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iMaccanici Assistenza Mac: Apple e il PDF

15/09/08 13:58

Apple e il PDF domenica, 01 aprile 2007__00:02 Inviato da: fragrua

PDF è un acronimo per "Portable Document Format" e serve a rappresentare i documenti in modo che siano indipendenti dall'hardware e dal software che si usa per crearli o per visualizzarli. In un PDF si possono inserire sia testo che immagini a qualsiasi risoluzione. Chi adopera il System X di mamma Apple ha inclusa nel sistema operativo la possibilità di lavorare immediatamente con i file PDF, senza bisogno di installare software di terze parti. …Segue E' possibile sia leggere che scrivere (da qualsiasi programma) questo tipo di file. Per visualizzarli basta cliccarci sopra e Anteprima si occuperà di fare tutto. E' molto più veloce di Adobe Reader e permette di selezionare testi e immagini, cercare parole all'interno del documento, ruotare le pagine, ecc. Per crearli, a prescindere dal programma che stiamo usando, bisogna partire dalla finestra Stampa. Per esempio se vogliamo generare un PDF dal file "relazione.txt" 1) aprire il file 2) MELA+P oppure "Archivio --> Stampa" 3) click sul tasto "PDF" comparirà la seguente finestra:

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iMaccanici Assistenza Mac: Apple e il PDF

15/09/08 13:58

ZOOM A questo punto è possibile scegliere fra numerose opzioni. In genere è sufficiente selezionare la prima voce "registra come PDF..." ed il gioco è fatto. Se dobbiamo spedirlo per mail è possibile creare un PDF compresso, in modo da ridurre la dimensione finale. Questo trucco è molto utile quando nel documento sono inserite immagini ad alta risoluzione. Per snellire ancora il documento, prima di cliccare sul pulsante PDF è possibile scegliere dalle opzioni ColorSync, la voce "Quartz Filter" come da immagini:

ZOOM e selezionare "Reduce file size"

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iMaccanici Assistenza Mac: Apple e il PDF

15/09/08 13:58

ZOOM Ma alla fine a cosa serve un PDF? • Anzitutto è possibile scambiare documenti con utenti che non condividono il nostro hardware o software (basta pensare a chi non ha installato Office), senza contare che è molto pratico per coloro che navigano su Internet ed hanno l'esigenza di salvare le pagine in un formato stabile, già ottimizzato per la stampa. Ad esempio io ho l'abitudine di salvare in PDF tutti i tutorial per Photoshop che trovo in rete, per consultarli magari con calma in seguito. Ovviamente è sempre possibile salvare la pagina direttamente dal browser, ma così facendo si genera un file html, con la sua cartellina, che risulta lento da aprire in caso che siano presenti script, banner ecc. • Il PDF è utile anche nel caso dobbiamo inviare un documento di cui vogliamo mantenere impaginazione, carattere ecc. Basta pensare ad un modulo che deve essere stampato e compilato successivamente a mano. • Volendo è possibile criptare il documento in modo da renderlo leggibile solo a coloro che possiedono la password corretta:

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iMaccanici Assistenza Mac: Apple e il PDF

15/09/08 13:58

ZOOM • Infine il PDF dovrebbe essere una scelta obbligata per i maniaci della sicurezza nel caso di invio di allegati per posta elettronica. Generalmente si spediscono file di Word, senza curarsi della pericolosità di questi file (macro infette, trojan ecc)... E se è vero che noi "melisti" siamo tutto sommato immuni dai virus che affliggono l'altro mondo, è pur vero che non è comunque salubre lavorare con files infetti. Alla prossima! —Federico Commenti (0) iMaccanici Assistenza Mac http://www.imaccanici.org/article.php?story=apple_ed_il_pdf

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iMaccanici Assistenza Mac: Cambiare (da soli) il disco all'iMac 24 Intel

15/09/08 13:40

Cambiare (da soli) il disco all'iMac 24 Intel sabato, 15 marzo 2008__00:02 Inviato da: filippodei

In relazione alla guida per sostituire il disco fisso degli iMac Intel, volevo segnalare quanto segue: Con notevole ritardo, alla fine della giornata di ieri ho testato la soluzione gentilmente indicatami. FANTASTICO! Adesso il mio iMac 24" white Intel Core 2 Duo 2.16 ha il suo bel disco fisso nuovo da 500GB Samsung. Un po' più rumoroso (ok) dell'originale WD™ da 250GB, ma secondo me anche più performante in termini pratici di velocità. Aggiungo un paio di note relative alla installazione presente nel link indicato, in relazione agli iMac 24: Prima di tutto importante avere un cacciavite Torx da 9 mm altrimenti non fate un cippa. …Segue Poi, non serve staccare la parte adesiva nera che si vede e che viene indicata nelle foto della guida, dato che nel 24 semplicemente non c'è! Quindi meglio, un'operazione in meno. La piastra di plastica nera del disco fisso si estrae male, consiglio di svitare le due viti e far scivolar via il disco da essa, mentre per il rimontaggio basta montare prima la plastica nera al disco e poi riappoggiarla a scatto nella sua sede, tutto insieme. Per il sensore della temperatura ho riusato fortunatamente il suo collante originale, avendo avuta somma attenzione al momento della rimozione dal vecchio disco fisso, cosi da poterlo riappiccicare in seguito sulla struttura del nuovo disco. Detto questo, non dico una passeggiata, ma comunque niente di trascendentale. Basta avere attenzione al momento dello svitaggio delle viti del pannello lcd, aiutandosi con il cacciavite torx precedentemente reso magnetico, in modo da non veder cascare le vitine a giro nel nostro amatissimo iMac (allora sarebbe un po' arduo recuperarle) e poi al delicatissimo momento, relativo al sollevare il pannello lcd (24..un bel crognolo!), stare attenti a non alzarlo troppo in modo da non scollegare inavvertitamente i suoi cablaggi, che comunque sono abbastanza lunghi da permetterne un appoggio tranquillo e sicuro a 3/4, traslato sulla scocca di plastica dell'iMac così da permetterci di raggiungere il vano del disco fisso senza problemi. That's it! A rigor di cronaca io avevo precedentemente clonato il mio disco di Sistema totalmente, con SuperDuper! ultima versione (ho su Leopard 10.5.2) su di un disco esterno firewire, dopo aver montato il nuovo disco dentro il mio iMac, ho riavviato dal disco esterno e da li ho riclonato dentro il disco interno dell'iMac. Adesso è tutto ok, senza dover reinstallare Sistema e programmi daccapo. SPETTACOLO! Grazie a tutti per la dritta! —Filippo Dei http://www.imaccanici.org/article.php?story=sostituire_hd_imac24_intel&mode=print

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iMaccanici Assistenza Mac: Cambiare (da soli) il disco all'iMac 24 Intel

15/09/08 13:40

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iMaccanici Assistenza Mac: Cambiare la Ram al Macmini Intel

15/09/08 13:58

Cambiare la Ram al Macmini Intel domenica, 06 maggio 2007__00:09 Inviato da: fragrua

Il Macmini è un quadrato di soli 16,5 cm per 5 cm di altezza in un case in alluminio anodizzato e racchiude al suo interno un processore Intel Dual Core. È dotato di un sensore ad infrarossi per l’Apple Remote, porta Gigabit Ethernet, quattro porte USB, uscita audio SPDIF, porta Firewire, uscita DVI, AirPort Extreme e Bluetooth 2.0. Un vero gioiellino insomma, ma la dotazione base di Ram è davvero scarsa, in più suddivisa in 2 banchi da 256MB che occupano gli unici slot disponibili. A questo punto, se non si vuole un sovrapprezzo di 260 euro per acquistarlo già con 2GB di Ram, basterà acquistare un paio di banchi da 1GB che non costeranno più di 220 euro (in alcuni casi possono costare la metà), conservando però i due banchi originali. Adesso bisogna ingegnarsi per aprire il Macmini, ecco pronta per voi una completa guida fotografica. —OraCle Commenti (0) iMaccanici Assistenza Mac http://www.imaccanici.org/article.php?story=tutorialmacmini

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iMaccanici Assistenza Mac: Come clonare un HD Mac

15/09/08 13:58

Come clonare un HD Mac domenica, 11 marzo 2007__06:55 Inviato da: fragrua

Ciao a tutti e scusate la richiesta che può sembrarvi banale. Ho comprato un HD LaCie firewire 800 da 500 GB perché ho deciso che non è mai troppo presto per farmi un backup totale del portatile. Ora vorrei sapere quale software devo usare per fare la copia avviabile del mio MacBook Pro. Grazie e continuate così! Mario Gaeta …Segue Ciao Mario, La tua richiesta è tutt'altro che banale. Infatti capita spesso che ci sia la necessità di effettuare la copia identica di un volume, e questo non sempre è semplice. Con il Sistema 9 e precedenti, che non avevano permessi e file invisibili "indispensabili", bastava semplicemente trascinare i file e le cartelle anche "a caldo", mentre nel caso di un disco con il Sistema Operativo X l'operazione dev'essere fatta per bene. Esistono in commercio vari software shareware o freeware per la copia, come l'ottimo Carbon Copy Cloner, ma le ultime versioni di Utility Disco permettono di farlo tranquillamente, a patto che i due dischi, l'originale e la copia, possano essere disattivati. Per cui, se vuoi effettuare la copia identica del tuo Hard Disk di Sistema devi avviare da un terzo disco di avvio. A corredo con il tuo MacBook pro, hai il DVD di installazione di Tiger. Puoi tranquillamente utilizzare quello come terzo disco di avvio. Primo passo, avvia dal DVD di Tiger premendo "C" all'avvio con il disco inserito. Seleziona la lingua "italiano". Lancia Utility Disco dal menù Utility. Seleziona l'HD LaCie esterno. Clicca sul pannello "RIPRISTINA". In "sorgente" trascina l'HD del MBP ed in "destinazione" trascina l'HD Esterno. A questo punto devi anche spuntare la voce "Inizializza destinazione". Infine basta premere il tasto "Ripristina" ed attendere il termine del processo. http://www.imaccanici.org/article.php?story=clonare_il_proprio_hd&mode=print

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iMaccanici Assistenza Mac: Come clonare un HD Mac

15/09/08 13:58

Questa è la procedura migliore, certificata Apple ed infallibile. Potresti anche utilizzare Utility Disco per partizionare il tuo Lacie, destinando uno spazio pari all'HD del tuo MacBook per il BackUp clonato, e la partizione aggiuntiva per parcheggiare i file della scrivania o per eseguire un BackUp dei tuoi dati quotidiani. A questo punto puoi servirti di iMsafe, una beta gratuita che ormai da un paio d'anni offre un servizio più che egregio. Da notare che con i processori INTEL è possibile fare il boot con OSX anche da HD esterni USB, mentre con i PPC bisogna per forza usare la connessione Firewire. PS: Con il Sistema 9 era già possibile fare il boot da USB, addirittura da una pendrive, era la fine degli anni '90. —OraCle Commenti (9) iMaccanici Assistenza Mac http://www.imaccanici.org/article.php?story=clonare_il_proprio_hd

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iMaccanici Assistenza Mac: Come ricreare l'indice di Spotlight e di Mail

15/09/08 14:00

Come ricreare l'indice di Spotlight e di Mail mercoledì, 04 ottobre 2006__15:56 Inviato da: fragrua

Aiutooo... Spotlight non mi trova più molti files di cui sono certo dell'esistenza, inoltre anche la ricerca in Mail mi da problemi, alcune cose le trovo in Spotlight, ma in Mail no, e viceversa. Come posso ricostruire per bene l'indicizzazione? Grazie, FM

Può capitare a volte che Spotlight non funzioni più bene, che la ricerca dei file non porti ad un risultato corretto o che all'interno di mail.app non si riesca a trovare un'e-mail della quale si conosce la certa esistenza. Questo accade quando si corrompe l'indice di Spotlight, e lo stesso accade per l'indice di ricerca di Mail.app. Per Spotlight ci viene incontro ONYX una comoda utility che tra le varie funzioni di mantenimento permette anche la ricostruzione dell'indice di Spotlight al riavvio successivo.

