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EDITORIALE Benvenuti a Baldinandia! IL DETECTIVE Ricominciamo ATTUALITÀ Un ritorno Franco del figliol prodigo L’AVVELENATA Posta del Capitano: Totti e i mass media

Foto A.S. ROMA.IT

IL DOPPIO POSTER Osvaldo Heinze


QUINDICINALE DI SPORT, CULTURA E SPETTACOLO Anno XV - Numero 11 - Domenica 23 ottobre 2011

Direttore responsabile Massimo Limiti m.limiti@forzaroma.info

Impaginazione Renato Bosco Fotografie Fabio Rossi Direzione e redazione Via dei Giornalisti, 55 - 00135 Roma Cell. 334.3405952

Stampa : MORCONIA PRINT spa Zona Industriale,18 82026 Morcone (BN) Reg. Trib. Roma n. 485/96 del 1.10.96 Del contenuto degli articoli e degli annunci economici e pubblicitari sono legalmente responsabili i singoli autori. È vietata la riproduzione anche parziale di testi, grafica, immagini e spazi pubblicitari realizzati dalla Publimas.

Benvenuti a Baldinandia! S

confitti ma non troppo scalfiti. Questa è la sensazione usciti battuti dal derby. Nel senso che comunque dà fastidio, dispiace, ma si è consapevoli che la Roma c’è, ed il campionato può vederci ancora protagonisti. Oggi l’imperativo categorico è quello di reagire subito. Tre punti e passa tutto quel poco di amarezza che ancora ci pervade. Una vittoria che benedice anche la settimana dei cambiamenti. Giovedì scorso si è aperta definitivamente una nuova era. L’arrivo, o meglio il ritorno, di Franco Baldini dentro Trigoria rappresenta l’inizio di un nuovo capitolo di storia giallorossa. Con tutto il rispetto per DiBenedetto & C. e per Sabatini, il nome di Baldini era il marchio di garanzia per questa nuova avventura

FOTO asroma.it

a stelle&strisce. Franco è un “top-manager” e rappresenta il fiore all’occhiello della nuova Roma. Senza di lui questa nuova Roma sarebbe come un tavolino con una gamba più corta, o un computer con l’hard-disk rotto. Da lui ci aspettiamo molto, anzi tutto. Verrà ripagato in grande stile dalla gente che lo ha riaccolto a braccia aperte. Da quelli che lo volevano già presidente, da chi in curva gli ha già scritto “Baldini presidente!”. Con lui sognare si può. Bentornato a casa Franco!


Ricominciamo 'aria da intellettuale un pò annoiato e in lotta contro la stupidità degli altri, la rarefatta aria britannica, fatta di brume e te. tutte cose, crediamo che, fra breve, sarannio per Franco Baldini, dolcissimi ricordi di una serenità corroborante ma forse anche pò "pallosa". Certo il lavoro non mancherà a Trigoria per il signore dalle citazioni (e letture) colte, che ha vissuto con dolore il distacco da Roma e dalla Roma ma ora se ne è riappropriato, come un soldato che torna da imperatore sul luogo di una battaglia perduta. Tutto il contrario di Simon Kjaer che, a dispetto dello stereotipo che vuole i nordici freddi,

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intangibili computer ha prima sbandato in campo neanche fosse un bambino su una Ferrari, e poi, come ha confessato ai mass-media, ha sofferto come un cane bastonato l'inevitabile anche se ingiusto ruolo di capro espiatorio che gli è stato da molti scaraventato addosso come un marchio infuocato. Franco Baldini dovrà stare molto vicino anche a Luis Enrique, ancora cittadino al di sopra di ogni sospetto, ma sempre pericolasamrente in bilico, in una città che divora il bene e il male come fosse un piatto di carbonara, fra l'honoris causa di genio e il nick name di Forrest Gump.

