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ANNO IV NUMERO 152 • VENERDÌ 21 GIUGNO 2013 • COPIA GRATUITA IN COPERTINA: SCATTO ED ELABORAZIONE GRAFICA DI ANDREA BARDELLI

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IN QUESTO NUMERO VITA DELLA CITTÀ 3 «Mettetevi nei miei panni»: l’appello di ilaria, disabile aretina 5 Disabilità, una questione di punti di vista 6 Il centrosinistra verso i congressi: la spinta di rinnovamento arriva da tre giovani aretini… 10 L’estetista e la giornalista 26 Ecco perché sempre più aretini scelgono la sigaretta elettronica QUINTESSENZE 7 Ma sarà vero che il vino fa bene? NON PIÙ PAROLE OMAI 8 È Giostra! AREZZO SPORT 13 I MASTIFF guardano avanti 15 L’alba di un giovane asso dei motori: Niko La Notte

16 Komote, alla riscoperta delle cose vere 17 Scuola Basket Arezzo, più forti di ogni difficoltà 18 A Mezzanotti (e dintorni) l’Arezzo si presenta 19 Il Bsc Arezzo riaccende l’entusiasmo 20 Una Chimera Nuoto a stelle e strisce A REGOLA D’ARTE 21 “70 ore nel futuro”, in un’antologia d’autore i nove racconti vincitori del concorso letterario di fantascienza 22 Il Riflessismo ad Arezzo: una mostra internazionale celebra il movimento lanciato da Ilinep 23 Andrea Scanzi fa rivivere Giorgio Gaber 24 Maurizio Pichi, la fotografia dell’empatia, tra tradizione e social network 25 Metti cinque molisani alla Galleria Villicana d’Annibale L’ESPERTO RISPONDE 28 A ogni colore il suo benessere

“IL SETTIMANALE DI AREZZO“ È UNA TESTATA EDITA DA EDIZIONI GIORGIO VASARI SRL ANNO IV NUMERO 152 – VENERDÌ 21 GIUGNO 2013 © EDIZIONI GIORGIO VASARI DIRETTORE RESPONSABILE: FRANCESCO CIABATTI, EMAIL FRANCESCOCIABATTI.EGV@ GMAIL.COM VICEDIRETTORE: MARCO BOTTI, EMAIL MARCO.BOTTI9@GMAIL.COM REDAZIONE: ELENA AIELLO, ENRICO BADII, ANDREA BARDELLI, GIACOMO BELLI, SERENA CAPPONI, FERNANDA CAPRILLI, MARCO CAVINI, GIACOMO CHIUCHINI, DORY D’ANZEO, JACOPO FABBRONI, CECILIA FALCHI, ELETTRA FIORINI, MICHELE GIUSEPPI, SARA GNASSI, ILARIA GRADASSI, VALERIA GUDINI, GIACOMO MANNESCHI, CHIARA MARCELLI, LUCIO MASSAI, DAVID MATTESINI, FABIO MUGELLI, OMERO ORTAGGI, VALENTINA PAGGINI, ROBERTO PARNETTI, LUCIANA PASTORELLI, IVANA MARIANNA PATTAVINA, LUCA PIERVENANZI, CHIARA SAVARINO, ALESSIO SEGANTINI, LUCA STANGANINI, VALENTINA TRAMUTOLA, LUCA TRIPPI. FOTO: ANDREA BARDELLI, ROBERTO PARNETTI, SAIMON SAVINI AMMINISTRAZIONE: EDIZIONI GIORGIO VASARI SRL, VIA MANTEGNA 4, 52100 AREZZO (AR), TEL. 392/95.96.285, FAX 0575/16.57.738, EMAIL EDIZIONIVASARI@ARUBA.IT PUBBLICITÀ E MARKETING: PAOLA PRATO, 333/46.04.264, PAOLAPRATO.EGV@GMAIL.COM AUTORIZZAZIONE TRIBUNALE DI AREZZO 02/2010 DEL 10 FEBBRAIO 2010 ISCRIZIONE AL REGISTRO DEGLI OPERATORI DELLA COMUNICAZIONE AL N. 19155 STAMPA: LA ZECCA SRL, VIA UMBERTO TERRACINI 25/27, 52025 FRAZ. LEVANE, BUCINE (AR), TEL. 055/91.80.101, FAX 055/91.80.412, EMAIL INFO@TIPOGRAFIALAZECCA.IT È VIETATA, SENZA FORMALE AUTORIZZAZIONE, LA RIPRODUZIONE TOTALE O PARZIALE DI TESTI, DISEGNI, FOTO E PUBBLICITÀ RIPRODOTTI SU QUESTO NUMERO

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«METTETEVI NEI MIEI PANNI» L’APPELLO DI ILARIA, DISABILE ARETINA

di Cecilia Falchi

aro Sindaco, faccia qualcosa”: così si intitola il video-appello al sindaco Fanfani girato da Ilaria Bidini, in arte Ilaria Nontelodico: 27 anni, studentessa di Scienze dell’Educazione, nata con un’osteogenesi imperfetta che la costringe a muoversi utilizzando la carrozzina. Il video, disponibile sulla pagina Youtube di Ilaria sotto lo username MItsu851! ^^, è soltanto l’ultimo di una serie, teso a sottolineare il problema delle barriere architettoniche ad Arezzo. «Il video l’ho pubblicato un paio di mesi fa, un po’arrabbiata dopo l’ennesima giornata passata a dover combattere con scalini, buche e marciapiedi impraticabili. Avevo già scritto un’email al Sindaco, ma non ero stata presa in considerazione, quindi ho deciso di fare questo video “denuncia” per destare un po’ più interesse e l’ho condiviso sulla bacheca del nostro Sindaco, ma senza avere risposta nemmeno questa volta. Mi accanisco certe volte, me ne rendo conto, ma non è semplice la mia quotidianità, anche solo per muovermi in un marciapiede devo prima prendere le misure e controllare se ci passo con la carrozzina, impresa ardua tanto da costringermi talvolta pure ad avanzare per la strada per mancanza di spazio, rischiando di essere investita. In altre città le barriere architettoniche non sono così presenti: centri come Prato o Torino sono molto più accessibili, in quest’ultima si può persino salire da soli sulla metro. Le cose si possono migliorare anche qui, ove possibile e tendendo conto che la principale barriera architettonica di Arezzo è la sua conformazione “in salita”». L’obiettivo del video è rivolgersi a chi di dovere, ma anche sensibilizzare la cittadinanza, l’Amministrazione pubblica e i proprietari dei negozi e dei ristoranti. La principale richiesta di Ilaria è poter essere il più possibile autonoma: «La maggior parte delle persone non comprende questa necessità di autonomia – spiega Ilaria:

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loc. Gragnone 29 tel. 0575 365251 continua da pag. 3

– uno certo apprezza la gentilezza di chi ti aiuta a salire uno scalino, ma non posso negare che preferirei entrare da sola in un bar, salendo una rampa o una semplice pedana. A chi mi risponde che non è obbligato a mettere pedane o scivoli, io chiedo di interrogarsi su cosa preferirebbe se fosse in carrozzina. Anche nel mio video invito chiunque a immedesimarsi nei miei panni. A me piace vivere, sono una persona allegra e prendo la vita come viene, ma non mi piace sentirmi un peso. Inoltre, anche per gli stessi esercenti la rimozione delle barriere architettoniche potrebbe trasformarsi in un vantaggio, un’attrattiva pure per chi semplicemente ha un passeggino, attirerebbe più clienti. Sembra quasi che i disabili non siano considerati clienti». Tante le zone di Arezzo che non sono a misura di disabile, e come ci si allontana dal centro la situazione peggiora: «In centro le strade sono sconnesse e disseminate di buche pericolose per chi è in carrozzina, in periferia invece i marciapiedi sono inac-

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cessibili, occupati da alberi, lampioni, macchine in doppia fila, scalini. Non voglio fare la rompiscatole ma non mi arrendo, a differenza di molti che si sono rassegnati. Lo scoglio più grande da sconfiggere resta ancora l’ignoranza. Sono comunque contenta, perché sono riuscita a ottenere qualche risultato concreto: una libreria del centro di Arezzo ha messo lo scivolo asfaltato dopo che avevo ripetutamente chiesto una pedana. Non posso andare negozio per negozio, ristorante per ristorante e chiedere di modificare i loro ingressi, quella che va cambiata è la mentalità degli aretini, e per questo ho deciso di girare il video indirizzato al Sindaco, perché credo che chi dovrebbe aiutarmi in prima persona nella sensibilizzazione è l’Amministrazione pubblica».

