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Foto FABIO ROSSI


EDITORIALE

QUINDICINALE DI SPORT, CULTURA E SPETTACOLO Anno XV - Numero 3 - Sabato 12 febbraio 2011

Direttore responsabile Massimo Limiti m.limiti@forzaroma.info

rubrica a cura di Massimo Limiti

Ultima chiamata o non ho ancora deposto l’ascia, e credo ancora nello scudetto. O per lo meno ci credo fino a stasera. Se battiamo il Napoli siamo ancora in corsa, altrimenti ci meritiamo di non esserlo più. Troppe le occasioni gettate al vento, quelle che ci si sono proposte e riproposte servite su un piatto d’argento con tutte le altre che avanzavano a fatica e noi lì che non ne approfittavamo. Ora c’è da puntare tutto sul fattore campo negli scontri decisivi, ma c’è anche da prender punti in trasferta soprattutto con le squadre più deboli (almeno sulla carte). Io faccio la corsa sull’Inter perché la credo da sempre come principale nostra antagonista per la lotta allo scudetto. La cinquina rimediata a Milano ha dimostrato che tra noi e loro non c’è poi tutta questa differenza. Gli invidio solo la mentalità vincente dei giocatori simbolo e la cattiveria che mettono in campo. Via lo specchio, dunque, tiriamoci su le maniche e cominciamo a far punti. La prima tappa è in salita, contro un avversario che ha dimostrato di meritare il posto in classifica. Dipenderà solo da noi spengere il loro entusiasmo e frenarli nella volata. Mettiamo per un attimo da parte le vicende societarie e pensiamo a vincere e convincere. Impresa che la Roma di quest’anno ha troppe volte fallito. ■

I Impaginazione Renato Bosco

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IL DETECTIVE GIALLOROSSO Rubrica a cura di Claudio Urbani

Non sparate sul pianista Ranieri hi scrive non considera Ranieri la copia brizzolata di Van Gaal o la risposta italiana a Wenger, ma non ci piace affatto l’humus ambientale che si sta creando attorno alla figura e all’operato del tecnico testaccino. Non ci piace affatto la censurabile abitudine a trattarlo come un incompetente, come un parvenu al cospetto di Leonardo e Allegri (loro sì scienziati del pallone!). La Roma non gioca un calcio spettacolare, che ruba l’occhio, è vero; le potenzialità del gruppo giallorosso sono considerevoli, sicuramente non testimoniate dalla classifica attuale, è indubbio; i rapporti con alcuni calciatori di spicco non sono idiliaci, non si può negare, ma da qui a riversare su Ranieri la responsabilità di ogni nefandezza, ce ne corre. Non è certo colpa di Ranieri (come in malafede fanno credere alcuni apologeti a prescindere del Mito Totti) se la suddetta, fenomenale, storica icona del calcio giallorosso viaggia per i 35 anni, con il pesante fardello di due incidenti gravi subiti negli ultimi cinque anni. Non è certo colpa di Ranieri se il centrale titolare della nazionale brasiliana si traveste nel peggior Colonnese e fa perdere tre punti alla sua squadra; Non è certo solo colpa di Ranieri se al cospetto di quattro autentiche corazzate come Cesena, Bologna, Cagliari e Brescia la Roma raccoglie, in avvio, le briciole di due miseri punti. Intendiamoci, di errori il nostro ne ha commessi: su tutti, lo stravolgimento assurdo dell’assetto tattico a Monaco e a Napoli (partite comunque perse) oppure l’insi-

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stenza, degna di miglior causa, nel lasciare il fuscello Rosi alla mercè dello scatenato Di Vaio contro il Bologna. Sulla libertà (per usare un eufemismo) che ogni calciatore si sente in diritto di esercitare laddove si ritiene trascurato, l’assenza di una proprietà, quindi di un autorevole referente, crea inevitabilmente questo clima di anarchia, del quale è vittima lo stesso

