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Foto FABIO ROSSI


EDITORIALE

QUINDICINALE DI SPORT, CULTURA E SPETTACOLO Anno XV - Numero 2 - Mercoledì 2 febbraio 2011

Direttore responsabile Massimo Limiti m.limiti@forzaroma.info

Impaginazione Renato Bosco

Fotografie Luciano e Fabio Rossi Andrea Caloro

Direzione e redazione Via dei Giornalisti, 55 - 00135 Roma Tel. 06.35450641 - 334.3405952

Stampa : Arti Grafiche Fracassa Srl Via di Vigna Girelli, 81 - Roma tel. 06/6539705

Reg. Trib. Roma n. 485/96 del 1.10.96

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rubrica a cura di Massimo Limiti

C’è sempre un Fioranelli dietro l’angolo e cronache degli ultimi giorni danno ragione a chi, come Forza Roma e chi sta scrivendo, sosteneva che non si accontentava di qualsiasi acquirente, e che il principale obiettivo era quello di vedere Rosella Sensi lasciare il posto di comando. Chissà dove stanno e cosa dicono oggi tutti coloro i quali brindavano quel venerdì notte nell’annunciare frettolosamente l’acquisto della Roma da parte di Vinicio Fioranelli, quelli che erano disposti a vendersi l’anima pur di avere un’esclusiva da parte del “facoltoso” agente Fifa o dei suoi buffi avvocati. In confronto le incertezze su Angelucci non dovrebbero nemmeno esistere. Il fatturato del Re delle Cliniche, perlomeno, è tangibile e non è poco tracciabile come quello di Fioranelli. Si parla però di sanità e quindi la mente ci porta subito a ripensare a Ciarrapico, così da farci venire subito l’orticaria solo a leggere il nome di Angelucci. Se proprio dobbiamo restare più o meno nell’ambito della salute meglio optare per i farmaci di Angelini. Ci piace sognare, però, e allora ecco il sogno americano che affascina noi e Unicredit. Guai però a sognare ad occhi chiusi perché ci potrebbe essere sempre “un Fioranelli” dietro l’angolo. La telenovela non è ancora finita e bisognerà attendere ancora un paio di mesi (almeno si spera). Nel frattempo pensiamo al Brescia che oggi è la cosa più importante. Questo è un campionato che si può vincere, non trasformiamolo nell’ennesima stagione dei rimpianti. ■

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m.limiti@forzaroma.info

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IL DETECTIVE GIALLOROSSO Rubrica a cura di Claudio Urbani

Brescia, non Boston opo la farsa bianca di Bologna (discutibile anche l'atteggiamento di Ranieri e dei suoi uomini, che volevano giocare: ma a che sport, lo sci di fondo. lo slittino o cosa?), si torna a calpestare il manto verde, con le posizioni inalterate, e con la convinziione che sta diventando certezza che sarà una lotta a tre, tra i giallorossi e le due milanesi, con il Napoli che molti di noi (chi scrive compreso) non ritengono all'altezza di una reale competitività per cingersi coi segni del comando, ma che di questo passo rischia di spernacchiare tutti i critici schifiltosi. Brescia e poi Inter: un altro snodo fondamentale, in attesa dell'ottavo di finale con lo Shakhtar che sembra, a sentire i soliti esperti, quasi una formalità, vista la lunga inattività ufficiale degli ucrainì per la pausa invernale. Le rondinelle sono in caduta libera (complimenti vivissimi a Corioni, che ha pensato che la quintessenza dei mali bresciani fosse Iachini per poi richiamarlo con la coda tra le gambe dopo il disastro-Beretta) ma, al solito, il football italiano non conosce l'aggettivo facile, oltretutto c'è da "vendicare" l'assurda sconfitta dell'andata, nella quale rilevante è stato l'apporto (involontario, beninteso) della terna arbitrale, ma che era pienamente dentro il tunnel infernale dell'avvio disastroso di