http://www.imaccanici.org/article.php?story=restore_spotlight&mode=print

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iMaccanici Assistenza Mac: Come ricreare l'indice di Spotlight e di Mail

15/09/08 14:00

A volte però la situazione non migliora, allora bisogna procedere alla rimozione manuale dei file corrotti. Per l'indice di Spotlight è necessario, sempre con ONYX, abilitare in Parametri/Finder il comando "Mostra file e cartelle nascosti". Spostatevi nella Directory principale dell'HD e rimuovete la cartella ".Spotlight-V100", bisogna poi rimuovere il file di preferenze "com.apple.spotlight.plist" che si trova in HOME/LIBRARY/PREFERENCES e al riavvio attendere il completamento dell'indicizzazione. Per Mail.app invece è sufficiente rimuovere il file "Envelope Index" che si trova in HOME/LIBRARY/MAIL e avviare l'applicazione Mail confermando la nuova importazione dei messaggi. In ultimo non è da sottovalutare la necessità di riparare i permessi (con Utility Disco) al disco di Sistema.

http://www.imaccanici.org/article.php?story=restore_spotlight&mode=print

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iMaccanici Assistenza Mac: Come ricreare l'indice di Spotlight e di Mail

15/09/08 14:00

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iMaccanici Assistenza Mac: Come ripristinare la password a Mac OSX

15/09/08 14:00

Come ripristinare la password a Mac OSX sabato, 04 novembre 2006__09:40 Inviato da: fragrua

Salve, ho dimenticato la password del Mac e adesso non riesco più a cambiarla, ogni volta che voglio fare un aggiornamento di Sistema o installare un programma più complesso vengo fermato dal messaggio:"Inserisci la password di amministratore". C'è un modo per resettare la password del mio computer senza per forza formattare? Un saluto a tutti, ci vediamo al prossimo incontro. SG

Ripristinare la password ad un Mac è una operazione davvero semplice. Bisogna però disporre di un disco di Installer di Mac OSX che normalmente è incluso nella confezione di ogni Mac. Basta poi riavviare il computer con il disco inserito tenendo premuto il tasto C, finché non compare la mela sullo schermo, poi selezionare la lingua preferita del menù dell'installer, e aprire nelle Utility in alto "Ripristino Password". Questa applicazione vi chiederà di selezionare il Disco che contiene la password da reimpostare, dopodiché bisogna selezionare l'utente per il quale si vuole ripristinare la password, infine digitare la nuova password, confermarla ed eventualmente inserire anche il suggerimento password. Il gioco è fatto, adesso basta chiudere l'applicazione (Mela+Q), uscire dall'installer (sempre Mela+Q) e riavviare il Mac. Aggiornamento: È utile dare anche una lettura all'articolo ufficiale Apple per "Modificare la password dell'amministratore" del Mac. —OraCle Commenti (0) iMaccanici Assistenza Mac http://www.imaccanici.org/article.php?story=resetpassword

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iMaccanici Assistenza Mac: Come stampare una ricerca di Spotlight

15/09/08 14:00

Come stampare una ricerca di Spotlight lunedĂŹ, 02 ottobre 2006__04:13 Inviato da: fragrua

Se faccio una ricerca con Spotlight ed in seguito chiedo di mostrami i risultati, come faccio a stampare o salvare i contenuti di quella pagina di ricerca? E' possibile o devo solo scattare un'immagine del desktop ed in seguito stamparla? Grazie, FR

Un metodo per stampare i risultati di una ricerca fatta con Spotlight c'è, e non è affatto complicato... Bisogna creare una "Nuova Finestra" nel Finder (Mela+N), oppure una "Nuova Cartella Smart" (ALT+MELA+N) per poter successivamente archiviare la ricerca. Poi scrivere la parola all'interno della sezione "cerca" e battere invio.

http://www.imaccanici.org/article.php?story=print_spotlight&mode=print

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iMaccanici Assistenza Mac: Come stampare una ricerca di Spotlight

15/09/08 14:00

Se si tratta di un elenco lungo di risultati, bisogna però mostrarli tutti. Verranno infatti visualizzati oltre ai file e le cartelle, anche gli alias che fanno parte della ricerca effettuata sul nostro Mac. Cliccando sul testo azzurro "xx elemento/i in piÚ" verranno mostrati tutti i risultati, è consigliabile partire dal basso.

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iMaccanici Assistenza Mac: Come stampare una ricerca di Spotlight

15/09/08 14:00

Nel caso di una Cartella Smart, la finestra di ricerca (magari molto personalizzata) potrĂ  essere conservata per una ricerca successiva, conservando tutte le personalizzazioni di ricerca.

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iMaccanici Assistenza Mac: Come stampare una ricerca di Spotlight

15/09/08 14:00

I risultati potranno essere selezionati tutti con un "Mela+A" e poi copiati con un "Mela+C". A questo punto basta aprire "TextEdit" ed incollare i risultati precedentemente copiati in un nuovo documento di testo. Attenzione, che bisogna incollare con "Mela+Alt+Shift+V" per mantenere lo stile di testo, e assolutamente NON incollare con il classico "Mela+V".

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iMaccanici Assistenza Mac: Come stampare una ricerca di Spotlight

15/09/08 14:00

Questo file che avremo generato, potrà successivamente essere editato, stampato ed archiviato come un qualsiasi altro normale file di testo. Ovviamente il discorso vale anche per le semplici cartelle, CD, DVD e HD interi! —OraCle Commenti (0) iMaccanici Assistenza Mac http://www.imaccanici.org/article.php?story=print_spotlight

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iMaccanici Assistenza Mac: Convertire file Docx sul Mac

15/09/08 13:40

Convertire file Docx sul Mac lunedì, 24 marzo 2008__00:04 Inviato da: fragrua

Capiterà sempre più spesso di imbatterci in file con estensione .Docx, si tratta del recente formato di Word per i documenti di testo generati dal Word Processor di Microsoft. In Leopard è possibile utilizzare TextEdit per aprirli, perdendo però le immagini o i file collegati, chi invece è rimasto a Tiger e non ha potuto o voluto aggiornare la Suite Office alla versione 2008, può usare un ottimo convertitore (docXConverter) che purtroppo si paga, ne parlavamo già nella newsletter del 23/12/2006. Tuttavia, in casi d'emergenza esiste un trucco segnalato da labnol.blogspot.com che funziona sia su Mac che su PC. Basta rinominare il file .Docx in .Zip (confermando la volontà di sostituire l'estensione) ed espanderlo con Stuffit o l'utility inclusa in Mac OS X. A questo punto comparirà una cartella contenente tutti gli elementi del file di Word, ma a noi interesserà al massimo quello dal nome "document.xml" (che andremo ad aprire con un web browser, come Safari) e la sottocartella "media" contenente gli allegati multimediali. Purtroppo il testo sarà privo di stili e formattazione, ma in molti casi è addirittura meglio. Commenti (0) iMaccanici Assistenza Mac http://www.imaccanici.org/article.php?story=docx-to-xml

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iMaccanici Assistenza Mac: Copiare Mail da un Mac all'altro

15/09/08 13:39

Copiare Mail da un Mac all'altro domenica, 06 aprile 2008__08:00 Inviato da: fragrua

Cari iMaccanici, come faccio a mettermi Mail e i suoi contenuti (cioè tutto il mio archivio di posta, con la mia corrispondenza, etc) su un altro computer? In effetti devo passare tutta la mia posta dal computer portatile (MacBook Pro con Tiger 10.4.11) al G5 con lo stesso Sistema Operativo. Questa migrazione è dovuta al fatto che il portatile ha un problema di ventole e lo devo assolutamente riparare. Grazie, Salvatore detto "il flauto". Caro Salvatore, abbiamo innanzitutto pubblicato una tua vecchia foto dove tenti invano di toglierti la vita con un'arma giocattolo, per dimostrarti che una richiesta del genere merita una certa visibilità. Come al solito la regola fondamentale è: Non disperare. Ad ogni domanda c'è sempre una risposta più o meno sensata. …Segue Se ho ben capito dovrai privarti del portatile per un periodo imprecisato, su questo MacBook Pro c'è tutta la tua posta e vuoi trasferirla, insieme ai tuoi numerosi account, su un altro Mac (un G5 desktop) in maniera veloce ed indolore. L'applicazione Mail.app di Apple conserva tutta la tua corrispondenza in Home/Libreria/Mail, mentre le preferenze degli account sono conservati nel file com.apple.mail.plist che si trova in Home/Libreria/Preferences. A questo punto l'operazione diventa abbastanza semplice basta copiare questi elementi dal portatile e sistemarli nelle rispettive cartelle sul PowerMac G5. È importante eseguire questa procedura con il programma Mail chiuso su entrambe le macchine, ed è altrettanto importante essere consapevoli che le email presenti in origine sul G5 verranno perse per sempre, se non si esegue una copia della cartella Mail (Home/Libreria) in un posto sicuro. La sostituzione delle preferenze implicherà la perdita delle vecchie configurazioni di Mail sempre sul G5, con la perdita relativa dei vecchi account creati e delle eventuali impostazioni personalizzate. Quindi ricapitolando in breve: http://www.imaccanici.org/article.php?story=clonareposta&mode=print

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iMaccanici Assistenza Mac: Copiare Mail da un Mac all'altro

15/09/08 13:39

1 chiudere Mail su entrambe le macchine 2 copiare la cartella mail (Home/Libreria/Mail) dal MacBook Pro e metterla nel G5 (sempre in Home/Libreria/Mail) 3 copiare il file com.apple.mail.plist (Home/Libreria/Preferences) dal MacBook Pro e metterlo nel G5 4 riparare i permessi con Utility Disco sul G5 Molto probabilmente, se gli account non sono gli stessi, sarà necessario reinserire le password dei medesimi al momento della ricezione della posta. In bocca al lupo per il MacBook Pro e grazie dello spunto dato per realizzare questo breve tutorial che certamente sarà utile anche ad altri. —Oracle Commenti (2) iMaccanici Assistenza Mac http://www.imaccanici.org/article.php?story=clonareposta

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iMaccanici Assistenza Mac: Creare un disco di avvio PPC/Intel con Leopard

15/09/08 13:57

Creare un disco di avvio PPC/Intel con Leopard domenica, 03 febbraio 2008__08:00 Inviato da: fragrua

A volta capita di doversi portare appresso il mondo, ossia il proprio computer, e questo, per motivo di spazio, trasporto, peso o altro non è possibile. A volte capita che occorra fare un'operazione di calcolo elevata, il software ed il progetto risiedono sul nostro portatile, mentre a disposizione c'è un veloce MacPro dell'amico e non possiamo approfittarne. A volte capita che bisogna mandare il Mac in assistenza e ci ritroviamo solo con un HD in mano e ci piacerebbe farlo partire da un Mac qualsiasi, con o senza un processore Intel. Oppure può nascere l'esigenza di avere un disco di Utility compatibile con Mac più o meno recenti. A questo punto nasce l'esigenza di creare un Disco (che sia di avvio) funzionante sia su Mac che su PPC, ma a quanto pare non è possibile, poiché lo schema di partizione richiesto è differente. I Mac PPC impongono una Mappa partizione Apple, mentre i MacIntel richiedono una tabella di partizione GUID in fase d'installazione. Allora c'è un modo per ingannare il Sistema? Con iMaccanici, modestamente sì! …Segue Premettiamo che i possessori di un computer Apple PPC (G4,G5) possono tranquillamente utilizzare il loro disco di avvio (con Leopard) anche su un Mac con processore Intel, purché montato all'interno o collegato tramite porta firewire alimentata. Questo perché le macchine Intel non prevedono l'installazione su dischi formattati con Mappa partizione Apple, ma ne permettono l'avvio. La prova è facilmente realizzabile, basta infatti avviare (per esempio) un PowerBook in Target Mode e collegarlo ad un Macbook scegliendolo come disco di avvio. Tutto funzionerà alla perfezione. Il tutorial servirà quindi a guidarvi nella creazione, da un Mac Intel, di un disco con Leopard che permetta l'avvio su entrambe le architetture. Quest'operazione non è permessa dall'installer che si rifiuterà di installare l'OS su dischi non formattati con Tabella di partizione GUID, per cui dovremo procedere in questo modo, dopo aver recuperato un paio di HD formattabili, interni o esterni firewire alimentati: 1- Avviare il MacIntel dal DVD di Leopard. 2- Selezionare un disco (vuoto) che ne permetta l'installazione, eventualmente formattandolo con Utility Disco o dall'installer del Sistema stesso che chiameremo per esempio "Disco Multi Piattaforma". 3- Eseguire l'installazione di Leopard ed al suo termine avviare normalmente dal nuovo disco. http://www.imaccanici.org/article.php?story=disco_universal_boot&mode=print