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La Roma americana è un progetto di (grande) squadra e Luis è un progetto di (grande) allenatore, per cui non vale il vocabolario del calcio che abbiamo imparato a memoria in questi anni: è un vantaggio, in teoria, visto che non ci divora l'assillo del risultato nè la tensione incontrollabile di chi deve far tornare tutti i conti; in teoria, dicevamo, perché la suddetta voracità ambientale (figlia di una passone autentica e cristallina, sia chiaro) non consente divagazioni eccessive, obbliga a guardare i tabellini come un bibliofilo i testi antichi. Luis deve imparare molto, è ovvio. Ma le sue idee, ancora bozzoli e semi e

non fiori e piante rigogliose, meritano rispetto e attenzione, anche perché poi non possiamo prendercela con la piattezza-palese- del calcio italiano, se uno che prova a realizzare (inventare ci sembra inappropriato) qualcosa di nuovo lo trattiamo alla stregua di Oronzo Canà.

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Attualità

Un ritorno Franco del figliol prodigo n’avventura, di quelle vere, tale da lasciare strascichi polemici e clamorosi ritorni: c’è tutto nella storia d’amore tra Franco Baldini e la Roma, un’infatuazione divenuta presto passione, un lavoro trasformato in ragione di vita prima di essere cancellato dal corso degli eventi. Anno 1999, la squadra giallorossa inizia a pensare in grande: sono finiti gli anni della “Rometta”, di un calcio spettacolo che porta tanti applausi ma pochi risultati, la svolta sportiva avviene dall’alto. Una simbiosi, cervello unico in tre teste per un progetto da mille e una notte: Franco Sensi è stufo, dopo troppi esperimenti (la transizione di Carlo Mazzone, l’abbaglio per Carlos Bianchi e l’utopia zemaniana) è arrivata l’ora di andare sul sicuro. La scelta, fisiologia, ricade su Fabio Capello, secondo elemento dell’immaginario trio delle meraviglie. Il terzo, non meno importante, è proprio Franco Baldini, entrato nel mondo Roma in punta di piedi e cresciuto nel cuore come nell’anima: c’è tempo per fare, per pensare, per agire, inutile soffermarsi subito sugli aspetti esterni, quello che conta è costruire una squadra che possa competere con le grandi potenze del Nord. Prima sportivamente, poi a livello politico. È il grande sogno, a cavallo tra la perseveranza di Don Chisciotte e la dialettica dei migliori statisti: sul campo, la squadra vola, dopo aver morso il freno per lo scudetto biancoceleste, l’estate del 2000 vede un mercato all’insegna dei colori giallorossi. Nomi altisonanti come quelli di Gabriel Batistuta e Emerson affiancati dalla scoperta Samuel e da comprimari di sicuro rendimento: funziona la collabora-

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zione tra Fabrizio Lucchesi (allora direttore generale) e Baldini, direttore sportivo rampante e competente. Sensi è il mecenate, Capello il braccio “armato”, Baldini l’ombra pensante: è l’apice di tutto, di un lavoro collettivo fatto di spese folli e vittorie storiche, un viaggio verso il terzo scudetto che consacra la visione del trio. La Roma, adesso, ha trovato la sua dimensione: il tricolore afferma che anche nella Capitale si possono ottenere dei risultati, una condizione che porta ad un inasprimento del conflitto ideologico tra le diverse realtà calcistiche. Franco Sensi, però, non è più solo: nel corso degli anni aveva provato a far aprire gli occhi a molti suoi colleghi, trovando spesso porte chiuse (vedi i vari Cragnotti e Tanzi) e censurabili voltafaccia (Moratti docet). Adesso c’è Franco Baldini e lo scontro avviene in campo aperto: i giornali vanno a nozze, ogni riunione di Lega, qualsiasi incontro più o meno ufficiale diventa il teatro di liti verbali o accuse sibilanti. Nel mirino ci sono i soliti, quel gotha del calcio incarnato da Luciano Moggi e la triade juventina, spalleggiati dagli inte-

