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ANNO IV NUMERO 172 • VENERDÌ 29 NOVEMBRE 2013 • COPIA GRATUITA IN COPERTINA: SCATTO ED ELABORAZIONE GRAFICA DI ANDREA BARDELLI

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IN QUESTO NUMERO VITA DELLA CITTÀ 3 Cinquecento firme per San Donato. Una raccolta di firme ha rinforzato le richieste dei commercianti e dei residenti di migliorare la zona 4 Degrado e scarsa manutenzione: il quartiere dell’Ospedale si mobilita 5 Economia di scala e legalità: il potere delle scelte del consumatore 10 Consorzi di Bonifica al voto: “A pensar male si fa peccato ma spesso ci s’indovina!” 27 Buoni cittadini si diventa: gli scout aretini tra i 16 e i 20 anni a servizio in città 28 Bambini aretini di ieri e di oggi NON PIÙ PAROLE OMAI… 8 Niente doping in Giostra AREZZO SPORT 13 Davide Brito, il gigante campione 15 Per uno sport senza distinzioni di genere

16 Idoneità sportiva: come districarsi? 18 Giovanni e Lorenzo Borri, sbocciano due talenti dell’hockey aretino 19 Under 17 Tecnoil, squadra d’Elite 20 La Sport3 vuole nuovi successi nel fitness in acqua A REGOLA D’ARTE 21 Gran finale per Sos Cabaret 2013: La serata conclusiva del concorso comico al “Signorelli” di Cortona 22 Maurizio Rapiti: tra reale e surreale, l’arte di un giovane artista valtiberino 24 Astrofili e appassionati di meteorologia adesso hanno una sede: la Casina della Scienza al Prato 25 “Amori dispari”, il nuovo romanzo di Divier Nelli presentato a Spazio Seme 26 I viaggi di Valentina Casi in mostra all’InformaGiovani 26 Leonzio Pilato: un incontro con Santo Gioffrè alla Biblioteca di Arezzo

“IL SETTIMANALE DI AREZZO“ È UNA TESTATA EDITA DA EDIZIONI GIORGIO VASARI SRL ANNO IV NUMERO 172 – VENERDÌ 29 NOVEMBRE 2013 © EDIZIONI GIORGIO VASARI DIRETTORE RESPONSABILE: FRANCESCO CIABATTI EMAIL FRANCESCOCIABATTI.EGV@GMAIL.COM VICEDIRETTORE: MARCO BOTTI, EMAIL MARCO.BOTTI9@GMAIL.COM REDAZIONE: ELENA AIELLO, ENRICO BADII, ANDREA BARDELLI, GIACOMO BELLI, SERENA CAPPONI, FERNANDA CAPRILLI, MARCO CAVINI, GIACOMO CHIUCHINI, DORY D’ANZEO, JACOPO FABBRONI, CECILIA FALCHI, ELETTRA FIORINI, MICHELE GIUSEPPI, SARA GNASSI, ILARIA GRADASSI, VALERIA GUDINI, GIACOMO MANNESCHI, CHIARA MARCELLI, LUCIO MASSAI, DAVID MATTESINI, FABIO MUGELLI, OMERO ORTAGGI, VALENTINA PAGGINI, ROBERTO PARNETTI, LUCIANA PASTORELLI, IVANA MARIANNA PATTAVINA, LUCA PIERVENANZI, CHIARA SAVARINO, ALESSIO SEGANTINI, LUCA STANGANINI, VALENTINA TRAMUTOLA, LUCA TRIPPI. FOTO: ANDREA BARDELLI, ROBERTO PARNETTI, SAIMON SAVINI AMMINISTRAZIONE: EDIZIONI GIORGIO VASARI SRL, VIA MANTEGNA 4, 52100 AREZZO (AR), TEL. 392/95.96.285, FAX 0575/16.57.738, EMAIL EDIZIONIVASARI@ARUBA.IT PUBBLICITÀ E MARKETING: PAOLA PRATO, 333/46.04.264, PAOLAPRATO.EGV@GMAIL.COM AUTORIZZAZIONE TRIBUNALE DI AREZZO 02/2010 DEL 10 FEBBRAIO 2010 ISCRIZIONE AL REGISTRO DEGLI OPERATORI DELLA COMUNICAZIONE AL N. 19155 STAMPA: LA ZECCA SRL, VIA UMBERTO TERRACINI 25/27, 52025 FRAZ. LEVANE, BUCINE (AR), TEL. 055/91.80.101, FAX 055/91.80.412, EMAIL INFO@TIPOGRAFIALAZECCA.IT

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È VIETATA, SENZA FORMALE AUTORIZZAZIONE, LA RIPRODUZIONE TOTALE O PARZIALE DI TESTI, DISEGNI, FOTO E PUBBLICITÀ RIPRODOTTI SU QUESTO NUMERO

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500 FIRME PER SAN DONATO UNA RACCOLTA DI FIRME HA RINFORZATO LE RICHIESTE DEI COMMERCIANTI E DEI RESIDENTI DI MIGLIORARE LA ZONA ltre 500 firme per un problema sentito forte dai residenti e dai commercianti di San Donato. La zona, posta a poche centinaia di metri dal centro cittadino, è densamente abitata e ospita l’Ospedale, ma queste condizioni non sembrano essere sufficienti perché il quartiere venga valorizzato e inserito in un piano di interventi di manutenzione da parte dell’Amministrazione comunale. Negli ultimi mesi il degrado e l’abbandono di San Donato è diventato tanto evidente che i cittadini si sono fatti promotori di una raccolta firme per presentare direttamente al sindaco Fanfani il malcontento e il disagio di chi vive la zona. Per capire bene la situazione abbiamo incontrato due dei promotori di questa iniziativa, un residente e un noto commerciante, che hanno denunciato molte delle problematiche del quartiere. Le più gravi sembrano essere la totale mancanza di vigilanza e l’insufficiente illuminazione, che rendono la zona poco sicura e hanno permesso il proliferare di episodi di spaccio e microcriminalità in ogni ora del giorno. «Arezzo è una città strana – afferma il commerciante. – In tante altre città ci sarebbe una cura particolare per il decoro e la qualità intorno alla zona dell’ospedale, invece da noi c’è un totale abbandono e un disinteresse da parte della politica. Di spacciatori ne è pieno a tutte le ore del giorno e tante persone, soprattutto la sera, hanno paura a uscire di casa: non possiamo andare avanti così».

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Oltre a questo c’è la scarsa manutenzione dell’intero quartiere. L’elenco dei problemi è lungo: strade dissestate, strisce pedonali evanescenti, marciapiedi devastati e impraticabili, parchi e giardini non curati, cartellonistica di Marco Cavini verticale e orizzontale praticamente assente, scarsa illuminazione, tombini che non convogliano le acque piovane, assenza di qualunque intervento di pulizia…

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«La zona è diventata invivibile – aggiunge il residente. – La raccolta firme ha testimoniato la rabbia e l’indignazione di centinaia di famiglie perché noi, per l’Amministrazione, sembriamo non esistere. In estate sono state rifatte le strisce pedonale di via Curtatone: perché non sono arrivati fino a San Donato? Perché la pulizia ordinaria delle strade non è prevista per la zona? Non chiediamo al Comune di prevedere spese extra, ma semplicemente di essere inseriti tra le piccole opere basilari di manutenzione e riqualificazione attuate in tutti gli altri quartieri cittadini». Il prossimo obiettivo è l’incontro con il Sindaco: basteranno 500 firme per smuovere qualcosa?

