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PON GOVERNANCE E AZIONI DI SISTEMA ASSE E – Capacità Istituzionale – Obiettivo Specifico 5.1

CALABRIA Linea A.2 – PROGETTARE Miglioramento dei programmi, dei progetti e della performance

REPORT LABORATORIO Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro – Un modello integrato e partecipato per la progettazione delle politiche regionali Sede della Fondazione Mediterranea Terina, Area Industriale Ex "Sir" comparto 15, 88046, Lamezia Terme (Catanzaro) 10 ottobre 2013 - 0re 9.00-17.00


INTRODUZIONE ............................................................................................................................................... 3 1. L’obiettivo del laboratorio........................................................................................................................... 3 2. I partecipanti al laboratorio ....................................................................................................................... 3 CAPITOLO I - Programmazione regionale in materia di Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro ...................................................................................................................................................................... 4 1.1. L'Intesa con il DPO ..................................................................................................................................... 5 CAPITOLO II - Approfondimento dell'iter di attuazione dell'Intesa .............................................. 7 2.1. Metodologia di lavoro ............................................................................................................................... 7 2.2. L'iter di attuazione dell'Intesa - Il target dei Beneficiari e le problematiche in tema di conciliazione ......................................................................................................................................................... 7 2.3. L'iter di attuazione dell'Intesa - criticità attuative......................................................................... 8 2.4. Le proposte operative ............................................................................................................................... 8 2.5. La valutazione del laboratorio da parte dei partecipanti ............................................................ 9 ALLEGATI .......................................................................................................................................................... 10 Allegato I - Programma del laboratorio .................................................................................................. 10 Allegato II - Elenco dei partecipanti ......................................................................................................... 11 Allegato III - Le foto ....................................................................................................................................... 12

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INTRODUZIONE Nell’ambito del Progetto Capacity SUD, finanziato dal Programma Operativo Nazionale "Governance e Azioni di Sistema" (PON GAS) e finalizzato ad accrescere l’innovazione, l’efficacia e la trasparenza delle amministrazioni delle Regioni dell’Obiettivo Convergenza, la Linea A.2 di Capacity SUD, denominata PROGETTARE, si pone l’obiettivo del miglioramento dei programmi, dei progetti, del ciclo di gestione delle politiche e delle organizzazioni che quelle politiche realizzano. Il progetto Capacity SUD vede da un anno FormezPA impegnato ad affiancare il Dipartimento 10 della Regione Calabria, in azioni di Capacity Building orientate alle competenze di progettazione di politiche pubbliche, secondo l'approccio delle metodologie europee basate sulla integrazione delle policy e degli attori e sulla individuazione e definizione condivisa degli interventi. Si sta ora aprendo una seconda fase del progetto finalizzato a coinvolgere altri settori dell'amministrazione regionale in un laboratorio di progettazione sulle politiche di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro anche in virtù dell'Intesa del 2012 che la Regione Calabria ha sottoscritto con il Dipartimento delle Pari Opportunità. A seguito di un incontro svoltosi il 17 settembre scorso, presso il Dipartimento 10 della Regione Calabria, si è convenuto sull'opportunità di realizzare un percorso, articolato in diverse fasi, finalizzato a mettere insieme operativamente le diverse competenze cui fanno capo le politiche della conciliazione per confrontare e avviare il coordinamento strategico di diverse azioni in un'ottica di genere. 1. L’obiettivo del laboratorio L’obiettivo strategico della Regione Calabria è il miglioramento dei servizi a favore della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro per le donne e per tutti i cittadini. Per raggiungere questi obiettivi è necessario costruire un sistema integrato di tutti gli attori locali interessati alla governance delle politiche sociali da sperimentare in alcuni ambiti territoriali. Obiettivo del laboratorio è stato quello di presentare finalità e articolazioni operative dell’Intesa 2012 ai quali i Comuni beneficiari dovranno attenersi, e di individuare, insieme agli attori presenti, gli ambiti su cui poter progettare, nello sviluppo del laboratorio stesso, interventi integrati di conciliazione. Il programma del laboratorio è riportato nell’Allegato I 2. I partecipanti al laboratorio Ai lavori hanno partecipato, oltre al Gruppo di Lavoro FormezPA, che ha condotto e coordinato i lavori, referenti istituzionali appartenenti alle seguenti strutture: 