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di Mirko Porcari ressi di Adriano Galliani: Calciopoli è ancora lontana, i tribunali e le penalizzazioni sono solo un’immagine viva nella testa di chi è pronto a dare battaglia. Gli anni immediatamente successivi allo scudetto sono segnati dalla malattia del presidente e da una situazione di assoluto empasse in seno alla società: cominciano ad intravedersi crepe sul piano economico, gli sforzi per allestire una compagine di prima fascia chiedono il conto inesorabilmente, impedendo il ripetersi di campagne acquisti da applausi. L’ultimo colpo, in puro stile thrilling, è Christian Chivu: arrivato a Roma dopo un blitz ad Amsterdam del direttore sportivo (18 milioni di Euro e nessuna sensazione di “ripiego” dopo lo sfumato assalto al brasiliano Lucio), è l’ultimo bagliore prima del periodo di austerity imposto dalle casse semivuote. Le battaglie di Sensi e Baldini sono quelle di un popolo, milioni di tifosi vessati da anni di ingiustizie malcelate e stanchi dei soliti giochi di potere. Ricordi. E parole. Rimane questo e poco altro, immagini da cartolina di due uomini diversi nello spirito ma vicini nell’istinto: è una cronistoria a colori che dipinge il percorso dall’inizio alla fine, dalle sfuriate del presidente in diretta tv agli abbracci di circostanza per la chiusura delle ostilità. Ed è qui che Baldini e la Roma si separano: l’inversione di rotta è quasi

inevitabile, il compromesso è dietro l’angolo con le basi gettate da Franco Sensi in un’ottobrata romana (all’Hilton, durante un incontro tra i massimi esponenti del calcio italiano, Moggi sotterra l’ascia di guerra giurando che “non ho mai voluto il male della Roma”) e consolidata dalle scelte di Rosella Sensi. La figura di Baldini, nel computo della neonata filosofia, risulta fuori luogo: la pace è fatta, la Roma si schiera. Mentre si consuma il dramma familiare, la società passa di padre in figlia per un futuro che si preannuncia lontano dal fronte: dopo l’ecatombe di allenatori dovuta alla confusione per la fuga di Fabio Capello, Baldini dice basta. Nel freddo di marzo del 2005, il comunicato della società diventa lo specchio di come i rapporti, nel tempo, si siano deteriorati fino a diventare una convivenza insostenibile: “L’A.S. Roma S.p.A. comunica di aver ricevuto in data odierna le dimissioni presentate dal Sig. Franco Baldini, dalla carica di Consulente di mercato della Società. L’A.S. Roma desidera ringraziare il Sig. Baldini del lavoro sin d’ora svolto per la Società e del contributo dato. In poche righe c’è la retrocessione dell’incarico, quel “consulente di mercato” che rappresenta il colpo di spugna a sei anni di matrimonio. Il resto è storia, un legame che si stringe con Capello e una vita che si intreccia a doppio filo: dove va il tecnico di Pieris, ecco Baldini, che sia Madrid o l’Inghilterra ha poca importanza, quello che conta è il tentativo di costruire qualcosa di importante. Il presente è il 19 ottobre, giorno in cui il destino dell’ormai ex consulente della Federazione inglese ha abbracciato di nuovo i colori giallorossi: ci sono tante cose da sistemare e tanto tempo da recuperare.

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Mal di trasferta palermo

’eliminazione ranno Hernandez, e Miccoli. Quedal turno prelist’ultimo, però, non è ancora al minare di Europa League, e il conseguente esonero di meglio della condizione fisica, e Pioli, sembravano le premesse di un fallimento di una potrebbe fare spazio a Pinilla. Un stagione che ancora doveva ancora nascere. E invece altro grande punto di forza della no! Questa volta, infatti, il presidente Zamparini e i rosa è la giovane età, merito di suoi collaboratori hanno stupito tutti facendo una coun grandissimo vivaio che sforna raggiosa rivoluzione della rosa, a cominciare dall’alletantissimi giocatori che si stanno natore: Devis Mangia, che agli occhi dei più doveva facendo valere in giro per l’Italia. essere un semplice traghettatore, è diventato il vero Il merito va anche a Walter Sabapunto fermo della squadra. Il nuovo tini che, prima di ditecnico ha totalizzato dieci punti nelle ventare direttore sporprime cinque gare, sfiorando il record tivo della Roma, ha ridi Guidolin, che nella stagione 2006coperto con grande 2007 conquistò dodici punti in sei professionalità lo stespartite. Il merito di questo ottimo iniso incarico nel club pazio va comunque diviso con i giocatolermitano da giugno del ri che, come ha detto uno dei nuovi 2008 fino a novembre arrivati Silvestre, stanno seguendo del 2010 vincendo lo gli insegnamenti dell’ex allenatore della “primavera” scudetto con la “primavera” nel con grande entusiasmo, e tanta voglia di dimostrare ai 2009. Domenica pomeriggio il vetifosi e all’Italia che il Palermo può fare tranquillamenro ex della partita sarà proprio il te a meno di Bovo, e Nocerino, e soprattutto del dirigente giallorosso. romanista mancato Pastore. Il modulo tattico adottato da Mangia è il 4-4-2, e la 33 formazione che sfiderà la Roma dovrebTZORVAS be giocare con Tzorvas tra i pali, Pisano e Balzaretti difensori di fascia, con Sil8 31 3 42 PISANO SILVESTRE MIGLIACCIO BALZARETTI vestre e Migliaccio difensori centrali.