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UNA QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA

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a disabilità è una di quelle cose facili da spiegare ma difficili da capire veramente. Una comprensione reale di cosa significhi essere disabile o avere una persona cara affetta da disabilità accanto passa soltanto da un’esperienza in prima persona. A voler essere cinici, si potrebbe obiettare: “Perché occuparsi, anche solo parlare di disabilità in un momento di crisi come questo?” (Di una contestazione

di Francesco Ciabatti

simile parla anche Ilaria nell’intervista, quindi come idea non è tanto peregrina…). Una risposta altrettanto cinica imporrebbe di ricordare come la disabilità possa essere un’esperienza che può capitare in qualsiasi momento a tutti, quindi vale la pena investire in tutto ciò che migliora la qualità della vita di un disabile. Provate a immaginare di rendere una città come Arezzo – di impianto medievale, e oltretutto prevalentemente in salita – accessibile a tutti: potrebbe essere un’esperienza presa come modello per altre città, italiane e non. “Arezzo, la prima città al mondo totalmente a misura di disabile”: magari attraverso un concorso per giovani architetti che si misurino con problematiche di questo tipo. Ci piacerebbe anche che ci fossero guide che accompagnano i non vedenti a vedere Icastica o gli affreschi di Piero, ma forse stiamo volando troppo in alto. Ilaria – e con lei siamo sicuri tutti i disabili aretini, e le loro famiglie, – si accontenterebbe di molto meno: un cambio di mentalità, ad esempio. Qualche sistemazione doverosa in punti strategici della nostra città, per eliminare alcune barriere architettoniche. Qualcosa che non si limiti al semplice essere (e qui ci permettiamo di citare un famoso autore di fumetti) “maghi della parola, che dicendo afroamericano fanno sparire il razzismo, e dicendo diversamente abili danno dignità agli handicappati, almeno fino al prossimo scalino”.

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IL CENTROSINISTRA VERSO I CONGRESSI

LA SPINTA DI RINNOVAMENTO ARRIVA DA TRE GIOVANI ARETINI… è voglia di aprire il dibattito nella sinistra aretina. C’è voglia di dare uno scrollone alla “stasi” delle larghe intese romane. E ognuno lo fa a modo suo, ma l’input – e questa è la cosa più positiva – arriva dai giovani che nella politica e nella partecipazione, quella attiva e costruttiva, ci credono ancora. Malgrado i tanti coetanei disillusi da decenni di malapolitica e dall’attuale inestinguibile incubo della disoccupazione e dell’eterno precariato lavorativo. Un fermento di idee, che con l’avvicinarsi dei congressi locali e nazionali, attraversa Sinistra Ecologia e Libertà e naturalmente il Partito Democratico. Un dibattito che parte da

C’

«INVESTIRE

tre figure giovani, che esprimono tre anime diverse ma allo stesso modo espressione di alcune delle istanze più innovative del dibattito politico, presente e futuro, nella sinistra aretina e nazionale. Partiamo da Sel, perché proprio da Arezzo, per iniziativa del già candidato aretino a Montecitorio Paolo Pezzati, è partito di recente un questionario on-line, che in pochi giorni ha raccolto oltre 700 adesioni da parte di iscritti, simpatizzanti e figure di primo piano da quasi tutte le regioni italiane. Una sorta di cantiere delle idee che mira ad avere le opinioni di tutti: su alleanze, livello di democrazia interna al partito, attese nei confronti di dirigenza e del

congresso alle porte. Resterà aperto fino al prossimo 24 giugno e vuole rendere evidenti, in vista del congresso, idee e proposte che arrivino trasversalmente dalla base. (Per compilarlo basta cliccare su http://www.surveymonkey.com/s/WVNNKBR).

C’è poi il dibattito interno al Partito Democratico, che proprio a partire da due giovani aretini, come il parlamentare renziano Marco Donati e il leader di “Arezzo per Civati segretario” Filippo Gallo, sta esprimendo tutta la sua vivezza. Parla di “Open Pd”, Marco Donati, bocciando nettamente l’ipotesi di un Governo Pd-Pdl di legislatura, ossia in carica per i prossimi cinque anni, auspicando, a ragione, che le elezioni del

p ro s s i m o segretario nazionale di David avvengano Mattesini attraverso lo strumento delle Primarie. Continua, invece, il tour di incontri della campagna “Idee in movimento”, proposto dal movimento aretino che propone Civati alla Segreteria nazionale. Lunedì scorso, a Villa Severi il confronto con la base si è allargato a temi spinosi come il lavoro e la disoccupazione giovanile. Insomma il presente e il futuro del reale dibattito politico nel centrosinistra, passa anche da Arezzo e a incarnarne la spinta di rinnovamento, finalmente, non sono sempre i soliti noti. Il sintomo di una nuova stagione?

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ma sarà vero che il vino fa bene? D

opo tante discussioni e fiumi di inchiostro versati, vi parliamo – nella nostra stra prima uscita in questa rubrica – di un paio di autorevoli pareri, supportati da studi scientifici approfonditi, che ci confermano come un moderato consumo mo di vino rosso possa riportare diversi effetti benefici sulla nostra salute. In particolare l’Università di Siena, attraverso la pubblicazione di una ricerca a del 2007, ci informa che gli Stilbeni del vino rosso, con particolare riferimento al Resveratrolo, sveratrolo, agiscono contro il temibile batterio Helicobacter Pylori, principale agente patogeno della mucosa gastrica, e insieme al resto dei Polifenoli, hanno una importante azione antiossidante per il nostro organismo, assimilabile a quella di vari alimenti di origine igine vegetale. Gli studiosi dell’Università di Milano, invece, nel 2011 hanno verificato ato che gli stessi polifenoli contenuti nel vino rosso, svolgono una azione protettiva va sugli acidi grassi polinsaturi (meglio noti come Omega3), che hanno una a importante funzione preventiva contro varie malattie degenerative, comprese e quelle cardio-vascolari. In alto i calici, dunque, soprattutto per noi toscani che abbiamo la fortuna dii vivere in un territorio baciato dalla natura. La condizione necessaria, infatti, perr far sì che il nostro organismo possa approfittare dei benefici effetti di un buon n bicchiere di rosso, è che questo sia un prodotto di alta qualità. E in Toscana le e possibilità non mancano. Da noi alla tenuta “La Pineta”, è sempre possibile visitare le cantine e degustare i prodotti, per vedere e toccare con “palato” la qualità e il gusto di quello che si intende acquistare. Tutti ti i giorni previo avviso telefonico o allo 0575/477716, oppure via a mail a info@tenutalapineta.it.

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rodotto da uve Sangiovese e Canaiolo coltivate in azienda, e raccolte manualmente a maturazione ottimale. Il vino viene lasciato fermentare in vasche a temperatura controllata, e maturato in recipienti di cemento, ottenendo un prodotto che integra la tradizione storica della produzione del Chianti, insieme alle moderne tecnologie che consentono di elevare lo standard qualitativo del prodotto finale. Il vino, che ha 14 gradi alcolici, si presenta limpido e di colore rosso rubino. I profumi sono di media intensità e abbastanza complessi, con buoni sentori fruttati e floreali tipici delle uve impiegate. Grazie alla sua buona beva e media struttura, il Sasso Bisciaio può essere bene abbinato con molte pietanze di tipo diverso, rendendolo a tutto gli effetti un vino da “tutto pasto”, con particolare predilezione per affettati, formaggi di media stagionatura, primi piatti strutturati e carni bianche.

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NON PIÙ PAROLE OMAI… a cura di Roberto Parnetti

orta Sant’Andrea, Porta del Foro, Porta Crucifera e Porta Santo Spirito: con quest’ordine domani sera (sabato 22) i giostratori dei quattro Quartieri si lanceranno, lancia in resta, contro il Buratto per aggiudicarsi l’ambita Lancia d’Oro di San Donato, dedicata ai 750 anni della Fraternità dei Laici. Un’edizione – la numero 125 dell’era contemporanea – che si preannuncia equilibrata come non mai, perlomeno da quanto emerso durante la sessione delle prove tenutesi in Piazza. Prove che sono state caratterizzate da alcuni episodi i quali, comunque, fanno parte della Giostra stessa. Fra tutte le “immancabili” bizze del Re delle Indie che, ancora una volta, ha mostrato tutti i segni della sua vecchiaia, inceppandosi in più occasioni. E questo è successo sia per il Buratto “titolare” sia per quello di riserva. Domenica sera, tanto per citare l’esempio più eclatante, è accaduto ad Andrea Vernaccini il quale, a causa del malfunzionamento della molla, si è visto il Buratto scattare un attimo dopo che la sua lancia aveva

