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Anno XXVI n. 18 SABATO 28 MAGGIO 2011

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SETTIMANALE SPORTIVO

Copia omaggio

IL CALCIO A COSENZA? UTOPIA! Ci sarebbe piaciuto parlare di un Cosenza rinato e pronto, con spirito diverso, a disputare i maledetti play-out. Così non è. L’ultimo editoriale non è stato capito da molti, e forse è meglio così. Dispiace che alcuni abbiano voluto giocare su determinati discorsi per etichettarci nuovamente. Poco importa però. Oggi è giusto parlare di una trattativa fallita e che, vuoi o non vuoi, porterà il Cosenza al secondo fallimento nel giro di otto anni. Mai come adesso sarebbero stati graditi gli “imprenditori internazionali” di Umberto De Rose. Imprenditori di cui non si è mai saputo il nome (tranne quello di Presta) ma che, a differenza di quelli attuali, avrebbero garantito un futuro roseo alla Cosenza calcistica con fior fior di quattrini. E’ un peccato che di questi “imprenditori internazionali” non se ne sappia

più nulla. Perché un loro impegno, adesso, avrebbe di fatto messo da parte le “ambizioni” di De Caro e compagni. Non vogliamo addentrarci nei motivi che hanno portato la trattativa al falli-

IL CALCIO MODERNO È UN INVESTIMENTO… A PERDERE! E SOLO UN FOLLE PUÒ PENSARE DI INVESTIRE SENZA FARSI MALE O SENZA BADARE A SPESE. E A POCO SERVE OSTENTARE L’AMORE PER LA MAGLIA mento (se ne parla già diffusamente in altri articoli presenti sul nostro sito) bensì cercare di capire come si può risolvere una situazione che, in quest’ultimo anno, ha preso una piega decisa-

mente sbagliata. L’unico modo per risolvere tutto, ed è l’unico a nostro parere, è quello di vedere scendere in campo un solo imprenditore capace, grazie ai suoi averi, di dirigere l’orchestra, garantire gli stipendi e mettere da parte tutti quei soci all’1%, al 3%, al 7,5% e al 50% cercando di dare un futuro alla società con una programmazione ben definita e che abbia, al centro delle sue attenzioni, il settore giovanile (unico vero investimento nel calcio moderno). Via tutti con tanto di stretta di mano per dare il via ad una nuova era che a Cosenza, è bene sottolinearlo, non avrà mai vita. E vi spieghiamo il perché. Qualcuno è convinto che il fallimento ed il ritorno in quarta serie (leggi serie D) possa ridare linfa alla città.

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PISCINA COMUNALE DI COSENZA Via Veterani dello Sport - 87100 Cosenza Tel. 0984.483115 - Fax 0984.506921 PISCINA COMUNALE DI LAMEZIA Località Chianta 88046 Lamezia Terme (CZ) Tel.&Fax 0968.4332297 PISCINA COMUNALE DI MALITO Contrada Cona - Malito (CS) Tel&Fax 0984.968888

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concorso n. 48

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del 29 maggio 2011

RISULTATI PARZIALI

RISULTATI COLONNA FINALI VINCENTE

INTER - PALERMO ALBINOLEFFE - SIENA ASCOLI - TRIESTINA CITTADELLA - PESCARA GROSSETO - ATALANTA NOVARA - MODENA SASSUOLO - REGGINA TORINO - PADOVA VARESE - PIACENZA LIVORNO - FROSINONE PORTOGRUARO - CROTONE VICENZA - EMPOLI HELLAS VERONA - SORRENTO TARANTO - ATLETICO ROMA

