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ANNO IV NUMERO 136 • VENERDÌ 22 FEBBRAIO 2013 • COPIA GRATUITA IN COPERTINA: SCATTO ED ELABORAZIONE GRAFICA DI ANDREA BARDELLI

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IN QUESTO NUMERO VITA DELLA CITTÀ 3 La campagna elettorale alle ultime battute, parlano Vaccari (Scelta Civica con Monti) e Macrì (Futuro e Libertà) 7 L’imminente rimpasto di Giunta e le influenze politiche del voto... 28 Aretini nel nuovo millennio. Cinque uomini a cena NON PIÙ PAROLE OMAI 8 L’ennesimo errore della Giuria SEGUENDO ROTTE GHIOTTE 11 Che palle alle Rotte Ghiotte! Un pranzo a base di cibi sferici AREZZO SPORT 13 La carica dei 500 atleti SPECIAL OLYMPICS 15 Alessandro Casalini in Ibl con i Godo Knights 16 Arezzo, saluti e “Bacis” al periodo nero, e avanti tutta!

17 Daniele Di Donato, il leader della mediana 18 Il gioco di squadra non si fa solo in campo 19 Sul Corsalone inizia la stagione della pesca alla trota 20 Imparare a nuotare e acquisire sicurezza con la scuola nuoto “6-18 anni” CULTURA 21 Perché saranno gli uomini a distruggere il mondo. Mario Tozzi al Giardino delle Idee 22 Chimera Arte Arezzo si arricchisce di iniziative 23 Il viaggio di San Francesco: l’ultimo appuntamento di Carnet de Voyage di Attilio Brilli 24 Una risata vi scalderà, grazie a Salvatore Gisonna e “Aurora Ridens” 25 Depressione e vie d’uscita: una giornata dedicata a Santuzza Lischi Coradeschi COCKTAILS & DREAMS 27 Il Bacardi Cocktail

“IL SETTIMANALE DI AREZZO“ È UNA TESTATA EDITA DA EDIZIONI GIORGIO VASARI SRL ANNO IV NUMERO 136 – VENERDÌ 22 FEBBRAIO 2013 © EDIZIONI GIORGIO VASARI DIRETTORE RESPONSABILE: FRANCESCO CIABATTI, EMAIL FRANCESCOCIABATTI.EGV@ GMAIL.COM VICEDIRETTORE: MARCO BOTTI, EMAIL MARCO.BOTTI9@GMAIL.COM REDAZIONE: ELENA AIELLO, ENRICO BADII, ANDREA BARDELLI, GIACOMO BELLI, SERENA CAPPONI, FERNANDA CAPRILLI, MARCO CAVINI, GIACOMO CHIUCHINI, DORY D’ANZEO, JACOPO FABBRONI, CECILIA FALCHI, ELETTRA FIORINI, MICHELE GIUSEPPI, SARA GNASSI, ILARIA GRADASSI, VALERIA GUDINI, GIACOMO MANNESCHI, CHIARA MARCELLI, LUCIO MASSAI, DAVID MATTESINI, FABIO MUGELLI, OMERO ORTAGGI, VALENTINA PAGGINI, ROBERTO PARNETTI, LUCIANA PASTORELLI, IVANA MARIANNA PATTAVINA, LUCA PIERVENANZI, CHIARA SAVARINO, ALESSIO SEGANTINI, LUCA STANGANINI, VALENTINA TRAMUTOLA, LUCA TRIPPI. FOTO: ANDREA BARDELLI, ROBERTO PARNETTI AMMINISTRAZIONE: EDIZIONI GIORGIO VASARI SRL, VIA MANTEGNA 4, 52100 AREZZO (AR), TEL. 392/95.96.285, FAX 0575/16.57.738, EMAIL EDIZIONIVASARI@ARUBA.IT PUBBLICITÀ E MARKETING: PAOLA PRATO, 333/46.04.264, PAOLAPRATO.EGV@GMAIL.COM AUTORIZZAZIONE TRIBUNALE DI AREZZO 02/2010 DEL 10 FEBBRAIO 2010 ISCRIZIONE AL REGISTRO DEGLI OPERATORI DELLA COMUNICAZIONE AL N. 19155 STAMPA: LA ZECCA SRL, VIA UMBERTO TERRACINI 25/27, 52025 FRAZ. LEVANE, BUCINE (AR), TEL. 055/91.80.101, FAX 055/91.80.412, EMAIL INFO@TIPOGRAFIALAZECCA.IT

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È VIETATA, SENZA FORMALE AUTORIZZAZIONE, LA RIPRODUZIONE TOTALE O PARZIALE DI TESTI, DISEGNI, FOTO E PUBBLICITÀ RIPRODOTTI SU QUESTO NUMERO

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I CANDIDATI ARETINI DI SCELTA CIVICA E FUTURO E LIBERTÀ Vaccari: «L’emergenza in cui è il Paese richiede l’impegno della società civile»

Macrì: «Una coalizione monocolore di destra o sinistra non può essere il futuro di questo Paese»

ranco Vaccari, candidato alla Camera con Scelta Civica – con Monti per l’Italia, ha vissuto settimane intense di una campagna elettorale che ha avuto nell’incontro dello scorso 19 febbraio con il ministro Riccardi il suo momento più importante. Prima dell’apertura delle urne, il presidente di Rondine risponde ad alcune nostre domande. Nel 2009 si era candidato al Parlamento Europeo con il Pd, adesso invece ha aderito alla lista Monti; è cambiato lei o le prospettive all’interno del Pd? «Io sono sempre stato quello che sono, cioè una persona impegnata nel mondo del sociale, non ho mai militato in nessun partito. Cinque anni fa fui chiamato per fare la battaglia delle elezioni europee

e elezioni politiche del 24 e del 25 febbraio sono sempre più vicine e il commissario provinciale di Arezzo e responsabile organizzativo regionale di Futuro e Libertà (FLI) Francesco Macrì, aspettando il momento del voto, ci espone il programma e i propositi del partito di Gianfranco Fini: «È finita l’epoca dei programmi fatti da centinaia di pagine, l’epoca delle proposte demagogiche. Il nostro programma è semplice e all’insegna del realismo politico. La proposta di Fini e della nostra coalizione con Mario Monti candidato premier ha come fulcro le reali esigenze del nostro Paese, attanagliato da una profonda crisi economica. L’Italia viene da almeno quindici anni di stagnazione economica e ben cinque di recessione, e per cambiare la situazione servono più che mai proposte

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LA CAMPAGNA ELETTOR PARLANO VACCARI (SCEL MACRÌ (FUTURO E LIBER

dal Partito Democratico, e dissi di sì: è stata una bellissima esperienza che ricordo con grande piacere. Il giorno dopo le elezioni europee sono tornato per cinque anni a fare quello che sempre ho fatto, quindi non c’è nessun tipo di cambiamento; la lista civica di Monti è un’esperienza che risponde a un’emergenza del Paese che chiama la società civile, di cui io sono uno dei tanti rappresentanti, e che sono per loro natura di appartenenze culturali differenti, con storie diverse, insieme per una questione di emergenza». Qual è la cosa che condivide di più all’interno del programma?