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torneo che, se alla fine la Roma non toccasse la vetta, sarebbe il principale "accusato". Ranieri sta dimostrando anche ai suoi detrattori, preconcetti o sereni che siano, che non sarà uno che non dorme la notte per scarabocchiare schemi di gioco davanti ai dvd, ma che conosce il mestiere come pochi, le sfumature psicologiche, gli aspetti gestionali di un gruppo di primattori. Se l'ostacolo di Diamanti (che brutto ricordo!) e soci verrà superato, si staglia all'orizzonte una elettrizzante sfida all'Inter, che sembra il Cassius Clay dei tenpi d'oro: subisce colpi terribili (leggi soprattutto infortuni a catena di uomini chiave) ma poi, indistruttibile, assesta i montanti e i ganci vincenti, complice anche un portafoglio sempre ricco. Leonardo, lo diciamo subito, non ci è simpatico: sembra (lo è) il prodotto perfetto di questa società, dove l'apparire ormai ha sconfitto 6-0 l'essere. Che sia bravo lo dicono tutti, ma i motivi francamente ci sfuggono, avendo fatto l'ambasciatore del verbo berlusconiano (citato qui solo nel'ambito sportivo, la politica

non c'entra) nel mondo e il tecnico di un Milan che certo non passerà alla storia. Per quei paradossi di cui si nutre avidamente il calcio, l'ex Flamengo ha rischiato di perdere una partita, quella col Palermo, giocata benissimo, a ritmi forsennati e questo, al di là di quello che i nerazzurri faranno a Bari domani, rende il match di San Siro una recita ad altissimo contenuto tecnico e spettacolare. Come dite, non abbiamo fatto nessun cenno a stelle a strisce, non abbiamo fatto galoppare nessun sogno americano? Bruciati da sceneggiature cambiate in fretta e furia mentre già girava la pellicola del film, preferiamo glissare. Mettendo però un punto fermo: i tifosi giallorossi meritano scenari chiari, trasparenti, senza alcun spazio per avventurieri ladri di passioni o soluzioni pasticciate figlie di interessi "particolari". ■

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STORIA GIALLOROSSA Rubrica a cura di Danilo Leo

Roma-Brescia nel passato

Fabio e ciccio, tra passato e futuro l 19 settembre del 1966, fu una giornata del tutto particolare per i romanisti. La partita era quella col Brescia, giornata d’esordio in campionato e Fabio Cudicini, portierone alto un metro e novanta (una rarità per l’epoca) ritorna in campo da ex, dopo 208 gare disputate in giallorosso in 8 anni di militanza, vincendo fra l’altro l’unico trofeo internazionale della Roma, la Coppa delle Fiere nel 1961. E ricomincia praticamente dalla stessa porta dove aveva lasciato, solo che indossa una maglia nera con la “rondinella” sul petto. Sembra spaesato, mentre mulina le lunghe braccia per liberare la sua area di rigore dai bengalini che l’hanno invasa. E sembra pure commuoversi, nonostante l’aspetto azzimato e impaccabile, quando i suoi vecchi tifosi ne invocano il nome a gran voce. Poi, la partita. E Cudicini sembra proprio volersi far rimpiangere, visti pure gli stenti del “fenomeno” Pizzaballa acquistato dalla Roma. Si arrendo solo al 30 della ripresa e la Roma vince 1-0. Tra le fila bresciane, poi, è presente anche un ragazzino di 22 anni in prestito dall’Inter, e che lo staff nerazzurro preconizza essere l’erede di Mariolino Corso. Si chiama Franco (ma per tutti è e sarà sempre Ciccio) Cordova. L’anno successivo, Ciccio approderà alla Roma e vi rimarrà per nove stagione, divenendo capitano e

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guida della squadra. Cordova è sempre rimasto un talento espresso a metà, forse condizionato dall’innata indolenza caratteriale che ne ha probabilmente frenato doti tecniche eccelse. Pur in una generazione zeppa di centrocampisti italiani di talento, parliamo di gente come Rivera, Bulgarelli, Juliano, Mazzola, De Sisti, ecc., riuscì a ritagliarsi una piccola particina in nazionale quando il ct era un intenditore di calcio vero, Fulvio Bernardini. Nonostante le incostanze di rendimento, i passaggi a vuoto, le abitudini non sempre irreprensibili per un atleta, occupò nel cuore dei tifosi giallorossi di allora un posto del tutto speciale. Poi, verso la parabola discendente della sua carriera, ritornò in giallorosso un giovane virgulto dalle caratteristiche tecniche molto simili a Ciccio e, come lui, dal talento immenso. E più giovane di 11 anni: Agostino Di Bartolomei. Fra leader tecnico-caratteriali quali erano i due, non potevano che nascere sotterranei (e neanche tanto) contrasti. Che Ciccio risolse alla sua maniera, cioè a dispetto: se ne andò alla Lazio. Ma di lui vogliamo ricordare soltanto le 260 presenze in giallorosse (molte delle quali da capitano), le 19 reti segnate, le vittorie in coppa Italia e nel Torneo Anglo-Italiano. ■


