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ANNO IV NUMERO 138 • VENERDÌ 8 MARZO 2013 • COPIA GRATUITA IN COPERTINA: SCATTO ED ELABORAZIONE GRAFICA DI ANDREA BARDELLI

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IN QUESTO NUMERO VITA DELLA CITTÀ 3 Agroalimentare, la nuova normativa stritola gli imprenditori 4 Insieme alle mimose un appello da donne a donne 5 Rispetto, responsabilità e collaborazione: la ricetta post-elezioni di D’Ettore, PdL 6 L’apertura di Fanfani e il “niet” dei grillini: una distanza di linguaggi? 28 Storie aretine: l’intraprendente pony Ambra NON PIÙ PAROLE OMAI 8 Buon 100° compleanno “Tripolino”! L’ESPERTO RISPONDE 10 Prevenire è vivere! AREZZO SPORT 13 MASSIMO NERI, in Superbike a tutta manetta 15 Si alza il sipario sul Toscana Tour 16 In Italia e in Toscana l’Arezzo Karate inizia con il

botto 17 Hata Yoga, un’oasi di tranquillità per ritrovare se stessi 18 Un mese di fuoco per i Leoni aretini 19 Il PODIO DI FEBBRAIO: salti di gloria per Cuneo e Visibelli 20 Undici medaglie e due titoli toscani: una Chimera Nuoto da applausi ai Campionati Regionali Giovanili CULTURA 21 Doppio incontro con Marco Malvaldi, lo scrittore pisano ospite del Giardino delle Idee 22 Raffaele Rossi: quando l’arte è concentrata sulla condizione umana dell’individuo 24 Arezzo e Giuseppe Tornatore: un connubio reso possibile grazie a Fausto Casi e ai suoi strumenti scientifici 26 “Mi piace” Caramellow! La rock band aretina, prodotta da Frankie dei Negrita, sta lavorando al proprio disco d’esordio

“IL SETTIMANALE DI AREZZO“ È UNA TESTATA EDITA DA EDIZIONI GIORGIO VASARI SRL ANNO IV NUMERO 138 – VENERDÌ 8 MARZO 2013 © EDIZIONI GIORGIO VASARI DIRETTORE RESPONSABILE: FRANCESCO CIABATTI, EMAIL FRANCESCOCIABATTI.EGV@ GMAIL.COM VICEDIRETTORE: MARCO BOTTI, EMAIL MARCO.BOTTI9@GMAIL.COM REDAZIONE: ELENA AIELLO, ENRICO BADII, ANDREA BARDELLI, GIACOMO BELLI, SERENA CAPPONI, FERNANDA CAPRILLI, MARCO CAVINI, GIACOMO CHIUCHINI, DORY D’ANZEO, JACOPO FABBRONI, CECILIA FALCHI, ELETTRA FIORINI, MICHELE GIUSEPPI, SARA GNASSI, ILARIA GRADASSI, VALERIA GUDINI, GIACOMO MANNESCHI, CHIARA MARCELLI, LUCIO MASSAI, DAVID MATTESINI, FABIO MUGELLI, OMERO ORTAGGI, VALENTINA PAGGINI, ROBERTO PARNETTI, LUCIANA PASTORELLI, IVANA MARIANNA PATTAVINA, LUCA PIERVENANZI, CHIARA SAVARINO, ALESSIO SEGANTINI, LUCA STANGANINI, VALENTINA TRAMUTOLA, LUCA TRIPPI. FOTO: ANDREA BARDELLI, ROBERTO PARNETTI AMMINISTRAZIONE: EDIZIONI GIORGIO VASARI SRL, VIA MANTEGNA 4, 52100 AREZZO (AR), TEL. 392/95.96.285, FAX 0575/16.57.738, EMAIL EDIZIONIVASARI@ARUBA.IT PUBBLICITÀ E MARKETING: PAOLA PRATO, 333/46.04.264, PAOLAPRATO.EGV@GMAIL.COM AUTORIZZAZIONE TRIBUNALE DI AREZZO 02/2010 DEL 10 FEBBRAIO 2010 ISCRIZIONE AL REGISTRO DEGLI OPERATORI DELLA COMUNICAZIONE AL N. 19155 STAMPA: LA ZECCA SRL, VIA UMBERTO TERRACINI 25/27, 52025 FRAZ. LEVANE, BUCINE (AR), TEL. 055/91.80.101, FAX 055/91.80.412, EMAIL INFO@TIPOGRAFIALAZECCA.IT

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È VIETATA, SENZA FORMALE AUTORIZZAZIONE, LA RIPRODUZIONE TOTALE O PARZIALE DI TESTI, DISEGNI, FOTO E PUBBLICITÀ RIPRODOTTI SU QUESTO NUMERO

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IL SETTIMANALE DI AREZZO

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di Cecilia Falchi

AGROALIMENTARE

LA NUOVA NORMATIVA STRITOLA GLI IMPRENDITORI l 24 ottobre scorso è entrato in vigore il cosidetto Decreto “Liberalizzazioni”, il cui articolo 62 apporta importanti modifiche nei pagamenti nel settore alimentare e nel commercio di prodotti agricoli con consegna in Italia. Regolamentazione che interessa, nella provincia di Arezzo, oltre 4.000 imprese che in poco tempo si sono viste stravolgere le modalità di gestione dei flussi di cassa, il rapporto con i fornitori e la burocrazia nei contratti. La norma, infatti, così come ci spiega Massimiliano Micelli, responsabile area Categorie Economiche della Confcommercio di Arezzo, «stabilisce l’obbligatorietà della forma scritta per i contratti del settore e definisce in 30 giorni il termine di pagamento per i prodotti deperibili, e in 60 per quelli non deperibili. La data di consegna della fattura deve essere certificata con raccomandata o Pec, e determina l’inizio della decorrenza dei 30 o dei 60 giorni. Queste nuove disposizioni hanno rivoluzionato completamente un settore dove i rapporti erano da sempre basati sulla fiducia reciproca, sulla flessibilità e sull’elasticità, le scadenze erano più flessibili e i privati si mettevano d’accordo secondo le loro esigenze». Possibilità non di poco conto visto le difficoltà economiche delle piccole e medie aziende che adesso si trovano a dover gestire una varietà di contratti differenti a seconda del fornitore e della merce trattata. «Inizialmente il problema maggiore dell’attuazione della norma è stato come adeguarsi per le forniture in corso, come agire e come assolvere alla necessità di liquidità immediata. Molte aziende hanno dovuto pagare entro il 30 dicembre più ordini per non incorrere in sanzioni, un impatto forte per chi prima era abituato a dilazionare i pagamenti». La sanzione massima ammonta a 500.000 euro per chi non rispetta i tempi e le modalità di pagamento, cifra – destinata alla grande distribuzione – commisurata al fatturato e alla tipologia di prodotto offerto. Oltre alla sanzione si aggiungono poi anche gli interessi. Massimiliano Micelli illustra la situazione ad Arezzo: «Non abbiamo finora sentito di sanzioni applicate nella nostra provincia, ma c’è ancora molta incertezza su come operare e monitorare:

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il compito di vigilare spetta all’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, che opera sul territorio per mezzo della Guardia di Finanza. Al momento dell’entrata in vigore della norma non c’era ancora un procedimento per le sanzioni, l’Autorità garante si occupa di grandi problematiche e non di contratti tra piccoli imprenditori locali. La stessa norma era stata pensata per operare nei confronti della grande distribuzione e quindi per tutelare il piccolo fornitore, ma poi è stata estesa a tutti i tipi di contratti del settore. La dicitura “Prodotti agricoli e agroalimentari” comprende molte aziende, dal prodotto alimentare ai fiori e alle piante. Le piccole imprese soffrono di questi cambiamenti, i loro rapporti commerciali si basavano su rapporti fondati sulla fiducia, e adesso si trovano in difficoltà nella gestione della contabilità, dal momento che hanno più fatture con scadenze diverse e una maggior regolamentazione dei contratti. A novembre abbiamo organizzato un seminario informativo, c’era molta perplessità e preoccupazione diffusa da parte dei piccoli imprenditori. Prima gli accordi erano più liberi, c’era un meccanismo non scritto e ben oliato, consuetudinario, e questa ingerenza statale non è piaciuta, la maggioranza ha subìto questa norma come uno svantaggio. Inoltre si sono pure generate distorture: a Natale i tradizionali cesti necessitavano di tre diverse fatture, una per ogni tipologia di prodotto». INSIEME ALLE MIMOSE UN APPELLO DA DONNE A DONNE

