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Foto FABIO ROSSI


Direttore responsabile Massimo Limiti m.limiti@forzaroma.info

Impaginazione Renato Bosco

Fotografie Luciano e Fabio Rossi Andrea Caloro

Direzione e redazione Via dei Giornalisti, 55 - 00135 Roma Tel. 06.35450641 - 334.3405952

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Fine del curvone e curve non sono come gli esami. Ad un certo punto finiscono, almeno in un percorso che sia diverso da uno a forma di cerchio. E quello della Roma non lo è davvero, e quel curvone tanto caro a Claudio Ranieri è finito, ed oggi siamo nei primi metri di un rettilineo dove è possibile pigiare sul pedale dell’acceleratore, senza paura. Non è il caso di aver paura, perché adesso chi deve aver paura è l’Inter. E’ vero che è più difficile inseguire, ma questa Roma non deve aver paura di niente e di nessuno. Paradossalmente deve temere solo se stessa. Sarà difficile superare il muro catanese, che Sinisa Mihajlovic ha cominciato già a preparare sin dal fischio finale della sfida in Coppa Italia, quando gli etnei sono usciti dall’Olimpico e dalla competizione proprio grazie a questa Roma. Raggiungere l’Inter è quasi impensabile, ma i risultati di questa Roma permettono di sognare ad occhi aperti consapevoli delle possibilità di tramutare il tutto in realtà. Abbiamo scelto due giocatori che, secondo noi aiuteranno la Roma in questa partita, nell’ accelerazione: Julio Sergio e Julio Baptista. Uno salva e l’altro segna. Tutto nel nome di Julio. Avanti tutta ragazzi! Perché il presente è nostro, il futuro lo conquisteremo. Ne sono certo!

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editoriale

QUINDICINALE DI SPORT, CULTURA E SPETTACOLO Anno XIV - Numero 5 - Domenica 21 febbraio 2010

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ildetectivegiallorosso

La Roma che sa soffrire e dovessimo etichettare la Roma di Ranieri con un aggettivo o con una definizione, la più calzante possibile, ci viene in mente soprattutto un “titolo”: è una Roma che sa soffrire. Sì, la capacità, ogni volta più accentuata e più temprata dalle difficoltà che via via si manifestano nel corso della gara (emblematica, in questo senso, la partita di Firenze) che i giallorossi dimostrano di non perdere mai il contatto con la realtà e di non ritenere un offesa il dover, in alcuni momenti, non essere martello ma essere incudine. Dato che i calciatori (a parte Toni, che ha comunque giocato sinora molto poco) che fanno parte della rosa di Ranieri, sono gli stessi di cui poteva disporre Spalletti, non ci vuole Carlo Rubbia per capire che il testaccino ha messo molto del suo in questa tetragona metabolizzazione della sofferenza (calcistica, s’intende) che poi viene sublimata in una reazione caratteriale e tecnica in grado di domare tutti ( o quasi) i rivali. L’uomo di Certaldo aveva altre, ed apprezzate qualità, è innegabile, ma quando sulla nave giallorossa si abbattevano raffiche di vento impetuoso o, peggio, autentiche tempeste, la sua navigazione procedeva in affanno, talvolta incagliandosi sugli scogli. La prosa prima della poesia, si potrebbe chiosare, anche se poi la manovra giallorossa non assomiglia neanche un po’ alla palla lunga e pedalare di rocchiana (intesa come Nereo Rocco) memoria e se a Ranieri, dopo la rinascita di Taddei, Riise, Perrotta, Juan, gli oggettivi miglioramenti del talentuoso ma grezzo Motta, riesce anche la rigenerazione

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di Julio Baptista, saremo quasi al processo di canonizzazione. Sul discorso degli obiettivi cui mirare, noi crediamo che Ranieri non reciti a soggetto quando invita il popolo giallorosso (quindi anche, se non soprattutto, i suoi calciatori) a fare la corsa sul gruppone alle loro spalle, compresi Napoli, Samp e Palermo, piuttosto che a baloccarsi con il sogno “impossibile” di far incavolare (eufemismo) un uomo attraversato da un ego smisurato come Mourinho. Ranieri sa che arriveranno, tocchiamo pure ferro, anche i momenti in cui la tua soglia di resistenza al “dolore” verrà piegata, travolgerà l’argine e dovrai accettare quella delusione per poi ripartire. Si dice: ma questo potrebbe capitare anche all’Inter. Verissimo, ma si dimenticano due cose: la ridondante, quasi boriosa opulenza nerazzurra in termini di qualità della scelta cui può attingere il vate portoghese, e il dato, elementare quanto si vuole ma inconfutabile, che i giallorossi dovrebbero accelerare ancor di più il passo già vorticoso, per colmare il divario non astronomico ma neppure irrilevante di sette punti. Giocare contro qualsiasi avversario come fosse il Real Madrid di Puskas e Di Stefano, dunque, e poi, alla fine, fermarsi a vedere il punto in cui si è giunti ; sono forse frasi preconfezionate, noiose, che non sollevano polvere né accendono chiassosi dibattiti, ma è l’unico modo, per una squadra “normale” come la Roma, per ottenere risultati fors’anche al di là dei propri limiti.

