__MAIN_TEXT__

Page 1

COMUNE DI BERGAMO AREA POLITICHE DEL TERRITORIO Direzione Lavori Pubblici Edifici e monument

Programma straordinario di intervento per la riqualificazione e la sicurezza delle periferie - Bergamo - Progetto “Legami urbani”

Intervento n. 01 “Completamento del recupero funzionale della ex centrale di via Daste Spalenga”

PROGETTO DEFINITIVO - ESECUTIVO Art. 23, commi 7 e 8, del D.Lgs. 18 aprile 2016 n. 50

Relazione generale Arch. Massimo Locatelli Ing. Matteo Pezzotta Ing. Antonino Casale Ing. Fabio Cortesi Ing. Marco Scalari Geom, Rocco Pagano

Bergamo, 19 giugno 2017

RE01 1


Programmazione dell’intervento L’intervento di completamento del recupero funzionale della ex centrale di Daste Spalenga, del quale la presente relazione illustratva accompagna il progetto definitvo - esecutvo, fa parte del programma triennale dei lavori pubblici 2017-2019 del Comune di Bergamo, approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 0037 in data 22 marzo 2017 ed è inserito nell’elenco annuale 2017 degli intervent in attivazione, codice interno 2016-65. L’intervento è stato inoltre incluso nel progetto “Legami urbani” che partecipa al Programma nazionale per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie dei capoluoghi di provincia e delle città metropolitane di cui alla legge 28 dicembre 2015 n° 208 (artcolo 1 comma 974) e al D.P.C.M. 25 maggio 2016. All’interno di questo strumento di programmazione ha acquisito il finanziamento in quota parte per € 4.200.000,00 giusta la graduatoria approvata con D.P.C.M. 6 dicembre 2016 e la convenzione stpulata tra Comune e Presidenza del Consiglio dei Ministri in data 6 marzo 2017. Il progetto definitvo – esecutvo dei lavori costtuisce quindi momento attuatvo della convenzione che regola la realizzazione del programma per la Città di Bergamo. Il responsabile del procedimento ha disposto la redazione in unica fase dei livelli progettuali definitvo ed esecutvo di cui all’artcolo 23 del D.Lgs. 18 aprile 2016 n. 50, sulla base dell’avvenuta acquisizione delle autorizzazioni e nulla osta cui l’intervento rimane assoggettato; in partcolare:  autorizzazione ai sensi dell’artcolo 21 del D.Lgs 42/2002 da parte della Soprintendenza Archeologica, Belle Art e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia, provvedimento Prot. n. 5548 in data 6 aprile 2017;  parere favorevole di conformità del progetto ai fini della prevenzione incendi attestata dalla valutazione Prot. n. 20976 in data 21 novembre 2016 del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Bergamo per le attività 65.2.C e 65.1.B. del DPR 151/2011. Gli atti sopra richiamat sono acquisit e depositat presso la Direzione LLPP Edifici e monument del Comune di Bergamo.

La centrale termoelettrica del cotonificio Industrie Riunite Filat In località Daste Spalenga, a Bergamo nella parte ovest, scorre la Roggia Morlana, un canale artficiale derivato dal fiume Serio tra XII e XIII secolo. In questa zona nascono i primi opifici, tra mulini e filande alimentate con energia idrica. E proprio». qui viene edificata, nel 1927, una centrale termoelettrica, prima alimentata a carbone, poi ad olio combustbile che viene bruciato in un motore diesel, che faceva parte integrante del cotonificio Albini. La centrale elettrica aveva la funzione sia di provvedere al fabbisogno dell’opificio sia a fornire energia elettrica per buona parte della città e dei dintorni. Dentro l’opificio ci lavoravano 600 persone, soprattutto donne dei dintorni e delle Valli. Si raccontava, in Nonna Lina, la mia vita in fabbrica: « In fabbrica si entrava giovani anche dodicenni. C’erano ragazze che partvano la mattina da Azzano o Stezzano, a piedi, e la stessa strada ripercorrevano alla sera. Quando nevicava, mettevano i loro abit ad asciugare lungo le condotte che trasportavano l’acqua calda. Chi abitava più lontano non andava a casa tutti i giorni ma abitava nella “Casa operaia”, qui dietro. Di solito andavano via il sabato sera, per 2


rientrare la domenica sera oppure quando avevano bisogno di vedere “le loro gent”. Nel periodo migliore eravamo davvero tant, dicevano mille». Negli anni Sessanta, con il trasferimento dell’industria cotoniera, l’intero comparto industriale, centrale compresa, venne totalmente abbandonato e consegnato al degrado. Bisogna attendere gli anni Duemila per il primo intervento di recupero, seguito di nuovo da un'altra fase di arresto.

Fronte principale della ex centrale termoelettrica di Daste Spalenga

Percorsi storici L’insediamento industriale della Industrie Riunite Filat è sorto, come noto, utlizzando in parte le strutture più antche di un vecchio mulino che sorgeva lungo la Roggia Morlana e la Via Daste Spalenga. Nel 1870 venne impiantata una tessitura di cotone ceduta intorno al 1885 alla Tosi e Albini che via via aggiunse al primo insediamento repart di candeggio, finissaggio e ritorcitura a servizio di altri opifici realizzat in Valle Seriana. L’importanza economica che l’insediamento produttivo aveva assunto all’inizio del XX secolo è dimostrata dal raccordo ferroviario che venne realizzato sulla tranvia Bergamo-Soncino che costeggiava la Via Borgo Palazzo e che funzionò per circa un trentennio. Verso la fine degli anni vent, venne realizzata la centrale termoelettrica che forniva energia elettrica non solo all’opificio, sempre in contnua espansione, ma anche ai servizi pubblici di Torre Boldone, Ranica, Alzano e Nese.

3


La centrale, prima funzionante a carbone e successivamente a nafta e gasolio funzionò dopo la nazionalizzazione dell’energia elettrica (1953) ancora per qualche anno (1956/1957) fornendo energia all’ENEL.

L’edificio, spogliato dalle attrezzature di maggiore interesse industriale, venne quindi utlizzato per funzioni diverse (sala della centrale come deposito di bibite) fino al definitvo abbandono avvenuto sul finire degli anni ottanta del novecento. Solo a seguito di una operazione di riuso dell’area industriale dismessa, il programma integrato di intervento del comparto delle ex Industrie Riunite Filat S.p.A. (2003), si opera al recupero primario della ex centrale quale standard qualitatvo aggiuntvo delle opere di urbanizzazione secondaria. La nuova funzione è definita in centro per attività culturali poste a riqualificazione del quartere di Celadina, funzione che viene registrata dal Piano dei Servizi della Città di Bergamo. L’operatore economico, Comfortcasa S.r.l., ha quindi consegnato al Comune di Bergamo (2009) la struttura e l’annessa piazza dopo aver eseguito i lavori di recupero strutturale con un investmento di € 2.773.000, atto di repertorio 49315 in data 15 ottobre 2009, del Notaio Pierluigi Faust di Bergamo. A partre dall’acquisizione comunale si è ripetutamente operato alla ricerca di risorse pubbliche o private e di operatori economici per il finanziamento e la realizzazione del restauro e del riuso, fino all’odierno progetto che si pone il fine della resttuzione dell’immobile ad un uso di profondo interesse per la riqualificazione sociale ed urbana del settore periferico ovest della città.

4


Caratteri tpologici dell’architettura Pur in assenza di element cert, in quanto l’archivio dell’azienda non è mai stato ritrovato, l’analisi del manufatto consente di ricostruire per sommi capi la genesi dell’edificio. Il corpo principale della Centrale comprendeva in origine la grande sala principale alta oltre 16 metri e la zona dei trasformatori. Il progetto, in fase di realizzazione, venne probabilmente aggiornato e si aggiunse quasi subito il corpo di fabbrica dove furono collocat i forni a carbone. Molt anni dopo, quando il carbone venne sosttuito dall’olio combustbile pesante (nafta) fu costruito il corpo della sala macchine dove rimase conservato il grande motore diesel, di fabbricazione inglese, che azionava la turbina.

