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Anno XXVI n. 21 SABATO 18 GIUGNO 2011

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SETTIMANALE SPORTIVO

Copia omaggio

COSENZA, È QUESTIONE DI ORE Il sindaco Mario Occhiuto rompe il silenzio che ha caratterizzato questi giorni di trattative e sceglie di parlare attraverso una nota ufficiale recapitata tramite mail. L'argomento è ovviamente legato alla situazione quasi disperata del Cosenza 1914 e nella nota c'è anche un pensiero per i tifosi che vivono sulla propria pelle il momento drammatico. Dopo aver conferito mandato al presidente di Confesercenti, Mimmo Bilotta, pertanto, il primo cittadino sceglie di parlare agli imprenditori in prima persona auspicando il meglio per il massimo sodalizio sportivo della città. "L'inizio del mio mandato ha purtroppo coinciso con l'ennesima emergenza di sopravvivenza del Cosenza Calcio 1914. Il blasone dei Lupi vive un momento delicatissimo, sia per la retrocessione in C2 sia per la disperata situazione economica

dell'attuale assetto societario che, da quel che risulta dalle cronache giornalistiche e dalle dichiarazioni degli addetti ai lavori, metterebbe anche a serio rischio l'iscrizione al prossimo campionato a causa della pesante situazione debitoria. Consapevole del fatto che il mio intervento può limitarsi solo ad una vigilanza istituzionale, imparziale e interessata solo ed esclusivamente al bene dei colori rossoblù (e di conseguenza della città), auspico una nuova ripartenza che possa contare sulle forze sane di imprenditori motivati, spinti da una volontà assolutamente non strumentale di salvare la più importante realtà sportiva della nostra vasta provincia. Ben vengano dunque progetti limpidi che possano garantire l'esistenza di un Cosenza Calcio privo di pendenze e di problematiche di varia natura. Progetti che

a mio parere, se mossi davvero dal desiderio di percorrere una strada efficace, non necessitano neanche della tanto invocata benedizione del Sindaco. La mia attenzione, in questa fase, è rivolta perlopiù ad ascoltare l'encomiabile voce dei tifosi che, loro malgrado, e nonostante il loro immancabile supporto, sono costretti a vivere sulla propria pelle una situazione allo sbando che certamente non hanno voluto e non meritano". Subito dopo è arrivata un'altra nota, questa volta a firma dell'avvocato Irene Carbone che rappresenta Citrigno, Chianello e Filippelli. Questo il testo: "A seguito delle dichiarazioni di Umberto De Rose apparse sui quotidiani locali propongo, su sollecitazione dei miei assistiti: Citrigno, Chianello e Filippelli, al Sindaco di convocare entro brevissimo tempo tutti gli impren-

ditori contattati dal Dott. Bilotta alla riunione a cui ho personalmente partecipato e dalla quale scaturì la volontà di tutti i presenti di salvare le sorti della società ma che per l'assenza di alcuni componenti l'assetto societario sancì il "nulla di fatto". A seguito della dichiarazione del Presidente De Rose ritengo che l'empasse è superata in quanto il cerchio è chiuso e tutti gli attori hanno risposto presente alla richiesta del Sindaco di partecipare alla iscrizione della squadra al campionato di 2° Divisione. A tal proposito le ultime notizie provenienti da molte società di 1° Divisione che riferiscono di notevoli difficoltà economiche suggerisce l'ipotesi che il Cosenza possa aspirare al ripescaggio nel Campionato superiore. Sono certa che invitati dal Sindaco, la massima autorità cittadina, gli imprenditori sapranno su-

perare le incomprensioni e faranno ciascuno per le loro possibilità il possibile per salvare la società". CHIANELLO. Il Cosenza ha le ore contante. Non è il titolo di un film ma la reale situazione in cui versa il club rossoblù. Tempo a disposizione che sta per scadere. A ribadirlo nuovamente sono stati, nel corso della trasmissione Replay in onda su Ten, gli imprenditori interessati, almeno a parole, alla salvezza del Cosenza calcio. Tra questi anche Pino Chianello. L’ex ad ha ammesso. “Pensare ad un nuovo fallimento dopo tutti i sacrifici fatti dal sottoscritto, insieme a Paletta e Mirabelli, è una follia. Un patrimonio come il professionismo va difeso a patto che non si commettano gli stessi errori di quest’anno”.

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LA REDAZIONE DEL FORZA COSENZA AUGURA AI TIFOSI, AGLI INSERZIONISTI E AGLI EDICOLANTI

