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Franca Di Prima LA REALTA’ “La presenza del nostro Essere Spirituale può essere percepita solo attraverso il cuore, che esperisce la realtà della vita”


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“Nel color della tua vita leggera ombreggia e senza fatica la giusta dose del mio pensar. Colmano come la quiete, passi, che oltre, dentro le siepi sentono oltre. Ripugnar lo sento invano! Quietasti il mio pensar. Lontano, oltre la mente, abbraccio tutto e limpido sentiero la tua bontĂ mi accoglie! Adesso parlo piano ma penso e dunque sono contatto col lontano viver delle mie spoglie. Gentile dolce amica mio fulgido colore nell'ombra ora m' appresto a riguardar l'amore!

(12/12/07)


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R. Prestigiacomo - La Creazione Tempera Acrilica su Tavola 30x40 cm


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Nel color della tua vita

Ogni uomo è diverso da un altro, sia fisicamente che caratterialmente, ciò lo identifica come individuo. Egli con la personalità che lo contraddistingue accoglie la realtà, e scopre specchiandosi, il proprio Sé. L'uomo si riconosce tramite la sua mente, i sensi, i sentimenti, le emozioni. Ma cos'è lo specchio attraverso la quale ciò avviene? Cos'e la realtà? È davvero un unico ente la realtà, uguale per tutti? La realtà ci predispone alla creazione di una “persona” avente attributi ben chiari, estratti da componenti sia genetiche che psicologiche apprese con l'esperienza che è la nostra vita. Ma non è uno schema fisso, per quanto spessissimo ci convinciamo di essere in un determinato modo, durante tutto il percorso dell'esistenza scopriamo e creiamo nuovi risvolti alla nostra personalità. Quindi non siamo la persona che crediamo di essere, quasi mai, spesso dobbiamo combattere con le nostre convinzioni, e a questo serve la realtà. Il Sé, su cui cuciamo l'abito delle abitudini, è il nostro vero io, quello che alla fine di tante vicissitudini dobbiamo riconoscere, egli è nascosto alla mente che non è ancora matura a comprendere la grandezza dell'essenza spirituale che è nell'anima di ciascun essere umano.


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leggera ombreggia e senza fatica la giusta dose del mio pensar Come avviene tutto ciò? Quali sono i passaggi? Attraverso il pensiero l'uomo immette in sé gli impulsi che gli provengono dalla coscienza spirituale inconsapevolmente, ma essi raggiungono l'anima e ci predispongono all'introspezione e alla riflessione, senza andare a incrinare, la nostra libera volontà. Per ricevere questa percezione dal nostro essere superiore, il Sé, occorre che sia la nostra volontà a ricercarlo, ma è il grado di maturità che conduce la persona a riflettere. Se è pronto l'uomo a comprendere il suo percorso, è maturo, la volontà evince la coscienza, è nasce la spinta ad interagire.


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R. Prestigiacomo - L’Angelo Gessi su carta 50x70 cm


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Colmano, come la quiete, passi che sentono l'oltre. Il contatto con il Sé spirituale, colma di significato la vita di ogni persona. Rende unitaria la visione del percorso, questa comunicazione dei due aspetti facenti parte di un tutto, l' io (la mente attiva e terrena) e il Sé spirituale (la mente passiva ed eterna) e la conseguenza è la quiete, il senso di accettazione a vivere con coraggio e determinazione il dialogo con la realtà.


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Ripugnar lo sento invano, quietasti il mio pensar! Il processo di apertura verso la Verità esterna al raziocinio stabilisce un nesso fra l'immanente e il suo conseguirsi nel trascendente. Il dialogo con il proprio Sé crea armonia interiore e amplia le capacità spirituali attraverso intuito e ispirazione, di ogni essere umano arricchendo la sua vita. Ma la ricerca di contatto col nostro Sè attraversa fasi complicate e confuse. Durante il periodo antecedente vi è la sensazione nella realtà che si vive, della mancanza indefinibile di un qualcosa. Sentimenti inspiegabili e non catalogabili con i fatti che capitano durante lo svolgimento delle normali attività quotidiane. Questi pensieri comportano uno stress a livello psicofisico che provoca conseguenze soprattutto emotive e reazioni varie. Quando si “trova il Sé” la ricerca trova la sua pace, la sua forza si esprime nell'anima cosciente e si allinea a quelle che sono le fonti della “razionalità” dell'io


