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ANNO V NUMERO 181 • VENERDÌ 21 FEBBRAIO 2014 • COPIA GRATUITA IN COPERTINA: SCATTO ED ELABORAZIONE GRAFICA DI ANDREA BARDELLI

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IN QUESTO NUMERO VITA DELLA CITTÀ 3 Smart City 2020, un progetto che passa soprattutto dall’energia 5 Finalmente Arezzo Wave torna in città… 6 Madonna del Conforto, parola agli aretini 10 Casa del Vento, 20 anni di musica in “Semi nel vento” AREZZO’N’ROLL 8 Hop! La musica e la cultura degli anni Cinquanta AREZZO SPORT 13 Riccardo Bianchi in vasca verso i Mondiali di Nuoto da Salvamento 15 I talenti della Serie A per la crescita del baseball aretino 16 Niko La Notte tra le stelle del volante 17 Gianfranco Bertini, una vita per l’arbitraggio 18 “A testa alta”, presentato il romanzo sulla vita di Lauro Minghelli

19 Scoiattoli “Nova Verta” 2005, 40 partite per amare la pallacanestro 10 L’Acqua Gym si unisce all’aperitivo: ecco l’Aperigym A REGOLA D’ARTE 21 Becco di Rame: una fiaba vera di impegno e coraggio 22 Giallorenzo, da Zelig ad Arezzo 22 Chiara Baglioni, presente e futuro di una talentuosa illustratrice aretina 24 I mondi onirici di Silvia Logi protagonisti ad Arezzo 25 Piccoli artisti crescono: tanti partecipanti al concorso per bambini indetto da Chimera Arte LE PELLEGRINE ARTUSI… 27 …e gli gnocchi di patate dal cuore filante FACOLTÀ… DI PAROLA 28 Giovani e lavoro: l’Università si organizza

“IL SETTIMANALE DI AREZZO“ È UNA TESTATA EDITA DA EDIZIONI GIORGIO VASARI SRL ANNO V NUMERO 181 – VENERDÌ 21 FEBBRAIO 2014 © EDIZIONI GIORGIO VASARI DIRETTORE RESPONSABILE: FRANCESCO CIABATTI EMAIL FRANCESCOCIABATTI.EGV@GMAIL.COM VICEDIRETTORE: MARCO BOTTI, EMAIL MARCO.BOTTI9@GMAIL.COM REDAZIONE: ELENA AIELLO, ENRICO BADII, ANDREA BARDELLI, GIACOMO BELLI, SERENA CAPPONI, FERNANDA CAPRILLI, MARCO CAVINI, GIACOMO CHIUCHINI, DORY D’ANZEO, JACOPO FABBRONI, CECILIA FALCHI, ELETTRA FIORINI, MICHELE GIUSEPPI, SARA GNASSI, ILARIA GRADASSI, VALERIA GUDINI, GIACOMO MANNESCHI, CHIARA MARCELLI, LUCIO MASSAI, DAVID MATTESINI, FABIO MUGELLI, OMERO ORTAGGI, VALENTINA PAGGINI, ROBERTO PARNETTI, LUCIANA PASTORELLI, IVANA MARIANNA PATTAVINA, LUCA PIERVENANZI, CHIARA SAVARINO, ALESSIO SEGANTINI, LUCA STANGANINI, VALENTINA TRAMUTOLA, LUCA TRIPPI. FOTO: ANDREA BARDELLI, ROBERTO PARNETTI, SAIMON SAVINI AMMINISTRAZIONE: EDIZIONI GIORGIO VASARI SRL, VIA MANTEGNA 4, 52100 AREZZO (AR), TEL. 392/95.96.285, FAX 0575/16.57.738, EMAIL EDIZIONIVASARI@ARUBA.IT PUBBLICITÀ E MARKETING: PAOLA PRATO, 333/46.04.264, PAOLAPRATO.EGV@GMAIL.COM AUTORIZZAZIONE TRIBUNALE DI AREZZO 02/2010 DEL 10 FEBBRAIO 2010 ISCRIZIONE AL REGISTRO DEGLI OPERATORI DELLA COMUNICAZIONE AL N. 19155 STAMPA: LA ZECCA SRL, VIA UMBERTO TERRACINI 25/27, 52025 FRAZ. LEVANE, BUCINE (AR), TEL. 055/91.80.101, FAX 055/91.80.412, EMAIL INFO@TIPOGRAFIALAZECCA.IT È VIETATA, SENZA FORMALE AUTORIZZAZIONE, LA RIPRODUZIONE TOTALE O PARZIALE DI TESTI, DISEGNI, FOTO E PUBBLICITÀ RIPRODOTTI SU QUESTO NUMERO

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SMART CITY 2020, UN PROGETTO CHE PASSA SOPRATTUTTO DALL’ENERGIA di Michele Giuseppi

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bbiamo intervistato Roberto Banchetti, presidente di Estra Energia. Ci ha presentato le idee e i vari progetti che la società ha deciso di intraprendere nel rispetto di un obiettivo finale preciso, che prevederà una città tecnologica ma al tempo stesso ecologica. Signor Banchetti cosa vuol dire per voi di Estra “Smart City”? «Smart City è un modo nuovo di organizzare e vivere la città: con attenzione all’efficienza dei servizi offerti, utilizzando gli ultimi ritrovati nel campo tecnologico. L’attenzione per il sociale ci contraddistingue da sempre in quanto la nostra azienda è molto di più di un semplice distributore di gas metano e gpl. Grazie alle nostre società controllate siamo in grado di svolgere una serie di attività che la pongono come possibile partner delle Amministrazioni pubbliche». In che modo Estra va oltre i propri servizi base? «Siamo una società pubblica consociata a 99 Comuni della regione, una volta il controllo dell’energia era

monopolistico, adesso con l’avvento del mercato libero ci si presenta la variabile concorrenza. Lavoriamo in modo da poter comunque conseguire un utile il più alto possibile, ma con un occhio di riguardo a quelle che sono le necessità del cittadino. I nostri utili vengono ridivisi tra i 99 Comuni, che troveranno una destinazione adeguata all’interno della gestione amministrativa comunale». Un esempio pratico? «L’impianto fotovoltaico di Cavriglia. Estra attraverso le società “Cavriglia e Tegolaia SPV” ha realiz-

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zato e gestisce il Parco Fotovoltaico, situato nell’ex area mineraria di Santa Barbara. Si tratta di due impianti adiacenti e di una potenza complessiva di 17 megawatt, in pratica fornisce energia a circa 3300 abitazioni. Inoltre sorge in una zona considerata da tempo degradata e inutilizzabile». Su quali altri campi agisce Estra? «Siamo una Multiutility leader nel Centro Italia e ci facciamo in più parti per i nostri clienti. Esiste Estracom, azienda di telecomunicazioni, è il partner innovativo capace di interpretare le esigenze di connettività e di comunicazione delle aziende del territorio. Abbiamo Estra Clima che svolge attività di progettazione e riqualificazione di impianti energetici, esegue operazioni volte a migliorare l’efficienza energetica dei nostri impianti e inoltre dà la possibilità, anche ai privati, di installare impianti fotovoltaici. Oramai il futuro dell’energia è da cercare in quello che la natura ci offre di già». Il Comune di Arezzo ha aderito al Patto dei Sindaci. Un patto che indica obiettivi chiari da raggiungere entro il 2020: riduzione del 20% sia dei gas a effetto serra sia dei consumi energetici e soddisfacimento del fabbisogno energetico nella misura, anche in questo caso del 20% con le rinnovabili; vi sentite parte integrante di questo progetto? «Siamo pronti a impegnarci nel raggiungimento di questo traguardo così importante, e vogliamo farlo da traghettatori. Estra sta avviando un percorso di orientamento verso il tema della Smart City, attraverso lo sviluppo di attività che riguardano: piattaforme wireless, connettività in fibra ottica e reti NGN, teleriscaldamento, efficienza energetica, E-Mobility, energie rinnovabili e infine Smart Building: un sistema che abilita il telecontrollo, la telege-

stione e la telediagnosi dell’impiantistica degli edifici (luce, gas, acqua) e permette il monitoraggio dei consumi e la gestione da remoto degli allarmi. Smart Building si presta bene a essere adottato in edifici storici e come vantaggio può arrivare a garantire un risparmio energetico del 30%; inoltre riduce i costi di manutenzione, rendendo l’edificio più efficiente e riducendone l’impatto ambientale». Quindi c’è da attendersi un futuro migliore ed ecologico per la nostra città? «Se essere Smart City è un obiettivo, Estra dimostra che si può fare. Ci sono le condizioni tecnologiche, imprenditoriali e amministrative per trasformare questo progetto in realtà. Nutriamo piena fiducia nelle scelte fatte dal Comune di Arezzo, che ha intrapreso una strada che sentiamo di dover percorrere insieme per la realizzazione di questo magnifico progetto».