di sistema, non demagogiche. Con l’attuale quadro politico frammentato, lo spettro di Grillo, si fa sempre più necessaria una legislatura costituente. Nella pratica, una ristrutturazione della seconda parte della Costituzione e il risanamento dei conti dello Stato, una riduzione del numero di parlamentari, la fine del bicameralismo perfetto, la modernizzazione delle strutture statuali per dare risposte adeguate ai tempi moderni e per mettersi al pari delle democrazie europee. E un rafforzamento dell’esecutivo per permettere al Presidente del Consiglio eletto di governare. Si deve “far dimagrire” lo Stato con una riforma costituente, nello specifico del locale riducendo le municipalizzate. I sindaci si lamentano della mancanza di risorse a loro disposizione, la soluzione è alleggerire la macchina pubblica e concentrarsi su una maggior privatizzazione anche nella gestione dei servizi. Dobbiamo tagliare le spese improduttive e alleggerire la spesa pubblica. La Patrimoniale andrebbe messa sullo Stato, non sui singoli cittadini». Futuro e Libertà correrà con il proprio simbolo alla Camera e insieme a Monti al Senato. «Divisi alla Camera e uniti al Senato – spiega Francesco Macrì. – Non crediamo che una coalizione monocolore di destra o sinistra possa essere il futuro di questo Paese. Vogliamo un nuovo centrodestra, un nuovo bipolarismo, dove la vecchia generazione di politici mette mano ai problemi, li

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ORALE ALLE ULTIME BATTUTE, CELTA CIVICA CON MONTI) E BERTÀ) «Il programma è tutto condivisibile, tra l’altro l’agenda Monti è un’agenda che per molti aspetti si sovrappone, per le questioni affrontate, anche a quelle proposte dal Partito Democratico, quindi non ci sono distanze programmatiche enormi, a me sembra che le scelte – pure sul piano economico – sono di grande civitas. Per me le più belle sono nella scuola, dove si tratta di ridare dignità alla funzione degli insegnanti, non sopportare più la dispersione scolastica, specialmente nelle città del Sud dove c’è la criminalità organizzata, e ridare valore al merito». Come concilierà, nel caso eletto, tutte le attività in cui è coinvolto, tra cui Rondine Cittadella della Pace, con l’impegno che richiede fare il parlamentare alla Camera? «Intanto bisognerà prima di tutto venire eletti, quindi vediamo dopo; una volta che fossi diventato parlamentare riunirò il Consiglio di Amministrazione e deciderò se la carica è incompatibile con la presidenza di Rondine; Rondine è una cosa, la mia candidatura riguarda me personalmente, la Cittadella è sempre stata fuori dalle appartenenze specifiche della politica, ma è un luogo dove si è sempre educato a stimare tantissimo la politica». I cinque punti in cui si è vincolato a lottare contro la corruzione, sono un suo impegno particolare? «Li abbiamo assunti, li abbiamo firmati e io sarei

risolve e consegna il Paese a una nuova generazione. Sogniamo di ritrovarci dopo questa fase costituente per formare una nuova destra contro il populismo odierno. È come se per vent’anni a noi del centrodestra ci avessero fatto assistere a una lunga partita di calcio da semplici tifosi, dove ci siamo accontentati solo di tifare perdendo di vista l’opportunità di segnare, di ottenere risultati». Per quanto riguarda le nostre alleanze? «Pier Ferdinando Casini è stato nostro alleato per un ventennio, il primo ad allontanarsi dal berlusconismo, e Mario Monti a capo della nostra coalizione è un Monti diverso dal premier che in quest’anno ha

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ancora più restrittivo: è tristissimo tutto ciò, ma è l’epoca in cui viviamo, l’elemento morale è davvero corrotto. Dobbiamo rinserrare i ranghi e puntare in alto, optare per la trasparenza assoluta; le persone che diventano persone pubbliche hanno il dovere di una trasparenza assoluta fino alla terza generazione, sennò non ne veniamo fuori». Crede sia possibile, partendo dal vostro stesso programma, una collaborazione con gli altri schieramenti politici, nel caso in cui non foste il partito di maggioranza? «Credo che la lista civica sia nata proprio per mettere insieme anime diverse; credo che in questa lista, e in questa campagna elettorale, convivano persone che hanno storie anche molto lontane dalle mie; quindi l’ottica è aprire e dialogare con tutti. L’idea di alleanze è assolutamente nell’orizzonte, anche qualora ci fosse una vittoria forte, una vittoria schiacciante, perché le riforme di cui c’è bisogno hanno bisogno di vastissime maggioranze, sono riforme ancora impopolari e devono trovare tante forze politiche disposte di Elena a farle e poi sostenerle». Aiello

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dovuto attuare la sua cura dimagrante per risanare il Paese, impegno che ha preso per tutti i partiti. Ora potrebbe essere un signor Primo Ministro di cultura liberale, apprezzato per le sue competenze in tutto il mondo, un esempio di merito, un pezzo da novanta ascoltato da tutti, come Draghi. In questa situazione d’emergenza non si può più continuare con la politica del cucù, con il populismo, seguendo i vari pifferai magici. La nostra soluzione non è allontanarci dall’Europa, ma avvicinarsi ancora di più per uscire dalla crisi, magari anche per un’unione fiscale». I candidati aretini di Futuro e Libertà, oltre che lo stesso Francesco Macrì, al 4° posto, sono l’ex portiere di Serie A Giancarlo Alessandrelli, Ilaria Bernardi, dottoressa in legge, all’11°, Adriana Banelli, commerciante, e di Cecilia Elisabetta Bini, agente di commercio. Falchi

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di David Mattesini

L’IMMINENTE RIMPASTO DI GIUNTA E LE INFLUENZE POLITICHE DEL VOTO...

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ella settimana del voto per le Politiche si apre un nuovo scenario tutto aretino. Per un Marco Donati in partenza per Roma, cosa farà il sindaco Fanfani in vista di un “rimpastino” di Giunta ormai inevitabile? Partiamo dal numero dei nuovi assessori da “ricollocare”. Viste le precedenti fuoriuscite di Sacchini e Colangelo, si potrebbe ragionevolmente pensare, a questo punto, che almeno un paio di nuovi ingressi potrebbero rendersi necessari. Se non fosse però per lo scacchiere politico comunale, che di fatto rende molto più “agile” a livello amministrativo la maggioranza monocolore targata Pd, almeno da una certa prospettiva. Quindi? La soluzione più semplice e immediata potrebbe portare alla sostituzione di un solo assessore. I nomi? Mentre c’è chi chiede che venga riconosciuto in Giunta un assessore espressione della cosiddetta società civile, resta ferma la possibilità di una sostituzione eccellente di provenienza partitica. Su tutti il nome del segretario provinciale del Pd Marco Meacci, che nella lista per Montecitorio è solo 28esimo. Bersaniano moderato, è già stato sindaco di Monte San Savino, e potrebbe dare un apporto non di poco conto all’amministrazione della città. Scendendo di età e passando all’area renziana, c’è invece un nome che spicca, quello del capogruppo del Pd Matteo Bracciali, sempre più pronto al salto in Giunta. Eccoci quindi alla terza opzione, quella di un membro della società civile. Sempre più un grande contenitore di cui in realtà non si riconosce l’identità. Qui l’opzione, qualora venisse abbracciata, potrebbe anche andare oltre alla solita girandola di nomi in area Pd, implicando una sorta di riallargamento dell’attuale maggioranza. Verso sinistra? Difficile, anche se non impossibile, nonostante la consolidata alleanza a livello nazionale tra Pd e Sel, viste la precedente crisi, e comunque la presenza di Dringoli a coprire la rappresentanza di area. Verso l’area centrista? Più probabile, data la tendenza politica aretina nel centrosinistra. In questo caso, l’eventuale comparsa a livello nazionale in Parlamento del nuovo soggetto “montiano” potrebbe esercitare qualche influenza indiretta. Insomma, che le opzioni siano quella più probabile di un solo ingresso o quella più improbabile di due nuovi assessori, questa strada resta comunque aperta. Da sinistra potrebbero anche gridare allo “scandalo”, ma se si trattasse di società civile…