I RESIDENTI E I COMMERCIANTI, INSIEME AI POPO LE PROBLEMATICHE DELLA ZONA

DEGRADO E SCARSA MANUTE SAN DONATO SI MOBILITA egrado e scarsa manutenzione stanno sempre più interessando il quartiere di San Donato. La denuncia, lanciata dai residenti e dai commercianti della zona, è stata raccolta dai Popolari per Arezzo che hanno presentato un’interrogazione all’assessore ai Lavori Pubblici Franco Dringoli per illustrare i disagi di un quartiere intensamente abitato e a due passi dall’ospedale cittadino. La prima problematica riguarda la scarsa illuminazione perché, appena cala la sera, la maggior parte della zona rimane al buio e si riduce il senso di sicurezza avvertito da residenti e pedoni. Questo problema riguarda sia l’illuminazione delle strade e dei marciapiedi, sia gli altri luoghi di socializzazione come il giardino, l’area attrezzata con i giochi e il parco Pionta, tutte zone molto frequentate anche da bambini e ragazzi. «Manca un’adeguata illuminazione che renda l’area meno tetra e buia – spiega il consigliere comunale Luigi Scatizzi. – Questo clima favori-

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POPOLARI PER AREZZO, LAMENTANO di Marco Cavini

UTENZIONE:

SEL A CONGRESSO: MA SU QUALE STRADA? Mentre il Pd vede l’alternarsi sulla scena cittadina dei big in corsa per la segreteria nazionale, anche la Sel aretina compie il passaggio già indicato dal leader, lo scorso 11 maggio in un’assolatissima giornata romana in piazza Santi Apostoli, quando sul palco il nuovo padre spirituale del movimento apparve nitidamente palesarsi nella figura di Stefano Rodotà. Il nome di Nichi Vendola non sarà più nel simbolo. Se però questa scelta verrà sostanziata da una metamorfosi verso un partito meno leaderistico a livello nazionale, resta ancora da capire. Di sicuro da Arezzo il documento Apriti Sel ha cercato di far cogliere ai vertici romani tutti i limiti del partito con un uomo solo al comando. Per quanto carismatico e in grado di reggere praticamente da solo il consenso elettorale utile alla sopravvivenza sui palcoscenici televisivi nazionali e non. Intanto però l’appuntamento per iscritti e militanti aretini del partito è per questa domenica a Villa Severi. «Abbiamo deciso che non sarà un congresso rituale – spiega Nicola Nasca, coordinatore provinciale di Sel – vogliamo aprire il dibatto alla città e a tutti coloro che daranno il proprio contributo a una crescita del nostro partito. Abbiamo deciso di togliere il nome “Vendola” dal logo in modo di evitare un ricorso eccessivo ai personalismi e all’individualità. Trasparenza e partecipazione sono due qualità indispensabili per fare politica e farla in maniera unica». Ma quale strada verrà tracciata dal congresso di Sel, dopo le dolenti note “telefoniche” che hanno di recente investito in pieno il governatore pugliese? Sarà per caso giunto il tempo dell’Opa sulla sinistra Pd, fino al ricongiungimento (tra le righe) ambito dal “compagno” Civati? David Mattesini

sce frequentazioni poco desiderate dai residenti, lo spaccio e altri episodi di microcriminalità, interessando lo spazio verde, l’area con i giochi, le strade e gli altri luoghi di socializzazione del quartiere. Abbiamo dunque chiesto all’Amministrazione di rinforzare l’illuminazione e garantire un maggior controllo per assicurare più sicurezza all’intera zona». Alcune carenze riguardano anche la viabilità, perché la segnaletica è scarsa o assente, sia a livello orizzontale sia verticale, e gli attraversamenti pedonali sono rovinati e non visibili come in altre zone cittadine. A questo si aggiunge il problema delle piogge, con il manto stradale dissestato che non convoglia l’acqua piovana nella rete fognaria, creando frequenti allagamenti lungo la strada e in prossimità dei marciapiedi. L’ultima denuncia riguarda la generale scarsa manutenzione della zona, ben visibile nella crescita delle piante che, senza un’adeguata cura, hanno sviluppato rami imponenti: in questo senso basterebbe un sopralluogo dei tecnici del Verde Pubblico per risolvere il problema. «Sarebbe importante – aggiunge Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo – mettere in sicurezza i marciapiedi e le strade assicurando una miglior viabilità pedonale e automobilistica, con attraversamenti sopraelevati o dossi artificiali. È arrivato il momento che l’Amministrazione si impegni a dare una risposta concreta a residenti e commercianti di una zona tanto abitata e tanto importante: per riqualificare e rivalorizzare San Donato basterebbe inserirlo in un piano di ordinaria manutenzione con piccole e costanti attività di tutela e di controllo».

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ECONOMIA DI SCALA E LEGALITÀ a globalizzazione è quel processo attraverso cui mercati, produzioni, consumi, modi di vivere e pensare diventano connessi su scala mondiale, grazie a un continuo flusso di scambi che li rende interdipendenti e tende a unificarli secondo modelli comuni. Questa definizione sottende molto più di quanto possiamo pensare a primo acchito: possiamo comprare oggetti prodotti dall’altro lato del mondo a prezzi irrisori, mangiare in ristoranti esotici senza spostarci troppo da casa, volare da una parte all’altra dell’Europa al costo di un biglietto di Trenitalia ArezzoMilano, ma tutto questo implica anche che ogni nostra azione influenza le vite altrui molto di più rispetto a cinquant’anni fa. La comodità di poter accendere il computer e, grazie al semplice collegamento internet, poter ottenere qualunque cosa vogliamo, dalla batteria nuova del cellulare al film appena uscito nelle sale cinematografiche, ha un costo elevato per la nostra economia: ogni acquisto illegale altera le regole del mercato e danneggia le imprese regolari. Questa opinione è condivisa anche dal 79% dei consumatori che hanno risposto allo studio di Confcommercio intitolato Format Research sul sentimento dei consumatori nei confronti dell’abusivismo e contraffazione, e che è stato reso pubblico in occasione della Giornata nazionale di Mobilitazione contro l’Abusivismo e la Contraffazione, celebrata ad Arezzo con l’organizzazione di “Legalità, mi piace!”. “Legalità, mi piace!” è stata la tavola rotonda voluta dalla presidente della Confcommercio aretina Anna Lapini a cui hanno partecipato il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani, la viceprefetto Rosalba Guarino, il questore Enrico Moja, i comandanti provinciale di Carabinieri, Roberto Saltalamacchia, e di Guardia di Finanza Dario Solombrino, e il direttore della Confcommercio Franco Marinoni, mentre tra il pubblico erano

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di Elena Aiello

IL POTERE DELLE SCELTE DEL CONSUMATORE presenti la senatrice Donella Mattesini, i Sindaci di Cortona, Sansepolcro e Lucignano e molti imprenditori della nostra provincia. Questo coinvolgimento di autorità e cittadini svela la dimensione stessa del fenomeno: il 35,6% dei consumatori italiani ha avuto occasione, almeno una volta nella vita, di acquistare prodotti illegali o contraffatti, di aver usufruito di servizi erogati da parte di soggetti non autorizzati, cioè ha comprato prodotti con false griffe, con un marchio non originale, imitazioni degli originali, ha scaricato o noleggiato da internet musica, film o videogiochi piratati o ha usato servizi – anche di natura professionale, ad esempio guide turistiche – prestati da soggetti non in possesso dei regolari permessi. Il fenomeno è leggermente più diffuso tra donne e giovani che preferibilmente acquistano in modo illegale, spesso su siti internet non italiani, abbigliamento, alimentari, occhiali, pelletteria, scarpe, calzature, profumi, cosmetici e farmaci. Le ragioni dietro questi acquisiti, sempre secondo la ricerca di Confcommercio, sono economiche: “Si acquista un prodotto contraffatto o si ricorre a servizi esercitati in modo palesemente abusivo, o si scaricano illegalmente dal web prodotti pirata perché si pensa di fare un buon affare…”. Questo mercato parallelo sottrae “complessivamente 17,2 miliardi di euro all’anno alle imprese di commercio al dettaglio, bar e ristorazione, per una perdita di imposte e contributi pari a 1,5 miliardi” e crea anche un danno enorme alla dignità umana: “Dietro la contraffazione si nascondono spesso lavoro nero, immigrazione clandestina, riciclaggio di denaro sporco quando non addirittura seri danni alla salute”, ricorda il comandante provinciale della Guardia di Finanza Solombrino; fare shopping, visto sotto questa luce, non è più un passatempo, diventa una scelta etica.

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NON PIÙ PAROLE OMAI… a cura di Roberto Parnetti

el numero 166 del “Settimanale”, uscito il 18 ottobre, avevamo trattato della vicenda relativa alla positività della cavalla Baby Doll di Elica Cicerchia nella Giostra del Saracino dello scorso settembre. A distanza di un mese sono stati comunicati i risultati delle controanalisi, divulgati attraverso un comunicato stampa dell’Istituzione “Giostra del Saracino”, di cui riportiamo le dichiarazioni del presidente dell’Istituzione Angiolo Agnolucci. «Niente doping in Giostra. Una conferma – dichiara Agnolucci – di quanto la Giostra del Saracino sia attenta alla questione legata al rispetto, alla tutela e al benessere del cavallo ritenuta una priorità per la buona riuscita di un evento che affonda le origine nel rispetto delle regole cavalleresche.