Ranieri che, peraltro, è un uomo a metà, visto che il suo contratto molto probabilmente non verrà rinnovato (da chi, poi?) e questo certo non aiuta a fare di lui un freno alle polemiche, un baluardo per il

ripristino dell’ordine e della serenità. La gestione del gruppo, a dispetto degli ipercritici, sinora è stata difficile, complicata ma non così disastrosa come dicono i superesperti: la scivolata sulla buccia di banana dei quattro minuti di Totti è stata deprecabile, è vero, ma non al punto da crearne un caso diplomatico; cosa dovrebbe dire allora Vucinic, spedito in campo a dieci dalla fine col Catania e poi autore della doppietta decisiva? ■

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STORIA GIALLOROSSA Rubrica a cura di Danilo Leo

Roma-Napoli nel passato

Sebino è rimasto "uno di noi" nche se ad un certo punto, come sovente capita nella vita di un professionista del calcio, ha dovuto far la valige e andarsene a giocare da un’altra parte, Sebino Nela è sempre rimasto “uno di noi”, uno di quelli il cui cuore continua a palpitare per le sorti della “Maggica”. Uno di quelli che, una volta appesi gli scarpini al fatidico chiodo, si è definitivamente stabilito a Roma. Nela arrivò alla Roma nel 1981. Appena giunti al ritiro di Riscone di Brunico, Niels Liedholm profetizzò subito che solo lui avrebbe potuto battere il record del percorso attorno all’albergo scelto per il romitaggio giallorosso, circuito che misurava circa tremila metri, fino a quel momento detenuto da Francesco Rocca. Andava forte Sebino. E non rallentò mai, neanche quando dovette traslocare di faascia, dalla sinistra alla destra, perché la Roma aveva acquistato prima Marangon, poi Aldo Maldera. Anzi, costituì sulla destra una catena fatta di mancini, insieme a Bruno Conti, che rimane per la Roma forse la migliore mai avuta. Fisico esplosivo, con una muscolatura delle gambe tale da guadagnargli il nikname di Hulk (come l’incredibile supereroe portato sullo schermo da Lou Ferrigno), velocità di base impressionante e tiro al fulmicotone (nella Roma ha segnato 19 reti in 395 presenze), buona predisposizione al cross anche di destro. In nazionale non è riuscito a trovare lo spazio che avrebbe meritato. Una volta ci raccontò che

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quando si affacciò in azzurro, terzino sinistro giocava un monumento del calcio italiano: Antonio Cabrini. Quando lo juventino mostrò la corda e Nela era in procinto di prenderne il posto, un bravissimo infortunio, il 10 maggio del 1987 in una partita contro la Sampdoria, lo costrinse ad una lunghissima assenza. E quando tornò sui suoi livelli, un anno dopo, era arrivato in azzurro un difensore di fascia forse anche più grande di Cabrini: Paolo Maldini. Così, solo 5 maglie azzurre, la partecipazione ai mondiali del 1986 in Messico anche senza mai giocare. Del resto, in campo non era mai stato fortunatissimo. Oltre all’incidente sopra citato, gli capitò una disavventura che poteva avere anche risvolti drammatici: l’11 marzo del 1984, durante Napoli-Roma, si scontra fortuitamente con Bonetti e cade a terra svenuto, vittima di un arresto cardiaco. La prontezza di un massaggiatore che gli pratica respirazione bocca a bocca e massaggio cardiaco, gli salva la vita. A Roma resta 11 stagioni. Poi, nell’autunno del 1992, quando capisce che zio Vuja Boskov non lo vede un granchè, non si rassegna a un ruolo da comprimario e, chiamato da Ottavio Bianchi, va a spendere gli ultimi spiccioli di una luminosa carriera a Napoli. E il 21 marzo del 1993, con il cuore in tumulto, ritornò all’Olimpico con una maglia diversa da quella giallorossa indossata per così tanto tempo. ■


ROMA-NAPOLI PROBABILI FORMAZIONI ROMA Julio Sergio 27 Cassetti 77 Juan 4 Loria 15 Riise 17 Taddei 11 Perrotta 20 De Rossi 11 Simplicio 30 Borriello 22 Vucinic 9 Ranieri Doni G.Burdisso Castellini Rosi Greco Totti Menez

NAPOLI 26 De Sanctis 14 Campagnaro 28 Cannavaro 6 Aronica 11 Maggio 5 Pazienza 23 Gargano 8 Dossena 17 Hamsik 22 Lavezzi 7 Cavani

All.