BUONE VACANZE. L’APPUNTAMENTO CON I NOSTRI LETTORI È FISSATO PER L’INIZIO DELLA PROSSIMA STAGIONE AGONISTICA


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SABATO 18 GIUGNO 2011

N E W S

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I TIFOSI IN CAMPO: NASCE LA BRUTIUM COSENZA LA CURVA NORD FONDA UNA SQUADRA CHE GIOCHERÀ IN TERZA CATEGORIA. "LA NOSTRA È UNA PROTESTA CONTRO LA TESSERA E VOGLIAMO LANCIARE UN SEGNALE DI ROTTURA RITROVANDO LA GIOIA DI TIFARE SUGLI SPALTI" E' probabilmente il sogno di ogni tifoso avere una squadra composta interamente da ultras. In campo, non c'è dubbio, si darebbe sempre il massimo e di calcio-scommesse nemmeno a parlarne. In città la notizia circolava già da qualche giorno, ma adesso è arrivata l'ufficialità: il gruppo della Curva Nord ha fondato una compagine che iscriverà al prossimo torneo di Terza categoria. Nel comunicato che riportiamo di seguito hanno tenuto a precisare che non è una contrapposizione con l'attuale Cosenza 1914, ma soltanto un segnale di rottura verso la Tessera del tifoso, il calcio moderno e tutti i suoi scandali. Nella prossima settimana ci sarà la presentazione ufficiale dello staff tecnico e delle maglie di gioco. Questa la nota: "Il gruppo Curva Nord Cosenza Ultras, dopo la decisione presa a gennaio 2011 di lasciare vuote le gradinate del San Vito e di non seguire più la squadra fuori casa in segno di protesta contro la Tessera del tifoso e l'inasprimento delle leggi speciali imposte dal Ministro Maroni e dal Governo Berlusconi in tema di manifestazioni sportive, ha scelto di allontanarsi in modo definitivo dal calcio moderno e da tutti i suoi scandali. Dopo un'attenta riflessione sul messaggio che da più parti è stato fatto passare per valido e secondo il quale il problema reale da risolvere a tutti costi è rappresentato dagli ultras, si è deciso di ripopolare i campi sportivi delle categorie dilettantistiche. Intendiamo lanciare un segnale di rottura, ma al contempo continuare ad esprimere il nostro modo di essere. Il 22 aprile 2011, abbiamo costituito un'associazione sportiva dilettantistica dal nome BRUTIUM COSENZA, col simbolo del lupo che azzanna il pallone moderno: fotografia perfetta della nostra protesta. Il progetto nasce dal basso con la speranza di riuscire a scardinare il moderno "sistema calcio" che ormai non ci rappresenta più. Nella prossima stagione agonistica iscriveremo la "nostra" squadra in Terza categoria per dimostrare che la parola ultras è stata spesso accostata a tematiche che non ci appartengono. Razzismo, corruzione, business, violenza gratuita sono argomenti lontani anni luce da ciò che abbiamo manifestato nel corso della militanza sulle gradinate del San Vito. Al contrario, sono l'integrazione e l'aggregazione sociale i cavalli sui quali si è sempre scelto di puntare. Vincendo a mani bassi. Tutti i ragazzi del gruppo si sono autotassati per riuscire a gestire il campionato e, perché no, ad arrivare il più in alto possibile. Il risultato sportivo passerà però in secondo piano perché la vittoria più bella sarà il colore che potremo tornare ad esprimere su una gradinata, cancellando quel grigiore che ha rovinato le nostre domeniche del pallone. In ultimo, ma non per questo meno importante, teniamo a chiarire un concetto. Siamo e rimarremo per sempre tifosi e ultras dell'attuale Cosenza Calcio 1914, che riteniamo la prima squadra della città e per la quale auspichiamo con tutte le nostre forze una veloce risoluzione dei problemi dirigenziali. Non l'abbandoneremo mai e continueremo a difenderne i colori fuori dagli stadi da semplici appassionati, in virtù di quanto spiegato sopra. A prescindere, invece, seguiremo dal vivo il BRUTIUM COSENZA che ha la presunzione di rappresentare l'indole rivoluzionaria e passionale della terra dei Bruzi". for.cos.

Direttore Responsabile FEDERICO BRIA Direzione, Redazione e amministrazione: Via G. Barrio (pal. Filice) COSENZA Tel. 0984.462190

