Issuu on Google+

EDITORIALE Un posto in Europa senza alibi IL DETECTIVE Una decisione senza compromessi ATTUALITÀ Silenzio, segna Borini L’AVVELENATA Penne di risonanza, casse d’inchiostro

Foto MAURO PENZO

IL DOPPIO POSTER Borini Lobont


QUINDICINALE DI SPORT, CULTURA E SPETTACOLO Anno XV - Numero 7 - Lunedì 19 marzo 2012

Direttore responsabile Massimo Limiti m.limiti@forzaroma.info

Un posto in Europa senza alibi ncredibile ma vero. Il campionato al quale stiamo assistendo ha lo stesso aspetto del calcio italiano in Europa: mediocre. Il livellamento verso il basso è diventato ormai imbarazzante. Ed è grazie a questo che la Roma oggi, dopo la vittoria importantissima di Palermo, si ritrova ancora a sognare per il terzo posto. Sì, è vero, si tratterebbe quasi di un miracolo, ma considerando la scarsa continuità di risultati delle altre squadre, gli uomini di Luis Enrique restano ancora in gioco. E la corsa verso un posto in Champions League potrà essere fatta mentre ci si assicura la possibilità di giocare l’Europa League, un obiettivo da non sottovalutare perché comunque porta soldi e consolida l’immagine in campo internazionale,

I

Impaginazione Renato Bosco Fotografie Mauro Penzo Direzione e redazione Via dei Giornalisti, 55 - 00135 Roma Cell. 334.3405952

Stampa : MORCONIA PRINT spa Zona Industriale,18 82026 Morcone (BN) Reg. Trib. Roma n. 485/96 del 1.10.96 Del contenuto degli articoli e degli annunci economici e pubblicitari sono legalmente responsabili i singoli autori. È vietata la riproduzione anche parziale di testi, grafica, immagini e spazi pubblicitari realizzati dalla Publimas.

uno dei principali dogmi dei nuovi proprietari. Quella che ci siamo messi ormai alle spalle è stata una settimana ricca di novità. La Roma ha intavolato una trattativa con un colosso mondiale come la Disney che porterà, quasi certamente, maggior introiti nelle casse di Trigoria, e poi l’ufficialità da parte della cordata americana del primo passo in vista della costruzione del nuovo stadio. Insomma la Società che si muove come Borini, uno dei principali protagonisti di questa stagione. Undici come Fabio ed i sogni diventeranno realtà.


Una decisione senza compromessi a spirale di nebbia fittissima che copriva il mondo giallorosso dopo il derby si sta, lentamente, diradando. Nessun proclama, nessun obiettivo da sbandierare, nessuna mira che faccia brillare gli occhi. Si deve necessariamente vivere alla giornata, coltivando giorno dopo giorno il fiore della speranza di partecipare a una Coppa europea la stagione prossima. Invero, un traguardo assolutamente alla portata di Luis Enrique, visto anche il livello non eccelso dei contendenti, alle prese con una oggettiva mediocrità e anche con qualche preoccupazione per una storia squallida – sulla quale non vogliamo assolutamente speculare – (Lazio); con la fine ingloriosa di un’epoca d’oro (Inter) e con una realtà edificante ma che poi, alla resa dei conti, mostra la corda di un organico non amplissimo (Udinese). Resterebbe il Napoli, che deve ora fronteggiare il fardello psicologico non indifferente di un sogno infranto brutalmente, ma che ha le potenzialità per

