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11/2012 – N. 12

11/2012 – N. 12

www.digitalic.it

Carta Rives Dot by

Arjowiggins Creative Papers Foil by

Luxoro Cliché by

h+m

Stampa e nobilitazioni by

Grafica Valdarno Lenticolare by

Visio - Italia Immagine e filmato by

Imagem

Fustellatura by

Ondultecnica Lombarda

Tecnologie e protagonisti dell’ICT


EDITORIALE

Il problema non è eliminare la carta: oltre che impossibile, non è utile. Non lo è dal punto di vista ecologico, né da quello organizzativo e tanto meno per la facilità di utilizzo. La carta è un mezzo e come ogni strumento deve essere usato al meglio delle proprie possibilità, anzi deve essere – se possibile – migliorato, aggiornato. La carta rimane uno degli strumenti più comodi per la lettura, certamente il più piacevole da tenere in mano. Anche i più grandi produttori di soluzioni per la digitalizzazione di documenti (e di stampanti) parlano del mondo paperless (cioè senza carta) come di una chimera. La strada più innovativa – e utile – da seguire è quella di dare alla carta una dimensione digitale, renderla (come recita la nostra copertina) automatica. Aggiungere ai fogli la possibilità di essere riconosciuti, archiviati correttamente, di essere firmati anche a distanza, di essere stampati solo quando serve e sulle macchine più adatte, senza sprechi, in totale sicurezza. Non si può, per un puntiglio, per un’idea preconfezionata di innovazione obbligare persone e aziende a usare procedure e strumenti lontani dai profili di comportamento e di utilizzo delle risorse più dirette. C’è un

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Francesco Marino Direttore Responsabile Digitalic francesco@digitalic.it

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grande ritorno allo strumento più antico per comunicare da parte delle aziende più rivoluzionarie del mondo, come Berg che ha inventato una printer che raccoglie le informazioni dal Web e stampa un quotidiano personalizzato.

“LA CARTA È UN MEZZO E COME OGNI STRUMENTO DEVE ESSERE USATO AL MEGLIO DELLE PROPRIE POSSIBILITÀ” Tutti coloro che operano nel mondo della stampa dovrebbero unire le forze per trovare una nuova dimensione digitale per la carta, in ogni applicazione: dai documenti ai contratti, dai manuali al packaging, dai libri alle riviste. Digitalic, nel suo piccolo, ha sempre creduto nelle infinite potenzialità della carta e su questa convinzione ha costruito il suo progetto. Alla carta abbiamo aggiunto una nuova dimensione tecnologica, con la nostra App per iOs e Android, che integra nuovi contenuti nelle pagine. Grazie alla realtà aumentata appaiono video e modelli 3D esplorabili, all’interno delle rubriche, e questo mese anche in copertina. Provatela: vedrete quanto sia potente l’associazione degli atomi della carta con i bit delle applicazioni software.


SOMMARIO

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Anno 2‚ numero 12‚ novembre 2012 www.digitalic.it Registrazione Tribunale di Milano n. 409 del 21/07/2011 ROC n. 21424 del 3/08/2011 Testata volontariamente sottoposta a certificazione di tiratura e diffusione in conformità al Regolamento CSST Certificazione Editoria Specializzata e Tecnica per il periodo 1/10/2011-31/12/2011

48 AVVIO

TECNOLOGIA 8

Photo L’arte di lavorare al pc Geografia La mappa del sapere

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White Paper La tecnologia rielabora tutto

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MERCATO Smau Report La fiera dei protagonisti

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Digireport Acquisizioni e canale il motore dell’evoluzione

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Creative Park La bambina che rivoluzionò la fotografia

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Software Ecco Windows 8, la più grande sfida di Microsoft Digitalk - Carta automatica - Quando alla carta si aggiunge una “e”

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Digitalk Mondi virtuali, sicurezze reali

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Punto G Una goccia verde nel mare del cinema

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WEB SOCIAL CLUB Marketing Side Il marketing dei Paninari

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7 13 3 - II cop 17 57 - 59 43 24 - 25 9 23 - 40 - 41 IV cop 50 5 63

2Social Ti interessa di me?

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Mad4It App-unto…

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Imagem iStockphoto Lenovo Luxoro Nital Panda Security Rds Webprinting Snt Technologies Synology Systematika Tech Data - McAfee Visio Italia V-Valley

Direttore Responsabile: Francesco Marino - francesco@digitalic.it Caporedattore: Marco Lorusso - marco@digitalic.it Responsabile di Produzione: Raffaella Navarra - produzione@mmedia.info Hanno collaborato: Mauro Baldacci, Amir Baldissera, Luca Bastia, Edoardo Bellocchi, Barbara Bonaventura, Alessio Ferri, Sara Fevola, Pierantonio Macola, Riccardo Pirana, Matteo Ranzi, Daniela Schicchi, Antonella Tagliabue, Elena Veronesi. Progetto grafico e impaginazione: Davide Spagnuolo/BluLapis s.n.c. Pubblicità e Pubblicità Web Ufficio Traffico: adv@mmedia.info Ufficio Abbonamenti: abbonamenti@mmedia.info Una copia euro 3,90 - Arretrato euro 7,80 Abbonamento annuale (11 numeri) Italia euro 33,00 - Estero euro 66,00 http://www.digitalic.it/wp/abbonati Stampa: RDS WEBPRINTING s.r.l. via Belvedere, 42 - 20043 Arcore (MB) Cellophanatura: NUOVA EFFEA s.r.l. v.le Lombardia, 51/53 - 20861 Brugherio Mi

SHUTDOWN

Alias Apc by Schneider Electric Arjowiggins Creative Papers Aten Charme & Relax Computer Gross - J.Soft - Microsoft Computer Gross - J.Soft - Symantec Evolution Fortinet F-Secure 39 Grafica Valdarno Hitachi Data Systems Ibm Idc

Periodicità: 11 numeri Tiratura media:15.250 copie Diffusione media:14.450 copie Certificato CSST n. 2011/2247 del 27/02/2012 Società di Revisione: REFIMI

MMEDIA s.r.l. via Vittorio Emanuele II, 52 - 20900 Monza (MB) tel. 039.2301393 - fax 039.2326449

77 67 21 III cop 35 33 79 55 37 47 44 - 45 68 - 69 28 - 29 - 30 - 31

Informativa ex D.Lgs 196/3 (tutela della privacy) MMedia s.r.l., Titolare del trattamento, tratta, con modalità connesse ai fini, i suoi dati personali, liberamente conferiti al momento della sottoscrizione dell’abbonamento od acquisiti da elenchi contenenti dati personali relativi allo svolgimento di attività economiche ed equiparate per i quali si applica l’art. 24, comma 1, lett. d del D.Lgs n. 196/03, per inviarle la rivista in abbonamento od in omaggio. Potrà esercitare i diritti dell’ art. 7 del D.Lgs n. 196/03 (accesso, cancellazione, correzione, ecc.) rivolgendosi al Responsabile del trattamento, che è il legale rappresentate di MMedia s.r.l., presso MMedia s.r.l., nella sede operativa di via Vittorio Emanuele II, 52 - 20900 Monza (MB). Gli articoli e le fotografie, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Tutti i diritti sono riservati; nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta, memorizzata o trasmessa in nessun modo o forma, sia essa elettronica, elettrostatica, fotocopia ciclostile, senza il permesso scritto dall’editore. L’elenco completo ed aggiornato di tutti i Responsabili del trattamento è disponibile presso l’Ufficio operativo, Vittorio Emanuele II, 52 - 20900 Monza (MB). I Suoi dati potranno essere trattati da incaricati preposti agli ordini, al marketing, al servizio clienti e all’amministrazione e potranno essere comunicati a società esterne per la spedizione della Rivista e per l’invio di nostro materiale promozionale. Annuncio ai sensi dell’art 2 comma 2 del “Codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio della attività giornalistica”. La società MMedia s.r.l., editore della rivista Digitalic rende noto al pubblico che esistono banche dati ad uso redazionale nelle quali sono raccolti dati personali . Il luogo dove è possibile esercitare i diritti previsti dal D.Lg 196/3 è l’ufficio del responsabile del trattamento dei dati personali, presso la sede operativa delle segreterie redazionali (fax 039.2326449).

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PHOTO

Lavorare al pc è un’opera d’arte e non solo per chi con il computer realizza immagini mozzafiato o grafiche d’impatto. Tutti noi con il mouse realizziamo movimenti che tracciano disegni affascinanti. L’opera d’arte moderna che state ammirando non è altro che questa rubrica stessa. Sono i movimenti fatti dal mouse per realizzare questa pagina: sono state infatti registrate le evoluzioni del mouse nel periodo necessario a recuperare le informazioni e a scrivere queste righe. Esiste un software che permette di registrare i percorsi e le pause del mouse: si chiama io-graph (http://iographica. com/). Nell’immagine le linee rappresentano i movimenti e le sfere nere i periodi in cui il mouse è rimasto fermo.

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GEOGRAFIA

Ottocentomila voci, una mappa che sembra una termografia del mondo: state osservando la distribuzione geografica di tutte le voci di Wikipedia in inglese e francese. Una sorta di mappamondo del sapere online. Ogni puntino che vedete rappresenta (a seconda del colore) 10, 250, 500, 1.000 o più voci (quando è bianco) che si riferiscono a quel determinato punto geografico. Più è chiaro il pixel, più sono presenti descrizioni nell’enciclopedia mondiale di quella particolare zona. L’area più “illuminata” è l’Europa, mentre diversi altri luoghi del mondo sono “spenti”. La mappa è stata creata da TraceMedia che ha utilizzato il sistema di analisi dei dati di Wikipedia ideato dall’Oxford Internet Institute. Sono possibili diversi tipi di ricerca, limitando i campi di interesse. Potete provare la mappa interattiva all’indirizzo http://www.tracemedia.co.uk/ mapping_wikipedia/.

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0 - 99 100 - 249 250 - 499 500 - 999 1000 +

Word Count


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NEWS

«Un anno di cambiamenti, di sfide dure e di emozioni forti». Così Lorenzo De Pietri, direttore marketing di SNT Technologies, ha dato il via all’atteso e sentito 8° Partner Day. Il tradizionale evento che l’azienda di Carpi dedica alla sua squadra di rivenditori e partnervendor, quest’anno si è infatti tramutato

in qualcosa di molto particolare. All’inizio del 2012 la società è stata infatti messa a dura prova da un evento di fortissima intensità e impatto: la prematura scomparsa di Alfio Gozzi, amministratore delegato della società e volto storico di aziende come Fujitsu e Siemens. Così, come è normale e come era naturale, il Partner Day (andato in scena nella splendida Villa Mattarana alle porte di Verona) si è tramutato in un vero e proprio “Memorial Alfio Gozzi” in cui tutto il canale si è compattato intorno alla storica società emiliana. «Volevamo avere con noi tutti coloro che in un momento difficile ci hanno sostenuto e compreso, per dedicargli un grazie molto particolare» ha spiegato De Pietri. Un grazie che ha preso anche le sembianze di una serie di annunci e momenti di confronto di grande interesse. Dalle novità per il canale legate all’arrivo di Windows 8, all’accordo che SNT Technologies ha stretto con un vendor come Sharp, fino ad arrivare al punto della situazione sulla storica partnership con Fujitsu, presente all’evento con tutte le ultime novità e con Emanuele Baldi, channel sales director di Fujitsu Technology Solutions.

Gestire in maniera efficace le informazioni critiche, controllare e rendere più efficienti le applicazioni cruciali per il business. Esigenze pressanti, inderogabili e strategiche per un mondo aziendale che cerca negli operatori di canale dei consulenti capaci di rendere semplici simili sfide. Un’occasione alla portata di molti ma non di tutti. Un deciso passo in avanti in questo senso e un esempio da studiare è quello di una realtà come Ifi Consulting. Il var emiliano si è mosso da tempo in questa direzione stringendo uno strategico accordo con Ipanema Technologies. La società francese, infatti, fornisce alle aziende una connessione diretta tra le prestazioni delle applicazioni e i loro requisiti aziendali, che consente ai clienti di vedere in qualsiasi momento

quali applicazioni vengono utilizzate dai dipendenti. «Le applicazioni sono oggi perni fondamentali delle aziende; noi assistiamo a un aumento di richieste da parte dei nostri clienti che va oltre la tradizionale garanzia di disponibilità di rete: oggi si necessita anche della garanzia delle applicazioni cruciali – spiega Jesusleny Gomes, brand manager di Ifi Consulting –. Grazie alla nostra partnership con Ipanema riusciamo a fornire servizi Aan (Application aware networking) a società di medie e grandi dimensioni e ad aziende multisede».

Le voci, le emozioni e le novità in esclusiva dall’8° Partner Day di SNT Technologies sono disponibili collegandosi tramite il QR code a questo breve, ma intenso reportage

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Jesusleny Gomes, brand manager di Ifi Consulting

Innovazioni dell’ultimo hypervisor storage abbinate alla nuova offerta commerciale e di noleggio perfettamente calibrate sulla realizzazione di infrastrutture di storage cloud. È quello che DataCore Software è in grado di offrire attraverso SANsymphony-V 9.0 alle organizzazioni che stanno progettando la realizzazione della propria cloud privata, ai data center di grandi dimensioni e ai Cloud Service Provider (CSP). Con SANsymphony-V 9.0, alle innovazioni di tipo tecnologico dell’ultimo hypervisor storage, DataCore abbina una nuova offerta commerciale e di noleggio che si adatta alle esigenze delle singole infrastrutture di storage cloud, indipendentemente dalle dimensioni. «Con noi lo storage cloud è semplice da adottare e ha caratteristiche di grande flessibilità in funzione delle singole esigenze - ha affermato George Teixeira, President e CEO di DataCore Software - I moduli IaaS supportati da SANsymphony-V 9.0 orchestrano il coordinamento dinamico tra le scelte a disposizione degli utilizzatori del servizio e i dispositivi di storage adeguati a rispondere alle loro esigenze».


L’imbattibile protezione dell’alimentazione oggi riduce anche i costi energetici.

Solo il nuovo Back UPS di APC offre il piÚ alto livello di protezione dell’alimentazione e un reale risparmio energetico. Riduzione dei costi con Back-UPS

Per anni vi siete affidati all’unità Back-UPS™ per proteggere la vostra azienda dai costosi tempi di fermo causati da problemi di alimentazione. Oggi, il nuovo Back-UPS offre ulteriori vantaggi. Il suo design altamente efficiente consente di ridurre sensibilmente il consumo di energia, iniziando a risparmiare non appena viene collegato. Solo Back-UPS garantisce disponibilità continua dei dispositivi elettronici e riduzione costante del consumo di energia.

Caratteristiche esclusive di efficienza energetica

Le uscite a risparmio energetico disattivano automaticamente l’alimentazione dei dispositivi non utilizzati quando il computer e le periferiche sono spenti o in standby. La regolazione automatica della tensione (AVR) corregge automaticamente i fenomeni di sottotensione e sovratensione senza utilizzare la batteria. Grazie al bypass AVR brevettato, il trasformatore si attiva solo quando è necessario e si disattiva automaticamente quando l’alimentazione è stabile. Inoltre, il design altamente efficiente di APC™ by Schneider Electric™ riduce il consumo energetico quando la qualità dell’alimentazione è sufficiente ed estende i tempi di funzionamento a luci spente. Grazie alle caratteristiche di risparmio energetico inutili e costosi sprechi di elettricità vengono eliminati con un conseguente risparmio di circa  ALLANNO)NOLTRE LAGESTIONEDEGLIATTUALI"ACK 503 ÒESTREMAMENTESEMPLICEGRAZIEAUN,#$INTEGRATOCHECONSENTEDIAVERESEMPRE a portata di mano informazioni diagnostiche.

AffidabilitĂ  assicurata per qualsiasi esigenza aziendale

La pluripremiata unità Back-UPS garantisce protezione affidabile dell’alimentazione per una vasta gamma di applicazioni, dai computer desktop e portatili, alle reti cablate e wireless, ai dispositivi di archiviazione esterni. La nuova unità APC Back-UPS assicura l’affidabilità necessaria a garantire continuità operativa e protezione efficace contro interruzioni di corrente impreviste e sprechi energetici.

White Paper

Dispositivi elettronici sempre in funzione e riduzione del consumo energetico Sono disponibili modelli Back-UPS con le caratteristiche e la capacitĂ  di autonomia piĂš adatte alla propria applicazione. Inoltre, molti modelli sono stati progettati con funzioni di risparmio energetico per ridurre i costi.

Back-UPS serie Pro ad alte prestazioni Le unità Back-UPS Pro ad alte prestazioni offrono elevata efficienza energetica e costi ridotti. Le uscite a risparmio energetico disattivano automaticamente l’alimentazione dei dispositivi non utilizzati quando il computer e le periferiche sono spenti o in standby, eliminando inutili sprechi di elettricità. (BR550GI sopra illustrato)

BE550G-IT: straordinaria efficienza energetica L’unità è dotata di innovative uscite a risparmio energetico che interrompono automaticamente l’erogazione elettrica ad uscite controllate quando il computer collegato all’uscita host non è attivo, eliminando inutili sprechi di elettricità. sUSCITE s7ATT6! sMINUTIDIAUTONOMIAMASSIMA s0ROTEZIONECAVOCOASSIALEETELEFONORETE

BE700G-IT: grande convenienza L’unità è basata su un design ultra-efficiente che consente un consumo minore durante il normale funzionamento rispetto alle altre batterie della stessa categoria, permettendo di ridurre i costi elettrici. sUSCITE s7ATT6! sMINUTIDIAUTONOMIAMASSIMA s0ROTEZIONETELEFONICA

Scegliere la migliore Soluzione UPS! Visitate il sito Web www.apc.com/promo Codice chiave N. Verde 800 905 821

Š2012 Schneider Electric. All Rights Reserved. Schneider Electric, APC, Legendary Reliability, and Back-UPS are trademarks owned by Schneider Electric Industries SAS or its affiliated companies. !LLOTHERTRADEMARKSARETHEPROPERTYOFTHEIRRESPECTIVEOWNERSWWWAPCCOMs ?)4?$


WHITE PAPER 14

LA TECNOLOGIA RIELABORA TUTTO Daniela Schicchi “Schicchina, tu farai la giornalista”. Così ha avuto inizio tutto, credo. 26 anni, appena laureata in una materia che non c’entrava nulla con il giornalismo, con un direttore fantastico al quale devo molto (Sergio Meda) e una totale inesperienza. Da lì sono passati 12 anni. Ho bazzicato tra testate di sport e fitness, gossip, digital printing, beauty, salute, sanità e un’agenzia di comunicazione per arrivare – infine – al Grande Salto. Quello nella Rete e nella consulenza della libera professione. Un percorso fatto di incontri, apprendimento, curiosità, risate e parecchie arrabbiature. Ho scoperto che le parole possono essere fantastiche. Ho toccato con mano la bellezza di supporti unici e portenti della tecnologia in grado di realizzare “quasi” tutto. Ho imparato che per comunicare bisogna andare al passo con i tempi e che, per stare al passo con i tempi, bisogna rimettersi in gioco tutti i giorni.

Un amico in copertina: si tratta di un robottino in grado di raccogliere la carta e trasformarla, perché tutto passa per il mondo dell’innovazione. Ed ecco i nostri fantastici partner che si sono cimentati nell’ennesima, affascinante

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sfida-avventura all’insegna del gioco e della tecnica.

C’è bianco e bianco Il gioco di parole è perfetto per introdurvi Rives Dot Extra Bianco da 350 grammi, la carta firmata Arjowiggins Creative Papers per questo numero 12. Dot, ispirata alle fibre tecniche dell’abbigliamento sportivo,

ARJOWIGGINS CREATIVE PAPERS Arjowiggins Creative Papers, produttore e leader nel settore delle carte creative, commercializza brand ben noti quali: Conqueror, Opale, Inuit, Curious Collection, Keaykolour, Rives e Pop’Set. Carte per rendere unica qualunque applicazione. I prodotti sono certificati FSC con un’offerta di carte 100% riciclate premium, oltre al fatto che la gamma Conqueror è classificata CarbonNeutral in molti Paesi. L’attenzione per il mondo dei creativi è supportata da “The Blank Sheet Project”, la piattaforma che aggrega la comunità creativa invitandola a lasciare il segno nel mondo in modo responsabile dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Iniziativa che continua a ispirare nuove idee grazie ad ambasciatori di fama internazionale. www.arjowigginscreativepapers.com

insieme a Shetland, Tweed e Basane è una delle texture della gamma Rives. Perfetta per comunicazioni eleganti e raffinate, oltre che fiore all’occhiello del noto gruppo cartario, è certificata FSC come tutte le altre carte della gamma. A questo si aggiunge il fatto che alcune delle finiture sono anche disponibili nella versione 100% riciclata,

GRAFICA VALDARNO Grafica Valdarno è protagonista innovativo della comunicazione stampata. Azienda molto speciale nel panorama delle arti grafiche italiane per la sua profonda cultura tecnica, frutto di oltre mezzo secolo di attività e soprattutto di un inesauribile sperimentalismo di prodotti e materiali da stampa, è apprezzata a livello nazionale e internazionale per la sua capacità di combinare tecniche, superfici e idee in modo unico e ogni volta sorprendente. L’azienda produce una gamma completa di strumenti per la comunicazione modulati sulle specifiche identità dei committenti: specializzata negli stampati di pregio e nel packaging d’alta gamma per i settori della cosmetica, moda, gioielleria e lusso, Grafica Valdarno si distingue anche nella comunicazione tecnica e commerciale per il valore aggiunto delle sue proposte di stampa e finitura. www.graficavaldarno.it


IMAGEM

Luxoro ha scelto la via della qualità e delle tecnologie più innovative nel settore delle foglie per stampare a caldo. Luxoro è partner esclusivo del gruppo Kurz in Italia dal 1968, leader sul mercato internazionale. I prodotti sono divisi per settore: industria grafica, decorazione della plastica, industria del legno e del mobile, settore moda, nastri per trasferimento termico, codifica, protezione del marchio, card, biglietteria e macchine per la stampa a caldo. www.luxoro.it

VISIO ITALIA-INFOSYSTEM

VISIO ITALIA

Nel 2006, un’azienda informatica guidata da Stefano Aquilanti, che da diversi anni sviluppava software in vari campi applicativi, vuole intraprendere una nuova strada, mai percorsa in Italia: scommettere sulla possibilità di realizzare una moderna applicazione software per produrre immagini lenticolari. Mettendo a punto

tecniche informatiche, algoritmi ottici e tecniche di stampa evolute nasceva allora il progetto 3DStar. Il percorso conoscitivo portava a sperimentare tecnologie di stampa avanzate, necessarie per migliorare la qualità del lenticolare. Essere allo stesso tempo programmatori e sperimentatori ci ha consentito di adeguare continuamente il nostro software per rispondere alle mutevoli esigenze delle tecniche di stampa e del mercato. Oggi, tutte queste conoscenze confluiscono in Visio Italia, la nuova realtà aziendale diretta da Dalila Aquilanti, che si occupa esclusivamente della diffusione delle tecnologie di stampa lenticolare. www.visioitalia.com

proprio nel rispetto di una politica aziendale sempre attenta all’ambiente. Completa l’offerta di Rives un vasto assortimento di buste disponibili in vari formati che la rendono perfetta per qualunque occasione.

Un tuffo nel mondo dei giochi Imagem ha rielaborato l’immagine di partenza del robot, tuffandosi nel mondo dei giochi e sviluppando l’idea

che, per i quarantenni di oggi, pensare ad automatismi o a sistemi meccanizzati riporta alla mente i primi robot giocattolo in latta, squadrati e un po’ ingenui. Da qui, gli strumenti di computer grafica di Carlo Magrì, hanno dato forma a un giocattolo con tanto di tenaglia, trivella e lampadine a incandescenza. Un personaggio che mangiasse e digerisse Digitalic trasformandolo in bit e dati. Da un punto di vista

Imagem è costituita da un team di architetti, ingegneri, grafici, fotografi e compositori, in grado di seguire con le giuste competenze tutte le fasi di un prodotto multimediale, dalla sua ideazione alla sua modellazione, dall’animazione sino alla colonna sonora originale. Grazie a questo particolare approccio multi-disciplinare, tutto il team può spaziare nelle varie aree della comunicazione e del marketing, garantendo risultati originali e mai convenzionali. Carlo Magrì, in particolare, architetto e musicista, si occupa da più di quindici anni di comunicazione, computer grafica, modellazione tridimensionale e visualizzazione fotorealistica nell’ambito dell’architettura e del design. Collabora con varie testate giornalistiche nazionali e con software house italiane ed internazionali per le fasi di sviluppo e testing di programmi. Insieme a Paola Samoggia ha dato vita nel 2007 ad Imagem srl. www.imagem.it

tecnico la ricerca grafica è stata volta a simulare vari tipi di metallo: dall’acciaio spazzolato alle vernici tipiche dell’automotive, con effetti cangianti e piccoli elementi brillanti.

La luce del robot Si fa presto a dire robot: per essere il “vero” e concreto protagonista che avete ora tra le mani, il nostro robottino è stato pensato nei colori metallizzati del mondo automobilistico e riprodotto da Grafica Valdarno grazie a una complessa combinazione di tecniche di stampa. Rendere al meglio

RISORSE

LUXORO

http://minimegaprint.com Effetti speciali per impreziosire la stampa: rilievo, lucidatura, vernici profumate, colori fluo e glitter iridescenti. Queste le proposte firmate da Minimegaprint e presentate nel nuovo campionario delle nobilitazioni serigrafiche. Realizzato in un pratico formato pocket, può essere richiesto gratuitamente registrandosi sul sito dell’azienda. L’esclusivo campionario guiderà il cliente alla scoperta delle finiture speciali che possono contribuire a dar vita a progetti di stampa unici. Il formato pocket rilegato a spirale è stato progettato per essere un vero e proprio strumento per addetti ai lavori.

www.zundlab.com Zund S3 ha spopolato a Viscom 2012. Distribuito in Italia da ZundLab (grafica) e Logics (packaging e cartotecnica), il nuovo rivoluzionario plotter multifunzione per taglio e fustellatura ha dato spettacolo, richiamando l’attenzione di un ampio pubblico. Successo anche per le applicazioni più “eco” e di design realizzate con i sistemi Zund in esposizione a Green Trail e Viscom Boutique. Qui hanno richiamato particolare attenzione i mobili in cartone della linea Ecodesign Lessmore di Giorgio Caporaso, tutti tagliati e rifiniti con i plotter Zund.

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RISORSE

WHITE PAPER

www.rolanddg.it Roland DG Mid Europe apre un Social Shop nel suo sito Internet e rende disponibile la nuova guida alla personalizzazione, che contiene oltre cinquanta applicazioni grafiche realizzabili con le periferiche Roland stampa&taglio. Il Social Shop è una pagina Web dove sono raccolte tutte le guide di Roland scaricabili in maniera gratuita: grazie alla funzione “Pay with Facebook” o “Pay with a Tweet”, è possibile effettuare il download della guida “pagando” con una semplice condivisione sul proprio canale Facebook o Twitter. In pratica, il visitatore può scaricare contenuti dando in cambio visibilità al contenuto stesso. Una maniera sociale per usufruire gratuitamente dei contenuti e per diffonderli tramite la Rete e i principali canali social.

la tridimensionalità e l’effetto metallico non era certo un compito facile su una carta naturale e microgoffrata come la Rives Dot di Arjowiggins Creative Papers, ovvero su una superficie non “uniforme” e “liscia”, perciò molto più impegnativa da stampare rispetto a un supporto patinato, soprattutto quando deve accogliere una metallizzazione a caldo di così ampie dimensioni. Infatti sia la sagoma del robot, sia gli altri elementi della cover sono stati per prima cosa stampati a caldo in lamina d’argento, per poi essere sovrastampati a cinque colori con inchiostri UV. Grafica Valdarno ha sfruttato la sua lunga esperienza in questo tipo di tecnica per far “trasparire” il metallo della lamina sotto la quadricromia, così da ottenere l’effetto metallizzato voluto, e soprattutto per creare – grazie a un uso sapiente del bianco UV – tutti quei punti luce sull’argento che conferiscono rotondità alle forme, ottenendo lo straordinario risultato che vedete.