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Gli accertamenti supplementari hanno confermato la buona condotta e il rispetto delle regole da parte dei Giostratori, oltre ad aver messo in rilievo l’importanza e l’efficacia del protocollo del “Benessere del Cavallo”, adottato dai Quartieri per garantire sia la tutela del cavallo e al tempo stesso l’onorabilità e l’immagine di una manifestazione storica fiore all’occhiello della città. È anche per questo motivo – aggiunge Agnolucci – che a volte sarebbe preferibile attendere comunicazioni ufficiali prima di mettere sotto gli occhi dell’opinione pubblica un tema particolarmente delicato, per cui è fondamentale un corretto accertamento per non far correre il rischio che sommarie e frammentarie notizie finiscano per gettare ombre sulla Giostra del Saracino, oltre a minare gli equilibri tra Quartieri e Quartieristi. Tanto più quando di mezzo c’è la professionalità dei Giostratori e la credibilità dei Quartieri e di un percorso virtuoso intrapreso ormai da anni, del quale l’intera città può andare sicuramente orgogliosa,

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come confermato dalle analisi supplementari il cui esito ci permette di annunciare ufficialmente che la Giostra è una manifestazione pulita». Al comunicato dell’Istituzione è seguita anche una nota del Quartiere di Porta Santo Spirito, di cui riportiamo la parte finale. «A conclusione di questa vicenda, ci piacerebbe conoscere chi ha fatto trapelare strumentalmente la notizia agli organi di stampa ancor prima che l’Istituzione “Giostra” emettesse lo specifico comunicato, e sottolineare che, per l’invidia dei risultati raggiunti in Piazza dal nostro Quartiere, questo “novello informatore” non abbia esitato a infangare la Giostra del Saracino che ha fatto del benessere del cavallo e del rispetto dei regolamenti e delle leggi il cardine essenziale della sua azione. Con persone di questo tipo (e non ci rivolgiamo certamente al giornalista che fa con coscienza il suo lavoro), la Giostra del Saracino difficilmente potrà fare il salto di qualità che la città e i Quartieristi tutti chiedono ogni gioralle pagine ostacoli, partecino. Se poi questo personaggio pando a ben otto delle nostra rivestisse anche una carica uffirubrica tributiaedizioni consecuciale all’interno della Giostra, ci tive delle Olimpiamo un doveroso ricordo a uno dei più grandi di (dall’edizione del 1948 di Londomandiamo come, facendosi campioni che l’Italia ha avuto dra fino alla Olimpiadi canadesi un esame di coscienza, possa ridel 1976 a Montreal). nell’ippica: Raimondo D’Inzeo, tenersi adeguato a ricoprire tale scomparso venerdì 15 novemD’Inzeo ha conquistato un ruolo. Per quanto ci riguarda, oro olimpico a Roma 1960, cinbre all’età di 88 anni. Nato a Poggio Mirteto (pro- que medaglie ai Giochi (1 oro, continueremo a lavorare umil2 argenti e 3 bronzi) dal 1956 al vincia di Rieti) il 2 febbraio 1925, mente per la crescita del nostro D’Inzeo, insieme al fratello Piero, 1972, ed è stato per due volte Quartiere e, più in generale, per ha formato una coppia irripe- campione del mondo (1956 e la crescita della manifestazione». tibile nella specialità di salto a 1960).

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RAIMONDO D’INZEO

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CONSORZI DI BONIFICA AL VOTO

“A PENSAR MALE SI FA PECCATO MA SPESSO CI S’INDOVINA!”

di Carlotta Andrea Buracchi

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l 30 novembre si terranno le elezioni per il rinnovo dei membri dei Consorzi di Bonifica e pochi, pochissimi cittadini ne sono al corrente. Pensare che la questione inerente i Consorzi di Bonifica fino a pochi mesi fa era un tema caldo ad Arezzo, a causa delle molte sentenze emesse dal tribunale che attribuivano una giusta vittoria ai ricorsi presentati dai cittadini contro la tanto osteggiata tassa. Adesso, dopo una riforma regionale che ha ridotto il numero degli enti agli attuali 6 – poiché è impossibile abolirli se non per via nazionale, – si celebreranno le elezioni per il rinnovo dei membri dei Consigli, ma ben pochi ne erano al corrente finché non si sono visti recapitare a casa una letterina firmata dal presidente Rossi, datata 14 ottobre, che annuncia le consultazioni e indica il seggio al quale recarsi. Il tutto in totale disattendimento dei termini della Legge regionale 79/2012, che fissa il termine per la comunicazione ai cittadini mediante avviso scritto 60 giorni pri-

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ma del voto (vedere per credere: articoli 9 e 10). I chiamati alle urne, ovvero tutti i consorziati, sono circa 2 milioni di toscani; 2 milioni che a oggi non hanno ancora tutti ricevuto l’avviso. Ci siamo chiesti se si tratti di disattenzione visto che già alle ultime elezioni aveva votato appena il 3% degli aventi diritto. In ogni caso anche questa volta – nonostante i ripetuti appelli di alcune forze politiche che chiedevano il rinvio a causa del mancato rispetto della legge – si voterà e la spesa sarà circa di 1 milione 800 mila euro solo per un election day: peccato che l’abbiano pubblicizzata così poco, viste le cifre che ci costerà il voto e la rilevanza della tematica. Sarebbe stato bello esser venuti prima a conoscenza di queste elezioni, magari in tempo utile per poter costituire una lista di consorziati interessati a far parte del proprio ente, e così aumentare anche un po’ il turnover e dar spazio alla tanto osannata società civile. Dopotutto i temi di cui si occupa il consorzio interessano

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tutti noi e la candidatura poteva riguardare chiunque, purché consorziato. Magari, già! Però lo abbiamo tutti saputo all’ultimo momento e così, becchi e bastonati, è proprio il caso di ribadire una celebre frase di un noto politico della Prima Repubblica: “A pensar male si fa peccato ma spesso ci s’indovina!”.


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Davide Brito Boxe Nicchi a Boxe Nicchi, dopo dodici anni dall’ultimo tricolore (ottenuto da Adriano), torna a festeggiare tra i Dilettanti grazie al giovane e talentuoso Davide Brito, campione nella categoria Junior +80 Kg riservata alla fascia d’età tra i quindici e i sedici anni. Una vittoria che ha sovvertito ogni pronostico, visto che il giovane colosso aretino (alto un metro e 88 per 86 chili) si era presentato ai campionati disputatisi a Mondovì (Cuneo) con solo tre incontri svolti (conclusi con tre sconfitte). «Quando in semifinale ho battuto la testa di serie Micello, ho capito che questa era la mia grande occasione e che non potevo tirarmi più indietro – ci confida Brito, che poi aggiunge: – c’erano pugili molto forti, con più esperienza rispetto alla mia, ma con sacrificio e attenzione sono arrivato al campionato preparato

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di Omero Ortaggi

Il giovane, classe ‘97, vince i campionati italiani per la categoria +80 Kg, in un novembre pieno di grandi soddisfazioni per la Boxe Nicchi