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Montali: “Io penso positivo” Trigoria ho trovato una sistemazione fantastica; ci vivo ancora dentro – dice con soddisfazione Gian Paolo Montali -. Dovevo comprare una casa in centro ed invece sono ancora lì. A Trigoria, a tutta la foresteria al ristorante ho trovato un impianto all’avanguardia. Vogliamo che Trigoria si aprisse ai tifosi, cambiando la cultura dei tifosi stessi. Da quando sono a Roma ho vissuto sia la scontentezza che la felicità.Mentre ero a dormire con il mio pigiamino a righe ci hanno tirato una bomba carta nel piazzale ed i giocatori volevano andar via da Trigoria. Adesso quando il pulman esce dal cancello vedi parecchie mamme che alzano con le braccia i loro figli per far salutare Totti dal vetro e dargli un bacio. Roma ha bisogno di normalità. Questo non toglie però che Roma piace molto anche così. Di stadi ne ho girati tanti nel mondo ma come l’olimpico ne ho visti pochi. Sempre pieno di gente che sbandiera dall’inizio alla fine. Questo atteggiamento che loro hanno è trainante per la squadra”.

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La Roma sta andando bene anche grazie a lei? “Che stiamo andando bene sono d’accordo, che è per causa mia non sono d’accordo” Moggi ha detto che lei è l’uomo in più della Roma. “Questo un po’ mi preoccupa, quando ho letto questa agenzia mi hanno chiamato in tanti. (ride)Lui è un uomo di calcio, ho letto che mi vede come uomo di motivazione, ma io mi occupo di organizzazione, di comunicazio-

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ne. Vorrei sapere perché mi ha dedicato questo pensiero. Mi ha fatto piacere anche se sono rimasto un po’ così” Come considera il fatto che la Roma è ancora impegnata su tre fronti? “Essere impegnati su tre fronti è un privilegio e i privilegi non capitano spesso nella vita.” Bisogna ancora sperare a -7 dall’Inter? “Si deve ancora sperare a 7. Io sono uno che pensa che tutto può succedere. Per natura sono portato a guardare avanti e pensare in grande. La fortuna della Roma dipende da noi”. Francesco Totti è stato tirato in ballo a sproposito da Preziosi riguardo al rigore concesso alla Juve. Che ne pensa? “Totti è l’uomo più onesto che io abbia mai conosciuto. Tirare in ballo Totti in quella storia è stata una cosa molto sgradevole, e ve lo dice un uomo del nord. Ogni volta che vedo Francesco a Trigoria guardo le sue gambe maciullate dai calci che prende. C’è stata una dichiarazione riguardo a questo episodio da parte della Dottoressa Rosella Sensi. Vale quella…”

Sabato 13 febbraio 2010

ROMA-PALERMO

4-1

ROMA: Julio Sergio, Motta, Burdisso, Juan, Riise; De Rossi, Pizarro; Taddei, Brighi, Vucinic (dal 19'st Menez); Totti (dal 1'st Baptista). A disp.: Doni, Mexes, Cassetti, Perrotta, Cerci. All.: Ranieri PALERMO: Sirigu; Cassani, Kjaer, Bovo, Balzaretti; Migliaccio, Liverani, Bresciano, Simplicio (dal 10'st Pastore), Miccoli, Cavani (dal 27'st Budan). A disp.: Benussi, Goian, Blasi, Bertolo, Hernandez. All.: Rossi Arbitro: Tagliavento di Terni Assistenti: Niccolai-Papi Quarto uomo: Russo Marcatori: 33'pt e 17'st Brighi, 8'st Baptista, 35'st Miccoli (rig), 38'st Riise Note: Ammonito: Totti, Miccoli.