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NON PIÙ PAROLE OMAI… a cura di Roberto Parnetti

i avevamo lasciato con la foto del tabellone del tiro di Alessandro 2A PARTE Vannozzi, nella Giostra del 2 settembre 2012, che mette in evidenza l’ennesimo errore da parte della giura nell’attribuire un punteggio. In questo numero pubblichiamo l’immagine con la rielaborazione grafica (per la quale si ringrazia Saverio Crestini) dove si può evincere l’errore commesso. Ricordiamo che nel regolamento tecnico della Giostra (allegato A, punto 1) è testualmente riportato: “…la Giuria dovrà per prima cosa individuare l’asse orizzontale che dividerà in due parti uguali l’impronta lasciata dalla punta della lancia, con esclusione dell’alone di contorno…”. L’impronta lasciata dalla punta (ovvero dal gommino) della lancia è quella di colore verde, il quale altro non è che l’inchiostro con cui viene impresso il gommino stesso, e i giudici, per effettuare le misurazione, hanno in dotazione sei mascherine, con diametro da 22 a 27 millimetri, e un goniometro del diametro di 24 millimetri (ci sembra doveroso ribadire questo passaggio, poiché ancora oggi c’è chi ritiene che per la misurazione si debba vedere l’impronta lasciata dalla “bulletta”… così come accadeva fino a una decina di anni fa ndr]. In questo caso è evidente che sia stato commesso un errore nel prendere la misurazione, non valutando l’impronta lasciata dal gommino (ribadiamo, quella di colore verde) ma quella dell’alone, che è conseguenza dello spanciamento del gommino dopo che ha colpito il tabellone. È un caso su cui si dovrà, a nostro parere, ridiscutere nelle sedi opportune, anche perché fa seguito alla clamorosa svista – per definirla con un eufemismo – del giugno 2010, quando un netto centro di Enrico Vedovini fu tramutato in un 4. Tale errore portò a introdurre (con delibera dell’Istituzione Giostra del Saracino del 27 agosto 2010) una nuova figura, che avrebbe coadiuvato i giudici in caso di tiri di difficile interpretazione, così come riportato nel punto 4 del Regolamento tecnico: “Al fine di garantire la corretta interpretazione la normativa

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L’ENNESIMO ERRORE DELLA GIURIA

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e applicazione delle disposizioni regolamentari relative all’accertamento del punteggio, la Giuria sarà affiancata da un esperto, designato dalla Magistratura della Giostra del Saracino. L’esperto presenzierà alle operazioni di misurazione e fornirà, su richiesta del presidente della Giuria, i chiarimenti del caso. Potrà inoltre intervenire, di propria iniziativa, al fine di correggere eventuali impostazioni che ritenesse non conformi alle disposizioni regolamentari, e comunque al fine di agevolare le operazioni della Giuria stessa. In ogni caso, il parere dell’esperto non sarà vincolante. Eventuali difformità dell’operato della Giuria rispetto al parere fornito saranno poi segnalate dall’esperto alla Magistratura, dalla quale la Giuria deriva i suoi poteri”.

LUCA BICHI NUOVO RETTORE A PORTA CRUCIFERA ruolo che, credetemi, porta via moltissimo tempo, e dare la possibilità ad altri di poterlo svolgere con tranquillità e maggior spazio a disposizione…”. La vicenda ha comunque messo in luce una situazione piuttosto complicata poiché, a seguito della nomina di Bichi, si sono avute le dimissioni di quattro consiglieri: Gianluca Gnalducci, Francesco Nocentini, Alessio Pellegrini e David Sassoli. A queste sono poi seguite le dimissioni dell’addetto stampa Stefano Brandini Dini e del responsabile del sito Alberto Santini anche se, in questo caso, il tutto è relativo alla “fuga di notizia” sull’avvenuta elezione di Bichi trapelate sugli organi di informazione prima ancora che venissero ufficializzate dal Quartiere stesso.

Il Consiglio direttivo del Quartiere di Porta Crucifera, nella riunione tenutasi mercoledì 13 febbraio, ha deciso di nominare (con votazione ottenuta a maggioranza) nuovo Rettore Luca Bichi, che subentra così al dimissionario Marco Ercolini, il quale rimane comunque in seno al direttivo rossoverde. I motivi che hanno indotto Ercolini alle dimissioni dalla massima carica del Quartiere li possiamo estrapolare da un passaggio della lettera pubblica nel sito ufficiale del Quartiere, indirizzata ai quartieristi rossoverdi: “…Ognuno potrà pensare – sottolinea Ercolini – giustamente miriadi di cose, in questo passo indietro, invece con tutta franchezza vi dico che c’è solo la volontà di poter respirare un’attimo dal

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Che palle alle Rotte Ghiotte! Un pranzo a base di cibi sferici i sono tanti tipi di arte. La musica è una di queste. Ma sicuramente rientra in questa categoria anche la cucina che, con i suoi sapori e le sue essenze, ha il potere di far godere i sensi e far vivere viaggi in tutto il mondo. Queste due arti si sono unite al ristorante aretino Le Rotte Ghiotte (in via Montefalco 34), con i piatti proposti dallo chef Shady incontratisi col palato del musicista Gonzalo Solari. Uruguaiano trapiantato ad Arezzo da oltre trenta anni, Gonzalo è uno dei chitarristi più apprezzati al mondo: con i suoi concerti ha suonato in ogni parte del globo e ha acquisito un importante bagaglio interculturale. Un’interculturalità che plasma anche l’identità de Le Rotte Ghiotte. «Che posto affascinante – ammette Gonzalo entrando nel ristorante. – Sono felice di essere qui perché con il mio lavoro da “girovago” ho maturato una certa curiosità verso i piatti di tutto il mondo e qui posso sbizzarrirmi tra cibi tradizionali e cibi etnici, con un’inedita unione tra la cultura orientale e quella occidentale». La curiosità di Gonzalo lo ha spinto a scegliere i piatti più disparati, con un viaggio dei sapori che ci porta dal Trentino Alto Adige al Medio Oriente, gustando i canederlotti alla ricotta con speck croccante, la kufta bi-tahima (polpettine di carne con crema di sesamo e patate) e, infine, le palle di cioccolato multigusto. Tutti cibi “sferici” caratterizzati da un’invitante forma rotonda. «Ho optato per piatti insoliti – continua. – Non capita tutti i giorni di gustare questi cibi, vere e proprie prelibatezze che ho trovato insieme solo alle Rotte Ghiotte. Tutto questo in un ambiente accogliente e quanto mai familiare: uno dei punti forti di questo ristorante è sicuramente la gentilezza, il sorriso e l’apertura dello staff, atteggiamenti sinceri e calorosi che riconciliano con il mondo». Un ambiente tanto familiare che spinge Gonzalo a parlare e a scambiare opinioni con i “vicini” di tavolo, confrontandosi sugli argomenti più disparati con gente incrociata per la prima (e forse unica) volta, ma che alle Rotte Ghiotte sembra di conoscere da anni. «Tornerò – promette Gonzalo salutando Shady. – Ma devo ricordarmi di farlo a pancia vuota». Marco Cavini

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in copertina

Special Olympics

inquecento atleti da tutta Italia si riverseranno ad Arezzo dal 23 al 28 aprile per partecipare ai giochi nazionali estivi di Special Olympics. I protagonisti di queste gare saranno persone con disabilità intellettive e relazionali, che nei cinque giorni aretini si sfideranno nelle bocce, nell’equitazione, nella mountain bike e nella pallavolo. A organizzare l’evento è Paolo Lucattini, direttore regionale di Special Olympics e coordinatore delle attività motorie e sportive all’istituto di riabilitazione di Agazzi, che in questa intervista ci presenta i prossimi giochi nazionali. «Special Olympics – avvia Lucattini, – è un programma internazionale di allenamenti e di competizioni atletiche per persone con disabilità, a cui offriamo la possibilità di fare sport, acquisendo autonomia, valorizzando le loro capacità motorie e stimolando il confronto con atleti di tutta Italia». Come sono strutturati i giochi nazionali? «Arezzo sarà la prima tappa dei giochi del 2013, che faranno poi scalo a Cagliari, a Lodi e a Viterbo, per quattro appuntamenti in cui gli atleti Special Olympics si metteranno alla prova in 14 sport. Nella no-