LEGA PRO: FUTURO INCERTO Il campionato di Lega Pro a breve così come sono citati incontri del Raemetterà le ultime sentenze ma si ini- venna e personaggi vicini al Viaregzia già a pensare alla composizione gio. Nulla di certo, al momento solo dei gironi per i prossimi tornei di Pri- indiscrezioni e intercettazioni da porma e Seconda Divisione. Il verdetto re al vaglio degli inquirenti. La procudel campo, che ha sancito peraltro la ra sta però già verificando le effettive retrocessione del Cosenza, rischia responsabilità delle società. Così coperò di essere totalmente stravolto me si sta muovendo la giustizia sporda diversi fattori che daranno vita ad tiva che non farà sconti a nessuno. Si una estate infuocata. Macalli, intervi- rischia quindi di assistere ad un vero stato ai microfoni di Sky Sport, ha di- e proprio terremoto che dovrebbe chiarato senza giri di parole che i sconvolgere i prossimi calendari di controlli saranno mirati e le sanzioni Lega Pro. E il Cosenza? Il club silano pesanti per le società non in regola. è moribondo, ma va fatto un discorso. Se i rossoblù doLo scandalo legato vessero procedere alla inchiesta "Last L'INCHIESTA "LAST BET" all'iscrizione, Fiore e Bet", rischia di condiE LE DIFFICOLTÀ soci sarebbero i prizionare la composiECONOMICHE mi in graduatoria ad zione dei calendari. DEI TANTI CLUB ottenere il ripescagPer non parlare delle POTREBBERO tante società in piena SCONVOLGERE I PROSSIMI gio, che tecnicamenCALENDARI DI PRIMA te non lo sarebbe afcrisi economica, DIVISIONE fatto perché si trattepronte a chiudere i rebbe di ridisegnare battenti. Oltre al Cosenza, che vive una situazione econo- la classifica finale. I lupi infatti sono la mica drammatica e quasi irreversibi- prima compagine sia per i punti conle, sono tanti i club che rischiano di quistati in classifica che per il bacino sparire. La Salernitana spera di ribal- d'utenza. Tradotto in soldoni, se fra le tare il risultato dell'andata di finale squadre che andranno a comporre i playoff per ottenere una promozione due gironi di Prima Divisione, una soche vorrebbe dire salvezza del club. la dovesse fallire o essere retrocessa La Cavese dopo la retrocessione è per illeciti, il Cosenza sarebbe il primo ad un passo dal fallimento, così come ad ottenere il posto e tornare direttail Gela, che vede avvicinarsi una in- mente nella categoria dalla quale non gloriosa fine. Tante sono le compagi- mai sceso sul campo. Non sarà semni che rischiano di non iscriversi ma plice nella condizione in cui versa atancora di più sono quelle che aspet- tualmente la squadra bruzia, ma quetano l'evolversi delle indagini sul fal- sto fattore rappresenta un motivo in done dell'inchiesta sul calcio scom- più per spingere la classe imprendimesse. Il Benevento rischia grosso e toriale a garantire un futuro al calcio non è un mistero. Gli stregoni sem- in città. brano essere coinvolti nell'inchiesta Antonello Greco

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SABATO 18 GIUGNO 2011

N E W S > SEGUE DALLA PRIMA Un Chianello pacato e distensivo nei confronti di De Caro, Citrigno e Carnevale presenti in studio. “Credo che il problema imminente riguardi l’iscrizione al prossimo campionato. Ora c’è da capire se c’è la volontà immediata di garantire un futuro a questa società. Il resto, ossia la programmazione del campionato futuro con l’eventualità di dare spazio ad una squadra giovane, è un passaggio che avviene successivamente e che va studiato a tavolino programmando in maniera consona”. Poi un passaggio non di poco conto. “Avendo riportato il Cosenza tra i professionisti so quanti sacrifici servono a garantire un campionato di serie D e posso assicurare che la cifra non si discosta di molto da un campionato di Lega Pro 2. Con questo voglio dire che sarebbe un peccato ritornare tra i dilettanti quando, con le stesse cifre, si può garantire un campionato dignitoso anche in Seconda Divisione”. E conclude con una preoccupazione. “Stiamo rischiando di non avere più tempo oltre alla disponibilità economica”. Un messaggio inequivocabile. Se si vuole salvare il Cosenza i tempi stringono. Le scadenze sono alle porte. CITRIGNO. Nel corso della trasmissione Replay, in onda su Ten, è toccato anche all’imprenditore

Pino Citrigno spiegare l’attuale momento che attraversa il Cosenza calcio. Di sicuro il più ottimista dei presenti, Citrigno, ha detto la sua partendo dall’incontro avuto giovedì scorso. “Credo che se all’incontro fossero stati presenti anche De Rose e Salerno saremmo qui a parlare di un’altra situazione. Il sottoscritto crede che, unendo le forze, si possa garantire nuovamente un futuro all’attuale Cosenza senza dover passare da un nuovo ed umiliante fallimento che ci riporterebbe nell’inferno dei dilettanti”. Poi sottolinea. “E’ inutile girarci intorno. Servono necessariamente passaggi importanti nel giro di 24, al massimo 48 ore. E’ per questo che auspico che, il nuovo Sindaco di Cosenza, Occhiuto, ci riunisca e contribuisca tramite il suo impegno al rilancio del calcio cittadino. Il primo cittadino dovrà fare da amalgama tra tutti gli imprenditori e convogliare a se tutti coloro che tengono al Cosenza e che possono contribuire fattivamente al rilancio di questa società”. E infine conclude. “Mettiamoci gli errori alla spalle. Buttiamo una pietra sopra a quanto è accaduto. Non serve a nessuno mettere il dito nella piega. Ora serve unione d’intenti. Solo con l’aiuto di tutti possiamo rimettere in sesto una situazione che, è giusto dirlo, è im-

portante e difficile ma non catastrofica”. CARNEVALE. Ritorna a parlare Giuseppe Carnevale, ex presidente del Cosenza, e persona interessata - “più di molte altre” come ha affermato – a far si che l’attuale società non chiuda i battenti. “Non ho mai finito di impegnarmi per il Cosenza calcio – ha affermato Carnevale nel corso della trasmissione Replay in onda su Ten -. Ogni mese tengo fede ad impegni presi precedentemente. Dico questo per far capire che, quando il sottoscritto prende un impegno, lo porta a termine. Credo di essermi chiuso in un silenzio tombale. Questo per evitare di partecipare ad alcuni teatrini che ho reputato alquanto deprimenti. Di certo, qualora le cose non fossero andate bene, mi ero ripromesso di uscire alla scoperto per mostrare alcuni conticini e per dire alcune cose che mi premeva sottolineare. Ma non sono qui a fare polemiche o chiacchiere. Sono qui per ribadire il mio impegno a salvare il Cosenza calcio. E sapete perché? Il rischio è che questa società muoia per una decina di euro”. In sala il silenzio. Carnevale è un fiume in piena. “Credo che tra i debiti maturati e i crediti che il Cosenza calcio avanza si possa garantire il pareggio di bilancio. Oltretutto i debiti con l’era-