ROMA-BRESCIA PROBABILI FORMAZIONI ROMA Julio Sergio 27 Cassetti 77 Mexes 5 Juan 4 Riise 17 Simplicio 30 De Rossi 11 Perrotta 20 Menez 94 Totti 10 Borriello 22 Ranieri Lobont G.Burdisso Rosi Greco Brighi Adriano Vucinic

BRESCIA 1 Arcari 5 Zebina 6 Bega 16 Mareco 15 Zambelli 11 Cordova 32 Diamanti 33 Konè 4 Filippini 7 Eder 9 Caracciolo

All.

All. Iachini

1 25 87 23 33 8 9

12 2 26 17 18 56 36

Leali Zoboli Martinez Baiocco Possanzini Hetemaj Lanzafame

47 43 40 38 38 36 35 34 29 27 27 27 25 25 25 22 21 20 18 14

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PROSSIMI TURNI

BRESCIA LAZIO BOLOGNA NAPOLI CAGLIARI GENOA INTER UDINESE LECCE PARMA

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BARI CHIEVO CATANIA CESENA JUVENTUS MILAN ROMA SAMPDORIA PALERMO FIORENTINA

(13-2-2011)

CAGLIARI BARI JUVENTUS BRESCIA CATANIA MILAN CESENA SAMPDORIA PALERMO ROMA

CHIEVO GENOA INTER LAZIO LECCE PARMA UDINESE BOLOGNA FIORENTINA NAPOLI

NEMICO

ARCARI

MARCATORI 16 reti: Cavani (Napoli) 14 reti: Di Natale (Udinese) 13 reti: Eto'o (Inter) 12 reti: Ibrahimovic (Milan) 11 reti: Di Vaio (Bologna); Matri (Cagliari) 9 reti: Borriello (Roma); Pellissier (Chievo); Quagliarella (Juventus)

sconf i t t a d e l match di andata, pesantemente condizionata dal pessimo arbitraggio di Russo e dei suoi segnalinee, in particolare l'internazionale Ayroldi. L'importante è che Ranieri ricordi ai suoi ragazzi di giocare senza pensare ai torti subiti all'andata e, ovviamente, non sottovalutare un avversario debole che verrà a Roma a giocare la partita la cosi detta partita della vita. La formazione bresciana che scenderà all’Olimpico dovrebbe giocare col 4-1-4-1. In porta ci sarà Arcari, sempre che l’ex laziale Sereni non recuperi, mentre in difesa giocherà a destra un ex giallo rosso, quel Zebina che dieci anni fa a quest'ora stava per diventare campione d'Italia con i giallo rossi, mentre a sinistra giocherà quel Martinez che, arrivato a Roma nell’ultimo giorno di mercato del 2006, non giocò neanche un minuto perché aveva un ginocchio distrutto. Al centro della difesa dovrebbero giocare Bega e Mareco, mentre a centrocampo giocheranno Cor5 dova a destra, Diamanti e Lanzafame al ZEBINA centro, mentre l’ex laziale avvelenato Filippini opererà a sinistra. Eder, che due anni fa era stato accostato alla Roma giocherà a ridosso della prima 32 punta Cracciolo. La rosa bresciana è DIAMANTI completata dai difensori Zoboli e Zambelli, il centrocampista HeteIL MODULO maj, e “l’anti romanista” Baiocco, 4-1-4-1 e la punta Possanzini. ■

arà un Brescia disperato quello che scenderà in campo all'Olimpico. L’arrivo di Beretta non ha portato i frutti, e la società ha richiamato Iachini, esonerato per fare posto proprio al tecnico sopracitato. Sappiamo tutti, però, che nel calcio le partite più facili diventano sempre più difficili se vengono prese sotto gamba, e la Roma ne sa qualcosa. Nella stagione 2001-2002, infatti i giallo rossi pareggiarono 0-0 contro i lombardi in casa e in trasferta; quei due passi falsi, (e non sono quelli…), non permisero alla compagine romanista allora allenata da Capello di vincere uno storico secondo scudetto consecutivo. E’ anche vero, però, che la Roma vorrà vendicarsi della