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La carica dei 500 atleti Special Olympics Dal 23 al 28 aprile Arezzo ospiterà i giochi riservati ad atleti con disabilità intellettive e relazionali [segue da pag. 13]

stra città ospiteremo le gare di equitazione presso le strutture dell’Equestrian Centre, il ciclismo lungo il Sentiero della Bonifica, bocce e pallavolo all’interno di Arezzo Fiere e Congressi». Oltre alle singole gare, quali saranno i più importanti appuntamenti dell’evento? «Innanzitutto nei giorni precedenti arriverà ad Arezzo la fiaccola olimpica, una prima occasione per annunciare i giochi e preparare la comunità ad accogliere gli atleti. Uno degli appuntamenti più importanti è in programma mercoledì 24 aprile, quando il centro storico di Arezzo ospiterà la grande cerimonia di apertura dell’evento. Partiremo da piazza Guido Monaco con un grande corteo di 500 atleti che, accompagnati dai colori dell’Istituzione “Giostra del Saracino”, degli Sbandieratori, dei Musici e delle altre associazioni della provincia, sfileranno fino a Piazza Grande, dove, seguendo un protocollo olimpico, assisteranno all’accoglienza da parte delle istituzioni, all’alzabandiera e agli inni d’Italia e d’Europa». Nei giochi nazionali saranno coinvolti anche gli studenti di oltre 30 scuole aretine. «Abbiamo organizzato una serie di incontri formativi rivolti agli insegnanti e agli alunni, per coinvolgerli all’interno di Special Olympics e fornire loro esperienze di inclusione attraverso lo sport, insegnando a comprendere e a valorizzare le disabilità intellettive. In accordo con l’Ufficio Scolastico provinciale ci piacerebbe portare tutti gli studenti dai 4 ai 18 anni ad Arezzo Fiere e Congressi per giocare, assistere ai giochi, applaudire gli atleti o fare da volontari». Di quanti volontari avete bisogno? «Ci occorrono circa 1000 volontari che, nel corso dei giochi, siano a disposizione per seguire gli atleti e facilitare lo svolgimento dell’evento. Per la ricerca dei volontari puntiamo sul lavoro nelle scuole superiori e sul supporto delle varie associazioni sportive e di volontariato del territorio». Cos’altro vi occorre per la buona riuscita della manifestazione? «L’evento valorizzerà l’immagine della città e della provincia, evidenziandone l’impegno nell’inclusione delle persone con disabilità intellettive. In questo senso ci aspettiamo di ricevere da Arezzo una bella risposta, non solo per quello che riguarda i volontari, ma anche per sviluppare sinergie con negozianti, associazioni di categoria e assessorati, trovando amici, contatti, sponsor e nuove risorse per sostenere l’evento». Marco Cavini

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Alessandro Casalini in Ibl con i Godo Knights di Alessio Segantini

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opo aver fatto tutta la trafila delle giovanili del Bsc Arezzo, aver giocato nella squadra senior, con cui è arrivato dalla Serie B1 alla Serie A1, ed essersi laureato campione d’Italia nel 2011 sempre con la squadra della nostra città, per Alessandro Casalini è arrivato il momento di salire ancora di categoria e andare a giocare nella Ibl (Italian Baseball League), il campionato professionistico italiano. Sentiamo dal diretto interessato le sue emozioni sul passaggio ai ravennati Godo Knights. «Sono molto felice di questa chiamata in Ibl, perché per me rappresenta sia un punto di arrivo sia un punto di partenza. È senza dubbio un gran traguardo, perché giocare in Ibl è il sogno di ogni giocatore italiano di baseball, ma è anche un nuovo stimolo per confrontarmi con un nuovo ambiente, nuovi compagni e nuovi avversari. In questo modo ho anche la possibilità di capire se tutti i miei sforzi e i sacrifici fatti in passato possono essere ripagati appieno in questa esperienza, e se le cose che so mi possono bastare o devo ancora migliorare in qualche aspetto». Casalini, dopo aver espresso le sue sensazioni sulla nuova esperienza che lo attende, si sofferma sul momento in cui ha preso questa decisione: «Dopo 18 anni in cui ho vestito la stessa maglia e sono stato sempre nella mia città, avevo voglia di cambiare aria, anche solo per confrontarmi. Dopo che mi sono reso disponibile a un trasferimento, mi ha subito contattato Godo, società solida e bella realtà, che mi ha offerto un posto in squadra: ho accettato subito, perché ho capito che poteva essere la squadra giusta che mi avrebbe permesso di crescere e giocare con continuità». Infine, l’atleta aretino ci presenta le proprie ambizioni e quelle della nuova squadra: «Il mio obiettivo è dare il meglio da quando inizieremo la preparazione, nei primi di marzo, fino a quando finiremo. Solo dopo traccerò un bilancio della mia avventura. Per quanto riguarda la squadra, Godo negli ultimi anni è sempre stata un team di metà classifica. La nostra speranza è giocarcela al meglio delle nostre possibilità con tutte le altre e fare un campionato onesto e dignitoso, cercando di ben figurare. So che il roster è competitivo, darò il massimo per provare a ritagliarmi uno spazio importante. È una sfida con me stesso e con gli altri mai provata finora, credo e spero di essere pronto».

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Arezzo, saluti e “Bacis” al periodo nero, e avanti tutta! on sarà un antibiotico, ma la cura Nofri sembra davvero funzionare, per un Arezzo che – domenica dopo domenica – sta lasciando alle proprie spalle i virus che lo avevano attanagliato fin dall’inizio della stagione tagione e gli avevano fatto perdere terreno, come uno studente e costretto sotto le coperte mentre a scuola i professori vanno no avanti con il programma. Certo, non siamo di fronte a una panacea capace di guarire tutti i mali che hanno colpito i colori amaranto, però il fatto di essere sulla buona strada lascia guardare con fiducia al futuro immediato, permettendo di distogliere l’occhio dalle contingenze di una classifica non più pericolante e guardare avanti, con fiducia. Avanti verso un finale di stagione che vede una Coppa Italia a portata di mano, e soprattutto l’inizio della programmazione dell’ennesima annata della riscossa. Anche il nuovo presidente Ferretti sembra aver portato una ventata di aria fresca, capace di spazzare le nubi dal cielo sopra San Cornelio. Sotto sotto, sembrerebbe covare entusiasmo mo persino tra la tifoseria, che fino a oggi è stata tiepida, ma capace in passato di scaldare l’ambiente come una stufa a pellet.

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di Luca Stanganini

Federico Nofri Ad Arezzo c’è il Vingone, che non sarà il Rubicone ma Nofri, come Giulio Cesare, è arrivato e “il dado è tratto!”. Veni, vidi, vici. Speriamo che gli venga riservata miglior sorte rispetto al condottiero romano. “Ridi“ di marzo. E anche oltre. Simone Mastromattei È stato uno degli acquisti proposti da De Nicola e, agli inizi, entrava in campo quando i capitani si scambiavano i gagliardetti. Ben presto, però, è stato fatto accomodare accanto al mister, rilegato di fatto al ruolo di rincalzo. Classe ’90, età giusta per giocare con continuità, l’andazzo non sembra quello. Michele Mencarelli È fermo ai box da mesi come una Force India ai gran premi, praticamente una stagione gettata alle ortiche per il vincitore dell’ultima edizione del Cavallino d’Oro. Attendiamo con impazienza il suo rientro, in coppia con Samuele Sereni, altro enfant du pays: potrebbero formare una coppia di esterni che in queste categorie non ce n’è.