Kjaer,

Ci sono novità sullo stadio della Roma? Per fare lo stadio bisogna seguire le leggi, fare marketing e comunicazione. Il suo pensiero sulla Tessera del tifoso? “Si vede che nessuno ha le idee chiare. Bisogna creare normalità, le persone devono andare allo stadio per divertirsi”

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Gianluca Lengua

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Foto ANDREA CALORO


ROMA-CATANIA PROBABILI FORMAZIONI ROMA Julio Sergio 27 Motta 13 Burdisso 29 Juan 4 Riise 17 De Rossi 16 Pizarro 7 Taddei 11 Perrotta 20 Baptista 19 Vucinic 9

CATANIA 21 Andujar 22 Alvarez 6 Silvestre 3 Spolli 33 Capuano 13 Izco 27 Biagianti 19 Ricchiuti 15 Morimoto 11 Maxi Lopez 7 Mascara

Ranieri

All.

All. Mihajlovic

Doni Mexes Cassetti Faty Brighi Cerci Menez

32 5 77 14 33 24 94

30 2 18 25 23 4 17

Campagnolo Potenza Augustyn Martinez Terlizzi Delvecchio Moretti

CLASSIFICA INTER ROMA MILAN NAPOLI SAMPDORIA JUVENTUS PALERMO CAGLIARI GENOA BARI FIORENTINA PARMA CHIEVO BOLOGNA LAZIO UDINESE CATANIA LIVORNO ATALANTA SIENA

54 47 45 39 39 38 37 35 35 32 31 30 29 28 25 24 24 23 21 16

La rabbia di Sinisa

li episodi arbitrali vergognosi a favore del Milan, e soprattutto alla Juventus sono il segnale che la Roma non dovrà permettersi di fare il minino errore per evitare spiacevoli sorprese. La gara contro il Catania va vinta capitalizzando tutte le occasioni da gol rispetto allo striminzito 1-0 col quale i giallo rossi si sono qualificati in Coppa Italia. Sinisa Mihajlovic ha detto che renderà difficile la vita alla Roma, e il direttore sportivo Monaco ha affermato che la squadra catanese non sarà quella eliminata dalla coppa nazionale. Il Catania, che viene da una serie di cinque risultati utili consecutivi dovrebbe giocare col 4-3-3, ma è probabile, invece, che Mihajilovic adotti un prudente 4-4-2, oppure che giochi sempre con le tre punte facendo un 4-5-1, ovvero con gli esterni di fascia bloccati a centrocampo. I siciliani giocheranno con Andujar in porta, Alvarez ad occupare la corsia di destra e Capuano quella opposta. La coppia centrale sarà formata da Spolli e Alvarez, mentre a

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PROSSIMI TURNI

(28-2-2010) CATANIA CHIEVO GENOA JUVENTUS LIVORNO LAZIO MILAN NAPOLI PARMA UDINESE

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BARI CAGLIARI BOLOGNA PALERMO SIENA FIORENTINA ATALANTA ROMA SAMPDORIA INTER

(7-3-2010)

CAGLIARI BARI INTER FIORENTINA SAMPDORIA PALERMO ROMA BOLOGNA SIENA ATALANTA

CATANIA CHIEVO GENOA JUVENTUS LAZIO LIVORNO MILAN NAPOLI PARMA UDINESE

MARCATORI 17 reti: Di Natale (Udinese) 14 reti: Milito (Inter) 12 reti: Pazzini (Sampdoria)

ANDUJAR 33

3

6

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CAPUANO

SPOLLI

SILVESTRE

ALVAREZ

13

27

19

IZCO

BIAGIANTI

RICCHIUTI

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MASCARA

11 reti: Barreto (Bari) 10 reti: Matri (Cagliari); Totti (Roma)

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MAXI LOPEZ

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MORIMOTO IL MODULO 4-3-3

centrocampo ci saranno Izco, Ledesma e Ricchiuti. Morimoto, che in passato ha fatto molto male alla Roma, sarà l'esterno di fascia destra, mentre a sinistra giocherà il capitano Mascara. La punta centrale sarà Maxi Lopez, che due settimane fa ha deciso la gara contro la Lazio. La rosa è completata dal secondo portiere dal passato giallo rosso Campagnolo, i difensori Potenza, Agustyn, Bellusci, Carboni e il romano ma Laziale Terlizzi. Biagianti, Moretti, Delvecchio, Ledesma, e Lllama completano il centrocampo, mentre Martinez e Plasmati quello d'attacco. I rapporti tra le due società sono diventati buoni dopo i vecchi rancori del passato, l'ultimo dei quali il pareggio a tempo scaduto di De Rossi all'andata viziato da un corner inesistente. Conflittuale, invece, il rapporto tra Mihajilovic e l'ambiente - Roma: perché avercela tanto con Totti solo perché non è potuto venire alla sua gara di addio? Un'ultima cosa: è giusto lamentarsi quando gli viene dato danno dello zingaro, ma chiedere dieci anni fa agli “Irriducibili” di esporre uno striscione in “onore” di Zeliko Raznatovic detto Arkan, criminale di guerra e responsabile di genocidi inauditi è stata una cosa ignobile.

