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PUGLIA Linea A.2 – PROGETTARE Miglioramento dei programmi, dei progetti e della performance LABORATORIO Smartpuglia REPORT DEI LAVORI "SMART PUGLIA Verso la strategia di specializzazione intelligente 2014-2020" Quali aree di specializzazione per la Puglia 2020: le proposte dei Distretti Tecnologici Pugliesi. Sala Convegni Sede Centrale della C.C.I.A.A. di Bari 23 maggio 2013 – ore 10.00/13.00


PREMESSA .....................................................................................................3 CAPITOLO 1 - Quali aree di specializzazione per la Puglia 2020:le proposte dei Distretti Tecnologici Pugliesi. ........................................................................ 4 1.1 - Note introduttive .................................................................................. 4 1.2 - In sintesi, i punti chiave dai Distretti Tecnologici ................................. 6 1.3 - Le risposte individuali a due domande chiave ..................................... 10 1.4 - Le riflessioni collettive e le conclusioni ............................................... 14 ALLEGATI .................................................................................................... 16 Allegato I – Elenco dei partecipanti.............................................................17 Allegato II – Programma del workshop ...................................................... 18

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PREMESSA Il progetto Capacity SUD, finanziato dal Programma Operativo Nazionale "Governance e Azioni di Sistema" (PON GAS), ha la finalità di migliorare la capacità istituzionale delle amministrazioni delle Regioni dell’Obiettivo Convergenza supportandole nella programmazione di interventi che rispondano alle loro esigenze prioritarie e nel rafforzamento delle competenze necessarie per la loro efficace attuazione. La Capacità Istituzionale, Asse del Programma, oltre a fornire un supporto strategico per una gestione maggiormente efficiente dei Programmi Operativi, assume un rilievo fondamentale in prospettiva della programmazione comunitaria nel quadro di Europa 2020. La Linea A.2 di Capacity SUD, denominata PROGETTARE, propone attività di sviluppo delle capacità delle persone impegnate nelle Amministrazioni a progettare strategie della futura programmazione, interventi su politiche e servizi pubblici, azioni di miglioramento organizzativo e gestionale del ciclo delle politiche. Tali attività, nella Linea di Progetto, promuovono processi collaborativi, che includono nella progettazione diversi attori e si realizzano con metodologie partecipative. In particolare, PROGETTARE si articola in 2 azioni: sviluppo della cultura del PCM (Linea A.2.1 – Progettare le politiche) e Progetti mirati per il miglioramento del ciclo di programmazione e di gestione (Linea A.2.2 – Progettare lo sviluppo organizzativo). Formez PA nell’ambito della linea “Progettare le politiche ” ha organizzato, con la Regione Puglia, e precisamente con l’Area Politiche per lo Sviluppo economico, il Lavoro e l’Innovazione e il Servizio Ricerca Industriale e Innovazione, un incontro di approfondimento tematico, finalizzato al miglioramento di programmi, progetti e performance delle politiche regionali per l’Innovazione. IL LABORATORIO “SMARTPUGLIA” Il Laboratorio SmartPuglia si rivolge, per quanto riguarda il target regionale, a tutti i Servizi dell’Area Politiche per lo sviluppo economico, lavoro e innovazione, in raccordo con il Servizio Programmazione sociale ed integrazione socio-sanitaria, con il Servizio Politiche di Benessere sociale e Pari Opportunità e con le Aree Mobilità e Qualità urbana e Politiche per la riqualificazione urbana, la tutela e la sicurezza ambientale e per l’attuazione delle opere pubbliche e organizza alcuni incontri allargati al sistema territoriale dell’Innovazione, col coinvolgimento attivo degli Stakeholder, attori strategici dell’innovazione e dello sviluppo, nella convinzione che l’ascolto e la condivisione con gli attori del territorio siano condizione dell’efficacia degli interventi di policy. Il workshop che si è tenuto il 23 maggio 2013 all’interno del Festival dell’Innovazione 2013 presso la sede la sede centrale della Camera di Commercio (C.C.I.A.A.) di Bari (Corso Cavour n.2), rappresenta la prosecuzione del percorso laboratoriale svolto finora, seguito e costruito dagli stessi partecipanti nel suo sviluppo attraverso le diverse fasi. In particolare, a partire dal coinvolgimento attivo nell’incontro di autovalutazione sulle politiche di innovazione della Regione Puglia tenutosi a febbraio scorso, questo stesso target ha contribuito - in termini di co-progettazione e potenziamento della comunità di pratica degli innovatori - all’individuazione di indicazioni e prospettive utili per la scrittura della strategia regionale della Smart Specialization. 3