Davide Brito, il gigante campione [segue da pag. 13]

al meglio e se ho vinto devo tutto ad Aldo, Adriano e Santi, che hanno creduto sempre in me sin dall’inizio, e ai miei amici che sono arrivati a Mondovì per sostenermi». Un Davide Brito con i piedi per terra ma che non rinuncia a guardare avanti, con l’attenzione rivolta verso la Nazionale, perché con questa vittoria la chiamata azzurra giunge a un passo: «Spero mi si aprano le porte della Nazionale, per me sarebbe un onore entrare a farvi parte, oltre che una grandissima occasione per crescere ancora accanto a pugili più esperti». La famiglia Nicchi vede in lui un grande futuro, come capiamo dalle parole di Aldo: «Il ragazzo ha un grande potenziale. Ha grande peso, tecnica ed è un pugile completo perché è un cosiddetto “stilista” (vista la sua stazza) capace di fare pure il picchiatore. È un vero talento per la nostra palestra e possiamo dire che possiede tutti i presupposti per avere un grande futuro in Nazionale». Un talento che conferma la bontà del lavoro fatto dalla Boxe Nicchi, da sempre concentrata sullo sviluppo sportivo e umano dei suoi ragazzi e che può vantare, accanto a Brito, altri giovani interessanti, come il ventiquattrenne Andrea Saltapari che, fresco vincitore del Torneo Etruria nella categoria +81 Kg, sottolinea l’aspetto formativo sul quale la famiglia Nicchi ha sempre riposto grande attenzione: «Ho sempre affrontato gli incontri con grande serenità, con l’obiettivo di crescere match dopo match all’interno di uno sport che sino a ora mi ha insegnato molto sia sotto il profilo fisico sia sotto quello mentale». Un ring, quello della Boxe Nicchi che vede, oltre ai già citati Brito e Saltapari, un altro giovane di prospettiva come Atias Kasaj, anch’esso vincitore del Torneo Etruria nella categoria +75 Kg. Un risultato frutto di una crescita graduale e costante che gli ha permesso di «migliorare nella guardia e nella pulizia dei colpi», come sottolineato dallo stesso Kasaj che guarda al 2014 con l’obiettivo di raggiungere i campionati italiani. Così la Boxe Nicchi, insieme ai suoi giovani guidati dal “gigante” Davide Brito, guarda verso un futuro nel quale ha tutte le carte in regola per tornare, ancora una volta, in vetta al pugilato italiano.

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ender gap è una nozione per molti di noi sconosciuta, dal sapore quasi esotico, ma che sta facendo breccia nel dibattito politico e sociale italiano. L’uguaglianza di genere nel nostro Paese è ancora lontana, come testimonia anche la 74esima posizione nel ranking mondiale evidenziato dal rapporto Global Gender Gap relativo al 2012. In un Paese che non riesce a staccarsi da una tenace tradizione maschilista, è ancora viva la commemorazione di martedì in onore di tutte le donne vittime di violenza da parte degli uomini, per lo più in contesti familiari. Se tra uomo e donna intercorre un divario abissale, lo sport, analizzato nel suo contesto manageriale, è specchio tangibile di tale realtà, ricca di problematicità e istanze di cambiamento. Come avevamo già osservato in passato su queste pagine, lo scarto numerico tra presidentesse e presidenti depone in schiacciante favore dei secondi. Abbiamo perciò dato di Giacomo Belli voce alle rarissime donne che detengono una posizione di vertice in realtà sportive aretine per spiegarci il loro punto di vista sulla situazione: Paola Salvi dei Lions Hockey Arezzo, la vicepresidentessa Laura Cherici dell’Olimpia Capolona (una delle pochissime società calcistiche con una compagine amministrativa totalmente al femminile) e l’ex presidentessa della Bocciofila aretina Miriam Paggini. «Forse i retaggi culturali vedono l’uomo come autentico e unico conoscitore dello sport – ci dice Paggini. – Nonostante il gioco delle bocce sia in larga misura praticato da maschi adulti, il mio mandato è stato accolto con entusiasmo e non sono mai stata giudicata in quanto donna». Secondo la Salvi, carismatica e appassionata presidentessa del Lions Hockey, lo sport tende ancora a riflettere dinamiche e politiche di potere, “vere e proprie tele di ragno” in cui gli uomini essendo i solitari protagonisti in tale campo, si auto-arrogano il diritto di tale primato. «Nonostante una velata, piccola diffidenza iniziale – racconta invece Cherici, – abbiamo dimostrato col lavoro sul campo la nostra serietà e dedizione. Soprattutto allenando i piccoli calciatori che vivono un momento così delicato della propria crescita. Oggi si è formato grande entusiasmo attorno a noi». Così, nelle realtà societarie Paola Salvi con la figlia

Per uno sport senza distinzioni di genere Voce alle presidentesse aretine

le donne dei Lions Hockey

a dirigenza femminile, le cose vanno bene, senza apparenti barriere o episodi sessisti. Allora perché il numero di donne al vertice delle società è così esiguo? Un indizio importante può nascondersi dall’osservazione omogenea venuta da tutte loro: «Le donne purtroppo, non hanno tempo per fare le presidentesse. Esse devono stare a casa a curare le faccende domestiche, stare dietro ai figli e fare la spesa». Ecco che tale pratica sociale discriminante, anche se non avvertita con chiarezza e data quasi per scontata si palesa in tutta la propria fulgidità. Per le donne non è possibile sottrarre tempo alla famiglia, mentre gli uomini possono avere più tempo per i propri passatempi. Un diritto che pone su livelli distanti uomini e donne.

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Idoneità sportiva: c

Esplode la querelle sui certificati sportivi in ambito amat l complicato universo delle visite medico-sportivo si rivela, per molti, un gigantesco punto interrogativo e anche la normativa a riguardo spesso non contribuisce a fare chiarezza. Districarsi tra analisi, certificati e idoneità di vario genere non è affatto semplice. Se poi, a tutto l’iter clinico, aggiungiamo i costi, le attese e le ultime rivoluzioni in ambito disciplinare, la macchina sportiva diventa un ingranaggio sempre più difficile da oliare, capace di mettere in crisi semplici appassionati e agonisti navigati. Fortunatamente, laddove le indicazioni sembrano essere lacunose, si inserisce l’operato dell’Associazione Medico Sportiva Diletdi Elettra tantistica Aretina (attualmente presieduta dal dottor Roberto Cecchi) e delle stesse società FIorini sportive che, anche a fronte del gran numero di minorenni che milita tra le loro fila, forniscono indicazione ben precise ai diretti interessati. In Italia la tutela sanitaria dell’atleta risale agli anni Cinquanta ed è diventata obbligatoria nel 1982 qu quan quando, per la prima volta, è stato separato l’ambito to dell’idoneità agonistica da quello dello sport amatoriale. amato oria r le. Proprio questa distinzione stinzione è stata capace, negli ultimi mesi, di gettare nel panico praticanti, medici e società, destabilizzando l’intero settore. Molti gli enti che he se ne sono accorti. Prima tra tutti la delegazione aretina tina del Coni, la quale ha promosso, sabato scorso, o, una tavola rotonda per cercare are di far luce sulla questione. one. Entrando nel territorio rio della pratica agonistica, tica, si può già dissipare ogni e ogn ni dubbio. «Il tema delle visite sportive si fa sempre empre più forte soprattutto in termin ter rmini di prevenzione – spiega Tommaso Regi, responsabile della Federazione Medici dici Sportivi. – Una visita base prevede de anamnesi, spiromemetria, elettrocardiodiogramma a riposo o e same m sotto sforzo ed esame o ciò delle urine. Tutto

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: come districarsi?

matoriale. E tutto il sistema viene rimesso in discussione serve ad evidenziare stati o patologie per cui l’agonismo diventa una pratica controindicata». Il primo step della visita prevede la compilazione, da parte della società o dell’atleta, di un modulo da ritirare presso un qualsiasi sportello Cup. «Per i minori gli esami si effettuano negli ambulatori di Medicina dello Sport della Usl, e sono gratuiti perché rientrano nei livelli essenziali di assistenza – spiega il dottor Maurizio Colica, responsabile dei procedimenti di Medicina Sportiva della Usl 8 Arezzo. – Per gli adulti, è consigliabile invece rivolgersi ai centri accreditati dalla Regione Toscana, al fine di snellire il processo e accorciare i tempi d’attesa». Ad Arezzo, però, gli atleti sono molti e i centri che lo stesso sito della Usl ci segnala sono soltanto due, l’Istituto “Beato Gregorio X” e la Casa di Cura “San Giuseppe”. Ma se la scarsità delle strutture e i costi delle idoneità sembrano essere a oggi un problema marginale, ben più grave è invece il caos normativo che si è venuto recentemente a creare per quanto riguarda lo sport amatoriale. Ad agosto è infatti entrata in vigore la legge che sopprime l’obbligo del certificato medico per le attività ludico-motorie, Una definizione nella quale rientra il 90% delle discipline praticate in palestre, piscine e campi da calcetto. Un intervento chiaro, volto a incentivare l’attività fisica tra i cittadini: niente più fogli a pagamento, se non per attività parascolastiche e affiliate al Coni. Purtroppo nella provincia d’Arezzo, la missione sta fallendo. Per cautelarsi, però, la maggioranza dei centri sportivi continua infatti a richiedere il celebre “Attestato di Sana e Robusta Costituzione”, il cui costo, non rientrando tra i compiti convenzionali del medico di famiglia, varia dai 30 agli 80 euro. Da un lato, i prezzi delle certificazioni scoraggiano e allontanano il cittadino, dall’altro il contradditorio comportamento dei medici di base e il vuoto informativo sull’argomento lo ingannano, sovraccaricandolo di spese inutili e gravose. Come si suole spesso dire, oltre al danno anche la beffa.

