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Anno I Numero III 8 Dicembre 2009 Distribuzione gratuita

Sono terminati i tavoli tecnici di concertazione per la presentazione dei progetti in Regione

La sfida del Piano Strategico La città punta su Parco Archeologico, Centro distribuzione urbana e fiume Sabato L’EDITORIALE

di Francesca des Loges Fiume Sabato, Parco Archeologico, Centro distribuzione urbana (Cdu), sono questi i principali progetti che Atripalda ha presentato nell’ambito dei finanziamenti europei che saranno destinati al Piano Strategico. I tavoli di concertazione si sono chiusi soltanto pochi giorni fa e hanno segnato una vera e propria svolta per i comuni dell’area metropolitana ovvero Avellino, Atripalda, Aiello del Sabato, Mercogliano e Monteforte Irpino. In palio molti milioni di euro che la cittadina del Sabato potrebbe utilizzare per rilanciare la sua economia (il Cdu dovrebbe essere realizzato nell’area a ridosso del Fenestrelle, tra via Filande e via Pianodardine consentendo la riqualificazione e la messa in sicurezza di un tratto di strada spesso soggetto a esondazioni ), la sua storia (nel progetto del Fenestrelle dovrebbe essere inclusa anche la riqualificazione dello storico palazzo Caracciolo, ormai abbandonato da decenni nel degrado e nell’abbandono) e il suo ambiente (due sono i progetti presentati per la rinaturalizzazione del fiume Sabato e del fiume Fenestrelle). Il principio guida individuato nel corso dei tavoli di confronto è stato quello della mobilità: la metropolitana leggera passerà proprio per Atripalda che, negli anni ‘50 vide nascere la prima linea urbana di mezzi pubblici. Altro punto qualificante sarà il Parco Archeologico: il Comune è riuscito a inserire il progetto del finanziamento del secondo lotto degli scavi archeologici soltanto in extremis. Ovviamente Avellino, comune capoluogo, farà la parte del leone: ospiterà, infatti, la Cittadella del Sociale, la Cittadella Scientifica e le principali strutture di servizi ai cittadini (progetto cablaggio e reti wireless). «Nel corso dei tavoli - dichiara il consigliere delegato all’urbanistica Luigi Tuccia - abbiamo seguito il principio ispiratore dell’inclusione di Atripalda nel panorama provinciale, non solo attraverso l’implementazione dei mezzi di trasporto, ma anche cercando di ammagliare culturalmente la cittadina del Sabato con il resto della Provincia. La sfida del Piano Strategico si gioca proprio sull’interazione fisica e culturale di diverse realtà cittadine».

Una scommessa vincente di ALFONSO PARZIALE

A

In uno speciale, i principali avvenimenti dell’anno appena trascorso

Il 2009 di Atripalda I principali fatti e avvenimenti che hanno caratterizzato l’anno appena trascorso scanditi dal passare dei mesi: l’idea dell’annuario nasce da qui. La visita del giudice Cassese, lo scippo dell’Antica Abellinum, lo sdoppiamento e il trasferimento del mercato, la vendita del Centro PMI, la crisi economica, la sconfitta alle elezioni provinciali e l’arrivo di Gianni Morandi, queste le più importanti vicende che hanno animato la vita di amministratori e cittadini, in alcuni momenti anche tra polemiche e manifestazioni eclatanti. Dodici pagine che raccontano l’anno appena trascorso ad Atripalda. LO SPECIALE ALL’INTERNO

PRIMO PIANO

«Il mio anno politico» Punti di vista differenti della politica atripaldese rispetto all’anno appena trascorso. «Non sono soddisfatto di quello che è stato fatto fino ad oggi, inutile nasconderlo. Mi piacerebbe essere ancora più vicino alle fasce deboli della popolazione, agli anziani, a chi vive nelle periferie. Mi piacerebbe garantire una casa dignitosa a tutti quelli che ne hanno bisogno, senza dover ricorrere a graduatorie o selezioni», così il sindaco nella sua lettera inviata ai cittadini.

nche il 2009 è pronto per essere archiviato. Un anno ricco di traguardi per AtripaldaNews, mentre si avvicina un 2010 con tante novità in cantiere. In questi mesi che ci lasciamo alle spalle la nostra testata si è rafforzata e radicata sempre di più, una piattaforma multimediale di giornalismo tra reportage, videointerviste, speciali, sondaggi ed il primo Tg flash settimanale interamente dedicato ai principali avvenimenti della cittadina del Sabato. Una sfida partita tra timori, preoccupazioni e anche un generale scetticismo ma con il tempo divenuta realtà forte, apprezzata e seguita quotidianamente da oltre mille contatti giornalieri per centocinquantamila visitatori in un anno. AtripaldaNews è diventata così giornale online di confronto e riferimento per le altre testate provinciali, per quanto riguarda i fatti della città. Ma le sfide non sono finite qui. Dopo il grande successo riscosso dei primi due numeri, ecco il nuovo cartaceo. Due le novità di questa edizione: la formula dell’annuario attraverso la quale ripercorrere i principali fatti accaduti durante l’anno ed il calendario 2010 dedicato alle bellezze femminili della nostra città. Cosa cercheremo di fare nel 2010? Ad inizio dell’anno partiranno nuovi progetti, procederemo al potenziamento della redazione, dando sempre più spazio ai voi lettori attraverso forum e sondaggi, fiori all’occhiello della nostra community. Come sempre non posso esimermi dal ringraziare tutti quelli che lavorano nell’ombra, poco conosciuti ma altrettanto vitali per tutta la struttura, nonché ai nostri inserzionisti che hanno creduto in noi nonostante lo scetticismo iniziale. Un grazie anche alla giovane redazione per il loro tempo, la passione, la pazienza e l’amore che quotidianamente ha messo a disposizione nel redigere gli articoli e gli speciali e ai quali va il mio più sincero grazie; al pool editoriale dell'associazione culturale "Amica", che ha impresso una spinta enorme alla qualità ed alla crescita del nuovo portale e delle edizioni cartacee, al pool grafico sempre pronto a creare una veste moderna, semplice da consultare, completa e molto bella. Detto questo non mi resta che augurarvi, da parte mia e da tutta la redazione, i più sinceri auguri di un sereno Natale e uno splendido 2010.

«Consegniamo al 2010 una città triste e con tanti problemi, vecchi e nuovi, irrisolti. L’opposizione ha tentato di dare un contributo segnalando problemi grandi e piccoli, proponendo soluzioni ma, quasi sempre, è stata inascoltata», così Del Mauro, mentre Prezioso: «L’anno che si sta per concludere sarà ricordato da me e dai miei sostenitori, come anno della trasformazione di Alleanza Nazionale in Popolo della LiALLE PA bertà». PAGINE 2 E 3

IL CALENDARIO

Dodici mesi insieme alle nostre bellezze Dodici ragazze per dodici mesi, novità assoluta per la terza edizione del cartaceo di AtripaldaNews e in generale per la cittadina del Sabato. Il calendario della più belle ragazze del nostro paese: studentesse, commesse, modelle, impiegate e professioniste selezionate dalla nostra redazione. Tutte rigorosamente atripaldesi nella loro quotidianità e tutte accomunate dallo stesso entusiasmo e voglia di ALLE PAGG. 12-13 accompagnare la nostra avventura editoriale.


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Massimiliano Del Mauro (Pdl - Adc): «Consegniamo al 2010 una città triste e con tanti problemi, vecchi e nuovi, irrisolti. L’opposizione ha tentato di dare un contributo segnalando problemi grandi e piccoli, proponendo soluzioni ma, quasi sempre, è stata inascoltata. Abbiamo chiesto noi la regolamentazione del patrimonio comunale e quella relativa al conferimento di incarichi e consulenze. Dall’inizio della consiliatura abbiamo indicato problemi di bilancio e deficit di gestione riscontrati, poi, da tutti. Sarebbe troppo lungo elencare le tante interrogazioni ed interpellanze prodotte, da quelle riguardanti i problemi minori a quelle relative a questioni urbanistiche o finanziarie. Concentriamoci a parlare del nuovo anno, di quello che ci aspettiamo e quello che si dovrebbe fare. Sarebbe il caso di cominciare a studiare soluzioni ai problemi delle periferie, dai tanti gravi di c.da Alvanite, a quelli che pure meritano attenzione di c.da Giacchi, via Serino e Cerzete, anche se non realizzabili tutti nell’immediato. Sarebbe bello se riuscissimo a coinvolgere, com’era anni fa, i cittadini nelle questioni amministrative. Questa è una sfida per l’intero Consiglio Comunale. Un anno fa con il capogruppo del PD ipotizzammo di convocare sedute monotematiche con all’ordine del giorno le sole interrogazioni ed interpellanze. Si immaginò di convocarle nei pomeriggi in cui il municipio è aperto per contenere i costi e che sarebbe bastata la sola presenza degli interroganti e dei delegati destinatari dell’interrogazione anche senza numero legale. Insomma un question time in piena regola. Speriamo di introdurre questa novità per Atripalda nel 2010. Ad oggi, da questa maggioranza non una parola e mai un provvedimento a sostegno di un settore provato, come quello del commercio, ma solo interventi penalizzanti. A giugno 2009 abbiamo proposto l’istituzione di una commissione consiliare per la verifica della convenzione fra Comune e Cosmari, la maggioranza ha respinto la richiesta, ma i problemi restano sotto gli occhi di tutti. I cittadini stanno pagando molto caro un servizio oggettivamente scadente. Il Sindaco ha pensato di risolvere qualche problema con un estemporaneo rimpasto di giunta. Il risultato? Di male in peggio. In conclusione l’elenco delle cose da fare è molto lungo. Vanno affrontati i problemi della viabilità e dei parcheggi sperando che si riesca finalmente a parlare dei lavoratori della cooperativa che, ad oggi, hanno un futuro molto incerto. C’è da risolvere quelli delle periferie, quelli del commercio e del mercato, quelli dell’edilizia scolastica che necessita di interventi al pari della biblioteca. Va gestito meglio il notevole patrimonio comunale evitando così la vendita del centro servizi. Va migliorato il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti rendendolo possibilmente meno costoso. Bisogna bonificare via San Lorenzo procedendo allo smantellamento delle baracche. Non sarebbe sbagliato installare telecamere ( possibilmente vere) per controllare la villa comunale ( il bullismo è un fenomeno dal quale non siamo immuni). Va bonificato il fiume Sabato. Circa quest’ultimo punto occorre ricordare che il fiume lungo il