All. Mazzarri

32 25 3 87 23 10 94

1 13 18 21 77 9 99

Iezzo Santacroce Zuniga Yebda Sosa Mascara Lucarelli

49 46 44 42 40 40 39 38 32 31 29 29 28 27 26 24 23 22 21 14

* UNA PARTITA IN MENO

PROSSIMI TURNI

(20-2-2011) BOLOGNA CHIEVO FIORENTINA GENOA INTER LAZIO LECCE NAPOLI PARMA UDINESE

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PALERMO MILAN SAMPDORIA ROMA CAGLIARI BARI JUVENTUS CATANIA CESENA BRESCIA

(27-2-2011)

BARI BRESCIA CAGLIARI CATANIA CESENA JUVENTUS MILAN PALERMO ROMA SAMPDORIA

FIORENTINA LECCE LAZIO GENOA CHIEVO BOLOGNA NAPOLI UDINESE PARMA INTER

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NEMICO

Rubrica a cura di Alberto Balestri

CLASSIFICA MILAN NAPOLI INTER* LAZIO PALERMO UDINESE ROMA* JUVENTUS CAGLIARI CHIEVO FIORENTINA* BOLOGNA* GENOA SAMPDORIA PARMA LECCE CATANIA BRESCIA CESENA BARI

napoli Anche l'asino vola OCCHIO

SABATO 12 FEBBRAIO 2011 - STADIO OLIMPICO

MARCATORI 18 reti: Cavani (Napoli) 16 reti: Di Natale (Udinese) 15 reti: Eto'o (Inter) 14 reti: Di Vaio (Bologna) 13 reti: Ibrahimovic (Milan); Matri (Juventus) 10 reti: Borriello (Roma)

essuno si sarebbe mai immaginato di vedere il Napoli secondo in classifica a tre punti dal Milan; nessuno, però, si sarebbe mai aspettato di vedere una Roma settima in classifica, (con una gara da recuperare), a sette punti di distanza dai partenopei. Al di là dei demeriti della formazione di Ranieri, la seconda posizione del Napoli è meritatissima, ed è figlia dell’ottima programmazione del presidente De Laurentiis e dei suoi collaboratori. I meriti sono anche del tecnico Mazzarri, che ha plasmato questa squadra secondo le sue qualità: forza, grinta e voglia di vincere. Il Napoli, come del resto tutte le squadre allenate dall’ex allenatore della Sampdoria, non ha un gioco, ma si regge sulle parate di De Sanctis, e le invenzioni del suo trio-meraviglia: Hamsik, Lavezzi, e Cavani. Tuttavia l’approccio mentale alla gara, e tutte quelle reti segnate nei minuti finali sono figlie della carica agonistica, e

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della mentalità vincente che Mazzarri ha inculcato ai suoi giocatori. La formazione che affronterà i giallo rossi nello scontro diretto per la Champions League sarà con De Sanctis in porta, e una difesa a tre formata da Aronica, Cannavaro, e Santacroce. A centrocampo dovrebbero giocare Maggio come laterale di fascia destra, e Zuniga a sinistra, mentre Yebda, e Gargano dovrebbero essere i centrali di centrocampo. Hamsik agirà da tre quartista dietro le punte Lavezzi e Cavani. A disposizione del tecnico toscano ci saranno il secondo portiere Iezzo, difensori Campagnaro, Grava, e l’ex laziale Cribari; la rosa dei centrocampisti è completata dall’ex romanista Blasi, Pazienza, Sosa, e Dossena, mentre Lucarelli e l’ultimo arrivato Mascara completano il reparto d’attacco. Non 26 sarà facile battere questo Napoli, specialDE SANCTIS mente se la “Corte Federale” dovesse bocciare il ricorso a Mexes: Ranieri, infatti, si 6 28 14 troverebbe senza due centrali difensivi ARONICA CANNAVARO CAMPAGNARO forti vista anche l’assenza di Burdisso. Mazzarri lo sa bene e, pure se ha am8 23 5 11 messo che la sua squadra affronterà DOSSENA GARGANO PAZIENZA MAGGIO una gara terribile, a microfoni spenti 17 22 avrà già impartito delle lezioni al HAMSIK LAVEZZI suo “trio delle meraviglie” su come 7 sfruttare le eventuali carenze tecIL MODULO CAVANI niche della difesa romanista. ■ 3-4-2-1