Si è formulata l’ipotesi che i Programmi di Sviluppo Strategico dei Distretti Tecnologici, e i segmenti di specializzazione che individuano possano diventare leve strategiche della Smart Puglia. Obiettivo della giornata: verificare se l’ipotesi formulata possa divenire la tesi centrale della strategia stessa, attraverso un dialogo serrato e dinamico con i Distretti Tecnologici che hanno raccontato, durante l’incontro, la loro mission, in qualità di protagonisti concreti del processo in atto. Per l’elenco completo dei partecipanti si veda l’Allegato II.

CAPITOLO 1 - Quali aree di specializzazione per la Puglia 2020:le proposte dei Distretti Tecnologici Pugliesi. 1.1 - Note introduttive Elena Tropeano, FormezPA - Introduzione ai lavori “SmartPuglia, il percorso in atto avviato dal progetto Capacity Sud, è stato costruito in forma integrata a partire dal settembre 2012, con il Servizio Ricerca Industriale e Innovazione, con gli altri Servizi e con la Task Force regionale di progetto, per un insieme di workshop focalizzati su aspetti topici, con l’uso di metodologie di lavoro innovative. Attraverso i laboratori svolti, si è realizzato un cammino in cui la “capacità istituzionale” è stata trasmessa ai partecipanti. Dentro un’attenzione al “Sud”, posta al centro di questo progetto, gli esperti di capacità istituzionale possono dare forza alle idee, superare il problema del sud della disponibilità di grandi intelligenze e della difficoltà a trasformarle in intelligenza collettiva, valore comune e reale ricchezza del territorio. Nel contesto attuale, più che un paese immobile, è in realtà il sistema di risposte ad esserlo; occorre porre nelle idee pensiero critico e innovazione. In tal senso, cito Adriano Olivetti: “Bisogna accompagnare con l’azione pubblica il passaggio dall’idea all’impresa”. Le sue parole sono il mio ringraziamento alle persone con cui si è lavorato e una riflessione per il futuro.

Adriana Agrimi, Regione Puglia - Le tracce della strategia Regionale La passione di Elena Tropeano e le immagini del report raccontano il grande lavoro fatto con FormezPA. Per esso si esprime un vivo ringraziamento. Traguardiamo oggi l’immaginazione sul futuro, con un confronto in corso. Nel percorso della specializzazione intelligente siamo ad un bivio, in una posizione intermedia. Occorre portare a valore tutte le esperienze, per accrescere la capacità istituzionale, implementando, con essa, tutte le politiche, per una loro integrazione nel disegno della Smart Specialization della Regione Puglia. Una prima importante esperienza in tal senso è stata il Piano Straordinario per il Lavoro a riprova di un’integrazione possibile, quale percorso regionale svolto attraverso un dialogo intenso con il partenariato realizzato in maniera condivisa all’interno della Regione. Dall’esperienza si sono potuti trarre gli elementi sistemici innovativi, i fattori puntuali e le alleanze per l’innovazione. Oggi, la rappresentazione dell’innovazione è dinamica e si fonda sull’aggregazione delle competenze nei territori. Non si possono più rappresentare le specializzazioni in maniera statica, ma occorre accompagnare la creazione di imprese innovative con diverse iniziative (come ILO e Start Cup) 4