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iMaccanici Assistenza Mac: Creare un disco di avvio PPC/Intel con Leopard

15/09/08 13:57

Adesso questo HD è un normale disco di avvio esclusivamente funzionante sui Mac Intel. Ora bisogna considerarlo come disco "master" per clonarlo sull'altro disco, che andremo a preparare per le macchine PPC. 4- Avviamo il computer dal disco normale di avvio (il nostro di tutti i giorni) e colleghiamo il anche il secondo HD, quello destinato all'avvio multi-piattaforma. 5- Lanciamo Utility Disco e prepariamoci a formattarlo in Mappa di Partizione Apple (APM) spostandoci nel pannello Partiziona di Utility Disco, dopo averlo selezionato. 6- Nello "Schema volume" selezioniamo "1 partizione", comparirà il pulsante Opzioni, clicchiamoci su e selezioniamo lo schema appropriato alla nostra esigenza: Mappa partizione Apple. 7- A questo punto premiamo su Applica e clicchiamo su Partiziona anche senza personalizzare il nome del disco in questione. È superfluo dire che perderemo tutti i dati eventualmente presenti sul nostro HD. Ora non ci resta che clonare il disco "master" con partizione GUID sul disco formattato in APM. 8- Sempre in Utility Disco selezionare il disco "Senza Titolo", e andiamo nel pannello "Ripristina". 9- Trasciniamo la partizione "Disco Multi Piattaforma" nel box Sorgente (Master) e trasciniamo la partizione "Senza Titolo" nel box Destinazione (Copia). 10- Spuntiamo la voce "Inizializza Destinazione" e clicchiamo su ripristina. Quest'operazione smonterà i due volumi dal desktop e copierà il contenuto del disco "Master" nel disco "Copia". Alla fine del processo otterremo due dischi identici, solo che il primo, formattato in GUID, permetterà l'avvio solo dai Mac con processore Intel, mentre il secondo, essendo formattato in APM permetterà l'avvio e l'esecuzione dei programmi sia su macchine Intel che PPC. La stessa procedura potrebbe funzionare anche con Mac OS X Tiger (se alimentato), ma non lo possiamo garantire. Aggiornamento: È comodo sapere che lo stesso principio permette di installare Leopard con un disco rigido esterno, laddove non ci sia la possibilità di utilizzare il DVD originale per mancanza di un adeguato lettore, o per velocizzare l'operazione (se ricorrente). Basta creare l'immagine disco del DVD di installazione di Leopard, in Utility Disco selezionare il disco "Senza Titolo". Dal pannello "Ripristina" trascinare l'immagine "Mac OS X Leopard Install DVD" nel box Sorgente (Master) e trascinare la partizione "Senza Titolo" nel box Destinazione (Copia). Infine spuntare la voce "Inizializza Destinazione" e cliccare su ripristina. —OraCle Commenti (1) iMaccanici Assistenza Mac http://www.imaccanici.org/article.php?story=disco_universal_boot

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iMaccanici Assistenza Mac: Creare un logo

15/09/08 13:39

Creare un logo domenica, 27 aprile 2008__08:00 Inviato da: Gaetano Ruocco

Molti professionisti della grafica, rispetto ai servizi offerti dai logo generator potrebbero disapprovare storcendo il naso. E in effetti se si prendono troppo sul serio le promesse che ci giungono dalle homepage di questo tipo di siti, ovvero quelle di realizzare da soli e in pochi minuti dei “fantastici logo”, si corre il rischio di banalizzare una delle attività progettuali, forse la più significativa in assoluto, di chi si occupa di queste cose per mestiere. Come spesso accade, la corretta chiave di lettura risiede in una “sana” consapevolezza: se ciò di cui abbiamo bisogno è una veloce soluzione per caratterizzare il nostro blog con una nota di colore e di fantasia senza particolari pretese, il prodotto di questi strumenti andrà più che bene. Così come andrà bene per vivacizzare dei biglietti augurali o per una veloce t-shirt a tema. …Segue Molto grave sarebbe invece immaginare un imprenditore che cede alle succitate lusinghe pensando di poter bypassare in maniera rapida ed economica il lavoro di uno studio grafico, affidando l'identità visiva della sua azienda a un software di questo tipo. Questo perché un “logo generator” può solo costruire dei logotipi (che non vanno confusi con i "marchi”) basandosi su tre generali passaggi: A) Inserimento del testo B) Scelta del carattere fra quelli messi a disposizione C) Applicazione del colore o di un effetto predefinito A questo punto qualcuno potrebbe chiedersi dove sono le differenze rispetto al lavoro prodotto da un grafico. Nella maggior parte dei casi un grafico produce un immagine più articolata costituita da marchio e logotipo, dove il marchio (o simbolo) è la parte figurativa, un segno che identificherà l'attività del committente, e il logotipo (dal greco logos > parola) è il nome, la parte testuale (per fare un esempio a noi caro: la mela morsicata è il marchio, la parola Apple è il logo). In breve un marchio e un logo ben progettati sono quelli che riescono a comunicare il tipo di attività che rappresentano senza aggiungere ulteriori specifiche, devono durare nel tempo e quindi ove possibile non http://www.imaccanici.org/article.php?story=logo-fai-da-te&mode=print

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iMaccanici Assistenza Mac: Creare un logo

15/09/08 13:39

essere legati a mode passeggere, risultano perfettamente leggibili anche ridotti a dimensioni minime, sono riproducibili con tutte le tecniche di stampa e la loro efficacia è immutata sia in positivo che in negativo. In particolare, per tornare al tema di nostro interesse, un logo ben progettato sarà sempre caratterizzato da elementi di personalizzazione che lo renderanno “unico” ed in questo caso si può trattare anche di dettagli difficilmente percettibili a prima vista la cui funzione è di rendere il logo difficilmente falsificabile o, se preferite, di rendere facilmente smascherabili i tentativi di falsificazione. Chiaramente non è quello che possiamo aspettarci da un logo generator. Sulle tematiche progettuali potrei prolungarmi all'infinito, ma l'intento di questo articolo è solo quello di chiarire un pò le idee a chi non ha conoscenze specifiche in materia e indirizzarlo verso una scelta consapevole. Riassumendo: i logo generator non sono “cattivi” di per se, vanno semplicemente usati con cautela : ) —WhiteDuke ( Gaetano Ruocco) Commenti (0) iMaccanici Assistenza Mac http://www.imaccanici.org/article.php?story=logo-fai-da-te

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iMaccanici Assistenza Mac: Estrarre immagini da un file di Word

15/09/08 13:39

Estrarre immagini da un file di Word domenica, 20 aprile 2008__08:00 Inviato da: fragrua

Quante volte può capitare di ricevere un file di Word .docx (o .doc) contenente numerose immagini da estrapolare? È un'ipotesi non troppo remota per chi lavora nel campo della grafica o dell'editoria. Spesso il cliente raccoglie in maniera grossolana gli elementi all'interno di un unico file di Word, ignorando il fatto che dovrebbero essere forniti in cartelle apposite per la lavorazione successiva delle immagini. Chiedergli di salvare a mano le immagini in determinate cartelle potrebbe procuragli un infarto, specialmente quando si tratta di migliaia di foto e lui già immagina di dover fare con il tasto destro l'azione salva come immagine > Desktop/Nuova Cartella tante volte per quanti elementi risiedono nel file… e allora c'è un modo per risolvere velocemente il problema? …Segue La questione, a quanto pare, se la sono posta anche gli sviluppatori di Microsoft, che consigliano un metodo abbastanza efficace, infatti sul sito suggeriscono di salvare il progetto come "pagina web" e recuperare le immagini in questione dall'apposita cartella Nome_file_files, ma con uno spiacevole effetto collaterale, negli elementi estratti compaiono anche le miniature in formato gif delle immagini, che servono alle anteprime per le pagine web generate o che sono il frutto di immagini ruotate o modificate in Word, il che può rivelarsi particolarmente seccante se abbiamo a che fare con migliaia di fotografie importate in vari formati. Inoltre cosa succede se il file fornito è in formato docx e a noi manca proprio l'ultima Suite di Microsoft o un apposito convertitore? Bene, a questo punto ci viene in aiuto l'ultimo tutorial che abbiamo realizzato sui file di Office dove illustravamo come convertire un .docx in .xml. Fortunatamente il procedimento è il medesimo: abbiamo bisogno che il file in questione sia un .docx, convertiamolo quindi con l'ultima versione di Office 2008 for Mac, o nel caso fosse necessario facciamocelo già fornire in questo formato. Procediamo a rinominare il file .docx in formato .zip (confermando la volontà di sostituire l'estensione) e procediamo poi ad espanderlo con Stuffit o l'utility compressione (o BOMArchive) in Mac OS X http://www.imaccanici.org/article.php?story=word-un-nemico-per-amico&mode=print

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iMaccanici Assistenza Mac: Estrarre immagini da un file di Word

15/09/08 13:39

raggiungibili con il tasto destro. Il file in questione si scompatterà nel Finder generando miracolosamente una cartella con tutti gli elementi del file di Word, ma a noi interesserà la sottocartella "media" contenente tutti gli allegati multimediali in formato originale che si troverà in Nome_file Foder/word/. Certamente esisterà più di un software, gratuito o a pagamento, che ci permetta di fare lo stesso in maniera meno impegnativa, tuttavia almeno per un paio di ragioni preferiremo questa procedura, non dovendo installare software aggiuntivi e regalandoci una ricarica alla nostra personale soddisfazione. —Oracle Commenti (0) iMaccanici Assistenza Mac http://www.imaccanici.org/article.php?story=word-un-nemico-per-amico

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iMaccanici Assistenza Mac: File inutili nella penna USB…

15/09/08 13:58

File inutili nella penna USB… sabato, 10 febbraio 2007__00:36 Inviato da: fragrua

Ciao ragazzi tutto bene? Spero di si.....ascoltatemi che volevo chiedere una cosa: In macchina ho uno stereo che legge mp3 tramite una porta USB; ora però quando copio dal computer gli MP3 sulla chiave USB, lo stereo é come se mi vedesse anche dei file che non sono MP3 e che quindi chiaramente non riconosce; casualmente mettendo la chiavetta in un PC mi é sembrato di vedere questi file "nascosti"… é normale? MAC OS X cosa fa quando copio gli MP3? Si può evitare di copiare questi files? Fatemi sapere e scusate il disturbo!!!! BYE BYE Daniele. …Segue Il problema è legato alla compatibilità tra le piattaforme Mac/PC. Hard disk, dispositivi removibili, penne USB e memorie flash dei lettori mp3 formattati nel "classico" FAT (un File system sviluppato per MS-DOS ed adottato fino ai tempi di Windows ME), sono leggibili anche dal Mac, ma le cartelle si riempiono di file duplicati con davanti un punto ed un (_) underscore. Non mancano gli archivi chiamati .DS_Store e il fatidico ".Trash" (il cestino dell'utente di MacOSX). Purtroppo l'unico modo per liberarsi dei questi file (all'apparenza inutili) è rivolgersi a dei software, che fortunatamente nella maggior parte dei casi sono freeware. Oltre ai già famosi KopyMac, Mac2FAT e Clean Up smb mess esiste anche il più immediato FolderCleaner che cancella i files .DS_Stores, la resources fork e la cartella .Trashes dalla penna USB o da qualsiasi disco fisso esterno con la semplicità di un solo click del mouse! —OraCle Commenti (1) iMaccanici Assistenza Mac http://www.imaccanici.org/article.php?story=fat32_probe