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Un inanno Comune suo corso tocca più comuni ed Atripalda è a valle del problema. Quindi un progetto serio di riqualificazione prevede il coinvolgimento di almeno cinque amministrazioni. Noi invece abbiamo sprecato soldi per l’affissione di cartelli lungo le ringhiere che indicano il divieto di gettare rifiuti nel fiume come se davvero ci fosse chi pensa sia consentito, in stile selvaggio west dove si chiedeva di non sparare al pianista. Le cose da fare elencate sono tante e purtroppo non sono tutte. L’opposizione tutta ne è consapevole ed ha voglia di contribuire a migliorare Atripalda. Speriamo quindi finisca l’arroccamento della giunta Laurenzano». Antonio Prezioso (Pdl): «L’anno che si sta per concludere sarà ricordato da me e dai miei sostenitori, come anno della trasformazione di Alleanza Nazionale in Popolo della Libertà. La nascita della casa comune del centrodestra, ha determinato la costituzione del gruppo consiliare del PDL, che vede in me l’unico coerente ed orgoglioso rappresentante nel comune di Atripalda. Un anno di opposizione, un anno di battaglie

contro gli sprechi. Questo il tema portante, dell’azione consiliare, dalla mia dura opposizione a quel malcostume fatto di sprechi delle risorse finanziarie dei contribuenti. Questo è stato un anno all’insegna della svendita dei beni immobili di Atripalda, abbiamo assistito al continuo impoverimento del patrimonio immobiliare del nostro comune. Prima la messa in vendita dell’area PIP di via Appia, gli appartamenti di via Belli, la scuola di san Gregorio e per ultimo il Centro Servizi di contrada san Lorenzo. La mia azione in consiglio ha cercato in tutti i modi di vanificare tali alienazioni, che da sole servono a tamponare momentaneamente i problemi di liquidità del nostro comune, ma se non si interviene sulla qualità della spesa, non si arriverà mai a creare quella inversione di tendenza nella spesa pubblica, che tutti ci aspettiamo. Ho puntato più volte il dito sulle spese legali del nostro ente, che sono in continuo aumento e spesso sono irrazionali: ad esempio per opporci alla richiesta di risarcimento danni di po-

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che migliaia di euro di un sinistro, piuttosto che fare una transazione “pacifica”, andiamo a spendere il doppio, per pagare anche le spese legali. Non sono mancate le mie continue segnalazioni di quelli che sono i grandi piccoli disagi quotidiani che gli atripaldesi sono costretti a subire: questioni legate alla viabilità, alla pulizia delle strade, al traffico, alla manutenzione degli impianti di illuminazione. Ultima in ordine di tempo, è la battaglia per il ritorno del Mercato del Giovedì in piazza Umberto I in ossequio all’esito del referendum consultivo del 2004, nel rispetto della tradizione centenaria, nel rispetto delle richieste dei commercianti e dei cittadini atripaldesi. Purtroppo tutti sappiamo come è andata a finire, io, insieme ad un altro consigliere, sono stato l’unico a votare contro l’ipotesi parco delle Acacie - via San Lorenzo - via Ferrovia. Ora sono al fianco, senza strumentalizzazioni di sorta, di quel gruppo di cittadini che vuol tenere alta l’attenzione sulla questione mercato».


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«Emergenze e difficoltà ma tante soddisfazioni» Lettera aperta del sindaco Laurenzano, al giro di boa della sua Amministrazione «Caro concittadino, mi sforzo quotidianamente di ascoltarti, di parlarti e di cercare di capire le tue idee, le tue sensazioni e la soddisfazione rispetto al lavoro fatto dall’Amministrazione e rispetto a quello che resta da realizzare. Mi scuso, se non sempre sono riuscito ad interpretare i tuoi bisogni, le tue aspirazioni e i tuoi desideri. Sappi che le mie giornate e quelle di tutta la mia giunta sono trascorse alla ricerca di uno sforzo, di uno slancio e di un impegno che potesse migliorare la nostra cittadina: non ho nulla da rimproverare a nessuno in quanto a impegno e dedizio-

«Il 2009 è stato molto intenso: mi aspetto di più in futuro»

ne. Ho percepito la sensibilità, ho acquisito la disponibilità e la voglia di lavorare di tutti gli amici della maggioranza, nonostante le difficoltà economiche e organizzative, legate ad una difficile situazione delle finanze comunali e ad un personale che continua ad invecchiare e che non è possibile sostituire in tem-

pi rapidi. Non ho intenzione di nascondermi dietro a carenze o difficoltà ma è giusto che tu sappia tutta la verità: sin dal mio arrivo nella casa comunale ho preteso chiarezza e trasparenza. Per fronteggiare queste gravi difficoltà, abbiamo imboccato due strade molto difficili e anche impopolari: la valorizzazione e alienazione del patrimonio comunale e la lotta all’evasione tributaria. Il Comune si è impegnato in prima persona, in questo senso, con il trasferimento del Comando di Polizia Municipale dall’attuale sede nella casa comunale: un’azione che ci permetterà di risparmiare denaro pubblico e di garantire la sicurezza degli impiegati comunali. Ma non solo, va in questa direzione anche il trasferimento del Centro per l’Impiego in una parte dell’appartamento comunale di via Belli, oggi abbandonato: i comuni consorziati e la Provincia parteciperanno alle spese di fitto, utenze e manutenzio-

ne. Una task force comunale, costituita ad hoc, avrà il compito di contrastare l’evasione della tasse Ici e Tarsu e ci aiuterà a realizzare una politica fiscale finalmente equa, giusta e solidale. Amministrare, sai bene però, significa anche programmare, ideare, sperimentare e sensibilizzare. Il mio sogno è

ridare dignità e splendore al salotto buono della città: piazza Umberto I. Siamo partiti dal cinema Ideal che, dopo anni di degrado e abbandono, si appresta a ritor-

ne. Dibattiti - convegni contro l’abuso di alcol e droghe, incontri culturali e appuntamenti formativi sono stati all’ordine del giorno nel corso dell’anno.

nare alla luce: la famiglia Troncone ha ultimato, in sinergia con il nostro Utc, il lavoro burocratico e quello di progettazione. Atripalda riavrà uno dei suoi simboli storici e culturali di sempre. Il secondo passo è rappresentato dal monumento ai caduti: realizzeremo presto la re-

Non posso ancora non ricordare il progetto per la realizzazione di un centro diurno nell’area dell’ex Volto Santo (i lavori cominceranno a breve), la riqualificazione del Centro Aprea, il nuovo piano traffico e sicurezza stradale che ha coinvolto il centro storico, l’approvazione della nuova toponomastica. Non sono

«Gli amici della maggioranza hanno lavorato con impegno e dedizione per il bene di Atripalda, ma resta ancora tanto lavoro da fare per centrare gli obiettivi del nuovo anno»

cinzione che è stata rimossa scelleratamente qualche anno fa e ristruttureremo completamente la statua, grazie anche alla filantropia di aziende e cittadini atripaldesi emigrati all’estero. Il terzo passo, infine, è la Dogana dei Grani: continuerò la mia battaglia affinché Atripalda si riappropri dell’edificio che dovrà diventare luogo di incontro e di cultura, una galleria di collegamento tra piazza Umberto I e piazza Sparavigna. Finalmente il mercato settimanale ha acquistato dignità, ordine e disciplina: la sistemazione nel Parco delle Acacie rappresenta una conquista di civiltà per tutti noi e per quegli atripaldesi costretti da anni a subire bancarelle, caos, smog e inquinamento, prigionieri nelle proprie abitazioni. I giovani sono e restano il nostro futuro: a loro abbiamo dedicato attenzione e iniziative di sensibilizzazio-

mancate, purtroppo, le emergenze che insieme abbiamo dovuto affrontare. I giorni terribili successivi all’ordinanza di chiusura della clinica Santa Rita, emessa dai Nas, per carenze igienico – sanitarie. Fui costretto a sospendere le attività di alcuni reparti ma, parallelamente e grazie all’ottimo lavoro svolto dagli uffici comunali, fummo in grado di attivare le procedure burocratiche e amministrative che ci permisero di salvaguardare i livelli occupazionali. I lavori di riqualificazione portati avanti dalla proprietà, poi, ci permisero di restituire in tempi rapidi a te e alla città una clinica moderna e tecnologica. L’incendio dell’azienda Irpinia Recuperi ha destato allarme e preoccupazione per l’inquinamento del territorio e dell’ambiente: abbiamo chiesto immediatamente controlli e rilevazioni attente e periodiche sull’aria e sul

terreno. Il livello di attenzione è stato subito alto e i dati dell’azione di monitoraggio sono stati resi pubblici, dandone comunicazione a tutto il consiglio comunale, ai mass media e, ovviamente a te. Per fortuna, ma anche grazie alla professionalità di vigili del fuoco, tecnici Arpac, uomini della Protezione Civile, Forze dell’Ordine e al senso civico della proprietà dell’azienda è stato evitato un disastro ambientale, così come ci confermano i rilevamenti dell’Arpac. Le sfide per il futuro si chiamano Parco Archeologico e fiume Sabato, entrambi inseriti nei finanziamenti europei destinati alla realizzazione del Piano Strategico. Il destino di Atripalda passa dalla valorizzazione delle potenzialità del territorio e della sua cultura: continueranno gli scavi dell’antica Abellinum, un vero e proprio patrimonio archeologico dell’umanità che difenderemo ad ogni costo. Il nostro futuro occupazionale è fortemente legato allo sviluppo della Civita. Così come è legato al fiume Sabato, che rinascerà grazie alla rinaturalizza-

zione del suo letto e ai controlli attenti e mirati contro l’inquinamento selvaggio che ormai lo segnano da anni. Non sono soddisfatto di quello che è stato fatto fino ad oggi, inutile nasconderlo. Mi piacerebbe essere ancora più vicino alle fasce deboli della popolazione, agli anziani, a chi vive nelle periferie. Mi piacerebbe garantire una casa dignitosa a tutti quelli che ne hanno bisogno, senza dover ricorrere a graduatorie o selezioni; mi piacerebbe offrire un sussidio alle famiglie indigenti e un posto di lavoro ai giovani che ogni giorno di ricevimento mi chiedono aiuto. Non mi è possibile, purtroppo. Non ho mai fatto promesse assurde e non comincerò certo adesso con te: posso solo continuare a garantirti il massimo impegno, la massima dedizione e un amore incondizionato per la nostra terra e la nostra città anche per il 2010 e per tutti gli anni a venire». Aldo Laurenzano


Atripalda, il racconto di dodici mesi I principali avvenimenti che hanno segnato l’anno appena concluso, tra la crisi economica, trasferimento del mercato settimanale, scippo dell’antica Abellinum, vendita del patrimonio comunale e l’arrivo di Gianni Morandi

AtripaldaNews.it Quotidiano on-line di Atripalda Registrazione Tribunale di Avellino n° 7/08 del 30/10/2008 EDITO DA: Associazione Culturale “Amica” Via Roma 100 - 83042 Atripalda (AV) DIRETTORE RESPONSABILE: Alfonso Parziale REDAZIONE: C/da Santissimo, 34 - 83042 Atripalda(AV)

