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Foto ALESSANDRO ROSSI


Direttore responsabile Massimo Limiti m.limiti@forzaroma.info

Che Dio ce lo mandi bono... l’arbitro!

editoriale

QUINDICINALE DI SPORT, CULTURA E SPETTACOLO Anno XII - Numero 2 - Mercoled0ì 28 gennaio 2009

proprio il caso di dirlo, perchè, come dice Spalletti, l’arbitro è una variabile del gioco del calcio. Impazzita, aggiungiamo noi, ed in modo eccessivo in questa stagione. Orsato non è stato il primo ed ho tanto l’impressione che non sarà certo l’ultimo. Comunque vada questa Roma sta dimostrando nelle ultime gare che soltanto una grossa svista arbitrale (chiamiamola così per essere buoni) può fermarla. La rimonta in campionato ha zittito tutti coloro i quali si sono affrettati a dare giudizi sulla campagna acquisti e su chi sentenziava come ormai impossibile la qualificazione in Champions League e di conseguenza l’invito alla proprietà di scegliere la via obbligatoria per la cessione. Ed invece eccoci qui, di nuovo belli e bravi come prima, con tanta voglia di continuare su questa strada, il desiderio di stupire ancora una volta tutti e la consapevolezza di tifare per un gruppo compatto ed in grado di regalarci ogni anno tante belle soddisfazioni. Reduci da due trasferte vittoriose cosecutive, oggi l’ostacolo da superare si chiama Palermo, un’altra squadra che gioca bene e che da quando è stata affidata a Ballardini è risalit prepotentemente in classifica. Impegno difficile, ma sicuramente alla portata della Roma. Una vittoria contro i rosanero darebbe un altro scossone importante alla parte alta della classifica così da puntare anche oltre al quarto posto. Le altre davanti possono sbagliare e noi dobbiamo essere pronti ad approfittarne. Arbitri permettendo...

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Impaginazione Renato Bosco

Fotografie Alessandro e Fabio Rossi Gilberto Carbonari Direzione e redazione Via dei Giornalisti, 55 - 00135 Roma Tel. 06.35450641 - 334.3405952

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ildetectivegiallorosso

Tra rimpianti e speranze ’è un po’ di sano pudore nell’entusiasmo del momento. Nasce, questo pudore, dallo scarto lampante, dall’ampio solco tra il fulgore delle aspettative e la gioia inevitabilmente trattenuta anche se esibita della realtà attuale. Le indicibili emozioni, i tuffi al cuore che regalò quel gol di Vucinic al Catania (anche se nei più reposti angoli della mente, ogni romanista si aspettava da un momento all’altro il gol di un Ibrahimovic qualsiasi…) appartengono a una storia vicina e lontana che, a meno di un virus calcistico che paralizzi gli estri e le forze delle prime tre della classe, non potrà rivivere nel campionato in corso. Il rovescio (positivo) della medaglia è che l’avvio disastroso, che aveva fatto paventare un cupio dissolvi che avrebbe costretto ad una nuova, complicata rinascita, è stato spazzato via da una reazione orgogliosa e commendevole del gruppo giallorosso, che ha saputo risalire la china sino ad essere, al momento, la squadra più in forma del gruppone che aspira alla qualificazione Champions, fermo restando che la Fiorentina sta giocando bene ma è penalizzata dagli episodi (compresi quelli arbitrali). Curiosamente, il filotto negativo iniziò proprio alla Favorita contro il Palermo, è trascorso un girone ed ora tutto appare diverso, sino a rendere fiduciosi in vista della comunque durissima sfida all’Arsenal del demiurgo Wenger. L’insoddisfazione (eufemismo) di Panucci è una macchia di gelato sul vestito della do-

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menica, e di nuovo Spalletti dovrà attingere alle sue empiriche qualità di psicologo per estraniare la squadra da questa vicenda e non farla distrarre, proprio adesso che si sono ritrovati estri individuali ed equilibri collettivi. Il percorso rosanero in trasferta è insufficiente, ben 6 le sconfitte (peraltro, lo stesso ruolino di marcia della Roma...) ma ha in organico un drappello di singoli talentuosi (Simplicio, Cavani, Miccoli se giocherà) che possono creare la giocata vincente al di là della prestazione di squadra. Imperativo categorico, però, per la Roma è non fermarsi, adesso: tra rimpianti e speranze, la stagione giallorossa deve ancora vivere i suoi momenti decisivi.