L

4

giungere almeno terzo. Diciamo almeno perché, al solito, le fanfare e le trombe dei musicanti di corte avevano, prematuramente, suonato peana e liriche in ono-

www.forzaroma.info

re del calcio italiano ritrovato ad altissimi livelli e che invece, alla resa dei conti, si ritrova quasi del tutto spogliato del suo originario contingente. Che il livello del calcio italico sia basso lo dimostra in modo incontrovertibile (non si offendano i biancocelesti) la Lazio: squadra provvista di un tasso tecnico bassissimo, tenuta in piedi da un giocatore e mezzo (Klose ed Hernanes), guidata da un allenatore con idee preistoriche, che si ritrova quasi in lotta per ottenere il passaggio diretto alla Champions League! Ma se Atene piange, Sparta non ride, anche se oggettivamente sono molto diverse, quasi opposte le realtà calcistiche in riva al Tevere. Se solo Luis Enrique trovasse una continuità nel gioco e nei risultati, non sarebbe precluso ai giallorossi nemmeno l’obiettivo del terzo posto, ma

la sconcertante umoralità dei giallorossi non consente di fare alcun progetto attendibile. In ogni caso, a cominciare dal Genoa, avversario che onestamente sembra fatto apposta per esaltare le caratteristiche aggressive della truppa romanista, in difficoltà con chi si difende asserragliato nel fortino, ma invece a suo agio con chi accetta (e sembra il caso di Marino) la sfida senza le ampolle del tatticismo. Ma le ultime undici partite serviranno anche per farsi un’idea definitiva su come costruire la rosa del futuro, anche se molto già si sa. Fondamentale è accettare o rifiutare Luis Enrique, non pretendere di cambiarlo, un po’ quello che successe con Zeman. Uomini, l’asturiano e il boemo, di un rigore morale e culturale quasi religioso, sicuramente draconiano ma al tempo stesso foriero di creatività e talento. Si vuole rischiare di guardare raggianti il sole e la volta dopo ripararsi dalla pioggia torrenziale? Si decida subito: criticarlo quando con la difesa alta prende gol ed espulsione ed elogiarlo quando, con lo stesso atteggiamento tattico fa gol dopo 3 minuti, è assurdo, incoerente e dannoso.

5


Attualità

Silenzio, segna Borini

a normalità, ad abbracciare una carriera in continua ascesa: in silenzio, con il coltello tra i denti, Fabio Borini è entrato nel cuore del popolo giallorosso, un amore coltivato e cresciuto senza proclami ma semplicemente correndo. E segnando. L’estate scorsa il suo nome non aveva acceso la fantasia dei tifosi: tra gli acquisti di Walter Sabatini era considerato un’alternativa dell’alternativa, un calciatore che avrebbe potuto occupare i tabellini nelle gare di Coppa Italia. Del resto, c’era Bojan Krkic: curricula e storie differenti, un viaggio dal fasci-

L

6

di Mirko Porcari praticamente nulla, una perfezione che suona fuori dal coro di una stagione altrimenti anonima: dieci reti e sudore garantito, quello che Carlo Ancelotti ha definito un “rompiscatole” (singolare l’aneddoto svelato da alcuni ex compagni nei “blues”, quando il giorno del suo esordio, per avere una maggiore concentrazione, ha voluto che fosse abbassata la musica all’interno dello spogliatoio) ha scalato le gerarchie di Luis Enrique puntando sull’impegno e la sostanza e non è un caso che Cesare Prandelli stia pensando a lui come possibile sorpresa dei prossimi Europei. Senza guardare troppo avanti, adesso c’è una campionato da onorare: un posto in Europa League è diventato l’obiettivo minimo per la Roma, in questo “Monday night” contro il Genoa l’imperativo è continuare a vincere, bissando i tre punti di Palermo. Con il coltello tra i denti “of course”.

no e dallo strapotere di Barcellona alla polvere solitaria dei campi inglesi, qualcosa di difficilmente paragonabile in termini di sogni e sensazioni. La storia, invece, ha plasmato due avventure completamente differenti, se lo spagnolo fatica a ritrovare gol e fantasia, all’ex Chelsea non manca