Lamina e cliché, alleati inseparabili Un robot non poteva non scintillare, secondo la più antica tradizione della fantasia fatta realtà. Ed ecco arrivare l’argento di Luxoro stampato a caldo e poi sovrastampato in quadricromia a dare il riuscito effetto metallico al nostro automa in copertina. La lamina utilizzata è Alufin Gio N, prodotto perfetto proprio per la sovrastampa successiva. Per dare profondità e movimento, poi, è stato

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HINDERER & MUEHLICH

ONDULTECNICA LOMBARDA

h+m è sinonimo di innovazione e accuratezza nel mercato della stampa a caldo. Ecco perché Luxoro si avvale della collaborazione di h+m (azienda partner di Kurz) con oltre 40 anni di esperienza nella produzione di accessori e attrezzature per la stampa a caldo, per realizzare i suoi pregiati prodotti. L’azienda è leader, infatti, nella realizzazione di clichés e tecnologie ad alta precisione mirate a un risultato finale simbolo di vera eccellenza. Caratteristica che fa di h+m un partner sempre affidabile per un successo garantito. www.hinderer-muehlich.de

Da oltre quarant’anni Ondultecnica Lombarda realizza, con carta e cartone, tutte le idee dei propri clienti. La versatilità delle sue tecnologie e l’esperienza del personale lasciano totale libertà nella scelta del materiale da lavorare. I pilastri di questa attività sono rappresentati da lavorazioni quali: fustellatura, accoppiatura, taglio, incollatura e confezionamento per realizzare espositori da banco, da terra, totem, cartelli vetrina fino alle scatole, ai cofanetti, ai raccoglitori e agli inviti personalizzati e imbustati o ai prodotti “su misura” ondemand.

utilizzato un altro gioiellino di cliché, frutto del sapiente lavoro di Hinderer + Muehlich, partner d’eccezione di Luxoro per tutto quello che riguarda la fornitura di strumenti di nobilitazione degli stampati. Due assi per un risultato sempre d’eccezione.

Eppur si muove! Il risultato finale di questo nostro amico è frutto del lavoro di stampa di Visio Italia che ha realizzato il lenticolare per riuscire a far muovere gli ingranaggi all’interno del “visore”. L’effetto animato è stato ottenuto con sedici fotogrammi, frutto di una lastra lenticolare a settantacinque linee, il tutto condito con una strategica stampa offset UV: in tal modo

è stato dato il giusto tono ai colori, per rendere tutta la cover ancor più viva e vera.

La fustella che rivela La fustellatura della copertina è opera di Ondultecnica Lombarda. La fustella è stata realizzata con il relativo estrattore, ottenendo la cover già pronta per la successiva lavorazione in legatoria. Anche se in questo caso si tratta di un piccolo formato, Ondultecnica arriva a lavorare fino al formato 100x140 cm in Bobst e fino a 120x160 cm sulla platina Rabolini. A completamento della confezione della copertina è stato applicato il lenticolare mediante un’incollatura a registro con quattro punti di colla a caldo.


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SMAU REPORT

La fiera dei

protagonisti

UN’EVOLUZIONE COMPLETA, CONCRETA ED EFFICACE. UN’EVOLUZIONE CHE HA CONVINTO I GRANDI NOMI DEL MONDO ICT A TORNARE PROTAGONISTI DELLA PIU’ IMPORTANTE MANIFESTAZIONE IT ITALIANA. SMAU 2012 E’ STATO SOPRATTUTTO UN’OTTIMA FIERA PROFESSIONALE. IL REPORTAGE, LE VOCI E LE NOVITA’ IN ARRIVO Marco Lorusso

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In principio è sempre una scala, un trapano, rumore, tante idee, tensioni, dubbi, grandi aspettative, speranze… Come Sanremo, Natale, l’Estate anche quest’anno Smau è tornato a bussare alla porta del mercato proprio alla vigilia del momento più intenso e decisivo, quello in cui i conti possono e devono tornare. Qualcuno ha confermato la sua storica presenza, altri sono tornati dopo una lunga assenza, altri hanno debuttato per la prima volta, altri ancora erano presenti per raccontare il loro imminente cambio di pelle. Alla fine, come sempre, le domande che aleggiano nei salotti buoni del mondo IT sono le stesse: “Come è andata? C’erano ancora gli zainetti?”. Dopo tre intensissimi giorni di fiera, la risposta è che

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Smau ha ormai completato la sua profonda evoluzione, diventando a tutti gli effetti una importantissima manifestazione professionale in cui manager, aziende e soprattutto operatori di canale hanno l’opportunità di incontrarsi, formarsi, certificarsi e scoprire decisive occasioni di business. Mai come quest’anno, poi, l’accento di buona parte degli operatori presenti è stato posto sul canale, sui rivenditori, sui progetti a valore e sulla profonda evoluzione che queste realtà sono chiamate a compiere con l’avvento di nuovi paradigmi tecnologici come cloud, virtualizzazione, mobility, Smart City, ecc. Ma veniamo ai numeri che, come sempre, sono uno dei più affidabili specchi della realtà. La 49° edizione di Smau 2012 si è chiusa registrando oltre 53.000 visitatori che hanno toccato

con mano le oltre 500 novità in mostra e partecipato ai 600 workshop in programma. In questa tre giorni Smau ha affrontato i temi più caldi delle ultime settimane. L’Agenda Digitale è stata al centro del convegno inaugurale e ha fatto un po’ da cappello all’intero evento. Il mondo dell’innovazione ha apprezzato e risposto presente con il suo apporto migliore, fatto di idee, progetti ma anche di nomi: Sap, Cisco, Dell, Intel, IBM, Fujitsu, Olivetti, Telecom Italia, HP, McAfee, Apc by Schneider Electric, Sophos, Kaspersky Lab, Epson, Vodafone, Zucchetti, ecc. Presente e protagonista anche la pubblica amministrazione con la Regione Puglia, la Regione Lombardia, la Regione Friuli Venezia Giulia, la Provincia Autonoma di Trento e la Regione EmiliaRomagna. Smau, dunque,


si è confermato il simbolo del mercato dell’innovazione, un mercato che ha la forza e la voglia di rilanciare il nostro Paese, così come è stato riconosciuto dallo stesso ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, intervenuto in diretta telefonica all’evento di inaugurazione in merito al recente decreto legge “Crescita 2.0”. Il ministro ha risposto alle domande di Umberto Bertelè e Andrea Rangone del Politecnico di Milano, puntando l’attenzione sulle opportunità per le imprese ICT derivanti dalle nuove misure previste e sul ruolo fondamentale delle startup. E adesso? «La corsa continua anche nel 2013 – racconta Pierantonio Macola, amministratore delegato di Smau –. Il nuovo tour attraverso l’Italia per portare l’innovazione a casa delle imprese partirà da Bari il 6 e 7 febbraio e toccherà le città di Torino il 27 e 28 febbraio, Roma il 20 e 21 marzo, Padova il 17 e 18 aprile, Bologna il 5 e 6 giugno e Milano dal 16 al 18 ottobre».

nuove strade e nuove idee di business. «La partecipazione a Smau ci offre l’occasione per una riflessione sul futuro – ha spiegato Silvia Candiani, direttore marketing & operations Microsoft Italia – che affrontiamo con maggior ottimismo, visti gli interventi a tutto campo che il governo sta mettendo in atto per il rilancio dell’economia, usando soprattutto la leva del digitale». «Anche l’edizione di quest’anno ci ha riservato numerosi momenti di confronto con le realtà del luogo – ha spiegato Luca Romani, regional channel manager Intel Italia & Svizzera –, fondamentali per arricchire il nostro sostegno a chi fa della tecnologia il

suo core business». «Smau – ha spiegato Stefano Venturi, amministratore delegato di HP Italia – ha messo al centro il tema della competitività che, nell’attuale scenario economico, è un obiettivo improrogabile e soprattutto un augurio che noi (imprese, istituzioni, cittadini) dobbiamo fare al nostro Paese».

Tanto Trade Come era normale e lecito attendersi, nell’ambito di questo forte e continuo aumento del focus sul mondo professionale, Smau è diventato un appuntamento cruciale per gli operatori del canale indiretto, per tutte quelle realtà che con

l’innovazione ci vivono e fanno business e che hanno la grande responsabilità di portare il cambiamento all’interno delle nostre aziende. «Anche con la nuova versione Business One On Demand, specifica per il cloud, abbiamo voluto mantenere i partner al centro della nostra offerta, visto che è a loro che dobbiamo il notevole successo di Business One – ha sottolineato Massimiliano Ortalli, ecosystem & channel director di Sap Italia, durante la presentazione avvenuta a Smau 2012 delle novità dedicate alla linea specifica di gestionali di Sap per l’universo delle Pmi –.

Uno Smau, tante facce, mille idee Quest’anno dunque – forse mai come prima – Smau è stato soprattutto una bella fiera professionale, fatta di relazioni e di contenuti. Pieni, pienissimi come sempre i numerosi workshop organizzati durante l’evento sui temi di maggiore attualità a testimonianza di una grandissima voglia di ripartire e provare a fare della complessità che attanaglia il mercato, una preziosa opportunità per esplorare

Da IBM a Magirus, attraverso questi QR code il meglio di Smau

L’esperienza di Evolution

I risultati raccolti da Achab

La stampa creativa al debutto

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SMAU REPORT Forte di oltre 36.000 clienti in tutto il mondo, 2.000 dei quali in Italia, Business One rappresenta un fenomeno in crescita costante, tanto che oggi, su 100 clienti Sap, 28 sono attivi proprio su questa specifica offerta, che può anche contare sull’opera di più di 300 software solution partner, che hanno finora sviluppato con oltre 500 verticalizzazioni. Peculiarità di Sap Business One è quella di essere veicolata esclusivamente attraverso il canale, con più di 600 partner nel mondo, dei quali 60 operanti in Italia». «Da quando il mercato ha mostrato segni di rallentamento, non abbiamo cambiato la nostra strategia, che prevede sempre di contare sui partner per la totalità del nostro business – ha poi spiegato Eric Moyal, partner and commercial segment director di Cisco Italia –. Però abbiamo intensificato il nostro focus verso l’ambito delle imprese piccole e medie con programmi specifici in aggiunta al programma Partner+. Abbiamo anche ampliato il canale con nuovi partner, soprattutto nelle aree video collaboration e data center virtualization».

In occasione di Smau 2012, Digitalic è stata protagonista con un grandissimo village che ha avuto l’onore di ospitare alcune delle più importanti e innovative aziende del mercato IT: Autodesk, Panda Security, Evolution, CA Technologies, Magirus, Wildix, Aten, ZyXEL. Il village ha dato spazio anche ad alcune interessanti realtà della stampa creativa e del design, entrate a far parte dell’ecosistema Digitalic fin dalla sua nascita: Ci-

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Il valore del software Verso il canale ma, soprattutto, verso nuove competenze in ambito software sembra andare un vendor come Apc by Schneider Electrics. «Il trade – racconta Fabio Bruschi, direttore canale Europa di Apc by Schneider Electrics – è impegnatissimo a superare questo periodo non brillante. Si tratta di una lunga fase di complessità che sta fiaccando chi non ha le spalle coperte e sta favorendo l’aggregazione di più realtà sul territorio dando vita a nuove tipologie di partner con maggiori competenze. Che è poi la strada che stiamo seguendo noi, focalizzandoci moltissimo proprio sulla specializzazione di partner, in ambito data center, efficientamento energetico e, a breve, con un programma specifico sul software. Quest’ultimo in particolare è a nostro avviso una delle migliori leve sulle quali il canale deve puntare per aggiungere valore alla propria offerta. Avremo due livelli di specializzazione che cercheremo di differenziare e riconoscere, come sempre, con un supporto specifico fatto di registrazione delle opportunità di scoutistica». Di canale e di valore

emmeci Lightmark, Getty Images, Arjowiggings Creative Papers, Luxoro, Pi-Emme. «Siamo tornati anche quest’anno convinti della formula – spiega Domenico Fusco, direttore vendite di Panda Security Italia –. Puntiamo sul cloud che è una grande opportunità ma anche una sfida molto complessa. Stiamo avendo grandi risultati soprattutto grazie a Panda Cloud System Management, che è una novità assoluta. Panda

aggiunto a supporto dei partner ha poi ovviamente parlato Fujitsu Technology Solutions, giunta a Milano dopo avere percorso l’Italia intera, proprio al fianco di Smau insieme al quale ha organizzato un intenso Channel RoadShow. «Un’esperienza davvero importante e di successo – ha spiegato Emanuele Baldi, channel sales director di Fujitsu Technology Solutions – durante la quale abbiamo consolidato Cloud System Management è un’unica piattaforma per i servizi di Web security fino al backup, arrivando alla gestione dei dispositivi aziendali per l’installazione dei software, fino al supporto remoto». Successo, come sempre, di pubblico anche per Evolution che, con il proprio software gestionale made in Italy, ha confermato la sua presenza con convinzione. Nel corso della fiera Adriana Sinico e Saimor Schiavon, fondatori della società, hanno messo in mostra le ultime novità del

il nostro storico focus sul mondo enterprise e dunque proprio sul canale. Stiamo aumentando il supporto e la qualità delle competenze dei nostri partner. Abbiamo una struttura di canale che lavora diversamente dalle altre: andiamo dai clienti finali insieme ai reseller a supporto dei progetti sia a livello tecnico-commerciale sia specialistico. Poi sui grandi clienti abbiamo degli account diretti ma che non vendono direttamente: loro Evolution 4. Come il vantaggioso servizio cloud, disponibile anche in versione Lan, che si appoggia al noto Internet service provider Aruba. «Siamo tornati a Smau con Digitalic dopo anni di assenza, convinti proprio dalla formula del village – ha poi commentato Emanuel Arnaboldi, da poco nominato country leader di Autodesk Italia – e lo abbiamo fatto in collaborazione con un distributore per noi chiave come Tech Data. Siamo molto soddisfatti dell’esperienza e soprattutto del livello di contatti


Digitalic per Lenovo

ERA PC+

IL 2012 È L’ANNO DI LENOVO

Gianfranco Lanci, senior vice president e presidente di Lenovo Emea

Grandi cambiamenti e grandi successi per Lenovo, che oltre ad essere diventato uno dei 2 maggiori produttori di pc al mondo, ha stretto accordi significativi nell’ambito del cloud e dello storage È stato un anno di grandi cambiamenti e successi per Lenovo. Il gigante tecnologico Cinese è il secondo produttore di pc al mondo e ad aprile ha nominato Gianfranco Lanci al vertice dell’azienda, con le cariche di senior vice president e president di Lenovo Emea. La grande esperienza di Lanci è stata messa a frutto fin da subito da Lenovo nella sua strategia aziendale. «Siamo consapevoli che stiamo entrando in una nuova era, dove il pc rimane comunque ancora importante per la vita digitale di milioni di persone e delle imprese – ha sottolineato il manager – e al centro di un ecosistema costituito da tablet, smartphone e smart tv. In questa

nuova era non dobbiamo solo continuare a ottenere successi in ambito commercial, ma dobbiamo anche espandere la nostra presenza consumer nel campo dei pc e di altri dispositivi tecnologici». La strategia si è dimostrata molto efficace e ha garantito per 14 trimestri un tasso di crescita più alto di quello del mercato. Questa strategia proietta Lenovo verso una posizione di leadership in un futuro in cui il computer continua a essere cruciale e si affianca agli altri dispositivi in quella che Lenovo definisce “PC+ era”. In EMEA (Europe Middle East and Africa) Lenovo è diventato per la prima volta il terzo produttore di PC con qualche mese di anticipo rispetto ai propri piani. I motivi di questo successo sono molteplici: la strategia, la struttura organizzativa orientata all’execution, la scelta di manager di provata esperienza a guidare tutte le sotto aree geografiche che compongono EMEA. In particolare, la sotto regione “South”, di cui fa parte l’Italia (oltre a: Francia, Spagna e Israele), è stata affidata ad un altro manager italiano: Filippo Praticò, che vanta una consolidata e approfondita conoscenza del mercato e del canale. Soprattutto nell’area South la crescita passa proprio dal canale indiretto, dal potenziamento del portafoglio e da un nuovo slancio verso i partner, con iniziative di grande impatto, come il Lenovo Loyalty Programme

che, con uno schema di incentivi ai rivenditori consente di guadagnare rimborsi in base al numero delle unità TopSeller vendute nel corso di un trimestre (fino ad un rimborso massimo di 4.500 euro) . La società ha anche raccolto le nuove sfide tecnologiche che arrivano dall’IT: con l’acquisizione di un leader in ambito cloud come SugarSync, ha messo subito a disposizione dei propri clienti l’innovativo Lenovo Cloud Storage by SugarSync, il primo servizio cloud integrato nei nuovi PC e tablet Lenovo in grado di offrire capacità storage agli utenti sui nuovi laptop ThinkPad e IdeaPad e tablet Android in tutto il mondo. Ma anche lo storage di alto livello, il cloud privato e ibrido entrano nel portafoglio Lenovo (per il momento solo in Cina) grazie all’accordo con EMC Corporation; questa nuova partnership permetterà a Lenovo di raggiungere una posizione di rilievo nel mercato dei server e dello storage di rete. In un anno Lenovo ha così introdotto numerose novità strategiche e di prodotto, che nel corso dei prossimi mesi troveranno pieno sviluppo in Italia sotto la guida di Mirko Poggi, nominato a luglio country manager della società. Un successo importante è già arrivato: Lenovo nel terzo trimestre del 2012 ha raggiunto a livello mondiale una quota di mercato record del 15,6%, riducendo a solo 0,2 punti percentuali la distanza dal leader di mercato.

Contatti LENOVO Segreen Business Park Via San Bovio, 3 Edificio 20090 San Felice - Segrate (MI) Tel +39 02 21080601 Fax +39 02 21080699


SMAU REPORT una volta identificata l’opportunità, individuano le aree dove il rivenditore è più forte e affidabile nel rapporto con l’utente finale. Un approccio che sviluppiamo anche attraverso il programma Connection con il quale abbiamo l’obiettivo di selezionare nel mercato delle opportunità che possono scalare sulla nostra customer base. Avendo una visibilità migliore del mercato cerchiamo inoltre di individuare soluzioni che possono agevolare il canale Fujitsu nell’entrare in mercati diversi. In questo senso va visto l’accordo con Black Box, fornitore di soluzioni di networking. Abbiamo infatti esteso al canale le nostre condizioni commerciali di acquisto di queste soluzioni. Stiamo inoltre finalizzando un accordo simile con una società che produce software specifico per la gestione delle aule didattiche».

La rivoluzione di IBM Smau 2012 è stato un evento chiave anche per un colosso come IBM che, per nulla appesantito dai suoi invidiabili 100 anni appena compiuti, si è presentato all’evento milanese proprio per rilanciare il suo focus raccolti». Sulla stessa linea, un altro colosso del software come CA Technologies. «Siamo ritornati a Smau per portare al canale i nostri messaggi più forti in tema di disaster recovery e protezione delle informazioni, ma anche di gestione delle infrastrutture con le soluzioni Nimsoft, azienda specializzate in system monitoring», ha spiegato il channel sales director data manager di CA Technologies Italia. Di grande importanza anche la presenza di un distributore a valore come Magi-

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sui business partner ma, soprattutto, per varare una nuova politica di canale fatta di rapporti più selettivi e di maggiore supporto. «In questi ultimi mesi – ha spiegato Francesco Angeleri, vice president business partners & mid market IBM Italia – il messaggio che abbiamo ricevuto è quello di dare vita a una forte discontinuità nelle relazioni con i partner perché il mercato è profondamente cambiato. Nello specifico, questo vuol dire che puntiamo su rapporti ancora più stretti e selettivi con i nostri partner. Insieme a loro dobbiamo affrontare un mercato in cui il passato conta relativamente: ogni volta che una transazione viene conclusa è tutto da rifare e da ricostruire, come credibilità, efficacia, competenze… Concretamente abbiamo stabilito che un terzo della nostra forza vendita lavorerà con i nuovi reseller; il che non significa creare un canale alternativo, ma lavorare con i partner che si mettano in gioco su mercati e opportunità innovative. Essere selettivi vuol dire poi che, di conseguenza, saremo anche più attenti nello spendere i nostri fondi marketing, evitando distribuzioni “a rus, proprio nel momento in cui ne viene completata l’acquisizione da parte di Avnet, colosso multinazionale della distribuzione (vedi il QR code per i commenti in esclusiva di Andrea Massari, country manager di Magirus Italia). «Il successo di questa esperienza – ha poi commentato Valerio Rosano, sales & marketing manager di ZyXEL Italia – ci porta a riconsiderare il valore di questa manifestazione. I contatti e i contenuti sono stati ben calibrati». Chiudono questo viaggio nel village

pioggia” e individuando e favorendo coloro che si impegnano a lavorare con noi, investendo anche in termini di competenze e tecnologie IBM. Il nostro canale è fatto da realtà ancora sostanzialmente tradizionali: var, rivenditori, system integrator. Oggi dobbiamo accompagnare tutti loro in un percorso evolutivo fatto di pay-per-use, cloud, nuovi paradigmi e nuove relazioni commerciali». Nuovi rapporti ma anche soluzioni molto concrete. di Digitalic Wildix (eccellenza made in Italy del mondo del VoIP) e Aten, azienda specializzata nella progettazione e produzione di soluzioni di connettività e Kvm. Per Wildix è stato un ritorno convinto al Digitalic Village, dopo il successo dello scorso anno, mentre per Aten è stato un debutto strategico proprio per cercare nuovi partner e, in particolare, nuovi distributori di piccole dimensioni ma con grandi competenze. «Nel 2012 il numero delle installazioni utenti supererà le

IBM infatti, attraverso il suo canale e la struttura di IBM Global Financing, mette a disposizione importanti strumenti finanziari. «Per aiutare le Pmi – spiega Lugi De Vizzi, director mid market Italy presso IBM – servono infrastrutture e credito. Da parte sua IBM sostiene economicamente progetti innovativi: è appena stato stanziato un fondo da un miliardo di dollari a livello mondiale, per finanziare progetti tramite il canale». 20.000 unità, rispetto alle 8.500 del 2009 – ha spiegato Ivan Michelazzi, pre-sales engineer, marketing manager presso Wildix –. Siamo davvero molto contenti del riscontro che stiamo avendo sul canale». Dopo la positiva esperienza al Digitalic Village 2011, Achab – distributore a valore di software – ha invece deciso di rilanciare la sua presenza in fiera con uno spazio dedicato, uno stand di impatto che ha regalato grandi risultati a questa dinamica realtà (vedi il QR code a essa dedicato).


Digitalic per Symantec

OCCASIONI DI BUSINESS PER I PARTNER

SYMANTEC, IL BACKUP RILANCIA LE PMI E CHIAMA IL CANALE Hardware, software e servizi a valore. Tutto in uno, tutto in un’unica innovativa soluzione, tutto a portata di canale. Symantec rilancia il suo focus sul backup di nuova generazione con l’appliance Backup Exec 3600. Una soluzione studiata per le Pmi che rappresenta una strategica opportunità di business per i reseller. Proprio il canale indiretto sarà incaricato di veicolare Backup Exec 3600 sul mercato con la possibilità di sviluppare servizi e margini grazie anche al supporto di un distributore a valore come J.Soft, Business Unit di Computer Gross Italia

CARATTERISTICHE PRINCIPALI DI BACKUP EXEC 3600 Next Generation Backup User Experience. Cambia il modo in cui sono gestiti i backup organizzandoli intorno a sistemi e informazioni. Le impostazioni dell’appliance Backup Exec 3600 sono state progettate e ottimizzate in modo che le imprese possano implementare le policy con la massima semplicità. Symantec V-Ray. Attraverso un backup singolo rende trasparente i backup fisici e virtuali di ambienti VMware, Hyper-V e gli host fisici su cui girano, cosicché gli utenti possano fare il ripristino di macchine virtuali, applicazioni, database, file, cartelle e anche oggetti granulari in pochi secondi. Free Disaster Recovery Built-In. Un ripristino integrato “bare metal” include tecnologie di conversione Backup-to-Virtual (B2V) e Physicalto-Virtual (P2V) per consentire agli utenti di

fare il ripristino di un sistema verso un ambiente virtuale VMware o Hyper-V. Tutti i clienti di Backup Exec che eseguono l’aggiornamento di Back Exec 2012 hanno accesso a questa funzione a costo zero, permettendo a quelle aziende che consideravano la disaster recovery fuori dalla propria portata di prevedere oggi un piano adeguato. Tape-Out Support. L’appliance Backup Exec 3600 è dotata di una scheda di espansione per il supporto di unità a nastro allo scopo di proteggere i dati in modo supplementare, a lungo termine o offsite. Data Deduplication. Gli utenti possono proteggere molti più dati e allo stesso tempo ridurre lo storage fino al 90% e migliorare le prestazioni di backup grazie alla deduplica integrata.