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Lontano, oltre la mente abbraccio tutto Per ricercare la sapienza e la soluzione delle cose del mondo gli uomini hanno portato sui piani fisici, attingendo allo spirituale e trasformandolo attraverso i simboli, la parola e la scrittura. Questa saggezza simbolica che è nella creazione, a dimensione e a consumo dell'uomo, è fruibile nella stessa quantità in cui egli è pronto a raccoglierla. Ciò che incameriamo è un insegnamento che serve alla mente e alla vita terrena, ad incrementare la saggezza interiore. La mente però distorce, quando è impregnata di razionalità e logica, lascia che solo un ombra di percezione spirituale attraversi, sbiadita poi dai sensi che a loro volta vengono irrimediabilmente attirati dagli stimoli della realtà, ma, l'ombra della Verità impregna l'anima attraverso le esperienze e giorno dopo giorno, fatto dopo fatto, essa ci modifica fino a dare una forma alla realtà spirituale dell'anima cosciente. Attraverso l'anima cosciente lo spirituale che altrimenti andrebbe perso nei meandri della mente arriva all'organo più importante dell'uomo: il suo cuore.


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E limpido sentiero, la tua bontà mi accoglie! Prerogativa del contatto spirituale: la limpidezza dell'anima. Una chiarezza di sensibilità che si traduca in coerenza di vita. Valori che siano a fondamento stesso della persona e che ribadiscano sempre la sua tenacia a mantenersi, nonostante le avversità, costantemente proiettata verso il bene. Le avversità della vita, servono a creare il giusto peso e valore al giudizio umano. Le conseguenze dei gesti sono il compito da vagliare dopo ciascun comportamento attuato in seguito a un problema che si è presentato. la visione teatrale dei fatti fine a se stessi, non si considerano più ma l'io si apre a una visione globale della vita propria e altrui, giudicando non solo i fatti oggettivi della realtà ma rileva valenze, obiettivi, complementarietà, confini e cause. Questo è già l'inizio del contatto, dare un senso più profondo all'esistenza.


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Adesso parlo piano, ma penso e dunque sono, contatto col lontano viver delle mie spoglie La parola, simbolo e suono nell'armonia del Tutto. Il suono che vibra nell'anima, crea con la parola. Essa accoglie il Suono Divino nella parte dell'essere, che è tramite allo spirituale, e convoglia con incessantemente nella vita terrena tutti gli impulsi che da Dio gli provengono con sollecitudine. Poi incrina queste onde e li depone a favore della mente che vede e osserva esteriormente a se stessa il mondo fisico per permettergli di dettare ad essa, dapprima le mete, infine, un resoconto che sia interiore ed esteriore consapevolezza del finito e sottolineatura del Vento Spirituale che ha creato quel contorno all'esperienza umana. La tipologia della comunicazione è duale, ha spazio e tempo, ma la corrispondenza nello spirituale, decade, a favore di una dimensione priva di ciò, è eterna, è “coscienza in Sè” quindi non viene da nessuna parte, è nel Tutt


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Gentile dolce amica mio fulgido colore Nell'ombra ora mi appresto a riguardar l'amore. Il Sé ritrovato adesso dà una nuova visione all'io. Le vicissitudini della vita sono state affrontate con la sola forza parziale della personalità. Attraverso le qualità umane si è raggiunto un giusto equilibrio di forza interiore che ha permesso, di riguardare a se stessi in piena luce amorevole. La comprensione verso quel fine che è stato raggiunto con una forza creata dalla Divina Provvidenza fa comprendere quanto amore attraverso le esperienze abbiamo ricevuto dall'Essere Supremo, che ci ha fatto crescere in piena libertà di scelta.


