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ANNO IV NUMERO 149 • VENERDÌ 31 MAGGIO 2013 • COPIA GRATUITA IN COPERTINA: SCATTO ED ELABORAZIONE GRAFICA DI ANDREA BARDELLI

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IN QUESTO NUMERO VITA DELLA CITTÀ 3 Questione di cuore: alla Fattoria “Komote” un defibrillatore dono della Fondazione Monnalisa 4 Il Movimento 5 Stelle di Arezzo punta il dito contro la gestione del bilancio 6 “Dal letame nascono i fiori”: la riconquista della credibilità della politica passa per la partecipazione 7 Super Ztl dietro l’angolo, ma il sistema di mobilità è pronto? 10 Dimmi che colore mangi e ti dirò quanto sano sei 28 Sigaretta elettronica? Si sta meglio LE PELLEGRINE ARTUSI E… 11 il cheesecake salato AREZZO’N’ROLL 8 Kaleidoscopic!!! AREZZO SPORT 13 L’anno zero degli ARIETI RUGBY

15 Tornei, Olimpiadi e tanto altro: questo è il Circolo Tennis Giotto 16 Due petrarchine in maglia azzurra 18 La stagione d’oro della scherma aretina 20 Centro Sport Chimera, la formazione non si ferma mai CULTURA 21 L’arte e i giovani: un’iniziativa ad Arezzo per i fotografi emergenti 22 Save the Date! Pittura, fotografia, musica e tanto altro per una domenica aretina da ricordare 24 Alla scoperta di Piazza Grande con gli alunni della Scuola Media “Cesalpino” OGGI PARLIAMO DI… 26 il rischio di essere chiamati “secchioni” TRUCCO & PARRUCCO 27 Vuoi mettere in risalto la tua personalità? Con i colori giusti puoi!

“IL SETTIMANALE DI AREZZO“ È UNA TESTATA EDITA DA EDIZIONI GIORGIO VASARI SRL ANNO IV NUMERO 149 – VENERDÌ 31 MAGGIO 2013 © EDIZIONI GIORGIO VASARI DIRETTORE RESPONSABILE: FRANCESCO CIABATTI, EMAIL FRANCESCOCIABATTI.EGV@ GMAIL.COM VICEDIRETTORE: MARCO BOTTI, EMAIL MARCO.BOTTI9@GMAIL.COM REDAZIONE: ELENA AIELLO, ENRICO BADII, ANDREA BARDELLI, GIACOMO BELLI, SERENA CAPPONI, FERNANDA CAPRILLI, MARCO CAVINI, GIACOMO CHIUCHINI, DORY D’ANZEO, JACOPO FABBRONI, CECILIA FALCHI, ELETTRA FIORINI, MICHELE GIUSEPPI, SARA GNASSI, ILARIA GRADASSI, VALERIA GUDINI, GIACOMO MANNESCHI, CHIARA MARCELLI, LUCIO MASSAI, DAVID MATTESINI, FABIO MUGELLI, OMERO ORTAGGI, VALENTINA PAGGINI, ROBERTO PARNETTI, LUCIANA PASTORELLI, IVANA MARIANNA PATTAVINA, LUCA PIERVENANZI, CHIARA SAVARINO, ALESSIO SEGANTINI, LUCA STANGANINI, VALENTINA TRAMUTOLA, LUCA TRIPPI. FOTO: ANDREA BARDELLI, ROBERTO PARNETTI, SAIMON SAVINI AMMINISTRAZIONE: EDIZIONI GIORGIO VASARI SRL, VIA MANTEGNA 4, 52100 AREZZO (AR), TEL. 392/95.96.285, FAX 0575/16.57.738, EMAIL EDIZIONIVASARI@ARUBA.IT PUBBLICITÀ E MARKETING: PAOLA PRATO, 333/46.04.264, PAOLAPRATO.EGV@GMAIL.COM AUTORIZZAZIONE TRIBUNALE DI AREZZO 02/2010 DEL 10 FEBBRAIO 2010 ISCRIZIONE AL REGISTRO DEGLI OPERATORI DELLA COMUNICAZIONE AL N. 19155 STAMPA: LA ZECCA SRL, VIA UMBERTO TERRACINI 25/27, 52025 FRAZ. LEVANE, BUCINE (AR), TEL. 055/91.80.101, FAX 055/91.80.412, EMAIL INFO@TIPOGRAFIALAZECCA.IT

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È VIETATA, SENZA FORMALE AUTORIZZAZIONE, LA RIPRODUZIONE TOTALE O PARZIALE DI TESTI, DISEGNI, FOTO E PUBBLICITÀ RIPRODOTTI SU QUESTO NUMERO

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QUESTIONE DI CUORE

ALLA FATTORIA KOMOTE UN DEFIBRILLATORE PER GLI OSPITI, DONO DELLA FONDAZIONE MONNALISA, PENSANDO SOPRATTUTTO AI BIMBI

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azienda agricola e fattoria didattica Komote di Lorenzo Barbagli, alle porte della nostra città di Arezzo, in località San Zeno, sarà la prima a essere dotata di un Defibrillatore DAE, grazie alla donazione della Fondazione Monnalisa onlus. È il risultato di un progetto che ha previsto la collaborazione della Fondazione e della fattoria didattica, e l’organizzazione di tre eventi specifici per la raccolta fondi, destinati all’acquisto del “prezioso” strumento: La Befana a cavallo, Carnevale in fattoria e Il giardino di primavera. Il defibrillatore è in grado di garantire maggiore tranquillità e sicurezza a tutti gli ospiti, soprattutto bambini, che durante l’anno, anche per le vacanze estive, frequentano la struttura. La famiglia Barbagli ha deciso di installare il DAE all’ingresso dell’azienda, in un punto di facile accesso per un immediato utilizzo da parte di chiunque, in qualsiasi momento possa averne bisogno: un esempio importante nel nostro territorio d’attenzione verso la salute degli utenti e più in generale della cittadinanza, che amplia il numero delle “isole salvavita” allestite sul territorio aretino. È utile ricordare che l’arresto cardiaco extra-ospedaliero continua a essere una delle principali cause di morte nel mondo. In circa l’85% dei casi la morte cardiaca improvvisa è causata da una aritmia ipercinetica ventricolare; tachicardia ventricolare (TV) o fibrillazione ventricolare (FV), che può essere termi-

nata con uno shock elettrico (la defibrillazione, appunti). di Luciana I Defibrillatori Automatici Esterni Pastorelli (DAE) sono in grado di riconoscere le aritmie ipercinetiche e guidare con messaggi vocali l’operatore a eseguire le semplici manovre che costituiscono la defibrillazione. La fattoria didattica Komote in questo modo conferma la sua valenza sociale, educativa, riabilitativa e la particolare sensibilità al benessere e alla salute, testimoniata negli anni dalle attività svolte come la scuola di equitazione o i trattamenti di pet therapy rivolti ad adulti, bambini, anziani e persone portatrici di handicap. lu.pastorelli@libero.it

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IL MOVIMENTO 5 STEL DITO CONTRO LA GES

bbiamo intervistato Lucio Bianchi, consigliere comunale, portavoce e capogruppo del Movimento Cinque Stelle aretino. Lucio, è vero che non ci sono i soldi per poter eseguire opere pubbliche? «In un periodo di crisi economica come quello in cui stiamo vivendo, è facile nascondersi dietro allo spettro del “Non ci sono i soldi”, quando si viene chiamati a rispondere di opere pubbliche non effettuate. I soldi ci sono e compaiono anche in bilancio, il problema riguarda la gestione del denaro». A chi erano destinati questi fondi? Di che cifre parliamo? «Si tratta di quasi mezzo milione di euro che sarebbe andato a sostegno del settore orafo, della scuola, delle attività culturali e dell’economia». Perché questi fondi rimangono bloccati? «Alla base ci deve essere un buon progetto di crescita e sviluppo, finché gli enti non saranno in grado di tirare fuori idee valide il Comune non sarà disposto a investire. Il rischio è che questi soldi finiscano a fondo perduto o al risanamento di debiti da parte delle aziende. Se così fosse andrebbe specificato in bilancio, la trasparenza deve essere alla base». Se fosse lei a decidere, dove investiresti questa somma di denaro? «Sicuramente li investirei nel superamento del decentramento, cioè come vogliamo organizzare la partecipazione dei cittadini per l’amministrazione della città dopo che le Circoscrizioni sono state chiuse». Nel pratico? «Ad Arezzo l’anno scorso abbiamo provato il progetto dell’Open Space, in piazza Sant’Agostino. In un progetto di