* UNA PARTITA IN MENO

(6-2-2011)

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Rubrica a cura di Alberto Balestri

CLASSIFICA MILAN NAPOLI LAZIO ROMA* INTER* UDINESE JUVENTUS PALERMO CAGLIARI CHIEVO SAMPDORIA* GENOA FIORENTINA PARMA BOLOGNA* CATANIA LECCE CESENA BRESCIA BARI

brescia Le rondinelle non volano più OCCHIO

MERCOLEDÌ 2 FEBBRAIO 2011 - STADIO OLIMPICO

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ZAMBELLI

MARECO

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CORDOVA 7

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EDER

FILIPPINI

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CARACCIOLO

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Domenico Fioravanti

“Dieci, cento, mille Totti!” redo che il problema principale della Roma sia la mancanza di certezze a livello societario. Un atleta ha bisogno di certezze per rendere al meglio, sotto ogni punto di vista.” E se a pronunciare questa frase è un uomo che nella sua carriere sportiva si è fregiato di svariati titolo, fra cui 2 ori olimpici, bisogna necessariamente credergli. Stiamo parlando, infatti, dell’olimpionico Domenico Fioravanti, che dieci anni or sono in quel di Sydney fece infiammare tutta Italia con le sue due vittorie nei 100 e 200 metri rana. Dopo aver appeso la cuffietta al chiodo, Fioravanti è divenuto testimonial della FIN nonché commentatore di punta della Rai per quel che riguarda i più importanti eventi internazionali di nuoto. Il suo fiore all’occhiello, almeno dal nostro punto di vista, è il non aver mai nascosto il suo amore per la “MAGICA”, pur avendo avuto i natali lontano dall’Urbe (è nato infatti a Trecate, in provincia di Novara, il 31 maggio del 1977).

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Qual è il Fioravanti pensiero sul momento della Roma? Partirei dal versante agonistico. Credo che

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la squadra stia facendo un buon campionato, anche se pecca dal punto di vista della continuità. E’, ovviamente, impossibile vincere tutte le partite – cosa che da tifoso mi farebbe enormemente piacere – ma il rammarico è aver perso troppi punti con le “piccole”, mentre i big match li abbiamo vinti quasi tutti. Per quanto riguarda tutte le polemiche di questi giorni, da ex atleta, non ci vedo tutto il marcio che vogliono farci credere. Sono cose che capitano in tutti gli sport; un atleta spesso è sottoposto a livelli di stress molto elevati, naturale quindi che possa sfogarsi nello spogliatoio o avendo un alterco con l’allenatore. Nello spogliatoio è una cosa, farlo dando calci alle bottigliette, come Vucinic insegna, è leggermente più plateale. Non trova? Sono situazioni che nel mio sport, difficilmente, possono capitare. Il massimo della protesta è gettare a terra la cuffietta dopo

“Avercene di giocatori come lui, che ti possono risolvere le partite in ogni momento. Bisogna solo saperlo usare e gestire”. essere uscito di vasca, anche perché sarebbe complicato prendersela con l’allenatore, visto che normalmente si trova sulla tribune. A mio parere, però, Vucinic ce l’aveva più con se stesso che con Ranieri; ho avuto l’impressione che non fosse contento della sua prestazione e che, quindi, volesse rimanere in campo per dare una mano ai compagni. Screzi e bisticci a parte, crede che la Roma possa ancora dire la sua in questo campionato? Penso di si. Difficile poter vincere lo scudetto, anche se lo spero, ma ritengo che la Roma possa agevolmente arrivare nei primi quattro posti, che le consentirebbe di staccare il biglietto per la prossima Champions. L’unico problema potrebbe essere questa mancanza di certezza a livello societario. Si spieghi meglio. Un atleta ha bisogno di certezze sotto tutti i punti di vista per rendere al meglio. Il sapere di avere alle spalle una società forte, ti permette di pensa-

