee, nell’auditorium del Museo di Arte Medievale e Moderna di Arezzo, ci ha fornito l’occasione per fare alcune considerazioni. Con la consueta serenità. Intanto c’è da dire di come l’atmosfera, calda e informale, che uno spazio affollatissimo (ne siamo contenti per gli organizzatori) ha saputo offrire, forse ha creato anche le condizioni ideali per rendere assolutamente gradevole l’incontro e la condivisione. Tra i partecipanti e le ospiti. Così come, in modo piacevole e veloce, ci ha fatto trascorrere il periodo intercorso tra l’inizio e la fine dell’evento. Senza lo stress dei tempi televisivi, e privo di quella tensione che spesso in tv gli intervistatori stessi tendono a creare. Con domande che farebbero innervosire anche una pianta di camomilla. Abbiamo osservato la gente, la cantante e la scrittrice. C’era sintonia, tranquillità e senso del rispetto. Anche se è possibile e normale che tra il pubblico diverse fossero le sensibilità, in relazione alla musica ascoltata prima e ai concetti esposti dalla scrittrice poi. Se pensiamo che in televisione (e non solo) litigano tutti, non è cosa da poco partecipare a un incontro con queste caratteristiche. Continuando a osservare, oltre che ad ascoltare, abbiamo riscontrato ciò di cui siamo da sempre convinti: che quando un gruppo di persone, unito dalla passione e dalla voglia di fare concretamente qualcosa – in questo caso cultura, per altre persone, per la città – si impegna seriamente, ci riesce. Pur con tutte le difficoltà e i limiti, soprattutto di natura economica. E questo ci rafforza un’altra convinzione: che spesso non è la mancanza di fondi a

frenare le iniziative di cui una comunità, una città, comunque sentono il bisogno. Siano queste iniziative rivolte alla cultura, allo sport, o in generale a qualsiasi altra cosa sia in grado di creare un’occasione di incontro e confronto. È più facile che a impedirle siano la burocrazia, la mancanza di fantasia, la voglia di creare qualcosa che non c’è. O peggio l’idea che queste cose non interessino la gente. La tv ha recentemente dimostrato come una trasmissione osteggiata dal suo stesso editore, sia stata capace di far cambiare i palinsesti non solo ai canali concorrenti, ma pure a quelli dell’editore stesso. Si capisce che nutriamo simpatia per questo tipo di esperienze. E onestamente non vogliamo nasconderla. Forse perché la sentiamo affine a quella della nostra brevissima ma impegnativa storia editoriale. È normale quando ci si impegna a realizzare qualcosa, chiedere aiuto a delle istituzioni che, seppur in modi diversi, qualche volta riescono a darne. Con un semplice patrocinio o un aiuto economico. Non è normale, come ci è successo, inviare una richiesta in tal senso e non ricevere alcuna risposta, fosse anche un gentile diniego. Come si dice, domandare è lecito, rispondere è cortesia. Nessun vittimismo da parte nostra, andiamo avanti. Senza rinunciare (noi) alle buone maniere. Tornando a quanto stavamo dicendo prima, sarà sempre più forte il nostro coinvolgimento nel dare voce e supporto ad associazioni e iniziative, che tendono a far incontrare le persone, a discutere e confrontarsi. Così come, dal 2011, ci attiveremo per siglare vere e proprie collaborazioni, per creare e gestire, in proprio o in cooperazione con altre realtà, manifestazioni che vadano nella direzione accennata. Ma che soprattutto riescano a farci trascorrere momenti di serenità e di riflessione. Parlando della nostra vita quotidiana, di cultura, di sport, di politica. Con passione e semplicità. E senza “posti riservati”. Chi deciderà di partecipare, condividendo questi concetti, sarà benvenuto. Ci aiuterà a rimuovere quel grigio insostenibile che sembra voler coprire a ogni costo qualsiasi cosa di nuovo, di diverso e di spontaneo, nasca nella nostra città. A proposito di grigio, non sappiamo individuare di preciso chi siano questi pittori monocromatici che sembrano lavorare per intristirci. Ma chiunque essi siano vogliamo dirgli una cosa: ci avete rotto i colori. Ma nel nostro piccolo e insieme a tanti altri, giovani e non, ci impegneremo per riportarli alla luce. fabrizio.piervenanzi@gmail.com

per segnalazioni, richieste, domande scrivete a ilsettimanalediarezzo@gmail.com

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C vita della città di Andrea Bardelli

on l’Ordinanza 218 del marzo 2009 l’Amministrazione comunale ha disposto la chiusura definitiva dello svincolo esistente tra via della Magnanina e la Statale 73, l’anello extraurbano della Grosseto-Fano, in ragione della pericolosità di questa intersezione. Una misura intesa a garantire la pubblica e la privata incolumità, come recita l’ordinanza, eppure a oggi il dibattito intorno all’argomento non si è ancora spento, e numerosi sarebbero i residenti nella zona insoddisfatti dal nuovo assetto della circolazione, i quali – oltre a non ravvisare alcun miglioramento in termini di sicurezza – si sentirebbero gravati da ulteriori complicazioni sorte all’indomani della chiusura dello snodo. «Per quanto mi riguarda il problema non è quello di allungare di qualche centinaio di metri il mio tragitto, quanto il fatto che la viabilità alternativa per la Grosseto-Fano indicata dal Comune, attraverso via di Della Robbia, risulta estremamente pericolosa. Infatti la strada in questione è stretta, in forte pendenza, dunque difficile da affrontare con il ghiaccio, e con l’ultimo tratto in curva – spiega un abitante, portavoce di un comitato di cittadini schierato a favore della riapertura. – E con il primo tratto di via Salvadori a senso unico, al momento l’intero traffico in uscita dall’area è stato convogliato su questo sbocco inadeguato, che resta l’unica possibilità per chi è diretto in Val di Chiana o Valtiberina e su cui adesso ricade tutta l’utenza della zona. Comunque da via della Magnanina, sia per entrare sulla Statale 73 che per dirigersi verso il centro cittadino tramite il sottopasso di via della Robbia, a questo punto si deve percorrere necessariamente il tratto a due corsie di via Salvadori, stretta – vige il limite di 30 chilometri orari, – senza banchine e sopraelevata

Via della Magnanina, questione irrisolta

rispetto ai terreni circostanti. Via della Magnanina era indispensabile per uscire da questa periferia, tanto è vero che in corrispondenza del vecchio incrocio alcuni pedoni e ciclisti continuano, a loro rischio, ad attraversare la statale, anche di notte». Esiste un effettivo problema di pericolosità sullo svincolo di via della Magnanina? «Non più che da altre parti. Certo, si sono avuti incidenti con morti in questo punto, ma lo stesso è avvenuto anche poco sopra, in corrispondenza dell’accesso sulla Statale da via della Robbia. Proprio su quest’ultima, non più di un mese fa, si è verificato un incidente tra tre auto con cinque feriti. Dunque l’intersezione della Magnanina poteva servire da deterrente, obbligando le auto a rallentare in sua prossimità, cosa che adesso non avviene più». Tutti i residenti sono a favore della riapertura? «Non esattamente. La maggioranza di loro, 700 persone e forse più, si schiera a favore di un ritorno alla precedente viabilità. Poi c’è chi vorrebbe la riapertura solo in uscita, cosa che comunque non ritengo risolutiva, e chi invece è soddisfatto di questo stato di cose ed è stato tra gli artefici della chiusura, a mio avviso dettata più dalla volontà di eliminare alcune situazioni spiacevoli sotto casa, come la prostituzione, che dalla necessità di mettere in sicurezza il tratto stradale». Quali sono le azioni che avete intrapreso nei confronti dell’Amministrazione? «Premetto che nella circostanza l’Amministrazione si è dimostrata disponibile nei confronti dei cittadini. A gennaio 2010 è stata infatti discussa in Consiglio comunale una proposta di delibera di iniziativa popolare firmata da circa 700 abitanti, complice una sua non corretta interpretazione, sebbene non rispondesse esattamente alle loro esigenze. Inoltre ho scritto personalmente al Sindaco, rivelatosi pronto ad aprire un dialogo sulla vicenda, e recentemente mi sono visto con l’assessore competente Dringoli. Ho inoltre interpellato l’Anas, responsabile fisica della chiusura, la quale ha comunicato nello scorso ottobre che avrebbe richiesto un incontro con Comune e residenti, e ho contattato il segretario comunale del Pd Marco Donati, che abita da queste parti e conosce le problematiche. Resterebbe da farsi carico di una nuova petizione, questa volta per la riapertura totale di via della Magnanina. A ogni modo mi chiedo come le ragioni di pochi individui, che si sono dichiarati apertamente come i promotori della chiusura, possano prevalere sulle effettive necessità delle comunità delle frazioni». Quale sistemazione si sentirebbe di proporre per l’area? «Una rotonda. Costringerebbe i veicoli a rallentare e consentirebbe il collegamento su via della Magnanina, ma in previsione della realizzazione della Due Mari, di cui esiste già il progetto, sarebbe un’opera fuori luogo. Mi sembra dunque che la riapertura dello svincolo, come da sempre è stato, sia l’unica soluzione fattibile, rapida ed economica, prevedendo parallelamente dei sistemi, come rallentatori o autovelox, per obbligare gli automobilisti a diminuire la velocità». ■

