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EDITORIALE

QUINDICINALE DI SPORT, CULTURA E SPETTACOLO Anno XIV - Numero 16 - Sabato 30 ottobre 2010

rubrica a cura di Massimo Limiti

Direttore responsabile Massimo Limiti m.limiti@forzaroma.info

Con questa Roma non c’è certezza un momento talmente grigio che viene paura solo a pensare cosa vuol dire Lecce nella storia della Roma. Ancora una volta, in maniera differente, la squadra salentina rappresenta un ostacolo pericoloso sul cammino. Se quella volta, con Di Chiara e Barbas due volte, ci spezzò in gola l’urlo di sentirci campioni d’Italia, oggi il Lecce di De Canio cercherà di trattenerci dentro al tunnel dell’incertezza nel quale stagna la Roma di inizio stagione. In un campionato sbilenco, dalla classifica corte ed incerta, la Roma continua ad inciampare anche davanti agli avversari più modesti. Ed il Lecce, almeno fuori casa, sembra esserlo. Con questa Roma non c’è da fidarsi, ed allora alla vigilia di una settimana delicatissima la “paura” monta ogni giorno di più. Stasera contro il Lecce, mercoledì in Svizzera e domenica prossima nel derby si deciderà il destino di questa squadra che può recuperare o meno le credenziali con le quali aveva cominciato a puntare verso gli obiettivi di campionato e Champions League. La settimana che ci porta a questa gara cresce ancora più l’ansia nervosa. Agli errori di Ranieri si aggiungono le notizie poco liete sul fronte infortuni. Prima Taddei e poi Pizarro lasciano pensare che anche questa bisognerà incrociare le dita e sperare nei tre punti. Intanto come tifosi i nostri tre punti li abbiamo già conquistati perché oggi c’è da fare gli auguri ad un’icòna vivente della storia giallorossa: Giorgio Rossi. Lui non è un massaggiatore della Roma, è IL massaggiatore. Un uomo, un professionista, una bandiera alla quale tutti siamo affezionati. Auguri caro Giorgio!!!

È Impaginazione Renato Bosco

Fotografie Luciano e Fabio Rossi Andrea Caloro

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IL DETECTIVE GIALLOROSSO Rubrica a cura di Claudio Urbani

A fari spenti nella notte a sensazione più irritante che ci ha trasmesso, prepotente, la partita di Parma è stata l’impotenza. La disarmante presa d’atto che una squadra che schierava contemporaneamente in campo Pizarro, Totti, Borriello e Vucinic non riuscisse a scagliare verso la porta di Mirante (spettatore non pagante come Lobont, ma ben diverse erano le forze in campo, almeno in teoria) un solo pallone che avesse il vago sentore della pericolosità. Se anche un organico di modesta levatura come il Parma riesce, senza neanche affannarsi troppo, a neutralizzare le bocche da fuoco giallorosse, forse la situazione è ben più seria di quella, già preoccupante, che ci si rovescia fragorosamente addosso ogniqualvolta l’arbitro fischia l’inizio di una gara, Forse, davvero, il vetro romanista è andato in frantumi e raccogliere farraginosamente i cocci è un rimedio peggiore del male. Se davvero Ranieri ha perso definitivamente il timone e la rotta - come purtroppo farebbero pensare i cambi di domenica,

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più tesi a riaffermare un’autorità perduta che figli di una seppur contorta logica tattica - forse, davvero, una soluzione potrebbe essere il cambio di guida tecnica (ma con chi, poi?), una scossa che metterebbe il gruppo con le spalle al muro delle proprie responsabilità, senza comodi alibi o provvidenziali parafulmine. La nebulosa vicenda societaria non aiuta certo a prendere decisioni drastiche (chi le dovrebbe prendere, poi? Noi non lo abbiamo ancora capito) ammesso che questa possa essere una soluzione vincente. Nel frattempo, si cammina a fari spenti nella notte, per dirla alla Battisti, e appare sempre più inePubblicità