Suggestione notturna della ex sala delle turbine dalla piazza

La successione cronologica di costruzione dell’edificio è stata desunta sia dalla tpologia e dalla tecnologia dei materiali utlizzat che dall’architettura dei diversi corpi di fabbrica. L’ipotesi che in origine l’edificio fosse stato progettato in un sol corpo di forma rettangolare è dimostrato dalle tracce ancora ben visibili delle aperture tamponate sulla parete est della 5


sala della centrale (simmetriche e corrispondent a quelle della facciata opposta) dai cornicioni, dal marcapiano e dallo zoccolo in pietra a spacco esistent sul muro che divide il locale del motore dalla sala centrale. L’esame delle diverse component dell’edificio evidenzia inoltre una successione di intervent di modifica delle strutture originarie, tpico di ogni impianto industriale, per adeguarsi alla evoluzione tecnologica e impiantstca. Questa situazione appare evidente osservando i serrament (ora sosttuit) nella zona trasformatori, messi in opera prima della realizzazione dei solai in c.a. tanto da rendere successivamente difficoltosa l’apertura dei serrament stessi nella loro parte superiore. In armonia con le corrent di pensiero dell’architettura dell’epoca, l’edificio della centrale presenta una connotazione architettonica di grande rilievo simbolico, scandita da un ordine “gigante” di lesene, cornicioni, marcapiani, mensole e aperture e con una corrispondente ricchezza nella qualità di alcuni manufatti (in partcolare i massicci contorni in pietra arenaria di Sarnico e grandi serrament in ferro a riquadri). Di partcolare rilievo architettonico si evidenzia la sala grande, caratterizzata dalla struttura massiccia dei pilastri dalle cornici marcapiano e dalle arcate che si aprono dal corpo nord oltre alla presenza di un carroponte a struttura retcolare dotato di argano che serviva alla movimentazione delle turbine e dei trasformatori. Le ampie vetrate che si aprono sui front nord-ovest apportano alla sala una cospicua quanttà di luce che ne aumenta percettivamente la scala. Inquadramento nel tessuto urbano e previsioni urbanistche Il quartere della Celadina, di cui la struttura fa parte, occupa gran parte del settore orientale del territorio urbanizzato della città di Bergamo, posto lungo la direttrice storica di accesso da est alla città, la Via Borgo Palazzo. Il primo insediamento residenziale che ospita i lavoratori delle prime industrie, si sviluppa solo nel secondo dopoguerra attraverso part aggiunte per l’ingresso di popolazioni provenient dall’esterno che creano progressivamente un modello di integrazione sociale. L’edificato, caratterizzato da edilizia popolare ed economica, va così progressivamente a colmare gli spazi disponibili tra gli insediament industriali del finire dell’ottocento e dei primi novecento, fino a saldarsi con i vicini quartere di Boccaleone e della Clementna. Negli ultmi decenni del novecento la dismissione delle attività industriali e dell’ospedale psichiatrico offre l’occasione per la localizzazione di servizi quali la casa di riposo per anziani del “Gleno”, le sedi dei servizi sanitari dell’ASL, attrezzature per lo sport e per l’intrattenimento che, insieme a nuove residenze di qualità, trasformano il quartere posto all’esterno della “circonvallazione” cittadina da periferia a vero e proprio settore urbano, benché non ancora integrato nella città a causa dell’elemento di cesura costtuito dall’asse viario della circonvallazione per le valli. E’ quindi con le politche urbane recent, che si riconoscono nello slogan “periferie al centro”, che le amministrazione comunali intraprendono azioni di riqualificazione dei quarteri attraverso servizi di scala locale, verde qualificato, offerta di mobilità dolce, zone 30 … In questo contesto il Comune acquisisce l’immobile della ex centrale termoelettrica delle Industrie Riunite Filat (2009) per destnarla a servizio socio culturale posto al centro del comparto residenziale del Programma Integrato di Intervento delle aree già industriali di Via Daste e Spalenga. 6


L’Attrezzatura, dotata di una vasta piazza pubblica, risulta oggi bene inserita nel contesto edificato, caratterizzato da residenze recent e consistente aree verdi pubbliche e servizi socio sanitari, sportvi e di intrattenimento. La realizzazione dell’asse di viabilità interurbana ha alleggerito il traffico veicolare di ingresso alla città dalla Via Borgo Palazzo e lungo la Circonvallazione delle Valli, migliorando la vivibilità locale e dando la possibilità a politche dei trasport che incentvano la mobilità dolce. Il vigente piano di governo del territorio, ed in partcolare il piano dei servizi, prevedono per questa struttura la destnazione di attrezzatura socioculturale polivalente pubblica “CS1c”, insieme ad altri usi complementari strettamente connessi alla funzione di interesse pubblico finalizzat a rendere più efficace la prestazione del servizio, quali funzioni terziarie, ricettive o commerciali “Ta1f, Tr2b e C1”.

Estratto del Piano dei Servizi – PS2bis-La città dei servizi: strumenti di attuazione

Servizi previsti per l’intervento in corso di attuazione: (Piano dei Servizi - PS0b-Apparato normativo – Catalogo dei servizi di progetto) LOCALIZZAZIONE ID

DESCRIZIONE SERVIZIO

AMBITO DI INTERVENTO

Giardini pubblici PII8

Parcheggi in superficie pubblici e di uso pubblico Piazza e aree pavimentate di uso pubblico Attrezzatura socioculturale polivalente pubblica

GRUPPO TIPOLOGIA CLASSE

QUARTIER E

V2

Pz1 CS1c

ST

SLP

7538

P1 PII Daste Spalenga

QUANTITA'

6961 CELADINA

1081 3025

7


I servizi per previst per l’Attrezzatura socioculturale polivalente appartengono alla tpologia CS1-Servizi per la cultura che comprendono: CS1a – Biblioteche CS1b – Musei / beni culturali fruibili / sale conferenze CS1c – Teatri e auditorium CS1d – Centri sociali e socio-culturali L’individuazione catastale dell’immobile in Comune di Bergamo presenta le seguent partcelle:  Catasto Terreni, foglio 57, partcella 1565, Ente Urbano di 1.789 mq (tpo mappale n. 44491 1/2009 del 10.02.2009);  Catasto Fabbricat, foglio 57, partcella 1565, subalterno 703, categoria D1 Opifici piano terra (variazione 21024 1/2010 del 03.09.2010);  Catasto Fabbricat, foglio 57, partcella 1565, subalterno 704, categoria F03 Unità in corso di costruzione piani S1, T, 1,2,3,4 (variazione 27581 1/2009 del 03.09.2009). Il sito non ricade in ambito di vincolo ambientale mentre l’edificio risulta sottoposto a tutela di cui al D.Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42, “Codice dei beni culturali”, ai sensi dell’artcolo 10, comma primo; le trasformazioni oggetto del presente progetto sono state autorizzate dalla Soprintendenza Archeologica, Belle Art e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia con provvedimento Prot. n. 5548 in data 6 aprile 2017.

Un’occasione significatva per la riqualificazione del quartere Il recupero della ex centrale di Daste Spalenga è stato pensato, già nel programma integrato di intervento sulle aree industriali dismesse delle Industrie Riunite Filat, quale elemento qualitatvo del comparto delle nuove residenze, ma appare ora ancora più strategico allargando lo sguardo alla scala urbana della periferia ovest della città, Celadina e Boccaleone. Il progetto di insediamento nella struttura di un centro civico che ospit le attività di incontro, di ricreazione, di fruizione e produzione culturale, di servizi isttuzionali e di supporto alla cittadinanza attiva è infatti l’occasione imperdibile per implementare l’azione amministratva di sostegno ed implementazione alla “buona vita” ed alle ret sociali all’interno dei quarteri periferici, secondo le previsioni del piano dei servizi e le linee programmatche del mandato amministratvo in corso. L’interesse pubblico e l’attrattività, anche generale alla scala urbana, delle attività che si vogliono insediare sviluppano inoltre il ruolo della struttura a produrre una maggiore connessione tra la periferia ed in centro cittadino, sia dal punto di vista della mera forma del territorio che del ruolo funzionale delle singole part di città rispetto alla struttura socio-economica. Quest sono gli obiettivi che emergono dalle attività di programmazione, di progettazione partecipata e dalle istanze manifestate dalla rete sociale della Celadina in cui operano gli organismi e le associazioni di cittadini locali.