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TELLE DI AREZZO PUNTA IL GESTIONE DEL BILANCIO Open Space tutti i cittadini possono liberamente esprimere un problema, o più problemi, che vedono nella città; ma soprattutto possono promuovere un’idea utile a tutta la società e condividerla con i presenti. Una volta ascoltate tutte le ipotesi iniziamo un processo per la realizzazione dell’idea migliore». Le idee alla fine si tramutano sempre in progetti realizzati nel concreto? «Purtroppo non sempre, ne è esempio il progetto “Evviva la Cadorna”, in cui i cittadini erano chiamati a esprimersi per quanto riguarda il futuro del parcheggio Cadorna. Tutti avevano la possibilità di dire la propria, ma le idee venivano spesso spente sul nascere, perché i cittadini non sono a conoscenza di molti vincoli che comportano la realizzazione di un progetto. Sarebbero serviti dei tecnici comunali, che però pretendono gli straordinari e noi non possiamo permettercelo. L’idea generale era evitare assolutamente la costruzione di nuove aree di sosta sotterranee a quelle già esistenti, visti i problemi creati anche dal parcheggio di piazza del Popolo: sorto sopra una falda acquifera del Castro, ha creato innumerevoli problemi alle costruzioni circostanti. Sono convinto che la Cadorna potrebbe essere ampiamente sfruttata per creare un nuovo spazio verde, viste le capienti possibilità offerte dalla piazza». C’è la possibilità che diventi un nuovo polmo-

di Michele

ne verde per la nostra città? Giuseppi «È molto scarsa. In Comune sono già pronti i progetti per la realizzazione futura del nuovo parcheggio. Il problema è che al giorno d’oggi nessuno è disposto a investire in qualcosa dal quale non può trarre profitto sicuro. La soluzione sarebbe togliere dalle mani dei privati il controllo e l’acquisizione del nostro territorio, e far decidere ai cittadini su cosa sia più giusto operare. Voglio credere nella collaborazione tra politica e cittadini, tra amministratori e amministrati, nella trasparenza delle operazioni. Ecco su cosa investirei per migliorare il nostro territorio».

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“DAL LETAME NASCONO I FIORI” LA RICONQUISTA DELLA CREDIBILITÀ DELLA POLITICA PASSA PER LA PARTECIPAZIONE

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on si fa altro che collegare la parola “politica” a “sfiducia” o “disgusto”, eppure a livello locale cresce la voglia di rendersi attivi in nome di una sana partecipazione politica. Reduci da una campagna elettorale (prima) e da una serie di gazebo ad Arezzo e dintorni (poi), abbiamo maturato la consapevolezza che oltre a quella economica c’è un’altra crisi che non va trascurata: quella della politica italiana, il cui nodo centrale sta nella ormai incolmabile distanza tra istanze popolari e delega rappresentativa dei partiti. Orfani di quelle ideologie che imponevano anche un codice etico, privi di struttura interna, i partiti si sono trasformati in organi autoreferenziali distanti dalla società. Inutile cercare qualcuno cui dar la colpa: la degenerazione ha avuto inizio quando si è passati dal dibattito interno, dai partiti-laboratori di idee, dalle scuole quadri, dalla militanza, alla politica di media e sondaggi, agli yes-

«INVESTIRE

man, all’assenza della base. di Carlotta Un tempo politica era entusiasmo Andrea perché c’erano dibattito, idee, attiviBuracchi smo; oggi senza struttura né ideologia i partiti diventano coacervi di interesse, in cui la base è quella cui si chiede adesione in campagna elettorale per poi ripudiare al momento delle scelte importanti. Di conseguenza avremo clientelismo, corruzione e una assai dubbia classe dirigente. Il disprezzo diffuso è meritato ma la risposta non è “buttare il bambino con l’acqua sporca”. Dire “tutto fa schifo” va bene finché restiamo entro le mura del bar sotto casa. La voglia di partecipare alle scelte che abbiamo constatato direttamente ai gazebo ne è testimonianza. Diceva De Andrè “dal letame nascono i fiori”: forse ci siamo accorti che la democrazia non si fa solo coi voti, e che la partecipazione non è solo una croce su una scheda. E forse la soluzione sta proprio in quei concetti di sovranità popolare e partecipazione che la politica ha accantonato, non nel disprezzo. È necessario dunque – a nostro avviso – che il popolo non sia più destinatario passivo dell’intervento pubblico dell’Amministrazione locale e nazionale, ma piuttosto che la sua partecipazione alle scelte sia ritenuta risorsa centrale, favorendo forme di partecipazione mirate (referendum, primarie, spazi deliberativi), quella che viene definita “governance dal basso”: dopotutto non sono proprio i cittadini i soggetti primari della politica?

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SUPER ZTL DIETRO L’ANGOLO, MA IL SISTEMA DI MOBILITÀ È PRONTO? entre si pensa a tempi e modi per trovare le risorse utili al completamento del boulevard di via Crispi, la stretta voluta dall’Amministrazione comunale e dall’assessore Dringoli per la nuova Ztl sembra davvero dietro l’angolo. di David Un’ora in più di divieto per l’ingresso delle auto in centro al mattino: non più Mattesini dalle 8.30 alle 11 ma fino alle 12. Un’ora e mezzo in più di divieto al pomeriggio, dalle 16 alle 20, anziché come è adesso dalle 17.30. Insomma il primo step, di cui si parla da tempo, verso l’immaginata chiusura al traffico del centro storico dentro le mura. Il punto, però, è che mentre sulla carta il progetto non fa una grinza per l’orientamento di rispetto ambientale e vivibilità del centro, ciò che ancora appare carente è quello che potremmo definire l’adeguamento di contorno. Insomma, tra scarse disponibilità economiche e tempi biblici per attivare tutti i soggetti che dovrebbero mettere in campo un piano integrato di mobilità per la città, problemi non di poco conto restano sia per le carenze oggettive del sistema di trasporto pubblico locale, sia per il completamento della rete dei parcheggi e dei collegamenti col centro. E se sembra che la nuova stretta dovrebbe arrivare tra metà luglio e metà settembre, quando molti aretini saranno magari in ferie e la pressione delle auto sul centro sarà inferiore, la domanda fondamentale è: perché creare la “domanda”, prima ancora di aver completato il sistema di risposte utili a rendere davvero efficiente il sistema di mobilità cittadino? Insomma, che il Comune abbia da tempo avviato un percorso logico e saggio nella direzione di una modernizzazione ecologica del trasporto cittadino è fuor di dubbio, il punto è però che questo piano deve ancora essere completato. Troppo poche insomma sono le corse di bus e navette, e più in generale i collegamenti dalla periferia e dal “semi-centro” al cuore della città, e in mancanza di questi, restano ancora troppo pochi i parcheggi utili a far cessare la sosta selvaggia, a cui soprattutto durante il weekend gli aretini si sono abituati a mettere in pratica sul limitare delle zone interdette al traffico. Intanto diversi commercianti continuano a manifestare le proprie perplessità, staremo quindi a vedere se l’Amministrazione saprà dare in tempi così rapidi una risposta. Risposta che mentre rende più sostenibile la mobilità urbana non renda ancor più difficile agli aretini muoversi senza l’auto, perché non si può chiedere a un anziano di arrivare in centro in bici.

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logo di www.samueleschiatti.com

KALEIDOSC

OPIC!!!

di Lucio Massai

uesti ragazzi ci avevano colpito favorevolmente l’anno scorso al music festival River di Ponte alla Chiassa: passione, volume e sudore. Band che danno tutto sul palco, quelle che convibrano all’unisono fra suoni/rumori-altezze/velocità, battiti intensi e testi diretti. Siamo orgogliosi di presentare un’altra giovane band di Arezzo che sta per tuffarsi nel mare nostrum della scena musicale italiana alternative, noise e stoner rock. I Kaleidoscopic sono Francesco Mazzi alla batteria, Marco Ciardo alla chitarra, Mario Caruso chitarra e voce, e Francesco Magrini al basso. Questi ragazzi hanno dimostrato di avere le idee chiare, autoproducendosi con una demo, con tenacia suonando e promuovendosi in su e giù per l’Italia, cercando di farsi spazio e attirare l’attenzione degli addetti ai lavori e del pubblico. Come è iniziata questa avventura? «Siamo nati alla fine del 2010, inizio 2011, e tutti venivamo da esperienze musicali diverse con altri gruppi. Abbiamo fatto uscire una demo autoprodotta, scaricabile gratuitamente dal nostro sito kaleidoscopic.it. Oggi siamo andati oltre quelle sonorità, e anche se rappresenta ormai il nostro passato, ci è servita per farci conoscere in giro per l’Italia. Con la sola forza di quella demo e con la nostra decisa volontà, abbiamo collezionato un numero di date incredibili, dal piccolo locale o centro sociale al palco enorme con tanto di tecnici e backliner qualificati sullo stage a risolvere e accontentare ogni nostro capriccio. Nei live

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Insieme con me per ridare la città agli aretini...