www.forzaroma.info

7


genoa

Misteri poco Preziosi

Il motivo per cui ni, e Belluschi, e la punta di diaPreziosi ha esonemante Palacio. Lo scorso anno rato Malesani, avvel’argentino era in procinto di lanuto all’indomani della sconfitta per 6-1 contro il Nasciare Genova, ma alla fine è ripoli, è stato solo l’occasione per mandare via un tecnimasto. Abbiamo la sensazione, co con cui ormai si erano formate delle nette diverperò, che questo sia l’ultimo anno genze di mercato, altrimenti perché mandare via un in rosso blu, e che la stagione allenatore che aveva portato il Genoa al decimo posto successiva vada a giocare in una con ventuno punti? Con l’arrivo di Marino la formaziosquadra con la maglia a strisce. ne ligure sta giocando a corrente Peccato: Palacio saalternata: le vittorie in casa conrebbe perfetto per tro Lazio, Napoli, e Udinese avegli schemi di Luis vano fatto ben sperare, ma le Enrique. L’attacco tante sconfitte in trasferta, e gli è completato anche ultimi pareggi faticosi contro Parda Sculli, tornato a ma Lecce, e Juventus hanno fatGenoa dopo il preto scivolare la squadra al dodicestito alla Lazio, e simo posto. Per questo motivo il Genoa non dovrà fare che vivrà questo match come un più passi falsi, affinché non corra il rischio di restare derby personale. Due sono gli ex coinvolto nella zona – retrocessione. E pensare che la romanisti: il primo è Bovo, l’altro rosa a disposizione di Marino non è così scarsa: Frey è è Cristiano Lupatelli, campione un sempre un ottimo portiere. Lo stesso discorso vale d’Italia nel 2001, e che ancora per la difesa, dove regna l’esperienza di Kaladze, e oggi evoca dolci ricordi nei caloMoretti, e dove l’ex compagno di squadra di Marrosi tifosi romanisti. quihno al Fluminense Carvahlo sta facendo bene. Le chiavi del centrocampo sono 1 FREY in mano a un bel giocatore come Veloso; a fare compagnia al portoghese ci sono 7 3 13 24 dei ragazzi navigati come Biondini, arROSSI CARVALHO KALADZE MORETTI rivato a gennaio dal Cagliari, Kucka, e Jankovic. Non è detto, però, che Ma4 88 11 27 rino possa mandare in campo Zè EBIONDINI JANKOVIC CONSTANT VELOSO duardo, oppure Belluschi. In attacco giocheranno Gilardino, arrivato 82 8 nel mercato di gennaio insieme GILARDINO PALACIO ai sopracitati Carvahlo, Biondi-

I

IL MODULO 4-4-2

8

www.forzaroma.info

LUNEDÌ 19 MARZO 2012 - STADIO OLIMPICO

ROMA-GENOA PROBABILI FORMAZIONI ROMA Stekelenburg 24 Rosi 87 Heinze 5 Kjaer 44 José Angel 3 Simplicio 30 De Rossi 16 Gago 19 Lamela 8 Borini 31 Osvaldo 9 Luis Enrique

CLASSIFICA MILAN JUVENTUS LAZIO NAPOLI UDINESE ROMA INTER CATANIA BOLOGNA PALERMO

GENOA 1 Frey 7 Rossi 3 Carvalho 13 Kaladze 24 Moretti 11 Jankovic 4 Veloso 88 Biondini 27 Constant 82 Gilardino 8 Palacio

CHIEVO ATALANTA GENOA SIENA FIORENTINA PARMA CAGLIARI LECCE NOVARA CESENA

34 33 33 32 32 31 31 25 20 17

MARCATORI: 19 Ibrahimovic (Milan) 18 Di Natale (Udinese) 16 Cavani (Napoli) 15 Denis (Atalanta)

All. All. Marino

A DISPOSIZIONE ROMA: 1 Lobont, 2 Cicinho, 20 Perrotta, 7 Marquinho, 23 Greco, 40 Piscitella, 14 Bojan GENOA: 22 Lupatelli, 20 Mesto, 25 Belluschi, 10 Birsa, 81 Sculli, 19 Jorquera, 9 Ze Eduardo