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A centrocampo Bertolo opererà sulla corsia di destra, mentre dalla parte opposta ci sarà Ilicic. La coppia centrale di centrocampo, invece, sarà quella formata da Barreto e Della Rocca. In attacco gioche-

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IL MODULO 4-4-2

DOMENICA 23 OTTOBRE 2011 - STADIO OLIMPICO

ROMA-PALERMO PROBABILI FORMAZIONI ROMA Stekelenburg 24 Cassetti 77 Juan 4 N. Burdisso 29 Josè Angel 3 De Rossi 16 Perrotta 20 Pjanic 15 Lamela 8 Osvaldo 9 Bojan 14 Luis Enrique

JUVENTUS UDINESE CAGLIARI LAZIO NAPOLI PALERMO CHIEVO CATANIA PARMA ROMA

PALERMO 33 Tzorvas 31 Pisano 3 Silvestre 8 Migliaccio 42 Balzaretti 14 Bertolo 5 Barreto 7 Della Rocca 72 Ilicic 9 Hernandez 10 Miccoli

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FIORENTINA GENOA MILAN SIENA ATALANTA NOVARA INTER BOLOGNA LECCE CESENA

8 8 8 6 5 5 4 4 4 2

MARCATORI: 4 Palacio (Genoa) 3 Cavani (Napoli), Denis (Atalanta), Di Natale (Udinese), Giovinco (Parma), Miccoli (Palermo), Milito (Inter)

All. All. Mangia

A DISPOSIZIONE ROMA: 18 Curci, 5 Heinze, 87 Rosi, 19 Pizarro, 7 Taddei, 22 Borriello, 31 Borini PALERMO: 99 Benussi, 13 Aguirregaray, 4 Cetto, 20 Acquah, 16 Zahavi, 90 Alvarez, 51 Pinilla

CLASSIFICA

PROSSIMI TURNI

(26-10-2011) ATALANTA CESENA CHIEVO GENOA JUVENTUS LAZIO MILAN NAPOLI NOVARA PALERMO

INTER CAGLIARI BOLOGNA ROMA FIORENTINA CATANIA PARMA UDINESE SIENA LECCE

(30-10-2011)

BOLOGNA CAGLIARI CATANIA FIORENTINA INTER LECCE PARMA ROMA SIENA UDINESE

ATALANTA LAZIO NAPOLI GENOA JUVENTUS NOVARA CESENA MILAN CHIEVO PALERMO


RADIO MANA' MANA' SPORT - FM 88.100

“1927 la storia continua” TUTTI I GIORNI dalle ore 14 alle ore 18 conduce MAX LEGGERI in studio