rio sono rateizzabili e ci permetterebbero di respirare qualora si riesca a garantire l’iscrizione al prossimo campionato”. L’ex patron poi accusa. “Volete sapere qual è la verita? Qui manca una società coesa ed una figura super-partes che individui la giusta via da seguire. Siamo alla corte di un moribondo, il Cosenza calcio, che va rianimato. Per farlo c’è bisogno di un gruppo forte, unito che metta mano al portafogli e garantisca un futuro idoneo”. Poi Carnevale fa un passo indietro e ritorna all’inizio della stagione appena trascorsa. “L’intento quanto siamo andati a prendere i vari Degano, Mazzeo, Matteini e compagnia era quello di arrivare a lottare per la B. Se questa è una colpa me ne scuso. Credo, allo stesso tempo, che una squadra con simili giocatori potesse finanche ben figurare in B, figuriamoci in Prima Divisione. Purtroppo, però, così non è stato. Ma il calcio non è una scienza esatta. Di sicuro il tutto è stato fatto per garantire che il Cosenza lottasse per il vertice e non per una salvezza”. Chiusura proiettata al futuro. “Qualora si riuscisse a salvare il Cosenza bisognerà progettare una stagione stile Foggia di quest’anno. Solo così puoi resistere alla forza d’urto di un campionato difficile e dispendioso come quella di Lega Pro”.

DE CARO. Durante la trasmissione Replay, in onda u Ten, è toccato anche all’imprenditore Franco De Caro dire la sua sul momento del Cosenza calcio. Un De Caro chiaro e che è andato subito dritto al succo del discorso. “I tempi stringono? Bene, che ognuno garantisca la sua parte così da pagare i giocatori, avere le liberatorie e iscriversi al nuovo campionato. E’ inutile che facciamo giri di parole. Qui servono i soldi e non le parole. Altrimenti stiamocene tutti a casa ed evitiamo di dare vita a teatrini di cui i tifosi sono stufi”. E’ un De Caro molto schietto e che invita tutti i soci a dare il proprio contributo. “De Rose e Salerno devono decidere cosa fare. E’ inutile un giorno dire una cosa e poi cambiare idea il successivo. Il tempo a disposizione è ridotto al lumicino. O si garantisce la cifra pattuita a suo tempo o non se ne fa nulla. Qui c’è imminente bisogno di un milione e quattrocentro mila euro per riprendere in mano la situazione. Io non voglio trovarmi nella situazione che si è venuta a creare quest’anno. E’ per questo che chiedo chiarezza a tutti. Io sono pronto e gli altri? Di parole se ne stanno facendo troppe”. E chiude precisando. “Un ritorno di Massimiliano Mirabelli in futuro? In tal caso non farò parte del progetto”. FOR.COS.

DE CARO: È SUA LA PRIMA MOSSA IL COSTRUTTORE PASSA AI FATTI E METTE LA CIFRA A DISPOSIZIONE DEL SINDACO. CONVOCATA PER MARTEDÌ L'ASSEMBLEA DEI SOCI Martedì 21 giugno alle 11 presso lo studio del notaio Stefania Lanzillotti si terrà l'assemblea straordinaria dei soci del Cosenza calcio 1914. In questo incontro si capirà se ci saranno le intenzioni da parte di vecchi ed eventuali nuovi soci di voler salvare l'attuale società ed evitare così un nuovo fallimento. Nel frattempo, nei giorni scorsi, l'amministratore unico del sodalizio bruzio Eugenio Funari ha avuto, presso gli uffici comunali, un incontro con il sindaco Mario Occhiuto. Nell'occasione Eugenio Funari ha illustrato al primo cittadino la situazione economica del club degli ultimi quattro anni soffermandosi principalmente sulle immediate esigenze della società. Le volontà di entrambi alla fine dell'incontro sono state le medesime e cioè quelle di arrivare al più presto ad una soluzione positiva per quanto riguarda le vicende societarie del Cosenza calcio 1914. Intanto l'imprenditore Franco De Caro, ha inviato al Sindaco di Cosenza una missiva con cui si impegna a contribuire alla salvezza del Cosenza calcio 1914 con un contributo di 100mila euro. Il signor De Caro precisa nella sua lettera che la cifra verrà elargita non appena verrà raggiunta la somma necessaria al pagamento degli stipendi. "Il mio vuole essere un gesto che sproni i miei compagni di viaggio a fare altrettanto. C'è bisogno di dare un segnale tangibile della nostra concretezza" ha spiegato. E faranno altrettan-