> SEGUE DALLA PRIMA

IL CALCIO A COSENZA? UTOPIA! Qualora così fosse ci ritroveremmo tra 3-4-5 anni a parlare sempre delle stesse cose. I soliti ritornelli: dal ritorno di Pagliuso al problema stipendi fino ad arrivare a beghe societarie. Tante teste, specialmente qui da noi, non possono andare d’accordo. Se poi pensiamo che manca una programmazione il dado è tratto. Ricordo ancora quando nelle sede della Provincia di Cosenza il buon Pino Chianello, per cui nutro una grande stima e che reputo un buon manager di calcio, disse: “Il nostro progetto quinquennale prevede la serie A in cinque anni”. I miei occhi brillavano al solo pensiero. A distanza di qualche mese, però, dalla favola si passò all’incubo con l’entrata in scena di Luca Pagliuso. Tutto questo cosa denota se non una mancanza di programmazione? Il Cosenza, ed è giusto sottolinearlo, ha vissuto alla giornata anche negli anni delle due promozioni consecutive. Non oso pensare cosa sarebbe accaduto se il Bacoli fosse riuscito a strapparci la promozione in C2 o se, l’anno dopo, avessimo perso la chance promozione. Per fortuna così non è stato e le vittorie hanno, di fatto, consentito non solo di nascondere i problemi che ogni società di Lega Pro ha ma anche la possibilità di avere qualche introito pubblicitario in più. A chi sostiene il contrario ricordo che, proprio in concomitanza con la seconda promozione storica consecutiva, ci furono vari appelli alle istituzioni ed agli imprenditori locali per cercare di dare manforte ad una società che aveva necessariamente bisogno di una mano e soprattutto di gente pronta ad investire soldi freschi. Lungi da me attaccare Chianello, Paletta e perfino Mirabelli (si, persino lui ma solo da un punto di vista meramente calcistico) per una gestione di quei due anni che fu perfetta. Sta di fatto che, salendo di categoria, sono aumentate le responsabilità e non solo. L’avvento di Carnevale e Pagliuso ha fatto il resto. Tutto questo discorso soltanto per sottolineare un aspetto: il calcio a Cosenza non ha un futuro ed è bene che la gente lo sappia. Fin quando non verrà lo Zamparini di turno (e mai verrà visto che è difficile pensare quali investimenti possa fare uno come Zamparini o altri a Cosenza) bisognerà vivacchiare e sentire le solite storie di “stipendi arretrati e problemi societari”. Fino a quel giorno dovremo sorbirci cordate che andranno d’accordo per qualche mese salvo poi sputare veleno in quelli successivi ed abbandonare la nave, uno alla volta, in attesa dell’ennesimo fallimento. Quantomeno, però, potremo goderci le trasferte in serie D con la speranza di un nuovo doppio salto. Consapevoli, tutti, che saremo sia schiavi all’inferno che schiavi in paradiso. Il problema non è a Cosenza e non è il Cosenza. Il problema è un sistema, il sistema calcio, che ormai non garantisce futuro e che è fatto solo di fumo negli occhi e tante, tante bugie. Il giorno che si farà calcio serio a Cosenza sarà quando qualcuno investirà nel settore giovanile con un piano quinquennale che consentirà, alla lunga, di costruire una società tra le più forti economicamente d’Italia e non con le sponsorizzazione dovute ad una promozione. Il calcio moderno è un investimento…a perdere! E solo un folle può pensare di investire senza farsi male o senza badare a spese. E qui da noi, di folli, non ce ne sono. Qui da noi, quando ci toccano il portafogli diventa un oltraggio senza precedenti. E a poco serve ostentare l’amore per la maglia. Piero Bria

LEGA PRO: NOVITÀ IN VISTA?

ISCRIZIONI SEVERE, MENO RIPESCAGGI E UN'IDEA COMUNE: POCHE SQUADRE (76?), MA SOLIDE DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO Numeri: 85-90-76-60. Se volete giocarli al bisogna avere la forza per affrontare la proslotto, magari sulla ruota di Firenze (sede sima. Per la Prima la fidejussione sale a della Lega Pro), provateci. Sono i numeri 600mila euro (era di 400mila), per la Sedelle squadre di Lega Pro, la cui evoluzio- conda a 300mila (da 200mila). In più, ci sane passa attraverso una serie di processi ranno norme più rigide per gli stadi: niente complessi che stanno per essere ufficializ- deroghe (salvo per chi sale dalla D), chi non zati. Oggi le squadre sono 85 (5 in meno è a posto non viene iscritto. E chi salta tra rispetto alla scorsa stagione, causa man- le 90 non viene sostituito: ma se saltano più canza di squadre ripescabili): 36 in Prima di- di 14 club (sicuro) si va ai ripescaggi, in movisione, 49 in Seconda. Dalla D ne sono do da portare l'organico a 76, come stabisalite 9, dalla Seconda ne scendono 4, co- lito nell'accordo tra Lega Pro e Aic. Il Consì l'organico è tornato a 90. Il problema pe- siglio federale ha dato mandato ai presirò saranno le iscrizioni: tra squadre che ri- denti delle leghe di B, Pro e Dilettanti di vanunciano e altre non in regola, si prevedo- rare la normativa. I criteri sono i soliti, valuno molti tagli. Quanti, è impossibile dirlo: tando piazzamento in classifica (valore un anno fa sono saltati 18 club (più l'Anco- 50%), storia (25%) e media spettatori ultina in B), adesso saranno di più. Oltre a chiu- mi 5 anni (25%). Non sono ripescabili le dere questa stagione con i conti in regola, squadre che negli ultimi 5 anni hanno già

avuto un ripescaggio nel campionato dove dovrebbero essere nuovamente ripescate. Una novità: no ai salti doppi, quindi chi ha vinto la serie D si ferma in Seconda e non va in Prima (come il Pisa l'anno scorso), e dall'Eccellenza chi è stato promosso si ferma in D, non può salire in Seconda (vedi la Sanremese l'anno scorso). E poi, per essere ripescati, occorrerà pagare. Per la Prima va messa un'altra fidejussione da 600mila (l'anno scorso era di 400mila), per la Seconda un'altra da 300mila (l'anno scorso era di 200mila). In più va aggiunta una cifra a fondo perduto per la Figc: l'anno scorso era 400mila per la Prima e 200mila per la Seconda, adesso sarà abbassata. Quindi, una volta fatte le graduatorie e scartati i non aventi diritto, si guarderà chi può permetter-