Tel e Fax: 0825 626879 PUBBLICITÀ: Associazione Culturale “Amica” Email: commerciale@atripaldanews.it Tel: 0825 626879 S T A M P A: Tecnoprint srl Atripalda (Av) Le collaborazioni sono a titolo gratuito


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Gennaio Il giudice della Corte Costituzionale è stato protagonista nell’aula consiliare

Tutti in piedi... c’è Cassese «Nella mia vita sono stato esploratore e geografo. Puntiamo sui nostri giovani» E’ stata una giornata surreale quella del 23 gennaio nella cittadina del Sabato. Gli atripaldesi hanno accolto nella cittadina del Sabato Sabino Cassese, giudice componente della Corte Costituzionale, un vero e proprio luminare, un punto di riferimento per le istituzioni nazionali. Lui e altri quattordici giudici hanno il compito di custodire la cosa più preziosa della Repubblica Italiana: la Costituzione. C’è anche la sua firma nella bocciatura del Lodo Alfano che tanto ha fatto discutere e farà discutere negli anni a venire la politica italiana. Un incontro che ha visto la partecipazione compatta ed entusiastica della maggior parte degli atripaldesi, di studiosi, amministratori, consiglieri ma anche semplici cittadini, curiosi ed entusiasti di ascoltare un loro paesano che svolge un ruolo di primissimo piano nel Paese. E lui, Sabino Cassese non ha deluso le aspettative: è stato cordiale, disponibile, umile e immensamente istruttivo. «Il professore Marenghi mi ha chiesto di parlarvi del tema misterioso intitolato “Tra ricordi e diritto”, in pratica mi chiede di parlare di me stesso. Ma sarebbe troppo riduttivo, ecco perchè voglio soffermarmi sugli irpini e sulla metafora mutuata dal Piccolo Principe del geografo e dell’esplo-

ratore. Lo si trova nel passaggio in cui il principe arriva al settimo pianeta, nel momento in cui si confronta con un geografo intento nello studiare, seduto al suo tavolo, le cartine. Il geografo non si muove, ma affida all’esploratore il compito di approfondire e di visitare i luoghi che lui studia e vede soltanto attraverso le cartine. Ebbene, noi atripaldesi e irpini sappiamo essere bravi esploratori e geografi: io stesso ho insegnato per quasi cinquant’anni ma allo stesso tempo sono stato nominato in numerose commissioni e università di tutto il mondo. Tuttavia, il buon esploratore – geografo deve avere tre caratteristiche: una buona scuola e dei buoni maestri (personalmente ho studiato alla Scuola Normale di Pisa, ho vissuto insieme a Sturzo i suoi ultimi tre anni di vita, ho insegnato nell’Università di Roma con giuristi del calibro di Galasso e alla facoltà di Economia della Università di Ancona con Andreatta. La seconda caratteristica è quella di mantenere un forte legame con il passato da un lato e un al-

trettanto accentuato senso del progresso dall’altro. Dobbiamo fare in modo che chi viene a visitare il nostro Paese sia attratto da ciò che abbiamo realizzato noi e non solo dalle opere dei nostri antenati. Per far sì che ciò avvenga, dobbiamo recuperare il senso del diritto come studio della società nel suo complesso, abbandonando i limiti del nazionalismo e del nozionismo. La terza caratteristica è quella di essere dei buoni maestri e, pertanto, essere disposti a rischiare il tradimento e le bugie da parte dei discepoli. Ma un maestro non è tale senza discepoli, pertanto, ho sempre avuto tanti discepoli, correndo i rischi correlati ma cercando di reinterpretare la sua funzione stessa. Se dovessi ricapitolare in una formula la metafora di geografo – esploratore ricorrerei a quella che ho trovato in un documento americano (la metafora del giardiniere): il giardiniere ha successo nel suo lavoro, quando il seme piantato proviene da una pianta robusta, il terreno è fertile, il vento e la pioggia sono clementi

e la sua pianta riesce a sopravvivere nella lotta contro le altre piante. Solo se si verificano queste condizioni, allora la sua pianta potrà crescere e allo stesso tempo il geografo – esploratore». E’ stato questo il suo intervento: una vera e propria lezione universitaria resa semplice e accessibile ad una platea che ha ascoltato entusiasta e rapita.


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Febbraio Una sentenza del Tar ha rischiato di strappare il Parco Archeologico ad Atripalda

Giù le mani da Abellinum Una vera e propria mobilitazione politica trasversale e sociale ha evitato lo scippo Che Atripalda abbia rischiato seriamente di perdere il parco archeologico di Abellinum resterà per sempre un dubbio. Ma la mobilitazione cittadina e provinciale che si è generata testimonia concretamente quanto siano importanti gli scavi dell’antica Civita di via Manfredi. Tutto è cominciato con una comunicazione della Soprintendenza ai Beni Archeologici di Avellino e Salerno che riportava la notizia di una sentenza del Tar di Salerno depositata il 12 gennaio 2009 - che stabiliva che, entro 40 giorni, l'area di Abellinum espropriata alla famiglia Dello Iacono dal Ministero per i Beni Culturali ed oggetto, solo negli ultimi 25 anni, di numerose e fruttuose campagne di scavo, va restituita dal Ministero che la detiene sine titulo. Una notizia che ha sollevato inizialmente un coro di sconcerto e di polemiche e poi una vera e propria mobilitazione provinciale di cittadini e istituzioni. Immediatamente l’Amministrazione comunale di Atripalda, quella di Avellino e la stessa Soprintendenza si sono mobilitati per evitare un vero e proprio scippo alla comunità di un patrimonio di inestimabile valore storico e archeologico. Il sindaco Aldo Laurenzano, l’assessore alla Cultura Adamo, l’assessore alla Cultura di Avellino Salvatore Biazzo e l’architetto Matteo Sessa

della Soprintendenza dei Beni Culturali di Avellino e Salerno hanno mostrato la ferma determinazione a mettere in campo tutte le iniziative utili per evitare il peggio. La Sovrintendenza, in tempi rapidissimi, aveva presentato al Ministero la richiesta di un nuovo esproprio. A lasciare perplessi, oltre alla inusualità della decisione, anche la tempistica: il contenzioso tra la famiglia Dello Iacono, proprietaria del fondo, e il Ministero dei beni culturali si trascinava oramai da anni. La sentenza del Tar, esecutiva a febbraio, era stata emessa circa un anno fa e non aveva trovato alcuna opposizione. Insomma, una situazione con molta lati oscuri e, probabilmente, con molte responsabilità da parte della stessa Soprintendenza che aveva trascurato, più o meno colpevolmente, una sentenza esecutiva del Tar. Ma le istituzioni hanno fatto quadrato, mobilitando anche il Parlamento: la senatrice Diana De Feo produce un’interrogazione parlamentare che fa molto parlare e discutere anche gli ambienti istituzionali della capitale. Il sindaco Laurenzano convoca una conferenza stampa che vede la partecipazione compatta non solo della maggioranza ma anche di esponenti dell’opposizione e dell’Amministrazione comunale del capoluogo. La mobilitazione sortisce gli effetti

ancora degli aspetti oscuri che non sono stati chiariti e che, probabilmente, ha generato più confusione del necessario. Il Parco Archeologico resta una risorsa importante per la cittadina del Sabato e per l’intera provincia ma, nonostante il lavoro delle due istituzioni, non si riescono a reperire i fondi necessari per la sua rivalorizzazione e per completare gli scavi del decamus che potrebbe riservare scoperte fondamentali per capire il modo di vivere dei Romani. Una denuncia che è stata fatta proprio dal Soprintendente

sperati e, qualche giorno dopo, la stessa Soprintendenza, in un comunicato ufficiale, fa sapere di aver ottenuto un nuovo decreto di esproprio, «notificato al Commissario ad Acta, all'Avvocatura Distrettuale di Salerno, ai legali dei Signori Dello Iacono e che a parere dell'Avvocatura Generale dello Stato, paralizzerebbe gli effetti della sentenza del Tar di Salerno», è questo il passaggio più significativo della nota che il Soprintendente Archeologo Maria Luisa Nava ha inviato al primo cittadino Aldo Laurenzano, sulla vicenda del Parco Archeologico di Abellinum. Allegata alla nota della Soprintendente anche il parere dell'Avvoca-

tura di Stato e una ulteriore precisazione della Nava sul lavoro svolto nell'intera vicenda: «In merito al fatto che questa Soprintendenza possa essere considerata tardiva nell'attivarsi contro gli effetti della sentenza, le faccio presente che questa Soprintendenza, allorchè il 16 febbraio le è stata notificata la sentenza - continua la nota della Nava - si è immediatamente attivata sia presso l'Avvocatura distrettuale di Salerno, sia presso l'Avvocatura Generale dello Stato, e che, solo dopo che le stesse avevano risposto negativamente, ha potuto agire, così come consigliato dall'Avvocatura Generale dello stato nella nota del 18 febbraio. In

definitiva, tutto quanto sopra esposto sta ad indicare chiaramente come la Soprintendenza si sia più che tempestivamente ed assiduamente adoperata per la difesa dell'area archeologica di Atripalda e dei nostri comuni interessi». Si chiude così una vicenda paradossale che ha

capo Maria Luisa Nava che ha lamentato la mancanza di fondi e lo scarso interessamento da parte delle istituzioni nazionali. Atripalda, intanto, aspetta i finanziamenti per oltre due milioni di euro che potrebbero far rinascere tutta l’area della Civita.