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colpito la targa, facendogli perdere l’equilibrio con conseguente caduta a terra, a ridosso degli spettatori presenti lungo le transenne delimitanti la lizza. Immediatamente soccorso, il cavaliere, a parte un abrasione sul braccio destro, non ha mostrato nessun tipo di inconveniente al pari della sua cavalla, così come evidenziato dai veterinari che hanno effettuato le apposite visite. Certo non si può ancora una volta dire: “È andata bene!”, dal momento che la questione del Buratto “difettoso”, esplosa prepotentemente nel settembre 2003 con l’incidente accaduto a Carlo Farsetti, è di fondamentale priorità, andando a repentaglio l’incolumità di cavalieri e cavalli [l’articolo è stato scritto martedì 18 giugno, nda]. Tralasciando il nostro “Moro”, vogliamo segnalare il simpatico siparietto accaduto sempre la domenica sera, quando, durante la carriera del giovane gialloblù Giacomo Burroni, è comparso sulla lizza un cagnolino il quale, liberatosi dalla presa della sua padrona, si è messo a inseguire il giostratore. Al termine della sua “carriera” il cagnolino ha pensato bene anche di dribblare due vigili urbani, ma si è poi dovuto arrendere a un solerte addetto del Quartiere di Santo Spirito, riuscito a prendere il guinzaglio cui era legato. Cose che capitano in Piazza… Ma ora non ci resta che augurare un “in bocca al lupo” a tutti e che, come sempre, vinca il migliore! PRESENTATO IL NUOVO LIBRO SULLA GIOSTRA DEL SARACINO

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omenica 16 giugno, nella Sala conferenze “Girolamo Turini” della Biblioteca di Arezzo, si è svolta la cerimonia di presentazione del libro “Arezzo 1931 – La rinascita del Saracino”, scritto da Saverio Crestini ed edito dalle Edizioni Giorgio Vasari. L’opera ripercorre la storia della rievocazione aretina, partendo dalle origini con la nascita dei rioni cittadini fino ad arrivare alle vicende puramente giostresche degli anni Trenta. Relatore della cerimonia, moderata da Gianni Sarrini, è stato il professor Luciano Bozzo dell’Università “Cesare Alfieri” di Firenze, che ha presentato il libro, frutto di un lungo lavoro nato dalla tesi con cui Crestini ha conseguito, nel 2010, la Laurea in Scienze Politiche, Media e Giornalismo all’Università di Firenze. Si sono poi avuti gli interventi della presidente dell’Istituzione “Biblioteca” Sandra Rogialli, del presidente dell’Istituzione “Giostra del Saracino” Angiolo Agnolucci e dell’assessore alla Giostra del Saracino Francesco Romizi. In chiusura si è avuto l’intervento dell’autore il quale, nel ringraziare coloro che si sono adoperati per la riuscita di questo suo progetto editoriale, ha ricordato come il lavoro sia frutto anche della passione per la Giostra trasmessa da suo nonno materno, quel Carlo Dissennati figura di spicco nella storia della rievocazione.

La mia attività professionale prevede: Dietoterapia per la cura del soprappeso e obesità; Dieta personalizzata per diabete, ipertensione e altre patologie nutrizionali; Indicazioni dietetiche per soggetti sani; Indicazioni dietetiche per donne in gravidanza e allattamento; Analisi della composizione con tecnica impedenziometrica; Educazione alimentare; Dietoterapia DOTT.SSA e educazione alimentare in età pediatrica; Dietoterapia GIULIA ROGHI secondo regime Axodiet DIETISTA 349/0842310 21 GIUGNO 2013

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L’ESTETISTA E LA stetista: professione del futuro, così utile al benessere delle donne! È arrivato il momento di recarsi in un centro estetico a indagare su quali meccanismi si celano dietro ogni trattamento. Corpo e Mente di Laura Giannini, gli aretini ne parlano benissimo. Prendiamo per telefono l’appuntamento per una manicure, le mani sono il biglietto da visita e noi ultimamente le abbiamo trascurate. Ma siamo convinti che, andando prima dell’orario stabilito, riusciremo a scoprire qualcosa di interessante! Manca ancora del tempo all’apertura, ma la porta d’ingresso è semiaperta. Entriamo. L’atmosfera è magica, vibrante. L’arredamento delle varie stanze, elegante e in stile orientale: in sintonia con i quattro elementi, fuoco, aria, acqua e terra. Sembra non esserci nessuno. Proseguiamo… Un giovane uomo “furtivamente” sta osservando una ragazza che si trucca. Non si è accorto della nostra presenza, perché guarda fisso verso di lei, quasi come per scoprirne i segreti. È Laura, la titolare. Ma l’intrusione del suo fidanzato e la nostra non l’hanno spaventata. Lui, imbarazzato, ci saluta e va al lavoro. Siamo d’accordo con lei: gli uomini a volte ci “spiano” perché affascinati dal nostro potere di essere una e mille donne assieme. Accende una candela aromatica mentre ci fa accomodare. Prepara gli attrezzi per la manicure. L’estetista e la giornalista, è interessante scoprire in che modo viene filtrata la realtà da entrambe. Le accomuna forse la sensibilità (pur non essendo medici o psicologi) di capire gli altri attraverso la comunicazione non verbale: gestualità, postura, sguardo, tono della voce, ecc. È ovvio che l’estetista non è una mestierante: la sua professionalità ha un costo che risulta comunque uno scambio equo. Laura, puoi chiarirci il concetto di bellezza come premessa di felicità? «La professionalità dell’estetista sta più che altro nel restituire l’armonia tra corpo e mente, tirando fuori ciò che di bello e positivo è in ognuno di noi. Lavorando in modo corretto sulla parte esteriore, si va ad agire di conseguenza su quella interiore».

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DOVE TROVARE (GRATIS!) “IL SETTIMANALE”

EDICOLA “KENNEDY” (VIA KENNEDY 1) EDICOLA DELL’OSPEDALE (VIA NENNI) “TIRAMOLLA” (VIA ROMANA 98/A) EDICOLA “ FAGIOLI” (BELVEDERE) EDICOLA “PANCI” (PIAZZA SAIONE) EDICOLA “CAMPO DI MARTE” (VIA VITTORIO VENETO) LIBRERIA “EDISON” (PIAZZA RISORGIMENTO 31) EDICOLA “SCARTONI” (P.ZZA SAN JACOPO) LIBRERIA “MONDADORI” (CORSO ITALIA) LIBRERIA UNIVERSITARIA “LEGGERE” (VIA CITTADINI)

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LA GIORNALISTA

Un esempio. «Molto spesso si ha bisogno di ascolto, conforto: l’empatia, unita a un buon massaggio, allenta la tensione e solleva lo spirito… Ciò che viene eseguito con le mani inoltre ha più efficacia nel tempo». L’importanza dei cinque sensi. «Tatto, colori, suoni, profumi e sapori sono la chiave per restituire equilibrio e stimolare le funzioni dell’organismo. Il centro si avvale del supporto di una naturopata: il benessere rappresenta per me uno stile di vita, un principio indissolubile. La pelle, il corpo sono l’involucro dell’anima e vanno mantenuti in salute». Laura ha frequentato un corso di trucco cinematografico a Bologna. È colta, aperta e ha una vera e propria predisposizione per lettere e filosofia orientale. Ama sperimentare e creare gioia intorno a sé… Una donna che aiuta le altre donne a ritagliarsi, tra casa e famiglia, quel meritato pezzetto di paradiso. A guardare il risultato della manicure di Ivana Marianna è brava come dicono! Pattavina Un desiderio. «Riscoprire vecchie tecniche con la cosmesi naturale, usando frutta e verdura fresca preparata in tempo reale. La generosità della natura è immensa. Le nostre antenate ci hanno lasciato ricette di bellezza che possono sembrare improponibili, ma sono incredibilmente valide». Farsi belle per gli uomini? «Forse sì, un pochino anche per loro». Siamo d’accordo su molti punti di vista. Dopo esserci studiate e messe alla prova, ci stringiamo la mano, ci complimentiamo l’una con l’altra. Oggi la giornata è iniziata benissimo!

DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ DALLE 10 ALLE 20 – SABATO DALLE 10 ALLE 14 VIA TANUCCI 21, AREZZO – CELL. 331/9061707

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in copertina

Mastiff

opo la grande ed entusiasmante crescita avvenuta negli anni scorsi, che nel giro di poco tempo l’ha portata a calcare i campi dell’IBL (Italian Baseball League), per la franchigia grossetanoaretina dei Bbc Mastiff Toshiba Grosseto è arrivato il momento di tirare le prime somme riguardo l’esperienza nella massima serie. Un’esperienza difficile contraddistinta da numerose sconfitte, ma allo stesso tempo importante, soprattutto se pensiamo all’avvenire della franchigia stessa, come possiamo capire dalle parole dal presidente dei Mastiff Danilo Biagioli: «Al di là dei risultati, abbiamo disputato fino ad adesso del buon baseball, che mi porta a giudicare positivamente la stagione fin qui disputata, soprattutto se pensiamo alla programmazione (in vista dell’IBL) sia societaria sia della squadra, avvenuta nel giro di pochissime settimane». Un’annata di apprendimento, dove i giocatori (dei quali molti sono aretini) stanno cercando di accu-

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Il presidente Danilo Biagioli ci parla della prima esperienza avuta sin qui in IBL e del futuro della franchigia grossetano-aretina

I Mastiff guardano avanti di Omero Ortaggi

[segue da pag. 13]

mulare maggior esperienza possibile, in modo da garantire un ulteriore salto di qualità al progetto della società aretina, che in questa stagione – come aggiunto dallo stesso Biagioli – «ha gettato le basi di partenza per un’esperienza in massima serie che continuerà anche nel 2014». Per questo l’obiettivo è migliorare, osservare e accumulare più esperienza possibile da qui alla fine del campionato, vissuto dai giocatori stessi come una grande occasione: «Per molti di loro è la prima stagione nel baseball che conta, ed è proprio per questo che il nostro intento è giocare e migliorare gara dopo gara, nonostante i risultati amari, senza mai sconfortarci. Adesso conta solo crescere e fare tesoro sia delle buone idee sia degli errori commessi». Fiducia e convinzione nei mezzi della società affiorano sensibilmente dalle parole di Biagioli, che giudica positivo il legame instauratosi con il Grosseto Baseball (unitosi ai Mastiff garantendo il proprio supporto tecnico e soprattutto logistico). Un legame che ha riportato l’IBL all’interno della città maremmana, attraverso una collaborazione – a detta dello stesso Biagioli – «funzionante nonostante le difficoltà». Ed è proprio nelle situazione difficili che la mentalità si tempra e si rinsalda, fino a diventare in grado di vincere. Perché nessuno nasce vincente, semmai lo diventa. E lo diventa grazie a una programmazione capace di guardare oltre la gara, proiettandosi nel futuro: «Abbiamo un gruppo con un valore tecnico importante, che vogliamo migliorare ulteriormente in vista dell’anno prossimo. Molto importante per noi è cercare di migliorare la programmazione, capitalizzando al meglio gli errori fatti. Per questo stiamo già lavorando in vista del 2014, in modo da sfruttare tutto il tempo a nostra disposizione e arrivare pronti per una nuova avventura in massima serie». Un’avventura della quale sono state già gettate le basi in questa stagione, in un’annata dove l’entusiasmo di una società e di una squadra entrambe coriacee, sarà decisivo nel delineare la strada per il futuro.

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L’alba di un giovane asso dei motori: Niko La Notte

lle volte lo di Giacomo sbocciare di Belli una passione assomiglia molto a un colpo di fulmine: basta uno sguardo e sei fregato. È stato così anche per Niko La Notte, classe 2004, enfant prodige aretino dei motori. Gli è bastato avvicinarsi a un go kart per non separarsene mai più. Caso strano però, aveva solo tre anni. Certo, aver chiara la propria strada sin da quell’età e sentire una passione bruciare dentro così ardentemente, significa solo che la velocità e il bisogno di adrenalina è un fattore genetico: ci si è nati. «Niko ha sempre dimostrato un certo feeling con questi mezzi – ci spiega Andrea La Notte, suo padre, colui che lo avvicinato con passione a questo mondo, e adesso suo “manager” e meccanico. – Aveva poco più di tre anni quando ha provato per la prima volta su pista in una scuola di go kart a Forlì. Dopo qualche altra prova, avevamo già capito che il ragazzo ci sapeva fare». Il senso di Niko per le corse non tarda a esplodere: «La prima gara è stata a Jesolo con un kart Delfini 35c.c. della Parolin Racing. Poco dopo è passato a un Birel Easykart 50 Training». I risultati fioccano da subito: alla prima uscita, Niko entra in finale nella gara internazionale di Castelletto di Branduzzo, a Pavia. Il 2012 suggella il talento aretino come forza indiscussa della categoria Easykart 50 con un tabellino di marcia impressionante: tutte vittorie e un secondo posto. «Il momento più emozionante – prosegue suo padre – è stato l’anno scorso nella gara di Cervia quando, partito dai box, è arrivato primo su 26 partecipanti». Per Niko, il 2013 è stato un anno di rodaggio nel Team romano Cik (CentroItaliaKorse): promosso nella categoria 60 Easykart, ha dovuto lottare ogni gara dentro e fuori la pista. Non è stata però, una stagione avara di riconoscimenti: «Al Trofeo invernale “Città di Siena”, nella categoria 60 Baby, Niko ha conquistato il terzo posto assoluto nella sua prima esperienza coi Top Kart. Nell’altro Trofeo Invernale, a Sant’Egidio alla Vibrata, a Teramo, si è classificato secondo assoluto, strappando un primo e un secondo posto nelle due manche». In aggiunta, è arrivato il premio dall’Aci Csai come miglior pilota più piccolo, un riconoscimento prestigioso che lo lancia ai vertici di tale sport. Le sorprese non finiscono qui: per il nostro pilota c’è in ballo la possibilità di correre per una casa costruttrice: «I test sono andati bene, aspettiamo una risposta entro la prossima settimana». Incrociamo le dita. Nonostante la giovane età, La Notte ha già ben chiara la sua strada: «Io sono suo padre e provo apprensione prima delle gare. Ma quando si infila il casco e scende in pista è come se entrasse in un’altra dimensione. È concentrato e grintoso. Lui già sogna gare di rally e la Parigi Dakar. La Formula 1 è l’altra sua passione, anche se, ahimé, il suo idolo è Wettel!». Di questo siamone certi: sentiremo ancora parlare di Niko, giovane talento del manubrio, amante della velocità e dei motori, già grande vincitore, capace di far calare la notte sui suoi avversari. L’alba di un nuovo campione.

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nel punto d’incontro tra natura, amore per la terra e passione per gli animali che nasce il Centro Ippico “Komote”, all’interno di una struttura che fonde pratica agricola, allevamento e attività sportiva per dar vita a un ambiente genuino come il nostro territorio. Ma la storia della Komote risale al 1950 quando la famiglia di Lorenzo Barbagli, l’attuale presidente del Centro, mette in piedi – a San Zeno – una piccola impresa agricola destinata a diventare, nel corso degli anni, un’azienda a indirizzo zootecnico con produzione diretta di uva, olio e cereali e un agriturismo, per aprirsi poi, nel giugno

Komote, alla riscoperta delle cose vere La Fattoria didattica, la scuola d’equitazione, l’innovazione: la giusta commistione tra sport e natura del 2006, allo sport con la scuola di equitazione “Komote”, riconosciuta dalla Fise. Attorno al centro Komote ruota una filosofia particolare, capace di combinare attività e progetti di diverso stampo per creare un di Elettra universo genuino e autentico. «Komote non è Fiorini soltanto un’azienda, ma fa parte del circuito delle Fattorie Didattiche della provincia d’Arezzo – spiega Lorenzo Barbagli. – Ci piace considerarla una vera aula a cielo aperto, in grado di offrire a scuole e famiglie giornate a stretto contatto con la natura, instaurando così un dialogo vivace tra città e campagna». Tra le varie attività del centro, il vero fiore all’occhiello è la Scuola di Equitazione, sede dell’A.S.D Komote, dove vengono impartite lezioni a bambini e adulti, anche a scopo agonistico, grazie all’instancabile lavoro degli istruttori federali. Ma la Komote non è soltanto una scuola, bensì un centro d’allevamento e una clinica veterinaria, stazione di monta artificiale e di produzione del seme. «Il nostro centro propone un approccio innovativo all’equitazione e alla cura del cavallo a cui vengono applicati criteri di insegnamento e allevamento decisamente all’avanguardia – illustra il responsabile Alessandro Barbagli. – Le nostre tre scuderie seguono i principi della cromoterapia e del feng-chuan, secondo cui tutto ruota intorno all’animale e alle sue esigenze. Così qui dentro, tutto, dal programma alimentare alla colorazione dell’ambiente, è pensato in modo da garantire il benessere dell’animale. Tra i progetti di quest’anno ricordiamo i trattamenti di pet therapy destinati ai diversamente abili e l’organizzazione degli immancabili campi estivi, che da giugno a settembre, intratterranno i nostri giovani ospiti con ecolaboratori e lezioni di equitazione, durante le quali i bambini impareranno non soltanto a cavalcare, ma a sentirsi responsabili per il proprio animale». Un universo, dunque, la fattoria didattica Komote, che è anche un luogo di apprendimento e scambio sociale, in grado di educare e rie-ducare all’autenticità VIA FIORENTINA 20/22, ACCANTO HOTEL MINERVA per mezzo dello sport e della natura, e condurre alla riscoperta INFO@HAPPYDOGAREZZO.COM - 388 9569160 delle cose vere.