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ome al solito, i vicini del piano di sopra stanno litigando, lui la minaccia e la riempie di insulti, sbatte porte e finestre, lei singhiozza come una bambina. Non giudichiamo questa donna per il solo fatto di non riuscire a lasciarlo, poiché lei da quell’odio, seguito da passione e amore, è confusa e imprigionata. Possesso, rabbia e forte senso di inadeguatezza spinge lui a dominare la sua donna, tanto tenace da gestire il dolore che lui riesce a infliggerle. È violenza psicologica, continue critiche, minacce, ricatti morali e il farla sentire responsabile della sua ira. Lui, che la isola sempre più da rapporti affettivi sani, dice di amarla! Cosa possono fare i vicini di casa o chiunque altro voglia tirarla fuori dall’incubo? Niente, assolutamente niente, ci si sente rispondere: la decisione di reagire e chiedere aiuto deve partire da lei e nessun altro. Insistere può addirittura risultare controproducente, un’ulteriore violenza. Lo sappiamo bene, donna, forse l’unico amore che conosci è questo, magari perché hai tu stessa (da tuo padre) o tua madre (da suo marito) subìto lo stesso trattamento, ma l’amore è ben altro! Donne, care donne, in fondo amate gli uomini che voi stesse partorite, ma non abbiate paura di amare ed essere amate. Ai primi segnali di un comportamento morboso del vostro partner lasciatelo, per voi e per i vostri figli, se ne avete. Un appello tra tanti, il nostro, in punta di piedi, consapevoli che il gran bisogno d’amore può far cadere in questa trappola. Violenza fisica e morale… Non perdona-

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tela, mai più! Quel qualcosa in più merita di essere esaltato: siete esseri speciali! Denunciate senza vergogna ogni abuso, ogni persecuzione. Esiste l’amore non meno passionale e sentito, ma nel rispetto e nel volere il bene dell’altro sopra ogni altra cosa. È vero, un ostacolo è la non indipendenza economica, ma abbiate fiducia che la solidarietà e il sostegno non vi mancheranno, andatevene, perché è l’unica cosa che vi salverà! Guardatevi intorno, esistono persone buone, e non tutti gli uomini sono uguali. Vi siamo vicine, e stiamo soffrendo per tutte voi che piangete in silenzio. Ivana Marianna Pattavina


RISPETTO, RESPONSABILITÀ E COLLABORAZIONE di Elena Aiello

LA RICETTA POST-ELEZIONI DI D’ETTORE, PDL aurizio D’Ettore, coordinatore provinciale del PdL, commenta i risultati delle elezioni tenutesi la settimana scorsa, collegando la situazione nazionale a quella locale; confrontando i dati provinciali dello scorso 24 e 25 febbraio con quelli del 2008, si ha l’impressione di un crollo di fiducia da parte degli elettori, ma il professor D’Ettore spiega che «rispetto alla situazione nazionale, ad Arezzo abbiamo tenuto... Alcuni voti, anche a livello locale, sono andati a ”Fratelli d’Italia”, quasi un partito fratello, ma tanti dei voti di protesta che hanno portato il Movimento 5 Stelle a ottenere il proprio enorme successo sono elettori delusi fuoriusciti dall’area del PdL e del PD... Anche se c’è stato un calo rispetto al 2008 [quasi 14 punti percentuali, ndr] c’è da tener conto che ormai quella è un’altra era». La tranquillità con cui il Coordinatore provinciale ci spiega il suo punto di vista sulle elezioni svanisce parlando invece dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle: «Mi interessa l’Italia e il bene del Paese, devono smetterla di insultare e dare dei ladri a tutti i politici senza distinzione, in politica c’è anche gente preparata e per bene, sia a destra sia a sinistra... La democrazia funziona se chi è stato votato si assume le proprie responsabilità e attraverso un confronto democratico, non solo dicendo “no” a tutte le proposte – continua Maurizio D’Ettore. – Il rispetto

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è fondamentale e come noi abbiamo rispetto per loro, c’è bisogno che anche loro ne abbiano sia per le persone sia per chi lavora, soprattutto a livello locale». È proprio la mancanza di rispetto per chi ha cercato onestamente di fare il proprio lavoro, servendo al meglio delle sue possibilità il Paese che scuote D’Ettore nel profondo: «Non si esageri con le proposte e le parole... La storia insegna», servono fatti e proposte, continua a spiegare, non solo politiche di ostruzionismo per uscire dalla crisi, la responsabilità di rappresentare i cittadini è grande e va compresa, non si può sfuggirne facendo solo opposizione, servono competenze e collaborazione per gestire la res publica.

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L’APERTURA DI FANFANI E IL “NIET” DEI GRILLINI: UNA DISTANZA DI LINGUAGGI? ome a Roma, anche ad Arezzo l’asset Pd-Grillo è di difficile realizzazione. Il rimpasto di Giunta, dietro la porta, conferma il “caso”. Ci ha pensato il sindaco Fanfani a lanciare l’esca ai Consiglieri grillini, ma l’abbocco è stato molto velocemente rispedito al mittente. Quali sono i motivi di una dicotomia che blocca l’allargamento della risicata maggioranza Pd in Consiglio comunale? Per lo più appare come una diversità di linguaggio e forme della politica. Il sindaco Fanfani ha avuto un’intuizione davvero niente male nell’aprire al Movimento 5 Stelle aretino, di grande opportunità politica, ma di fatto, similmente al Pd, sembra aver applicato il tradizionale schema dello stabilire un’alleanza di fondo, che poi si articola sui temi e i punti di contatto sulle priorità amministrative. È qui che i grillini, potremLucio Bianchi mo dire, l’aspettavano. Già perché sull’esempio e i vincoli dettati dal lìder maximo del movimento, (che per la verità non è sembrato esercitare sino a oggi molta democrazia interna con gli eletti nelle varie Amministrazioni, si veda il caso di

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Parma), i consiglieri aretini Bianchi e Farsetti hanno respinto l’offerta di un ingresso in Giunta sulla base della distanza verificatasi sino a oggi su alcuni temi: acqua pubblica, rifiuti, mobilità, di David nomine delle partecipate. In altre paMattesini role, preferiscono stare all’opposizione e al limite, qualora ci sia convergenza con il loro programma, votare a favore di sporadici provvedimenti. Una posizione che ha una sua coerenza e appeal sull’elettorato, sempre più stufo della politica tradizionale, ma che non toglie una realtà: prima o poi, con l’allargamento del consenso che stanno registrando, una qualche responsabilità amministrativa di maggior peso dovranno pur prendersela, o no? Chiaro che Fanfani, a ragione, si sia voluto far carico del sentimento politico di una parte crescente degli aretini, ma l’impressione è che prima di poter dialogare davvero con i grillini si dovrà aprire anzitutto sui temi a loro cari. Punti su cui per lo più si era in realtà già realizzata una spaccatura politica con IdV e Sel, i quali infatti, tramite il consigliere Barone, bollano l’apertura di Fanfani come un’operazione di facciata. La nostra impressione non è questa, ma resta il fatto, che piaccia o non piaccia: Grillo, così come aveva già fatto a modo suo Berlusconi, sta cambiando modalità e linguaggi della politica. Adesso starà ai partiti tradizionali cambiare lo schema, evitando, è ovvio, le derive “populiste”, perché per quanto a Grillo non possa piacere, destra e sinistra esistono ancora.