che hanno fatto raggiungere alla Puglia una posizione interessante su scala nazionale, oggi quinta regione per i meccanismi di startup. La Legge Regionale del 2007 sui Distretti Produttivi ha chiesto al territorio di fare sistema e ha coinvolto circa 5.000 imprese, costituite in distretti: è una base dinamica in evoluzione. Il livello dei distretti è il percorso comune: le comuni traiettorie tecnologiche e di innovazione, fra distretti tecnologici e produttivi, rappresentano il nesso relazionale. C’è specializzazione se si sa dialogare e i Distretti Tecnologici e le Aggregazioni Pubblico Private hanno recepito questo aspetto, dimostrato nell’iniziativa nazionale sui cluster tecnologici, consentendo alla Regione Puglia una posizione di tutto rilievo (è la terza regione in Italia). Le diverse iniziative in atto dotano la stessa Regione di una cassetta degli attrezzi molto ricca (Pre Commercial Procurement, Living Labs, Open Data). Con queste premesse, l’obiettivo vero non è tanto la modalità scelta e il fascino dello strumento, ma il raggiungimento dell’obiettivo stesso. In questo percorso verso la Smart Puglia, la nostra convinzione è che anche le politiche dell’Agenda Digitale e della Smart Specialization debbano essere necessariamente integrate.

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1.2 - In sintesi, i punti chiave dai Distretti Tecnologici “Dall’ipotesi alla tesi” è il titolo della sessione caratterizzata dal racconto dei Distretti Tecnologici, focalizzato sulle relative specializzazioni, sui target di riferimento sulle mission. A seguire, i punti chiave principali catturati attraverso il muro nomade e la discussione svolta con la dottoressa Eva Milella, Presidente di ARTI.

Lorenzo Vasanelli Distretto Tecnologico High Tech DHITECH Gli elementi distintivi: - valorizzare l’eccellenza come fattore di sviluppo - favorire la collaborazione fra soci pubblici e privati - attrarre gli investimenti - agevolare la creazione d’impresa sviluppare una piattaforma di reti trasversali - un sistema integrato territoriale - stimolare le capacità imprenditoriali di giovani talenti -

Modalità: - Living Lab: coinvolgere gli utenti - un’innovazione aperta operante sui tessuti, come fattore critico e come scommessa - un sistema di smart communities.

Francesca Iacobone Distretto Tecnologico Nazionale sull'Energia – DiTNE Scarl Gli elementi distintivi: - dalla tradizione, uno sguardo verso il futuro - sviluppare capacità progettuali e imprese innovative - favorire l’innovazione e il contributo creativo dei giovani - promuovere le connessioni Modalità: - Servizi innovativi in condivisione fra soci

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Maria Svelto Distretto H-BIO Puglia Gli elementi distintivi: - le tecnologie hanno rilevanza strategica per l’aumento della qualità dei servizi e per il potenziamento della ricerca - un partenariato vasto per dialogare sulla frontiera del futuro Modalità: - una selezione dei progetti di ricerca e sviluppo attraverso la clusterizzazione delle imprese - nuovi processi produttivi con il concorso di tutti gli attori Gianluca Nardone Distretto Agroalimentare Regionale - D.A.Re. Gli elementi distintivi: - lavora collegando imprese ed enti di ricerca - accompagnamento e scouting nel sistema vasto delle imprese piccole e medie Modalità: - drenaggio delle intelligenze - scambio di ricerca - domini tecnologici da cinque traiettorie 7


Giovanni Sylos Labini Distretto Tecnologico Aerospaziale – DTA Gli elementi distintivi: - innovazione industriale e cicli di innovazione con 61 soggetti diversi - incontro sul settore della produzione Modalità: - Living lab: grande attenzione per le relazioni fra le persone - una nuova sfida: concentrarsi sulle pratiche di successo Cristina Tanese Distretto Meccatronico Regionale della Puglia – MEDIS Gli elementi distintivi: - integrazione soci pubblici e privati – università - rilancio del manifatturiero con forte integrazione tecnologica Modalità: - formazione come prospettiva dei giovani - la tecnologia integrata: un mondo ampio verso l’Europa