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Lions Arezzo tornano ad assaggiare il grande hockey nazionale. Il merito è tutto di Giovanni e Lorenzo Borri, due fratelli cresciuti nel vivaio della società aretina che hanno avuto l’onore di vestire la maglia della Molinese nel campionato italiano Under 18 Elite. Classe 2000, i due giocatori si sono fatti notare dai tecnici della squadra pisana per le belle prestazioni con la rappresentativa toscana al Trofeo delle Regioni di inizio novembre, meritando la chiamata come rinforzi per un campionato lungo e impegnativo come quello Under 18. Giovanni e Lorenzo si sono

Giovanni e Lorenzo Borri, sbocciano due talenti dell’hockey aretino I due fratelli sono stati chiamati dalla Molinese per giocare il campionato italiano Under 18 Elite così spogliati dei colori dei Lions e hanno vestito quelli della Molinese, per giocare domenica 24 novembre il primo turno di campionato contro Asiago e Montorio-Verona. Il debutto nelle fila dei pisani è stato caratterizzato da grande gioia e forti emozioni, con i due fratelli che si sono trovati per la prima volta nella loro carriera a confrontarsi con ragazzi più grandi di loro e atleti convocati nelle Nazionali giovanili. Accompagnati dalla presidentessa Paola Salvi, sono stati impegnati in due partite giocate a livelli altissimi, con di Marco un ritmo di gioco Cavini serrato e in un’alCALENDARIO UNDER 14 ternanza di risultato che ha Prima giornata, 08/12/2013, permesso loro di vincere a Empoli: Arezzo riposa rapidamente l’emozione e mostrare di minuto in minuto Seconda giornata, 21/12/2013, a tutto il loro potenziale. Arezzo: Arezzo-Empoli alle 14.30 «Nei loro volti ho letto e Arezzo-Molinese alle 17.30 un’enorme soddisfazione Terza giornata, 12/01/2014, – afferma la stessa Salvi. – a Molina di Quosa: ArezzoSicuramente Giovanni e Forte dei Marmi alle 14.30 Lorenzo potranno imparare Quarta giornata, 26/01/2014, a molto da questa bella ocEmpoli: Empoli-Arezzo alle 14.30 casione e la nostra società Quinta giornata, 09/02/2014, a Forte potrà godere dei sicuri midei Marmi: Forte dei Marmi-Arezzo alle glioramenti di questi due 14.30 e Molinese-Arezzo alle 16.30 talenti». Il secondo turno di camSesta giornata, 16/02/2014, a Molina pionato è in programma di Quosa: Arezzo-Empoli alle 16.30 domenica 1° dicembre a Settima giornata, 02/03/2014, a Verona, con i Lions che saArezzo: 1° classificato-4° classificato ranno tutti compatti nel Ottava giornata, 09/03/2013, a sostenere e applaudire le Empoli: 2° classificato-3° classificato belle giocate dei due fratelli aretini.

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Under 17 Tecnoil, squadra d’Elite

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l vivaio della Scuola Basket Arezzo può contare su una squadra di assoluto livello. Questa è l’Under 17 Tecnoil, una formazione impegnata nel campionato regionale Elite e composta da un bel gruppo di 16 ragazzi nati tra il 1997 e il 1998. Ad allenare la squadra è Stefano Biancucci, uno dei tecnici più apprezzati del basket aretino che, dopo aver vinto il campionato Under 17 Elite nel 2009, in questa stagione ritenterà l’impresa per riuscire a portare la Sba ai vertici della Toscana. L’inizio di stagione rispecchia pienamente i pronostici, con la squadra aretina che è partita forte con una doppia vittoria sull’Oti Galli San Giovanni Valdarno e sulla Folgore Fucecchio, assestandosi così nei piani alti della classifica e assecondando le ambizioni del suo allenatore. «Le prime quattro classificate – spiega Biancucci – accederanno ai play-off per il titolo regionale, dunque questo rappresenta il nostro obiettivo minimo. Sono convinto che la mia squadra abbia le carte in regola per arrivare a giocarsi la vittoria del campionato, perché posso contare su tanti giocatori di ottimo livello fisico e tecnico i quali, oltre a far bene in questa stagione, potrebbero rappresentare il futuro del basket cittadino». Il valore dei ragazzi dell’Under 17 Tecnoil è confermato dal fatto che alcuni di loro, nonostante la giovane età, sono già stati lanciati in prima squadra: tra questi vi sono Riccardo Daviddi e Eduardo Giommetti, due atleti che, dopo aver maturato esperienze lo scorso anno in C2, in questa stagione sono stati inseriti stabilmente nel roster di Serie D. Alle loro spalle ci sono però tanti altri compagni che già respirano l’aria dei più grandi allenandosi con la prima squadra e Roster Under 17 Elite Tecnoil ambiscono al debutto nel campionato senior. Matteo Bianchini «Il mio lavoro – conDavid Gerhardus Antonius Bies tinua Biancucci – è Lorenzo Bini mirato alla crescita Lorenzo Calisti tecnica, tattica e caRiccardo Daviddi ratteriale di questi Francesco Gatteschi ragazzi per formare Eduardo Giommetti giocatori da inserire in Giacomo Magistrato prima squadra. Tommaso Morbidelli Abbiamo tanti atleti Lorenzo Niccolai interessanti che stanno Mirko Padelli facendo buone cose, Giacomo Romagnolo sia in allenamento sia Michele Sbietti in campionato e che Francesco Scrocca potrebbero già provaGiovanni Vagnoli re l’esperienza della D: Pietro Virginio nel corso della stagioAllenatore: Stefano Biancucci ne faremo di tutto pur Stefano Biancucci di accontentarli».

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La Sport3 insegue nuovi successi nel fitness in acqua ue medaglie agli ultimi campionati italiani rappresentano il biglietto da visita con cui la Sport3 ha ripreso la propria attività di fitness in acqua. La squadra agonistica aretina è ormai una realtà affermata a livello nazionale ma, per continuare a ottenere successi, ha bisogno di aggregare al proprio gruppo nuove atlete. Per raggiungere questo obiettivo il Centro Sport Chimera, l’impianto che ospita tutte le attività della Sport3, ha deciso di puntare fermamente su questa attività, aumentando le fasce orarie e i corsi in cui è possibile praticare il fitness in acqua. La disciplina, coordinata dalla professoressa Carla Mazzoli, è divertente, coreografica e interamente al ritmo di musica, tre caratteristiche che si sommano ai vantaggi propri di un’attività motoria e che rendono il fitness acquatico adatto a persone di entrambi i sessi e di tutte le età. «Questa disciplina – spiega Mazzoli – unisce le caratteristiche della ginnastica terrestre a quelle tipiche dell’ambiente acquatico. Il fitness acquatico è reso possibile a tutti in virtù del “potere normalizzante” dell’acqua: a differenza dell’ambiente terrestre, in piscina chiunque può fare attività motoria in ogni con-

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dizione fisica e a ogni età. Si tratta di una disciplina che fa bene al fisico e alla mente, che aiuta a stare in forma e a dimagrire e che, grazie al massaggio dell’acqua e agli esercizi in galleggiamento, permette di recuperare da traumi e rafforzare tutte le parti del corpo». I corsi di fitness in acqua permettono un primo approccio all’attività agonistica del fitness sportivo, fornendo una preparazione propedeutica all’ingresso nella squadra della Sport3 che parteciperà ai campionati italiani. «Il fitness sportivo – conclude Mazzoli – è la giusta alternativa per chi cerca un’attività non particolarmente impegnativa ma che permette di gareggiare contro atlete di tutta Italia. Nella scorsa stagione abbiamo aler informazioni sui lestito due squadre corsi della Sport3 è agonistiche compossibile recarsi alla seposte da sole femgreteria del Centro Sport mine, ma l’obiettivo Chimera, chiamare lo è diffondere questa 0575/35.33.15, inviare un pratica anche tra gli sms al 347/42.49.641 o uomini, riuscendo a scrivere una mail a info@ creare pure una forchimeranuoto.it mazione maschile».