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FINALMENTE AREZZO WAVE TORNA IN CITTÀ… di David Mattesini

rezzo Wave conferma il suo ritorno a casa. Quasi sicure le date e la location dopo l’incontro di questa settimana tra il patron Mauro Valenti, il sindaco Fanfani e l’assessore Romizi, che come altri colleghi di Giunta prima di lui, ha sposato la causa di un accordo (che ogni anno deve essere riscritto quasi da capo) tra l’Amministrazione e l’organizzazione del festival più amato dagli aretini. La location quasi certa sarà quella di Villa Severi, ed è questa la vera notizia, nel momento in cui arriverà una conferma definitiva dopo l’esilio dell’anno scorso: la manifestazione che ha lanciato alcuni dei più interessanti talenti musicali italiani e internazionali torna in città. Anche se la storica sede dello stadio comunale non potrà essere utilizzata perché c’è da riseminare il campo per la prossima stagione dell’Arezzo calcio. E se le date molto probabilmente saranno dal 17 al 20 luglio, per quattro giornate, resta aperta la possibilità di un coinvolgimento della città con stage collaterali, magari all’Anfiteatro, come nell’ultime edizioni del festival nell’età d’oro aretina. Il campeggio? La soluzione naturale appare quella di proporlo in zona, al campo del Rugby Arezzo come due anni fa. Resta quindi da capire se grazie agli sponsor, seppur in tempi di crisi, Valenti riuscirà a riproporre il “miracolo” di unire la grande musica alla scoperta di nuovi talenti. Intanto, si spendono i plausi della politica aretina. In testa il consigliere comunale del Pd Alessandro Caneschi: «Penso – spiega – che sia unanime la valutazione sulla qualità di questa manifestazione e che sia una risorsa culturale e turistica importante per la città. Non è quindi pensabile che ogni anno, puntualmente, ci sia il gioco del tiro alla fune per stabilire se si svolgerà dentro o fuori il perimetro del Comune di Arezzo. Valuto quindi positivamente l’incontro tra Sindaco, assessori Macrì e Romizi e Valenti. Un colloquio che ho interpretato come finalizzato a riportare la manifestazione ad Arezzo. Ovviamente ritengo indispensabile che il progetto culturale dell’evento, vero e fondamentale nodo della manifestazione, sia condiviso con gli attori culturali della città, cercando di interagire con le altre manifestazioni che sono previste in ogni estate aretina. Altrettanto indispensabile è che la scelta della localizzazione del festival veda un giusto equilibrio tra le aspettative degli organizzatori e le esigenze dei cittadini di Arezzo. Questo per fare in modo che si chiuda definitivamente la lunga ed estenuante pagina delle polemiche e si apra quella della collaborazione nell’interesse della città e del suo sviluppo culturale». Una posizione assolutamente condivisibile. Staremo a vedere, per adesso gli auspici sono buoni.

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MADONNA DEL CON PAROLA AGLI ARETI

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appena un quadretto di terracotta invetriata raffigurante un mezzobusto della Madonna di Provenzano, eppure da oltre duecento anni è oggetto della venerazione degli aretini, in ragione del miracolo avvenuto il 15 febbraio e dopo il quale cessarono gli episodi sismici che travagliavano la città, almeno trenta in dieci giorni. Secondo la tradizione quattro popolani, uniti in preghiera dentro alla cantina dell’ospizio dei Padri Camaldolesi, videro risplendere il volto, annerito

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da vapori e sporcizia, di quella Vergine poi divenuta patrona di Arezzo con il nome di Madonna del Conforto, a memoria del soccorso prestato alla comunità in un’epoca tormentata. Da allora sono milioni i fedeli sfilati nei secoli davanti all’effige, con cifre che attestano 60 mila persone solo quest’anno nel giorno della ricorrenza, nella cui occasione è rientrato ad Arezzo per il Pontificale anche Gualtiero Bassetti, ex vescovo della Diocesi e neo eletto cardinale. Per approfondire il rapporto instaurato dalla città con la sacra icona abbiamo raccolto la testimonianza di venti cittadini, diversificati per età, genere e provenienza, benché tutti residenti ad Arezzo. Quindici degli intervistati rammentano la festività al pari della Festa della Repubblica o della Liberazione – dodici aretini, uno di origine calabrese, uno campano, un immigrato del Bangladesh – e circa metà di costoro sono soliti celebrarla con una visita in Duomo. Sul piano della conoscenza storica, la vicenda della Madonna risulta nota alla quasi totalità degli interpellati, anche se talvolta in maniera sommaria e cronologicamente imprecisa. A tal proposito spiega Susanna, 18 anni e studentessa: «Provengo da una famiglia cattolica non osservante, tuttavia ricordo sin dai tempi della scuola elementare l’episodio della Madonna che salva Arezzo dal terremoto, anche se non saprei collocarlo esattamente, direi nel Settecen-

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ONFORTO TINI di Andrea Bardelli

to. Ad ogni modo, sebbene almeno per me la festa non rappresenti un momento di particolare raccoglimento religioso, da aretina mi sento comunque vicina al culto, perché si tratta di qualcosa che appartiene alla nostra tradizione civica». Enrico, 56 anni e docente di scuola secondaria, è invece estremamente preparato sull’argomento: «A seguito dello straordinario avvenimento del 1796, in cui la Madonna cominciò a risplendere malgrado la sporcizia sulla sua superficie, dopo accurati accertamenti da parte dei funzionari ecclesiastici la Chiesa si pronunciò in favore del miracolo, disponendo l’edificazione di una cappella sufficientemente ampia per poterla ospitare». Pochi tra gli intervistati infatti risultano a conoscenza che la terracotta era originariamente collocata altrove, in un luogo attiguo a porta san Clemente e che fu deciso di spostarla per esigenze liturgiche e di conservazione: «Ogni anno salgo al Duomo per la messa, tuttavia non sapevo che la Madonna fosse stata trasferita dentro alla chiesa – commenta Sergio, 32 anni e operaio». In termini di devozione, sono gli adulti sopra i cinquanta a dimostrare il maggiore attaccamento, sebbene Sabina, commessa di 27 anni, affermi: «Sono rimasta ad Arezzo dopo l’università e da subito sono stata affascinata dalla storia del miracolo, che è simile a

uno accaduto nel paese di cui sono originaria, così adesso mi sento legata alla “vostra” Madonna come se fossi aretina». Quanto emerge dall’indagine evidenzia infine come a prescindere dal mero significato religioso, la Madonna divenga per alcuni emblema di coesione sotto il profilo sociale: «In questa fase della vita la mia sfera spirituale è piuttosto instabile – racconta Loretta, impiegata di 44 anni, – ciononostante la Madonna del Conforto costituisce a mio avviso un simbolo collettivo che va oltre la canonica interpretazione religiosa, rinsaldando quell’unità cittadina minacciata dai diavoli, come auspicato nella sua omelia anche dall’arcivescovo Riccardo Fontana».