57 53 48 46 46 41 40 38 35 34

PROSSIMI TURNI

(25-3-2012) ATALANTA CESENA CHIEVO GENOA JUVENTUS LAZIO MILAN NAPOLI NOVARA PALERMO

BOLOGNA PARMA SIENA FIORENTINA INTER CAGLIARI ROMA CATANIA LECCE UDINESE

(1-4-2012)

BOLOGNA CAGLIARI CATANIA FIORENTINA JUVENTUS INTER LECCE PARMA ROMA SIENA

PALERMO ATALANTA MILAN CHIEVO NAPOLI GENOA CESENA LAZIO NOVARA UDINESE


Penne di risonanza, casse d’inchiostro na bella prosa o quantomeno una prosa efficace non bastano necessariamente a fare un buon giornalista; questo non è un semplice parere, comincia piuttosto ad assomigliare ad un dato di fatto, almeno in questa città. O, anche, si può affermare che il giornalista potenzialmente bravo non sia poi così interessato a dimostrarsi tale, in quanto troppo impegnato a conferire un piglio sensazionalista e polemico a tutto ciò che scrive. Per qualcuno, questo infatti vale per ogni articolo, per ogni uscita del quotidiano per il quale lavora. Ci sono gli stili e ci sono i tagli, più variegati possibile, che si possono dare alla propria prosa; quando però di una certa firma sai già prima che, quale che sia la questione trattata, darà al suo articolo un taglio malizioso, insinuante, da dico-non-dico perenne, allora questo alla lunga si trasforma in un limite. Poi può anche esserci, anzi ci sarà sicuramente, una quota di lettori che apprezza questo tipo di scrittura e che, pruriginosamente, va a cercarsi per primi un certo tipo di articoli; però resta il giudizio di fondo circa la sostanziale limitatezza di un’operazione del genere. Ad esempio, in questo periodo, oltre alla questione generale delle incertezze in cui si dibatte la “nuova Roma” (uso una definizione insulsa che non è mia, ma vedo e leggo che è piuttosto usata), con relativa divisione della tifoseria in correnti entusiaste a prescindere o criti-

U

che e sospettose anche all’eccesso, sta facendo molto discutere il personaggio Borini. Non l’efficacissimo attaccante, ovviamente, vera sorpresa di tutto il campionato italiano, ma l’uomo, il ragazzo schivo e ligio cui viene spontaneo il ruolo dell’antipersonaggio, che non viene invitato, pare, alle cene di gruppo, che rilascia dichiarazioni da primo della classe con cui indispettisce i compagni. Il goal importante, in prospettiva anche pesante di Palermo, è subito passato in secondo piano rispetto alla scena dell’abbraccio diplomatico e alla dietrologia che tutto il “ricamo” giornalistico si è portato dietro. Pare francamente eccessivo ed in alcuni casi anche sospetto questo voler sempre e comunque reiterare luoghi comuni, malizie, segretucci di Pulcinella sussurrati o suggeriti, dubbi sapientemente instillati con abili giri di prosa. Perché lo si fa? Perché l’eterno motto del “Bene o male, purché se ne parli” è oggi più che mai prevalente in un ambiente e una categoria che stanno via via impoverendosi di contenuti e di Stile (notare la maiuscola). A questo punto verrebbe anche naturale fare dei nomi, ma è proprio questo il calcolo di chi scrive in maniera tale da farsi sempre citare, avversare e magari anche insultare, pur di occupare sempre il centro della piazza. Almeno stavolta, non ci avranno: la pubblicità si paga.

www.forzaroma.info

11


Foto MAURO PENZO


Foto MAURO PENZO


Matilde Brandi

“Io, favorevole al progettogiovani di Luis Enrique” uando entrai allo stadio per la prima volta, avevo dodici anni. In programma c’era Roma-Dundee. Si dovevano recuperare due gol. Ci riuscimmo e io tornai a casa felice e innamorata di una maglia” Questa la breve “tifoso-grafia” di Matilde Brandi, attrice, ballerina, artista poliedrica ma, soprattutto, sfegatata supporter della Roma. Come lei