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AREZZO

GRAN FINALE PER SOS CABARET 2013

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di Enrico Badii

LA SERATA CONCLUSIVA DEL CONCORSO COMICO AL “SIGNORELLI” DI CORTONA

unedì 25 novembre si è tenuta la conferenza stampa indetta per la finale del settimo concorso comico nazionale Sos Cabaret, alla presenza dell’assessore alle Politiche Giovanili della Provincia di Arezzo Francesco Ruscelli, del sindaco di Cortona Andrea Vignini e, naturalmente, dei Noidellescarpediverse Samuele Boncompagni e Riccardo Valeriani. Ecco le ultime anticipazioni del duo comico sull’iniziativa, in programma venerdì 29 novembre alle 21.15 presso il Teatro “Signorelli” di Cortona. Cosa ci aspetta per questo gran finale? «Si tratterà di un doppio evento, realizzato con il supporto delle Officine della Cultura e con il sostegno del Ministero della Gioventù, Regione Toscana, Provincia di Arezzo, Comuni di Arezzo e Cortona, Coingas, Atam e Arezzo Multiservizi e che andrà in onda sulla popolare trasmissione comica di Rai Radio 2 Ottovolante: lo spettacolo di Flavio Oreglio e la finalissima del concorso che premierà il miglior giovane comico italiano. Il cabarettista e scrittore milanese, celebre a livello nazionale per il suo ruolo a Zelig, nel pomeriggio presenterà nel foyer del “Signorelli” il suo libro La vera storia del cabaret, per poi aprire la scena ai giovani comici in lizza per la vittoria di Sos Cabaret. I nove finalisti sono emersi da una dura selezione a colpi di risate che li ha visti trionfanti su decine di avversari sparsi per la penisola».

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Una grande selezione per un evento divenuto lustro per il nostro territorio. «Come hanno rimarcato l’Assessore e il Sindaco, Sos Cabaret è un progetto culturale che unisce tutta la nostra provincia, un concorso nazionale di eccezionale importanza capace di portare cultura e risate nell’intero territorio, il primo e unico concorso toscano di cabaret. Ringraziamo tutti gli enti e le associazioni che, con il loro appoggio, hanno permesso di raggiungere questi straordinari risultati». Non resta che acquistare i biglietti. «L’ingresso alla finale ha un costo irrisorio, con biglietti da 15 euro in platea e in I ordine, 12 euro in II e III ordine, 7 euro nel loggione; le prevendite sono attive presso la biglietteria del Teatro “Signorelli” a Cortona e presso la Rete Teatrale Aretina di via Bicchieraia ad Arezzo». www.soscabaret.it

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MAURIZIO R

TRA REALE E SURREALE, L’ARTE DI UN GIOVA

a terra di Piero della Francesca continua a partorire, senza soluzione di continuità, artisti che nella diversificazione dei loro linguaggi riescono a farsi apprezzare non solo a livello locale. Uno tra i più interessanti è senza dubbio Maurizio Rapiti, pittore nato a Sansepolcro nel 1985, che vive e lavora nella vicina Cerbara di Città di Castello (PG). Dopo aver conseguito il diploma di scuola superiore, egli si dedica alla pittura seguendo le orme del padre, specializzato in falsi d’autore. di Marco Dal 2009 espone con personali e collettive, e partecipa a concorsi nazionali con successo. In Botti città ne sappiamo qualcosa, visto che Rapiti vanta già un secondo e un terzo premio a Chimera Arte Arezzo. Negli anni l’artista ha conseguito una cifra stilistica figurativa inconfondibile, sospesa tra reale e onirico, carica della luce, dei colori e dei silenzi che contraddistinguono la sua terra. «Fin da piccolo ho vissuto l’arte immerso nello studio di mio padre – ci racconta Maurizio quando lo abbiamo incontrato. – Tuttavia solo intorno ai vent’anni ho iniziato a vedere nella pittura un vero e proprio sbocco lavorativo. Così ho cominciato ad affiancare il babbo nella sua attività, copiando l’arte classica, in prevalenza artisti del Seicento». Dai falsi d’autore al tuo stile odierno la differenza è evidente. «Acquisite al meglio le tecniche, ho sentito l’urgenza di fare qualcosa di distintivo e portare avanti anche un discorso di ricerca introspettiva. Ho cominciato così a inserire elementi astratti nei quadri e realizzare opere più concettuali. Quando stendo il colore, sia con il pennello sia con la spatola, tendo sempre più a sfumarlo, a lavorarlo in modo estremo, cosicché la pennellata sia impercettibile. Negli ultimi lavori sto utilizzando molto anche i pastelli, spesso combinati con olio e acrilici. Alla fine il mio obiettivo è quello di staccarmi dall’arte classica, con cui ho imparato a dipingere, per conseguire un linguaggio personale, pur rimanendo fedele allo stile figurativo». Realismo, surrealismo, già in molti hanno provato a catalogare la tua arte. «È vero che nelle figure punto a una resa reale, ma l’atmosfera che le circonda

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Estrospezione, olio su tela

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O RAPITI

OVANE ARTISTA VALTIBERINO

è densa di simboli e di elementi surreali e metafisici. Qualcuno ha avvicinato la mia cifra a quella di René Magritte e questo è motivo di orgoglio, però sono molti gli autori che mi hanno influenzato, sia del passato sia contemporanei. Con la mia attività nel campo delle copie, ad esempio, mi sono cimentato con dei veri “mostri sacri”, senza dimenticare i colleghi con cui espongo nelle collettive o che incontro ai concorsi. Da tutti loro, in maniera più o meno diretta, sono stato contaminato. Nel mondo dell’arte bisogna saper essere anche delle “spugne”. È importante confrontarsi con gli altri, prendere il meglio per rielaborarlo e arricchire il proprio bagaglio». Le tue opere vengono spesso popolate da figure femminili. «Sono una presenza costante e quasi sempre arDe-colorarsi, olio e pastelli su tavola tefici di quello che avviene nel quadro. Si potrebbe dire che scarico su di loro le responsabilità, come se fossero le ragazze dipinte a comporre se stesse e l’universo che le circonda, a volte con il pennello, in altri casi mettendo al posto giusto la tessera di un puzzle». Progetti futuri? «Attualmente sto lavorando molto su commissione, ho dei collezionisti privati di varie parti d’Italia che apprezzano il mio modo di dipingere. In alcuni casi mi chiedono anche di ripetere gli stessi soggetti, ma per me non è stimolante. Ogni quadro deve essere nuovo, racchiudere elementi di originalità, diventare un mezzo che permetta al mio stile di evolversi in continuazione». http://equilibriarte.net/mauriziorapiti

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ASTROFILI E APPASSIONATI DI METEOROLOGIA ADESSO HANNO UN

LA CASINA DELLA SCIENZA AL P abato 23 novembre, alla presenza degli assessori di Comune e Provincia Francesco Romizi e Francesco Ruscelli, il Nuovo Gruppo Astrofili Arezzo e il portale Arezzo Meteo hanno presentato il loro punto di ritrovo alla Casina del Prato, soprannominata per questa sua nuova veste “Casina della Scienza”, punto strategico della città particolarmente adatto a guardare il cielo e osservare le stelle. La sede ospiterà eventi, ritrovi, mo-

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stre e tutto ciò che l’associazione è impegnata a organizzare. Lorenzo Sestini, presidente dell’associazione nata nel 2006, ci racconta come si è svolta l’inaugurazione e quali sono i progetti in serbo per il futuro. «Adesso abbiamo finalmente un ritrovo fisso dove darci appuntamento, organizzare iniziative e incontrare appassionati di astronomia e meteorologia. Siamo molto contenti della partecipazione della cittadinanza e dei rappresentanti delle istituzioni all’inaugurazione di sabato scorso. Nonostante il tempo non fosse proprio dei migliori, ci ha colpito l’interesse dimostrato e testimoniato poi dal boom di visite al nostro sito il giorno dopo». Avete già in mente progetti per il nuovo spazio?