to Citrigno, Chianello e forse Filippelli. I tre metteranno a disposizione una cifra minore, ma che dovrebbe sfiorare le 80mila euro. Questa la nota della società emessa nei giorni scorsi: "Il Cosenza Calcio 1914 comunica che è stata convocata l'assemblea straordinaria dei soci. L'incontro si terrà martedì 21 giugno 2011 alle ore 11 presso lo studio del notaio Stefania Lanzillotti. Questo l'ordine del giorno: 1. aumento del capitale sociale mediante sottoscrizione di quote da parte di vecchi soci e/o da parte di nuovi soci; 2. situazione economico-finanziaria in relazione alle operazioni necessarie per l'iscrizione al prossimo campionato di Seconda Divisione di Lega Pro; 3. varie ed eventuali. I soci che non potran-

no essere presenti all'assemblea avranno la possibilità di farsi rappresentare, mediante delega scritta, da un qualsivoglia soggetto che risulti essere socio della società. Il Cosenza Calcio 1914 comunica, altresì, che l'amministratore unico della società rossoblù, Eugenio Funari, ha avuto presso gli uffici comunali un gradito incontro con il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto. Nell'occasione, l'amministratore Funari ha illustrato dettagliatamente al primo cittadino le vicende economiche e societarie degli ultimi quattro anni, riservando un particolare momento di approfondimento alle immediate esigenze della società. Le volontà espresse da entrambi a conclusione dell'incontro volgono certamente ver-

so una positiva risoluzione delle vicende societarie del Cosenza Calcio 1914, oltre a confermare tutto l'impegno possibile di promuovere iniziative definitive affinché soggetti interessati, nuovi e vecchi, possano contribuire concretamente alle esigenze economiche e organizzative della squadra. Da sottolineare che, in tal senso, nella stessa giornata di oggi (ieri, ndr), l'imprenditore cosentino Franco De Caro ha inviato al sindaco di Cosenza, e per conoscenza alla dirigenza del Cosenza Calcio 1914, una missiva con cui si impegna a contribuire alla salvezza del Cosenza Calcio 1914 con un contributo di € 100.000 (centomilaeuro). Una scelta lodevole e ampiamente condivisa dalla società rossoblù, finalizzata a coprire parte dell'iscrizione al campionato di Seconda Divisione. Contributo, precisa il signor De Caro nella sua lettera, che verrà immediatamente elargito non appena si raggiungerà la somma necessaria al pagamento dei calciatori. "Siamo grati all'imprenditore De Caro - riferisce nella nota l'amministratore unico Eugenio Funari - che ancora una volta dimostra concretamente il suo attaccamento alla squadra della nostra città. Spero che il suo gesto rappresenti per altri imprenditori della nostra provincia il giusto esempio da emulare, solo modo utile da attuare per garantire la sopravvivenza e il rilancio di questa società". t.d.f.


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SABATO 18 GIUGNO 2011

C A L C I O M E R C AT O

MERCATO: È TEMPO DI COMPROPRIETÀ DONINELLI E SOPRATTUTTO DE ROSE VALGONO UN CAPITALE. POI CI SONO ANCHE I PRESTITI DI GAGLIARDI E BERNARDI. IL 24 E 25 SI DECIDERÀ, AMMESSO CHE IL 18 GIUGNO SI RIESCA A RICAPITALIZZARE Difficile pensare al mercato in un momento in cui a Cosenza il calcio rischia di sparire. In città qualcosa dovrà continuare a muoversi quantomeno per verificare se esistono o meno le risorse per dare un futuro al club nel calcio professionistico. E intanto fra qualche giorno, la prossima stagione prenderà praticamente il via con l'anticipo di calciomercato che permetterà alle società di discutere le comproprietà. Le date fissate sono quelle del 23 e 24 giugno, in una due giorni che potrebbe rivelarsi importante per il Cosenza qualora ancora esista. E' importante valutare come il club rossoblù si presenterà a questo appuntamento. I dubbi sono tanti perché per il sodalizio silano potrebbe essere già troppo tardi e questo le squadre che si contenderanno i gioielli rossoblù lo sanno bene. Bisognerà definire il futuro di tre calciatori che potrebbero garantire un bel gruzzolo di soldi al sodalizio bruzio. Andrea Doninelli, prodotto del vivaio del Cosenza, è esploso nella primavera del Genoa. Il talento della Berretti, faro del centrocampo dell'allora mister Petrucci, è un punto fermo della primavera dei grifoni liguri ed ha già assaporato il gusto di giocare con la prima squadra. La società di Preziosi punta molto sui giovani, El Shaarawi, compagno in primavera di Doninelli e ora al Padova pronto a giocarsi la Serie A da protagonista ne è un esempio. E' chiaro che i grifoni restano alla finestra in attesa di conoscere il futuro prossimo del Cosenza per guadagnare il massimo dall'affare, ma se il sodalizio silano dovesse salvarsi, dal passaggio definitivo di Doninelli in Liguria potrebbero arrivare soldi importanti. Stesso discorso nell'asse creato con la Reggina. La società di Lillo Foti ha puntato forte sui giovani in questa stagione, valorizzando risorse importanti e monetizzando tanto da questa politica. Da Cosenza a Gennaio sono arrivati Bernardi e De Rose, due fra i calciatori che hanno costituito l'ossatura di una compagine che ha vinto tanto nelle ultime stagioni rossoblù. La Reggina avrebbe già espresso la volontà di puntare sull'esterno di Lamezia per il prossimo torneo, giunto alla corte di Atzori in prestito con diritto di riscatto per la comproprietà. Per non parlare del mediano cosentino doc. Nelle gare disputate in maglia amaranto, De Rose è stato sempre fra i migliori, catalizzando su di se gli occhi di tanti club di Serie A. Difficile ipotizzare che Lillo Foti possa farsi sfuggire un talento del genere. Al presidente amaranto non resta che riscattare i cartellini dei due giocatori rossoblù, con un pensiero al giovane Gagliardi, che ha ben figurato nel settore giovanile. Soldi. Soldi che potrebbero arrivare dalle comproprietà e che potrebbero risollevare le casse sociali del Cosenza. Resta solo da valutare se esistono le condizioni per salvare la società e non disperdere anche questo tesoretto. Il termine massimo è sempre lo stesso: l'assemblea straordinaria del 18 giugno. Fra.Pal.