Dipartimento 10 della Regione Calabria – Lavoro, Politiche della Famiglia, Formazione Professionale, Cooperazione e Volontariato;

Dipartimento 8 Urbanistica e Governo del Territorio;

Dipartimento 13 Tutela della Salute e Politiche Sanitarie;

Fondazione Calabria Etica;

Comuni di: Montalto Uffugo, Serra San Bruno, Lamezia Terme, Caulonia, Castrovillari;

Consorzio Servizi Sociali Del Pollino (Cosspo).

Per quanto riguarda il privato sociale erano presenti:

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Confartigianato;

Forum terzo Settore;

Il sorriso associazione di volontariato.

L’elenco dei partecipanti al laboratorio è riportato nell’Allegato II. CAPITOLO I - Programmazione regionale in materia di Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro La Regione Calabria, in particolare il Settore Politiche Sociali, è impegnata nella programmazione e nella definizione delle linee di indirizzo, per gli anni 2013-2015, delle risorse finanziarie indispensabili al rilancio della pianificazione sociale ai sensi della Legge Regionale 23/2003. Nel rispetto del principio di sussidarietà di cui all'art. 118 della Costituzione e nel rispetto delle leggi dello Stato, la legge regionale mira alla realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali per disciplinarne e riordinarne gli interventi e il servizio pubblico in materia sociale e assistenziale. Tra le principali finalità del dettato normativo è opportuno evidenziare il tema della creazione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali, promuovendo quelle azioni che garantiscono la qualità della vita, le pari opportunità, la non discriminazione e i diritti di cittadinanza. A queste si aggiungono i compiti di prevenzione, eliminazione e riduzione delle condizioni disagio individuale e familiare derivanti da inadeguatezza di reddito, difficoltà sociali e condizioni di non autonomia. Le politiche di pianificazione del sistema dei servizi alla persona dovranno rispondere sempre di più alla coniugazione della domanda e dell’offerta dei servizi su base territoriale, per cui sarà necessario favorire l’individuazione negli ambiti ottimali (ad oggi i Distretti socio assistenziali di cui alla DGR 78/2004) di logiche di sistema e di integrazione della pluralità dei servizi di cura e di miglioramento della qualità della vita. In questo contesto si registrano favorevolmente la concentrazione di una molteplicità di azioni che sembrano prefigurare il rilancio e il consolidamento del “welfare territoriale e comunitario”. Il recente provvedimento ministeriale relativo al riparto delle risorse finanziarie previste dal Piano di Azione e Coesione insieme alle Intese di cui al Piano Straordinario della famiglia, appaiono finalizzati a riequilibrare i ritardi accumulati, specie nelle Regioni dell’Obiettivo Convergenza, nei percorsi di sostegno alle famiglie e ai cittadini. La capacità programmatoria e gestionale dei servizi alla persona in ambito distrettuale, risente tuttavia di una “storica” difficoltà degli EELL e di una manifesta debolezza delle reti territoriale dei servizi. Cogliendo l’occasione della congiunturale (e auspichiamo non estemporanea) disponibilità di risorse previste dai relativi Ministeri, il settore Politiche Sociali della Calabria, mediante apposita Delibera di Giunta,(DGR. N. 311/11.09.2013), ha programmato un complesso di azioni sostenute con una disponibilità di circa 16 meuro. L’intento è di rivitalizzare non solo i servizi storicamente offerti dalle amministrazioni locali, ma soprattutto di innovarne le procedure gestionali e le forme di programmazione locale. All’interno della suddetta deliberazione, è stata inserita la dote finanziaria, sebbene esigua, prevista dall’Intesa con il Dipartimento delle Pari Opportunità in materia di Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