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Il leader della mediana Daniele Di Donato ci parla della sua esperienza in amaranto. I play-off di Serie A sfiorati e quella serata da dominatori al “Delle Alpi”...

di Omero Ortaggi

rdine, grinta, mentalità da leader e grande spirito di applicazione: tutti elementi che hanno sempre contraddistinto il modo di giocare di Daniele Di Donato e che lo hanno aiutato a farsi amare dalla tifoseria aretina, che capii sin da subito che lui quella maglia amaranto se la meritava. Arrivato ad Arezzo nell’estate 2005, appena messosi indosso la maglia numero 23 Daniele divenne subito uno dei trascinatori di una squadra capace di lottare per la Serie A fino all’ultima giornata: «Mi ambientai subito molto bene ad Arezzo. Ero a Palermo e il ds Pieroni insistette molto per portarmi in amaranto. È stata un’esperienza importante vissuta in una bellissima città, all’interno di un grande gruppo con il quale abbiamo raggiunto ottimi risultati. Peccato che sia finito con quella retrocessione in Serie C al termine di un’annata difficilissima nel quale lottammo fino in fondo per la salvezza». Un biennio conclusosi con una retrocessione in Serie C non ancora digerita dalla tifoseria, al termine di un campionato iniziato con l’handicap dei sei punti di penalizzazione per una quanto mai controversa intromissione dell’Arezzo nello scandalo Calciopoli. Una salvezza mancata per un soffio, come per un soffio quell’Arezzo l’anno prima mancò il sogno play-off per la Serie A: «Eravamo un grande gruppo e giocavamo un buon calcio. C’è l’amaro in bocca per aver mancato i play-off solamente per differenza reti. Sono convinto che in quel caso avremmo fatto qualcosa di importante, visto l’ottimo periodo di forma fisica e mentale che stavamo attraversando». Grande mentalità e grande qualità, in un gruppo costruito per fare un campionato tranquillo e che durante la stagione annichilì, in casa, squadroni come Mantova e Atalanta, fino alla magica serata del “Delle Alpi”: «Partimmo per salvarci ma capimmo subito che potevamo crescere e con il tempo diventammo consapevoli della nostra forza. Poi venne la sfida contro il Torino (che a fine anno raggiunse la Serie A); di quella partita non ricordo solo la vittoria (1-2 con reti di Antonini e Floro Flores) ma soprattutto la forza mentale che ci rese padroni assoluti del campo per tutti i novanta minuti».

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Proprio quella forza mentale di una squadra consapevole delle proprie potenzialità. Una squadra guidata dai gol di Abbruscato, dalla solidità di Carrozzieri e dalla classe di Floro Flores. Tutti sapientemente coordinati da Daniele Di Donato, autentico re a centrocampo. Uno che ha corso tanto per la maglia amaranto: uno che abbiamo sempre ammirato.

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di Elettra Fiorini

Il gioco di squadra non si fa solo in campo unione fa la forza anche nello sport. Anzi, soprattutto nello sport, un ambito in cui il gioco di squadra è fondamentale non solo ai fini agonistici. Da qualche mese una nuova e fertile unione sportiva sta cominciando a dare i suoi frutti sui campi da pallavolo e vede come protagoniste due delle società di volley più attive della provincia aretina: il Saione Pallavolo e il Rigutino Volley. Lo scopo fondamentale di questa nuova sinergia è proprio riequilibrare e ottimizzare le risorse umane, economiche e di spazi attualmente disponibili, dando vita a una realtà che catalizzi sulla pallavolo femminile aretina l’attenzione che merita. «Per raggiungere i nostri obiettivi comuni abbiamo siglato un accordo di collaborazione – spiega Stefano Bisaccioni, storico presidente del Rigutino Volley. – Lavorando spalla a spalla in campo tecnico, sportivo e organizzativo, entrambe le società avranno maggiori opportunità di crescita sia umana sia professionale e trarne giovamento saranno in primis le nostre squadre e i nostri atleti». Portare i programmi in cui si crede fermamente, cooperando per evolversi: è questa la filosofia su cui si fonda questo nuovo connubio sportivo. Una linea guida che ricalca in modo abbastanza fedele le idee che avevano condotto alla nascita del Saione Pallavolo e del Rigutino Volley. «Quando vent’anni fa è stata inaugurata la società, l’obiettivo era creare essenzialmente un ritrovo per i giovani nonché un chiaro riferimento sportivo legato al nostro territorio – racconta il presidente Bisaccioni. – Coniugando bene impegno e divertimento ci siamo sempre dimostrati una società competitiva». È proprio grazie alla passione e all’impegno di staff e atleti che oggi possiamo assistere a questo nuovo progetto di condivisione sportiva che sta già collezionando ottimi risultati. Giocatrici giovani e preparate hanno infatti dato vita a due squadre di tutto rispetto: una formazione Under 18 che sta affrontando il relativo campionato di categoria con il nome Rigutino Volley e una seconda squadra, nota come Saione Pallavolo, che si sta facendo valere nel campionato di Serie D regionale di cui, al momento, sta occupando i vertici della classifica in attesa degli scontri diretti. Inoltre, per ribadire ulteriormente l’importanza dell’unione, le due formazioni, allenate dal tecnico Sergio Mazzoli, sono conosciute nell’ambiente anche come Union Team, un nome che la dice lunga sul vero significato del progetto. «Condividere è importante specie se realtà come le nostre hanno degli obiettivi in comune – conclude Bisaccioni. – I nostri sono diffondere e far crescere lo sport in un’ottica di servizio per tutta la città».

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Sul Corsalone inizia la stagione della pesca alla trota L’Arci Pesca Fisa annuncia la riapertura della “zona regolamentata” del torrente casentinese a pesca sul Corsalone riapre i battenti. Ad annunciarlo è l’Arci Pesca Fisa che, in collaborazione con la Provincia di Arezzo, è pronta a dare il via alla nuova stagione di pesca sul tratto a regolamento specifico del torrente casentinese. A partire da domenica 24 febbraio tutti gli amanti della pesca alla trota potranno tornare a pescare nel tratto di fiume denominato “zona regolamentata” che si estende dalla briglia del Ponte Rosso alla confluenza del torrente Fossatone. Il Corsalone si prepara dunque a ospitare centinaia di pescasportivi della provincia di Arezzo e delle province limitrofe, che invaderanno le sponde del fiume per continuare a coltivare la loro passione. «Il torrente casentinese è una delle grandi ricchezze ittiche della nostra provincia – afferma Alfredo Rondoni, presidente dell’Arci Pesca Fisa di Arezzo, – e noi siamo orgogliosi di poter offrire ai pescasportivi la possibilità di pescare in questo bel tratto di fiume. Per tutti gli appassionati, si prospettano ottime settimane perché il Corsalone ha una buona portata d’acqua ed è ricco di trote Fario, anche di notevole taglia. L’unico requisito per accedere alla zona sarà il possesso di una regolare licenza di pesca o della tessera Arci Pesca Fisa, Enal e Fipsas, le tre associazioni riconosciute, con i pescasportivi che dovranno richiedere gli appositi permessi giornalieri recandosi al Bar “4C” di Corsalone, nel comune di Chiusi della Verna». Per garantire la pescosità del fiume, l’Arci Pesca Fisa sarà settimanalmente impegnata nel ripopolamento del Corsalone, immettendo nuove trote per assicurare agli appassionati un’abbondante quantità di pesce. I pescasportivi saranno invece chiamati a un attento rispetto delle normative dell’area: una delle norme più rigorose riguarda proprio la quantità di trote pescabili perché, ad esempio, non sarà possibile portare via più di quattro pesci adulti superiori ai 25 centimetri. «Il regolamento sarà chiaro e visibile – conclude Rondoni. – Le normative dell’area sono affisse lungo tutta la zona di pesca o sono disponibili presso lo stesso “4C”. Chiediamo la massima collaborazione o per un corretto rapporto con l’ambiente e per il rispetto delle regole».