Eva Milella, ARTI - Vivere il domani come oggi

Arti si impegna a monitorare dinamicamente quanto sta accadendo in termini di risultati nei diversi settori. Oggi il focus è sui distretti tecnologici che evolvono collegati ai distretti produttivi. I Distretti sono fondati, non solo su progetti di ricerca comune - di cui ne rappresentano una condizione necessaria ma non sufficiente - ma anche sulla costruzione di leve per le circostanze economiche essenziali per il territorio in cui si inseriscono. Costituiscono per questo una delle forme di sviluppo da valutare rispetto all’efficacia. Fra i punti chiave: la leadership (o sponsorship) autorevole, la focalizzazione del distretto chiave, la governance del distretto (anche attraverso la formazione di un management capace di conseguire risultati utili). Fondamentale appare il rapporto tra l’istituzione pubblica e il distretto, come nel caso dei Living Labs. Il valore aggiunto offerto dalla Regione al distretto è l’agevolazione nei contatti, nella cultura della proprietà intellettuale e dell’imprenditorialità e la commercializzazione dei brevetti. L’istituzione pubblica provvede alla creazione di un humus culturale, alla formazione e al finanziamento del potenziamento anche infrastrutturale. In cambio, l’istituzione pubblica deve poter “ricevere” la creazione di riscontri effettivi e nuove leve per lo sviluppo economico: l’aumento dell’occupazione come ricaduta non solo diretta e locale, il miglioramento ed il riconoscimento della propria immagine all’esterno, l’attrazione di nuovi investimenti produttivi, anche in ricerca e sviluppo. Notevole rilevanza in tutto questo riveste la comunicazione tra distretti, al fine di condividere campi e risultati di ricerca. 8


L’innovazione è conoscere ciò che sappiamo fare: le nostre specificità sono i nodi di connessione con gli altri. I meccanismi di valutazione e di monitoraggio possono rendere evolutivo il sistema. Occorre, quindi, declinare insieme gli obiettivi chiave con indicatori e definire le milestones a breve, medio e lungo periodo, per decisioni efficaci, sia per i Distretti Tecnologici che per le istituzioni pubbliche. I distretti sono traiettorie strategiche, sono il luogo in cui mettersi in gioco nelle scelte e rappresentano una nuova sfida: trovare meccanismi per dare espressione ai nuovi talenti. Occorre, perciò, favorire la costruzione di modelli innovativi, reti lunghe al tempo del rischio di obsolescenza dei distretti-piccoli mondi autosufficienti, privi di capacità di cooperazione transnazionale.

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1.3 - Le risposte individuali a due domande chiave Anche questa tappa del percorso laboratoriale è stata vissuta con il coinvolgimento attivo degli intervenuti “qualificati”: i soci dei Distretti Tecnologici e delle Aggregazioni Pubblico Private, la “community” del gruppo di partecipanti consolidato, il pubblico del Festival dell’Innovazione. Al fine di stimolare il contributo dei partecipanti per il confronto e la valorizzazione del proprio punto di vista, assieme ai materiali del workshop sono stati distribuiti due cartoncini di diverso colore con due domande chiave. Le risposte fornite sono state clusterizzate in tempo reale con una visualizzazione a favore dei presenti, per favorire le riflessioni e il dibattito assieme ad Eva Milella, presidente di ARTI, ai fini di una più ampia articolazione della “tesi” proposta dalla Regione in merito al ruolo ricoperto dai Distretti nella scrittura della Smart Specialization Strategy. Di seguito le due domande proposte e i cluster delle risposte:

(1) Come possono i Distretti Tecnologici sviluppare “reti” di rapporti integrati per sostenere una crescita industriale del territorio basata sull’innovazione e la ricerca? SCALA NAZIONALE E INTERNAZIONALE  Individuando un proprio posizionamento credibile nella catena del “valore” tecnico-scientifico internazionale, basato sulle reali: o opportunità di valorizzazione di risorse scientifiche e industriali locali o eccellenze scientifiche possedute o masse critiche (risorse umane, progettualità, brevetti, pubblicazioni…)  Strutturando e rafforzando management per lo sviluppo internazionale dei distretti.  Realizzando trasferimenti tecnologici sui mercati di sbocco nazionali ed internazionali. GOVERNANCE  Implementando una governance dei Distretti basata sulla Open Innovation, per una pervasività multidisciplinare delle tecnologie chiave presenti nei distretti.  Curando particolarmente il collegamento fra innovazione e ricerca. RELAZIONI DI CONDIVISIONE  Individuando i campi di comune interesse.  Lavorando con metodologie “open”.  Sviluppando informazioni, metodi e dati all’interno di apposite piattaforme dedicate: open access ai risultati delle ricerche (anche ai fallimenti) su piattaforma comune.  Sviluppando interazioni fra distretti o tra distretti e PA: o con la sperimentazione di strumenti mirati di Project Financing o con la normalizzazione di modelli di partecipazione attiva (Living Labs)  Valorizzando le collaborazioni distrettuali oltre i loro confini. 10