Non è una questione di dimensioni o di risorse a disposizione. La sfida della gestione efficace e puntuale delle informazioni tocca nel vivo imprese e realtà di business a ogni latitudine e di ogni ordine di grandezza. Anzi, nel caso delle Pmi, riuscire a coniugare scarse risorse economiche e umane con l’urgente necessità di mettere a disposizione del business dati e informazioni critiche nel migliore stato di salute possibile, rappresenta spesso una montagna difficilissima da scalare… Una criticità, ma anche una grossa opportunità di business e di marginalità per tutti gli operatori di canale che sapranno essere consulenti di fiducia e facilitatori del business per queste delicatissime realtà imprenditoriali. Una sfida importante per i rivenditori italiani che ora però possono contare su un nuovo e decisivo strumento di business in più. Symantec infatti ha lanciato anche nel nostro Paese l’appliance Backup Exec 3600. Una soluzione integrata, hardware e software, che si propone di risolvere in maniera semplice ed efficace tutti i problemi di gestione e protezione degli ambienti server fisici e virtuali. «Si tratta – spiega Vincenzo Costantino, var channel manager Italy di Symantec – di dispostivi ideali per le Pmi proprio per la capacità di coniugare il migliore hardware, l’intelligenza di un


software come Backup Exec e i dischi per ospitare e proteggere i dati sensibili. L’appliance, basata sul concetto “One product any recovery”, è inoltre in grado di rendere trasparente il backup fisico e virtuale di ambienti VMware, HyperV e degli host fisici su cui girano, facendo in pochi secondi il ripristino di macchine virtuali, applicazioni, database, file, cartelle e oggetti granulari. Al di là delle funzionalità, comunque, stiamo cambiando il mercato con tecnologie pensate appositamente per combinare in un’unica soluzione software di backup, server, storage e deduplica. Ai clienti offriamo una piattaforma all-in-one che centralizza il backup per ambienti fisici e virtuali e massimizza le prestazioni con una deduplica end-to-end; il tutto su un dispositivo pre-configurato supportato da Symantec». Una chiamata irrinunciabile per il canale Innovazione, dunque, integrazione e semplicità. Messaggi chiave sui quali Symantec punta forte, messaggi che alla miriade di piccole e piccolissime imprese del nostro territorio dovranno arrivare necessariamente e unicamente attraverso il supporto del canale indiretto. Tutti i rivenditori Symantec Registered avranno infatti accesso alla vendita della appliance Backup Exec 3600 attraverso i distributori Symantec come J.Soft, Business Unit di Computer Gross. A quest’ultima in particolare, grazie alla sua capacità di presidiare il territorio in maniera efficace, il compito di supportare i rivenditori nel fare di Backup Exec 3600 una concreta opportunità per sviluppare servizi, rapporti consulenziali con i clienti e marginalità importanti. L’ultima nata di casa Syman-

BACKUP MIGLIORE PER TUTTI La nuova appliance rientra nell’iniziativa di Symantec “Better Backup for All” studiata e lanciata sul mercato a inizio anno proprio per promuovere quello che Gartner ha definito «The Broken State of Backup». Per il mercato delle appliance di backup, Idc stima infatti una crescita tripla rispetto all’intero settore storage. Dal lancio dell’iniziativa “Better Backup for All” in febbraio comunque più di 20.000 nuovi clienti hanno acquistato i software o le appliance Backup Exec e NetBackup. Negli ultimi 12 mesi Symantec ha riscontrato una crescita del 250% nel numero di nuovi clienti appliance e del 450% nel numero di unità spedite. Inoltre NetBackup, come linea di prodotti, ha raggiunto 1 miliardo di dollari in booking mark e NetBackup, insieme a Backup Exec con V-Ray, continuano a differenziare il backup di Symantec per VMware e Hyper-V, consolidando il primo posto di Symantec in termini di quota di mercato.

tec infatti permette ai rivenditori di presentarsi dai clienti finali e di aggiornare e rivedere tutte le loro infrastrutture di backup in maniera rapida e, per giunta, mettendo a loro disposizione tecnologie avanzate come la deduplica. Per gli operatori di canale che cercano poi nuove marginalità e nuove relazioni, è possibile utilizzare Backup Exec 3600 per sviluppare e fornire servizi di gestione innovativi come il backup nel cloud. «I rivenditori – continua Costantino – possono scegliere di fornire l’appliance secondo modalità tradizionali, ma anche di acquistarla per gestire, in modalità service provider, il backup di più clienti contemporaneamente, o ancora possono installare l’appliance presso la sede delle aziende e poi offrire i servizi di gestione del backup anche via cloud». Una soluzione flessibile, dunque, semplice ma – soprattutto – uno strumento concretamente al servizio degli operatori di canale, mai come di questi tempi alla ricerca di supporto e di strade precise da seguire per fare dei nuovi paradigmi come il cloud e i servizi gestiti degli alleati sicuri per sviluppare margini e business anche e soprattutto in mercati delicati e difficili da approcciare come quello delle Pmi.

Collegati a questo pratico QR code e ascolta le caratteristiche tecniche più innovative, ma soprattutto le più interessanti opportunità di business per il canale dalla viva voce di Vincenzo Costantino, var channel manager Italy di Symantec

Contatti SYMANTEC ITALIA Via Rivoltana, 2 20090 Segrate (MI) www.symantec.com/it

Contatti COMPUTER GROSS ITALIA SPA Via del Pino, 1 50053 Empoli (FI) Empoli tel. 0571 9977 Milano tel. 02 21001 www.jsoft.it www.computergross.it


DIGIREPORT «Tutto inizia 5 anni fa, quando Dell decide un cambiamento radicale nella sua politica commerciale aprendo alla vendita indiretta, tramite partner – esordisce Emmanuel Mouquet, vice president & general manager Dell PartnerDirect Emea, parlando alla stampa durante la PartnerDirect Solutions Conference di Dell, svoltasi a Madrid –. Nell’ultimo anno e mezzo la crescita è stata a due cifre. I rivenditori hanno investito molto e noi altrettanto su di loro». Tema centrale rimane la trasformazione della società in una solution company, grazie alle numerose acquisizioni di aziende e relative tecnologie negli ultimi anni e soprattutto recentemente. Sono iniziate nel 2007 con Equallogic e culminate in questi mesi con l’acquisizione di Quest Software; nel mezzo Perot System (servizi), Kace (system management), Exanet (storage), Compellent (storage), Force 10

«T

(networking), Wyse (thin client), SonicWall (sicurezza) e molte altre ancora. Ciò ha portato a un accrescimento del portafoglio e a una capacità d’offerta completa. «E continueremo a investire in tal senso nei prossimi anni», conferma Mouquet.

Il rapporto con i partner Il programma PartnerDirect conta ormai più di 62.000 partecipanti, mentre sono oltre 900 quelli di livello Premier o Preferred. I deal registrati sono cresciuti del 38%, con un dato aggiornato al secondo trimestre di quest’anno. Dell ha anche presentato una serie di iniziative e campagne innovative a supporto del suo canale, tra le quali: nuovi programmi di formazione e certificazione – a sostegno, tra l’altro, di opportunità chiave per la crescita, come cloud e virtualizzazione del desktop –, laboratori dedicati alla formazione dei partner sulle soluzioni storage, strumenti online rinnovati e potenti per aiutare i reseller

CANALE, CANALE E ANCORA CANALE. IL VALORE E’ ORMAI IL DNA STESSO DI DELL. NON A CASO A SMAU MILANO LA SOCIETA’ ERA PRESENTE, PER LA PRIMA VOLTA, CON UN VILLAGE POPOLATO DA BEN SEI PARTNER. MA PER TOCCARE CON MANO LA FORZA E GLI OBIETTIVI DI QUESTA DINAMICA AZIENDA, DIGITALIC SI E’ RECATA A MADRID IN OCCASIONE DELL’ATTESISSIMA PARTNERDIRECT SOLUTIONS CONFERENCE EMEA. UN’EVENTO CHE HA MESSO IN MOSTRA TUTTA LA FORZA DI GRAVITA’ CHE LA STRATEGIA COMMERCIALE E TECNOLOGICA DI QUESTA MULTINAZIONALE E’ IN GRADO DI ESERCITARE SUL MONDO DEI PARTNER

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ad accelerare il processo di vendita. In occasione dell’evento Dell ha lanciato l’Automated Price List, nuova applicazione dedicata ai partner che consente al canale di razionalizzare i propri processi di vendita raccogliendo informazioni commerciali su server, networking, storage e servizi per i clienti di tutta la regione Emea. «Il canale gioca un ruolo fondamentale nel percorso di trasformazione di Dell. Nel corso degli ultimi 12 mesi abbiamo continuato a migliorare il programma PartnerDirect per rispondere meglio alle necessità dei dealer, ma abbiamo anche offerto loro numerose e significative opportunità grazie alle acquisizioni con cui abbiamo esteso la nostra offerta di soluzioni», ha confermato Andreas Schuetze, marketing director, Emea channel marketing & programs di Dell.

Le voci italiane Nell’occasione abbiamo scambiato alcune parole con due dei partner italiani

Luca Bastia

6 partner presenti (Disc, General Computer Italia Spa, Sidi Tecnomatica, Project Milano, Datamatic e Sidin) e un clamoroso successo di pubblico. In contemporanea con l’atteso evento di Madrid, Dell è stata tra i principali protagonisti delle affollate giornate di Smau Milano. Collegatevi a questo QR code per vedere il reportage esclusivo dal Dell Village


Adolfo Dell’Erba, channel director Southern Europe Dell

Emmanuel Mouquet, vice president & general manager Dell PartnerDirect Emea

Piero Antonio Fretto, amministratore delegato di Project Milano

Roberto Petruzzi, sales manager di Disc

presenti all’evento e con Adolfo Dell’Erba, channel director Southern Europe di Dell. «Nel 2008 quando ci hanno proposto di iniziare questa avventura – racconta Roberto Petruzzi di Disc, system integrator e software house specializzata nella progettazione e nello sviluppo di soluzioni informatiche – abbiamo avuto un attimo di titubanza perché ci eravamo scontrati in un paio di progetti con Dell, per cui volevamo capire come poteva funzionare la partnership. Ma una volta stabilite le regole del gioco, il successo è stato assicurato e oggi facciamo l’intero fatturato con loro. Il vantaggio di operare con Dell consiste nel rapporto diretto con il vendor senza dover passare attraverso tutta la scala gerarchica, risolvendo immediatamente qualsiasi problematica e ottenendo facilmente supporto prevendita e marketing. Oggi forniamo anche servizi cloud tramite i nostri data center realizzati con tecnologia Dell; siamo anche molto attivi in ambito sicurezza da quando hanno acquisito SonicWall, così come vendiamo Wyse per la virtualizzazione del desktop.

Lo commercializzavamo anche prima che diventasse Dell, lo stesso per Quest Software, per cui “giochiamo in casa”». «La collaborazione con Dell – spiega invece Piero Antonio Fretto, amministratore delegato di Project Milano, società che opera principalmente sul networking, lo storage e Kace – è iniziata un paio di anni fa perché avevamo la necessità di rinnovare l’approccio al mercato. Abbiamo trovato un’azienda che ha dato valore ai canoni essenziali della relazione, come la semplicità, una catena decisionale molto corta, la possibilità di arrivare alla fonte velocemente per avere risposte determinanti per approcciare i clienti e, soprattutto, un’offerta vasta e completa di hardware e soluzioni. Fondamentale anche la capacità di Dell di sviluppare sinergie tra i partner: è finito il tempo delle guerre intestine, il loro ruolo è creare competenze e stimolare una rete di imprese». A Dell’Erba poi il compito di fare un quadro dell’indiretta riferito al secondo trimestre. «Siamo riusciti a crescere in maniera interessante,

in Italia in particolare la percentuale di fatturato realizzata con il canale è del 41% (mentre nel resto dell’Europa è circa un terzo) e il 46% di questo 41% è fatto attraverso la distribuzione». Poi a Dell’Erba abbiamo chiesto di puntualizzarci alcuni argomenti scaturiti durante l’evento. In primo luogo l’apertura di data center per servizi cloud in Inghilterra, cui seguiranno attivazioni in Francia e Germania. E in Italia? «I nostri data center sono nei Paesi dove siamo più presenti da un punto di vista strutturale – risponde il manager –. In Italia abbiamo presales, sales e tutto ciò che serve per supportare i partner dal punto di vista delle trattative: stiamo iniziando a diffondere il cloud tra i rivenditori che possono vendere servizi basandoci sulle strutture europee». Qual è invece il rapporto con il canale delle società acquisite? «La gran parte delle aziende che abbiamo acquistato si basano sulla vendita indiretta. Ci sono pertanto nuovi partner e cultura di canale». Il contesto economico attuale rende ancora più difficoltoso sostenere investimenti per la formazione sui nuovi

prodotti. Per ovviare a questo problema, favorite dei “consorzi” di aziende con diverse specializzazioni? «Aggregare diverse società con peculiarità differenti è uno dei ruoli del vendor; molti partner lo stanno facendo già da soli. Nel corso di un evento come quello di Madrid i nostri dealer si conoscono e nascono sempre occasioni di collaborazione». Infine due parole sulla strategia delle acquisizioni di Dell. «La strategia di acquisizioni della nostra azienda proseguirà; quest’anno ne abbiamo annunciate 6 tra le quali Dell Financial Services che in Italia sarà operativa dal 2013 e porterà un vantaggio perché potrà utilizzare appieno tutta la liquidità della compagnia per poter sostenere le necessità dei nostri business partner». E in che direzione proseguirà? «Noi abbiamo creato una divisione software a gennaio di quest’anno, per cui la strategia è chiara: soluzioni, security e software. A noi il compito di integrare le reti di vendita diretta e indiretta e diffondere le nuove soluzioni su tutto il canale Dell esistente», conclude Dell’Erba.

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Digitalic per V-Valley

UN TIR CON A BORDO IL MEGLIO DELLA TECNOLOGIA IT

V-VALLEY E IBM, IL VALORE HA QUATTRO RUOTE E TANTE STRADE DA PERCORRERE Soluzioni IT di valore ovunque. È ufficialmente partito il viaggio dell’innovativo V-Truck, un vero e proprio demo center viaggiante, espressamente progettato e costruito per permettere ai reseller di testare le tecnologie data center IBM più innovative e di farle toccare con mano ai propri clienti. Una novità fondamentale per l’ambizioso precorso di crescita tracciato, esattamente 21 mesi fa, dal management di Esprinet al momento di annunciare la nascita di V-Valley

Collegati a questi pratici QR code, sali a bordo di V-Truck e tocca con mano la nuova era del valore firmato V-Valley e IBM

Altro che parole, progetti su carta e teoria. Mai come di questi tempi il valore e, soprattutto i margini, possono e devono avere le concretissime sembianze di soluzioni, prodotti, opportunità sul territorio, anzi, su strada. Non è facile, non è detto che sia per tutti; è detto però che le realtà più importanti della filiera IT ci debbano provare. Così V-Valley, distributore a valore nato in seno al Gruppo Esprinet esattamente 21 mesi fa, e IBM hanno deciso di rompere gli indugi mettendo su strada V-Truck. Un vero e proprio demo center viaggiante, espres-


samente progettato e costruito per permettere ai reseller di testare le tecnologie data center IBM più innovative e di farle toccare con mano ai propri clienti. Dai Blade ai nuovissimi PureSystems e PureFlex: il meglio insomma dell’offerta tecnologica integrata tutto a portata di mano in un innovativo truck. Una nuova e decisa accelerazione nei rapporti tra il distributore e la multinazionale IT che, “solo” lo scorso 20 dicembre 2011 annunciavano l’allargamento del loro accordo anche alle soluzioni IBM PowerSystem, IBM Storage High-End e ai servizi correlati alle due linee di prodotto. Un’iniziativa che rappresenta anche il segno concreto di un cambio di passo nella strategia di approccio al mercato da parte di V-Valley. Il distributore, dopo un rapido e profondo cammino di evoluzione, ha infatti deciso di passare da un supporto del canale in fase di vendita a una più ampia strategia di relazione, che parte dal contatto diretto sul territorio e dalla generazione della domanda. A confermare la solennità del momento e la forza del messaggio, in occasione del varo del V-Truck presso la sede di IBM alle porte di Milano, erano presenti i massimi vertici delle due società: da Alessandro Cattani, amministratore delegato del Gruppo Esprinet, a Luca Casini, direttore commerciale di V-Valley, fino a Francesco Angeleri, vice president business partners & mid market IBM Italia, Enrico Cereda, vice president systems & technology group IBM Italia e allo stesso Nicola Ciniero, presidente e amministratore delegato IBM Italia. Indubbiamente anche per IBM l’avvio di un

simile progetto rappresenta la conferma di una ricerca concreta di una discontinuità nei rapporti con il canale, che si devono fare più selettivi e improntati a una collaborazione sempre più stretta. Azione e discontinuità sul canale «Alla luce del mercato nel quale ci troviamo a operare e delle dinamiche in atto – ha esordito Alessandro Cattani –, il ruolo del distributore oggi può e deve necessariamente essere dinamico, d’azione. Siamo nel mezzo di una vera rivoluzione. Il mercato impone dei cambiamenti che non è detto siano alla portata di tutti e non è detto lascino spazio per tutti gli operatori attualmente sul campo. Da parte nostra ci siamo mossi con grande decisione cercando di capire come affrontare il cambiamento e trasformare le minacce in opportunità. Un primo evidente segno di questa ricerca è stata la necessaria riscoperta della centralità del data center con tutte le tecnologie integrate e innovative che oggi implica. Per questo, esattamente 21 mesi fa, abbiamo dato vita a V-Valley. Non l’ennesima divisione all’interno del nostro gruppo, ma una vera e propria società interamente dedicata al mondo delle soluzioni complesse e del valore. Oggi cambiamo passo nuovamente passando dal classico supporto post-vendita a una relazione più estesa con i reseller. V-Truck è il primo evidente segnale della nostra intenzione di essere al loro fianco anche prima della vendita, nel contatto diretto con e sul territorio e nello stimolo della domanda». Un cambio di passo deciso che, come detto, trova perfet-

Alessandro Cattani, amministratore delegato del Gruppo Esprinet

Luca Casini, direttore commerciale di V-Valley

Francesco Angeleri, vice president business partners & mid market IBM Italia

Nicola Ciniero, presidente e amministratore delegato IBM Italia

ta assonanza con le dinamiche che stanno animando la strategia di canale di un colosso come IBM nell’ultimo periodo. «Soprattutto in questi ultimi mesi – ha spiegato Francesco Angeleri, vice president business partners & mid market IBM Italia – il messaggio che abbiamo ricevuto è proprio quello di dare vita a una forte discontinuità nelle relazioni con i partner perché il mercato è profondamente cambia-


to. Con iniziative come V-Valley e AssoCloud, soprattutto, Esprinet è stata precursore di questo cambiamento. Da parte nostra discontinuità vuol dire che puntiamo su rapporti ancora più stretti e selettivi con i nostri partner. Insieme a loro dobbiamo affrontare un mercato in cui il passato conta relativamente: ogni volta che una vendita viene conclusa è tutto da rifare, è tutto da ricostruire, come credibilità, efficacia, competenze… Concretamente abbiamo stabilito che un terzo della nostra forza vendita lavorerà con i nuovi partner; il che

non significa creare un canale alternativo, ma lavorare con i partner che si mettano in gioco su mercati e opportunità innovative. Essere selettivi vuol dire poi che, di conseguenza, saremo anche più attenti nello spendere i nostri fondi marketing, evitando distribuzioni “a pioggia” e individuando e favorendo coloro che si impegnano a lavorare con noi, investendo anche in termini di competenze e tecnologie IBM. Una IBM che, attraverso distributori come V-Valley e iniziative come V-Truck, sarà più vicina ai reseller stessi con sup-

porto e piani dedicati». Soddisfatto e sulla stessa linea d’onda anche Nicola Ciniero, presidente e amministratore delegato IBM Italia, che non è voluto mancare all’evento. «Si tratta di un annuncio e soprattutto di una partnership molto importante, che viene rafforzata in una fase cruciale per tutti noi – ha spiegato il numero uno di IBM Italia –. Le categorie e gli strumenti che usavamo fino a ieri per misurare, capire e analizzare il mercato cambiano e continuano a cambiare a ritmi vertiginosi. IBM, con i suoi 100 anni appena compiuti, è una presenza storica sul mercato, una storia che è lì a testimoniare la sua grandissima capacità di leggere i mutamenti più importanti e metterli al servizio del suo modello di business, dei suoi partner e dei suoi clienti». V-Valley 2.0, si parte V-Truck rappresenta dunque il più naturale degli sbocchi in un rapporto, quello tra IBM e VValley, che nella fase più delicata per il mercato IT sta trovando un’assonanza decisiva. Una volta messo su strada, il poderoso tir sarà ovviamente “guidato” dal collaudato team del distributore a valore, capitanato da Luca Casini, direttore commerciale di V-Valley. «V-Valley è nata il 25 gennaio 2011, con una dote fatta di dieci top vendor e cento top business partner. La promessa è stata quella di offrire al canale top di gamma, competenze, specializzazione e flessibilità. Abbiamo bruciato le tappe in questo senso e raggiunto importanti obiettivi: da novembre 2011 siamo, per esempio, distributori dell’intera gamma hardware di IBM come System x, Storage Hi-

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IL CUORE DI V-TRUCK È PURESYSTEMS, TUTTA IBM IN UNA SCATOLA Due anni di lavoro e due miliardi di dollari investiti, il più potente cuore pulsante di V-Truck è senza dubbio PureSystems, una delle stelle più brillanti e strategiche nel firmamento 2012 di Big Blue. Nel dettaglio si tratta di un sistema esperto, ovvero una piattaforma in cui l’hardware, il software, la virtualizzazione, il management, il networking, lo storage e le migliori pratiche di business vengono

Enrico Cereda, vice president systems & technology group IBM Italia

gh-End e IBM power e da aprile 2012 V-Valley distribuisce la piattaforma integrata IBM PureFlex. Dal 25 ottobre 2012 però nasce la fase due di V-Valley: siamo al fianco dei partner non solo in fase di vendita e post-vendita, ma anche nella generazione del business, ovviamente sempre con un gradissimo rispetto per i ruoli in campo. V-Truck è un progetto straordinario che ci permette di portare il valore ovunque e

fornite in un’unica macchina, un totem IBM che ha tutto. Un’idea, una soluzione lanciata sul mercato circa 6 mesi fa, che sta conoscendo continui e profondi sviluppi, ampliamenti. «Stiamo rilasciando ogni duetre mesi nuove funzionalità – ha dichiarato Enrico Cereda, vice president systems & technology group di IBM –. Dopo PureFlex e PureApplication oggi il portfolio si arricchisce infatti con PureData, la proposta specificamente indirizzata agli analytics, agli operational analytics e alle applicazioni transazionali. In generale PureSystems è l’ambiente ideale per gestire i sistemi cloud ed Esprinet lo ha scelto per il V-Truck. Siamo molto orgogliosi poiché per noi PureSystems rappresenta un passaggio epocale: per la prima volta l’hardware, il software e i servizi cloud vengo veicolati attraverso una piattaforma unica e totalmente aperta. Fino a oggi le infrastrutture informatiche erano o general purpose, appliance oppure servizi cloud. PureSystems offre

quindi di superare ogni ostacolo anche spaziale. A bordo abbiamo il meglio dell’offerta IBM, dai Blade fino a PureFlex. In particolare, i rivenditori potranno testare la tecnologia IBM di ultima generazione, formare i tecnici sulle soluzioni IBM, illustrare come la tecnologia IBM possa supportare la crescita del business e i rivenditori potranno mostrare ai loro clienti le applicazioni sulle piattaforme IBM».

le caratteristiche migliori di ciascuna infrastruttura all’interno di un’unica soluzione». PureSystems risponde in particolare alle esigenze di sviluppo e implementazione del software abbattendo il tempo che intercorre tra l’idea e la messa in funzione delle nuove applicazioni aziendali. Questo perché viene già fornito con il software necessario (come il middleware) e perché il sistema può vantare dei pattern applicativi sviluppati da IBM che raccolgono in un file di configurazione le “best practice” mondiali per l’implementazione del software da installare. In pratica, sfruttando la propria conoscenza delle esperienze di migliaia di clienti in tutto il mondo, IBM ha tracciato delle linee che permettono di implementare il software in maniera rapida, semplice, ma senza rinunciare all’accuratezza. «Un aspetto fondamentale di PureSystems è il fatto che ci troviamo di fronte a un sistema completamente aperto – ha

sottolineato Cereda – che non imprigiona i clienti in scelte predefinite: tutto può essere liberamente scelto, anche il virtualizzatore utilizzato. L’apertura è totale anche a livello hardware: PureSystems può integrare Blade con processore Intel con Blade a tecnologia Power7». Questa flessibilità ne fa una soluzione molto adatta al consolidamento dei server. Il motto con cui viene proposto in questa funzionalità è “Consolidation without migration”. Potendo integrare tecnologie server differenti, PureSystems non obbliga, in caso di consolidamento, a riscrivere le applicazioni per una nuova piattaforma.

Contatti V-VALLEY Via G. Saragat, 4 20834 Nova Milanese (MB) Tel. +39 02 40.496.1 Fax +39 02 40.496.800 info@v-valley.com

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ATTUALITA’

Circa due anni di beta test, 550.000 download dal 4 settembre – momento in cui è stato reso disponibile – e ben 250 aziende (solo in Italia), che lo stanno testando: parliamo di Windows Server 2012, il gioiello di Microsoft al servizio delle realtà business. Tutto all’insegna di un unico messaggio: passare al mondo cloud è una necessità e, soprattutto, per quanto richieda una struttura architettonica importante in ogni azienda, resta una migrazione fondamentale. Due le caratteristiche principali che sanciscono l’efficienza della nuova soluzione. La prima è che si tratta di un sistema in grado di realizzare pienamente il concetto di cloud ibrido e quindi che può vivere negli ambienti applicativi che prevedono sia l’uso di servizi nella nuvola (public cloud) gestiti da provider esterni, sia la possibilità di utilizzare ambienti puramente di private cloud realizzato all’interno dell’infrastruttura IT dell’azienda. La seconda è che Windows Server 2012 è ben più di un sistema operativo. È una vera e propria struttura IT in grado di integrare tecnologie solitamente tra loro autonome e indipendenti come lo storage, la virtualizzazione e il networking: un aspetto davvero strategico. «Occorre mettere il “turbo” al cloud, – afferma Silvia Candiani, direttore marketing & operations di Microsoft – accelerarne l’adozione e, per farlo, la strada scelta da Microsoft è il cloud ibrido. L’esplosione di device di ogni forma e dimensione e, conseguentemente, di dati critici da gestire, porta inevitabilmente alla necessità di una

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Le nuvole non sono mai state così vicine e strategicamente al centro del business. Microsoft punta dritto sul cloud ibrido, autentica stella polare del nuovo e attesissimo Windows Server 2012 Daniela Schicchi

Luca Venturelli, direttore server & cloud di Microsoft

piattaforma per applicazioni globali con un sistema operativo cloud unico in grado di trasformare il data center, abilitare le applicazioni moderne, effettuare analisi su qualunque dato e realizzare l’IT focalizzato sull’utente». «Ci sono numerosi elementi – riprende Luca Venturelli, direttore server & cloud di Microsoft – che rendono unico questo sistema operativo: sviluppo flessibile, manutenzione e gestione unificate, identità e sicurezza comune, virtualizzazione integrata, piattaforma dati complessa. Grazie a questa soluzione è possibile spostare con la massima semplicità macchine virtuali dall’interno all’esterno dell’azienda, indifferentemente che si tratti di macchine virtuali Microsoft o di altri sistemi operativi. L’Active Directory potrà migrare su Azure. Microsoft Windows Server 2012 è la soluzione che concretizza l’hybrid cloud».

Silvia Candiani, direttore marketing & operations di Microsoft


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ATTUALITA’ Focus sul canale

Debutto europeo sicuramente d’impatto per Pat Gelsinger, alla sua prima uscita in veste di Ceo di VMware durante VMworld 2012, svoltosi nel capoluogo catalano nelle scorse settimane. All’edizione europea della user conference organizzata dal colosso della virtualizzazione hanno preso parte quasi 8.000 persone, un numero ben superiore ai circa 7.000 previsti, che ne hanno decretato il successo e confermato la natura di evento più grande in Europa dedicato a virtualizzazione e cloud. Le attese dei partecipanti non sono andate deluse, anche se dal punto di vista dei prodotti vi sono state pochissime novità in aggiunta agli annunci di fine estate, dove ha fatto da padrone la vCloud Suite. Ben più sostanziose le novità per i partner, che si confermano ancora una volta una pedina chiave nelle strategie di mercato di VMware, che punta ora a trasformare i data center in maniera completa. «Se oggi il 60% dei server è virtuale, presto lo sarà oltre il 90% – ha ribadito Gelsinger a Barcellona –, mentre il provisioning delle macchine e delle risorse virtuali passerà dagli attuali giorni oppure ore a minuti o secondi, quando solo quattro anni fa si parlava ancora di

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settimane». Per arrivarci, occorrono i nuovi software “defined data center”, nei quali l’intera infrastruttura IT è virtualizzata e concorre a gestire tutte le applicazioni, compresi anche lo storage e la rete. Per questo, a Barcellona, VMware ha introdotto nella vCloud Suite la nuova soluzione VMware vCloud Automation Center 5.1 e ha aggiornato VMware IT Business Management Suite, con l’obiettivo di semplificare e automatizzare ulteriormente la gestione, rendendo allo stesso tempo possibile all’IT gestire i servizi forniti attraverso cloud multipli ed eterogenei.

