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ASFALTOROSA

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Immagine Rugiada liquida - seme di Roberto Matarazzo 2


SCOLPIRE L’ARIA Trattenni tutta d'un fiato l'estasi di quel momento Poi te la soffiai addosso sul corpo nudo E tu mi dicesti che sapevo scolpire l'aria

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( a mia madre)

Se per un momento ti vidi vera oltre i petali il polline segreto nascosto nel cuore di una bocca che tace sfiorita della tua essenza partecipai nell’assenza dei miei sensi. Del tuo vibrato colore colsi la sfumatura piÚ intensa quando eri bianca non già di notte vestita ma tramontata luna mattiniera che hai il nome madre di tutti i tuoi figli piena

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ESPRESSIONE

[(Sono parentesi tonda all’espressione quadra Agra sosta muta alle cause dell’ora Arco inclinato e volubile dove curva il senso omesso Come un astratto afflato mi ripiega su se stesso Flessa sulla soglia austera di una modalità retta resto china sul confine di un solido senso netto Ripiego il mio miraggio su un raggio verticale ma il tratto del mio fluire più di tanto non sale Ho solo pause mute alle cifre della catena e piegata su me stessa alla cornice do la schiena Potenza di un’incognita fuori dal mio anfratto mai cesso di contare in segno misto e fratto I numeri che il caso illogico ci addice stimano il mio valore 5


sulla calcolatrice Segno oscillante di una moltiplicazione che comunque darà uno 0 al risultato dell’espressione)]

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IL BACIO DI AMORE E PSICHE

I fiati affilati di guglie ascendono a liriche soglie Di voglie in faville riarsi in umidi morsi sparsi catena di gocce scioglie in punte di rocce le braci E tace nell’elica dei baci la voce in nodi tra i sensi che in brividi di marmo densi scende sui palmi tesi pallidi di soffitti stesi in bianchi affreschi immensi

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ECLISSANDO

Le lune ritornano. I soli ritornano. Forse che solo noi non siamo capaci di ritornare ma solo di tramontare sul filo teso del mare che taglia orizzontale l’inverso dall’universo.

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STRAPPO

Staccio Panno liso Lo sguardo graffite Sulle vite Trattiene di polvere un guanto Sull'ultimo palpito mosso Bussa affranto improvviso Lo strappo di un pianto reciso

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Da “Alfabeti�

CONCORDI IN CORDE Concordi in corde confluire creando costellazioni celesti confermando congiunzioni connaturate Crepare di capricci di carne cancellando concetti consueti di cittĂ  cariate e cariatidi di chiese Cogitabondi coincidere contrapponendo carteggi costernati Carezzandoci corretti costeggiando corridoi e corsie corrotte Cantando in curve complici in complotti curvare capi corteggiandoci Confusi congegni concatenati cresciuti in corse controvento conturbati culminando curvi in culle di cute Con coraggio comprendiamo comprensibili compromessi Curiamo componetrarsi di complessi concependo concerti complicati 10


Confortandoci nel confondere confini di conflitti contempliamo contorni congedandoci casti Cavalchiamo clessidre chiare calamite di un caos corto

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DIVA

Diva/ che dormi discinta/ dimenati docile/ divarica il derma/ denudati desta/ dardeggia desueta / dipingiti donna/ distesa su un drappo/ diventa declivio/dirupo/ e decolla/ diabolica e diafana/ divora i miei dubbi/ dammi una dose d’amore dissolto/ distilla il diluvio/ disarma il mio dogma divino/ dilegua il discorso/ duella col dramma./ Se la direzione/ è un decreto dettato/ da un despota duro/ un divieto in divisa/ discorde al disarmo/ che danaro distratto dissipa a dado/ divora il desco con dente di drago./ Domanda dolente/ al deserto/ un detrito di duna/ a dispetto digiuna/ disposta al dolore/ al duello/ a disfatta/ al delirio/ al destino/a un dissenso disperato/ e duetta con Dio/ dissacrandolo/ daccapo/ Diva‌

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TU

Tu / tacito tabù trionfo triste su un tramonto tremante/travolgente, trasparente./Sulla terra il tintinnio dei tuoi tacchi/il trucco tenue sulla tela. Tu/ tenero timore ti tengo in tasca il tempo di un tango/tentennando tasto il terreno/ tento la terna e trovo il tredici. Tu/ tète-à-tète torre tornita il tuo tronco in tempesta/ tempestato di turgidi terrazzi/nel talamo tagliente/un turbinio trascendente di trame./Ti tolgo la tonaca/ti tocco il torace tondo/e trovo il topos della Terra tutta./ Tu / teoria, terapia. Tesi di un trattato tratteggiato e trasposto/trasfigurato dal turista di un tuo tragitto/trasportato in un testa-coda /al traguardo trasognato Tu / ti telefono: TU- TU- TU- TU…

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SALMO DEL SESSO

Sporgo scalza sullo sfondo della scena, scomponendomi simmetrica al suo sguardo screziato di scarlatto. Sosto spontanea spogliandomi sferica della sottana, sognando sodalizi soavi e stasi simultanee. Sfoggio scabrose sembianze di strega salvifica. Sortilegio, stacco alla straziante sinfonia dello struggente senno. Supina sussurro sottovoce la semplice sequenza di sillabe smarrita sulla scia dei sensi: “Si!� Lo scalpello sbuccia la scultura schiudendo il sigillo nella suadente sintesi e io mi specchio nella somma dei simboli. Strido subendo sublimi slanci sensibili alle mie spine. Scacco! Soccombo superba, sbronza. Svengo, 14


stanca e sazia scissa solamente dal sogno sfumato nel sudore smaliziato.

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VENTICINQUE (natale)

Vendono il vagito di un ventre vergine che in un viaggio verticale violando il vacuo veniva a veritĂ  vendicando vasti vuoti Nella vigilia vernale fra le vili voglie di vischio il volgo volge il volto al vizio nelle vetrine vanitose verniciate di verde e vermiglio Vacilla il verbo sul versante delle vittime Viviamo in voragini vistose al veleno di vipera Senza vergogna vendiamo la virtĂš Vendono il vagito di un ventre vergine Voulez vous?

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BATTITO DI BRACE

Burbero bussasti al bulbo di bellezza belva boriosa, barando alla bisca Bianca di brividi brilla la bambola bellico briglie e bastoni brandisce. Barda di barbaro barrica al bivio bacia la bocca beata e benigna Battito in bilico brucia alla branda biblica biscia bisbiglia alla bolgia Buca il brigante bramoso la buccia batte il bolero ballando bizzoso Beve bagnato il bersaglio alla breccia: brucia di brace bollata la bozza

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ASFALTOROSA