“Q 14

stessa ama spesso ripetere, non è la solita passione sportiva da soubrette, che dice di tifare per una squadra solo per moda, ma un vero e proprio amore per i colori giallorossi che porta con sé gioie e sofferenze. Come nasce la Matilde Brandi tifosa della Roma? Avevo dodici anni e la Roma giocava con lo scudetto sul petto. Un giorno venne a casa nostra un amico di mio fratello, che mi chiese se volevo andare a vedere una partita della Roma. Diciamo che non era una partita qualsiasi, bensì la semifinale di ritorno di Coppa Campioni tra la Magica e il Dundee. Match tosto, visto che i nostri erano chiamati all’impresa di dover recuperare due gol. Ricordo anche un titolo sul Corriere dello Sport che diceva: “Due gol, in fondo, non sono Dundee”. In ogni caso, decisi di andare, cosa che stupii i miei familiari visto che nessuno a casa mia è, ora come allora, un appassionato di calcio. Ci avvicinammo all’Olimpico, scendendo dal K2 (Via E. De Amiciis, ndr) e il mio amico mi aveva avvolto in uno sciarpone giallorosso. Entrai allo stadio e rimasi senza fiato nel veder così tanta gente. La Roma vinse e mi emozionai, non solo per l’impresa, ma anche nell’accorgermi di quanto la Roma toccasse i sentimenti delle persone. Da un ricordo del passato così dolce, al presente un po’ più amaro. Cosa pensa di questa Roma all’americana? Come tifosa, mi trovo spesso a soffrire – eufemisticamente parlando – per le molte sconfitte, che abbiamo subito in questi primi mesi. Devo dire, però, che il progetto in generale mi piace. Sono felice che si sia puntato sui

www.forzaroma.info

“Mi sono innamorata della Roma la notte della sfida al Dundee” giovani, a cui va dato del tempo per maturare. La stessa cosa vale per il tecnico, che di errori ne ha commessi, ma che mi sembra avere dalla sua lo spogliatoio. Se non sbaglio, vanno lette in questa direzione le dichiarazioni sia di Totti che di De Rossi, che continuano a ribadire la loro stima per Luis Enrique. L’armonia, che mi pare regnare tra giocatori e tecnico, è un fattore fondamentale per ottenere risultati. In una squadra, come nelle migliori famiglie, se non c’è unità d’intenti i risultati non arrivano. E’ contenta, quindi, di vedere la Roma piena di giovani promesse. Non pensa, però, che troppa gioventù sia causa di mancanza d’esperienza? I giovani, nel calcio come nella danza, vanno fatti maturare, solo così potranno arrivare a essere dei campioni. Io dirigo una scuola di danza e spesso mi capita di intravedere delle potenziali grandi ballerine tra le allieve dei primi anni. Per farle sbocciare del tutto, bisogna, però, dare loro il giusto tempo di maturazione. La stessa cosa, penso, vale per i calciatori. Chi è maturato da tempo, è un certo Francesco Totti. Cosa pensa del Capitano? Tutto il bene possibile. Totti è un esempio sia come uomo che come calciatore. E’ uno che ha rinunciato a vincere, in lungo e largo, con altre squadre, pur di continuare a vestire la maglia giallorossa. Questo vuol dire attaccamento a una causa. Lo stesso discorso vale per De Rossi. Dalla Matilde Brandi tifosa alla professionista. Quali sono i suoi programmi a medio-lungo termine? Si dipaneranno su un triplice binario: Televisione, Insegnamento e Pittura. Sto conducendo, infatti, un programma su Canale Italia dal titolo “La Canzone Regina”, in cui, ovviamente, la protagonista è la musica. Il 21 marzo inaugurerò la mia seconda mostra di quadri in un locale a Via Margutta. Infine, il mio impegno come insegnante di danza. Curo, infatti, un corso presso le strutture Axel dalle parti di Piazza Mancini.