PESI E CONTRAPPESI. Comunali 2011: il Pd e le Primarie fantasma…

È

la novella dello stento, che durava tanto tempo… I mariniani di “Cambia l’Italia”, guidati dal presidente di Coingas Alberto Ciolfi, attendono ancora una risposta alla richiesta di Primarie per la selezione del candidato a Sindaco del centrosinistra. Il punto è che la cosa si sta risolvendo tutta in un dibattito interno al Pd, non tanto alle altre componenti della coalizione, che sembrano appoggiare senza nessun problema la ricandidatura di Fanfani. Il quale, vista l’imminente ufficializzazione della ricandidatura di Grazia Sestini, appare a un osservatore esterno l’unico candidato spendibile, visto che l’ex sottosegretario al Welfare, di provenienza ciellina, potrebbe fare davvero la differenza, com’è prevedibile, più che altro tra l’elettorato cattolico e moderato centrista. Qui arriva l’ultimo e più saliente aspetto: la possibile terza candidatura di peso proposta dal terzo polo, Udc, Api e Fli, che andrebbe anche in questo caso a rubare voti centristi, proprio ai due candidati ex Dc, almeno al primo turno. Insomma, forse è la mancanza di alternativa a candidature moderate e cattoliche a scontentare

e ti accompagnano in ci città citt itt ittà (e a ballare!)

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Mezzi pubblici, risorsa mal tenuta e non sfruttata l’inchiesta di Elena Aiello

“N

on ci sono mai abbastanza autobus”, “I prezzi dei biglietti aumentano ma non i servizi”, “Autobus e treni sono sempre sporchi e in ritardo”…

Queste sono le lamentele che si ascoltano alle fermate degli autobus, quando anziani annoiati dall’attesa del pullman si mettono a chiacchierare tra loro e si raccontano tutto quello che non va. In effetti i principali fruitori dei trasporti cittadini sono proprio loro i quali, insieme ai ragazzi che li usano per andare e tornare da scuola, percorrono giornalmente chilometri insieme agli autisti: per spostarsi da casa al supermercato o all’ospedale, al cimitero a portare i fiori ai loro cari o semplicemente per andare in centro a fare due passi.

Lamentele infondate o sante verità? Se osserviamo il traffico nella nostra città notiamo che durante la giornata c’è molto movimento: macchine e motorini scorrono nelle strade accanto a autobus semivuoti, i clacson strombazzano impazienti, ci sono auto parcheggiate ovunque e chi sale e scende dai pullman, o vuole attraversare per andare alla fermata, deve schivare macchine che, nell’ora di punta, hanno fretta di tornare a casa.

Molti sarebbero i vantaggi se tutti usassimo i trasporti pubblici, ma è davvero possibile? Gli aretini sono refrattari agli autobus o è il servizio che è inefficiente? Negli anni si è passati dall’Atam alla Lfi per le strade cittadine, ma nemmeno il tempo di abituarsi al cambiamento che è arrivata la Tiemme: l’azienda per la mobilità della Toscana del Sud, partita ufficialmente lo scorso agosto e in mano agli Enti locali. Insieme alla nuova sigla sono arrivate però anche le riduzioni del personale, gli scioperi e i disservizi causati dalla riduzione delle corse, dal cambiamento delle linee, degli orari e anche dei loro nomi. Molti i politici, sia di destra che di sinistra, che hanno dato voce al problema dei trasporti, ma i disagi di chi usa i mezzi pubblici sono rimasti sempre gli stessi.

Il principale è la scarsità delle corse che collegano il centro della città alle zone più periferiche, dove passa un autobus ogni ora e spesso è anche in ritardo. La mancata puntualità delle rare corse si aggiunge al lungo elenco di disagi che così riassume Paolo, 50 anni, che

usa l’autobus per andare al lavoro: «Le fermate non sono in sicurezza, mancano le rientranze apposite nei marciapiedi e lo spazio per ingrandirli; le corsie preferenziali sono quasi inesistenti e la mattina le corse in orario

scolastico sono sovraffollate, anche se ci sono dei lati positivi: stando vicino al centro – continua – devo ammettere che la frequenza dei autobus è giusta e che sono abbastanza puliti». Anche per chi si muove in treno la situazione non è rosea, e a poco sono valse le proteste di presidi e insegnanti che chiedevano di coordinare gli orari delle corse scolastiche con quelli delle scuole, per evitare i ritardi e le uscite anticipate di molti studenti; i disagi che incontrano i pendolari ce li racconta Brenda,

studentessa che prende il treno tutti i giorni: «Le corse non sono molto frequenti… tra l’una e l’altra corrono addirittura due ore, senza considerare che spesso e volentieri il treno fa ritardo… non di molto, però non fa di sicuro piacere!

L’Elfo forse è un po’ meglio rispetto al treno vecchio, però non si può dire che sia pulito, spesso capita di trovare bottiglie vuote, carte delle pastine, buste sotto i seggiolini, e i sedili macchiati. Gli autobus sostituitivi funzionano, però il servizio che fa il treno un solo autobus non lo può di certo fare... Secondo me basterebbero una pulizia maggiore e corse più frequenti». Una richiesta così impossibile da esaudire? ■

i mariniani dentro al Pd, o forse ci sono ragioni diverse di partecipazione e coinvolgimento nelle decisioni del partito, anche di una minoranza interna. Tutti motivi rispettabili e condivisibili, ma sta di fatto che non sembrano esserci alternative percorribili al momento, a meno che non si verifichino grosse sorprese da parte degli alleati di Fanfani, i quali però sembrano in modo più o meno critico voler arrivare con questo assetto al voto. Una domanda è lecita, al di là di come la si pensi: la proposta di Ciolfi di Primarie tutte interne al Pd – per quanto prevista dalla statuto – sembra del tutto futile. Perché le divisioni tutte interne al Pd, a pochi mesi dal voto, dovrebbero mettere a rischio l’unità e le possibilità di vittoria di tutto il centrosinistra? Soprattutto contro una candidata di tutto rispetto come Grazia Sestini, che potrà usufruire della crescita della Lega e soprattutto del sempre possibile apparentamento con i centristi al secondo turno? ■ David Mattesini

viia a Pisacane Piisacane sacane a ane 4 48 8 zona z zo zon ona Pescaiola Pescaiola escaiola caiola iola o (A (AR (AR) A AR R)

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“Il Velocipede”: contro il puro assistenzialismo società

di Luciana Pastorelli

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e donne e gli uomini senza disabilità, normalmente, non si rendono conto di quante azioni possono compiere nell’arco della giornata e nel corso di una vita: le danno per scontate, perché le possono realizzare.