Pat Gelsinger, alla sua prima uscita nella nuova veste di Ceo di VMware; a destra, Benjamin Caller, senior director partner and Smb marketing Emea di VMware

Il Ceo di VMware Pat Gelsinger accelera sulla virtualizzazione in ottica cloud durante il VMworld 2012 di Barcellona, che ha visto la presenza di 8.000 persone tra cui 2.000 partner. Si abbassa la soglia dei deal registrati e aumentano le opportunità in ambito Pmi Edoardo Bellocchi

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Più sostanziose le novità per i partner, dai quali passa oltre il 90% del business di VMware nell’area Emea, e che non hanno mancato l’appuntamento di Barcellona: la società se ne attendeva circa 1.500, ma ne sono arrivati più di 2.000. Numerosi gli annunci a loro dedicati. A cominciare dal nuovo programma Advantage Plus (o advantage+, nella grafia di casa VMware), che accelera sul business delle Pmi e dei nuovi clienti, abbassando a partire dal 22 ottobre 2012 la soglia dei deal registrati, che passano da 10.000 a 6.000 dollari. «Una riduzione del 40% che allargherà notevolmente le opportunità per i nostri partner e che si aggiunge ad altre iniziative come il nuovo Enterprise Purchase Program, il telemarketing gratuito fino a 200 contatti e le campagne già pronte, localizzate in un minimo di sei lingue diverse e sulle quali basta solo mettere il logo del partner», ha sottolineato in una conversazione con Digitalic Benjamin Caller, senior director partner and Smb marketing Emea di VMware. Insomma, la mossa è chiara: VMware ha tutta l’intenzione di allargare la propria base clienti con l’aiuto del canale, visto e considerato che l’80% delle piccole e medie imprese non ha ancora proceduto alla virtualizzazione. «Vogliamo consentire anche alle aziende di minori dimensioni di godere di tutti i benefici derivanti dall’agilità tipica del cloud», ha concluso Caller.


ATTUALITA’

L’enorme quantità di dati oggi disponibili e l’esigenza di conservarli in totale sicurezza sono le molle che spingono quasi il 50% delle imprese italiane a rivedere la propria struttura informatica in una nuova dimensione: quella del cloud Francesco Marino

Astenersi perditempo. Il valore e i progetti complessi chiamano in causa competenze e focalizzazioni concrete da parte di tutti i componenti della filiera. Trend Micro ha da tempo fatto proprio del valore una delle stelle più brillanti nel suo firmamento. Tommaso Bucci, nuovo responsabile del canale a valore di Trend Micro, fa il punto della situazione. «Il mio arrivo – spiega Bucci – si inserisce in un cammino di rilancio della strategia di canale che Trend Micro ha imboccato da tempo. Abbiamo creato due organizzazioni, una per la parte small and medium business e una, di cui sono io il referente,

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Ci troviamo di fronte a un passaggio epocale, poiché il cloud diventa un’esigenza primaria che si interseca con i Big Data. L’EMC Forum ha fatto il punto sulla trasformazione in atto nel mondo della tecnologia. «I Big Data – ha spiegato Marco Fanizzi, country manager di EMC Italia – vengono generati in ogni momento da

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focalizzata sui partner con competenze e voglia di affrontare il mercato enterprise. A loro disposizione c’è un team composto da persone con skill professionali elevati». L’obiettivo è quello di confermare il già alto livello di clienti fedeli alle soluzioni Trend Micro, ma anche di andare a sviluppare nuovo business con nuove tipologie di partner. «Per questo – spiega Bucci – siamo alla ri-

un’infinità di applicazioni: dai social media alla videosorveglianza, dal rendering video alle smart grid, dalle immagini mediche alle ricerche scientifiche». In soli dieci anni i dati sono aumentati di 365 volte: nel 2000 si generavano 2 exabyte in un anno, nel 2011 sono stati prodotti 2 exabyte al giorno per 365 giorni. In questa realtà diventa fondamentale riuscire a governare il cambiamento, analizzare questa enorme quantità di informazioni, archiviarle e poterle recuperare in ogni momento. I temi affrontati hanno suscitato grande interesse tra gli 800 partecipanti all’EMC Forum. Il cloud si incontra con i Big Data e rappresenta la direzione in cui anche le aziende italiane stanno andando. «Il 49% dei partecipanti – sottolinea Fanizzi – ha come priorità il cloud, mentre il 46% intende mantenere le tecnologie esistenti in azienda. E non sono percorsi contrastanti perché il cloud è composto da tre “nuvole”: privato, pubblico e ibrido. Proprio il cloud ibrido risponde anche all’esigenza evolutiva della tecnologia, preservando le infrastrutture preesistenti». L’evento è stato presentato da Enrico Bertolino che, grazie alla sua esperienza di consulente, ha saputo raccontare le particolarità delle aziende made in Italy, che sono state al centro di tutta la giornata con la loro creatività e le loro esigenze di innovazione.

cerca anche di rivenditori non solo specializzati in sicurezza. Puntiamo infatti a reseller focalizzati sulla virtualizzazione o sull’asset management. La security ormai è un mercato ampio, complesso… Si tratta di Tramite questo QR code, il reportage realizzato presso la nuovissima sede di Trend Micro alle porte di Milano

Continua il cammino del vendor di sicurezza in direzione valore e progetti complessi. A tu per tu con Tommaso Bucci, enterprise and value channel manager di Trend Micro. In arrivo anche una struttura per i provider di servizi di sicurezza gestita

una fase di dinamismo fatta di selezione naturale, ma anche di nuovi ingressi». Una ricerca di nuovi partner che si spinge fino ai provider di servizi di sicurezza gestita. «Abbiamo già alcuni partner di questo tipo. A livello mondiale è allo studio la creazione di un’organizzazione che segua il mercato dei service provider».


ATTUALITA’ Collegati a questo QR code e ascolta dalla viva voce di Steve Brazier, president e Ceo di Canalys, i più interessanti consigli per affrontare l’evoluzione del canale IT

Non si è fatto pregare Steve Brazier, president e Ceo di Canalys, nell’analizzare lo stato del mercato IT e della distribuzione durante la tre giorni di Barcellona ad inizio ottobre. Ospitata nel capoluogo catalano per il quinto anno consecutivo, la manifestazione Canalys Channel Forum Emea 2012 si è aperta con il keynote di Brazier, in cui è stato evidenziato come nell’area Emea, nonostante il settore IT abbia messo a segno la peggiore performance in tre anni, solo i rivenditori sono andati meglio delle aspettative nella prima metà del 2012. Se i dealer hanno riportato tassi di crescita vicini al 10%, cogliendo i vantaggi della sempre più

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marcata preponderanza di software e servizi nel business IT, i distributori sono quelli che hanno sofferto di più, rimanendo su un livello di crescita zero. Va detto che il settore informatico nel suo complesso, sempre nell’area Emea e sempre nel primo semestre 2012, è cresciuto del 6%, ma la metà di questo incremento è tutto appannaggio di Apple. Quali allora le ricette per uscire dall’impasse? «Nel decennio appena trascorso, il focus maggiore è stato sui servizi guidati dalle persone, come i call center – ha sottolineato Brazier –. Tuttavia oggi le applicazioni stanno sostituendo le persone nel fornire agli utenti finali una soluzione fatta in casa per tutte le esigenze, dalla prenotazione di un taxi alla sicurezza IT, ed è per questo

che il consiglio da dare agli operatori di canale è quello di reclutare gli sviluppatori». E proprio in tema di applicazioni, i numeri portati da Canalys a Barcellona indicano che si tratta di un mercato che nel solo 2012 arriverà a valere 18 miliardi di dollari, rendendole la «maggiore opportunità singola di crescita per il canale nel corso dei prossimi mesi». Tra le altre opportunità, resistono le aree della sicurezza, della mobility e del cloud computing: non a caso, il tema dell’edizione 2012 dell’evento era “Smarter mobile enterprise”, anche a sottolineare la convergenza tra mobilità, wireless, business analytics, cloud e sicurezza.

Il punto di vista dei big in Italia Come sempre, poi, all’evento erano presenti numerosi protagonisti del mercato IT, dai principali distributori ad alcuni dei più importanti vendor. Marco Lanfranchi, director PPS Italy channel sales di Hp, ha spiegato

Cloud, sicurezza, mobility e App: le opportunità di crescita per il canale non mancano. All’evento annuale organizzato a Barcellona dalla società di analisi Canalys, una serie di ricette per uscire dalla crisi. I punti di vista sul mercato italiano di Hp e Ibm Edoardo Bellocchi

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come la recente unificazione del printing e dei pc in casa Hp potrà portare a una semplificazione per il canale, con «un’ottimizzazione generale dei rapporti, grazie a una nostra maggiore capacità di seguire i dealer tramite un’interfaccia unica: ci saranno più persone che dedicheranno più tempo al canale, che non potrà non giovarne». La nuova organizzazione, che entra a pieno regime con l’inizio dell’anno fiscale 2013, cioè a partire dal 1° novembre 2012, sarà guidata nel nostro Paese da Tino Canegrati, che avrà al suo arco alcune nuove frecce, come le novità di prodotto che si prevedono a breve: si parla soprattutto di tablet, di un ibrido tra smartphone e tablet, e di un tablet ultraslim. Puntano invece sul cloud e sulle tecnologie connesse i nuovi programmi per il canale di Ibm. Francesco Angeleri, da luglio 2012 a capo della Business Partner Organization di Big Blue per l’Italia, spiega come l’idea sia quella di dare sempre più la possibilità ai partner di sviluppare soluzioni e servizi in ambito Ibm SmartCloud e PureSystems. «La nostra vasta offerta di tecnologie consente ai rivenditori di costruire value proposition distintive, per esempio erogando un ampio portafoglio di servizi applicativi in modalità SaaS». Ed è anche per questo che, nelle parole di Angeleri, «punteremo sempre più su un canale a valore aggiunto anche in Italia: non ci interessa il semplice accesso al mercato, cerchiamo competenza».


Digitalic per F-Secure

NUOVI STRUMENTI PER IL CANALE

LA MIGLIOR DIFESA È L’AGGIORNAMENTO

VIAGGIO AL CENTRO DELLA SECURITY CHE CAMBIA PASSO Oltre la protezione classica di reti, computer, dispositivi di ogni forma e dimensione. Oltre e a supporto di una sicurezza sempre meno legata alla logica del singolo prodotto che risolve il singolo problema. F-Secure cambia passo e si muove in direzione di una strategia proattiva che offre a clienti finali e soprattutto al canale indiretto nuovi e decisivi strumenti tecnologici e di business. Nasce così Software Updater, un tool proattivo di gestione delle patch che garantisce che i sistemi operativi, i plug-in dei browser e le applicazioni di terze parti utilizzati in azienda siano sempre aggiornati.


PREVENIRE I RISCHI E RENDERE PIÙ EFFICIENTE L’IT

UNA MINACCIA INSIDIOSA, UNA DIFESA INNOVATIVA L’aggiornamento dei software è una componente critica per la sicurezza aziendale, poiché gli attacchi malware sfruttano sempre più gli exploit di vulnerabilità. Oggi, F-Secure unisce protezione totale con aggiornamenti in automatico dei software per una soluzione indirizzata a qualunque azienda, particolarmente adatta alle Pmi

Michele Caldara, sales manager channel business di F-Secure Italia

Collegati a questo pratico QR code e scopri, attraverso una videodimostrazione esclusiva, le più interessanti funzionalità di Software Updater

Una procedura cui spesso viene dedicato un tempo e, soprattutto, una attenzione minima. Una procedura che molti utenti aziendali vedono come superflua o, peggio, come una noiosa interruzione delle proprie attività. Di solito i problemi iniziano così. L’aggiornamento dei software, dei sistemi operativi e delle applicazioni è – oggi più che mai – un elemento chiave per le aziende, di ogni forma e dimensione, che intendono affrontare la sfida della protezione dei dati critici e delle infrastrutture IT in maniera efficace. Nell’era dei furti delle identità e degli attacchi mirati, tecnologicamente evoluti, sferrati da vere e proprie organizzazioni criminali, la sicurezza IT non può e non deve più essere demandata alla semplice protezione “classica” di pc, server, reti, storage… Secondo la classifica dei Laboratori di Ricerca F-Secure, oltre l’80% dei dieci peggiori malware mirano a colpire i punti deboli dei software “obsoleti”. Conosciuti come exploit di vulnerabilità che più comunemente colpisco-

no software senza patch, questi attacchi minacciano seriamente la sicurezza dei dati delle aziende. «Il software è come la porta d’ingresso dei pc – afferma Michele Caldara, sales manager channel business di FSecure Italia –. I software non aggiornati sono dunque una porta spalancata per tutti i tipi di attacchi. Ci vogliono in media solo tre giorni, per trasformare una vulnerabilità in un exploit». Più di un campanello di allarme dunque che pone le aziende di fronte alla necessità di passare da una protezione “tradizionale” delle proprie infrastrutture IT a una protezione proattiva capace di anticipare i rischi. Dall’altra parte, però, il panorama economico italiano – dominato da imprese di piccole e medie dimensioni – racconta che aggiornare tutti i software su tutti i computer presenti in azienda può diventare un compito davvero enorme, quasi impossibile per quelle imprese che lavorano con scarse risorse IT. Così spesso questo aspetto viene messo in secondo piano, lascian-

do molte imprese in balia di violazioni dei dati. Anche e soprattutto per questo F-Secure ha deciso di rendere ancora più completa la propria offerta per la sicurezza aziendale integrando anche la gestione delle patch di aggiornamento di software di terze parti. Nasce così Software Updater, una componente di F-Secure Protection Service for Business (soluzione di Security-as-a-Service che F-Secure mantiene e mette a disposizione di IT manager e rivenditori) che apre nuovi orizzonti per le Pmi. Software Updater, infatti, è uno strumento proattivo di gestione delle patch e garantisce che i sistemi operativi, i plug-in dei browser e le applicazioni di terze parti utilizzati in azienda siano sempre aggiornati. Software Updater, in particolare, esegue la scansione in modo proattivo dei computer per gli aggiornamenti di sicurezza e per le patch mancanti, scaricandoli automaticamente o a intervalli programmati, mostrandone i risultati. La soluzione consente infatti di visualizzare l’ultimo stato della protezione in tempo reale e ridurre i rischi associati all’utilizzo di software obsoleti molto vulnerabili di cui non sono state installate le patch. Per gli utenti che desiderano un maggiore controllo, vi è anche un’opzione manuale.


VALORE E SUPPORTO A PORTATA DI PARTNER

UNA NUOVA SECURITY AL SERVIZIO DEL CANALE Il lancio di Software Updater all’interno di Protection Service for Business rappresenta una grande innovazione dal punto di vista tecnologico, ma soprattutto un salto di qualità nello storico rapporto che unisce F-Secure ai propri partner di canale Parlare di sicurezza proattiva, evoluta, strutturata vuol dire parlare di un approccio sempre più maturo, competente ed efficace al tema della protezione delle infrastrutture IT e dei dati sensibili. Un approccio che, come detto, molte piccole e medie imprese spesso non vogliono, ma soprattutto, non possono sviluppare autonomamente per limiti di tipo economico e di risorse umane. In questo scenario diventa dunque fondamentale il ruolo dei partner di canale che si faranno consulenti e interlocutori di fiducia per queste aziende. Partner a cui F-Secure dedica da sempre particolare attenzione. «Software Updater – spiega Caldara – è stato inserito gratuitamente nella versione Standard di Protection Service for Business, quella cioè utilizzata dagli IT manager e dai clienti finali, ma soprattutto nella versione Advanced di Protection Service for Business, ovvero la versione che viene utilizzata dai nostri rivenditori per gestire la sicurezza dei propri clienti finali. Una versione questa che rappresenta per noi un decisivo strumento di approccio al mercato. Il canale infatti è da sempre il cuore pulsante del nostro go to market ed è anche per questo che abbiamo deciso di mettere nelle ma-

ni dei nostri partner, gratuitamente, uno strumento come Software Updater. Un tool che i rivenditori poi sono liberi di inserire automaticamente nella contrattualistica già in essere con i propri clienti, ma anche di utilizzarlo per costruire nuove offerte di servizi a valore capaci di portare loro margini e nuovo business». Grazie a Software Updater i partner possono infatti offrire ai clienti un controllo e una gestione ancora più efficace dei propri applicativi, mettendo a disposizione modalità di aggiornamento da remoto con il minimo impatto a livello di operatività dato che possono essere assolutamente modellate e organizzate automaticamente o manualmente a seconda delle singole esigenze di ogni azienda (aggiornamenti notturni, solo il sabato e la domenica, ecc.). Un’opportunità questa per rilanciare il ruolo di consulenti ad alto valore ai quali le Pmi possono demandare la gestione e la protezione delle infrastrutture IT per dedicarsi al 100% al proprio core business. «In quanto parte di Protection Service for Business – conclude Caldara – anche Software Updater è mantenuto da F-Secure, mentre il partner locale si occupa di gestire e controllare i computer del cliente. In questo modo, il rivendi-

LA SICUREZZA PIÙ COMPLETA, UN SERVIZIO DI VALORE La soluzione per la sicurezza delle Pmi di F-Secure, Protection Service for Business, è la più completa sul mercato delle piccole e medie aziende. Disponibile attraverso migliaia di rivenditori partner di F-Secure in tutto il mondo e basata sul concetto chiave di sicurezza come servizio fornito e gestito da consulenti di valore, copre tutti gli aspetti della sicurezza, tra cui protezione da virus e spyware, da spam ed e-mail così come protezione firewall e server. Software Updater si integra in questa soluzione e nel portafoglio dei servizi offerti da F-Secure. La soluzione è mantenuta da F-Secure e il partner locale gestisce e controlla i computer del cliente. F-Secure Protection Service for Business è disponibile anche per dispositivi mobili, offrendo protezione anche per smartphone e tablet sempre più utilizzati per accedere alle e-mail e alle informazioni aziendali. Collegati a questo pratico QR code e consulta in esclusiva la mappa mondiale interattiva con le informazioni in tempo reale dei dieci peggiori malware delle ultime ventiquattro ore

tore può offrire con un’unica soluzione, un servizio ancora più completo che permette di mantenere aggiornati i sistemi operativi e le applicazioni di terze parti, ottimizzando la gestione simultanea di più clienti di piccole dimensioni».

Contatti F-SECURE Via G. Stephenson, 43/A 20157 Milano Tel. 02 39000094 Fax 02 39007212 www.f-secure.it


ATTUALITA’

La prima metà del 2012 ha rappresentato per Check Point, leader dei sistemi di sicurezza Internet, un semestre tutto in crescita e i risultati parlano chiaro. La grande, progressiva e costante attenzione messa quotidianamente nei confronti del canale ha portato a una crescita del 147% (gennaio-giugno) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’importante ed efficace riorganizzazione interna all’azienda, che ha visto arrivare e consolidare la posizione di Elena Ferrari in qualità di channel sales manager Italia, ha spinto ancor di più l’acceleratore sulle sinergie con i partner di canale, anello fondamentale della strategia di Check Point,

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da sempre. «La nostra azienda opera fin dall’inizio solo ed esclusivamente attraverso il canale, che riveste un ruolo particolarmente importante sul mercato italiano, composto da tante realtà di piccole e medie dimensioni», ha dichiarato la stessa Elena Ferrari commentando questi risultati. L’importante manovra di selezione e riqualificazione dei partner ha portato l’azienda a chiudere un accordo (per il momento) con 44 partner certificati e qualificati, in grado ora di offrire la vasta gamma di servizi Check Point che, con cadenza semestrale, definisce insieme a loro le attività e gli obiettivi per il semestre successivo in modo da camminare insieme con successo per il conseguimento dei target

Obiettivi e idee chiare ma, soprattutto, grande trasparenza e fiducia nei confronti del canale. Check Point Software è sicuramente una delle stelle più brillanti nell’opaco firmamento IT di questo 2012. «Sono molto soddisfatta dei risultati ottenuti e di aver guadagnato la fiducia dei partner» racconta Elena Ferrari, channel sales manager per la società in Italia Daniela Schicchi

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comuni. Il percorso di certificazione prevede tre livelli: bronze, silver (che vede attivi circa 20 partner) e gold (che ne conta circa 12). La piramide si completa con il livello più alto, il platinum, che attualmente conta un solo player. Il team di canale messo in piedi dalla Ferrari si è, poi, arricchito di una figura strategica fondamentale, ovvero quella di Vincenzo Paccione che si sta occupando di espandere la rete dei rivenditori oltre che di coordinare, valutare e incrementare il numero dei quelli cosiddetti “not in program” (coloro che ancora non sono inseriti nei programmi standard aziendali). Per quanto riguarda la rosa di distributori selezionati, scelti e operativi sul mercato italiano, oggi se ne contano

Il canale è il motore più potente di Check Point Italia. In questo esclusivo reportage, il confronto aperto e diretto tra la società di sicurezza e due partner chiave come Itway e Consys. Collegatevi al QR code e partecipate alla tavola rotonda

tre: Computerlinks, Itway e Westcon. Quest’ultimo rappresenta la novità, in ordine cronologico, visto che l’accordo è stato chiuso proprio lo scorso mese di settembre. La decisione ha un notevole valore strategico, dato che Westcon ha già una sua rete di rivenditori considerati “nuovi” per Check Point, ovvero che già non vendono soluzioni dell’azienda specializzata in sistemi di sicurezza in Rete. «Da tempo collaboriamo con successo con Westcon in altri Paesi ed è un piacere estendere anche all’Italia questa partnership, tesa a rafforzare ulteriormente la nostra presenza sul mercato», ha affermato Rodolfo Falcone, country manager di Check Point Italia.

Elena Ferrari, channel sales manager Check Point Italia


La tecnologia non è mai stata così conveniente

Il nuovo Office sta arrivando, non farti cogliere impreparato Dalla preziosa collaborazione tra Microsoft e JSoft, Business Unit di Computer Gross, ecco una nuova occasione di business per i partner. Solo per poco tempo, la possibilità di offrire ai clienti uno sconto del 33% sul prezzo di listino Approfondisci collegandoti a questo pratico QR code

È il momento decisivo per Microsoft e per tutto il suo ecosistema di partner. Con Windows 8, Windows Server 2012 e il nuovo Office, sul mercato stanno arrivando le soluzioni sulle quali il colosso IT punta per cogliere e affrontare al meglio le cruciali sfide della mobility, del cloud, della gestione efficace delle informazioni e della propria operatività. Soluzioni di valore, che necessitano del supporto strategico di distributori come JSoft, Business Unit di Computer Gross. Proprio dal canale che unisce Microsoft a questa dinamica società è infatti in arrivo un’opportunità unica per i rivenditori che puntano a fornire innovazioni

su misura per piccole e medie imprese che vogliono crescere. Nello specifico, l’offerta esclusiva permette di proporre ai propri clienti Microsoft Office Standard o Office Professional Plus in modalità Open (Licenza + Software Assurance) scontato (33% sul prezzo di listino) e avere l’aggiornamento gratis alla nuova versione appena disponibile, con tutti i vantaggi della Software Assurance. La promozione è valida sia per il programma commercial sia per il programma government e si applica da un minimo di 5 codici commercial e di 6 codici government.

Approfittane subito: hai tempo solo fino al 30 novembre 2012. Assicura ai tuoi clienti la possibilità di passare alla nuova versione di Office non appena disponibile. Consulta la guida all’acquisto per scoprire le opportunità dedicate, collegandoti al QR code qui accanto.


Digitalic per McAfee

L’INNOVAZIONE E IL VALORE SI TOCCANO CON MANO

MCAFEE SI FA IN 4 PER I DEMO LAB DI TECH DATA

Il valore non è mai stato così concreto e a portata di rivenditore. Il colosso della distribuzione alza il sipario sull’atteso Demo Lab, un’area-laboratorio ricca di proposte e innovazioni, uno spazio a disposizione dei rivenditori per partecipare a training e certificazioni, fissare appuntamenti specifici con i propri utenti finali per demo, prodotti e momenti formativi. Tra le protagoniste del laboratorio, le migliori soluzioni firmate McAfee

Entrare direttamente in contatto con i rivenditori sul territorio, fare del valore e dei margini non solo dei discorsi ma anche qualcosa di estremamente concreto. Concreto come un laboratorio, un’area innovativa presso la quale toccare con mano la tecnologia, testarla, discuterne, formarsi, portare i propri clienti e costruire il business passo dopo passo. Una scelta ambiziosa, coraggiosa, un investimento poderoso per rilanciare il proprio ruolo da protagonista nel mondo della distribuzione, capace di supportare i rivenditori in ogni fase del processo di vendita. Tech Data ha alzato il sipario sul suo attesissimo Demo Lab di San Giuliano Milanese. «Oggi più che mai Tech Data sente l’esigenza di essere in contatto diretto con i propri clienti per supportarli, dare loro valore e contribuire a generare nuove opportunità di business. Per queste ragioni – spiega Cinzia Perucca, broadline marketing director & marketing communication

manager di Tech Data Italia – abbiamo sostenuto, insieme ai nostri brand partner un investimento importante, per mettere a disposizione gratuitamente dei nostri rivenditori un’area tecnologica da sfruttare nella propria attività di business. Da questo lancio in poi continueremo a lavorare e a investire su tale progetto, in modo da renderlo sempre più utile, facile da usare e innovativo». Vicino al canale e all’innovazione Tech Data Demo Lab è insomma una struttura che nasce per avvicinare i clienti alle soluzioni, anche quelle più complesse. È un ambiente attrezzato con le migliori tecnologie anche per quanto riguarda la sicurezza; in pratica è un data center, un sistema informatico aziendale dotato delle ultime tecnologie in cui toccare con mano le potenzialità delle soluzioni. McAfee, presenza storica e di valore nella squadra dei vendor su cui punta Tech Data, è uno dei protagoni-

sti di questa struttura innovativa. «L’idea – hanno spiegato gli uomini di Tech Data durante l’evento di inaugurazione – nasce per aiutare i partner a vendere al meglio le soluzioni di valore e non esiste nulla di più efficace che farle vedere agli utenti finali in funzione, sul campo. Qui i rivenditori trovano un ambiente completo, protetto dalla tecnologia McAfee e ne possono misurare l’efficienza e la potenza». Il Demo Lab è affiancato da un’aula per la formazione – anche questa a elevato tasso tecnologico – in cui si terranno corsi di certificazione e di aggiornamento per garantire sempre la massima competenza. I corsi saranno dedicati ai partner di canale e realizzati insieme da McAfee e Tech Data. «Questa struttura è un grande supporto nella realizzazione di progetti a valore – spiegano da Tech Data – perché è fondamentale per chi investe su una tecnologia, in particolare sulla sicurezza, sperimentare direttamente i benefici». Per avere accesso al Demo Lab di Tech Data i rivenditori hanno a disposizione un portale sul Web e personale dedicato che si occupa delle prenotazioni, mentre i corsi sono già inseriti nel calendario degli appuntamenti. Tech Data, dunque, con questo poderoso investimento mette a disposizione del canale una struttura all’avanguardia per la tecnologia e per la flessibilità. Una struttura addirittura in grado di personalizzare


l’ambiente dei test, per ricreare la soluzione più vicina a quella che verrà realmente installata presso l’azienda finale. Il Tech Data Demo Lab ha il cuore sicuro di McAfee «In un momento in cui le minacce alla sicurezza diventano sempre più difficili da rilevare e il livello di complessità dei codici maligni è in costante crescita – spiega Marco Ottavi, distribution manager per l’Italia di McAfee – sono necessarie tecnologie all’avanguardia in grado di indirizzare queste problematiche. Grazie alla realizzazione di questo laboratorio, che si propone come un punto di riferimento nel mercato, clienti finali e rivenditori possono assistere a sessioni di formazione live, a demo delle soluzioni e delle tecnologie di sicurezza McAfee e alla loro integrazione che dà vita a un ciclo completo di security risk management». Il McAfee Network Security (Ips), il McAfee Web Gateway, il McAfee Email Gateway e il McAfee Firewall Enterprise da oggi sono dunque in mostra presso il nuovissimo Demo Lab di Tech Data e a breve sarà disponibile sul sito del distributore il calendario degli appuntamenti di formazione sulla sicurezza tenuti degli esperti McAfee. «Siamo lieti – continua Ottavi – che Tech Data stia portando avanti questo progetto con McAfee. Grazie a questo laboratorio noi e gli altri partner coinvolti saremo in grado di dare una risposta concreta alle più pressanti necessità nell’ambito della sicurezza informatica. Potremo ovviare alla carenza di informazione e formazione organizzando training per il personale, sia tecnico sia commerciale dei rivenditori e anche degli utenti finali e assicurare loro le demo delle soluzioni prima che questi debbano effettuare un investimento. La disponibilità di un laboratorio predisposto per le presentazioni e le demo

dal vivo costituiscono un valore essenziale nel momento in cui si propongono ai clienti delle soluzioni tecnologiche, fornendo una visione più approfondita e puntuale rispetto a quelle ottenibili spostando di volta in volta gli apparati presso i clienti. Il valore delle soluzioni innovative sta anche nella capacità di dimostrare l’efficacia introdotta in un sistema da ogni singolo componente, sia in termini di gestione, sia in termini di fruibilità delle funzionalità offerte.La disponibilità di un ambiente di test dalle prime fasi di valutazione delle tecnologie, risulta quindi essenziale sia per valutare l’effettiva capacità di integrazione nella propria infrastruttura della soluzione che si sta testando, sia per misurare gli impatti derivanti dall’introduzione di una nuova tecnologia senza per questo interferire con la normale operatività della propria azienda».