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l termine di ogni stagione sportiva, giunge sempre il momento per tutte le società di tracciare un bilancio dell’anno. Questo è quello che fa pure Leone Provenzal, presidente, per la sua prima stagione, della Scuola Basket Arezzo. «Il Consiglio Direttivo che ho avuto l’onore di presiedere durante quest’annata è stato molto attivo – avvia Provenzal, – tanto che abbiamo ragdi Alessio Segantini giunto risultati importanti sia a livello tecnico sia dal punto di vista sociale, superando lo scoglio della scarsità delle risorse economiche». Il primo risultato positivo è l’aumento del numero dei ragazzi nel minibasket “Nova Verta”, potenziando il settore attraverso la nomina specifica di due consiglieri che sono stati vicini alle esigenze che quotidianamente si presentavano. «Per la prima volta – continua, – la nostra società si è avvicinata al basket femminile, tanto da entrare nelle scuole con i propri istruttori nell’ambito del progetto “Basket Rosa” e organizzando le finali di un concentramento nazionale under 19. In più, abbiamo partecipato e dato ulteriore impulso al progetto della Caritas per il Basket Integrato, che ci ha permesso di portare in palestra i ragazzi diversamente abili e farli interagire con i nostri giovani: vederli emozionati tutte le volte che arrivava il momento della partitella è stata una delle più grosse soddisfazioni avute quest’anno, il premio più grande da ricevere». Altra tappa fondamentale dell’annata è stata la trentesima edizione del Torneo “Guidelli”, il fiore all’occhiello della Sba. Ampliato a 12 squadre, ha fatto rilevare un vero successo di pubblico e un buon livello tecnico, unito al grande spirito di amicizia che si è respirato. Parlando dell’attività tecnica, Provenzal ricorda come la partecipazione a numerosi campionati e tornei abbiano permesso alla società di toccare quasi quota 500 partite annuali: un’enormità. «Per il sesto anno consecutivo – aggiunge il presidente, – abbiamo raggiunto le Final Four di un campionato giovanile regionale (Under 17 élite) e, ultima chicca, due nostri tesserati hanno ricevuto la convocazione per far parte della selezione toscana under 13 che disputerà il prestigioso Trofeo “Bulgheroni” di Bormio, torneo riservato alle regioni. Per concludere, ma non per importanza, mi preme sottolineare come il polo di Castiglion Fiorentino, grazie al duro lavoro di allenatori e ragazzi, sia cresciuto in tutti gli aspetti in maniera esponenziale. Detto questo, non posso che augurarmi che i tanti semi gettati in questi anni possano dare grandi frutti nel futuro, frutti di cui tutto il movimento e la nostra città hanno veramente bisogno».

Più forti di ogni difficoltà

Leone Provenzal traccia il bilancio della sua stagione da presidente della Sba

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A Mezzanotti (e dintorni) l’Arezzo si presenta

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n vista della prossima stagione sportiva, quella dichiarata “della rinascita”, che dovrà finalmente rappresentare il punto di partenza per la nuova gestione Ferretti, presidente forestiero dalle dichiarate ambizioni e da idee che sembrerebbero chiare, riguardo il futuro prossimo della società amaranto. Più di una volta era stata rivolta alla società la classica frase “se ci sei, batti un colpo” e così, alla fine, il colpo si è materializzato con l’acquisto del bomber marocchino Adnane Essoussi, già pupillo di Davide Mezzanotti in quel del Borgo, e vecchia conoscenza del calcio dilettantistico non solo aretino, avendo militato nelle file di Real Montecchio, Urbino e Venezia, con una breve puntata in Serie C2 a Poggibonsi. Un pezzo da novanta per la categoria, uno da doppia cifra assicurata che potrebbe proseguire la tradizione che vuole in amaranto bomber di razza ben presto beniamini del pubblico di San Cornelio. Ma non è finita qua, poiché i maggiorenti di piazzale Lorentini hanno creduto bene di puntellare la rosa, confermando coloro dimostratisi i petali più profumati, vale a dire l’argentino Martinez, l’esperto capitano Pecorari e i due profeti in patria, ovvero Stefano Rubechini da Indicatore, uno dei migliori della passata stagione, e Michele Mencarelli da Castiglioni, viceversa condizionato da una stagione ai box ma potenzialmente atleta con una marcia in più in questa categoria. Il compito adesso sembrerebbe in discesa, anche se occorrerà lungimiranza nella delicata scelta

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degli under da schierare che, come si sa, costituiscono la vera scommessa per quanto riguarda il buon esito dei risultati in campo. Non è ben chiaro chi e come farà il di Luca mercato, anche dopo il repentino forfait del consulente Franco Zavaglia, in pri- Stanganini mis chiamato a dare il proprio contributo alla causa, e poi fattosi da parte in maniera neppure troppo velatamente polemica, dopo che gli era stato riferito di non aver affatto bisogno dei suoi supposti buoni consigli. Magari sarà lo stesso Mauro Ferretti, apparso e dichiaratosi decisionista per natura, in prima linea per la costruzione della squadra: in effetti è apparso tutt’altro che sprovveduto. L’importante è che le idee ci siano e si riesca a metterle in pratica, altrimenti si rischia di trascorrere l’ennesima annata in mezzo alla palude. Chiudiamo con un motivo di ottimismo, ovvero l’accordo per il settore giovanile rinnovato con le strutture dell’Arezzo Accademy di Zerbini. L’Arezzo è dai giovani che dovrà mettere le basi, se vorrà avere un futuro stabile, senza dover andare a cercare scommesse a destra e sinistra, che si riveleranno molto spesso figlie del consiglio del procacciatore di turno. Un allevamento di giovani puledri amaranto, capaci nel tempo di dare un contributo alla causa del Cavallino. Prepariamoci dunque, con fiducia ed entusiasmo alla prossima stagione, perché Arezzo merita ben altri scenari.

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Il Bsc Arezzo riaccende l’entusiasmo Jasmine Bernardini, convocata in Nazionale

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Il presidente Fois sorride per i successi del softball, le convocazioni in Nazionale e la rinascita del vivaio

i è riacceso l’entusiasmo all’interno del Baseball Softball Club Arezzo. Ad averlo riacceso è stato il neopresidente Alessandro Fois e la sua dirigenza che, a quasi quattro mesi dal loro insediamento alla guida della società, possono tracciare un primo positivo bilancio del loro lavoro. Le maggiori soddisfazioni arrivano dal Monnalisa Softball, la squadra che, alla sua terza stagione nel campionato di Serie A2, sta veleggiando ai vertici della classifica e ha già messo in cassaforte il proprio posto nei play-off. L’allenatore Fabio Borselli può esultare non solo per i successi sul campo, ma anche per la crescita di tante ragazze della prima squadra e dell’Under 21, che sembrano assicurare un gran di Marco futuro al softball aretino. A meritare una citazione è Jasmine Bernardini, una ragazza del Cavini 1997 che ha avuto l’onore e l’onere di indossare la maglia della Nazionale italiana al Torneo della Repubblica di Caronno (Milano). Bernardini è stata convocata nella Nazionale sperimentale, una squadra allestita per osservare le migliori giovani giocatrici italiane di softball, e ha giocato da titolare tre delle quattro partite del torneo, meritando i complimenti dei tecnici federali. «Questa convocazione ci inorgoglisce – afferma Borselli. – Bernardini, nata e cresciuta sportivamente nel Bsc Arezzo, è ora arrivata alle soglie della Nazionale e questo testimonia la bontà del nostro lavoro con i giovani e la qualità del nostro vivaio». Sta vivendo una bella stagione anche il BancaEtruria Baseball, impegnato con buoni risultati nel campionato di Serie C con una squadra giovanissima, formata da soli atleti cresciuti nel vivaio. Tra questi è da ricordare Simone Mazzoli, inserito nella lista delle riserve della rappresentativa Toscana Cadetti che parteciperà al prossimo Trofeo delle Regioni. Per assicurare un futuro alla prima squadra, la nuova dirigenza si è impegnata anche nella ricostruzione del settore giovanile, allestendo un’Under 19 e soprattutto dando vita ai Ragazzini, la categoria con i bambini dagli 8 ai 12 anni. «Senza il vivaio non c’è futuro – conclude Fois. – Stiamo lavorando perché il nostro impianto, l’EstraBall Park, diventi un punto di riferimento per i bambini aretini e LARGO le loro famiglie, con l’obiettivo XVI LUGLIO 61/63 di poter nuovamente vantare un settore giovanile numeroso ZONA BELVEDERE e promettente».

