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Rete Natura 2000: un ruolo europeo per le Aree Protette regionali

Roberto Sindaco Naturalista (I.P.L.A.SpA)


La Rete Natura 2000 in Piemonte ZPS

SIC

Individuati 142 siti (123 SIC, 51 ZPS, di cui 32 SIC coincidenti con ZPS), quasi 400.000 ha (16 % del territorio regionale) Includono buona parte delle Aree Protette regionali e nazionali del Piemonte. Comprendono 58 Habitat di interesse comunitario, di cui 11 prioritari e 23 forestali. Al loro interno sono presenti 112 Specie di Importanza Comunitaria di cui agli all. II e IV della Direttiva Habitat


Attuazione della Rete N2000 – 1 (DPR 357/97 e s.m.) •

Art. 3 c. 1. Le regioni individuano i siti (SIC) in cui si trovano tipi di habitat elencati nell'allegato A ed habitat di specie di cui all'allegato B per la costituzione della rete ecologica europea coerente di ZSC denominata «Natura 2000». Art. 3 c. 2. . Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, designa, con proprio decreto, i SIC al comma 1 quali «ZSC», entro sei anni, dalla definizione, da parte della C.E. dell'elenco dei siti. Art. 5 c. 3. Al fine di assicurare la coerenza ecologica della rete «Natura 2000», il Ministero e le Regioni definiscono le direttive per la gestione delle aree di collegamento ecologico funzionale [Rete ecologica]. Art. 5 c. 4. Il MATT trasmette alla Commissione europea, su indicazione delle regioni, le stime per il cofinanziamento comunitario necessario per l'attuazione dei piani di gestione delle ZSC e delle Misure di Conservazione. Art. 5 c. 4-bis. Le regioni, sulla base delle azioni di monitoraggio di cui all'articolo 7 (17), effettuano una valutazione periodica dell'idoneità dei siti alla attuazione degli obiettivi della DH, e propongono aggiornamenti all’elenco dei siti, della loro delimitazione e della scheda informativa.

Fatto

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Pubblicazione delle liste europee Mancata designazione delle Zone Speciali di Conservazione

La “Carta della Natura” regionale non approvata (scadenza 6/2012). La Rete ecologica regionale è inclusa nel Piano Paesaggistico Regionale.

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???

Valutazione effettuata, ma senza effettuare monitoraggi (con poche eccezioni) Mancato aggiornamento e integrazione SIC e ZPS nel 2005 Tentativi di riduzione dei confini dei siti per scopi non coerenti al dettato dell’articolo

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Attuazione della Rete N2000 – 2 (DPR 357/97 e s.m.)

Art. 4 c. 1. Le regioni assicurano opportune misure per evitare il degrado di habitat, habitat di specie e specie (All. I e II). Art. 4 c. 2. Le regioni adottano per le ZSC, entro sei mesi dalla loro designazione, le misure di conservazione necessarie che implicano all'occorrenza appropriati piani di gestione che siano conformi alle esigenze ecologiche dei tipi di habitat naturali di cui all'allegato I e delle specie di cui all'allegato II presenti nei siti Art. 5 c. 1. Nella pianificazione e programmazione territoriale si deve tenere conto della valenza naturalistico-ambientale dei pSIC, dei SIC e delle ZSC. Art. 5 c. 2. I proponenti di piani territoriali, urbanistici e di settore, ivi compresi i piani agricoli e faunistico-venatori e le loro varianti, predispongono uno studio per individuare e valutare gli effetti che il piano può avere sul sito. [Valutazione di incidenza]

Mancata approvazione delle MdC (scadenza 12/2009; Art. 40 LR 19/09), redatte da IPLA nel 2009. Mancata adozione/approvazione di oltre 45 PdG redatti dal 2001 ad oggi da IPLA e altri soggetti. Mancata attivazione dell’iter di applicazione di Piani d’Azione già predisposti per habitat e specie (p.e. Chirotteri).

In gran parte non applicato (p.e. Piani regolatori e loro varianti successive al DPR)

Enorme mole di lavoro per le V.I. svolta dal Settore competente (aggravata dalla mancanza delle MdC), con l’aiuto di ARPA.


Altre problematiche da affrontare •

Affidamento dei molti Siti esterni alle AA.PP. a Soggetti Gestori delegati con adeguate competenze per gestirli.

Recupero delle competenze degli E.G. delle AA.PP. nelle Zone di Salvaguardia e nelle Aree Contigue.

Approvazione di MdC e PdG per poter attivare le indennità Natura 2000.