Per alcune persone invece uscire di casa e rientrarci, fare la spesa, preparare un pranzo per sé, andare a scuola, andare a lavorare possono essere azioni estremamente complesse, obiettivi da raggiungere. soociale in generale, gen e erale, per i Il lavoro, elemento chiave per l’integrazione sociale disabilii è una necessità. Nonostante le innovazioni legislative in tema di inserimento lavorativo apportadalla te Legge 68/99 “Norme per

il diritto al lavoro dei disabili” e dal Decreto Legislativo n. 469/97 sul riordino dei Servizi per l’Impiego, tutt’oggi in Italia i livelli di occupazione delle persone diversamente abili sono ancora piuttosto bassi.

re opportunità di coppia al fine della convivenza, della procreazione, della casa e dell’indipendenza. “Il Velocipede” collabora assiduamente con Electra APS e Koinè Cooperativa Sociale, sostenendo con personale volontario i progetti formativi/riabilitativi e il lavoro degli operatori e del programma gram mma operativo CLA (ConLaborAzione)». che In ch h modo si può costruire una società in grado di favorire i processi conducono all’autonomia delle persone disabili? che con «Creando reti di supporto tra i familiari per facilitare i processi di separa«Crea per poter ipotizzare, attraverso la partecipazione, risposte abitative perzzione, zi one, p sonalizzate sonali izz e rispondenti quanto possibile alle richieste di “normalizzazione”, provenienti sia dalle persone disabili che dai loro genitori. provenie i Purtroppo ci si deve confrontare in modo drammatico con una croniPurtr ca scars scarsità di fondi, che ostacola la messa in atto dei principi presenti nella Costituzione italiana, in cui è riconosciuta l’uguaglianza dei diritti soCo

ciali ed economici per le persone con disabilità». pu segnalare un percorso di inserimento lavorativo da considerarsi Ci può bu tra le buone pratiche in atto nel territorio aretino? «Cert «Certamente, quello con il ristorante-pizzeria “Il Rintocco”, che ha come p scopo primario l’inserimento lavorativo di soggetti con disabilità intellettiva e che nas nasce dall’idea che persone disabili, considerate “non inseribili” nel mondo del lavoro, possano diventare abili e riuscire a fornire un servizio all’altezza dei rist ristoranti “normali”. Il progetto Metti una sera a cena è un’ulteriore attività pensata per allargare la possibilità che un numero sempre maggiore di giovani, donne e uomini diversamente abili possano essere inseriti in un contesto lavorativo protetto». Info: Associazione “Il Velocipede” onlus, via Ticino 6/8 Arezzo, tel. 0575/901199; email ilvelocipede@email.it. ■

La partecipazione sociale delle persone diversamente abili costituisce una grande sfida, difficile da affrontare, perché in essa si sommano problematiche derivanti non solo dalla condizione di disabilità del soggetto, ma soprattutto e principalmente dal contesto ambientale e culturale. In proposito abbiamo sentito il parere di Maria Teresa Coppo, presidente dell’Associazione “Il Velocipede” onlus, costituita da genitori, operatori, volontari e sostenitori di persone con disabilità intellettiva. Quali sono le finalità dell’Associazione “Il Velocipede”? «L’associazione si ispira ai principi della solidarietà, e il suo scopo è migliorare l’inserimento sociale del disabile intellettivo e la vita della sua famiglia, ponendosi obiettivi di carattere sociale, formativo, informativo ed educativo. La solidarietà può essere il principio di una cultura “rivoluzionaria”, in cui i “diversi” possono essere risorse sociali economiche e di progresso, sconfiggendo il concetto del puro assistenzialismo e del pietismo.

Per raggiungere questo obiettivo è necessario fare formazione, acquisire e recuperare abilità produttive, crea-

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info@dietistalapini.it www.dietistalapini.it

Natale… mangiare e non strafare… questo è il problema

l’Esperto risponde

a cura della dott.ssa Barbara Lapini

F

inalmente, già da qualche giorno, aleggia nell’aria l’atmosfera magica del Natale, con i suoi colori, le sue luci, i suoi profumi e la meravigliosa sensazione di preparazione a qualcosa di speciale da sempre. Ma insieme a queste emozionanti ed elettrizzanti sensazioni, serpeggia anche la matematica consapevolezza di sicure abbuffate e goderecci banchetti, ai quali sarà impossibile rinunciare. Infatti questo è uno dei due o tre appuntamenti annuali in cui il famelico popolo delle persone eternamente a dieta trova sollievo, e per questo si lascia andare a peccaminosi stravizi che andrà a pagare dopo il 6 di gennaio. Torniamo ancora una volta a ricordare che è necessario interpretare la parola dieta come regime alimentare equilibrato, da seguire all’interno di uno stile di vita sano, insieme a un attività fisica svolta costantemente. Quindi a tutti coloro che allo scoccare dei dieci giorni dal Natale decidono di avventurarsi negli oscuri meandri del digiuno a scopo preventivo, vorremmo ricordare che è inutile astenersi per poi strafare senza un minimo di controllo, tanto è vero che durante le feste vengono accumulati almeno due chili, proprio per i pensieri “Tanto è festa, per ora mi lascio andare e poi ad anno nuovo mi rimetto a regola”, “O faccio la dieta perfetta senza nessuno sgarro o non la faccio per niente”, (pensiero “tutto o nulla”). L’ideale sarebbe vivere serenamente gli eccessi alimentari dei giorni di festa per poi riguardarsi nei giorni tra le feste. O meglio: festeggiare per le feste segnalate nel calendario e non dal 24 dicembre al 10 (primo lunedì dopo l’Epifania, giorno tipicamente riconosciuto come unico valido per iniziare la dieta, visto che di “né di Venere né di Marte” si comincia, perché porta “male”; di mercoledì o giovedì; “ormai siamo a metà settimana”, e infine

di sabato no perché “domani è domenica”. Quest’anno siamo particolarmente favoriti, perché le festività cadono precise in giorni che permettono il recupero; il Natale infatti è di sabato, quindi è poco più di un fine settimana normale, durante il quale di solito si consigliano pasti liberi per concedere ad anime e corpi a dieta un periodo di produttivo e benefico rilassamento. Stessa cosa per il fine anno, che è di venerdì, e ci lascia ben 4 o 5 giorni dalla festa precedente e da quella successiva per ridurre gli eccessi. Ovviamente attenzione anche ai pericolosissimi avanzi dei super-manicaretti, e siccome sprecare il cibo gettandolo è un peccato, evitare di cucinare delle quantità eccessive che poi rimarrebbero a indurre in tentazione in giro. Buona soluzione potrebbe essere o regalarli agli ospiti più magri, o congelarli quanto prima o ancora riporli in contenitori chiusi e magari anche scuri in frigorifero (principio “occhio non vede, cuore non duole”, e di conseguennche questo mese sono arrivate moltissime mail dai lettori di questa rubrica, che ringrazio per l’interesse, e rinnovo za “mano non spilluzzica”).

A

le vostre domande

la mia disponibilità a rispondere agli amici di “Il Settimanale di Arezzo”. Ecco le domande di questa settimana.

Salve, sono una ragazza di 29 anni, potrebbe essere una soluzione prepararsi al pranzo di Natale o al cenone di Capodanno saltando i pasti che li precedono e che poi seguono?

Questa abitudine è assolutamente controproducente e inutile, il digiuno – anche di poche ore, va evitato – non solo perché fa arrivare affamati a tavola e quindi rende difficile controllarsi, ma rallenta il metabolismo, aumentando la facilità ad aumentare di peso. In ogni occasione mangiare poco e spesso aiuta a dimagrire, perché aumenta la nostra capacità di consumare calorie e con loro le riserve in eccesso di grasso. Ho 45 anni, e sono a dieta da sempre e da molto ho eliminato gli alcolici perché fanno ingrassare, posso consumarli per queste feste?