si di pagare certe cifre. E si fanno i ripescaggi per avere appunto 76 squadre: 36 in Prima (due gironi da 18) e 40 in Seconda (due gironi da 20). Questo è il primo passo verso i 60 club di Lega Pro (divisione unica) previsti fra tre anni. I pareri Francesco Ghirelli, d.g. della Lega Pro, spiega: "Noi ci auguriamo di avere 90 squadre, ma se scendiamo a 76 è per fare un campionato con più certezze a livello economico, agonistico e organizzativo, dove poter crescere bene i giovani". E l'Aic applaude, attraverso il vice-presidente Umberto Calcagno: "Non è importante "quante" squadre rimangono, ma "come" rimangono: perdiamomolti posti di lavoro, ma almeno chi resta, grazie alle fidejussioni più alte, ha la garanzia di prendere lo stipendio".


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I NUMERI DEL COSENZA A CURA DI ERNESTO PESCATORE

2.328 44 29 18 18 15 10 9 9 7 6 6 3 1 Direttore Responsabile FEDERICO BRIA Direzione, Redazione e amministrazione: Via G. Barrio (pal. Filice) COSENZA Tel. 0984.462190

I MINUTI DI GIOCO DI MATTEINI (ESCLUSO RECUPERO); SEGUONO BIANCOLINO CON 2.225, STEFANO FIORE CON 2.054 E ROSELLI CON 2.047 I GIOCATORI CONVOCATI: IL PORTIERE DE LUCA ED IL CENTROCAMPISTA ROSELLI SONO IN TESTA CON 32 CONVOCAZIONI; SEGUONO MATTEINI CON 29, BIANCOLINO E DEGANO CON 27 LE PRESENZE DI MATTEINI E ROSELLI; SEGUONO BIANCOLINO CON 27, STEFANO FIORE E DEGANO CON 26 GLI ASSIST COMPLESSIVI NELLE TRENTAQUATTRO GIORNATE: IN TESTA ALLA CLASSIFICA MATTEINI CON QUATTRO; SEGUONO IL CAPITANO STEFANO FIORE E MAZZEO CON TRE LE RETI SUBITE DAL PORTIERE DE LUCA IN 12 PARTITE; 12 QUELLE SUBITE DA PETROCCO IN 13 PARTITE ED 8 SUBITE DA MARINO IN 9 PARTITE

LE SOSTITUZIONI FATTE DAL MAROCCHINO ESSABR

LE AMMONIZIONI SUBITE DA GIACOMINI; SEGUONO MATTEINI E ROSELLI CON LE RETI REALIZZATE DA RAFFAELE BIANCOLINO; SEGUONO STEFANO FIORE CON 5, DI CUI UN RIGORE REALIZZATO ED ESSABR CON 4, DI CUI DUE RIGORI REALIZZATI