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iMaccanici Assistenza Mac: Freehand MX e i suoi mille problemi

15/09/08 13:59

Freehand MX e i suoi mille problemi lunedì, 01 gennaio 2007__00:25 Inviato da: fragrua

Salve, sono un grafico pubblicitario e (purtroppo per me) da anni utilizzo con soddisfazione i prodotti Macromedia per lavorare, dai tempi di Freehand 7 fino alla più recente suite grafica: Studio MX. Lasciamo perdere il fatto che Freehand è destinato a scomparire perché Macromedia è stata assorbita da Adobe durante questo anno funesto, ma passiamo subito ai miei problemi… Ho un PowerMac G5 Quad con 4GB di Ram e Mac OSX Tiger, da qualche mese ho comprato un Quad Xeon per il mio collaboratore con altrettanti 4GB di costosissima Ram e la stessa versione di Tiger. Su entrambe le macchine lavoro con Freehand MX e, come si evince dai vostri Test, Photoshop CS2 funziona benissimo sullo Xeon e Freehand MX ci gira sorprendentemente molto meglio. Il primo problema è però questo: Quando concludo un lavoro in Freehand con il "vecchio" Quad preparo un raccogli dati per la stampa per la tipografia e tutto fila liscio. Con il nuovo Quad Xeon, anche lo stesso file con gli stessi collegamenti, l'applicazione si chiude inaspettatamente prima di raccogliere i dati. Il secondo problema riguarda la stampa: Ho una stampante di rete PostScript della Xerox, a differenza del caso precedente quando stampo con il vecchio Quad l'applicazione si chiude non appena ha finito di generare il file di stampa, incredibilmente con il nuovo Quad l'applicazione regge sempre allo "stress". Terzo problema: Con entrambe le macchine a volte le lettere accentate vengono stampate in modo corretto, invece sempre con lo stesso file identico, a volte i caratteri accentati non escono! So che questo argomento forse interessa a pochi, ma se potete aiutatemi, vi ringrazio per l'attenzione, ME. Caro Mario, in effetti Freehand MX è riuscito ad arrivare al culmine della sua esistenza senza raggiungere un grado di affidabilità totale. Tutto sommato, anche se in molti lo rimpiangeranno, chi si occupa del preflight tipografico non ne sentirà certamente la mancanza. Il problema del "raccogli dati" è un simpatico Bug implementato nella versione 11.0.2 di Freehand MX, rilasciata a fine estate del 2006. Molto probabilmente sul G5 hai installato ancora la versione 11.0, http://www.imaccanici.org/article.php?story=I_problemi_di_Freehand_MX&mode=print

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iMaccanici Assistenza Mac: Freehand MX e i suoi mille problemi

15/09/08 13:59

mentre sullo Xeon quest'ultima release in questione. Quando con Freehand 11.0.2 si apre un file generato con una versione MX precedente (11.0.0 o 11.0.1) questo file non permette il "raccogli dati per la stampa" mandando in crash il programma. È inutile tentare di salvarlo con un altro nome, il file in questione è dannatamente capriccioso. L'unico modo è quello di trasferire il contenuto del documento vecchio in uno nuovo, oppure esportare in formato .fh10 per poi reimportarlo in MX 11.0.2, risolvendo così il problema della raccolta dei dati. Discorso inverso invece per quello che riguarda la chiusura inaspettata dell'applicazione dopo un comando di stampa dal tuo ancora prestante Quad G5. Basta aggiornare Freehand MX all'ultima versione per poter beneficiare dei Bug-Fix che interessano la stampa su Mac OSX Tiger, non sarebbe male verificare che la versione del PPD della stampante sia la più recente. Per il terzo problema non sono ancora in grado di darti una soluzione definitiva, ma per esperienza personale (almeno con fonts comuni come Times o la famiglia degli Helvetica) ti consiglio di chiudere Freehand prima di lanciare una stampa definitiva, e farlo partire con il doppio clic sul file da stampare. So che pare senza senso, ma questa "procedura" permette di stampare in modo corretto tutti i caratteri accentati e gli apostrofi con Freehand MX. È superfluo dire che tutta questa serie di problemi non si riscontrano con applicazioni come Illustrator o InDesign, ma chissà perché, almeno qui a Napoli, su 10 grafici pubblicitari 8 utilizzano Freehand come programma di grafica e spesso anche di impaginazione. —OraCle Commenti (3) iMaccanici Assistenza Mac http://www.imaccanici.org/article.php?story=I_problemi_di_Freehand_MX

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iMaccanici Assistenza Mac: Il Mac non si spegne?

15/09/08 13:57

Il Mac non si spegne? domenica, 01 luglio 2007__08:00 Inviato da: fragrua

Mac OSX è sicuramente il più stabile Sistema Operativo alla portata di tutti i comuni mortali, ma come ogni cosa creata dalla mano dell'uomo non è perfetto. A volte, anche se veramente di rado, può imballarsi senza apparente motivo, magari perché qualcosa nella rete crea qualche problema, oppure per qualche ragione imprevedibile. Anche quando la rotella iridata gira all'infinito si è tentati di premere il tasto di spegnimento forzato o addirittura di staccare la spina… Però si corre il rischio di creare un danno serio quando viene a mancare così brutalmente l'alimentazione. Allora come comportarsi per ridurre le coseguenze spiacevoli al minimo? …Segue Prima di tutto, quando il Mac comincia a dare cenni di rallentamento bisogna chiudere le altre applicazioni che abbiamo lasciato aperte in background. Per questo ci viene in aiuto il Dock, sempre che abbiamo disabilitato le funzioni "nascondi" e "ingrandimento", altrimenti le possibilità di utilizzarlo si riducono drasticamente. In alternativa si ricorre alla chiusura forzata delle applicazioni superflue tramite la scorciatoia Mela+Alt+Esc. Altra opzione è quella di lanciare il Terminale, sempre che sia stato parcheggiato nel Dock, eseguire il comando "top" per monitorare e prendere nota del numero corrispondente all'applicazione che si vuole chiudere, poi basta digitare "q" e premere invio per uscire da "top" ed eseguire "kill" seguito dal numero del programma da chiudere definitivamente. Se in nessuno di questi modi si riesce a riprendere il controllo del Mac, ci si trova costretti a spegnerlo "con il bottone". Sui modelli precedenti al G5 esiste il tasto "reset" contrassegnato da un triangolino, di solito nei pressi del tasto di accensione. Con l'avvento del G5, e l'abbandono definitivo di Classic, alla Apple hanno pensato bene di togliere il tasto "reset", (forse con l'augurio che non dovesse servire mai più) per cui si è costretti a premere a lungo (più di tre secondi) il tasto di “accensione“, che in questo caso diventa di “spegnimento“, sempre meglio di staccare proprio la spina. Si rischia però di portare danni sia all'hardware, poiché l'Hard Disk perde improvvisamente energia, che al software, poiché tutti i processi in corso vengono interrotti bruscamente. Allora ecco una soluzione meno dolorosa: Portare alla morte il paziente mentre sta dormendo. Sì, perché infatti è possibile premere il tasto di spegnimento per meno di tre secondi, costringendo il Mac, anche se in crisi, a mettere in stop la macchina, questo accade nel 99% dei casi, anche se talvolta occorre aspettare anche più di un minuto prima di vedere il computer arrestare tutti i processi. Una volta portato il Mac in stop, assicurandoci che nessun rumore provenga più dai suoi organi, si può http://www.imaccanici.org/article.php?story=spegnere_forzando&mode=print

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iMaccanici Assistenza Mac: Il Mac non si spegne?

15/09/08 13:57

serenamente staccare la spina dell'alimentazione sapendo che nessun componente interno rischierà di rimanere danneggiato. —OraCle Commenti (4) iMaccanici Assistenza Mac http://www.imaccanici.org/article.php?story=spegnere_forzando

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iMaccanici Assistenza Mac: Mettere le mani al posto giusto

15/09/08 13:39

Mettere le mani al posto giusto domenica, 18 maggio 2008__08:00 Inviato da: fragrua

Scriviamo l'inizio di questo articolo con una importante (quanto discutibile) premessa: Mac OS X è senza dubbio uno dei migliori Sistemi Operativi mai prodotti per un Personal Computer. Il vecchio Classic aveva bisogno di una piccola manutenzione periodica effettuata a mano dall'utente, si poteva ricostruire il database della scrivania, oppure verificare, riparare o deframmentare il disco con le Norton Utilityes per Mac, eliminare preferenze corrotte o risolvere i conflitti di estensioni (e dei controlli) avviando con le estensioni disabilitate. Da qualche anno tutto questo non serve più, il Sistema Operativo adesso è capace di effettuare script di mantenimento ad orari programmati, ed a tutti gli effetti si controlla e si aggiusta da solo, deframmentazione inclusa. Quindi, smanettoni di un tempo, mettiamoci l'anima in pace e lasciamo al nostro Mac il compito gravoso di farsi da solo le sue cose, magari lasciandolo acceso di notte qualche volta. Attenzione però, c'è da prendere in considerazione un altro importante aspetto: molte applicazioni installate in secondo momento non sono "previste" da Mac OS X per cui non rientrano nei suoi programmi ordinari di pulizia. …Segue Dall'abbandono della piattaforma "classica" gli utenti Mac più smaliziati di vecchia data si sono trovati davanti ad un prodotto completamente rinnovato, anzi completamente nuovo e diverso, e questo articolo è rivolto a loro, persone che fino all'altro ieri affrontavano i problemi in scioltezza ed oggi non capiscono cosa succede "sotto", nonostante l'utilizzo di Monitoraggio Attività o Top dal Terminale. Il testo che state leggendo non vi potrebbe mai dire dove mettere precisamente le mani per risolvere un problema specifico, sarebbe impossibile in una piccola pagina di testo illustrare tutte le potenziali problematiche offerte dai software installati sui Mac, ma ci auguriamo di essere in grado di farci capire su come aprire la mente per affrontare in maniera razionale e logica un eventuale malfunzionamento di un programma. Questi programmi di terze parti, quanto più complessi sono, tanto più si rivelano dei veri e proprio Sistemi Operativi in miniatura, con file di supporto, plug-in, font, estensioni, script e preferenze. Proprio come il Sistema anch'essi fanno ricorso a Cache e File temporanei per velocizzare le più comuni e ripetitive azioni del software. Basti pensare ad Adobe Photoshop, da anni il migliore programma in http://www.imaccanici.org/article.php?story=Open_your_mind&mode=print

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iMaccanici Assistenza Mac: Mettere le mani al posto giusto