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Marzo Le probabili soluzioni

L’UNIVERSITA’ DI SALERNO La Facoltà di Giurisprudenza voleva dislocare alcuni laboratori

IL DISTRETTO SANITARIO L’ex Asl Av2 voleva ampliare i servizi offerti

La struttura di via Tiratore giace da anni in uno stato di degrado e abbandono

Ennesima cattedrale nel deserto I residenti chiedono interventi urgenti di messa in sicurezza di tutto il perimetro Per l’Inail, proprietaria dello stabile, l’edificio di via Tiratore vale 7,9 milioni di euro. Per l’Amministrazione comunale e per la stragrande maggioranza dei cittadini che vive nei suoi pressi, non vale assolutamente nulla. E’ questo il paradosso che vive una struttura enorme (circa 12.400 metri quadrati) che oggi versa in condizioni di degrado e di abbandono. Vetri rotti, interni completamente fuori uso, giardino esterno ricoperto di erbacce e di rifiuti di ogni genere caratterizzano questa struttura ormai da anni, sin dall’abbandono dell’ex Asl Avellino 2. Attualmente la struttura è occupata in parte (una minima parte in verità) dall’Arpac di Avellino ma, ben presto, anche l’Agenzia di

tutela e difesa del territorio traslocherà ad Avellino, lasciando

niversità degli Studi di Salerno, ma il fitto chiesto dall’I-

rità e lasciare abbandonata una struttura, piuttosto che far-

forte disaccordo. E’ chiaro che un Ente pubblico non può

Sembra definitivamente tramontata la suggestiva ipotesi Università: l’Inail chiede 40mila euro di fitto al mese l’immobile completamente abbandonato. «Il caso della struttura di via Tiratore è un esempio classico di come siano sperperati i soldi pubblici - chiarisce il sindaco Aldo Laurenzano - abbiamo cercato più volte una soluzione insieme ai vertici provinciali e regionali dell’Inail, ma ci siamo trovati sempre di fronte ad un muro di gomma, bloccati da processi burocratici ormai obsoleti. L’Amministrazione comunale ha cercato di fare da tramite tra Enti pubblici, individuando anche due soggetti che avevano manifestato un interesse concreto per avere la struttura. Mi riferisco al Distretto Sanitario di Atripalda e alla Facoltà di Giurisprudenza dell’U-

nail, quarantamila euro all’anno per una struttura in pessime condizioni è assolutamente improponibile. Insomma si preferisce spendere soldi per la manutenzione, poca in ve-

la fruttare in qualche modo. Un atteggiamento che mi trova in

sborsare quelle cifre astronomiche e, sicuramente, la mia Amministrazione comunale non farà speculazioni e cambi di destina-

zione che qualcuno, in maniera irresponsabile, ha pure ipotizzato». L’Inail, intanto, ha promesso una messa in sicurezza entro l’anno e l’installazione di alcune telecamere di sorveglianza lungo il perimetro della struttura, facendo intendere che, in un prossimo futuro, l’edificio potrebbe ospitare alcuni uffici della sede centrale di Avellino.


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Aprile La crisi in Irpinia Le fabbriche irpine subiscono l’onda della crisi nazionale che riduce notevolmente le commesse, costringendole ad abbattere la produzione e ricorrere alla Cassa Integrazione La protesta pubblica delle cassiere di Progress contro la decisione dell’azienda di avviare le procedure di licenziamento, a causa della difficile situazione economica

La situazione economica nazionale mette in difficoltà numerose aziende cittadine

La crisi arriva anche in città Tecnostampi, Fma, Almec e anche Progress costrette a ridurre il proprio personale La crisi economica e la recessione si abbatte anche sulla cittadina del Sabato. Emergenza lavoro alla «Tecnostampi» del nucleo industriale di Pianodardine, dove lavorano decine di famiglie atripaldesi e la "Fma" di Pratola Serra, altra grande industria in cui lavorano centinaia di atripaldesi, dove gli operai e i sindacati sono da mesi mobilitati a difesa del posto di lavoro. Esplode la vertenza alla "Progress" di via Circumvallazione con la protesta delle dipendenti: per ben sedici lavoratrici l'azienda del gruppo Capaldo Spa firma la procedura di licenziamento collettivo per riduzione di personale. La protesta, andata in scena dinanzi al centro commerciale di via Circumvallazione, tra cartelloni e distribuzione di volantini, ha richiamato l’attenzione e l’interesse provinciale. Le cassiere sono pronte alla mobilitazione per difendere il

proprio posto di lavoro ma allo stesso tempo si augurano che l’azienda riveda le proprie scelte. A fianco ad una rappresentanza delle dipendenti, il sindacato dell'Ugl, con i dirigenti nazionali Giovanni Centrella e Ornella Petillo. «La vertenza Capaldo ha un duplice significato - dichiara Centrella, dirigente nazionale del Settore Metalmeccanici – non solo quello di voler esternalizzare il servizio di cassiere che è il fulcro dei ogni centro commerciale ma anche penalizzare il lavoro delle dipendenti che continuerebbe sotto un’altra società prima attraverso il licenziamento, poi il riassorbimento dalle liste di mobilità, perdendo così tutti quelli che sono gli istituti che hanno avuto in dieci. Perciò non meritano questo trattamento. In un momento di crisi come questo in cui tante aziende avrebbero davvero bisogno di usufruire di fondi pubblici,

l’operato di Capaldo allora non è corretto. Un imprenditore che si rispetti non dovrebbe fare una cosa del genere». Accanto alle lavoratrici anche la dirigente nazionale Ornella Petillo. «Abbiamo deciso di esserci – ha spiegato la Petillo del Dipartimento dei Diritti e Pari Opportunità – perché qui è in gioco il posto di la-

voro di lavoratrici madre, alcune di loro monoreddito e con figli a carico e questa condizione deve essere riconosciuta. Lavoratrici che hanno dato tanto e che hanno fatto crescere l’azienda per oltre quindici anni. Chiediamo perciò che vengano rispettate». Ma non si fa attendere la replica dell’azienda con un comunicato stampa. «La Capal-

do Spa non licenzia ma esternalizza. E chi vuole può continuare a lavorare! Il rifiuto di soluzioni di mediazione portate avanti dall’ottobre 2007, il rifiuto anche del mantenimento dello status quo, formalizzato nel verbale del 5 novembre 2008, ha indotto l’Azienda a decidere per la esternalizzazione come l’unica strada per ovviare alla

indisponibilità delle dipendenti addette e parimenti conseguire la maggiore efficienza voluta senza aggravio di costi, anzi con una riduzione. Come previsto dal CCNL, la procedura di esternalizzazione aperta dall’Azienda con lettera del 2 febbraio 2009 ha introdotto, su richiesta delle quattro OO.SS. presenti, l’apertura di un tavolo di confronto con l’Appaltatore del servizio, previsto proprio dal CCNL con l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione; dal tavolo è emersa la disponibilità dell’appaltatore e l’interesse di alcune lavoratrici a conservare il posto di lavoro. Precisato che alle Organizzazioni Sindacali, né singolarmente né collettivamente, non è dato di impedire che l’Azienda attui una misura organizzativa che rientra nella sua sfera di autonomia e responsabilità, la via del negoziato resta la sola capace di tutelare concretamente gli interessi delle lavoratrici».


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Maggio La tornata elettorale per la Provincia è stata dominata dal candidato del Pdl Sibilia

Una sconfitta per Atripalda Divisioni, polemiche e malumori hanno frammentato il voto e generato confusione I candidati atripaldesi

Alla fine a rimetterci è stata la cittadina del Sabato: in consiglio provinciale non siede nessun rappresentante di Atripalda. Questo è stato il verdetto delle urne a maggio, dopo la campagna elettorale per le provinciali che ha visto trionfare il candidato del Centrodestra Cosimo Sibilia. Una cavalcata trionfale favorita principalmente da due aspetti: il bassissimo gradimento di Alberta De Simone in Alta Irpinia e nella zona del Tricolle - Ufita (dove il suo concorrente ha fatto registrare risultati bulgari) e molte scelte sui candidati che si sono rivelate degli errori

La nostra comunità non avrà propri rappresentanti in Provincia politici grossolani e determinanti ai fini del risultato elettorale. Un esempio eclatante è rappresentato proprio da Atripalda, dove la discesa in campo dell’attuale assessore Maurizio De Vinco (“pretesa” dai piani alti del Partito Democratico) ha impedito, di fatto, al candidato ufficiale del Pd Gioacchino Guerriero di conquistare un posto nell’assise provinciale. Giuseppe Moricola ha sentitamente ringraziato i candidati atripaldesi e ha occupa-

to un posto tra gli scranni di palazzo Caracciolo. Atripalda resta con nulla in mano e le difficoltà sono anche maggiori se si considera che il sindaco Aldo Laurenzano guida l’Amministrazione con una maggioranza di Centrosinistra. Processi, polemiche e discussioni che si sono susseguite dopo le elezioni non hanno risolto l’equivoco nei partiti: le posizioni restano tutt’ora divise sia all’interno del Centrodestra che del Centrosinistra, dove tutti scarica-

no le responsabilità della mancata elezione sull’altro. Insomma resta l’amarezza per l’esclusione ma nessuno ha intenzione di assumersene la responsabilità politica e dare conto ai cittadini. I proclami, nel corso della campagna elettorale, non erano certo mancati: i candidati avevano promesso che si sarebbero occupati di tutto e di tutti, con tanto di programma elettorale e comizi pubblici. Ha

di che recriminare il candidato del Pd Gioacchino Guerriero che è stato il più votato della cittadina del Sabato e della sua circoscrizione, ma il pessimo risultato fatto registrare dalla De Simone gli ha letteralmente taglia-

to le gambe. Discorso simile per Antonio Prezioso che, pur potendo contare sul “marchio” Popolo della Libertà, associato al nome di Silvio Berlusconi resta fuori dalla maggioranza provinciale per incomprensioni all’interno del gruppo atripaldese. I suoi rapporti politici non certo idilliaci con l'altro consigliere del Pdl Massimiliano Del Mauro gli hanno negato quelle risorse che si sarebbero potute rivelare indispensabili per l’ascesa politica. Paolo Spagnuolo, nonostante la dispendiosa campagna elettorale ha soltanto sfiorato l’impresa, ma anche lui sconta un mancato accordo con il candidato di Mpa, Vincenzo Moschella che gli sarebbe potuto tornare molto utile in chiave voti e percentuali. Il giovane di casa Moschella (suo zio è consigliere comunale) ha colto un buon risultato, cullando, pure lui, sogni di gloria poi sfumati.


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Giugno Uno dei simboli di Atripalda vive uno stato di profondo degrado e abbandono

Il Sabato si tinge di rosso I progetti elaborati da Provincia e Comune sono dimenticati. Si spera nel Piano Strategico Il fiume Sabato e l'ambiente ritornano prepotentemente al centro dell'attenzione pubblica e dell'agenda politica. Complice anche il rimpasto in giunta voluto dal sindaco Aldo Laurenzano che ha avvicendato Franco Landi con Maurizio De Vinco, il settore ambiente ha ricevuto un nuovo impulso e slancio. Tuttavia, le sorti del torrente che rappresenta il simbolo di Atripalda sembrano segnate da tempo, a causa del livello di acqua troppo basso e del livello di inquinamento troppo alto. I progetti proposti sia dall'Amministrazione comunale che dall'Amministrazione provinciale non hanno visto ancora la luce, per una serie di problemi sia di natura burocratica che politica. L'ultima chance per riportare in vita il fiume è legata a doppio filo ai finanziamenti

del Piano Strategico: il progetto è stato inserito tra quelli che richiedono il finanziamento europeo, ma tutto resta ancora in bilico. Nel mese di ottobre, le sue acque sono diventate improvvisamente rosse a causa del tannino, una sostanza vegetale simile a quella che si deposita sul fondo delle bottiglie di vino rosso, utilizzata nella lavorazione delle castagne. Un episodio che ha sollevato un coro di polemiche e di sdegno sia nell'opinione pubblica che tra i consiglieri comunali e provinciali. In quell’occasione, l’assessore delegato all’Ambiente Maurizio De Vinco presentò una formula denuncia ai ca-

rabinieri della stazione di Atripalda che hanno avviato una serie di controlli su tutto il territorio provinciale per risalire ai responsabili degli

sversamenti abusivi nel fiume. Parallelamente l’assessore ha promosso un sistema di controllo e di videosorveglianza nei punti più delicati della cittadina del Sabato, con lo scopo di limitare al minimo

lo sversamento abusivo che caratterizza non solo le periferie ma anche molte zone del centro cittadino. «Il territorio e l’ambiente è un patrimonio della collettività e deve essere difeso e tutelato ha spiegato l’assessore De

Vinco - stiamo attuando una serie di iniziative di sensibilizzazione, perché siamo convinti che le istituzioni possono fare molto poco, senza la collaborazione della popolazione». Al fianco della popolazione e della stessa Amministrazione comunale, il corpo di Protezione civile comunale che ha svolto una serie di iniziative fondamentali proprio per il controllo e la tutela del territorio. «Dobbiamo ripartire dal simbolo della nostra cittadina, il fiume Sabato, per rilanciare il territorio e l’ambiente di Atripalda che rappresenta una vera e proprio risorsa culturale e turistica - conclude l’assessore De Vinco - mi auguro che i progetti presentati possano trovare un rapido finanziamento. Noi, nel frattempo, continueremo a vigilare il territorio».