www.forzaroma.info

15


Notizie del mese Questo spazio è riservato a tutti i Fans Club o Gruppi organizzati che vogliano far conoscere la propria esistenza e le loro iniziative. L’indirizzo per mandare testi e foto è: redazione@forzaroma.info

Disney-AS Roma

LUIS ENRIQUE COME ARCHIMEDE, PALLOTTA E IL TUFFO DI ZIO PAPERONE a Trigoria a Disneyworld, passando per Paperopoli: il viaggio romanista è di quelli che non si dimenticano, una storia disegnata con i colori giallorossi e la fantasia della Walt Disney, un connubio incredibile che lega il calcio al mondo della fantasia. Il management americano sta portando avanti un progetto che riguarda l’espansione del marchio societario nel mercato internazionale (sono previsti eventi e iniziative presso l’Espn Wide World of Sports, situato nel Walt Disney World Resort di Orlando, in Florida) e la Company statunitense sembra essere il partner ideale per una crescita esponenziale. Intanto, però, la tifoseria ha accolto con molta curiosità la possibilità dell’accordo: è stato quasi naturale cercare somiglianze tra i protagonisti della rosa e quelli partoriti dalla creatività della major, un divertente esercizio che ha coinvolto il popolo di Facebook e di Twitter, pronto a scatenarsi sulle colonne della nostra pagina ufficiale.

D

Uno dei nomi più gettonati, forse per la simpatia che ispira il suo viso, è stato Fabio Simplicio: paragonato al golosissimo Ciccio di Nonna Papera, il brasiliano gode della stima e dell’affetto del popolo romanista nonostante una stagione non proprio da protagonista. Un altro sorriso lo strappa Rodrigo Taddei: considerato ormai una vera e propria istituzione giallorossa, l’ex Siena è uno dei calciatori che riscuote maggior successo nel gioco delle somiglianze. “È come Paperino, non si capisce niente quando parla” scrive un divertito tifoso, mentre molti si soffermano sull’aspetto fisico, accostandolo a personaggi come Maga Magò, la Bestia e Shang. “Josè Angel, Bojan e Viviani sono come Qui,

16

www.forzaroma.info

Quo e Qua” simpatico il parallelismo che nasce dalla giovane età dei tre giallorossi: alla freschezza dei nipoti di Paperino si contrappongono l’esperienza e la saggezza di Manetta-Heinze (anche Tarzan, per la verità, calza a pennello) e Burdisso-Gambadilegno, un raffronto che attinge dalle sventure fisiche del difensore argentino. E Kjaer? Bè, lui è senza dubbio Paperoga… Tra i pali c’è chi assicura di avere uno Stekelenburg in versione Superpippo (c’è chi, invece, dice di aver visto Mr.Incredibile) mentre la panchina brulica di personaggi dal carisma innato: Luis Enrique come Archimede Pitagorico, una lontana parentela con lo Zichichi estivo conosciuto da Totti, capace di “inventare” un nuovo modo di approcciare il gioco del calcio ma, come è consuetudine per i grandi geni, compreso veramente da pochi. Tralasciando il lato filosofico-scientifico, la figura dell’asturiano è da molti avvicinata a quella di Pippo: effettivamente, se ricordiamo le avventure sportive del migliore amico di Topolino, non resta altro che cominciare a ridere. Immancabile, e non poteva essere altrimenti, Francesco Totti: è lui il protagonista, il numero uno in assoluto, colui che risolve l’irrisolvibile e rende facili le cose impossibili “Totti è come Topolino, la punta di diamante” La speranza, ovviamente, si materializza in Thomas Di Benedetto e James Pallotta: parlare di Zio Paperone è logico, non tanto per quelli che potrebbero essere i tratti somatici che li accomunano al vecchio Scrooge ma piuttosto per la ricchezza che incarna l’arcimiliardario paperopolese; più che i tuffi nella piscina di Trigoria, i tifosi sognano un James Pallotta intento a rilassarsi tra banconote e monete, magari ricordandosi di lasciare qualcosa per la Roma. Mirko Porcari