8


La sala del carroponte nel corso di un recente evento temporaneo

Il progetto architettonico di completamento e riuso Il progetto di riuso della struttura, che ricordiamo costtuisce uno standard urbanistco di piano, si snoda attorno alle destnazioni funzionali, da individuarsi secondo più criteri:  assolvimento dell’interesse pubblico definito dal piano di governo del territorio  capacità di effettiva rivitalizzazione del quartere incrementando le condizioni di fruibilità e sicurezza nell’arco di tutte le fasce orarie della giornata  sostenibilità economica dei servizi offert nella fase di esercizio. Per assicurarsi queste finalità il progetto non può che individuare la soluzione in un mix di funzioni e destnazioni, tra loro coerent ed integrate a disegnare una offerta diversificata e quindi caratterizzata da una elevata capacità attrattiva. Questo mix comprende spazi per l’intrattenimento e la fruizione culturale, associat agli spazi esterni ed a spazi per la somministrazione che favoriscano la permanenza del pubblico, sedi di servizi a carattere isttuzionale, sedi di associazioni culturali e laboratori di attività anche in co-working a coprire il funzionamento nel tempo del lavoro. Dal punto di vista strutturale l’obiettivo si orienta al criterio della conservazione dei caratteri tpologici present, come evidenziat al paragrafo 4, e comporta l’esecuzione di lavori attinent le finiture dell’edificio e l’installazione delle dotazioni impiantstche funzionali alla piena fruibilità e al comfort. Si procede quindi alla realizzazione delle canalizzazioni ed alla forometria funzionali all’impiantstca, alla realizzazione dei sottofondi e delle pavimentazioni, all’adeguamento 9


delle prestazioni energetche dell’involucro attraverso la coibentazione delle superfici disperdent, alla correzione dell’acustca interna degli ambient mediante l’aggiunta di superfici fonoisolant e fonoassorbent, al completamento degli intonaci e dei rivestment, all’installazione della serramentstca interna. I materiali di finitura e rivestmento sono scelt con modalità consone al carattere architettonico ed alla memoria industriale del luogo, privilegiando quelli direttamente espressivi della componente materiale : cemento industriale per le pavimentazioni (gres per gli ambient sanitari), acciaio e metalli per le component impiantstche, vetro per le superfici divisorie trasparent e cartongesso per quelle opache. La sola trasformazione proposta riguarda invece la riapertura dell’affaccio dei piani secondo e terzo della porzione nord sulla piazza interna (sala del carroponte) ripristnando la situazione in essere quando la centrale era produttiva. Questa azione vuole sfruttare una grande suggestone intrinseca alla struttura architettonica, sfruttando la fluidità dello spazio contnuo e sulla percezione, da più punt di vista, delle parmanenze della destnazione industriale. Dagli spazi del lavoro e delle nuove attività si apre una visione sulla sala degli alternatori e del carroponte; viceversa dalla sala che diventa luogo della ricreazione e dell’incontro si percepisce la permanenza, ai piani superiori, dell’attività del lavoro.

Visuale interna sulla sala delle turbine

Nel corso del recupero primario l’edificio è già stato efficacemente dotato del collegamento distributvo vertcale, attraverso la realizzazione di un corpo scale e ascensore a servizio dei quattro piani, posto tra i corpi nord ed est. Questo elemento funge anche da via di esodo per l’evacuazione; tuttavia ai fini della prevenzione incendi è necessaria la realizzazione di una nuova scala per l’evacuazione di emergenza che soddisfi il fabbisogno legato alle attività previste ed al conseguente numero di utent present. Questa sarà realizzata nella posizione 10


meno impattante rispetto ai front ovvero in prossimità dell’angolo sud-est dell’edificio ove risulterà prospetticamente coperta dal corpo est e da quello della sala cinematografica.

Prestazioni funzionali Sviluppando la strategia degli obiettivi locali ed urbani del progetto di recupero architettonico e funzionale è stata definita la struttura del nuovo centro civico, artcolata in un mix di destnazioni, tra di loro coerent, capace da un lato di garantre una larga gamma di servizi e correlate attrattività e dall’altro di assicurare il funzionamento nel tempo e la sostenibilità economica della fase gestonale che segue la realizzazione. Questo risultato è producibile prevedendo l’insediamento di usi che assicurino la presenza di utent e pubblico nelle diverse ore del giorno, di attività che generino anche risorse per la copertura finanziaria dei cost di gestone e di servizi che possano generare ricadute positve alla scala locale in termini di sviluppo sociale, culturale e delle attività economiche. La tabella che segue illustra in dettaglio l’artcolazione delle destnazioni riferite alle singole unità ambientali che, tra loro complessivamente, strutturano la funzione di centro civico a valenza socio- culturale della ex centrale termoelettrica.

Particolare della cornice interna della sala delle turbine

La superficie lorda di pavimento di mq 3.128, complessivamente offerta dai quattro piani della struttura, si artcola nelle seguent unità ambientale e destnazioni: ARTICOLAZIONE FUNZIONALE DELLA STRUTTURA 11


Unità ambientali

terra 240,00 562,00

Sala Proiezioni Pubblico spettacolo e intrattenimento Spazi di somministrazione Attività lavoratve in co-working Sede di attività isttuzionali 1 Sedi di attività culturali Sede di attività isttuzionali 2 Laboratorio didattico di art Spazi tecnici e di servizio Spazi connettivi Superfici totali

268,00

Superficie lorda ai piani primo secondo 62.00 38,00

terzo

S.l.p. totale 302,00 600,00

182,00

450,00

325,00

325,00 285,00

285,00

233,00

233,00 285,00

285,00

233,00

233,00

124,00

124,00

25,00

15,00

15,00

15,00

70,00

1.219,00

622,00

533,00

533,00

2.907,00

Rendering interno della sala di proiezione cinematografica

Prestazioni tecnologiche L’introduzione dei nuovi usi inducono la dotazione della struttura delle component impiantstche necessarie alla distribuzione di forza motrice e di illuminazione artficiale, alla 12