ludibile un patto per la Roma da parte di tutte le componenti, perché, incredibilmente, il passo sincopato che le avversarie della Roma in Italia e in Europa (dove peraltro appare assai scarso il livello delle contendenti, Bayern compreso…) stanno tenendo autorizza ancora a sperare in una rinascita, forse non esaltante (e, onestamente, anche un po’ fortunata) come quella vissuta tutta d’un fiato la stagione scorsa, ma almeno in grado di riportare i giallorossi dentro un sistema solare confacente al comunque notevole tasso tecnico complessivo della rosa.. Le prossime quattro gare (Lecce, Basilea, Lazio e Fiorentina), nell’arco di 11 giorni, saranno come una sentenza di primo grado per la Roma, che non può ovviamente fallire la gara al St.Jacob Park, ma che deve necessariamente approfittare di quasi (c’è il derby) tre partite casalinghe. Per accendere, finalmente, quei fari spenti nella notte buia. ■


STORIA GIALLOROSSA Rubrica a cura di Danilo Leo

Roma-Lecce nel passato

Zucchina, il Capitano, un rigore hissà se è un record… Certo che entrare a partita iniziata e come primo intervento in serie A trovarsi dinanzi un attaccante con la palla piazzata ferma sul dischetto del rigore, è sicuramente un’esperienza rara. Ma si sa, alla Roma e ai romanisti può succedere di tutto, ed è avvenuto anche questo. La stagione è la prima della Roma zemaniana e, come è tradizione per il Boemo, dopo un mese di lavoro la squadra ha già la riconoscibilità (ma anche i difetti congeniti) del quattrotretrè: un gioco spettacolare, che prevede però solo una robusta fase offensiva. In difesa si balla un po’ e, soprattutto, vengono spesso concesse praterie incustodite alle incursioni dei contropiedisti avversari. Il 21 settembre del 1997 viene all’Olimpico il Lecce. La Roma comincia bene, va presto in vantaggio con Totti, il mangiatore di banane Rogerio Wagner (nulla di discriminatorio, il brasiliano era veramente un esagerato consumatore del frutto in questione), dribbla gli avversari come birilli, tanto che quasi l’Olimpico comincia a credere di aver trovato un nuovo idolo. Ma è un fuoco di paglia. Il leccese Palmieri ristabilisce la parità e i ragazzi di Zeman reagiscono gettandosi ancora una

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volta all’attacco. Così, in contropiede, il leccese Maspero vola fino a Konsel. Il Pantera austriaco non può fare altro che stenderlo. Calcio di rigore ed espulsione per Miki. Così, tocca ad Antonio “Zucchina” Chimenti subentrare a Wagner e prender posto fra i pali. Nipote di Vito Chimenti, centravanti di caratura per così dire provinciale che ha però spaventato la Juve nella finale di Coppa Italia del 1979, Antonio non ha mai messo piede su un campo di serie A, è al debutto assoluto. Lo stesso Maspero che si incarica della trasformazione del penalty che può portare il Lecce in vantaggio, è uno specialista delle massime punizione. Ma Chimenti ha l’intuizione giusta e ferma il non irresistibile tiro del leccese. Non male per un esordiente: il primo pallone neutralizzato in serie A è un calcio di rigore. La Roma peraltro di lì riprende slancio, il Capitano cambia fascia (nel senso che passa a destra) e fa il lavoro suo e quello di Wagner. Delvecchio e Balbo fissano il risultato su un confortevole e strepitoso 3-1 e Antonio Chimenti si becca le ovazioni dei tifosi giallorossi che, d’ora in avanti, gli dedicheranno il coro: “O Zucchina, paraci il rigore!”. ■


ROMA-LECCE PROBABILI FORMAZIONI ROMA Julio Sergio 27 Cassetti 77 Mexes 5 Juan 4 Riise 17 Perrotta 20 Simplicio 30 Brighi 33 Vucinic 9 Totti 10 Borriello 22 Ranieri Lobont N.Burdisso Cicinho Greco Baptista Okaka Menez

LECCE 22 Rosati 20 Vives 4 Gustavo 3 Giuliatto 11 Mesbah 8 Munari 18 Giacomazzi 19 Piatti 10 Olivera 17 Di Michele 9 Corvia

All.