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Imparare a nuotare e acquisire sicurezza con la scuola nuoto “6-18 anni”

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mparare a nuotare e acquisire sicurezza in acqua. Sono questi i due obiettivi che ispirano la scuola nuoto “6-18 anni” della Chimera Nuoto, la società con sede ad Arezzo all’interno del Palazzetto del Nuoto. Questi corsi di nuoto si basano su un percorso progressivo in cui, attraverso sei diversi livelli codificati (galleggiamento, proiettile, avanzamento, respirazione, efficienza e potenza), i tecnici della Chimera Nuoto insegnano tutti quei movimenti (virate, stili e partenze) che permettono al nuotatore di trasformare la propria motricità da terrestre ad acquatica. Tutto questo avviene attraverso una didattica basata sulla pedagogia attiva, una metodologia che prevede l’apprendimento attraverso l’azione: ricevuto un obiettivo da raggiungere, l’allievo impara a nuotare non con spiegazioni teoriche ma con azioni pratiche, scoprendo i movimenti più adeguati e interiorizzando l’apprendimento. «La Chimera Nuoto – spiega il direttore tecnico Marco Magara, – considera il nuoto come uno sport di squadra e così tutte queste attività vengono praticate a circuito, con gli atleti che svolgono gli esercizi tutti insieme minimizzando le pause e passando la maggior parte della lezione dentro l’acqua». L’obiettivo dei corsi della scuola nuoto “6-18 anni” è gettare le basi per formare quei nuotatori che, in futuro, potranno entrare nei settori agonistici della Chimera Nuoto e praticare il vero e proprio nuoto sportivo. Per coloro che invece non sono interessati alla pratica agonistica, frequentare la scuola nuoto può essere una valida attività per mantenersi in forma, praticare una disciplina motoria e er ulteriori informaacquisire familiarità zioni è possibile rivolcon l’ambiente acgersi alla segreteria del quatico. Centro Sport Chimera in «Il nuoto è uno viale Gramsci 7 (piazzale r r i e a sport per tutti – conclude Magara. – Le !B o dello stadio), chiamare r lezioni della scuola nuoto, due volte alla n d d i To lle t t lo 0575/353315 o visitat settimana e pomeridiane, si adattano a re il sito www.centroa ogni esigenza e sono complementari sportchimera.com anche ad altri sport: il nuoto fa bene, non è traumatico e si svolge in un ambiente chiuso e temperato, dunque può t 2 el essere praticato 6 1 .0 in ogni stagione e 5 7 5 /2 con qualsiasi condizione atmosferica».

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PERCHÉ SARANNO GLI UOMINI A DISTRUGGERE IL MONDO di Chiara Marcelli

uovo appuntamento del ciclo di incontri promossi dal Giardino delle Idee con i grandi autori della letteratura e della tv italiana. Domenica 24 febbraio è la volta di Mario Tozzi, divulgatore scientifico, scrittore e conduttore televisivo, ad Arezzo per presentare Pianeta terra ultimo atto. Perché saranno gli uomini a distruggere il mondo (Rizzoli). «La profezia dei Maya è solo l’ultima di una lunga serie di bufale, ma non dobbiamo dimenticare che se la fine del pianeta è un evento assai improbabile, l’estinzione della specie umana è sempre possibile». Mario Tozzi introduce così la sua nuova opera, racconto schietto, basato su conoscenze empiriche, di come riusciremo a scomparire dalla faccia della Terra perseverando nel nostro dissennato stile di vita. È il 2019. Il clima è impazzito, con estati bollenti e picchi di gelo; tempeste, uragani e alluvioni incombono sulle civiltà. I nove miliardi di uomini hanno sempre più fame, i campi da coltivare scarseggiano e molto di quanto producono ingrassa animali che diventeranno bistecche. In mare nuotano solo meduse. L’acqua è diventata una merce e per controllarla si combattono guerre feroci. Il petrolio è finito, le energie alternative non sono sufficienti a soddisfare il nostro disperato bisogno di ricchezza. Quando esplode il reattore nucleare di Osaka, e più tardi altre centrali, sopraggiungono il blackout planetario e una contaminazione radioattiva globale. Pianeta terra ultimo atto non è un romanzo di fantascienza, bensì l’analisi puntuale dei fenomeni che si stanno verificando per elaborare scenari futuribili. Leggendola si ha la stessa sensazione di disagio e panico che avverte chi, credendosi in perfetta salute, si scopre gravemente malato. Il nostro pianeta è sofferente, stanco di noi, e prima o poi si ribellerà. A tal proposito Edward Wilson, esperto mondiale di biodiversità, nel 1999 scriveva: «Anche se nessuno lo desiderava siamo la prima specie a essere diventata una forza geofisica in grado di alterare il clima della Terra, ruolo riservato alla tettonica, alle reazioni cromosferiche e ai cicli glaciali. I più grandi distruttori della vita siamo noi». L’appuntamento con Tozzi è presso la Sala delle Muse del Museo di Arte Medievale e Moderna di Arezzo, alle ore 17. A moderare l’incontro Barbara Bianconi, con le domande e le sollecitazioni di Fabio Mugelli.

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foto di Gianluca Bennati

mercoledì 27 febbraio 2013 – turno giallo

Ti ricordi di me? di Massimiliano Bruno, con Ambra Angiolini e Edoardo Leo, regia di Sergio Zecca Storia di un rocambolesco incontro tra una narcolettica e un cleptomane: una storia d’amore, che li porterà a trovare l’equilibrio, nonostante la loro buffa visione del mondo

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I VINCITORI DEL CONCORSO NAZIONALE DI PITTURA ES

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iovani talenti alla ribalta ad Arezzo. Da giovedì 28 febbraio a giovedì 7 marzo 2013 il Circolo Artistico di Corso Italia ospita la mostra collettiva di Giorgio Centovalli, Sara Lovari e Roberto Ghezzi, ovvero i primi tre classificati al IV Concorso nazionale di Pittura “Chimera Arte Arezzo”, svoltosi lo scorso autunno nel Padiglione 5 di Arezzo Fiere e Congressi di via Spallanzani, in concomitanza con il Salone del Mobile e della Casa “Abit.Ar”. Tra le novità dell’ultima edizione c’era infatti l’opportunità, per i vincitori, di allestire un’esposizione nei prestigiosi locali di Palazzo Guazzesi, sede del circolo ultracentenario. Su circa 150 opere in concorso, la commissione tecnica composta da Liletta Fornasari, Matilde Puleo e Dino Tiezzi aveva assegnato il primo premio a Giorgio Centovalli di Città di Castello (Pg). Al secondo posto era finita la casentinese Sara Lovari, mentre il gradino più basso del podio se l’era aggiudicato il cortonese Roberto Ghezzi. Tre pittori differenti nei percorsi artistici e negli stili, ma assimilati da una profonda ricerca che li ha portati a ottenere rapidamente un linguaggio diGiorgio Centovalli, Ippocastano, olio su stintivo, con cui andare oltre la mera apparenza delle figure o degli oggetti rappresentati. «La mostra che inaugureremo alla fine di febbraio sarà un evento importante, che va ad arricchire l’offerta culturale cittadina di questo periodo – afferma il presidente dell’associazione Chimera Arte Arezzo Paola Manneschi. – I tre giovani artisti sono contenti di poter esporre in una città d’arte come la nostra e noi faremo tutto il possibile per promuoverli, anche perché crediamo che in futuro sentiremo parlare molto di loro». Terminato il primo evento, il Circolo Artistico accoglierà dall’8 al 13 marzo Sara Lovari, La damigianina della grappa, Roberto Ghezzi, Illusioni perdute, olio su tela, 60x50 una collettiva con

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di Marco Botti

RA ESPONGONO AL CIRCOLO ARTISTICO

EZZO SI ARRICCHISCE IL VIAGGIO DI SAN FRANCESCO L’ultimo appuntamento di Carnet de Voyage di Attilio Brilli