TERRITORIO  Con una conoscenza profonda del territorio e del settore di riferimento: o collegando le imprese e i centri di ricerca o curando la comunicazione sui progetti sviluppati e sui risultati  Aprendosi al territorio, per integrarsi con esso, liberi dall’autoreferenzialità.  Con l’umiltà, che aiuta a conoscere e a riconoscere il tessuto produttivo locale o con attenzione per le buone pratiche esistenti, valore ed ingrediente evolutivo.  Comunicando con i territori, ascoltando i territori, senza manipolazione del consenso tramite lo squilibrio informativo e il “lacchismo” mediatico.  Guardando i bisogni della popolazione locale.  Intercettando le esigenze delle imprese e degli utenti nelle aree di riferimento.  Accogliendo sostanzialmente e massimamente gli input provenienti dalla “comunità” degli stakeholder, aziende in primis, con i distretti produttivi presenti nella vita dei distretti tecnologici.  Con un dialogo, fra artigianato e industria, rispettoso dell’identità e della specificità (le piccole imprese tecnologiche chiudono e diventano plancton per le più grandi).  Costruendo iniziative per la crescita del territorio con prodotti rispettosi dell’ambiente.  Accrescendo la consapevolezza dei cittadini.  Utilizzando le opportunità della nuova Programmazione per realizzare progetti di accompagnamento insieme agli attori del territorio. L’ETICA  Chiarendo a se stessi il significato della legalità, riflettendo sui rischi di sentirsi al di sopra delle regole.  Sostenendo, con la terzietà della leadership, una cultura collaborativa.  Basta volerlo…

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(2) Qual è la leva indispensabile alla strategia regionale per rendere i Distretti Tecnologici in grado di puntare sulle specializzazioni locali e riuscire ad attuare una politica “intelligente”? SCALA NAZIONALE E INTERNAZIONALE  L’aumento ed il miglioramento delle collaborazioni su traiettorie tecnologiche comuni, anche a livello interregionale/nazionale/internazionale.  Il ruolo di “facilitatori” dell’interlocuzione “reale” con gli attori europei ed internazionali. RELAZIONI DI CONDIVISIONE  Creare un clima di fiducia “reale” con i Distretti Tecnologici.  La condivisione dei rischi, dei successi, degli insuccessi.  La valorizzazione di quello che non si conosce.  La valorizzazione della massa critica.  Una maggiore propensione all’imprenditorialità ed alla cooperazione.  Porsi domande e darsi risposte semplici, accessibili a tutti.  Stimolare complementarietà.  Costruire collegamenti.  Sperimentare collaborazioni. TERRITORIO  L’allineamento degli obiettivi di profitto dei Distretti Tecnologici con i bisogni socio-economici del territorio.  La promozione della conoscenza dei Distretti a livello territoriale e la canalizzazione degli investimenti.  Verificare l’allineamento degli obiettivi dei Distretti ai bisogni percepiti dalle persone.  Rendere percepibile all’utenza l’utilità degli obiettivi. INTEGRAZIONE E GOVERNANCE  L’integrazione con le politiche dell’istruzione, della formazione e del lavoro.  Integrazione e coniugazione delle diverse politiche in una visione unitaria per obiettivi comuni, pochi ed universali (ad esempio, crescita e sviluppo sostenibile).  Il reclutamento massimo possibile di giovani formati dall’università, per progetti di ricerca, con l’accompagnamento di imprese tutor, di distretti del settore, di organismi regionali.  La valorizzazione di professionalità varie.  L’introduzione nei Distretti Tecnologici di un approccio “enterprise-driven”, a livello di governance e a livello di valutazione dei risultati. 12