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E' bello pensare, la mano che scrive la testa, che china, si muove. E' bello ondeggiare in questa corona lontana, lontana. Eppur mi abbandona, rinfranca la testa, risorge la mente, oscilla nel breve cangiar la ragione e sento ordinare in ogni occasione pensieri, che lievi mi tolgono tensione. Sviluppo ed intrigo la mia compassione, sorveglio e diniego la veridicitĂ . Per questa ragione e solo per questa rovisto la testa. 14/12/2007


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“La visione spirituale, ricompone, valorizzando il cielo superiore, in quell'armonia cercata e voluta, a compenso di un destino parziale, sentito come mancanza. E' la fine dello scompenso che traccia la linea negativa al reale, si rivede con lucidità il vero significato, del momento presente, che non è fine a se stesso”


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“La compassione è in ognuno di noi, il massimo risultato spirituale. La partecipazione dell’anima all'Eterno Sé, è insita nella capacità di provare questa forza e crearla, nel mondo, nella quotidianità. La compassione ha un bisogno fine a se stessa di esistere, da il giusto equilibrio alle forze esistenti del bene e del male. Senza non si potrebbe vivere” Qualsiasi azione compiuta è un simbolo, un simbolo di bene o di male, legato all'ego. In queste azioni la competenza spirituale, sorveglia, il giusto significato, rapportandolo alla compassione per se stessi e verso tutto l'intero creato”


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“Cresco nell’anima cosciente, appellandomi con convinzione e modo non solo a ciò che di eterno vi è in me, ma anche all'esperienza terrena. La mente, per quanto mediocre e parziale sia la sua visione, continua la sua ricerca nei dettagli della realtà, che costruiscono una soluzione unitaria alla visione. Trovare questa visione unitaria, nel labirinto delle possibilità, è un lavoro che dà significato e responsabilità all'uomo di se stesso, nel pieno senso della libertà che il Divino ci ha assegnato. Preoccupa certamente il suo svolgimento in piena oscurità e con la poca percezione dell'intero quadro esistenziale. E' un manto che copre quasi interamente i fatti, ma in contempo riduce di molto la responsabilità del singolo, dando alla fine parziale obiettività e parziale responsabilità, si cerca un senso che unisca e che faccia crescere l'essere, in entrambe le direzioni, mentale e spirituale. Ma la capacità di restare, comunque i fatti non sempre siano idilliaci e sereni, nella strada della luce dà al Sé spirituale, un senso di grande serenità e di orgoglio”


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“La Verità, risiede e governa sovrana, nello spirituale che è sopito in noi. In essa l'attenzione è attratta solo dai valori, e nello svolgersi di essi il mio Sé s'inebria, si compiace, traendo la forza e sovraccaricandosi di aspettative per una crescita che sviluppi sempre di più il mio essere spirituale in modo completo”.


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“Ricorda che sei un essere armonico spirituale” Per evidenziare un io armonico come lo è il Sé, nella vita, basta comprendere che lo sei già nello Spirituale. Un armonia che si è incarnata nella parzialità dell'oggi e se ribadisci questa caratteristica sempre davanti al cuor, non devi aver paura di dimenticartene, sebbene la confusione della mente distorce e fa sentire smarriti le anime più deboli. L’eterno non ha tempo, ne luogo, tutto è”


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“La vita, esperisce nel significante. Sono le esperienze di cui essa è composta a darne il significato. Unisce, nella sua prosecuzione, significati, simbolismi e sfaccettature tali da rendere in un vario modo il contesto finale: un quadro individuale. Ma la vita dell’uomo è l'archetipo di un compimento, che già esiste nel Tutto, e che con la sua esposizione all'immanente, si rivela alla Coscienza Del Tutto. L'amore è il motore scatenante, il passaggio a questo livello da Dio alla Terra-Natura avviene tramite questa forza. Per amore nasciamo, all'amore significhiamo ed infine all'amore dobbiamo ritornare. Nell'acqua-ricordo ogni volta che il carico d’esperienze di un intera esistenza si colma, viene lasciato, e da questo mare esistenziale la rilascia a tutte le creature. Il cuore umano trattiene durante tutta l'esistenza queste “monete-spirituali” da consegnare all'Essere Stato e ritorna poi a completare la sua opera generatrice ancora “in modo” più completo datosi che la sua funzionalità è aumentata.


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“Il corpo umano, tempio e simbolo del cuore, traduce in perfetto modo la simbologia nella Realtà dell'esistenza. La vita ribadisce e sottolinea con il suo percorso il senso stesso del divenire dell'uomo persona all'Uomo Superiore, che abbia consapevolezza del suo Essere Spirituale. Solo la vita nel suo percorso influenza, sperimentandosi, la crescita di comunicazione spirituale. Questa comunicazione spirituale trasmette l'impulso ad ogni azione esteriore da produrre, tramite un pensiero, che è anch'esso dapprima stimolo spirituale e che viene percepito e scende nell'anima senziente. Lo stimolo produce l'idea coerentemente al momento spaziotemporale e alla quantità di possibilità percettiva. In questa forma si trova il pensiero che infine viene portato alla mente. La mente quale strumento percettivo umano dell'ego, può modificare un impulso-pensiero anche da sé, senza utilizzare il suo filtro-anima, ma questo può creare ciò che a volte nel mondo significa “male” “peccato” “mancanza” dell'impulso stesso