Come al solito il consiglio migliore è un invito al buon senso. I cin cin sono sicuramente divertenti e di buon auspicio – quindi se non ci sono particolari patologie che li controindicano – si possono tranquillamente fare, ma ovviamente la quantità deve essere contenuta e controllata, anche perché gli alcolici apportano calorie “vuote”, cioè non vengono considerate come alimenti e non danno sazietà, pur apportando notevole quantità di energia. Al contrario è consigliato bere molta acqua, che idrata, sazia aiutando a non introdurre troppo cibo e aiuta a perdere peso. ■

per segnalazioni, richieste, domande scrivete a ilsettimanalediarezzo@gmail.com

Durante il banchetto è essenziale masticare a lungo e con calma, annusando, guardando e gustando il cibo in maniera tale da lasciare al senso di sazietà il tempo (circa 20 minuti dal primo boccone) di arrivare dallo stomaco al cervello, in ma-

niera tale da essere appagati con meno quantità di cibo. L’augurio quindi che facciamo a tutti è quello di godersi dei pasti completi, dall’antipasto al dolce, in piccole quantità e senza doppie porzioni, ma in pace e in compagnia delle persone amate. Buone feste e buon appetito a tutti! ■

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Il Torneo dell’Immacolata ha chiuso la stagione giostresca-paliesca si corre giostra!

Diego Cipiccia (Narni), miglior cavaliere del Torneo (Trofeo Memorial “Laura Malvestiti”)

di Roberto Parnetti foto di Felice Rogialli

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ome consuetudine da alcuni anni il Torneo dell’Immacolata – Memorial “Laura Malvestiti”, ha chiuso la stagione giostresca-paliesca. La manifestazione, che è giunta alla sua quarta edizione e vede la collaborazione del presidente del Consiglio Comunale di Arezzo e il patrocinio della Provincia, fu ideata a seguito dell’annullamento della prova generale della Giostra del Saracino del settembre 2007, per dare modo ai cavalieri di riserva dei quattro Quartieri di potersi cimentare ugualmente nel tiro al Buratto, anche se non sulla lizza di Piazza Grande. Quella prima edizione palesò, fin da subito, che l’idea della disputa di un torneo cavalleresco in un periodo dell’anno inusuale per tali manifestazioni – quale il mese di dicembre – avrebbe avuto successo. L’introduzione poi della prova alla Quintana, dalla successiva edizione, su un percorso “a otto” invogliò anche i cavalieri così detti “quintanari” a prendervi parte, tanto che l’appuntamento con l’“Immacolata” è ben evidenziato nel loro personale calendario. Ma gli organizzatori non si sono fermati a questo, tanto che dallo scorso anno è stata introdotta anche una Quintana per le amazzoni, che rappresenta un’unicità in ambito nazionale. A concorrere poi al successo dell’iniziativa anche il luogo dove si svolge, ovvero gli impianti dell’Arezzo Equestrian Centre di San Zeno, uno dei più grandi e importanti showground al mondo dedicati all’equitazione. L’edizione 2010 si è disputata sabato 11 e domenica 12 dicembre, e ha fatto registrare il record di partecipazioni: 36 cavalieri e 10 amazzoni. Questi dati già testimoniano di come il torneo sia cresciuto in maniera esponenziale non solo per le adesioni, ma anche per lo spessore tecnico dei cavalieri che vi prendono parte. Nell’andare a leggere la lista dei partecipanti (oltre ai giostratori di Arezzo, vi erano cavalieri provenienti da Ascoli, Foligno, Faenza, Sarteano, San Gemini, Amelia e Narni) dell’edizione appena conclusa troviamo infatti nomi di rinomata esperienza in giostre all’anello, con curriculum di tutto rispetto, nei quali spiccano numerose vittorie nelle più importanti giostre e quintane nazionali. Il torneo di quest’anno è stato inoltre arricchito dalle esibizioni di Daniela Enrico Giusti, miglior cavaliere Quintana Chioccoli, che ha presentato una dimostrazione di comunicazione naturale, e dagli Sbandieratori “Città di Arezzo” a conclusione dei festeggiamenti per il 50° anniversario della loro costituzione. Oltre a ciò è stato poi presentato il Calendario 2011 della Giostre delle Quintane e dei Palii, che vede anche la “partecipazione” del “Settimanale di Arezzo”. RISULTATI FINALI 4a EDIZIONE

• Torneo delle Amazzoni: Marta Bonelli. • Miglior cavaliere Quintana: Enrico Giusti. • Miglior cavaliere Tiro al Buratto: Marco Cherici. • Miglior binominio: Enrico Giusti. • Squadra: “Compagnia dei Cavalieri del Tempo” composta da Nico Belloni (di San Sepolcro), Alessandro Candelori (Narni), Elia Cicerchia, Fabrizio Fani (Narni), Gabriele Gamberi, Enrico Giusti, Claudio Rossi (Sarteano), Antonio Spera (Narni) e Fabio Tamagnini (Sarteano). • Miglior cavaliere del Torneo (Trofeo Memorial “Laura Malvestiti”): Diego Cipiccia (Narni). ■

Edizioni Giorgio Vasari: a servizio di aziende, editoria e pubblicità 8

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“La bohème” di Puccini ad Arezzo cultura / 1

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di Marco Botti

l Teatro “Pietro Aretino” di via Bicchieraia ospiterà per le feste natalizie La bohème, celeberrima opera lirica di Giacomo Puccini. L’evento, organizzato dal Circolo Acli “Igino Ralli” di San Leo in collaborazione con la Circoscrizione Fiorentina, è prodotto dallo stesso circolo e dalle Edizioni Giorgio Vasari, che com’è noto è la casa editrice del “Settimanale di Arezzo”, con il patrocinio di Regione Toscana e di Provincia e Comune di Arezzo. Le serate saranno tre, quella di gala del 18 dicembre alle ore 20.30 – che prevede anche le premiazioni del primo Concorso “Carlo Meliciani” – e le due repliche, che si terranno il 23 dicembre e il 6 gennaio, alle ore 21. Fabio Ralli, presidente del Circolo di San Leo, ci parla dell’iniziativa. «Il circolo vanta come socio onorario un grande della lirica italiana, Carlo Meliciani, nato nella nostra frazione nel 1929. Il baritono ha cantato nei teatri di tutto il mondo, e molti lo ritengono il più grande Rigoletto di sempre. Per il periodo natalizio del 2008 Meliciani propose di realizzare un concerto per voci liriche, che fu eseguito con successo in Santa Maria in Gradi. L’anno successivo ripetemmo l’evento al Centro di Aggregazione di San Clemente, con ottimi risultati. Decidemmo così di organizzare per il 2010 un’audizione internazionale per giovani voci e di allestire La bohème di Puccini. Nonostante

le difficoltà, siamo riusciti a portare a compimento il nostro progetto. Nel novembre scorso si sono presentati circa 40 candidati tra italiani e stranieri e sono stati selezionati i vincitori, tra cui un giapponese e

una tedesca».

Perché avete deciso di rappresentare La bohème? «Perché fu la prima opera che Carlo Meliciani eseguì da protagonista, nel 1954, a Palermo. Per di più c’è anche un motivo prettamente tecnico, infatti La bohème venne scritta per essere accompagnata dal solo pianoforte. L’orchestra fu aggiunta in seguito. La prima versione si presta così a essere eseguita nel piccolo teatro di via Bicchieraia». Le tre serate saranno un punto di arrivo? «Assolutamente no. Con questa iniziativa vogliamo dare una ulteriore spinta verso la costituzione di una scuola per giovani voci liriche, idea che lo stesso sindaco Fanfani caldeggiò nel 2008. Rafforzando nei prossimi anni il concorso e la cultura musicale cittadina, Arezzo potrebbe divenire in futuro un trampolino di lancio per nuovi talenti. La Camera dei Deputati ha già riconosciuto

la validità della nostra proposta, mettendo a disposizione un premio speciale per questa edizione».