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HOP! LA MUSICA E LA CULTURA DEGLI ANNI CINQUANTA di Lucio Massai

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i ricordate Happy Days, Grease, American Graffiti, i juke box, l’hula hop, i roller, il drive-in, la brillantina, il “chiodo” di pelle, le Cadillac, l’Harley Davidson, i jeans Levis, lo zucchero filato…? La lista dell’universo e della filosofia che coinvolge appassionati e amanti della cultura anni Cinquanta è lunga. Da quelle parti si parla della storia del rock’n’roll con Bill Haley e Rock Around the Clock, Chuck Berry e Roll Over Beethoven, Rock and Roll Music e Johnny B. Goode, Little Richard e Tutti Frutti, Rip It Up, Lucille, Gene Vincent con Be-Bop-A-Lula, Eddie Cochran con C’mon Everybody, Summertime Blues, Jerry Lee Lewis con Great Balls of Fire, Carl Perkins con Blue Suede Shoes, Junior Parker con Sweet Home Chicago, Joe Turner con Shake, Rattle and Roll, e poi Bo Diddley, Buddy Holly, Screamin Jay Hawkins, Fats Domino, Johnny Cash e il mitico Elvis Presley… questi sono solo alcune fra quelli più famosi delle centinaia di musicisti che caratterizzarono la miscela bianca e nera che rivoluzionò il perbenismo dell’ortodossia americana, con le radio in prima fila a promozionare le etichette indipendenti. Hop! è il salto giusto per andare indietro fino a quei tempi e intensamente riviverli. Michele “Osaka” Casini in n arte Joe Delirio, e Gaia Brilli, in arte Bettie Bumblee Bee, sono l’anima pensante e operativaa dell’associazione culturale “Hop!”” che promuove musica e culturaa degli anni Cinquanta. Organizza-no concerti, aperitivi, dj set, cenee a tema, original vinyl set, rocka-billy style, spettacoli di rock’n’rollll acrobatico e boogie woogie.

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Cosa è la musica rockabilly? «Nei primi anni Cinquanta c’è la rivoluzione musicale in cui s’incontrano il blues suonato dai “neri” con lo swing derivante dal jazz suonato dai “bianchi”: una fusione razziale, che scandalizzò non poco la società americana dell’epoca. Non solo, una rivoluzione musicale ma anche e soprattutto sociale e culturale. La chiamano la più grande rivoluzione sociale di tutti i tempi. La musica folk popolare tradizionale americana, il country, lo swing, il jazz, il blues ma anche altre influenze sfociano nel rockabilly, nel rock’n’roll… Una musica nata fra popoli poveri… Una musica molto ritmata e ballata, e anche nei pezzi cosiddetti lenti c’è molto groove… Una raccolta di Eddie Cochran mi ha fulminato a suo tempo». Michele, sei anche musicista, batterista, e pure dj. «Fin da piccolo, sono nato con il punk rock, poi tanto crossover fino alla fine degli anni Novanta, a seguire gruppi come Blue Drama, Studio 54, e l’ultima band, dal 2010, gli Osaka Flu, garage rock con influenze rockabilly… Abbiamo fatto uscire un primo lavoro e ora stiamo finendo il secondo». Gaia, e tu? «Non sono una musicista, ma ho sempre ascoltato musica… Mia madre era un amante dei Beatles e io sono cresciuta a pane e Yesterday e Yellow Submarine, sono la mia origine… Poi l’incontro con Elvis. Insieme a Michele ci siamo appassionati al genere rockabilly, ma non potrei escludere il blues o il r’n’b. Io in particolare mi occupo di cultura, moda, acconciature, trucco, cucina, arredamento anni Cinquanta. Una comunità colta, la nostra, una ricerca di oggetti qualità, un amore per le cose, la cura del particolare… Le cose duravano anni e non mesi come quelle attuali». Le vostre produzioni ed eventi? «Abbiamo cominciato nei barrettini… Ma poi quando ti lasci andare prosegui e al Velvet Underground di Castiglion Fiorentino da due anni organizziamo serate con concerto per l’evento “The Best Rock’n’Roll Night in the World”, siamo alla nona edizione. Hanno suonato dal vivo con noi: Backseat Boogie, Rock’n’roll Kamikazes (ex Hormonauts), Los Adels, Antonio Sorgentone, Little Taver and His Crazy Alligator, Howlin’ Lou and His Whip Lovers, Dennis and the Jets. Abbiamo collaborato inoltre con Sugar Reef, Vintage Club di Cortona, Betty Page, Bistrò, Le Rotte Ghiotte, Confcommercio, Comune di Arezzo e il quartiere di Porta del Foro». arezzonroll@gmail.com

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CASA DEL VENTO, 20 A “SEMI NEL VENTO” UN DOPPIO CONCERTO E TANTA PATTI SMITH PER UN CD LIVE E UN DVD FINANZIATI DAI FAN DELLA BAND ARETINA n venti anni succedono tante cose. Succede di produrre sei album, da Senza bandiera a Giorni dell’Eden. Succede di cantare con Elisa e con la sacerdotessa del rock Patti Smith. Succede di collaborare con personaggi del calibro di Gino Strada o Haidi Giuliani. Tutto quello che è successo dal 1993 al 2014 la Casa del Vento ha deciso di raccontarlo in un progetto inedito, che ripercorre le storie e gli incontri vissuti dalla band aretina in oltre due decenni di attività musicale. Il prodotto di questo sforzo sarà Semi nel vento, un cofanetto con un dvd e un cd-live in cui la Casa del Vento rivivrà il meglio dei suoi album e del costante impegno sociale che da sempre la contraddistingue. «Di tutti questi anni – spiega il bassista Massimiliano Gregorio – ricordiamo con particolare piacere gli incontri e i bei rapporti che abbiamo instaurato con la gente. Abbiamo suonato e collaborato con i Modena City Ramblers, con Elisa, con l’ex capitano del Livorno Cristiano Lucarelli, con Haidi Giuliani, con Gino e Cecilia Strada, con la Bandabardò, Patti Smith e centinaia di altre persone, vivendo tante storie che, giunti a venti anni di carriera, ci è sembrato il momento di raccogliere e di raccontare a tutti i nostri fan». Questi incontri saranno riuniti in un dvd che, tra filmati e interviste, racconterà la storia della Casa del Vento attraverso i ricordi, le testimonianze e le parole di tutti i protagonisti di questi venti anni. Il cd sarà invece realizzato in occasione di una grande festa in programma venerdì 28 febbraio e sabato 1° marzo, con un doppio concerto in cui la band registrerà il primo album live con tutti i suoi più famosi pezzi. L’appuntamento, a cui sono attesi tutti i fan della Casa del Vento, sarà nel cuore del Casentino, al Doccione (Chiusi della Verna), nell’agriturismo del violinista Andreas Petermann, con la possibilità di cenare e di dormire sul posto insieme alla band aretina. Oltre ai già citati Gregorio e Petermann, a questo concerto sarà

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0 ANNI DI MUSICA IN di Marco Cavini

presente l’intero gruppo con Luca Lanzi, Sauro Lanzi, Fabrizio Morganti e Riccardo Dellocchio, ma ad arricchire le serata contribuirà anche l’atteso ritorno di Francesco Moneti dai Modena City Ramblers. «Aspettiamo tutti coloro che ci sono stati vicini nel corso degli anni – continua Gregorio. – Oltre a registrare l’album live, in quell’occasione faremo anche le riprese per il dvd, dunque chi sarà presente ai concerti avrà l’occasione di essere protagonista del nostro cofanetto». Ma come verrà finanziato Semi nel vento? Questo ambizioso progetto ha bisogno dell’appoggio di tutti coloro che hanno sostenuto e dimostrato affetto alla Casa del Vento, permettendo alla band di vi-

vere questi venti anni di musica. Saranno proprio gli stessi fan a mantenere in vita il progetto attraverso un crowdfunding musicale, cioè una raccolta fondi on-line in cui tutti potranno portare il loro contributo. Sul sito musicraiser.com sarà infatti possibile dar vita a Semi nel vento acquistando magliette, borse, cd e addirittura concerti acustici o elettrici della Casa del Vento. In vendita c’era anche la chitarra con cui Luca Lanzi ha inciso l’album 900, ma è andata immediatamente a ruba. Il budget minimo fissato per realizzare il cofanetto con dvd e cd-live è di 6000 euro, un obiettivo da raggiungere entro la metà di marzo ma che non sembra poi lontanissimo, visto che dopo poche settimane era già stato raggiunto il 90% della quota richiesta. «Abbiamo assistito a un’immediata mobilitazione – conclude Gregorio. – Dopo pochissimi giorni eravamo già arrivati a metà del nostro progetto: ringraziamo tutti coloro che ci stanno dimostrando affetto e vicinanza contribuendo alla realizzazione di un sogno chiamato Semi nel vento».