ROMA-PALERMO PROBABILI FORMAZIONI ROMA Doni 32 Cassetti 77 Mexes 5 Juan 4 Riise 17 De Rossi 16 Perrotta 20 Brighi 33 Baptista 19 Menez 24 Vucinic 9

PALERMO 32 Amelia 16 Cassani 24 Kjaer 5 Bovo 25 Savino 33 Nocerino 11 Liverani 23 Bresciano 30 Simplicio 7 Cavani 10 Miccoli

Spalletti

All.

All. Ballardini

Artur Loria Greco Aquilani Cicinho Virga Okaka

25 15 36 8 3 34 89

1 21 80 14 8 19 99

Ujkani Cossentino Carrozzieri Guana Migliaccio Succi Mchedlidze

PROSSIMI TURNI

(1-2-2009) CAGLIARI CATANIA FIORENTINA LECCE MILAN PALERMO ROMA SAMPDORIA TORINO UDINESE

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JUVE ATALANTA BOLOGNA SIENA LAZIO GENOA REGGINA CHIEVO INTER NAPOLI

(8-2-2009)

ATALANTA BOLOGNA CHIEVO GENOA INTER JUVE LAZIO NAPOLI REGGINA SIENA

CAGLIARI UDINESE TORINO ROMA LECCE CATANIA FIORENTINA PALERMO MILAN SAMPDORIA

CLASSIFICA JUVENTUS INTER MILAN GENOA ROMA NAPOLI FIORENTINA PALERMO LAZIO CAGLIARI ATALANTA CATANIA SIENA UDINESE SAMPDORIA BOLOGNA LECCE TORINO CHIEVO REGGINA

43 43 40 36 33 33 32 32 31 28 27 26 25 23 20 19 18 16 16 13

l Palermo torna all’Olimpico un anno dopo il “fattaccio” causato dal gol di Mancini su un’azione di calcio d’angolo in cui un raccattapalle era entrato in campo piazzando il pallone sulla lunetta del corner. Il presidente Zamparini protestò, ma solo il giorno seguente; e per di più, nemmeno i giocatori rosanero si arrabbiarono al momento della rete subita. Il Palermo di quest’anno sarà molto battagliero: il lavoro del nuovo allenatore Ballardini sta dando i suoi frutti. Il tecnico di romagnolo, infatti, è riuscito a sfruttare l’ organico rafforzato dai giocatori che Zamparini aveva acquistato durante l’estate. Il modulo che sta attualmente usando è il 4-3-1-2, ma il segreto di Ballardini è, come ha recentemente dichiarato sul “correre dello sport”, quello di variare il programma di lavoro dei suoi ragazzi, affinché abbiano sempre nuovi stimoli. I fatti gli stanno dando ragione: la squadra sta lottando per un posto in coppa Uefa, e siamo sicuri che alla fine di maggio l’obiettivo sarà centrato. Il Palermo non

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MARCATORI 15 reti: Di Vaio (Bologna)

AMELIA 16

24

5

25

13 reti: Milito (Genoa)

CASSANI

KJAER

BOVO

SAVINO

13 reti: Gilardino (Fiorentina);Ibrahimovic (Inter)

NOCERINO

11 reti: Amauri (Juventus)

23

11

33

LIVERANI

BRESCIANO

30 7

SIMPLICIO

CAVANI

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MICCOLI

può fare a meno di molti giocatori, a cominciare dagli attaccanti Miccoli e l’uruguaiano Cavani, che se continuerà ad esprimersi come sta facendo entro due anni potrà giocare in una grande squadra. Altre pedine fondamentali sono i centrocampisti Tedesco, Simplicio, Migliaccio, Bresciano e l’ex laziale, ma tifoso romanista Liverani. Kjaer e Balzaretti sono due buoni giocatori di una difesa ancora un po’ debole, ma che viene salvata dalle prodezze di Marco Amelia, primo grande ex di questa partita. Il suo sogno è quello di tornare nella sua Roma, anche perché è stanco di compiere grandi interventi contro la squadra che lo ha lanciato. L’altro grande ex è Cesare Bovo, un ragazzo dalle grandi potenzialità ma che si è perso per strada dopo che la Roma lo aveva perso alle buste due anni fa. Lui ha sofferto molto per essere stato scaricato, e ce ne accorgiamo dagli interventi duri che ha fa ogni volta che ha gioca contro i suoi ex compagni. Tutto questo ci dispiace: è vero che l’addio alla Roma non è dipeso da lui, ma c’è modo e modo per esprimere il proprio rancore.