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NON PIÙ PAROLE OMAI… a cura di Roberto Parnetti

ggi [venerdì 8 marzo, ndr] è il compleanno di uno dei più grandi fantini del Novecento, in ambito paliesco-giostresco: Tripoli Torrini, detto “Tripolino”, spengerà le sue “prime” cento candeline. Un evento storico, che avrà il suo apice domenica prossima con la festa organizzata in suo onore dal progetto nazionale “Si dia inizio al torneamento – Giostre e Palii d’Italia”, con il patrocinio del Comune di Castiglion del Lago e dell’Associazione “Franco Rasetti”, e che si svolgerà nel prestigioso Palazzo Moretti a Pozzuolo Umbro, paese dove il fantino risiede tuttora. A festeggiare il cavaliere saranno presenti anche i Rettori dei quattro Quartieri, il Presidente dell’Istituzione “Giostra del Saracino” e i Priori delle contrade Chiocciola, Lupa, Nicchio e Drago di Siena, con cui il fantino ha ottenuto le sue vittorie nel Palio. Un ulteriore motivo che renderà storica l’iniziativa. La carriera di “Tripolino” riporta 20 partecipazioni al Palio di Siena con 6 successi, mentre in Giostra ha corso 37 volte con 15 successi, che lo laureano giostratore più vittorioso in assoluto. Un record che dura da ben 45 anni, ovvero dal 1968 (la sua ultima affermazione in Piazza) e che probabilmente resterà tale ancora per molti anni, visto che il giostratore (ovviamente in attività) che lo segue nella speciale classifica è Alessandro Vannozzi con 10 Lance d’Oro. L’esordio di “Tripolino” a Siena avviene il 2 luglio 1931, ingaggiato dalla Contrada del Nicchio, con cui otterrà il suo primo successo nel Palio del 16 agosto 1932 montando un cavallo entrato nella storia della corsa senese, il Tripolino nel Palio del 1936 vinto con “grigio” Ruello. Nel luglio la contrada del Drago

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BUON 100° COMPLEANNO “TRIPOLINO”!


1935 arriva il secondo successo, sempre montando Ruello, per la Contrada della Lupa, mentre il terzo successo è datato 16 agosto 1936 (per la Contrada del Drago, su Aquilino), Palio che si svolse alla presenza del maresciallo d’Italia Pietro Badoglio. Nuovo successo nel luglio 1937 (per la Lupa in groppa a Folco), quindi il “cappotto” del 1938: a luglio vince con il Drago su Folco e ad agosto con la Chiocciola su Sansano. L’ultimo Palio disputato è lo “straordinario” (disputato in occasione del V centenario della canonizzazione di San Bernardino da Siena) del 28 maggio 1950. Le altre contrade con cui ha corso sono state Civetta, Istrice, Selva, Giraffa e Tartuca. Alla Giostra del Saracino l’esordio è datato 7 agosto 1932, con il Quartiere di Porta Crucifera, in coppia con “Donatino” Gallorini con cui vincerà l’edizione del 18 settembre 1932 e del 9 giugno 1935. La sua terza vittoria arriva nella Giostra del 13 giugno 1937, sempre per il quartiere rossoverde ma in coppia con Arturo Vannozzi. Con lo stesso compagno otterrà il suo primo cappotto (7 agosto e 4 settembre 1949), la Giostra del 2 settembre 1951 e il secondo cappotto personale (8 giugno e 7 settembre 1952), cui seguirà il successo nell’edizione del 6 settembre 1953. “Tripolino” lascia poi Porta Crucifera per accasarsi a Porta Sant’Andrea, dove vincerà la Giostra del 1° settembre 1957 in coppia con Ivo Bottacci. La sua undicesima Lancia d’Oro la ottiene il 13 settembre 1959 di nuovo in coppia con “Donatino”, ma per Tripolino nel 1932 con il costume di Porta Crucifera il Quartiere di Porta Santo Spirito. L’accoppiata gialloblù Tripolino-Donatino vincerà anche le successive edizioni del 4 settembre 1960, 2 settembre 1962 e 5 settembre 1965. Il suo ultimo successo, infine, è datato 1° settembre 1968 con Porta Sant’Andrea in coppia con Gianfranco Ricci. “Tripolino” corre la sua ultima Giostra il 7 settembre 1969. In occasione dei festeggiamenti è stata realizzata una stampa in edizione limitata di 50 copie con la firma del fantino, con l’immagine della ceramica appositamente realizzata dall’artista Alessandro Marrone, che sarà donata al cavaliere in tale cerimonia. Per prenotazioni e informazioni roberto.parnetti@alice.it.

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PREVENIRE È V

al 16 al 24 marzo si terrà la XII edizione della Settimana nazionale per la Prevenzione Oncologica, uno dei principali appuntamenti della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Istituito con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, l’evento ha come obiettivo informare correttamente, sensibilizzare e rendere tutti consapevoli che la prevenzione rappresenta oggi lo strumento più efficace, l’arma vincente contro i tumori. Scienza e medicina sono concordi nell’affermare che più di un terzo dei tumori non si svilupperebbe se mangiassimo in modo diverso. Una sana e corretta alimentazione è infatti un alleato indispensabile per la nostra salute. Come, per esempio, la “dieta mediterranea”, celebre per le sue virtù salutari, perché comp comprende molta frutta fresca, verdura e cereali, pesce, poca carne, e soprattutto olio extravergine di oliva, noto per le sue qualità protettive nei confronti di vari tipi di tumore (in particolare particola dell’apparato digerente Dottoressa Barbara Lapini e del carcinoma della mammella). Per questo la bottimamm dietista, responsabile glia d’olio extravergine d’oliva è stata eletta testimonial della Prevenzione Primaria per la Lilt (Lega Italiana storico della Set Settimana Nazionale per la Lotta contro i Tumori) sezione Prevenzione Oncologica Pre provinciale di Arezzo www.dietistalapini.it della Lilt. d Occorre che ognuno di noi n si alimenti in modo Manda le tue domande sano e segua semplici regole, a lapinibarbara@yahoo.it e leggerai le tue facili azioni azion comportamentali che risposte nella prossima rubrica

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VIVERE! aiutino a ridurre il rischio di sviluppare la malattia: praticare un’attività fisica regolare, non fumare, ridurre il consumo di alcol. Se tutti adottassimo questi corretti stili di vita, si raggiungerebbe in tempi brevi una guaribilità complessiva dal tumore di oltre l’80%. Dal 16 al 24 marzo, quindi, i medici e i volontari della Lilt di Arezzo, saranno a disposizione per visite di screening gratuite (fino a esaurimento posti), come la mapa cura della dott.ssa Barbara Lapini patura dei nei, la misurazione della densitometria ossea, la visita endocrinologica, urologica, ecoseno, cardiologica, la misurazione della massa corporea per la prevenzione di sovrappeso e obesità, ecc. Inoltre verrà distribuito un utile opuscolo ricco di informazioni sui corretti stili di vita, con consigli e ricette di importanti chef nazionali, e sarà attivo come sempre lo sportello gratuito di psico-oncologia “Ascolta Mi”. Ad Arezzo, come in tutta Italia, circa 400 punti prevenzione (ambulatori) Lilt resteranno aperti, con medici, operatori sanitari e volontari, a disposizione di tutti per offrire quei servizi che, da oltre 90 anni, caratterizzano la Lilt nella lotta ai tumori.

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ltra data importante da ricordare per imparare a prevenire divertendosi è l’appuntamento di sabato 9 e domenica 10, presso il Centro Affari e Convegni di Arezzo, durante il Mercatino dei Ragazzi del Calcit, per valorizzare la sinergia con le associazioni di volontariato del territorio, ci sarà un laboratorio di pasta fresca curato dai bimbi della “Banda Piccoli Chef” della Lilt, perché la prevenzione deve cominciare da piccoli! Tutti i bambini e i ragazzi sono invitati a partecipare gratuitamente!

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Quest’anno per la XII edizione della Settimana Nazionale, a fianco della LILT scende in campo la Fondazione “Campagna Amica”, che rappresenta da sempre un punto di riferimento per la valorizzazione dei prodotti dell’agricoltura italiana, garantendone la loro genuinità freschezza e qualità. Un partner d’eccezione che sosterrà la Lilt con numerose iniziative. Per conoscere giorni e orari di apertura degli Ambulatori Lilt di Arezzo, chiamate il numero 0575 404785. Ricordatevi che prevenire è vivere, come dice il motto della Lilt, quindi buona prevenzione a tutti!