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in copertina

Riccardo Bianchi

uno dei pilastri internazionali del nuoto da salvamento e vive proprio a due passi d’Arezzo, nella campagna cortonese. Riccardo Bianchi, classe 1987, ha spiccato il volo nel firmamento dello sport già da diversi anni, lasciando la sua Farneta per scalare le classifiche mondiali e macinare una vasca dietro l’altra, appassionandosi giorno dopo giorno a questa singolare specialità natatoria, ancora poco nota al grande pubblico. Nella disciplina del nuoto da salvamento, vengono infatti simulate, in ambito agonistico, situazioni più o meno realistiche di salvataggio in acqua, avvalendosi del supporto di manichini e strumentazioni varie. Ma se Riccardo ha già all’attivo un bel numero di titoli e vittorie, parte del merito va anche al coach Umberto Gazzini che, fin dall’inizio, ha intravisto in lui la stof-

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A casa di Walter Qualità e Prezzo... sono di casa! Questo il luogo ideale anche per “cene sportive”… e Walter ti offre sempre il dolce, oltre alla sua cortesia! aperto dal giovedì alla domenica – gradita la prenotazione 0575 364117 – 335 8384113 Zona Ind. Quarata 258/E1

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L’atleta cortonese si prepara per le qualificazioni ai mondiali e culla un progetto per avvicinare i bambini alla sua disciplina

Riccardo Bianchi in vasca verso i Mondiali di Nuoto da Salvamento [segue da pag. 13]

fa del campione. Dopo essersi aggiudicato due ori agli Europei, all’incirca un anno fa, il nuotatore cortonese ha infatti conquistato per la seconda volta consecutiva il titolo di campione del mondo, in Australia, nella Staffetta Mista 4x100. E dopo un’estate passata ad allenarsi, in autunno Bianchi si è buttato a capofitto in una nuova ed entusiasmante impresa di Elettra agonistica tra le fila della Nazionale taliana di Nuoto FIorini da Salvamento. «Quest’anno ho raccolto diverse soddisfazioni, ma le sfide più emozionanti devono ancora arrivare – racconta Bianchi con fare determinato. – L’estate scorsa ho partecipato agli Europei e ai World Games, una sorta di Olimpiadi per le discipline non olimpiche, mentre la stagione invernale ha avuto inizio a metà novembre prima con la BeneCup, tenutasi a Eindovhen e Anversa, e poi con la German Cup a Warendorf. Entrambe le gare mi hanno dato molto, ma in particolare nella BeneCup, dove ho fatto uno dei migliori tempi mondiali, mi sono classificato terzo nella graduatoria generale e primo tra gli italiani scesi in vasca». Ma gli impegni sportivi di Riccardo Bianchi non sono finiti qui; anzi ad attenderlo c’è un periodo denso di sfide e appuntamenti, a cui l’atleta cortonese si è ben preparato, lontano dall’Italia e dalle distrazioni. «A dicembre sono partito per l’Australia dove mi sono allenato al meglio fino a metà gennaio, cercando di dare sempre il massimo – prosegue Riccardo. – Tra qualche giorno mi aspettano a Riccione i Campionati italiani di Categoria, una tappa fondamentale che mi aiuterà a testare la mia condizione in vista delle qualificazioni per il Campionato del Mondo di Montpellier. Le qualificazioni si terranno a Milano il 26 e 27 Aprile e me la giocherò fino in fondo». Ma anche se questa per l’atleta nostrano sarà l’ultima stagione sportiva, prima di appendere al chiodo costume e occhialini, il mondo del nuoto rimarrà sempre parte integrante della sua vita. «Già l’anno scorso, tornato da Adelaide, volevo abbandonare tutto, poi ho capito che non era ancora giunto il momento e ho proseguito il mio percorso. A livello anagrafico, avrei ancora da dare nella mia specialità, ma la vita ti apre nuove porte. Già adesso gestisco a Cortona un mio impianto sportivo e presto vorrei allenare una squadra tutta mia di ragazzini, avviandoli al nuoto da salvamento. Sto già gettando le basi con un piccolo gruppo di giovani che mi seguiranno a Riccione per la loro prima gara ufficiale. Ma soprattutto vorrei divulgare il nuoto da salvamento nelle scuole dell’infanzia, grazie alla collaborazione che sto realizzando con alcuni dirigenti scolastici, dando vita a una nuova realtà sportiva che unisce l’agonismo con il sociale».

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l Bsc Arezzo si rinforza con due grandi acquisti dalle massime serie italiane. La società ha infatti ufficializzato il tesseramento di Matteo Omarini e di Carlotta Natti, due ragazzi aretini che, dopo essere arrivati al top nel baseball e nel softball, da questa stagione torneranno a difendere i colori della squadra della loro città. A convincere i due giocatori a giocare nel Bsc Arezzo non sono state tanto le ambizioni sportive quanto il progetto della società di rilanciare il baseball e il softball nel territorio provinciale, puntando sui giocatori aretini e sul rilancio del settore giovanile. «Siamo orgogliosi – afferma il presidente Alessandro Fois – che Omarini e Natti abbiano deciso di portare il loro contributo a un ambizioso progetto che punta alla diffusione del nostro sport e alla crescita del vivaio». Classe 1988, Matteo Omarini è cresciuto nel Bsc Arezzo ma negli ultimi anni è stato tra i protagonisti della bella cavalcata dei Mastiff dalla Serie C alla Serie A, arrivando nel 2013 a sfidare le squadre più forti d’Italia nell’Italian Baseball League. Figlio d’arte (il padre Pierangelo è un tecnico della società e ha allenato le Nazionali giovanili), il giocatore è sceso di ben tre categorie, accettando di giocare in Serie C nel BancaEtruria Baseball con il duplice scopo di conquistare la promozione nella serie cadetta e mettere la propria esperienza al servizio del tecni-

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Matteo Omarini

da sx, Natti, Andolfi e Dumitrescu

I talenti della Serie A per la crescita del baseball aretino Omarini e Natti hanno sposato il progetto per lo sviluppo del settore giovanile del Bsc Arezzo co Giorgio Parodi. «La stagione in Ibl è stata eccezionale – commenta Omarini – ma ora sono felice di esser tornato a disposizione della squadra della mia città per riuscire, insieme, a crescere e a conquistare la Serie B». Per rinforzare il Monnalisa Softball è invece arrivata di Marco Carlotta Natti, un’atleta del 1992 che è reduce da tre Cavini splendide stagioni nel Caserta in cui ha vinto due scudetti e disputato tre Coppe dei Campioni. La forte lanciatrice sarà la punta di diamante di una squadra che, dopo aver vinto il campionato di A2 ed essere arrivata ai play-off nazionali, proverà ora a portare il softball aretino direttamente nell’Italian Softball League. «Il Bsc Arezzo – spiega Natti – è una delle poche società italiane che ha deciso di puntare sul vivaio e promuovere il baseball tra i bambini, dunque ho deciso di impegnarmi in prima persona per contribuire alla crescita di questo sport nella città di Arezzo».