occhioalnemico

palermo

L'impresa di mago Ballardini

MERCOLEDÌ 28 GENNAIO 2009 - STADIO OLIMPICO

IL MODULO 4-3-1-2

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Foto GILBERTO CARBONARI


paginedistoria

Bronee, lo “zingaro” del gioco e olimpiadi londinesi del 1948, dove la squadra svedese vinse fra la sorpresa generale, fu l’occasione in Italia per creare una vera e propria moda per i giocatori dell’Europa del Nord, svedesi, appunto, ma anche danesi. Fra questi anche un aristocratico giovanottone di oltre un metro e novanta, dalla classe immensa, dotato di una velocità fuori dal comune per uno della sua taglia, e dal tiro al fulmicotone che gli permette spesso di figurare sul tabellino dei marcatori. Si chiama Helge Bronee e nel 1950 gioca nella squadra francese del Nancy. Il principe Raimondo Lanza di Trabia, presidente del Palermo, famoso per condurre la campagna acquisti del Palermo conducendo trattative in costume adamitico nel bagno della sua suite all’hotel Gallia di Milano, in pratica il vero e proprio inventore del calcio-mercato, lo vuole fortemente e stacca un assegna personale di 13 milioni e 927 mila lire (una fortuna per l’epoca), pur di averlo in rosanero. Risulterà, a detta degli addetti ai lavori in casa Palermo, il miglior talento, quello dotato di maggior

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classe fra i giocatori rosanero di tutti i tempi. Il suo problema, però, così come per tanti geniacci calcistici, era quello di non condurre una irreprensibile vita d’atleta. Era spesso avvistato per le vie del capoluogo siciliano, in compagnia del suo compagno di squadra turco, Melaid Gulesin, meglio noto come Sukru, a bordo di un’ingombrante Buik, in giro a sperperare quanto guadagnavano col calcio, in compagnia di donne stupende, ma anche protagonisti di risse clamorose e sbronze memorabili. Dopo due anni, a malincuore, Lanza di Trabia lo cedette alla Roma e Bronee divenne nella capitale, così come era stato per il Palermo, croce e delizia dei tifosi, capace di gesti tecnici di alta scuola (segnava spesso direttamente da calcio d’angolo, tirando indifferentemente col destro e col sinistro), così come di latitanze prolungate e colpevoli, indotte dalla scarsa forma fisica dovuta ad allenamenti incostanti e svogliati.

Ma se chiedete a chi lo ha visto giocare, vi racconterà delle mirabilie tecniche di cui era capace nei momenti di luna dritta, paragonabile a un Bruno Conti o a un Totti, uno che da solo spaccava la partita. Le sue bizze, però, il suo carattere irascibile e presuntuoso, lo porteranno presto in rotta di collisione con la società (che in precedenza lo aveva difeso fino ad esonerare Gipo Viani che lo aveva messo fuori rosa) e costringeranno il sodalizio giallorosso a cederlo alla Juventus dopo due stagioni, 51 partite e 12 reti. In bianconero si segnalerà, oltre che per i soliti motivi disciplinari, per la ricerca spasmodica di cravatte di seta con cui arricchire la sua sterminata collezione. Finirà la carriera italiana relegato malinconicamente a Novara, conscio di aver dissipato un talento senza pari.

Arsenico e nuovi fischietti unque, ancora sui media, che non finiscono mai di (non) stupire: crescendo rossiniano per quanto riguarda le sviste arbitrali, in una domenica abbastanza scellerata in cui, lo diciamo con obiettività, la "capoccella" di Mexes sul calcio di punizione battuto da Pizarro sembra veramente la più difficle da individuare, pagliuzza in mezzo a tante "travi" come il calcione rimediato da Jovetic in area juventina o il rigore concesso al Milan in quel di Bologna: si d'accordo, i rossoneri avrebbero vinto ugualmente, ma intanto gliel'hai dato. Però, questa oggettiva graduatoria nella gravità delle sviste arbitrali è stata riprodotta fedelmente, a livello di trattazione televisiva? Assolutamente non, com'era presumibile, perché la capocciata di Mexes è diventata il bilanciamento naturale di quanto dalla roma era stato subito per mano e fischietto di Orsato, così come una partita come Sampdoria-Inter, devastata da Celi che alla fine ha ammazzato soprattutto i blucerchiati, è stata fatta