Perché è importante sostenere certe manifestazioni? «Arezzo è priva da anni di un vero teatro, e questo è un dramma. Eppure,

anche se oggi la città sembra sopita e culturalmente insensibile, siamo convinti che sotto covi un gran fermento, che ha solo bisogno di essere stimolato. Inoltre, se vogliamo rilanciare la cultura, occorre che forme asso-

ciazionistiche e di volontariato si diano da fare, trovando le giuste modalità per autofinanziarsi. I tempi attuali non permettono agli Enti pubblici di investire in eventi culturali e, se non percorriamo nuove strade, il futuro sarà sempre più a tinte fosche». ■

Concerto di Natale. Grande musica a San Domenico

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ella splendida cornice della basilica di San Domenico mercoledì 22 dicembre, alle ore 21.15, si terrà il Concerto di Natale. Parteciperanno la Corale Quadriclavio di Bologna, un coro polifonico costituito da amanti della musica sacra e barocca, la Corale Caldera e l’Etruria Symphony Orchestra, guidata da Roberto Pasquini, che eseguirà anche una parte da solista. Pasquini è un affermato flautista e professionista in campo musicale, che torna a esibirsi nella sua città natale dopo essersi diplomato in Flauto presso il Conservatorio “Morlacchi” di Perugia, aver partecipato – in Italia e all’estero – a corsi di perfezionamento e aver suonato nei più importanti teatri. Oggi è docente di Flauto presso il Conservatorio di Cosenza. Prenderà parte alla serata anche il pianista Alessio Tiezzi, giovane aretino da anni attivo nel panorama della musica da camera, che porta avanti un’intensa attività concertistica. Un evento all’insegna della buona musica, arricchita dal fascino di una delle chiese più belle della nostra città. ■ Serena Capponi

per segnalazioni, richieste, domande scrivete a ilsettimanalediarezzo@gmail.com

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IL GIARDINO DI NATA DACIA MARAINI E AN cultura / 2

di Valentina Tramutola

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a buona letteratura è come una madre, un sollievo è il giornalismo di qualità, perché in entrambi l’andamento delle parole sovrintende a un’intelligenza. Le Persone Ordinariamente Speciali, così come le intende la Fabbrica delle Idee, assomigliano alla letteratura e al giornalismo di qualità, e incontrarle una volta al mese, presso l’auditorium del Museo d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo, diventa privilegio. Così il 18 dicembre, a partire dalle ore 16, arrivano al “Giardino delle Idee Winter Edition” Dacia Maraini e Antonio Caprarica. Raffinata scrittrice di successo l’una, giornalista di levatura internazionale l’altro, possiedono nel proprio lavoro una duale bellezza: il talento per le parole e la capacità di raccontare. Ma soprattutto le loro nuove uscite editoriali condividono l’idea del viaggio quale luogo spirituale, teso allo sdoganamento dalla moderna paura del diverso. DACIA MARAINI, APPUNTI DI UN VIAGGIO LUNGO UNA VITA

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adatto a cento occasioni – treni, pomeriggi, scuole, regali, – purché si possieda la pazienza di ascoltare. A pensarci bene, tutto procede da un ascolto ininterrotto di strade ferrate, vie e mercati, valigie, spezie, taccuini e penne, alberghi, fotografie e finalmente ritorni, per cui si concretizza lo stratagemma del ricordare: la scrittura. In viaggio per cultura, caso o ereditarietà, l’autrice ebbe fin da bambina la ventura di viaggiare, laddove la portava il lavoro del padre Fosco, fotografo e scrittore. Nuovo, sentimentale è l’incontro

con Roma, così come appare arrivando dal Giappone, dove la famiglia Maraini si trasferì subito dopo la nascita dell’autrice; appassionata è l’amicizia con il paesaggio africano; intimo l’accordo con le culture sudamericane. Il narrato è esclusivo, asciugato da un impianto di punteggiatura essenziale ma eloquente. Date le esperienze di vita e la magnifica carriera di scrit-

trice e autrice teatrale, l’idea di Dacia Maraini è certamente quella di valicare il confine del turismo affinché l’incontro con il diverso sia puro lavoro dei sensi. Sorge allora nel viaggiatore raccontato una strana forma di

desiderio per cui la percettibilità si accresce. Così la Maraini non si ferma alle impressioni personali, ma trascrive anche le voci di celebri compagni di viaggio, come Moravia e Pasolini, rimasti per una vita o per una stagione. In lei, infine, ci viene restituito un ecosistema: l’idea del lontano prima della globalizzaaretina zione. ■

acia Maraini incasella racconti di viaggio di incantevole spessore. Edito da Rizzoli, La seduzione dell’altrove è un libro versatile, estroverso,

Nuovo Cinema Pescajola una rilettura di film classici in salsa C’ERAVAMO TANTO AMATI

el 1987 Mauro Direttore, Ezio Comune e Giovanni Cittadini, pieni d’ideali e buona volontà, rompono l’apatia aretina aprendo l’Onda, una sala per concerti. Col tempo il locale si afferma per la qualità musicale e la gente arriva in massa: una rivoluzione in città. Mauro comincia a pensare ai profitti; Ezio cambia più volte idee politiche ed è scettico riguardo al locale; l’unico a credere ancora al progetto artistico è Giovanni. Nel 2006 Ezio e Mauro parlano alle spalle di Giovanni, uno non ha più soldi da investire come prima, l’altro è in contatto con amici fiorentini per spostare l’Onda. Quando un giornalista jena diffonde voci su brutte frequentazioni, Giovanni e Mauro s’indignano mentre Ezio tace. È la scintilla: Mauro trasferisce fuori città il locale e i suoi habitué. Gli amici di Firenze e Livorno non si rivelano tali e Mauro pensa solo ad aumentare il prezzo d’ingresso: l’ex sala popolare diventa una discoteca vip. Ezio apre senza successo il pub Gioca Jouer. A Giovanni manca l’atmosfera di un tempo, perciò si rinchiude in casa. Nel 2010, Ezio ha bisogno di riacquistare credibilità, Mauro di rimettere in sesto gli affari. Giovanni propone di riprendere insieme il locale ad Arezzo, ma sono ormai venuti meno i valori che li legavano: l’accordo salta e ognuno va per la propria strada. Spetta a Giovanni la lapidaria chiusa: «Credevamo di Enrico Badii, enrico.badii@gmail.com cambiare il mondo, invece il mondo ha cambiato noi». ■

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ALE PORTA IN REGALO NTONIO CAPRARICA cultura / 3

di Chiara Marcelli ANTONIO CAPRARICA, UN INVIATO AL TEMPO DELL’UNITÀ D’ITALIA ntonio Caprarica ha iniziato la carriera giornalistica all’“Unità” come commentatore di politica interna. Poi è diventato condirettore di “Paese Sera”. Tra il 1988 e il 1993 è stato corrispondente del Tg1 dal Medio Oriente, coprendo avvenimenti cruciali come la jihad antisovietica in Afghanistan, la prima Guerra del Golfo e l’intifada palestinese. Dal 1993 al 2006 ha diretto l’Ufficio di Corrispondenza della Rai prima a Mosca, poi a Londra e infine a Parigi. Dopo tre anni a Roma come direttore di Radio Uno e dei Giornali Radio Rai, è tornato a guidare la sede Rai di Londra. Vincitore di molti premi di giornalismo, collabora con numerosi quotidiani e periodici. Nei panni di scrittore, con Sperling & Kupfer ha pubblicato i saggi Dio ci salvi dagli inglesi…o no!?, Com’è dolce Parigi, Gli italiani la sanno lunga, Papaveri e papere, I Granduchi di Soldonia, e il romanzo, scritto con Giorgio Rossi, La ragazza dei passi perduti. C’era una

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L’ultimo volo del falco: una vita da pilota

volta in Italia (Sperling & Kupfer) è il suo nuovo lavoro, edito lo scorso ottobre. In quest’opera, Caprarica racconta i giorni dell’Unità d’Italia, le sensazioni e le speranze della gente – che stava per diventare italiana molto spesso senza saperlo – e l’ideale della patria. Non potendo prendere la macchina del tempo, ha attinto da memorie e documenti dimenticati negli archivi, per cercare di ricostruire l’atmosfera del 1861 con l’occhio di un giornalista contemporaneo inviato dal suo giornale per un reportage.

Come nasce l’Italia? Qual è il suo volto mentre si affaccia sulla scena della Storia? Spinto da queste curiosità, il cronista si muove lungo lo Stivale.