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«Abbiamo in previsione mostre fotografiche, convegni, lezioni di fotografia, astronomia e tanto altro ancora; uno dei nostri obiettivi è ripetere il successo della serata osservativa dello scorso 12 agosto all’Alpe di Poti. Già durante l’appuntamento inaugurale abbiamo avuto il primo incontro, curato da Marco Mazzoni, che ha organizzato un convegno sulla cometa Ison, osservabile durante queste feste di Natale, sempre che riesca a sopravvivere nel suo cammino attorno al sole». Come si fa a partecipare alle vostre iniziative? «Per coloro che fossero interessati a iscriversi al gruppo, comunico che l’iscrizione sarà completamente gratuita fino alla fine del 2013 e ricordo, inoltre, per chi non era presente all’inaugurazione, che al primo piano della nuova Casina della Scienza tutti i giorni è possibile visitare una mostra fotografica permanente. Un motivo in più per venire a trovarci». Avete anche dei siti da consultare? «Sì, e sono ricchi di informazioni. Invitiamo tutta gli aretini a visitare www.arezzoastrofili.it e www.arezzometeo.com. Lì potranno tenersi aggiornati sulle nostre attività, sulle condizioni climatiche nel territorio e, a breve, visionare il calendario con tutti gli eventi e gli appuntamenti del nuovo anno».


UNA SEDE

AL PRATO

questa foto e le due a pag. 24 sono © Nuovo Gruppo Astrofili Arezzo di Cecilia Falchi

AMORI DISPARI Il nuovo romanzo di Divier Nelli presentato a Spazio Seme

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abato 30 novembre, presso Spazio Seme, in via del Pantano 36 ad Arezzo, lo scrittore viareggino Divier Nelli presenterà il suo nuovo libro dal titolo Amori dispari (Gallucci Editore). Nelli è autore di racconti per riviste e antologie. Reso noto dalle opere La contessa, Falso binario e Il lungo inganno – realizzato in collaborazione con il giallista fiorentino Leonardo Gori – ha preso in prestito il titolo di una famosa canzone di Gino Paoli per la sua più recente fatica letteraria. Amori dispari è un romanzo psicologico, avvincente e ossessivo, ambientato in una cittadina di provincia. Protagonisti sono Lorenzo, studente modello di sedici anni, e Daniela, moglie e madre frustrata, vent’anni più grande. I due cominciano, quasi per gioco, una relazione clandestina fatta di sms, telefonate erotiche e incontri piccanti consumati in fretta, che ben presto diverrà un’esperienza totalizzante per entrambi, portatrice di conseguenze drammatiche e inattese. L’incontro con l’autore, moderato dall’attore e regista Francesco Botti, cofondatore di Spazio Seme, avrà inizio alle ore 21. La serata proseguirà con la consueta rassegna Winter Jazz, organizzata in collaborazione con il Jazz Club di Arezzo, che avrà come ospite speciale il duo Furia, formato dal musicista belga Philippe Tasquìn e da sua moglie Julie Jaroszewski. www.spazioseme.com Divier Nelli Chiara Marcelli

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di Serena Capponi

I VIAGGI DI VALENTINA CASI IN MOSTRA ALL’INFORMAGIOVANI

SCATTI IN MOVIMENTO

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unedì 2 dicembre, alle ore 17, presso l’Informagiovani di piazza Sant’Agostino, ad Arezzo, si inaugura la mostra fotografica Scatti in movimento di Valentina Casi. Appassionata dell’ottava arte, l’aretina spazia dalla fotografia moderna a quella storica, conoscenza approfondita grazie alla pluriennale collaborazione con il Museo dei Mezzi di Comunicazione di via Ricasoli. Il progetto artistico della Casi si ispira ad alcuni versi dello scrittore Daniel Pennac, che emergono costantemente all’interno del suo lavoro e l’hanno portata a scegliere il “viaggio” come filo conduttore dei suoi scatti.

Le fotografie esposte sono state scelte in base a un criterio peculiare, seguendo uno schema in cui luoghi e soggetti diversi sono messi strettamente a confronto l’uno con l’altro. L’anima dei luoghi fotografati è catturata dall’artista in maniera del tutto personale e permette allo spettatore di andare alla scoperta, in modo unico, di angoli affascinanti del nostro pianeta. La mostra, presentata dal Fotoclub “La Chimera” in collaborazione con Comune di Arezzo, Confesercenti Arezzo e Foto Ottica “Franchini”, resterà visibile negli orari di apertura al pubblico dell’Informagiovani dal 2 al 15 dicembre 2013.

Leonzio Pilato: un incontro con Santo Gioffrè alla Biblioteca di Arezzo iovedì 5 dicembre, alle ore 17, verrà presentato alla Biblioteca “Città di Arezzo” il libro Leonzio Pilato (Rubbettino Editore) di Santo Gioffré. Relatore dell’incontro sarà Claudio Santori, mentre l’autore verrà intervistato da Fernanda Caprilli. Durante un viaggio in nave verso Venezia, l’ambasciatore Nicola Sigero incontra uno tra i maggiori cultori della lingua e della letteratura greca del XIV secolo: Leonzio Pilato. Chiede allora al compagno di viaggio di narrare la sua incredibile vita. Spinto dall’amore per la conoscenza, l’umanista inizia il suo “percorso” partendo dalla Calabria, verso i maggiori centri intellettuali dell’epoca. Si parte dalla giovinezza fino all’incontro con Petrarca, per il quale traduce in latino e per primo sia l’Iliade sia l’Odissea. L’appuntamento è organizzato dall’associazione degli scrittori aretini “Tagete” col patrocinio di Provincia di Arezzo, Biblioteca “Città di Arezzo”, Brigata Aretina Amici dei Monumenti, e la collaborazione della Società Storica Aretina. Sara Gnassi

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BUONI CITTADINI SI DIVENTA

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no scout è un uomo passabile in un salotto, indispensabile in un naufragio”: così ha detto Baden-Powell, il fondatore del movimento scout. L’idea alla base è formare donne e uomini che sappiano rendersi utili, rimboccarsi le maniche, collaborare o prendere in mano una situazione a seconda delle necessità. Questo ovviamente vale anche per gli scout aretini, e ricordiamo in particolar modo il lavoro fatto nel febbraio 2012 dall’Agesci (Associazione Guide E Scout Cattolici Italiani) per ripulire parte dei greti dei torrenti Castro e Vingone, rispettivamente nella zona dell’Ipercoop e di San Donato. Le attività sono ricominciate anche per questo anno, nelle sedi delle parrocchie di riferimento, San Domenico e Santa Maria delle Grazie, Sacro Cuore, San Donato, San Marco e Orciolaia, e per i gruppi di ragazzi di età compresa tra i 16 e i 20 anni – il cosiddetto Clan – sarà un anno speciale. Per l’estate 2014 è infatti prevista la Route Nazionale Agesci presso l’ex tenuta del Presidente della Repubblica a San Rossore, in provincia di Pisa. Un’occasione irripetibile di crescita e confronto, a cui parteciperanno circa 32.000 giovani. Ma le scolte e i rover – le ragazze e i ragazzi che formano le comunità di Clan – dell’Agesci aretina sono attivi tutto l’anno, attraverso i servizi che ognuno di loro presta in varie realtà della nostra città. Citiamo tra questi la Casa Thevenin, i centri diurni “Falciai”, “I Care” e “Ciak”, l’Associazione Italiana Persone Down, oltre alle varie Caritas parrocchiali, al supporto alle parrocchie e alla vicinanza attiva a ragazzi e adulti disabili. Il Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese

2007 riporta che “la società italiana è una mucillaggine, dove tutte le componenti stanno assieme solo perché accostate, mai integrate”. Il metodo educativo scout punta da sempre a far crescere ragazze e ragazzi capaci di vivere in una comunità, quella ristretta di Francesco del Clan che poi diventa quella più ampia Ciabatti della città, del Paese, del mondo. Non solo: attraverso l’assunzione personale e comunitaria delle responsabilità che la realtà in cui viviamo ci presenta, i nostri figli imparano a essere cittadini attivi, e a lasciare, magari, il mondo migliore di come glielo stiamo consegnando. Per ulteriori informazioni potete contattare le singole parrocchie e chiedere dei responsabili del gruppo scout: San Domenico e Santa Maria, 0575/23255 e 0575/323140, Sacro Cuore 0575/21880, San Donato 0575/942315, San Marco e Sant’Egidio all’Orciolaia 0575/903138 e 0575/24667.