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1.1. L'Intesa con il DPO1 L’ Intesa in materia di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per l’ anno 2012, prevede per la Regione Calabria una dotazione di circa 600 Meuro. Le azioni individuate sono indirizzate a “migliorare ed accrescere l’offerta dei servizi/interventi di cura e di altri servizi alla persona, rendendoli maggiormente accessibili, flessibili e modulabili, in risposta alle crescenti e sempre più articolate esigenze di conciliazione”. Il Settore Politiche Sociali ha elaborato, secondo le linee guida dell’allegato tecnico predisposto dal DPO, un piano operativo che dovrà rispettare il criterio principale della cantierabilità che informa la medesima Intesa. Durante l’attuazione del precedente intervento in materia di conciliazione sono stati rilevati alcuni gap che dovranno essere colmati attraverso la nuova programmazione più orientata alla soddisfazione di architetture di sistema. Per questo motivo la Regione ha intenzione di adottare il sistema dei voucher di servizio per facilitare alle donne, e più in generale alle famiglie, l’incontro “domanda/offerta” di servizi alla persona, anche in funzione del carattere di regolazione economico e relazionale che il buono di servizio ha nella sua natura. L’obiettivo è quello di “promuovere una rete plurale e accreditata dell’offerta di servizi, in grado di raffigurare in forma organizzata un segmento del sistema del welfare regionale, capace di soddisfare i bisogni delle famiglie e la domanda di una specifica e professionalizzata occupazione”. Nell’allegato tecnico concordato con il DPO si raffigura in uno schema il sistema che si intende avviare con la compartecipazione di alcuni partner istituzionali e aderenti al cosiddetto Terzo settore. A seguito del riparto delle risorse affidate ai Comuni capofila degli Ambiti distrettuali, la Regione provvederà a comunicare le linee di indirizzo che dovranno essere rese operative dai singoli Distretti. Attraverso la pubblicazione di due simultanei avvisi pubblici, i Comuni capofila, tramite Accordo di programma o Protocollo di intesa, dovranno raccogliere le disponibilità degli interessati alla fruizione dei servizi per essere inseriti in appositi elenchi nel rispetto di specifici requisiti di qualità e di condizioni soggettive. La progettazione di un meccanismo di incontro tra domanda e offerta dei servizi, regolata da norme di autorizzazione al funzionamento e/o accreditamento, dovrà coinvolgere opportunamente i servizi di orientamento e di promozione dell’occupazione, in virtù dell’obiettivo strategico dell’intesa che resta l’occupazione femminile. Non si tratta esclusivamente di “ingegnerizzare” un procedimento, quanto di costruire un’alternativa complementare al tradizionale affidamento a terzi dei servizi alla persona e al tempo stesso di favorire nell’Ente regionale e nei Comuni ogni possibile capacitazione istituzionale (normativa, amministrativa, economica). Il tema della conciliazione, in questo caso declinato dalla Regione Calabria sul fronte della presa in carico della persona, si presta alla identificazione di un percorso più articolato che dovrà attrarre altri e più disparati attori istituzionali. La partecipazione alla progettazione di un sistema complesso, impone una considerazione più ampia del tema della conciliazione, come dimostra una vasta letteratura sul tema. Per questi motivi si potrebbero assumere come determinanti di un processo innovativo per definizione, alcuni elementi:

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(Repertorio Atti n. 119 CU del 25.10.2012)

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 l’elaborazione di una visione condivisibile dei modelli di vita e delle dinamiche di lavoro;  l’effettiva partecipazione degli attori istituzionali con delega “alla gestione del tempo” (trasporti e mobilità; urbanistica e gestione degli spazi; istruzione e cultura; salute e politiche sociali);  l’accompagnamento alla “messa in opera” del sistema dei servizi e dei singoli strumenti di sostegno attraverso il rafforzamento delle competenze delle istituzioni locali. Uno sguardo “poliedrico”, di fiducia interistituzionale, è indispensabile per valorizzare concretamente il tema della conciliazione ed offrire reali possibilità ai cittadini e alle donne di beneficiare di una rete di tutela, e di tempi giusti per condividerla.