Nel suo viaggio immaginario incontra nobildonne che passano dai salotti agli ospedali da campo, uomini “di penna e d’azione” che lasciano gli studi per imbracciare i fucili e ragazze che si uniscono ai garibaldini; raccoglie le loro vicende e le registra con la consueta vivacità della sua penna, per offrire un quadro veritiero dell’Italia nei suoi primi istanti di vita. Un racconto utile oggi che il Paese compie 150 anni, ma non IN OCCASIONE DELL’INCONTRO CON LA MARAINI E ha più troppe CAPRARICA, LA SOPRINTENDENZA ARETINA E LA FABBRICA certezze sui DELLE IDEE OFFRIRANNO A TUTTI I PRESENTI UN GADGET suoi prossimi NATALIZIO E UN APERITIVO/BUFFET ■ compleanni. ■

e la vita, quella vera, secondo voi è il soggetto migliore della letteratura, allora il libro di Simo L’ultimo volo del falco (Edizioni Calosci) vi piacerà. Se amate gli aerei e l’aeronautica apprezzerete il volume ancora di più. A scriverlo infatti è il Generale di Squadra Silvio Moretti, che percorre passo per passo la sua lunga carriera di pilota di aerei presso l’Aeronautica Italiana. Ma insieme a essa ripercorre anche la sua vita privata, raccontandoci così

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dell’infanzia, degli amici di un tempo, di amori passati come un soffio di vento durante la giovinezza. Fino ad arrivare all’incontro con la moglie che lui chiama Etta, ma il cui nome in realtà è Clara, che gli darà quattro figli maschi. L’autore non nasce con la passione per gli aerei. Lo stesso Moretti dice «...Mi è sempre stata estranea la teoria della grande passione per qualcosa che non si conosce». È infatti solo dopo aver provato il volo che si renderà conto che pilotare sarà la sua vita. Dà inizio quindi alla carriera che lo porterà in giro per l’Italia e a volare con molti generi di aerei militari, fino al giorno dell’ultimo decollo. Quello di Simo è un libro che scorre bene dall’inizio alla fine. Non si priva di quei termini “tecnicistici” che cattureranno soprattutto chi di volo è appassionato, tuttavia il volume susciterà curiosità anche in chi, profano dell’argomento, avrà voglia di leggere la biografia di un uomo che ha vissuto intensamente un mondo, quello dell’aeronautica, sconosciuto alla maggior parte delle Sara Gnassi persone. ■

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Relax! il boccalone

di Riccardo Niccolini UPO CIPOLLA, UNO CHE ALLA FINE È TUTTI: Love pulmino a un’idea di un giovane imprenditore aretino, nasce e muore quello che è stato ribattezzato come “il pulmino dell’amore”. Si spegne nel senso che l’attività è stata dichiarata illecita e contraria al buon costume, trattandosi di sfruttamento della prostituzione. In pratica, Upo Cipolla, da buon autista di pullman, ne aveva allestito uno per far fare dei notturni giri turistici intorno alla città. Solo che, dopo avere staccato una corsa da cinquanta euro a fermata, il passeggero si ritrovava immerso in un vero e proprio night su quattro ruote. All’interno infatti, oltre alla musica e ai frigobar, erano presenti cinque giovani ragazze molto provocanti che mettevano in vendita il proprio corpo. Cipolla, nel frattempo staccava biglietti, guidava e sceglieva il palinsesto musicale. Tutto ciò è proseguito per circa una settimana fino a quando, alla prima fermata serale, proprio in zona San Domenico, un’anziana signora ha messo il naso dentro al “locale”. Poi la chiamata alle forze dell’ordine e l’avvio delle brevissime indagini, che hanno porcinema: Precious tato all’immediato arresto del guidatore Upo Cipolla e al fermo delle ragazze e di quattro clienti. recious Jones ha diciassette anni, un L’attività era inoltre pubblicizzata su tutti quotidiani con la seguencorpo obeso e un figlio nel ventre (il te descrizione: “Nuovissimo pullman al servizio della città. Comodo secondo, ed entrambi sono frutto di incetour mobile, no stress, tutta la notte per amanti del puro divertimento. sto). A scuola viene derisa dai compagni anBigliettaie giovani, carine e disponibili. Dal meraviglioso centro ai luoche perché non ha ancora imparato a leggere ghi più appartati con a disposizione drink and music”. ■ e scrivere. A casa la madre non solo non la difende dalle violenze paterne ma la accusa di averglielo l brodo di carne, da sempre e fino a qualche decennio fa, era rubato, oltre a cercare di ostacolare in ogni considerato una prelibatezza, quotidiana per la nobiltà e l’alta bormodo i suoi tentativi di riscatto dall’ignoranghesia, riservata alle grandi feste per la stragrande maggioranza della za. Precious è una ragazza di diciassette anni popolazione. prigioniera di un corpo fuori misura, che però Oggi è una tradizione che tiene in particolare durante le festività non si sogna magra. natalizie, in quanto un buon brodo richiede una certa capacità e del Il suo universo ideale ha altri territori in cui tempo. cercare percorsi, diversi da quelli ormai a lei Non a caso negli ultimi decenni si è persa la pratica del riutilizzo ben noti della brutalità di una vita in cui dodel “lesso” per ulteriori preparati – come le polpette – o per servirmina l’ignoranza. La regia riesce a farci quasi respirare un clima saturo di un odio e di una lo come secondo piatto insieme alle verdure di cottura e ai classici perfidia dettati dalla totale mancanza di un benché minimo orizzonte culsottaceti. Per questo anno siete ancora in tempo, quindi rivolgetevi turale. Lo fa però con la leggera profondità di chi sa che si può trovare uno stile all’esperta\o di famiglia per preservare una tradizione che contiene piacevole per proporre riflessioni su temi gravi. Riuscendoci. in sé il principio del riutilizzo. Questo vi comporterà un impegno D’altra parte sorgono dei dubbi leciti. L’impressione è purparticolare per convincere i vostri giovani comtroppo anche quella di un cinema furbastro, ricattatorio, edimensali, i quali potrebbero non avere mai asficante. Personaggi ultra-schematici a una sola dimensione. saggiato un vero brodo come si fa a Natale, e Seppur realizzato con abilità e astuzia sorge una domanda: è che nella maggior parte dei casi hanno perso la tutto qui il nuovo cinema americano targato Sundance Film cognizione del corretto utilizzo del cibo. ■ Festival? ■ Jacopo Fabbroni Fabio Mugelli

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chilometro zero

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Arezzo

il NUMERO 43 da venerdì 24 dicembre GRATIS nelle seguenti edicole: EDICOLA “SAN MICHELE”, piazza San Michele – EDICOLA CARTOLERIA MARRAGHINI MARTA, Case Nuove di Ceciliano 100/A – “TIRA E MOLLA”, via Romana 98/A – EDICOLA PANCI SARA, piazza Saione – EDICOLA “CAMPO DI MARTE”, via Vittorio Veneto 55 – EDICOLA CITTI & CO., piazza della Repubblica, Stazione FS – EDICOLA Il giornale dei cittadini, delle imprese e delle famiglie aretine gratis in edicola dal venerdì FAFFINI LORETTA, via F. Redi angolo via Cocci – EDICOLA AMARANTO, via Fiorentina – EDICOLA MARTINI, via di San Leo 5 – NEWS EDICOLA, via Monte Falco 11 – “IL FUMETTO”, loc. Quarata – EDICOLA FABIANELLI MONIA, via Erbosa – “PAPER & CO.”, viale Amendola 15, negozio n. 5, Centro Commerciale “Setteponti” – EDICOLA FAGIOLI GABRIELE, via Vittorio Veneto, Belvedere – EDICOLA STADIO PERLINI FRANCESCO, via Giotto angolo via Tiziano – EDICOLA DELL’OSPEDALE, Ospedale “San Donato” – EDICOLA KENNEDY, via Kennedy 1 – EDICOLA TANI MARCO, via Benedetto Croce 115 – EDICOLA SCOSCINI CLAUDIO, via Alfieri – SCARTONI LAURA & C., piazza San Giusto 11 – EDICOLA GIOTTO, piazza Giotto 19 – PAPERSERA, corso Italia 192 – EDICOLA SECCIANI VERUSKA, Rigutino S.S. 71 – EDICOLA CARTOLERIA “MARTINA”, loc. Battifolle – LA BOTTEGA DI GIACCO, loc. San Giuliano 32 – “LO STRILLONE”, via Guadagnoli – EDICOLA SCARTONI PIERO, piazza San Jacopo – EDICOLA TABACCHERIA N. 1, via Cavour – EDICOLA AMIDELLI EDDA, via Porta Buia – EDICOLA FONTEROSA, via Pacioli – EDICOLA “DA TONI”, viale Mecenate – EDICOLA CARTOLERIA “C’ERA 2 VOLTE”, via Tarlati – “IL GATTO E LA VOLPE”, via Fiorentina

il settimanale di

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Qualità e quantità: promettono bene gli Esordienti della SBA