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La responsabilità dell'uomo, è limitata alla sua qualità percettiva. Quanto più l'uomo è spiritualmente evoluto, cioè fa attraversare gli impulsi pensiero attraverso la sua anima senziente e la sua anima cosciente, tanto maggiore sarà la sua responsabilità nel tradurre la “Volontà” Superiore. Nell'adempiere nel “giusto” modo la Volontà l'uomo ha utilizzato le religioni. Esse impongono all'uomo a una serie di “regole” che precedentemente altri uomini più spiritualmente evoluti hanno “intuito”. Attraverso vari livelli intermedi di profondità, lo portano ad avere “Timore di Dio”, “Amore per Dio” “Tu sei Dio”. Tutte le religioni hanno la loro Ragione di esistere, anzi nell'evoluzione dell'uomo, la prospettiva giusta sarebbe quella di aver ciascuno, essendo evoluti in maniera diversa, una religione a misura personale di Coscienza. Il quadro delle possibilità si evolve coerentemente alla storia evolutiva dell'uomo, creando in alcuni momenti confusione nei popoli, ma tutto ciò che l'uomo rappresenta in sé è sempre un impulso di Dio che traduce nel suo Stimolo-Amore la sua consapevole scuola a tutti gli esseri viventi per raggiungerlo ed Amarlo come Lui desidera, profondamente, nella piena libertà e consapevolezza, con un Amore incondizionato e compassionevole


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“Il paradiso come luogo di uno stato d'essere che sia totalmente in comunione con “tutte” le nostre aspettative terrene, non può sussistere. Le cose del mondo per quanto ci appaiano meritevoli non lo sono affatto. Essi supportano una fisicità che ha un termine. Esso si può intendere solo nello spirituale ed eterno, in conflitto quasi con ciò che adesso in vita è il nostro meglio. Solo la crescita della volontà al bene, è in armonia con quanto Dio ci auspica di ricevere come dono dell’ esperienza, ma spesso l'uomo confonde il risultato finale con la preziosità del percorso”


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“Dio attraverso la realtà dialoga con il suo essere e lo promuove a vivere nelle sue esperienze la propria capacità individuale ed intrinseca di creatività e di conseguenza a compiere il suo percorso di vita. La tentazione di non portare a compimento gli impulsi che dallo spirituale arrivano all'anima senziente potrebbe verificarsi causando il mancato contatto. Nella tentazione l'uomo ribadisce la sua egoistica volontà dell'io, deviando l'impulso attraverso quelli che sono i peccati: pigrizia, ira, accidia, gola, invidia ecc e quindi si allontana dall'impulso spirituale che è più congeniale al suo percorso. La sua tribolazione è allora cercare di nuovo il contatto con il suo Sé spirituale. Sintetizzando qualsiasi cosa viene fatta da noi stessi a discapito della nostra crescita interiore è peccato. La conseguenza della chiusura al Sé è la sensazione del distacco dalla realtà, tutto appare privo di “ragione” d'essere. Per colmare il vuoto l'essere umano cerca di “possedere” sia beni che persone, ingannando se stesso”


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La Realtà è ragione di Dio, è la dimensione divina del cerchio. Una sola porta che apre la strada al nostro spirito eterno ed inizia contando i giorni che ci separano da questo ingresso. La Realtà è la distanza spirituale che dobbiamo ridimensionare, fra ciò che siamo in persona fisica nel tempo a ciò che dobbiamo raggiungere in persona spirituale, in eterno. Solo in questa semplice visione dobbiamo valutare la nostra giusta realtà. Gli aspetti della realtà che ciclicamente ci si presentano riaffiorano per un compimento che se non effettuato pienamente, quindi non portato a termine, non fa proseguire un percorso, per questo esiste la ripetitività dei fatti, per darci modo di comprendere pienamente e a fondo le cause e gli effetti di atteggiamenti spirituali in cui siamo manchevoli. La correzione chiude ciascun cerchio. Guardando indietro nella nostra vita possiamo ricordare realtà ben presto definite e chiuse ed altre invece sempre in fase di evoluzione, maggiore è la difficoltà e più numerose sono le opportunità di crescita. In questo ambito di prove sequenziali Dio ci dispone a favore le opportunità e facendo la Sua volontà noi ci predisponiamo a crescere”