LE SOSTITUZIONI AVUTE DA MAZZEO E DEGANO

LE ESPULSIONI SUBITE DAI GIOCATORI COSENTINI: CLAMOROSA QUELLA DI ESSABR, ALLONTANATO DALLA PANCHINA

I LEGNI COLPITI: DUE PALI E QUATTRO TRAVERSE

I RIGORI AVUTI A FAVORE, UNO SOLO QUELLO SBAGLIATO DA BIANCOLINO

LE GIORNATE DI SQUALIFICA SUBITE DA GIACOMINI E MATTEINI

L’UNICO MINUTO DI GIOCO IN 34 PARTITE È STATO DISPUTATO DA GERACE, MAGLIONE E SOMMARIO

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Dalla riunione di inizio settimana all'Hotel San Francesco ne è scaturito un no amarissimo alla controproposta formulata dai calciatori. Dopo una discussione fra i diretti interessati si è registrato il passo indietro che a questo punto apre scenari apocalittici per il sodalizio di Viale Magna Grecia a partire sin da subito. Hanno partecipato al summit De Caro, Carnevale, De Rose, Citrigno e Mangiarano e la fumata bianca è rimasta solo una grande illusione. Sul "no", però, gravano anche altri aspetti che adesso dovrà affrontare la società rappresentata da Eugenio Funari. Questo il comunicato integrale diffuso da Pino Citrigno a nome del pool di imprenditori: "L'incontro con gli imprenditori che rappresento ed impegnati nel tentativo di dare un futuro alla società Cosenza Calcio 1914 è terminato con il rigetto della proposta presentata dall'Avv. Aristide Leonetti a nome dei calciatori. Gli imprenditori all'unanimità hanno comunque apprezzato lo spirito di sacrificio di ognuno di loro. Purtroppo la proposta economica non rispecchia totalmente le aspettative della nostra compagine in quanto non include tutti i calciatori né lo staff tecnico né i tesserati in prestito ad altre squadre né tantomeno l'impegno alla risoluzione unilaterale dei contratti futuri. A tal fine per non stressare ulteriormente i calciatori, in un momento delicato del campionato, riteniamo più giusto ribadire la nostra fiducia nell'attuale compagine societaria e soprattutto nella figura dell'amministratore unico Dott. Eugenio Funari che in qualità di azionista di maggioranza possa, con tranquillità e senza alcuna pressione, reperire i fondi necessari per onorare gli emolumenti dei tesserati e garantire la regolare disputa delle due partite di play out che consentiranno di salvare questa

categoria conquistata con notevoli sacrifici da tutta la città e che per questo non può essere sottovalutata". DE CARO. Dopo la proposta avanzata dai calciatori e il secco no della cordata pronta a rilevare il sodalizio rossoblù si è creata una situazione di stand by che non può che nuocere ad una squadra che deve disputare i playout e che ad oggi è sull'orlo del fallimento. A provare a fare chiarezza su una situazione sempre più ingestibile ci ha pensato l'imprenditore Franco De Caro, che è intervenuto durante la trasmissione "Replay" in onda su Ten. L'imprenditore pronto con il suo gruppo a salvare la società ha detto la sua su una trattativa ormai chiusa. "Sapete tutti che il nostro piano non è andato in porto – dice De Caro – perché la proposta da noi avanzata non è stata accolta". E prosegue: "La nostra cordata ha analizzato la situazione ed ognuno di noi ha prodotto il massimo sforzo per reperire i fondi utili a formulare un'offerta convincente. I giocatori non l'hanno accettata perché l'idea di questo gruppo di persone pronte a salvare la squadra, prevedeva il taglio della metà degli stipendi e dei contratti per le prossime stagioni. L'altra parte non si è detta disponibile e noi non abbiamo la disponibilità per venire incontro alle loro richieste, ragion per cui non c'è bisogno di fare ancora parole ed alzare polveroni intorno ad una trattativa che per ovvie ragioni è già chiusa". Poi De Caro ammette: "Abbiamo commesso un piccolo errore. Per accelerare i tempi e dare subito un futuro al club ci siamo rivolti ai giocatori senza trovare l'accordo. Dovevamo invece parlare direttamente con la società che è al timone del Cosenza, rivolgendo a loro le nostre proposte e attendendo una risposta". Poi però arriva la stoccata: "Ho sentito dire che i gio-

catori hanno offerto un taglio del 45% dell'ammontare degli stipendi ma non è così. In totale sono arrivati circa al 22% ed è inevitabile che un gruppo che vuole rilevare una società e non ha le possibilità di acconsentire a questa richiesta, faccia presto a tirarsi indietro senza lasciare porte ancora aperte e speranze vane". Chiusura esplicita: "Ieri abbiamo constatato che non c'erano i presupposti per proseguire nel nostro progetto. Era inevitabile lo scioglimento del nostro gruppo. Ad oggi la cordata non esiste più. Se dovesse cambiare qualcosa, valuteremo...". CALCIATORI. Dallo spogliatoio arriva un messaggio forte, un segnale inequivocabile. Tutti i calciatori del Cosenza 1914, tranne Musca e Giacomini, hanno deciso di non abbandonare la barca e di continuare a lottare per la maglia rossoblù. Gli atleti hanno parlato per circa due ore al chiuso degli spogliatoi analizzando la situazione nei dettagli. Da quanto appreso, il rischio di un forfait era concreto, ma grazie alla mediazione del capitano e di suo fratello Adriano il peggio è stato scongiurato. I calciatori hanno deciso, inoltre, di rendere pubblica la loro decisione andando a discutere con il nutrito gruppo di tifosi presente al di là della rete e che attendeva ansioso gli eventi. Nonostante non si intravedono spiragli di speranza, non mollare a due partite dalla fine della stagione sportiva è testimonianza di grande professionalità e attaccamento. Chiuso il conciliabolo con i sostenitori, si sono messi subito a lavoro per preparare al meglio il match di Viareggio. Ecco il testo integrale della nota diffusa da Fiore e soci: "Il Cosenza Calcio 1914 rende noto un comunicato stampa redatto dallo staff tecnico e da tutti i calciatori della squadra rossoblù: "Al rientro dalla pausa concessa prima desino all'ultimo minuto di questo particolare campionato, onorare la maglia e la storia del Cosenza Calcio 1914. La scelta naturale di rispettare i propri compiti e doveri è dettata dall'affetto particolare che la tifoseria rossoblù sta manifestando tangibilmente in queste ore nei confronti di tutti i calciato-