Francesco Oddo Casano e Tiziano Riccardi

Posta del Capitano: Totti e i mass media eja o non Reja, derby o non derby, Francesco Totti oltre ad essere e rappresentare tutto ciò che ci può venire in mente dopo venti anni di storia riccamente percorsa, indirizzata e contrassegnata, di certo farà il suo ingresso nel mondo accademico come argomento di tesi di laurea. In particolare per quanto riguarda le facoltà di Scienze FOTO corsport/Bartoletti della comunicazione e Sociologia (ma si accettano anche tesi sperimentali in altre facoltà): se qualche studente ancora non ci avesse fatto un pensierino, offriamo il suggerimento (gratuito, il che di questi tempi è sempre buono) di studiare e approfondire quella che è stata l'evoluzione del capitano della Roma in materia di utilizzo dei mass media; senza snaturare la propria essenza di individuo, il che è già di per sé un capolavoro, ma d'altra parte non si è fuoriclasse per caso. Per quanto attiene alla mimica facciale, non c'è bisogno di precisare che le doti comunicative del Capitano (stavolta maiuscolo perché oltre alla definizione sottolineiamo l'affetto) siano veramente degne di un attore consumato; per una volta, non volendo Rocchi è riuscito ad aver ragione dunque. Ma nell'ultima conferenza (E' Reja...), a parte la battuta sul tecnico laziale pronunciata con la levità di un "cucchiaio", si è avuta la conferma di come e

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quanto Totti sia ormai riuscito a sintetizzare quella che è la propria essenza di persona, il proprio status di personaggio e l'utilizzo più idoneo del mezzo di comunicazione, in modo tale da sfruttarne al meglio sia le potenzialità, sia i benefici. Benefici sempre meritati, quando si riesce a veicolare positività attraverso un utilizzo corretto del canale comunicativo. Il giovane Totti era simpatico, un po' timido, attaccabile proprio per questo da chi voleva per forza esserne un detrattore (presaghi, questi signori, di quanto e come avrebbe incarnato una dimensione positiva di moderna romanità). Ma proprio per questo gli attacchi si sono rivelati, negli anni, sempre più vani, sempre più di cattivo gusto, sempre meno pertinenti. Il Totti maturo, uomo realizzato non solo per la sontuosa riuscita professionale ma per la saldezza del suo apparato morale e affettivo, cosa peraltro ben più importante, è un comunicatore che riesce a mostrare se stesso senza soggiacere al meccanismo, che parte dall'autoironia per sublimare quelli che in altri personaggi appaiono come dei limiti, che mostra un volto pulito dello show-business riuscendo a far percepire che nel suo caso è una pulizia autentica. Dunque, cari laureandi, sotto con la bibliografia, la prefazione per questa volta ve l'ho scritta io.

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Foto ANDREA CALORO


Foto ANDREA CALORO


Gianni Ippoliti

“Il progetto americano è intrigante e m’incuriosisce vedere dove ci porterà” 16

ome tutti i tifosi della Roma, anche Gianni Ippoliti vorrebbe possedere doti divinatorie per venire a conoscenza del futuro di questa nuova Roma a Stelle e Strisce. Una curiosità, quella del noto showman, piena di speranza e fiducia in un avvenire giallorosso pieno di successi e di soddisfazioni per il meraviglioso tifo romanista. Supporter della Magica che hanno dovuto mandare giù un derby perso, ma, a differenza del passato, sembra che l’abbiano fatto senza drammi. La Roma, infatti, sembra ormai proiettata verso un roseo futuro. Anche se c’è sempre un presente – vedasi Palermo – a cui pensare.

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Dopo cinque successi, si è perso un Derby. Il mondo Roma sembra quasi non essersene accorto, non le pare? Sono contento della reazione alla sconfitta con la Lazio. Se devo essere sincero, infatti, la squadra non mi è affatto dispiaciuta, anzi. Inoltre, non bisogna dimenticarsi

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che c’erano ben 9 esordienti in campo, ma la Roma ha giocato, specie nel primo tempo, un’ottima partita. Nel secondo, sia per l’espulsione che per gli acciacchi di qualche giocatore, la Lazio è venuta fuori e ha vinto, anche grazie a un pizzico di fortuna. La cosa che veramente m’ha fatto male di questo Derby è un’altra, e non l’aver perso.