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PRESSO

CENTRO SPORT CHIMERA

Una Chimera Nuoto a stelle e strisce

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Il resoconto del viaggio negli Stati Uniti di Marco Magara, direttore tecnico della Chimera Nuoto

a Chimera Nuoto cresce a confronto con le grandi piscine degli Stati Uniti. Marco Magara, direttore tecnico della società aretina, è stato protagonista di un viaggio in Florida in cui ha avuto l’occasione di studiare da vicino le metodologie di allenamento utilizzate nello stato americano e l’organizzazione dei suoi impianti sportivi. L’esperienza è servita a Magara per confrontarsi con tecnici e istruttori statunitensi, per carpire i segreti del nuoto d’oltreoceano e individuare alcuni spunti con cui migliorare l’attività della Chimera Nuoto. Nel corso della sua visita, l’aretino ha visitato gli impianti di Miami, Fort Laurderdale e Gainesville, la città dove si allena il pluricampione olimpico Ryan Lochte, collaborando poi per alcuni giorni con gli allenatori della Davie Nadadores, la squadra di nuoto dell’Università di Barry. «Ho colto tanti spunti per migliorare l’attività della Chimera Nuoto Magara con Catteau – spiega Magara. – Purtroppo il nuoto italiano, forte dei tanti successi ottenuti nel corso degli anni, ha smesso di crescere perché ha iniziato a cullarsi sugli allori e si è cristallizzato su tradizioni che in altre zone del mondo sono ormai superate. Al contrario, alla Chimera Nuoto siamo consapevoli che per continuare a far bene e restare all’avanguardia sia importante confrontarci con le metodologie di allenamento utilizzate in altri Paesi». La prossima tappa di questo percorso di crescita vedrà Magara recarsi in Francia, direttamente alla scuola di Raymond Catteau, l’ideatore dell’omonimo metodo utilizzato dalla Chimera Nuoto nella sua scuola nuoto e nella preparazione dei suoi agonisti. Il Metodo “Catteau” trova il proprio perno in una didattica di tipo attivo fondata sulla scoperta guidata, con l’insegnamento del nuoto che non avviene la piscina di Gainesville tramite spiegazioni ma su obiettivi e le azioni a essi collegati. «Questo viaggio in Francia – conclude er ulteriori informaMagara, – mi perzioni sulle attività metterà di sviluppadella Chimera Nuoto è re ulteriormente la possibile rivolgersi alla mia conoscenza del segreteria del Centro “Catteau”: si tratta Sport Chimera (in viale di un metodo che Gramsci 7), chiamare lo sarà sempre più alla 0575/35.33.15 o visitare il base della pedagosito www.centrosportchigia della Chimera mera.com. Nuoto».

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AREZZO

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70 ORE NEL FUTURO

IN UN’ANTOLOGIA D’AUTORE I NOVE RACCONTI VINCITORI DEL CONCORSO LETTERARIO DI FANTASCIENZA

ettanta sono le ore che Valentina V. Tereškova ha trascorso nello spazio cinquanta anni fa. Partita a bordo della navicella Vostok 6 nel giugno 1963, è stata la prima donna cosmonauta, di Valentina Paggini nonché prima civile, ad aver portato a termine una missione spaziale, compiendo 48 orbite intorno alla Terra per conto dell’Unione Sovietica. Nell’anniversario della prima sfida spaziale tutta al femminile, l’Associazione culturale Karemaski ha dato il via, il 20 dicembre scorso, al concorso letterario di fantascienza 70 ore nel futuro – a 50 anni dal primo volo del gabbiano Valentina. Gli scrittori, emergenti e non, hanno inviato i loro racconti che sono stati letti e giudicati; poi la selezione finale a opera della giuria tecnica, fino alla proclamazione dei nove vincitori che hanno visto pubblicate le loro storie nell’antologia, 70 ore nel futuro, presentata da Francesco Maria Rossi al Circolo Aurora di piazza Sant’Agostino domenica 16 giugno, davanti a un folto pubblico. Il volume, edito da Rêverie - Fuori|Onda Libri e che vanta l’illustrazione di copertina di Fabio Civitelli, non è solo il coronamento letterario del concorso promosso da Karemaski Multi Art Lab, ma è anche un omaggio a uno dei voli spaziali che hanno fatto la storia della scienza e dell’umanità. Infatti, insieme ai racconti dei vincitori – Emanuele Calchetti, Spartaco Mencaroni, Adriano Muzzi, Michela Dell’Omarino, Andrea Andreoni, Paolo Ninzatti, Sandra Tricca, Elena Annibali e Matteo Boffadossi – troviamo nel libro anche i contributi di grandi personaggi che hanno dedicato la loro vita all’oltremondo spaziale. È di Giuseppe Lippi, traduttore e curatore del mensile pilastro della science fiction, Urania, la prefazione al volume, dove mischia alla storia del genere, ricordi personali e inverosimili accostamenti leopardiani; Umberto Guidoni, astronauta e divulgatore scientifico è intervenuto con un suo speciale diario di viaggio, spaziale naturalmente, mentre Samantha Cristoforetti, astronauta anche lei, ci parla della Città delle Stelle come qualcosa di magico e leggendario. Ma il vero corpo del libro rimangono le narrazioni dei vincitori che esplodono sulla pagina raccontando il resto della storia che tre penne celebri della fantascienza, Alfredo Castelli, Pierfrancesco Prosperi e Nicoletta Vallorani, hanno fornito come incipit. www.fuoriondalibri.it

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IL RIFLESSISMO A

UNA MOSTRA INTERNAZIONALE IL MOVIMENTO LANCIATO DA ILI

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ell’anno in cui si svolge la prima edizione di Icastica, biennale di arte, teatro, danza e musica che mette Arezzo in posizione centrale sul fronte dei linguaggi contemporanei, un altro evento artistico internazionale arricchirà la prima parte dell’estate cittadina. Dal 29 giugno al 14 luglio il Palazzo di Fraternita di Piazza Grande ospiterà difatti la mostra collettiva I Riflessisti, con una selezione di autori che ha aderito alla corrente del Riflessismo, il cui manifesto fu presentato dall’aretino Ilinep il 21 settembre 2011 alla Biennale di Chianciano. Scultore che si trova a suo agio con vari materiali, ma che raggiunge gli esiti più importanti con la pietra arenaria e materiali alternativi come i polimeri stratificati con il bronzo, Giovanni Pelini, in arte Ilinep, sta raccogliendo negli ultimi anni larghi consensi di pubblico e critica. La mostra fiorentina del 2010, a Palazzo Panciatichi, e il secondo posto alla kermesse chiancianese l’anno MANIFESTO DEL RIFLESSISMO

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orma artistica che si impone di trasferire l’azione del comportamento umano in un lavoro artistico, riflettendovi soprattutto le debolezze e le negatività. Il precedente secolo ha visto un’evoluzione tecnologica sproporzionata rispetto a tutto il resto dell’esistenza, tuttavia non si può dire altrettanto per l’evoluzione culturale. Nonostante le grandi conoscenze e il notevole incremento – in gran parte del pianeta – della cultura di massa, l’azione umana spesso degenera in comportamenti negativi come: l’egoismo, l’edonismo, la sopraffazione, l’ingiustizia, l’intolleranza, l’indifferenza, l’ipocrisia, l’integralismo, ecc. Il Riflessismo si pone come obiettivo che il messaggio dell’arte debba servire – oltre che a determinare nelle sue forme espressive il piacere alla vista, al tatto, all’udito – a riflettere nelle opere il disagio e le debolezze umane, ricavando da ciò che traspare uno sviluppo al pensiero riflessivo, che conduca a influenzare il superamento delle varie negatività. Quindi l’opera, nelle sue forme e nelle sue azioni, deve essere un messaggio di denuncia, un Urlo di Munch, e nel contempo deve cercare forme espressive di ottimismo che possano condizionare positivamente il futuro.

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AD AREZZO

LE CELEBRA A ILINEP

di Marco successivo, lo consaBotti crano come una delle figure più originali del panorama scultoreo regionale. Dal novembre 2012 una sua opera in pietra arricchisce anche il Parco Archeologico Naturalistico di Castelsecco, sulla sommità della collina di San Cornelio. La scultura rappresenta La dea Uni che allatta Ercole adulto e si ispira all’incisione di un noto specchio etrusco volterrano. Oltre a Ilinep, altri sei artisti – tutti pittori – esporranno al Palazzo di Fraternita: gli italiani Riccardo Antonelli e Daniela Grifoni, la svizzera Franca Cannizzaro, il rumeno Bogdan Chiritoiu e le norvegesi Heidi Fosli e Jette Van Der Lende. Il vernissage si terrà sabato 29 giugno alle 17.30, con un aperitivo offerto dalle cantine di Fraternita, alla presenza degli artisti, del primo rettore Liletta Fornasari e del presidente del Consiglio comunale Luciano Ralli.