Durante la conferenza stampa convocata ad inizio settimana, Zdenek Zeman ha confermato la sua volontà di non proseguire la sua avventura col Foggia. Queste le motivazioni che hanno portato al no del boemo: "Ringrazio la società per avermi dato la possibilità di allenare nuovamente a Foggia, la stampa, la cittadinanza. Non sarò più l´allenatore del Foggia. Qui sono venuto con delle ambizioni e penso che il prossimo anno, la mia presenza, non porterà ad ottenere qualcosa di importante. Ci ho pensato tanto. Sono sicuro che Pavone farà una squadra forte. Le decisioni sono irrevocabili". "Ero venuto per vincere il campionato, non ci sono riuscito e questa cosa mi ha turbato troppo, da dover prendere questa decisione. La reputo una sconfitta, non posso più allenare. Non cedo al sistema, ma ai risultati" ha proseguito Zeman che ha anche svelato: "La società non ha preso bene la mia decisione. Con la società abbiamo parlato di futuro, ci sono state vedute diverse. Ho anche consigliato un nuovo allenatore, non ve lo dico ed è la società che comunque deve decidere". Sul suo futuro comunque non si sbilancia: "Non conosco il mio futuro, posso anche stare a casa". E sui giocatori: "Non è detto che senza di me i giocatori vadano tutti via". Adesso il boemo è ambito da diversi club della serie cadetta fra cui il Bari, non è escluso che si sposti solo di qualche chilometro.

DOPO UNA STAGIONE DA PROTAGONISTA IL TECNICO BOEMO HA SCELTO DI CHIUDERE LA SUA NUOVA AVVENTURA IN ROSSONERO

FOGGIA: ADDIO ZEMAN

gli ultimi allenamenti in vista della gara di andata della fase di playout, nell'attesa dei compagni di gioco momentaneamente assenti, tutti i componenti della squadra hanno ripreso regolarmente i lavori di preparazione dell'incontro contro il Viareggio. Evento normale per calciatori professionisti che vogliono,

squadra ma che hanno a cuore la permanenza nella serie attuale quanto la salvezza e il rilancio della società calcistica della propria città. La squadra tiene a garantire alla propria tifoseria che nei due incontri di play out sarà profuso tutto l'impegno necessario per salvare sul campo il campionato del

MARINO FIORE A. MATTEINI ROSELLI THAKRAY UNGARO EVOLA AQUILANTI BIANCOLINO FIORE S. © DEGANO

Gigi De Rosa, in virtù delle assenze, ha solo due difensori di ruolo: Thackray ed Ungaro. I due faranno coppia al centro della difesa che il tecnico barese proporrà a quattro. Sugli esterni toccherà a Matteini fare il pendolino sulla destra, mentre dalla parte opposta sarà adattato Adriano Fiore. La scarica di adrenalina che deriva dalla situazione drammatica in cui versa la società, si spera possa essere sfruttata per disputare una gara gagliarda a "Dei Pini". In campo potrebbe andare pertanto un undici tutto nuovo schierato con il 4-3-2-1. In difesa si muoverebbero in mezzo Ungaro e Thackray mentre sulle corsie laterali dovrebbero prendere posto Matteini ed Adriano Fiore. A centrocampo Roselli, Aquilanti ed Evola andrebbero a comporre la cerniera in grado di lasciare spazio alle giocate del capitano Stefano Fiore e di Degano. I due, infatti, è probabile chesi muovano dietro l'unica punta Biancolino. Una variante potrebbe essere l'arretramento di Degano sulla linea di centrocampo (farebbe l'ala, ndr) con Roselli che andrebbe a muoversi in prossimità della fascia per dare più sostanza alla corsia laterale. La verità, però, è che non sapremo che Cosenza scenderà in campo in Toscana dopo le ultime vicende societarie. I giocatori, provati psicologicamente, avranno l’arduo compito di tenere in vita una società che sembra sull’orlo dell’ennesimo fallimento. Dalla parte opposta il Viareggio, inferiore tecnicamente ai silani, proverà a far valere il fattore campo per cercare quantomeno di darsi una chance in vista del ritorno al San Vito.