Questo è vero e spero che nessuno le metta i bastoni tra le ruote. Per gli americani è inconcepibile che ci siano tutti questi ostacoli burocratici, che rendono difficile per chiunque andare a comprare un biglietto. Mi piace molto il modo in cui si stanno muovendo, il loro progetto m’intriga e m’incuriosisce allo stesso tempo.

Quale? Lo stadio semivuoto. Quando da ragazzo andavo in Curva Sud, mi ricordo che l’Olimpico, soprattutto nei Derby, era sempre pieno. Il vederlo con mezza Tevere deserta, è una cosa che mi fa stare veramente male. Ma, mi chiedo, perché non riempire quei posti con dei bambini o ragazzi delle scuole calcio romane. Dobbiamo fare in modo che la gente torni allo stadio, anche se mi sembra che si stia tentando di fare il contrario.

Curioso di cosa? Di sapere dove ci porterà. Sono fiducioso, però, che ci toglieremo molte soddisfazioni. La partenza mi sembra sia stata eccellente; sono stati scelti degli ottimi dirigenti, hanno preso giocatori giovani e un allenatore con delle idee innovative. L’importante è che a questa nuova Roma sia dato tempo e modo di diventare grande.

La nuova società, a dire il vero, ci sta provando con tutte le sue forze.

Discorsi di prospettiva a parte, ora c’è da pensare al prossimo impegno di campionato. La sua su Roma-Palermo. La vedo molto una partita sulla stile di quella con l’Atalanta. Difficile sulla carta, ma se la Roma gioca da Roma dovrebbe fare bottino pieno. Chiudiamo passando dall’Ippoliti tifoso al professionista. Quali sono i suoi progetti a medio lungo termine? Nulla di particolare. Continuerò a curare la mia “rassegna stampa gossip” il sabato mattina su Raidue. Purtroppo, al giorno d’oggi la Tv non ti permettere di sperimentare e di proporre idee nuove, come ero abituato a fare io un tempo.

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Questo spazio è riservato a tutti i Fans Club o Gruppi organizzati che vogliano far conoscere la propria esistenza e le loro iniziative. L’indirizzo per mandare testi e foto è: redazione@forzaroma.info

Il Roma Club Malta, affiliato all’AIRC, pochi minuti prima di assistere al derby nella sede sociale

Gianluca ricorda ai laziali dirimpettai un parte importante della loro storia… La piccola Sofia, giallorossa dalla nascita, posa davanti ad una foto del suo beniamino Francesco Totti

Roma-Palermo nel passato

Le bombe dell’Arcangelo Un gruppo di tifosi della Roma provenienti dalla Sardegna per assistere ad una partita della Roma all’Olimpico

Patrizia ci manda questa foto che la ritrae su una bellissima spiaggia delle Maldive. I colori del cuore si portano sempre con sé

Foto di gruppo per l’Unione Tifosi Romanisti dentro i locali della Mostra dedicata al “decennale del terzo scudetto” in mezzo a cimeli del passato

Un gruppo di tifosi ha notato Claudio Amendola in tribuna e non hanno perso l’occasione per una foto ricordo

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entisei febbraio 1950, Roma-Palermo 21. Aleksandar Arangelovich realizza la sua quarta doppietta in quel campionato, nel quale contribuirà non poco, visto che a fine stagione sarà il capocannoniere giallorosso, a tirar fuori la Roma dagli impicci della bassa classifica. Giocò una sola stagione qui da noi, Arangelovich. Ma, evidentemente, lasciò il segno. La sua fu una storia curiosa e inusuale per un bomber. Era un apolide, cioè privo di una nazionalità ben definita. Ciò non gli aveva impedito, ai tempi della sua militanza nella Dinamo Zagabria, di giocare nella nazionale jugoslava. Era sbarcato in Italia, a Padova, e lì non si era lasciato affatto bene coi dirigenti veneti, visto che vinse una causa intentata per pendenze eco-

