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Foto FABIO ROSSI


Direttore responsabile Massimo Limiti m.limiti@forzaroma.info

Prepariamoci per il Circo Massimo quadra imbattibile, doppio turno casalingo e Inter a +9. Sognare è lecito e non costa nulla. Dopo le vittorie esterne di Torino e Firenze questa Roma di Ranieri è davvero incontenibile. E come lei ci sono diventati i tifosi che capiscono, domenica dopo domenica, che la stagione potrebbe riservare

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editoriale

QUINDICINALE DI SPORT, CULTURA E SPETTACOLO Anno XIV - Numero 4 - Sabato 13 febbraio 2010

Impaginazione Renato Bosco

Fotografie Luciano e Fabio Rossi Andrea Caloro

Direzione e redazione Via dei Giornalisti, 55 - 00135 Roma Tel. 06.35450641 - 334.3405952

Stampa : Almadue srl tel. 0650513839 - fax 0650512545

Reg. Trib. Roma n. 485/96 del 1.10.96

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delle belle soddisfazioni. Quella contro il Palermo non sarà certo una passeggiata, ma tre punti oggi spalancherebbero scenari incredibili nel cammino di una squadra che ormai ha dimostrato di essere in grado di giocare a viso aperto contro chiunque. Accompagnata sì da una dose di fortuna, ma forte di una compattezza con pochi precedenti ed una rosa invidiabile a molti, la compagine allenata da Ranieri lotta ancora su tre obietti. Sì, avete letto bene: 3. C’è anche quello dello scudetto, perché finchè la matematica non dirà il contrario, sono convinto che all’Inter qualcuno abbia un certo timore. Nove punti di distacco con lo scontro diretto all’Olimpico lasciano aperti ancora qualche spiraglio. Il sogno continua, anche perché le soddisfazioni arrivano anche dall’altra sponda del Tevere. A noi il Circo Massimo a loro solo il circo…

m.limiti@forzaroma.info

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ildetectivegiallorosso

Il nero e l’azzurro colori da vietare l 28 Ottobre scorso, dopo la sconfitta rimediata contro l’Udinese di Floro Flores (incredibile doppietta per lui, con la gentile collaborazione di Doni) la Roma toccava l’apogeo del suo abisso, potendo contare (si fa per dire), nel suo languido carniere, undici punti: quattro meno di Palermo e Fiorentina, cinque meno di Milan e Genoa, addirittura dieci meno della Juventus. Sono trascorsi tre mesi e mezzo da allora, e la vita giallorossa è radicalmente mutata, in modo così felicemente estremo da apparire quasi miracoloso. Davanti a sé la nave romanista (visto che siamo in tempi di Americas’Cup) ha soltanto la corazzata Inter, tutte le altre imbarcazioni solcano acque poco, tanto o tantissimo distanti dalle onde venate di giallorosso. Tutto bellissimo dunque, al punto che qualche tifoso (e quel che è peggio, anche qualche organo di informazione…) fa pensieri stupendi, vagheggiando traguardi tricolori. Diciamo subito che, a nostro sommesso avviso, questa idea si traduce in una specie di farneticazione, una voglia di grandeur che, se si può capire derivando dall’animo umano, sempre pervaso dall’anelito alla felicità, lo si deve però decisamente respingere usando le celluline grigie che Madre Natura ci ha fornito. L’Inter, già un crogiuolo di campioni, ha pensato bene di arricchire il proprio guardaroba di un capo di alta sartoria, quel Goran Pandev messo in castigo da Lotito, non esattamente una genialata visto poi come è andata a finire la storia. La caduta verticale dei nerazzurri sarebbe un evento determinabile solo da volontà autodistruttiva, senza contare che comunque i Ranieri boys dovrebbero mantenere, come ibernata sotto una teca, la