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“Il pensiero, il concetto, il simbolo, tutto è rivolto all'uomo per comprendere la realtà. Ma se ciò non viene accettato come un dono e piuttosto viene posto in secondo piano, essendo il corpo umano attraversato da tantissimi stimoli percettivi che lo condizionano, non sortisce lo scopo a cui esso è principalmente rivolto. Il compito insito nel pensare è la capacità di riflettere l'esteriorità, come una parte del nostro io che ci viene incontro, la quale viene attirata dalla sua “mancanza”. Tutto ciò che arriva alla nostra vitapensiero è un tassello da riunire ad altri tasselli per crescere nella nostra individualità spirituale. Le forme pensiero si accumulano e la mente riflessiva dovrebbe cercare un senso a ciò che le capita intorno. Purtroppo nella nostra epoca gli stimoli sono davvero tanti e il tempo che dedichiamo alla riflessione di ciascuno di essi è estremamente poco; non sufficiente a carpirne un significato che non sia superficiale e quindi molte volte errato. Amare la nostra capacità di pensiero come un dono inestimabile ci può dare la giusta valutazione di come andrebbero sottoposti a verifica gli stimoli spirituali. Ma non confondiamo il pensare con il ragionamento egoistico Mi conviene o non mi conviene? Questo è un pensare materialistico, non conforme al pensare spirituale che invece è un sentire di Verità.


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“Il cuore, un organo che nell'uomo pulsa con un ritmo indipendente dalla volontà di ciascuno di noi, unisce l'essere a Dio, nel suo ritmo di vita, rendendolo in coerente con il Creato. Nel cuore l'uomo “sente” ciò che gli stimoli dell'anima senziente hanno raccolto esternamente a se stesso e dal cuore dell'uomo “parte” la risposta ai medesimi stimoli. L'amore, la speranza, la gioia, ma anche la rabbia, la delusione, la tristezza sono sentiti dal cuore che irradia a tutto il corpo con il suo preciso ritmo. Vivere con il cuore vuol dire essere in sintonia con le proprie emozioni, vivendole profondamente senza cercare di reprimerle perché ciò è sempre causa di malattia e dolore. Esso è il fulcro dell'esperienza spirituale”


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“La realtà è immagine vibrante e come in uno specchio trans luce l’infinito Creato, come in un sogno. Ma la realtà è coerenza, utilizza la simbologia dei segni sensori (sensi, sentimenti,) e sensoriali (pensieri) che producono forze emotive che provengono da Dio e che ricreiamo nel Sé Spirituale di ogni essere, nella contemplazione della realtà della vita. Trans luce e trapassa il significato del simbolo, l'onda dell'energia spirituale, raggiunge il bene ultimo che è la coscienza dell'io personale di ciascuno e si evolve in realtà terrestre nella misura che compete e comprende l'uomo che la sta ricevendo. Ogni essere umano la traduce a modo e simbolo per se stesso. Anche nei dettagli egli si perde ricavando da un atto di ricezione quella parte di cui egli ha maggiormente difetto. Attrae ciò di cui ha più bisogno, rimanendo solo leggermente impregnato del restante impulso” Nella riflessione sulla Realtà che ci