re esclusivamente al tuo lavoro; cosa che al momento manca dalle parti di Trigoria. A proposito di futuro societario: Fioravanti si augura il Romano-Romanista o l’esotico magnate pieno di soldi? Premesso che non penso che Abramovich fosse arcitifoso del Chelsea quando l’acquistò e che, ergo, non sia necessario essere “del luogo” per divenire proprietari di un club. Spero che arrivi una persona seria, il cui unico scopo sia il bene della Roma. Da atleta di livello internazionale, cosa si sente di rispondere a tutti quelli che ritengono che Totti sia ormai su Sunset Boulevard? Avercene di giocatori come Totti, che ti possono risolvere le partite in ogni momento. Logico che non possa avere la brillantezza degli anni passati, ma penso che se verrà utilizzato e gestito – cosa che un grande allenatore, come Ranieri, credo possa fare – continuerà a dare il suo fondamentale contributo alla causa giallorossa. Tommaso Gregorio Cavallaro

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L’AVVELENATA Rubrica a cura di Paolo Marcacci

Ranieri e l'ostile Juve a Roma ha archiviato subito la trasferta di Torino in Coppa Italia, com'è giusto che sia e anche perché più che un avversario di rango si è affrontato soltanto il blasone di un nome che piano piano sta anch'esso sbiadendo; la supremazia tecnica è stata tale da imporre anche un ridimensionamento delle celebrazioni. Noi però vogliamo tornarci, per un attimo, a Torino, non tanto per quanto riguarda la partita quanto per celebrare un aspetto mediatico della serata, il più sottile ed accattivante di tutti. Riguarda Claudio Ranieri, che a nostro avviso da' il meglio di sé quando gli tocca parlare di juventus, alla vigilia e dopo le partite contro la squadra bianconera, che sovente, soprattutto a Torino, gli capita di bastonare da quando è sulla panchina giallorossa. Ora, ad un ascolto sommario delle parole del tecnico nei dopopartita vittoriosi come quello della settimana scorsa, si percepiscono toni moderati, grande fair play, voglia di non rivangare un passato oggettivamente soddisfacente per

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lui e mal giudicato dalla dirigenza juventina di allora. Però, in questi casi, vi consigliamo di ascoltare con attenzione, anzi di “auscultare” le parole di Ranieri, perché bastano un avverbio, un aggettivo collocato ad arte ed ecco che tutto l'impianto apparentemente asettico e per nulla rancoroso delle sue frasi si carica di spezie profumate ed aromaticissime, assumendo il sapore di una vendetta,

tecnica e mediatica, che Ranieri ogli volta spilla goccia a goccia dalla botte del suo sacrosanto risentimento. È oggettivamente divertente sentire le domande, sempre le stesse, dei cronisti, che pretenderebbero da lui toni duri e veementi; è altrettanto divertente vedere come la maggior parte di loro non capisce le sottigliezze dialettiche del mister quando gli tocca parlare di Juve e si gode la raffinatezza delle sue stilettate. Come tutte le raffinatezze, non è per tutti i palati, anzi per pochi. ■

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Foto ANDREA CALORO


Foto ANDREA CALORO


Foto FABIO ROSSI

Quindicinale d'informazione sportiva - 2 febbraio 2011

Editore: Dacral Srl


QUINDICINALE DI SPORT, CULTURA E SPETTACOLO Anno XV - Numero 2 - Mercoledì 2 febbraio 2011

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Fotografie Luciano e Fabio Rossi Andrea Caloro

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EDITORIALE rubrica a cura di Massimo Limiti

La passione del popolo giallorosso l’arma in più, il dodicesimo uomo in campo, una virtù che altre squadre non hanno e che tutti ci invidiano. Sono poche al mondo ad essere come la tifoseria romanista. Chi viaggia negli stadi d’Italia se ne accorge, chi parla con le tifoserie organizzate degli altri club se ne è fatta una ragione. La passione nel seguire la Roma ed il modo di viverla quotidianamente non ha eguali. Le ultime trasferte di campionato sono lì a testimoniare quanto appena scritto. La bellissima coreografia nel settore ospiti di Cesena, l’abbraccio caloroso a Taddei dpo il gol del 2-0 da parte dei pochi presenti a Torino (nonostante gli impedimenti del Casms, e le migliaia di tifosi infreddoliti sugli spalti del Dall’Ara per assistere a sedici minuti di Bologna-Roma sono la miglior pubblicità per un calcio di altri tempi, quello che i padroni del carrozzone vogliono cancellare giorno dopo giorno in tutte le maniere. I giocatori e l’allenatore sono consapevoli di tutto questo e, attraverso le dichiarazioni, sottolineano spesso quanto i risultati ottenuti siano frutto anche del calore dei tifosi al seguito. Non a caso quest’anno la maggior parte dei punti la Roma li ha fatti in caso. Passione senza freni dunque quella sugli spalti. Quanto a quella in senso evangelico la “passione” nel seguire le vicende societarie sembra essere arrivata alle ultime stazioni. Ma di questo avremo ancora tempo di parlare. ■