ANDREA SCANZI FA RIVIVERE GIORGIO GABER Lo scrittore aretino protagonista del Passioni Festival in piazza Sant’Agostino barca nell’estate aretina lo spettacolo Gaber se fosse Gaber, scritto e interpretato dal giornalista e scrittore aretino Andrea Scanzi. Giovedì 27 giugno, alle 21.15, la firma del “Fatto Quotidiano” sarà ospite della prima serata del Passioni Festival, una tre giorni di informazione, politica e musica nella cornice di piazza Sant’Agostino. La rappresentazione, nata nel 2012 come serata ricordo voluta dalla Fondazione Gaber per celebrarne il decennale della morte, riscuote da un anno un notevole successo di pubblico. Una lezione-spettacolo, che si snoda tra filmati e monologhi di Scanzi, per raccontare la produzione di Teatro Canzone del Signor G e divulgarne l’innovativa e lungimirante critica sociale, spesso dimenticata o fatta oggetto di appropriazioni indebite da parte della politica, sia di destra sia di sinistra. Il biglietto è acquistabile all’ingresso la sera dello spettacolo, oppure in prevendita attraverso il circuito BoxOffice e presso Vieri Dischi, al prezzo di 5 euro. Enrico Badii enrico.badii@gmail.com

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MAURIZIO PICHI

LA FOTOGRAFIA DELL’E TRA TRADIZIONE E SOC on una foto, si sa, è possibile raccontare un attimo, un momento, un istante di vita quotidiana, che riesce a trasmettere emozioni e sensazioni forti. La fotografia di Maurizio Pichi, per l’appunto, vuole cercare di far arrivare a chi osserva gli stessi sentimenti di colui che sta al di là dell’obiettivo. «Nella mia famiglia – ci racconta – c’è sempre stata una grande passione per la foto, specialmente da parte di mia nonna, che è riuscita dapprima a insegnarmi e, in seguito, a farmi innamorare della macchina fotografica. Conservo ancora il suo strumento, e credo che sia il modo migliore di ricordare lei e i miei inizi». Da quando ha cominciato a pubblicare le sue foto? «Ho iniziato quasi per gioco su Flickr, un social network dove ogni giorno più di sette milioni di persone postano le loro foto, e solo cinquecento vengono premiati. Quando ho visto che arrivavo spesso tra i primi, ho pensato che tutto questo non poteva essere una coincidenza. Così ho cominciato a pubblicare gli scatti anche su Facebook, e a trasformare il mio hobby in un secondo lavoro di grande impegno. È per questo che, artisticamente, mi definisco un “figlio dei network”». Cosa cerca di raccontare la sua fotografia? «Da un po’ di tempo a questa parte ho coniato una nuova parola: empatigraphy, cioè foto dell’empatia. Secondo me è importante che il fotografo riesca a entrare in contatto con il soggetto che sta mettendo a fuoco – qualunque esso sia – e riesca a trasmettere, a chi osserverà, ciò che ha provato. Per me, fondamentale è che

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TERMOLI BOOGIE-WOOGIE di Alessio Segantini

Metti cinque molisani alla Galleria Villicana d’Annibale

L’EMPATIA, OCIAL NETWORK

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abato 22 giugno, alle ore 18, alla Villicana D’Annibale Galleria d’Arte di via Cavour 57 si inaugura la mostra di pittura e scultura Termoli Boogie-Woogie, a cura di Angelo Andriuolo, Francesco Giulio Farachi e Danielle Villicana D’Annibale, realizzata in collaborazione con ARS Imago Dei & Officina Solare. I protagonisti sono gli artisti Nino Barone, Michele Carafa, Cleofino Casolino, Lucia Di Miceli e Antonio Marcovicchio. La città di Termoli li accumuna non solo come luogo di origine o patria adottiva, ma anche nella forza vitale tipicamente adriatica e nell’immaginazione, che scaturiscono dai lavori creando un’armonia comune, una sorta di danza: un boogiewoogie. La musica e il movimento si uniscono nel segno della sinergia, della sensualità e della passionalità. Creatività e fantasia si mescolano con giochi di luci e colori generando qualcosa di nuovo e personale. Un tripudio di stili dove le forme geometriche e astratte di Barone e Marcovicchio si combinano alle connotazioni pop della Di Miceli, fino a giungere alla plasticità tradizionale di Casolino e ai lavori estemporanei e ricchi di ibridazioni eclettiche di Carafa. Fino al prossimo 3 luglio un’esposizione che permette di vedere linguaggi diversi con un comune filo conduttore: l’energia che genera un’esplosione di vita. www.villicanadannibale.com Serena Capponi

si raccolgano le sensazioni sentite e che si riescano a renderle attraverso le foto». Ha fatto pure un corso di fotografia per ragazzi. Cosa ha cercato di lasciargli dentro? «In primis un messaggio forte e intenso. Penso che, se fatta in un certo modo, la fotografia possa essere educativa. Stare a contatto con altre persone o cose, catturare istanti di vita e di momenti, ti fa capire e vedere meglio chi hai accanto e ti aiuta a carpire ogni più piccolo dettaglio». Dove ha esposto finora? «Ho fatto delle mostre ad Arezzo, Firenze, Milano e Venezia. In laguna ero in una location particolare, la basilica dei Frari, tra la tomba di Canova e l’Annunciazione di Tiziano: un vero spettacolo». Quale deve essere l’obiettivo della fotografia? «La foto non deve essere fatta solo per ricercare consensi da parte degli altri, ma soprattutto per una propria crescita e per aprire gli occhi, per cercare di vedere al di là della superficie, di guardare dentro all’oggetto che si vuol trattare e trasmettere l’emozione che ci provoca. Il mio motto è: “L’obiettivo non sono i like, ma la propria felicità nell’aver scattato quella foto».

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ECCO PERCHÉ SEMPRE PIÙ ARETINI SCE PER CAPIRE CI SIAMO RIVOLTI A PAOLO, TITOLARE DELL’EPIPE POINT DI AREZZO di Marco Cavini

alute e risparmio: sono questi i due principali motivi alla base del successo della sigaretta elettronica. Anche nella nostra città il fenomeno è in continua espansione, con aretini di tutte le età che si stanno convertendo a questo nuovo modo di fumare e stanno lentamente abbandonando le sigarette tradizionali. Per scoprire l’universo delle sigarette elettroniche ci siamo rivolti all’ePiPe Point, il negozio con sede ad Arezzo in viale Michelangelo 82, dove il titolare Paolo si è dimostrato disponibile a soddisfare ogni nostra curiosità. Arriviamo subito al cuore dell’argomento: come mai sempre più aretini stanno passando alla sigaretta elettronica? «Perché si tratta dell’unica e sola alternativa per abbandonare la sigaretta tradizionale. Nove persone su dieci si presentano da noi consapevoli che la sigaretta tradizionale fa male e fermamente intenzio-

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nate a modificare le loro abitudini da fumatori. Sanno che smettere di fumare è difficilissimo perché la nicotina dà dipendenza, dunque vedono nella sigaretta elettronica un buon compromesso per star meglio e risparmiare». La sigaretta elettronica migliora il benessere del fumatore? «La salute sicuramente ne trae numerosi vantaggi perché nella sigaretta elettronica c’è solo la nicotina ma manca la combustione del fumo, e soprattutto mancano le 4.000 sostanze nocive e le 70 cancerogene presenti nella sigaretta tradizionale. Questa differenza conduce verso un miglioramento dei sensi, in primis gusto e olfatto, fa tornare l’alito gradevole, rende la pelle più liscia e i denti più bianchi. Inoltre migliorano i polmoni e l’intero apparato respiratorio, con la conseguenza che di notte si dorme meglio». Ma le sigarette elettroniche sono realmente così sicure? «La nostra azienda è consolidata e i nostri prodotti sono testati e sottoposti ad attenti controlli. Nelle ultime settimane abbiamo presentato una sigaretta completamente italiana in tutte le sue parti, dal microchip alla batteria fino ad arrivare al rivestimento ecocompatibile, e questo rappresenta un ulteriore motivo di affidabilità. La

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CELGONO LA SIGARETTA ELETTRONICA

E cosa più importante è però il liquido che contiene la nicotina: il nostro è prodotto da una prestigiosa azienda farmaceutica, dunque è garantito che aiuti a star meglio». Il secondo aspetto che lei ha citato è quello economico. «Con la sigaretta elettronica si risparmia. Alcuni studi hanno mostrato come mediamente un fumatore tradizionale spenda circa 1850 euro all’anno mentre con la sigaretta elettronica la spesa non supera i 500 euro. C’è un risparmio di oltre 1300 euro, cioè 110 euro al mese: in tale momento di difficoltà è una cifra che può fare la differenza». Voi cosa proponete a chi decide di passare alla sigaretta elettronica? «I clienti vengono in negozio e, senza alcun vincolo, offriamo loro la prova gratuita e la degustazione dei liquidi. Con alcune domande capiamo la tipologia di fumatore che abbiamo davanti, e gli consigliamo la sigaretta maggiormente adatta alle sue esigenze». Lei ha introdotto il tema della degustazione dei liquidi: proponete più scelte? «Abbiamo 16 tipologie di aroma con tre tassi di nicotina. Quattro sono tabaccosi puri, quattro sono tabaccosi con retrogusto di liquore, mentre gli altri sono fruttosi ai sapori di fragola, menta, cioccolata,

liquirizia e tanti altri: siamo in grado di incontrare i gusti di tutti. I più gettonati sono quelli al tabacco, perché chi lascia la sigaretta tradizionale continua a mantenere il gusto a cui è abituato, con il vantaggio che sente il sapore originale, non reso amaro dal senso di bruciato». Concludiamo con un’ulteriore curiosità: che età hanno i suoi clienti? «Non ci sono differenze e, dai 20 agli 80 anni, la sigaretta elettronica si sta diffondendo a macchia di leopardo tra fumatori di ogni tipologia. Ogni giorno ho clienti nuovi ma credo che sia un passaggio naturale: se una persona può scegliere di stare meglio, perché non dovrebbe farlo?».