distribuzione di acqua potabile, all’impianto sanitario, alla climatzzazione invernale ed estva e al trattamento dell’aria, anche al fine di sopperire alla carenza dei rapport areant nei singoli ambient dovuta alla ristrettezza delle porzioni apribile delle ampie vetrate. L’impiantstca introdotta, oltre che rispondere alle specifiche norme UNI applicabili alla specifica componentstca, è stata progettata e dimensionata conformemente al Regolamento di Igiene del Comune di Bergamo, al D.M. 37/2008, alla Legge 9 gennaio 1991 n. 10, alle varie Linee guida perla prevenzione e il controllo della legionellosi approvate dalla Conferenza Stato Regioni e dalla Regione Lombardia nonché al D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Completano la dotazione impiantstca dell’edificio altri impiant meccanici quali gli impiant di ascensori/elevatori per il collegamento vertcale ai piani (n. 2), l’impianto di raccolta e allontanamento delle acque civili e meteoriche ed impiant speciali quali l’impianto di rilevazione fumi, di rilevazione intrusioni, le predisposizioni per gli impiant di riproduzione e diffusione audio, di rete telefonica e rete dat. Impianto di ventilazione meccanica controllata L’impianto di ventlazione meccanica controllata in progetto sopperisce integralmente al ricambio naturale che diversamente dovrebbe agire sulle aperture, garantendo un adeguato ricambio dell’aria interna con quella esterna nonché ottimali condizioni termo-igrometriche e di salubrità degli ambient chiusi. Le principali caratteristche attengono:  ricambio d’aria invernale ed estvo, mediante contemporanea immissione dall’esterno ed estrazione forzata dell’aria nell’edificio in conformità ad UNI 10339;  sistema di filtrazione dell’aria esterna immessa, per tutte le aree e tutte le unità di trattamento, mediante filtri ad alta efficienza e superiore al 90%;  filtrazione dell’aria di ricircolo, per tutte le aree e tutte le unità di trattamento, mediante filtri ad alta efficienza e superiore al 90%;  sistema di trattamento dell’aria mediante trasformazioni termodinamiche che garantscono le caratteristche termo-igrometriche ottimali di progetto; sono previste unità di trattamento specifiche per ognuna delle unità ambientali;  sistemi di recupero del calore igroscopico con variatore di velocità a rendimento (ENV 308) superiore al 70%;  accoppiamento del sistema di ventlazione meccanica controllata ad un impianto fotovoltaico in grado di coprire il 50% del fabbisogno energetco dei ventlatori. Impianto idrico e sanitario L’impianto di adduzione idrica potabile, mediante prelievo da acquedotto comunale, alimenta i servizi igienici di tutte le unità ambientali dell’edificio e per l’alimentazione della cucina del ristorante e del bar. L’acqua sanitaria fredda e calda viene distribuita agli erogatori mediante rete di tubazioni isolate termicamente. La rete di distribuzione di acqua fredda e calda e di ricircolo dell’acqua calda sanitaria è stata dimensionata in conformità della norma UNI 9182. E’ previsto un impianto di dosaggio automatco di soluzione sanitzzante antlegionella a base di perossido di idrogeno. Le acque civili sono convogliate direttamente in fognatura comunale mediante ret ai piani e colonne di scarico.

13


Nei bagni ciechi verranno installat estrattori d’aria autonomi che convoglieranno l’aria viziata in canali con recapito in copertura; ciascun estrattore è dimensionato per garantre l’espulsione di una quanttà d’aria pari a 12 volumi ambiente per ora, gli estrattori sono comandat automatcamente da rilevatori di presenza. I vapori di cottura del locale cucina verranno captat ed espulsi in copertura da idonea cappa a motore elettrico. Non è previsto l’utlizzo di gas combustbili per le apparecchiature di cottura del locale cucina che sarà invece dotata di apparecchi ad induzione.

Schema preliminare dell’impianto aeraulico

Impianto di riscaldamento e condizionamento Tutti gli ambient saranno dotat di riscaldamento invernale, alimentato da due generatori di calore: una pompa di calore aria-acqua ed una caldaia a gas a condensazione. L’impianto di distribuzione del calore prevede le seguent modalità tecniche:  per lo spazio di intrattenimento: riscaldamento e raffrescamento con pannelli radiant a pavimento ed impianto di condizionamento a tutta aria esterna, aerotermi;  per la sala cinematografica: riscaldamento e condizionamento a tutta aria esterna;  per gli spazi di ristorazione: riscaldamento e raffrescamento con pannelli radiant a pavimento ed impianto di condizionamento a tutta aria esterna;  per gli uffici: impianto di riscaldamento e condizionamento con ventlconvettori;  sala regia, cucina e laboratorio didattico: impianto di riscaldamento e condizionamento con ventlconvettori. Isolazione termica ed acustica Il progetto prevede l’incremento delle prestazioni strutturali dell’edificio in termini di dispersione energetca e di acustca degli ambient. Il progetto di isolazione termica porta ad adeguamento della dispersione termica dell’edificio nei termini stabilit dalla deliberazione G.R.L. 22 dicembre 2008 n. 8/8745. 14


Il progetto di insonorizzazione e fonoassorbenza, attraverso il trattamento delle superfici riflettent e trasmittent, conduce l’edificio ad adeguamento rispetto ai requisit di comfort acustco determinat in funzione degli specifici usi degli ambient.

Illustrazione tecnica degli intervent La presente sezione, ha la finalità di illustrare gli intervent di carattere edilizio ed architettonico da eseguirsi sull’edificio, che è già stato oggetto di recupero strutturale (20062008), ai soli fini dell’adeguamento alle funzioni da insediarsi sotto un profilo strettamente prestazionale. Queste opere sono tutte da considerarsi delle aggiunte, senza sottrazione materica, all’attuale stato dell’edificio ed attengono sostanzialmente a tre settori di intervento: I. finiture architettoniche degli interni dell’edificio; II. dotazioni impiantstche connesse alla conformità igienico sanitaria; III. prestazioni legate al comfort ambientale ed al carattere architettonico. A meno delle apposizioni riguardant la scala di evacuazione sul lato est e delle macchine di trattamento dell’aria poste in copertura, protette da barriere fonoassorbent, tutti gli intervent non incidono sull’aspetto esteriore dell’edificio come configurato dall’intervento di recupero strutturale e descritto nei paragrafi che precedono. Le superfici dell’involucro edilizio ed i loro element stlistci saranno comunque oggetto di intervent di pulitura non alterant le cromie esistent. Le opere considerate dal progetto vengono di seguito descritte secondo la loro caratterizzazione componentstca. Sottofondi e pavimentazioni La realizzazione delle pavimentazioni comprende la formazione dei sottofondi in calcestruzzo alleggerito che ospitano anche le ret impiantstche elettrica e sanitaria e la pavimentazione. Quest’ultma è individuata in materiale consono alle destnazioni che prevedono un consistente afflusso di persone ma soprattutto in riferimento all’architettura industriale che caratterizza gli ambient. E’ quindi costtuita, per tutti gli ambient, da malta cementzia autolivellante, stesa a rullo nello spessore di 15 mm. La superficie pavimentale si presenta con caratteristche di compattezza, resistenza ed uniformità, nella colorazione cemento naturale. Il colore neutro e l’uniformità della superficie tendono a diminuire la percezione della pavimentazione rispetto agli element architettonici degli alzat e alla composizione spaziale. Le grandi superfici pavimentali saranno suddivise da giunt di dilatazione secondo una maglia indicatvamente di lato m 5,0. Pareti divisorie interne Lo spazio interno della struttura risulta già suddiviso in unità ambientali che vengono mantenute nell’attuale consistenza. La realizzazione di paret di partzione interna, di tpo leggero, riguarda solamente il soppalco della sala degli alternatori, che viene adibito a cucina, 15