Garantire continuità nella gestione scientifica delle Banche Dati Naturalistiche Regionali (assistenza tecnico-scientifica IPLA interrotta dal 2010, con conseguenti problemi di validazione etc., a detrimento dei prossimi resoconti ex art. 17 alla C.E.).

Sviluppo di un’adeguata politica dei Parchi e di conservazione della biodiversità a scala regionale, che non può essere sviluppata efficacemente dai singoli Enti gestori, in funzione delle sensibilità o delle competenze degli amministratori locali o del personale.


Punti di forza, opportunità e rischi Punti di forza • • •

Storia quasi quarantennale della politica di conservazione della natura regionale. Staff di personale preparato e motivato presso gli EGAP, il Settore Parchi e l’IPLA, a livello tecnico interdisciplinare, di vigilanza e amministrativo. Siti regionali rilevanti per quantità e qualità, è da sviluppare la connettività.

Opportunità •

La Rete Natura 2000 è un vettore di finanziamenti, per es. con i progetti LIFE, i fondi PSR, incluse le indennità Natura 2000. La corretta gestione della Rete N2000 creerebbe inoltre non poche opportunità lavorative per tecnici competenti.

Rischi •

La Rete Natura 2000 impone alla RP obblighi, disadempiendo ai quali si rischiano procedure di infrazione, che hanno come conseguenza multe costose (sanzione minima per l'Italia = 9.920.000 euro, con penalità di mora tra 22.000 e 700.000 euro / giorno di ritardo nel pagamento) e perdita di finanziamenti europei.


Obiettivi e strumenti •

Realizzazione concreta delle finalità di AA.PP. + Rete Natura 2000 + Rete ecologica, nei loro aspetti di conservazione, di gestione del territorio, di potenziale socio-economico e turistico, di attrazione dei fondi europei, coerentemente con le norme istitutive e le Direttive Europee.

Promozione del territorio e di economie locali sinergiche e compatibili, soprattutto nelle aree montane. La promozione porta ricchezza e quindi il consenso di Amministrazioni e residenti locali, permettendo alle AA.PP. di operare efficacemente sul territorio, nel rispetto della fondamentale finalità di conservazione.

Per avere più forza-incisività-efficacia-efficienza, occorre che l’attuale “sistema” AA.PP. (Settore regionale, Enti gestori e parte di IPLA) si integri pienamente e allarghi le sue competenze a tutta la Rete Natura 2000 e alla Rete Ecologica Regionale, infrastruttura territoriale di cui i Parchi e i Siti Natura 2000 sono i nodi e le connessioni principali.


Conclusioni - 1 •

La Rete Natura 2000 costituisce lo strumento più importante per la tutela dell’ambiente e della biodiversità regionali.

La Regione deve periodicamente rendere conto al MATTM e alla Commissione Europea sulla corretta gestione dei Siti e sulla tutela delle specie.

La gestione della rete Natura 2000 richiede una dotazione di personale con competenze specialistiche che finora si è rivelata insufficiente.

Nel sistema regionale delle AA.PP. (considerando anche il personale esterno che da sempre ha appoggiato il Settore regionale, p.e. IPLA), esistono le professionalità idonee a far funzionare tale sistema. Occorre riorganizzare i servizi in modo che le competenze tecnico-amministrative di alta qualità, ora disperse tra molti Enti, siano messe a disposizione di tutto il sistema.

La tutela della biodiversità resterà un asse portante della politica comunitaria.

Occorre approfittare della necessaria riorganizzazione del sistema delle AA.PP. e delle Società partecipate regionali per ottimizzare i servizi e ridurre i costi.

Per tagliare costi nell’immediato, si rischia di disperdere ciò che di buono è stato fatto finora: ciò avrebbe come conseguenza una perdita di fondi comunitari, in particolare del PSR.


Conclusioni - 2 • La Rete Natura 2000, così come il Sistema delle AA.PP., è stata dipinta solo come un vincolo, e così è generalmente percepita da una parte della cittadinanza locale. • Così come lo sono le AA.PP., anche Natura 2000 e la Rete ecologica rappresentano invece delle opportunità per i loro territori e per l’intera regione. • Interventi a favore della biodiversità, monitoraggi, assistenza ai proprietari etc. possono attrarre fondi e fornire servizi, dando lavoro qualificato sia al personale delle AA.PP. e delle Società partecipate, sia ai professionisti.


Grazie a tutti per l’attenzione

20-Roberto Sindaco_IPLA