Ecco i Fantastici 4 di McAfee, da oggi a disposizione dei rivenditori presso il Demo Lab di Tech Data Italia

Contatti MCAFEE ITALY – MCAFEE INC. Tel. 02. 554171 www.mcafee.com/it

Contatti TECH DATA ITALIA Via Tolstoj, 65 20098 San Giuliano Milanese (MI) Tel. 02.98495.201 info@techdata.it www.techdata.it


ATTUALITA’ Le emozioni e i momenti chiave dello Showcase di Ingram Micro, in un breve ma intenso videoreportage disponibile collegandosi a questo QR code

Ci sono appuntamenti che, per chi vuole davvero toccare con mano lo stato di salute del canale e del mercato IT di casa nostra, proprio non bisognerebbe mai evitare. Tra questi c’è sicuramente lo Showcase di Ingram Micro, un evento ormai più che tradizionale per un intero mercato in cerca di solidi punti di riferimento. Un appuntamento che, forse mai come quest’anno, strappa qualche inatteso sorriso. Si parla infatti di 64 vendor e circa 1.500 persone presenti accolte dall’emblematico slogan “People in the middle”. A farla da padrone ovviamente Windows 8 con tutti i nuovi dispositivi pronti

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Puntuale e atteso come sempre è tornato nelle scorse settimane lo Showcase di Ingram Micro, un evento al quale hanno partecipato 64 vendor e circa 1.500 persone. Per loro il management del distributore ha preparato una ricetta fatta di tante novità tecnologiche ma, soprattutto, di un nuovo accento sui servizi, sul valore e sulla mobility Marco Lorusso

Durante il corso della manifestazione, grandissima è stata l’attenzione per l’innovativa piattaforma Universo Servizi. Un vero e proprio market place in cui i rivenditori incontrano i migliori fornitori di servizi. Proprio Universo Servizi rappresenta forse meglio di ogni altra novità la grande evoluzione che sta portando Ingram Micro a sviluppare una progressiva attenzione nei confronti delle solu-

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per accoglierlo ma, soprattutto, l’innovativa piattaforma Virtual Showcase. «La grande novità di quest’anno è Virtual Showcase – racconta Annalisa Acquaviva, business management director di Ingram Micro –. Quest’anno abbiamo studiato una formula che permetterà a tutti coloro che non sono potuti venire allo Showcase di poter partecipare ugualmente. Collegandosi infatti al sito www. ingrammicro.it e cliccando sul banner dedicato a tale piattaforma Web, tutti potranno visitare lo Showcase, navigando tra gli stand, vedendo le promozioni e i progetti per il canale, scaricando le brochure, interagendo con i

zioni complesse, del valore e delle relazioni di qualità con i propri rivenditori. In questa esclusiva video demo – disponibile collegandosi al QR code qui di seguito – Gianlorenzo Polese, service manager di Ingram Micro, mostra ai lettori di Digitalic come sia possibile entrare concretamente in Universo Servizi di Ingram Micro e sviluppare strategiche opportunità di business.

vendor e con noi di Ingram Micro tramite un proprio avatar…». Come sempre poi, l’evento milanese è stato l’occasione per uno sguardo pratico e diretto sulle dinamiche in atto nel mondo della distribuzione. «Inutile fare giri di parole – ha raccontato Sergio Ceresa, deputy managing director & sales director di Ingram Micro – il mercato della distribuzione sta attraversando un momento di forte criticità pressato da una parte dagli e-tailer, che erodono quote in ambito Smb, e dall’altro dal problema della eccessiva frammentazione. Basti pensare che in Italia i primi cinque distributori valgono solo il 55% del mercato della distribuzione. Per affrontare una simile situazione, in questi mesi, abbiamo portato avanti importantissimi processi di riorganizzazione interna che ci hanno condotto alla creazione di tre divisioni dedicate rispettivamente alle attività a volume, a valore e ai servizi, alle quali oggi si aggiunge quella per il mondo del mobile». «Per quanto riguarda il valore – ha continuato Ceresa – stiamo affrontando un importante progetto di aggiornamento e formazione di tutta la nostra forza vendita, in ottica di soluzioni complesse e approccio consulenziale. Inoltre abbiamo allargato il listino a un brand come Cisco e ci stiamo interessando in maniera crescente a tutti quei marchi che operano in ambito data center e sicurezza».


Digitalic per Systematika Distribution

LA DISTRIBUZIONE CHE CERCA E OFFRE OPPORTUNITÀ

SYSTEMATIKA DISTRIBUTION, IN VIAGGIO VERSO VALORE E INNOVAZIONE Dallo storico e unico rapporto con VMware fino all’annuncio dei nuovi, strategici partner vendor. Viaggio al centro di una delle più dinamiche realtà del canale indiretto concretamente a valore. Gli obiettivi, le strategie e gli annunci dalla viva voce di Franco Puricelli, Systematika Distribution sales manager & business development Franco Puricelli, Systematika Distribution sales manager & business development

Un anno complesso, delicato, animato da dinamiche difficili da interpretare. Il 2012 che sta per chiudere i battenti ha messo gli operatori di canale italiani davanti alla necessità di affrontare evoluzioni e sfide dal sapore sempre più decisivo per il loro stesso modo di interpretare il business. Margini, valore, cloud computing, virtualizzazione, “sfide epocali” dunque di fronte alle quali una realtà come Systematika Distribution ha risposto ancora una volta presente, mettendo sul campo il meglio dei suoi strumenti a sostegno dei rivenditori. «Trovare un equilibrio tra la forte recrudescenza della sofferenza sul credito evidenziata dal canale, il mercato a volte apparentemente ingolfato e le necessità di business non è stato e non è un esercizio semplice – racconta Franco Puricelli, Systematika Distribution sales manager & business development –. Le somme le tireremo al termine del nostro anno fiscale (marzo 2013): il 2012 si è rivelato comunque un anno impegnativo, con diverse sfide da raccogliere in un contesto generale di mercato e Paese molto complesso e di diffi-

cile lettura. L’azienda, a dispetto (o forse dovremmo dire in funzione) del momento, ha puntato molto sul cosiddetto cloud-journey, in modo particolare su tutte le attività di abilitazione e di formazione per il canale. Questo per promuovere sia le competenze tecniche sia le modalità di licensing associate ai modelli a consumo. Le attività sono ancora in corso, ma ci sentiamo già di dire che il riscontro è stato positivo, almeno per quanto riguarda la partecipazione». Un riconoscimento di valore «I risultati di questa semina ci auguriamo di vederli nei prossimi mesi – continua Puricelli –. Per ora ci godiamo il prestigioso riconoscimento consegnatoci da VMware al “VMworld Europe 2012” di Barcellona, nel quale Systematika è stata premiata come Emea Innovative Distributor 2012 proprio per la modalità di approccio al canale, basata sul valore della competenza. In termini generali, la partnership con VMware si evolve continuamente in funzione anche della strategia che VMware decide di adottare. Il riconoscimento ricevuto a Barcellona, in aggiunta ai risultati che stiamo ottenendo da molti anni, dimostra come questo atteggiamento possa essere premiante nel tempo. Oggi VMware ha peraltro una strategia molto articolata che, al di là dell’aspetto tecnologico o degli slogan del momento, indirizza mol-

tissimi temi: infrastruttura in primis, ma anche applicazioni e relativo sviluppo, molteplicità di device, ecc. Per ciascuno di questi aspetti in Systematika esiste competenza e disponibilità al trasferimento: un valore a disposizione del partner, ma anche del vendor». Le nuove opportunità Lo storico rapporto con VMware, dunque, ma anche l’arrivo e l’allargamento della squadra dei partner vendor sempre nell’ottica di fornire nuove e promettenti opportunità ai dealer. «Abbiamo in programma di ampliare il portfolio delle nostre soluzioni in modo coerente e organizzato – continua Puricelli –, quindi sempre intorno all’argomento virtualizzazione/cloud-computing e con le necessarie competenze. Il cloud-journey impone ottimizzazione delle infrastrutture data center e miglioramento delle performance, dunque guardiamo con estremo interesse, ad esempio, alle cosiddette Converged Infrastructure. Proprio qualche giorno fa abbiamo siglato un accordo con Nutanix, azienda americana che propone un’innovativa soluzione nella virtualizzazione del data center senza l’utilizzo della San, attraverso l’impiego di un’appliance che realizza una reale convergenza tra storage e Cpu riducendo così la complessità dell’infrastruttura a beneficio di performance, semplicità e scalabilità».

Contatti SYSTEMATIKA DISTRIBUTION Via Luigi Sampietro, 110 21047 Saronno (VA) Tel. 02 96410.282 Fax 02 9670.3113 corsi@systematika.it www.systematika.it


CREATIVE PARK 48

LA BAMBINA CHE RIVOLUZIONÒ LA FOTOGRAFIA Elena Veronesi Laureata in comunicazione d’impresa, è consulente di comunicazione visiva e direttore creativo della Creative Park Srl. Lavora nel settore comunicativo da oltre 10 anni e nella sua carriera ha collaborato con numerose agenzie pubblicitarie in tutta Italia. Da alcuni anni, al ruolo di consulente aziendale ha affiancato quello di formatrice, tenendo corsi sul marketing e la comunicazione visiva presso enti e aziende. È relatrice Smau, dove tiene workshop dedicati al Web design e alla comunicazione efficace e cura un blog nel quale parla di creatività, design e visual communication: www.elenaveronesi. com.

Era il 1943 e, durante una vacanza di famiglia, la piccola di casa Land trotterellava dietro al padre, intento a scattare delle fotografie. A ogni inquadratura i suoi occhi di bambina si riempivano di meraviglia e desiderio. Durante una delle tante sedute, davanti all’apparecchio che scattava fotografie in continuazione, si lasciò sfuggire un recondito desiderio: «Papà, ma perché non posso averle subito?». Un padre come tanti si sarebbe limitato a dare un buffetto sulla testolina della giovane figlia e a spiegarle che bisognava attendere lo sviluppo della pellicola per poter vedere le fotografie. Ma il signor Land non era un padre come tanti… Edwin Herbert Land, definito da molti “l’ultimo dei grandi geni”, viene ricordato per due importanti conquiste: essere secondo solo a Edison come numero di brevetti depositati e aver fondato nel 1937 la Polaroid Corporation, azienda passata alla storia per aver rivoluzionato il campo della fotografia. Spinto dall’innocente domanda della figlia, Land si mise a studiare

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la possibilità di realizzare un apparecchio fotografico in grado di scattare e sviluppare immediatamente le immagini realizzate. Il primo modello, la Model 95, venne prodotta nel 1948; ma fu la Polaroid SX70,

messa in vendita nel 1972, a decretare il successo del celebre brand. La domanda della piccola Land manifestava un sogno comune: poter vedere e condividere subito i propri ricordi. Da allora i desideri


In questo mondo di social Siamo sempre di più una società dell’immagine. Davanti all’incredibile numero di fotografie che ogni giorno vengono caricate e condivise sui maggiori social network si resta senza parole. Solo per citare alcuni dati: • ogni giorno su Facebook vengono caricate 250 milioni di foto; • Flickr ospita più di 5 miliardi di immagini e gli utenti caricano più di 3.500 foto al minuto; • il celebre social network dedicato alla fotografia, Instagram, nell’aprile del 2012 ha raggiunto il traguardo dei 30 milioni di utenti; • Pinterest, la bacheca virtuale che punta sulla condivisione delle immagini, conta più di 10 milioni di utenti registrati e circa 12 milioni di visitatori unici mensili. Da Facebook a Flickr, passando per Instagram e Pinterest, le foto arricchiscono le nostre comunicazioni e rendono i messaggi più reali, concreti ed emozionanti. Accompagnano le nostre giornate rendendo più vivide le notizie, semplificando le comunicazioni e creando

un legame più intimo e personale con il mondo che ci circonda. Le immagini sono una forma di comunicazione immediata e coinvolgente che è in grado di arricchire di senso ogni messaggio che l’accompagna. Ancor di più online, dove la pazienza degli utenti è un elemento da non sottovalutare.

Comunicare velocemente Leggere online non è semplice: secondo uno studio condotto da Jakob Nielsen la lettura a monitor è in media del 25% più lenta rispetto a quella su carta. Per quanto concerne i tablet, gli utenti leggono il 6,2% più lentamente su iPad e il 10,7% su Kindle 2 rispetto alla carta. Da questi dati emerge chiaramente come sia pressante l’imperativo di comunicare subito e in modo efficace. In questo le immagini ci vengono in aiuto offrendoci le informazioni in una modalità – quella visiva – che non necessita di decodifica verbale e quindi risulta più veloce. Come affermano Alexis Gerard e Bob Goldstein «le immagini hanno un potere unico, non solo per trasmettere informazioni, ma anche per costruire unità e consenso attorno a tali informazioni e promuovere l’azione e il processo di scelta all’interno di una comunità. […] Le immagini sono complete e dettagliate e forniscono un’esperienza informativa che ha un maggiore impatto delle parole, una base comune di informazioni visive risulta essere la forma più efficiente

di esperienza condivisa da cui partire per prendere decisioni». Numerosi studi hanno evidenziato come le rappresentazioni visive migliorino il ricordo delle informazioni. Secondo John Medina, biologo molecolare specializzato nello studio dei geni implicati nello sviluppo cerebrale, «testi scritti e presentazioni orali non sono solo meno efficaci delle immagini per conservare determinati tipi di informazioni, lo sono infinitamente meno». Il nostro cervello è costruito per lavorare con le immagini. Da un punto di vista evolutivo, abbiamo imparato a elaborare le informazioni visive milioni di anni prima di quelle testuali. Siamo talmente abituati a pensare visivamente che nemmeno ce ne rendiamo conto: quando sogniamo, immaginiamo delle situazioni o semplicemente cerchiamo di chiarirci mentalmente un concetto non stiamo facendo altro che ricorrere a delle immagini. Per questo motivo le informazioni presentate sotto forma visiva risultano così efficaci, perché rappresentano il modo più chiaro di comunicare con la mente umana. È importante considerare la componente visiva delle nostre comunicazioni: immagini, grafici e semplici illustrazioni schizzate a mano sono spesso il primo punto d’incontro tra il contenuto e il destinatario, un’occasione comunicativa da non lasciarsi scappare. Perché, come dice il vecchio adagio, “un’immagine vale più di mille parole”.

RISORSE

non sono cambiati: anche adesso non vediamo l’ora di mostrare a parenti e amici gli scatti dell’ultima vacanza. Ciò che è cambiato, però, è il modo di condividere queste emozioni: non abbiamo più bisogno di un papà inventore o di una Polaroid. Il mondo dei social ha reso tutto più semplice.

http://en.wikipedia.org/wiki/Edwin_H._Land Edwin Herbert Land, la sua storia e le sue tante invenzioni. Un viaggio appassionante nelle idee e nelle realizzazioni di un uomo che ha creato un mondo per far felice una bambina.

http://www.useit.com/alertbox/ percent-text-read.html Come leggono gli utenti online? Lo spiega Jakob Nielsen in questo interessante articolo. Lui che è soprannominato “il re dell’usabilità”.

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Digitalic per Hitachi

IL SUCCESSO DEGLI HITACHI INFORMATION FORUM 2012

HITACHI DATA SYSTEMS, UNA GUIDA NELLA TRASFORMAZIONE DEL DATA CENTER Il colosso dello storage ha chiuso con successo la terza edizione degli Hitachi Information Forum. Un evento in due tappe (Roma e Milano), per la prima volta interamente in italiano. Un’occasione unica per toccare con mano gli strumenti che Hitachi intende mettere nella mani di partner e aziende per affrontare il vento della trasformazione dei data center che cloud computing, Big Data e mobility stanno soffiando sul mercato

Dario Pardi, vice president global market di Hitachi Data Systems

Nuove strategiche soluzioni, nuove idee di storage, innovazione ma – soprattutto – una strada, un cammino preciso, ambizioso e sempre più delineato per accompagnare clienti, partner di canale e aziende verso la nuova, imminente era del data center. Un’era fatta di cloud, dati critici e mobilità estrema. Tutto sta cambiando a velocità siderali, tutto – mai come oggi – deve necessariamente essere governato nella maniera più funzionale possibile per affrontare le sfide di un business complesso e globale. La strada di Hitachi Data Systems è da tempo tracciata e su questa strada, lo scorso mese di ottobre, hanno scelto di mettersi numerose aziende che hanno risposto presente all’attesa chiamata degli Hitachi Information Forum, la terza edizione delle due giornate (Roma e Milano) che il colosso della gestione dei dati dedica ogni anno al suo ecosistema di clienti e partner. Un evento, per la prima volta interamente in italiano, in cui la società ha messo in mostra il meglio della sua offerta e della sua visione del business, il tutto in un contesto di prestigio in cui ha brillato la presenza anche di un facilitatore grafico che riassumeva “live” i punti salienti che venivano trattati e di uno show man come Marco Berry. «I dati – ha spiegato Dario Pardi, vice president global market di Hitachi Data Systems, nel corso dell’affollata tappa milanese svoltasi all’interno dello Stadio Meazza di San Siro – sono un vero e proprio capita-

le ed asset aziendale quindi non vanno più considerati dal punto di vista dell’hardware, ma con una visione integrata tra storage, server, gestione, sicurezza… e tenendo quindi presenti quegli elementi che impattano sui costi aziendali, che ottimizzano Capex e Opex e che permettono di mettere a valore il patrimonio informativo dell’azienda trasformandolo in un forte strumento competitivo. Hitachi quindi continua nel suo intento di sviluppare tecnologie sempre più avanzate (l’ultima “novità” è lo storage basato su memorie flash o soluzioni a elevatissima ridondanza e capacità – ndr), inserendo il tutto in un quadro complessivo con l’obiettivo di facilitare e semplificare la gestione delle informazioni e garantirne fruibilità e sicurezza in ogni luogo o momento. È indispensabile quindi avere una gestione efficace e riconoscere il valore dei dati per ottenere un successo duraturo, in quanto i dati (e soprattutto i Big Data), me-

diante appositi tool di analisi e di business intelligence, possono essere usati per creare efficienze operative, stimolare il successo commerciale e migliorare i processi e il servizio erogato ai clienti». Nel corso delle due giornate, spazio anche a interventi di grande importanza come quelli di Roberto Basilio, vice president, infrastructure platforms product management di Hitachi Data Systems, che ha alzato il sipario sulla innovativa piattaforma Hitachi Unified Storage VM ed Andrea Cicerchia, master solutions consultant – content & cloud architect della società, che si è focalizzato sulle soluzioni File & Content. Enrico Panichelli, senior business consultant Emea global market pre-sales, ha poi tenuto un speech sui Transformation Services di HDS, mentre Andrea Di Santo (Hitachi Europe) si è occupato di raccontare il gruppo Hitachi e il suo focus anche in settori diversi dall’IT.

Contatti HITACHI DATA SYSTEMS ITALIA Via T. Gulli, 39 20147 Milano Tel. +39 02 403092.1 www.hds.com/it hds.italy@hds.com


TECNOLOGIA «Cambieremo il modo di lavorare di miliardi di persone». Addio al desktop e probabilmente anche al mouse… Inizia così la più decisiva fase nella storia di Microsoft. Il colosso di Redmond ha alzato proprio in queste settimane il sipario sul nuovo, attesissimo sistema operativo Windows 8. La soluzione è stata studiata e pensata anche per lanciare la grande sfida al mondo mobile e dei tablet. Tutto ruota infatti intorno alla creazione di un “ecosistema” unico, con un ambiente compatibile con pc, tablet e smartphone. Interessante anche l’introduzione delle App, con un Windows Store che va

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all’attacco di un mercato dominato fino a oggi da Apple, Google e Amazon. Al lavoro però ci sono 400.000 sviluppatori, di cui una sessantina per l’Italia. Il momento insomma è decisivo e da giorni Microsoft ha lanciato la sua campagna pubblicitaria. La più grande – si mormora – mai approntata per la promozione di un oggetto tecnologico. Secondo indiscrezioni, infatti, Redmond ha messo in campo 1,5 miliardi di dollari. Ore di grandi attese ed emozioni anche in Italia dove a poche ore di distanza si sono susseguiti una serie di affollatissimi eventi firmati Microsoft ma anche organizzati da alcuni dei suoi più importanti partner, Samsung su tutti. «Si tratta di una grande sfida perché

Tutto cambia e tutto continua a cambiare. Dopo il debutto di Windows 8 ecco anche la sua versione per smartphone, Windows Phone 8, che è stata presentata sul mercato nei giorni immediatamente successivi al grande lancio del sistema operativo. Una sfida quella del mobile ancora più dura e ambiziosa per Microsoft che rilancia su un mercato dove Android e iOS stanno macinando record da tempo. La nuova versione del sistema di casa Redmond è già installata su vari smartphone come Nokia Lumia 920 e 820, su HTC Windows 8X e 8S e Samsung ATIV S. Interessante il grande focus annunciato sul mondo aziendale. Windows Phone 8 è definito “Enterprise Ready” grazie all’introduzione di numerose feature dedicate al mondo aziendale (si veda la parte di device management e di integrazione con i servizi cloud).

Le emozioni, le voci e le prime sensazioni dei manager di casa Microsoft raccolte durante le affollatissime giornate del lancio di Windows 8 e di tutti i suoi “fratelli”. Un servizio esclusivo disponibile collegandosi a questo pratico QR code

il sistema operativo è stato completamente ridisegnato – racconta a Digitalic Lorenza Poletto, Windows Consumer BG di Microsoft Italia –. L’interfaccia tradizionale ha lasciato lo spazio ai riquadri animati che possono essere personalizzati e integrati con lo store. Tutte le applicazioni sono certificate da Microsoft. Continua a esistere ovviamente il tradizionale mondo desktop. Una delle App precaricate è proprio quella che permette di lasciare l’interfaccia touch e di tornare ad utilizzare desktop e mouse come da tradizione interagendo con i nostri famosi applicativi. Un cambiamento necessario per venire incontro a un mercato che negli ultimi anni è cambiato tantissimo: l’informatica non è più fatta di desktop e notebook, ma

di tablet e di tutta una serie di dispositivi di forme e dimensioni diverse. Per questo Windows 8 permette all’utente di scegliere qual è il dispositivo più adatto alle proprie esigenze per poi trovare sempre lo stesso ambiente in maniera immediata e flessibile». «Con il lancio di Windows 8, Microsoft presenta al mondo intero una versione reinventata di Windows – ha poi dichiarato Silvia Candiani, direttore marketing and operations di Microsoft Italia –. Su tablet o pc, attraverso funzionalità per la semplice fruizione o per la creazione di contenuti, per il lavoro o l’intrattenimento, Windows 8 propone un’esperienza personalizzata che si adatta perfettamente alle proprie esigenze e al proprio stile».

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DIGITALK CHI LA ODIA, CHI DA TEMPO HA AVVIATO CROCIATE “GREEN” PER METTERNE AL BANDO OGNI UTILIZZO, CHI LA AMA O ADDIRITTURA LA ADORA IN MANIERA SMISURATA, AL LIMITE DEL FETICCIO… LA CARTA E’ UNO STRUMENTO CHE DA SEMPRE SUSCITA ALTERNE SENSAZIONI, EMOZIONI, REAZIONI. MA, EVITANDO OGNI TIPO DI ESASPERAZIONE O POSIZIONE ESTREMA, QUAL E’ VERAMENTE IL SUO DESTINO NEL MONDO AZIENDALE? E’ NORMALE CHE MOLTI PRODUTTORI, CHE PER ANNI HANNO BASATO LE PROPRIE FORTUNE SULLA VENDITA DI STAMPANTI E CONSUMABILI OGGI AFFIANCHINO CON SEMPRE MAGGIORE DECISIONE SOLUZIONI MIRATE ALLA GESTIONE DOCUMENTALE E ALLA SMATERIALIZZAZIONE? CONTROSENSO O NORMALITA’?

Alessio Ferri

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Carta canta, carta bianca, carta straccia… carta automatica? L’obiettivo finale, il miraggio per tanti, almeno a parole, è quello di liberarsi completamente dalla carta e avere tutto a portata di click, anche per aumentare la possibilità di svincolarsi dalla scrivania. Ma è proprio così? Andremo davvero verso il paperless office oppure è la solita forzatura figlia del marketing più aggressivo e di qualche luogo comune di troppo? «Se ne parla da anni, ma non credo possa esistere un ufficio completamente senza carta – esordisce Davide Balladore, product solution business developer OIP marketing di Canon –. Direi che il punto fondamentale non sia se e quando si arriverà a un paperless office, piuttosto che si debba lavorare per migliorare sempre più i processi documentali in termini di velocità, efficienza e sicurezza». «L’ufficio senza carta? – chiede Davide di Scioscio, business manager office products di Epson Italia –. Riteniamo sia un’utopia, come i fatti hanno dimostrato. La realtà

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infatti è che, anche se negli uffici si stampa un po’ di meno in quanto è cresciuta la digitalizzazione delle attività e dei flussi, alla fine sono aumentate le fonti e i documenti; quindi si produce più o meno la stessa quantità di fogli, almeno in valori assoluti». A favore del formato elettronico però gioca sempre più non solo la logica evolutiva, quanto soprattutto una realtà che si presenta sempre più difficile da gestire in modo tradizionale. «Con l’avvento di Internet, il numero delle informazioni a cui abbiamo accesso è cresciuto in maniera esponenziale e tale fenomeno ha comportato negli ultimi anni un incremento della carta stampata – spiega Daniele Preda, printing product manager di Samsung Electronics –. Quello a cui stiamo assistendo oggi è piuttosto un cambiamento nelle abitudini di stampa all’interno, che si indirizzano a progetti di razionalizzazione e ottimizzazione del parco macchine per controllare i costi legati alla gestione documentale, incrementare l’efficienza e la produttività dei dipendenti». Senza inoltre trascurare

un dettaglio, spesso sottovalutato, di immediata risoluzione con il formato elettronico. «È senza dubbio un sogno – ricorda Simone Maisto, product specialist mono laser di Brother – poter eliminare completamente l’uso della carta sia sotto il profilo ambientale, sia sotto il profilo

dell’efficienza produttiva: basti pensare che, statisticamente, ogni anno circa l’8% dei documenti cartacei viene smarrito e circa il 15% viene classificato in modo scorretto». Chimere a parte, dunque, pochi dubbi quindi circa il persistere in qualche angolo di ufficio dei grandi armadi

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DIGITALK traboccanti di documenti, anche se la prospettiva di ridurre i costi e migliorare l’efficienza è una spinta decisa verso il cambiamento, almeno parziale. Come capita in genere in questi casi, più che di passaggio di consegne si parlerà ancora a lungo di coesistenza. «La spinta al paperless è per noi una grande opportunità – riflette Daniele Puccio, southern entity general manager della divisione Xerox ECG – in quanto ci permette di mettere a frutto le conoscenze e le tecnologie che abbiamo al nostro interno, supportando le aziende nella gestione delle informazioni, sia che provengano da supporti cartacei sia in formato

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digitale». Prima ancora dei diretti interessati, il messaggio, o l’opportunità a seconda dei punti di vista, è stato raccolto da chi per lungo tempo grazie alla crescente produzione dei documenti ha costruito le proprie fortune e ora invece inizia a guardarsi intorno. «Vent’anni fa, quando la nostra offerta era limitata alla produzione di stampanti, la risposta alla prospettiva di un ufficio totalmente paperless poteva essere diversa – ammette Fulvio Re, marketing manager Lexmark –. Ma oggi siamo ufficialmente impegnati nel business della dematerializzazione cartacea e della gestione elettronica dei documenti».