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iovedì 28 febbraio, alle 17.30, presso la sede di Banca Etruria di Corso Italia ad Arezzo si terrà l’appuntamento conclusivo del ciclo di conferenze Carnet de Voyage, curato dal professor Attilio Brilli, tra i massimi esperti sul tema della letteratura di viaggio. Il titolo di questo ultimo incontro è Il viaggio di San Francesco. Itinerari francescani da La Verna ai romitori di Rieti, con il quale si affrontano vari temi: la missione di pace tenuta in Oriente, in antitesi al viaggio delle Crociate; i viaggi medievali volti a stabilire un contatto con i mongoli, discendenti di Gengis Khan; gli spostamenti locali che maggiormente hanno segnato la vita del Santo, dalla Verna alle carceri assisiati, fino ai cenobi della zona di Rieti. In occasione di questo evento sarà presentato il volume redatto da Brilli dal titolo Il viaggio di San Francesco, che fa parte della collana “Le Città Ritrovate” edita da Banca Etruria. Un’occasione per scoprire e rivivere l’epopea francescana e meglio comprendere l’amore del Patrono d’Italia per la natura e le creature viventi. Serena Capponi

alcuni tra i migliori artisti iscritti all’associazione, tra i quali figurano lo scultore Andrea Roggi e i pittori Irma Corsini, Graziella Ghiori, Lina Giorgi, Maura Giussani, Maria Luisa Liberatori, Pasquale Marzelli, Maurizio Rapiti, Daniela Refoni, Laura Serafini e Riccardo Serafini. Con queste due iniziative Chimera Arte Arezzo si evolve da appuntamento annuale per la valorizzazione dell’arte contemporanea a realtà attiva durante tutti i dodici mesi, una vetrina promozionale a disposizione dei talenti del territorio sempre più radicata e intraprendente. www.chimeraartearezzo.it

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GLI APPUNTAMENTI INVERNALI TARGATI NOIDELLESCAR

UNA RISATA VI SCALDERÀ, GRA SALVATORE GISONNA E “AUROR

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scire di casa la sera fa fatica di questa stagione. I Noidellescarpediverse, al secolo Samuele Boncompagni e Riccardo Valeriani, promettono però grandi risate a chi sfiderà la neve e il gelo. Quali sono le sorprese in serbo per il pubblico aretino? È proprio il duo comico a raccontarcelo. «La prima è il ritorno del vincitore della scorsa edizione di “Sos Arezzo Cabaret” Salvatore Gisonna. Il 22 febbraio il comico napoletano, accompagnato dal balletto delle Confusine e dalla Larry Del Prete Band, calcherà le scene del Teatro “Verdi” di Monte San Savino con il suo spettacolo Poche idee... ma ben confuse!, varietà che nasce dall’attualità della crisi economica e degli scandali politici e alterna la commedia alla riflessione amara, il pubblico e il privato, la poesia e la riflessione. L’evento sarà videoripreso, per realizzare cinquanta copie dvd promozionali spettanti al vincitore dello scorso festival nazionale. Gisonna è affezionato al nostro pubblico, perché la finale di agosto ha contribuito al suo ingresso a Made in Sud, trasmissione comica di successo nata sul canale Sky Comedy Central e recentemente approdata su Rai Due. I personaggi che ha portato in televisione, da Dj Galeazzo al postino, fino al disturbatore farmacista, l’hanno reso uno dei volti più apprezzati del panorama comico». Quello con Gisonna non è però l’unico appuntamento in programma. «C’è un altro evento per noi molto importante, ossia il decimo compleanno esatto di “Aurora Ridens”. Il 27 marzo del 2003, sul piccolo palco del Circolo Arci “Aurora” di Piazza Sant’Agostino, andò in scena la prima serata di un format che, dopo dieci edizioni, resta un punto di riferimento per la sperimentazione dei

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di Enrico Badii enrico.badii@gmail.com

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DEPRESSIONE E VIE D’USCITA Una giornata dedicata a Santuzza Lischi Coradeschi

GRAZIE A G RORA RIDENS”

iovedì 28 febbraio, dalle ore 15, presso la Sala dei Grandi della Provincia di Arezzo si terrà un omaggio a Santuzza Lischi Coradeschi nel decennale della scomparsa. L’evento – dal titolo La scrittura: filo d’Arianna nel labirinto della depressione? – è stato organizzato dalla Commissione Provinciale delle Pari Opportunità e comprenderà vari interventi sul tema della depressione, tra cui ricordiamo quelli del professor Luigi Cancrini, dello psichiatra Giampiero Cesari, del dirigente scolastico Alessandro Artini e della professoressa Laura Occhini. La giornata sarà scandita anche dalla voce dell’attrice Alessandra Bedino, che leggerà alcuni scritti di Santuzza, e dalle testimonianze di persone che hanno conosciuto l’autrice da vicino, come la figlia Elisabetta Coradeschi e la giornalista Silvia Bardi. Alle ore 17.30 verrà presentato da Natalia Cangi dell’Archivio Diaristico di Pieve Santo Stefano il libro Per tutte le Beppe, racconto autobiografico della Lischi Coradeschi che narra della scoperta e della triste convivenza con lo spettro della “depressione reattiva”, che la porterà sempre più a isolarsi dagli affetti familiari e dal mondo. Solo l’incontro con altre donne affette dalla stessa malattia, tra cui compare il personaggio della Beppa, la porterà ad avvicinarsi alla psicoanalisi come possibile via di uscita dal tunnel e strumento per liberarsi dal senso di colpa e di vergogna con i quali spesso viene vissuta la depressione. La giornata terminerà con un dibattito che prevede l’intervento della classe V sezione A del Liceo Scientifico “Redi” di Arezzo. Sara Gnassi

comici del Centro Italia. Nonostante le scopiazzature che si vedono in giro, noi siamo pronti, con lo stesso spirito di un tempo, a svolgere il ruolo di palestra per pezzi e battute nuove, provate di fronte a un pubblico reale. La sala ogni volta gremita testimonia l’alto gradimento dell’iniziativa. I prossimi appuntamenti sono previsti il 20 e 27 marzo e il 3 e 10 aprile». Qualche anticipazione per il prossimo futuro? «In questi giorni siamo impegnati nella registrazione di una nuova trasmissione televisiva per uno dei più importanti canali toscani, che sarà successivamente trasmessa anche da un canale Sky: il titolo, per il momento, resta top secret. Possiamo anticipare solo che si tratta di una produzione comica con protagonisti Noidellescarpediverse e Alan&Lenny, accompagnati da un cast di circa trenta comici che si alterneranno in dieci puntate». www.noidellescarpediverse.blogspot.com