       

Non calare dall’alto i Distretti. La diffusione nei territori della modalità Living lab con una comunicazione efficace. L’investimento sul Pre Commercial Public Procurement, con una specializzazione attuata attraverso la leva della domanda pubblica di ricerca. Il contenimento dell’autoreferenzialità, principale nemico del trasferimento tecnologico in termini d’impatto sui mercati. La cura per la nascita e la crescita di nuove imprese. Affiancamento per accompagnare, senza assistenzialismo. Focalizzazione, attraverso i Distretti Tecnologici, dell’aspetto strategico delle tecnologie chiave abilitanti, che incideranno trasversalmente sulla stessa efficacia della strategia. Conferimento ai Distretti del ruolo: o di interlocutori privilegiati nella definizione delle strategie e degli interventi d’innovazione; o di organismi intermedi per l’attuazione dei programmi.

MONITORAGGIO E VALUTAZIONE  Creazione di un’efficace sistema di monitoraggio e valutazione: o Valutazione ex-ante dei possibili impatti economici delle innovazioni di progetto associate ai piani strategici e ai progetti dei Distretti. o Monitoraggio di output innovativi (brevetti, innovazioni, contratti di ricerca) e occupazionali. o Monitoraggio dell’intensità delle interazioni con il sistema delle imprese regionali. L’ETICA  Il contenimento dei monopoli.

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1.4 - Le riflessioni collettive e le conclusioni L’action writing del muro nomade ha trasferito i ragionamenti emersi sul piano delle riflessioni collettive, per le decisioni future e per la stesura dei documenti strategici delle politiche di specializzazione intelligente. Dalle fragilità Nei Distretti, molte frammentazioni, molte identità più volte presenti, molta ricerca, poco impatto. Un deficit di imprenditorialità innovativa, una bassa capacità di assorbimento della conoscenza, a fronte di una crescita esponenziale dei Distretti. Ai punti di forza I processi d’innovazione si attuano con nuove tecnologie applicate su settori tradizionali d’imprese non strutturate. Gli intermediari, i produttori, le imprese sono aggregazioni stabili nel tempo. I momenti d’incontro, fra Distretti Produttivi e Distretti Tecnologici, sono occasione per mettere a punto le milestones, per avviare un tavolo di monitoraggio e di confronto. Sono intelligenza connettiva, per comunicarsi i risultati in appuntamenti periodici aperti. In Europa, in Italia, in Puglia Per i Distretti Tecnologici, in Europa è in corso un cambio di strategie. In Italia non è venuta meno l’esperienza, ma manca la capacità di lobby. La scala regionale può rappresentare le politiche ed è il luogo in cui essere credibili, con una consistente massa critica. E’ una sfida collettiva, per la crescita collettiva dei soggetti. La strada pugliese è apertura al confronto sul monitoraggio, per individuare un percorso utile per tutti, e nuove strade. Per potenziare il collegamento fra distretto e territorio. Il Distretto nel territorio, lungo le traiettorie Nell’asimmetria informativa, si può definire lo spazio di riequilibrio, con un trasferimento di conoscenza. Le compagini dell’innovazione sono diverse. Se le grandi imprese sviluppano autonomamente la ricerca, il Distretto tecnologico mette in rete le strutture di ricerca e lega i settori produttivi. La mission del Distretto deve mantenere le traiettorie: la valutazione, la qualità, il merito, la legalità, il territorio, le opportunità, i valori. Deve viaggiare. Verso la consapevolezza matura dei bisogni territoriali. Deve coltivare la disseminazione. 14


