Page 1


Catalogo della personale di Francesca Occhi 1943/1944 I bunker del Delta del Po Si ringraziano Comune di Codigoro Comune di Mesola Gianna Braghin Beatrice Pavasini / Studioblu Gruppo Mappe di ComunitĂ di Bosco Mesola Esposizioni Iat Abbazia di Pomposa Castello estense di Mesola Grafica, impaginazione e fotografie Francesca Occhi


Introduzione I temi di questa ricerca sono i rapporti tra museo e territorio in materia di conservazione dei beni culturali secondo il concetto di “museo fuori dal museo”. Un museo a cielo aperto, diffuso ed integrato con la comunità, i luoghi e le aree geografiche. Il territorio del Delta del Po in questo caso viene presentato come paesaggio di archeologia militare riferito ad un insieme di resti, reperti e tracce presenti in modo diffuso nei Comuni che lo compongono. Il trauma collettivo di cui i bunker sono testimonianza non deve essere rimosso, ma superato ed il loro riuso a scopo turistico è l’azione più decisiva per poterlo elaborare. Lasciare che queste strutture siano solo memoria di loro stesse e dei fatti tragici che le hanno generate, lascerebbe agire sulla memoria collettiva solo il loro potere negativo. Lo scopo di un monumento è infatti impedire di dimenticare, è un manufatto che ha lo scopo di preservare e trasmetterne i valori alle generazioni future. È necessario precisare che questo tipo di ricerca non ha nulla a che fare con l’ammirazione e l’esaltazione del Terzo Reich e di coloro che vi hanno creduto. Al contrario, vuole essere una lezione che continuamente ci viene impartita dalla storia per non lasciare che tutto ciò che è stato riaccada.

4


Introduction The main subjects of my investigation are the relationship between museum and territory following the idea of “a museum outside the museum�. An open-air museum, integrated with the community, the places and the geographical areas. The Po Delta is presented as an archaeological and military landscape, a kind of museum if we consider all the finds and remains widespread throughout the territory. Bunkers are an important testimony of the general shock people had during the war and we do not have to forget it but, on the contrary, we need to get over it. The negative effects of the tragic events linked to bunkers do not have to remain. We should consider them as an important example for the future generations, a way of preserving and transmitting some important values. I would like to point out that my investigation has nothing to do with the exaltation of the Third Reich. On the contrary, it is a lesson we have been given by history for years and we don’t have to let those facts happen again.

5


Cenni storici Con l’invasione dell’Italia in Sicilia da parte degli alleati nel luglio 1943 il comando tedesco si convinse che difficilmente gli attaccanti avrebbero risalito la penisola via terra, ma avrebbero effettuato un ulteriore sbarco sulle coste più a nord. E così a partire dall’inverno 1943 nacque il Reno Stellung denominato poi in un secondo momento Gengis Khan Stellung (linea Gengis Khan) la linea difensiva Bologna-Comacchio lungo il corso del fiume Reno. Il più imponente sbarramento realizzato dall’Organizzazione Todt (importantissima impresa edile di Monaco di Baviera specializzata nella costruzione di strade poi diventata struttura paramilitare specializzata nella costruzione di bunker) sul suolo italiano si trova a Mesola lungo la via Romea. Il tratto di terreno difeso si estendeva per circa 2 km ed era diviso in 2 settori: lo Stutzpunktegruppe (punto forte) Mesola fondava la difesa sul Canal Bianco, mentre lo Stutzpunktegruppe Motte-Ribaldesa sbarrava il transito sulla via Romea. La costruzione dei bunker fu terminata nella primavera inoltrata del 1944, ma questi non vennero mai armati. Contro ogni aspettativa da parte tedesca, il secondo sbarco avvenne il 22 gennaio 1944 (Operazione Shingle) in Lazio precisamente ad Anzio e così gli alleati risalivano la penisola via terra. Con lo sfondamento alleato del 1945, la linea Gengis Khan di Mesola venne reputata indifendibile e fu deciso l’arretramento sulla Blue Line (linea Blue), la linea difensiva dell’alta Italia orientale. Nel dopoguerra, molte famiglie che in seguito agli avvenimenti bellici avevano perso tutto, presero possesso dei bunker abbandonati e li trasformarono in abitazioni, rimanendo in questi grigi domicili fino agli anni ‘60, pagando 10 Lire alla società Bonifica Terreni Ferraresi. Dei 25 bunker costruiti nel Comune di Mesola ora ne rimangono 20, mentre 5 sono stati interrati per creare l’area industriale.