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SABATO 18 GIUGNO 2011

L E T T E R E

COSENZA, SERVE MEMORIA STORICA RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LA LETTERA DI UN TIFOSO CHE FOCALIZZA L'ATTENZIONE SU UNA SERIE DI ARGOMENTAZIONI PREGNANTI.

…5 giugno 2011 una data che certamente i tifosi del Cosenza faranno fatica a dimenticare... o forse no?! Tanti anni fa, nello stesso giorno, l'intero popolo rossoblu (mamma quanti eravamo!), finalmente liberatosi da 25 anni di sofferenze, esultava e riempiva di colore e frastuono una provincia intera salutando la sua fede finalmente giunta al proscenio di un campionato degno, si pensava, del nostro rango. Come dimenticare quei protagonisti: giovani vogliosi di mettersi in mostra e esperti gladiatori pronti a vincere l'ennesima battaglia. Da allora, dopo un decennio di passioni e sorti alterne, tra mancate promozioni in A e sciagurati scivoloni più o meno evitabili, gli anni 2000 ci hanno ricondotto una volta per tutte alla nostra dimensione reale, ed oggi, dopo oltre venti anni da quel 5 giugno, ci ritroviamo a raccogliere i cocci di una passione forse definitivamente morta e sepolta. Non basta però raccontare per ricordare, non serve stampare nella memoria ogni singolo fotogramma, a nulla serve criticare senza costruire: tutto può e avrà senso solo se la memoria verrà utilizzata per consentire, a chi avrà la volontà di proseguire questo percorso, di ben operare anzi di percorrere quelle strade che sino ad ora nessuno ha voluto scientemente percorrere. Non è solo un problema sportivo: ciò che è accaduto in questi ultimi 10 anni nelle vicende calcistiche rispecchia fedelmente l'animo dell'intera società cosentina, la sua mentalità malata e soprattutto la diffusa ipocrisia di voler apparire a tutti i costi ciò che non si è e non si può essere. Nessuno mi toglie dalla testa l'idea che se solo avessimo avuto la pazienza di esaminare a fondo il passato e le sue problematiche avremmo potuto finalmente costruire qualcosa di serio e importante, magari non immediatamente vincente ma certamente duraturo nel tempo. Vorrei capire quale logica è stata utilizzata da chi, vinto il campionato di C2, invece di fermarsi per costruire investendo tempo e il poco denaro a disposizione per gettare solide fondamenta ha preferito sprecare la nostra passio-

ne folleggiando con una economia puramente virtuale, anzi inesistente, per arrivare oggi a pensare che forse questa retrocessione è il minore dei mali possibili. Perchè una volta per tutte non mettere da parte la cosentinità, quella per intenderci che ti costringe con uno stipendio da 1.000 euro al mese a comprare la macchina da centomila euro a rate perchè altrimenti con una utilitaria non fai bella figura, quando in zone geografiche anche più ricche e floride della nostra si intende sempre adeguare il passo alla gamba per poter ne tempo godere i benefici delle oculate scelte di oggi. L'azzeramento del 2003 poteva e doveva consentirci di fare ciò: ma siamo cosentini ed in quanto tali la bocca ed il cervello hanno canali di entrata e uscita distinti e separati, senza alcuna possibilità di un se pur remoto incontro. Ed invece no! Abbiamo volutamente deciso di annunciare già allora la morte del nostro povero lupacchiotto e noi tifosi costretti ad assistere passivamente a tale sfracello senza alcuna chance di recupero. Chi credeva che la sorte sarebbe stata diversa da questa mente consapevole di mentire e deve assumersi la responsabilità morale e materiale di tale scempio innanzi a tutti. E ora? beh ora è giunto il momento di dire basta, è arrivato il tempo in cui o le cose si fanno per bene o è meglio lasciare che il sipario cali definitivamente sullo spettacolo (!) calcio a Cosenza. Sinceramente io, come probabilmente i 4.000 di domenica assiepati in Tribuna B, non ho più la forza di resistere. Il mio cuore rossoblu piange oggi lacrime molto più amare di quanto potessi credere e detto tra noi ho una gran voglia di urlare in faccia a tutti i professionisti della Cosenza calcistica che ne ho piene le tasche di loro e della loro inguaribile incompetenza. Dai boschi della Sila non esce più un lupo in agguato ma un povero gattino ormai in fin di vita così ridotto da tutte le iene che hanno con lui sfamato la loro vana gloria. Io non lo permetterò più... ora basta! Lupo alzati che il tuo popolo ti difenderà a spada tratta. Avv. Antonio Pallo