dispensa e laboratorio didattico di cucina, gli ambient di lavoro ed il laboratorio multmediale posto al piano secondo del corpo est. Ulteriori partzioni interne sono quelle necessarie per la realizzazione dei corpi dei servizi igienici. Al piano terra del corpo est viene invece ricavato lo spazio destnato a locale tecnico che ospita component impiantstche. Le partzioni interne sono realizzate in doppia lastra di cartongesso retta da struttura in acciaio zincato e con interposto pannello fonoisolante in lana di roccia. Lo spessore della parete è di 15,2 cm. Ove occorre una completa isolazione acustca (laboratorio multmediale) le paret divisorie hanno spessore doppio (cm 27.0). Intonaci e rivestimenti Nel corso dei lavori di recupero strutturale sono stat eseguit tutti gli intonaci degli alzat interni ed esterni. All’interno è stato eseguito un intonaco civile in malta di calce e sabbia di tpo premiscelato, steso a frattazzo fine sovrapposto allo strato di rustco, in sosttuzione degli intonaci preesistent ammalorat e compromessi dalla rimozione delle zancature e di tutti gli element impiantstci della centrale. Ove necessario per l’obbligatoria correzione del comportamento acustco degli ambient interni saranno realizzate delle controparet in cartongesso con interposto strato di materiale fonoassorbente (lana di roccia). Questa operazione riguarda partcolarmente la sala degli alternatori e gli spazi annessi ove si registra un tempo di riverbero di circa 7 secondi, e presso la sala per le proiezioni cinematografiche che sarà dotata di un impianto di diffusione sonora ad alte prestazioni. Anche i prospetti esterni sono stat interessat dalla sosttuzione degli intonaci preesistent nel corso del recupero strutturale con intonaco in malta di calce per esterni. Sono quindi state riproposte mediante tnteggiatura le cromie preesistent Restauro degli elementi architettonici in pietra e del carroponte Già nel corso del primo intervento di recupero strutturale si è provveduto al consolidamento e al restauro degli element architettonici present. In partcolare è stato restaurato il carroponte della sala degli alternatori costtuito da una travatura in acciaio retcolare in profili commerciali che scorre su binari post in appoggio della cornice della muratura perimetrale. Per motvi di sicurezza il carroponte con il relatvo argano a catena sono stat fissat in prossimità della parete di fondo della sala (lato est). La realizzazione degli intonaci interni è stata effettuata rispettando tutte le linee e gli spigoli del disegno delle paret e lasciando in evidenza le cornici in pietra arenaria grigia, ove present, delle aperture che caratterizzano il corpo principale della struttura costtuente il primo insediamento realizzato nel corso del primo decennio del secolo XX. L’ulteriore posizionamento di controparet fonoassorbent verrà effettuato, allo stesso modo, nel rispetto di tutte le linee e degli element architettonici present, così come le cornici in pietra. Partizioni verticali interne trasparenti Nel corso del recupero primario, per motvi di compartmentazione antncendio, sono state realizzat dei tamponament in muratura che dividono i piani secondo e terzo del corpo nord 16


dalla sala degli alternatori, sulla quale originariamente affacciavano. Con l’attuale intervento si intende rimuovere quest tamponament sosttuendoli da paret vetrate resistent al fuoco, al fine di ripristnare il collegamento, almeno visuale, tra i piani superiori del corpo nord e la sala destnata all’intrattenimento. Si ritene che questo intervento riproduca un notevole valore percettivo e testmoniale all’interno degli ambient dei piani superiori rispetto all’architettura interna del corpo principale caratterizzata dal carroponte e dalle capriate retcolari in calcestruzzo. Serramenti esterni I serrament present sulle aperture esistent sono stat appost nel corso dell’intervento di recupero primario (2009) e vengono mantenut risultando idonei alla funzione di chiusura ed isolamento, Sono costtuit da telai in acciaio verniciato in colorazione grigio chiaro e da specchiature in vetrocamera a riquadri. Il disegno delle specchiature ripropone quello dei serrament originari della centrale in profilo di acciaio semplice, come rilevabili dall’iconografia storica. L’intervento odierno sui serrament si limita quindi alla semplice pulitura di profili e vetrate. Solamente presso l’ultmo piano del corpo est (terzo piano) la carenza di superficie di illuminazione naturale impone la riapertura di quattro finestre circolari che sono state tamponate. La composizione esterna di facciata non viene alterata in quanto si tratta di aperture preesistent poste in allineamento di quelle esistent: I nuovi serrament ripetono il disegno e la foggia di quelli esistent (si veda in proposito il prospetto est di progetto). Interventi correttivi del comportamento acustico della struttura Gli intervent acustci considerat nell’elaborazione della riqualificazione della ex centrale di via Daste e Spalenga, valutat e progettat in relazione ai vincoli architettonici di tutela del bene culturale, sono riassumibili in:  acustca interna intesa quale risposta dell’ambiente all’evento sonoro;  rumorosità emessa dagli impiant collocat in posizione esterna al fabbricato Si specifica che per l’acustca interna non vi è nessuna norma di legge o regolamentare che ne fissa le caratteristche, ad eccezione dell’edilizia scolastca, pertanto si tene conto di indicazioni bibliografiche che indicano le condizioni di comfort per le persone mentre, per la rumorosità emessa dagli impiant da installarsi all’esterno del corpo dell’edificio, la normatva di riferimento è costtuita dalla L. 447/95, dai relatvi decret applicatvi e dai limit acustci impost dalla zonizzazione acustca comunale.

Miglioramento del comfort acustico interno Gli element present all’interno di un ambiente chiuso (paret, arredament, persone, ecc.) condizionano la propagazione acustca, poiché assorbono in diversa misura l’energia sonora che incide su di loro. Il “tempo di riverbero” rappresenta l’indicatore fondamentale della qualità della prestazione acustca di un ambiente chiuso ed è una condizione naturale della fruizione dell’ambiente stesso. 17


Nell’ambiente polifunzionale destnato alla fruizione di event culturali e all’intrattenimento, sala degli alternatori, la presenza di vetrate con superfici significatve, la geometria e la volumetria consistente, comportano un tempo di riverbero significatvo, con livelli di circa 8,0 secondi, da considerarsi decisamente al di sopra dei limit accettabili. Al fine di diminuire questo tempo di riverbero, impattando il meno possibile sulle caratteristche architettoniche dell’ambiente, si procederà ad intervenire sulle paret perimetrali, attraverso il posizionamento di una controparete costtuita da lastre in cartongesso microforato e apposito materiale fonoassorbente posto sul retro dei pannelli. Presso gli spazi che si affacciano sull’area polifunzionale, quali il bar e la ristorazione, si procederà con identca metodologia realizzando altresì una controsoffittatura modulare in pannelli fonoassorbent. L’apposizione di controparet e controsoffittature seguirà rigorosamente le linee architettoniche di cornici e lesene in modo da non alterare la composizione presente caratteristca dell’architettura industriale. Presso la sala proiezioni, nonostante la geometria e la volumetria risultno più funzionali all’acustca interna rispetto al locale polifunzionale, il tempo di riverbero medio si attesta oltre i 3,5 secondi, quindi non consono ad una diffusione sonora di qualità. Si deve pertanto anche qui intervenire sulle paret, ovvero attraverso la realizzazione di una controparete similare a quanto indicato per lo spazio polifunzionale e di una controsoffittatura fonoassorbente con profili a scomparsa. Il tutto al fine di assicurare una buona qualità acustca sia per una visione cinematografica, sia per l’utlizzo della sala stessa per incontri, conferenze o convegni. Contenimento dell’emissione sonora in ambiente esterno La massa areica delle murature perimetrali assicura un buon isolamento acustco nei confront dell’ambiente esterno; la realizzazione di controparet fonoassorbent interne, per migliorare la qualità acustca interna, comporterà in ogni caso un miglioramento anche dell’isolamento verso l’esterno. Le problematche acustche verso l’esterno derivant dalla riqualificazione della ex centrale, sono pertanto dovute principalmente alla rumorosità dei macchinari a servizio della climatzzazione degli ambient. Il posizionamento di tali macchinari, unità di trattamento aria, é previsto in copertura sia per lo spazio polifunzionale della ex sala degli alternatori sia per la sala proiezioni (si vedano in proposito gli alzat di progetto). La presenza nelle prossimità di edifici a carattere prevalentemente residenziale e la tpologia di traffico presente nell’area di via Daste e Spalenga, ha comportato l’inserimento nella classificazione acustca comunale dell’area in oggetto in zona di Classe II “Aree residenziali: Rientrano in questa classe le aree urbane interessate prevalentemente da traffico veicolare locale, con bassa densità di popolazione, con limitata presenza di attività commerciali ed assenza di attività artgianali e industriali“ E’ pertanto indispensabile che nelle immediate vicinanze dei macchinari a servizio degli impiant sopra indicat, vengano posizionate idonee barriere acustche realizzate in materiale resistente agli agent atmosferici (lamiera zincata e appositamente verniciata) con interposto materiale fonoassorbente e fonoimpedente al fine di rispettare nei pressi 18


