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spazi e pratiche nei luoghi della globalizzazione: la stazione di Venezia Santa Lucia Studente: Francesca Della Giustina, matr 274413 Docente: Franco Farinelli Collaboratrice alla docenza: Claudia Faraone A.A.: 2013/2014 Corso: Geografia


prospetto di negozi all'arrivo a Venezia


spazi e pratiche nei luoghi della globalizzazione: la stazione di Venezia Santa Lucia


fonteda : Grandi Stazioni spa

sito internet della stazione di milano

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il programma di grandi stazioni

La Società Grandi Stazioni ha avviato un programma di rinnovo e recupero delle 13 stazioni ferroviarie più importanti d'Italia, con lo scopo di valorizzare e reinventare lo spazio pubblico delle stesse. "Da anonimi luoghi di transito le stazioni diventano centri-servizi tra i più affollati d’Europa, punti d’incontro, shopping mall, luoghi d’arte, di eventi e cultura" (sito Grandi Stazioni).

sistemi segnaletici nella stazione di Venezia

L'intervento si occupa perlopiù degli spazi interni alla stazione lasciandone intatto l'aspetto esteriore che mantiene il suo valore simbolico nel contesto urbano in cui è inserito. Ciò che viene completamente stravolto è dunque l'interno della costruzione che tende ad assomigliare sempre più ad un centro commerciale. Il rinnovamento delle 13 stazioni segue degli standard architettonici volti a renderle omogenee ed immediatamente riconoscibili: sistemi segnaletici, slogan, partner commerciali ricorrono in ogni grande stazione diventandone simbolo. Il progetto prevede inoltre la creazione di siti web delle singole stazioni utili ad informare l'utenza per quanto riguarda le molteplici attività connesse con la stazione stessa. 4


pianta del complesso della stazione


la stazione di Venezia Santa Lucia: spazi e pratiche L'analisi che segue prende in esame il complesso della Stazione di Venezia Santa Lucia il cui progetto di riqualificazione, inserito nel programma di Grandi Stazioni, si è concluso nel dicembre 2013. Nella pagina accanto si riporta la pianta della stazione, in cui ricorrono evidentemente alcuni simboli, corrispondenti ai nomi delle attività commerciali. Il nome utilizzato dai venditori non ha valore tanto per il significato letterale in sè quanto piuttosto perchè rappresenta un logo, un simbolo appunto, riconosciuto a scala nazionale o addirittura mondiale. E' proprio la fama internazionale di questi brand a produrre nell'utente medio quel sentimento di sicurezza insito nel fatto di poter trovare in qualunque luogo (in qualunque Grande Stazione) la propria libreria preferita, il panino, la maglietta...

alcuni negozi della stazione

Un'altra caratteristica della stazione come luogo globalizzato è l'ipertestualità di cui sottolineo due aspetti: il primo riguarda la principale connotazione di ogni stazione, ovvero la mobilità, la facilità a spostarsi in poco tempo da un punto all'altro della Terra. Il secondo aspetto riguarda invece la staticità del soggetto che non ha più bisogno di viaggiare per trovare in un unico luogo prodotti provenienti da ogni parte del mondo.

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schema dei flussi che attraversano la stazione alle 11.00


Dalla mappa dei flussi si può notare come lo spazio della stazione sia caratterizzato da alti livelli di permeabilità, fluidità ed accessibilità. L'intervento di recupero ha interessato l'intera area che va dal Ponte di Calatrava alla Chiesa degli Scalzi aprendo numerosi varchi che, guidando gli utenti attraverso i negozi, conducono ai binari. La facilità di muoversi liberamente all'interno della stazione-centro commerciale non è però permessa soltanto da spazi fisicamente più permeabili ma anche dal rapporto che si instaura tra venditore e acquirente: è possibile entrare ed uscire dai negozi senza farsi notare, senza dover comprare qualcosa, semplicemente attraversarli come se fossero corridoi di passaggio, percorsi alternativi. Spesso infatti i negozi hanno diverse entrate su più lati in modo da essere massimamente permeabili a flussi provenienti da più direzioni. uno degli accessi alla stazione

Vengono inoltre evidenziati nella pianta gli spazi di sosta: si può notare come manchi completamente una sala d'attesa che l'evoluzione architettonica della stazione ha deciso di sopprimere. La pausa va trascorsa davanti ad un caffè, nei negozi o, salvo condizioni meteorologiche svantaggiose, sulle scalinate di fronte al prospetto principale della stazione. 8


pianta del complesso della stazione dopo le 22.00


La pianta rappresenta una visione notturna del complesso della stazione. Le varie attività commerciali sono aperte dalle 9.00 alle 22 e dopo la chiusura rimangono accese soltanto le luci delle vetrine, mentre i cancelli della stazione chiudono dall' 1.00 alle 5.00. Durante la notte l'unica attività funzionante è il locale F30 che sta acquistando notevole popolarità anche grazie alla posizione strategica in cui si colloca: vicino alla stazione - quindi facilmente accessibile dalla terraferma - e su una sorta di campiello dove trovano posto ombrelloni e tavoli all'aperto con vista sul Canale.

il locale F30

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schema dei flussi che attraversano la stazione alle 23.00


Con questa pianta si vuole mostrare come lo spazio disegnato da Grandi Stazioni sia pensato per la massa e non per il singolo. Nel momento in cui le varie attività cessano di funzionare, lo spazio perde ogni connotazione e l'unica pratica che sopravvive è, oltre a quella di prendere il treno, l'attesa, per cui non è stato predisposto uno spazio confortevole ma solo alcune panchine all'entrata, talvolta usate come brandine dai vagabondi.

le panchine della stazione

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A

A'

sezione AA'


le pratiche digitali

Nella sezione si presentano alcune condivisioni web trovate nei social network quali Facebook, Tweeter, Instagram e Foursquare, pubblicate dalla stazione di Venezia nella prima settimana di febbraio 2014. Da alcune interviste poste ai negozianti e ai passanti durante i sopralluoghi è emerso che le condivisioni web dalla stazione riguardano in buona parte due ambiti: la pubblicità, intesa come presentazione dei prodotti venduti nella vetrina digitale che è il sito internet (ogni attività commerciale è legata a un sito internet del brand in generale, inoltre Moleskine, Calzedonia e Sephora possiedono una pagina specifica del punto vendita veneziano) e la pubblicazione di foto, pensieri, opinioni ecc degli utenti sui social network.

attesa in stazione

Esistono quindi tutta una serie di pratiche che riguardano il luogo stazione ma non si attuano nello spazio fisico, bensì in quello digitale: "gli strumenti dell'interazione umana, della produzione e del consumo sono sempre più miniaturizzati, smaterializzati e sganciati da ogni localizzazione fissa" (F.Farinelli, 2003, p. 196). Si può perciò intendere la realtà fisica, in questo caso la stazione di Venezia, come un'interfaccia il cui funzionamento è determinato tanto da flussi reali (visibili, spaziali) quanto elettronici (invisibili). 14


bibliografia

F. Farinelli, Geografia, 2003, Einaudi Torino F. Farinelli, L'invenzione della Terra, 2007, Sellerio Palermo S. Sassen, Globalizzati e scontenti, 1990, Il Saggiatore S. Sassen, Territorio, AutoritĂ , Diritti, 2008, Mondadori Milano R. Venturi, DS. Brown, Imparare da Las Vegas, 2010, Quodlibet



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