28 circonda l'approssimarsi a quanto ci è dato di comprendere però si fa più ampio. La riflessione è l'osservazione attraverso il pensiero dell'anima cosciente, nulla a che vedere con il ragionamento dell'io. La realtà che subisce il ragionamento ha una base finita e dà all'uomo essenzialmente ciò di cui egli ha bisogno nella sua vita quotidiana di essere mortale. La riflessione sorpassa il fatto singolo, non la rapporta al proprio rendiconto ma la rivolge a una Verità che si sente e si può anche non comprendere razionalmente. La riflessione, dipende la crescita spirituale di chi la applica, può anche essere una breve parentesi fine a se stessa. Nella vita dell'anima dell'uomo però essa produce sempre una conseguenza perché rende un azione dell'anima senziente verso l'anima cosciente. Le riflessioni, che proseguono sempre con maggiore forza spirituale durante la vita di esperienze dell'uomo, daranno coerenza e forza a questa coscienza fino a farla arrivare a livello di mente, cioè fino ad avere “l'anima davanti agli occhi” Quel giorno, quell'istante la vita si aprirà a una nuova prospettiva. La sensazione di nuovo in tutte le cose farà sembrare “miracolosa” questa visione, ma in realtà la nostra strada, lastricata di sassi, ci ha portato fin lì a farci ragionare con qualcosa che ognuno di noi ha da sempre posseduto: la nostra anima. L'apparenza è stata tolta e ciò che ora in avanti ci si proporrà come ostacolo, sarà uno stimolo a riflettere liberamente senza i vincoli e le distorsioni del nostro ego individu “La prerogativa dell'uomo di essere “creatore” a sua volta creato si dipana come una matassa lungo la sua esistenza, lascia segnali su ciò che egli produce con la propria mente-io, nelle convinzioni che la realtà, giorno dopo giorno, realizza con le sue esperienze. Queste verità dedotte lambiscono il suo io, facendogli credere di possedere dei limiti e di avere dei desideri che molte volte sono solo illusioni, aspettative che non provengono da una coscienza illuminata da una seria riflessione, ma piuttosto


29 influenzata da desideri a breve termine, nati per soddisfare quella che è la realtà terrestre. Così l'uomo vive la sua vita nella certezza di star facendo ciò che più desidera, fino al giorno in cui egli per una delusione, un impedimento, una negazione qualsiasi, inizia a porsi le prime domande circa le sue reali aspettative. Ma quali aspettative si possono avere da un risultato fine a se stesso? Una civiltà materialistica come la nostra si dibatte in queste problematiche e l'angoscia della mancanza di finalità e valore rende l'essere umano miserevole. Le conseguenze sono la fuga della mente nell'alcool e nelle droghe, in tutte quelle azioni che alienano la personalità da fuori, tanto quanto essa è logorata internamente, nella disperata ricerca di un equilibrio. La depressione “male oscuro” del nostro tempo è la caratteristica unificatrice di tutte queste vie di fuga dalla Realtà-Ragione. Gli stimoli esterni, innumerevoli e allettanti, ci predispongono a cogliere tutti gli aspetti a nostro gusto, piacevoli dell'esistenza, causando fin da giovanissimi un forte squilibrio fra il nostro io e il nostro sé spirituale. Un continuo accumulo di stimoli non analizzati da una anima cosciente, ma vissuti in fretta, con superficialità e che vanno a logorare la mente, distorcendo il significato di ciò che è bene e di ciò che è male per noi stessi. Alla fine fermarsi a riflettere sulla nostra esistenza, non è mai una nostra scelta, ma è la vita che ce lo impone ponendoci davanti un ostacolo importante. La risposta è la crisi, il rifiuto dell'io, fino alla negazione della stessa realtà. Poi subentra la malattia a colmare la nostra volontà a comprenderci ed ad amarci, infine superata quest'ultima giunge il rinnovamento del nostro io”


30 “La creazione di un Universo che sia creato a dimensione di ognuno di noi è il miracolo che avviene se solo ci fermiamo e lasciamo che l'Amore ci parli e che ci mostri quella Realtà, che è la sua Ragione, unica Verità, che dà lo scopo del nostro esistere. Con molta semplicità, è il dare agli altri questo Universo ritrovato in sé, l'aspettativa di ciascuno di noi, ma senza nessun rendiconto mentale e senza volere null'altro, amando semplicemente, con un amore che include se stesso al pari degli altri”


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“L'amore non è sempre facile da scegliere, perché esso non è mai vero se è geloso, possessivo, in questa forma è solo un sentimento egoistico fine a se stesso. Il vero amore è sacrificio dell'io a favore dell'altro, esso non coglie differenze ma solo uguaglianze. Esso richiede il nostro dare incondizionato. Non sempre viene assecondato in realtà, esso traduce la libertà di scelta sia da chi lo dà che da chi lo riceve. Trovare un amore puro di egoismo è una grande fortuna, mantiene intatta la percezione sensibile verso la realtà spirituale. La mancanza d'amore chiude la porta a qualsiasi stimolo e creatività interiore. Esso è importante sia che sia rivolto a se stessi e verso il prossimo. In effetti le due cose sono complementari, datosi che provare vero amore ci predispone ad essere tollerante, a perdonare e a perdonarci”