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emmeno dieci anni e una montagna di coppe, medaglie e targhe troneggia in casa La Notte. Un nuovo trofeo si aggiunge: quello di Campione regionale di Zona 5 2013. Campioni si nasce o si diventa? Questa amletica domanda si arricchisce di una nuova sfumatura quando un bambino classe 2004, appena salito in un kart, dimostra da subito una tale padronanza e naturalità su quella monoposto tanto da farci apparentemente scorgere la risposta. Non vale la pena lam-

Niko La Notte tra le stelle del volante biccarci la testa su tale quesito: rimane il fatto che Niko La Notte pare un predestinato. Da quando aveva tre anni, grazie anche allo stimolo del padre Andrea, questo enfant prodige del volante ha bruciato tutte le tappe pilotando oggi un go-kart 60 Mini. Nonostante tale nomenclatura indichi quasi un gioco per ragazzi, questi piloti in erba devono ge-

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stire bolidi che raggiungono velocità elevatissime. La stagione appena passata non poteva che essere un tripudi Giacomo dio di emozioni e successi. La premiaBelli zione avvenuta al Motorsport Expotech di Modena Fiere ha suggellato nuovamente il talento del nostro Niko premiato da personalità quali Marco Ferrari (segretario Csai) e Giancarlo Minardi. Un palcoscenico da vip per il piccolo aretino assieme ai migliori piloti italiani di ogni età e categoria. Un campionato che lo ha incoronato campione regionale affatto privo di momenti difficili: «Il passaggio alla categoria Mini è stata più dura – ci spiega Andrea, il padre del giovane talento nostrano: – Niko dopo aver iniziato bene posizionandosi primo assoluto a Teramo ha dovuto superare un trauma: un brutto incidente nella pista di Viterbo. Ho notato la sua delusione e demoralizzazione. Nelle gare successive si notava questo suo timore nel sorpasso ma ben presto se lo è lasciato alle spalle, un posizionamento positivo via l’altro». Forte di una buona prestazione in una competizione italiana con ragazzi molto più grandi di lui, Niko è già proiettato al prossimo campionato che si disputerà nelle piste di Abruzzo, Molise e Emilia Romagna. Nella mente del padre Andrea rimarrà scolpita anche questa bella soddisfazione di vedere il figlio primo tra i più grandi del volante: «Niko era emozionato ma ho notato anche una sua maturazione. Era, come dire, più professionale. Certe volte pensi a queste cose e sembra di vivere un sogno». Proprio il sogno di Niko, ancora incerto tra rally o Formula 1, curva dopo curva, vittoria su vittoria, pare sempre più concretizzarsi.


Gianfranco Bertini, una vita per l’arbitraggio di Marco Cavini

ianfranco Bertini ha dedicato agli arbitri e all’arbitraggio tutta la sua vita. È dunque naturale che in questi giorni in tanti ne abbiamo pianto la scomparsa e abbiano sentito un forte senso di vuoto ripensando a questo valente sportivo, attento dirigente, uomo di profonde doti umane. Sono passati 57 anni da quando Gianfranco, appena ventenne, decise di diventare un arbitro della sezione Aia di Arezzo. In questo lunghissimo lasso di tempo è arrivato in Serie A, ma soprattutto è stato un punto di riferimento per centinaia di giacchette nere aretine che si sono confrontate con lui, ne hanno ricevuto un sorriso, un consiglio, uno stimolo, a volte un rimprovero, sicuramente un esempio. La forte influenza di Gianfranco è testimoniata dai suoi stessi figli, Paolo e Francesco, entrambi capaci di calcarne le orme arrivando fino alla Serie A, uno come arbitro di calcio e l’altro come preparatore atletico. Arbitro Benemerito e Cavaliere della Repubblica, la sua è una storia che sicuramente merita di essere ricordata. Gianfranco debuttò come arbitro nel 1957, anche se all’apice della sua carriera vi giunse come guardalinee. Con la bandierina in mano nel 1972 scese in campo in Brescia-Brindisi, la prima delle sue 98 partite di B, prima dello sbarco nella massima serie nel 1974 in CagliariTorino, insieme a due compagni con cui ha condiviso decine di partite: Giovanni Parati di Arezzo e l’arbitro Gino Menicucci di Firenze. In Serie A Gianfranco vi resta fino al 1984, totalizzando 97 partite e diventando uno dei migliori guardalinee italiani. Appese le scarpette al chiodo, per due anni ha svolto la mansione di commissario di campo per la Lega di Serie C, prima di tornare a disposizione della sezione di Arezzo tra il 1987 e il 1991 come delegato tecnico. La bontà del suo lavoro gli vale la “promozione” come componente della Commissione Regionale Toscana, ruolo che ricopre dal 1992 al 1999, fino a che il nuovo presidente della sezione di Arezzo, Carlo Polci, non lo chiama al suo fianco come vicepresidente vicario. Un incarico che Gianfranco ha ricoperto per quasi un decennio, accogliendo centinaia di giovani arbitri, accompagnandone la crescita passo dopo passo e contribuendo con impegno e passione a fare di Arezzo una delle migliori sezioni d’Italia. Sezione che dalla settimana passata si ritrova più povera.

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“A testa alta”, presentato il romanzo sulla vita di Lauro Minghelli erano Serse Cosmi e Francesco Graziani. C’erano i genitori Italo e Graziella. C’era una delegazione dell’Us Arezzo. C’erano i tifosi della sua curva. C’erano un centinaio di persone che hanno affollato l’auditorium dell’Arbitro Club. Tutti uniti per ricordare Lauro Minghelli a dieci anni esatti dalla sua prematura scomparsa. L’occasione è stata fornita dalla presentazione del libro A testa alta, romanzo che ripercorre la straordinaria e sfortunata vita dell’ex calciatore di Torino e Arezzo. Il libro si sviluppa attraverso la storia di un ragazzo che, con un contagioso sorriso e un’in-

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Serse Cosmi e Francesco Graziani hanno ricordato la straordinaria e sfortunata esperienza di Minghelli nata voglia di vivere, è riuscito per due volte a entrare nei cuori dei tifosi e della città di Arezzo: prima indossando la maglia amaranto nella squadra di Cosmi, poi combattendo contro un avversario molto più ostico, come la Sclerosi Laterale Amiotrofica. Scritto da Andrea Lorentini, Luca Stanganini e Katia Zeffiri, il romanzo rende immortale la memoria di un uomo che, nonostante la terribile malattia, ha sempre vissuto a testa alta, affrontando il triste destino con dignità, fierezza e facendo forza a chi gli stava vicino. «Il libro rende onore a una persona eccezionale – ha affermato un commosso Graziani durante la presentazione. – Tutti coloro che non hanno avuto la fortuna di conoscere Lauro, ora potranno godere dell’immensa possibilità di leggerne la storia e apprezzarne l’incredibile lezione che ci ha lasciato in eredità». Il romanzo, edito dalle Edizioni Giorgio Vasari e realizzato con il patrocinio del Comune di Arezzo, è già in distribuzione nelle principali librerie ed edicole della città e della provincia; per ulteriori informazioni è possibile scrivere una mail a ufficistampa.egv@gmail.com. Marco Cavini


ltre 40 partite per far appassionare i bambini alla pallacanestro. Gli Scoiattoli del minibasket “Nova Verta” della Scuola Basket La squadra del minibasket “Nova Verta” della Sba Arezzo stanno vivendo una stagione all’insegna dell’entusiasmo sta vivendo una stagione ricca di appuntamenti e del divertimento, con decine di partite che permettono loro di giocare e maturare tanta esperienza con i coetanei di società di tutta la provincia. Tra tornei e campionati, le gare in cui sono impegnati i 18 bambini del 2005 degli Scoiattoli sono caratterizzate da un elemento fortemente educativo perché, al termine di ogni incontro, non conta il risultato ma esclusivamente lo spirito con cui i piccoli talenti della Sba sono scesi in campo. Ogni partita è infatti un’occasione di festa in cui la pallacanestro è lo strumento per stringere amicizie e, soprattutto, per apprendere i più sani valori dello sport. «Gli Scoiattoli vivono il basket come un vero e proprio gioco – spiega l’istruttore Michele Roggi. – Le tante partite giocate non Il roster degli Scoiattoli 2005 hanno né vincitori né vinti, ma rappresentano preziosi momenti per Luca Asprella Libonati crescere e imparare fin da piccoli i principi dello sport come il fair Giacomo Caldora play e il rispetto del compagno e dell’avversario. Alessandro Caneschi Il gioco e il divertimento sono proprio i due pilastri che ci permetTommaso Capacci tono di far appassionare i bambini alla pallacanestro». La passione Lapo Castigli ricercata da Roggi è sbocciata rapidamente in questi atleti che, di Matteo Cherici partita in partita, hanno dato vita a una squadra sempre più unita Riccardo Cincinelli e affiatata. Claudio Maddaluno Tale spirito ha permesso di integrare rapidamente i tanti nuovi atSamuele Marcantoni leti che hanno iniziato a giocare da pochi mesi e sono entrati in un Francesco Merante gruppo costituito ormai da qualche stagione. Davide Miotti Ad assistere Roggi nel doppio allenamento settimanale sono preFilippo Mori senti pure Francesco Calzini e Riccardo Tortorizio, due giovani gioGianmarco Nocenti catori della prima squadra che stanno mettendo la loro esperienza Riccardo Nocentini al servizio dei bambini del vivaio. Riccardo Pratesi «Ancora è presto per valutare le potenzialità di questi atleti - agAmani Serge Rossi giunge il tecnico. - La pallacanestro che proponiamo Elimu Stefano Rossi agli Scoiattoli è rudimentale, perché non affrontiamo Filippo Sacchini tecniche o tattiche ma ci limitiamo a un’attività moCesare Salvi toria e a semplici esercizi con la palla per migliorare Francesco Tersillo la corsa, la coordinazione e i riflessi».