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Luglio Dopo oltre due mesi di polemiche e scontri, il Consiglio sposta la fiera a Parco Acacie

Mercato, la città si spacca I venditori ambulanti chiedono il ritorno in piazza, ma i residenti non ci stanno La nuova sede del mercato settimanale del giovedì sarà Parco delle Acacie. Lo ha deciso il consiglio comunale, nel corso di una movimentata seduta che è stata il culmine di due mesi di tensioni, polemiche, scioperi, manifestazioni e guerre di manifesti che hanno visto coinvolti commercianti aderenti ad Associa e cittadini residenti nell’area di contrada Santissimo. Tutto è cominciato lo scorso 3 settembre quando un’ispezione congiunta dei Nas di Salerno (il Nucleo antisofisticazione dei Carabinieri) e l’Asl di Atripalda, alla fiera settimanale del giovedì in contrada Santissimo, decretò l’inidoneità dell’area ad ospitare il mercato. La mancata chiusura totale del traffico veicolare, l’assenza di servizi igienici in numero adeguato ai visitatori e agli ambulanti e la mancanza di punti acqua e luce per i venditori ittici: queste le motivazioni principali che spinsero i Nas ad emettere un’ordinanza di chiusura del mercato o di trasloco degli alimentaristi. Una decisione perentoria che non lasciava margini di azione al-

l’Amministrazione comunale che fu costretta, con un’ordinanza del sindaco Laurenzano, a far traslocare, in via temporanea, gli alimentaristi in Parco delle Acacie. Questa, infatti, era l’unica area attrezzata presente sul territorio atripaldese quindi l’unica ad ospitare il mercato per impedirne la chiusura. Nè il Sindaco, nè l’Amministrazione comunale hanno il potere per poter trasferire tutta la fiera settimanale. La decisione spetta al Consiglio comunale. In realtà, la vicenda del mercato era già stata portata all’interno dell’assise cittadina dall’assessore delegato al commercio Elio Di Pietro che denunciava proprio le carenze igienico - sanitarie in cui versava la fiera: in quell’occasione fu costituita una commissione consiliare che avrebbe dovuto esaminare tre possibili progetti di sistemazione della fiera. Piazza Umberto I, contrada Santissimo e Parco delle Acacie: l’Ufficio tecnico comunale ha elaborato tre proposte progettuali che sono state esaminate a fondo dalla Commissione consiliare, costituita da mem-

L’ispezione dei Nas determina la chiusura della fiera

La protesta dei venditori ambulanti per il trasloco

Il consiglio comunale decide la nuova sede

bri della maggioranza e dell’opposizione, nel corso di oltre due mesi di lavoro. Le proposte sono state presentate nel corso del consiglio comunale del 23 novembre scorso: i consiglieri, a maggioranza, hanno deciso di spostare la fiera settimanale

nel Parco delle Acacie. Ma la decisione ha lasciato numerosi strascichi polemici tra i venditori ambulanti e Associa, l’associazione dei commercianti di Atripalda, che volevano che la fiera tornasse nella storica sede di piazza Umberto I, nonostante il

rifacimento della stessa e le spese per attrezzarla, molto più ingenti rispetto alle altre due soluzioni. In realtà, i mesi che hanno preceduto la decisione del consiglio comunale sono stati molto movimentati, con i rappresentanti sindacali degli

ambulanti che hanno “dichiarato guerra” all’Amministrazione comunale, chiedendo a gran voce che il mercato restasse prima in contrada Santissimo e poi che venisse portato in piazza Umberto I. Addirittura i venditori ambulanti hanno deciso di scioperare, lasciando i propri mezzi chiusi nel corso della fiera settimanale del giovedì e manifestando pubblicamente per le strade cittadine con un corteo, nonostante il rogo che aveva colpito, proprio quel giovedì, lo stabilimento di trattamento e selezione dei rifiuti di contrada Tufarole, Irpinia Recuperi. Nemmeno un incontro svoltosi alla presenza del Prefetto di Avellino Ennio Blasco e del Questore Antonio De Iesu è servito a far calmare le acque e aiutare a trovare una decisione condivisa dall’Amministrazione comunale, preoccupata di tutelare i cittadini e di far rispettare l’ordinanza dei Nas e i venditori ambulanti, preoccupati per il futuro stesso della fiera. Secondo questi ultimi, infatti, la destinazione del Parco delle Acacie non sarebbe idonea, perché troppo lontana dal centro cittadino e quindi poco facilmente raggiungibile. Secondo l’Amministrazione comunale, invece, il Parco è un’area attrezzata che rispetta i dettami imposti dalla legge (c’è anche il conforto di un parere formale dell’Asl) e non costringe i residenti del centro cittadino a “subire” la stessa fiera. La questione del mercato settimanale ha tenuto banco nella cittadina del Sabato per oltre due mesi anche con una piccola “guerra” di manifesti che ha visto contrapposti quelli “funerari” di Associa che dichiaravano la morte del mercato settimanale e quelli di “liberazione” dei residenti di contrada Santissimo che, invece, sottolineavano che finalmente l’Amministrazione comunale aveva trovato una degna sistemazione per le bancarelle. A testimonianza di quanto sia stata sentita la questione sulla sistemazione definitiva della fiera, un vero e proprio simbolo storico e qualificante per Atripalda, da sempre conosciuta come città dei mercanti. La vicenda, comunque, potrebbe essere destinata a continuare, anche perché gli ambulanti non sembrano propensi ad accettare la decisione, nonostante qualcuno sia cominciato ad entrare nell’ottica della nuova sistemazione, mentre altri hanno deciso di abbandonare l’appuntamento del giovedì.


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Agosto Il centro storico cittadino è stato completamente cambiato da un provvedimento che ha diviso

La rivoluzione del traffico E’ stata una vera e propria rivoluzione del traffico quella che ha interessato il centro storico della cittadina del Sabato. Via Belli, via Cammarota, vico Carlo e via San Giovanniello sono state le arterie interessate dal primo vero “dispositivo della circolazione stradale” che è stato attuato negli ultimi dieci anni ad Atripalda. Una decisione che, vista la portata e le numerose persone interessate, non ha accontentato tutti. Anzi. Ci sono state molte proteste, soprattutto da parte di alcuni commercianti di via Aversa, preoccupati che il nuovo piano traffico potesse ridurre il loro giro d’affari. Dapprima molto vibranti, poi affievolitisi con il passare delle settimane. Lo stesso

consigliere di minoranza Massimiliano Del Mauro ha incontrato più volte l’Amministrazione comunale, alla guida di un gruppetto di commercianti, per chiedere maggiori spiegazioni e, comunque, un ripensamento del provvedimento. Ma sia l’assessore Elio Di Pietro (che gestiva la delega al traffico, prima del rimpasto voluto dal sindaco) che lo stesso primo cittadino Aldo Laurenzano sono rimasti assolutamente inamovibili. «Il principio che ci ha guidato in questo provvedimento è stato quello di garantire la sicurezza dei pedoni e dei residenti, lungo due strade che, per la larghezza della carreggiata, non permettevano il transito contemporaneo di due automobili», ha sempre sostenuto l’assessore Elio Di Pietro. «Il provvedimento dell’Amministrazione è assolutamente inutile e dannoso per i commercianti. Sarebbe stato sufficiente far rispettare il divieto di sosta, che pure esiste lungo via Cammarota e garantire controlli rigidi e periodici», è stato il punto di vista sostenuto dal consigliere di opposizione Del Mauro. In realtà, con il passare delle settimane, il punto di vista di alcuni commercianti è mutato o quantomeno i giu-

dizi negativi si sono affievoliti, complice la grande soddisfazione dimostrata, in più occasioni, dai residenti e dai pedoni che hanno avuto la possibilità di sfruttare al massimo la strada. «L’intervento è stato realizzato con il solo scopo di tutelare il pedone sia da un punto di vista di sicurezza che di fruizione della strada - ha spiegato l’assessore delegato ai lavori pubblici Tony Troisi - lungo via Cammarota e via Belli, infatti, sono stati realizzati dai canali di raccolta delle acque piovane e dei collettori che evitano

la creazione di pozzanghere. Inoltre sono stati installati dei paletti dissuasori e di sicurezza sui lati della strada per tutelare i percorsi pedonali ed evitare la sosta selvaggia lungo il lato della strada». I sensi unici ipotizzati prevedono: via Belli, senso unico di marcia in discesa per chi proviene da via Serino, in direzione via Aversa, o via Cammarota o via Rapolla; via Cammarota, senso unico di marcia in uscita verso Manocalzati; vico Carlo, senso unico di marcia in salita per chi pro-

viene da via Aversa; via San Giovanniello, senso unico di marcia in salita verso piazza Municipio; piazza Municipio, senso unico di marcia in salita in direzione via Belli o via Serino, via Fiumitello, senso unico di marcia in uscita verso Manocalzati. Da un punto di vista della sicurezza veicolare, tuttavia, sono necessari ulteriori “aggiustamenti” al dispositivo soprattutto nei pressi dell’incrocio tra piazza Municipio e via Belli. In questo tratto di strada la visibilità non è massima e, già in diverse

occasioni, si è rischiato un incidente tra le automobili che arrivano dalla zona del serinese e quelle che arrivano da piazza Municipio. Intanto, si prevedono nuovi interventi alla viabilità atripaldese, soprattutto grazie alla realizzazione di due fondamentali rotatorie che, di fatto, hanno sostituito i semafori. La prima si sta realizzando proprio al confine tra il territorio del comune di Atripalda e quello del comune di Manocalzati, nell’incrocio nei pressi del centro commerciale Progress. Un prov-

vedimento di fondamentale importanza per migliorare circolazione e sicurezza stradale e pedonale. La seconda rotatoria, ben più importante e grande della prima, invece, si realizzerà all’incrocio di via Appia con la variante che collega Atripalda con Salerno. Una rotatoria che sostituirà completamente l’attuale segnaletica davanti al centro commerciale Famila. Il progetto esecutivo è stato approvato da tempo ma il Comune è ancora in attesa dei fondi che sono bloccati per intoppi burocratici.