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BAMBINI ARETINI DI IERI E DI OGGI NE PARLIAMO CON LA MAESTRA FABRIZIA FABBRONI

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I primi due anni ho insegnato a Bologna, poi ad Arezzo». La realtà scolastica aretina della quale ha nostalgia. «Ho nostalgia di quando ero a Rondine, in campagna. I bambini potevano osservare, vivere la natura e apprendere moltissime cose: le piante, gli insetti, la terra, vedere coi propri occhi una diga, ad esempio. Ma una volta tornata in città non ho perso l’occasione di organizzare escursioni e passeggiate istruttive. Oggi sarebbe più difficile farlo di propria iniziativa… Permessi, divieti, meno flessibilità di orari e troppa burocrazia: una gabbia che ruba la freschezza del momento». Una cosa bella che dicono su di lei. «Che ho frequentato l’Università delle Elementari… Siamo stati, io e i miei colleghi di allora, prosecutori di Rousseau, Tolstoj, Montessori, Rodari e Mario Lodi… Gianni Rodari lo invitai nella

a società attuale è in corsa, costituita da più adulti che bambini, i quali, molto spesso, oltre a frequentare le lezioni scolastiche, seguono altre attività: frutto delle aspettative dei genitori nei loro confronti! Abbiamo incontrato la maestra Fabrizia Fabbroni, molto conosciuta e amata ad Arezzo. Signora Fabbroni, quale il ruolo della scuola, sull’educazione, ieri e oggi. «La scuola era supportata dalla collaborazione di mamme e papà. L’autorevolezza del maestro aveva il giusto rispetto. Oggi non vi è più da parte dei genitori la stessa disponibilità… Ma c’è una certa confusione: la scuola, per quanto operi, non può e non deve sostituirsi nei compiti che spettano alla famiglia». Le sue prime esperienze con i bimbi. «Era la professione che desideravo svolgere e avevo soltanto 18 anni quando ho vinto il concorso.

mia classe: una bella sorpresa per i bambini. I miei alunni dipingevano, scrivevano poesie, hanno partecipato a “Il Giornalino” di Mario Lodi». Lei ha iniziato negli anni Sessanta, un accenno… «Biennio 1967-68: contestazioni, studenti universitari in piazza e non soltanto, un periodo di cambiamenti e riforme. La scuola dedicherà sempre maggiore attenzione alle esigenze psico-pedagogiche del bambino». Bambini aretini più intelligenti ieri o adesso? «In ugual misura. Oggi c’è un uso smodato della tecnologia, si rischia di perdere, ad esempio, la capacità di consultare un dizionario, o fare un calcolo senza calcolatrice. I bambini vengono penalizzati dal punto di vista emozionale: pochi giochi di gruppo. Videogiochi e sofisticati telefonini già alle elementari! Fanno i capricci aumentando perfino il loro tono di voce: forse

DOVE TROVARE (GRATIS!) “IL SETTIMANALE”

EDICOLA “KENNEDY” (VIA KENNEDY 1) EDICOLA DELL’OSPEDALE (VIA NENNI) “TIRAMOLLA” (VIA ROMANA 98/A) EDICOLA “ FAGIOLI” (BELVEDERE) EDICOLA “PANCI” (PIAZZA SAIONE) EDICOLA “CAMPO DI MARTE” (VIA VITTORIO VENETO) LIBRERIA “EDISON” (PIAZZA RISORGIMENTO 31) EDICOLA “SCARTONI” (P.ZZA SAN JACOPO) LIBRERIA “MONDADORI” (CORSO ITALIA) LIBRERIA UNIVERSITARIA “LEGGERE” (VIA CITTADINI)

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IL SETTIMANALE DI AREZZO

29 NOVEMBRE 2013

di Ivana Marianna Pattavina

EDICOLA “DALLA NOCE” (P.ZZA GIOTTO) EDICOLA VIA ERBOSA EDICOLA “BURRONI” (VIA TARLATI) PAPER CO. (CENTRO COMM. SETTEPONTI) EDICOLA PORTA SAN LORENTINO EDICOLA “SAN LEO” BOTTEGA DI GIACCO (SAN GIULIANO) CARTOLIBRERIA “MILLE IDEE” (VIA FIORENTINA 244) FOTO OTTICA MARCO (VIA DAL BORRO 68/70) SPAZIO SEME (VIA DEL PANTANO 36) MASTRO ARTISTA (VIA BENEDETTO VARCHI 73)


per ottenere l’ascolto che gli manca. Si tende a urlare… Prima, bastava abbassassi la voce con i miei allievi che l’interesse cresceva». Il cambiamento negli anni Novanta. «Moduli scolastici, eliminazione della figura unica dell’insegnante (specialmente nei primi due anni a mio parere indispensabile), due novità che non ho condiviso».

Un bambino speciale. «Un mio alunno della terza classe, delicato, chiaro di capelli. A seguito di un incidente mentre era in bicicletta, fu costretto per molto tempo a letto. I suoi compagni gli portavamo giornalmente i compiti a casa. Finite le elementari, l’ho rivisto da grande in una sedia a rotelle: gli rimaneva poco tempo da vivere. L’ultimo regalo per me fu mostrarsi sereno

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e sorridente, come da piccolo…. Aveva conservato tutti i quaderni!». La chiacchierata con la maestra Fabrizia Fabbroni ci ha arricchito nel profondo e ricordato in qualche modo il libro Cuore. La scuola di allora non esiste e non esisterà più… Ma pensiamoci, come dimenticarne i personaggi, i valori trasmessi, la pedagogia autorevole e amorevole del maestro Perboni.

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IL SETTIMANALE DI AREZZO

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il sonetto

IN BARBA AL PÒPELO SOVRANO Amintore Fanfani, ch’era avézzo a ’mporre ’l su’ potere, ’n quel momento, fece de tutto perché acànto a Rezzo passasse l’atóstrada. Un monumento ’gnarèbbe fagni! Se pagava el prezzo d’essere eletti, alóra, ’n parlamento! Oggi de l’elettore c’è ’l disprezzo, perché se fan le liste a piacimento solo de chi comanda nel partito. Ecco perché, da ’n pezzo a questa parte, son sempre i stessi al gioco de le carte,

di Leonardo Zanelli

chilometro zero

co’ l’asso ’n mano e ’l tàvelo sirvìto: téngheno ’l mazzo e se pàsson la mano in barba a tutti… e al pòpelo sovrano!

Rimaniamo sulle Giuggiole visto che in questi giorni stiamo gustando le ultime, giusto per aggiungere qualche cenno storico, non da poco. Già Omero narrava di Ulisse e i suoi uomini che approdarono all’isola dei Lotofagi. Una volta sbarcati, si lasciarono tentare dal frutto del loto, che fece loro dimenticare mogli, famiglie e la nostalgia di casa. Il loto di cui parla Omero sembra che sia un giuggiolo selvatico e che l’incantesimo dei Lotofagi non fosse altro che una bevanda alcolica che si può preparare coi frutti del giuggiolo. Bevanda sulla quale lascia delle testidi Fabio Mugelli monianze anche Erodoto.

AREZZO WAVE WINTER 2013 Domenica 1° dicembre 2013, giornata mondiale per la lotta contro l’Aids, buona musica e impegno sociale saranno in primissimo piano in terra aretina, in occasione di Arezzo Wave Winter 2013. Si tratta di un one-day event a ingresso gratuito organizzato dalla Fondazione Arezzo Wave Italia, con la collaborazione della azienda Usl 8 di Arezzo, presso il Karemaski Multi Art Lab (via di Lucio Massai Edison 37). Venere in pelliccia ***½ Una giornata frustrante di casting in un teatro parigino alla ricerca dell’attrice che possa ricoprire il ruolo di protagonista in uno spettacolo che sta per esser messo in scena. Thomas si lamenta del basso livello delle candidate e si appresta a lasciare il teatro quando incontra Vanda. Se il cinema di Polanski si nutre da sempre dell’ambiguità dell’esistenza e del degrado malcelato che essa nasconde, Venere in pelliccia non si esime da questo assioma scavando in profondità il tema dell’identità e della sua schizofrenia intrinseca. In Venere in pelliccia non interessa mettere a nudo i corpi ma spogliare le anime che danno vita a questo perverso gioco “relazionale” che è la vita. Jacopo Fabbroni

e ti accompagnano in città (e a ballare!)

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