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Il Bacardi Cocktail uesto mese vi parlerò di un grande cocktail del passato, non molto in voga ai giorni nostri in quanto soppiantato, nei gusti odierni, dai vari Mojto e Daiquiri; il Bacardi Cocktail. Ovviamente quasi tutte le nozioni storiche che riguardano i cocktail sono per lo più leggende tramandate di bocca in bocca e a cura di arrivate ai giorni nostri infiocchettate a dovere, per accreAlessandro scere quell’aura di nostalgia e mistero che ha contribuito al Ferretti loro successo, e anche a quello degli addetti ai lavori. In alcuni casi, come nel nostro, esistono documenti scritti che ne attestano in parte la vericidità. Questo drink è originario degli anni Venti, quelli del p proibizionismo, quando una moltitudine di statunitensi si recava a Cuba per fare festa e farla in barba al governo americano. Fu il signor Bacardi in persona che modificò un drink fatto con il gin sostituendolo con il suo rum, per tentare di inserire il proprio marchio in una ricetta di successo. La sua intuizione ebbe buon esito, tanto che dopo la fine del proibizionismo, negli anni Trenta, l’apprezzamento di questo cocktail agevolò la diffusione del rum sul suolo americano. La Bacardi ovviamente non era l’unica azienda a importare rum negli Stati Uniti, e così molti barman sostituivano il loro distillato con quello di varie aziende; stanca e offesa per questo sviluppo, la compagnia cubana (dovuta trasferirsi in seguito a Porto Rico), per la prima volta nella storia portò la questione in giudizio. Nel 1936, con enorme Per domande, curiosità, soddisfazione e sentenza senza rops: BACARDI richieste sul mondo precedenti, la Corte Suprema BEFORE DINNER COCKTAIL dei cocktail e del dello Stato di New York sanciva – 4.5 cl Bacardi Rum White bartending, contattate una volta per tutte che per po– 2 cl di succo fresco di lime Alessandro Ferretti al tersi chiamare “Bacardi Cocktail” – 1 cl di granatina 335/61.63.316, all’indirizzo il drink doveva essere miscelato Versare tutti gli ingredienti nello shab o t t e g a d e g l i i l l u s t r i @ con il rum della distilleria omoker con cubetti di ghiaccio, agitare gmail.com oppure su nima, e che la sua sostituzione, bene, filtrare nel bicchiere da cockFacebook “La Bottega senza avvisare il cliente, avrebbe tail ghiacciato degli Illustri “ costituito il reato di frode.

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CINQUE UOM

ono cinque amici di Arezzo, forti, leali, per varie vicissitudini non si sono visti spesso ultimamente. Quattro di loro si ritrovano al ristorante e ordinano un Brunello di Montalcino e una grigliata di carne. Giovanni, rappresentante di commercio, dopo vent’anni di matrimonio la moglie (ora ex) vive con i suoi figli e un riccone. L’estraneo, al contrario di lui, non è stato mai chiamato in causa né da avvocati né da psicologi. Marco, consulente finanziario, ha un atteggiamento compulsivo, passa da una donna all’altra: non riesce a innamorarsi – dice – corteggiare lo sente come un dovere. Si parla di assenteismo e Salvatore, impiegato, racconta che quattro anni fa si è fatto trasferire in un’altra Amministrazione a causa delle angherie subite da parte dei colleghi assenteisti. Stefano, operaio, li definisce “mangiapane”: «Li manderei sopra i tetti, o nei campi, questi scrocconi!». «Ci vorrebbe la mia ex moglie a sistemarli per bene – scherza Giovanni, e continua con tono amaro. – Lavoro molto spesso fino a notte fonda per garantire ai miei figli il mantenimento stabilito dal tribunale, e sarei un cattivo babbo… Brindiamo a tutti i bischeri [ride, nda]». «Stasera, dimentichiamoci le beghe», dice Marco, e accarezza la testa a Stefano, che da un po’ ha la chierica. «O faccela vedere la foto coi capelli lunghi! – Scoppiano tutti a ridere – Sembri un frate, ma dov’è il cordone?». «Ah ah, bona questa!». Marco i capelli li ha tutti, nerissimi, fisico curato, sorriso accattivante. Giovanni ha esagerato col Brunello, vi ha affogato i dispiaceri, per fortuna ci sono gli amici! «Suvvia Marco raccontaci le novità amorose», dice Salvatore. «Piaccio troppo alle ragazze, non so dire di no… Hai visto la biondina laggiù?». «La vittima delle donne!». «Parla uno…». Salvatore annuisce pensieroso: ogni volta s’innamora e viene mollato. Rimpiange di essersene scappato lontano, ma si chiede come avrebbe potuto lottare in quell’Amministrazione da solo! Nel frattempo alcuni dirigenti sono stati indagati per frode: ma doveva andarsene lui. Manca all’appello Luca, brillante comlicenza Creative Commons © Beshef mercialista: il quinto amico, in ospedale dalla moglie. Marco scruta con occhio malandrino la cameriera licenza Creative Commons © Vinoth Chandar

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di Ivana Marianna Pattavina

OMINI A CENA mentre porta via i piatti vuoti. Stefano lo rimprovera: «Quarant’anni e ti fai ancora riconoscere, hai visto l’imbarazzo, poverina!». Prendono il dessert e il caffè. Squilla il cellulare di Marco… È lui, Luca: «Stanno bene tutte e due, la mi’ figliola, è… è… na-na.nata! Vittoria pesa tre chili!» «Vittoria, un’altra femmina!», ride Marco. Prende il cellulare Salvatore: «Preparati, caro il mio babbino, avrai un’altra donna per casa». Giovanni, che per i figli si butterebbe nel fuoco, commosso gli dice: «Non è un punto d’arrivo, Luca, ma di partenza, dai un bacio a Vittoria e a tua moglie da parte mia». Ripensa a sua moglie, quanto può far soffrire una moglie… Marco in passato aveva incontrato la persona giusta e l’ha mandata via, adesso è troppo tardi, il suo cuore è confuso. Luca padre. A Stefano suona strano: uno che gioca alla finta guerra nei boschi, ritenendosi un atleta alternativo! «Adesso Rambo si calmerà», dice. La grinta del “guerriero” lascerà il posto alla tenerezza. Adesso avrà meno tempo per cene e ritrovi, con una bambina piccola. La telefonata finisce e i quattro, anzi i cinque amici uniti nel bene e nel male sentono la forza della vita. Andranno a conoscerla, Vittoria, insieme, come fanno nelle occasioni importanti. Le dedicano un brindisi: Vittoria è la speranza!

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la vignetta

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di Gigi Paggetti UNN’HABEMUS PIÙE EL PAPAM «Te rendi conto, Beppe, ch’è successo? Solo perch’era vecchio e ’n po’ aciaccàto, el Papa… oh, dico, el Papa… s’è dimesso! Unn’ha commesso furti o peculato, unn’è ’ndagato, unn’è sottoprocesso: ha ditto de sentisse inadeguato a capo de la Chiesa che c’è adesso e, preso ’l su’ traìcche, se n’è andato. Questo è un’omo davéro eccezionale! I nostri pàrlon d’ètica e morale, ma più son vecchj, inetti e ’nconcludenti, più s’agràppeno co’ l’unghje e co’ denti a la poltrona. Che ’n fùsseno boni manch’a firmàsse… le su’ dimissioni?»

Tutti o quasi, una volta, avevano galline che fornivano uova. Scorrazzavano libere e ci aiutavano a combattere i piccoli nemici dell’orto. E quante volte da piccoli la mamma ci ha fatto un bello zabaione, perché “ci fa bene”. Un bel giorno arrivarono le uova del supermercato, con le scadenze e gli antibiotici incorporati, e così perdemmo la capacità di riconoscere un uovo. Le signore di una volta, quando andavano al mercato, valutavano la qualità dell’uovo mettendolo in acqua e guardando come galleggiava, senza porsi troppe domande su marchi o date di scadenza. L’uovo che ci fa bene è quello fresco, dato da galline felicemente ruspanti. Non è che abbiamo frainteso di Fabio Mugelli il concetto di benessere?

Looper *** Los Angeles 2044. Joe è un looper, un killer che uccide su commissione persone mandate indietro dal 2074, anno in cui è possibile viaggiare nel tempo. All’improvviso però una delle vittime risulterà essere proprio lo stesso Joe, di trent’anni più vecchio. Un film di fantascienza capace di creare un mondo parallelo attraverso pochi affascinanti elementi, e di non perdersi in effetti da copertina. Fin da subito infatti si percepisce il ricorso a un immaginario costruito con echi retrò che scivolano tra il western, il noir, il thriller, tutti legati insieme da una riconoscibile estetica da fumetto. Amori impossibili, telecinesi, attori in stato di grazia per un film che sorprende e funziona ben oltre le aspettative. Jacopo Fabbroni

e ti accompagnano in città (e a ballare!)

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IL SETTIMANALE DI AREZZO

22 FEBBRAIO 2013

cinema

chilometro zero

di Leonardo Zanelli


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