ALLENATORE GIUSEPPE SCIENZA LUIGI DE ROSA

PINSOGLIO 1 BRIGHENTI 2 BERTOLUCCI 3 MALACARNE 4 GIGLI 5 FIALE 6 CRISTIANI 7 PIZZA 8 © MAROLDA 9 D´ONOFRIO 10 TAORMINA 11

Viareggio (LU) – Stadio “Dei Pini – Torquato Bresciani” Domenica 29 maggio 2011 – ore 16:00 VIAREGGIO COSENZA

A VIAREGGIO CON QUALI MOTIVAZIONI?

ri. Di grande effetto e molto apprezzate dalla squadra sono le iniziative spontanee di raccolta fondi attivate dal responsabile dei rapporti con la tifoseria, Marcello Spadafora, e da altri componenti della società civile cosentina, che non necessariamente seguono direttamente le sorti calcistiche della

IL FALLIMENTO DI UNA TRATTATIVA INIZIATA MALE E FINITA PEGGIO. DAL COMUNICATO DEGLI IMPRENDITORI ALL’INIZIATIVA DI MARCELLO SPADAFORA PASSANDO DALLE PAROLE DI DE CARO A QUELLE DI FUNARI

Cosenza Calcio 1914, ma anche per dimostrare che con la buona volontà, con la serietà e l'amore sincero per questa maglia è possibile raggiungere tutti gli obiettivi prefissati. Alla luce di tutto ciò, nel rinnovare il proprio attaccamento ai colori sociali, i calciatori ringraziano sentitamente quanti hanno sinceramente manifestato sensibilità nei loro confronti. La squadra si augura che gli imprenditori che hanno a cuore le sorti sportive e non della città di Cosenza compiano, nel poco tempo rimasto a disposizione, atti positivi e concreti finalizzati alla salvezza del titolo sportivo della società rossoblù, patrimonio inestimabile di tutta la provincia cosentina". FUNARI. Eugenio Funari al telefono non perde la calma, ma si sente lontano un miglio che vorrebbe urlare ai quattro venti la sua rabbia. Nel comunicato diramato da Citrigno per contro degli imprenditori che portavano avanti l'operazione-salvataggio viene chiamato in causa direttamente. "Sono indignato e lo sono tanto. Mi sembra assurdo che adesso mi venga espressa fiducia quando nel corso delle poche riunioni alle quali partecipai anche io mi fu detto senza giri di parole che non avrei dovuto fare parte del loro progetto. Sin dal primo minuto ho avuto la sensazione e il timore che qualcuno di loro volesse tornare ad essere parte attiva della società non per poter garantire un futuro al Cosenza, ma per rimediare ad eventuali errori commessi in passato. Purtroppo ne ho avuto la prova". L'amministratore unico adesso dovrà gestire una situazione disperata che sembrava potesse essere risolta a breve. "I calciatori avevano fatto un passo decisivo verso il gruppo di imprenditori e secondo me bisognava discutere solo dei contratti futuri. Contattare chi non veste più la casac-

ca rossoblù, poi, non era compito mio o degli atleti, visto che se ne stavano occupando Citrigno e Mangiarano. Se penso a questo aspetto mi indigno ancora di più". Parlare di cosa avverrà adesso significa mettere il dito nella piaga. "Non lascerò niente di intentato - chiude Funari - e proverò in tutti i modi a venire fuori da una situazione disperata. I tifosi possono stare certi che non guarderò in faccia nessuno e che aggredirò legalmente i responsabili di qualsiasi operazione che rileverò aver arrecato danno al Cosenza Calcio nel corso degli ultimi anni". INIZIATIVA. E' capitato già diverse volte che in quasi cento anni di storia i tifosi del Cosenza abbiano dovuto organizzare una colletta. Basti pensare agli anni '70 o, più di recente, all'ultimo periodo trascorso in serie D prima che il Campagnano non rappresentasse più un ostacolo fra rossoblù e biancorossi. I sostenitori più innamorati della loro squadra del cuore misero mano al portafogli e garantirono le trasferte dei Lupi garantendo personalmente per il viaggio. Oggi non siamo a quei livelli, ma all'ombra della Sila si è deciso comunque di muoversi per lanciare segnali di vicinanza ai calciatori. L'addetto ai rapporti con la tifoseria Marcello Spadafora ha costituito il comitato "Cosenza c'è" che ha come obiettivo la raccolta fondi da destinare al pagamento di uno stipendio. "Vorremmo raccogliere entro domenica 30-50mila euro da consegnare con il massimo della trasparenza al nostro capitano Stefano Fiore - dice - E' un segnale di vicinanza che la città intende dare a questi ragazzi. Ho fatto un primo giro d'orizzonte e sono soddisfatto delle adesioni che ho raccolto. La speranza è che da questa iniziativa possa nascere anche un progetto di rilancio".