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Settembre In occasione della presentazione del libro “Immagini” l’imprenditore è tornato nella sua città

Enzo Angiuoni e la sua Atripalda «Avevamo un paese bellissimo, ora deturpato da palazzi come quello in piazza» Camminando per le strade di Atripalda non è soddisfatto, c’è qualcosa che non và, non riesce più a ritrovare quei luoghi che ricordava da bambino. Così arriva la voglia di fare qualcosa per il proprio paese anche se da oltre 50 anni la sua casa non è più qui. Enzo Angiuoni, affermato imprenditore tessile nel nord Italia dalla vocazione filantropa, decide così di dedicare parte del proprio tempo e delle proprie risorse alla Cittadina del Sabato. Proprio in occasione della presentazione del libro da lui stesso sponsorizzato “Atripalda, storia e immagini del ‘900” di Raffaele La Sala, Angiuoni ci ha raccontato della sua Atripalda. «E’ con grande piacere che ritorno ad Atripalda, per ritrovare tanti amici, sono molto legato alla mia terra. Già questo mi appaga mol-

tissimo per tutto il lavoro fatto. Un’idea, quella del libro, nata parlando con gli amici Lello La Sala e Carmine Cioppa. Insieme pensammo di chiedere a tutti i cittadini le foto storiche di Atripalda e di raccoglierle in un volume interamente dedicato alle nostre radici collettive. Ne è venuto fuori un capolavoro di ricordi ed emozioni legate a persone e immagini che ormai non esistono più. E’ stato bello davvero», con queste parole Enzo Angiuoni ricorda l’ultima visita fatta in città, a fine settembre». Lei stesso ha conservato nel tempo alcune delle storiche immagini atripaldesi… «Immagini della mia famiglia, mie di quando ero piccolo, dei miei nonni, le conservo per farle vedere ai miei cinque nipoti. Mi piace mostrare loro com’era la mia vita qui. Ho dei

ricordi bellissimi di vita vissuta qui». Quali sono le immagini a cui lei è più legato? «Difficile dirlo, sono tutte bel-

le le immagini di questa città e dei suoi cittadini. Certamente io sono legato, in modo particolare ai miei amici e ai miei conoscenti più vicini e, soprattutto, ai miei familiari». Lei stesso ha contribuito a migliorare la Cittadina del Sabato, dal portone in bronzo della Chiesa Madre alla facciata della Chiesa di San Giovanni Battista… «Non so se ho contribuito in qualche modo ad abbellire la città, avevo voglia di fare queste cose per lasciare anche una traccia di me visto che, ormai, sono via da oltre

50 anni. C’era bisogno di fare alcune opere nelle chiese ed ho dato la mia disponibilità con grande piacere». Anche la sua famiglia è legata ad Atripalda, i suoi figli sono professionisti affermati… «Io e i miei fratelli siamo tutti nati qui, i miei figli a Milano e i miei nipoti sono nati tra New York, Londra e Milano. Loro purtroppo non vengono mai qui perché non sono mai riuscito a portarli con calma ad Atripalda, spero in futuro di poterlo fare». Un suo ricordo personale legato alla città? «Il mio ricordo più caro più che alla città và agli amici che mi tengono legato a questa terra. In particolare il mio amico Carmine Cioppa con cui mi sento tutte le settimane. E’ lui che mi fa da cronista diretto e

mi racconta le vicende e le novità che riguardano Atripalda». Cosa c’è secondo lei che, invece, non và qui? «Non vivo la città, ma non mi pare che ci siano grossi problemi da quello che sento. Quello che a me non è mai piaciuto è il fatto che questa città sia stata davvero dissacrata. Avevamo un paesino bellissimo, purtroppo non lo è più, ma devo dire che anche nel resto del mondo i paesi piccoli sono stati stravolti. Forse Atripalda un pochino di più». Come la vorrebbe in futuro? «Se potessi metterei della dinamite sotto alcuni palazzi che hanno deturpato il paesaggio, come quello in piazza Umberto I e altri, per poi ricostruire delle case più degne della città, in modo da renderla più bella e accogliente».


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Ottobre L’edificio di via San Lorenzo è valutato 4,3 milioni di euro

Sopra e sotto due fotto degli striscioni di protesta di AssoCiA

Il Consiglio comunale decide di alienare la struttura per risanare i debiti in bilancio

Il Comune vende il Centro Pmi La decisione divide i consiglieri e l’intera cittadina tra favorevoli e contrari Il Consiglio comunale del 6 ottobre sarà ricordato negli anni a venire, perché il Consiglio comunale decide di mettere in vendita il Centro Servizi Pmi di contrada San Lorenzo. Una decisione dettata dagli enormi debiti che affliggono le casse comunali e che, di fatto, impediscono all’Amministrazione comunale di programmare un bilancio di lungo corso che garantisca una corretta gestione delle finanze dell’Ente e una politica di programmazione futura. Ma la decisione è votata soltanto dalla maggioranza in maniera compatta, mentre l’opposizione (escluso il consigliere Emilio Moschella, espulso dal gruppo per divergenze politiche) abbandona l’aula in segno di protesta. La decisione è fortemente osteggiata anche da Gerardo Iannaccone, presidente di AssoCiA, l’associazione dei commercianti della cittadina del Sabato (vedi box a lato). La valutazione dell’Ufficio tecnico comunale è di 4,3 milioni di euro per la struttura collocata in contrada San Lorenzo, proprio di fronte al parco delle Acacie. Una valutazione veritiera ma troppo fredda e distaccata rispetto alla realtà circostante: trovare un acquirente, insomma, sembra una cosa quanto mai improbabile di questi tempi. «La nostra cittadina ha un ampio patrimonio immobiliare che non può essere gestito facilmente nell’attuale situazione di difficoltà economiche e finanziarie che stiamo vivendo - ha spiegato l’assessore delegato al Patri-

monio Luigi Adamo che ha relazionato sull’argomento la valutazione dell’immobile è pienamente congrua e risponde alle nostre esigenze. La proposta di AssoCiA, pur essendo dettagliata, sviluppa soltanto le potenzialità commerciali del Centro e non prescinde assolutamente dall’utilizzo del Parco delle Acacie, ciò a dimostrazione di quanto sia difficile sfruttare da solo la struttura di contrada San Lorenzo. Su questa proposta, quindi, è necessario fare ampia chiarezza». «Molti comuni attraversano gravi situazioni economiche e si stanno avviando lungo la strada che noi abbiamo già intrapreso -

AssoCiA: giù le mani dal Centro Servizi

L’opposizione: state facendo un errore

“Giù le mani dal Centro Servizi” e “Saldissimi”: sono stati questi i due striscioni che i commercianti iscritti ad “AssoCiA” hanno esposto martedì sera nell’aula durante il consiglio comunale. Una protesta forte contro la decisione assunta dalla maggioranza di mettere in vendita il Centro Pmi di contrada San Lorenzo. In prima fila il presidente dell’associazione atripaldese Gerardo Iannaccone. AssoCiA chiedeva che la struttura restasse di proprietà comunale e fosse utilizzata per ospitare manifestazioni ed esposizioni, anche nel settore commerciale. A rafforzare tale destinazione la presentazione anni fa da parte dell’associazione atripaldese di uno studio di fattibilità. E prima dell’avvio della seduta che ha di fatto sancito il via libera alla vendita del Centro Pmi ed al cambio di destinazione d’uso della struttura, il presidente Iannaccone ha distribuito una lettera a tutti i consiglieri comunali (vedi foto) chiedendo di «Compiere un atto d’amore per la Città non deliberando l’alienazione del Centro Pmi di via San Lorenzo».

Nel corso della discussione in consiglio comunale, i commenti e gli interventi dell’opposizione sono stati molto duri sul punto all’ordine del giorno, relativo alla vendita del Centro Servizi Pmi di contrada San Lorenzo.Lello La Sala (Adc): «Il Centro Servizi doveva essere inserito nel Piano Strategico e valorizzato, piuttosto che venduto. Per quanto riguarda la sua valutazione, sarebbe il caso di parlare di svendita e, per questi motivi, sono emotivamente, concettualmente e amministrativamente contrario alla vendita. Massimiliano Del Mauro (Pdl), invece: «Stiamo scrivendo una pagina triste della storia di Atripalda: sarebbe stato il caso di ultimare la ricognizione del patrimonio comunale e poi decidere di vendere immobili meno strategici». Arturo Iaione (capogruppo di Al Centro per Atripalda): «Questa maggioranza è sorda a qualsiasi proposta, non è questo il modo di governare. Ci proponete in consiglio comunale, l’ennesima alienazione per risanare un debito che continua a crescere e che non riuscite a gestire».

ha chiarito l’assessore Antonio Troisi nel corso del suo intervento - vogliamo garantire tranquillità a chi verrà dopo di noi. La domanda che mi pongo, in maniera provocatoria, è una: sono stati incapaci gli amministratori che si sono susseguiti negli ultimi dieci anni a valorizzare il centro servizi, oppure esso non risponde alle esigenze reali del territorio e del tessuto comunale?». «Stiamo attuando un’operazione comune a tantissime altre realtà italiane, il nostro compito è quello di perseguire la migliore gestione organizzativa e finanziaria dell’Ente. Non possiamo e non vogliamo lasciare alle generazioni future un paese indebitato e in grave crisi finanziaria», ha precisato nel suo intervento il vicesindaco Enzo Aquino. La decisione della maggioranza, tuttavia, non ha trovato il favore della maggior parte dei lettori di Atripaldanews, nel sondaggio che abbiamo proposto, subito dopo la decisione della maggioranza. Seppur con uno scarto minimo (il 52% dei votanti) gli atripaldesi avrebbero preferito che il Consiglio comunale (in questo caso la maggioranza) decidesse di respingere la variazione del Piano di valorizzazione e alineazione del patrimonio comunale. La scarsa differenza di percentuale sta a testimoniare come la vicenda abbia diviso la cittadina del Sabato. Non resta che aspettare, quindi, che il Comune pubblichi un bando e che si faccia avanti un potenziale acquirente.