8


Brief historical outlines Soon after Italy (Sicily) was invaded by the Allies in July 1943, the German command thought that the enemies would hardly reach the peninsula by land but on the contrary they would land on the north coasts. So in 1943 Reno Stellung, later called Gengis Khan Stellung, was born (Gengis Khan line). It was a defensive line Bologna-Comacchio along the Reno river. The most impressive barrage realized by Todt organization (a very important road building company of Monaco di Baviera later specialized in the construction of bunkers) is in Mesola along the highway Romea. The territory which was defended was 2 km long and it was divided into two parts: the Stutzpunktegruppe Mesola whose defence was on Canal Bianco river and the Stutzpunktegruppe Motte-Ribaldesca which barred the transit on the highway Romea. During the spring of 1944 bunkers were finished but never armed. The second landing happened in January 1944 in Azio (Lazio) and the Allies came overland. In 1945 the Gengis Khan line of Mesola was considered indefensible and the german troops withdrew to the Blue line, the defensive line of east Italy. After the war many poor families went to live in the abandoned bunkers till 1960s. In Mesola there were 25 bunkers built during those years: 10 are still in existence and 5 were filled up to build an industrial area.

9


Concetti di fortificazione permanente tedesca “Regelbauten” I bunker documentati sono stati costruiti secondo la classificazione Regelbau, base fondamentale della fortificazione permanente tedesca. Questi erano classificati secondo una numerazione standard e raccolti all’interno di un catalogo che nel 1944 ne raccoglieva circa 700 tipi. I bunker si differenziavano in attivi e passivi a seconda della loro funzione: passivi per illuminazione, ricovero truppe e ossevazione del territorio, attivi se dotati di postazione (Ringstand o anello di supporto) per mitragliatrice. Questa gestione così ordinata, permise all’Organizzazione Todt di fortificare in tempi rapidissimi ogni zona da difendere in relazione alle condizioni locali, tattiche e geografiche. Quella di Mesola e Bosco Mesola avrebbe dovuto costituire la più imponente area difensiva italiana (Verteidigungsbeireich o area di difesa) essendo pesantemente fortificata.

10


Regelbauten: german permanent fortification Bunkers built following the Regelbau classification were the basis for the german permanent fortifications. They were classified according to a standard numbering in a catalogue that in 1944 contained 700 models with a specific use. They could be active and passive. Passive bunkers were for lighting, troops shelter and territory inspection; active bunkers, if they were Ringstands with the support of a ring, were used as machine guns or turrets for tanks. In this way Todt organization could defend the territory very quickly considering the local and geographical conditions in order to decide the right strategy. The most important defensive areas were those ones of Mesola and Bosco Mesola.

11


Ringstand VF226 Pineta del Fondo Bosco Mesola Prevedeva l’installazione di una torretta di carro armato, residuo bellico di carri armati francesi sequestrati dopo l’occupazione della Francia. Si differenzia dalla tipologia standard di questi bunker per l’esistenza dell’anello (non era prevista) e per l’ampiezza rispetto ai normali ringstand. Potrebbe essere l’unico esemplare presente in Italia. In the original project there was a tank turret but it wasn’t carried out. It is different from the other bunkers because of the existence of a ring. It may be the only one in Italy.

12


13


Ringstand VF226 Pineta del Fondo Bosco Mesola

Particolare della porta d’accesso

14

A detail of the access door


Ringstand VF226 Pineta del Fondo Bosco Mesola

Particolare dell’entrata.