All. De Canio

1 29 2 23 19 89 94

81 5 15 33 21 32 27

Benassi Sini Ofere Rispoli Grossmuller Coppola Jeda

PROSSIMI TURNI

(7-11-2010) BARI INTER JUVENTUS LAZIO SAMPDORIA UDINESE PALERMO BOLOGNA FIORENTINA NAPOLI

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MILAN BRESCIA CESENA ROMA CATANIA CAGLIARI GENOA LECCE CHIEVO PARMA

(10-11-2010)

BRESCIA CAGLIARI CATANIA CESENA CHIEVO GENOA LECCE MILAN PARMA ROMA

JUVENTUS NAPOLI UDINESE LAZIO BARI BOLOGNA INTER PALERMO SAMPDORIA FIORENTINA

lecce De Canio l’allenatore manager OCCHIO

SABATO 30 OTTOBRE 2010 - STADIO OLIMPICO

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NEMICO

Rubrica a cura di Alberto Balestri

CLASSIFICA LAZIO MILAN INTER CHIEVO JUVENTUS NAPOLI PALERMO GENOA LECCE SAMPDORIA UDINESE CATANIA BRESCIA ROMA FIORENTINA BOLOGNA CESENA BARI CAGLIARI PARMA

19 17 15 13 12 12 11 11 11 11 10 9 9 9 8 8 8 8 7 7

MARCATORI 7 reti: Eto'o (Inter) 6 reti: Cavani (Napoli) 5 reti: Matri (Cagliari); Di Vaio (Bologna) 4 reti: Cassano (Sampdoria); Pastore, Ilicic (Palermo); Pellissier (Chievo); Pato (Milan)

formazione che affronterà i giallo rossi dovrebbe essere quella che ha battuto in rimonta il Brescia. In porta ci sarà Rosati, mentre la difesa a e il Lecce è tornato in Serie A quattro sarà formata da Rispoli a dedopo un anno passato tra i castra, Ferrario e l’ex romanista Diadetti il merito è del presidente moutene al posto dell’infortunato Semeraro, che si è affidato a Fabiano al centro, e Mesbah a siniGigi De Canio sia per la direstra. L’uruguayano Grossmuller ha le zione tecnica, sia per quella manachiavi del centrocampo, mentre sulle geriale. L’allenatore lucano, infatti, fasce ci saranno gli argentini Piatti e il veterano ricopre anche la carica di direttore sportivo coGiacomazzi. Il trio d’attacco è formato da Oliveme Ferguson al Manchera a destra, e da due vecchie conoscenze romaster United, e se quest’eniste: sul versante di sinistra ci sarà David Di sperimento dovesse porMichele, un ragazzo che ha sempre voluto giotare buoni frutti, De Cacare nella sua Roma, ma che non ci è riuscito; nio non solo aprirebbe la l’altro, invece, è Daniele Corvia, centravanti strada a questa nuova ficresciuto nella compagine giallo rossa, ma che gura che va di moda nel solo adesso sta dando il meglio di se dopo esregno unito, ma potrebbe sersi perso per strada. La panchina che De Caallenare una squadra di nio ha a disposizione è formata dal secondo un livello superiore rispetto a quelle in cui è portiere Benassi, i difensori, Brivio, Rispoli, i stato. Il tecnico leccese, inoltre, è un ottimo incentrocampisti Vives, Munari, e gli attaccanti segnante di calcio: il suo Jeda, e Chevanton, un giocatore sfortunatissimodulo è il 4-3-3, e la mo che è ritornato nella squadra in cui si è consacrato. Il Lecce è una squadra che pun22 ta alla salvezza, e la Roma è molto più forROSATI te. Il problema, però, è che la formazione giallo rossa va male, e l’unica cosa a cui i 11 3 4 20 tifosi devono aggrapparsi è che Ranieri GIULIATTO VIVES GUSTAVO MESBAH trovi prima possibile il bandolo della 19 8 18 matassa, e che tutti quei problemi alPIATTI MUNARI GIACOMAZZI l’interno dello spogliatoio vengano accantonati per il bene di chi segue la 10 17 squadra da anni. Se tutto questo DI MICHELE OLIVERA non accadrà sabato pomeriggio as9 sisteremo ad una una gara molto CORVIA IL MODULO complicata. 4-3-2-1