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in copertina

Massimo Neri n tanti avranno sicuramente visto una corsa motociclistica alla televisione, ma in pochi sanno quante componenti ci sono da mettere a punto prima di mandare in pista un pilota competitivo. Il nuovo mondiale Superbike ha preso il via il 24 febbraio a Phillip Island e noi, alla vigilia della gara australiana, abbiamo avuto l’onore di intervistare uno dei protagonisti della stagione motociclistica. Aretino a tutti gli effetti ma sempre in viaggio tra i vari continenti, Massimo Neri è l’application engineer del team Bmw Italia di Superbike: in questa intervista ci racconta la sua esperienza nel mondo dei motori. Qual è il suo compito all’interno del team Bmw? «L’application engineer è colui che guarda i dati della telemetria e, grazie a questi, ricava informazioni utili per fare i setting, modificarli quando necessario e dare ausili alla guida del pilota, affinché questo possa raggiungere il limite della moto. Il fine di questo lavoro è far raggiungere ai “centauri” la massima prestazione possibile: per questo c’è bisogno sia di saper interpretare i dati, conoscendo la ciclistica e tutte le componenti elettroniche della moto, sia della

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Massimo Neri, in Superbike a tutta manetta L’ingegnere di Bmw Italia, team di Melandri e Davies, ci racconta la sua esperienza in Superbike

di Alessio Segantini

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comunicazione con il pilota, che rimane l’aspetto primario del lavoro». Ci racconta la sua esperienza? «Sono nel mondo dei motori dal 1999. Sono stato i primi sei anni in Aprilia, dove ho lavorato nel team della Superbike, della 250 e nel progetto Moto Gp. In seguito ho lavorato in Suzuki per quattro anni e da cinque stagioni sono in Bmw, per la quale ho seguito sia il team principale sia quello italiano, con cui attualmente siamo diventati il riferimento anche per la casa tedesca». Per questa stagione la Bmw sarà tra le pretendenti ai titoli piloti e marche. «Vedo tre case costruttrici favorite: noi, che abbiamo due grandi piloti come Melandri e Davies; Aprilia, che è campione in carica ma ha perso Biaggi; e Kawasaki, che lo scorso anno è andata vicinissima al titolo con Sykes e ha mantenuto intatto l’intero staff. L’obiettivo della nostra squadra è vincere il titolo mondiale Piloti, e credo che abbiamo tutte le credenziali per raggiungere questo prestigioso traguardo e lottare davanti a tutti». Quali sono le caratteristiche principali dei vostri piloti? «Melandri è un vero talento: riesce ad avere più

stili di guida anche nello stesso circuito e all’interno della medesima gara, a seconda delle circostanze, mantenendo la stessa efficacia. Si adatta molto bene alle varie situazioni possibili, e questo gli permette di avere una marcia in più sugli altri. Davies è giovane, ma è impressionante per forza fisica e vigore con cui guida la moto. È un grande staccatore, e fuori dalla pista è un grande atleta, cosa che lo facilita molto nel suo stile di guida. Ha meno pressione di Marco, per quanto riguarda il Mondiale, ma non ci poniamo limiti». Con quali altri piloti ha avuto il piacere di lavorare? «Innanzitutto devo dire che coloro con cui ho lavorato sono grandi professionisti e grandi piloti. Tra i nomi più noti ho svolto la mia attività per sei stagioni con Troy Corser, con cui ho anche vinto un Mondiale. Poi ho lavorato per due anni anche con Nori Haga, un pilota istintivo e veloce che ha raccolto meno di quanto avrebbe dovuto, e infine un anno nel team di Biaggi: un vero leader». Cosa la affascina della Superbike? «Il fatto che le varie case, partendo da concetti e idee di moto molto diverse tra di loro, arrivino a fabbricare derivate di serie che sul piano delle prestazioni sono molto vicine, mantenendo comunque la loro precisa identità e caratteristica. Questo non succede, per esempio, nelle auto, e anche nella Moto Gp non c’è tutta questa varietà. Non vedo l’ora di capire quale idea risulterà come la migliore di questa stagione, con la speranza che le nostre scelte siano quelle vincenti».

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di Omero Ortaggi

Si alza il sipario sul Toscana Tour

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Arezzo Equestrian Centre torna a illuminarsi con il grande spettacolo dell’equitazione internazionale. Martedì 12 marzo prossimo si alzerà il sipario sul Toscana Tour, una delle manifestazioni più importanti presenti nel panorama dell’equitazione mondiale, che quest’anno raggiungerà per la prima volta le cinque settimane di durata andando a concludersi il 14 aprile. Considerato uno degli eventi più prestigiosa nella stagione sportiva equestre, il Toscana Tour attirerà all’interno della nostra città un altissimo numero di pubblico proveniente da tutto il mondo, facendo diventare Arezzo, come di consueto in primavera, la capitale dell’equitazione internazionale. La struttura aretina, considerata ormai da anni uno dei poli più importanti nel settore, diventerà il centro del mondo dell’equitazione sportiva, in una cinque settimane di assoluto livello. Il programma dell’evento prevede la presenza del Concorso di Salto ostacoli Internazionale (CSI), sia a una stella sia a tre stelle, entrambi suddivisi nelle categorie Gold, Silver e Bronze, nel quale si daranno battaglia i più grandi campioni internazionali. Oltre al CSI, il programma sarà completato dalle categorie Young Horses, Ponies, Juniores, Young Ryder e Children, che andranno ad arricchire ulteriormente l’evento sportivo ormai alle porte. Non solo campioni di caratura assoluta e grandi talenti, senza dubbio una delle grandi protagoniste sarà sicuramente la verdissima Arena Boccaccio, il terreno sul quale si daranno battaglia i grandi campioni dell’equitazione, in un Toscana Tour giunto quest’anno alla sua decima edizione. Toscana Tour che si propone oramai come appuntamento classico e irrinunciabile nella parte primaverile della stagione equestre e che non si limiterà, anche per quest’anno, a essere solo un’occasione di grande sport. Infatti il Toscana Tour si presenterà anche questa volta come una cinque settimane a 360 gradi accompagnata da eventi collaterali di eleganza assoluta, per una manifestazione capace di accogliere in sé sport, moda e cultura. Un evento esclusivo che riporterà l’Equestrian Centre e la città di Arezzo al centro del mondo dell’equitazione.

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In Italia e in Toscana

l’Arezzo Karate inizia con il botto

da sx, Marco Mencattini, i tecnici Enrico Pelo ed Enzo Bertocci, e Filippo Oretti

li atleti dell’Arezzo Karate iniziano la nuova stagione con una raffica di medaglie e titoli. I primi allori sono arrivati al Campionato italiano a Rappresentative Regionali, una manifestazione in cui due atleti aretini hanno combattuto difendendo i colori della Toscana. Il miglior risultato porta la firma di Ilaria Badalotti, una ragazza del 1996 che nei 59 kg Cadetti è riuscita a laurearsi campionessa d’Italia, ma ha raccolto applausi anche Filippo Oretti che, negli 83 kg Senior, ha dimostrato il suo valore conquistando un bel bronzo. Questi piazzamenti hanno contribuito all’eccezionale exploit dell’intera squadra toscana che, ben guidata dal maestro Enrico Pelo (tecnico dell’Arezzo Karate e responsabile dei Centri Tecnici Regionali), ha ottenuto uno storico secondo posto alle spalle del Lazio, guadagnando l’accesso ai Campionati Europei per Regioni in programma a giugno in Montenegro. «Abbiamo ottenuto un risultato senza precedenti, frutto del lavoro di una grande squadra – afferma l’aretino Enzo Bertocci, presidente del karate toscano. – Il nostro gruppo ha dimostrato un grande affiatamento e ha evidenziato una notevole crescita, riuscendo a far bene in tutte le categorie e qualificandosi per i prossimi Europei». A questi risultati hanno fatto seguito quelli ottenuti alle qualificazioni regionali per i Campionati Italiani Assoluti di Kumite (Combattimento), uno scoglio che l’Arezzo Karate ha superato agevolmente ottenendo i pass per la più importante manifestazione nazionale. Il risultato più importante arriva nei 90 kg, una categoria in cui l’Arezzo Karate ha monopolizzato la finalissima con due atleti: a vincere l’oro è stato Davide Piccinotti, tornato grande dopo un periodo di inattività, mentre l’argento è andato al suo compagno Marco Mencattini. La principale sorpresa arriva da Giacomo Torini, un atleta che, pur essendo in una delle sue prime gare regionali, ha dato spettacolo nei 76 kg arrivando a conquistare il titolo toscano. Il terzo oro è femminile e porta la firma di Jessica Marchesini, brava a imporsi nei 68 kg, mentre l’ultima medaglia è stata conquistata da Oretti, secondo negli 83 kg. Agli Assoluti ha già gareggiato un’altra ragazza dell’Arezzo Karate, Michela Pezzetti, che domenica 3 marzo nel Kata (Forma) si è confermata tra le migliori atlete d’Italia cogliendo uno splendido terzo posto. Oretti e Mencattini Piccinotti e Marchesini, campioni toscani