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CIRCOLO PD PESCAIOLA (AREZZO)

Donato Toscano


del 2011 e del 2012 abbiamo affiancato gente del calibro di Bologna Violenta, Linea 77, Gazebo Penguins, The Maniacs, El Thule, Waines». Ora state registrando il vostro primo disco. «Con la fine delle date live ci siamo chiusi in studio per buttare giù e lavorare seriamente al materiale nuovo. In pochi mesi è successo qualcosa di straordinario, e a parer nostro è stato possibile e creato solo e soltanto grazie alla nostra dedizione per un’arte che amiamo, e in cui abbiamo riposto molte nostre aspettative. I risultati non possono arrivare senza il sacrificio e il duro lavoro ma i nostri sforzi, le nostre nottate insieme a comporre, a sbatterci, a ridere, a bere e scherzare, ma anche a litigare e offenderci in alcuni casi, sono state il vero segreto del piccolo grande risultato avuto fino a ora. Nello sviluppo del progetto abbiamo voluto fortemente che collaborasse con noi Nicola Manzan (Bologna Violenta, Teatro degli Orrori, Baustelle), che sta seguendo e seguirà tutte le fasi di pre-produzione, registrazione e post-produzione del lavoro svolto». Quale sono le vostre dinamiche nella composizione musicale? «Ci sentiamo una band, lavoriamo insieme e insieme evolviamo nelle idee e sui dettagli, diversamente non ci sentiremmo una band. La composizione avviene con il contributo di tutti e da ognuno di noi ci aspettiamo il meglio. Cerchiamo di non essere individualisti ma analizziamo la musica in funzione del pezzo, nell’ottica di una visione generale e di quello che vogliamo ottenere: suoni, voce, produzioni… Tutto viene condiviso». Il significato del nome? «Lo abbiamo scelto perché veniamo da esperienze musicali completamente diverse, come le molteplici sfaccettature di figure, colori e immagini del caleidoscopio, che si aprono e si chiudono in altre, abbiamo messo tutto insieme e… suoniamo un genere, nostro, non saprei dirti quale facciamo, non riusciamo a catalogarlo... Poi è un richiamo, se vuoi, ad avere un atteggiamento positivo verso la vita [il termine significa, in greco, “vedere bello”, nda], anche se i nostri testi sono chiaramente di denuncia della vita sociale e politica attuale». arezzonroll@gmail.com

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entornati ai nostri lettori! Vi ricordiamo che la prima parte di questa rubrica, dedicata al rosso e all’arancione-giallo, è apparsa sul numero 144 del “Settimanale di Arezzo”, che potete recuperare sulla piattaforma digitale ISSUU, issuu.com. Buona lettura e buon appetito! VERDE: insalate, zucchine, asparagi, piselli, rucola, basilico, mele verdi, avocado, broccoli, cavoli, ecc… La loro

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DIMMI CHE COLORE MANGI E TI DIRÒ

azione protettiva si concentra sulle ossa, denti e occhi. La Clorofilla ha una potente azione antiossidante, mentre i carotenoidi contenuti in questi QUANTO SANO SEI alimenti aiutano l’organismo a difendersi e prevenire le patologie coronariche e molti tipi di tumore. Questi alimenti sono molto ricchi di Magnesio, un minerale molto importante poiché favorisce il metabolismo di carboidrati e delle proteine, stimola l’assorbimento di calcio, sodio e potassio, regola la pressione dei vasi sanguigni e la trasmissione dell’impulso nervoso. Gli ortaggi a foglia verde sono ricchi di Folati e Acido Folico, utili come strumento di prevenzione, nel caso dei neonati, del rischio di incompleta chiusura del canale vertebrale durante la gravidanza. VIOLETTO: le melanzane, i fichi, l’uva, le prugne, le more, i mirtilli contengono numerosi fitonutrienti tra cui le Antocianine e i Fenoli, che proteggono le vie urinarie e hanno azione anti-invecchiamento nei confronti della pelle e della perdita di memoria. Ribes e radicchio, oltre alle proprietà antiossidanti dovute alla presenza di Vitamina C, intervengono nella formazione di carnitina e del collagene. Il radicchio inoltre contiene betacarotene, precursore della vitamina A, e come fichi, ribes, more e prugne è ricco di potassio, che protegge il tessuto osseo e combatte le patologie cardiovascolari e l’ipertensione. Le melanzane invece sono ricche di magnesio. BIANCO: cipolle, aglio, scalogno, cavolfiori, finocchi, pesche bianche ecc. I fitonutrienti contenuti in questi alimenti favoriscono una corretta assimilazione di grassi e colesterolo contenuti nei vari cibi. Frutta e verdura di colore bianco rinforzano il tessuto osseo e i polmoni. La Quercetina contenuta in questi alimenti è un potente antiossidante, che difende l’organismo dal rischio di tumori. Ricchi di vitamine, fibre, potassio e altri sali minerali, contengono anche gli Isotiocianati, ottimo strumento di prevenzione contro l’invecchiamento cellulare. Aglio, cipolle e porri contengono anche l’Allilsolfuro, che rende il sangue più fluido e meno incline alla formazione di trombi. Il selenio presente nei funghi, invece, aiuta a prevenire l’ipertensione e le anemie. Per questo la nostra alimentazione deve essere varia, per permettere al nostro organismo di assimilare tutti questi composti indispensabili come elementi di prevenzione. Se volete saperne di più, la dottoressa Giulia Roghi riceve su appuntamento al “San Giuseppe” in via Saffi 33 ad Arezzo, o in via dell’Olmo 99/D a Terranuova Bracciolini; è comunque sempre contattabile al 349/08.42.310 o via email all’indirizzo roghi_giulia@hotmail.it

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i avvicina il periodo delle vacanze e l’estate, che quest’anno si fa decisamente desiderare, a casa nostra fa venir voglia di picnic. Ogni occasione è buona per passare una giornata all’aria aperta, magari correndo dietro un pallone o semplicemente assaporando i primi raggi di sole sul viso. Il cestino delle vettovaglie è l’elemento che più intriga le nostre famiglie. Desiderano trovarvi sempre delle sorprese, e guai se ci sono solo dei semplici panini! L’effetto “colazione scolastica” proprio non piace. Tutte le volte cerchiamo di inventarci qualcosa di nuovo: possono essere torte salate, tramezzini dal ripieno sfizioso o prelibatezze in monoporzione. Queste mini cheesecake salate sono una delle ultime creazioni. Ci è molto piaciuta per i diversi sapori e le diverse consistenze che si armonizzano benissimo fra loro. La mela rossa, croccantissima e dal sapore leggermente agro, si sposa piacevolmente con il salmone e toglie il sentore di grasso dalla bocca. La ricotta fresca, profumata con i fiori di rosmarino, e il pepe hanno il sapore, il profumo della primavera stessa. Il tocco di miele di corbezzolo completa questa piatto rendendolo davvero particolare. Con questa ricetta abbiamo partecipato a un concorso nazionale, il premio era la possibilità di cucinare con il grandissimo chef stellato Moreno Cedroni nel suo ristorante “La Madonnina del Pescatore” a Senigallia. Siamo felicissime di dirvi che abbiamo vinto e partiremo alla volta di questa avventura cariche di tutta la nostra passione ed energia! Vi terremo aggiornati nei prossimi numeri de “Il Settimanale di Arezzo”, sul nostro blog www.lepellegrineartusi.com o su Facebook!

INGREDIENTI PER IL CHEESECAKE SALATO – 2 mele rosse croccanti – 100 grammi di cracker ai cereali – 40 grammi di burro fuso – 250 grammi di ricotta di pecora freschissima – 100 grammi di salmone affumicato tagliato fresco – 1 cucchiaio di fiori di rosmarino freschi – 1 cucchiaino di pepe rosa – 2 cucchiai di miele di corbezzolo Procedimento ettete la ricotta a scolare del liquido in eccesso. Nel mixer mettete i cracker con il burro fuso e triturateli finemente. Ponete su un tagliere della carta forno e adagiatevi quattro coppapasta. Fate in fondo a ognuno di essi uno strato di cracker. Ponete a riposare in frigo per 15 minuti, nel frattempo lavorate la ricotta con il pepe rosa e i fiori di rosmarino. Mettete la vostra ricotta sopra lo strato di biscotti e fate riposare in frigo. Al momento di servire fate uno strato di salmone affumicato e uno di mele, affettate sottilmente con la buccia. Scaldate il miele di corbezzolo e decorate la vostra cheesecake.