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occhioalnemico

catania

DOMENICA 21 FEBBRAIO 2010 - STADIO OLIMPICO

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l’avvelenata

Forse non conviene essere persone perbene iflettevo, anche se sconsiglio ai più di farlo, su quanto in questo paese sia sconveniente, nonché dannoso, appartenere alla categoria delle persone cosiddette perbene, ligie ai propri doveri e ai costumi civili da tenere in società. Quelle, insomma, che con santa pazienza si sottopongono alla perquisizione da stadio e magari lasciano ai cancelli l'accendino e il tappo dell'acqua minerale. Sono le uniche realmente perseguibili dai vari organismi che cambiano sigla per mentenere le stesse modalità: malcapitati, appassionati di un calcio che peraltro non li vuole, non ce li vuole a godersi lo spettacolo (!) dal vivo; all'ennesima "perquisa" vedrete che se ne staranno a casa ed educheranno i bambini a vivere la partita né più né meno che co-

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me un turno di Playstation, tanto il cittadino italiano del futuro più sarà rincoglionito e meglio si troverà in una società dove il diritto sempre più spesso viene invocato da chi ruba, da chi delinque, da chi siritrova nel letto, assieme alla prostituta di turno (fin lì sarebbero solo affari suoi), anche una serie di connivenze ed interessi filtrati al di sotto delle lenzuola. Stiamocene a casa, insomma, a contenere le spese per pagare l'ennesima tassa incomprensibile ed ingiustificata, mentre tutt'intorno una mandria di pregiudicati continuerà a far espolodere i petardi di un Juventus-Genoa qualsiasi ed un qualsiasi Mazzoleni fischierà l'ennesimo rigore. Sarà più triste, ma vuoi mettere quanti decoder si venderanno?

"IL MARE DI ROMA" di Tonino Cagnucci

Daniele De Rossi raccontato in un libro dal 28 ottobre in tutte le librerie


paginedistoria

Roma-Catania nel passato

Ma che sète venuti a fa’?!?! omenica 19 novembre 2006 a Roma è una stupenda giornata di sole. La Capitale ha allungato di qualche giorno la sua sfolgorante estate di San Martino, per accogliere la biblica migrazione dei tifosi catanesi, entusiasti per la serie A riconquistata dalla squadra etnea e per l’inizio veramente incoraggiante della compagine di Marino il quale, con un nome così, non può che guidare una “gita ai Castelli”. Sono veramente tanti i catanesi giunti a Roma. I mille rivoli nei quali si sono distribuiti i biglietti, hanno portato il loro numero ben oltre la capienza del settore ospiti. Così si calcola che le presenze catanesi superino le dodicimila unità. E tornano alla mente degli aficionados rossazzurri le immagini dell’estate 1983, degli spareggi per la serie A, quando più di 30mila catanesi invasero la Capitale, guidati da uno scamiciato Pippo Baudo.

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Il risultato, però, questa volta è un po’ diverso. I giocatori del Catania sembrano veramente arrivati a Roma in gita di piacere, stralunati e distratti come sono nell’affrontare la gara. Salvo avere reazioni isteriche nel corso del primo tempo (Mascara lascia presto i compagni in dieci, rifilando sotto gli occhi dell’arbitro una gomitata a Chivu), e alla fine con l’ineffabile Baiocco che, a forza di mattate, si guadagna il rosso al 43’ del secondo tempo. Fra i due accadimenti, un vero e proprio massacro giallorosso: doppiette di Panucci e Perrotta e gol di Amantino Mancini, Montella e Totti. L’attacco giallorosso bombarda senza soluzione di continuità la porta etnea, i cui difensori, smarriti e impotenti, non reagiscono nemmeno al commovente incitamento dei loro tifosi, che non smettono mai di

cantare nemmeno sul 7 a 0 finale. Un attaccamento certamente degno di miglior causa. A fine partita, poi, c’è anche qualche tipino fumantino fra i giocatori catanesi, che non ha digerito il fatto di aver subìto sette reti, soprattutto rimprovera ai giocatori della Roma di non essersi “pietosamente fermati” prima che il risultato assumesse le proporzioni che poi alla fine si sono realizzate. Neanche il sincero gesto di sportività consolatoria di Spalletti, che li aspetta nel tunnel degli spogliatoi per salutarli uno per uno, mitiga la rabbia di chi pretendeva che i giallorossi, ad un certo punto, si scansassero. E allora, tifosi catanesi esclusi, se non avete il minimo senso agonistico e sportivo: ma che sète venuti a fa’?!?!.

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infoline:

06/5810721 06/5800989



Forza Roma di Roma-Catania