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nomiche e burocratiche. Ancora più curioso fu il modo nel quale trovò sistemazione nella Roma. Lo notarono dirigenti giallorossi nel campo profughi di Cinecittà, confuso fra gli sfollati della Seconda Guerra mondiale e, ricordandosi del suo talento calcistico, lo ingaggiarono a campionato iniziato con stipendio alquanto ridotto, almeno fino a quando non avrebbe avuto “i 90’ nelle gambe”. “Arcangelo”, come lo aveva ribattezzato Gasperino, mitico tabaccaio dello Stadio Nazionale (oggi Flaminio), divenne subito beniamino dei tifosi, soprattutto per via delle “bombe” che scagliava verso la porta avversaria su punizione o su rigore. Gasperino lo usava un po’ come testimonial

della sua attività, visto che il suo grido di reclame era: “Oggi Arcangelo je sfonna la rete! Sigarette! Borghetti!”. E quel grido divenne un po’ lo slogan dell’intera stagione per i tifosi romanisti. A dispetto di un incendere non proprio fulmineo in campo, nonostante l’aspetto che denunciava molto di più dei 29 anni dichiarati alla sua personalissima anagrafe, la pelata e un’incipiente rotondità ventrale, Arangelovich segnò 11 reti in 20 partite, non male per un centrocampista. Poi a fine stagione, forse condizionato ancora una volta dal suo carattere bizzarro e particolare, salutò tutti per andarsene a Novara. Giocò in seguito anche nel Racing Parigi e Atletico Madrid. Ma la sua indole di “apolide” lo portò ad andare a spendere gli ultimi spicci del suo talento prima in Canada e poi in Australia come allenatore. E’ scomparso l’8 settembre del 1999 a Belgrado.

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On Air A tutto campo

“Vorrei un Luis Enrique più pragmatico” ontinua il nostro viaggio nell’etere romano per conoscere da vicino i protagonisti delle giornate radiofoniche tinte di giallorosso. Oggi abbiamo intervistato Patrick Von Bruck, in onda tutte le sere con la sua “A tutto campo” sulle frequenze di Radio Ies (FM 99.8) dalle ore 16:30 alle 19:30. Danno il loro contributo alla trasmissione Carlo Lazotti, Rino Tommasi, Carlo Zampa, Tonino Cagnucci (“Il Romanista”), Roberto Bernabai (La 7), Antonio Felici (France Football), Marcello Micci e Graziano Cesari.

Patrick Von Bruck Radio IES FM 99.8

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redazione sia composta da un gruppo fortemente consolidato, cambiare sia orario che pubblico è stata infatti una rivoluzione fino ad oggi gradita e molto positiva”

Patrick come nasce la tua passione giallorossa? “È nata purtroppo in una situazione che noi romanisti ricordiamo sempre con molto dolore. Era Roma-Liverpool e fui completamente rapito dalla bellissima atmosfera in cui era avvolto lo Stadio Olimpico. Se sono un grande tifoso lo devo però soprattutto a mio fratello.” Da due anni sei in onda su Radio Ies. Come procede questa nuova esperienza? “Ho cambiato radio dopo 6 anni e sono molto contento. Nonostante ormai la nostra

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di Andrea Corradetti Da grande romanista quale sei, come hai vissuto la serata post-derby? Ti è piacuta la Roma durante i novanta minuti? “È chiaro che per un tedesco come me aver perso un derby a causa di un gol di Klose è stata una grande beffa, ma sono convinto che sia una sofferenza abbastanza rimediabile. Sinceramente, arrivati a quel punto, non mi aspettavo di prendere gol, in quanto ero

fermamente convinto che la partita si fosse indirizzata ormai verso il risultato di parità. Da buon masochista quale sono ho visto la partita due volte. Ho sofferto e risofferto, ma sono sicuro che finiremo al 100% sopra la Lazio.” E’ tornato Baldini. Contento del suo arrivo e del lavoro della nuova società? “L’arrivo di Baldini mi rende veramente felice. Entrare dalla porta principale dopo esser stato ingiustamente allontanato dalla porta di servizio è sia per lui che per noi u-