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Arieti Rugby

in copertina foto©Valerio Stuart www.vstuart.com

li Arieti Rugby ripartono da zero. L’ultima stagione è servita alla società aretina per fermarsi e iniziare a programmare il proprio futuro. La dirigenza, lo staff tecnico e tutti i giocatori si sono riuniti per decidere cosa “fare da grandi”, impostando un progetto condiviso, fissando le mete e gli obiettivi da raggiungere nei prossimi anni, decidendo i valori di base e le regole da seguire, trovando una nuova identità tecnica e tattica. A farsi promotore di questo rinnovamento è stato Paolo Casalini, il tecnico che, in accordo con il direttore sportivo Luca Oliva, dal novembre scorso ha assunto le redini della prima squadra. «Per gli Arieti è stato l’anno zero – avvia Casalini. – Nella stagione appena terminata l’obiettivo della società era la totale riorganizzazione dell’impianto di gioco, il consolidamento della rosa e l’inserimento dei

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continua a pag. 14

La mia attività professionale prevede: Dietoterapia per la cura del soprappeso e obesità; Dieta personalizzata per diabete, ipertensione e altre patologie nutrizionali; Indicazioni dietetiche per soggetti sani; Indicazioni dietetiche per donne in gravidanza e allattamento; Analisi della composizione con tecnica impedenziometrica; Educazione alimentare; Dietoterapia DOTT.SSA e educazione alimentare in età pediatrica; Dietoterapia GIULIA ROGHI secondo regime Axodiet DIETISTA 349/0842310 31 MAGGIO 2012

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La società aretina è stata rinnovata e rinvigorita dalla cura del tecnico Paolo Casalini

L’anno zero degli Arieti Rugby [segue da pag. 13]

nuovi giocatori. La mia priorità era portare una nuova idea di rugby, cedi Marco mentare il gruppo intorno a un’idenCavini tità e vedere i miei ragazzi trasformarsi da “individui” a “squadra”». Come ha impostato questo lavoro? «Ho seguito la via del confronto. Con i giocatori ci siamo fermati e abbiamo deciso alcuni punti da seguire, prendendo scelte comuni e facendo nascere un progetto che è figlio di tutte le componenti della società. Lo stesso discorso vale per i metodi di allenamento e per il modulo di gioco, che ho studiato dopo aver capito le potenzialità e le caratteristiche di ogni singolo rugbista». È soddisfatto dei risultati raggiunti? «L’obiettivo è stato centrato, e per il futuro intravedo tante prospettive interessanti. La testimonianza arriva dalle amichevoli che abbiamo giocato tra aprile e maggio, in cui abbiamo ottenuto una bella serie di risultati positivi, tra cui spicca la vittoria del torneo “Chianina in Mischia” in cui, a Bettolle, abbiamo avuto la meglio su Chianciano e Siena 2000. A questo si aggiungono i successi per 37-29 contro l’Empoli, la squadra che si è imposta nel nostro girone di Serie C, per 60-0 contro il Gambassi e per 24-0 contro il Garfagnana, risultati che indicano che il gruppo sta acquisendo una propria fisionomia e che siamo riusciti a integrare perfettamente i tanti ragazzi nuovi che abbiamo in rosa». Avete rinnovato la squadra? «Abbiamo circa dieci ragazzi nuovi che conoscono poco il gioco e hanno ancora tanto da imparare, ma con loro lavoro bene perché sono animati da entusiasmo e voglia di giocare. La giovane età della nostra rosa ci permette di fare progetti a lungo termine, e sperare in un futuro roseo». Soffermiamoci sui giovani, che progetti covate per il vivaio? «Vogliamo che il settore giovanile diventi il nostro punto di forza. Stiamo mettendo in essere alcune strategie specifiche per lavorare nelle scuole e avviare collaborazioni con enti di promozione sportiva, istituzioni e altre associazioni. Mi piacerebbe creare in un paio d’anni almeno due squadre giovanili, mettendo in campo un’Under 12 e un’Under 14». Siete ottimisti per il futuro? «Il lavoro e la programmazione portano sempre grandi risultati, dunque continueremo ad allenarci con costanza anche nel corso dell’estate per dare continuità ai progressi raggiunti fino a ora: mi piacerebbe iniziare la prossima stagione con un gruppo di oltre 30 atleti che possano viaggiare come una persona sola. I ragazzi sono mentalmente forti, stanno bene fisicamente e apprendono rapidamente le novità tattiche proposte: ci sentiamo in paradiso e se continueremo così potremo ambire a un campionato di Serie C da assoluti protagonisti». [le foto a corredo dell’articolo sono © Valerio Stuart www.vstuart.com]

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l Giotto la vita sportiva è sempre andata a braccetto con quella sociale. Negli ultimi anni il Circolo ha rilanciato le proprie iniziative rivolte ai soci e alle loro famiglie, con una serie di attività che spaziano dai tornei sportivi alle gite, fino ad arrivare alle feste organizzate nei locali della club house. Tra gli eventi più attesi c’è il Trofeo Sociale di Tennis 2013, una manifestazione partita proprio in queste settimane e che andrà avanti fino all’autunno, con 80 atleti che si sfideranno in una lunga serie di singoli, doppi e doppi misti. Nel frattempo continuano anche le Olimpiadi del Giotto, un grande evento che, sviluppato attraverso 12 diverse discipline sportive, ha acceso l’entusiasmo e l’interesse di decine di soci. Assegnate le prime medaglie, le Olimpiadi continueranno con sport tipicamente “estivi” come il nuoto, la pallanuoto e il beach tennis. Ad arricchire tutto questo sarà l’ormai prossima inaugurazione del nuovo campo da calcetto, un investimento che incrementa le strutture del Circolo, offrendo ai soci un nuovo impianto dove giocare e divertirsi. Per diventare socio o per ottenere informazioni sui Summer Camp e sulle altre iniziative del Giotto è possibile rivolgersi alla segreteria del circolo allo 0575/357542

Tornei, Olimpiadi e tanto altro: questo è il Circolo Tennis Giotto SOLE, SABBIA, TERRA ROSSA E… GREEN!

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l Giotto inizia l’estate con un fine settimana al mare. Da venerdì 7 a domenica 9 giugno, è in programma la gita a Milano Marittima che abbina lo sport alla spiaggia, con la doppia possibilità di prendere il sole e giocare a tennis, con le partite e i corsi tenuti dai maestri del Circolo. La grande novità di quest’anno è la possibilità di giocare a golf presso l’Adriatic Golf di Cervia, con le lezioni dei maestri della struttura. NON C’È ESTATE SENZA I SUMMER CAMP

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renderanno il via da lunedì 10 giugno e continueranno fino a venerdì 6 settembre i “Summer Camp 2013”, i campi solari organizzati dal Giotto per bambini e ragazzi dai 4 ai 17 anni. Tennis, nuoto e tanti altri sport si alterneranno alle lezioni d’inglese e a tante altre attività proposte dai tecnici e dai maestri del Circolo aretino, per un’estate tutta all’insegna della crescita e del divertimento.

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l Giotto ha rinnovato le caBigoni, Giovanni Bonacci, BENVENUTI CONFERMATO riche sociali per il biennio Riccardo Boncompagni, PRESIDENTE 2013-2015. Come presidente Franco Bulgarelli, Francesco del Circolo è stata rinnovata la fiducia a Luca Esaminato, Alessandro Fratini, Paolo Gudini, Benvenuti, che ha raccolto il consenso unanime Michele Morelli e Marco Sonnacchi. di tutti i soci; lo stesso appoggio è stato assicuraL’unica novità è l’ingresso di Filippo Niccolai al to anche al Consiglio d’Amministrazione, con le posto di Nedo Pastorelli, che ha raccolto un lunconferme di Marcello Bordiga (presidente ono- go applauso per il lavoro svolto in oltre 30 anni da rario), Fabio Giuliattini, Gianni Bertuccini, Paolo consigliere del Circolo.