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marcia trionfale messa in opera da quella mortificante notte friulana. Ranieri, uomo avveduto e saggio come pochi, ha fatto benissimo a dire al colto e all’inclìta che i nerazzurri questo scudetto possono vincerlo o perderlo a loro scelta, e che la Roma deve guardarsi dalla voglia di riscatto della Juve (soprattutto) ma anche dalle giovani (calcisticamente parlando, ovviamente) ambizioni di Palermo e Napoli, indiscutibilmente inferiori ai giallorossi, rose alla mano, ma sospinti da popoli affamati di gloria e di entusiasmo e da due tra i migliori allenatori del barnum nostrano (complimenti a Lotito: passare, in pochi mesi, da Pandev a Floccari, da Ledesma a Baronio e da Rossi a Reja passando per Ballardini, è “impresa” da magnificare adeguatamente). Restare aggrappati saldamente alla realtà significa anche diffidare della partita di oggi, contro un avversario che forse non ruberà l’occhio in fatto di estetica, soprattutto in difesa, ma che ha qualche freccia acuminata al proprio arco (Miccoli, Cavani, il talentuoso Pastore, il “nostro” Simplicio) che, sommate alla sapienza di Delio Rossi (uno che certo non vedrai mai ospite di Zelig o del Bagaglino ma che conosce il calcio come pochi) possono costituire ostacolo di tutto rispetto per i lanciatissimi giallorossi. A costo di sembrare noioso, come prematuramente afflitto da senilità, personalmente diffido da questo clima di tripudio e di festa: se qualcuno, dopo la sconfitta con l’Udinese, avesse vaticinato una Roma al secondo posto, sarebbe stato immediatamente messo nella condizione di non nuocere con bavagli o catene: ciò significa che il calcio è qualcosa per cui perdere la testa, in tutti i sensi, e da maneggiare sempre con estrema cura.


l’avvelenata

Si sta stretti sul carro di questa Roma vincente uesta di oggi, più che la consueta rubrica casalinga da sbirciare prima del fischio d'inizio, vorrei che fosse per voi un piccolo pro-memoria, una sorta di tagliando periodico per la fine dell'inverno, a maggior ragione visto che la primavera potrebbe far sbocciare più di un'emozione: in questo momento in cui coloro che sono forzatamente saliti per ultimi sul carro della Roma sono anche quelli che si sforzano, italicamente, di fare più rumore, vorrei che ricordaste tutta un'estate ed un autunno che tre quarti della comunicazione locale, a cui ha fatto buona compagnia più d'una prestigiosa (o presunta tale) firma, si sono gingillati coi seguenti argomenti: messa in mora imminente, Spalletti santo subito, Soros è scappato ma c'era, Ranieri uguale ridimensionamento, i campi di Trigoria, un cardiologo a capo dello staff medico, She Wolf, l'a-

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Domenica 31 gennaio 2010

ROMA-SIENA

2-1

ROMA (4-3-2-1): Julio Sergio; Motta, Burdisso, Juan, Riise; Brighi (dal 15'st Okaka), Pizarro, De Rossi; Taddei (dal 28'st Pit), Perrotta (dal 1'st Cerci); Baptista. A disp.: Doni, Cassetti, Mexes, Faty. All.: Ranieri SIENA (4-3-3): Curci; Rosi, Malagò, Terzi, Del Grosso; Vergassola, Codrea, Ekdal; Jajalo, Maccarone, Reginaldo. A disp.: Pegolo, Ficagna, Larrondo, Rossi, Jarolim, Fini, Calaiò. All.: Malesani Arbitro: Baracani di Firenze (Ianello - Di Fiore, IV uomo Pierpaoli) Marcatori: 29'pt Riise, 40'pt Vergassola, 43'st Okaka Note: Ammoniti: Jajala, Rosi, Juan, Burdisso, Reginaldo. Recupero: 0'pt.

mico Adriano, Mutu comunque nun l'avevi preso, Angelini batti un colpo, De Rossi è già venduto, rimpiangeremo per sempre Aquilani, come fai a fare a Totti un contratto del genere, Toni non potrà mai arrivare. Ecco perché adesso si sta così stretti sul carro di una Roma stabilmente vincente e pure bella da vedere; spero allora che siate abbastanza svegli da riconoscere tutti quelli che ci si sono arrampicati perché costretti: non buttateli giù, limitatevi a ridergli in faccia.

"IL MARE DI ROMA" di Tonino Cagnucci

Daniele De Rossi raccontato in un libro dal 28 ottobre in tutte le librerie

Domenica 7 febbraio 2010

FIORENTINA-ROMA

0-1

FIORENTINA (4-2-3-1): Frey; De Silvestri (40’ st Santana), Gamberini, Kroldrup, Pasqual (37’ st Keirrison); Montolivo, Bolatti (13’ st Donadel); Marchionni, Jovetic, Vargas; Gilardino. A disp.: Avramov, Natali, Comotto, Gobbi, Ljajic. All.: Prandelli. ROMA (4-2-3-1): Julio Sergio; Motta, Mexes, Juan, Riise; Pizarro, De Rossi; Taddei (36’ Menez), Perrotta, Vucinic (45’ st Andreolli); Totti (1’ st Baptista). A disp.: Doni, Cicinho, Cassetti, Cerci, Brighi. All.: Ranieri Arbitro: Rizzoli, Lanciano, Rossomando Marcatore: 37’ st Vucinic Note: Ammoniti Perrotta, Marchionni e De Silvestri