delle abitazioni più esposte, i limit dettat dalla zonizzazione acustca territoriale ed assicurare un comfort acustco all’interno delle abitazioni medesime. Il disegno di queste barriere in copertura è definito uniformemente alla pannellatura dei rivestment esistent delle porzioni architettoniche aggiunte con l’intervento più recente (2009). Dotazioni igienico sanitarie Presso tutte le unità ambientali (individuate con il criterio dell’unità di utlizzazione) destnate ad intrattenimento, servizi amministratvi, attività lavoratva o isttuzionale, sono individuate, attraverso partzioni interne con paret in laterizio e rivestmento in gres, corpi destnat ai servizi igienici. Ove necessario i corpi igienici sono suddivisi per la fruizione da parte del pubblico piuttosto che degli addetti. Tali unità sono sempre individuate evitando di suddividere gli ambient e di frazionarne l’unità spaziale; vengono quindi sfruttat spazi accessori e di disimpegno garantendo l’autonomia funzionale delle varie attività e la consona dotazione in funzione dell’utenza prevista. Ogni corpo servizi comporta una dotazione suddivisa per genere comprendendo la dotazione con caratteristche architettoniche idonee alla fruizione dei portatori di handicap. Gli ambient igienici sono caratterizzat da pavimentazione e rivestmento delle paret in piastrelle in gres, di colorazione e finitura grigio cemento poste a corsi orizzontali, e da controsoffittatura in lastra di cartongesso. Gli element sanitari sono in porcellana di tpo standard sospesi. Gli erogatori miscelatori dell’acqua sanitaria sono previst in acciaio a disegno standard con comando a fotocellula. Macchine per il trattamento sanitario e termo-igrometrico dell’aria La dotazione impiantstca meccanica da introdurre nell’edificio assolve alla duplice funzione di ricambio e lavaggio dell’aria interna a fini igienici e di regolazione termica invernale ed estva degli ambient. I parametri assunt dal progetto impiantstco sono i seguent: temperatura interna 20°C invernale, 26°C estva, umidità relatva interna 40% invernale, 55% estva, purezza dell’aria 92%, velocità 0,5-0,15 m/sec. L’impatto sull’architettura delle component impiantstche è costtuito principalmente dall’allocazione delle macchine termiche e dalle canalizzazioni per la conduzione dell’aria negli ambient. La centrale termica, la centrale frigorifera e la pompa di calore sono situate in locali tecnici post nel vano interrato esterno (lato est) e nel locale impiant al piano terra (copro est) e non determinano di conseguenza impatto visivo, mentre due macchine di trattamento aria sono poste in copertura rispettivamente della sala per le proiezioni (corpo sud) e della sala degli alternatori. A queste due macchine si accompagnano le relatve canalizzazioni di connessione e conduzione dell’aria verso gli ambient interni che percorrono la copertura e le paret in pannelli di lamiera preverniciata, con interposto materiale fonoassorbente, che svolgono la funzione di abbattimento del rumore esterno mascherando nel contempo i volumi delle macchine. La valutazione degli ingombri e dell’impatto visivo di queste component può essere effettuata sulle tavole relatve ai prospetto sud ed est di progetto. 19


Gli impatti architettonici delle component impiantstche meccaniche qui descritti costtuiscono un fattore non rinunciabile in relazione alla prevista utlizzazione e fruibilità dell’edificio. Impianto aeraulico interno L’impianto di distribuzione dell’aria negli ambient interni avviene attraverso canalizzazioni in materiale isolante che percorrono le intercapedini dei controsoffitti e non sono quindi visibili. Al contrario presso l’ambiente principale caratterizzato dal carroponte e dalla presenza delle capriate retcolari in calcestruzzo la distribuzione e la captazione dell’aria avviene attraverso calali in acciaio spiralato, a sezione circolare e diametro variabile fino ad un massimo di cm 80; quest si distribuiscono in prossimità della copertura per poi scendere fino a quota pavimento in sei posizioni poste in corrispondenza dei pilastri (tre per il lato sud e tre per il lato nord). L’andamento di queste canalizzazioni è rappresentato nei quattro rendering del progetto sulla tavola “A 19”. La mandata dell’aria posta a quota pavimento, valutabile di maggiore impatto visivo, è dovuta alla necessità di una adeguata risposta al fabbisogno di comfort termico nell’ambiente rapportata alle imposizioni normatve di contenimento dell’uso dell’energia: la sala degli alternatori è infatti di notevole altezza (16,0 m) e l’immissione di aria trattata a quota di copertura comporterebbe, di conseguenza, il trattamento termico per riscaldamento o raffrescamento dell’intero e cospicuo volume d’aria interna. La mandata dell’aria posta a quota pavimento consente invece di concentrare il comfort ambientale limitandolo allo strato d’aria corrispondente alla presenza delle persone. I canali in acciaio, lamiera zincata, saranno verniciat in colorazione a scelta della direzione lavori, ritenendo questa soluzione consona ad un minore impatto sull’architettura. I diffusori posta a quota pavimento sono previst in acciaio preverniciato. Altre macchine interne di minore portata integrano il trattamento dell’aria: queste sono costtuite da unità di condizionamento poste nell’intercapedine del controsoffitto e da ventlconvettori post a parete che interessano gli ambient ai piani superiori destnat ad uffici e laboratori. Impianti elettrici L’introduzione delle dotazioni impiantstche elettriche ed elettroniche non determina impatti sulla struttura relatvamente agli ambient interni. Le canalizzazioni di alloggiamento dei conduttori sono infatti collocate all’interno dei sottofondi delle pavimentazioni e nelle intercapedini di paret divisorie e controparet. A vista rimangono esclusivamente i dispositvi di comando e regolazione nonché gli apparecchi utlizzatori illuminant. Gli apparecchi illuminant sono di tpo ad incasso presso gli ambient caratterizzat dalla presenza di controsoffittatura (uffici, laboratori e sala proiezioni) mentre per la sala degli alternatori sono collocat su binari collocat sugli estradossi delle capriate e della cornice posta a metà altezza delle paret perimetrali. Sulla copertura è previsto il posizionamento dell’impianto per la produzione di energia elettrica fotovoltaica che assolve alla dovuta quota di fabbisogno energetco dell’edificio. 20


Questo impianto è sostanzialmente costtuito da pannelli fotovoltaici collocat in batteria percepit esclusivamente dalla visione dall’alto, quindi essenzialmente privi di interferenza visuale con l’architettura. Presidi antincendio e nuova scala esterna di evacuazione L’introduzione di nuove destnazioni a scopo sociale nella struttura, che prevedono afflusso di pubblico, impone l’adeguamento della stessa alla normatva di prevenzione incendi, attraverso i criteri della compartmentazione e dell’evacuazione di emergenza. In partcolare l’aumento della presenza di persone rende insufficiente la scala interna esistente rispetto alla celere evacuazione di persone dai piani superiori. Risulta così necessario la realizzazione di una ulteriore scala di emergenza da collocarsi necessariamente all’esterno. La valutazione dei prospetti esterni rispetto all’interesse architettonico da tutelare, anche in relazione alle maggiori visuali dai luoghi pubblici, ha determinato l’individuazione della nuova scala di emergenza presso la rientranza presente tra il prospetto est ed il prospetto sud: è infatti la posizione che realizza il minor impatto del nuovo elemento sulla struttura ma anche rispetto alle prospettive maggiormente percepibili dai luoghi apert quali la via Daste Spalenga, la piazza ed il parco. La nuova scala è realizzata in acciaio in modo da ottenere il minor ingombro degli element strutturali e una maggiore facilità costruttiva. Il disegno si limita ai soli element necessari: struttura, rampe, pianerottoli e parapetti, nella considerazione che questa composizione sia percepita come non modificatva degli element stlistci present e quindi accettabile come aggiunta tecnologica indispensabile alla fruizione dell’edificio. A questo proposito si confront il disegno strutturale della scala alla tavola “ST07” con i prospetti di progetto est e sud.