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passare per un massacro arbitrale a danno unicamente dei nerazzurri, soprattutto perché Mourinho si è preso la scena pretendendo di convincere parte dei media e alla fine convincendoli tutti che il giovane fischietto di Inter-Samp abbia avuto paura di essere incluso nel novero dei colleghi che tanto avevano sbagliato nel pomeriggio. In tutto questo, allo spettro di Pierluigi Collina, che ormai solo di rado viene evocato nei dibattiti arbitrali, va di lusso come sempre, perché il pedigree del nome ha ancora un grandissimo fascino a livello federale e in parte anche giornalsitico e perchè, a livello simbolico, una sua rimozione equivarrebbe a una bocciatura della tesi, già bocciata dalla realtà dei fatti, secondo la quale dopo Calciopoli le cose sarebbero cambiate. Morale della favola? Scusate ma morale è un termnine ormai sconosciuto, anche il computer me lo segnala come errore.

l’avvelenata

Roma-Palermo nel passato

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secondomeoggifinisce…

forza per reagire e scendano in campo più agguerriti che mai”. Meno ottimista è invece Massimo Caputi. Il giornalista sportivo di “Quelli che il calcio”, tifoso della Roma, dice: “Secondo me finisce con un pareggio. 1 a 1 gol di Francesco”. Forza Roma ha interpellato anche un maestro, l’attore e cantante Lando Fiorini, in scena a Il Puff con il suo spettacolo “Siamo tutti riciclati”. Fiorini ci ha confidato che “l’elettricista”, è così che lui chiama Francesco Totti, è andato a vedere il suo spettacolo e gli ha confidato: “Io gioco!”. Tornando al-

la partita in programma oggi, ci ha confidato: “Sarà una gara difficile da giocare con attenzione, ma penso che la Roma possa vincere per 2 a 1. In gol Francesco e Perrotta”. Infine è stato interpellato a n c h e Paolo Liguori, il noto giornalista sportivo, tifoso della Roma, presente ogni domenica a “Controcampo”: “Per me finisce 2 a 1 per la Roma. In gol andranno Totti e Perrotta”. Il centrocampista giallorosso effettivamente questo periodo sta facendo vedere buone cose, non sia mai che Fiorini e Liguori abbiamo ragione? Buona partita! Gianluca Lengua

UN AMORE INFINITO RICORDANDO DINO VIOLA ono già passati diciotto anni. Diciotto anni da quando Dino Viola, con la sua scomparsa, ha lasciato un vuoto incolmabile nei suoi familiari e in tutti quelli che come lui hanno a cuore uno dei suoi più grandi amori: la Roma. Lunedì 19 gennaio, nel giorno dell’anniversario della sua morte, la famiglia e i tanti che gli hanno voluto bene si sono ritrovati nella chiesa di San Luigi Gonzaga ai Parioli per una messa in suo ricordo. Presente tutta la famiglia Viola: i tre figli dell’ingegnere, Presente tutta la famiglia Viola: i tre figli dell’ingegnere, Federica, Ettore e Riccardo,quest’ultimo con la moglie Anna, e tutti i nipoti: Francesca, Filippo, Ludovica, Stefania, Beatrice, Barbara e Andrea. Assente, ma più che giustificata, la signora Flora, costretta ad affrontare a casa la convalescenza dopo un recente intervento chirurgico. Fabrizio Grassetti, presidente dell’U.T.R, presente alla cerimonia insieme al tesoriere Romeo Capelli e a Gianni e Silvana Groppa, anche quest’ ultimi consiglieri dell’U.T.R. Ad assistere alla cerimonia c’erano anche l’ex giocatore della Primavera giallorossa Angelo Quinzi, il già direttore della rivista “La Roma” Andrea Michelini, Alberto Mandolesi, “Elione” del gruppo XXI Aprile oltre ad uno dei fondatori del Commando Ultrà Curva Sud, Antonio Bongi. E proprio Bongi traccia un ritratto significativo di Viola: “La messa in suo onore è una ricorrenza fissa ormai da tanti anni, Dino Viola è stato il presidente di noi tifosi che apparteniamo ad una generazione più vecchia. Era sempre molto vicino al Commando e nell’anno dello scudetto si interessava molto della curva. Tutte le settimane avevamo con lui un appuntamento fisso, addirittura ogni tanto ci chiedeva qualche consiglio per la campagna acquisti. Un aneddoto del presidente? Quando ritirarono lo striscione del Commando per la vicenda Paparelli, lui ci aiutò a crearne un altro più ‘tranquillo’ dandoci l’idea dei ‘Ragazzi della Sud’ “. Ma quanto teneva alla Roma Dino Viola? La risposta è nel