15

A detail of the entrance


Ringstand VF226 Pineta del Fondo Bosco Mesola

16


Interni del ringstand VF226

17

Interiors of the ringstand VF226


Regelb채u 677 Pineta del Fondo Bosco Mesola Ideato per poter ospitare un cannone anticarro Pak 8,8 cm dalla gittata massima di 21.000 m. Non prevedeva il ricovero di truppe al suo interno ed era privo di sistemi di smaltimento di gas tossici. Bunker designed to house an antitank gun pak 8.8 cm from a maximum range of 21000 m. It was not intended as a shelter for the troops and there were no systems for the disposal of toxic gases.

18


19


Ringstand VF31 Pineta del Fondo Bosco Mesola Probabilmente l’ultima tipologia di bunker ideata da Hitler. Il bunker prevedeva l’installazione di un lanciafiamme con il compito di battere il territorio circostante a 360° e proteggere il regelbӓu 677 da eventuali attacchi da parte nemica. In the original project there was a tank turret but it wasn’t carried out. It is different from the other bunkers because of the existence of a ring. It may be the only one in Italy.

20


21


22


Regelbäu 668 Pineta del Fondo Bosco Mesola Ideato per il ricovero di truppe (da 6 a 9 soldati). Subiva leggere modifiche in base alla sua funzione. Quelli realizzati a Bosco Mesola rappresentano un unicum in quanto la planimetria dell’opera venne modificata con l’aggiunta di un muro protettivo di fronte agli ingressi, non previsto dalle planimetrie originali. It was built as a shelter for the troops (from 6 to 9 soldiers). It is important to underline that most of the 668 regelbäu of Italy had the ringstand position with different functions. The regelbäu 668 which were built in Bosco Mesola are an unicum as the plan was modified with the adding of a defensive wall in front of the access doors.

23


Bunker non documentato Mesola

Veduta del bunker

24

View of the bunker


Bunker non documentato Mesola

Veduta del bunker

25

View of the bunker


Bunker non documentato sponda destra del Canal Bianco Mesola Veduta del bunker View of the bunker

26


27


Chi è Francesca? Nata il 28 febbraio 1988. Laureata in Disegno Industriale presso l’Università degli studi della Repubblica di San Marino (IUAV di Venezia). Attualmente frequenta il biennio specialistico in Fotografia dei Beni Culturali presso ISIA Urbino (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche).

Bibliografia Vito Paticchia, Marco Boglione, Sulle tracce della linea Gotica. Il fronte invernale dal Tirreno all’Adriatico in 18 tappe, Fusta Editore, aprile 2011. Michela Bassanelli, Gennaro Postiglione (a cura di), The Atlantikwall as military archeological landscape. L’Atlantikwall come paesaggio di archeologia militare, Lettera Ventidue Edizioni, novembre 2011. Sandra Carli Ballola (a cura di), Il paesaggio delle valli di Comacchio come luogo di guera e di resistenza, Comune di Comacchio, Assessorato alle Istituzioni Culturali. I bunker tedeschi tra i canali del ferrarese, Marco Boglione in collaborazione con Vito Paticchia, Camminare, giugno-luglio 2010.

30


Who is Francesca? I was born in February 28th 1988. I took a degree in Industrial Design at the University of San Marino. At the moment I am attending a two-years specialization course in photography of the Arts in Urbino.

Bibliography Vito Paticchia, Marco Boglione, Sulle tracce della linea Gotica. Il fronte invernale dal Tirreno all’Adriatico in 18 tappe, Fusta Editore, april 2011. Michela Bassanelli, Gennaro Postiglione (a cura di), The Atlantikwall as military archeological landscape. L’Atlantikwall come paesaggio di archeologia militare, Lettera Ventidue Edizioni, november 2011. Sandra Carli Ballola (a cura di), Il paesaggio delle valli di Comacchio come luogo di guera e di resistenza, Comune di Comacchio, Assessorato alle Istituzioni Culturali. I bunker tedeschi tra i canali del ferrarese, Marco Boglione in collaborazione con Vito Paticchia, Camminare, june-july 2010.

31


1943/1944 I bunker del Delta del Po  
1943/1944 I bunker del Delta del Po  
Advertisement