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CAPITOLO II - Approfondimento dell'iter di attuazione dell'Intesa 2.1. Metodologia di lavoro Le sessioni di lavoro partecipative sono state condotte da un facilitatore professionista che ha gestito la discussione favorendo il coinvolgimento attivo dei partecipanti finalizzato al raggiungimento dei risultati attesi utilizzando un sistema di visualizzazione per organizzare i contributi dei partecipanti in uno schema chiaro e condiviso e per ottenere alla fine di ogni sessione dei “prodotti” utili per il lavoro di progettazione. 2.2. L'iter di attuazione dell'Intesa - Il target dei Beneficiari e le problematiche in tema di conciliazione Questa sessione è stata preceduta da una breve presentazione dell’iter procedurale necessario per portare a termine l’intervento integrato in tema di conciliazione. Come previsto dall'Intesa, i Comuni capofila degli ambiti, sede dei Distretti socio sanitari, sono i destinatari del riparto delle risorse finanziarie. I Comuni dovranno quindi, di concerto con le amministrazioni locali, provvedere all'emanazione di appositi avvisi pubblici finalizzati alla costituzione degli elenchi degli operatori che intendono offrire servizi di conciliazione. Contestualmente provvederanno a pubblicare un'altra manifestazione di interesse rivolta al target delle beneficiarie. La sessione partecipativa ha posto quindi l'accento sull'individuazione del target dei beneficiari e sulle criticità e ostacoli che gli Ambiti distrettuali dovranno affrontare per portare a termine questi due adempimenti previsti dall'iter di attuazione dell'Intesa. Il facilitatore ha chiesto ad ogni partecipante di indicare, per iscritto sui cartoncini, una o due categoria di beneficiari finali e i relativi problemi di conciliazione. Quindi i contributi di tutti sono stati chiariti e raggruppati in quattro ambiti fondamentali: 

emarginazione sociale, estrema povertà: in quest’ambito rientrano le categorie socialmente più vulnerabili residenti nelle periferie urbane (in larga parte immigrati, tra i quali predominano in Calabria le comunità magrebine) che sono penalizzate sia dal loro basso livello di reddito sia da un sistema di trasporti inefficiente se non completamente assente;

donne occupate: il problema della conciliazione è molto rilevante per le donne che lavorano e in particolare per quelle che hanno una occupazione di tipo precario. La mancanza di flessibilità dei servizi materno infantili e scolastici così come degli orari di lavoro, nonché l’aspetto culturale che fa gravare sulla donna il peso dei servizi di cura dei propri familiari rende particolarmente gravosa la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro;

donne disoccupate e inoccupate: il problema della conciliazione è ugualmente grave per quelle donne che sono alla ricerca di lavoro. E’ stato rilevato come la ricerca di lavoro sia una attività rilevante in termini di tempo al pari di quella lavorativa vera e propria. Inoltre, il carico del lavoro di cura che ricade sulla donna può essere un elemento determinante per esempio, nel caso di prima assunzione, laddove la prospettiva di una maternità può essere un elemento sfavorevole nella ricerca di una prima occupazione. L’inefficienza del sistema pubblico di trasporto è stato citato come fattore penalizzante sia nel caso delle donne occupate sia di quelle alla ricerca di lavoro. Inoltre, in entrambe le categorie, la madri single sono ancora più penalizzate perché devono provvedere da sole ai compiti familiari di cura;

disabilità: la debolezza del sistema sanitario calabrese ha fatto emergere la situazione drammatica, in tema di conciliazione, di quelle persone o famiglie che hanno figli diversamente abili. La cura che richiedono queste persone è di una tale entità che in alcuni