“Il tempo è opportunità di crescita, quando non si cade nelle abitudini. L'espletarsi di azioni abitudinarie va a rassicurare l'essere umano rendendolo conforme a un disegno che egli ha di se


stesso, questo quadro di personalità che si è crea, che si32è impone di seguire prendendo a modello coloro che gli erano intorno e che sono maggiormente congeniali al suo carattere innato. I legami affettivi costituiscono senz'altro il collante di questi atteggiamenti acquisiti e si definiscono “educazione” sociale e personale dell'essere umano. Ma l'uomo vero, dov'è? Dov'è quell'individuo assolutamente unico e irripetibile creato dal Divino, dalla cui azione si evince la sua diversità. Caratteristiche individuali, talenti e predisposizioni che dovrebbero fungere da slancio vitale si appiattiscono man mano che l'individuo si inserisce nella società. Omologandosi si perde la possibilità di accedere al personale spirituale che maggiormente si evince dal talento ad esprimere la diversità individuale”

“Fare delle scelte è per l’uomo il modo per sentirsi padrone della sua vita e accettandone pienamente le conseguenze egli produce il suo destino. Ma dove finisce la volontà


33 dell’io e inizia la volontà del Sé, che persegue obiettivi diversi, quasi speculari rispetto a quelli limitati e limitanti dell'io?”

“Nella diversità di ognuno si evince la “personalità eterna del Sé” che viene trasmessa all'io, il quale vi interagisce attraverso il talento. Il talento che è stato acquisito in quella determinata nascita viene rivolto a cogliere la diversità spirituale. Quando si osserva un paesaggio, un individuo potrà


coglierne vari aspetti, e se egli ha il talento della pittura34lo rappresenterà facendolo combaciare con la sua “diversità” spirituale. Mai due pittori coglieranno le medesime sfumature.”


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“I sentimenti negativi rinchiudono i vortici energetici, e impediscono l'ingresso dell'energia. Quantunque questo impedimento non è visibile agli occhi umani, esso viene chiaramente percepito nel fisico da tutte le persone. Il senso di pesantezza che danno i pensieri negativi e di leggerezza che danno quelli positivi è conosciuto da grandi e picciniâ€?


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La Creazione E nel Creato, creando T’incontrai, sentir fra i flutti, sentii cantar le acque e M'incendiai di tale canto, e nell’incanto di ciò che sento provai a richiamar attorno un gran variare di tale armonia che Mi riempisse di gioia d’amare di vita Mia creata e di sostanza che agisce, nella vita. Creato il Mio Creato Io Mi ebbi, ciò Che Mi fossi e ciò Che sempre seppi. Quantunque questo Oblia la tua coscienza Di tal bellezza Puoi vedere i frutti.


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“La mente, non può rispondere alla domanda “Chi è Dio?”, perché la visione duale che gli è propria la pone in funzione della creazione stessa e non del Creatore. Nella Creazione il soggetto è l'uomo come componente attivo di percezione divina, preposto a ciò dal Creatore. Se potremmo uscire dallo scopo finale di noi stessi, forse solo allora potremmo intuire Dio. Ma oltre Dio che è il Tutto, non c’è che Dio. “Poniti in funzione di Dio, proprio come un verbo che egli declina, dove il verbo è la forma e lui la Mente che lo plasma. Il verbo che declina se stesso non esiste, è solo Dio che si presta a darti considerazione e a mostrarti la Verità. In funzione alla capacità dell'azione pensante non vi è dunque un segreto, ma un atto d'impossibilità del concepire Dio.


38 La preghiera è un sistema simbolo che il sé trasmette all'io, condizionalo alla visione spirituale di se stesso. La preghiera non si scrive a comando, è un atto d’ amore.

Mi mantieni nella luce del Tuo Amore che dà tolleranza ad ogni cuore. La compassione è la mia espressione e l'esperienza serve da bastone. Dirigi i miei passi con fermezza verso la volontà che mi si addice. E non mi fai mai ingannare da quella persona che vive in me in funzione di se stessa, perché nell'egoismo perderei quella Ragione che è tuo dono . Tu vivi in me o Signore, io sono in Te.


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La realta - Franca Di Prima  

La presenza del nostro Essere Spirituale può essere percepita solo attraverso il cuore che esperisce la realtà della vita

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