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piccolo episodio raccontato da Fabrizio Grassetti: “La Roma doveva giocare contro il Torino e durante la notte prima della partita, chiamò alle cinque del mattino l’allora allenatore Roberto Clagluna (che affiancava lo svedese Sven Goran Eriksson sulla panchina giallorossa) e lo invitò ad affacciarsi alla finestra. Roma era coperta di neve. Allora il presidente chiese se il giorno seguente si sarebbe dovuto giocare o meno e Clagluna rispose di si, che la Roma era in forma. Così Viola chiamò una squadra di spalatori e fece sgomberare la neve dal campo dell’Olimpico, permettendo alla Roma (che in quell’occasione indossò una maglia bianca) di battere il Torino per 1-0 con gol di Pruzzo. Al termine, tutti a festeggiare e Clagluna disse ‘Questa partita l’ha vinta il presidente Viola’ “.Tante sono le testimonianze del suo amore per la Roma, e tanti sono gli attestati di stima e affetto che tutti hanno nei confronti dell’ingegnere e della sua famiglia: uno su tutti quello di Massimo, di Casal Bertone, venuto a portare il saluto del suo amico Mimmo Spadoni, fondatore del Club Roma Capoccia insieme ad Antonello Venditti, purtroppo scomparso di recente e andato ad aggiungersi ai tanti tifosi giallorossi che seguono la Roma dall’alto. Francesco Mancuso

vitadiclub

oma-Palermo un match al cardiopalma, da seguire con molta attenzione. Un solo imperativo per la Roma: vincere. Solo così si può arrivare al così agoniato quarto posto che permetterebbe ai giallorossi di entrare nuovamente tra le grandi di Europa. A sperare nella vittoria della Roma è il primo dei nostri interpellati, Antonio Giuliani, che pur essendo rammaricato per il furto subito a Milano in coppa Italia contro l’Inter, vede una Roma rabbiosa e capace di reagire: “Roma-Palermo? 1 a 0 per la Roma, sono molto arrabbiato per quello che è successo a Milano, ma spero che i ragazzi trovino la

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E' festa nella sede di Viale Giulio Cesare

L' UTR FESTEGGIA I SUOI 9 ANNI: OSPITE MARIA SENSI stato un bellissimo pomeriggio quello organizzato dall’Utr presso la sede di viale Giulio Cesare la scorsa settimana. Il consiglio direttivo, con il presidente Fabrizio Grassetti in

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testa, ha invitato la signora Maria Sensi, neo consigliere della Roma, per festeggiare i primi 9 anni di vita del sodalizio che riunisce tanti tifosi e Roma Club, nell’anno che precede il decennale per il quale l’Utr sta preparando festeggiamenti ad altissimi livelli. In occasione

della manifestazione la signora Sensi ha ringraziato i presenti per l’impegno e l’affetto con i quali accompagnano sempre la Roma in casa e in trasferta. C’è stato poi un emozionante ricordo della figura di Franco Sensi, il presidente della Roma recentemente scomparso, una foto del quale campeggia al centro del salone principale della sede Utr “Peccato per non avergli regalato la gioia di un altro scudetto – ha detto la signora Maria Sensi – Lo scorso anno ce lo meritavamo noi ed invece... Comunque io sono fiduciosa e dico che anche quest’anno la Roma sorprenderà tutti e riuscirà a lottare per lo scudetto fino all’ultima giornata”. Musica per le orecchie dei tifosi giallorossi, parole che i ragazzi in campo stanno tramutando in fatti. Gianluca Lengua

Questo spazio è riservato a tutti i Fans Club o Gruppi organizzati che vogliano far conoscere la propria esistenza e le loro iniziative. L’indirizzo per mandare testi e foto è: redazione@forzaroma.info

Vittorio Lombardi ,interprete de "La Canzona di Campo Testaccio", con gli amici del R.C. Eur Torrino allo stadio per Roma-Milan.

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