Il primo passo Di fronte alla necessità di un profondo cambiamento che coinvolge direttamente abitudini radicate da anni, anche le migliori prospettive rischiano di far fallire un progetto. Per evitare che questo accada, la via migliore è spesso cercare un compromesso ed è esattamente quanto avvenuto nel mondo della stampa con l’introduzione dei Managed Print Services, a seconda dei casi accolto come soluzione o minaccia all’ecosistema aziendale. «Numerose ricerche hanno dimostrato come i costi legati alla stampa incidano sui bilanci aziendali in una misura compresa tra l’1 e il 3% del fatturato e i risparmi potenziali ottenibili sono compresi tra il 10 e il 30% – sottolinea Preda –. I processi di ottimizzazione e razionalizzazione del parco stampanti e i progetti MPS rappresentano quindi la chiave di volta per passare da una gestione documentale non controllata a una invece controllata, che consenta di raggiungere queste riduzioni». «Lo scopo dei servizi MPS è ottimizzare l’infrastruttura di stampa di un’azienda e migliorare quindi i processi aziendali – aggiunge Re –. Una migliore strategia di gestione documentale si traduce nella possibilità di ridurre i costi operativi fino al 40%. Noi proponiamo un approccio che va dalla device consolidation dell’infrastruttura aziendale e dell’ambiente, alla gestione quotidiana dei dispositivi e materiali di consumo». Di fronte alla prospettiva

quasi magica di riduzione dei costi, spesso una proposta di MPS trova la strada spianata. Per evitare però un brusco risveglio, prima di passare all’azione è importante un’analisi più estesa. «La cosa più importante è capire quali siano le esigenze del cliente e i suoi obiettivi – avverte Dave McNally, product marketing director di Dell Imaging –. Se lo scopo è semplicemente ridurre i costi, allora la digitalizzazione è certamente preferibile ai servizi di stampa gestiti. In realtà alcuni clienti sono alla ricerca di un modo per gestire i propri dispositivi, per esempio permettendo di controllare le stampanti da remoto, monitorando gli alert relativi al livello di toner, alla quantità di carta e alla manutenzione».

Nuovo approccio stesso fornitore Scorrendo il panorama dell’offerta, tra i protagonisti della smaterializzazione non manca all’appello praticamente nessuno tra i produttori storici di stampanti e di consumabili. Viene spontaneo chiedersi se questo non possa apparire come un controsenso, addirittura una strategia per aumentare le vendite di apparati semplicemente riproponendoli in una nuova forma. «Potrebbe sembrare un controsenso se si facesse riferimento a un concetto superato di dispositivi di stampa – risponde Balladore –. I sistemi di ultima generazione però, non


SICUREZZA, MOBILITY. SNT TECHNOLOGIES E SATA CI METTONO LA “FIRMA” La firma elettronica in mobilità. Una nuova, strategica opportunità di business per il canale. Come, quando e perché proporla ai propri clienti grazie ai consigli e alle preziose innovazioni studiate da SNT Technologies in collaborazione con SATA. La nuova, attesa puntata di SNTV Online è dedicata alla gestione intelligente e sicura delle informazioni critiche

Lorenzo De Pietri, direttore marketing di SNT Technologies

Marco Barbi, responsabile tecnico per le soluzioni di firma elettronica avanzata in ambiente Android SATA

Ricevere un documento critico sul proprio device portatile, il tablet, lo smartphone, il notebook. Avere la necessità di gestirlo, renderlo sicuro e magari firmarlo nel giro di poche ore, minuti, secondi. Al tempo del Web 2.0, dei Big Data e della connettività ovunque e comunque, spesso la necessità di dovere forzatamente contare su un supporto cartaceo, oltre che essere poco economica, diventa un serio problema di produttività e competitività di un intero processo di business. Un problema con il quale aziende di ogni forma e dimensione si stanno scontrando in questi ultimi tempi. Un problema, ma anche una grossa opportunità di business a valore per il canale indiretto che si saprà far trovare pronto con le soluzioni e, soprattutto, le competenze adeguate. Non a caso, in questo senso si è mossa da tempo SNT Technologies, distributore IT ad alto valore aggiunto che, tra i brand che mette a disposizione della sua squadra di rivenditori, conta da tempo una società come SATA. Il carattere distintivo di SATA è la capacità di studiare, progettare, prototipare e realizzare soluzioni innovative per diversi domini applicativi, con una speciale attenzione ai prodotti e ai servizi software per le Pmi e per le loro reti, fruibili via Web. «Un esempio concreto e strategico in questo senso – spiega Lorenzo De Pietri, direttore marketing di SNT Technologies – è la soluzione Executive PDF Note&Sign che permette sia la compilazione di form conformi allo standard Adobe AcroForm PDF/A-1 sia di realizzare un processo di firma elettronica avanzata in ambiente mobile, traendo quindi vantaggio dalle potenzialità offerte dai più recenti sistemi installati

su dispositivi smartphone e tablet. In pratica si parla della preziosa possibilità di firmare in mobilità un documento in formato Pdf con la garanzia che le firme apposte rispettino i requisiti caratterizzanti la firma elettronica avanzata». «La normativa italiana e in particolare il codice dell’amministrazione pubblica permettono oggi di acquisire firme di contratti e documenti simili in forma digitale direttamente su dispositivi informatici come tablet e smartphone – conferma Marco Barbi, responsabile tecnico per le soluzioni di firma elettronica avanzata in ambiente Android all’interno di SATA –. Questo vuol dire permettere ai diretti interessati di firmare in digitale su Pdf e trasferire le informazioni raccolte direttamente a un sistema di gestione documentale in modo tale da potere ricercare e conservare facilmente il documento in forma digitale. Dal punto di vista architetturale, la soluzione Executive PDF Note&Sign si compone di un modulo client, installato sul dispositivo mobile, e di un modulo server centralizzato. La presenza del modulo server è giustificata dalla necessità di realizzare in massima sicurezza le operazioni di apposizione della firma sui documenti. In ogni caso, i processi eseguiti sulla parte client (mobile) minimizzano il numero di richieste di connessione con il server centrale e, pertanto, la soluzione Executive PDF Note&Sign si presta a essere impiegata anche in ambienti con scarsa copertura di rete». Scopri come e perché le soluzioni di firma elettronica possono essere un’importante opportunità di business; scopri come e perché proporle ai tuoi clienti collegandoti a questo pratico QR code e toccando con mano l’innovazione di SNT Technologies e SATA nella nuova puntata di SNTV Online.

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DIGITALK sono più macchine in grado soltanto di stampare e inviare fax, ma soluzioni che possono essere profilate e consentono di analizzare e tracciare il contenuto del documento, di inviarlo al workflow, di condividerlo e di gestire elevati livelli di sicurezza». «Nessun controsenso – conferma Di Scioscio –, basta pensare ai multifunzione, ad esempio: sono “due facce della stessa medaglia”, permettono di digitalizzare i documenti, ma anche di stamparli quando è necessario per motivi amministrativi, di praticità, di documentazione». Più di puntare a non stampare, la via scelta dal settore è al momento quella di invitare a stampare meglio. «La gestione elettronica dei documenti non andrà in sostituzione del documento cartaceo, ma risulterà complementare a esso – ribadisce Preda –. La soluzione hardware continuerà a rappresentare un fattore importante di un’offerta più ampia, volta all’ottimizzazione e all’integrazione». Lo spazio per vendere stampanti non sembra quindi in pericolo. Semplicemente, rischia seriamente di non rivelarsi più sufficiente a garantire i guadagni. Oppure, le prospettive della gestione documentale sono troppo grandi per poter essere ignorate. «La tendenza del prossimo futuro è una diminuzione dei documenti cartacei, a favore di quelli digitali – riflette Re –. Per questo negli ultimi anni abbiamo optato

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per l’ampliamento della gamma di servizi in grado di proporre alla clientela la razionalizzazione della gestione dei documenti. Per noi è importante aiutare il cliente con la consulenza nell’analisi della sua infrastruttura, consigliando, laddove necessario, un utilizzo appropriato delle risorse economiche, producendo un documento cartaceo solo dove e quando se ne ha esigenza». Più semplicemente, dal punto di vista dei produttori, il passaggio ai servizi può essere inquadrato anche come una normale estensione della propria offerta. «Una parte del nostro business oggi si sta trasformando per raccogliere tutte le richieste e traghettare le aziende dalla gestione documentale cartacea a quella digitale – sottolinea Marco Lanfranchi, PPS channel director di HP – con lo scopo di consentire ai nostri clienti un utilizzo il più razionale possibile della carta in ufficio, nonostante la quantità elevata di dati prodotti ogni giorno. In questo ambito, quindi, noi non vendiamo solo stampanti o consumabili, quanto piuttosto un vero e proprio ecosistema di Imaging & Printing che include diversi aspetti e diversi strumenti pensati per aiutare le aziende a focalizzarsi sul proprio core business».

Il risparmio è dietro l’angolo Riduzione dei costi, risparmi, efficienza. Tutte parole all’ordine nel giorno per chi è chiamato a gestire

un’azienda. Termini dietro ai quali spesso si celano previsioni poco affidabili. Perché un progetto di gestione documentale abbia successo diventa quindi fondamentale riuscire a presentarsi a un potenziale cliente con dati concreti. «Il ritorno di investimento è strettamente correlato alle dimensioni e pervasività di un progetto di gestione documentale che viene implementato presso una struttura – spiega Puccio –. La conservazione sostitutiva dei documenti fiscalmente rilevanti è, per esempio, una declinazione semplice di gestione che richiede un investimento modesto e garantisce al tempo stesso un ritorno di investimento

a breve termine. Se a questo aggiungiamo la gestione dell’intero ciclo di vita del documento fiscale e prevediamo quindi un investimento iniziale più consistente, possiamo garantire a una struttura un ritorno di investimento maggiore, anche se in tempi mediamente più lunghi». A sostegno di queste tesi, il fatto che spesso si parla di periodi nell’ordine di mesi, e non anni, per apprezzare i benefici. «Il fatto che molte aziende abbiano già ottimizzato la propria infrastruttura documentale significa che l’investimento vanta ottimi tempi di risposta – conferma Re –. La scelta verso questa direzione significa anche il


DIGITALK superamento del change management, ovvero la gestione del cambiamento a fronte della riduzione o eliminazione delle stampanti a uso del singolo». Pur restando difficile avanzare stime affidabili per ogni realtà, sulle potenzialità in pochi accettano dubbi. «Ovviamente dipende dalla tipologia del progetto – puntualizza Maurizio Barondi, partner manager indirect & marketing communication manager di PFU Imaging Solutions –. Sicuramente l’investimento ripaga nell’immediato per l’abbattimento dei costi di gestione per singolo documento, immediatezza nella gestione dei dati in esso contenuti che possono essere introdotti in tempo reale nel sistema informatico rendendoli fruibili e permettendo all’azienda di rispondere rapidamente alle richieste del mercato».

Non solo risparmio La leva economica da sola non basta. Il miglioramento dell’efficienza è sempre tutto da dimostrare sul campo. Serve quindi qualche ragione in più per invogliare alla decisione finale. «Alcuni studi hanno dimostrato che si perdono fino a sette ore alla settimana per la ricerca di documenti – afferma McNally –. Un sistema di gestione documentale consente di minimizzare questo tempo, permettendo di risparmiare denaro e aumentare la produttività. Le aziende possono inoltre soddisfare al meglio i requisiti di conformità e ridurre i costi di un eventuale storage esterno». «Aggiungerei anche l’incremento nella condivisione, reperibilità e fruibilità delle informazioni all’interno dell’azienda, garantendo al tempo stesso Riduzione degli archivi e relativi ingombri, con costi accessori. Maggiore efficacia nella ricerca dei documenti e nei flussi di lavoro complessivi. Minor uso di carta e materiali di consumo per stampati. Sono tutte valide ragioni per pensare seriamente a tradurre in pratica un processo di gestione documentale, che però si scontrano con abitudini radicate da tempo. C’è però un altro motivo, molto più attuale, che presenta le carte in regola per rimuovere definitivamente ogni incertezza. Quel qualche cosa senza il quale la produttività risulta seriamente compromessa. «Secondo la ricerca “Bridging the Information Worker Productivity Gap: New Challenges and Opportunities for IT di IDC” – spiega Alberto Comper, solution consultant digital media di Adobe Systems – il

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maggiori livelli di sicurezza dei documenti», riprende Puccio.

Una soluzione per partner di fiducia Delineato il quadro, affinati gli strumenti per catturare l’attenzione della aziende, la palla passa inevitabilmente in mano a chi si trova nel mezzo. Come in poche altre circostanze, con aspettative particolarmente elevate, la preparazione deve essere perfetta in ogni punto. «Non tutti i rivenditori sono in grado di proporre queste soluzioni – precisa Belladore –. Occorrono competenze specifiche e per questo abbiamo messo a punto un iter che consente ai dealer interessati di raggiungere il know how e i prerequisiti necessari di formazione tecnica e commerciale». Spesso inoltre, viene chiesto agli stessi partner di essere i primi ad adottare al 50% di chi lavora con le informazioni utilizza infatti per business uno smartphone, il 10% lavora con il proprio dispositivo personale, mentre il 16% usa un tablet e il 7% ne utilizza uno personale». In tale contesto diventa quindi sempre più strategico essere in grado di gestire meglio la mole di informazioni generata lungo l’intero processo su documenti cartacei e digitali. I vantaggi di una soluzione elettronica, non tardano a manifestarsi. «Per un’azienda di mille dipendenti il costo stimato di inefficienza produttiva è pari a 15,9 milioni di dollari – prosegue Comper –. Colmando il totale di queste inefficienze (pari al 19,5%) un’organizzazione di tale dimensione avrebbe la possibilità di investire in nuove risorse (213 nuovi dipendenti)».

proprio interno le soluzioni che sono chiamati a proporre per la gestione documentale. Di conseguenza, la selezione deve essere particolarmente attenta. «Selezioniamo accuratamente partner che siano in grado di garantire una struttura interna idonea a supportare il nostro tipo di offerta – riprende Re –. In base alle soluzioni richieste, più o meno complesse, decidiamo a quali dei nostri dealer certificati affidarci». Per andare meglio incontro a ogni esigenza infine, è fondamentale essere preparati su più fronti. «La nostra politica di canale si articola su differenti livelli di value proposition – conclude Preda –, che ci consentono da un lato di poter contare su una rete di rivenditori altamente fidelizzati in grado di sostenere l’offerta della nostra azienda e dall’altra di garantire alle imprese un elevato livello di affidabilità ed efficienza, assicurato dal canale certificato». «Finora – conclude Di Scioscio di Epson – per il recruiting dei dealer abbiamo percorso la strada del coinvolgimento diretto, grazie alla nostra conoscenza del canale e degli stretti rapporti che abbiamo con i rivenditori e con i distributori. Per agevolare i dealer nella fase di training con i nuovi tool, organizziamo poi una serie di corsi di formazione durante i quali vengono spiegate le modalità di utilizzo degli strumenti e la tipologia di clienti a cui offrirlo. La competenze e la conoscenza accurata del cliente, in questo ambito sono vitali».


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FACCIAMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE SU UNA TECNOLOGIA CHE STA SPOPOLANDO NEGLI ULTIMI TEMPI, OVVERO I DISPLAY E-PAPER ALLA BASE DI QUASI TUTTI I LETTORI E-BOOK PRESENTI SUL MERCATO

La carta guarda al futuro e già da tempo è diventata elettronica. La maggior parte dei lettori di e-book, compreso il Kindle di Amazon, solo per citare il più noto, basa il suo funzionamento su un particolare tipo di display che va sotto il nome di e-paper. Con questo termine, contrazione di electronic paper, si identificano tutti quei display che non

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richiedono una sorgente di luce autonoma: è la stessa luce ambiente che permette di visualizzare il testo o le immagini. Come con la normale carta stampata, maggiore è la luce ambiente e migliore è la qualità delle immagini, al contrario di quanto accade con i display a cristalli liquidi utilizzati dai portatili o dai tablet. Un’altra importante caratteristica delle tecnologie che sono alla base del funzionamento dei display

Mauro Baldacci

e-paper è la bistabilità: una volta visualizzate le immagini, non è più necessario fornire alcuna fonte d’energia. Queste due caratteristiche fanno sì che sia sufficiente una batteria di capacità limitata per garantire comunque un’elevata autonomia. Questi indubbi vantaggi hanno però come controparte una non trascurabile limitazione. Con le attuali tecnologie, riprodurre immagini a colori

che abbiano una qualità anche solo paragonabile a quella tipica dei quotidiani è ancora un miraggio, nonostante siano trascorsi quasi quarant’anni dall’invenzione dell’e-paper e per il suo sviluppo non siano certo mancate le risorse.

Un po’ di storia I primi tentativi di realizzare un display che emulasse il comportamento della carta stampata risalgono agli anni Settanta del secolo scorso.


particelle bianche cariche positivamente

elettrodo superiore trasparente

fluido trasparente

particelle nere cariche positivamente

elettrodo inferiore

Schema di funzionamento dei display E Ink (fonte: E Ink)

Come alcune delle tecnologie che hanno cambiato il nostro modo di vivere, l’e-paper, basata sulla tecnologia Gyricon, vide la luce al Palo Alto Research Center della Xerox, lo stesso centro di ricerca al quale dobbiamo l’invenzione delle stampanti laser e delle reti Ethernet (si veda anche il box La prima carta elettronica). Il principio di funzionamento dei display Gyricon, l’elettroforesi, è oggi alla base dei display prodotti dalla E Ink, azienda fondata nel 1997 come spin-off del prestigioso MIT Media Lab e oggi divenuta leader mondiale di questo settore. L’immagine è prodotta da particelle bianche e nere elettricamente cariche, immerse in un fluido trasparente contenuto in minuscole capsule delle dimensioni di qualche centesimo di millimetro. Le particelle nere possono essere spostate verso

la superficie del foglio di materiale plastico applicando un campo elettrico generato da transistor che possono essere letteralmente stampati su un foglio di materiale plastico anch’esso flessibile. Negli ultimi anni sono stati realizzati numerosi altri tipi di e-paper basati su differenti tecnologie, ma soltanto alcuni di essi sono oggi disponibili come prodotti commerciali.

Oltre i lettori di e-book I display prodotti da E Ink sono utilizzati da quasi tutti i più noti lettori di e-book, compresi i Kindle di Amazon e i Reader di Sony, ma possono trovare impiego nei settori più disparati, anche se molte delle applicazioni viste negli ultimi anni sono quasi da considerare poco più che “esercizi di stile”. È questo il caso, ad esempio, di alcune serie di hard disk prodotte da Verbatim o Western

Digital ancora in commercio, ma non più in produzione: un’etichetta e-paper riporta la capacità disponibile e il nome assegnato al volume, informazioni che sono accessibili anche quando l’hard disk non è collegato ad alcuna fonte di alimentazione. La sola capacità rimanente, visualizzata con un indicatore a barra, è invece l’indicazione fornita dal display E Ink integrato nei flash drive Echo MX della Lexar. Anche l’accoglienza dei display e-paper da parte dei produttori di telefonini e smartphone non si può dire che sia stata molto calorosa. Il primo cellulare Gsm dotato unicamente di un display e-paper è stato il Motofone della Motorola presentato nel 2006: nonostante il discreto successo di vendite ottenuto, non è stato seguito da altri modelli. Diverso l’utilizzo sperimentato da Samsung con lo Zeal: oltre al classico display Lcd a colori, il cellulare disponeva di un display e-paper che, in base all’orientamento, visualizzava la classica tastiera di un telefonino oppure una completa tastiera Qwerty per

l’immissione del testo. I display e-paper sono stati presi in considerazione anche dai produttori di orologi, ma a parte qualche prototipo Seiko, soltanto Phosphor produce orologi con questi display e ha in preparazione anche uno smartwatch, Touch Time, che permetterà di utilizzare una serie di semplici App. Un progetto che ha suscitato notevole interesse, raccogliendo in pochi giorni oltre 10 milioni di dollari di preordini, è lo smartwatch Pebble della Allerta che può essere collegato in Bluetooth a un iPhone o a uno smartphone Android per visualizzare i messaggi ricevuti. Una delle applicazioni più promettenti dell’e-paper è l’etichettatura degli scaffali. Esperimenti pilota sono già stati attivati in alcuni supermercati, compresi alcuni punti vendita della catena italiana Sisa: i display utilizzati in questo caso sono basati su una tecnologia e-paper proprietaria sviluppata dalla ZBD che usa un particolare tipo di Lcd bistabile.

Il primo display e-paper, cui il suo inventore Nick Sheridon diede il nome di Gyricon, utilizzava minuscole sferette contenute in cavità riempite di un fluido oleoso che ne permetteva la rotazione, il tutto racchiuso tra due fogli di materiale plastico trasparente. Le sferette, del diametro di circa un decimo di millimetro, erano costituite da due emisferi elettricamente carichi di diverso colore, generalmente bianco e nero. L’applicazione di un campo elettrico su uno dei lati del foglio permetteva di ruotare le sferette e formare così le immagini. Il lavoro pionieristico di Sheridon rimase nel cassetto per diversi anni: nelle intenzioni di Xerox, la tecnologia Gyricon era destinata all’impiego per la cartellonistica, ma l’impossibilità di ridurre i costi di produzione a un livello che fosse accettabile per una sua larga diffusione determinò la cessazione del suo sviluppo nel 2005.

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DIGITALK Il Kindle di Amazon, il più diffuso lettore di e-book (fonte: Amazon)

La capacità disponibile di alcuni flash drive della Lexar è visualizzata da un indicatore a barre della E Ink (fonte: Lexar)

Un display E Ink è stato utilizzato da Motorola per uno dei suoi cellulari più economici (fonte: Motorola)

Il Kyobo eReader è stato uno dei primi dispositivi che utilizza i display Mirasol

Lo smartwatch Pebble potrà visualizzare anche i messaggi ricevuti con l’iPhone o un cellulare Android (fonte: Pebble) Una delle applicazioni più promettenti per l’e-paper è la produzione di etichette da apporre sugli scaffali (fonte: ZBD)

Il bianco e il colore Rispetto ai primi display e-paper, quelli oggi disponibili sono caratterizzati da un maggior contrasto ottenuto migliorando soprattutto la riflettività, per cui il “bianco” appare meno grigio: non siamo ancora al livello della carta patinata, ma prodotti come il Kindle Paperwhite non se ne discostano più di tanto. Proprio la riflettività relativamente scarsa è però un ostacolo alla realizzazione di display e-paper a colori. La stessa E Ink ha avviato recentemente la produzione

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di un display a colori, realizzato sovrapponendo a un display monocromatico una griglia di filtri colorati, soluzione simile a quella correntemente utilizzata per la produzione degli Lcd a colori. Per garantire una buona riflettività, E Ink ha scelto di utilizzare, per ogni pixel dell’immagine, una matrice di 2x2 filtri di colore rosso, verde, blu e trasparente. I colori riprodotti in questo modo appaiono quindi piuttosto slavati anche se confrontati con quelli tipici delle

immagini stampate su carta da quotidiano. Come accennato all’inizio, sono oggi allo studio altre tecnologie per la produzione di e-paper che hanno come obiettivo soprattutto la realizzazione di display a colori. Tra le più promettenti sembrano essere quelle basate sull’electrowetting o sulla interferenza ottenuta con dispositivi elettromeccanici miniaturizzati (MEMS, ovvero Micro Electro-Mechanical Systems). I primi display basati sull’electrowetting sono stati messi a punto presso il centro ricerche della Philips e poi sviluppati da una società appositamente creata, Liquavista, recentemente acquisita da Samsung. I dispositivi MEMS sono invece alla base del funzionamento dei display Mirasol sviluppati originariamente da Iridigm, società acquistata nel 2004 da Qualcomm e già utilizzati da alcuni lettori di e-book, come l’eReader della coreana Kyobo. Nel luglio scorso, Qualcomm ha però deciso di cessare la fabbricazione di questo tipo di display, molto probabilmente a causa dell’impossibilità di ridurre più di tanto i costi di produzione, rendendo comunque disponibile la tecnologia a quanti volessero cimentarsi nell’impresa. In conclusione, appare piuttosto improbabile che possano esserci importanti sviluppi nell’immediato futuro: occorrerà attendere diversi anni prima che la e-paper possa sostituire completamente la carta stampata.