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L’AVVELENATA Rubrica a cura di Paolo Marcacci

Forse allora è triste l'Inter... uesto, alludo a ciò che abbiamo visto e sentito dopo Inter-Roma, è uno di quei casi in cui il dopopartita rischia di essere peggio della partita; certo ce ne vuole, ma forse dopo il 5-3 (con parziale di 4-1 a metà del primo tempo) decretato dal terreno del “Meazza” più di un componente della sfera tecnica giallorossa è riuscito nell’impresa di indispettirci di più delle sviste di Julio Sergio, del troppo spazio lasciato al centrocampo nerazzurro, delle occasioni sprecate sotto porta quando si era nel vivo della gara. Sento infatti che Borriello, appagato dalla spettacolarità della partita, si è divertito, beato lui e che a parte l’irrilevante dettaglio del risultato è soddisfatto della prestazione complessiva. Sento anche che Ranieri fa i complimenti alla squadra per come si è comportata e per la prestazione globale, a parte i cinque goal incassati e che insomma c’è soddisfazione per il pallottoliere bollente di San Siro. Roma contenta ed appagata, mi verrebbe da dire, se non fosse che poi arriva il commento dei tifosi, che forse l’hanno vista in maniera un po’ diversa e per l’ennesima volta hanno assaporato l’amarezza che lascia in bocca l’aver assistito all’ennesima “incompiuta” di Vucinic (il migliore) e com-

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pagni. Si perché il fatto di aver giocato un calcio a tratti sontuoso in fase offensiva, senza però concretizzare cotanta bellezza, rappresenta chiaramente un’aggravante, un surplus di rammarico per aver steccato all’ennesimo crocevia utile di un campionato strano ed incompiuto anch’esso, ma che non aspetta all’infinito e che soprattutto prima o poi smetterà di perdonarci i treni persi e le battute d’arresto inaspettate, non tanto contro l’Inter ma contro i vari Brescia che rappresentano la maggioranza degli avversari e quindi dei punti a disposizione. Che queste accadano anche al Napoli o al Milan, non è certo né un alibi né una diminutio alle colpe della Roma, semplicemente perché Napoli e Milan ci sopravanzano in classifica. Quindi, ci fa piacere che Ranieri o Borriello prendano con tanta serenità serate come quella di domenica scorsa, solo che vorremmo cominciare a divertirci pure noi, che magari abbiamo il difetto di non accontentarci dei complimenti di Sky o di Mediaset Premium, se poi i punti vanno agli altri. Mi ostino infatti a pensare che domenica, alla fine, fossero più contenti gli interisti. ■

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Cercasi mentalità vincente di MIRKO PORCARI utostima e fiducia in se stessi: è fatta di queste due caratteristiche la mentalità vincente, il prodotto di un processo che nella Roma si cerca di costruire da tantissimo tempo. “A Roma è più difficile vincere rispetto ad altre piazze”.