15/09/08 13:39

assoluto, e alla sua libreria di supporto dell'applicazione, ai suoi strumenti aggiuntivi e plug-in aggiuntivi, anche da altri produttori. E proprio come un Sistema Operativo sono soggetti a malfunzionamenti quando i permessi dei file si rovinano o qualcos'altro non funziona bene. Cosa succede, per esempio, quando qualche file tra quelli più stressati (cache e preferenze) dovesse cedere e corrompersi? Difficilmente sarà possibile ripristinare il corretto funzionamento del programma con una utility come Utility Disco, Onyx, Cocktail e company. Forse un software più massiccio come quelli per il controllo di tutti i file su disco potrebbe riuscire ad individuare il file con il problema e a recuperarlo, ma quest'operazione implica, oltre al prezzo dell'acquisto del programma, lunghe attese spesso allarmanti in ambito lavorativo. La cosa più difficile è individuare quel piccolo file da pochi kb che pregiudica tutto il funzionamento corretto del programma, o che ne rallenti in maniera visibile il funzionamento. Infatti guardate cosa succede (durante un Backup in esecuzione) sul nostro HD: ad occhio nudo o tramite gli strumenti software normalmente a corredo non potremmo mai immaginare cosa si muove sotto la rassenerante interfaccia grafica di Mac OS X. Se non siamo in possesso di uno dei più importanti (quanto sconosciuti) strumenti di monitoraggio degli eventi (fseventer) difficilmente riusciremo ad individuare il problema tra le migliaia di file che potrebbero potenzialmente essere incriminati. Spesso il file appartiene alle preferenze o alla cache dell'applicazione, ma non possiamo buttare tutto nella speranza di recuperare le funzionalità perdute. Un esempio basilare lo possiamo fare anche con Mail.app, applicazione di Sistema che certamente possiamo testare insieme. Scarichiamo Fseventer, abilitiamo il funzionamento inserendo la password di amministratore, ed eseguiamo il monitoraggio del Mac. Lanciamo Mail. Quali sono i file che vengono immediatamente interrogati dal software? Ovviamente le preferenze utente com.apple.mail.plist e attenzione… Envelope Index, un file che può spesso diventare pesante e delicato. Se Mail dovesse avere problemi adesso sappiamo che vanno ricercati in questi due file, o a sorpresa in un file invisibile che si chiama .mboxCache.plist e si trova in Home/Libreria/Mail. Facciamo le prove con altri software Apple, come iPhoto, Rubrica indirizzi, etc e scopriremo cose davvero comode. Spesso nella cartella ByHost possono nascondersi insidie, ma anche nelle cartelle, cache, preferences o in quelle nascoste tmp. Spesso si tratta di file facilmente eliminabili e ricostruibili, ma buona regola è spostarli nel cestino solo dopo averne fatta una copia di sicurezza. E ad ogni spostamento eseguire un logout affinché abbia un sicuro effetto, o un riavvio se il file non risiede nella Home. Vedremo che più tempo utilizzeremo questa tecnica di monitoraggio del File System, più acquisteremo le capacità di individuare la causa di ogni problema software legato ad un programma non Apple. Facendo sempre bene attenzione a non spostare file vitali ed indispensabili al corretto funzionamento del Sistema Operativo. —Oracle Commenti (0) iMaccanici Assistenza Mac http://www.imaccanici.org/article.php?story=Open_your_mind

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iMaccanici Assistenza Mac: Nome breve: come, quando e perché

15/09/08 13:40

Nome breve: come, quando e perché domenica, 16 marzo 2008__08:00 Inviato da: fragrua

In Mac OS X il nome breve è quello che identifica la nostra Home (Cartella Inizio) nel Sistema Operativo, mentre il nome utente (lungo) è quello che identifica il proprietario della macchina in rete. Questo è importante capirlo per assegnare con logica i nomi (lunghi o brevi) ai nostri Macintosh. In una situazione casalinga di tre computer avrebbe senso assegnare in questo modo i nomi delle nostre "creature". Nome lungo uguale per tutti (ad esempio Rossi) e nome breve diverso per ogni macchina, ad esempio Antonio, Cristina, Paolo, oppure iMac, MacBook e Mac mini. In questo modo per accedere ad una di quelle macchine basterà inserire come nome sempre "Rossi" in tutti i casi e la opportuna password. Ci sono diversi motivi validi che giustificano la necessità di cambiare il nome breve al nostro Mac. Il più diffuso è che al momento dell'installazione di Mac OS X abbiamo accettato con leggerezza il nome breve suggerito dall'Assistente Configurazione; al secondo posto (ma quasi a pari merito) è la circostanza nella quale si trova un operatore su una nuova postazione di lavoro, ritrovandosi nella Home del collega vecchio o magari a nome di un altro ancora; nelle posizioni più basse, ma non troppo improbabili, è la situazione in cui acquistiamo un Mac usato e non vogliamo perdere tempo a formattarlo o a creare un account ad hoc; infine al termine della clonazione di un disco su più macchine per distinguerle tra loro, senza dover installare Sistema e Applicazioni più volte (ndr. questo trucchetto iMaccanici lo sfruttano dai tempi di Mac OS 8.6). Vediamo: Quant'è facile cambiare il nome breve (in maniera corretta)? Non quanto sembra. …Segue Allora ricapitolando, il nome breve identifica la cartella inizio e il nome utente identifica il proprietario.

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iMaccanici Assistenza Mac: Nome breve: come, quando e perché

15/09/08 13:40

Con Tiger e precedenti affrontare il cambio del nome breve era una "semplice" procedura da Terminale, oppure l'utilizzo di un comodo freeware avrebbe fatto per noi il "duro lavoro". Il nome dell'applicazione è intuibilmente Changeshortname e permetteva veramente in pochi passaggi di cambiare il nome breve a Mac OS X. Al termine dell'operazione bastava solo andare nella cartella Utenti ed eliminare la vecchia cartella semivuota con il vecchio nome breve. Con Leopard basterebbe (e sottolineo basterebbe) entrare in Preferenze di Sistema > Account, cliccare con il tasto destro sul nome dell'account, entrare nelle Opzioni avanzate e cambiare il nome breve. Molti potrebbero credere che modificare il nome breve con Leopard sia un'operazione meno impegnativa rispetto a Tiger, ed in effetti sulla carta è così, ma… essendo cambiata (in meglio) la gestione degli account, cambia anche la procedura, tant'è che adesso ci sono nuove funzioni per l'account e nuove impostazioni avanzate (che in questo articolo non ci riguardano). Se Apple non ha indicato questa possibilità nell'aiuto Mac è perché si tratta di un'operazione certamente (1) rischiosa e (2) tortuosa. Nell'aiuto del Mac infatti viene suggerito di eliminare l'account utente e crearne uno nuovo con un nuovo nome breve, dopo aver copiato i dati da qualche altra parte, poiché altrimenti andrebbero persi insieme al vecchio utente. Ma noi preferiamo la strada più rapida, pur se tortuosa, vero? A questo punto, se siamo pronti e determinati a modificare il nome breve con Leopard, per prima cosa dobbiamo loggarci come utente root per poter cambiare "fisicamente" il nome della Cartella Inizio, altrimenti ci ritroveremo con un nome breve diverso dal nome della cartella Home, ed è una situazione piuttosto atipica per il nostro Sistema Operativo.

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iMaccanici Assistenza Mac: Nome breve: come, quando e perché

15/09/08 13:40

L'utente root (o superuser) a differenza dell'utente amministratore, è l'account utente di Mac OS X che al di sopra di ogni altro dispone dei permessi di lettura/scrittura sempre e ovunque. Per sicurezza il superuser non è attivo di default e nel nostro caso occorre abilitarlo.

Lanciamo Utility Directory, che si trova in Applicazioni/Utility, clicchiamo sul lucchetto per eseguire le modifiche (verrà richiesta la password di amministratore), andiamo in Composizione > Abilita utente root infine assegniamo (e confermiamo) una password veramente sicura per l'utente root.

Eseguiamo un logout (command+maiuscola+Q) ed entriamo come superuser digitando root e password. Ci troveremo di fronte ad una situazione nuova, e pericolosa. Tocchiamo quanto meno possibile quando siamo loggati in questa modalità.

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iMaccanici Assistenza Mac: Nome breve: come, quando e perchĂŠ

15/09/08 13:40

Apriamo la cartella Macintosh HD/Utenti e cambiamo il nome della cartella Utente che vogliamo modificare assegnando il nuovo nome breve che vorremmo applicare.

Bene, adesso apriamo Preferenze di Sistema > Account, clicchiamo sul lucchetto per abilitare le modifiche, poi con il tasto destro (oppure premendo ctrl+click del mouse) sul nome dell'account accediamo nelle Opzioni avanzate per cambiare il nome breve, che dovrà essere identico al nome della Cartella Inizio da noi imposta, lasciando la gestione dell'utente come previsto dall'installer di Mac OS X. Non tocchiamo null'altro, ID Utente, ID Gruppo, l'UUID (Universally Unique Identifier), Shell di login e Alias sono cose riservate solo ad utenti con buona esperienza Unix, e non è il caso nostro, che nella migliore delle ipotesi abbiamo toccato un sistema del genere solo nel nuovo millennio.

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iMaccanici Assistenza Mac: Nome breve: come, quando e perché

15/09/08 13:40

Quindi in massima sintesi: 1- Rinominare cartella utente 2- Rinominare Nome breve e Cartella Inizio A questo punto possiamo accettare le modifiche e uscire dall'utente root abbandonando questa sessione ad alta tensione. Comand+maiuscola+Q (oppure Menù Mela > Logout di Utente Root) e rientriamo con il nostro nuovo/tradizionale utente e visto che quest'operazione non intaccherà neanche i permessi degli utenti saremo già pronti per il nostro lavoro quotidiano. È fondamentale anche ricordarci di cambiare il nome della condivisione, che probabilmente è ancora assegnato in base al precedente nome breve e già che ci siamo, ricordiamoci di disabilitare l'utente root, lanciamo nuovamente Utility Directory, andiamo in Composizione > Disbilita utente root e staremo più tranquilli.

—Oracle Commenti (2) iMaccanici Assistenza Mac http://www.imaccanici.org/article.php?story=cangeshortname

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iMaccanici Assistenza Mac: Non è bello ciò che piace

15/09/08 13:57

Non è bello ciò che piace sabato, 18 agosto 2007__09:02 Inviato da: Gaetano Ruocco

Questo mio intervento trae spunto dalla splendida brochure realizzata da FontShop “Die 100 besten Schriften Aller Zeiten” (peccato che sia redatta esclusivamente in tedesco) disponibile anche in pdf. Per gli addetti ai lavori costituisce un ottima opportunità didattica, con tanti dati e curiosità relativi ad altrettante famiglie di caratteri (oggi comunemente denominate Fonts) ed ai loro autori. Tuttavia il nome dato a questa raccolta è da considerarsi fuorviante, anche se non si può dimenticare che si tratta pur sempre di un prodotto confezionato da un "venditore” di fonts che deve in parte guardare ai propri fini commerciali. …Segue Identificare e definire i 100 fonts più belli di sempre è infatti un operazione “impossibile” e non solo per le componenti soggettive da sempre correlate al concetto di bellezza. Un titolo più giusto probabilmente sarebbe stato (in italiano) “I 100 Fonts che hanno fatto la storia della tipografia”, ma anche in questo caso storici e “puristi” avrebbero potuto muovere delle critiche a causa di clamorose omissioni. In ogni caso, ciò che mi premeva sottolineare è che la "bellezza” dei caratteri è un concetto che va riconsiderato radicalmente: la loro bellezza infatti è inscindibilmente legata al contesto in cui questi vengono utilizzati. È quindi la “funzionalità al contesto” l'elemento chiave, capace di rivelare la bellezza intrinseca, spesso insospettabile, che si nasconde in ogni famiglia di caratteri. La grazia o l'originalità del disegno di ogni fonts rischiano di essere vanificate da una errata scelta in ambito progettuale. E colgo qui l'occasione per suggerire a tutti coloro che non hanno un forte background in ambiente tipografico, ma che in virtù dei potenti strumenti offerti dalla tecnologia si cimentano nella realizzazione di pubblicazioni o siti web, di non “vergognarsi” nel prendere ad esempio per le loro produzioni ciò che viene realizzato da professionisti affermati. Se per la composizione del testo di un libro vengono ancora oggi preferiti dalle grandi case editrici caratteri disegnati qualche secolo fa un motivo dovrà pur esserci. Un font molto fantasioso ed eccentrico http://www.imaccanici.org/article.php?story=la_bellezza_insospettata&mode=print

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iMaccanici Assistenza Mac: Non è bello ciò che piace

15/09/08 13:57

ci farebbe impazzire dopo tre righe... Così come per i siti web: prendete ad esempio le scelte tipografiche e compositive fatte da chi ha curato l'immagine di marchi prestigiosi o di riviste affermate nei settori di vostro interesse: molti scopriranno forse con un po di stupore che le scelte si limitano spesso ad un paio di famiglie, una “finta” limitazione che ripaga in termini di impatto estetico e di leggibilità... I caratteri costituiscono un universo vastissimo, e ovviamente non tutti hanno la possibilità o l'esigenza di approfondirne la storia, gli stili, le classificazioni e le modalità compositive, ma un uso più “ragionato” degli stessi può anche nascere dall'osservazione attenta del lavoro dei professionisti del settore. Fateci un pensierino… ; ) —WhiteDuke (Gaetano Ruocco) Commenti (1) iMaccanici Assistenza Mac http://www.imaccanici.org/article.php?story=la_bellezza_insospettata

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iMaccanici Assistenza Mac: Ottimizzare il lavoro da soli