Loredana Capone, Assessore allo Sviluppo Economico Regione PugliaMoltiplicare le capacità di fare rete La Regione Puglia ha puntato in questi anni sulla capacità di fare rete tra i diversi Servizi e strutture regionali, mirando all’attuazione di un Piano anticrisi come obiettivo finale. In questo scenario, i Distretti rappresentano un quadro strategico chiaro, un epicentro del lavoro, un nucleo per digitalizzare e migliorare la performance. Nel mondo globale attuale, sopravvivono le imprese che hanno investito in ricerca e innovazione, incrementando i propri dipendenti e conquistando i mercati esteri, con nuovi strumenti di intervento. Soprattutto le imprese innovative possono disseminare fuori dal circuito della ricerca, raggiungendo i beneficiari finali, contaminando la vita quotidiana, nella città che vive fuori. Città, famiglie e imprese possono divenire viventi della ricerca, al fine di combattere i gap ancora esistenti in Puglia relativi all’utilizzo delle nuove tecnologie da parte delle famiglie e agli investimenti privati nelle imprese, fattori, questi, al di sotto della media nazionale. In tal senso, assieme alle altre iniziative in atto (Pre Commercial Procurement, Living Labs, ecc.), i Distretti Tecnologici sono ugualmente chiamati ad affrontare quest’attuale sfida collettiva.

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ALLEGATI Allegato I - Elenco dei partecipanti

N.

NOME

COGNOME

Tiziana

Corti

2

Adriana

Agrimi

3 4 5

Ruggiero Francesco

Crudele Leuci

Salvatore

Lospalluto

Alessandra

Marroccia

7 8 9

Gianluca Gianna

Nardone Pinto

Daniela

Recchia

10 11

Sabrina

Sansonetti

Cristina

Sunna

Maria

Spera

13 14 15 16 17 18 19 20 21

Lorenzo Giuseppe Francesco Angela R. Gian Marino Giuseppe Mario Maria Cristina

Vasanelli Creanza Clarizio Pizzarelli Colleoni Milano Ricco Tanese

Maria Vittoria

Di Ceglie

22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38

Marianna Veronica Luigi Pietro Francesca Alessandra Alessandro Felicia Maria Francesco Stefania Maria Angela Vittorio Domenico Antonio Luigi

Cavone Romano Reggi Siciliano De Leo Nenna Danisi Tanzi Svelto Camabellese Corallo Chimenti Rosano Cassano Matera Guida Barone

1

6

12

UFFICIO/SETTORE Servizio politiche di benessere soc. e p.o.

Regione Puglia Servizio ricerca industriale e innovazione

Regione Puglia Innovapuglia Regione Puglia Servizio ricerca industriale e innovazione

Regione Puglia

Serv. Politiche di benessere sociale e pari opportunitĂ

Regione Puglia Da.re Crc Puglia

Formazione professionale

Regione Puglia Innova Puglia

Serv. Politiche di benessere sociale e pari opportunitĂ

Regione Puglia Servizio ricerca industriale e innovazione

Regione Puglia Dhitech Arti Servizio ricerca Regione Puglia Consorzio C. St microelectronics Epolis Bari Medis Medis Ufficio ricerca industriale e innovazione tecnologica

Regione Puglia Innovapuglia Italialavoro Dps mise Cnr Puglia Cnr Puglia Festival Innovazione strade srl Politecnico Galseb Universita degli studi di Bari

Invitalia Invitalia

Serv. Internazionalizzazione Regione Puglia

Unisalento Enea Marco Polo Cetma

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39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53

Gianluca Francesca Francesca Lucia Luigia Palma Oriana Giovanna Marianna Nicola Gaetano Ennio Giulia Enrica Marco

Ciullo D’addabbo Cavicchia Mongelli Carretta Mallardi Amendolagine Genchi Caringelli Bonasia Bonasia Schino Rodolfo Diciano

Anna Rosa

Petronella

54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72

Luigi Francesco Giuseppe Pasquale Marco Silvio Rosa Antonio Moro Giuseppe Sabino Francesco Francesco Maria Luigia Vito Umberto Antonio Teresa Eva

Galantucci Sciannameo Bratta Del Vecchio Alvisi Corrado Dimita Sacchetti De Carlo Marzulli Cacucci Mililla Brunetti Campaniello Giampietro Castellano Masciopinto Milella