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Fabio Capello era partito da questo presupposto accettando la sfida capitolina, armato di una squadra formidabile aveva cercato di sfatare un tabù accresciuto da anni di digiuno. Scudetto e stagioni di rimpianto, una bacheca appena rimpinguata guardando alla rosa messa a disposizione dalla società. “Roma è l'eccesso, in senso negativo e in senso positivo” una realtà, forse, con cui hanno dovuto convivere tecnici

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e calciatori durante la pluriennale storia giallorossa. La passione e le pressioni, spesso e volentieri, hanno fornito comodi alibi a chi, nel corso del tempo, ha sfoderato prestazioni non all'altezza: chiudendo gli occhi di fronte a stipendi da nababbo, a rotazione si è sentito parlare di “scarse motivazioni” o “giocatori appagati” come se si fosse vinto tutto; un imborghesimento graduale nascosto dietro impennate d'orgoglio e singole giocate, una sorta di contentino atto a placare una tifoseria mai avara di affetto. La Roma di oggi,

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sulla carta composta da campioni e ottimi elementi, ha dimostrato di peccare a livello caratteriale: non c'è esempio più calzante per illustrare quanto non sia sufficiente allestire una rosa competitiva senza il supporto della giusta mentalità e della totale abnegazione al lavoro. Tra poco inizierà una nuova era, chissà che la svolta al vertice non possa portare una diversa consapevolezza nei mezzi di chi, fino ad ora, ha lasciato il segno più con le parole che con i fatti. ■


Foto ANDREA CALORO


Foto ANDREA CALORO


Foto FABIO ROSSI

Quindicinale d'informazione sportiva - 12 febbraio 2011

Editore: Dacral Srl


QUINDICINALE DI SPORT, CULTURA E SPETTACOLO Anno XV - Numero 3 - Sabato 12 febbraio 2011

Direttore responsabile Massimo Limiti m.limiti@forzaroma.info

EDITORIALE rubrica a cura di Massimo Limiti

Non meritiamo tutto questo Questa stagione sarà senza dubbia una di quelle che, come direbbe Lotito, “rimangheranno nella storia” di questi 83 anni di vita giallorossa catalogata sotto il titolo de La stagione dei rimpianti e delle lunghe attese. I rimpianti per le tante occasioni perse in un campionato mediocre, il primo senza la solita Inter che domina, e con una rosa competitiva su tutti i fronti. Le attese per l’interminabile telenovela che caratterizza le giornate dei tifosi con le voci di cordate straniere, italiane, viaggi di banchieri, e fondi di investimento che spariscono in poche ore. In campo c’è una squadra senza attributi, senza gioco e senza cuore, con un allenatore che sta perennemente con le braccia conserte. Si sogna ad occhi aperte aspettando l’arrivo del paperon de’ paperoni straniero mentre all’orizzonte arriva un italo-abbruzzese che promette solo di valorizzare il marchio (solo quello? mah..). Il tifoso romanista merita tutto questo? ■

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Impaginazione Renato Bosco

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dalle amichevoli agostane, così tanto, da subire inevitabilmente, una flessione nella seconda metà del girone di ritorno. Ed è proprio su questo comportamento delle squadre di Mazzarri, che tutti noi tifosi avversari ci siamo basati. Non è vero forse, appassionato romanista che stai leggendo queste note?? Ma tutto questo è stato vero negli anni passati quando il livornese allenava altre squadre e in altre piazze !! Quest’anno invece, con lo stato di grazia che accompagna ogni giocata del suo bomber Cavani, fino a questo momento, la squadra sembra volare. Tocca a noi quindi o meglio ai nostri ragazzi in maglia giallorossa, cercare di arrestare

Quando si dice... incontro decisivo di ROBERTO CIAMPOLILLO

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arrivato il momento, cari amici e compagni di fede giallorossi!!! Dentro o fuori! Non possiamo permetterci di sbagliare questa partita con la squadra rivelazione del nostro campionato di calcio!! Che il Napoli abbia dei giocatori che già l’anno passato avevano dimostrato di essere sopra la media è un dato di fatto e che Mazzarri sia un grande motivatore e molto competente nel campo della preparazione atletica è assodato e confermato dal modo di stare in campo di tutte le squadre che il bravo allenatore livornese ha allenato sino ad ora. Anzi se proprio vogliamo essere pignoli, le sue squadre hanno sempre corso, sin