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Scoiattoli 2005, 40 partite per amare la pallacanestro

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CENTRO SPORT CHIMERA

L’Acqua Gym si unisce all’aperitivo: ecco l’Aperigym all’inedita unione tra fitness in acqua e aperitivo nasce l’Aperigym, la più innovativa attività proposta all’interno del Centro Sport Chimera. L’iniziativa, organizzata dalla Sport3 nell’ultimo venerdì di ogni mese alle 20.15, si struttura in due momenti, con la lezione in piscina dell’Acqua Gym seguita da un aperitivo offerto dal bar del Palazzetto del Nuoto aretino. Al costo di soli 5 euro sarà dunque possibile vivere in una sola volta sia i benefici di un’attività sportiva sia il piacere del passare un po’ di tempo insieme a bere e mangiare. «Si tratta di una formula innovativa e divertente che ha già trovato il consenso di persone di tutte le età – spiega Marco Magara, direttore tecnico del Centro Sport Chimera. – Il binomio tra fitness in acqua e aperitivo risponde infatti alla doppia esigenza di praticare un’attività sportiva e, allo stesso tempo, passare un venerdì sera diverso in compagnia dei propri amici al costo scaccia-crisi di 5 euro». Il perno dell’iniziativa è ovviamente l’Acqua Gym, un’attività che può essere praticata in qualsiasi stagione dell’anno e da persone di tutte le età, anche da chi non sa nuotare perché le lezioni, pur essendo interamente in acqua, si svolgono nella piscina media a un’altezza di 1,20 metri. Il fitness acquatico è una disciplina aerobica che prevede principalmente esercizi a corpo libero, integrati dall’utilizzo di piccoli attrezzi (tubi, manici, cavigliere…) che, creando una maggiore resistenza, aumentano l’intensità dell’attività. L’utilizzo degli attrezzi e le caratteristiche proprie dell’ambiente acquatico consentono agli istruttori di proporre lezioni ed esercizi sempre diversi e nuovi, con un’attività cadenzata e resa ancor più divertente dal costante sottofondo musicale. «Nell’Acqua Gym – conclude Magara – i vantaggi del fitness si uniscono agli effetti benefici dell’acqua, un ambiente in cui il corpo è immerso e con cui interagisce permettendo di tonificare i muscoli, riattivare la circolazione sanguigna, migliorare la coordinazione e la motricità, bruciare le calorie in eccesso e dimagrire». Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi alla segreteria del Centro Sport Chimera in viale Gramsci 7, visitare il sito www.centrosportchimera.com, chiamare o scrivere un sms a Marco Magara al 347/42.49.641.

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BELLE ARTI

prodotti per artisti eventi d’arte tel. 0575/294110 www.mastroartista.it

BECCO DI RAME: UNA FIABA VERA DI IMPEGNO E CORAGGIO IIN UN LIBRO ILLUSTRATO, ALBERTO BRIGANTI CONQUISTA L’ITALIA CON UNA STORIA D’AMORE E RISPETTO

osa accadrebbe se un’oca rimanesse terribilmente ferita al becco per proteggere gli altri animali della fattoria dalle grinfie di una volpe? E cosa accadrebbe se un veterinario sognatore le modellasse un becco nuovo di zecca con un foglio di rame salvandole la vita? Molti potrebbero pensare di trovarsi dentro una favola. In effetti è così! Ma Becco di Rame è molto più di una fiaba. È una testimonianza di coraggio e rispetto, capace di affascinare adulti e bambini, in un momento di forte degrado civile in cui i diritti degli animali vengono spesso calpestati. È proprio per condividere questa disarmante storia d’amore che Alberto Briganti, il veterinario di Figline Valdarno che ha salvato la vita a Becco di Rame, ha deciso di imprimere quest’esperienza in un libro. Elettra «Quando raccontavo ai bambini la storia di Becco di Rame m’incantavo davanti al loro diFiorini stupore – spiega il veterinario. – Ha il sapore di una fiaba, ma si fonda su valori molto concreti come il rispetto, la volontà e l’amore per il prossimo. Io ho scritto il testo e mio figlio Francesco ha curato la grafica. L’abbiamo stampato in tipografia, senza un editore alle spalle, eppure Becco di Rame è già candidato a essere la mascotte delle Paraolimpiadi 2016». La favola di Briganti, un volume a colori corredato di dvd e schede didattiche per gli insegnanti, è stata presentata domenica scorsa alla Libreria Edison di Arezzo. Un incontro emozionante durante il quale il vero Becco di Rame si è lasciato accarezzare dagli ospiti, starnazzando al microfono. «I ragazzi di oggi sono molto intelligenti e sono stanchi del mondo virtuale – continua Briganti. – Per crescere, hanno bisogno di storie vere che trasmettano valori, che insegnino loro ad affrontare le sfide facendoli riflettere su cosa significhi dare il massimo per ciò in cui si crede». Da due anni, grazie alla protesi, Becco di Rame conduce una vita perfettamente normale. Da oltre un anno il suo nome è stato associato a una Fondazione, finanziata dai proventi del libro, che supporta giovani atleti portatori di protesi e si occupa di progetti volti al recupero e alla cura degli animali selvatici in difficoltà. Perché Becco di Rame non è soltanto una favola a lieto fine, ma un vero e proprio universo che, come conclude l’autore, «regala positività e felicità interiore». www.beccodirame.com

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PRESENTE E FUTURO DI UNA T ARETINA di Marco Botti

CHIARA BAGLIONI

a vita può essere fatta di incontri inaspettati e sorprendenti. Capita così che vai a una manifestazione dedicata a laboratori e attività per bambini – La Città dei Cittini ad Arezzo Fiere e Congressi dello scorso week end – e incontri dei talenti artistici che ti illuminano la domenica. Chiara Baglioni, trentenne illustratrice freelance aretina, è una di queste. La giovane autrice, che da anni vive a Roma, era presente alla “due giorni” con uno stand accanto a quello della sorella Silvia, apprezzata fotografa, dove mostrava segnalibri, calendari, quaderni, cartoline e quadretti uno più squisito dell’altro. «Il disegno è un amore che viene da lontano – ci ha raccontato. – A Firenze mi sono laureata in Lettere e Filosofia con indirizzo Costume per lo Spettacolo e successivamente, a Roma, ho frequentato il Centro sperimentale di Cinematografia diplomandomi sempre in quel settore. Questo mi ha portato a lavorare fino a poco tempo fa come costumista, anche se non ho mai abbandonato la mia vera passione: l’illustrazione. Vedendo che i lavori avevano un riscontro positivo di pubblico e critica, da un anno a questa parte mi sono fatta coraggio e ho deciso che l’illustratrice è ciò che voglio fare da grande». Chi sono i protagonisti dei tuoi lavori? «Dipende molto da cosa mi passa per la testa. Diciamo che spesso trasferisco GIALLORENZO, DA ZELIG AD AREZZO stati d’animo e pensieri su bambini e Francesco Damiano porta al “Virginian” il suo personaggio più noto bambine presi in situazioni peculiari. Per realizzarli sperimento sempre nuove tecabato 22 febbraio, alle 21.30, al Teatro Virginian di via de’ Redi, ad Arezzo, direttamente dalla trasmissione teniche. Attualmente uso molto gli acrilici levisiva Zelig si esibirà sul palco aretino il comico Francesco ma anche acquerelli e chine». Damiano. Hai delle influenze artistiche o auNato a Foggia, l’artista si trasferisce ben presto per il latori che ammiri in particolare? voro del padre a Manfredonia, dove giovanissimo manifesta già la sua vena comica. Sarà tuttavia l’incontro torinese «Ci sono tanti illustratori che apprezcon la compagnia teatrale “I Barcaioli” a dare inizio alla sua zo, mi guardo sempre intorno perché da vera avventura nel mondo del cabaret. ognuno posso prendere qualcosa che mi Damiano partecipa dal 2011 a Zelig Off portando in scesarà utile a migliorare. Se devo fare dei na il suo personaggio più divertente, Giallorenzo, un ragazzo timido, surreale, che si schiera contro tutte le forme di nomi dico Francesca Ghermandi, con la razzismo, specialmente quello di “colore”. quale ho fatto anche un workshop proLo spettacolo fa parte del folto programma prio ad Arezzo, e Marco Cazzato». di iniziative teatrali e cabarettistiche portato Progetti attuali? avanti anche quest’anno dall’Associazione culturale “La Filostoccola” con il patrocinio del «Sto illustrando un “bestiario” scritto Comune di Arezzo e dell’Assessorato allo Sport da un autore aretino, Matteo Gallo. In e alle Politiche Giovanili. www.virginian.com questo periodo sto ultimando le tavole, Sara Gnassi