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Un’oasi di tranquillità per ritrovare se stessi e nostre giornate sono divenute una continua corsa contro il tempo. Questa vita alienante, fatta della solita routine, è terreno fertile per la nascita di ansie che rischiano di farci perdere, sia mentalmente sia fisicamente. Per questo la cura di sé diviene una questione centrale. Un rimedio è sicuramente l’Hata Yoga, che si distacca dal capostipite Yoga per adattarsi alle nuove esigenze dell’uomo moderno, ma che ne conserva i valori costitutivi: «I pensieri negativi limitano il fisico. Questa disciplina è costituita da un complesso di esercizi fisico-ginnici (o asana) e di controllo della respirazione (prana, soffio vitale), per tendere al raggiungimento dell’equilibrio psicofisico». È questa l’essenza dell’Hata Yoga nelle parole di Cristiano Amatucci, di cui è appassionato insegnante. Diplomato presso la Jiva di Firenze, la sua attività si svolge presso il centro “Manuel Dance” a Ponticino (lunedì e mercoledì dalle 18.30 alle 19.30) in via Nazionale e in largo I Maggio ad Arezzo (centro Semillita, il martedì e il venerdì dalle 20 alle 21). «Durante le lezioni ci si concentra su un determinato esercizio o movimento – prosegue Amatucci. – Per questo il percorso di Giacomo nasce dal proprio interno, mirando a creare una serie di sinergie propedeutiche al raggiungiBelli mento del benessere e al rilassamento». Un processo di maturazione per il benessere interiore ed esteriore che sempre più yogi avvertono come necessario: «Le tante persone che vi si avvicinano colgono l’esigenza fondamentale, tenuta troppe volte sotto silenzio, di prendersi cura di sé, il tutto congiunto al piacere di conoscersi. L’Hata Yoga consente di raggiungere poi una maggiore concentrazione, tonicità fisica e muscolare con un miglioramento sostanziale della mobilità articolare». Per questo è una disciplina accessibile a tutti e senza controindicazioni. «Le sensazioni che proviamo mentre si eseguono determinati esercizi –sottolinea Amatucci – stimolano la conoscenza di alcuni lati del nostro carattere che sembravano ormai sopiti. È una sorta di cura dell’anima, prima ancora che del fisico, il cui percorso dura tutta la vita». Una disciplina che riflette i propri effetti positivi nell’approccio ad altre attività quotidiane (dai rapporti di lavoro all’attività fisica agonistica): «Una maggiore consapevolezza di sé, nelle proprie capacità e aspettative significa rispettarsi. L’armonia è una nostra esigenza, e saperla accogliere non è sempre facile». Un lavoro a tempo pieno, quello su se stessi, ma quanto mai VIA FIORENTINA 20/22, ACCANTO HOTEL MINERVA necessario per la nostra INFO@HAPPYDOGAREZZO.COM - 388 9569160 salute fisica e mentale.

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Un mese di fuoco per i Leoni aretini

di Elettra Fiorini

er i Leoni dell’hockey aretino marzo sarà un mese di fuoco, il mese del tanto atteso rush finale. In questo mese, infatti, si disputeranno gli ultimi incontri che separano i Lions dalla chiusura della fase regionale, per i quali l’intero team aretino nutre grandi speranze. Volendo tirare le somme dell’ultimo periodo, febbraio è stato un mese a corrente alternata per i Leoni e le Leonesse giallonere che hanno giocato con grinta e determinazioni le prime gare, per poi cadere sotto i colpi dell’Empoli nel campionato Under 15. «L’Empoli è la squadra attualmente più forte nel panorama dell’hockey toscano – spiega la presidente della società Paola Salvi. – Gli avversari potevano contare su un attaccante dalle mani d’oro e da un portiere che rendeva la porta inespugnabile. I nostri atleti hanno giocato l’intera partita scoraggiati e sottotono, convinti dell’imminente sconfitta, in un clima di paura e tensione emotiva che li ha portati a un risultato deludente». Tuttavia, chiusa la pratica con l’Empoli, le aspettative dei Lions per il prossimo mese sono ben altre. La scorsa stagione sportiva si era conclusa con un meritato quarto posto a livello nazionale, e anche quest’anno la compagine aretina si sta preparando con grinta e determinazione ad affrontare le prossime tappe. Quattro sono le partite ancora da conquistare per i Lions, due per la formazione degli Under 15 e due per quella Under 13, una squadra composta per la maggior parte da giovani giocatrici che non hanno nulla da invidiare ai loro colleghi maschi, anzi capaci all’occorrenza di tener loro testa. «Il prossimo appuntamento sarà il 17 marzo a Viareggio, dove i Lions se la vedranno con le compagini del Massa, mentre il 24 marzo si chiuderanno i conti con questa prima fase agonistica – afferma Paola Salvi. – Il tecn nico delle squadre e l’intera tifoseria sperano in buoni risultati. Le prospettive ci sono: non resta che attendere e tenere tutte le dita incrociate». Nel giro di pochissimo tempo, vedremo dunque se i Leoni aretini, muniti di passione e coraggio, continueranno a farci sognare e a regalarci momenti di grande sport. «Inoltre non dimentichiamoci che le nuove leve giallonere stanno seguendo le orme dei nostri Leoni – precisa la presidentessa dei Lions. – Tanti nuovi ragazzi si stanno cimentando in questa attività dura ma coinvolgente e l’anno prossimo, grazie alla dedizione del coach Mafucci e al lavoro di un gruppo splendido e unito, Arezzo assisterà alla nascita di nuove squadre giovanili davvero competitive». Un ruggito, quello dei nostri Lions, che avrà modo di farsi sentire.

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IL PODIO DI FEBBRAIO

Salti di gloria per Cuneo e Visibelli Cuneo entra nell’élite dell’atletica internazionale giovanile; medaglie “italiane” per Visibelli e Glave

Benedetta Cuneo

posto: Benedetta Cuneo (salto in lungo e salto triplo) Benedetta Cuneo è l’atleta del momento. Il 23 e 24 febbraio, ad Ancona, l’aretina ha partecipato ai Campionati Italiani Indoor Allievi e ha confermato il proprio stato di grazia, conquistando un doppio titolo italiano nel salto in lungo e nel salto triplo. Il primo tricolore è arrivato già il sabato nel salto in lungo, con Benedetta che è volata fino a 6,16 metri, uno straordinario balzo che le ha permesso di ottenere il pass per i prossimi campionati europei Juniores e guadagnare la prima convocazione in Nazionale. Non paga della prima vittoria, Benedetta si è poi ripetuta la domenica nel triplo, con un salto di 12,99 metri con cui ha polverizzato le avversarie e sfiorato il record italiano assoluto. Con questi salti Benedetta è entrata nell’élite internazionale giovanile ed è ora proiettata tra le grandi favorite per i Mondiali di Luglio a Donetsk (Ucraina). posto: Anna Visibelli (salto in lungo) Anna Visibelli è tornata grande. Ai Campionati Italiani Assoluti Indoor, in programma il 16 e 17 febbraio ad Ancona, Anna si è messa alle spalle un peAnna Visibelli (prima a sx) riodo di appannamento e ha ottenuto un bell’argento nel salto in lungo. Tesserata per l’Atletica Firenze Marathon, l’aretina è atterrata a 5,97 metri, un salto che le è valso il secondo posto assoluto ad appena 3 centimetri dal titolo italiano. posto: Riccardo Glave (lotta stile libero) Riccardo Glave si è confermato ai vertici della lotta giovanile nazionale. Sabato 16 febbraio, al PalaFijlkam di Ostia, il forte atleta della Chimera Lotta ha dato spettacolo conquistando un bel bronzo nei 38 kg dei Campionati Italiani Esordienti di lotta stile libero. Glave, pur essendo più piccolo rispetto ai suoi avversari, è LARGO stato protagonista di un torneo splendido culminato con la vittoria contro XVI LUGLIO 61/63 il roveretano Amodio nella finale per ZONA BELVEDERE il terzo posto.