21


Fasi realizzatve del progetto Le fasi relatva all’appalto e alla realizzazione dei lavori si artcolano determinando il termine complessivo di 720 giorni per la realizzazione e la messa in esercizio della struttura socioculturale (270 giorni per le fasi amministratve di attivazione e controllo e 450 giorni per l’esecuzione dei lavori). A partre dall’approvazione del progetto definitvo-esecutvo, con il quale si consegue il perfezionamento del finanziamento da parte della Presidenza del consiglio dei Ministri a valere sui fondi destnat alla riqualificazione delle periferie urbane, seguiranno la definizione dei criteri di gara e la pubblicazione del bando (90 giorni), l’aggiudicazione e la stpulazione del contratto (ulteriori 90 giorni). Seguiranno le fasi esecutve con la consegna (30 giorni) e la realizzazione dei lavori (450 giorni). Infine sono previst 60 giorni aggiuntvi per completare le operazioni di verifica e collaudo dei lavori.

CRONOPROGRAMMA SINTETICO DELLE FASI DI ATTIVAZIONE E REALIZZAZIONE DELL’INTERVENTO

Anno/mese Fasi Criteri di gara Pubblicazione Aggiudicazione Stipula contratto Consegna lavori Realizzazione Collaudo e agibilità

Primo anno Secondo anno 2017 2018 2019 l a s o n d g f m a m g l a s o n d g f m a m g

Completa le suddette previsioni temporali il cronoprogramma delle fasi esecutve costtuente parte integrante e sostanziale il piano per la sicurezza ed il coordinamento per la fase esecutvadel progetto.

22


Quadro economico e piano di finanziamento dell’intervento La spesa complessiva per la realizzazione dell’intervento è prevista in € 4.200.000,00 suddivisa in € 3.529.000,00 per lavori a base d’appalto comprensivi degli oneri per la sicurezza ed € 671.000,00 per somme a disposizione dell’Amministrazione, delle quali la più rilevante è l’imposta sul valore aggiunto. Il suddetto costo complessivo è supportato dal finanziamento da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a valere sul Programma straordinario per la riqualificazione e la sicurezza delle periferie dei Capoluoghi di provincia e delle Città Metropolitane di cui al DPCM 25 maggio 2016, al quale il presente progetto è stato ammesso.

SOMME A DISPOSIZIONENE

D’APPALTOLAVORI A BASE

QUADRO ECONOMICO DEL PROGETTO ESECUTIVO SOMME A BASE D’APPALTO Lavori

3.446.812,72

Oneri per l’attuazione dei piani di sicurezza

82.187,28

Totale somme a base d’appalto

3.529.000,00

IVA sui lavori in aliquota al 10%

352.900,00

Incentvi tecnici ex art. 113 D.Lgs 50/2016

70.580,00

Progettazione specialistca, direzione lavori e coordinamento della sicurezza

90.000,00

Spese per indagini, collaudi e accatastament

28.000,00

Lavorazioni impreviste ex art. 149 D.Lgs 50/2016

79.520,00

Arredi della sala cinematografica

40.000,00

Allacciament ai servizi di rete

10.000,00

Totale delle somme a disposizione

671.000,00

TOTALE INTERVENTO

4.200.000,00

SOMME A DISPOSIZIONE

23


Misure di prevenzione e sicurezza Le misure da adottarsi ai fini della prevenzione e sicurezza indicate primariamente nella relazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica sono sviluppate ed esplicate all’interno degli elaborat costtuent il Piano delle misure di sicurezza e coordinamento, costtuente parte integrante e sostanziale del presente progetto definitvo-esecutvo. Composizione del progetto definitvo - esecutvo Il progetto definitvo - esecutvo dei lavori di “completamento del recupero funzionale della ex centrale di via Daste Spalenga” è composto dai seguent elaborat grafici e descrittivi:

ELABORATI DESCRITTIVI GENERALI RE 01 Relazione generale RE 02 Documentazione fotografica RE 03a Elenco prezzi unitari RE 03b Analisi prezzi RE 04 Computo metrico RE 05 Computo metrico estmatvo RE 06 Quadro dell’incidenza della manodopera RE 07 Capitolato speciale d’appalto RE 08 Relazione intervent acustci RE 09 Relazione tecnica “ex legge 10” RE 10 Descrizione delle opere a corpo RE 11 Cronoprogramma RE 12 Schema di contratto RE 13 Piano di sicurezza e coordinamento RE 14 Piano di manutenzione dell’opera RE 15 Fascicolo dell’opera

PROGETTO ARCHITETTONICO Tav Ar 01 Inquadramento urbanistco Tav Ar 02 Planimetria sottoservizi Tav Ar 03 Rilievo piante Tav Ar 04 Rilievo piante sezioni e prospetti Tav Ar 05 Pro Piano terra paviment e murature Tav Ar 06 Pro Piano terra controsoffitti e posizioni luci Tav Ar 07 Pro Piano primo paviment e murature Tav Ar 08 Pro Piano primo controsoffitti e posizioni luci Tav Ar 09 Pro Piano ammezzato paviment e posizioni luci Tav Ar 10 Pro Piano secondo paviment e murature Tav Ar 11 Pro Piano secondo controsoffitti e posizioni luci 24


Tav Ar 12 Pro Piano terzo paviment e murature Tav Ar 13 Pro Piano terzo controsoffitti e posizioni luci Tav Ar 14 Pro Piano quarto paviment e posizioni luci Tav Ar 15 Pro Piano copertura Tav Ar 16 Pro Sezioni e partcolari Tav Ar 17 Pro Prospetti Ovest ed Est Tav Ar 18 Pro Prospetti Sud e Nord Tav Ar 19 Rendering Elaborat allegat al piano di sicurezza e coordinamento Tav S 01 Piano di sicurezza, planimetria generale Tav S 02 Piano di sicurezza, piante

PROGETTO DEGLI INTERVENTI STRUTTURALI ST 01 Locale centrale termica ST 02 Parapetti scala zona trasformatori 1/3 ST 03 Parapetti scala zona trasformatori 2/3 ST 04 Parapetti scala zona trasformatori 3/3 ST 05 Parapetti impalcat zona trasformatori ST 06 Parapetti scala di sicurezza esistente ST 07 Scala sicurezza esterna - Assieme ST 08 Scala sicurezza esterna - Partcolari ST 09 Scala sicurezza esterna - Basamento ST 10 Telaio sostegno UTA Cinema - Assieme ST 11 Telaio sostegno UTA Cinema - Partcolari ST 12 Barriera antrumore UTA Polifunzionale - Assieme ST 13 Barriera antrumore UTA Polifunzionale - Partcolare ST 14 Computo metrico estmatvo opere strutturali ST 15 Elenco prezzi unitari opere strutturali ST 16 Analisi nuovi prezzi opere strutturali ST 17 Relazione di calcolo strutture ST 18 Piano di manutenzione opere strutturali ST 19 Disciplinare descrittivo prestazionale strutture

IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI IE 01 Pianta piano terra - Circuit luce, FM e ausiliari IE 02 Pianta piano primo - Circuit luce, FM e ausiliari IE 03 Pianta piano secondo - Circuit luce, FM e ausiliari IE 04 Pianta piano terzo - Circuit luce, FM e ausiliari IE 05 Pianta piano copertura - Circuit luce, FM e ausiliari IE 06 Pianta piano terra - Impiant speciali IE 07 Pianta piano primo - Impiant speciali IE 08 Pianta piano secondo - Impiant speciali IE 09 Pianta piano terzo - Impiant speciali 25


IE 10 IE 11 IE 12 IE 13 IE 15 IE 16 IE 17 IE 18 IE 19 IE 20 IE 21 IE 22 IE 23 IE 24 IE 25 IE 26 IE 27 IE 28 IE 29 IE 30 IE 31 IE 32 IE 33 IE 34 IE 35 IE 36 IE 37 IE 38 IE 39 IE 40 IE 41 IE 42 IE 43 IE 44 IE 45 IE 46 IE 47 IE 48 IE 49 IE 50 IE 51 IE 52 IE 53