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L’AVVELENATA Rubrica a cura di Paolo Marcacci

Le partite non bastano mai e partite non bastano mai, soprattutto quando finiscono troppo presto per quelle che sono le tue aspettative, o quando la tua squadra ti sembra troppo brutta per essere vera, per come la conosci, per quello che vale, oggettivamente. Le partite non bastano mai, soprattutto l’allenatore ti mette in condizione di non capire, di lasciare senza risposte tutti i perché che ti ha fatto venire in mente. Le partite non bastano mai o, peggio, perdono di significato quando non vedi un numero dieci sbucare dalla scaletta per un secondo tempo che merita, se non altro per come ha giocato il primo. Non bastano mai, quelle partite che più arrotondi le percentuali del possesso palla e più ti rendi conto che quel dato può non significare nulla, se non è suffragato da tutto ciò che, non si sa perché, i tuoi giocatori sembrano aver smarrito chissà dove e il fatto che

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qualcuno di loro sia più incredulo di te dimostra che a volte quel qualcosa è davvero difficile da ritrovare. E allora non bastano mai neppure tutti i minuti di recupero del mondo, se poi ti capita il contropiede della vittoria, che forse non del tutto meriteresti, e tu te lo fai morire addosso, in un recupero di mediocri difensori e in un coro d’imprecazione dei compagni. Le partite non bastano mai ma oggi devono farsela bastare, per ristabilire la legge dei valori e perché il recupero della dignità non si può posticipare all’infinito; una partita sola non basta ma può servire a dire basta, se la tua squadra ha intenzione di lasciarsi alle spalle tutto quello che non dovrebbe appartenerle e che invece la invischia fino alle ginocchia. Rivedere la squadra che conosciamo e che pensavamo di non perdere è l’unica cosa che ci sentiamo in diritto di chiedere: allora si, che le partite davvero non ci basteranno mai. Forza Roma.

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Giorgio Rossi la bandiera

di MIRKO PORCARI

Un personaggio amato da tutti, un segna pagine nel libro della storia della Roma

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ttanta anni...Chi, io?î.Lo spirito del ragazzino nel giorno del compleanno, chiudere gli occhi ed esprimere un desiderio mentre si spengono le candeline: finalmente il tempo di riflettere, di godersi la famiglia e di riposarsi un pÚ, dopo una vita passata a rincorrere calciatori, muscoli e scaramanzie. Impossibile raccontare in un soffio un’esistenza a tinte giallorosse, gli occhi della passione si aprono e guardano la Roma da lontano, soffrendo ed imprecando nel silenzio casalingo, assaporando, a volte, le sensazioni di una memoria cresciuta e maturata tra stadi, voli e trasferte. Giorgio Rossi, un nome forte e presente, una statua che giganteggia negli almanacchi romanisti al pari di bomber e capitani: quando si parla di bandiere difficilmente si pensa ad un

“O

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poco divertimento e tanti soldi, via allenatori, giocatori e dirigenti e lui lÏ, assorto nel cercare il modo migliore per aiutare uno dei suoi ragazzi, amico, padre e “nonno” nel regalare sorrisi ed aneddoti di un matrimonio che dura da cinquanta anni, a dimostrazione che il tempo, tutto sommato, Ë galantuomo. Se non fosse sufficiente questo, basta pronunicare il suo nome per scatenare l’affetto dei tifosi, senza differenze tra “nuove” e “vecchie” generazioni. Nessun dubbio, dunque, che gli auguri di “uno” siano quelli di “un milione” di tifosi. ■

“semplice” massaggiatore, eppure l’essenza della romanit‡ Ë tutta in quest’uomo d’altri tempi che il giorno di Halloween festeggia ottanta primavere. Il bianco e nero Ë diventato colore, Ë cambiato il calcio e con lui il modo di viverlo: non pi˘ sport,

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Foto ANDREA CALORO


Foto ANDREA CALORO


Foto FABIO ROSSI

Quindicinale d'informazione sportiva - 30 ottobre 2010

Editore: Dacral Srl


QUINDICINALE DI SPORT, CULTURA E SPETTACOLO Anno XIV - Numero 16 - Sabato 30 ottobre 2010