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Novembre Il fotoracconto di Piersabino Nazzaro

L’arrivo in pullman

Piazza Umberto I gremita di fans

Gianni Morandi accolto in piazza

A pranzo da Zì Pasqualina

Via Circumvallazione dal balcone di Maria

Atripalda in festa ha accolto il noto artista bolognese

Tutti pazzi perMorandi Erano quasi cinquemila i fans in delirio che lo hanno accolto in piazza Umberto I. Un vero e proprio bagno di folla che nessuno si aspettava, nemmeno il suo staff e gli operatori della Rai. «Grazie Atripalda. Ho trovato qui l’affetto e l’amore tipico di tutte le città del Meridione, sono davvero felicissimo», così Gianni Morandi ha salutato la piazza gremita, appena sceso dal suo pullman. Non si è fatto attendere e nemmeno si è fatto pregare: si è tuffato a capofitto in mezzo alla gente che circondava il pullman e che gridava a squarciagola il suo nome. «La piazza mi rigenera, amo il contatto con la gente. Mi piace ascoltare le persone, capire come e cosa pensano anche gli abitanti di una cittadina come Atripalda», ha detto il famosissimo artista italiano nel corso delle interviste rilasciate. Morandi è arrivato ad Atripalda, “chiamato” dalla signora Maria Sabina Lombardi che era riuscita a telefonare alla trasmissione televisiva “Grazie a tutti” che Gianni Morandi conduce su Raiuno la domenica sera in prima serata. «Ma che cosa ho combinato? Sono sempre stata una grande fan di Atripalda, provavo e riprovavo a chiamarlo nel corso della trasmissione, fino a quando so-

no riuscita a prendere la linea e a parlargli: un sogno che si è avverato», ha detto felicissima ed emozionatissima la signora Maria Sabina, sposata con due figli impiegata come segretaria presso lo studio medico del dott. Aldo Laurenzano. La felicità, l’entusiasmo e anche la gioia della folla in piazza ha travolto il cantante bolognese: il servizio d’ordine predisposto da carabinieri, vigili urbani e protezione civile non è stato sufficiente per difenderlo. Ma Gianni Morandi è stato sempre a suo agio, nonostante le spinte, le carezze, le urla: «Ma nessuno di voi lavora oggi?», ha detto mentre scendeva dal pullman in piazza. Purtroppo si sono registrati anche dei piccoli incidenti che hanno coinvolto una signora, caduta a terra, dopo essere stata spinta dalla folla impazzita. «Dopo i due piccoli flop di Cervia e Catanzaro, ci voleva proprio questa visita ad Atripalda per riscoprire il calore diretto della gente e dei fans», così lo staff dello Rai. Un delirio di gioia che è continuato fino a via Circumvallazione, dove vive la signora Maria Sabina e dove Morandi si è esibito per il concerto a domicilio insieme ai parenti della fortunata atripaldese. Quasi tre ore di musica e di

intrattenimento che hanno visto protagonista il cantante bolognese, vero e proprio mattatore in grado di coinvolgere, emozionare e divertire contemporaneamente, mentre la folla sotto il balcone gridava il suo nome. Buona parte del servizio nella cittadina del Sabato è stato trasmesso nel corso della trasmissione “Grazie a tutti” per la felicità degli atripaldesi che hanno vissuto una giornata memorabile, ma anche per quanti erano assenti oppure lontani. «Ci piacerebbe averti qui a settembre, in occasione della festività di San Sabino», ha detto il sindaco Laurenzano, cercando di strappare una mezza promessa. «Non posso assicurarvelo, non prendo mai impegni troppo lontani nel tempo, ma vi posso assicurare che mi piacerebbe tantissimo», ha assicurato Morandi che ha chiesto informazioni dettagliate sulla cittadina del Sabato. La Dogana dei Grani, lo

Specus Martyrum, le aziende vitivinicole: «Sono già stato ad Atripalda, ho degli amici. La mia ultima volta risale a qualche mese, in occasione di

un concerto che tenni al teatro Gesualdo di Avellino. Un componente del mio staff si fermò in un negozio di via Roma per acquistare un paio di scarpe: rimasi in macchina ad aspettarlo». Morandi ama il calcio (ha giocato con la nazionale cantanti allo stadio Partenio), il vino e la buona cucina. Non a caso è stato ospite del noto ristorante “Valleverde da Zì Pasqualina”. Una giornata di festa che la cittadina del Sabato dimenticherà molto difficilmente e, probabilmente, lo stesso discorso varrà anche per Morandi.


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L’ANNUARIO

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Dicembre L’Associazione culturale ha allestito un cartellone natalizio di grandi appuntamenti

Sotto l’albero c’è... Amica La commedia napoletana di Caiazzo e le melodie di Pulcinella illumineranno Atripalda Ricco di appuntamenti il cartellone natalizio promosso quest’anno nella cittadina del Sabato da "Amica", l'associazione culturale editrice di AtripaldaNews. Gli eventi che saranno proposti dall’Associazione di Alfonso Santosuosso e Tonino De Vinco saranno in grado di accontentare tutte le fasce d’età. Si parte la sera dell’8 dicembre con le melodie napoletane e Pulcinella. In scena, presso la sala convegni del centro Pmi di via San Lorenzo, “Anonimo napoletano”. «Si tratta di una rivisitazione del repertorio delle canzoni classiche napoletane in chiave teatrale - spiega il tesoriere dell’associazione Antonio De Vinco - ad esempio, Reginella, O Sole mio e tante altre. Abbiamo deciso di invitare questo artista napoletano perché è l’unico in grado di unire poesia, musica, teatro nelle note dell’antica tradizione partenopea». Secondo appuntamento è quella di Santo Stefano, il 26 dicembre, ospitata nella Dogana dei Grani di piazza Umberto I. Questa volta, è di scena “Cardamone va in pensione”, commedia napoletana ideata e scritta da Caiazzo. «E’ la classica commedia napoletana che si sviluppa tra gag, equivoci e luoghi comuni napoletani, incentrata sulle vicissitudini della famiglia di Tonino Cardamone, un giovane che riesce a truffare l’Inps, fingendosi pazzo. Un intreccio esilarante dal finale inaspettato». I festeggiamenti si chiuderanno il giorno dell’Epifania con l’arrivo in piazza

Cultura, arte e informazione: 3 anni di attività Umberto I della Befana, che distribuirà giochi e dolci a tutti bambini. Spazio anche alla solidarietà. AtripaldaNews ed Amica in collaborazione con il Circolo didattico della cittadina del Sabato hanno organizzato un concorso riservato agli alunni delle scuole materne ed elementari della città “La foto più bella dell’albero di Natale e del Presepe”. In palio tantissimi giocattoli offerti dalla ditta “Eligio Romano”. A premiare una commissione presieduta dal direttore didattico Elio Parziale e dal corpo docente. La premiazione delle foto più belle e la consegna dei giocattoli avverrà la mattina del 22 dicembre, alle ore 10, presso la scuola elementare “De Amicis” di via Roma. Infine le telecamere di AtripaldaNews andranno a far visita il giorno 23 dicembre a casa di una fa-

miglia di Atripalda per riprendere in cucina i preparativi per il pranzo di Natale. Per quanti volessero partecipare basta prenotarsi al numero 0825/626879. «Un grande sforzo economico per l'associazione – conclude Alfonso Santosuosso, presidente dell’associazio-

ne Amica - un cartellone con eventi mirati con l’augurio che possa essere un Natale di gioia per tutti. Colgo l’occasione per ringraziare tutti gli sponsor che ci sono stati vicino per organizzare gli eventi e quanti hanno creduto nelle nostre iniziative durante tutto l’anno trascorso».

Un’avventura cominciata tre anni fa, era il settembre 2006 quando cinque amici decisero di fondare un’associazione culturale che fosse punto di riferimento per la cittadina del Sabato e non solo. Alfonso Santosuosso, Lorenza Esposito, Gerardo Palladino, Antonio De Vinco e Piersabino Nazzaro furono i soci fondatori di Amica. Oggi l’associazione atripaldese vanta ben quaranta iscritti, tra cui giornalisti, artisti teatrali, commercialisti, architetti, avvocati e consulenti finanziari. «Lo scopo è quello di promuovere il nostro territorio, i prodotti della nostra regione, la cultura e le usanze che rendono Atripalda e l’Irpinia uniche nel panorama nazionale - spiega il presidente Alfonso Santosuosso mi piace sottolineare la grande sfida editoriale che stiamo portando avanti con AtripaldaNews, la prima testata on line e cartacea della cittadina del Sabato. Ma come non menzionare la ma-

nifestazione gastronomico culturale “Shopping in Pizza”, giunta alla sua terza edizione. La cinque giorni, che si svolge nel Parco delle Acacie, ha fatto registrare un vero e proprio boom di presenze e di espositori, tra cui pizzaioli, imprenditori, artigiani e forze dell’ordine. Il successo di Shopping in Pizza è stato clamoroso, al punto che anche altre città italiane ci hanno chiesto di poter ospitare la manifestazione». Tra le iniziative dell’associazione anche pubblicazioni, brochure, eventi culturali e un calendario che, da tre anni, è presente nelle case, nei negozi e negli uffici della cittadina del Sabato e non. «L’idea del calendario nasce dalla voglia di offrire qualcosa che permetta agli atripaldesi di ricordare e conservare nella memoria collettiva - spiega Antonio De Vinco - il patrimonio culturale architettonico, le origini e le bellezze della nostra terra. Quest’anno, dopo il calendario “Ieri e oggi” dedicato alle strade cittadine, quello “Portali e Portoni” incentrato sugli androni dei nostri palazzi, arriva quello delle “Ragazze 2010 di AtripaldaNews”».


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IN TAVOLA

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Le ricette di Natale

Gli sfizi... 1,5 Kg baccalà bagnato 0,5 Kg sedano rapa 0,5 Kg patate 1 dl e mezzo olio 3 sarde sottosale 750 cc di latte 1 cipollina 50 gr di burro 30 gr grana grattugiato prezzemolo, sale, pepe, una manciata di pinoli, aglio.

Togliere dal forno e cospargere il baccalà con pezzettini di burro e formaggio grana e rimetterlo in forno per 10 minuti. Il baccalà deve risultare dorato e morbido all’interno.

Immergere il baccalà in acqua bollente leggermente salata e togliere appena riprende il bollore. Pulirlo da spine e pelle e spezzettarlo. Pulire il sedano e le patate e tagliarle a fette sottili. In una teglia da forno leggermente unta alternare le fette di sedano e patate e il baccalà fino a completamento. Preparare un pesto di prezzemolo, cipolla, aglio, acciughe, pinoli e olio e cospargerlo sul baccalà. Lasciare riposare 20 minuti. Coprire il tutto con il latte tiepido e infornare per circa 45 minuti finché non si è assorbito.