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Due petrarchine in

Maria Vilucchi e Aurora Peluzzi, nel Team Italia, a Tra favola e duro lavoro

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anno già oltrepassato i confini nazionali alla volta di quella che è, allo stesso tempo, una grande sfida e un grande sogno, e sono pronte a dare il massimo per riuscire nella loro prima vera impresa di rilievo internazionale. Maria Vilucchi e Aurora Peluzzi (rispettivamente classe 1999 e 1998), giovanissime atlete cresciute, con cerchi e clavette tra le mani, tra le fila della storica società ginnica aretina “Francesco Petrarca”, vestono adesso la maglia azzurra e già da qualche giorno si trovano a Vienna dove, dal 31 maggio al 2 giugno, avrà luogo i XXIX Campionati Europei di Ginnastica Ritmica, un appuntamento che, per due ginnaste come loro, rappresenta un traguardo e un punto di partenza ugualmente stimolanti. Ma la storia di Maria e Aurora inizia qualche mese fa e da lì si snoda con un susseguirsi di colpi di scena e soddisfazioni non trascurabile. Già da dicembre, infatti, le due atlete – da sempre fiori all’occhiello della famiglia petrarchina – si sono trasferite nelle Marche, a Fabriano, scelte direttamente dalla tecnica bulgara Kristina Ghiurova e dalla campionessa italiana Julieta Cantaluppi per costituire la cosiddetta squadra del centro Juniores del Team Italia, insieme ad atlete provenienti da altre quattro regioni (Martina Centofanti, Letizia Cicconelli, Cecilia Meriggiola e Giulia Muscolino). Un’opportunità da nono lasciarsi sfuggire e, allo stesso tempo, un’occasione formativa, di crescita sia personale sia tecnica. Le gratificazioni non si sono fatte attendere molto. A febbraio, un’attenta valutazione dei vertici tecnici della Federazione Ginnastica d’Italia ha decretato che fosse proprio la rappresentanza del Centro Italia a portare la bandiera nazionale nella capitale austriaca agli Europei Juniores. «Siamo sempre in contatto con le nostre atlete – spiega Irene Leti, tecnica della Petrarca. – Abbiamo lavorato con due ginnaste dalle grandi potenzialità, che stanno accogliendo questa sfida con determinazione e serietà, impegnandosi al cento per cento. Tutta la società è entusiasta del loro lavoro e le seguirà sempre da vicino. Sono

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n maglia azzurra

a, agli Europei di Vienna.

di Elettra Fiorini

perfettamente all’altezza, sapranno rappresentare al meglio la ginnastica italiana». Nel frattempo non sono certo mancate le occasioni di confronto e competizione per le due aretine. Il 27 Marzo si è infatti tenuta a Torino la prima uscita ufficiale delle giovani “farfalle”, un’amichevole bilaterale ItaliaSvizzera dove le juniores azzurre, fresche e frizzanti, hanno esordito in modo straordinario, brillando per tecnica e originalità. «Sono ragazze giovani ma molto mature, che lavorano impegnandosi strenuamente – commenta la stessa Kristina Chiurova, decisamente soddisfatta della propria squadra. – Hanno cambiato città e scuola per la ginnastica; si allenano mattina e pomeriggio, dividendosi tra lo studio e la pedana, ma nonostante tutto, mai una lamentela o un capriccio». Aprile ha invece visto le due juniores azzurre impegnate, a Foligno, con il Campionato nazionale individuale di Categoria, ammesse di diritto dalla direttrice tecnica nazionale Marina Piazza. Mentre, il 26 e 27 aprile, in suolo marchigiano, è stata la volta dell’International Tournament “Città di Pesaro”, un incontro interno parallelo alla World Cup che si è rivelato, grazie alla possibilità di confronto con altre nazioni, un vero e proprio banco di prova per gli Europei. Nella loro prima uscita internazionale, hanno riportato a casa un buon quinto posto, conducendo la gara con padronanza e consapevolezza. «Aurora e Maria sono atlete giovani, ma già proiettate in una scintillante carriera – racconta Catia Rosi, direttrice tecnica della Petrarca. – Vedere i loro progressi è una gratificazione immensa per tutti noi, e queste piccole campionesse hanno già un’esperienza molto importante ad attenderle. I sacrifici per loro sono stati tanti, ma con il supporto della famiglia e del loro staff ginnico, hanno affrontato cambiamenti e sfide davvero considerevoli per la loro età». Adesso dobbiamo soltanto attendere questo fine settimana per vedere Maria Vilucchi e Aurora Peluzzi in azione in campo continentale, dove presenteranno un esercizio coreografico di squadra ai cinque cerchi. Hanno lavorato sodo, ben otto ore al giorno, per raggiungere questo obiettivo e ora, alle piccole “farfalle”, non resta che librarsi e spiccare il volo.

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er il Circolo Schermistico Aretino la stagione 2012-13 è stata piena di grandi soddisfazioni, con la conquista di risultati di assoluto livello, andata di pari passo con la crescita di grandi talenti capaci di farsi valere in molte delle competizioni alle quali hanno partecipato. Un’importante programmazione che, come possiamo capire dalle parole soddisfatte di Alessandro Nespoli, ha portato inoltre al ritorno in

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La stagione d’oro del

Una stagione tutta da incorniciare per il Circolo S il Fioretto maschile e vincitore di vari tornei nazion A: «Quest’anno siamo riusciti a ritornare in A dopo due anni, e per noi questo è motivo di grande orgoglio, visto che sin dall’inizio dell’anno puntavamo alla promozione. Siamo stati molto bravi a confermare le nostre aspettative». Fame e voglia di vincere hanno fatto la differenza, visto che il Fioretto aretino è tornato in Serie A dopo aver conquistato l’argento ai Campionati italiani di categoria, al termine di una competizione tutta da incorniciare. Una competizione iniziata nel migliore dei modi, con il Fioretto aretino capace di raggiungere i play-off al termine di un girone dominato con tre vittorie su tre. Il torneo, iniziato con le migliori aspettative, ha visto poi la squadra di Fioretto, composta dallo stesso Alessandro Nespoli insieme a Jacopo ed Erik Peruzzi e il diciassettenne Niccolò Piantini, giungere a una meritatissima seconda piazza alle spalle di Monza. Un grande risultato che è andato ad arricchire una stagione piena di soddisfazioni per il Circolo Schermistico Aretino, capace di brillare ai Campionati regionali di Piombino, uscendo con ben 13 medaglie conquistate e la prima posizione nel medagliere. Inoltre, in una stagione senz’altro da incorniciare per il circolo di piazza San Giusto, ha brillato, nonostante gli infortuni, la talentuosa stella di Camilla Rossi, che ha conquistato il titolo italiano di Fioretto e il Gran Prix (la Coppa Italia delle Giovanili): «Per lei stata un’annata difficile iniziata con numerosi problemi

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fisici alla schiena. Nonostante tutto lei non ha mai mollato, ed è andata vincere un oro al torneo internazionale di Bolzano, per poi concludere la stagione con questi due importanti successi». I grandi risultati non finiscono qui. Infatti, oltre ad avere ottenuto altri importanti piazzamenti come, tra gli altri, l’argento di Aurora Ciabatti al Gran Prix Under 14, il Circolo Schermistico Aretino è tornato alla ribalta con la squadra di Spada, capace di conquistare (con Nespoli, Jacopo ed Erik Peruzzi e Rudilosso) il titolo nazionale C2 e ottenere così la promozione nella categoria superiore. Tutti successi ottenuti «con grande programmazione e cura dei dettagli», come dice lo stesso Alessandro Nespoli che poi sottolinea: «Tutto questo è frutto del tanto la-

ella scherma aretina

lo Schermistico aretino, tornato in A2 con zionali voro settimanale e dell’ottima preparazione atletica che, ad esempio, quest’anno ci ha di Omero permesso di arrivare ai campionati italiani al massimo della forma». Ortaggi Il lavoro e l’attenzione ai minimi particolari hanno confermato l’assoluta preparazione del circolo, giunto al termina di una stagione magica, condita inoltre dall’ingresso nella top class nazionale di Fioretto da parte degli schermidori Jacopo ed Erik Peruzzi e dello stesso Alessandro Nespoli (entrato pure nella top class nazionale di Spada). Alessandro Nespoli è poi stato, proprio nel weekend appena passato, commissario tecnico della selezione toscana (al fianco di Simone Vanni, oro olimpico ad Atene) alla Coppa delle Regioni. Manifestazione nella quale Camilla Rossi, per la squadra di Staffetta femminile, e Leonardo Cavini (sempre del Circolo Schermistico Aretino) per quanto riguarda quella maschile, hanno entrambi raggiunto la terza posizione. Tutti grandi risultati e grandi soddisfazioni che vanno a premiare la lungimiranza di un circolo schermistico la cui bacheca brilla dal 1949. [foto gentilmente concesse da Augusto Pizzi]

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CENTRO SPORT CHIMERA

Centro Sport Chimera, dove la Nuoto formazione non si ferma mai La Chimera ha organizzato una serie di lezioni