Direttore responsabile Massimo Limiti m.limiti@forzaroma.info

EDITORIALE rubrica a cura di Massimo Limiti

Stringiamoci a coorte on siamo certo pronti a morire, ma al peggio sì. Perché questa Roma non riesce a tirarsi fuori dal grigiore e dalla pochezza di questo inizio campionato. I tifosi sono sempre presenti ed oggi più che mai vien proprio il caso di dire che la Roma non è mai sola, proprio come strilliamo noi con la nostra testata. Contro tutto e tutti, al di là di schedature ed impedimenti vari, il popolo romanista si stringe sempre attorno alla sua squadra. E soprattutto nei momenti più difficili non fa mancare l’affetto e la voce. Quella di oggi è una di quelle serate che potrebbero diventare importanti nella storia giallorossa che si va scrivendo giorno dopo giorno. In un periodo incerto soprattutto per il presente e futuro societario, stiamo perdendo anche i punti di riferimento a noi più cari. La realtà ci sbatte in faccia il fatto che l’allenatore romano e romanista non è per forza il massimo della vita. Che di fronte a certe sostituzioni è palese la confusione che regna in testa a Ranieri. I fatti ci dicono che quando Totti gioca male gli altri giocano anche peggio. I numeri, invece, sono impietosi nel dire che gli avversari corrono sempre di più dei nostri. E allora non ci resta che sperare di guadagnare almeno sette punti nelle prossime tre partite per ricominciare a fare sul serio. Nel frattempo lode a chi nella nostra storia ha sempre vestito con orgoglio i colori giallorossi, nel lavoro e nella vita: tanti auguri a Giorgio Rossi!

N Impaginazione Renato Bosco

Fotografie Luciano e Fabio Rossi Andrea Caloro

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L’urlo giallorosso di ROBERTO CIAMPOLILLO

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tifosi giallorossi stanno attraversando uno dei momenti peggiori della loro storia. L’attuale situazione è veramente da incubo ! Se ce l’avessero detto l’estate scorsa che ci saremmo trovati a fine ottobre ridotti così , avemmo spernacchiato ed insultato a morte l’incauto comunicatore e richiesto a gran voce il suo internamento in qualche luogo di cure mentali ! Ed invece l’impensabile si è avverato e quel che è più grave non si vede via di uscita! La squadra non gioca , i risultati latitano

e chi dovrebbe mostrarsi capace di prendere in mano la situazione, sembra sprofondare partita dopo partita, in uno stato confusionale che sta via via peggiorando la posizione della squadra. Un allenatore di calcio che frequenta da decenni i campi di gioco e soprattutto gli atleti che calcano questi campi, dovrebbe accorgersi quando i suoi ragazzi non lo seguono più, quando si danno costantemente, prima uno poi l’altro, malati e se scendono in campo lo fanno senza entusiasmo e solo per rispetto dei loro tifosi non si sfogano pubblicamente contro chi l’impiega fuori ruolo e con sostituzioni spesso incomprensibili. Vogliamo dire che i giocatori della nostra amata squadra, sin dal ritiro si sono resi conto che il loro mister quest’anno era il primo a non credere di poter sostenere il ritmo indiavolato dello scorso anno e con le prime dichiarazioni aveva messo le mani avanti come a ripararsi dai probabili futuri scivoloni della sua squadra. La scelta di una preparazione con carichi di lavoro molto soft , per giocatori professionisti ai massimi livelli, non è stata altro che la conferma ai loro occhi della scarsa fiducia