Pianta piano terra - Disposizione e tpologia corpi illuminant Pianta piano primo - Disposizione e tpologia corpi illuminant Pianta piano secondo - Disposizione e tpologia corpi illuminant Pianta piano terzo - Disposizione e tpologia corpi illuminant Analisi carichi e stma della potenza contrattuale Dettagli costruttivi distribuzione BT Dettagli costruttivi impianto di terra Schema a blocchi trasformazione MT/BT Schema a blocchi distribuzione BT Schema a blocchi - Albero quadri elettrici Quadro QGBT - Schema elettrico “quadro generale di bassa tensione” Quadro QELI - Schema elettrico “quadro locale impiant” Quadro QECT - Schema elettrico “quadro centrale termica” Quadro QESP - Schema elettrico “quadro sala polifunzionale” Quadro QEC - Schema elettrico “quadro cinema” Quadro QESR - Schema elettrico “quadro sala regia” Quadro QELD - Schema elettrico “quadro laboratorio didattico” Quadro QEDCR - Schema elettrico “quadro dispensa/cucina/ristorante” Quadro QEB - Schema elettrico “quadro bar” Quadro QE1Pest - Schema elettrico “quadro piano primo est - Coworking” Quadro QE2Pest - Schema elettrico “quadro piano secondo EST - Open space” Quadro QE2Pnord - Schema elettrico “quadro piano terzo NORD - Uffici” Quadro QE3Pest - Schema elettrico “quadro piano terzo EST - Open sapce” Quadro QE3Pnord - Schema elettrico “quadro piano terzo NORD - Uffici” Quadro QEFTV - Schema elettrico “quadro impianto fotovoltaico” Quadro QEUTAC - Schema elettrico “quadro UTA cinema” Quadro QEUTA - Schema elettrico “quadro UTA sala polifunzionale” Quadro QP1 - Schema elettrico “quadro prese cinema” Quadro QP7 - Schema elettrico “quadro prese palco sala polifunzionale” Quadro QP8 - Schema elettrico “quadro prese cucina” Quadro QP9 e QP2 - Schema elettrico “quadro prese bancone bar” Quadro TIPICO - Schema elettrico “quadro prese di servizio” Quadro QPC – Schema elettrico “quadro part comuni” Relazione di progetto impiant elettrici Relazione di dimensionamento impiant elettrici Relazione specialistca impianto EVAC Relazione specialistca impianto fotovoltaico Relazione specialistca impianto di rilevazione e segnalazione manuale e automatca di incendio Relazione specialistca impianto di illuminazione Verifiche illuminotecniche Fascicolo descrittivo prestazionale degli element tecnici Computo metrico estmatvo Elenco prezzi unitari

26


EL09 EL10 EL11 EL12 EL13

Relazione di verifica PROTEZIONE CONTRO I FULMINI VALUTAZIONE DEL RISCHIO E SCELTA DELLE MISURE DI PROTEZIONE CLASSIFICAZIONE LUOGHI PERICOLOSI PER PERICOLO DI ESPLOSIONE PIANO DI MANUTENZIONE MANUALE D'USO MANUALE DI MANUTENZIONE

IMPIANTI MECCANICI IM 01 Impianto idrico-sanitario. Pianta piano terra IM 02 Impianto idrico-sanitario. Pianta piano primo IM 03 Impianto idrico-sanitario. Pianta piano secondo IM 04 Impianto idrico-sanitario. Pianta piano terzo IM 05 Impianto scarichi. Pianta piano terra IM 06 Impianto scarichi. Pianta piano primo IM 07 Impianto scarichi. Pianta piano secondo IM 08 Impianto scarichi. Pianta piano terzo IM 09 Impianto scarichi. Pianta piano copertura IM 10 Impianto estrazione forzata. Pianta piano terra IM 11 Impianto estrazione forzata. Pianta piano primo IM 12 Impianto estrazione forzata. Pianta piano secondo IM 13 Impianto estrazione forzata. Pianta piano terzo IM 14 Impianto riscaldamento e condizionamento. Pianta piano terra IM 15 Impianto riscaldamento e condizionamento. Pianta piano primo IM 16 Impianto riscaldamento e condizionamento. Pianta piano secondo IM 17 Impianto riscaldamento e condizionamento. Pianta piano terzo IM 18 Impianto riscaldamento e condizionamento. Pianta piano copertura IM 19 Impianto rinnovo aria primaria. Pianta piano terra IM 20 Impianto rinnovo aria primaria. Pianta piano primo IM 21 Impianto rinnovo aria primaria. Pianta piano secondo IM 22 Impianto rinnovo aria primaria. Pianta piano terzo IM 23 Impianto rinnovo aria primaria. Pianta piano copertura IM 24 Impianto pannelli radiant a pavimento. Pianta piano terra e primo IM 25 Schema funzionale impianto centrale termo-frigorifera IM 26 Impianto gas rete di distribuzione. Pianta piano terra IM 27 Impianto antncendio. Pianta piano terra IM 28 Impianto antncendio. Pianta piano primo IM 29 Impianto antncendio. Pianta piano secondo IM 30 Impianto antncendio. Pianta piano terzo IM 31 Impianto antncendio. Partcolari di posa IM 32 Relazione tecnica impiant meccanici, IM 33 Relazione tecnica impianto antncendio, IM 34 Relazione tecnica impianto gas, IM 35 Relazione tecnica impianto di trattamento aria, IM 36 Calcoli e dimensionamento impiant, 27


IM 37 Descrittivo prestazionale degli element tecnici, IM 38 Elenco prezzi unitari, IM 39 Computo metrico estmatvo,

PROGETTO DI PREVENZIONE INCENDI PI 01 Planimetria esterna PI 02 Pianta piano terra PI 03 Pianta piano primo PI 04 Pianta piano ammezzato PI 05 Pianta piano secondo PI 06 Pianta piano terzo PI 07 Pianta piano copertura PI 08 Sezioni PI 09 Pianta centrale termica PI 10 Relazione antncendio attività 65.2.C PI 11 Relazione antncendio attività 65.1.B PI 12 Relazione antncendio attività 74.1.A

Bergamo, 19 giugno 2017

IL PROGETTISTA (Arch. Massimo Locatelli)

28


Progetto dei lavori di “Completamento del recupero funzionale della ex centrale di via Daste Spalenga ”

DICHIARAZIONE DI ASSEVERAZIONE DEL PROGETTISTA

Il sottoscritto Architetto Massimo Locatelli, nato a Bergamo il 27 gennaio 1964, iscritto all'albo professionale degli Architetti della Provincia di Bergamo al n. 1566, in relazione al progetto dei lavori di “Completamento del recupero funzionale della ex centrale di via Daste Spalenga ”, nella sua qualità di responsabile del gruppo di professionist incaricat della progettazione definiva ed esecutva, consapevole di essere persona incaricata di servizio di pubblica necessità ai sensi degli artcoli 359 e 481 del Codice Penale,

ASSEVERA 1. la conformità del progetto definitvo-esecutvo agli strument urbanistci vigent e in salvaguardia, con partcolare riferimento alle disposizioni del Piano di governo del territorio, nelle sue artcolazioni di Piano delle regole e Piano dei servizi; 2. la conformità del progetto al Regolamento Edilizi vigente in Comune di Bergamo, al Regolamento Comunale di Igiene, Titolo III, e alle altre normatve di settore avent incidenza sulla disciplina dell'attività' edilizia; 3. la conformità del progetto alle norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236, al regolamento approvato con D.P.R. 24 luglio 1996, n. 503, nonché alla Parte II, Capo III del D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380.

Bergamo, 19 giugno 2017

IL PROGETTISTA Arch. Massimo Locatelli

29

Profile for Comune di Bergamo

Il nuovo progetto per Daste e Spalenga  

Il nuovo progetto per Daste e Spalenga  

Advertisement