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SABATO 18 GIUGNO 2011

N E W S

CALCIOSCOMESSE: È UN CIRCOLO VIZIOSO IL PROCURATORE FEDERALE PALAZZI A CREMONA PER ACQUISIRE LE CARTE DELL’INCHIESTA “LAST BET”. E A NAPOLI SI INDAGA SUL GIRO DI SCOMMESSE MESSO IN ATTO DALLA CAMORRA. L'inchiesta del calcioscommesse approderà anche sui tavoli della giustizia sportiva. L'arrivo del procuratore federale Stefano Palazzi, che ha acquisito gli atti dal magistrato inquirente Roberto Di Martino, è un segnale inequivocabile. Al fianco delle indagini della giustizia ordinaria quindi ci saranno anche quelle della giustizia sportiva che potrebbero portare ad altri scossoni nel mondo del calcio. Ma in settimana si dovrebbero conoscere altri nuovi particolari dell'indagine denominata “Last bet” con il salto a quel “secondo livello” che potrebbe coinvolgere altre gare di serie A. Il sospetto é nato martedì scorso quando l'odontoiatra Marco Pirani aveva detto che erano almeno una trentina le gare coinvolte nello scandalo scommesse e non solo 18 come era emerso durante le indagini e le intercettazioni. Dopo le prime scarcerazioni (restano in carcere il portiere Marco Paoloni e Antonio Bellavista) all'appello manca l'interrogatorio all'ex giocatore del Bari Antonio Bellavista che però ha già fatto sapere attraverso il proprio legale che si avvarrà della facoltà di non rispondere. Intanto, in un'intervista a "Il Giornale", il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, esprime tutto il suo disappunto per l'ennesimo scandalo che ha colpito il calcio e che ha costretto il governo all'intervento. "Questo mondo mi ha deluso e anche disgustato", ha dichiarato. "Ho combattuto la mafia, la camorra, la 'ndrangheta, posso avere paura di quello che accade nel football? Sono stato offeso da Zamparini che mi ha accusato di avere dimenticato i valori della democrazia per l'introduzione della tessera del tifoso. Ma i fatti - aggiunge Maroni - mi hanno dato ragione, più tessere del tifoso di abbonamenti. La Lega, quella del calcio ovviamente, e' condizionata dagli interessi dei club, mi fido della Federcalcio, della Lega un po' meno. La cultura del successo, l'avidità, la corsa al denaro hanno fatto saltare i freni inibitori, laddove esiste ignoranza o fragilità accadono i fatti miserabili di cui ci stiamo occupando". Per Maroni "e' ora di cambiare, di restituire i valori etici e non mercantili allo sport" . CAMORRA E SCOMESSE. Un allenatore molto attivo nel campionato di calcio spagnolo, ma anche qualche professionista della Liga. Parla sempre di più spagnolo l’inchiesta sul

clan D’Alessandro e sulle presunte collusioni tra camorra e mondo delle scommesse. Tracce significative portano in Spagna, dove alcuni prestanome del clan D’Alessandro avrebbero avuto la forza di intrecciare rapporti con professionisti del football iberico, riuscendo ad entrare in contatto con calciatori che in passato hanno avuto relazioni con club italiani e finanche con un importante allenatore.

bine, un crimine globalizzato, come spiega lo stesso procuratore partenopeo Giovandomenico Lepore: “L’inchiesta napoletana può portare anche all’estero, non soltanto verso la Germania ma anche verso altri Paesi europei come il Sudamerica”. Poi, Lepore aggiunge: “Siamo in presenza di un intervento estero della criminalità organizzata, perché il gioco del calcio è sviluppato anche lì, attraverso il meccanismo di re-

L'ELENCO DEGLI ARRESTATI “LAST BET” Sono 6 i calciatori o ex giocatori destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare relativa all'inchiesta sul calcioscommesse. Sette invece quelli indagati - 5 in attività, tutti militanti in squadre di serie B, e due ex giocatori - nei confronti dei quali non è stato disposto l'arresto. Complessivamente sono 44 le persone coinvolte nell'inchiesta: 16 arrestate e 28 indagate a piede libero. Questi i calciatori arrestati: BEPPE SIGNORI: ex attaccante della Nazionale, di Lazio e Bologna, ai domiciliari - ANTONIO BELLAVISTA: ex capitano del Bari, in carcere MARCO PAOLONI: portiere della Cremonese e poi del Benevento, in carcere - MAURO BRESSAN: ex calciatore di Milan, Perugia, Como, Bari, Foggia, Cagliari, Fiorentina, Venezia, Chiasso, ai domiciliari - VITTORIO MICOLUCCI: difensore Ascoli, ai domiciliari - VINCENZO SOMMESE: capitano Ascoli, ai domiciliari - GIANLUCA TUCCELLA: portiere Cus Chieti (calcio a 5), ai domiciliari. Tra gli arrestati c'è anche GIORGIO BUFFONE, direttore sportivo del Ravenna, nei confronti del quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