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Foto ANDREA CALORO


ROMA-PALERMO PROBABILI FORMAZIONI ROMA Julio Sergio 27 Motta 13 Mexes 5 Juan 4 Riise 17 De Rossi 16 Pizarro 7 Taddei 11 Perrotta 20 Totti 10 Vucinic 9 Ranieri Doni Burdisso Cassetti Brighi Cicinho Menez Baptista

PALERMO 46 Sirigu 16 Cassani 24 Kjaer 5 Bovo 42 Balzaretti 8 Migliaccio 11 Liverani 23 Bresciano 6 Pastore 10 Miccoli 7 Cavani

All.

All. Rossi

32 29 77 33 2 94 19

28 88 3 14 30 20 90

Benussi Blasi Goian Bertolo Simplicio Budan Hernandez

PROSSIMI TURNI

(21-2-2010) ATALANTA BARI BOLOGNA CAGLIARI FIORENTINA GENOA INTER PALERMO ROMA SIENA

CHIEVO MILAN JUVENTUS PARMA LIVORNO UDINESE SAMPDORIA LAZIO CATANIA NAPOLI

(28-2-2010)

CATANIA CHIEVO GENOA JUVENTUS LIVORNO LAZIO MILAN NAPOLI PARMA UDINESE

BARI CAGLIARI BOLOGNA PALERMO SIENA FIORENTINA ATALANTA ROMA SAMPDORIA INTER

CLASSIFICA INTER ROMA MILAN NAPOLI PALERMO SAMPDORIA JUVENTUS GENOA CAGLIARI BARI FIORENTINA PARMA CHIEVO BOLOGNA UDINESE CATANIA LIVORNO LAZIO ATALANTA SIENA

53 44 42 38 37 36 35 35 32 32 31 30 29 25 24 23 23 22 20 13

Delio e la nuova faccia del Palermo

e il Palermo avesse cominciato la stagione con Delio Rossi, oggi starebbe un punto sotto alla Roma. Con l'arrivo dell'ex tecnico della Lazio, infatti, la formazione siciliana ha totalizzato sei vittorie, due pareggi, e due sconfitte in dieci partite. Rossi ha reso la squadra più concreta e più solida in tutti i reparti: la difesa ha subito pochi gol, ed i giocatori hanno acquisito quella mentalità vincente che prima mancava. La squadra, infatti, è sempre più convinta dei propri mezzi e delle proprie qualità tecniche, e non si arrende mai di fronte alle difficoltà. La Roma dovrà fare molta attenzione a questo Palermo che scenderà in campo desideroso di fare bene per tanti motivi. Il presidente Zamparini ha iniziato a lamentarsi che vuole un arbitro equo già a a partire da domenica scorsa, mentre Delio Rossi vorrà fermare la corsa della Roma anche perché è rimasto tifoso laziale. E poi ci sono dei giocatori che vorranno fare bene per tanti motivi, a cominciare da Fabio Simpilicio, che vorrà dimostrare di essere un professionista

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46

MARCATORI 16 reti: Di Natale (Udinese)

SIRIGU 16

24

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42

14 reti: Milito (Inter)

CASSANI

KJAER

BOVO

BALZARETTI

11 reti: Barreto (Bari); Pazzini (Sampdoria)

MIGLIACCIO

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10 reti: Matri (Cagliari); Totti (Roma)

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23

LIVERANI

BRESCIANO

6 7

PASTORE

CAVANI

10

10

MICCOLI

serio prima di indossare la casacca giallo rossa, (prima di sbilanciarci definitivamente, però, preferiamo vederlo a Trigoria presentato da Rosella Sensi). E poi c'è Bovo, che dice di tifare Roma, ma ogni volta che vede giallo rosso picchia come un fabbro ferraio. Ci sarà anche l'ex laziale, ma romanista Liverani, l'argentino Pastore, che inizia a capire le differenze tra il calcio argentino e quello italiano, e Kjaer, difensore col vizio del gol. Mancherà Nocerino, appiedato dal giudice sportivo, ma attenzione anche a Bresciano, e due attaccanti come Miccoli e Cavani che in passato hanno fatto male ai giallo rossi. La partita, prevista per domenica alle 15, è stata improvvisamente spostata alle 18 di sabato perché si sarebbe dovuta disputare in concomitanza col “torneo 6 nazioni”, evento che si svolgerà domenica allo “Stadio Flaminio”. Tutti erano a conoscenza di questo problema tranne la “Lega calcio”, che per rimediare a chi lavora anche il sabato avrebbe dovuto far giocare questa gara alle 20.45.