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ormazione e sicurezza: sono queste le due parole d’ordine alla base della per migliorare filosofia della Chimera Nuoto e della Società Nazionale di Salvamento. la qualità Le due società, entrambe attive ad Arezzo all’interno del Centro Sport dell’insegnamento Chimera, hanno deciso di affidarsi solo a istruttori e tecnici altamente qualificati, e hanno dunque studiato una serie di incontri formativi per mantenere sempre alta la qualità dell’insegnamento. er ulteriori informazioni sui cor«Siamo convinti che non si finisca mai di imparare – spiega Marco si del Centro Sport Chimera è Magara, direttore tecnico della Chimera Nuoto. – Per questo motivo possibile rivolgersi alla segreteria abbiamo organizzato una serie di incontri e di corsi rivolti ai tecnici, del Palazzetto del Nuoto, chiaagli istruttori, ai bagnini e a tutti gli altri professionisti che lavorano mare lo 0575/35.33.15 o visitare all’interno del Centro Sport Chimera. Si tratta di lezioni molto speciail sito www.centrosportchimera. lizzate e molto pratiche, che hanno l’obiettivo di migliorare la qualità com dell’insegnamento e assicurare una sicurezza sempre maggiore nelle nostre piscine e negli altri ambienti acquatici». A inaugurare questo percorso è stata ad aprile la dottoressa Manuela Alba Giletto, l’ideatrice del metodo italiano di nuoto neonatale, che ha tenuto una serie di lezioni in cui ha spiegato le teorie alla base dell’insegnamento del nuoto baby. Il secondo appuntamento è stato invece firmato dalla Società Nazionale di Salvamento, che ha organizzato una giornata rivolta agli istruttori di nuoto i quali, direttamente in vasca, si sono messi in gioco provando nuove metodologie di allenamento e confrontandosi su varie tematiche dell’insegnamento. Il ciclo di incontri continuerà a giugno con una lezione di Diego Polani, psicologo della Nazionale italiana di Nuoto in Acque Libere e della Nazionale italiana di Nuoto Sincronizzato, che parlerà della comunicazione nelle fascia d’età 0-4 anni, mostrando come relazionarsi efficacemente sia con i bambini sia con il loro nucleo familiare. «L’incontro con lo psicologo – conclude Magara, – è motivato dal fatto che ogni buon istruttore deve essere preparato a 360 gradi, evitando di limitarsi alle sole competenze necessarie per l’insegnamento del nuoto».

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AREZZO

BELLE ARTI

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L’ARTE E I GIOVANI UN’INIZIATIVA AD AREZZO PER I FOTOGRAFI EMERGENTI

di Sara Gnassi

i presenta, per tutti i giovani amanti della fotografia, la possibilità di partecipare al concorso indetto dalla Soprintendenza BAPSAE di Arezzo in collaborazione con l’Associazione fotografica Imago, dal titolo L’Arte e i giovani. Obiettivo del concorso sarà la realizzazione di un calendario a tiratura limitata per l’anno 2014, che verrà poi presentato a tutti i cittadini con un evento fotografico con i migliori scatti, ospitato nei locali del Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo. Gli organizzatori del concorso si propongono, già dal tema obbligato, di approfondire il rapporto esistente tra i più giovani e l’arte, e le personali o collettive esperienze con essa. «L’idea del calendario era nell’aria da qualche tempo – conferma il soprintendente Agostino Bureca. – L’evento rientra nell’ambito della nostra attività istituzionale, dal momento che rappresenta una modalità originale per incentivare la sensibilità della comunità verso la cultura e le varie forme di manifestazioni artistiche. In questo caso lanciamo uno sguardo specifico a coloro, i giovani, su cui ricadrà in futuro l’onere della conservazione e della tutela del nostro patrimonio». Dal canto suo Marco Bruni, presidente di Imago, dichiara la felicità di tutta l’associazione per la col-

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laborazione e sottolinea quanto il concorso sia un trampolino di lancio per gli aspiranti fotografi, che vedranno le loro foto pubblicate ed esposte in spazi prestigiosi. A decretare i vincitori saranno i cinque membri della giuria tecnica, attenti soprattutto alla qualità espressiva dello stile fotografico e alla capacità di emozionare il pubblico. Sarà possibile consegnare il materiale fotografico, su supporto digitale, fino al 14 settembre, mentre i vincitori saranno “incoronati” il 30 ottobre 2013. Informazioni sul bando del concorso e sulla documentazione da presentare per l’iscrizione sono disponibili sul sito della Soprintendenza di Arezzo e su quello dell’Associazione Imago. La bella iniziativa è gratuita ma aperta ai soli maggiorenni. www.sbappsae-ar.beniculturali.it www.imagoarezzo.com

Un’occasione di crescita CAMPO D’ARTE espressiva e condivisione A SPAZIO SEME per bambini dai 5 ai 12 anni Dal lunedì al venerdì, a partire dal 10 giugno, nelle sale di Spazio Seme in via del Pantano 36

Ogni mattina, dalle 7.30 alle 13.30, gli insegnanti di Spazio Seme sperimenteranno con i bambini tutte le seguenti attività: disegno creativo, creativo teatro teatro, voce e canto, movimento canto movimento, gioco gioco, danza e improvvisazione improvvisazione, letture animate capoeira animate,

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SAVE THE DATE!

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ei paesi anglosassoni il save the date è un oggetto, solitamente una cartolina, che nasce per rammentare a parenti e amici con qualche mese di anticipo la data di un matrimonio. Lo slogan – letteralmente “salva la data” – è entrato in Italia anche nel gergo di Marco culturale per ricordare un’inaugurazione o un appuntamento irrinunciabile, come quello Botti che prenderà il via domenica 2 giugno, dalle ore 16, allo Spazio Libero di via Masaccio. Una giornata all’insegna dell’arte – pittorica, fotografica e musicale – ma anche nel segno dell’enogastronomia, delle tradizioni e, soprattutto, dell’amicizia. Come afferma Laura Eva Carli, vulcanica titolare del multiconcept store a due passi da Campo di Marte, Save the Date è un evento che vuole portare una ventata di freschezza in città. «Nel melting pot di Spazio Libero si mescoleranno idee, energie positive e tendenze. In un contesto semplice – il parcheggio retrostante al negozio – prenderà vita una sorta di “battitura urbana”, con la volontà di rendere l’approccio all’arte più facile, senza preconcetti e sovrastrutture». Primattrici dell’appuntamento, allietato dal sound caleidoscopico degli Sciapò, saranno due artiste aretine che fanno dell’originalità un elemento imprescindibile: la pittrice Antonella Cedro e la fotografa Karenza K Dostoevskij. «L’arte – continua la Carli – è una fonte di ispirazione quotidiana e l’antidoto a una realtà scarna di emozioni vere. Mettendo a confronto due generazioni e due mondi così stimolanti, vogliamo dimostrare che ci sono ancora mezzi per riflettere e riempirsi il cuore». Antonella Cedro, dopo i recenti consensi riscossi con la personale alla Villicana D’Annibale Galleria D’Arte di via Cavour, presenterà cinque opere, tre eseguite con tecnica mista su tela, due con tecnica mista su supporto plastico. L’artista è una pittrice visionaria e istintiva. Nella sua cifra stilistica l’inclinazione verso il linguaggio informale si fonde con l’action painting, l’arte primitiva e un articolato colorismo. Da oltre vent’anni la Cedro espone sogni e ossessioni, trovando nella pittura la sua dimensione ideale, dove non esistono limiti alla creatività. Alla prima mostra giunge invece la foto-

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E TANTO ALTRO PER UNA DOMENICA ARETINA

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GALLERIA 33 Trame segrete: messaggi subliminali in nuove forme, oltre la pura visione

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a mercoledì 5 a domenica 30 giugno, presso la Galleria 33 di via Garibaldi, ad Arezzo, va in scena Trame segrete: mostra personale ed emozionale delle artiste lucchesi Beatrice Speranza ed Emy Petrini, curata da Tiziana Tommei. Trame segrete è un progetto inedito in cui floral design e fotografia trovano singolare coniugazione. Non una semplice esposizione, ma lo snodo di un percorso di sperimentazioni e ricerca interiore, che parte da un vissuto squisitamente personale: è la vita che scorre tra grovigli d’immagini e materiali diversi, e che deflagra, con sensibilità, in opere nuove, coraggiose e incredibilmente belle, che non intendono dare risposte o certezze, ma richiamare l’attenzione e invitare l’uomo a interrogarsi sulla sua natura, sul presente, esortandolo a mettersi in gioco. L’evento, a ingresso gratuito, è patrocinato da Provincia di Arezzo e Garden Club Arezzo, realizzato con il supporto tecnico di Vineria al 10 e la collaborazione di Elle Adv marketing & comunicazione. www.galleria33.it Chiara Marcelli

grafa Karenza K Dostoevskij, figura emergente e multiforme che presenterà sedici scatti di vario formato, elaborati con sorprendente e già peculiare linguaggio espressivo. La giovane autrice evidenzia immagini che raccontano un vissuto agitato, in sospeso tra il senso di oppressione e sfiducia verso il prossimo e una positività interiore, desiderosa di sprigionare la sua energia per irradiare tutto ciò che ha intorno. Il filo conduttore delle foto è la “maschera”, intesa come modo per cambiare identità a seconda della persona con cui ci interfacciamo. Una maniera di agire che non ci consente tuttavia di mostrare la nostra natura più autentica. Inutile dire che nella società “simulatrice” in cui viviamo, il messaggio lanciato dalla talentuosa fotografa è quanto di più attuale possa esserci.