Tracce significative, un lavoro condotto per mesi sotto copertura, l’analisi di dati numerici e statistici. Ma non è tutto: c’è anche il racconto di alcuni testimoni, il contributo di esperti del funzionamento delle scommesse on line. Eccola l’inchiesta sulla camorra stabiese, quella che promette colpi di scena a stretto giro. Calcio e camorra, scommesse e com-

golare i risultati, ma è ancora da chiarire se il condizionamento viene attuato qui a Napoli o corrompendo personaggi anche all’estero”. Una trentina di partite sotto i riflettori. Ma il numero potrebbe cambiare anche grazie agli ultimi elementi acquisiti nel corso delle ultime ore, con il lungo esame di un testimone non nuovo ai magistrati napo-

letani. È di ieri il faccia a faccia in Procura di Francesco Baranca, il legale di un bookmaker austriaco ascoltato anche nel corso dell’inchiesta di Cremona culminata negli arresti ai domiciliari dell’ex nazionale Beppe Signori. Baranca non è arrivato a mani vuote ed è stato ascoltato per oltre tre ore. È la sua terza «sit» (sommarie informazioni testimoniali) qui a Napoli, c’è un passo in avanti.

LO SCENARIO: PENALIZZAZIONI Ai calendari con le 'X' non ci si andrà, e quanto ai playoff-playout in programma saranno disputati regolarmente, nonostante arrivino richieste come quella del Piacenza di rinviare le gare. Due, al momento, le squadre promosse in A toccate dall'inchiesta. L'Atalanta, per la gara con il Piacenza (è indagato l'attaccante Cristiano Doni), e il Siena, nel match con il Sassuolo (ma non ci sono tesserati messi in mezzo): difficile disegnare il quadro dello scenario futuro, perchè c'è da stabilire quanto e come sono coinvolte le due società, che comunque sono responsabili. Nell'inchiesta non compaiono infatti dirigenti, ma solo ex giocatori o tesserati: un dato che 'alleggerisce' la responsabilità dei club da diretta a oggettiva. Insomma se l'illecito è stato commesso la società ne risponde, ma la sanzione non dovrebbe arrivare alla retrocessione diretta. Certo i club rischiano pesanti penalizzazioni “afflittive”, come perdere la promozione acquisita o punti in meno nel campionato prossimo: quindi un via di stagione nella massima serie ma con l'handicap.

Ieri ha portato una sorta di dossier su un gruppo di partite sospette, alla luce dei rilevatori elettronici (strumenti particolarmente sofisticati) che hanno registrato un volume di giocate (e di vincite) quantomeno sospette. Un gruppo di incontri di serie A e B, in alcuni casi identico a quello fornito ai pm di Cremona. È un punto delicato, su cui occorre fare

chiarezza. Doverosa una premessa: le giocate eccentriche o a valanga, i volumi di vittorie sullo stesso risultato non corrispondono in automatico a un risultato combinato. Dimostrare l’esistenza di una combine tra calciatori o addirittura tra società per puntate a colpo sicuro è qualcosa di molto più complesso. Terreno scivoloso, che ha condotto in queste ore gli inquirenti a battere con particolare zelo la pista spagnola. Inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e dai pm Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa, lo scenario sotto i loro occhi si va via via globalizzando. Ci sono campionati esteri, non solo Germania, anche Spagna e alcune regioni sudamericane. Ci sono alcuni professionisti su cui si sono concentrate le indagini: calciatori - magari un tempo in campo in Italia - ma anche altre figure professionali, come quella di un allenatore su cui negli ultimi tempi è calata l’attenzione dei pm napoletani. Istruttoria complessa e ancora aperta a nuovi sviluppi. Si procede in parallelo rispetto ad altri filoni investigativi, occorre comunque fare il punto della situazione sulle strategie da definire. È il leit motiv della riunione tra il procuratore Giovandomenico Lepore e i suoi aggiunti. Vanno studiate le prossime mosse. Attorno allo stesso tavolo, l’aggiunto Cantelmo (clan stabiesi e calcio scommesse), ma anche il collega Gianni Melillo, che sta coordinando le indagini per frode sportiva, con accertamenti anche su alcune partite disputate dal Napoli negli ultimi due campionati. Resta alta poi l’attenzione sul fenomeno scommesse, anche da parte del pool anticamorra dell’aggiunto Sandro Pennasilico, che sta indagando sul pressing del clan Lo Russo e degli scissionisti sul mondo del pallone a Napoli. Altro passaggio atteso nelle prossime ore, un faccia a faccia con la Procura di Cremona. Spiega il procuratore a News Mediaset: “Cremona sta andando molto veloce - ha detto - ci potrà essere un incontro con i colleghi di Cremona se le partite di cui si interessano riguarderanno anche Napoli; se ci sarà necessità di coordinamento senz’altro lo faremo anche in questo caso come già in altri”. Quanto basta a immaginare un’estate calda e ricca di sviluppi. (fonte: agi.it; ilmattino.it)



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