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A TALENTUOSA ILLUSTRATRICE

quindi andremo a proporre il libro agli editori partendo già da Bologna Children’s Book Fair, che si svolgerà dal 24 al 27 marzo a Bologna Fiere». Nel tuo futuro lavorativo cosa vedi? «Sto pensando seriamente di andare all’estero. Innanzitutto perché non c’è motivo per rimanere in questo momento in Italia, inoltre credo che un’esperienza fuori possa servire ad allargare i miei orizzonti e garantirmi un confronto con realtà dove l’illustrazione è tenuta molto più in considerazione». In attesa che tu prenda una decisione, dove possiamo vedere le tue creazioni? «Gli oggetti che autoproduco li trovate ad Arezzo all’interno della libreria per ragazzi “La Casa sull’Albero” di via Madonna del Prato e presso “Copyservice” in viale Cittadini. A Roma sono alla libreria “Il Posto delle Favole” di via Merulana; a Firenze, infine, mi trovate nell’atelier “Giulia Materia” allo Sdrucciolo de’ Pitti». chiarabaglioni.blogspot.it

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I MONDI ONIRI PROTAGONISTI i nuovo l’arte protagonista. Di nuovo il Centro benessere “Corpo e Mente” di Laura Giannini in via Tanucci 21 la perfetta cornice di L’incanto dell’essere tra corpo e mente, un progetto artistico curato da Marco Botti che giovedì 20 febbraio ha rotto il ghiaccio con l’inaugurazione della mostra Attraversando mondi onirici di Silvia Logi. di Cecilia Falchi Si tratta della prima personale che l’artista fiorentina porta ad Arezzo. Un’autrice autodidatta che per la sua particolare arte “materica” s’ispira all’osservazione della natura: la venatura di una foglia, un seme a forma di spirale, i cerchi concentrici di una sezione di legno. Elementi reali perfettamente riconoscibili nelle sue opere che al tempo stesso, grazie alla sua tecnica distintiva, riescono a raffigurare ogni volta soggetti diversi: una ghianda così diventa l’occhio di un gufo, una pigna si trasforma nella pinna di un pesce. Un sapiente e rivoluzionario utilizzo del legno che combinato con altri materiali dà origine a un nuovo linguaggio espressivo e va a collocarsi in modo indefinito fra arte e artigianato artistico, superandone e cancellandone i confini. «Quando creo mi sento completamente libera, guidata solo dal materiale che trovo e compongo seguendo l’intuizione – afferma l’artista. – Volutamente non mi soffermo sulle forme reali degli oggetti, ma cerco l’evocazione. I miei lavori vengono spesso definiti onirici, immagino che il motivo sia perché per me creare equivale a partire per un viaggio immaginario, un

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sogno a occhi aperti». Così Silvia Logi descrive il suo “fare arte”, decisamente originale e disponibile per chi fosse interessato ad ammirarlo ad Arezzo fino al prossimo 15 marzo, negli orari di apertura del centro. Il progetto L’incanto dell’essere tra corpo e mente si prolungherà fino al 13 dicembre 2014 con una staffetta di otto artisti: Silvia Logi, Rossana Ruggiero, Maurizio Rapiti, Sofia Sguerri, Alessandro Schinco, Katarina Alivojvodic, Elisa Sestini 24

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RICI DI SILVIA LOGI TI AD AREZZO ed Elisa Modesti. Otto personali che tra fotografia, pittura e arte musiva si svilupperanno nella grande hall e nelle sale del centro benessere, esaltandone al meglio la vocazione artistica e poliedrica. La natura aggregante del progetto coinvolgerà per ogni evento collaterale alle mostre talenti, eccellenze artistiche ed enogastronomiche ma anche realtà importanti legate al tema del benessere. Protagonisti del primo vernissage un giovane duo musicale composto da Massimo Rosselli (hang) e Andrea Giustini (chitarra acustica) con un breve concerto e l’Azienda Agricola Ornina di Castel Focognano, con una degustazione di pregiati vini ottenuti dal proprio vigneto, dal 2008 convertito al biologico. Il finissage invece vedrà, sabato 15 marzo alle ore 17, una degustazione di tisane depurative e trattamenti cosmetici naturali proposti da Corpo e Mente in collaborazione con Valentina Ganz, naturopata di Qualiterbe. PICCOLI ARTISTI CRESCONO Tanti partecipanti al concorso per bambini indetto da Chimera Arte

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na kermesse di bambini di tutte le età ha affollato Arezzo Fiere e Congressi sabato 15 e domenica 16 febbraio. Si sono incontrati tutti nella Città dei Cittini, per imparare a giocare e divertirsi con le più varie discipline artistiche e ludiche. Anche l’associazione Chimera Arte Arezzo era presente attraverso laboratori gratuiti di arte creativa condotti da CreativArt e grazie a un concorso di disegno e pittura a tema libero. I partecipanti hanno proposto dei ricchi elaborati che andavano dai paesaggi alle nature morte, dai personaggi dei cartoon ai simboli dell’identità aretina. Nella fascia dalla I alla III elementare si sono aggiudicati i premi, offerti in collaborazione con Mastro Artista, Chiara Uncini, Azzurra De Rosa, Giulia Lombardi e Benedetta Neri. Nella categoria dalla IV alla V elementare sono giunti in ordine Chiara Parigi, il team formato da Aurora Bidini, Angelo Stocchi, Giulia Umbertini e Francesco Gragnoli, Luigi Graverini e Jago Tristi. Nella fascia dalla I alla III media, infine, i primi premi sono andati a Lucrezia Ricci, Niccolò Guerrini, Flavia Shaqiri e Letizia Mazzuoli. www.chimeraartearezzo.it Valeria Gudini

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la vignetta di Gigi Paggetti

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GNOCCHI DI PATATE DAL CUORE FILANTE Ingredienti 1 chilo di patate preferibilmente a pasta bianca 100 grammi di farina circa (dipende molto dal tipo di patata e dal metodo di cottura di quest’ultima) 1 uovo sale 300 grammi di pecorino fresco o altro formaggio fresco e filante (noi adoperiamo una mozzarella, più asciutta) 100 grammi di pan grattato fatto in casa (mi raccomando) e tritato grossolanamente 100 grammi di burro 1 ciuffo di salvia Procedimento Lessate le patate intere e con la buccia in acqua salata, il tempo dipende dalle dimensione delle patate, con una forchetta sentite se sono tenere dopo circa 30 minuti. Ancora calde sbucciatele e schiacciatele con uno schiaccia patate. Fate raffreddare, unite l’uovo, il sale e la farina. La farina come ho già detto è una quantità indicativa, che dipende da molti fattori. Aggiungetene tanta quanto basta affinché l’impasto non si attacchi più alle mani ma rimanga comunque morbido. Dividetelo in quattro parti, fate dei filoncini spessi circa due centimetri e tagliateli della lunghezza di uno. Tagliate il formaggio a cubetti piccoli. Prendete lo gnocco, infilate al centro il pezzetto di formaggio e richiudetelo dando la forma di piccole palline. Cuoceteli in acqua salata sino a che non vengono a galla. In una padella già calda fate fondere il burro, unite la salvia e il pane grattugiato. Fate rosolare per qualche minuto. Unite gli gnocchi e fateli saltare nel sughetto. Servire subito in tavola.