ACCONCIATURE DA CERIMONIA E DA SPOSA 21 GIUGNO 2013

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A OGNI COLORE IL L asciamoci aiutare dai colori nel fare prevenzione! ROSSO: Anguria, Arancia rossa, Barbabietola ROSSO rossa, Ciliegia, Fragola, Pomodoro, Ravanello, Peperoni rossi. Sono ricchi di vitamina C, che stimola le difese immunitarie, favorisce la cicatrizza- a cura della dott.ssa zione delle ferite e l’assorbimento del ferro contenuto Barbara nei vegetali. L’antiossidante licopene aiuta a prevenire i Lapini tumori del seno e delle ovaie nelle donne e il tumore della prostata negli uomini, aumenta le difese immunitarie, favorisce la rigenerazione delle cellule e potenzia la memoria. Le antocianine contrastano i radicali liberi, ritardano l’invecchiamento delle cellule, svolgono un’azione benefica sui capillari sanguigni, aiutano a prevenire l’aterosclerosi, l’aggregazione piastrinica e potenziano la funzione visiva. Stimolano, inoltre, la produzione di melanina, il pigmento che difende la pelle dai raggi solari. Le fragole e le ciliegie sono particolarmente ricche di carotenoidi, sostanze antitumorali, importanti anche per la prevenzione di patologie cardiovascolari, cataratta, invecchiamento cellulare e della pelle, patologie neurodegenerative. GIALLO-ARANCIO GIALLOARANCIO: Albicocca, Arancia, Carota, Clementina, Cachi, Limone, Mandarino, Melone, Nespola, Pesca Noce Nettarina, Papaia, Peperone, Pesca, Pompelmo, Zucca. Prevengono tumori e malattie del cuore, aiutano la vista e prevengono l’invecchiamento delle cellule. Il betacarotene è un potente antiossidante che ci protegge dai radicali liberi. I flavonoidi agiscono principalmente a livello gastrointestinale, contrastando la formazione di radicali liberi. Sono utili per il sistema cardiocircolatorio. La vitamina C contribuisce alla produzione del collagene ed è un antinfiammatorio e un anticoagulante. VERDE: Agretti, Asparagi, Basilico, Bieta, Broccoletti, Broccoli, Carciofo, VERDE Cavolo broccolo, Cavolo cappuccio, Cetriolo, Cicoria, Cicorione puntarelle, Cime di rapa, Indivia, Kiwi, Lattuga, Prezzemolo, Rucola, Spinaci, Uva, Zucchine. Prevengono tumori malattie del cuore e aiutano il sistema

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IL SUO BENESSERE

nervoso. Contengono magnesio che regola la pressione dei vasi sanguigni e la trasmissione dell’impulso nervoso e stimola l’assorbimento del calcio, del fosforo, del sodio e del potassio. I vegetali a foglia verde contengono acido folico e folati fondamentali in gravidanza e contribuiscono a prevenire l’infarto del miocardio e l’ictus ischemico. dietista Barbara Lapini BLU-VIOLA BLUVIOLA: Fichi, Frutti di bo- Responsabile AIDAP sco (lamponi, mirtilli, more, ribes), (Associazione Disturbi Comportamento Melanzane, Prugne, Radicchio, Uva del nera. Le antocianine, antiossidanti Alimentare e de Peso) di Arezzo presenti in buona quantità in que- www.dietistalapini.it sti alimenti prevengono i tumori, Manda le tue domande le patologie cardiovascolari, incluso a lapinibarbara@yahoo.it l’ictus, inibiscono l’aggregazione pia- e leggerai le tue risposte nella prossima rubrica strinica, la cataratta, l’invecchiamento cellulare e della pelle, le patologie neurodegenerative e aiutano vista e funzione urinaria. Sono, inoltre, ricchi di vitamina C, vitamina A, potassio, magnesio, fibre solubili. BIANCO: BIANCO Aglio, Cavolfiore, Cipolla, Funghi, Mela, Pera, Porri, Sedano, Finocchio. Prevengono le malattie del cuore, delle coronarie, rendono il sangue più fluido, contengono fibre, sali minerali, potassio, vitamina C, isotiocianati contro l’invecchiamento cellulare. Gli isotiocianati riducono, tra l’altro, i livelli di estrogeni, ormoni responsabili di diverse forme tumorali. Grazie alla quercetina, gli alimenti di questo colore rinforzano il tessuto osseo e i polmoni e combattono le allergie. I flavonoidi, contenuti soprattutto nelle mele e nelle cipolle, aiutano invece a proteggere dai tumori e agevolano la funzionalità polmonare (in particolare quelli contenuti nelle mele). Quelli contenuti nelle cipolle regolano il meccanismo della perdita di calcio dal tessuto osseo. Un minerale particolarmente prezioso, infine, è il selenio, che aiuta a prevenire l’ipertensione, le anemie, e diversi tipi di tumore. [potete recuperare la prima parte dell’articolo qui: www.issuu.com “Il Settimanale di Arezzo] 21 GIUGNO 2013

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il sonetto

Arezzo è città d’arte. A’ tempi andati, sembra che cj’abbia bàcio la furtùna per tutti i Grandi che ce sono stati: Vasàrri e Piero… pe’ dìnne qualcuna! Ma a gustà l’arte un sémo abituati: moderna o antica… un ce va bén nissùna! In questo ’n sémo pùnto… “migliorati”, anco si l’ómo è vìto ne la Luna! Quéla ch’è apàrso ’na provocazione, ’st’Icàsteca, a la fine ce demóstra, ch’usando ’l còre e l’immaginazione, li stracci van d’acórdo co’ la Giostra. In fondo, anco le bare co’ l’ulivi sèrveno a la città… a sintìssi vivi!

di Leonardo Zanelli

Lo yogurt rispetto al latte è molto più equilibrato, saziante e ricco di calcio. Vale la pena allora provare ad “auto-produrselo”, come si sente sempre più spesso dire. Una semplice ricerca in rete e scoprirete, oltre a come si fa, anche quanto sia economico. Visti i tempi che corrono trasformare un litro di latte in un chilo di yogurt dà vantaggi notevoli. Pensate che con questa semplice operazione, se proprio la volete vedere in termini monetari, trasformate 1,30 euro di latte in 4 euro circa di yogurt, con un risparmio di 200 euro all’anno, nel caso il vostro consumo si aggiri sui 200 grammi al giorno. Per cominciare, vi servono del buon latte biologico e dello yogurt bianco biologico, il più fresco possibile. Ne avrete bisogno solo per la prima volta, perché poi userete un vasetto dello yogurt da di Fabio Mugelli voi prodotto, per farne di nuovo.

Estate aretina con la Città invisibile all’Anfiteatro romano di via Crispi. Tutti i martedì, mercoledì e giovedì dalle 18 alla mezzanotte, con letteratura, musica, dibattiti, teatro, book-crossing, cinema, giochi, fumetti... oltre a bar, tavoli all’aperto, biliardini, mercatino usato dei libri e dischi e altro ancora. A cura del Karemaski e di circa trenta realtà associative del nostro terdi Lucio ritorio. Massai Into Darkness – Star Trek *** Il capitano Kirk perde il comando dell’Enterprise e viene epurato dal suo primo ufficiale Spock. Sarà chiamato a tornare al suo posto quando dovrà affrontare una minaccia imprevista e misteriosa. J. J. Abrams con il secondo film di Star Trek conferma di essere all’altezza del proprio nome. Sulle orme del padre putativo Spielberg, Abrams dimostra di aver appreso appieno il tema della semplicità narrariva. Into Darkness è una divertente corsa contro il tempo in cui la trama procede di pari passo con l’azione, in una semplicità di intenti che è antefatto necessario all’ampliamento della propria prospettiva verso la grande epica. Numerose le citazioni cinematografiche, su tutte una fuga che ricorda I predatori dell’arca perduta. Jacopo Fabbroni

e ti accompagnano in città (e a ballare!)

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