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11 medaglie e 2 titoli toscani: una Chimera Nuoto da applausi ai Campionati Regionali Giovanili

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ndici medaglie, due titoli toscani e tanti bei piazzamenti. I Campionati Giovanili Invernali Regionali sorridono alla Chimera Nuoto, società capace di tornare dalla più importante manifestazione toscana con tanti bei risultati e altrettante positive indicazioni da tutti i propri atleti in gara. Due ori, quattro argenti e cinque bronzi sono il ricco bottino di medaglie conquistato dai 16 atleti aretini in gara nelle piscine di Livorno che, accompagnati da Marco Magara e da Marco Licastro, sono riusciti a tenere testa ad avversari di tutta la Toscana. «Siamo entusiasti – affermano i due tecnici della Chimera Nuoto. – Considerando l’elevato livello del nuoto regionale e dei nuotatori in gara, questi 11 podi rappresentano un bottino eclatante che ci conferma ai vertici della Toscana». Entrambi i titoli regionali portano la firma di Giuditta Ducci, una ragazza del 1998 che ha conquistato l’oro nei 50 rana e nei 100 rana (una categoria in cui è riuscita anche a ottenere il tempo per partecipare ai prossimi Campionati Italiani) e che ha poi arricchito il proprio palmarès con un argento nei 200 rana. Tre medaglie portano la firma anche di Mattia Esposito (1999), bravo nel centrare il secondo posto nei 400 misti e il terzo nei 200 dorso e nei 200 rana, conquistando i pass per i Campionati Italiani. L’ultima incetta di medaglie è di Giamila Vannuccini (1995) che, nonostante una forte influenza che l’ha tenuta ferma nelle settimane prima della gara, ha colto un argento nei 50 dorso e un doppio bronzo nei 100 dorso e nei 200 dorso. A chiudere la rassegna dei medagliati sono state Francesca Benedetti (1997), arrivata seconda nei 50 stile libero, e Maria Teresa Pescador (1999), terza nei 100 stile libero, mentre hanno solo sfiorato il podio Olivia Ducci (quarta nei 100 rana), Emma Papini (quarta nei 50 farfalla) e Margherita Porro (quarta nei 400 stile libero e negli 800 stile libero). Nella squadra della Chimera Nuoto erano presenti anche Martina Bisaccioni, Andrea Cacioli, Edoardo Calussi, Ivelin Petev Dimitrov, Filippo Porro, Vincenzo Portino, Luca Serafini e Lorenzo Sestini. «Alcuni atleti – conclude Magara – si sono qualificati per i prossimi Campionati Italiani: nei prossimi mesi continueremo ad allenarci con impegno e costanza, per riuscire a centrare qualche medaglia anche a livello nazionale».

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Giuditta Ducci e Marco Magara


di Enrico Badii enrico.badii@gmail.com

LO SCRITTORE PISANO OSPITE DEL GIARDINO DELLE IDEE prodotti per artisti eventi d’arte tel. 0575/294110 www.mastroartista.it

DOPPIO INCONTRO CON MARCO MALVALDI

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n thriller british in salsa pisana: il romanzo Milioni di milioni, edito da Sellerio, sarà presentato dal suo autore Marco Malvaldi sabato 9 marzo 2013 nella Sala delle Muse del Museo Nazionale d’Arte Medioevale e Moderna di Arezzo, in via San Lorentino 8, per il nuovo appuntamento con il Giardino delle Idee. Questa volta l’occasione d’incontro è doppia: la mattina, alle 11, con gli studenti delle scuole medie e superiori della provincia, e alle 17 nel consueto evento gratuito aperto a tutta la cittadinanza; entrambe le sessioni saranno introdotte e moderate da Barbara Bianconi, con gli interventi e le domande di Andrea Bucciantini. Dopo la fortunata serie del BarLume, quattro romanzi in vernacolo – La briscola in cinque, Il gioco delle tre carte, Il re dei giochi, La carta più alta – incentrati sugli stessi frequentatori del bar, e dopo un salto spaziotemporale nell’ottocentesca Roccapendente con Pellegrino Artusi in Odore di chiuso, il chimico pisano prestato con successo alla narrativa ha creato Montesodi Marittimo, paese toscano arroccato, per ambientare le vicende del suo libro uscito alla fine del 2012. Protagonisti del racconto sono il genetista e fisiologo Piergiorgio Pazzi e la ricercatrice di filologia romanza Margherita Castelli, inviati dall’Università a indagare il motivo dell’appellativo di Montesodi, “il paese più forte d’Europa”. Una nevicata che isola il luogo e la morte improvvisa di un abitante costringe i due a trasformarsi in detective, unendo le forze e le rispettive capacità, in un simbolico incontro tra scienza e letteratura. Milioni di milioni strizza l’occhio a Trappola per topi di Agatha Christie e a Gosford Park di Altman, senza dimenticare riferimenti popolari come il celebre gioco da tavolo Cluedo. Un libro che fa della descrizione di persone e luoghi il suo punto di forza, per poi trasformarsi con il passare delle pagine in un giallo cosparso di piccoli indizi, con cui il lettore tenterà di risolvere il caso insieme ai suoi protagonisti. Oltre al senso di comunità, vero punto di forza rispetto alle opere precedenti è l’umorismo con cui ir r e a o !B r d Malvaldi conn d i To lle t t t disce le via cende, e che rende Milioni di milioni un libro cont sigliato non 2 el 16 .0 solo al pub5 7 5 /2 blico giovane. 21


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RAFFAELE ROSSI

QUANDO L’ARTE È C CONDIZIONE UMAN

ia Cavour si è connotata negli ultimi anni come una strada a forte vocazione artistica. Qui sono sorte gallerie, studi e mostre permanenti che sembrano guidare idealmente l’aretino o il turista dagli affreschi di Piero, nella basilica di San Francesco, al museo di Arte Medievale e Moderna di via San Lorentino. Al numero civico 154, ad esempio, si trova da circa un lustro l’atelier di Raffaele Rossi (alias RaRo), architetto, pittore e scultore: in poche parole un artista d’altri tempi. «Già quando studiavo alla facoltà di Architettura all’Università di Firenze, nei primi anni Settanta – racconta l’aretino, – ero affascinato dai grandi personaggi del Rinascimento, molti dei quali eccellevano nelle varie discipline. Anch’io ho sempre cercato di portare avanti nella mia carriera, su tre binari paralleli, pittura, scultura e architettura. Quest’ultima è diventata la mia professione, le altre due sono rimaste in un ambito più personale, finché cinque anni fa decisi di aprire uno studio». Come scaturì la decisione? «Da architetto avevo avuto l’opportunità di far vedere le mie opere a clienti privati e pubblici, i quali avevano spesso palesato vivo interesse. Da lì la scelta di inaugurare un atelier che ospitasse anche una mostra permanente delle mie sculture e pitture. L’attenzione di aretini e turisti, che passando da via Cavour entrano per conoscere meglio la mia produzione, mi conferma che fu una decisione giusta». Negli anni ha ricevuto anche prestigiose committenze per opere pubbliche. «Nel 1993 realizzai l’installazione in vetro e smalti che si vede in cima alle scale mobili dell’Ospedale “San Testa (gesso su strutt Donato” di Arezzo; mia è pure una pala 216x93x86 cm d’altare del 1995 nella chiesa dei santi Pietro e Paolo alla Marchionna, sempre nella nostra città. Ci sono anche lavori più recenti collocati all’estero, come quelli all’interno di importanti edifici olandesi nelle città di Amsterdam, Groningen e Delfzijl». Parliamo dei soggetti. Emerge prepotentemente il volto. «Complessità, simbologia ed espressività dei visi mi attraggono. È un modo per indagare la condizione umana dell’individuo. Negli ultimi anni mi sono concentrato nella realizzazione di “facce” usando vari media. I volti sono eseguiti

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Ritratto (olio su plastica, 60x80 cm, 2012)

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CONCENTRATA SULLA ANA DELL’INDIVIDUO

o su struttura in legno, 3x86 cm, 2004)

di Marco Botti

sia come ritratti di persone reali con un forte elemento interpretativo, sia come maschere totalmente inventate, anche se in alcuni casi possono ricordare quelle tribali. Affronto pure altri temi, come quello delle figure che corrono e quello dei fiori, che mi dà una libertà esecutiva totale». Diverse anche le tecniche. «In pittura prediligo l’olio su materiali plastici e su tela, in scultura combino forme organiche e geometriche partendo da strutture lignee, che poi modello con altri materiali e rivesto in gesso. Altre tecniche che utilizzo sono la glass painting e la digital art». Quali sono gli artisti che l’hanno influenzata nel suo percorso? «Ci sono pittori che mi hanno stimolato per il vigore, la ricerca, la capacità di osare e l’impatto emotivo. Tre nomi su tutti? Picasso, Matisse e Bacon. Trovo quest’ultimo straordinario, perché ha riportato la pittura in primo piano ergendosi a pilastro fondamentale non solo della Nuova Figurazione inglese ma dell’arte di tutto il Novecento». Come nasce una sua opera? Maschera (olio su tela, 90x150 cm, 2012) «Quando inizio non ho un progetto ma una semplice immagine mentale. Poi è un dialogo continuo con la tela o la scultura, senza un’idea rigida. Pian piano il lavoro acquista forza e autonomia, che vanno rispettate e alle quali bisogna sovente concedersi. È così che l’idea iniziale prende corpo e crea uno scontro tra intenzione e casualità, finché non viene raggiunto il giusto equilibrio. Quando l’immagine prodotta ha l’energia di stare per se stessa e di emozionare l’osservatore, il risultato è conseguito». www.raffaelerossi.com