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La forza del tifo di ROBERTO CIAMPOLILLO

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tifosi giallorossi sono sempre stati speciali in quanto a sostegno e attaccamento alla propria squadra. E’ veramente un giocatore in più, che i ragazzi in campo sentono e che li spinge a raddoppiare gli sforzi per superare gli avversari. Questa situazione si verifica soprattutto in trasferta, dove noi romanisti da sempre diamo il meglio!! E’ troppo facile tifare in casa con la stragrande maggioranza dei tifosi dalla propria parte e con i giocatori che si sentono protetti dalle mura amiche e sono più sicuri e spavaldi. Ma fuori,

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dove l’ambiente è sempre ostile, prevenuto e avvelenato contro la squadra della Capitale, è tutta un’altra faccenda!! E che tutti i tifosi avversari identifichino solo e soltanto la Roma come La Squadra della Capitale è provato dalla assoluta differenza di trattamento e di accoglienza che riservano ai colori bianco celesti! Sono cinquant’anni che frequento gli stadi “nemici” e gli insulti e improperi che ho sentito nei nostri confronti, non hanno eguali con nessun altra tifoseria. Da Udine a Catania il discorso non cambia! L’invidia, il livore la cattiveria è la stessa e, unico caso nel mondo del calcio, i peggiori comportamenti nei modi e nelle parole si riscontrano nelle tribune centrali e non nelle Curve che da sempre vengono accusate, da chi non frequenta evidentemente e naturalmente gli stadi, di essere l’emblema del tifo becero e violento. E volete che con questa situazione ambientale la nostra amata squadra non abbia bisogno, più di tutte le altre squadre del Campionato, dell’Aiuto, con la A maiuscola dei propri splendidi tifosi?? E voi cari lettori di “Roma mai sola” anche se giovani, proprio perchè frequentate gli stadi di tutta

Italia sapete benissimo questa realtà e sicuramente i vostri padri o fratelli maggiori vi avranno raccontato le “battaglie” degli

anni passati e come tante partite fuori casa sono state vinte solo ed esclusivamente per il calore e la forza sprigionata dalla Curva giallorossa. Solo chi ha vissuto quelle partite può capire cosa significa giocare in trasferta con quell’urlo costante dietro le spalle dei nostri ragazzi che se lasciati soli non ce la farebbero mai ad avere la meglio sugli avversari, che da sempre come già detto, come vedono la nostra gloriosa maglia, sembrano assatanati e giocano al limite delle loro possibilità, ben oltre il normale e dovuto impegno massimo richiesto ad ogni atleta in un incontro sportivo. Noi vecchi tifosi giallorossi lo sappiamo troppo bene: Noi abbiamo bisogno di stare sempre vicino alla nostra “Magica” e la “Roma” non può giocare senza il calore dei suoi fedelissimi. ■

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L’angolo del tifoso Questo spazio è riservato a tutti i Fans Club o Gruppi organizzati che vogliano far conoscere la propria esistenza e le loro iniziative. L’indirizzo per mandare testi e foto è: redazione@forzaroma.info

Il direttivo e alcuni soci del Roma Club Treviso in occasione di una recente cena sociale del Club

Ecco le foto dei lupacchiotti grandi tifosi della Roma anche dall'estero: a sinistra Kian Alessio Benini di 5 mesi che vive in Perù con mamma Patricia e papà Gianluca e a destra Viola Miranda Beata Benini lupacchiotta scatenata della Roma che vive a Zurigo con mamma Barbara e babbo Stefano per la gioia della nonna Silvana Noris

Manuel tifoso della Roma dalla nascita con la gioia dei nonni Doriana e Luciano

L' UTR e la minicoreografia in Tribuna d'Onore per salutare la Roma nell'ultima gara casalinga del 2010

Il piccolo Edoardo vestito con la maglia della Roma imita il Capitano per la gioia di papà Alessandro.