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uesta settimana vi proponiamo dei gustosissimi gnocchi di patate, che si differenziano dai comuni gnocchi per un piccolo segreto che racchiudono all’interno: un gustoso, godurioso e filante ripieno di formaggio. Sono estremamente semplici da preparare e, oltre a essere squisiti, vi faranno fare un figurone con i vostri commensali. I bambini in particolar modo apprezzeranno queste pallottoline simpatiche e divertenti! Non vi resta che mettere a cuocere le patate… Noi vi aspettiamo fra due settimane su “Il Settimanale di Arezzo” e come sempre sul nostro blog www.lepellegrineartusi.com.

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GIOVANI E LA L’UNIVERSITÀ

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ondo della scuola, università e lavoro, queste sono le tre sfere che soprattutto in questo momento di crisi sembrano troppo distanti l’una dall’altra. Sempre più giovani italiani dopo aver preso il diploma di maturità decidono di non iscriversi all’università cercando subito un lavoro (4 su 10 secondo le stime Istat) e c’è chi un’occupazione non la trova nemmeno dopo due lauree e un master. Spesso ci sono troppo domande e pochissime offerte di lavoro, spesso

si è troppo specializzati, a volte invece troppo poco. Da questo caos può derivare nei giovani d’oggi una bassa predisposizione alla progettualità, o anche, la difficoltà a immaginarsi il proprio futuro tra qualche anno. Se escludiamo a livello accademico le lauree professionalizzanti, che sicuramente ben indirizzano gli studenti circa il proprio futuro lavorativo (chi studia infermieristica avrà buone possibilità di fare l’infermiere/a), per tutti gli altri sembra essere davvero difficile immaginarsi il lavoro da svolgere una volta diventati “grandi”. Siamo in una situazione in cui sempre meno giovani possono permettersi di scegliere che lavoro fare, ma piuttosto accontentarsi, quando va bene, di fare il primo lavoro che passa perché non si sa quando potrebbe capitare il prossimo. Proprio per questa serie di motivi, per cercare di ricucire la distanza tra mondo della scuola, dell’università e mondo del lavoro, negli ultimi tempi ad Arezzo si sta muovendo qualcosa. A inizio febbraio è stata infatti presentata al dipartimento aretino del Pionta il Piano di Orientamento al Lavoro per i Giovani, condiviso da Università di Siena, Comune e Provincia di Arezzo. Un piano che prevede azioni concrete organizzate con un vero e proprio percorso, da marzo a maggio, fatto di seminari e laboratori. Il primo seminario sarà aperto alle studentesse del-

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LAVORO: TÀ SI ORGANIZZA di Luca Piervenanzi

le superiori e alle matricole universitarie, si intitolerà “Pensare il lavoro” e cercherà di favorire una rappresentazione più efficace della carriera professionale. Un altro corso, “Strumenti per orientare”, sarà aperto ai professori delle superiori così da renderli ancora più formati e aggiornati nel consigliare e orientare i propri studenti prima dell’esame di stato. Inoltre verrà organizzato un laboratorio per studenti e giovani in cerca di lavoro su come compilare un curriculum o come affrontare un colloquio di lavoro. Ma questa non è l’unica iniziativa che si occupa di scuola-università-lavoro. Anche il Polo Universitario Aretino ha da poco inaugurato un progetto di orientamento, d’intesa con il Consorzio Universitario AlmaLaurea, per gli alunni della provincia di Arezzo che quest’anno si troveranno ad affrontare l’esame di maturità. Anche in questo caso un percorso volto a fornire ai giovani i giusti strumenti per poter scegliere al meglio il proprio futuro, sia esso in ambito accademico o direttamente nel mondo del lavoro. I principali strumenti messi a disposizione dei giovani studenti saranno AlmaDiploma, AlmaOrientati, il curriculum vitae e la Banca Dati degli Studenti.

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Ai diplomandi aretini sarà infatti chiesto di compilare un questionario e di mettere a disposizione il proprio curriculum così da creare un database capace di fare da ponte tra scuola, imprese e istituzioni. Piccoli passi ma che almeno danno la possibilità ai giovani di rendere un po’ più visibili competenze, esperienze e formazione in una sorta di rete integrata, nel tentativo di costruire un futuro un po’ meno incerto. Distributori esclusivi del marchio Forno d’Asolo, l’eccellenza del croissant! E da oggi anche del Caffè Portioli, vi forniamo un’ampia gamma di promozionali per personalizzare il vostro locale con stile. Se sei un bar o un ristorante contattaci, per fare di noi i tuoi fornitori di fiducia!

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il sonetto

Renzi, senza che para ’na vendetta. In barba a quel che pénson l’italiani governa sempre gente che ’nn’è eletta: in successione, come de’ sovrani! «Io un vulìvo… me l’han fatto fare, m’hàno costretto!» dice el fiurintìno «Io, al contrario, ce vulìvo stare»

chilometro zero

dice el pisano «un antro puchinìno!» Ora se vedarà, co’ ’sto giuchìno, in quattreotto… un dù se va a parare!

di Leonardo Zanelli

Nei giorni scorsi, qualche bella giornata di sole ci ha proiettato, sorprendendoci, in una strana primavera. Una primavera anticipata che in due giorni tira fuori le viole e allo stesso tempo lascia le semine invernali, affogate nell’acqua ristagnante di terre poco curate. L’80% di queste semine, dichiara Coldiretti, rischia di marcire per terra. “Se la viola esce a febbraio, tieni da conto fieno e pagliaio”, ci raccontavano una volta i contadini, certi e sicuri che non si sarebbero fatti trovare impreparati, qualunque fosse stata la bizza della stadi Fabio gione più fredda dell’anno. Mugelli

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A proposito di Davis di Joel e Ethan Coen **** Oscar Isaac regala voce e faccia bronzea a un personaggio perdente come pochi nel catalogo dei Coen, che percorre gli episodi della vita come le storie disastrate incise in un album folk: Llewin Davis, aspirante icona nel Greewnich Village del 1961, ispirato alla biografia di Dave Van Ronk. La fotografia di Delbonnel buca lo schermo dalla prima inquadratura, le incredibili ricostruzioni di ambienti e costumi d’epoca lasciano spazio a incursioni beat, jazz e folk: lo splendido ingenuotto Timberlake e l’arrivo di Dylan, che cambierà un’epoca. A chi denuncia l’assenza di storia, i terribili fratelli rispondono: è per questo che abbiamo messo il gatto; ironia cinica che nasconde l’ennesimo capolavoro, sotto forma di long playing. Enrico Badii enrico.badii@gmail.com

cinema

Dice ’l proverbio: chj la fa l’aspetta! Aìva sgraffignato al bon Bersani el premariato per un soffio Letta, e ora gnéne sfila da le mani

Hop! Rockabilly Party Sabato 22 febbraio alle ore 22 torna il party ispirato alla musica e allo stile anni Cinquanta. Hop! Party è alla terza stagione e prosegue nello storico Velvet Underground di Castiglion Fiorentino con il nono appuntamento di “The Best Rockin’ & Rolling Night in the World”. In concerto i romani Monokings con Andrea Fiorelli voce, chitarra, Andrea Pesaturo, chitarra, Federico Ullo contrabbasso, Danilo Petrolati batteria; a seguire Joe Delirio con un dirompente vinyl di Lucio Massai set tutto da ballare. Ingresso 4 euro.

l’evento

CHJ LA FA L’ASPETTI

21 FEBBRAIO 2014


A testa alta – la straordinaria e sfortunata storia di Lauro Minghelli

in libreria ed edicola dal 15 febbraio 2014 21 FEBBRAIO 2014

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Il Settimanale di Arezzo 181  

3 Smart City 2020, un progetto che passa soprattutto dall’energia 5 Finalmente Arezzo Wave torna in città… 6 Madonna del Conforto, parola ag...

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