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l’ascesa dei napoletani e farli ritornare con i piedi per terra, loro e i loro tifosi, che mai si sarebbero aspettati un rendimento così elevato e che, come al solito, quando vincono non si tengono più e diventano veramente

il dodicesimo in campo, mentre alle prime avversità, girano le spalle alla propria squadra e le invettive e gli sfottò si sprecano allo stadio San Paolo. E che avremmo dovuto fare noi vecchi tifosi giallorossi che tutte le volte nella nostra storia di tifo senza fine, siamo stati traditi sul più bello dal comportamento in campo dai nostri baldi giovani in casacca giallo ocra e rosso pompeiano ?? Ma la gara che si presenta così ostica questa sera , sarà molto utile riteniamo, per cominciare a vedere chi è da ROMA per il prossimo anno e cioè chi è in grado di far valere le doti di esperienza di tanti incontri giocati ad alti livelli in Italia e all’estero, a confronto di giocatori che pur bravi e affamati di gloria , sono nuovi a tali prosceni. Vogliamo dire che non basta la classe e il nome ma bisogna dimostrarlo contro avversari che spesso con nomi e carriere alle spalle, minori dei nostri, si battono alla morte per capovolgere le gerarchie acquisite. Ragazzi, se siete più forti, dovete dimostrarlo voi sul campo, non a parole ma con i fatti !! Noi tifosi come sempre, vi saremo vicini fino all’ultimo fiato in gola, ma voi giocatori, in campo, battetevi sempre alla morte per questa maglia che milioni di tifosi seguono con trepidazione, passione e così grande amore , che solo chi è tifoso giallorosso può capire interamente nel profondo dell’anima. ■

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L’angolo del tifoso Questo spazio è riservato a tutti i Fans Club o Gruppi organizzati che vogliano far conoscere la propria esistenza e le loro iniziative. L’indirizzo per mandare testi e foto è: redazione@forzaroma.info

La piccola Sofia posa accanto a capitan Totti per la gioia di mamma Michela e papà Michele

La mitica Cinzia, socia del R.C.Eur Torrino, festeggiata dagli amici nel giorno del suo compleanno alla presenza di Giorgio Rossi, storico massaggiatore della Roma

Stella e Valentino e la loro comitiva di amici fotografati in Curva Sud

Una delegazione dell'Unione Tifosi Romanisti fanno visita ai tre ex giallorossi. Zotti, A.Conti e Wehab oggi al Bellinzona durante il ritiro alla Borghesiana.

Una rappresentanza del Roma Club Eur Torrino nel settore ospiti di Cesena

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L'Unione Tifosi Romanisti segue la Roma in Italia e in Europa,. Ecco una folta rappresentanza in occasione della trasferta di Cesena

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vitadiclub PREMIO "AMEDEO AMADEI" AL GIOVANE PETTINARI

PIGLIACELLI FESTEGGIATO DAL ROMA CLUB RIGNANO “F. SENSI”

i è svolta il 31 gennaio a Frascati la seconda edizione del Premio Nazionale “Amedeo Amadei” assegnato al più giovane esordiente in Serie A della stagione 2009-2010 si è svolta nella sala degli Specchi del Comune. . La preziosa statuetta riportante il “fornaretto di Frascati” è stata consegnata direttamente dal Campione giallorosso Amedeo Amadei a Stefano Pettinari come il più giovane esordiente in A tra le due squadre romane nella stagione 2009-

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stata una gran bella festa quella organizzata dal Roma Club Rignano “Franco Sensi” serata che ha radunato i Roma Club di Roma Nord come quelli di Blera, Cesano, Faleria, Mazzano Romano, Sant’Oreste e Soratte. Ospite d’onore è stata la signora Maria Sensi, che ha risposto con piacere all’invito del Club nel quale militò il fratello Rino. Insieme a lei in rappresentanza della squadra è venuto il giovane portiere Mirko Pigliacelli romano ma di famiglia rignanese. L’estremo difensore giallorosso è diventato subito una realtà all’interno della rosa a disposizione del tecnico Ranieri che lo sti-