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Diego e Alessia nella sede dell’UTR a viale Giulio Cesare

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vitadiclub NELLA OSTILE MILANO TORNA A VIVERE UN ROMA CLUB ato alla fine del 2009 dall'incontro casuale di diversi tifosi della Roma che vivono a Milano, il Club è cresciuto sull'onda dell'entusiasmo dei fantastici risultati ottenuti dalla Roma nello scorso campionato che ha visto la Roma protagonista di una meravigliosa rimonta. Come sede è stata scelta quella del bar Zanzibar in via Latisana 4 perchè era già la sede dell'ultimo Roma club fondato a Milano. Il progetto del presidente Ramon Colombrino e dei soci ha avuto subito un gran successo raccogliendo tanti estimatori e romanisti che da tanto tempo aspettavano un Roma club a Milano. Bellissime le trasferte di Parma e di Verona dello scorso campionato alle quali il Roma Club Milano ha partecipato e dove quei colori e quell'entusiasmo dei tanti romanisti al seguito della squadra resterà uno dei ricordi più belli. Nell'estate 2010 il Club si è affiliato all'Unione Tifosi Romanisti per offrire ai nostri soci la possibilità di poter vivere la Roma a 360° anche da lontano e questa iniziativa è stata ben apprezzata e ben raccolta dai vecchi soci facendo sì di poter raggiungere un numero enorme di iscritti, tanto da dover assegnare un responsabile per ogni città lombarda viste le numerose richieste. Quest'anno il Club ha svolto già diverse attività e diverse operazioni benefiche e soprattutto ha partecipato a diverse trasferte organizzate come quelle di Milano (supercoppa italiana), Roma (Roma-Lecce) e Verona. Il Club è già un punto di riferimento per i romani in trasferta a Milano per lavoro e punta a diventare un domani l'orgoglio dei romani per tutto quello che riuscirà a fare in una regione ostile nei confronto di Roma squadra e città capitale. Daniele Scasseddu

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NASCE IL ROMA CLUB FONTE LAURENTINA

Organizzato dal Roma Club Eur Torrino

artedì 14 dicembre 2010, presso un agriturismo nei pressi della zona Roma Eur, si è tenuta la cena d’inaugurazione del Club Giallorosso Fonte Laurentina in occasione della quale il Presidente del U.T.R. Fabrizio Grassetti e il Presidente del Club Don Fernando Altieri, dopo gli auguri per le festività, si sono scambiati alcuni doni natalizi. La cena nonostante il giorno infrasettimanale ha avuto la presenza di circa 70 soci che si sono divertiti nel cantare le canzoni dell’amatissima Roma e nell’estrarre, con una lotteria ben ideata, diversi premi messi in palio da alcuni sponsor contattati dal Club. Un plauso agli organizzatori del Club in particolar modo al direttivo composto dal Vice Presidente Anna Zuppardi, dal tesoriere Gianluca Panarese, dal Presidente dei Probiviri An-

GIORGIO ROSSI E LOBONT REGALANO UN SORRISO AI PICCOLI DEGENTI DEL SANT’EUGENIO

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gelo Romani, dal Presidente del Collegio Sindacale Giuliano Romani e dai soci Alberto Palma e Manola Messina.. All’evento ha partecipato anche una rappresentanza del Roma Club Montenero Sabino presieduto da Diego Statuti e gemellato con quello organizzatore dell’evento. Francesco Mancuso

stata una Befana tutta giallorossa quella vissuta dai piccoli pazienti dell’ospedale Sant’Eugenio. Una mattinata, quella organizzata dal Roma club Eur Torrino “Federica Del Poggetto” di sorrisi, sorprese e tanti regali ai bambini ricoverati nei reparti di oncologia pediatrica e grandi ustionati. Gli occhietti immalinconiti dei baby degenti si sono illuminati verso le 9.10, quando le porte dell’ascensore si sono aperte e, pieni di pacchetti, pacchettini e calze, sono spuntati fuori Giorgio Rossi e Bodgan Lobont. In quel preciso momento, l’ottavo piano, è diventato il centro dell’universo romanista: flash, applausi e mille strette di mano hanno accompagnato i due rappresentanti della Roma durante l’ora e mezza trascorsa a consegnare gadget, sciarpe, cappelletti e riviste. Un’emozione forte, condivisa con i genitori dei bimbi, commossi e riconoscenti per quei brevi momenti di gioia in una quotidianità fatta di aghi, esami e dure terapie. Non sono mancati gli istanti di coinvolto amarcord, quando lo storico massaggiatore della Magica, erede del leggendario Angelino Ceretti, ha raccontato la sua militanza lavorativa proprio in quell’ospe-