BRUNI. Dopo una lunga riunione al chiuso degli spogliatoi fra squadra e dirigenti, con la conseguente scelta dei calciatori di sostenere gli allenamenti, Luca Bruni ha deciso di parlare, riconoscendo al gruppo grandi meriti. "Sapevo che questi professionisti non avrebbero mai mollato in un momento cosi delicato – così esordisce Bruni e continua non ho parole per esprimere il loro attaccamento alla maglia e voglio ribadire che ci troviamo al cospetto di uomini seri che hanno deciso di scendere in campo e di isolarsi dalle altre vicende fino a quando il campionato non sarà terminato". E poi aggiunge. " Siamo delusi e amareggiati per il fallimento della trattativa perché in questo momento è una brutta botta per i ragazzi. Questo rende ancora più onore a chi veste la maglia del Cosenza ed è importante stringersi intorno ad un gruppo che sul campo farà il massimo per preservare la categoria". Tutti presenti tranne gli infortunati. Situazione diversa per due calciatori che hanno lasciato Cosenza in un momento particolare. Bruni fa chiarezza. "Giacomini ha presentato un certificato medico valido fino al 27 Maggio. Staremo a vedere gli eventuali sviluppi. Di Musca non sappiamo niente. Non si è presentato e al momento non conosciamo le motivazioni della sua scelta. Tutti gli altri hanno fatto cerchio nello spogliatoio ed onoreranno la maglia". Chiusura dedicata al lavoro che il gruppo di Funari proverà a svolgere per garantire un futuro prossimo al club e all'iniziativa "Cosenza c'è". "Siamo felici per il lavoro che sta svolgendo Marcello Spadafora. Sono queste le cose che fanno bene al Cosenza. Noi ci muoviamo e continueremo a fare il massimo per pagare al più presto un altro stipendio alla squadra". Antonello Greco

COSENZA-GIOCATORI: L’ULTIMO ROUND

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IL FUTURO? C’eravamo lasciati con la costruzione di un settore giovanile. L’idea base e lo sviluppo iniziale. Ora parliamo delle figure che compongono il settore iniziando dall’istruttore. L’istruttore deve essere un esperto di scienze motorie, avere una solida base psicopedagogica, saper organizzare e programmare l’attività didattica e scegliere la metodologia più appropriata per portare avanti le proprie idee. Si può affermare che lo sport giovanile, se affrontato seriamente è un fenomeno complesso, così come tutti gli altri aspetti o momenti di vita sociale. È bene richiamare delle analogie, che determinano il nostro modello di vita quotidiano, ad esempio: A scuola, come all’università, c’è un piano di studio che predispone delle materie da affrontare e degli esami da sostenere. Ad esempio uno studente di medicina non può sostenere l’esame di chirurgia se non ha già superato quello d’anatomia. Nel calcio giovanile: A) Quale pianificazione? B) Quale programmazione? C) Quali obiettivi? PIANIFICAZIONE. 1) Le risorse: sua norma. Risorse strutturali (campi, palestra, sala medica, sala fisioterapeutica, etc.). Consideriamo l’ampia articolazione del settore giovanile di una società sia essa dilettantistica o professionista. Esso è così strutturato:

Una scuola calcio con più di 270 iscritti, un settore di preagonistica e un settore agonistico, il tutto fa sì che la società per la stagione ha iscritto ai vari campionati la bellezza di 17 squadre. La necessità di assicurare agli atleti la massima fruizione delle risorse del centro, ha generato una sorta d’ordinamento e dei criteri generali cui attenersi: 1) Articolazione dei giorni, degli orari degli allenamenti, in modo da rendere massimo l’impiego giornaliero delle strutture; 2) In caso d’insufficiente disponibilità preferire la fruizione delle sopraddette risorse da parte delle squadre più importanti; 3) Cercare, nei limiti del possibile, di assicurare a tutti la fruizione delle stesse risorse anche se in maniera ridotta. 2) Formazioni delle squadre. Si forniscono i seguenti elementi da tenere in considerazione per la formazione delle squadre: A) Nella Scuola Calcio si formano dei gruppi di lavoro secondo: a) Età degli allievi; b) Capacità degli allievi. Per capacità s’intendono quelle: coordinative, condizionali, tecniche, psichiche, fisiche, caratteriali e comportamentali, tenendo conto le conoscenze a 360 gradi delle fasce d’età sulle quali gli Istruttori operano. Ad inizio corso si suddividono i bambini per gruppi omogenei mediante una valutazione dei dati prodotti con dei test d’ingresso. Questo permette di creare un’omogeneità dei li-

velli d’apprendimento nei gruppi, facendo crescere i bambini in modo graduale, mettendo gli stessi allievi a loro agio. I gruppi che si formano, vengono ogni tre mesi messi in verifica e riorganizzati in modo di avere dei contesti lavorativi, sempre omogenei (gruppi aperti). Certo che bisogna essere abili a gestire al meglio le dinamiche che ne scaturirebbero e vale a dire: comportamento nel gruppo, traumi psicologici dovuti ai processi di socializzazione e quant’altro. B) Per la Pre-Agonistica. Esordienti ultimo anno; Giov. Sper. sotto età; Giov. Sperimentali. Creazione di più gruppi della stessa fascia d’età, con i criteri precedentemente espressi. Dar modo agli allievi di completare la loro fase evolutiva,