che il tecnico riponeva sulla loro tenuta atletica e soprattutto mentale dopo la delusione dello scorso campionato. Ma mi chiedo e vi chiedo cari lettori giallorossi : si può iniziare un campionato come il nostro in Italia che tanto impegna gli atleti dal punto di vista nervoso con un simile blocco mentale ?? E’ talmente rischioso che bastano le prime sconfitte, per mandare in tilt il rapporto giocatore-allenatore e giorno dopo giorno la situazione non può che peggiorare, perché il giocatore non crede più in chi lo guida, pensa a salvare la sua posizione davanti ai tifosi, creandosi tutti gli alibi possibili e al primo dolorino si tira subito fuori, incolpando, in cuor suo, l’allenatore di una situazione di cui si sente vittima incolpevole e non responsabile! Ma la vera unica vittima di tutte queste situazioni che ciclicamente si ripetono nel mondo del calcio, non è il giocatore profumatamente pagato, né l’allenatore che un’altra squadra la trova sempre , ma è solo e soltanto il tifoso, l’appassionato che dà tutto se stesso e non chiede altro che dimostrazioni di attaccamento alla maglia. Il sostegno, l’urlo giallorosso che giocatori e allenatore richiedono ai loro tifosi e che ricevono incondizionatamente dalla loro gente quando vestono questa gloriosa maglia, deve essere meritata non solo dalla loro valentia tecnica e atletica, ma soprattutto dalla dimostrazione incrollabile davanti a tutto e tutti, di credere in se stessi e nella forza della squadra che rappresentano. Si tiri fuori chi non se la sente, prima che sia troppo tardi !!! ■

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Romanisti in TV “Io amo l’Italia e in maniera particolare Roma. Mi sono sempre sentita in casa”

Regina Profeta

“La mia Roma brasiliana presto tornerà Regina” rrivata all’inizio degli anni Ottanta per lei fu facile innamorarsi di Roma e della Roma “C’era già Falcao, la squadra andava a mille ed io ho scelto immediatamente”. Regina Profeta, showgirl brasiliana che esordì subito nel nostro Paese come ballerina protagonista de “Te lo do io il Brasile” il programma innovativo ideato e condotto da Beppe Grillo sulla Rai, non ebbe dubbi sulla scelta “La Roma è stata ed è una squadra nella quale noi brasiliani ci identifichiamo. La Lazio no”. E Paulo Roberto Falcao non fu solo un idolo della Regina Profeta tifosa “No, diventammo amici e lui spesso mi invitava ad assistere alle partire della Roma in tribuna Vip. Paulo Roberto è stato un grande calciatore ma anche un personaggio fantastico, un numero uno anche nella vita quotidiana, tanto che anche oggi in Brasile ha successo nel suo lavoro di commentatore

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in tv”. Era una Roma che si preparava a vincere il suo secondo scudetto “Ho vissuto quella stagione come uno dei più belli anni della mia vita. Avevo successo nel mio lavoro in Rai e la mia squadra del cuore vinceva e giocava in maniera fantastica”. Dopo la trasmissione con beppe Grillo, Regina Profeta ebbe un ruolo importante anche nella trasmissione “Cocco” condotta da Lorella Cuccarini e Giggi Sabani. Poi, a metà degli anni Novanta, partecipò nella trasmissione “Sereno Variabile” con Osvaldo Bevilacqua nella quale oltre che a ballare faceva anche delle interviste in studio a personaggi del mondo dello spettacolo. Nella prima edizione di Quelli che il calcio” firmato Fabio Fazio, lei era sempre la rappresentate della Roma in studio. “Io amo l’Italia e in maniera particolare Roma. Mi sono sempre sentita in casa”: Un altro giocatore del quale vanta

l’amicizia è il mitico Pelè “Ogni volta che viene in Italia ci vediamo perché la nostra è un’amicizia che dura da tanti anni. La scorsa settimana gli ho telefonato per fargli gli auguri per i suoi 70 anni”. Sono due i giocatori brasiliani per i quali Regina spende parole di elogio più di altri “Si tratta di Aldair e Cafu. Loro due oltre a rappresentare per me il terzo scudetto della Roma sono anche due miei amici che ho nel cuore. Aldair è una persona timida ma, oltre ad essere stato uno dei più forti difensori al mondo, è una persona fantastica, umile e sincera. Cafu? E’ il capitano per eccellenza della nostra seleçao. Se dici Brasile, nel mondo, pensi a Pelè, Zico ma anche a Cafu. Lui mi è stato molto vicino anche quando con il mio nuovo ristorante brasiliano che non an-