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SABATO 5 GIUGNO UNO SPETTACOLO MUSICALE D

ALLA SCOPERTA DI PIAZZ DELLA SCUOLA MEDIA “C ella città di Guido d’Arezzo, colui che inventò la notazione musicale moderna, nell’anno scolastico 1976-1977 fu istituita, per la prima volta in Italia, la Scuola Media “Cesalpino” a indirizzo Musicale Sperimentale. Grazie alle centinaia di allievi che nel corso degli anni si sono iscritti, imparando così a suonare uno strumento, la scuola ha avuto modo di rinnovarsi e specializzarsi. Oggi, a distanza di 36 anni, all’Istituto Comprensivo Statale “Cesalpino” è possibile scegliere, oltre alle regolari materie curricolari del mattino, tra due corsi a indirizzo musicale che offrono ben sette specialità strumentali – violino, violoncello, flauto, clarinetto, pianoforte, tromba e oboe – e il neonato indirizzo coreutico, primo e unico in Italia, dove gli alunni imparano a ballare. In occasione della speciale ricorrenza ci sarà, sabato 1° giugno alle ore 21, in Piazza Grande, un altrettanto speciale spettacolo di fine anno, che vedrà coinvolti i 150 ragazzi dell’indirizzo musicale e coreutico che, in collaborazione con la Fraternita dei Laici, ci spiegheranno la storia della loro città servendosi dei più vari linguaggi artistici. «L’organizzazione dell’evento dal titolo Un quadro... una piazza... e tante storie – ci racconta l’insegnante di violoncello nonché direttore dell’orchestra, Volfango Dami – è iniziata lo scorso gennaio, quando i ragazzi hanno potuto ammirare il bellissimo quadro Veduta di Piazza Grande, affisso alla parete della Fraternita, che rappresenta momenti diversi di vita quotidiana nel Settecento e da cui hanno preso ispirazione per la loro storia». Al primo posto, infatti, c’è la fantasia degli allievi, alla quale è del tutto di Valentina demandata la scrittura della storia. «Gli alunni – prosegue il professore – sono Paggini

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ALE DA NON PERDERE

AZZA GRANDE CON GLI ALUNNI A “CESALPINO” CAMMINANDO IN TOSCANA

Falai & Leyland, un binomio artistico d’eccellenza per celebrare un territorio

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stati chiamati a ripercorrere la storia della nostra piazza dal Settecento ai giorni nostri, attraverso coreografie, musiche, dialoghi e vere e proprie scenette recitate anche in dialetto. Con l’aiuto degli insegnanti e del personale della sezione didattica della Fraternita, è stato così scritto il copione che, a mo’ di musical, metterà in scena brani musicali di ieri e di oggi eseguiti dall’orchestra, dal coro e dal corpo di ballo che accompagneranno le scenette recitate in costumi del tempo, che sempre i ragazzi hanno ideato e realizzato». Le musiche spazieranno dalle più classiche, come Le quattro stagioni e Lo schiaccianoci, alla moderna Songs of Sanctuary, passando per La danza delle ore – a omaggiare l’orologio cinquecentesco della piazza – e Terra d’Arezzo, a richiamare la partecipazione di alcuni figuranti della Giostra del Saracino.

er tutto il prossimo weekend e fino a martedì 4 giugno sarà ancora possibile visitare, presso la Villicana D’Annibale Galleria D’Arte di via Cavour 57, ad Arezzo, la mostra di pittura e scultura Camminando in Toscana, a cura di Danielle Villicana D’Annibale. Protagoniste sono le opere di Luigi Falai e Susan Leyland, una ventina di dipinti degli ultimi anni dell’artista fiorentino e nove sculture recenti, compresi alcuni bronzi, dell’autrice inglese. Luigi Falai è uno dei depositari della tradizione pittorica fiorentina della scuola di Pietro Annigoni. Ritratti, nature morte, vedute marittime, paesaggi boschivi e scorci di Firenze sono i soggetti rappresentati nei lavori in esposizione, dove il noto maestro esprime al meglio la sua espressione pittorica, con la quale ferma il tempo celebrando il creato. Le sculture di Susan Leyland, invece, raffigurano in modo inconfondibile la figura del cavallo, esaltandone l’eleganza e la vitalità, e riuscendo a esprimerne, al contempo, la forma simbolica e la manifesta espressione delle emozioni che trasmettono questi nobili animali. I due artisti, pur con differenti stili e tecniche, formano un binomio vincente dal quale emerge un’unità d’intenti e, nel complesso, una mostra ricca di fascino. www.villicanadannibale.com Serena Capponi

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alve, vi scrivo per la rubrica della dottoressa Aceti. Mio figlio ha 10 anni e fa la quarta classe della primaria. È molto bravo e le maestre gli fanno sempre i complimenti, invece i compagni lo escludono proprio perché è “secchione”. Qualche settimana fa mi ha detto che forse è meglio fare meno compiti, così almeno nessuno gli dice quanto è bravo e lui non si vergogna. Cosa posso fare? Devo parlare con le maestre? Grazie, buon lavoro, CC

OGGI PARLIAMO DI…

ara mamma, ho letto con molta attenzione la sua lettera. I bambini, soprattutto dell’età di suo figlio, sono molto sensibili a terminologie o comportamenti che vengono loro rivolti da adulti e coetanei anche se si tratta di appellativi positivi o gesti di affetto. Sicuramente parlarne con le maestre può essere un’ottima idea. Né lei come madre né uno specialista esterno può capire meglio delle maestre le dinamiche all’interno della classe, in quanto esse vivono quotidianamente le relazioni interpersonali, conoscono i propri alunni e quindi possono meglio di altri accogliere e risolvere certe difficoltà createsi nel gruppo. Le insegnanti non devono certo smettere di fare elogi a suo figlio, soprattutto se i risultati scolastici sono così soddisfacenti, ma sicuramente potranno, una volta conosciuto e compreso il disagio del bambino, trovare la modalità migliore per valorizzarlo senza imbarazzarlo davanti ai compagni, e quindi ristabilire un nuovo equilibrio. A volte le buone intenzioni degli adulti possono, intenzional-

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mente, causare gelosie e inimicizie tra i ragazzi, ed essere fonte per loro di imbarazzo ed emarginazione, costringendoli a trovare, a volte, soluzioni che alla fine li possono anche danneggiare. Come lei stessa ha scritto, suo figlio preferirebbe studiare meno così da essere accettato dai compagni: non bisogna infatti mai dimenticare né sottovalutare l’importanza che ha il gruppo dei pari per un bambino ancora piccolo, ma che si sta pian piano avvicinando all’età adolescenziale. Per concludere, lei come madre non può certo sottovalutare la richiesta di suo figlio e quindi le consiglio nuovamente di parlare quanto prima con le insegnanti, e insieme trovare la strada migliore per un percorso scolastico sereno del bambino. Scrivete a “Oggi parliamo di…” c/o Edizioni Giorgio Vasari, via Mantegna 4, 52100 Arezzo, ilsettimanalediarezzo@gmail.com dottoressa Mara Aceti, pedagogista clinico – 334/93.45.254, iscritta Albo ANPEC 3310. Profess. disciplinato ai sensi della Legge 4/2013 P.I. 0009494882 – C.F. CTAMRA75R44G420C Studi prof.: via Monte Falco 50, Arezzo; via Roma 38, Poppi (Ar)

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Trucco & Parrucco Vuoi mettere in risalto la tua personalità? Con i colori giusti puoi!