Mattia Napolitano

per essere valutati dalla società senza riserve ed errori. C) Per l’Agonistica Giov. Reg., Allievi Sper., Allievi Reg., Ju-

niores Reg. Valutazione da parte della società, di chi è idoneo al giuoco del calcio, in tutte le sue componenti:


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SABATO 28 MAGGIO 2011

N E W S

IL SETTORE GIOVANILE SECONDA PARTE DEL NOSTRO VIAGGIO. LE FIGURE CHE FORMANO UN SETTORE GIOVANILE

Pierfrancesco Gerace

Alberto Maglione

tecniche, tattiche, condizionali, caratteriali ecc. 3) Criteri per l’assegnazione dei docenti (Istruttori – allenatori) alle squadre. Troppo spesso girando per i numerosi campi di periferia, capita di notare tanti pseudo allenatori, che pur di mettersi in mostra, calpestano quella che dovrebbe essere l’etica sportiva educativa oltre che tecnica da trasmettere ai propri allievi. Questo ruolo, sempre più ricco d’oneri che d’onori, è di fondamentale importanza per la crescita psico-fisica del giovane calciatore. Negli ultimi tempi è di molto aumentata la consapevolezza della funzione educativa dello sport e quindi c’è necessita sempre più, di persone molto qualificate sia dal punto di vista tec-

Giuseppe Terranova

nico che da quello psico-pedagogico. La responsabilità degli allenatori non si ferma al solo risultato sportivo. La nostra Società sta cercando, attraverso un’accurata ricerca, di individuare quali siano le caratteristiche principali che un allenatore di settore giovanile deve possedere. Educatore: saper educare attraverso lo sport significa: saper utilizzare lo sport come strumento per raggiungere alcuni obiettivi (miglioramento della prestazione calcistica, allontanamento dai malesseri generazionali causati dalla troppa sedentarietà, formare il futuro cittadino tramite l’educazione al fair play). Nasce spontanea la considerazione che prima di poter trasmettere tali nozioni un allenatore deve possederle nel suo ba-

gaglio culturale. Si è notato nel corso degli anni che la figura professionale più rispondente a questa realtà è l’insegnante d’educazione fisica. Dimostratore: altra caratteristica fondamentale è quella di poter fare affidamento su un vissuto d’esperienze calcistiche utili a capire e risolvere problemi legati a tutta la sfera che circonda il giovane calciatore. Il saper dimostrare un gesto tecnico con notevole facilità oltre che essere d’estrema importanza per l’apprendimento imitativo dell’allievo, accresce anche l’autorevolezza dell’allenatore. Pedagogo e psicologo: conoscere la pedagogia e la psicologia aiuta spesso a trovare le giuste chiavi per entrare nelle complesse personalità dei giovani di quest’età. Valoriz-

zare gli interventi degli allievi durante mini riunione nello spogliatoio può essere utile per far sentire tutti, bravi e meno bravi, utili alla causa della squadra. Insegnante: deve saper trasmettere le proprie conoscenze facilitando l’apprendimento di tutti gli allievi utilizzando metodologie chiare e che tengano sempre in considerazione le variabili dell’apprendimento. Deve essere un attento osservatore dentro e fuori del campo. Non deve mai smettere di aggiornarsi e mettersi in discussione sottoponendosi lui per primo a costruttive autocritiche. Forte personalità: deve possedere una personalità autorevole tale che i ragazzi riconoscano in lui una guida capace di accompagnarli nei lo-

ro miglioramenti quotidiani sia dal punto di vista tecnico che comportamentale. Nella ricerca dei docenti, un capitolo a parte merita l’assegnazione degli stessi, alla Scuola Calcio. I bambini che vanno dai cinque agli otto anni, devono lavorare con Istruttori diplomati ISEF o IUSM. Dai nove anni ai dodici anni, dovrebbero essere utilizzati Istruttori ISEF o IUSM, che hanno svolto il corso di “Istruttori giovani calciatori” o meglio ancora, corsi di “Allenatori di Base”. Venendo a mancare queste figure, si può ricorrere alla presenza d’allenatori di base o istruttori di giovani calciatori, solo dopo colloquio che né evidenzierebbe le conoscenze della materia grazie a dei pre-requisiti di base. Mi permetto di elencare alcuni tratti della personalità di un istruttore positivo: Fiducia in se stesso, mentalità elastica, disponibilità verso gli altri, essere un leader, essere in possesso di un buon livello culturale, conoscenza di se stesso, buon comunicatore, buon’intelligenza emotiva, capacità empatica, curiosità verso il nuovo, ecc. ecc.. (chiaro che tutti gli addetti ai lavori, debbono avere maturato a secondo delle fasce d’età, vari gradi d’esperienza). (continua 2/3) Tratto da www.calciatori.com – a cura del prof. Eugenio Toti e del suo Staff


Forza Cosenza n. 18  

Forza Cosenza settimanale sportivo RossoBlu

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