dava molto bene organizzò una bella cena con tutti i suoi compagni di squadra della Roma così che i giornali ne parlarono e fu tutta pubblicità. Inoltre, non dimentichiamo, l’impegno nel sociale di questo campione”. Ma veniamo ai giorni d’oggi “Della Roma di adesso il brasiliano che conosco meglio è Rodrigo Taddei. Gli voglio bene: quando mio figlio è stato operato per un trapianto di cuore, Rodrigo gli ha fatto avere in ospedale la sua maglia con una dedica e una preghiera scritta sopra. E’ una persona fantastica”. Che ne pensi di questa situazione di difficoltà della squadra? “Che è una cosa momentanea, troppo brutta per essere vera. Io mi considero una mascotte della Roma e vedrete che da questa sera la squadra ricomincerà a vincere”. Oggi Regina Profeta non è più sotto i riflettori della televisione, ed il suo tempo è tutto dedicato alla sua Accademia di danza ed a tutte le serate che organizza nella capitale per insegnare salsa, tango, samba e capoeira soprattutto presso il Salaria Sport Village. Massimo Limiti

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L’angolo del tifoso Questo spazio è riservato a tutti i Fans Club o Gruppi organizzati che vogliano far conoscere la propria esistenza e le loro iniziative. L’indirizzo per mandare testi e foto è: redazione@forzaroma.info

Un momento della serata di premiazione del Torneo di calcio a 5 II Memorial Alessio Cavola organizzato dai Roma Club dei Castelli Romani (UTR) a Velletri

Lorenzo in trasferta a Parma non ha esitato un attimo ad esibire la sua bella sciarpa della Roma

Luciano "l'uragano" insieme aiu suoi nipotini tutti veri lupacchiotti

Una sorridente Arianna spera che la sua Roma torni ad essere Magica vincendo contro il Lecce e la Lazio

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Ecco il piccolo Valerio ritratto nella sede dell’UTR per la gioia di nonna Claudia

Il piccolo Samuel è già pazzo per la sua Roma e non vede l'ora di vedere Totti ricominciare a segnare

Il 27 agosto 2010 sono venuti alla luce, per la gioia di mamma Patricia e papà Alessandro, 3 lupachiotti. Da sinistra: Nicolò, Mattias e Nicholas Di Filippo

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La prima volta di Emiliano allo stadio a segiuire la magica Roma

vitadiclub Organizzata dal R.C.Longarina (UTR)

SIMPLICIO, CASTELLINI E MARIA SENSI A “LA NOTTE DELLE STELLE” i è svolta il 13 ottobre presso il ristorante Il Bajniero di Ostia Antica, la “Notte delle Stelle” la consueta manifestazione organizzata da tanti anni dal Roma Club Longarina (UTR) del presidente Giancarlo Cadolini. Ospiti d’onore sono stati i calciatori della Roma Fabio Simplicio e Paolo Castellini, oltre alla signora Maria Sensi, il massaggiatore Giorgio Rossi e l’indimenticabile Giacomino Losi. La signora Maria Sensi, incalzata dai cronisti presenti, ha pre-

ferito non parlare “Non posso, siamo in silenzio stampa”. Ai due giocatori, invece, è scappata qualche battuta mentre erano premiati sul palco intervistati da Claudio Moroni che presen-

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Robertino Fabbri grande tifoso giallorosso, non perde mai occasione di vestire i colori della Roma

Alcuni soci del Roma Club C.A. R. Centro Agroalimentare Romano in occasione di una piacevolissima serata giallorossa che ha visto la presenza di alcuni rappresentanti del Consiglio Direttivo dell’Unione Tifosi Romanisti

Il Gruppo Luisa petrucci presente nel settore ospiti del Tardini

tava la serata:“Tra tanti giocatori del passato – ha detto Fabio Simplicio – mi ispiro più di tutti a Paulo Roberto Falcao, uno che ha scritto pagine importanti della storia della Roma. Speriamo di uscire fuori da questo con tanto impegno”.“Non ho ancora visto molto di Roma – ha ammesso Castellini – ma ho notato il grande calore che questa città sa darti. Spero di ricambiarlo” Alla serata hanno partecipato anche Antonello Venditti e Marco Conidi che hanno regalato ai presenti le loro canzoni per la Roma. Tommaso Gregorio Cavallaro

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Forza Roma e Roma Mai Sola di Roma-Lecce  

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