15/09/08 13:57

Ottimizzare il lavoro da soli lunedì, 18 giugno 2007__00:03 Inviato da: fragrua

Cos'è il Computer? A cosa serve? Sono domande che i professionisti del DTP e della grafica non si pongono, sanno bene che è lo strumento principale per procurarsi il pane quotidiano. E proprio loro in cosa si imbattono ogni giorno? In decine, centinaia o migliaia di immagini digitali, che siano esse provenienti da carta, da pellicola, da fotocamere o dal web. Lo strumento più usato (ed in questi ambienti è l'unico) è Adobe Photoshop, giunto da poco alla versione 10 ed incluso nella Suite CS3. Photoshop permette una miriade di funzioni che vanno oltre al "semplice" fotoritocco o alterazione delle immagini. Tra queste feature esistono le storiche "azioni" che sono tanto vecchie quanto sconosciute, ed in accoppiata con gli altri strumenti della Creative Suite, possono semplificare la vita non poco. In questo articolo prenderemo in considerazione l'accesso a centinaia di immagini digitali prese da varie sorgenti, da rinominare, convertire in CMYK, ridimensionare, salvare in TIFF su un disco di rete permettendone l'accesso immediato al gruppo di lavoro. …Segue 1- Rinominare. I files generati dalle più svariate apparecchiature, spesso hanno un numero consecutivo preceduto da una sigla di default impostata dalla macchina: "DSCN" nel caso della Nikon; "IMG" nel caso di Canon; "DSCF" per le Fuji e così via… Quindi è necessario procedere ad una rinominazione dei files prima di dare in pasto le immagini alla elaborazione automatica. Ci vengono incontro diversi software, due su tutti: Renamer e Renamer4Mac; due freeware che usati insieme possono rivelarsi indispensabili, poiché complementari. Ma ci sono soluzioni integrate nella CS, come Adobe Bridge che permette (entro alcuni limiti) di rinominare le immagini, oppure soluzioni esterne, come iView MediaPro (acquisito da un paio di mesi da Microsoft) che permette un controllo totale su cartelle, file, immagini, estensioni e nomi. Per comodità useremo proprio quest'ultimo, iView MediaPro, che permette di rinominare cartelle e sottocartelle in un unico passaggio. Basta trascinare la cartella che contiene tutti i files in questione ed attendere che il programma abbia caricato le informazioni delle immagini.

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ZOOM Poi selezioniamo le immagini da rinominare (Mela+A per selezionarle tutte) ed andiamo nel menù Azione/Rinomina Batch… A questo punto bisogna solo impostare, in base alle nostre esigenze, il criterio di rinominazione file. Ricordiamo che l'operazione è irreversibile, fortunatamente esiste una comoda finestra di anteprima che ci mostra come cambierà il nome del file.

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ZOOM Adesso i nostri files possono essere comodamente spostati in un'unica cartella, senza correre il rischio di avere due o più immagini con lo stesso nome. iView MediaPro è un programma molto completo per la catalogazione delle immagini, ma anche font, PDF e documenti grafici in genere, ed ha a corredo un pacchetto di funzioni per l'esportazione dei cataloghi in html, in elenco di testo, in miniature e in filmati. La nuova versione venduta da Microsoft ora si chiama Expression Media e conserva tutte le caratteristiche dell'originale. 2- Creare l'azione. Supponiamo che il nostro tipografo, service di stampa o editore esiga immagini a 300 dpi, in CMYK ed in formato Tiff, come potremo ottimizzare al massimo quest'operazione ripetitiva? Photoshop, già da svariati anni, prevede molte operazioni di batch, ma noi prenderemo in considerazione il "droplet" per la sua superiore versatilità e comodità. Prima di tutto apriamo un'immagine in Photoshop, ed andiamo nel menù Finestra/Azioni, si aprirà un pannello nel quale sarà possibile gestire tutte le nostre azioni, predefinite e future. Andiamo nel pulsante del pannello Azioni in alto a sinistra e creiamo una nuova azione, alla quale assegneremo un nome tipo: "Salva 300dpiCMYK in Tiff folder".

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ZOOM A questo punto partirà la REGISTRAZIONE dell'azione (tasto rosso) ed eseguiremo la procedura completa sulla prima immagine. E cioè: convertiamo in CMYK; ridimensioniamo a 300 dpi senza interpolare ed infine il salviamo in TIFF nella nostra cartella "tiff folder" che andremo a creare direttamente sul disco di destinazione. Chiudiamo l'immagine e RICORDIAMOCI di premere STOP (il tasto quadrato) nel pannello Azioni.

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3- Generare il droplet. Ora che abbiamo creato la nostra nuova azione, possiamo utilizzarla per creare un droplet, cioè una piccola applicazione che eseguirà in automatico il batch appena creato, semplicemente trascinandovi sopra la cartella con i files originali. Selezioniamo la nostra azione e spostiamoci nel menù File/Automatizza/Crea droplet. Impostiamo i parametri come illustrato e salviamo il nostro droplet.

ZOOM Ormai non ci resta che trascinare la cartella delle immagini direttamente sul droplet, e mentre il nostro Mac lavora per noi avremo il tempo di prenderci una meritata pausa caffè. Ricordiamo che questo esempio di automatismo può essere applicato a mille altre esigenze: rotazioni, filtri, ridimensionamenti, conversioni, salvataggi in diversi formati, correzioni colore, alterazioni e così via. La procedura per creare un droplet funzionante non è semplicissima, ma ripagherà molto gli sforzi fatti all'inizio. Un'ultima nota. A causa di un bug più o meno noto, può essere necessario selezionare il droplet nel Finder, e nella finestra informazioni cancellarne l'icona per renderlo attivo. —OraCle Commenti (0) iMaccanici Assistenza Mac http://www.imaccanici.org/article.php?story=ottimizzare_il_lavoro_da_soli

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iMaccanici Assistenza Mac: Passare da 9 a X: sempre più difficile

15/09/08 13:41

Passare da 9 a X: sempre più difficile domenica, 09 marzo 2008__08:00 Inviato da: fragrua

Potrebbe sembrare un articolo di repertorio, eppure… Nel settore professionale il passaggio da 9 a X è stato difficile già a partire dal 2002 con Jaguar, ed ogni anno che passa lo switch si presenta sempre più impegnativo. Sembra incredibile, ma ci sono realtà professionali, specialmente nel settore grafico, che sono rimaste legate al vecchio OS di Cupertino senza mai avere il coraggio di affrontare il passaggio al più robusto Mac OS X. Sono escluse da questo cerchio le attività che hanno acquistato un Mac dopo il giugno del 2004, infatti l'ultimo G4 permetteva ancora (proprio per i casi in questione) l'avvio nativo da Mac OS 9.2.2, nonostante Apple avesse annunciato la fine del supporto a Mac OS 9 già tempo prima, successivamente è rimasta la possibilità di emulare l'ambiente Classic fino a gennaio 2006 con l'introduzione dei Mac con processore Intel. Il colpo di grazia l'ha dato Leopard, eliminando del tutto Classic anche dai PPC. Restano quindi con il problema di passare a Mac OS X tutti gli utenti che non hanno aggiornato il parco macchine dal 2004 e che sono legati ancora al vecchio Sistema Operativo. Ormai è quasi impossibile utilizzare una periferica nuova con il Mac OS 9, c'è quindi un modo indolore per passare in maniera definitiva a Mac OS X? La risposta è no, ma qui cercheremo di segnalare le cose da fare e quelle da evitare. …Segue Ci concentreremo sulle macchine di fascia alta installate in un ambiente professionale (come una tipografia*), visto che è difficile pensare che il proprietario di un iMac (G3/G4) ad uso casalingo non abbia già effettuato il passaggio. Per prima cosa bisogna acquistare (o dedicare) un Hard Disk supplementare per l'installazione di Mac OS X, che in base alla configurazione hardware della macchina, può essere Panther, Tiger o Leopard. Questo ci permetterà una situazione di reversibilità nel caso ci fosse il bisogno di riavviare la macchina dal vecchio OS senza intaccare minimamente il contenuto dell'attuale disco di avvio. Nel PowerMac esiste la possibilità di aggiungere, oltre al disco originale, almeno un altro HD e in alcuni modelli recenti se ne possono aggiungere addirittura altri 4 (1 sul bus principale, due sull'ATA aggiuntivo e uno su quello del masterizzatore) senza acquistare alcun controller su scheda PCI. È importante anche scegliere bene il "taglio" dell'HD, poiché alcuni modelli di PowerMac hanno un limite di supporto fissato a 128GB, dovuto al tipo di controller ATA installato sulla macchina, tale limitazione http://www.imaccanici.org/article.php?story=abbandonare_Mac_OS_9&mode=print

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iMaccanici Assistenza Mac: Passare da 9 a X: sempre più difficile

15/09/08 13:41

di riconoscimento dei dischi è scomparsa dal modello QuickSilver del 2002 in poi. Una volta montato e formattato il secondo HD occupiamoci di verificare che il firmware della macchina sia aggiornato all'ultima versione rilasciata da Apple. Questa operazione va eseguita con Mac OS 9.1/9.2.2 dal disco di avvio: bisogna leggere attentamente le istruzioni prima di eseguire il delicato aggiornamento. Accertiamoci di avere a portata di mano tutto il software professionale che ci serve quotidianamente e verifichiamo che l'ultima versione dello stesso sia compatibile con la versione di Mac OS X che ci accingiamo ad installare. Verifichiamo che anche i Font che utilizziamo normalmente siano in ottime condizioni ed approfittiamo per farne una copia da qualche parte dopo averli riparati con un software specifico come FontDoctor for Macintosh, del quale esiste la versione per Mac OS 9 e Mac OS X. Consigliamo una buona dotazione di Ram, poiché le risorse richieste dal nuovo OS sono maggiori. Per procedere all'installazione di Mac OS X dobbiamo anche sapere il tipo di configurazione di rete del nostro Mac, un'occhiata in pannello di controllo "Modem", "Remote Access" e "TCP/IP" può essere utile in caso di emergenza, magari segnando i dati su un foglio. Anche la posta elettronica (server POP, server SMTP, indirizzo e-mail e password) ha bisogno di una configurazione manuale. Si parte! Inserite il CD (o DVD) di Mac OS X nel Mac e spegnete la macchina. All'avvio tenete premuto il tasto C sulla tastiera originale (collegata direttamente alla macchina e non attraverso HUB o prolunghe USB) finchè non compare la mela grigia al centro dello schermo e vedrete caricarsi il programma di installazione. Mac OS X ci proporrà la scelta della lingua, è il caso di selezionare l'italiano e di proseguire nell'installazione. Selezioniamo l'HD sul quale installare Mac OS X e spuntiamo in "Opzioni" la modalità "Inizializza e installa" cancellando tutti i dati presenti sul nuovo HD, che dovrebbe essere già vuoto. Se per sbaglio selezioniamo l'HD vecchio siamo rovinati! Nel pulsante "Ad Hoc" abbiamo la possibilità di personalizzare l'installazione di Mac OS X, per conto mio consiglio sempre di non installare le lingue e i font aggiuntivi, ma questa è una scelta atta "solo" a ridurre spreco di spazio (e tempo). L'installazione può durare dai 20 minuti ad un'ora, in base alla velocità di lettura del CD/DVD e alla velocità di scrittura dell'HD, abbiamo così il tempo di prenderci una pausa. Al termine viene chiesto il riavvio, ed il Mac ripartirà dal nuovo Sistema Operativo. Se non ci sono problemi entro qualche minuto dovrebbe partire la sigla introduttiva e l'assistente di configurazione. Ci verranno chieste delle informazioni relativamente semplici, come la nazione, il fuso orario, il tipo di tastiera etc. Quando ci verrà chiesta tutta la nostra situazione anagrafica possiamo tranquillamente saltarla con un Mela+Q (a proposito, la Mela adesso si chiamerà definitivamente Command) e selezionando "ignora" proseguiamo alla configurazione. Ci verrà chiesto di inserire un nome amministratore, un nome breve ed una password. L'ideale sarebbe mettere come amministratore il proprietario (per esempio Tipografia) e come nome breve l'operatore o il reparto (per esempio Giuseppe o Prestampa), teniamo a mente che i caratteri verranno visti precisamente dal Sistema, essendo sensibile alla differenza tra Maiuscole e Minuscole. La password è importante che sia facilmente reperibile dall'amministratore, poiché verrà richiesta in più occasioni. Una volta creato l'account dovremo inserire la informazioni di rete (che abbiamo segnato prima) e rispondere alle domande dell'assistente. In caso di una rete con server DHCP non ci sarà bisogno di nessuna configurazione, verrà rilevata automaticamente. Quando verrà richiesto l'ID Apple potremo "skippare" anche questo passo, se non ne abbiamo uno. http://www.imaccanici.org/article.php?story=abbandonare_Mac_OS_9&mode=print