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BIG DATA CONFERENCE 2013

Big Data, Big Opportunities: cogliere il reale valore dei dati per dar vita all’Intelligent Enterprise

20 Febbraio 2013 ¡ Milano, Hotel MeliĂ  Il 2012 ha chiaramente evidenziato quanto possedere adeguate competenze sul tema dei Big Data rappresenti una delle massime prioritĂ  per le organizzazioni IT aziendali. Per i CIO, e per tutta la funzione IT, dimostrare di poter estrarre un reale valore dai dati significa accelerare l’evoluzione aziendale e salvaguardare il proprio ruolo di abilitatori dell’innovazione. IDC Italia presenta la “Big Data Conference 2013â€? con l’obiettivo di affrontare questa tematica e di fornire risposte a sfide cruciali, in particolare: t

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"MMFWFOUP QBSUFDJQFSBOOP HMJ BOBMJTUJ EJ *%$ F J $*0 EFMMF QJå JNQPSUBOUJ B[JFOEF JUBMJBOF QFS confrontarsi sul tema dei Big Data e analizzare casi aziendali, best practice e linee guida utili all’implementazione di un’adeguata strategia di gestione, governance e analisi dei dati secondo la declinazione delle 4V (Volume, Velocità, Varietà, Valore). La partecipazione è gratuita per le aziende utenti finali. La disponibilità di posti è limitata. Per informazioni e le registrazioni: Nicoletta Puglisi Conference Manager, IDC Italia 0228457.317 npuglisi@idc.com http://www.idcitalia.com/events/events.jsp


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SI FA PRESTO A DIRE CLOUD E VIRTUALIZZAZIONE… PRIMA DI SPICCARE IL VOLO OCCORRE MUNIRSI DELLE PIÙ FUNZIONALI SOLUZIONI DI SICUREZZA. DI TUTTO QUESTO E MOLTE ALTRE COSE ANCORA SI E’ PARLATO IN UN EVENTO ESCLUSIVO CHE WATCHGUARD HA ORGANIZZATO, NEL CORSO DI SMAU MILANO, IN COLLABORAZIONE CON DIGITALIC E IL POLITECNICO DI MILANO Vivi l’attesa, il successo, scopri le emozioni e ascolta le voci dei relatori protagonisti di questo evento esclusivo, collegandoti ai due pratici QR code qui presenti

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Cloud, ambienti virtuali ma, soprattutto, sicurezza e valore… Astenersi perditempo: la sfida è di quelle promettenti, ma complesse da affrontare. Il canale ha la ghiotta opportunità di farsi trovare pronto con competenze e soluzioni che permettano alle aziende di intraprendere questa transizione verso nuovi paradigmi tecnologici nella maniera più serena ed efficace possibile. Non a caso, mai come in questo periodo, grandi aziende e operatori di canale sono alla ricerca di consigli, “traghettatori” di fiducia ma, soprattutto, di incontri e contenuti indipendenti che offrano loro un quadro più concreto e completo possibile della situazione. Momenti e informazioni di valore che li aiutino ad affrontare al meglio una sfida decisiva per il loro futuro. Esattamente con questo spirito è nato e si è svolto nel corso delle affollate

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giornate di Smau Milano, davanti a un pubblico degno delle grandi occasioni, l’evento “Mondi virtuali… sicurezze reali” organizzato da WatchGuard in collaborazione con Digitalic e il Politecnico di Milano. Un appuntamento dedicato agli operatori di canale ad alto valore aggiunto e fortemente voluto dalla società protagonista del mercato della security. Durante l’intenso pomeriggio, sul palco, si sono alternati alcuni dei massimi esperti del mondo della sicurezza e delle strategie di mercato a esso relative. Interventi che hanno permesso ai reseller e system integrator presenti di avere un quadro completo delle minacce più dannose per le moderne infrastrutture IT, delle strategie e delle tecnologie su cui puntare per costruire opportunità di business a valore. Insomma, cosa, come e quale policy consigliare alle aziende. Da Stefano Chiccarelli, esperto di sicurezza e amministratore di Quantum Leap, che ha illustrato con una pirotecnica presentazione quali sono le più clamorose e dannose vulnerabilità dei sistemi cloud e virtuali oggi, passando a Emilio Tonelli, sales engineer South Europe WatchGuard Technologies, che ha invece mostrato la possibile cura di fronte a un simile scenario. Il tutto focalizzandosi in particolare sull’innovazione portata da soluzioni come la serie di firewall virtuali WatchGuard XTMv e XCSv che forniscono una sicurezza di rete senza precedenti e una protezione avanzata di applicazioni e dati. Chiusura tutta a base


di strategia con i dati e le analisi esclusive di Alessandro Piva, responsabile delle ricerche sul cloud computing e Ict as a service e sulla unified communication della School of Management del Politecnico di Milano, che ha invece raccontato quali sono le possibili opportunità di business a valore che il canale indiretto può sfruttare nell’ambito di uno scenario in continua evoluzione. «In questo periodo il cloud è molto di moda – ha spiegato Chiccarelli –. Le aziende stanno, ognuna a modo suo, preparandosi per la migrazione da una infrastruttura tradizionale a una infrastruttura virtuale prima e cloud poi. Le minacce che però questo spostamento di tecnologia comporta sono notevoli. Ora l’azienda è aperta e senza confini e gli asset critici si stanno spostando in ambienti pubblici. Uno scenario in cui le organizzazioni criminali alla ricerca di dati e identità da rubare stanno davvero diventando molto pericolose. Inoltre bisogna prestare molta attenzione al fatto che spesso, legata a questi servizi cloud, c’è una tematica piuttosto complessa di responsabilità della gestione dei servizi. Una responsabilità che i Cio condividono con un fornitore esterno e dunque c’è da considerare con molta attenzione non solo il tema tecnologico ma anche il tema contrattualistico e legale».

La cura di WatchGuard «Insieme a Digitalic abbiamo organizzato un evento davvero molto importante e di grande successo – ha spiegato Emilio Tonelli, sales engineer

South Europe WatchGuard Technologies –. Come WatchGuard siamo focalizzati sulla sicurezza perimetrale e da oggi anche sulla protezione degli ambienti virtuali con una soluzione completa e precisa composta da ben due appliance appositamente studiate per integrarsi negli ambienti virtuali. Si tratta nello specifico di WatchGuard XTMv e XCSv, due soluzioni che si occupano di realizzare l’analisi della sicurezza delle infrastrutture virtuali, senza però sacrificare gestibilità e usabilità di questi ambienti. Questi ultimi rappresentano infatti un po’ i timori più grandi nello spiccare il volo verso la virtualizzazione. I mondi virtuali vanno difesi da dentro e in maniera molto decisa, sono come una cipolla: se non si interviene tra i vari strati, è impossibile proteggerli in maniera adeguata». «Come protagonisti del mondo della sicurezza e della protezione degli ambienti IT – ha spiegato poi Emilio Tonelli – non possiamo non farci trovare pronti su un tema di strettissima attualità. Le aziende stanno affrontando la transizione ad ambienti virtuali e cloud e sono alla ricerca di soluzioni ad alto valore che permettano loro di effettuare un simile passaggio senza paura. Progettata per un ambiente hypervisor VMware, la nuova serie di firewall virtuali WatchGuard presenta quattro versioni per incontrare le necessità di ambienti piccoli, medi e distribuiti su larga scala. Queste versioni virtuali forniscono lo stesso tipo di elevata sicurezza offerta dalla serie XTM di appliance

hardware, inclusi Application Control, Reputation Enabled Defense, intrusion prevention, gateway anti-virus, Web blocking traffic shaping e altro ancora».

Gli operatori in campo La sicurezza dunque come primo strategico mattone che permetterà agli operatori di canale di cavalcare in maniera intelligente l’onda di un’evoluzione che sta cambiando il volto della filiera a valore. «Il cambiamento che impone il cloud computing non è solo tecnologico, ma interessa l’intera filiera Ict – ha raccontato Alessandro Piva, responsabile delle ricerche sul cloud computing e Ict as a service e sulla unified communication della School of Management del Politecnico di Milano –. Accanto al ruolo dei fornitori di servizio (service provider), c’è chi sviluppa e offre i mattoni base, HW e SW, per la costruzione dei servizi (component developer), chi mette insieme i diversi servizi erogati (cloud broker) e chi realizza progetti su misura per le diverse aziende (solution developer), andando a realizzare o gestire servizi dedicati, spesso integrati con il sistema informativo aziendale. Non ultimo il mercato della consulenza IT, che supporta i decisori aziendali nel capire quale strada intraprendere in questo percorso. Come vedete la competizione è molto forte e aumenta la pressione diretta sul cliente, sia per quanto concerne la direzione Ict sia per la Line of Business. Aggiungiamo poi i numerosi

accordi di partnership che fanno in modo che molti player espandano il proprio raggio naturale di azione. Queste sono naturali caratteristiche di un mercato nascente, ancora lontano da una maturità e dall’equilibrio, dove sono in atto molteplici strategie. Su tutti va però citato un dato molto importante: l’81% degli operatori di canale da noi mappati dichiara un incremento di fatturato/ marginalità a seguito dell’introduzione di soluzioni cloud nella propria offerta».

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ATTUALITA��� richieste dei clienti», tanto che oggi supporta tutte le tecnologie telefoniche, di rete e Wlan, oltre che NAS, Network Attached Storage, e può fungere da server multimediale.

Nuovi prodotti e nuovi distributori

Tempo di grandi novità strategiche. Operativa dalla fine di ottobre una partnership con Wind per proporre negli oltre 2.000 negozi dell’operatore il router Fritz!Box 3270. A breve, inoltre, l’apertura a un nuovo distributore IT e un supporto tecnico presales in lingua italiana Edoardo Bellocchi

Alla vigilia del suo quindicesimo anno di presenza in Italia, dove è sbarcata nel 1998, esattamente due anni dopo essere stata fondata a Berlino, Avm punta a sviluppare ulteriormente la propria presenza sul nostro mercato con la sua linea di prodotti, nella quale spiccano le soluzioni di connettività Internet Fritz!Box. Del resto, il potenziale per uno sviluppo in Italia non manca, «visto che a tutto il 2011 – sottolinea Gianni Garita, sales manager di Avm Italia – si contano oltre 13 milioni di linee, con il 97% della popolazione raggiunto dalla banda larga su rame. Già oggi l’Italia è il terzo mercato estero per Avm e le prospettive sono ottime, sia perché il Paese è vasto sia in quanto il nostro mercato potenziale non è più solo rivolto all’ambito delle Pmi, ma guarda molto anche all’area SoHo, prosumer e consumer». È con un occhio di riguardo a quest’ultimo segmento che è stato concluso un accordo con Wind, allo scopo di portare in 2.000 negozi dell’operatore telefonico il router Fritz!Box 3270, cavallo di battaglia della società tedesca. La peculiarità dell’operazione è che il

A

dispositivo verrà proposto non come semplice router ma come una vera e propria soluzione di convergenza, in ossequio alla sua natura di apparecchio multiuso. «Il nostro Fritz!Box è un prodotto che si è molto evoluto nel corso degli anni: i tecnologi delle telecomunicazioni lo definiscono IAD, cioè Integrated Access Device, ma detto in maniera più semplice si tratta è uno strumento che concentra tutte le funzioni di comunicazione del nostro ufficio o della nostra abitazione. Quando si parla di Fritz!Box – aggiunge Garita – non si parla solo di un hardware, ma di un software che ha tenuto presente le esigenze e soprattutto le

La linea Avm si è arricchita anche di nuovi prodotti, come il telefono Fritz!Fon M2 (già uscito in Germania dove sta avendo molto successo e che presto sarà in Italia), il Fritz!Powerline 500E per trasmettere i dati sulla rete elettrica e il Fritz!Wlan Repeater 300E, che oltre ad ampliare il segnale Wi-Fi negli ambienti di grandi dimensioni è anche in grado di funzionare da access point. È per veicolare al meglio queste nuove offerte che la struttura di Avm dedicata all’Italia si è ampliata – anche grazie ai nuovi uffici di Roma e Milano – con un supporto tecnico e presales nella nostra lingua, dando la garanzia di fornire una risposta nell’arco di 24 ore. Ma lo sviluppo del business passa anche per il canale, che vede oggi la presenza di reseller e provider che fanno capo ai distributori Alias, Bestit e Megabit. A questi se ne aggiungerà presto uno nuovo: «un grande distributore nazionale», anticipa Garita, specificando però di non essere ancora in grado di svelarne il nome. La caccia è più che mai aperta.

Gianni Garita, sales manager di Avm Italia

Il router Fritz!Box 3270 66


Digitalic per Visio

ECCELLENZE MADE IN ITALY

LENTICOLARI NO-LIMITS. CI PENSA VISIO ITALIA CON INNOVAZIONE Grazie all’innovativo software 3DStar e a un team di lavoro di alto profilo, l’azienda marchigiana è tra le eccellenze nostrane per chi vuole dare ai propri prodotti una comunicazione visiva semplice, dinamica e d’effetto

Dalila Aquilanti, titolare di Visio Italia

Cinque secondi, o anche meno, sono sufficienti al nostro cervello per valutare se vale la pena prestare attenzione a chi ce lo richiede. Un dato interessante, se letto in relazione a cosa muove e influenza un impulso d’acquisto. Ecco perché l’efficacia nel comunicare un brand o un prodotto ha acquisito oggi un significato di rilievo. Le imprese sono alla ricerca spasmodica di nuovi modi di comunicare che rendano i propri messaggi extra-ordinari dando così l’occasione, ai propri brand, di distinguersi dalla massa. E questo vale per qualsiasi categoria merceologica: dalla moda al mondo IT, dal food&beverage alla visual communication. Una delle ultime tendenze in atto vede il ritorno di fiamma per quelle tessere di plastica zigrinata che cambiavano immagine a seconda di come le si inclinavano… Ecco, il lenticolare (questo il suo nome scientifico) sta vivendo una seconda vita. Punto di incontro tra innovazione tecnologica e comunicazione visiva, sta seducendo anche i grandi brand della

moda, dell’automotive e persino del finance! Eh sì, perché grazie a software specifici, materiali e tecniche di stampa innovative, il lenticolare oggi dà alle immagini e ai messaggi l’occasione di una vita propria con effetti ottici che arrivano anche al moving e al 3D su superfici tutto sommato anche minime. Per sviscerarne i segreti, abbiamo incontrato Visio Italia, fiore all’occhiello del nostro Bel Paese, tra i leader di mercato in questo settore. E abbiamo scoperto che… In principio c’era una Visio(n)… Molto più di un’azienda, Visio Italia nasce da un’intuizione di Stefano Aquilanti con l’obiettivo di «… riformulare la tecnologia lenticolare in chiave moderna. Di immetterla nel circuito della visual communication di ampio respiro grazie a un progetto che parte dalla vendita di 3DStar, un software specifico per la realizzazione di lenticolari, e che si completa offrendo ai clienti una consulenza a 360°». Il “lenticolare per tutti” è quello che ha

mosso inizialmente Visio Italia. Da quest’idea di knowledge sharing è stato sviluppato internamente 3DStar, un software di gestione dell’immagine che permette sia al cliente professionale che amatoriale di crearsi in casa il lenticolare, a partire da immagini proprie. Ma il valore aggiunto di Visio Italia non si esaurisce nella commercializzazione del software. Infatti, l’azienda è in grado di seguire i propri clienti offrendo una consulenza completa sul progetto, dai corsi di formazione di vari livelli sull’utilizzo del software, fino alla stampa dei lenticolari. Insomma, più di un fornitore: un vero partner! … ma in seguito numerosi modi di vedere un lenticolare! Un software solo per numerosi effetti? Ebbene sì e il risultato è sorprendente. Da un lenticolare oggi si possono ottenere immagini tridimensionali con un’ottima percezione della profondità; effetti di moving, di zoom su un particolare. E che dire dello spettacolare morphing, che trasforma un oggetto in un altro? Incredibile. Ma avremo modo di approfondire nei prossimi mesi i segreti di questa tecnologia. Ora, vediamo cosa ci ha raccontato Dalila Aquilanti, titolare di Visio Italia.


Quando nasce la sua azienda e con quali obiettivi? «Visio Italia nasce dall’esperienza di un team di professionisti nei settori tecnico, scientifico, informatico, artistico. Il nostro obiettivo è quello di ripresentare al mercato la tecnologia lenticolare in chiave “moderna”. Oggi, infatti, si possono ottenere effetti impensabili grazie alle innovazioni tecnologiche messe in opera in tutti i campi: da quello informatico alla gestione dell’immagine fino alla stampa». Qual è il suo core business oggi? «Ci occupiamo principalmente della scrittura e della vendita del software 3DStar. Questo programma, creato interamente all’interno dell’azienda, permette la realizzazione di ogni tipo di stampe lenticolari a partire da semplici immagini o scatti fotografici. Ma ai nostri clienti offriamo anche un servizio chiavi in mano per l’aspetto printing, come ad esempio lo studio e la composizione di effetti grafici, la trasformazione di immagini da 2D a 3D, la stampa diretta su grandi formati e la stampa offset su grossi quantitativi. L’esperienza maturata in tanti anni, unita alle competenze acquisite fino a oggi, ci permettono di realizzare stampe lenticolari con un rapporto qualità/prezzo estremamente competitivo».

Cosa la differenzia dai suoi concorrenti? Perché scegliere Visio Italia? «Perché siamo un partner affidabile a ciclo completo. Per noi il successo è aprire un dialogo creativo con i nostri clienti in modo da proporre le migliori soluzioni mettendo in campo tutte le nostre conoscenze tecniche, la nostra affidabilità e la nostra serietà. Il nostro obiettivo non è soltanto vendere il programma o stampare lenticolari, ma far comprendere le potenzialità del lenticolare nella comunicazione visiva di qualsiasi prodotto e su qualsiasi formato: dal packaging all’editoria, dal large format al pop, solo per fare degli esempi. A tale scopo Visio Italia offre anche corsi di formazione su misura per consentire una rapida applicazione delle tecniche lenticolari in base alle specifiche esigenze. Questo è il nostro valore aggiunto». Il lenticolare per tutti vi porterà a lavorare su progetti molto diversi tra loro. Chi sono i vostri clienti? «Studi grafici e fotografici, centri stampa ma anche grandi marchi, che attenti all’evoluzione del marketing, sono alla ricerca di nuove idee per promuovere i loro prodotti. Abbiamo collaborato con top client quali Tod’s, Diesel,

Fausto Lupetti Editore, Bulgari, Cyberg Wear, Pontevecchio Gioielli, Pfizer, Fissan, Mazda, Fornarina, Nissan, Gucci, Intimissimi, Intesa Sanpaolo, Coveri e Regione Marche».

VISIO ITALIA

Contatti VISIO ITALIA Via Moriconi, 4 60035 Jesi (AN) Tel. e fax 0731.616051 www.visioitalia.com posta@visioitalia.com


PUNTO G 70

UNA GOCCIA VERDE NEL MARE DEL CINEMA Antonella Tagliabue Amministratore delegato della società di consulenza strategica di direzione Un-Guru, esperta di sviluppo sostenibile. Laureata in Scienze Politiche, con specializzazione in Storia e Istituzioni dell’America Latina. Si è occupata di comunicazione e marketing per multinazionali e grandi gruppi italiani. Da anni si occupa di Green Economy e di responsabilità sociale e ambientale d’impresa, insegna in corsi e master. “Penso che la sostenibilità debba essere una scelta, prima che un dovere, ma che debba essere strategica e, quindi, responsabile. Quando parlo del Pianeta lo faccio con la P maiuscola e credo che il rispetto per la vita in senso biologico debba essere un istinto”. Leggo, viaggio e scrivo per passione. Camus diceva: “Sono contro tutti coloro che credono di avere assolutamente ragione’. Per questo pratico il dubbio, coltivo i miei difetti, cerco di sbagliare sulla base di ragionevoli certezze e mantengo un ottimismo ostinato”

Perché l’ambiente non è un argomento che riesce a scaldare il cuore? Perché, rispetto ad altre buone cause, non suscita un’emozione spontanea? Il fatto che stiamo vivendo al di sopra delle possibilità, in termini di risorse del Pianeta, è un messaggio che – con buona volontà – possiamo accettare razionalmente, ma non

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ci commuove. L’ecologia non è sexy. Può essere di moda in alcuni momenti, ma non riesce a essere cool. Nemmeno il cinema, una delle più strabilianti ed efficaci fabbriche di sogni inventate dall’uomo, sembra poter compiere il miracolo. Quella tra cinema e ambiente assomiglia molto a una relazione occasionale. O meglio. Da un lato c’è un circuito fiorente di film e produzioni dedicate all’ambiente che però,

con il dovuto rispetto, non vanno oltre il documentario o l’inchiesta. In questo ambito proliferano i festival e i premi verdi, anche in Italia, ma si tratta ancora di iniziative di nicchia, che coinvolgono in genere gli addetti ai lavori e pochi appassionati. E poi c’è il cinema dei film di grande successo, dove


ALLA RECENTE EDIZIONE DEL FESTIVAL DI VENEZIA E’ STATO ASSEGNATO IL GREEN DROP AWARD: PER LA PRIMA VOLTA ALL’INTERNO DI UNA DELLE PRINCIPALI MANIFESTAZIONI DEDICATE AL CINEMA VIENE ISTITUITO UN PREMIO VERDE, DESTINATO ALLE PELLICOLE IN CONCORSO E NON A QUALCHE PROIEZIONE COLLEGATA.

contro Golia: un piccolo studio contro la grande multinazionale. E molto altro ancora. Un personaggio che combatte il pregiudizio contro le donne belle e sexy che non possono essere intelligenti e in gamba. C’è una storia d’amore. E poi c’è Julia Roberts, fattore che, in altri casi, è stato più che sufficiente per sbancare il botteghino. Il fatto che l’ambiente ha bisogno di aiuto funziona come premessa di un film, per il resto non basta. La conferma si è avuta al recente Festival di Venezia. Per la prima volta all’interno di una delle principali manifestazioni internazionali, non di nicchia, dedicate al cinema è stato istituito un premio verde, destinato alle pellicole in concorso e non a qualche proiezione collegata. Il Green Drop Award è un premio istituito da Green Cross, l’associazione fondata dal premio Nobel per la pace Mikhail Gorbaciov e dal comune di Venezia, con la partecipazione della società di consulenza di direzione Un-Guru in qualità di advisor strategico. L’iniziativa ha un forte valore simbolico. Il premio consiste in una goccia, in vetro di Murano, che contiene della terra proveniente ogni anno da diverse parti del mondo. Quest’anno, in occasione della Conferenza Rio+20, la sabbia arrivava dal Brasile, creando un legame ideale acqua-terra con Venezia. Al di là dei simboli, il premio voleva essere un riconoscimento vero a quella pellicola che fosse in grado di promuovere valori come la sostenibilità

ambientale. Il Green Drop Award è stato assegnato, da una giuria presieduta dal regista Ermanno Olmi, a La cinquième saison (“La quinta stagione”), dei belgi Peter Bronsen e Jessica Woodworth. Il film racconta la storia di una calamità misteriosa che colpisce un piccolo paese delle Ardenne, per cui l’inverno non vuole finire e il ciclo della natura è sconvolto. Anche in questo caso la terra che diventa sterile e condanna la comunità degli uomini non è il solo tema del film. C’è la corruzione dell’innocenza dei bambini, l’avidità che ha il sopravvento sulla solidarietà. Al momento non si sa se e quando il film uscirà in Italia (ma i diritti sono stati acquisiti da Nomad). La storia è centrata sul fatto che la natura smette di fare quello che ha sempre fatto: garantirci la vita. Purtroppo anche nei film più sensibili all’ambiente, alla natura spetta il ruolo di cattiva e vendicativa, quella che ha un rapporto conflittuale con l’umanità. A dirla tutta però, un momento bello e buono in cui il cinema che parla di ambiente è riuscito a emozionare a Venezia c’è stato. Anche in questo caso però, si potrebbe cinicamente sottolineare che c’è stato bisogno di un bambino africano. Il bimbo che ha scritto la frase citata in Terra Madre (il film documentario di Olmi del 2009) e ricordata in occasione della consegna del premio: «Niente fiori, niente api. Niente api, niente ciliegie. Niente ciliegie, niente bambini».

RISORSE

l’ambiente gioca però il ruolo della comparsa o della scenografia. Alzi la mano chi spontaneamente citerebbe un film di cassetta come Erin Brockovich - Forte come la verità che tutti, o quasi, hanno visto come una pellicola ambientalista? Le etichette non contano e la storia dell’attivista americana che si mise contro la Pacific Gas & Electric serve solo come esempio. L’inquinamento che causa tumori e uccide le persone da solo però non basta a giustificare il successo del film e probabilmente non è l’elemento principale del suo trionfo. C’è un gran regista e un grande cast, sicuramente. C’è la storia di una donna sola con tre figli che riesce a farcela, il grande sogno americano che si fa realtà. C’è il fatto che Davide vince

IT: verde e biodegradabile Se quanto previsto da un recente studio pubblicato su Science fosse vero, potremmo essere in presenza di una rivoluzione verde: potremmo infatti disporre di dispositivi elettronici affidabili e biodegradabili. Materiali tradizionali come il silicio e il magnesio dovrebbero essere impiegati in forma ultrasottile e poi incapsulati in un involucro di seta da utilizzare, ad esempio, per impianti biomedici o per i sensori ambientali. Il team di studiosi che segue il progetto ha già creato un dispositivo in grado di dissolversi spontaneamente dopo tre settimane di esposizione ai liquidi biologici.

Volontari per un giorno Vorreste provare un’esperienza di volontariato ma non sapete come fare? Fino al 31 dicembre 2012 centinaia di associazioni di Milano e provincia offrono la possibilità di scegliere il progetto che più si adatta alle proprie aspettative e ai propri valori. Su www.volontariperungiorno.it è possibile contattare le organizzazioni non profit aderenti e mettere a disposizione del tempo, a favore degli altri. L’iniziativa è promossa da una rete di istituzioni, imprese e organismi di rappresentanza del terzo settore, con il patrocinio del comune di Milano e della Commissione europea.

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ATTUALITA’ Collegati a questo QR code, guarda e ascolta Aldo Del Bò, sales and marketing director Kaspersky Lab Italia. Un reportage esclusivo realizzato nel corso dell’intenso RoadShow andato in scena sul finire di ottobre

Dopo il lancio delle versioni 2013 di Internet Security e Antivirus, l’azienda russa ha chiamato a raccolta i partner per un evento che ha portato risposte importanti su sfide e progetti futuri

L’ultima acquisizione è stata quella di Pinnacle, una delle pietre miliari nel software per l’editing video; perché la galassia dei software Corel è ampia, con decine di soluzioni di cui molte leader nel proprio ambito. «I nostri brand – spiega Giovanni Ragusa, sales manager Italy, Mediterranean and Middle East di Corel – sono così forti e riconosciuti nel proprio segmento che quasi passa in secondo piano il fatto che siano tutti parte di un’unica società». Il mondo Corel comprende infatti software di grande successo come WinZip, Roxio, PaintShop Pro, VideoStudio Pro, WinDVD Pro, WordPerfect Office, Desi-

L’

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Dopo tanta attesa, tra fine ottobre e i primi di novembre è andato in scena il RoadShow di Kaspersky Lab, dedicato ai reseller italiani che vogliono scegliere l’azienda russa per garantire sicurezza ai propri clienti. Sei le tappe previste (Milano, Padova, Bologna, Firenze, Roma e Napoli), ognuna delle quali caratterizzata da

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gner, Painter e ovviamente CorelDraw: un mondo articolato che risponde a tutte le esigenze delle menti creative. Oggi si aggiunge anche Pinnacle, il brand di video-editing di fascia consumer che era di Avid. Programmi come Pinnacle Studio HD e Avid Studio entrano a far parte della gamma di prodotti per i media digitali. Matt DiMaria, executive vice president e general manager della business unit digital media per Corel ha sottolineato l’importanza di questo ingresso anche considerando l’espansone dell’azienda nel mondo mobile. «Sono felice di introdurre questo portafoglio prodotti ampliato ai nostri clienti e partner – ha

Open Day durante cui è stato possibile conoscere le nuove tecnologie e i prodotti di Kaspersky Lab. «Attraverso queste giornate di informazione e formazione abbiamo incontrato la nostra vera forza vendita nelle sei città chiave per il nostro business, proponendo una giornata dedicata a rappresentare al meglio le novità del prossimo 2013 e a supportare chi ci ha

Giovanni Ragusa, sales manager Italy, Mediterranean and Middle East di Corel

scelto e chi vorrebbe farlo come soluzione di sicurezza informatica per la propria clientela», ha spiegato Aldo Del Bò, sales and marketing director dei laboratori Kaspersky. Gli Open Day hanno offerto l’occasione – per i reseller attuali e potenziali – di conoscere più da vicino l’azienda, il Kaspersky Partner Program e i prodotti B2B quali Kaspersky Open Space Security e Kaspersky Security for Virtualization. Strumenti tecnologici molto innovativi ed efficaci, ma anche carte preziose da giocare per sviluppare progetti complessi e ad alto margine sul mercato. Non è un caso che proprio il tema portante dell’intero evento itinerante fosse “la sfida del margine”. «Una sfida che, sulla base dei feed back raccolti, il canale ha voglia di affrontare insieme a noi e attraverso le nostre soluzioni», ha affermato il manager.

sottolineato il manager – che trarranno senz’altro grandi vantaggi dalla ricchezza dell’offerta e dal suo elevato valore innovativo, rappresentato in particolare dai progressi nel mercato dei dispositivi mobili, come evidenziato dal recente lancio di Avid Studio per iPad». «Anche nel mondo delle App, Corel ha da offrire grandi novità – ha concluso Ragusa – e i nostri prodotti per desktop hanno risorse tutte da scoprire: bisogna testarli per capirlo. È questo l’invito che facciamo agli utenti e ai rivenditori: provate il mondo Corel». Sotto la mongolfiera dell’arcobaleno ci sono molti software di successo, un’intera galassia a disposizione dei più creativi. Oggi si aggiungono anche le soluzioni di videoediting firmati Pinnacle Francesco Marino


La quinta edizione dell’annuale conferenza organizzata dalla divisione scanner di PFU Imaging Solutions Europe, divisione Fujitsu, ha chiamato a raccolta oltre 300 partner di canale. Un’occasione unica per scambiare idee e scoprire nuove opportunità di business attraverso il confronto con i software partner (ai quali è stata dedicata un’area espositiva), assistere alle presentazioni e interagire con specialisti del mercato nel settore Document Imaging di tutta l’area Emea. Fondamentale è stato proprio il contributo dei software partner, i soggetti che garantiscono l’apporto di valore aggiunto ai prodotti scanner con una nutrita serie di servizi, tra i quali il cloud e i data center, come fornitori di Infrastructure-

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“Capture the Growth” è stato il motto del Fujitsu Imaging Channel Conference 2012. Una crescita che PFU Imaging Solutions persegue con determinazione, nonostante la difficoltà che molte aziende attraversano, visto che ha superato le due milioni di unità di scanner documentali ScanSnap vendute nel mondo fra luglio 2001 e giugno 2012. Un successo decretato dalla genialità del prodotto: con un solo tasto trasforma un documento cartaceo in un Pdf Riccardo Pirana

as-a-Service. Sono state dodici le aziende presenti come software partner, tra le quali Abbyy, Elo Digital Office e Kofax sono Partner Platinum. Le soluzioni proposte sono veramente tante e interessanti. Tra tutte, di grande utilità è quella promossa da Fujitsu con Emmedi per l’acquisizione rapida di documenti agli sportelli bancari. «Abbiamo proposto una soluzione per

Robert Young, business and channel development manager Emea di PFU Imaging Solutions

il front-office, per diminuire i tempi di attesa del cliente e per avere un unico device allo sportello bancario, con lo scanner PFU 6130Z e il software FI6130 4Cheque – ci ha spiegato Massimo Spinelli di Emmedi –. Con questa soluzione l’operatore può leggere gli assegni e tutti i documenti che transitano allo sportello tramite lo scanner, evitando i limiti introdotti dai lettori per assegni dedicati». Abbiamo chiesto qualcosa in più su PFU a Robert Young, business and channel development manager Emea di PFU Imaging Solutions. «Siamo una delle prime aziende del settore, per cui abbiamo una base di clienti molto fedele in tutta Europa. Interagiamo con il canale e parliamo molto con i rivenditori. Non vendiamo direttamente ma sempre attraverso la distribuzione e in questo siamo sempre stati leali». «Non a caso, stiamo aggiornando il programma per i partner con nuovi elementi – ha detto Young –. Vedi il configuratore di scanner e altri pratici strumenti marketing. La struttura del programma prevede tre livelli: gli Imaging Resellers, Authorised Imaging Resellers e Premium Imaging Resellers». «Nel primo caso – ha spiegato Maurizio Barondi, partner manager indirect & marketing communication manager di PFU Imaging Solutions – il partner ha accesso a un’area riservata dell’Imaging Channel Portal, a promozioni e a opportunità esclusive. Il livello Authorised Imaging Reseller, prevede che il partner abbia uno showroom attrezzato con almeno uno scanner Fujitsu e almeno due persone formate da Fujitsu. Il livello più elevato, quello dei Premium Imaging Reseller, richiede infine la presenza di uno showroom attrezzato con almeno due scanner Fujitsu della FI-series o uno di ogni serie ScanSnap e di almeno cinque persone formate da Fujitsu. Da parte nostra, con l’aumentare del livello di partnership aumentiamo il supporto e il valore concreto a disposizione dei rivenditori».