Struffoli 600 gr farina 00; 4 uova + 1 tuorlo; 2 cucchiai zucchero 80 gr burro; 1 bicchierino

Zampone e lenticchie 1 zampone di 1/5 Kg; 350 g di lenticchie; mezza cipolla; mezza carota; mezza costa di sedano; vino bianco; olio; sale; pepe. Far ammorbidire le lenticchie in acqua per 12 ore. Preparare un trito di cipolla, carota e sedano e farlo stufare in 1 cucchiaio e mezzo di olio e un po’ di vino. Unire le lenticchie scolate e coprire con abbondante acqua calda e portare a bollore. Cuocere a fuoco lento per circa un'ora e mezza. Bucare con una forchetta lo zampone in più punti, immergerlo in acqua fredda e portarlo a un leggero bollore per due ore. Scolare le lenticchie e condirle con olio e pepe, affettare lo zampone.

S c a ro l e i m b o t t i t e 4 piccoli cespi di scarola liscia; 50 gr di olive nere; 20 grammi di capperi dissalati, 15 gr pinoli; 25 gr uva sultanina; 2 alici salate, aglio, prezzemolo, pepe, sale, olio extravergine d’oliva, pane grattugiato. Lavare le scarole lasciandole intere eliminando solo le foglie esterne. Sbollentarle e passarle sotto l’acqua fredda. In una terrina mescolare capperi, olive, uvetta, pinoli, filetti di alici, aglio, prezzemolo e pane grattugiato. Riempire le scarole e richiuderle con lo spago. Condire con olio e infornarle in forno preriscaldato per 30 min circa a 180 gradi.

Impastate la farina con uova, burro, zucchero, scorza grattugiata di mezzo limone, un bicchierino di rum e un po’ di sale. Ottenuta un’amalgama omogenea farla riposare mezz’ora. Lavorarla ancora brevemente, tagliarla a pezzetti e rullarli sul piano infarinato per creare tanti bastoncelli spessi un dito. Tagliateli a tocchetti su un telo infarinato. Friggeteli pochi alla volta in abbondante olio bollente. Metteteli ad asciugare su carta assorbente. Sciogliete poi il miele a bagnomaria in una pentola, toglietela dal fuoco e unitelo agli struffoli fritti, e poi aggiungere canditi e confetti.

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AMICA

Croccante Mandorle o nocciole, zucchero. Immergere le mandorle in acqua bollente, per qualche minuto, pelarle, asciugarle e disporle su una placca da forno, cuocere a 200° fino a tostarle. Sciogliere lo zucchero sul fuoco in un tegame antiaderente, girarlo continuamente con un cucchiaio di legno fino a farlo diventare dorato, aggiungere le mandorle spezzettate continuando a mescolare. Versare immediatamente il composto su un piano di marmo unto d'olio modellandolo con una spatola unta.

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di rum; scorza di mezzo limone grattugiata; un pizzico di sale; 400 gr miele; 200 gr canditi, confettini colorati.

Pizzelle con fiori di zucca 200 gr farina tipo 0; lievito di birra; 100 ml acqua tiepida; sale qb; fiori di zucca. Sciogliere il lievito in un po’ d'acqua tiepida, mescolare insieme alla farina e alla restante acqua fino a fare una pastella. Salare e aggiungete i fiori di zucca puliti e tagliati a striscioline. Far lievitare il tutto vicino a una fonte di calore per circa un’ora. Scaldare in una padella abbondante olio e a cucchiaiate far cadere l’impasto. Riporre le pizzelle su carta assorbente prima di servire.

AMICA

Baccalà al sedano e patate

...e i dolci


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LO SPORT

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Pallavolo Il sestetto atripaldese guidato da Marolda ha sorpreso tutti all’esordio in campionato

La cavalcata dell’Euroform in B1 Costruita per l'obiettivo salvezza, la squadra naviga stabilmente in alta classifica

«Siamo legati dalla passione per lo sport» E’ cominciata a settembre l’avventura della pallavolo Atripalda in serie B1. Il titolo, ereditato dalla Pallavolo Avellino che ha scelto la cittadina del Sabato per garantire il prosieguo di un percorso fatto di passione, competenze e organizzazione, catapulta la squadra in un nuovo mondo. Un passaggio d’onore e di onere che il team atripaldese del presidente Franco Capaldo, da sempre nella pallavolo, ha accolto con grande entusiasmo e professionalità. In eredità dal capoluogo non solo il titolo ma anche un atleta simbolo, Mario Marolda. Si parte, infatti, con un punto fermo: lo schiacciatore Marolda nel duplice ruolo di allenatore-giocatore, una sorta di continuità per la B1 in Irpinia. Una rosa, quella biancoblù, che è nata dalla volontà di mantenere un buon equilibrio fra giovani e veterani: Antonio Libraro palleggiatore affiancato al giovane Guglielmo Capaldo, nel ruolo di opposto, Salvatore Roberti, libero Julian Calero, schiacciatore centrale Daniele Bassi, riconfermati, invece, Ivan Cuomo, lo storico jolly della squadra Jonathan Zaccaria e il giovane avellinese

Losco. New entry nel team atripaldese, l’airone di Bucarest Marius Daniel Draghici, affermato nome del panorama nazionale di serie B1. Il volley atripaldese si è così tuffato a capofitto in un torneo nazionale con trasferte dall'Umbria alla Sicilia, un percorso sicuramente non facile, per di più in un momento di crisi generale. Molte società, infatti, si sono trovate in difficoltà nel fare i conti, per questo ogni singola scelta è stata valutata sempre con attenzione. A fine luglio arriva anche l’eccellente sponsor, la società Euroform, Centro Europeo di Formazione, da quindici anni ad Atripalda nel campo della formazione e dei servizi alle imprese pubbliche e private. Un mix perfetto di obiettivi tra squadra e sponsor: valorizzare le proprie risorse umane e promuovere la conoscenza del territorio. Tutti presenti gli ingredienti per un buon avvio di campionato che hanno portato la squadra ad imporsi da subito tra i primi posti in classifica. Da anni il team sportivo della cittadina del Sabato coltiva giovani talenti locali da proporre in pri-

La S. Francesco punta ai vertici della Prima Per il terzo anno consecutivo la San Francesco Atripalda è impegnata nel campionato di Prima Categoria. La formazione, allenata allo stadio Valleverde della cittadina del Sabato da Ciro Niespolo, attaccante classe 1970 e primo storico tesserato della squadra, ha subito nel 2008 un radicale rinnovamento. Numerosi giocatori sono stati, infatti, reclutati tra i giovanissimi allievi, ma quello che fin da subito ha unito la squadra è la voglia di lavorare sodo e crescere insieme. La società di Giulio Santosuosso, piazzatasi al terzo

ma squadra e guarda, ora, alla stagione 2009/2010 con grinta e voglia di vincere, l’obiettivo è stato, infatti, fin da subito quello di

PROMOZIONE

conquistare il prima possibile la salvezza e creare entusiasmo e coinvolgimento intorno alla squadra.

«La collaborazione con la Pallavolo Atripalda nasce da una serie di fattori: la condivisione della passione per lo sport con gli amici di sempre, l’iniziativa sociale che rappresenta e la voglia di impegnarci per lo sviluppo e il radicamento del nostro territorio», spiega Pasquale Penza, amministratore delegato di Euroform.

La squadra di Pastore a caccia del riscatto

Il Città aspetta tempi migliori Un difficile e importante campionato, quello di Promozione che ha visto un avvio di campionato per il “Città di Atripalda” decisamente sotto tono. Le difficoltà iniziali organizzative ed economiche, hanno caratterizzato l’avvio della stagione 2009/2010. Ma la squadra del presidente Nicola Pastore non ha intenzione di mollare. «Abbiamo messo insieme un nuovo parco giocatori tutto irpino e un nuovo allenatore, Natale, anche lui irpino, - dice Pastore, all’avvio di campionato – il nostro impegno, insieme all’amministrazione cittadina che ci ha sostenuto, è portare in alto il nome della città di Atripalda». «Un girone difficile quest’anno, più della scorsa stagione - dichiara il segretario Carmine Bagnara – per la prima volta hanno istituito i playoff per salire in eccellenza e i playout per la re-

posto nel torneo 2007/2008, avvia l’anno solare 2009 con un punto fermo «Ci salveremo - dice Niespolo - la nostra rosa è composta da giocatori giovanissimi, con poca esperienza sì, ma con qualità eccezionali». E così è stato. La nuova stagione di prima categoria 2009/2010 è partita con grande entusiasmo e alcune novità. Nuovo il preparatore tecnico Gianni Lettieri e nuovi acquisti anche in campo, dal bomber Rino De Luca, a Tomasetti, Massimo D’Amelio, Daniele Dello Iacono e il difensore Iandoli. Una squadra rinforzata lanciata, ad ottobre di quest’anno, in un campionato prevalentemente nostrano, ad eccezione delle salernitane Virtus Sarno e Intercampania. «Il nostro obiettivo è quello di vincere il campionato, puntare sui giovani è stata la scelta vincente – conclude il patron Santosuosso».

trocessione. Il mio augurio è quello di ben figurare, mirando a raggiungere il centro classifica. Il nome che portiamo è un nome importante, ha una sua storia. Atripalda ha sempre fatto campionati d’avanguardia, questa è una nuova avventura». Una squadra di ragazzi irpini, qualcuno proprio di Atripalda, tutti con la stessa voglia di fare una bella figura. Anche il Comune ha contribuito al sostegno della squadra a partire dalla sistemazione dello stadio Valleverde permettendo alla squadra di giocare in casa. Il loro lavoro non si è limitato soltanto alla manutenzione ma anche al potenziamento della struttura sportiva, ne è una testimonianza il nuovo sistema di illuminazione installato nella struttura di contrada Valleverde.

La società nasce nel 1995 da un'idea di un gruppo di professionisti informatici, con competenze ultradecennali, con l’idea di creare una struttura che facesse formazione soprattutto nell'ambito dell'informatica. In quindici anni di attività Euroform è diventata una realtà locale consolidata nell’ambito della formazione e consulenza, punto di riferimento per chi vuole adeguare le proprie competenze e formarsi per l'inserimento nel mercato del lavoro. «Il rispetto del ruolo dei nostri collaboratori, la soddisfazione dei nostri utenti, le priorità sociali e la tutela delle pari opportunità e dei soggetti svantaggiati rappresentano i punti principali della nostra mission aziendale», prosegue Penza. Euroform collabora con importanti centri di ricerca: Consiglio Nazionale delle Ricerche, dipartimenti universitari, soprattutto di Salerno e Benevento, Sviluppo Italia ed enti come la Provincia, diversi Comuni irpini, tra i quali Atripalda, con cui è in corso uno dei cinque progetti pilota nell’ambito dell’Informagiovani, insieme al Dipartimento di Scienze della Comunicazione e della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Salerno: tale progetto contribuirà a confermare il ruolo guida di Atripalda come comune capofila.


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2-12-2009

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AtripaldaNews dicembre 2009