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iMaccanici Assistenza Mac: Passare da 9 a X: sempre più difficile

15/09/08 13:41

Dopo aver cliccato su "Fine" vedremo comparire la nuova scrivania, con in alto a destra l'icona dell'HD e subito sotto il vecchio disco rigido. È buona norma attendere 10 minuti prima di cominciare ad usarlo, permettendo al Sistema di costruire l'indice di Spotlight (nel caso di Tiger e Leopard), la cache e l'associazione file/applicazioni. Quando la lente di Spotlight (in alto a destra) avrà finito di lampeggiare è il caso di fare un salutare riavvio e procedere all'aggiornamento software (Pannello Aggiornamento Software dal Menù Mela in alto a sinistra), se il Mac è connesso ad Internet verrà proposto una corposa serie di update da eseguire senza indugio, e ci verrà richiesta la password di amministratore per eseguirlo. Dopo il riavvio, solitamente imposto dopo un importante aggiornamento software, possiamo procedere alla configurazione di Mail, dove un assistente ci guiderà nell'inserimento dei dati sul nostro indirizzo di posta elettronica, il nome del server POP e del server SMTP e la password di accesso alla nostra e-mail. Adesso possiamo procedere all'installazione del nostro software professionale, inseriamo i dischi di installazione e seguiamo le istruzioni allegate al pacchetto software. Solitamente installare una Suite Adobe richiederà un'oretta, ed il tempo speso per installare Quark XPress o contattare il servizio assistenza può richiedere anche un pomeriggio intero. Prepariamoci al peggio. Non spaventiamoci per la latenza e l'impressione di lentezza del nuovo Sistema, in effetti la nostra macchina è vecchia ed il Sistema è recente, d'altronde se prima il nostro motore 1000 cc. doveva spingere una Fiat Uno, adesso deve spostare una Mercedes. Al termine delle installazioni verifichiamo l'esistenza di aggiornamenti lanciando Adobe Updater o il controllo aggiornamenti dei vari software, di solito presente nel Menù Aiuto o nelle preferenze di ogni applicazione. Consultare il manuale o l'Aiuto dei programmi può farci risparmiare tempo prezioso. Una serie di brevi tutorial altamente professionali sono dedicati ai professionisti proprio sul sito Apple nella sezione Pro. Per la gestione dei Font affidiamoci a Libro Font solo se i nostri Font aggiuntivi sono pochi, nel caso di una tipografia o uno studio grafico è indispensabile appoggiarci a un software specializzato come FontAgent Pro 4, degno sostituto (e in parte erede) del buon vecchio ATM di Adobe (Suitecase di Extensis se non lo abbiamo usato prima continuiamo ad ignorarlo). Queste poche regole che seguono vi permetteranno di affrontare con serenità il passaggio al nuovo Sistema Operativo. Regole fondamentali per chi passa da Mac OS 9 a Mac OS X • Per navigare usare Safari, se qualche sito crea difficoltà usare Firefox. • Imparare l'uso del tasto destro, se il mouse non ne è dotato basta premere il tasto CTRL prima e durante il click • Personalizzare l'interfaccia solo in base alle proprie necessità, non farsi prendere la mano dai "nuovi" effetti grafici. • Tutti gli strumenti che prima erano nel Menù Mela, adesso probabilmente si trovano in Preferenze di Sistema. • Utilizzare sempre una sana politica di Backup, gli HD si possono anche rompere fisicamente. • Affidarsi ad un UPS (gruppo di continuità) per preservare l'integrità dell'hardware. • Non rinominare le cartelle (contenute originariamente) all'interno di Macintosh HD. http://www.imaccanici.org/article.php?story=abbandonare_Mac_OS_9&mode=print

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15/09/08 13:41

• Non spostare il contenuto delle cartelle originarie all'interno di Macintosh HD. • Non modificare i permessi a nessun folder/documento vecchio e/o nuovo. • Munire ogni documento di Mac OS 9 della sua estensione nativa (nome file.JPG, nome file.TIF, nome file.FH9, nome file.qxd, etc.) • Non utilizzare "punti" (.) o caratteri "speciali" all'interno del nome file. • Non generare nome file troppo lunghi (con Mac OS X è possibile utilizzare fino a 255 caratteri) se si ha intenzione di utilizzarli con software obsoleti (come Freehand MX). • Non utilizzare software in emulazione se esiste la versione aggiornata per Mac OS X, tant'è che Classic non è più supportato sui Mac Intel (e sui PPC da Leopard in poi). • Se la macchina ha più di 5 anni non chiedetele troppo, datale soltanto un po' di tempo in più. • Non importare troppi Font se non sono indispensabili, ed utilizzare solo FontAgent per installare e rimuoverli. • Settimanalmente verificare la presenza di update Apple tramite il pannello Aggiornamento Software nel Menù Mela. • Mensilmente eseguite una verifica dei Permessi del Disco con Utility Disco, ed eventualmente procedete alla riparazione. • Mac OS X si occupa da solo della manutenzione, spesso di notte. Non utilizzare software esterni per la manutenzione piuttosto lasciatelo acceso per un weekend (impostando il risparmio energia in maniera che non vada mai in stop). • Accertarsi che lo spazio libero sul disco non sia mai inferiore al 10% della sua capacità. In casi di panico o successivi ripensamenti ricordiamoci che in qualunque momento sarà possibile selezionare da Preferenze di Sistema>Disco di Avvio il vecchio Macintosh HD per ripartire da Mac OS 9 come nulla fosse accaduto. —Oracle * A differenza di quello che possano pensare gli utenti meno esperti, una tipografia è un ambiente estremamente professionale, che affronta quotidianamente centinaia di problematiche differenti. Non a caso in qualsiasi centro stampa professionale l'utilizzo del Macintosh è inevitabile. Commenti (2) iMaccanici Assistenza Mac http://www.imaccanici.org/article.php?story=abbandonare_Mac_OS_9

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iMaccanici Assistenza Mac: Quark XPress, Adobe InDesign o nessuno dei due?

15/09/08 13:59

Quark XPress, Adobe InDesign o nessuno dei due? domenica, 07 gennaio 2007__00:01 Inviato da: fragrua

Attualmente uno dei costi principali di una stazione di Desktop-publishing è proprio il Software. Chi fa dell'editoria, della grafica pubblicitaria o della prestampa il suo pane quotidiano, non può certo rinunciare a quello che offrono i software per la grafica e l'impaginazione, che da anni accompagnano il Mac nelle più produttive aziende che orbitano intorno al mondo della stampa cartacea. Quark XPress, Adobe InDesign e anche Photoshop hanno spesso costi insostenibili per chi vuole iniziare un'attività editoriale, spingendo l'utente a cedere all'illegalità, ma piuttosto che scaricare la copia pirata di uno dei software in questione, esiste la scelta più dignitosa e legale di rivolgersi ai programmi OpenSource. Scopriamo quali… I colossi dell'impaginazione possono vendere software per migliaia di euro, e quando i fondi scarseggiano e magari si lavora per una giusta causa, per la riabilitazione o per beneficenza è comunque possibile trovare in Scribus.app un'alternativa per lavorare. Questo freeware, che si distingue per la sua specializzazione editoriale, mira ad essere il fantasma del defunto PageMaker: facile, intuitivo, multi-piattaforma e potenzialmente professionale. Permette di realizzare degli EPS certificati e dei PDF qualitativamente pronti per la stampa digitale ed offset, appoggiandosi al motore di rasterizzazione Ghostscript, anch'esso completamente Open-Source. L'installazione è scomoda, perché come abitudine nel mondo Linux, i componenti vanno installati in parte a mano, come i Framework nella Libreria. Il software è alquanto latente durante l'esecuzione, la curva di apprendimento è molto ripida e per sfruttare le potenzialità di Scribus è necessario essere un operatore evoluto dei programmi di impaginazione. Il download di Scribus è disponibile qui. Ovviamente è indispensabile affiancare ad un programma di impaginazione anche uno per l'editing fotografico. Photoshop difficilmente potrà essere sostituito del tutto da un freeware e le alternative sono davvero poche, però The Gimp.app si presenta come un valido surrogato al re incontrastato del fotoritocco. È disponibile anche una versione di Gimp.app che strizza l'occhio a Photoshop per quanto riguarda i comandi da tastiera con la somiglianza di molti comandi e menù, ovviamente il nome già dice http://www.imaccanici.org/article.php?story=come_impaginare_gratis_sul_mac&mode=print

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iMaccanici Assistenza Mac: Quark XPress, Adobe InDesign o nessuno dei due?

15/09/08 13:59

tutto, GimpShop.app. È disponibile qui per le varie piattaforme. Il software è potente, localizzato in italiano, ma limitato allo spazio cromatico RGB, esistono comunque mille modi gratuiti per convertire successivamente lo spazio cromatico in CMYK. Ovviamente mi permetto di ricordare ai potenziali utilizzatori di questi software che in essi non troverete l'usabilità necessaria ad ottenere un flusso di lavoro veloce come quello dei più blasonati e costosi software professionali di Desktop-publishing, questa soluzione Open-Source è adatta a chi non vuole o non può investire troppi soldi nel proprio lavoro, a chi vuole realizzare qualcosa di buono senza per questo scaricare software pirata in maniera illegale. —OraCle Commenti (0) iMaccanici Assistenza Mac http://www.imaccanici.org/article.php?story=come_impaginare_gratis_sul_mac

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iMaccanici Assistenza Mac: Restaurare l'audio di un filmato

15/09/08 13:59

Restaurare l'audio di un filmato domenica, 21 gennaio 2007__09:20 Inviato da: fragrua

Può capitare di dover masterizzare su DVD Video un filmato scaricato da internet, magari solo perché non è più reperibile in commercio o perché registrato da sorgenti analogiche. Spesso si tratta di vecchi film, trasmissioni televisive, videocassette importate o cartoni animati ormai introvabili. Se la sorgente è buona e l'audio è accettabile basta uno strumento come Toast, giunto oggi alla versione 8, a risolvere il problema con pochi colpi di mouse. Succede però a volte che l'audio è registrato a volumi bassi, magari con fruscii o equalizzazione del suono mediocri. A questo punto bisogna armarsi di qualche software, di una macchina performante e di una giusta dose di pazienza, vediamo come procedere per restaurare l'audio di un filmato. Primo passaggio dobbiamo ottenere un file .MOV facilmente editabile. Allo scopo ci vengono incontro svariati software, ma per comodità illustreremo la procedura con quelli che abbiamo a disposizione. Se si tratta di una sorgente .DVX, basta Apple QuickTime Pro ed il codec per la lettura dei DivX installato. Una volta aperto il .DVX in questione bisogna salvarlo come "Filmato QuickTime ed esportare l'audio in .AIFF, formato non compresso che si lascia facilmente manipolare. Se si tratta di una sorgente VIDEO_TS invece bisogna ricorrere a MPEG Streamclip per ottenere un "Filmato QuickTime" magari in qualità Stream DV. A quel punto sempre con QuickTime procederemo all'estrazione dell'audio in formato .AIFF, ottenendo così la nostra traccia audio da "riparare". Adesso apriamo la traccia audio con un software audio come Amadeus Pro, Sound Studio 3 o il freeware Audacity e occupiamoci di normalizzare le tracce audio. L'effetto "normalize" dei vari software audio permette di amplificare il volume in base alle impostazioni definite dall'utente, il grafico del suono permetterà di avere sotto controllo il volume nei punti critici dei "picchi", è consigliabile non superare la soglia del 97% per prevenire sgradevoli effetti di distorsione. Con l'equalizzatore a tre, cinque o dieci bande possiamo intervenire in modo semplice sul tono del suono che talvolta risulta cupo o al contrario carico di fruscio nei toni alti. Ora possiamo salvare su se stesso o facendo una copia il file audio riparato. Apriamo il file video ed il nuovo vile audio con QuickTime. http://www.imaccanici.org/article.php?story=Arte_del_restauro&mode=print