Il mondo è bello perché è vario...

opo aver parlato, nell’articolo precedente, di acconciature da cerimonia riprendiamo a parlare delle quattro tipologie di donna, di come ogni tipo di pelle venga esaltata dai colori giusti. Abbiamo già parlato delle donne dai toni scuri, sia perlati che dorati, adesso invece portiamo alla ribalta le chiare, iniziando dalla donna dorata-chiara. Questa tipologia, a nostro parere una delle più complesse per cromie, la contraddistingue principalmente il colore degli occhi, azzurri o verdi, nocciola o topazio, ma a volte illuminati da pagliuzze dorate, una pelle chiara, porcellanata color avorio o delicata color pesca, in alcuni casi messa in risalto da lentiggini. Il colore naturale dei capelli va da un castano chiaro dorato a un bel biondo dorato, dal rame a un rosso deciso. Lei è una bellezza senza tempo, viene valorizzata dai toni caldi e leggeri di primavera come il giallo narciso, il caramello, il rosa pesca o albicocca e il rosso ciliegia, ma anche toni più freddi ma sempre tenui come il glicine, turchese, verde felce o giada: questi i colori degli abiti da accostare al viso, mentre negli accessori prediligerà l’oro giallo, i dorati in generale ma anche i ramati. Nel make-up i colori non dovranno essere troppo scuri. Il fondotinta sarà chiaro, sulle tonalità dell’avorio, da sfumare con fard aranciati chiari, mentre per far risaltare l’occhio con l’ombretto useremo colori pesca, miele, albicocca, marroni dorati, bronzi o un grigio-beige, oppure per un trucco più deciso adotteremo colori sui toni del turchese, violetto o verde felce o giada. I rossetti da usare vanno dal rosa pesca al salmone, dall’albicocca al corallo o un bel rosso papavero. Per un look azzeccato non scordiamoci l’importanza del colore dei capelli, dove adotteremo marroni chiari dai toni caldi dal dorato al tropicale, i toni del rame, fino a un rosso rame deciso da usare anche come riflessi o contrasti e i biondi molto dorati, da usare anche per creare giochi di contrasto per rendere i capelli più briosi. Il colore può far esplodere la tua personalità, basta sapere come accenderla. Anna Maria Magrini per Acconciature Astra

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ACCONCIATURE DA CERIMONIA E DA SPOSA 31 MAGGIO 2013

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SIGARETTA ELETTRONIC

PAROLA DI LORENZO ED ELISABETTA, DUE EX FUMATORI “CONV PER SCOPRIRE QUESTO NUOVO MODO DI FUMARE CI SIAMO RI irando per le vie e nei locali di Arezzo capita sempre più spesso di imbattersi in persone con la sigaretta elettronica. Ma perché gli aretini decidono di “convertirsi” a questo nuovo modo di fumare? Per scoprirlo abbiamo intervistato Lorenzo e Elisabetta, due clienti di ePiPe Point, il negozio di sigarette elettroniche con sede ad Arezzo in viale Michelangelo 82. Entrambi fumatori incalliti fin dall’adolescenza, da qualche mese hanno abbandonato le tradizionali sigarette per provare l’esperienza della sigaretta elettronica: in questa doppia intervista ci lasciano la loro testimonianza e ci spiegano come è cambiata, in meglio, la loro vita. Partiamo con Lorenzo, metalmeccanico che per 28 lunghi anni ha fumato una media di 30 sigarette al giorno. «Al lavoro, mentre guidavo o quando ero a pesca – avvia, – ogni momento era buono per fumare: il fumo mi aiutava a scaricare l’ansia, e dunque non ho mai pensato di smettere. Un giorno, per pura curiosità, decisi di provare la sigaretta elettronica, e mi sono così sottoposto a una prova gratuita con ePiPe». Come ha vissuto questo passaggio alla sigaretta elettronica? «Per abbandonare la tradizionale sigaretta è necessario un grande impegno perché, dopo decenni da fumatore, difficilmente riesci a maturare l’idea di cambiare il tuo modo di fumare. Il passaggio è stato graduale e, un po’ alla volta, ho sempre più diminuito il carico di sigarette quotidiane, arrivando al momento attuale in cui non ne fumo nessuna e, addirittura, non ne sento nemmeno la mancanza. Ho vissuto questo periodo con la massima serenità, e l’abbandono della sigaretta è venuto naturale». Con la sigaretta elettronica è cambiato qualcosa nella sua vita? «Al di là del mero beneficio economico, legato al fatto che con questa sigaretta ho un grande risparmio rispetto a quanto spendevo in passato, ora sto sicuramente meglio. Il primo vantaggio è a livello di salute perché, ad esempio, ho molta meno tosse e non ho più i fastidiosi bruciori alla gola tipici delle sigarette. Poi mi è radicalmente cambiato il gusto, ora riesco a sentire gli odori e i sapori senza che questi vengano alterati dal fumo. Infine sto meglio quando faccio footing, perché sono Lorenzo, l’intervistato molto più stimolato a praticare attività sportiva e ho ottenuto

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31 MAGGIO 2013

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NICA? SI STA MEGLIO

CONVERTITI”. O RIVOLTI A DUE CLIENTI DELL’EPIPE POINT DI AREZZO

di Marco Cavini

un bel miglioramento delle mie prestazioni». La consiglierebbe agli altri fumatori? «Se la consiglierei? Ho fatto di più: ne ho regalata una alla mia compagna». Per Elisabetta il passaggio è stato molto più netto: il salto dalla sigaretta tradizionale alla sigaretta elettronica è stato radicale ed è avvenuto nel giro di poche ore. «Fumavo più di un pacchetto al giorno – racconta Elisabetta, – fino a che il dentista non mi ha detto che se avessi continuato con quei volumi di sigarette sarei andata incontro a seri problemi ai denti. Da pochi giorni era aperto accanto a casa mia ePiPe e così, la mattina dopo, mi sono fatta coraggio e ho preso l’appuntamento: da quel momento non ho più fumato una sigaretta tradizionale». Non ne ha sentito la mancanza? «Mai, anzi nel giro di pochi giorni l’odore e il sapore del fumo hanno iniziato a darmi noia. Tutto questo si è accompagnato a uno stile di vita più salutare: sto meglio, dunque mi sento più attiva, mi muovo di più e faccio maggiore attenzione a quello che mangio. Da quando avevo 18 anni non sono mai stata tanto bene». Tutto questo grazie alla sigaretta elettronica? «Sicuramente mi ha aiutato. Mi sono diminuiti i mal di gola e la tosse. Respiro meglio e di conseguenza dormo meglio. Mi è cambiato il gusto. Mi è cambiato l’olfatto. Mi è cambiato il fiato. Mi è cambiata la pelle. Mi è cambiata la voce. Non sono più schiava della sigaretta e sono riuscita a trovare un nuovo equilibrio». Se le offrissi una sigaretta l’accetterebbe? «Assolutamente no. Ora che ho scoperto la sigaretta elettronica sarei una folle a voler tornare indietro».

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il sonetto

nel condannare i ricchi e ’l su’ profitto, perché ’n vede la trave e guarda ’l pelo. È meglio alóra che se ne stia zitto si, oltre a promettere ’l regno del cielo, un dà l’esempio e dona ai povaràcci el ricavato de le su’ ricchezze, cusì Francesco po’ attórna de stracci» «Me sémbron, Tónio, un sacco de sciocchezze. Bòni i pulitici! Guai a chj li tocca!» «Sarebbe meglio che ’nn’aprìsson bocca!»

chilometro zero

di Leonardo Zanelli

L’antica sapienza erboristica dei Monaci Camaldolesi ci regala oggi una varietà notevole di buone tisane. La tisana, oltre a essere una piacevole pausa, favorisce la reidratazione, indispensabile a una buona circolazione e agevola la depurazione renale, premesse per un corpo libero da tossine e accumuli. C’è l’imbarazzo della scelta, e si può spaziare fra erbe come la gramigna che ha una buona azione lassativa e diuretica, al carciofo, decisamente depurativo, alla melissa composta, indicata per vari disturbi di origine nervosa e ansiosa. Se invece siete a dieta e attendete l’estate, fatevi aiutare dalla quercia marina che oltre alle sue proprietà utili per dimagrire, esercita un’attività depurativa e tonificante sul metabolidi Fabio Mugelli smo.

Blancanieves di Pablo Berger ***½ La celeberrima favola Disney rivisitata in salsa andalusa: fiere, flamenco, sangue e arena. Il regista dell’esilarante Torremolinos 73 riprende dopo anni il suo progetto di film muto, grazie alla strada spianata da The Artist. Il risultato è una pellicola meno impeccabile ma sicuramente originale, non piaciona, melodrammatica e a tratti gradevolissima: merito della freschissima protagonista Macarena García e del meraviglioso bianco e nero firmato dal direttore della fotografia di Álex de la Iglesia. Tra rimembranze almodovariane e nani lynchani, originalità e attinenza ai canoni della tradizione, una piacevole sorpresa del Torino Film Festival che ha fatto incetta di premi in patria ed è piaciuto anche oltreoceano. Enrico Badii enrico.badii@gmail.com

cinema

«Beppe, hé sintìto ’l Bianconi ch’ha ditto del Papa? Che si prèddeca ’l vangelo, ma ’n mette ’n pràteca quel che c’è scritto, e ’nnutele che metta tanto zelo

In occasione delle premiazioni della XVIII edizione del Festival Nazionale di Teatro Spontaneo, l’estroso autore, regista teatrale, cinematografico e televisivo, compositore e attore Alessandro Benvenuti, icona dell’ umorismo toscano sarà padrino d’eccezione, venerdì 31 maggio ore 21 presso il Centro di Aggregazione Sociale “Fiorentina”, via Vecchia 11 a Porta San Clemente. di Lucio Massai Ingresso libero.

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Il Settimanale di arezzo 149  

Il Settimanale di Arezzo 149, in edicola da venerdì 31 maggio 2013

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