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ma tantissimo, oltre ad aver ottenuti numerosi successi difendendo i pali della squadra Primavera. Riuscitissima l’organizzazione della serata grazie al lavoro di Salvatore Nori, presidente del Roma club e dei soci Carlo Papini e Rodolfo Baldolini, che hanno fatto gli onori di casa ai circa 150 partecipanti. Per l’Unione Tifosi Romanisti, al quale i Roma Club sono affiliati, c’erano il presidente Fabrizio Grassetti ed il tesoriere Romeo Capelli che hanno distribuito del materiale giallorosso e copie della nostra rivista a tutti i partecipanti. Al termine della serata e a ricordo della stessa il giovane portiere giallorosso ha regalato al Roma Club una sua maglia Champions numero 41 autografata. Marcia A.Silva

2010. Lo stesso riconoscimento realizzato su targa è andato al settore giovanile della AS Roma per il prezioso lavoro svolto sui giovani calciatori ed è stato ritirato dalla Signora Maria Sensi, che assieme alla presenza del mitico Giorgio Rossi hanno dato alla serata una magica atmosfera giallorossa. La statuetta, in oro, è stata assegnata al calciatore della Fiorentina Babacar che per impegni improvvisi con la squadra non ha potuto ritirare direttamente il premio. Mauro Penzo

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Romanisti nello Sport vitadiclub IL R.C.MONTECITORIO FESTEGGIA CON ROSI E SCAGLIA Si è svolta martedì 8 febbraio, presso il circolo Montecitorio, in via dei Campi Sportivi, una cena sociale del Roma Club Montecitorio presieduto dall'on. Paolo Cento. Tanti i soci che hanno partecipato tra i quali attuali o ex parlamentari e deputati. I

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partecipanti “La sconfitta contro l’Inter ci lascia l’amaro in bocca, - le parole di Paolo Cento ai microfoni dei cronisti - dico sempre che la Roma è penalizzata dal discorso della Tessera del tifoso, perché a Milano sono convinto che con diecimila tifosi al seguito la partita della Roma sarebbe stata diversa. Il nuovo acquirente? Noi, come Roma Club Montecitorio abbiamo sem-

pre tenuto un profilo lineare; accoglieremo a braccia aperte chi comprerà la Roma, a condizione che rispetti questa squadra questa città ed i suoi tifosi, senza distinzione di passaporto, purchè rispettino Roma squadra e Roma città, perché la Roma non è solo un insieme di titoli in borsa, ma è passione. Ci attendiamo grandi cose perchè trovano una Roma ai vertici del calcio italiano ed europeo e quindi vogliamo migliorare di più Non basta essere stranieri per rompere gli equilibri. Come sempre vogliamo vedere prima i fatti e poi giudicheremo. Discorso scudetto non è ancora chiuso. Ce la dobbiamo giocare fino alla fine”. Arriva Aleandro Rosi in rappresentanza dell'AS Roma, accompagnato dal team manager Salvatore Scaglia. Il giocatore, dopo qualche minuto,fa il giro dei tavoli per le consuete foto ricordo e la firma di numerosi autografi. Rosi si concede ai cronisti per un paio di bat-

tute all’indomani del pareggio con il Brescia e della sconfitta contro l’Inter “Quando scendiamo in campo diamo sempre il massimo, ma poi ci sono anche gli avversari. Le difficoltà ce le hanno avute anche l’Inter e le altre concorrenti Noi puntiamo allo scudetto, poi in secondo ordine la Champions e la Coppa Italia. Nello spogliatoio non ci sono problemi, siamo tranquilli. Io sono stato utilizzato poco ma il campionato è ancora lungo ci sono tante partite. Sabato? Vediamo, uno vorrebbe giocare sempre ma adesso vediamo che deciderà il mister”. Gianluca Lengua

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Forza Roma e Roma Mai Sola di Roma-Napoli  

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