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iMaccanici Assistenza Mac: Restaurare l'audio di un filmato

15/09/08 13:59

Sostituire la traccia audio vecchia con la nuova è un gioco da ragazzi grazie a QuickTime Pro, basta selezionare tutta la traccia audio (Mela+A), copiarla (Mela+C) e spostarci sul file video. Facciamo Mela+A anche sul file video, nel Menù "Composizione" clicchiamo su "Aggiungi a selezione e scala" (ALT+MELA+SHIFT+V) e incolliamo la nuova traccia audio sulla vecchia. Apriamo le proprietà del filmato (Mela+J) e disabilitiamo le vecchia traccia audio. Possiamo anche approfittare per impostare la qualità video alta, il campo singolo e il de-interlaccia, se necessario. Salviamo su se stesso il .MOV ed il file video è pronto per essere dato in pasto a Toast 8. Aggiungiamo i capitoli magari ogni 3 o 5 minuti e masterizziamo il nostro DVD restaurato. —OraCle Commenti (2) iMaccanici Assistenza Mac http://www.imaccanici.org/article.php?story=Arte_del_restauro

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iMaccanici Assistenza Mac: Ripulire un testo in pochi passaggi

15/09/08 13:59

Ripulire un testo in pochi passaggi domenica, 10 dicembre 2006__21:00 Inviato da: fragrua

Molti MacUser sono professionisti della Grafica, Editoria, Impaginazione, Stampa Offset e Digitale, ma anche chi si occupa di Web o semplicemente desidera ottenere un testo privo di difetti troverà una certa utilità in questo articolo. Spesso abbiamo a che fare con file di Word che oltre a contenere formattazioni particolari, stili di carattere indesiderati, tabulazioni, interlinee e spaziature approssimative, presentano difetti di battitura, come gli spazi prima delle punteggiature, i doppi spazi o gli accenti delle "è" sbagliati. Per non parlare poi dei copia/incolla da Word al programma di grafica o impaginazione, che trascinano con loro caratteri quantomeno bizzarri al posto dei comuni accenti. Come ripulire testi del genere senza andare in crisi? Ecco passo passo la procedura per ottenere un risultato accettabile in poche operazioni... ...facciamo un esempio tipo, un cliente ci fornisce un file di Word di poche pagine che dovremo inserire in un documento del nostro programma di grafica preferito. Apriamo il file in Word, esso si presenterà (più o meno) come è stato battuto in origine. Con "Mela+A" selezioniamo tutto il testo e lo copiamo con "Mela+C". Poi apriamo TextEdit, l'essenziale editor di testi incluso in Mac OSX. Nel nuovo documento di TextEdit lo incolliamo premendo questa combinazione di tasti: "Mela+Alt+Maiuscola+V" (Composizione/Incolla e mantieni lo stile), in questo modo grassetti, corsivi ed eventuali immagini verranno automaticamente esclusi. Adesso si tratta di correggere eventuali accenti sbagliati sulle "è". Facciamo "Mela+F" e facciamo cerca " é " e sostituisci con " è ", (occhio agli spazi prima e dopo la "é") clicchiamo su "sostituisci tutto" e lo strumento provvederà alla sostituzione di tutte le "è" sbagliate. Adesso ripuliamo la punteggiatura, di nuovo nella finestra di ricerca immettiamo cerca "," e sostituiamo con ", " e clicchiamo su sostituisci tutto. Ripetiamo l'operazione con tutte le altre punteggiature presenti nel testo, non preoccupandoci dei doppi spazi, sarà l'ultima delle nostre preoccupazioni. Ricordiamoci anche degli apostrofi, molte persone hanno la sbagliata abitudine di mettere uno spazio dopo l'apostrofo, quindi con un cerca "' " e sostituisci con "'" ripuliamo il testo. Ancora ripuliamo il testo dagli spazi prima delle punteggiature, sempre nella finestra di ricerca immettiamo cerca " ," e sostituiamo con "," e clicchiamo su sostituisci tutto ripetendo l'operazione con tutte le altre punteggiature presenti, come i punti i due punti e i punti e virgola. http://www.imaccanici.org/article.php?story=maledetto_word&mode=print

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iMaccanici Assistenza Mac: Ripulire un testo in pochi passaggi

15/09/08 13:59

A questo punto non ci resta che eliminare i doppi spazi, creati dalle nostre modifiche o già presenti nel testo, possiamo sempre utilizzare lo strumento cerca " " e sostituisci con " ", oppure ripulirlo anche dagli "a capo" piazzati a metà di una frase tramite il servizio "riassumi". Selezioniamo tutto il testo con "Mela+A" e clicchiamo sul menù "TextEdit" andando su "Servizi" e poi su "Riassumi". Si aprirà una nuova finestra che contiene tutto il testo selezionato; notate che, in fondo a questa finestra, c’è un cursore chiamato Dimensione Riepilogo: bisogna spostarlo tutto a destra fino al 100%. In questo modo si elimineranno solo gli spazi superflui e gli "a capo" indesiderati senza riassumere il nostro amato testo che andrà copiato dalla finestra "riassumi" ed incollato all'originale. Un ultimo controllo all'ortografia, nel menù "composizione/ortografia" (Mela+:), ci permetterà di verificare anche l'esattezza delle parole e di correggerle direttamente dalla finestra ortografica. Adesso il testo, ripulito dagli errori più grossolani, è pronto ad essere inserito, tramite il classico copia/incolla nel programma di grafica, senza trascinarsi i problemi di Word e facilitandone l'impaginazione. Vale la pena ricordare che molte applicazioni grafiche, come Adobe Illustrator, permettono anche la "revisione tipografica" del testo, correggendo in automatico piccole imperfezioni come gli apostrofi e le virgolette dritte. Certo questo metodo non ci esonererà dal rileggere il testo stampato una volta inserito, ma sicuramente ridurrà del 90% gli interventi manuali sull'impaginato. —OraCle Commenti (0) iMaccanici Assistenza Mac http://www.imaccanici.org/article.php?story=maledetto_word

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iMaccanici Assistenza Mac: Salvare un video per QuickTime o iPod

15/09/08 13:58

Salvare un video per QuickTime o iPod giovedì, 12 aprile 2007__08:00 Inviato da: fragrua

Durante le nostre scorribande su Internet può capitare di trovare dei video o delle animazioni in flash davvero carine, che avremmo voglia di conservare per rivederle in seguito o magari per trasferirle sul telefonino e mostrarle agli amici. Con pochi strumenti, tutti rigorosamente freeware, è possibile scaricare video dalla rete per condividerli con chiunque vogliamo e su svariati dispositivi. …Segue Prima di tutto occupiamoci di salvare il video sul nostro Mac. E' necessario il browser Firefox, scaricabile da qui, su cui andremo ad installare alcune estensioni, cioè dei programmi che ampliano la funzionalità del browser (ndr: da questo momento utilizzate Firefox prima di proseguire). Abbiamo bisogno di VideoDownloader, che ci consentirà di scaricare praticamente tutti i tipi di filmati che si trovano in giro (MySpace, YouTube, GoogleVideo, Metacafe...), poi di Firebug, che solitamente è un tool per Webmaster, ma ci farà comodo per scaricare le animazioni in flash (.fla), infine scarichiamo iSquint, un'utility che ci permette di convertire file .AVI, .MPG, .MOV e .FLV in MPEG-4 e H.264 Installiamo tutti i programmi e le estensioni, ed iniziamo a lavorare. La maggior parte dei video che vengono scaricati oggi sono in formato .flv (YouTube) o gvp (GoogleVideo). La procedura è simile. Prendiamo come esempio il sito di GoogleVideo. Vi suggerisco di vedere questo divertente video. Lasciate perdere la possibilità di scaricarlo dalla colonna di destra, cliccate semplicemente sull'icona di VideoDownloader in fondo alla pagina:

http://www.imaccanici.org/article.php?story=scaricare_video&mode=print

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ZOOM A questo punto si aprirà la finestra del programma. Vi basterà cliccare sul bottone "download link" e il gioco è fatto.

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ZOOM Osservate che su GoogleVideo ci sono 3 possibili opzioni di salvataggio: 1) .flv = è un video in Flash 2) .avi = è il classico Divx 3) .mp4 = è un formato compatibile con l'iPod Vi basterà scegliere quello più adatto alle vostre esigenze. Non è neppure necessario fare ulteriori conversioni. Il discorso è diverso per YouTube, che invece offre una sola opzione:

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ZOOM Il file salvato sarà in formato .flv. Su YouTube, inoltre, dovrete aspettare che sia terminato lo streaming (cioè dovrete vedere tutto il video), prima di poterlo scaricare. Vedremo più avanti come convertirlo. Un caso diverso è quando abbiamo un animazione flash che VideoDownloader non riesce a scaricare. Un esempio è il bellissimo filmato che trovate qui (http://retrospectivelefilm.free.fr/), cliccando sulla voce "Le Film". In questo caso dobbiamo utilizzare l'ottimo Firebug. Basta selezionare "apri firebug" dal menù "Strumenti" di Firefox o cliccare sul pulsante "Inspect Element" (quello con l'icona di un paio di occhiali) se lo abbiamo installato nella barra di navigazione. Quindi selezioniamo il tab "Net" come da figura e cerchiamo l'oggetto di dimensioni maggiori:

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ZOOM Ci facciamo click col destro (o CTRL+click per chi ha il mouse ad un solo pulsante) e selezioniamo "copy location":

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ZOOM Poi MELA+T oppure MELA+N per aprire rispettivamente una nuova scheda o una nuova finestra e si incolla l'URL appena copiato nella barra degli indirizzi. Digitiamo INVIO e aspettiamo che parta il download:

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ZOOM A questo punto dobbiamo convertire il nostro file .flv in un altro formato per poterlo vedere senza problemi. Quindi apriamo iSquint e trasciniamo il file .flv nella finestra principale:

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iMaccanici Assistenza Mac: Salvare un video per QuickTime o iPod

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Selezioniamo l'opzione desiderata. Io suggerisco "qualità perfetta" e "ottimizza per TV". Se volete divertirvi premete il pulsante "avanzate" da cui è possibile settare "meglio" il programma. Io non ne ho mai avuto bisogno e poi...

ZOOM Comunque cliccando su "avvia" dopo pochi secondi o minuti (a seconda della dimensione) avrete il vostro filmato bello e pronto. Buona visione e... alla prossima! —Federico Commenti (3) iMaccanici Assistenza Mac http://www.imaccanici.org/article.php?story=scaricare_video

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iMaccanici Assistenza Mac: Tastiera bianca, bella ma zozza...

15/09/08 14:00

Tastiera bianca, bella ma zozza... lunedì, 20 novembre 2006__00:47 Inviato da: fragrua

Chi di voi non guarda quella briciola o quel capello che si è infiltrato all'interno della Tastiera Apple 109 tasti bianca? Bene, è il momento di smontarla. Unici attrezzi, un cacciavite a croce e uno a stella a sei punte, ma che siano della misura giusta. Poche le regole da seguire: Non dimenticarsi le due viti che uniscono il telaio trasparente alla base bianca, non stringere troppo le viti, non c'è bisogno, montare i cappucci uno per volta ed in ordine consecutivo. Ricordate: Perdere una, due o tre viti, non è una tragedia, perdere un cappuccio di gomma sì! Eccovi allora il Tutorial fotografico per scoprire COME SMONTARE LA TASTIERA BIANCA APPLE. —OraCle Commenti (2) iMaccanici Assistenza Mac http://www.imaccanici.org/article.php?story=smontare_la_109_tasti

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Tutorial iMaccanici  

Test del sistema di condivisione

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