Claudia

Germano

Cetma Falacosagiusta

Servizio ricerca industriale e innovazione Regione Puglia

Istat Regione Puglia Regione Puglia Falacosagiusta Regione Puglia Rtz Privato Privato Distretto H-bio Invitalia Innova Puglia Serv. Politiche di benessere sociale e pari opportunità

Regione Puglia Politecnico Provincia Bat Distretto Produttivo Unisalento Enea Latervis srl Provincia Bari Tera srl Decab Ricercatore SSI Regione Puglia Università Lum Innovapuglia Innovapuglia Confrartigianato Banca Etica Presidente ARTI

Servizio ricerca industriale e innovazione

Regione Puglia

Allegato II – Programma del workshop (segue)

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PON GOVERNANCE E AZIONI DI SISTEMA ASSE E – Capacità Istituzionale – Obiettivo Specifico 5.1

Capacity SUD PUGLIA Linea A.2 – PROGETTARE

Miglioramento dei programmi, dei progetti e della performance

Laboratorio Smartpuglia "SMART PUGLIA: Verso la strategia di specializzazione intelligente 2014-2020" Quali aree di specializzazione per la Puglia 2020: le proposte dei Distretti Tecnologici Pugliesi. La Regione Puglia organizza, Il percorso laboratoriale Si è formulata l’ipotesi in collaborazione con svolto finora che i Programmi FormezPA, ha restituito tracce di Sviluppo Strategico nell’ambito del PON GAS ed elementi utili dei Distretti Tecnologici, “Capacity Sud” per la scrittura e i segmenti di specializzazione e della linea “Progettare”, della strategia che individuano, un incontro di approfondimento regionale della si incrocino disegnando tematico, finalizzato al miglioramento Smart perimetri variabili di programmi, progetti e performance Specialization. per diventare delle politiche regionali leve strategiche per l’Innovazione. della Smart Puglia.

attraverso un dialogo serrato Sala e dinamico con i Convegni Distretti Tecnologici Sede Centrale della C.C.I.A.A. di Bari che racconteranno 23 maggio 2013 le loro specializzazioni, ore i loro target di riferimento, 10.00 - 13.00 i loro perimetri di azione. Insomma, la loro mission. - Maria Svelto, Distretto Programma H-BIO Puglia - Gianluca Nardone, Distretto 9.30 – 10.00 10.15– 12.45 Agroalimentare Regionale - D.A.Re. Accoglienza e registrazione Dall'ipotesi - Cristina Tanese, Distretto Meccatronico dei partecipanti alla tesi Regionale della Puglia - MEDIS a cura di 10.00 – 10.15 - Giovanni Sylos Labini, Distretto Annamaria Ferretti, Introduzione ai lavori Tecnologico Aerospaziale - DTA giornalista Elena Tropeano Discussione partecipata con l’intervento di Formez PA insieme a Eva Milella - ARTI - Lorenzo Vasanelli, Le tracce della strategia 12.45 – 13.00 Distretto Tecnologico High Tech regionale Conclusioni DHITECH Adriana Agrimi Loredana Capone – Assessore - Francesca Iacobone Regione Puglia allo Sviluppo Economico Distretto Tecnologico Nazionale 18 Regione Puglia sull'Energia – DiTNE Scarl

L’obiettivo della giornata è verificare collettivamente se l’ipotesi formulata può diventare la tesi centrale della strategia stessa,


PUGLIA Linea A.2 – PROGETTARE Miglioramento dei programmi, dei progetti e della performance Riferimenti FACILITAZIONE Fedele Congedo Andrea Gelao Germana Pignatelli STAFF DI LINEA Elena Tropeano Donatella Spiga

Responsabile di Linea Staff di progetto

070 67956202 070 67956246

TASK FORCE REGIONALE Rosa Carlone Task Force Regione Puglia Fedele Congedo Task Force Regione Puglia Andrea Gelao Task Force Regione Puglia Nicola Recchia Task Force Regione Puglia Ornella Cirilli Task Force Regione Puglia

etropeano@formez.it dspiga@formez.it rosacarlone68@gmail.com fedelecongedo@gmail.com andrea.gelao@conetica.it nic.recchia@gmail.com ornella.cirilli@hotmail.it 19

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