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AREZZO E GIUSEPPE TORNATORE

UN CONNUBIO RESO POSSIBILE GRAZ A FAUSTO CASI E AI SUOI STRUMENTI

è profumo e voglia di aria nuova ad Arezzo. Aria primaverile che pare entrare anche nelle botteghe delle vie del centro storico. Siamo andati in via Cesalpino, nel negozio di Fausto Casi, collezionista, insegnante di elettronica dal 1965 al 1983 e studioso da oltre quarant’anni del settore della scienza e della comunicazione, nonché fondatore e direttore scientifico del Museo dei Mezzi di Comunicazione, aperto dal 2005 in via Ricasoli. Con lui abbiamo parlato di cinema, perché con la “settima arte” Casi ha un rapporto molto stretto, non solo per la presenza nella sua esposizione permanente di stupende macchine da ripresa, da proiezione con pellicola 35 millimetri e da cinema a passo ridotto. Nel suo ultimo capolavoro, La migliore offerta, Giuseppe Tornatore la ringrazia nei titoli di coda mentre suonano le musiche Jim Sturgess con Giuseppe Tornatore e u del maestro Morricone. sul set di “La migliore Ci racconti perché. «Circa due anni fa mi contattò la troupe del regista siciliano per poter venire nel mio negozio a fare rilevamenti fotografici ad alcuni strumenti. Così feci la conoscenza dell’aiuto regista e dello scenografo del film, ai quali mostrai i miei oggetti e ne raccontai la storia. Uno dei più importanti – il Cannocchiale di Galileo – viene battuto all’asta dal protagonista nella scena iniziale». Oltre a quello strumento straordinario, quali altri sono stati scelti? «Hanno prelevato centocinquanta pezzi tra telescopi, macchine da scrivere e da calcolo, strumenti musicali meccanici, macchi-

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Fausto Casi

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L’ARTE DEL DUBBIO Un pretesto teatrale al Teatro “Mecenate”, martedì 12 marzo di Valentina Paggini

RAZIE NTI SCIENTIFICI

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a ragionevole esigenza del dubbio è il pretesto narrativo di cui si serve L’Arte del dubbio, pièce teatrale accorta e deliziosa in scena martedì 12 marzo al Teatro “Mecenate” di Arezzo, per la regia di Sergio Fantoni. Al di là di una facile chiave filosofica, il dubbio esce sul palcoscenico come voce narrante, colpevole, movente e chimera. A fare da controscena al protagonista, due grandi del teatro come Ottavia Piccolo e Vittorio Viviani, consci di un testo agile e ricco, degli sbalzi e delle contratture di un racconto che parte dal dubbio per incontrare – prima o poi – la verità. Tratto dall’omonimo libro di Gianrico Carofiglio, questo viaggio nel dubbio possiede un taglio storico-mitologico che si autoalimenta di personaggi e fa divenire teatro la realtà e viceversa. Da questo palcoscenico allargato emergono nomi noti e meno noti – Adamo, Eva, giornalisti, pubblicità – fino ai tribunali, luoghi del vero e del falso per eccellenza. Qui la realtà-teatro è già diventata cronaca, e gli spettatori di essa hanno licenza di giudicare. Valentina Tramutola

ne radiotelegrafiche, fonografi e grammofoni, strumenti per la misurazione del tempo, fino ai primi prototipi dei più moderni computer, come il Commodore atore e uno degli strumenti di Casi, risalente agli anni Settanta. migliore offerta” Insomma, una bella fetta della mia collezione esposta, insieme a tanti altri cimeli, all’interno del Museo dei Mezzi di Comunicazione». Già in passato aveva collaborato con il cinema. In quali altri film appaiono i suoi pezzi? «Nel 2002 ho ricostruito per Martin Scorsese le cinque stazioni telegrafiche dove lavora la polizia statunitense in Gangs of New York, ambientato negli anni della Guerra di Secessione. Ho poi fornito altri svariati oggetti per fiction televisive. Ad esempio, nella miniserie La Baronessa di Carini, andata in onda in Rai qualche anno fa e ambientata nella Sicilia borbonica, appaiono pezzi di ingegneria meccanica e strumenti per la misurazione dei terreni, utilizzati da un ingegnere che deve provvedere a valutare i confini del Regno delle Due Sicilie, che di lì a poco scomparirà per sempre». Una risorsa infinita di tesori le collezioni di Fausto Casi, che nel corso degli anni lo studioso aretino ha messo a disposizione di tutti, organizzando eventi, mostre e percorsi espositivi in onore dei grandi uomini della scienza. Il film di Tornatore è solo uno dei tanti motivi per apprezzare il Museo dei Mezzi di Comunicazione e colui che, con impegno costante, lo ha fortemente voluto. www.museocomunicazione.it

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“MI PIACE” CARAMEL

LA ROCK BAND ARETINA, PRODOTTA DA FRANKIE DEI NEGRITA AL PROPRIO DISCO D’ESORDIO

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n rock’n’roll che nasce dal basso. Da un’officina utilizzata come sala prove e da una faticosa gavetta in locali e contest di tutta Italia. L’incrocio tra la voce di Elettra Fiorini, la chitarra di Angelo Zuppa, il basso di Federico Barneschi e la batteria di Fabio Pasquini ha generato i Caramellow, una giovane band aretina su cui ha scommesso di Marco niente meno che Franco “Frankie” Li Causi, il bassista dei Negrita. Il compito di presentarci Cavini il gruppo spetta alla cantante Fiorini, che ci guida alla scoperta della musica e dei progetti dei Caramellow. Partiamo dalle basi: quando sono nati i Caramellow? «Suoniamo insieme ormai da molti anni, anche se l’attuale formazione l’abbiamo raggiunta solo nel febbraio 2012, con l’ingresso di Fabio alla batteria. Insieme a lui abbiamo risistemato l’intero repertorio e abbiamo continuato a produrre nuova musica, utilizzando come sala prove l’officina meccanica di Castiglion Fiorentino del nostro chitarrista Angelo». Che tipo di musica suonate? «Non è facile inquadrarci dentro a un genere, perché tutti i componenti del gruppo sono legati a tradizioni musicali diverse: io ho sempre avuto uno stile melodico, Federico è sul reggae mentre Fabio è più legato al metal. Questa unione ci ha permesso di evitare limitazioni stilistiche e, pur mantenendo una solida base rock di fondo e tante influenze funky, ha portato alla nascita di un crossover che spazia su più generi. Nelle nostre jam session ci divertiamo a improvvisare e poi, se il prodotto finito è valido, lo teniamo a prescindere dallo stile». Cosa c’è dentro ai vostri testi? «Le canzoni, rigorosamente in italiano, racchiudono la quotidianità dei Caramellow. Partiamo dal nostro vissu-

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ELLOW!