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MRKTNG SIDE THE 74

IL MARKETING DEI PANINARI Matteo Ranzi Negli anni ’80 scopre la sua passione per la pubblicità e sogna di avere da grande un’agenzia propria. Mette quel sogno nel cassetto. Negli anni ’90 Università, snow-board e vendita di auto per passione. Ad ottobre del 2000 arriva la laurea in Bocconi. Specializzazione Marketing. Viene chiamato in Ingram Micro. In 3 anni diventa Business Manager. La sua passione lo porta alla guida del Marketing Communication e poi del Trade Marketing. Una sera di Marzo del 2009 riapre il cassetto chiuso negli anni ’80 e ritrova il suo sogno. Riascoltando il famoso discorso di Steve Jobs, capisce che è arrivato il momento di dare sfogo al suo lato foolish e hungry. Fonda Mille Ottani, l’agenzia marketing di cui è titolare. Fa della sua passione una professione e si lancia nella nuova avventura. Ogni giorno le sue riflessioni sul marketing vengono seguite nei social network da oltre 3.000 marketeers.

In un giorno dei primi anni Ottanta una compagnia di giovani che frequentava il bar “Al Panino” in centro a Milano diede vita ai Paninari, il movimento giovanile made in Italy più rilevante dei successivi trent’anni. Ai Paninari vennero dedicati alcuni film, un personaggio di Drive In e persino una canzone dei Pet Shop Boys intitolata Paninaro. Essere Paninaro significava innanzitutto dotare il proprio guardaroba di una serie di capi griffati, numerosi dei quali “Made in Italy”, da indossare secondo delle regole precise non scritte. Ciò che accomunava i giovani di questo movimento, oltre al look, erano l’appartenenza a compagnie di quartiere, uno slang particolare, la passione per gli stessi cantanti e la spensieratezza. Ramon Verdoia, nome di battaglia Bircide, al tempo era un Gran Gallo, cioè il leader della sua compagnia di Paninari. Oggi è il massimo rappresentate del Movimento Paninaro in Italia. Si veste e vive come un Paninaro, rimane in contatto con tutti gli ex Paninari tramite i social network e ha realizzato due

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film per il Web sul ritorno dei Paninari. Inoltre ha avviato un business di successo su eBay mettendo in vendita numerosi prodotti, non solo d’abbigliamento, originali dell’epoca paninara. L’ho incontrato e questo è ciò che mi ha raccontato. Bircide, quello dei Paninari è un movimento nato e portato avanti dai ragazzi o pilotato dai brand di riferimento di quel periodo? «Inizialmente il Paninarismo si autocreò nell’inconscio dei ragazzi degli anni Ottanta, che plasmarono così consapevolmente un loro “stile” e un loro “habitat” ben definito! Dal 1986 circa un buon 60% è stato “pilotato” con la complicità delle riviste dell’epoca che portarono avanti i marchi più prestigiosi. Questi brand investirono sulla loro fama a fini pubblicitari comprandosi intere rubriche in periodici come Paninaro, Wild Boys o Cucador. In ogni caso il movimento avrebbe

retto anche senza brand, forse, anche se in forma più sobria e meno di massa». Quali sono stati i tre motivi principali che hanno reso così forte e radicato in Italia il Paninarismo? «Uno dei principali motivi fu sicuramente la fine dei cosiddetti “anni di piombo” che, se pur allora ancora bambino, ricordo molto grigi e tristi. Questo periodo fu seguito dalla luce e dai colori che gli anni Ottanta seppero regalarci, offrendoci quindi un alto potenziale di base. Per questo gli anni Ottanta li ho


Tra il 1987 e il 1988 l’epoca d’oro dei Paninari giunge al termine. Da lì a poco anche numerosi dei brand legati al movimento spariscono dalla scena. Perché quei marchi non sono riusciti a mantenere il successo acquisito? «Molti marchi come Stone Island, Moncler, Timberland hanno saputo mantenere alto il loro prestigio, forse grazie alla loro immagine che si è adeguata ai tempi. Mentre “a raso terra” sono finite Best Company, El Charro e Naj Oleari, non solo perché i manager non sono più gli stessi di allora, ma soprattutto perché tali marchi sono stati venduti a chi non ha saputo valorizzarli investendo il giusto profitto». Grazie alla tua attività, agli strumenti abilitanti del Web 2.0 e all’effetto della Long Tail, oggi si può ancora essere Paninari. Hai infatti creato la pagina Facebook “Paninaro”, lo store Princide SHOP su eBay, un sito Internet, due film per il Web (Il Ritorno dei Paninari e Il Ritorno dei Paninari 2) e una Web radio. Tutti

strumenti legati tra loro, in una perfetta logica di marketing multicanale. Come va il tuo store; la moda dei Paninari va ancora forte? «Il mio store è principalmente dedicato ai Paninari (in quanto la mia fede è Paninara), ma non dimentichiamo che tratto tutto ciò che riguarda gli anni Ottanta. I Paninari prima di crescere erano incollati al piccolo schermo a suon di “missili perforanti” e “raggi gamma” con Goldrake, Mazinga e Jeeg robot d’acciaio, per cui amo portare avanti i miei idoli nel tempo con gadget autentici dell’epoca, oltre che dedicarmi ai Paninari divulgando tutt’oggi il loro look! Lo store ha oltre 2.000 feedback ed è loggato “Power Seller”, oltreché “Affidabilità Top”… un motivo alla base di tutto questo successo ci sarà! Molti cercano ancora i piumini Moncler autentici degli anni Ottanta, le cinture El Charro e addirittura le scarpe Timberland usate, rigorosamente “Made in USA”: raramente si possono ancora trovare in giro specifici capi autentici e così curati». Recentemente Abercrombie ha annunciato la chiusura di 180 store negli USA. Alcuni hanno indicato che la motivazione sta nel fatto che i ragazzi non vogliono più omologazioni. Al brand aggregante preferiscono differenziarsi e scegliere la personalizzazione. Se così fosse, le probabilità che un movimento come i Paninari ritorni sono quasi nulle. Mai più Paninari? «I Paninari di massa forse non ritorneranno più perché la fine

del Movimento Paninaro segnò anche la fine di una manifattura accurata quale il “Made in Italy” e il “Made in USA”, travolti dal mercato orientale. Nonostante ciò gli stessi Paninari ai allora (oggi quarantenni, molti dei quali genitori) sono “al lavoro” per tramandare ai loro figli un modo di vestirsi adeguato al XXI secolo con una spiccata vocazione verso quelli che furono gli anni Ottanta. Comunque io stesso quotidianamente indosso, anche se con più sobrietà, le vesti del classico Paninaro!». Questa è una rivista IT. Quindi una domanda sulla tecnologia ti tocca: qual era la dotazione tecnologica di un Panozzo Doc? «Sono sempre stato affascinato dalla tecnologia e dai primi personal computer sin dai primissimi anni Ottanta! Quando prendevo il treno ogni mattino per recarmi a scuola non poteva mancarmi il mitico Walkman della Sony con le cuffie e fui uno dei primi ad avere il mitico Teledrin che tutt’oggi molti hanno dimenticato!». A questo punto dovrei dirti: «Sereno Gran Gallo, ci vediamo da Burghy per spararci al brucio nel gargarozzo un panozzo troppo giusto». Ma Burghy è estinto e quindi mi sa che ci vediamo su Facebook. Va bene lo stesso? «Mah… io direi… visto che il McDonald’s sostituì la catena dei Burghy agli inizi degli anni Novanta, un luogo ce l’abbiamo ancora dove incontrarci, no? Buon paninazzo e… sereno a tutti i Panozzi!».

RISORSE

sempre visti come una sorta di remake degli anni della “dolce vita” catapultati nel futuro. In secondo luogo, la spensieratezza e l’allontanamento dagli ideali politici. Ovviamente non mancava chi era ancora ostinatamente di destra, un po’ per moda forse. Per finire, i marchi del benessere hanno fatto la loro parte catalizzando i giovani inizialmente di un ceto sociale medio alto, per poi divulgare il culto a chi ne voleva prendere parte».

http://tinyurl.com/9ysp967 La pagina Facebook di riferimento dei Paninari ideata e moderata da Ramon Verdoia. Con foto, filmati e oggetti imperdibili.

http://stores.ebay.it/Princide-SHOP Princide SHOP, lo store eBay dove trovare diversi prodotti originali degli anni Ottanta, tra cui numerosi accessori da Paninari.

http://www.youtube.com/ watch?v=4ORZk-FXjSo I paninari hanno influenzato anche la musica internazionale; nella storia rimane la canzone Paninaro. A questo link, il video originale degli anni Ottanta dei Pet Shop Boys.

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ATTUALITA’

«Nel 2012, fino a oggi, il nostro fatturato è cresciuto del 12%, così quest’anno andremo a superare i 50 milioni; nel 2011 erano 47…», preciso, preparato, profondamente dentro alle logiche e alle dinamiche del canale italiano. Federico Marini, amministratore delegato di Computerlinks Italia e Austria, saluta con soddisfazione l’ennesimo successo per l’edizione 2012 della University che la sua società dedica ogni anno ai propri partner. Un’edizione tutta speciale perché, proprio quest’anno, Computerlinks spegne le sue dieci candeline. Fu infatti lo stesso Federico Marini, nel 2002, a ricevere direttamente dalla sede centrale in Germania l’incarico di costituire una filiale italiana del distributore, che venne aperta il 28 ottobre a Bolzano. «Sia noi che i nostri partner stiamo vivendo un momento di stress finanziario, ma commercialmente la crescita c’è – ha spiegato Marini –. Proprio per questo ci siamo strutturati con un ufficio specifico per l’ambito finanziario sia per il recupero crediti sia per organizzare

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proposte finanziarie per i nostri partner e i risultati sono soddisfacenti». Guardando alle più interessanti dinamiche in atto sul mercato, Marini lamenta però una tendenza dei vendor a orientarsi verso distributori a volume che iniziano a offrire anche servizi, a costi più bassi, «certamente non a livello di un distributore a valore come noi che possiamo vantare del personale altamente

«Gli oltre 500 iscritti di quest’anno, in leggera crescita rispetto al 2011, rappresentano sicuramente un segnale positivo. Ma attenzione a non svendere i servizi a valore…». Queste le parole di Federico Marini, amministratore delegato di Computerlinks Italia e Austria, che festeggia i dieci anni di vita della filiale italiana e saluta il successo della “sua” University Luca Bastia

specializzato». E proprio per rimarcare questa caratteristica l’Ad di Computerlinks ha ribadito l’intenzione di potenziare la parte di fornitura di servizi: «È nel nostro Dna e inoltre i reseller possono evitare di formare persone per il pre e post sales». Tanti come sempre i partner coinvolti nell’evento. Ne abbiamo incontrati alcuni. «Credo che sia uno degli eventi dedicati al canale che funzionano di più – ha affermato Elena Ferrari, responsabile di canale di Check Point –. Per noi vendor diventa un momento importante per cercare di capire quali sono gli argomenti tecnici più critici da dibattere anche con i nuovi partner». Quest’anno l’attenzione è stata focalizzata sulle nuove appliance di sicurezza. «Per noi questa giornata è un appuntamento tradizionale – ha sostenuto Pierpaolo Alì, regional sales manager Italy di HP Enterprise Security Products –. Un momento proficuo per indirizzare messaggi dai contenuti pregnanti al nostro canale. Vedi per esempio l’ingresso che i manager di security iniziano a fare nei board delle imprese, un fenomeno sul quale il canale deve farsi trovare pronto con strategie e politiche di ampio respiro e integrate». «In questo spazio principalmente presentiamo ai nostri partner le tecnologie di sicurezza per proteggere le aziende dai rischi derivanti dalla “consumerizzazione” e la nostra risposta agli attacchi APT (Advanced Persistent Threat) che hanno bisogno di una tecnologia specifica», ha chiarito Denis Cassinerio, senior manager channel sales di Trend Micro. Presente anche Sophos, che fino a 2 anni fa gestiva direttamente i partner. «La piccola impresa cerca competenze – non avendone all’interno – e servizi, attraverso aziende che gestiscono la sicurezza per mestiere e questo fanno i nostri partner, cioè Securityas-a-Service. Siamo qui alla Computerlinks University proprio per fornire al nostro canale le competenze necessarie», ha spiegato Marco D’Elia, country manager di Sophos. Fresco di accordo con Computerlinks, abbiamo sentito anche il parere Raphael Vallazza, amministratore delegato di Endian, società italiana produttrice di soluzioni open source di Unified Threat Management (UTM) e network security, con una filiale anche negli Stati Uniti: «Vendiamo in 60 stati e abbiamo raggiunto 1 milione di download nel mondo».


ATTUALITA’ Collegati a questo QR code, ascolta e tocca con mano le novità e il valore che è in grado di offrire al canale Symantec Backup Exec Appliance 3600

Il mondo delle appliance Symantec si amplia con una soluzione pensata per le medie aziende e in grado di semplificare tutte le procedure legate alla salvaguardia e al ripristino dei dati Francesco Marino

Symantec, con la sua linea Backup Exec Appliance, ha inserito in un solo strumento l’hardware e il software necessari per garantire una soluzione completa per l’archiviazione sicura dei dati nelle imprese. Il grande vantaggio di queste appliance è che tutta l’intelligenza, tutta la capacità di calcolo e la connettività so-

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Cambiare passo, differenziarsi in maniera decisiva dalla concorrenza. È un momento importante per Hitachi Data Systems, che ha appena chiuso con un grande successo di pubblico la due giorni, tutta italiana, degli Hitachi Information Forum (a Roma e Milano). Hitachi Data Systems accelera sul mondo dello storage alzando il sipario su un’innovativa soluzione disegnata e pensata specificamente per le imprese di piccole e medie dimensioni: Hitachi Unified Storage VM. HUS VM semplifica il processo di archiviazione dei dati e offre una gestione ancora più efficace degli ambienti virtuali anche

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no racchiuse in un solo involucro, di cui è responsabile un solo produttore. «Con le appliance Symantec Backup Exec – ha spiegato Vincenzo Costantino, var channel manager Italy di Symantec – le aziende possono contare su una soluzione ampiamente testata, che semplifica tutto il processo di installazione e configurazione e che si può aggiungere all’infrastruttu-

all’interno di storage multimarca. «HUS VM è scalabile e perfettamente integrabile con gli investimenti IT già presenti in azienda, ottimizzando i budget già investiti» afferma Roberto Basilio, vice president, infrastructure platforms product management di Hitachi Data Systems. Dopo aver consolidato sul mercato storage i suoi due prodotti midrange ed enterprise la società punta dritto sulle aziende di medie dimensioni. «Il punto di partenza per il lancio di questa soluzione – spiega ancora Basilio – sono i Big Data. Un fenomeno che crescerà del 60% nei prossimi quattro anni. Puntiamo sulla media impresa, che è quella, secondo la nostra

ra esistente senza dover sostituire o modificare alcun elemento della rete. Per i rivenditori è invece un’occasione per aggiungere servizi su una piattaforma sicura e affidabile». Con il lancio del modello Backup Exec Appliance 3600, Symantec punta alle medie imprese. La soluzione infatti è in grado di effettuare il backup, il ripristino dei dati e anche la deduplica. Le due configurazioni disponibili si distinguono soprattutto per il tipo di software e di funzionalità

inserite; in particolare la versione più completa (Total protection suite) offre anche un sistema per la gestione centralizzata di tutte le appliance e la possibilità di collegare altre librerie di backup. «La versatilità di questo strumento è garantita dalla capacità di effettuare il backup e il ripristino su ogni piattaforma: Windows, Mac, Linux e VMware» ha sottolineato Vito Villa, regional product manager Emea Backup Exec, Information Management Group.

valutazione, che si assesta intorno ai 500 dipendenti. Il sistema comunque è stato studiato per ottimizzare gli investimenti già fatti ed è stato installato in aziende che avevano piattaforme come Windows Server 2008, SQL Server, Share Point, VMware, Sap o Exchange». Importante, nella strategia di Hitachi Data Systems, il ruolo

del canale nel trasmettere al mercato il valore di una simile soluzione. «Come sempre – conferma Basilio – i partner rivestiranno un aspetto fondamentale della strategia di HDS. Sono loro in prima in linea. La formazione verrà erogata sempre da HDS e verrà programmata da noi e organizzata anche nel caso in cui un partner richieda approfondimenti e chiarimenti su aspetti particolari o nel caso in cui un cliente gli richieda soluzioni personalizzabili».

Ad Amsterdam si alza il sipario sull’attesa Hitachi Unified Storage VM, piattaforma destinata a riscrivere le regole della gestione delle informazioni. In esclusiva per Digitalic ne parla Roberto Basilio, vice president, infrastructure platforms product management di Hitachi Data Systems Daniela Schicchi


in equilibrio perfetto con le esigenze del mercato

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CARTE VALORI


2SOCIAL

TI INTERESSA DI ME? Barbara Bonaventura Si laurea con lode a Padova e, dopo un periodo di ricerca per l’Università di Venezia, inizia a dedicarsi professionalmente al marketing strategico tradizionale e digitale. Dal 2004 è alla Direzione Marketing di Mentis, società di consulenza italiana dedicata all’innovazione aziendale. Dal 2005 è vicepresidente di AICEL - Associazione Italiana Commercio Elettronico. Amir Baldissera Insegna Gestione d’Impresa all’Università di Padova. Laureato in Scienze Cognitive con uno dei primi lavori italiani sulla Vita Artificiale. Dal 2004 è Direttore Operativo di Mentis e si occupa di progetti di innovazione strategica e marketing. Membro del consiglio direttivo dei Giovani Imprenditori di Padova, segue i rapporti con l’università e le startup.

Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati dalla campagna elettorale per l’elezione della presidenza degli Stati Uniti d’America. Come quattro anni fa, anche nel 2012, i social network sono stati protagonisti. In particolare, si è evidenziata una strategia di fondo molto diversa tra i due concorrenti, che può venire ben riassunta da questa sintesi: Romney ha definito Ann «la scelta migliore che abbia mai fatto», Obama ha definito Michelle «la donna che ha accettato di sposarmi».

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Link al video: https://www.youtube.com/ watch?v=IKlM6cRu5f8&feature=relmful

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Seppure il senso sia lo stesso – entrambi i candidati sono felicemente sposati – l’approccio è antitetico. Per semplificare, potremmo dire che Romney incarna la comunicazione “vecchio stile” dove è l’emittente (colui che lancia il messaggio) a essere il protagonista attivo («la scelta migliore che – IO – abbia mai fatto»). Obama, invece, rappresenta la comunicazione al tempo dei social media, dove il vero protagonista è l’interlocutore, colui che “riceve” il messaggio («la donna – LEI – che ha accettato di sposarmi»). Nella comunicazione attuale è

sempre più importante tenere conto che il messaggio acquista un vero significato solo se viene fatto proprio dal nostro destinatario. Non c’è più la possibilità di mettersi in cattedra e lanciare messaggi a un pubblico attento che pende dalle nostre labbra. Il nostro “pubblico” oggi non esiste più, sostituito da singole persone con mille cose da fare e che non hanno tempo o voglia di ascoltare quanto NOI siamo bravi. Quotidianamente veniamo sommersi da una quantità estrema di messaggi – se ne stimano più di 3.000 al giorno – che come prassi


ignoriamo bellamente. Gli unici stimoli che riescono a raggiungerci sono quelli che ci vedono come protagonisti, quelli che parlano di argomenti che veramente ci interessano e appassionano. Tra questi, poi, quelli che realmente riescono a fare breccia nel muro dell’indifferenza che ci

circonda sono quelli che dimostrano come IO sia rilevante. Quelli che rispondono positivamente alla domanda “ti interessa di me?”. Le aziende – come le personalità pubbliche – debbono quindi cambiare l’approccio comunicativo di 180°, posizionando il vero

RISORSE

protagonista sulla sedia di fronte a loro stessi. Una sfida senza dubbio ardua, ma allo stesso tempo estremamente stimolante. Il primo passo di questo nuovo cammino è semplice: per capire cosa è centrale per i nostri mercati, dobbiamo ascoltarli, ascoltarli e ascoltarli. Seppure possa apparire banale, le aziende non sono abituate a questo tipo di approccio e, anzi, incontrano molte difficoltà nel farlo. L’utilità però è palese come riportato nei grafici di queste pagine. I nostri interlocutori sono spesso molto disponibili a comunicarci cosa effettivamente si aspettano da noi, come potremmo soddisfarli e come rafforzare il legame con loro. Tutte informazioni che, non solo possono migliorare la nostra offerta commerciale, ma ci rendono inattaccabili dalla concorrenza, portandoci fuori dalla “guerra di prezzo” che caratterizza molti dei nostri settori. È infatti noto che il passaggio da un fornitore all’altro, la maggior parte delle volte, non avviene per insoddisfazione nei confronti del servizio/prodotto acquistato, ma per la poca responsività dell’azienda fornitrice. Quante volte il cambio di fornitura avviene a seguito del contatto con un servizio post-vendita freddo e inadeguato? In conclusione, se vogliamo utilizzare al meglio le potenzialità della comunicazione moderna, che si centra sul passaparola, dobbiamo imparare a relazionarci con i nostri clienti rendendo loro i veri protagonisti.

http://tinyurl.com/czau3y3 A questo indirizzo trovate un’infografica sulle identità digitali dei due contendenti alla presidenza degli USA.

http://tinyurl.com/bwwzwgw Gary Kaskowitz, Brand It Like Barack! How Barack Obama Sold Himself to America and What You Can Learn from This. Un libro che spiega la costruzione del brand Obama.

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MAD4IT

«Cara Federica, sai che esiste una App per calcolare il momento esatto del mese in cui sarà più probabile avere un figlio? Tu per caso vuoi un figlio?». Scene di ordinaria (?) vita giornalistica, scene che, oltre al divertito rossore di una imbarazzata Pellegrini, ci raccontano di come le App abbiano da tempo infranto il muro di cinta del mondo tecnologico per invadere il linguaggio e anche lo slang quotidiano. Non solo: parlare dell’ultima, imprescindibile App, è indubbiamente di tendenza. Mettere sul piatto di una conversazione simili argomentazioni oggi regala un certo standing, come accadeva qualche anno fa con Facebook («Tu ci sei su Facebook?») e poco più tardi con Twitter. Il fenomeno, del resto, è inarrestabile: ogni giorno gli App Store si sfidano a colpi di nuovi, incredibili applicativi capaci di tutto, dalla archiviazione e sincronizzazione dei file, passando per la videocomunicazione, gli acquisti mobili e, perché no, il calcolo del bioritmo e del momento di massima fertilità per donne e uomini… «Per sviluppare una App basta un’idea, un collegamento a Internet e un pc discreto, nulla di più» diceva, giustamente, proprio a Digitalic lo scorso mese Massimo Banzi, inventore di Arduino. «È un antidoto contro la crisi e la disoccupazione, noi siamo da tempo alla ricerca di validi sviluppatori». Certo è che il fenomeno delle App – in tempi di difficoltà economiche e di carenza di posti di lavoro – sta scatenando intorno a sè le attenzioni di migliaia di aspiranti “startupper” attirati da numerose storie di successo, per altro, molto “reclamizzate”. Fin qui nulla, o quasi, da eccepire… Tuttavia, come ogni travolgente fenomeno di costume, anche le App vanno prese con le dovute cautele soprattutto da chi come operatori di canale, manager, neolaureati, ecc. è alla ricerca di nuove opportunità di business ad alto margine. La scorsa settimana Digitalic ha pubblicato una semplice classifica con le 15 App fondamentali per gli imprenditori con tanto di link e spiegazioni. Un successo clamoroso di contatti e commenti di lettori che ci ringraziavano per l’utilità di un servizio che faceva ordine nel “marasma” di applicativi Marco Lorusso spesso inutili e incomprensibili. Banzi ha ragione Caporedattore Digitalic nel dire che sviluppare un applicativo oggi è marco@digitalic.it semplice e costa poco e bene fa a spronare i giovani. Per completezza vale la pena di aggiungere un “APPunto” forse utile, o forse no. I costi per imparare a scrivere una App sono accessibili e anche più bassi di quanto si possa pensare. I costi per una buona idea invece sono purtroppo incalcolabili… ma è da li che deve partire una startup che punta al successo, non dalla moda del momento.

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