occhioalnemico

palermo

SABATO 13 FEBBRAIO 2010 - STADIO OLIMPICO

IL MODULO 4-3-1-2

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Questo spazio è riservato a tutti i Fans Club o Gruppi organizzati che vogliano far conoscere la propria esistenza e le loro iniziative. L’indirizzo per mandare testi e foto è: redazione@forzaroma.info

Fabio, Sandro e Antonio, tre amici sempre presenti all’Olimpico per tifare sempre e comunque Roma.

Il Gruppo Luisa Petrucci riunito per festeggiare il momento vittorioso della Roma

Fabrizio Grassetti, presidente dell'Utr, insieme ad altri due soci sul terreno di gioco del Franchi dopo la vittoria della Roma sulla Fiorentina

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paginedistoria

Roma-Palermo nel passato

Cuore matto e Schiaffino l’orbo anti anni or sono, all’Olimpico andava per la maggiore la reclame del “primo ottico del centro”, uno spottino continuamente rimandato dagli altoparlati, che consigliava a tutti gli arbitri che non vedevano bene, di recarsi in quel negozio e sistemare la loro situazione. Per Albertone Ginulfi, adorato portiere della Roma a cavallo fra gli anni Sessanta e Settanta, detto dai tifosi romanisti “Cuorematto” come la famosa canzone di Little Tony per via di uno scherzetto che gli combinò il suo cuore e che lo tenne lontano dai campi un mesetto buono (poi rivelatosi una topica dei medici), più che gli arbitri, il consiglio della pubblicità lo doveva seguire un guardialinee, tal Schiaffino, che gli combinò un paio di scherzetti da record. Allora: il 21 dicembre 1968 era una freddissima giornata, con una tramontana vigorosa e gelata da sei borghetti/ora per potersi difendere. All’Olimpico, contro la Roma, era di scena il Palermo. A metà primo tempo, nel tentativo di

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far uscire la propria compagine dalla ridotta difensiva in cui si era trincerata, il rosanero Enzo Ferrari (non il Drake, ma un onesto pedatore che diventerà più in là il primo allenatore italiano ad emigrare in Spagna), scaglia un rinvio alla cieca verso la porta di Ginulfi. Il quale, per la verità, è un po’ avanti, vista l’inoperosità della sua gara, intento a qualche esercizio per tenersi caldo. Ma sentiamo il suo racconto: “Il pallone mi scavalcò anche in conseguenza del forte vento favorevole, ma era comunque abbastanza vicino a me. Lo rincorsi, mi tuffai e deviai la palla in angolo. Tra la sorpresa generale, il guardialinee Schiaffino scattò deciso verso la metà campo, indicando il gol. Anche l’arbitro era perplesso, gli andò vicino per chiedergli spiegazioni. E Schiaffino gli disse che la palla aveva varcato la linea bianca. Io, invece, l’avevo respinta ad almeno mezzo metro dal limite fatale. Tanto è vero che la sfera finì in angolo. Come è possibile prendere un pallone dentro la porta a mandarlo in corner? Tutt’al più, avrebbe sbattuto contro la rete… Incredibil-

mente, Schiaffino insistette fino a che l’arbitro non fu costretto a convalidare. Una cosa incredibile”. E ancora più incredibile fu il fatto che Schiaffino, fece il bis. “E’ proprio così – ci conferma Ginulfi -. In un RomaMilan di qualche mese dopo fece convalidare all’arbitro un gol di Golin. Ma il tiro dell’ala mancina rossonera aveva sbattuto contro il sostegno di ferro che sosteneva la rete della porta, di lì contro il muracciolo di marmo che delimitava il fossato, tornando alla fine in campo. Sostenne la tesi del pallone filtrato attraverso le maglie della rete, che erano rotte. Ma quando guardammo quella rete, era impeccabilmente a posto!”. E solo l’animo gentile e pacioso di Alberto Ginulfi lo aiutò a non farsi giustizia con un guardialinee che, evidentemente, lo aveva preso sottocchio.

infoline:

06/5810721 06/5800989



Forza Roma di Roma-Palermo