na grandissima soddisfazione. Le sue battaglie a fianco di Franco Sensi sono per tutti i tifosi giallorossi la garanzia della sua grande integrità morale e della sua forte sensibilità professionale. È un grande dirigente e sono convinto che il suo arrivo farà riaccendere sicuramente il nostro entusiasmo. Per quanto riguarda il nuovo corso posso dire che la semina è stata buona e che presto spero si possano vedere i frutti tanto sperati. Cosa pensi di Luis Enrique come tecnico? “Il fatto che abbia delle buone idee è ormai sotto l’occhio di tutti. A volte però ha la pretesa di voler stupire troppo. Ha saputo correggere il tiro, ma lo vorrei ancora più pragmatico.” Come si risolverà la querelle legata al rinnovo di De Rossi? “Non sarà facile, ma penso che alla fine la tanto attesa fumata bianca ci sarà. Di sicuro c’è che Daniele non lascerà mai la Roma a parametro zero. Tra i nuovi arrivi c’è qualcuno che ha subito conquistato il tuo cuore? “Capisco l’impopolarità della mia risposta, ma punto forte su Maarten Stekelenburg. Oltre all’infortunio subito contro l’Inter, voglio sottolineare infatti come ogni gol subito sia stato frutto di tiri imparabili. È un grandissimo portiere e sono convinto farà grandi cose. Tra gli altri mi piace tantissimo anche Pjanic.”

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UN LIBRO DEDICATO A UN MITO VIVENTE: GIORGIO ROSSI l Roma Club Eur Torrino “Federica Del Poggetto”, unitamente all’Unione Tifosi Romanisti, presentano: “Il PRIMO della FILA. Storia di Giorgio Rossi: una vita con la Roma dal 1957 ai giorni nostri” scritto da Massimo Izzi. Il libro ripercorre, attraverso le vicende umane e professionali dello storico massaggiatore dell’A.S. Roma, la storia dell’Italia, sportiva e non, di questi ultimi 80 anni. Altresì, si rappresenta una parte significativa della vita dell’A.S. Roma, tanto che nelle pagine del libro appaiono, nello svolgimento della narrazione: 11 presidenti, 24 allenatori, 12 capitani ed oltre 1000 calciatori dei cinque continenti (giallorossi e avversari e tra questi, Pelé e Maradona). Il libro si divide in tre sezioni: La prima, documenta la vita di Giorgio e della sua famiglia, dagli anni drammatici del secondo conflitto mondiale, sino alla grande scelta professionale degli anni ‘50. La seconda, mette sotto la lente d’ingrandimento i suoi 54 anni alle dipendenze dell’A.S. Roma, infine nell’ultima sezione, sono state raccolte le testimonianze di 26 personaggi, tra dirigenti, allenatori e calciatori, che hanno avuto il modo di avva-

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lersi della collaborazione e dell’amicizia di Giorgio. Tra questi: Aldair, Ancelotti, Candela, Conti, Falcao, De Rossi, Montella, Totti, Rosella Sensi , Riccardo Viola, Mazzone e tanti altri. Il volume è arricchito da una serie di più di 200 foto a colori, prevalentemente inedite, messe a disposizione dall’archivio privato di Giorgio Rossi. Foto che, con la stessa intensità degli scritti, illustrano anche il rapporto privilegiato che Giorgio Rossi ha saputo coltivare con la straordinaria tifoseria romanista che, non a caso, in ogni occasione, ha saputo tributargli attestati di stima e di affetto. Non minore importanza, riveste, la documentazione dell’impegno sociale che negli ultimi dieci anni il Roma Club Eur Torrino “Federica Del Poggetto” ha condotto al fianco di Giorgio Rossi e con la disponibilità dell’A.S. Roma, promuovendo numerose iniziative sociali e di solidarietà. Anche questo libro, non poteva mancare di perseguire tale scopo e l’intero ricavato dell’opera, unitamente al compenso dell’autore, verrà destinato a favore del Reparto Oncologico Pediatrico dell’Ospedale Sant’Eugenio di Roma. La presentazione del libro avrà luogo a Roma, il 31 ottobre, alle ore 11, presso la “Sala Di Liegro” della Provincia di Roma, II Piano, Via IV Novembre 119, (adiacente a Piazza Venezia). L’evento sarà presentato dai giornalisti Simona Rolandi e Carlo Zampa. Luca Parmigiani

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