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casi può portare alla perdita del posto di lavoro sia della donna sia dell’uomo (basti pensare a quei casi di disabilità grave per le cui cure si deve ricorrere a strutture sanitarie fuori Regione). Al di là delle problematiche sopra evidenziate, è stata fatta rilevare la necessità di adeguare in tempo reale le politiche ai bisogni, essendo questi ultimi in continuo mutamento. 2.3. L'iter di attuazione dell'Intesa - criticità attuative Individuati i target dei soggetti beneficiari, il facilitatore ha chiesto ai partecipanti quali fossero le principali difficoltà, criticità e ostacoli che gli Ambiti distrettuali dovranno affrontare per portare a termini gli adempimenti previsti dall'Intesa. Per quanto riguarda l’elenco delle strutture/operatori, questi i principali punti di attenzione: 

l’attuale scarsità di soggetti che possano adempiere ai requisiti di qualità richiesti;

la mancanza di una normativa regionale che stabilisca i requisiti stessi;

il criterio di localizzazione geografica con cui selezionare gli operatori (è opportuno includere operatori non presenti sul territorio regionale?);

la necessità di un monitoraggio ex-post sulla qualità del servizio;

il tempo necessario per la verifica dei requisiti di qualità;

l'eventualità di ampliare la tipologia di operatori al di fuori dei servizi socio-assistenziali tradizionali;

la valutazione della congruità dell’introduzione di un criterio di compartecipazione economica dell’operatore al servizio prestato;

la definizione di un costo orario standard del servizio erogato;

la definizione precisa (catalogo) dei servizi utilizzabili con sistema di voucher;

la necessità di informare e coinvolgere tutti gli ambiti e alo loro interno tutti i Comuni.

Per quanto riguarda invece l’elenco dei beneficiari finali, questi i punti di attenzione: 

la determinazione di un criterio equo in termini di reddito;

la valutazione dell’importanza del criterio del numero dei figli;

l’eventuale valorizzazione di un progetto individuale coerente di conciliazione;

il monitoraggio del voucher speso;

l’eventuale compartecipazione del beneficiario al costo del servizio

2.4. Le proposte operative Come anticipato nel paragrafo 1.1., sono state assunte come determinanti di un processo innovativo per definizione: 

l’elaborazione di una visione condivisibile dei modelli di vita e delle dinamiche di lavoro;

l’effettiva partecipazione degli attori istituzionali con delega “alla gestione del tempo” (trasporti e mobilità; urbanistica e gestione degli spazi; istruzione e cultura; salute e politiche sociali);

l’accompagnamento alla “messa in opera” del sistema dei servizi e dei singoli strumenti di sostegno attraverso il rafforzamento delle competenze delle istituzioni locali.

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Dal laboratorio sono quindi emersi due principali filoni di interesse su cui concentrare, eventualmente, i prossimi step operativi. 

la volontà di creare un Tavolo di lavoro integrato sulla Conciliazione fra i diversi Settori per avviare un lavoro programmatorio congiunto (necessità di coinvolgere l'Adg del Fesr);

la necessità di un confronto con altre esperienze per proseguire sul tema della governance , dell’integrazione e della individuazione del portfolio dei servizi.

A tal proposito, verrà inoltrato a tutti i partecipanti il documento “Interventi per favorire la conciliazione famiglia-lavoro nelle Regioni italiane” redatta dalla Task Force Calabria. 2.5. La valutazione del laboratorio da parte dei partecipanti Al termine del workshop i partecipanti hanno espresso un giudizio molto positivo sull’approccio partecipativo adottato. Al tempo stesso hanno lamentato la scarsa partecipazione all’evento degli Ambiti socio-assistenziali. Il Formez dal canto suo ha ribadito la propria disponibilità a offrire servizi e interventi di capacity buiding a supporto delle iniziative della Regione.