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dale: «Ho lavorato al Sant’Eugenio per ben 18 anni. Ancora mi ricordo quando qui sotto (indicando una zona di parcheggio auto, ndc) c’era un campo da pallone e organizzavamo tornei fra medici, infermieri e portantini». Attimi intensi e una commozione, così come racconta il presidente del Roma club Eur Torrino, Enzo Del Poggetto, che si ripete, ormai, da tanti anni: «Oggi è l’undicesima volta che facciamo quest’iniziativa di beneficenza per stare vicini a quei bambini obbligati a stare qui e non, come tutti gli altri, a piazza Navona con le proprie famiglie. E’ un progetto di collaborazione che abbiamo fatto col Municipio XII e col suo presidente Pa-

squale Calzetta, a cui vanno i miei ringraziamenti. Inoltre – continua il numero 1 del club – mi fa piacere ricordare e ringraziare la dottoressa Sensi che costantemente ci sostiene in questa iniziativa e il gruppo Luisa Petrucci che per tanti anni ci ha accompagnato a portare i doni ai bimbi. Infine, colgo l’occasione per rivolgere la mia gratitudine a tutti quei calciatori che nelle precedenti edizioni si sono messi a completa disposizione del nostro esecutivo: Samuel, Aldair, Chivu, Montella, Delvecchio, Aquilani, Perrotta e Pizarro: grazie a loro ogni Befana è stata un momento indimenticabile». Alla consegna dei regali era presente anche Enzo Foschi, consigliere della Regione Lazio. Piergiorgio Bruni (da Il Romanista)

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Romanisti nello Sport vitadiclub LA ROMAGNA SI TINGE DI GIALLOROSSO stata veramente bella la festa giallorossa organizzata dai Roma Club del posto che si è tenuta a Cesena alla vigilia del match vinto in trasferta dalla squadra di Ranieri. Alla presenza di ex giocatori della AS Roma (c’erano Agostini, Rizzitelli, Piacentini, Domini, Oddi, Paolo Conti, Santarini) per l’AS Roma ospite d’onore è stato il Direttore tecnico Bruno Conti, arrivato insieme a Vito Scala e al Dottor Pengue, medico sociale. Ospiti anche le autorità locali, il Presidente dell’AC Cesena Igor Campe-

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delli, il Presidente della Provincia di Forlì Cesena Massimo Bulbi, il Sindaco di Cesena Paolo Lucchi e di Mercato Saraceno Oscar Graziani, il Gen. Fabio Castellari, e tutto il consiglio direttivo del Centro Coordinamento Cesena Club con in testa il presi-

dente Roberto Checchia. Presenti, ovviamente, il consiglio direttivo dell’Unione Tifosi Romanisti con il presidente Fabrizio Grassetti ed il tesoriere Romeo Capelli, oltre a tanti soci arrivati dalla capitale. La serata si è svolta nel segno dell’amicizia e dell’unione tra tifosi di squadre diverse, che pur divisi dai colori, devono essere sempre uniti all’insegna di valori quali lealtà, sportività e solidarietà. Tutto il ricavato della serata, detratte le spese, sarà devoluto in beneficienza. Il Roma Club Romagna gial-

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lorossa ha quali rappresentanti che si sono in particolare prodigati per l’organizzazione dell’evento di cui sopra il Presidente Fabio Calascibetta ed i vice presidenti Stefano Menenti e Gennaro Pili e il consigliere Angelo Gravina, mentre per il Roma Club Forlì il Presidente Alessandro Pinzari, il Presidente onorario Fabio Ceccarelli ed il vicepresidente Gerardo Cenname. Mirko Porcari

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Forza Roma e Roma Mai Sola di Roma-Brescia