Arezzo sport

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ltre 120 bambini, nati tra il 1999 e il 2006, divisi in sei gruppi: sono questi i numeri del settore Minibasket “Nova Verta” della Scuola Basket Arezzo, un settore in costante crescita grazie agli investimenti della società, a un incessante lavoro nelle scuole e alla professionalità di tanti tecnici. Il Minibasket si divide al proprio interno in più categorie, l’ultima delle quali è quella degli Esordienti, che comprende i bambini nati nel 19999 e nel 2000. «Gli Esordienti si collocano a metà tra il Minibasket e la pallacanestro vera e propria - spiega Franco Guccione, allenatore deglii Esordienti della SBA. - In questa categoria avviene il passaggio dallo sport giocato allo sport agonistico. Anche se ancora non si parla di tattiche ttiche e schemi, ai ragazzi di questa categoria vengono forniti i primi rudimenti di pallacanestro, perché iniziano a giocare in collaborazione zione con gli altri e disputano il primo campionato 5 contro 5». La SBA può contare su un buon gruppo di Esordienti, un gruppo composto da 19 bambini ma che appare ancora in crescita scita (ben sei atleti si sono aggregati alla squadra solo negli ultimi mesi): si tratta di una squadra con qualche buona personalità e che, unendo quantità a qualità, ha buone prospettive future. L’istruttore di questi ragazzi è Franco Guccione, uno dei tecnici più esperti perti del basket aretino, che si occupa del settore del Minibasket da oltre 15 anni. Anche gli Esordienti, così come tutte le altre squadre adre del settore giovanile della SBA, disputano un doppio campionato: oltre al loro torneo, partecipano anche al campionato Under 13 in cui si cimentano e fanno esperienza contro i ragazzi di un anno più grandi. ●

ROSTER UNDER 13/ESORDIENTI (1999/2000) Francesco Amorosi Bogdan Brebenel Riccardo Crestini Lorenzo Cristini Matteo Duranti Edoardo Francesco Faltoni Filippo Foresi Lorenzo Fratini Francesco Gallorini Alessandro Jin Marco Mutarelli Luca Occhini Giacomo Lisi Bruno Polverini Andrea Remi Andrea Talanti Fabio Vagheggi ISTRUTTORE: Franco Guccione

REGOLE MINIBASKET Parte 1 Lo spirito del gioco Nel Minibasket il giocatore deve dare, in ogni momento e in ogni azione, prova di correttezza e di sportività. L’istruttore ne è testimone coerente e costante. I canestri Altezza 2,60 metri (per la sola categoria Esordienti l’altezza è di 3,05 metri) La partita 5 contro 5 (categorie Esordienti maschili e femminili) 4 contro 4 (categorie Aquilotti e Gazzelle) 3 contro 3 (categorie Scoiattoli e Libellule)

LIONS HOCKEY AREZZO F

erme fino a gennaio sia la Serie A1 che la serie B, protagonista di giornata è la sola formazione di Serie A2. Ancora una buona gara… ma purtroppo una nuova sconfitta per i Leoncini, che devono inchinarsi per 6 reti a 3 ai Raiders di Montebelluna. Sul campo veneto si è assistito a un incontro di ottimo livello tra due squadre ben attrezzate tecnicamente e dalla forte carica agonistica, che si sono affrontate a viso aperto offrendo al pubblico un gradevole spettacolo. Sotto per 3 reti a 1 nella prima frazione di gara, i gialloneri sono riusciti a risalire fino al 4 a 3 di metà ripresa, prima di cedere di nuovo due volte sotto gli assalti dei velocissimi giocatori trevigiani. Nelle file aretine buone le prove di Serena Boschi, che ha difeso la propria porta con grinta e sicurezza, e di Lorenzo Schiti, sbloccatosi dopo tre gare senza reti, segnando una doppietta che purtroppo però non è servita a far ottenere un risultato positivo alla propria squadra. Nel prossimo weekend doppio impegno per le formazioni giovanili Under 20 A e B, che saranno impegnate rispettivamente ad Arezzo domenica mattina

contro Latina e domenica pomeriggio sul difficile campo di Civitavecchia.

Sempre domenica alle ore 14 alle Caselle di scena anche la Serie A2, che incrocerà le stecche con la formazione di Latina, attuale se-

conda forza del campionato cadetto e vincitrice di ben cinque dei sei incontri disputati.

I giovanissimi leoncini che saranno protagonisti del Campionato Under 13 dal mese di gennaio

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Arezzo sport

IL GIOTTO

FESTEGGIA IL

NATALE

CON LA SCUOLA TENNIS

CIRCOLO TENNIS GIOTTO

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iovedì 23 dicembre sarà una giornata di festa per il C.T. Giotto: tutti i bambini della scuola tennis, i genitori e i maestri del Circolo si ritroveranno per stare insieme e scambiarsi gli auguri di Natale. La giornata inizierà alle 16 con un torneo di Natale, rivolto agli oltre 200 bambini della SAT (Scuola Addestramento Tennis), che si sfideranno divisi per fasce d’età; dopo le partite il circolo offrirà un rinfresco a tutti i presenti. Alle 20 ci sarà invece una cena aperta agli atleti del settore agonistico e del Pia e alle loro famiglie. La serata si concluderà con l’estrazione dei biglietti vincenti di una lotteria organizzata dal C.T. Giotto per raccogliere i fondi necessari per poter acquistare un defibrillatore. ●

I PRESTIGIOSO

GIOTTO AL NATALE DI BARI

RAGAZZI DEL

TORNEO

DI

L’ESPERIENZA DI TOMAS TENCONI AL SERVIZIO DEL C.T. GIOTTO

Il C.T. Giotto ringrazia i propri sponsor:

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roprio in questi giorni, undici ragazzi della scuola tennis stanno partecipando, accompagnati dai maestri Alessandro Caneschi e Nicola Carini, al 10° Torneo di Natale di Bari, una manifestazione nazionale giovanile con partecipazione straniera, che durerà dal 17 al 23 dicembre. Riservato agli atleti dall’Under 10 all’Under 16, i primi classificati delle varie categorie riceveranno la wild card per il tabellone principale del Lemon Bowl di Roma, uno dei tornei giovanili più importanti d’Europa. ●

Tenconi (in alto a sx) con il gruppo Full Time

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uova prestigiosa collaborazione per il C.T. Giotto: la società aretina sta ospitando Tomas Tenconi, uno dei migliori tennisti degli ultimi anni. L’argentino Tenconi resterà ad Arezzo per nove settimane e collaborerà con i maestri del Circolo per la preparazione invernale del gruppo Full Time. Nella sua carriera Tenconi è salito fino al 141° posto nel ranking ATP, poi alcuni infortuni ne hanno frenato l’ascesa, così ha deciso di cominciare una nuova esperienza da coach: in questi mesi invernali porterà ad allenarsi in città anche due suoi giocatori, Lorenzo Giustino e Giovanni Galuppo. «La presenza di Tenconi - spiega Bramanti, - è un ulteriore attestato di qualità conferito alla nostra società: Tenconi ha scelto il C.T. Giotto per la qualità dei nostri ambienti e dei nostri maestri. La presenza di un coach tanto esperto rappresenta un’incredibile risorsa per tutti i nostri ragazzi e per tutto l’ambiente del Circolo, che in questi mesi beneficerà dei consigli e degli insegnamenti di questo grande tennista. Il C.T. Giotto mira all’eccellenza nella didattica, e la presenza di Tenconi migliorerà ancora di più la qualità della nostra proposta».●