www.forzaroma.info

17


GRANDE SUCCESSO DEL PREMIO SETTE COLLI GIALLOROSSI enerdì 2 marzo, presso i locali della Mostra del terzo Scudetto della Roma in via Baccina, si è svolta la cerimonia di consegna del Premio Sette Colli Giallorossi. L’evento, organizzato e prodotto da Fabrizio Pacifici, arrivato ormai alla quinta edizione, prevede un riconoscimento promosso da Eventiroma.com a sportivi e tifosi vip giallorossi “fin dalla nascita” come affermato a più riprese da tutti i presenti. Durante la serata non è mancato nemmeno il fair play: infatti a un tifoso laziale, in questa edizione il direttore del cinema Aquila Fabio Meloni, è stato consegnato il premio derby Roma-Lazio.Non sono mancate le battutine e gli scherzi in vista del derby che si sarebbe tenuto due giorni dopo. “Ogni volta che organizziamo l’evento, la Roma vince il derby”, ha ironicamente commentato Pacifici. Inutile ricordare che anche ieri Reja ha rifilato ai ragazzi di Enrique il secondo 2-1 della stagione! A ricevere il Pal-

V

lone d’oro Romanista, conferito a un calciatore della Roma che si è reso protagonista nei derby del passato, è stato Sergio Santarini, l’indimenticato e indimenticabile Capitano che ha indossato la maglia della Roma ben 429 volte. Ad un’altra bandiera romanista il Campione d’Italia Odoacre Chierico, è stato invece assegnato il premio Sette Colli Giallorossi. Per la stampa è stato premiato il portale internet di Forza Roma uno dei siti più cliccati dai tifosi, ovvero ForzaRoma.info con il premio “Voce Romanista” consegnato al direttore del sito e della rivista Massimo Limiti. Riconoscimento anche per l’attrice Maria Rosaria Omaggio, che ha raccontato alcune scaramanzie prepartita. “Ogni domenica prima della partita, ci “mangiamo” l’avversario, ovvero giochiamo contro l’Inter o il Milan? Risotto alla milanese. Contro il Napoli? La pizza. Il problema è quando giochiamo contro la Lazio, avendo le stesse identiche pietanze. In questo caso digiuniamo!” Avranno fatto un’eccezione alla regola ieri? Alla showgirl e conduttrice radiofonica

www.forzaroma.info

Giada Di Miceli, e a Enrico Vanzina sceneggiatore di film cult come “Vacanza di Natale” e “Sapore di Mare”, il premio Romanista Vip. A Giancarlo Di Veglia, tifoso della Roma sempre al fianco della squadra (addirittura presente anche nei 25 minuto di recupero di Catania) il premio “Curva Sud”. A Mario Corsi conduttore radiofonico, il premio “SPQR” per l’impegno nel sociale. Alessio Nardo

sieme all’ex capitano erano presentiGianfranco Butinar, Claudio Moroni, Ettore Viola e l’avvocato Antonio Conte. Giacomo Losi ha esordito confermando che Roma è una città particolare e subito i suoi ricordi sono partiti dal giorno del suo tesseramento. “Mi affrettai ad andare al telefono pubblico, non c’erano ancora i telefoni nelle case e la Cremonese mi comunicò che ero stato ceduto ad una squadra di serie A. Tornai a casa e mi preparai per partire, tanta era la mia felicità che mi ero dimenticato di chiedere qual era la squadra a cui ero destinato. Partii ed arrivai a Bologna in treno, una volta scesi chiesi al dirigente chi doveva venire a prenderci del Bologna ed il mio accompagnatore mi disse che non mi fermavo a Bologna ma che aspettavamo un dirigente della Roma, solo allora seppi la mia destinazione. Con la Roma fu amore a prima vista”. “Il mio esordio fu nel ’54 in pre campionato con la Coppa Zenobi a 19 anni ed allora si