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ALLEGATI Allegato I - Programma del laboratorio 9.00 – 9.30

Accoglienza dei partecipanti

9.30 – 10.00

Saluto e introduzione ai lavori - Regione Calabria, FormezPA

La giornata sarà articolata in diverse sessioni durante le quali saranno affrontate le seguenti tematiche: 10.00 – 11.00

Sessione introduttiva: Programmazione regionale 2007-2013 in materia di conciliazione - L'Intesa con il DPO. Dipartimento Pari Opportunità - Dipartimento 10 della Regione Calabria

11.15 – 13.30

Sessione partecipativa (I parte): Individuazione di ambiti di intervento all’interno dei quali sviluppare la progettazione di interventi specifici. Federico Bussi e partecipanti definiscono le linee del Progetto.

13.30 – 14.30

Pausa pranzo

14.30 – 17.00

Sessione partecipativa (II parte): Avvio della progettazione degli interventi. Federico Bussi e partecipanti definiscono le linee del Progetto.

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Allegato II - Elenco dei partecipanti Cognome

Nome

Ente/Organizzazione di appartenenza

Ruolo

E-mail

Responsabile Prog. Piano Emergenza Famiglia

tadianagabriele@live.it

Gabriele

Tadiana

Fondazione Calabria Etica

Mancari

Ulisse

Fondazione Calabria Etica

Collaboratore

ulisse.mancari@gmail.com

Curcio

Claudia

Confartigianato

Collaboratore

dottoressacurcio@gmal.com

Campisi

Giuseppe

Regione Calabria

Funzionario

gacampisi@libero.it

Sacco

Silvana

Forum Terzo settore

Delegata

forumterzosettore@gmail.com

Bonarrigo

Maria

Regione Calabria

Funzionario

m.bonarrigo@regcal.it

Ferraina

Caterina M.

Comune di Serra San Bruno

Tecnico Progettazione

caterinaferraina@libero.it

Cala'

Francesco

Consorzio Servizi Sociali del Pollino (COSSPO)

Vice Presidente Cda

fr.cala@gmail.com

Folino

Pasquale

Comune di Montalto Uffugo

Responsabile Politiche Sociali

folino.lino@tiscali.it

Bambara

Teresa

Comune di Lamezia Terme

Dirigente Settore

t.bambara@comune.lameziaterme.cz.it

Prezzo

Marilena

Il Sorriso Ass. di volontariato

Presidente

info.ilsorriso@libero.it; mailena.prezzo@libero.it

Maida

Rossana

Dipartimento Tutela della Salute

Dirigente Servizio

r.maida@regcal.it

Vitale

Giovanna

Comune di Lamezia Terme

Di Bella

Maria Francesca

Comune di Lamezia Terme

Funzionario

m.dibella@comune.lameziaterme.cz.it

Tavano

Caterina M.

Dipartimento Tutela della Salute

Funzionario Amministrativo

c.tavano@regcal.it

Dominello

Antonietta

Comune di Caulonia

Esperto In Progettazione

antoniettadominello@gmail.co m

Malvaso

Rosaria

Comune di Serra San Bruno

Assistente Tecnico Sulla Progettazione

rosaria.malvaso@gmail.com

Ferraro

Ugo

Comune di Castrovillari

Responsabile Servizi Sociali

u.ferraro@comunecastrovillari. cs.it

De Marco

Antonio

Dipartimento Urbanistica

Dirigente Del Settore

a.demarco@regcal.it

Sagineti

Carlo

Comune di Castrovillari

Assessore Servizi Sociali

sanginiticarlo@alice.it

Notaristefano

Lorenzo

Il Sorriso Ass. di volontariato

Presidente

tadianagabriele@live.it

g.vitale@comune.lameziaterme.cz.it

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Allegato III - Le foto

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Report LAB Lamezia Terme 10.10.13