BILANCIO DI UN 2010 RICCO DI SUCCESSI

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l 2010 sta volgendo al termine ed è tempo di bilanci per l’Arezzo Karate. L’ultima stagione si chiude con un oro, due argenti e un bronzo, un ricco bottino che conferma la società ai vertici del karate nazionale. Uno dei grandi protagonisti del 2010 è stato Filippo Oretti, un ragazzo del 1990 che nel Kumite (Combattimento) ha conquistato il Titolo Italiano negli 83 kg ai Campionati Italiani per Rappresentative Regionali, e ha vinto l’argento ai Campionati Italiani Juniores. Chi ha vinto più di tutti è stata l’atleta di Kata (Forme) Michela Pezzetti, che si è messa in luce sia con la società aretina che con la Nazionale italiana. Nel Kata a squadre, la Pezzetti ha iniziato l’anno con un argento ai Campionati Italiani per Rappresentative Regionali, poi, con la squadra dell’Arezzo Karate composta anche da Agnese Belardi e da Sabrina Carmignani, ha conquistato un bellissimo bronzo ai Campionati Italiani Assoluti. Grandi soddisfazioni sono arrivate anche con la Nazionale italiana, di cui fanno parte la stessa Pezzetti e il tecnico Alessandro Balestrini: nel 2010 l’Italia è arrivata prima agli Europei di Atene (la squadra di Kata della Pezzetti ha conquistato l’argento) e seconda ai Mondiali di Belgrado (con il bronzo della Pezzetti). Infine, ad arricchire ulteriormente questo palmarès, c’è l’oro vinto dalla Pezzetti con la Nazionale ai Campionati del Mediterraneo in Turchia. «L’ultima stagione si chiude con un bilancio ottimo – commenta il presidente dell’Arezzo Karate Balestrini. – Sono orgoglioso soprattutto del fatto che l’Arezzo Karate abbia contribuito in maniera decisiva ai successi della Nazionale: ci siamo confermati una tra le migliori società italiane».

DIVERTIMENTO

E SVILUPPO DEL PROPRIO CORPO, GLI INGREDIENTI PER UN BUON SETTORE GIOVANILE

I risultati dell’Arezzo Karate trovano le proprie basi nel settore giovanile: oggi la società aretina ha un vivaio con oltre 40 bambini dai 5 anni in su. A questi bambini la società non insegna le tecniche del karate, ma propone un’attività ludica volta allo sviluppo delle capacità motorie e della coordinazione. Tale preparazione sarà poi propedeutica all’insegnamento del karate, che inizia con il passaggio all’agonistica a 12 anni. «La nostra società sostiene la non-specializzazione precoce - spiega Balestrini. - Vogliamo che il bambino svolga attività fisica e sviluppi il proprio corpo in maniera completa. È importante la squadra di offrire ai bambini un’attività ludica che li aiuti a Kata crescere e che getti in loro le basi per poter svolgere qualsiasi attività sportiva». ●

Filippo Oretti e Alessandro Balestrini


NOTIZIE DAL CALCIO...

Arezzo sport

di Luca Stanganini

C

ome la giri, ne manca sempre un pezzo. Sta diventando, se possibile, ancora più complicata, la stagione degli (atletici) amaranto, alle prese con le montagne russe, neanche fossero al Luna Park di via Arno. Un giorno nell’altare, due giorni nella polvere, e avanti così, tra sCoppole, brevi resurrezioni e nuove crocifissioni, quando oramai il peggio sembra alle spalle. Così, vanno agli archivi le pesanti sconfitte contro Monteriggioni e Castello Group, entrambe giocate in terreno franco e, a essere franchi, al di là degli alibi degli arbitri protagonisti o dei campi sintetici, c’è ben poco da stare allegri. Con la minuscola, altrimenti alleneremmo il Milan e avremmo ben altre soddisfazioni. La rosa dell’Arezzo sta piano piano cambiando forma, assomigliando di giorno in giorno più a una margherita, con petali che vanno e petali che vengono. M’ama non m’ama, insomma. Un po’ come i tifosi, rimasti in pochi come l’esercito di Leonida, a lottare dagli spalti e incitare i timidi gattini amaranto, nella speranza di vederli finalmente leoni. Si potrà sindacare sulle intemperanze che hanno costretto a giocare una gara a porte chiuse e a 180 chilometri da San Cornelio ma, diciamocela tutta, se all’Arezzo ci tieni, è impossibile che non ti prenda il nervoso, pur se non deve diventare una consuetudine. Alla fine, meglio aver giocato in riva al mare, senza occhi familiari addosso, almeno l’ennesima delusione è scivolata via sulle onde dell’Adriatico. L’Arezzo sembra un cubo di Rubik, tante facce che difficilmente torneranno a colorarsi in maniera uniforme in questa stagione. La stagione peggiore degli ultimi 50 anni, forse fatto salvo il funesto campionato 1992-1993, potrà finalmente cambiare il proprio corso con l’avvento del nuovo anno? Gli ingredienti ci sono, la “fame” pure, manca una cucina e un cuoco che sappia amalgamare bene il tutto e fare lievitare l’entusiasmo. Tra due anni, l’Arezzo calcistica compirà 90 anni. Un bel traguardo raggiunto tra mille vicende, compresa una guerra mondiale, una radiazione, un “chiudo la bottega” e mille traversie, ma anche altrettante gioie. Le stesse che, prima o poi, porteranno ancora il sorriso negli occhi di chi tifa Arezzo. Coraggio, siamo quasi a Natale, scriviamo una bella letterina e mettiamola sotto l’albero. Si sa, gli “Abeti” nel calcio contano qualcosa. E, nel frattempo, facciamo i bravi. Forza Arezzo e buon Natale a tutti! ●

Divertente e antistress, al Centro Sport Chimera cresce lo Squash S

i gioca dentro un ambiente con pareti in muratura e pavimento in parquet, mentre gli attrezzi del mestiere sono una particolare racchetta, un paio di scarpe con suola in gomma e una pallina con la caratteristica di contenere al suo interno una goccia d’acqua che, colpo dopo colpo, si scalda e ne fa aumentare l’elasticità e la velocità. Lo sport in questione è lo squash, una disciplina molto in voga nei Paesi “britanniAndrea Torricini, ci” ma sbarcata ad Arezzo solo nel 2005, all’interno del Centro Sport Chimera. L’attività di squash Marco Magara e Simone Lusini è attualmente gestita dall’associazione Sport 3, che permette di imparare questa disciplina attraverso delle lezioni tenute dal maestro Simone Lusini, o di giocarvi prenotando il campo. «Lo squash è un’attività molto divertente - spiega il fiduciario provinciale Marco Magara. - È uno sport che permette di scaricare lo stress e il nervosismo. Ogni anno organizziamo varie manifestazioni per promuovere questa disciplina, tra cui un torneo interno e un torneo dedicato agli amatori. Inoltre molto spesso ci fa visita Andrea Torricini, il campione italiano di squash, che disputa sui nostri campi alcune partite dimostrative. Il nostro obiettivo è divulgare sempre di più questa attività, anche se non è uno sport che può essere praticato da tutti, perché è molto veloce e sollecita tutte le articolazioni e i muscoli: per questo motivo, soprattutto nei primi tempi, è consigliabile imparare affiancati da un maestro e svolgere un allenamento costante». Ultimamente le prenotazioni un’esibizione di dei campi sono in crescita (ogni Torricini settimana si giocano oltre 50 partite), e sempre più gente si sta avvicinando a questa attività. Alla luce di questo sviluppo, l’obiettivo della Sport 3 è ora aumentare il numero dei tecnici e divulgare sempre di più questa pratica, estendendola anche ai bambini. «Ci teniamo a offrire un insegnamento di qualità – conclude Magara. – Per questo motivo la nostra crescita, al momento, è limitata: in circolazione ci sono pochi tecnici in grado di insegnare squash. Per il futuro la mia speranza è riuscire a divulgare lo sport anche tra i bambini: sarebbe ideale integrare lo squash e il nuoto, due attività complementari che aiuterebbero il bambino a sviluppare il proprio corpo in maniera completa». ● Per ricevere informazioni sugli orari o sulla disponibilità di corsi o campi, è possibile contattare Marco Magara al 347/42.49.641 o mandare una mail a info@centrosportchimera.com


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