GRITA, STA LAVORANDO to, dalle nostre passioni, dalle nostre conoscenze, dai nostri libri e dai nostri interessi, con l’obiettivo di raccontare storie. Nei testi inoltre non siamo mai diretti, ci piace rimanere vaghi perché ognuno possa ritrovare nelle canzoni qualcosa di soggettivo, da riadattare alla propria esperienza personale: siamo convinti che la musica non sia di chi la produce ma di chi l’ascolta, dunque ci piace che ogni persona possa trovarvi dentro qualcosa di sé». La formula musicale dei Caramellow non è passata inosservata: tra coloro che più credono in voi c’è Frankie dei Negrita. «Nel giugno 2012 abbiamo partecipato ad un contest organizzato al “Rock Highland” di Arezzo, dove Frankie era in giuria. Sentendoci suonare è rimasto affascinato dai nostri pezzi, e ci ha proposto di collaborare con l’obiettivo di fare dei Caramellow una live band che, nel tradizionale stile del rock nudo e puro, possa emergere dal basso, maturare tanta gavetta e vivere di concerti ed esibizioni in locali di tutta Italia. Noi e Frankie vogliamo dimostrare che esiste una scena underground italiana in grado di proporre musica di qualità, che merita di essere conosciuta». A cosa porterà questa collaborazione? «Nei prossimi mesi produrremmo un album con le 10 canzoni che più rappresentano lo “stile Caramellow”. Frankie, alla sua prima esperienza da produttore, è diventato un membro della nostra famiglia e sta coinvolgendo in questo progetto numerosi professionisti in grado di portare il loro contributo: Luigi Chelli, il tecnico del suono da cui stiamo registrando,

Annalisa Savoca, che ha curato l’aspetto fotografico, Francesca Lucci, che sta creando logo e grafica per il merchandising, e tanti altri. Si tratta di persone che hanno scommesso sul nostro progetto e che hanno deciso di crescere insieme ai Caramellow». In attesa dell’album siete ora attesi dalla sfida televisiva di Tfm. «“Tfm” è il programma di Teletruria a cui parteciperanno 14 gruppi emergenti del Centro Italia: in questa edizione ogni band avrà a disposizione un’intera serata per farsi conoscere e per suonare i propri pezzi. Il nostro turno sarà mercoledì 27 marzo, quando al “Rock Heat” presenteremo tre pezzi che, dopo le valutazioni della giuria, tutti potranno votare sulla pagina Facebook di “Tfm”, dopo che la puntata sarà andata in onda. Alla fine i gruppi che riceveranno più preferenze avranno accesso alle finali, dunque non possiamo far altro che invitare tutti i lettori a mettere “mi piace” sui link delle nostre canzoni».

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STORIE ARETINE AREZZO,

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L’INTRAPRENDE

iamo andati a trovare la signora Alberica Barbolani, istruttrice di equitazione e animatrice pony Fise. Abita in campagna nei pressi di Arezzo con marito e tre figli, e nel retro della sua casa c’è un paddock recintato, con Ambra, un pony e altri due castroni [puledro castrato, ndr], Eloro e Oliver. Non è nostra intenzione umanizzare questi animali, ma mettere in evidenza quel rapporto speciale che si crea giorno per giorno tra essi e l’uomo. Alberica dice: «Con Eloro, che adesso ha 29 anni ed è senza denti, fino a qualche anno fa ho gareggiato in salto a ostacoli, vincendo diversi premi. È affezionato alla nostra pony Ambra e la protegge come una figlioletta». Proprio di lei, l’ultima arrivata, ci parlerà la signora Alberica. Ci spiega: «Ha quattro anni, è senza freni: a volte ce la ritroviamo a curiosare per casa come un animale domestico, è felice. Fuori bruca l’erba fresca del prato, d’inverno si sdraia al sole. I cavalli sono animali sociali, si intristiscono se si sentono soli. Ambra, ogni tanto, fa la birichina e scappa passando da sotto il recinto». Dove va? «Va a trovare gli “amici” cavalli del maneggio a tre chilometri da qui [ride, ndr]». Ci racconti di quando l’ha sellata la prima volta. «Non è stato esattamente come pensavo! Quel giorno stavo per andare al lavoro quando mi telefona un vicino: “La tua pony sta galoppando in mezzo al bosco, l’ho incrociata mentre facevo legna”. Prendo sella e finimenti, mi faccio accompagnare con la macchina nella direzione in cui è stata vista: l’avrei sellata e montata poco dopo per riportarla a casa!». È stato difficile? «Ho agito con lentezza e calma, imponendo la mia volontà con dolcezza, e abbiamo continuato insieme il percorso». Faticoso, ma un altro modo per stare insieme! «Proprio così. Ad agevolare l’operazione il fatto che fin da piccola è stata abituata a seguire gli altri cavalli in passeggiata e a essere pulita, negli ultimi tempi di tanto in tanto le appoggiavo la sella sulla schiena… Vedendomi come “capo branco” si è fidata di me: abbiamo comunque impiegato quaranta minuti ad arrivare a casa». I cavalli, come capiscono lo stato d’animo del cavaliere? «È una sorta di empatia. Si crea un rapporto basato su conoscenza e fiducia reciproca. Da sottolineare il beneficio di questi animali sui bambini auti-

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di Ivana Marianna Pattavina

DENTE PONY AMBRA stici o con altre disabilità». Una notizia risalente al 2010 arriva dagli Stati Uniti: una ragazza musulmana non vedente, per spostarsi in città, ha come guida proprio un pony addestrato. Ha una vita più normale, va all’università per laurearsi in psicologia. Alberica ci conduce al recinto per farci vedere i progressi della sua pony, ne ammiriamo l’intelligenza. Passo, trotto, gira intorno la sua padroncina e col muso le dà leggeri colpetti per dimostrarle affetto. Si ferma e guarda verso di noi». Oltre all’addestramento, secondo lei che ruolo ha la tenerezza? «Il 90 per cento. C’è da imparare sull’amore che possono trasmetterci». Il rapporto della vostra famiglia con Ambra e i vostri altri cavalli. «Di amore e rispetto. I nostri tre figli sono entusiasti, il più piccolo coccola Ambra in modo particolare. Ma in pratica chi si occupa di loro è mio marito, attualmente in cassa integrazione. Riesce a pulirli e massaggiarli per molto tempo, tranquillizza anche il cavallo più irrequieto. Sta cercando di far capire ad Ambra quanto sia pericoloso scappare». Alberica desidera aprire un maneggio tutto suo e glielo auguriamo di cuore. Di questa giornata in mezzo alla natura le siamo riconoscenti. Abbiamo accarezzato i cavalli, giocato con tre ragazzini scatenati, respirato aria pulita: in bocca al lupo per il suo progetto!

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il sonetto

Pòro Bersani, è arìvo primo e ha perso! E andrà a finire che ’n governarà, perché l’è ito tutto de traverso e i sbagli fatti un li po’ cancellà. Sarebbe stato, forse, assai diverso si, co’ ’no zinzìnino d’umiltà, aésse preso Renzi pe’ l su’ verso co ’ste primarie de formalità. Credeva d’aé vvinto a mane basse, pensando che ’n ce fusse più bisogno de ’nsìstere su l’imu, casta e tasse, cusì la su’ vittoria è resta un sogno. El voto ha dimostrato che i partiti si nn’ascólton la gente… son finiti!

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Il latte di capra tradizionalmente è considerato un ottimo sostituto del latte materno nell’alimentazione dell’infanzia e delle persone soggette a forme di allergia. Se guardiamo meglio, il latte di capra è più digeribile e ha meno colesterolo, oltre ad avere proprietà antitumorali grazie a un elevato contenuto di acido linoleico coniugato CLA. Il meglio di sé lo dà quando viene assunto durante l’infanzia. Infatti, mentre l’elevata presenza di taurina gioca un importante ruolo nell’accrescimento e sviluppo cerebrale, la ricchezza di minerali come calcio, fosforo, potassio e magnesio favoriscono una migliore compattezza di Fabio Mugelli del tessuto osseo in formazione.

Massai

Gangster Squad ** Los Angeles, 1949: per impedire che la città finisca nelle mani del criminale Mickey Cohen, il capo della Polizia delega al sergente John O’Mara la formazione di una squadra clandestina per fermarlo con ogni mezzo. La partenza del film rende immediatamente evidente il senso di anonimato che aleggerà per tutta la sua visione. Un sentimento di inconsistenza che avvolge una compagine attoriale colossale: Josh Brolin, Ryan Gosling, Giovanni Ribisi, Robert Patrick, Sean Penn, Emma Stone e Nick Nolte. Fleischer aveva stupito con l’operazione tarantiniana di Benvenuti a Zombieland, dove aveva traslato l’action comedy nel mondo degli zombie, ma con Gangster Squad il flop è devastante, zombifica una meravigliosa storia hard-boiled che avrebbe meritato ben altra sorte. Jacopo Fabbroni

e ti accompagnano in città (e a ballare!)

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cinema

chilometro zero

di Leonardo Zanelli

TITANIC La cabina radiotelegrafica che salvò 705 passeggeri Al Museo dei Mezzi Comunicazione (in via Ricasoli 22), costo 3 euro, fino al 20 aprile 2013. Orario: dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 14 alle 16; sabato, domenica e festivi dalle 11 alle 16. Per informazioni 0575/377662 e 0575/491945, di Lucio

dove andare

LI STRATÈGHI DE PIRRO


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VITA DELLA CITTÀ3 Agroalimentare, la nuova normativa stritola gli imprenditori4 Insieme alle mimose un appello5 Rispetto, responsabilità e c...

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