UNA SERATA ALLA MOSTRA IN VIA BACCINA CON I RACCONTI DI GIACOMINO LOSI na serata con Core de Roma tra ricordi e sorrisi. Giacomo Losi è stato l’ospite d’eccezione del classico appuntamento del lunedì ideato da Antonio Calicchia in via Baccina sede della mostra permanente dell’Unione Tifosi Romanisti sulla storia della Roma, che è diventato, nel corso delle settimane, il punto di riferimento della tifoseria che ama i colori giallorossi. Core de Roma ha entusiasmato i tantissimi sostenitori della Roma coni suoi ricordi. In-

U

usava così e si giocava contro la Lazio, il pubblico era fantastico. Il più bel gol lo segnai contro la Sampdoria nonostante avessi un infortunio all’inguine e segnai utilizzando la gamba buona”. Luca Parmiggiani

www.forzaroma.info

19


Roma-Genoa nel passato

Genoa puzza… di scudetto! ul finire degli anni Settanta, fra Roma e Genoa cominciarono a stabilirsi rapporti di collaborazione stretti e frequenti. L’allora presidente genoano Fossati e Gaetano Anzalone prima e Dino Viola poi, avevano fra l’altro un modo di porsi e di interpretare le cose del calcio, che confinavano molto, un tocco garbato e ironico e una correttezza di fondo che, spesso, i due avrebbero pagato a caro prezzo in un mondo con pochi scrupoli come quello del calcio. Queste affinità, li portarono fra l’altro a concretizzare affari di mercato che si rivelarono proficui per entrambi i sodalizi. Il culmine lo si toccò nell’affare Roberto Pruzzo, giovane bomber di Crocefieschi conteso a suon di miliardi dalle grandi società italiane. La spuntò la Roma a costo di un sacrificio abnorme per i parametri di allora: 3 miliardi e il prestito di Bruno Conti. Poi, qualche anno più tardi, l’affare Sebino Nela, che presentò più o meno le stesse

S

20

caratteristiche. Nel frattempo, Bruno Conti, previo un tira e molla fra Roma e Genoa, si era fatto le ossa ed era diventato un punto fermo della magnifica squadra che il Barone Liedholm aveva mirabilmente forgiato. Così, nella magica stagione 1982-’83, nella formazione base e fra i protagonisti di maggior spessore di quello squadrone inimitabile, c’erano ben tre giocatori, Pruzzo, Nela e Conti appunto, che erano stati svezzati all’ombra della Lanterna. E il 2 gennaio del 1983, quei giocatori erano tutti in campo al cospetto del loro passato, in un Roma-Genoa finito 2-0, una gara messasi presto bene con un autogol di Corti dopo appena 2’, che era stata poi messa in ghiaccio all’inizio del secondo tempo con una bomba terrificante di Agostino Di Bartolomei su punizione.

Ricorda Sebino Nela: “La maglia del Genoa è sempre stata una maglia pesante, di quelle che quando la indossi non te le togli più, e non ho difficoltà ad ammettere che il mio cuore è oggi diviso in due metà: una giallorossa, certo, ma anche una rossoblù”. Per Bruno Conti, invece: “Il Genoa è indubbiamente stata la società nella quale sono diventato un giocatore, la squadra dove mi sono formato ed ho acquisito quella professionalità da poter poi mettere al servizio della Roma. Un periodo che ricordo sempre con piacere e anche un pizzico di nostalgia”.

www.forzaroma.info

ABBIGLIAMENTO SPORTIVO, CASUAL E CALZATURE

Viale Giustiniano Imperatore 167 Metro San Paolo - tel.: 065417466/9 Viale Leonardo da Vinci 124 - Tel.: 065417488 c/o Centro Commerciale Gran Pavese Viale Cesare Pavese, 100 B I - Tel. 065020530



Forza Roma di Roma-Genoa del 19/03/2012